stf Inviato 7 Settembre, 2022 #1 Inviato 7 Settembre, 2022 (modificato) Mamma mia, dammi cento lire Che in America voglio andar (io voglio andar) Cento lire io te le do Ma in America no, no, no Questo è l'incipit di una delle più famose canzoni popolari italiane sul tema dell'italiane sul tema dell'emigrazione. Autore e data non sono noti, ma sicuramente è databile intorno alla metà dell'800, a cavallo dell'Unità d'Italia. Dal sito inflationhistory si può calcolare il valore della lira nei diversi anni. Per esempio nel 1861, anno dell'Unità d'Italia, 100 lire equivalevano a circa 481,80€. Probabilmente una somma simile a quella che un emigrante italiano avrebbe dovuto sborsare per ottenere un passaggio su una nave per tentare la fortuna oltreoceano. Nel 1861 e anni successivi la somma di 100 lire sarebbe stata probabilmente pagata con 5 marenghi (monete d'oro da 20 lire) col volto del Re Vittorio Emanuele II. Modificato 7 Settembre, 2022 da stf 1 Cita
stf Inviato 7 Settembre, 2022 Autore #2 Inviato 7 Settembre, 2022 (modificato) La prima classe costa mille lire La seconda cento, la terza dolore e spavento E puzza di sudore dal boccaporto E odore di mare morto Signor Capitano, mi stia a sentire Ho belle e pronte le mille lire In prima classe voglio viaggiare Su questo splendido mare Così comincia la canzone "Titanic" del celebre Francesco de Gregori, scritta nel 1982 ma ovviamente risalente al tragico e noto naufragio di 70 anni prima. Nel 1912, 100 lire equivalevano approssimativamente a 395,87€ odierni, mentre 1000 lire a 3.958,71€. Per pagare 100 lire nel 1912 probabilmente si sarebbe usata una banconota di tale valore della serie Barbetti, stampata a partire dal 1897, mentre per pagare 1000 lire, una banconota "Grande M", emessa a partire dal 1896. Modificato 7 Settembre, 2022 da stf Cita
stf Inviato 7 Settembre, 2022 Autore #3 Inviato 7 Settembre, 2022 (modificato) Se potessi avere mille lire al mese Senza esagerare, sarei certo di trovare Tutta la felicità .............................. Se potessi avere mille lire al mese Farei tante spese, comprerei fra tante cose Le più belle che vuoi tu Così cantava Gilberto Mazzi nel 1939, nella canzone intitolata appunto "Mille lire al mese". 1000 lire, che nel 1939 si concretizzavano in una banconota della tipologia "Regine del mare", stampata a partire dal 1930 e dedicata alle Repubbliche Marinare di Genova e Venezia, equivalevano approssimativamente a 870,41€ di oggi. Non una grande cifra come stipendio mensile, ma probabilmente nella povera Italia di allora molte persone percepivano ancora meno... Modificato 7 Settembre, 2022 da stf Cita
stf Inviato 7 Settembre, 2022 Autore #4 Inviato 7 Settembre, 2022 (modificato) Nei quartieri dove il sole del buon Dio Non da i suoi raggi Ha già troppi impegni per scaldar la gente D'altri paraggi Una bimba canta la canzone antica Della donnaccia Quel che ancor non sai tu lo imparerai Solo qui fra le mie braccia ............................... Tu la cercherai tu la invocherai Più d'una notte Ti alzerai disfatto rimandando tutto Al ventisette Quando incasserai dilapiderai Mezza pensione Diecimila lire per sentirti dire "Micio bello e bamboccione" Questo è parte del testo della celebre canzone "La Città Vecchia", cantata nel 1965 da Fabrizio De André. Il tema della canzone è la prostituzione. 10000 lire, equivalenti a circa 103,33€ odierni, era probabilmente un prezzo standard di una prestazione sessuale nella metà degli anni 60 del 900. Probabilmente il personaggio della canzone di De André avrà allungato una banconota da 10000 lire col volto di Michelangelo (emessa a partire dal 1962) nelle mani (o nel reggiseno ?) della sua prostituta preferita. Modificato 7 Settembre, 2022 da stf Cita
stf Inviato 7 Settembre, 2022 Autore #5 Inviato 7 Settembre, 2022 Una canzone dedicata interamente alla vecchia valuta italiana si intitola proprio "Mille Lire", ed è stata cantata da Sergio Endrigo nel 1981. Nella canzone, l'ormai non più giovanissimo cantautore (nel 1981 aveva 48 anni) descrive un suo incontro con una giovane venditrice ambulante a un semaforo. Ragazzina che mi salti addosso In agguato al semaforo rosso Per mille lire mi offri due rose Fazzoletti di carta e mille cose Mille lire nel 1981 sono pochi spiccioli (circa 2,06€ di oggi), sufficienti appena a comprare qualcosa di scarsissimo valore (un pacco di fazzoletti o due rose) da un venditore ambulante. Nella canzone, il cantautore fa un flashback nel suo passato, ricordando i tempi quando 1000 lire erano una cifra ben più consistente, prima che il suo valore venisse eroso dall'inflazione. E io distratto e stanco di guidare Senza volere mi metto a ricordare Mille lire del tempo che fu Molto prima che nascevi