Questo è un post popolare Legio II Italica Inviato 8 Luglio, 2019 Questo è un post popolare #1 Inviato 8 Luglio, 2019 (modificato) Questo breve Post non e' dedicato in particolare a Giano come divinita' in quanto molte e varie notizie su questo antichissimo dio italico romano sono reperibili in rete , ma al suo declino come divinita' venerata dai Romani , declino avvenuto agli inizi dell' Impero anche se il Tempio o i due Templi dedicato/i a Giano rimasero in funzione fino al tempo di Teodosio I , declino che inizio' probabilmente entro il I secolo della nostra era e che si concluse con il primo decreto di Teodosio I del 380 , seguito poi dal decreto del 392 quando inaspri' quello del 380 , proibendo tutti i culti pagani . Giano fu la divinita' forse piu' rappresentativa dei Romani dalla monarchia alla Repubblica , quando la sua immagine bifronte accompagno' e fu impressa sui Quadrigati in argento e sui massicci Assi in bronzo che recavano al rovescio la prua di nave , prima semplice , cioe' anonima , poi con simboli e infine con i monogrammi dei Legati ; l' Asse con Giano e la Prua , fu la moneta bronzea per eccellenza di Roma repubblicana , forse piu' degli argenti , esprimeva e lo fa tutt' ora , la potenza e la fede religiosa incrollabile , unita a quella della forza navale , che infine porto' i Romani a dichiarare orgogliosamente , prima il Mar Tirreno , poi tutto il Mediterraneo : “Mare Nostrum” . La rappresentazione di Giano sulle monete praticamente scompare con la Repubblica , un' era si conclude insieme ad un' altra , Giano nell' Impero compare molto raramente ed anche con dubbio , perche' non piu' rappresentato bifronte come nella Repubblica , ma come una figura che regge uno scettro ; piu' sicura la rappresentazione del suo Tempio nel Foro in quanto espressamente citato nella legenda su alcune monete di Nerone . L' antico Tempio di Giano di epoca repubblicana era situato nel Foro Olitorio , era situato ad est del futuro Teatro di Marcello e direttamente collegato alla leggenda dei 300 Fabii , sterminati al fiume Cremera nel 477 a.C. dai Veienti , tranne uno , da cui discese poi Fabio Massimo detto il “Temporeggiatore” o “scudo di Roma” , il Tempio venne ricostruito da Caio Duilio nel III secolo a.C. dopo la vittoria navale di Milazzo del 260 a.C. , poi di nuovo da Tiberio ; la leggenda narra che il Tempio nacque in seguito all' alleanza fatta tra Romolo e Tito Tazio il Re sabino e da cio' nacque il doppio volto del dio a significare l' unione del popolo romano e di quello sabino , la statua del dio fu posta in un tempietto che pare sia sopravvissuto con varie ricostruzioni , fino alla fine dell' Impero nel luogo chiamato : Tria Fata , dal nome delle tre Parche che erano vicino alle falde del Campidoglio . Anche lo storico bizantino Procopio , testimone della guerra gotica in Italia , ricorda questo Tempio che era fatto tutto in bronzo , lo colloca pero' nel Foro romano , mentre l' antico era situato nel Foro Olitorio e secondo Orazio vicino alla Porta Ratumena , verso il Campo Marzio . Questa la testimonianza diretta di Procopio sul Tempio di Giano nel Foro : “……..Allora avvenne pure che alcuni Romani sforzassero le porte del Tempio di Giano tentando di aprirle di soppiatto . Questo Giano era il primo di quegli Dei antichi che i Romani nella lingua loro chiamano : Penati . Egli ha il suo Tempio nel Foro , di contro al Senato , poco piu’ in la’ di : Tria Fata , che cosi’ chiamano i Romani le Parche . Quel Tempio e’ tutto in bronzo , di forma tetragona , e grande tanto da coprire la statua di Giano . Questa statua anch’essa in bronzo e’ alta non meno di cinque cubiti ( circa metri 2,50 ) , in tutto il resto ha figura umana salvo che ha la testa con due facce , delle quali una e’ volta ad oriente , l’ altra ad occidente . Dinanzi a ciascuna faccia sonvi porte di bronzo , le quali secondo l’antica costumanza romana in tempo di pace e di bene si chiudevano , quando invece si stesse in guerra si aprivano . Venuta pero’ quanto mai in onore presso i Romani la fede cristiana , queste porte non aprivano mai piu’ , neppure