rob Inviato 22 Agosto, 2007 #1 Inviato 22 Agosto, 2007 Vi sottopongo una monetina che di per sé non ha nulla di straordinario: è un denaro d'argento di Ragusa, oggi Dubrovnik, emesso tra i sec. XVI e XVII. E' pure forato, il che le toglie molto valore. L'ho presa perché ho notato una contromarca particolare: sul rovescio un castello e sul dritto un volto barbuto e incoronato. Si tratta di un dettaglio che ho ritrovato in parecchi altri esemplari: Coinarchives 1 Coinarchives 2 Coinarchives 4 Coinarchives 4 Coinarchives 5 Coinarchives 6 Barac & Pervan 1 Ritengo si tratti di una contromarca documentata, ma non saprei dove trovare l'informazione. Qualcuno ne sa qualcosa? Roth, ho apprezzato un tuo scritto su Ragusa di qualche tempo fa, conosci questo dettaglio? Grazie a tutti già da ora! :) Cita
roth37 Inviato 22 Agosto, 2007 #3 Inviato 22 Agosto, 2007 Ciao, mi sembra di dire un'eresia, ma la contromarca mi ricorda molto i pfennigs di Friesach (Austria). Ma non ho mai visto nulla di simile. Ciao roth37 Cita
rob Inviato 23 Agosto, 2007 Autore #4 Inviato 23 Agosto, 2007 (modificato) Ho scritto che il periodo d'emissione di queste monete è sec. XIV-XVII, ma credo di essermi sbagliato e che si tratti piuttosto di sec. XIV-XV... non sono sicuro però e chiedo conferma. Il sovrano(?) barbuto mi intriga: non credo sia ungherese, dato che le raffigurazioni delle monete ungheresi sono sempre di un re sbarbato. Sto pensando piuttosto a qualche sovrano di Raška (odierna Serbia), che effettivamente è di solito raffigurato con la barba. Il problema è che dopo la battaglia di Cronomen del 1371 i Turchi dilagarono nella regione, e non credo che la moneta in question sia così antica. Modificato 23 Agosto, 2007 da rob Cita
avgvstvs Inviato 23 Agosto, 2007 #5 Inviato 23 Agosto, 2007 Potrebbe essere S. Biagio, che compare anche al dritto: www.srpskoblago.org/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=30 Cita
Mirko Inviato 23 Agosto, 2007 #6 Inviato 23 Agosto, 2007 da una delle pagine di coinarchives, si legge che il volto è quello del Santo, mentre dall'altra parte c'è un edificio (castello). Forse una contromarca per allungarne la validità o per certificarne l'autenticità? Ci vorrebbe un testo su Ragusa... Cita
rob Inviato 23 Agosto, 2007 Autore #7 Inviato 23 Agosto, 2007 Mi sa che avete ragione: questo follaro su coinarchives ha le tre torri e somiglia tantissimo alla contromarca. Urge un testo su Ragusa... Cita
rob Inviato 23 Agosto, 2007 Autore #8 Inviato 23 Agosto, 2007 Ragazzi ci sono! Grazie alle vostre dritte sono approdato a questa pagina su www.serbianunity.net dove è riportata una moneta esattamente come la mia. Copio e incollo: Countermarks were used as a cheap way of "recycling" money - certifying with a stamp that old money is complying with new standards. The one seen here depicts the city protector - St. Blaise (Vlaho), a Greek Christian missionary from Asia Minor that was martyred early in the 4th c.AD. Traduco: Contromarche erano usate come una maniera economica per "riciclare" monete - certificare con un punzone che denaro vecchio era conforme a nuovi standard. Quello visto qui rappresenta il santo patrono - San Biagio (Vlaho), un missionario cristiano greco dell'Asia Minore martirizzato nel IV sec. Ora il prossimo passo interessante sarebbe capire a quale periodo appartiene questa contromarca. Il sito che ho citato dà questa moneta come denaro della metà del XIV sec. Ipotizzerei che la contromarca sia stata usata per mantenere in circolazione monete pesate e certificate al momento dell'introduzione del grossetto, che il World Coins mi indica a partire dal 1626. Si tratta ovviamente solo di un'ipotesi finché non trovo documenti che la comprovino o smentiscano! Cita
