dracma Inviato 15 Aprile, 2022 #1 Inviato 15 Aprile, 2022 Buongiorno a tutti. Apro questa nuova discussione con l'intento di raccogliere, con il contributo (sperabilmente ampio) di chiunque vorrà partecipare, il maggior numero di graffiti apposti su monete della Magna Grecia e della Sicilia. Si tratta di un argomento interessante che spero possa stimolare opportune riflessioni dando vita ad un proficuo dibattito. Comincio con alcune attestazioni nel Bruttium. Nel 1983 Giacomo Manganaro pubblicava un dettagliato studio sui graffiti monetali condotto sostanzialmente attraverso il riesame della documentazione nota, edita per lo più in studi di vecchia data (Lenormant, Friedländer, Gardner, Hill, Blanchet, Babelon, Kraay, ecc.) ma non sempre rintracciabile (G. MANGANARO, Graffiti monetali e onomastica greca, “JNG” 33/1983, ed. 1984, 9-20, Taff. 1-8 con bibl. prec.). Tra le monete esaminate dallo studioso una posizione di rilievo occupa, per il carattere arcaico e il tenore dell’iscrizione, uno statere argenteo di Crotone inquadrabile nell’ultima fase incusa, a tondello stretto e spesso (ca. 475/70-440/35), di ignota provenienza e custodito a Parigi presso il Cabinet des Médailles (FG 1760). Un esemplare già noto a Garrucci e Lenormant e sul quale più di recente ha richiamato l’attenzione L. Brousseau (Production et circulation monétaire en Lucanie antique, in O. De Cazanove-A. Duplouy (curr.), La Lucanie entre deux mers. Archéologie et patrimoine (Actes du colloque international-Paris 2015), II, Naples 2019, 901 e fig. 10). Paris, BN, FG 1760 https://gallica.bnf.fr/ark:/12148/btv1b8598990s?rk=1051507;2 L’esemplare reca al rovescio l’iscrizione graffita Η[Ι]ΑΡΟΝ ΤΟ ΑΠΟ() ossia “sacro ad Apollo”, una tipica formula di consacrazione comune anche ad altre classi di materiali e in base alla quale Paola Zancani Montuoro proponeva di interpretare come iniziale di HIAPON il segno H inciso su 5 monete rinvenute presso l’Heraion alla foce del Sele (“AMIIN”, n.s. 6-7, 1965-66, nn. 77-80 e p. 121), una edificio che coniugava le funzioni prettamente religiose con quelle amministrative e per il quale è stata anche sottolineata una probabile funzione di tamieion sacro, considerata l’eccezionale quantitativo di monete argentee rinvenute (R. Cantilena, Monete dal santuario di Hera alla foce del Sele (Paestum). Nuovi dati e vecchi scavi, “RIN” 112, 2011, 15-28 con bibl. prec.) Si tratta quindi di una dedica votiva che consacra il dischetto d’argento coniato a Crotone ad Apollo. Seppur ci sfuggano le motivazioni che indussero il dedicante a “deturpare” la moneta va osservato che la prassi di offrire un disco di metallo alla divinità è ben documentata e non solo attraverso il documento numismatico. Ne fornisce testimonianza, per restare in Magna Grecia, il celebre disco d’argento rinvenuto presso l’Heraion pestano , dedica collettiva di un gruppo di uomini o addirittura, data l’importanza del dono - 570 g. d’argento -, di tutti i cittadini ad Hera, invocata quale protettrice delle armi. 2 Cita
dracma Inviato 15 Aprile, 2022 Autore #2 Inviato 15 Aprile, 2022 Su di un ulteriore statere di Crotone ad incuso largo (ca. 530/25-510) si legge invece NIKV (Manganaro) o NIKA (von Sallet), un termine che rievoca, anche a livello paleografico (iota a tre tratti), l’analoga iscrizione (non graffita) attestata su un esemplare di Sibari inquadrato dalla Spagnoli nell’ultima fase della coniazione incusa (fase ? 514-510 a.C.) Berlin, SM 18257554 http://www.smb-digital.de/eMuseumPlus?service=direct/1/ResultLightboxView/result.t1.collection_lightbox.$TspTitleImageLink.link&sp=10&sp=Scollection&sp=SfieldValue&sp=0&sp=0&sp=3&sp=Slightbox_3x4&sp=0&sp=Sdetail&sp=0&sp=F&sp=T&sp=6 NAC 52, 2009, 34 (= Spagnoli 251.a) L’interpretazione del peculiare graffito non è univoca in quanto incerta è l’interpretazione dell’ultima lettera. NIKV potrebbe leggersi come forma verbale e rimandare ad un imperativo, “vinci”. NIKA invece potrebbe alludere genericamente alla vittoria o trattarsi, in alternativa, dell’abbreviazione di un nome proprio. La questione rimane aperta. 2 Cita
