VALTERI Inviato 20 Giugno, 2022 #1 Inviato 20 Giugno, 2022 (modificato) Resa in caratteri greci, è la scritta, retrograda, che contorna un astragalo sul diritto di una moneta, forse uno statere : nota in 2 esemplari, di ignota origine e periodo, forse dell'Italia meridionale . L'esemplare è custodito in museo a Vienna e censito da Rutter nel suo H.N.Italy al n. 2033 . Modificato 20 Giugno, 2022 da VALTERI 4 Cita
batù di carne Inviato 21 Giugno, 2022 #2 Inviato 21 Giugno, 2022 Sarebbe bello poter affrontare in maniera più approfondita il discorso di Kasario. C'è chi la identifica con l'attuale Porto Cesareo, in provincia di Lecce. Cita
VALTERI Inviato 21 Giugno, 2022 Autore #3 Inviato 21 Giugno, 2022 Quanto accenni @batù di carne è interessante . Quali sono le considerazioni che accostano al sito leccese, questa fin qui ignota moneta ? una buona serata Cita
batù di carne Inviato 22 Giugno, 2022 #4 Inviato 22 Giugno, 2022 (modificato) 21 ore fa, VALTERI dice: Quanto accenni @batù di carne è interessante . Quali sono le considerazioni che accostano al sito leccese, questa fin qui ignota moneta ? una buona serata Un piccolo catalogo di Alberto D'Andre e Giuseppe Tafuri, "Le monete della Messapia" (pp. 121-135). Non so quanto sia affidabile il testo ma la trovo intrigante come teoria, forse semplicemente per via delle mie origini leccesi. Modificato 22 Giugno, 2022 da batù di carne correzione 1 Cita
batù di carne Inviato 22 Giugno, 2022 #5 Inviato 22 Giugno, 2022 https://www.noonans.co.uk/auctions/archive/lot-archive/results/162169/ Eccola a un'asta di qualche anno fa. Cita
VALTERI Inviato 22 Giugno, 2022 Autore #6 Inviato 22 Giugno, 2022 L'esemplare di statere che hai postato @batù di carne , passato in asta nel 2008, sarebbe dunque un 3^ dopo i 2 censiti nel 2001 da Rutter . Non conosco il catalogo di D'Andrea/Tafuri : leggerei volentieri la parte interessata, se ti fosse possibile postarla . Grazie ed una buona serata Cita
batù di carne Inviato 23 Giugno, 2022 #7 Inviato 23 Giugno, 2022 8 ore fa, VALTERI dice: L'esemplare di statere che hai postato @batù di carne , passato in asta nel 2008, sarebbe dunque un 3^ dopo i 2 censiti nel 2001 da Rutter . Non conosco il catalogo di D'Andrea/Tafuri : leggerei volentieri la parte interessata, se ti fosse possibile postarla . Grazie ed una buona serata Scusate l'ignoranza, si può postare un brano senza problemi di diritti/copyright? Comunque nel testo sono proposte altre due monete attribuite a Kasario, due trioboli (o forse dioboli). Cita
VALTERI Inviato 23 Giugno, 2022 Autore #8 Inviato 23 Giugno, 2022 (modificato) Anche il Rutter, nel suo H.N.Italy, ha censito e commentato le frazioni note, attribuite a questa particolare emissione . Modificato 23 Giugno, 2022 da VALTERI Cita
Archestrato Inviato 23 Giugno, 2022 #9 Inviato 23 Giugno, 2022 Buonasera, Ancora una volta devo ringraziare Valteri per avermi fatto scoprire un’emissione la cui esistenza ignoravo completamente. Detto ciò mi sembra necessario notare, per quanto possa rilevarsi da una foto, che l’esemplare ex Noonans di cui al post 5 presenta alcune criticità non trascurabili, visto che si tratterebbe dell’unico in mani private. La moneta, tralasciando la questione dell’autenticità o meno, parrebbe profondamente rimaneggiata, sarò schietto, al limite dell’oscenità. Un astragalo che sembrerebbe deformarsi in un numero romano informe, la R nella legenda al dritto che non corrisponderebbe più agli standard epigrafici arcaici che ben si delineano nell’esemplare di Vienna. La coda del delfino al rovescio poi.. mi taccio per non dirne troppe malvagità. 1 Cita
VALTERI Inviato 23 Giugno, 2022 Autore #10 Inviato 23 Giugno, 2022 Puntuali e ragionate, come sempre, @Archestrato le tue considerazioni . una buona serata Cita