roth37 Inviato 23 Agosto, 2007 #9 Inviato 23 Agosto, 2007 Ragazzi ci sono! Grazie alle vostre dritte sono approdato a questa pagina su www.serbianunity.net dove è riportata una moneta esattamente come la mia.Copio e incollo: Countermarks were used as a cheap way of "recycling" money - certifying with a stamp that old money is complying with new standards. The one seen here depicts the city protector - St. Blaise (Vlaho), a Greek Christian missionary from Asia Minor that was martyred early in the 4th c.AD. Traduco: Contromarche erano usate come una maniera economica per "riciclare" monete - certificare con un punzone che denaro vecchio era conforme a nuovi standard. Quello visto qui rappresenta il santo patrono - San Biagio (Vlaho), un missionario cristiano greco dell'Asia Minore martirizzato nel IV sec. Ora il prossimo passo interessante sarebbe capire a quale periodo appartiene questa contromarca. Il sito che ho citato dà questa moneta come denaro della metà del XIV sec. Ipotizzerei che la contromarca sia stata usata per mantenere in circolazione monete pesate e certificate al momento dell'introduzione del grossetto, che il World Coins mi indica a partire dal 1626. Si tratta ovviamente solo di un'ipotesi finché non trovo documenti che la comprovino o smentiscano! 254959[/snapback] Sul tipo di moneta e su San Biagio nessuno aveva dei dubbi, ma la contromarca ... perchè ? La questione economica mi sembra in questo caso un po' debole roth37 Cita
rob Inviato 23 Agosto, 2007 Autore #10 Inviato 23 Agosto, 2007 Non so che dirti, è l'unica fonte che ho trovato (non particolarmente autorevole ammetto, ma finora comunque l'unica). Sto cercando attraverso altri canali, spero di trovare altre informazioni. Cita
rob Inviato 27 Agosto, 2007 Autore #11 Inviato 27 Agosto, 2007 Nella speranza che qualcuno tornato dalle ferie mi sappia aiutare risollevo la richiesta di aiuto! :) Cita
Mirko Inviato 27 Agosto, 2007 #12 Inviato 27 Agosto, 2007 l'uso delle contromarche per "allungare" la vita delle monete era pratica diffusa nel XVII-XVIII secolo. Ci sono diversi esempi anche fra le monete tedesche, ad esempio fra quelle di un vescovado che ora - lontano da casa - non ricordo, ma che fu assai importante (colonia? magonza?). Coniare ex novo una moneta era molto più costoso e lungo che imprimere un semplice "timbro". Cita
rob Inviato 27 Agosto, 2007 Autore #13 Inviato 27 Agosto, 2007 l'uso delle contromarche per "allungare" la vita delle monete era pratica diffusa nel XVII-XVIII secolo. Ci sono diversi esempi anche fra le monete tedesche, ad esempio fra quelle di un vescovado che ora - lontano da casa - non ricordo, ma che fu assai importante (colonia? magonza?).Coniare ex novo una moneta era molto più costoso e lungo che imprimere un semplice "timbro". 255756[/snapback] Interessante, hai delle fonti che descrivano e spieghino questa pratica? Cita
rob Inviato 31 Gennaio, 2008 Autore #14 Inviato 31 Gennaio, 2008 (modificato) up! Tergestum, hai qualche informazione a riguardo? Editti, catalogazione dei punzoni o altro? Grazie mille! :) Modificato 31 Gennaio, 2008 da rob Cita
utenteBannato Inviato 31 Gennaio, 2008 #15 Inviato 31 Gennaio, 2008 up! Tergestum, hai qualche informazione a riguardo? Editti, catalogazione dei punzoni o altro? Grazie mille! :) 309093[/snapback] Purtroppo no ma è una questione interessante e da approfondire seriamente. Anch'io reputo debole la "questione economica". Cita
rob Inviato 31 Gennaio, 2008 Autore #16 Inviato 31 Gennaio, 2008 In sommi capi, i motivi per cui un'autorità statale effettua delle punzonature su monete possono essere: 1. per dare corso legale all'interno del proprio territorio ad una moneta straniera; 2. per certificare l'autenticità di una moneta in presenza di grandi quantità di falsi in circolazione; 3. per alterare il valore nominale della moneta. Il caso 1 non è applicabile - a meno che la contromarca non sia di Ragusa ma di un'altra città o autorità: ma non credo sia questo il caso. Il caso 2 è possibile, storicamente la zecca di Ragusa era in concorrenza con quella di Venezia e di solito batteva moneta più vile, perciò se fosse questo il caso si tratterebbe a naso di falsi da regioni dell'entroterra balcanico. Mi pare il caso più probabile Il caso 3 non mi pare applicabile, a meno che mi manchi qualche informazione sulle emissioni del periodo. Cita
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