dracma Inviato 15 Aprile, 2022 Autore #3 Inviato 15 Aprile, 2022 Interessante anche il graffito API apposto su due stateri inquadrabili rispettivamente nella fase arcaica della coniazione (incuso a tondello largo) e in quella iniziale a doppio rilievo – quest’ultimo ignoto al Manganaro e apparso nel 2012 sul mercato antiquario - che tuttavia non è di facile interpretazione. Potrebbe infatti trattarsi sia delle iniziali di un nome proprio e alludere al destinatario dell’oggetto, sia dell’abbreviazione del sostantivo API(TEION), “premio”, con connotazione militare (Manganaro). Berlin, SM 18257730 (= Manganaro, Taf. 5, 16) http://www.smb-digital.de/eMuseumPlus?service=DynamicAsset&sp=SU5mxm4Yx%2FVbg9LVP7MZLDqo6z5lhONBxez%2FYx5EhVSCZjU0bcvvsnPxkoLiFJnF9QzRY98OZwV1b%0AfnOjhdzPJCrGy%2BOIZxfXys9Yi8S8yOKy9dhbvEnXvTesTnjDM%2FLV&sp=Simage%2Fjpeg CNG 279, 2012, 36 (coll. Pitchfork) Cita
dracma Inviato 15 Aprile, 2022 Autore #4 Inviato 15 Aprile, 2022 In un contesto certamente diverso, ma di non facile interpretazione, si inquadrano i peculiari graffiti apposti su uno statere di Caulonia databile negli ultimi anni di vita della polis (gruppo J Noe: ca. 400-389/8). Al D/ , al R/ NE. Secondo Manganaro si tratterebbe di numerali: NE indicherebbe 55 mentre sarebbe l’abbreviazione di , indicazione della genuinità dello statere d’argento (G. Manganaro, Due studi di numismatica greca, “ASNSP, s. 3, vol. 20, 2/3, 1990, 422-3, tav. LXXXIX, 1). Lanz 38, 1986, 79 (da Manganaro 1990, tav. LXXXIX, 1-1a) Cita
dracma Inviato 15 Aprile, 2022 Autore #5 Inviato 15 Aprile, 2022 Complessa anche l'interpretazione del graffito presente sullo statere crotoniate SNG Danish, 1772 che Attianese (1992, p. 76, n. 67 ), sulla scia di Garrucci, proponeva di leggere APXIA ma sul quale sussistono forti perplessità. Garrucci 1885, tav. CIX, 3 SNG Dan. 1772 2 Cita
paparoupa Inviato 15 Aprile, 2022 #6 Inviato 15 Aprile, 2022 I add to this discussion one coin with the graffiti ΠΕΝΤΕ 3 Cita
paparoupa Inviato 15 Aprile, 2022 #7 Inviato 15 Aprile, 2022 And one more with the graffiti ΕΔΩ. 1 Cita
dracma Inviato 15 Aprile, 2022 Autore #8 Inviato 15 Aprile, 2022 2 ore fa, paparoupa dice: I add to this discussion one coin with the graffiti ΠΕΝΤΕ Grazie @paparoupa L'esemplare con ΠΕΝΤΕ proviene dalla vendita Lanz 56, 1991, 36. Ignoro se ci siano stati ulteriori passaggi d'asta. Di quello con ΕΔΩ è nota la provenienza? Cita
Emilio Siculo Inviato 15 Aprile, 2022 #9 Inviato 15 Aprile, 2022 Discussione interessante... Su questo tetradramma di Tolomeo I, al rovescio credo che si legga “AITIΣ” oppure “ΣITIA” 2 Cita
VALTERI Inviato 15 Aprile, 2022 #10 Inviato 15 Aprile, 2022 Aggiungo dalla vendita Kunstfreundes ( 1974 ) un interessante graffito su un importante tetradrammo di Agrigento . Rivedendone l'immagine, incuriosisce, come allora, che l' esemplare risulti un doppio del British Museum . 1 Cita
dracma Inviato 16 Aprile, 2022 Autore #11 Inviato 16 Aprile, 2022 Lo splendido tetradramma di Akragas dell’ultimo quarto del V secolo reca un graffito oggetto di interpretazioni non sempre concordi. Per Manganaro si tratterebbe di un’acclamazione, in verità assai peculiare, che recita: ossia “O mia diletta, Sykoi bella” Il nome femminile Sykò farebbe riferimento quasi certamente ad un’etera e la scelta di tale nome non è casuale. L’autore del graffito, come osserva Manganaro, ha giocato infatti su un termine alquanto malizioso che in greco evoca il frutto del fico e il membro femminile, prestandosi facilmente a doppi sensi. Sykò appare infatti scarsamente attestato come nome proprio femminile e lo documentano solo in un’epigrafe funeraria di Akrai e su un cratere attico di Euphronios, dove identifica una suonatrice di flauto. Si esprime quindi l’ammirazione verso una donna il cui nome è accompagnato da un aggettivo lusinghiero e alla quale era probabilmente destinata la moneta. Cratere di Euphronios (particolare) (da Manganaro 1984, Taf. 7) Cita
dracma Inviato 16 Aprile, 2022 Autore #12 Inviato 16 Aprile, 2022 Si esprime quindi l’ammirazione verso una donna il cui nome è accompagnato da un aggettivo lusinghiero e alla quale era probabilmente destinata la moneta. Allo stesso genere appartengono i graffiti presenti su due monete. Su n tetradramma arcaico di Siracusa si legge al R/: e sotto ossia “Fedele a Tycha” Berlin, SM 18211992 http://www.smb-digital.de/eMuseumPlus?service=DynamicAsset&sp=SU5mxm4Yx%2FVbg9LVP7MZLDqo6z5lhONBxez%2FYx5EhVSCZjU0bcvvsnPxkoLiFJnF9QzRY98OZwV1b%0AfnOjhdzPJCrGy%2BOIZxfXys9Yi8S8yOKjW2yiqBNcjRELEAsJGi7V&sp=Simage%2Fjpeg Cita
