Ale1900 Inviato 24 Gennaio, 2019 #1 Inviato 24 Gennaio, 2019 Buongiorno a tutti. Apro questa discussione per avere maggiori chiarimenti dai più esperti, in merito alle datazioni scientifiche delle monete e simili (tipo: medaglie). Non avendo libri specifici, in internet su alcuni siti ho trovato delle delucidazioni in merito alle datazioni scientifiche delle quali si servono gli archeologi,e quindi anche fisici e chimici per le datazioni in laboratorio, in un lavoro multidisciplinare come scienza vuole. Ho trovato delle informazioni che fanno capo alle analisi chimico-fisiche. In ciò si fa riferimento alle differenze sistematiche nella composizione delle leghe che formano le monete. Si riportano gli esempi di percentuale di stagno, che con il tempo decresce, mentre aumenta la percentuale in piombo (per le monete in bronzo). Queste datazioni si ottengono da analisi chimiche e da strumenti, quali "quantometri" (spettrofotometri). Anche le monete romane sono databili utilizzando questo metodo: esempio di monete in ottone dal I sec. a.C. al II d.C. , nelle quali decresce con l'età la percentuale di zinco. Ma, si legge, siccome lo zinco metallico era sconosciuto, la perdita non poteva essere compensata con un altro metallo. Si passa poi alle monete romane in argento dalla prima metà del I sec. d.C. alla fine del III sec. , che presentano una diminuzione della percentuale dell'argento, che si deve alla svalutazione della moneta. Dando un'altra occhiata in giro, si parla sempre di metodi di datazione scientifica, facendo riferimento alla spettrometria di messa, e quindi alle analisi della abbondanze isotopiche. Si fa particolare riferimento all'attenzione , giustamente, della non distruzione del reperto in sé, o quanto meno ad analisi micro-distruttive. Voi ne conoscete altre? Buona giornata, Ale Cita
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