batù di carne Inviato 24 Giugno, 2022 #11 Inviato 24 Giugno, 2022 18 ore fa, Archestrato dice: Buonasera, Ancora una volta devo ringraziare Valteri per avermi fatto scoprire un’emissione la cui esistenza ignoravo completamente. Detto ciò mi sembra necessario notare, per quanto possa rilevarsi da una foto, che l’esemplare ex Noonans di cui al post 5 presenta alcune criticità non trascurabili, visto che si tratterebbe dell’unico in mani private. La moneta, tralasciando la questione dell’autenticità o meno, parrebbe profondamente rimaneggiata, sarò schietto, al limite dell’oscenità. Un astragalo che sembrerebbe deformarsi in un numero romano informe, la R nella legenda al dritto che non corrisponderebbe più agli standard epigrafici arcaici che ben si delineano nell’esemplare di Vienna. La coda del delfino al rovescio poi.. mi taccio per non dirne troppe malvagità. Può essere stata completamente rimaneggiata durante un tentativo di restauro? Cita
batù di carne Inviato 24 Giugno, 2022 #12 Inviato 24 Giugno, 2022 22 ore fa, VALTERI dice: Anche il Rutter, nel suo H.N.Italy, ha censito e commentato le frazioni note, attribuite a questa particolare emissione . Anche Pasquale Attianese le cita nella sua "Calabria Greca", pp. 197-198. ed ecco uno dei trioboli/dioboli presumibilmente di Kasario (la numero 415, ex Luynes). 1 1 Cita
batù di carne Inviato 24 Giugno, 2022 #13 Inviato 24 Giugno, 2022 Giusto per onor di cronaca: "Le monete della Messapia" di D'andrea e Tafuri riporta Rutter che considera (seppur debolmente) anche la 416 della stessa zecca, anche se ha una difersa fattura. Cita
Archestrato Inviato 25 Giugno, 2022 #14 Inviato 25 Giugno, 2022 12 ore fa, batù di carne dice: Può essere stata completamente rimaneggiata durante un tentativo di restauro? Certamente. Il dubbio che mi pongo di fronte ad interventi che paiono invasivi piuttosto che conservativi è quale sia il valore scientifico numismatico da attribuire alla moneta, quanto di quello che possiamo vedere oggi corrisponde a ciò che era in origine? Purtroppo non conosco queste rare emissioni e i miei dubbi restano di conseguenza un ragionamento puramente personale. In una prossima discussione, tempo permettendo, affronterò l’argomento su diversa moneta. Cita
batù di carne Inviato 25 Giugno, 2022 #15 Inviato 25 Giugno, 2022 10 ore fa, Archestrato dice: Certamente. Il dubbio che mi pongo di fronte ad interventi che paiono invasivi piuttosto che conservativi è quale sia il valore scientifico numismatico da attribuire alla moneta, quanto di quello che possiamo vedere oggi corrisponde a ciò che era in origine? Purtroppo non conosco queste rare emissioni e i miei dubbi restano di conseguenza un ragionamento puramente personale. In una prossima discussione, tempo permettendo, affronterò l’argomento su diversa moneta. D'accordo, aspetterò la discussione! Tuttavia, ragionando sulle tue parole pare veramente un maldestro tentativo di "restauro", se vogliamo chiamarlo così. Purtroppo questi piccoli centri che battevano moneta in Puglia non sono rari e sono spesso carenti di esemplari, basti pensare al caso di Valesio, come Kasario batteva moneta in argento ma ci sono arrivati due o forse tre esemplari.. 1 Cita
dracma Inviato 27 Giugno, 2022 #16 Inviato 27 Giugno, 2022 A proposito di queste particolari emissioni riporto quanto scritto da A. Siciliano, La circolazione monetale, in Taranto e il Mediterraneo, Atti del XLI Convegno di Studi sulla Magna Grecia (Taranto 2001), Taranto 2002, pp. 496-7. Premetto che condivido solo parzialmente le ipotesi dello studioso. 2 2 Cita
