Questo è un post popolare Quintus Inviato 9 Settembre, 2021 Questo è un post popolare #1 Inviato 9 Settembre, 2021 (modificato) L’anello di Silvianus L'anello di Silvianus, conosciuto anche come anello di Vyne, è un anello d'oro databile al IV secolo, ritrovato in un campo arato nei pressi dell'antica città romana di Calleva Atrebatum (moderna Silchester nell’Hampshire in Inghilterra), nel 1785. Originariamente di proprietà di un antico romano britannico chiamato Silvianus, sembra che l'anello sia stato poi rubato da una persona chiamata Senicianus, su cui Silvianus invocò una maledizione. Dopo la sua scoperta, l'anello divenne di proprietà della famiglia Chute, la cui casa di campagna, sempre situata nell'Hampshire, era nella tenuta chiamata The Vyne. L'anello di Silvianus ha un diametro di 25 mm e un peso di 12 g (fu probabilmente pensato per essere indossato sopra un guanto) e ha una forma decagonale. Sull'anello è inoltre presente una smussatura quadrata si cui è incisa un'immagine della dea Venere, ai lati della quale sono state incise le lettere "VE" e "NVS", in scrittura capovolta. In questo modo, quando l'anello è utilizzato come sigillo, le lettere e l'immagine appaiono in bassorilievo e scritte nel senso giusto. Sulla cintura dell'anello è incisa la frase "SENICIANE VIVAS IIN DE", che riporta erroneamente una doppia "I" non lasciando spazio alla "O" terminale. L'iscrizione, che sembra essere stata incisa posteriormente al ritratto di Venere, avrebbe infatti dovuto finire con la frase "VIVAS IN DEO", una comune iscrizione romana cristiana che in latino significa "viva in Dio". Come dicevo l'anello di Silvianus è stato scoperto nel 1785 nel campo di una fattoria vicino a Silchester, una città di origine romana, sito dove si sono concentrate molte scoperte archeologiche. Non si sa con certezza come l'anello sia finito nella tenuta The Vyne della famiglia Chute, ma si presume che il contadino che lo ha trovato debba averlo venduto alla suddetta famiglia, al tempo nota per avere un certo interesse nei reperti storici e nelle antichità. Quello che si sa per certo è che nel 1888 tal Chaloner Chute, proprietario della tenuta, scrisse dell'anello in una storia della casa da lui redatta. All'inizio del diciannovesimo secolo (1929), nel sito di un tempio romano dedicato al dio Nodens, vicino a Lydney nel Gloucestershire, a circa 130 km da The Vyne, fu scoperta dall'archeologo Sir Mortimer Wheeler una defixio (una lamina di piombo incisa a graffio), databile anch'essa attorno al quarto secolo e recante una maledizione inerente ad un anello, che recita: “devo nodenti silvianvs anilvm perdedit demediam partem donavit nodenti inter qvibvs nomen seniciani nollis petmittas sanitatem donec perfera vsqve templvm dentis” ovvero “Per il dio Nodens. Silvianus ha perso un anello e ne ha donato una metà [del suo valore] a Nodens. Tra tutti quelli chiamati Senicianus non sia concessa buona salute fino a che esso non sia riportato al tempio di Nodens.” L'archeologo dedusse il collegamento tra l'anello recante il nome di Senicianus e la defixio con inciso lo stesso nome. Wheeler interpellò allora Tolkien, al tempo professore di filologia anglosassone presso l'Università di Oxford, per indagare sull'etimologia del nome del dio "Nodens", citato nella maledizione. È stato ipotizzato che Wheeler, nella sua discussione con Tolkien circa il nome di Nodens presente sulla lamina di piombo, abbia anche menzionato dell'anello di The Vyne, con cui aveva una certa familiarità. Proprio da questo anello, Tolkien, potrebbe aver tratto lo spunto per l'ideazione dell'Unico Anello, che nel Legendarium di Tolkien era stato forgiato da Sauron per schiavizzare gli abitanti della Terra di Mezzo. Tra l'altro, l'anello e la maledizione a esso associata non sarebbero gli unici elementi dell'area archeologica di Lydney ad aver dato lo spunto a Tolkien per i suoi romanzi più famosi. Lo scrittore, infatti, potrebbe aver tratto ispirazione anche da un forte presente nell'area e risalente all'età del ferro, conosciuto come Dwarf's Hill, ossia "la collina del nano". Nell'allestimento della "Ring Room" alla tenuta di The Vyne nel 2013, è stata coinvolta anche la The Tolkien Society e così, nella stanza dove è esposto l'anello sono presenti, oltre a una teca girevole contenente il gioiello, anche una prima edizione de Lo Hobbit e una copia della già citata defixio, il tutto circondato da immagini di paesaggi rappresentanti la Terra di Mezzo. (Liberamente tratto da Wikipedia ed altre fonti) Ave! Quintus Modificato 10 Settembre, 2021 da Quintus 11 Cita
modulo_largo Inviato 17 Settembre, 2021 #2 Inviato 17 Settembre, 2021 Gli deve aver bruciato tanto l aver perso quell anello! Cita
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