quando fossero in guerra ; in quell’ assedio tuttavia alcuni che avevano in mente, secondo io credo , l’ antica religione , si attentarono ad aprirle di soppiatto , senza pero’ riuscirvi totalmente , salvo che le porte non combaciavano piu’ tra loro come prima . Rimasero ignoti coloro che questo tentarono , ne’ in tanto trambusto di cose se ne fece inchiesta veruna . dacche’ ne fu avvertito dalle autorita’ e neppure il volgo , ad eccezione di ben pochi , ne venne a sapere” Da Wikipedia , alcuni luoghi d' Italia che sembrano avere una attinenza con il nome dell' antica divinita' italica romana : Giano viene assunto dal Medioevo a simbolo di Genova , in relazione al suo nome antico di Ianua . Come tale viene spesso accostato al Grifone , altro simbolo di questa città . Troviamo effigi di Giano nel tempietto-fontana di piazza Sarzano (l'erma bifronte sulla cupoletta, proveniente da una fontana cinquecentesca opera della bottega in Genova di Giacomo e Guglielmo della Porta, ancora negli ottocenteschi lampadari di Galleria Mazzini. Una rappresentazione indubbiamente più moderna ed essenziale la troviamo nel palazzo azzurro sito in fiumara. Oltre a Genova, Giano è il simbolo di Tiggiano (provincia di Lecce), Subbiano (provincia di Arezzo), Selvazzano Dentro (provincia di Padova) e Centro Giano (provincia di Roma), San Giovanni Rotondo (Provincia di Foggia). L'immagine di Giano è presente nel gonfalone di Tiggiano(provincia di Lecce) perché secondo un'etimologia popolare il nome del paese potrebbe derivare dal nome del dio Giano (in realtà il toponimo è un prediale costruito sul gentilizio romano Tidius . In Basilicata, presso Muro Lucano (PZ) è presente il toponimo Capo di Giano e Varaggiano , mentre presso Melfi c'è Foggiano . A Pescopagano , in una nicchia sotto l'arco di Porta Sibilla vi è una statuetta raffigurante Giano bifronte . L'immagine di Giano è presente nel gonfalone di Subbiano (provincia di Arezzo) perché secondo un'etimologia popolare il nome del paese deriverebbe dal latino Sub Janum condita ("fondata sotto [il segno di] Giano") , ma in realtà il toponimo è un prediale costruito sul gentilizio romano Sevius . Il nome della città di Avezzano in Abruzzo stando ad un'ipotesi giudicata inverosimile da storici ed archeologi deriverebbe da "Ave Jane", un'invocazione posta sul portale di un tempio consacrato al dio Giano. Secondo la leggenda attorno al tempio ebbe origine la borgata formata dai primi agricoltori stanziati nell'area che originariamente circondava il lago del Fucino . Il toponimo di Selvazzano Dentro di origine romana parrebbe riportare alla presenza di un boschetto sacro al dio Giano (selva di Giano) , l'attuale stemma comunale riporta infatti un altare dedicato al dio . Il nome del dio è invece all'origine dei due toponimi Giano dell'Umbria e Giano Vetusto, non direttamente ma attraverso un nome di persona latino Ianus (al quale sarà originariamente appartenuto il fondo sul quale è sorto il centro abitato) . A Reggio Emilia c'è un Giano su uno spigolo di Palazzo Magnani in Corso Garibaldi. Nel comune di Maddaloni, in Provincia di Caserta, esattamente dinanzi l'ospedale cittadino, sono ancora visibili i resti di un tempio con l'iscrizione "Iano Pacifico". A Trieste vi è una fontana con il volto bifronte del dio, posta all'inizio del Viale XX Settembre. In quanto alla scelta del sito, va notato che nei primi anni dell'Ottocento in quel punto si trovava un recinto con cancello, che segnava l'uscita dalla città . In foto , in ordine : tre probabili rappresentazioni del repubblicano tempio di Giano nel Foro Olitorio , il Giano ai Musei Vaticani , Giano serie fusa , Giano Asse repubblicano coniato , Giano su Quadrigato in argento , due Sesterzi di Nerone con il tempio di Giano nel Foro . Modificato 8 Luglio, 2019 da Legio II Italica 10 Cita
VALTERI Inviato 8 Luglio, 2019 #2 Inviato 8 Luglio, 2019 Meritevole, forse, di un accostamento a questo interessante post, una bellissima, estremamente rara didramma del VI^-V^ sec. AC. con una superba testa bifronte maschile/femminile di stile arcaico maturo : battuta nell'isola di Tenedo antistante al sito dell'antica Troia . 2 1 Cita
