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Curiosità nella lingua italiana: aforismi, battute, aneddoti, ecc.


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Allo specchio

Il cosiddetto test dello specchio è utilizzato per verificare il possesso di facoltà di autoconsapevolezza degli animali: gli unici in grado di riconoscersi vedendo la loro immagine riflessa sono le scimmie antropoidi, i tursiopi, le orche, gli elefanti, la gazza europea e il cavallo.

 

Il fatto che il cavallo sia uno degli animali in grado di riconoscersi nel test allo specchio mi ricorda un episodio che riguarda Bucefalo, il famoso cavallo di Alessandro Magno. Una volta Alessandro non rimase soddisfatto di come Apelle, il grandissimo pittore suo ritrattista personale, aveva raffigurato Bucefalo in un dipinto. Apelle fece condurre l’animale vicino al quadro per un confronto e Bucefalo, come vide il quadro, emise un breve e profondo nitrito in segno di gradevole emozione e di apprezzamento. "Il cavallo di vostra Maestà sembra conoscere la pittura meglio di voi!", commentò Apelle.

Bisogna dire che Alessandro non ne ebbe a male, anzi, apprezzava così tanto Apelle e la sua arte che sopportò altre punzecchiature del genere. Non solo, ma quando, dopo aver incaricato l’artista di ritrarre Campaspe, la sua concubina favorita, vide il ritratto e capì che Apelle se n’era innamorato perdutamente, invece di arrabbiarsi come ci si poteva aspettare dal suo carattere impetuoso, Alessandro la offrì in dono all’artista per dimostrare l’apprezzamento dell’opera e la sua convinzione che la bellezza dovesse appartenere di diritto al genio.

apollonia

 


  • 1 mese dopo...
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Una delle numerose leggende sulla figura di Alessandro Magno narra che il condottiero macedone riuscì a far innamorare perdutamente di sé persino Sisigambi, la madre del re persiano Dario III, suo irriducibile nemico. Fatta prigioniera da Alessandro, la donna ne subì a tal punto il fascino da cadere preda a un’incontenibile passione d’amore e, quando il sovrano di Macedonia passò a miglior vita, lei decise di seguirlo lasciandosi morire di fame.


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L’atto di clemenza storicamente più grande di Alessandro fu quello nei confronti della regina Sisigambi dopo la battaglia di Isso, quando l’aveva fatta prigioniera con la principessa Statira, moglie di Dario, e le loro due figliolette, Statira II e Dripetide. All’indomani della battaglia Alessandro andò con Efestione a far visita alle prigioniere nella loro tenda e Sisigambi, che non aveva mai visto Alessandro, si prostrò ai piedi di Efestione, il più alto dei due, avendolo scambiato per il re. Gelo assoluto all’interno della tenda, perché un gesto simile in Persia sarebbe costato la vita. Ma Alessandro si chinò verso la vecchia regina, le prese le mani aiutandola a rialzarsi e le disse. “No madre, non hai sbagliato: anche lui è un Alessandro.”

Ma anche Alessandro commise una gaffe in buona fede nei confronti di Sisigambi con la quale intratteneva un rapporto quasi di devozione filiale. Ricevute delle preziose stoffe dalla Grecia, Alessandro volle farne dono alla vecchia regina e inviandogliele attraverso le operaie che le avevano realizzate, la invitò, se fossero state di suo gusto, a insegnare alle nipoti a realizzarne di simili. Alessandro era all'oscuro del fatto che lavorare i tessuti era considerato dai patrizi iranici un estremo segno di degradazione e che quindi la sua proposta suonava come un'offesa. Venuto alla luce l'equivoco, si affrettò a scusarsi, ribadendo tutto il suo rispetto per le tradizioni iraniche.

 

apollonia


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Banconota di centesimi

La zecca delle isole Fiji ha emesso una banconota dedicata ai collezionisti che possiede un taglio unico al mondo: 88 centesimi. La pronuncia del numero 8 ricorda infatti quella della parola cinese che significa fortuna e, non a caso, sul retro della banconota è raffigurato il dio cinese della Ricchezza.

apollonia


  • 2 settimane dopo...
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Confronto tra giganti

Le famose parole di Einstein “Dio non gioca a dadi con l’universo”, una riflessione sulla meccanica quantistica, furono scritte dallo scienziato in una lettera all’amico-collega Bohr, il quale rispose con un’altra frase celebre: “Non dire a Dio come deve giocare”.

apollonia

 


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