Cato_maior Inviato 24 Aprile, 2019 #1 Inviato 24 Aprile, 2019 Buonasera, In una lettura sul tardo Impero mi sono imbattuto nella citazione dell'anfora Baratti, che voglio condividere con qualche informazione in più. L’Anfora di Baratti è una anfora di argento quasi puro, 94/96% , un capolavoro di arte tardo antica orientale, pare proveniente da Antiochia e databile al IV secolo. L’anfora ha una altezza di circa 61 cm, una larghezza massima di 35cm ed un peso di circa 7,6kg e poteva contenere fino a 22 litri di vino. Andata persa in antichità nel corso di un naufragio al largo del golfo di Baratti, fu rinvenuta accidentalmente in mare tra le reti di un peschereccio nel 1968, peraltro notevolmente danneggiata da un’estremità di un’ancora. Il lungo restauro è durato circa un anno a cura della sovraintendenza archeologica Toscana. Oggetto di pregevolissima fattura, l’anfora presenta 134 applicazioni ovali con figure, legate al culto di Cibele, diffuso soprattutto in Siria e Anatolia (Frigia); vi si riconoscono altresì Zeus, Era, Afrodite, Atena, Apollo, Ares, Attys, Dioniso, musici e menadi danzanti. Tra le varie ipotesi c'è quella che il tema ruoti attorno al mito di Paride, con intrecci e rimandi ad altri miti. Le figure si allineano su dieci file, fino al collo del vaso, interrotte da una ghirlanda. Non solo si tratta quindi di un raro pezzo di argenteria tardoantica, ma anche di un documento sul persistere della cultura pagana in alcune frange di popolazione dell’Impero Romano anche dopo la conversione statale al Cristianesimo. Non è chiaro se si tratti di un oggetto destinato ad abbellire una mensa privata o se avesse una qualche funzione cultuale. L'attribuzione a una manifattura di Antiochia si basa sul fatto che tale centro fosse il più importante per la lavorazione dell'argento, ma non si può escludere che provenga da un centro danubiano come Sirmium o Naisuss. L’anfora, dopo essere stata a lungo al Museo archeologico nazionale di Firenze, è oggi conservata nel Museo archeologico del territorio di Populonia a Piombino. 7 1 Cita
margheludo Inviato 24 Aprile, 2019 #2 Inviato 24 Aprile, 2019 (modificato) grazie @Cato_maior per averla postata, come hai già detto tu l'anfora e' al museo archeologico di Piombino e la scorsa settimana mia figlia, che li frequenta il liceo linguistico, e' andata con la scuola a vederla, ne e' rimasta molto colpita trattandosi di un capolavoro unico nel suo genere, io ho tentato per mesi di visitare il museo nei periodi in cui le facevo compagnia ma purtroppo d'inverno il museo era chiuso ed apriva solo il fine settimana quando noi rientravamo all'Elba. singolare il modo con cui (così le è stato spiegato dalla guida) la hanno riportata alla sua forma originale, è stata praticamente gonfiata come un palloncino dato che era stata schiacciata, o da un' ancora come tu hai ricordato o forse dalla forte pressione dell'acqua. Modificato 24 Aprile, 2019 da margheludo 1 Cita
Cato_maior Inviato 24 Aprile, 2019 Autore #3 Inviato 24 Aprile, 2019 grazie @margheludo , incredibile il lavoro del restauro che l'ha riportata pressoché allo splendore originale. Cita
VALTERI Inviato 25 Aprile, 2019 #4 Inviato 25 Aprile, 2019 Molto interessante @Cato_maior questa anfora che, personalmente, vedo qui per la prima volta . Se si volesse dire dei 'casi del mare' , da quel mare che è ormai la rete, alla parola Baratti emerge anche la lontana notizia di altro ritrovamento, questo di epoca ellenistica . 2 Cita
Cato_maior Inviato 25 Aprile, 2019 Autore #5 Inviato 25 Aprile, 2019 1 ora fa, VALTERI dice: Molto interessante @Cato_maior questa anfora che, personalmente, vedo qui per la prima volta . Se si volesse dire dei 'casi del mare' , da quel mare che è ormai la rete, alla parola Baratti emerge anche la lontana notizia di altro ritrovamento, questo di epoca ellenistica . Interessantissimo, non conoscevo questo importante recupero Cita
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