batù di carne Inviato 27 Giugno, 2022 #17 Inviato 27 Giugno, 2022 Davvero interessante e completamente sconosciuto per me. Ti ringrazio veramente! La questione di Valesio è complicata..Ma a differenza di Kasario abbiamo la certezza di dove si trovasse e resti della piccola comunità (che spaziano dall'epoca messapica a quella medievale). Peccato aver perso qualsiasi traccia di Kasario e doversi affidare a intuizioni troppo spesso dettate dall'onomastica dei luoghi. Cita
dracma Inviato 28 Giugno, 2022 #18 Inviato 28 Giugno, 2022 La questione "Kasario" è infatti alquanto complessa. A livello paleografico le lettere utilizzate mostrano una certa affinità con le serie di Taranto almeno fino agli anni Settanta/Sessanta V secolo. Si noti in particolare sigma a tre tratti e rho con tratto obliquo. Un ulteriore elemento di corrispondenza con le serie iniziali di Taranto si potrebbe riscontrare nel decoro del bordo radiato del rovescio nonché nel dato tecnico della misura del tondello (ca. mm 23), benché l'esiguità degli esemplari noti costituisca un grave limite e imponga di formulare solo mere ipotesi. CNG, 112, 11.9.2019, 9 Leu 6, 2020, 31 C'è poi la questione della riconiazione su Crotone. Gli studi di Garraffo hanno dimostrato che in realtà solo uno dei due nomoi, ossia quello in collezione statale a Napoli (Santangelo 6303), appare riconiato su uno statere di Crotone che per elementi tipologici sembrerebbe inquadrabile nel momento iniziale della fase a tondello stretto (ca. 480/70-460 a.C.). Tuttavia la mancanza di un corpus della zecca crotoniate impone di adottare anche in questo caso le doverose cautele e di considerare una datazione post 460 e quindi intorno alla metà del V secolo, suscettibile di ulteriori verifiche. Si può tuttavia osservare che la riconiazione fu forse favorita dal leggero calo dello statere italiota che proprio intorno alla metà del V secolo determinò l'adozione di uno standard ponderale fissato da Parise intorno a gr. 7,76 (cd. nomos italiotikòs). 4 Cita
batù di carne Inviato 28 Giugno, 2022 #19 Inviato 28 Giugno, 2022 8 ore fa, dracma dice: La questione "Kasario" è infatti alquanto complessa. A livello paleografico le lettere utilizzate mostrano una certa affinità con le serie di Taranto almeno fino agli anni Settanta/Sessanta V secolo. Si noti in particolare sigma a tre tratti e rho con tratto obliquo. Un ulteriore elemento di corrispondenza con le serie iniziali di Taranto si potrebbe riscontrare nel decoro del bordo radiato del rovescio nonché nel dato tecnico della misura del tondello (ca. mm 23), benché l'esiguità degli esemplari noti costituisca un grave limite e imponga di formulare solo mere ipotesi. CNG, 112, 11.9.2019, 9 Leu 6, 2020, 31 C'è poi la questione della riconiazione su Crotone. Gli studi di Garraffo hanno dimostrato che in realtà solo uno dei due nomoi, ossia quello in collezione statale a Napoli (Santangelo 6303), appare riconiato su uno statere di Crotone che per elementi tipologici sembrerebbe inquadrabile nel momento iniziale della fase a tondello stretto (ca. 480/70-460 a.C.). Tuttavia la mancanza di un corpus della zecca crotoniate impone di adottare anche in questo caso le doverose cautele e di considerare una datazione post 460 e quindi intorno alla metà del V secolo, suscettibile di ulteriori verifiche. Si può tuttavia osservare che la riconiazione fu forse favorita dal leggero calo dello statere italiota che proprio intorno alla metà del V secolo determinò l'adozione di uno standard ponderale fissato da Parise intorno a gr. 7,76 (cd. nomos italiotikòs). Molto interessante, trovo alcune analogie con quello che ho già letto nel piccolo catalogo di D'andrea e Tafuri. Più che il sigma era il rho che citavano per confermare la sua origine più pugliese meridionale che calabrese. 1 Cita
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