Marcvsrvs Inviato 28 Gennaio, 2007 #1 Inviato 28 Gennaio, 2007 Salve a tutti. Voglio postarvi questa moneta, che io ho identificato come AE28 di Filippo I - Viminacium. Il rovescio presenta un'incrostazione che, tentandone la pulizia, si è rivelata invece essere delle colature del metallo stesso. Volevo chiedervi se è possibile che queste siano effettivamente delle colature, dovute magari a un errore di battitura, oppure a una successiva esposizione ad alte temperature (questa credo altamente improbabile: avrebbe una patina particolare). Oppure sapete dirmi se esiste un tipo di incrostazione che ha una consistenza e un colore così simili al metallo? La moneta sembra comunque che abbia un consumo compatibile con l'utilizzo: quindi sembra che abbia circolato come moneta. E'possibile, nell'ipotesi dell'errore di battitura, che monete sfigurate potessero avere corso legale? Inoltre ho un altra cosa da chiedervi: questa moneta mi è arrivata già spatinata, più o meno nella condizione che vedete ora (ho provato a pulirla, ma ho potuto togliere solo qualche piccola incrostazione). E'possibile che la patina non l'abbia mai avuta? L'ho comprata su ebay in un lotto di monete da pulire. Già che ci sono...ancora non sono molto esperto della catalogazione...mi sapete dire a che valore corrisponde questa moneta (se è p.e. un asse, un sesterzio, un dupondio, ecc.)? ho trovato solo la dicitura AE28. il diametro è, appunto, di 28mm, mentre il bordo ha uno spessore di mm. 2,5. grazie a tutti! Marco. Il dritto: Cita
Marcvsrvs Inviato 28 Gennaio, 2007 Autore #3 Inviato 28 Gennaio, 2007 un dettaglio dell'incrostazione/colatura: Cita
Silla Inviato 29 Gennaio, 2007 #4 Inviato 29 Gennaio, 2007 (modificato) Ma come l'hai pulito con la sabbiatrice ? Io una volta feci un esperimento in officina su un centenionale che sembrava cementato e l'effetto alla fine era simile al tuo :P Modificato 29 Gennaio, 2007 da Silla Cita
Marcvsrvs Inviato 29 Gennaio, 2007 Autore #5 Inviato 29 Gennaio, 2007 Ma come l'hai pulito con la sabbiatrice ? Io una volta feci un esperimento in officina su un centenionale che sembrava cementato e l'effetto alla fine era simile al tuo :P 194385[/snapback] :blink: ah, beh, può darsi che sia stato pulito così...ho detto che l'ho trovato già in questo stato...io gli ho dato solo una pulitina superficiale... ma dici che le "colature" potrebbero derivare da una pulizia sbagliata? grazie. Marco Cita
agrippa Inviato 29 Gennaio, 2007 #6 Inviato 29 Gennaio, 2007 Non comprendo cosa intendi per "colature". Se per "colature" intendi effetti della corrosione cioè carie e buchi vari sulla superfice del metallo allora si può dire qualcosa. La corrosione effetto della ossidazione del metallo bronzo difficilmente è pari su tutta la superfice delle monete... da qui l'effetto che tu vedi sulla tua moneta. Le cause che la determinano sono varie come umidità e acidità del terreno nel quale la moneta è rimasta per parecchi secoli e il tutto non disgiunto dalle caratteristiche della lega e sue impurità. Quando una moneta come la tua è aggredita dalla corrosione nel modo che vedi non c'è pulizia possibile che non metta in evidenza il danno causato dal tempo... Molto probabilmente il "pulitore" originario si è trovato di fronte al dilemma : "la lascio cosi senza sapere e leggere nulla o la passo in acido e realizzo almeno l'imperatore ?" . Il Tuo ha scelto la seconda.. :D agrì Cita
Marcvsrvs Inviato 29 Gennaio, 2007 Autore #7 Inviato 29 Gennaio, 2007 Già...forse un bagnetto nell'acido sel'è fatta...però, non so se riesco a spegarmi, la parte martoriata del verso è a rilievo, non è scavata nella moneta: ma sta sopra la moneta. E'questo che non mi spiego...perchè c'è del metallo, apparentemente fuso (le "colature"), che sta sopra al rilievo del verso. Forse dalla foto si capisce male e sembra scavato...dopo provo a postare una foto scorciata... intanto grazie!!! Marco Cita
agrippa Inviato 29 Gennaio, 2007 #8 Inviato 29 Gennaio, 2007 Le escrescenze del metallo dal piano originario di conio sono florescenze delle ossidazioni che hanno spinto il metallo... ma all'interno queste escrescenze sono fragili e vetrose; in parole povere sono cristallizzazioni del metallo che nel processo di formazione hanno avuto un naturale aumento di volume. Te ne puoi accertare usando un attrezzo da cesellatore e tentare di pareggiare la parte... sotto troverai una ulteriore "caria".... E' questo un lavoro diffficile che consiglio solo nel caso nel quale si è certi che la sporgenza sia reale dal piano originario di conio. agrì Cita
Marcvsrvs Inviato 29 Gennaio, 2007 Autore #9 Inviato 29 Gennaio, 2007 Ah, certo...ho capito cos'è allora! proverò qualche intervento approfondito allora...grazie a tutti! siete stati preziosi, come sempre! ;) marco Cita
tacrolimus2000 Inviato 29 Gennaio, 2007 #10 Inviato 29 Gennaio, 2007 Già che ci sono...ancora non sono molto esperto della catalogazione...mi sapete dire a che valore corrisponde questa moneta (se è p.e. un asse, un sesterzio, un dupondio, ecc.)? ho trovato solo la dicitura AE28. 194213[/snapback] Le emissioni bronzee a più grande modulo (27-32 mm), testa imperiale laureata e pesi tra i 10 ed i 16 g prodotti dalla zecca di Viminacium potevano probabilmente avere il valore di un sesterzio; similmente i bronzi a piccolo modulo (17-22 mm), sempre con busto laureato e peso attorno ai 4 g (a volte anche 2.5 g) vengono paragonati agli assi imperiali. Gli esemplari a modulo medio e testa radiata, infine, sono considerati dei dupondi. Poichè non esistono riferimenti certi per questa equiparazione, la catalogazione più largamente accettata è comunque in base al modulo (come per la maggior parte delle emissioni provinciali romane). Alcune informazioni su queste emissioni le trovi qui: http://www2.arnes.si/~sspbmate/VIMINACIUM.htm Luigi Cita
Marcvsrvs Inviato 31 Gennaio, 2007 Autore #11 Inviato 31 Gennaio, 2007 Grazie Luigi, le tue informazioni mi sono molto utili. Ho provato ad analizzare "a fondo" (in tutti i sensi :rolleyes: ) le incrostazioni metalliche, scoprendo che sotto il metallo c'è altro metallo compatto. Ne devo dedurre, quindi, che tali formazioni sono state contestuali al momento della battitura (non vi è soluzione di continuità tra il metallo delle "colature" e il metallo che certamente costituisce la moneta), dato che è da escludere, a questo punto, la formazione successiva di tali strutture. Rimane il dubbio se la moneta abbia potuto avere valore nominale anche in questo stato di degrado e, di conseguenza, se la moneta abbia circolato oppure no (dai segni di usura sembrerebbe di si). Grazie a tutti! :) Marco Cita
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