giano3 Inviato 30 Luglio, 2011 #1 Inviato 30 Luglio, 2011 Ciao,ho questa moneta che dovrebbe essere un antoniniano di probo....ma come al solito mi pare un suberato.....porta tratti di argentatura evidenti sul diritto meno sul rovescio,se non erro gli antoniniani sono in argento.....o no?in tal caso penso che dovrei fare una collezione a partedi suberati ....possibile fosse una pratica così diffusa?pesa 3.60 g. Cita
Exergus Inviato 30 Luglio, 2011 #2 Inviato 30 Luglio, 2011 (modificato) Non è un suberato, è argentato con un altro procedimento, erano tutte così. A quell'epoca la percentuale di metallo nobile nella lega degli antoniniani era vicina allo zero (o zero addirittura), e venivano ricoperti d'argento per dar loro un aspetto più "prezioso". Il sottilissimo velo d'argento, applicato con un procedimento chimico, spariva molto presto con la circolazione, la suberatura, talvolta usata a scopi fraudolenti, invece durava molto di più, era una vera e propria lamina d'argento che rivestiva la moneta. Ciao, Exergus Modificato 30 Luglio, 2011 da Exergus Cita
Exergus Inviato 30 Luglio, 2011 #3 Inviato 30 Luglio, 2011 Per quanto riguarda la classificazione, corrisponde al RIC Vb 183, zecca di Roma D: IMPPROB-VSPFAVG, Busto radiato con mantello imperiale rivolto a sinistra, regge uno scettro sormontato da un'aquila (tipo H) V: ROMAE AETER, Roma seduta in un tempio esastilo con Vittoria e scettro Esergo: R fascio di fulmini (A? delta?) dall'ultimo carattere dipende il numero di officina Cita
giano3 Inviato 30 Luglio, 2011 Autore #4 Inviato 30 Luglio, 2011 ciao ,grazie per le spiegazioni e la catalogazione....non sapevo che i romani utilizzassero già procedimenti elettrochimici per la deposizione degli ioni argento,credevo fosse una pratica ben più recente,non si finisce mai di imparare :) Cita
Exergus Inviato 30 Luglio, 2011 #5 Inviato 30 Luglio, 2011 (modificato) ....non sapevo che i romani utilizzassero già procedimenti elettrochimici per la deposizione degli ioni argento,credevo fosse una pratica ben più recente,non si finisce mai di imparare :) Elettrochimici ??? :blink: Oddio, tutto e possibile, sono numerosi i libri che parlano delle conoscenze perdute degli antichi, comunque ho detto "chimici", se non sbaglio era un bagno di mercurio e argento ad alta temperatura, una cosa piuttosto tossica. Modificato 30 Luglio, 2011 da Exergus Cita
giano3 Inviato 30 Luglio, 2011 Autore #6 Inviato 30 Luglio, 2011 ...beh sai io sono un chimico sicchè ho subito pensato ad un procedimento di elettrodeposizione delllo ione Ag positivo...cosa alquanto improbabile per i romani appunto....per quanto riguarda il bagno di mercurio posso solo dire che è un elemento liquido alla temperatura ambiente come tutti sanno e non è reattivo perciò suppongo funzioni come mezzo di trasporto per l'argento ionizzato con una carica positiva che si va a depositare sulla superficie metallica della moneta,l'alta temperatura forse funge da catalizzatore....tutte supposizioni ben inteso...non complichiamoci la vita. Cita
Exergus Inviato 30 Luglio, 2011 #7 Inviato 30 Luglio, 2011 (modificato) Avevo letto qualcosa a proposito tempo fa, non ricordo il procedimento esatto, ricordo solo che era coinvolto il mercurio e la sua tossicità ai danni degli addetti... non sono un chimico... :) allora approfitto per una (forse sciocca) domanda: è una leggenda metropolitana oppure è vero che il mercurio scioglie l'oro? Se sì, potrebbe fare altrettanto con l'argento? Perdona la mia ignoranza... Modificato 30 Luglio, 2011 da Exergus Cita
littlejohn Inviato 31 Luglio, 2011 #8 Inviato 31 Luglio, 2011 Traggo da wikipedia: "Si definisce amalgama una lega contenente mercurio. Il termine deriva dal latino medievale amàlgama, usato in alchimia, e deformazione, per mediazione araba, del greco málagma (= impasto tenero), dal verbo greco malásso (= io rammollisco). Ancora: "Il mercurio ha trovato impiego anche nella purificazione dei minerali di oro e argento, attraverso la formazione di amalgama. Questo utilizzo, altamente inquinante e nocivo per l'ambiente e i minatori, è ancora diffuso nelle miniere d'oro del bacino del Rio delle Amazzoni, in Brasile". C'è da ricordare che il processo di amalgamazione era noto fin dall'antichità: esso prevede il trattamento di minerale aurifero o argentifero triturato con mercurio (se invece del mercurio liquido si utilizza del cinabro HgS, ovvero Solfuro di Mercurio, occorre prima consentirne l'azione dell'ossigeno sul cinabro stesso: HgS + O2 --> Hg + SO2). La formazione dell'amalgama libera il metallo nobile (oro o argento) dal minerale che lo contiene; occorre lasciare che il tenore di mercurio nell'amalgama sia almeno del 90% affinché l'amalgama