eliodoro Inviato 9 Luglio, 2019 #3 Inviato 9 Luglio, 2019 Ciao @Legio II Italica dalle mie parti c' è il comune di Giano Vetusto 1 Cita
Legio II Italica Inviato 9 Luglio, 2019 Autore #4 Inviato 9 Luglio, 2019 Due passi della letteratura latina nei quali si parla di Giano , Virgilio nell' Eneide lo cita a proposito dei profughi troiani arrivati nel Lazio alla ricerca delle origini , ricordando che Giano aveva regnato in Italia prima di Saturno e di Giove . Anche Ovidio , nei Fasti e nelle Metamorfosi , dice che Giano dimoro' sul Gianicolo venerato dagli Aborigeni come divinita' solare e lunare che poteva vedere il passato e il futuro . Sul Gianicolo , Giano si sposo' con Camese e Venilia , dalle quali ebbe numerosi figli e qui fu anche sepolto . Giano italico 2 Cita
Legio II Italica Inviato 9 Luglio, 2019 Autore #5 Inviato 9 Luglio, 2019 13 ore fa, VALTERI dice: Meritevole, forse, di un accostamento a questo interessante post, una bellissima, estremamente rara didramma del VI^-V^ sec. AC. con una superba testa bifronte maschile/femminile di stile arcaico maturo : battuta nell'isola di Tenedo antistante al sito dell'antica Troia . Magnifica moneta gianiforme , di altissimo stile , anche se ben diverso dal Giano italico romano piu' sobrio e spartano nella realizzazione , che identifica la diversita' tra il mondo greco orientale e quello italico romano ; maschile il Giano romano , ermafrodito quello orientale . Cita
VALTERI Inviato 9 Luglio, 2019 #6 Inviato 9 Luglio, 2019 L'accostamento @Legio II Italica tra il Giano latino e la testa 'gianiforme' greca è da articolare un poco . Il Giano latino dovrebbe essere una singola persona con una testa a doppio viso : per la moneta greca di Tenedos al mio post 2, si interpreta una singola testa nella quale si raccolgono due distinte persone, forse Tenos e Filonome . Nel tempo, verso la fine dell'Ellenismo, la testa 'gianiforme' che contraddistingue dall'inizio tutta la monetazione di Tenedos, viene anche interpretata come Zeus con Hera . Vale anche un cenno che la monetazione di Tenedos (isola in qualche modo accostata al mito della fuga dei superstiti Troiani verso occidente) ha costantemente al rovescio la figura di una scure bipenne : arma spesso sacra o sacrificale, che si potrebbe anche definire di aspetto 'gianiforme' . 2 Cita
Legio II Italica Inviato 10 Luglio, 2019 Autore #7 Inviato 10 Luglio, 2019 Salve , la scure bipenne rappresentata nella precedente moneta , circondata da una corona d' alloro e da grappoli d' uva , era una tipica rappresentazione allegorica della parte orientale del Mediterraneo dove la cultura micenea rappresenta l' ascia bipenne come simbolo del fulmine divino e del potere reale , quindi nella moneta in particolare accompagna probabilmente il dritto con Giove e Giunone , non penso pero' che , pur nella posa gianiforme , possa essere equiparato al Giano romano . Cita
Stilicho Inviato 10 Luglio, 2019 #8 Inviato 10 Luglio, 2019 Ciao a tutti. Quale piccolo contributo alla discussione, allego un articolo che uscì un po' di tempo fa su "Archeo" a firma di Romolo A. Staccioli. Buona serata. Stilicho QUANDO L'ANTICA ROMA CHIUDEVA LE PORTE DEL SACELLO DI GIANO - Copia.pdf 1 Cita
Legio II Italica Inviato 13 Luglio, 2019 Autore #9 Inviato 13 Luglio, 2019 Salve , rimane da considerare in quale periodo furono emessi i primi Assi con Giano al dritto e la Prua di nave al rovescio con simboli I ; per caso , in fase di ricerca , ho trovato in rete il libro Prorae di Antonio Morello della Diana Editrice di Cassino e nelle lunghe note al libro , leggo : "Infine , l’Autore ha espresso la sua opinione al riguardo , cercando di dimostrare e far comprendere al lettore che la prora sulle monete romane non può essere apparsa prima della vittoria di Caio Duilio a Milazzo nel 260 a.C." . Questa data e' certamente condivisibile , avrebbe infatti un valore storico , commemorativo ed anche propagandistico per Roma che aveva battuto sul mare la grande e potente marina cartaginese , oltre tutto la vittoria di