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Trovato in Gran Bretagna aureo di Vitellio


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Inviato

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“Vai fuori a fare qualcosa che non ti sopporto più!”. Pensionato accetta il “consiglio” della moglie. Va nei campi e fa il “colpo della vita”. Quanto ha guadagnato con l’aureo di Vitellio?

15 Gennaio 2026

Un’uscita concessa per caso, un segnale incerto, un grumo di zolla aperto senza particolare aspettativa: ed ecco che il passato, d’improvviso, prende forma e peso, scintillando nel palmo di una mano.

La vicenda ha per protagonista Ron Walters, saldatore in pensione, che da sei anni percorreva con regolarità lo stesso appezzamento agricolo nei pressi di Dudley, nel cuore delle West Midlands. L’area si colloca a circa 180 chilometri a nord-ovest di Londra, in una fascia oggi fortemente urbanizzata e industriale – il Black Country – ma che in antico presentava un paesaggio agricolo e boschivo punteggiato da insediamenti sparsi. Walters torna sullo stesso campo sempre negli stessi momenti dell’anno, primavera e autunno, quando le colture non sono ancora state seminate. Quel giorno stava quasi per restare a casa, finché la moglie lo ha invitato a uscire “per un po’”. Un suggerimento – peraltro ben più perentorio – che si sarebbe rivelato determinante.

Dopo un paio d’ore di ricerca apparentemente infruttuosa, il metal detector ha restituito un segnale debole, poi svanito. Spostandosi di pochi metri, Walters ha intercettato di nuovo la lettura, questa volta proveniente da una zolla compatta. Aprendola, la moneta è letteralmente caduta tra le sue dita. Non un bronzo consunto, non una moneta tardoantica – categorie comuni nei campi britannici – ma un aureo romano in oro, databile con precisione al 69 d.C.

Le verifiche successive hanno confermato l’eccezionalità del ritrovamento. L’esemplare è attribuito all’imperatore Aulo Vitellio e, secondo gli specialisti, rappresenterebbe il primo aureo di Vitellio mai registrato come rinvenimento archeologico nelle isole britanniche. Un dato di grande rilievo, che colloca la moneta all’incrocio tra storia politica, numismatica e geografia della Britannia romana.

Il 69 d.C. è un anno cruciale, noto come l’anno dei quattro imperatori. Dopo la morte di Nerone, l’Impero conosce una rapida successione di poteri: Galba, Otone, Vitellio e infine Vespasiano. Vitellio regna solo pochi mesi, da aprile a dicembre, prima di essere sconfitto. La brevità del suo principato spiega la rarità estrema delle emissioni a suo nome, soprattutto in oro. In questa fase l’aureo presenta ancora un titolo molto elevato ed è destinato prevalentemente a pagamenti militari, donativi ufficiali e transazioni di alto livello, non alla circolazione quotidiana.

La scoperta solleva una questione centrale: vi erano insediamenti romani nell’area di Dudley o nei dintorni? Pur non essendo noto un grande centro urbano romano in corrispondenza dell’attuale Dudley, il territorio circostante era tutt’altro che marginale. Le West Midlands facevano parte di una regione strategica, attraversata da importanti vie di comunicazione. A breve distanza correvano assi stradali connessi alla Watling Street, la grande arteria che collegava il sud-est dell’isola alle province occidentali. Nel raggio di alcune decine di chilometri sono attestati forti militari e complessi di rilievo, come il sito di Metchley, nei pressi dell’odierna Birmingham, e il nodo strategico di Letocetum (Wall, nello Staffordshire), fondamentale per il controllo dei traffici e dei movimenti delle truppe.

Accanto ai presidi militari, la campagna era costellata di ville rustiche, fattorie e piccoli nuclei agricoli, funzionali al sostentamento dell’esercito e dell’amministrazione romana. Molti di questi insediamenti sono noti solo attraverso tracce indirette – materiali sporadici, allineamenti, anomalie nel terreno – e risultano oggi in gran parte cancellati dall’urbanizzazione moderna. In questo contesto, la presenza di una moneta d’oro di altissimo valore non appare incongrua: può trattarsi di un pagamento, di una riserva nascosta, di una perdita accidentale lungo un percorso agricolo o viario.

La moneta, vecchia di circa 1.955 anni, è stata regolarmente segnalata e registrata secondo le procedure del Portable Antiquities Scheme e successivamente affidata ai Fieldings Auctioneers, dove è stata messa all’asta questa settimana. Il prezzo finale ha raggiunto i 6.000 dollari, somma significativa ma non eccezionale se rapportata alla rarità del pezzo. Come previsto dalla legislazione britannica, il ricavato sarà diviso tra il ritrovatore e il proprietario del terreno.

Mark Hannam, specialista senior di monete presso la casa d’aste, ha definito l’aureo “una scoperta davvero sorprendente, un pezzo unico di storia”, sottolineando come la maggior parte delle monete romane rinvenute in Gran Bretagna appartenga al III e IV secolo d.C. Un aureo del 69 d.C. riporta invece alle prime fasi della romanizzazione dell’isola, quando l’oro imperiale era ancora strettamente legato all’esercito e all’autorità effimera dell’imperatore.

Il ritrovamento nei campi di Dudley mostra come anche territori apparentemente periferici possano restituire testimonianze di prim’ordine. In un paesaggio oggi profondamente trasformato, la Britannia romana riaffiora attraverso un oggetto minuscolo e potentissimo, capace di raccontare, da solo, un frammento decisivo della storia imperiale.

https://www.stilearte.it/aureo-vitellio-ritrovamento-dudley-west-midlands/   

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Inviato

Bellissima storia, fantastico ritrovamento; un aureo di Vitellio per 6000 USD è regalato


Inviato

come mai in dollari? era in vendita in america? 6000 è poco.


Inviato

Hanno sbagliato casa d aste …


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