ARES III Inviato 21 Novembre, 2023 #1 Inviato 21 Novembre, 2023 (modificato) A Capri i sub recuperano preziosa ossidiana perduta da un carico di una nave del Neolitico Nella mattinata odierna, al largo di Capri, un team composto dalla Soprintendenza ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli, dal Nucleo sommozzatori della Polizia di Stato e dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale ha portato a termine un recupero marino di straordinaria importanza. I protagonisti di questa operazione, guidati dal soprintendente Mariano Nuzzo, hanno riportato in superficie alcuni blocchi non lavorati di ossidiana, già individuati nel 2012 e presumibilmente appartenenti a un carico di una nave risalente all’epoca neolitica. All’operazione hanno preso parte anche il funzionario responsabile di zona Luca Di Franco, la responsabile dell’ufficio archeologia subacquea Simona Formola e l’assistente tecnico subacqueo Carlo Leggieri, tutti coinvolti in questo straordinario recupero che getta nuova luce sulla storia antica di questa affascinante regione. Cos’è l’ossidiana L’ossidiana, il cui recupero è avvenuto oggi, è un vetro vulcanico caratterizzato da una formazione rapida dovuta al raffreddamento istantaneo della lava. La sua composizione ricca di ioni silicato (dal 40% a oltre il 65%) conferisce alla sua struttura una disposizione caotica, nota come struttura amorfa, simile a quella di un liquido superviscoso. Interessante notare che l’ossidiana, oltre a essere una formazione naturale, presenta somiglianze sorprendenti con il vetro prodotto dall’umanità. L’utilizzo in tempi antichi In tempi antichi, l’ossidiana era una materia prima altamente ricercata per la fabbricazione di strumenti taglienti, principalmente coltelli. Ha giocato un ruolo cruciale nel commercio del Mediterraneo, sostenendo l’economia delle regioni di estrazione come la Sardegna, Lipari o Pantelleria nel periodo preistorico. Oggi, questa straordinaria pietra viene ancora lavorata per creare piccoli oggetti decorativi, monili e lame per bisturi. Plinio la denominò “lapis obsianus” o “obsidianus” in onore di un certo Obsius o Obsidius, il primo a menzionare la pietra in alcune zone dell’Etiopia. Ritrovamenti archeologici suggeriscono che l’ossidiana fosse conosciuta già in epoche antiche, utilizzata dalla civiltà nuragica per lance, frecce ed utensili, dagli antichi Egizi per scarabei e sigilli, e nelle civiltà precolombiane dell’America centrale. Questo eccezionale recupero di blocchi di ossidiana al largo di Capri rappresenta un tassello prezioso nel mosaico della storia, aprendo nuove prospettive sulla vita e sul commercio delle antiche civiltà che hanno plasmato la nostra comprensione del passato. https://stilearte.it/a-capri-i-sub-recuperano-preziosa-ossidiana-perduta-da-un-carico-di-una-nave-del-neolitico/ Modificato 21 Novembre, 2023 da ARES III Cita
ARES III Inviato 21 Novembre, 2023 Autore #2 Inviato 21 Novembre, 2023 Una piccola osservazione Da quel periodo, conosciuto come LGM ovvero “Last Glacial Maximum”, il clima inizia rapidamente a riscaldarsi, di conseguenza i ghiacciai si ritirano e il livello del mare gradualmente si innalza. Nel Mesolitico, da 11.700 a 8000 anni fa, con la fine dell’ultima glaciazione, assistiamo a drastici mutamenti climatici con il livello del mare che da -60m passa a circa -20m rispetto al livello attuale. Dal inizio del Neolitico, alla fine dell’età del Bronzo, circa 3000 anni fa, il mare si alzerà di altri 15m quindi con le coste del II millennio a.C. ancora ben 5m sotto il livello del mare di oggi. Ancora in epoca romana, 2000 anni fa, il livello del mare era più basso di 1-0,8m. https://www.nurnet.net/blog/larcheologia-subacquea-la-nuova-frontiera-della-preistoria/ Quindi bisognerebbe avere più informazioni sul livello del Mar Mediterraneo all'epoca del commercio/trasporto dell'ossidiana in quella località, perché forse non era necessario un trasporto marittimo. Cita
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