MIlazzo fu la prima vittoria navale di Roma delle tre totali che determinarono la fine della prima guerra punica . Informazioni storiche di Livio tuttavia ci informano che una ambasceria romana si reco' a Delfi nel 394 a. C. su una nave romana , forse da guerra e che la data di nascita tradizionale della marina militare romana sembra essere stata circa nel 311 a. C. , formazione navale che avvenne dopo la conquista della Campania e che la flotta fu affidata a due nuovi ufficiali istituiti per la marina , i duumviri "navales classis" . Questa flotta navale romana , si presento' comunque minacciosa nell' 282 a. C. davanti al porto di Taranto pur non facendo una bella figura , infatti alcuni battelli furono affondati e i rimanenti si diedero alla fuga , la data dimostra pero' che una flotta militare romana operativa esisteva gia' parecchi anni prima della guerra con Cartagine . Non ho letto il libro di Morello , sono certo pero' che queste date precedenti alla sua considerazione di emissione di questi Assi al 260 a. C. , le avra' certamente considerate , quindi avrei piacere di sapere da parte di chi ha letto tutto il libro i motivi che lo hanno indotto a concludere che la data di emissione degli Assi con Giano risalgono alla battaglia navale di Milazzo e non prima . Cita
VALTERI Inviato 13 Luglio, 2019 #10 Inviato 13 Luglio, 2019 (modificato) Nel suo vecchio manuale (Roman Coins - 1988) Sear classificava al 240-225 AC. gli assi con Giano/prora . La prora di nave monetata, è comparsa in Italia nel breve periodo di occupazione di Zancle (493-489 AC.) da parte di Samii, su rari tetradrammi con testa di leone/prora . Pressochè coeve agli assi repubblicani, abbiamo le emissioni di Faselis, importante porto commerciale e città greca in Licia, che ha prodotto per lungo tempo una cospicua e diffusa monetazione, sempre con prora (e poppa) di nave . Modificato 13 Luglio, 2019 da VALTERI 1 1 Cita
Legio II Italica Inviato 14 Luglio, 2019 Autore #11 Inviato 14 Luglio, 2019 (modificato) Salve @VALTERI , leggo che sei un esperto di monetazione greca e ti ringrazio di queste tue annotazioni che pero' rispondono solo in parte alla mia richiesta n° 9 . La tradizione storica sulle emissioni romane in bronzo ed argento , vedi Plinio e Livio , non va d' accordo con gli studi e ricerche moderne , ma neanche tra i numismatici del secolo scorso c'e' totale condivisione , alcuni concordi alle date di emissioni attualmente accettate , altri favorevoli alla tradizione storica antica . Chi avra' ragione ? Modificato 14 Luglio, 2019 da Legio II Italica Cita
Conservator Inviato 18 Luglio, 2019 #12 Inviato 18 Luglio, 2019 Altre informazioni sparse. La costruzione del tempio dedicato a Giano nel foro veniva attribuita a Numa Pompilio. Nel merito Livio (I, 19, 1-3) ricorda che: "Quello (ossia Numa) impadronitosi così del potere, si dedicò a rifondare integralmente, con il diritto, le leggi e i costumi, la città (ossia Roma) che era stata fondata con la forza e le armi. Avendo ben compreso che non era possibile abituarsi a tali cose in mezzo alle guerre - perchè con la milizia gli animi diventano sempre più rozzi - pensando di mitigare il duro popolo disabituandolo alle armi, costruì il tempio di Giano, che si trovava nella parte più bassa dell'Argileto, facendone il simbolo della pace e della guerra, in modo che, aperto, indicasse che la città era in armi, mentre chiuso, che tutti i popoli confinanti erano in pace. Due volte dopo Numa il tempio fu chiuso: la prima terminata la prima guerra punica, sotto il consolato di Tito Manlio, la seconda, che gli dei concessero che noi vedessimo, sotto l'impero di Cesare Augusto dopo la guerra di Azio, quando fu stabilita la pace per terra e per mare." Sotto Augusto il tempio fu chiuso in altre due occasioni: dopo la guerra cantabrica e, ma è più incerto, forse dopo la spedizione in Arabia nel 10 d. C.. Negli ultimi anni di vita dell'imperatore, il tempio fu nuovamente riaperto (Oros. VII, 3, 7). 1 Cita
