LightHere71 Inviato 14 Dicembre, 2025 #1 Inviato 14 Dicembre, 2025 Buongiorno, volevo chiedere agli esperti qualche info sul materiale di questo denaro di Carlo I D'Angiò La moneta dovrebbe essere questa https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CIA/22 e sulla scheda c'e' scritto che dovrebbe trattarsi di mistura, ma a me sembra che, dove manca la patina, sia di color rosso rame. Sul catalogo ne vedo una color argento e una color rame. E' la stessa moneta, erano di diverso colore, oppure questa era un falso? Grazie Cita
azaad Inviato 14 Dicembre, 2025 #2 Inviato 14 Dicembre, 2025 La moneta è in mistura al 2%. La percentuale è così bassa da essere, nella sostanza, totalmente indistinguibile dal rame. 1 Cita
LightHere71 Inviato 14 Dicembre, 2025 Autore #3 Inviato 14 Dicembre, 2025 Grazie per la risposta. Da neofita avevo capito che le monete in mistura contenessero molto più argento (<50%) e non immaginavo che potesse essere cosi' basso da essere quasi irrilevante. Sto cercando di approfondire e in questa discussione del 2018 @417sonia dice anche che "Una moneta viene considerata in mistura, anche quando l'argento non era contenuto nella lega che la componeva, ma era presente unicamente nella patina che veniva prodotta con procedure chimico-fisiche e che ricopriva la moneta generalmente di rame, giusto per donarle l'aspetto dell'argento." Quindi anche poteva anche essere solo placcata in argento? Dove si può trovare l'indicazione della percentuale di argento in questo tipo di monete? Grazie ancora Doveva essere difficile anche all'epoca capirne il contenuto visto che rappresenta solo 0,0126gr su 0,63g, come facevano a capire se erano vere? Sempre che questo tipo di moneta venisse falsificata. Cita
azaad Inviato 15 Dicembre, 2025 #4 Inviato 15 Dicembre, 2025 Buon pomeriggio @LightHere71. Per monete in mistura si intendono tutte quelle monete che hanno una percentuale in argento inferiore al 50%. Nel tardo impero Romano ma anche nel basso medioevo era comune la circolazione di monete a bassissima percentuale di argento che tramite processi chimici risultavano avere una sottilissima patina in argento per favorirne l'apprezzamento e la circolazione. La percentuale d'argento per questo tipo di monete è nota in letteratura sia tramite misure sperimentali che attraverso le istruzioni di zecca che ne decretavano la coniazione. Questo tipo di moneta era in qualche modo fiduciaria, nel senso che la popolazione assumeva la presenza di una data percentuale in argento. Proprio Carlo D'Angiò fu uno di quelli che più giocò con la fiducia popolare. Una delle cause della guerra dei Vespri era, per l'appunto, la cosiddetta truffa del biglione, ossia la coniazione di monete anziché avere il titolo d'argento teorico erano coniate spesso e volentieri con un titolo molto più basso se non in rame puro. 1 Cita
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