tu Mille lire, mille lire di una volta La prima volta che le ho visto tutte intere Ho capito che la vita era a una svolta Che mi aprivano tutte le frontiere Mille lire, mille lire avventuriere Quando Endrigo era un giovane ragazzo (quindi intorno agli anni 50, essendo lui nato nel 1933), 1000 lire erano una cifra che permetteva "1000 avventure", non certo gli spiccioli che si danno all'ambulante. Mille lire colorate rosso e paglia Mille lire grandi come una tovaglia Un lenzuolo da piegare in otto Una coperta per stare caldi sopra e sotto Mille lire, mille lire un terno al lotto Infatti, allora le 1000 lire erano un biglietto piuttosto grande che per farlo stare in tasca dovevi piegarlo tante volte. Erano le 1000 lire "Grande M" emesse nei primi anni della Repubblica con un disegno simile alla banconota da 1000 lire emessa durante il Regno. Ben diverso dal bigliettino con la faccia di Verdi (1969-82) con cui si potevano comprare i fazzoletti nel 1981! E volare felice in aeroplano Con la tua squadra andare su a Milano In tribuna come un pascià E la Triestina militava in Serie A Nel 1959 (ultimo anno della Triestina in serie A), 1000 lire equivalevano a circa 13,64€ odierni. Probabilmente il giovane Endrigo e i suoi coetanei avrebbero potuto spendere quella cifra per il biglietto dello stadio. La canzone si conclude con: Mille lire, mille lire, che bellezza Ma si doveva cantare giovinezza A dire il vero io ero appena nato Però mi basta quel che mi hanno raccontato Mille lire, mille lire e sei fregato Nel 1933, quando Endrigo era appena nato (e in Italia tutti cantavano "Giovinezza", l'inno fascista), 1000 lire erano equivalenti a ben 1.108,22€! Cita
stf Inviato 7 Settembre, 2022 Autore #6 Inviato 7 Settembre, 2022 (modificato) Con un deca non si può andar via Non ci basta neanche in pizzeria Fermati un attimo All'automatico Almeno a piedi non ci lascerà In questa città Questo è il ritornello della canzone "Con un Deca" che gli 883 cantavano nel 1992. Il "deca" era uno slang per la somma di lire 10.000. Considerato che 10.000 lire nel 1992 equivalevano a 8,76€ di oggi, per forza non si poteva andare via solo con quella cifra! Non bastava nemmeno per una pizza fuori casa, al massimo per mettere qualche litro di carburante nel serbatoio e riuscire ad arrivare a casa! Le 10.000 lire che giravano nel 1992 le abbiamo viste tutti. Erano biglietti azzurri col ritratto di Volta, in circolazione dal 1984 all'avvento dell'euro. Nello stesso album è inclusa anche la canzone "Hanno ucciso l'Uomo Ragno", di cui una delle strofe recita: Giù nelle strade si vedono gangs Di ragionieri in doppiopetto pieni di stress Se non ti vendo mi venderai tu Per cento lire o poco più, eh Cento lire in quel contesto è una metafora per una somma di infimo valore. Infatti, 100 lire nel 1992 erano equivalenti a circa 9 centesimi di euro odierni. Praticamente non ci compravi neanche un pacchetto di chewing gum, era la classica monetina che ti davano di resto al supermercato e la dimenticavi in qualche tasca o qualche cassetto. Il valore era così basso che due anni prima la zecca ne aveva ridotte le dimensioni di circa la metà. Modificato 7 Settembre, 2022 da stf Cita
stf Inviato 7 Settembre, 2022 Autore #7 Inviato 7 Settembre, 2022 Minchia signor tenente E siamo qui con queste divise Che tante volte ci vanno strette Specie da quando sono derise Da un umorismo di barzellette E siamo stanchi di sopportare Quel che succede in questo paese Dove ci tocca farci ammazzare Per poco più d'un milione al mese E c'è una cosa qui nella gola Una che proprio non ci va giù E farla scendere è una parola Se chi ci ammazza prende di più Di quel che prende la brava gente Queste sono alcune strofe della canzone "Signor Tenente", con la quale Giorgio Faletti partecipò al Festival di Sanremo del 1994, riferita ai drammatici attentati mafiosi che due anni prima uccisero i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un milione di lire nel 1992 era circa pari a 866,51€ odierni. Quindi "poco più di un milione al mese", probabilmente lo stipendio di un giovane allievo carabiniere di allora, equivaleva a circa un migliaio di euro. Sicuramente molto meno di quanto guadagnavano gli uomini di Cosa Nostra con le loro attività criminose! Allora un milione di lire in contanti (anche se all'epoca per pagare cifre simili era più comune mettere mano al libretto degli assegni, e gli stipendi ovviamente venivano versati direttamente in banca come oggi) era costituito da 10 banconote da 100.000 lire col volto di Caravaggio, in circolazione dal 1983 all'introduzione dell'euro (con un restyling nel 1993 per migliorare le misure anticontraffazione). Cita
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