Legio II Italica Inviato 18 Luglio, 2019 Autore #13 Inviato 18 Luglio, 2019 (modificato) Ciao @Conservator e grazie per il tuo intervento ; sembrerebbe che i Templi di Giano fossero due , quello piu' antico nel Foro Romano e l' altro postumo nel Foro Olitorio , questo forse votato da Caio Duilio durante la prima guerra punica . Modificato 19 Luglio, 2019 da Legio II Italica a Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #14 Inviato 27 Maggio, 2020 (modificato) Riprendo questa discussione per tentare di aggiungere qualche elemento. Di solito quando si pensa alla monetazione con Giano tutti pensiamo subito ai bronzi repubblicani o al limite a qualche denario sempre repubblicano. Ma anche in epoca imperiale questa divinità aveva un certo appeal, come dimostrano i denari e gli aurei con la sua effige. Iniziamo con un aureo di Adriano AD 119 - AD 122 Zecca Roma Dritto IMP CAESAR TRAIAN HADRIANVS AVG: Bust of Hadrian, laureate, draped, cuirassed, right Rovescio P M TR P COS III: Janus standing front, holding sceptre Modificato 27 Maggio, 2020 da ARES III 1 Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #15 Inviato 27 Maggio, 2020 (modificato) Sesterzio di Antonino Pio AD 140 - AD 144 Zecca Roma Dritto ANTONINVS AVG PIVS P P: Head of Antoninus Pius, laureate, right Rovescio TR POT COS III SC: Janus , standing front, holding sceptre Modificato 27 Maggio, 2020 da ARES III Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #16 Inviato 27 Maggio, 2020 Asse di Antonino Pio AD 140 - AD 144 Zecca Roma Dritto ANTONINVS AVG PIVS P P: Head of Antoninus Pius, laureate, right Rovescio TR POT COS III S C: Janus, standing front, holding sceptre Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #17 Inviato 27 Maggio, 2020 Asse di Antonino Pio AD 140 - AD 144 Zecca Roma Dritto ANTONINVS AVG PIVS P P: Head of Antoninus Pius, laureate, left Rovescio TR POT COS III S C: Janus, standing front, holding sceptre Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #18 Inviato 27 Maggio, 2020 Aureo di Commodo. AD 186 - AD 187 Zecca Roma Dritto M COMM ANT P FEL AVG BRIT: Head of Commodus, laureate, right Rovescio P M TR P XII IMP VIII COS V P P: Janus, standing front, leaning on sceptre in right hand, in distyle temple Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #19 Inviato 27 Maggio, 2020 (modificato) Asse di Commodo AD 186 Zecca Roma Dritto M COMM ANT P FELIX AVG BRIT: Head of Commodus, laureate, right Rovescio P M TR P XI IMP VII COS V P P S C : Janus half-draped, standing front on low base, holding long sceptre nearly vertical in right hand and resting left hand on hip, within a distyle shrine with curved roof Modificato 27 Maggio, 2020 da ARES III Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #20 Inviato 27 Maggio, 2020 Denario di Pertinace AD 193 Zecca Roma Dritto IMP CAES P HELV PERTIN AVG: Head of Pertinax, laureate, right Rovescio IANO CONSERVAT: Janus, with two heads facing left and right, draped, standing front, holding sceptre in right hand and resting left hand on hip Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #21 Inviato 27 Maggio, 2020 Denario di Geta AD 211 Zecca Roma Dritto P SEPT GETA PIVS AVG BRIT: Head of Geta, laureate, bearded, right Rovescio TR P III COS II P P: Janus, two-headed, standing front, looking left and right, naked to waist, drapery over left arm, holding sceptre (or spear) in right hand and thunderbolt in left hand Cita
ARES III Inviato 27 Maggio, 2020 #22 Inviato 27 Maggio, 2020 (modificato) Alcuni ingrandimenti di Giano Modificato 27 Maggio, 2020 da ARES III Cita
VALTERI Inviato 27 Maggio, 2020 #23 Inviato 27 Maggio, 2020 In tutte le monete che hai postato @ARES III Giano è sempre ritto a figura intera, con veste abbassata a lasciare il busto nudo ed impugnante con la destra un lungo "scettro" : in alcune di queste monete la figura è collocata all'interno di un arco ed anche su un piedistallo . Si potrebbe immaginare che la figura possa essere la riproduzione, ad esempio, di una statua ? 1 Cita
VALTERI Inviato 27 Maggio, 2020 #25 Inviato 27 Maggio, 2020 E dunque, forse si @ARES III : da approfondire, chissà se in qualche fonte . Cita
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