stesso si presenti allo stato liquido. L'utilizzo successivo di fonti di calore allontana il mercurio dall'amalgama, per le proprietà di volatilità del mercurio (certi procedimenti utilizzavano metodi del tipo distillazione, ma questo penso in tempi più recenti...). Il poter ottenere il metallo nobile purificato dopo la separazione per volatilità del mercurio genera vapori mercuriali estremamenti tossici (anche al giorno d'oggi una delle fonti di inquinamento più pericolose per l'ambiente è proprio quella proveniente da dispersioni di mercurio sul suolo, nelle acque, nell'aria...) Tanto per concludere: a mia moglie capitò di rompere un vecchio termometro a mercurio quando lo teneva nella mano... lo sverso del mercurio liquido finì anche sull'anello in oro che portava al dito... addio anello... Cita
giano3 Inviato 31 Luglio, 2011 Autore #9 Inviato 31 Luglio, 2011 (modificato) beh sicuramente i romani usavano il cinabro che è un minerale reperibile e non il mercurio allo stato metallico con carica elettronica zero che è poi quello che "scioglie" o meglio sarebbe dire estrae l'oro o l'argento,con le conseguenze che ha detto littlejohn di liberare anidride solforosa nell'aria causa l'azione dell'ossigeno sul mercurio con carica uno.... in pratica il mercurio prende un elettrone e si riduce passando da solido a liquido; lo zolfo del cinabro passa da carica meno uno a più due e si ossida passando da solido a gas e se ne va(sublimazione)....sono reazioni di ossido riduzione in cui sono in gioco scambi di elettroni,se poi il procedimento descritto prevede l'ulteriore eliminazione del mercurio liquido liberatesi dal cinabro per evaporazione e passaggio dallo stato liquido a gassoso(vapori di mercurio) ben si capisce la tossicità elevata del procedimento. Non per niente oggi si usano appunto i metodi elettrochimici che ho detto io dove si fanno migrare e depositare gli ioni metallici sotto l'effetto di campi elettrici,in definitiva non è che il mercurio sciolga ma estrae i preziosi appunto li amalgama secondo la legge di Lavoisier il simile scioglie il simile,è come dire che i colori ad olio si sciolgono nell'olio di lino e non nell'acqua come fanno invece le tempere.... .qualcuno ha mai provato a ramare una chiave?con metodo elettrochimico?basta una soluzione acquosa di solfato rameico ed una pila da 9 volt :) Modificato 31 Luglio, 2011 da giano3 Cita
Exergus Inviato 31 Luglio, 2011 #10 Inviato 31 Luglio, 2011 Vi ringrazio delle risposte, anche se mi è venuto un po' di mal di testa... Cita
centurioneamico Inviato 1 Agosto, 2011 #11 Inviato 1 Agosto, 2011 Non è ben chiaro come i romani realizzassero l'argentatura dei radiati. L'utilizzo dell'amalgama al mercurio è dimostrata per le falsificazioni medievali ma non per i nominali romani dove, se non ricordo male, pare non si sia mai trovata traccia di mercurio (tracce di mercurio non volatilizzato con il calore) sulle monete analizzate. E' più probabile che si usasse invece la tecnica dell'"imbianchitura" (ben conosciuta dai romani) sfruttabile per le monete in mistura con una certa percentuale di argento. Elevando la temperatura del tondello, il metallo fine tende a posizionarsi verso la parte più esterna del tondello. Immergendo poi il tondello ancora caldo in una soluzione acida decapante (es. acido nitrico) scompaiono le particelle di rame ossidatesi con il calore lasciando posto solamente al sottilissimo strato argentato che comunque, con il tempo, tendeva a sparire. Cita
giano3 Inviato 1 Agosto, 2011 Autore #12 Inviato 1 Agosto, 2011 molto interessante centurioneamico,grazie per la specifica....però a questo punto non mi è per niente chiaro di cosa fossero fatti gli antoniniani perchè,facendo un confronto tra quelli che ho o guardando in giro foto sul net appare evidente che alcuni sono ricoperti da uno strato sottilissimo di argento,altri sembrano laminati in modo più spesso,altri ancora sembrano proprio misti come lega assieme al rame(in tal caso la moneta appare proprio come interamente o quasi in argento).....probabilmente i metodi di preparazione di questo nominale erano disomogenei sia a livello di zona che di epoca,forse le direttive non erano così chiare o non venivano seguite. L'antoniniano è una bella moneta a parere mio,ma ripeto in giro ne ho visti di tutti i colori e di tutti i tenori come argento...... :blink: Cita
AlfaOmega Inviato 1 Agosto, 2011 #13 Inviato 1 Agosto, 2011 Come Hai visto gli antoniniani a seconda del periodo, avevano percentuali di argento differente: un gordiano o filippo sembrano argento puro, un probo devi trovarne traccia, si chiamava anche a quei tempi svalutazione????? Cita
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