icona Inviato 20 Luglio, 2021 #1 Inviato 20 Luglio, 2021 Nella recente asta nomisma 63, mi ha davvero colpito il lotto 964: https://auctions.nomismaweb.com/it/lot/594277/palermo-vittorio-amedeo-ii-1713-1720-grano-/ PALERMO Vittorio Amedeo II (1713-1720) Grano 1716 base 350, realizzo 2600!!! Chiedo agli esperti di questa monetazione qualche elemento per comprendere l'elevato rialzo. Tutti i grani erano argentati e questo è uno dei pochi che hanno mantenuto integra l'argentatura? Oppure nessuno dei grani era argentato e questo è un unicum? Grato a chi vorrà rispondere, saluti, Icona Cita
giuseppe ballauri Inviato 22 Luglio, 2021 #2 Inviato 22 Luglio, 2021 Ciao @icona La moneta venduta dalla prestigiosa Casa d'Aste, risulta estremamente interessante, ma allo stesso tempo solleva notevoli dubbi. Non mi riferisco alla conservazione attribuita ( FDC ) perchè è un parametro soggettivo, quindi può essere materia di discussione, ma nulla più. Questa tipologia era prodotta da conii poco rifiniti e probabilmente in grande quantità. Nasceva già “vecchia” e circolava molto, infine la lega di rame era "bassa" e piuttosto morbida. Trovarne qualcuna ai giorni nostri in BB o più è già una grande impresa. Vorrei soltanto fornire un modesto parere sul fatto che sia stata coniata dalla Zecca di Palermo un Grano argentato. I testi che ritengo più autorevoli in questo campo sono: lo Spahr “Le monete della Zecca di Palermo” - 1959 – e Mario Traina “ I Savoia da Vitt.Am.II a Car.Em.IV “ - 1967. Ho consultato anche altri articoli e documenti che trattano della Monetazione di Vitt.Am.II Re di Sicilia. Nessuno degli Autori menziona un Grano “argentato”. Non sono un'esperto e quindi sarei felice di essere smentito da documenti che non conosco. A questo punto mi permetto di avanzare delle ipotesi sul Grano “argentato”. La prima è che fosse una moneta di “ ostentazione “ oppure una Prova. Non mi convince perchè le monete di ostentazione furono coniate: gli introvabili Scudi d'oro ( 4-3-2-1 con data 1713 ) e potremo anche aggiungere i quasi altrettanto rari Tarì d'argento. Il fatto che sia una “prova” mi sembra altrettanto poco credibile in quanto sarebbe stata coniata nel primo anno dell'effimero Regno ( 1713 ). Resta la seconda ipotesi ( del tutto personale ) : che la moneta sia stata argentata non dalla Zecca di Palermo, ma in un periodo successivo per iniziativa individuale ( proprietario? Venditore?) questo per aumentarne il valore numismatico. A questo proposito cito un testo quasi misconosciuto ma ricco di informazioni: Umberto Mannucci “La Moneta e la Falsa Monetazione” Ed.Hoepli -1898 ( il testo è stato messo a disposizione dal sottoscritto nella Sezione Libri del Forum). I metodi x argentare le monete sono essenzialmente due: a) quello galvanico b) per mezzo di “paste per argentare” ( pagg. 209 – 211 ). Quindi ognuno si potrà fare un'idea della moneta in questione, ritenere se sia un “unicum”, oppure se abbia subito un trattamento a posteriori. L'importante per me è non creare polemiche e sottolineare che le ipotesi avanzate sono del tutto personali. Grazie per l'attenzione, Buona Serata. 1 2 Cita
icona Inviato 22 Luglio, 2021 Autore #3 Inviato 22 Luglio, 2021 Grazie mille per le tue preziose considerazioni. Proverò ad approfondire la cosa, partendo da esse, ma mi sembra arduo trovare ulteriori riferimenti. Buona serata 2 ore fa, giuseppe ballauri dice: Ciao @icona La moneta venduta dalla prestigiosa Casa d'Aste, risulta estremamente interessante, ma allo stesso tempo solleva notevoli dubbi. Non mi riferisco alla conservazione attribuita ( FDC ) perchè è un parametro soggettivo, quindi può essere materia di discussione, ma nulla più. Questa tipologia era prodotta da conii poco rifiniti e probabilmente in grande quantità. Nasceva già “vecchia” e circolava molto, infine la lega di rame era "bassa" e piuttosto morbida. Trovarne qualcuna ai giorni nostri in BB o più è già una grande impresa. Vorrei soltanto fornire un modesto parere sul fatto che sia stata coniata dalla Zecca di Palermo un Grano argentato. I testi che ritengo più autorevoli in questo campo sono: lo Spahr “Le monete della Zecca di Palermo” - 1959 – e Mario Traina “ I Savoia da Vitt.Am.II a Car.Em.IV “ - 1967. Ho consultato anche altri articoli e documenti che trattano della Monetazione di Vitt.Am.II Re di Sicilia. Nessuno degli Autori menziona un Grano “argentato”. Non sono un'esperto e quindi sarei felice di essere smentito da documenti che non conosco. A questo punto mi permetto di avanzare delle ipotesi sul Grano “argentato”. La prima è che fosse una moneta di “ ostentazione “ oppure una Prova. Non mi convince perchè le monete di ostentazione furono coniate: gli introvabili Scudi d'oro ( 4-3-2-1 con data 1713 ) e potremo anche aggiungere i quasi altrettanto rari Tarì d'argento. Il fatto che sia una “prova” mi sembra altrettanto poco credibile in quanto sarebbe stata coniata nel primo anno dell'effimero Regno ( 1713 ). Resta la seconda ipotesi ( del tutto personale ) : che la moneta sia stata argentata non dalla Zecca di Palermo, ma in un periodo successivo per iniziativa individuale ( proprietario? Venditore?) questo per aumentarne il valore numismatico. A questo proposito cito un testo quasi misconosciuto ma ricco di informazioni: Umberto Mannucci “La Moneta e la Falsa Monetazione” Ed.Hoepli -1898 ( il testo è stato messo a disposizione dal sottoscritto nella Sezione Libri del Forum). I metodi x argentare le monete sono essenzialmente due: a) quello galvanico b) per mezzo di “paste per argentare” ( pagg. 209 – 211 ). Quindi ognuno si potrà fare un'idea della moneta in questione, ritenere se sia un “unicum”, oppure se abbia subito un trattamento a posteriori. L'importante per me è non creare polemiche e sottolineare che le ipotesi avanzate sono del tutto personali. Grazie per l'attenzione, Buona Serata. Cita
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