danielealberti Inviato 20 Settembre, 2007 #1 Inviato 20 Settembre, 2007 su alcune monete si notano spesso strani affioramenti lungo i rilievi, a mio avviso non si trattano di difetti di conio come mi hanno spiegatoalcuni collezionisti ma affioramento di metalli presenti nella lega, ad esempio stagno. Voi che ne pensatee potrebbe nascere un'interessante discussione. lele Cita
numa numa Inviato 20 Settembre, 2007 Supporter #2 Inviato 20 Settembre, 2007 io dico che e' uno spledido scudo beota. Per gli affioramente non saprei, il colore non mi sembra differente dalla patina della moneta. Potrebbero anche essere delle minuscole frature del conio dovute all'usura. numa numa Cita
fra crasellame Inviato 20 Settembre, 2007 #3 Inviato 20 Settembre, 2007 Esempio sul mio esemplare di sesto di "statere" Cita Awards
danielealberti Inviato 21 Settembre, 2007 Autore #4 Inviato 21 Settembre, 2007 Esempio sul mio esemplare di sesto di "statere" 262590[/snapback] Mi ricordo il tuo statere fra, ma mi sembra che le conclusioni fossero " residui organici umani" ! :D :D lele Cita
bavastro Inviato 21 Settembre, 2007 #5 Inviato 21 Settembre, 2007 ciao, sono completamente digiuno della monetazione in oggetto e mi scuso per l'intrusione. Tuttavia mi incuriosisce la discussione e intervengo solo per i vaghi ricordi degli studi scolastici. Mi risulta che c'erano almeno due tecniche di produzione: <a caldo, fusione nello stampino con impresso già il soggetto <a freddo, punzonatura del tondello ricavato da lastra o da dischetti. Se la moneta è ricavata a caldo, dato che lo stagno ha una temperatura di fusione di 232°, contro i 960° dell'argento, si può ipotizzare che nel raffreddamento intorno ai 250° e quindi restringimento dell'argento, lo stagno ancora liquido prossimo alla superfice sia spinto all'esterno. Se la moneta è ricavata a freddo si può ipotizzare una piccola cavità sul punzone che si traduce in gobbetta sulla moneta. Quindi presumo che se conoscete la tecnica, avete la risposta. Attendiamo pareri :rolleyes: Cita Awards
danielealberti Inviato 21 Settembre, 2007 Autore #6 Inviato 21 Settembre, 2007 Questa è una moneta sicuramente coniata, un tondello d'argento veniva riscaldato e sucessivamente si posizionava sul conio d'incudine poi si datteva un colpo sul tondello tramite il conio di martello imprimendo le due facce delle monete. Nel caso degli stateri di Tebe, essi presentano raramente crepe sul bordo segno a mio avviso che indicava che i tempi trascorsi tra il riscaldamente e la coniatura erano brevi in quanto il metallo esterno non si rafreddava e non si rompeva a causa delle sollecitazioni dovute al conio. Per quanto riguarda le strane escrescenze me le aspetterei più spigolose se fossero dovute a deterioramento del conio mentre in questo caso appaiono tondeggianti. lele Cita
danielealberti Inviato 21 Settembre, 2007 Autore #7 Inviato 21 Settembre, 2007 Purtroppo l'immagine non è delle migliori ma su questo statere di Aegina con tartaruga marina si denota lo stesso affioramento. lele Cita
g.aulisio Inviato 2 Novembre, 2007 #8 Inviato 2 Novembre, 2007 Purtroppo l'immagine non è delle migliori ma su questo statere di Aegina con tartaruga marina si denota lo stesso affioramento.lele 262782[/snapback] Dovrebbe trattarsi di cristallizzazione di composti di argento, ma sinceramente è un po' difficile dirlo sulla base delle foto postate. Se riuscissi a ingrandire... Comunque il tuo tesssoro è veramente carino: complimenti. Cita Awards
danielealberti Inviato 6 Novembre, 2007 Autore #9 Inviato 6 Novembre, 2007 Ora dovrebbe vedersi meglio. lle Cita
numes Inviato 13 Novembre, 2007 #10 Inviato 13 Novembre, 2007 (modificato) tra la zampa e il carapace - ma anche sualla testa - ha proprio l'aspetto di certe efflorescenze (dendriti) sotto le quali si presenta l'argento nativo. Anche la mia moneta della Beozia presenta un analoga formazione ... e ora che faccio mente locale anche in altre monete greche nella parte dell'incuso dove forse si raccolgono maggiormente le incrostazioni di terra che avviano la reazione ... <_< in questa pagina si dice che la condizione iniziale per la formazione di strutture dendritiche è proprio quella di uno spazio limitato...chissà :) http://www.webalice.it/lapis40/Pagina_GOM04_E0100_A.htm Modificato 13 Novembre, 2007 da numes Cita
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