paulin60 Inviato 22 Luglio, 2011 #1 Inviato 22 Luglio, 2011 sapppiamo quante monete di un certo tipo sono state coniate, e' vero, ma esiste un conteggio ufficiale per le monete che sono state ritirate? e' una domanda a cui non ho ancora avuto risposta , se mai ce ne fossero. Grazie in anticipo e un augurio di buona navigazione a tutti Cita
andrea keber Inviato 22 Luglio, 2011 #2 Inviato 22 Luglio, 2011 certo ne sappiamo dai decreti emessi dallo stato dove si da ordine di ritirare dalla circolazione determinate monete e se ne riferisce anche molto spesso il quantitativo ritirato dalla circolazione. sono numerose le citazioni di questi decreti in molti comuni cataloghi (dal regno di sardegna passando per il regno d'italia la repubblica ecc.) Cita
Ramossen Inviato 22 Luglio, 2011 #3 Inviato 22 Luglio, 2011 (modificato) Quando si ritivava una moneta dalla circolazione cio' avveniva, come già detto da andrea, dietro specifico decreto dell'autorità emittente o preposta, al ritiro seguiva la distruzione per rifusione del metallo,al momento della quale ovviamente un'apposita commissione redigeva un verbale di distruzione cosa assolutamente logica visto che spesso il metallo ifuso aveva elevato valore intrinseco. Altre volte, quando non si procedeva quasi contestualmente alla distruzione , le monete di metallo meno nobile come rame e nichel venivano custodite in sacchi sigillati dall'apposita commissione in depositi chese non erro erano chiamati di "rottami metallici" in attesa della loro sorte, alcune rare volte venivano ribattuti come il caso dei 20 centesimi di UmbertoI ma anche qui c'era un computo ben preciso del materiale in entrata e quello in uscita. Modificato 22 Luglio, 2011 da Ramossen Cita
paulin60 Inviato 22 Luglio, 2011 Autore #4 Inviato 22 Luglio, 2011 Quando si ritivava una moneta dalla circolazione cio' avveniva, come già detto da andrea, dietro specifico decreto dell'autorità emittente o preposta, al ritiro seguiva la distruzione per rifusione del metallo,al momento della quale ovviamente un'apposita commissione redigeva un verbale di distruzione cosa assolutamente logica visto che spesso il metallo ifuso aveva elevato valore intrinseco. Altre volte, quando non si procedeva quasi contestualmente alla distruzione , le monete di metallo meno nobile come rame e nichel venivano custodite in sacchi sigillati dall'apposita commissione in depositi chese non erro erano chiamati di "rottami metallici" in attesa della loro sorte, alcune rare volte venivano ribattuti come il caso dei 20 centesimi di UmbertoI ma anche qui c'era un computo ben preciso del materiale in entrata e quello in uscita. Cita
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