ARES III Inviato 5 Novembre, 2020 #1 Inviato 5 Novembre, 2020 Buongiorno Non sono un esperto ne tantomeno meno un appassionato di questa tipologia numismatica, tuttavia mi è stato chiesto di raccogliere alcune informazioni su questa , non so come definirla moneta-medaglia dal peso di 44,1g e dal diametro di 44 mm. Il papa raffigurato è Paolo III Farnese ma dovrebbe essere posteriore al '700. Vi chiederei : 1- di che periodo è? 2- è un falso? 3- quanto potrebbe valere ? (Non mi piace monetizzare , ma mi è stato chiesto anche questo, quindi...) Grazie a tutti. Cita
palpi62 Inviato 5 Novembre, 2020 Supporter #3 Inviato 5 Novembre, 2020 Premesso che le foto sono sfocate ma sicuramente non è originale perchè manca la scritta sul piviale, a mio parere è un riconio del Mazio del 1800, personalmente non la pagherei più di 100 euro. Cita
Veridio Inviato 5 Novembre, 2020 #4 Inviato 5 Novembre, 2020 Se la tonalità del metallo è come in foto direi a occhio direi post 800. Cita
ARES III Inviato 5 Novembre, 2020 Autore #5 Inviato 5 Novembre, 2020 Dal momento che non me ne intendo cosa volevi dire con è 3 ore fa, palpi62 dice: un riconio del Mazio del 1800 Grazie. Cita
palpi62 Inviato 5 Novembre, 2020 Supporter #6 Inviato 5 Novembre, 2020 2 ore fa, ARES III dice: Dal momento che non me ne intendo cosa volevi dire con è Grazie. il Mazio avendo a disposizione i coni originali dei secoli precedenti li riparò e li riutilizzò per riconiare le medaglie, leggi questo articolo molto interessante. Museo della Zecca Le origini del Museo risalgono all'attività della Zecca pontificia di Roma. Nel 1796 la Camera Apostolica acquistò dagli ultimi discendenti degli Hamerani (nota famiglia di incisori di origine tedesca, operante a Roma già alla metà del diciassettesimo secolo e al servizio dei pontefici quasi ininterrottamente dal 1670 alla fine del Settecento) 748 conii di medaglie papali relative ai regni da Martino V a Pio VII: acciai sei e settecenteschi di origine diversissima, che gli Hamerani avevano in parte direttamente prodotto e in parte acquistato da altri incisori, tanto contemporanei agli effigiati, quanto ´di restituzione´ (ovvero preparati nel diciassettesimo e nel diciottesimo secolo per celebrare pontefici del Quattro e del Cinquecento). Nell´arco di pochi anni la serie si arricchì grazie a diverse acquisizioni, tra le quali la più ingente fu nel 1823 la raccolta dei conii papali (circa 200 pezzi, per lo più seicenteschi) rimasti in possesso dei principi Barberini. A partire dall´Ottocento questo corpus venne progressivamente incrementato dal materiale creatore approntato di volta in volta per la celebrazione dei nuovi papi, fino a raggiungere nel 1870 la consistenza di circa un migliaio di acciai, conservati nel Gabinetto Numismatico che Francesco Mazio, direttore della Zecca Pontificia di Roma, aveva nel frattempo fondato (1822), e dove furono non solo restaurati e in parte duplicati, ma anche utilizzati per la coniazione di nuove medaglie pontificie. Nel 1870 la Zecca Vaticana venne assorbita dal Ministero delle Finanze e tutto il materiale in essa contenuto, compreso il Gabinetto Numismatico, fu acquisito dallo Stato Italiano. Nel 1962 parte della collezione, compresa la cosiddetta serie Mazio (ovvero l´intero corpus delle medaglie pontificie che Francesco Mazio, e quindi il figlio Giuseppe, avevano riconiato nell´Ottocento), fu esposta in alcuni locali del Palazzo dei Ministeri Finanziari in Via XX Settembre. Con il passaggio, nelle 1978, della Zecca di Stato all'Istituto Poligrafico, anche le collezioni numismatiche del Museo entrarono a far parte del patrimonio dell´IPZS. Pressochè inalterati sono rimasti oggi i tre nuclei storici nei quali, fin dall´Ottocento, era stato suddiviso il materiale creatore pontificio del Gabinetto Numismatico, ovvero la serie dei conii pontifici, impiegati per produrre la cosiddetta serie Mazio (di diversa cronologia, perchè tanto ´originali´, quanto in alcuni casi ottenuti nel diciannovesimo secolo dalla duplicazione di acciai sei e settecenteschi); la serie dei conii smessi, costituita per lo più da acciai sei e settecenteschi inutilizzabili e solo in alcuni casi fatti duplicare da Giuseppe Mazio, e la serie dei punzoni, in parte di provenienza Hamerani, in parte invece prodotti nell´Ottocento per facilitare le duplicazioni. 1 Cita
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