Questo è un post popolare ZuoloNomisma Inviato 1 Febbraio, 2023 Questo è un post popolare #1 Inviato 1 Febbraio, 2023 Ciao a tutti, questa sera vi parlo di una moneta che qui sul forum non è mai stata presentata. Come da titolo, si tratta del testone di Paolo V per Ferrara. Paolo V (1605-1621), Ferrara, Testone. Munt 211, CNI 112, MIR 1605/1. D/: Busto a destra con camauro e mozzetta. . PAVLVS . V . BURGH . PONT. MAX +. In basso nel giro in fuori: ++1619+ R/: Il Santo con elmo non piumato, in armatura a cavallo galoppante a destra, in atto di trafiggere con la lancia nelle fauci il drago in piedi a destra, retrospicente. . S . GEORGIVS . FER - RARIAE . PROTECT All'esergo, due armette ovali: a sinistra quella del cardinal legato Giacomo Serra, sormontata da cappello; a destra, quella della città di Ferrara, sormontata da corona. Nel mezzo +. T/: liscio. Peso 9.56 g Al rovescio, è protagonista San Giorgio, patrono di Ferrara. È rappresentato secondo i caratteri tipici della sua iconografia, in armatura a cavallo, intento ad uccidere il drago. La leggenda narra che Giorgio fosse un nobile cavaliere errante, originario della Cappadocia (nell’attuale Turchia), di fede cristiana. Apostolo su un bianco cavallo, giunse un giorno nel regno di Silene, in Cirenaica, che era funestato dalla presenza di un terribile drago, la cui forza distruttrice poteva essere contenuta solo da sacrifici umani. Fu proprio il “soldato di Cristo” a salvare dalle fauci del mostro la figlia del re, e come ricompensa non volle né onori né denari, ma che tutto il popolo si convertisse ricevendo il battesimo. La rappresentazione di san Giorgio che combatte con il drago è in assoluto una delle più diffuse nell’arte cristiana, in epoca medievale ma ancora nei tempi moderni, in Occidente come in Oriente (dove il cavaliere è annoverato fra i megalomartyroi, cioè i santi per eccellenza della tradizione ortodossa). Numerosissime sono le varie rappresentazioni di San Giorgio e il drago nella storia dell'arte. Ve ne allego due, celeberrime, quella di Paolo Uccello e di Raffaello. Nella provincia di Ferrara il culto è particolarmente diffuso poiché spesso, nella credenza popolare dell'Alto Medioevo, il Po e altri corsi minori venivano considerati la tana di un drago, che san Giorgio avrebbe ucciso salvando gli abitanti. In realtà il drago è stato identificato come metafora della pericolosità delle piene del fiume, che rischiavano di distruggere Ferrara e gli altri centri della zona. A Ferrara le due chiese principali gli sono dedicate. Sempre a Ferrara, gli è dedicato il palio, nel quale il premio è appunto il drappo del "santo Zorzo" (san Giorgio nel locale dialetto). Sempre al rovescio della moneta è presente lo stemma della città di Ferrara, che è costituito da uno scudo perale diviso orizzontalmente a metà, con la parte superiore di color nero e la parte inferiore di color argento. Lo scudo è timbrato da una corona ducale, ricordo del periodo ducale della città. Da un punto di vista numismatico, si tratta di una moneta ritenuta rara, che compare abbastanza di frequente sul mercato. Dei due anni di coniazione (1619 e 1620), il 1619 è sicuramente più raro, in base ai passaggi che ho registrato sul mercato, nonostante il MIR assegni R al 1619 e RR al 1620. Nella grande maggioranza dei casi però la conservazione non va mai oltre il BB ed in genere si tratta di un conio che presenta spesso debolezze, salti e ribattiture. Questo esemplare, sicuramente superiore alla media, appare scevro dai difetti maggiori e si presenta ben impresso e corredato da una gradevole patina. Il significato dei segni "croce", "rosetta" e "stella" che compaiono nei testoni (e nei giuli) è di difficile interpretazione. Non si tratta di segni di zecca in quanto si accompagnano spesso alle iniziali F.R degli zecchieri Franchini e Rivaroli; è più probabile che siano segni di differenziazione delle varie emissioni. Michele 10 Cita
Luca.Cava Inviato 6 Aprile, 2023 #4 Inviato 6 Aprile, 2023 @ZuoloNomisma Interessatissima analisi di una stupenda moneta ferrarese! (Da ferrarese, mi permetto soltanto di correggere la scrittura di San Giorgio, in dialetto San Zòrz 😁) Allego le fotografie di alcune pagine dell'opera "Delle monete di Ferrara" di Vincenzo Bellini del 1761 dove si descrive il testone di Paolo V e se ne riproduce l'immagine. Luca. 2 Cita
ZuoloNomisma Inviato 6 Aprile, 2023 Autore #5 Inviato 6 Aprile, 2023 Grazie @Luca.Cava ! Ottima integrazione! Io sono stato cittadino della bellissima Ferrara per circa 11 anni (università e specializzazione) ed ora a distanza di diversi anni la mia cadenza ferrarese che avevo acquisito l'ho oramai persa! Per tornare al testone, è molto gradevole e a me personalmente le monete papali coniate nella città estense piacciono molto, pur soffrendo senza dubbio di minor pregio artistico rispetto a quelle coniate a Roma. A Ferrara non c'erano gli Hamerani e possiamo dire che si vede! Michele 1 Cita
Liutprand Inviato 6 Aprile, 2023 #6 Inviato 6 Aprile, 2023 Mai visto! Quindi immagino di grande rarità! Cita
Luca.Cava Inviato 7 Aprile, 2023 #7 Inviato 7 Aprile, 2023 18 ore fa, ZuoloNomisma dice: Ferrara non c'erano gli Hamerani e possiamo dire che si vede! Certamente, da città capitale dell'importante Ducato Estense, dal 1598 Ferrara è diventata, potremmo dire, territorio di frontiera dello Stato della Chiesa. In città, infatti, sono pochissimi gli edifici barocchi ed è sempre al periodo della dominazione pontificia che si deve ascrivere l'inizio della decadenza, per via di reimpiego o abbandono, di numerosi edifici, come le "delizie", tanto cari agli Estensi. Cita
Tm_NPZ Inviato 26 Aprile, 2023 #8 Inviato 26 Aprile, 2023 Sempre emozionante vedere una moneta di Ferrara, la mia città Già, la qualità artistica non è il massimo, ma secondo me meritano anch'esse un posto d'onore nella Storia numismatica nazionale Cita
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