Exergus Inviato 11 Gennaio, 2010 #1 Inviato 11 Gennaio, 2010 Salve a tutti, ne so veramente poco di denari suberati (come di tante altre cose) e mi piacerebbe avere qualche parere/informazione su questo (niente paura, pagato pochissimo). La macchia verde, osservata al binoculare, farebbe la gioia di un geologo (forse di un numismatico un po' meno...) è una stupenda concrezione di malachite variegata in varie tonalità dal bianco al verde scuro, un vero gioiello :( Se ricordo bene, non è detto che sia opera di un falsario, ma che in certi casi fossero prodotte dai monetieri stessi, l'incisione tra l'altro mi sembra di pregevole fattura. Potrebbe essere una sorta di emissione ufficiale tarocca? :blink: Si riesce a capire qualcosa dalla foto, se è dell'epoca o meno? Dalle concrezioni i suoi annetti mi sembra li abbia... Dovrebbe trattarsi di : Gens Papiria 121 a.C. - Sydenham 415 - Crawford 279/1 Gaius Papirius Carbo Dritto: Busto di Roma elmata rivolta a destra, X dietro la testa Verso: Giove in quadriga con fulmine e scettro andanti a destra, CARB sotto le zampe anteriori dei cavalli Esergo: ROMA grammi 2,82 diametro mm 18,8 asse di conio: ore 3 Dritto Cita
ivnomoneta Inviato 11 Gennaio, 2010 #3 Inviato 11 Gennaio, 2010 Ciao, mi togli una curiosità? Per caso è anche serrato? Grazie. Saluti, L.E. Cita
caiuspliniussecundus Inviato 11 Gennaio, 2010 #4 Inviato 11 Gennaio, 2010 E' un denario subereato ed è, IMHO, assolutamente autentico. Lo testimonia il nucleo di rame trasformatosi in malachite, per un simile processo ci vogliono secoli. Sul fatto che vada considerata una moneta falsa, ci andrei piano, i subereati erano prodotti intenzionali dalla zecca di Roma, una vera e propria truffa ai danni dei cittadini, del resto le condizioni finanziarie evidentemente lo richiedevano. Cita
ivnomoneta Inviato 11 Gennaio, 2010 #5 Inviato 11 Gennaio, 2010 Sul fatto che vada considerata una moneta falsa, ci andrei piano, i subereati erano prodotti intenzionali dalla zecca di Roma, una vera e propria truffa ai danni dei cittadini, del resto le condizioni finanziarie evidentemente lo richiedevano. Ti quoto integralmente! Saluti, L.E. Cita
Exergus Inviato 11 Gennaio, 2010 Autore #6 Inviato 11 Gennaio, 2010 (modificato) E' un denario subereato ed è, IMHO, assolutamente autentico. Lo testimonia il nucleo di rame trasformatosi in malachite, per un simile processo ci vogliono secoli. Sul fatto che vada considerata una moneta falsa, ci andrei piano, i subereati erano prodotti intenzionali dalla zecca di Roma, una vera e propria truffa ai danni dei cittadini, del resto le condizioni finanziarie evidentemente lo richiedevano. Grazie Caius, allora non ero lontano dalla verità, come mi diceva la malachite, la moneta è contemporanea alle emissioni "oneste" in argento pulito, e quando mi riferivo ad essa come "emissione ufficiale tarocca" :) intendevo proprio una truffa dello stato. Forse allora li vale i 10 eurini compresa spedizione che mi è costata. Fermo restando il valore storico che forse (almeno per me) è maggiore dello stesso denario in argento puro, e comunque si tratta sempre di un manufatto di più di 2.000 anni. Mi sorge spontanea dal cuore una raffica di domande: -Cosa dovrei scrivere sul cartellino allora? -Valgono sempre i numeri del Syd. e del Cr. che ho con tanta fatica trovato in un campo a me ignoto? -O esiste qualcosa di specifico? -Esiste qualche indice di rarità? -Il procedimento per ricoprirli d'argento, era applicare una sfoglia di metallo prezioso a caldo e/o pressione? (Come si nota dai bordi rialzati della frattura) Perchè non si presenta come gli antoniniani e i follis argentati del tardo impero che con un trattamento termico-chimico - o simili facevano risalire in superficie l'Argento presente nella lega, che risultava molto sottile. ...spero di aver finito con le domande :D Thank you Per Ivnomoneta, no, non è serrato, presenta un bordo liscio, anzi non si nota alcun segno di giuntura. Modificato 11 Gennaio, 2010 da Exergus Cita
legionario Inviato 16 Gennaio, 2010 #7 Inviato 16 Gennaio, 2010 -Cosa dovrei scrivere sul cartellino allora? -Valgono sempre i numeri del Syd. e del Cr. che ho con tanta fatica trovato in un campo a me ignoto? -O esiste qualcosa di specifico? -Esiste qualche indice di rarità? -Il procedimento per ricoprirli d'argento, era applicare una sfoglia di metallo prezioso a caldo e/o pressione? (Come si nota dai bordi rialzati della frattura) Perchè non si presenta come gli antoniniani e i follis argentati del tardo impero che con un trattamento termico-chimico - o simili facevano risalire in superficie l'Argento presente nella lega, che risultava molto sottile. I riferimenti sono sempre quelli di un denario (Crawford, Sydenham, Babelon) con l'aggiunta della nota: Suberato. Studi che diano un indice di rarità dei suberati non ci sono: anche perchè alcuni studiosi (come il Crawford) considerano i suberati non dei falsi di Stato ma opera di falsari dell'epoca (quindi estranei al lavoro della Zecca). Gli stessi collezionisti poi tendono a snobbare queste monete, evitando di metterle nella propria collezione: naturalmente quando la suberatura è evidente..... Sul procedimento di suberatura ti rimando ai Manuali del Forum: http://manuali.lamoneta.it/MoneteRepubblicane/MONETE%20SERRATE.htm#suberate 1 Cita
Exergus Inviato 18 Gennaio, 2010 Autore #8 Inviato 18 Gennaio, 2010 (modificato) Grazie Legionario, quindi veniva ricoperto il tondello e POI coniata, effettivamente, ricoprire d'argento una moneta già battuta ne avrebbe compromesso i dettagli rendendola facilmente individuabile. Questo procedimento di alta qualità giustificherebbe e spiegherebbe i "carotaggi" fatti dai nummulari per testare la qualità dell'argento delle monete che, a prima vista, apparivano buone. Certo che 2000 e passa anni fa non avevano niente da invidiare ai moderni procedimenti metallurgici, anzi, forse è vero il contrario :) Modificato 18 Gennaio, 2010 da Exergus Cita
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