dracma Inviato 16 Aprile, 2022 Autore #13 Inviato 16 Aprile, 2022 E ancora uno statere di Metaponto (Johnston A 7.10) con graffito al rovescio (da Manganaro 1984, Taf. 6) Cita
coinzh Inviato 16 Aprile, 2022 #14 Inviato 16 Aprile, 2022 1 ora fa, dracma dice: E ancora uno statere di Metaponto (Johnston A 7.10) con graffito al rovescio (da Manganaro 1984, Taf. 6) Bello l'elmo incuso. Hai una foto anche del diritto ? Cita
dracma Inviato 16 Aprile, 2022 Autore #15 Inviato 16 Aprile, 2022 3 ore fa, coinzh dice: Bello l'elmo incuso. Hai una foto anche del diritto ? Purtroppo Manganaro riproduce solo il rovescio, affermando che la moneta è custodita nel museo di Berlino. In rete non sono riuscito a recuperarla in quanto non viene riportata all'interno della collezione numismatica del museo accessibile online, a differenza di quella di Siracusa. In ogni caso, trattandosi della serie Johnston A 7.10, dovrebbe essere simile a questa: Peus 386, 2006, 28 Cita
coinzh Inviato 16 Aprile, 2022 #16 Inviato 16 Aprile, 2022 (modificato) Per me la moneta manganaro dalla foto sembra il rovescio di una moneta incusa (o e' stato fotografato il calco negativo del rovescio ???). l'altra peus 386, 2006, 28 non e' una moneta incusa. Modificato 16 Aprile, 2022 da coinzh Cita
dracma Inviato 16 Aprile, 2022 Autore #17 Inviato 16 Aprile, 2022 Infatti non si tratta di una moneta incusa ma di uno statere a doppio rilievo. Cita
coinzh Inviato 17 Aprile, 2022 #18 Inviato 17 Aprile, 2022 Ora che lo dici vedo la foto manganaro come rilievo mentre ieri la vedevo come un incuso. Mah. Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #19 Inviato 17 Aprile, 2022 Abbreviazione di un nome è probabilmente anche il graffito che si legge su un esemplare di Terina: Stack's, January 2022 NYINC Auction, 14.01.2022, 4099 From the Mark and Lottie Salton Collection.Ex: J. Hirsch. Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #20 Inviato 17 Aprile, 2022 Interessante anche uno statere di Thurium che presenta al rovescio, sopra la legenda, il graffito CNG 302, 2010, 20 Dalla stessa zecca un distatere del tipo Noe, H.8 che esibisce un graffito di non facile lettura: CNG 114, 2020, 17 From the collection of an English Queen's Counsel. Ex Sotheby's (21 November 1985), lot 16. Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #21 Inviato 17 Aprile, 2022 Da Metaponto uno statere del tipo Johnston Class A, 8.2 con al D/ sotto il mento della testa femminile e al R/ lungo la foglia. BFA 78, 2020, 414 Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #22 Inviato 17 Aprile, 2022 Alquanto numerose appaiono poi i graffiti con l'aspirata seguita da alpha (HA). CNG 41, 2019, 111 From the Ealing Collection, purchased from Baldwin's, October 1995 Jesús Vico, S.A., Subasta 160, 2021, 223 RN 89, 2021, 18 (coll. Z.P., Austria) Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #23 Inviato 17 Aprile, 2022 Interessante anche il caso della moneta di Thurim con BATN al rovescio. Secondo gli editori BATN starebbe per BATION, un diminutivo di batos ("mora") usato come vezzeggiativo. Kölner 6, 2021, 10 Das Graffito könnte für "bat(io)n" (= Brombeerchen) stehen, ein Kosewort. Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #24 Inviato 17 Aprile, 2022 Su una moneta di Thurium di IV sec. in collezione ad Oxford (SNG V, 948) si legge invece , un nome personale maschile al nominativo. L'esemplare è riportato anche da Manganaro (p. 14 e Taf. 3, 11). Cita
dracma Inviato 17 Aprile, 2022 Autore #25 Inviato 17 Aprile, 2022 Nel repertorio dei nomi maschili rientra anche il graffito che si legge al D/ di uno statere di Metaponto della serie Noe-Johnston 422 custodito a Cambridge (McClean, 924 = Manganaro 1984, p. 14 e taf. 3,12). https://data.fitzmuseum.cam.ac.uk/id/object/191755 Il graffito era stato riportato correttamente già dal Grose nel catalogo della collezione McClean (p. 123, n. 924): Cita
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