VALTERI Inviato Sabato alle 20:09 #1 Inviato Sabato alle 20:09 Attorno al 490 A.C. , Anassila, tiranno di Reggio e poi anche di Zancle ( che ribattezzerà Messana ) ' prendeva ' lo stretto di Messina, transito cruciale delle rotte commerciali che dalla Ionia e dalla Grecia, risalivano il mare Tirreno fino alla Gallia ed alla Iberia, senza dover aggirare la Sicilia. Cita
apollonia Inviato 11 ore fa Supporter #2 Inviato 11 ore fa Cariddi era una naiade, figlia di Gaia (Terra) e di Poseidone, famosa per la sua voracità e per essere dedita ai furti. Infatti un giorno rubò a Eracle i buoi di Gerione e a tavola ne mangiò alcuni, tanto che Zeus la fulminò e la fece cadere in mare, dove la mutò in un enorme mostro con una gigantesca bocca piena di varie file di numerosissimi denti e una voracità infinita. Il mostro, le cui enormi dimensioni facevano sì che sembrasse tutt’uno col mare stesso, risucchiava l’acqua del mare e la rigettava fino a tre volte al giorno, creando enormi vortici che affondavano le navi in transito. Questo sul lato siculo dello stretto di Messina, mentre il lato calabro era abitato da Scilla, altro mostro marino della mitologia greca sulla cui nascita sono tramandate varie versioni. Quella più comune la vuole figlia delle divinità marine Forco e Ceto, mentre secondo la tradizione riportata dall’Odissea sua madre è la ninfa Crateide. Altre leggende la dicono nata da Forbate e da Ecate, oppure da quest'ultima e Forco. La si considerava anche figlia di Tifone ed Echidna, oppure di Zeus e di Lamia, a sua volta figlia di Poseidone. Secondo quanto raccontato da Igino e Ovidio, in origine Scilla era una ninfa dagli occhi azzurri che viveva in Calabria ed era solita recarsi sulla spiaggia di Zancle e fare il bagno nell'acqua del mare. Una sera, vicino alla spiaggia, vide apparire dalle onde Glauco, che un tempo era stato un mortale ma oramai era un dio marino metà uomo e metà pesce. Scilla, terrorizzata alla sua vista, si rifugiò sulla vetta di un monte che sorgeva vicino alla spiaggia. Il dio, vista la reazione della ninfa, iniziò ad esclamare il suo amore, ma Scilla fuggì lasciandolo solo nel suo dolore. Allora Glauco si recò dalla maga Circe e le chiese un filtro d'amore per far innamorare la ninfa di lui, ma Circe, desiderando il dio per sé, gli propose di unirsi a lei. Glauco rifiutò di tradire il suo amore per Scilla e Circe, furiosa per essere stata respinta al posto di una ninfa, volle vendicarsi. Quando Glauco se ne fu andato, preparò una pozione malefica e si recò presso la spiaggia di Zancle, versò il filtro in mare e ritornò alla sua dimora. Quando Scilla arrivò e s'immerse in acqua per fare un bagno, vide crescere molte altre gambe di forma serpentina accanto alle sue, che nel frattempo erano diventate uguali alle altre. Spaventata fuggì dall'acqua, ma, specchiandosi in essa, si accorse che si era completamente trasformata in un mostro enorme e altissimo con sei enormi teste di cane lungo il girovita, un busto enorme e delle gambe serpentine lunghissime. Secondo alcuni dalla vita in su manteneva il corpo di una fanciulla, mentre per altri possedeva sei teste serpentine altrettanto mostruose. Per l'orrore Scilla si gettò in mare e andò a vivere nella cavità di uno scoglio da cui balzava sulle navi di passaggio per catturare i naviganti e divorarli vivi. È quel che avvenne a sei marinai dell’equipaggio della nave di Ulisse quando attraversò lo stretto, uno per ogni testa del mostro. Chissà se il ministro Matteo Salvini è al corrente del pericolo che sta correndo nella realizzazione del ponte sullo stretto che certamente turberà i due mostri dal loro riposo e lo farà bersaglio della loro vendetta. apollonia Cita
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