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IGNORED

Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica


Risposte migliori

Inviato
9 ore fa, apollonia dice:

Rebus con ori

EL amo R e L amo L lana S costa nei C U ori U mani = È l’amore la molla nascosta nei cuori umani

 

apollonia

 

Q382_ori.jpg.5d33d4f4b32c69cecf3dcb782918f172.jpg

apollonia

 

Buona domenica!

Quel rebus, che è molto facile, l'ho postato proprio per la bellissima frase della soluzione.


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Inviato

preci sa dire TTI,   va da T a stento RE ,  amen TE  =  precisare direttiva data stentoreamente

Buon pomeriggio

Bello

Albser

Coppia , non so se già postati

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Inviato

Q383.jpg.0ea5e500948517701d42a1138699929e.jpg

apollonia

 


Inviato (modificato)

monete fior di conio

Monet e fiordi con Io

Bello !

Io (in greco antico Ἰώ?, Iṑ) è un personaggio della mitologia greca e sacerdotessa di Era argiva, secondo la maggior parte delle versioni figlia di Inaco, dio fluviale e re di Argo. In altre tradizioni, è figlia di altri re di Argo, tra cui Iaso,[1][2] Triopa o Peiraso.[3] In tutte le versioni è comunque l'amante di Zeus e la madre di Epafo.

Modificato da Albser

Inviato

A proposito di rebus ispirati alla vicenda di Paolo e Francesca, richiamo un rebus a incastro che prende spunto da un dipinto di G. Frederic Watts, pittore e scultore inglese nato a Londra il 23 febbraio 1817, ivi morto il 1° luglio 1904.

Q384.PNG.1f31d21f6181c87ec01fd2caf6885eac.PNG

Il quadro raffigura i due amanti adulteri che nella storia di Dante sono condannati al girone infernale dove le anime vengono trascinate per sempre in un turbine.

apollonia

 

 


Inviato (modificato)

armadi letto

aRma  diletto

ama (R) diletto

R ad incastro su ama

Modificato da Albser

Inviato
23 minuti fa, Albser dice:

FB_IMG_1683195142258.jpg

 

NU ovolo C ale = Nuovo locale

apollonia


Inviato
2 ore fa, Albser dice:

monete fior di conio

Monet e fiordi con Io

Bello !

Io (in greco antico Ἰώ?, Iṑ) è un personaggio della mitologia greca e sacerdotessa di Era argiva, secondo la maggior parte delle versioni figlia di Inaco, dio fluviale e re di Argo. In altre tradizioni, è figlia di altri re di Argo, tra cui Iaso,[1][2] Triopa o Peiraso.[3] In tutte le versioni è comunque l'amante di Zeus e la madre di Epafo.

 

La vicenda è questa

Un giorno, mentre rientrava nella casa paterna, Io fu fermata da Zeus che le dichiarò il suo amore e le propose di crearsi una dimora nel bosco dove nessuno l'avrebbe molestata e lui avrebbe potuto andare a trovarla ogni qualvolta desiderasse. Io, spaventata, iniziò a fuggire ma Zeus la inseguì sotto forma di nube e si unì a lei, avvolgendola. Era, alla vista di quella strana nube che correva veloce, capì subito il tradimento del marito, ma Zeus avvertì la sua presenza e fece in tempo a trasformare la giovane in una candida giovenca. Il sotterfugio però non ingannò Era che una volta giunta al cospetto del consorte, gli chiese di donargliela: Zeus dovette accettare per non essere scoperto. Non ancora tranquilla. Era portò la giovenca a Micene e l'affidò alla custodia di Argo, un orrido mostro dai cento occhi disposti su tutto il corpo che la controllavano perennemente riposandosi a turno: mentre cinquanta occhi si chiudevano al sonno, gli altri cinquanta vegliavano. Zeus, sentendosi colpevole, incaricò Ermes di liberare la fanciulla. Il giovane dio si presentò ad Argo sotto le sembianze di un giovane pastore di capre e iniziò a suonare il suo flauto magico le cui dolci melodie inducevano al sonno chiunque le ascoltasse. Quando un profondo sonno era calato sui cento occhi di Argo, il dio gli tagliò la testa e potè finalmente liberare Io dalle catene. Era, accortasi della morte di Argo, prese i suoi cento occhi e li fissò alla coda di un pavone, animale a lei sacro. Volendosi però ancor più vendicare della sua rivale, mandò un tafano a tormentarla con le sue punture tanto da indurla a gettarsi in mare per riuscire a sfuggirgli. Io attraversò a nuoto la Grecia fino allo stretto tra l’Europa e l’Asia, che in ricordo del suo passaggio prese il nome di Bosforo (guado della giovenca).

Nel racconto di Eschilo la giovenca proseguì il cammino fino al Caucaso, dove incontrò Prometeo incatenato che le predisse la fine delle sue disavventure con l'arrivo in Egitto, dove avrebbe messo al mondo il figlio di Zeus. Dopo aver attraversato a nuoto il mare che da lei si chiamò Ionio, Io vagò e alla fine approdò in Egitto dove riprese le sembianze umane e generò Epafo, figlio di Zeus. Era tentò ancora di rovinarle la vita facendole rapire il figlio dai demoni Cureti, ma dopo molte peripezie Io riuscì a ritrovarlo e a vivere serena il resto dei suoi giorni in Egitto, accanto a suo figlio. In ricordo della sua metamorfosi Io indossò per sempre un diadema ornato da due piccole corna d'oro. Zeus le fece sposare Osiride e gli egiziani la venerarono come dea Iside. Epafo successivamente divenne re d'Egitto e dalla moglie Menfi, ninfa del Nilo, in onore della quale fondò l'omonima città, ebbe una figlia, Libia, che diede il nome alla regione omonima dell'Africa settentrionale.

Leggenda tratta da http://www.ire-land.it/mitologia/personaggi/io.html.

apollonia

 

 


Inviato

Davvero interessante Apollonia !

La mitologia greca è davvero affascinante.

 

Albser

Ho salvato l'articolo.


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