Eldorado Inviato 30 Marzo, 2012 #1 Inviato 30 Marzo, 2012 Il titolo un po provocatorio è preso da una recensione del quotidiano "La stampa" di Torino http://www3.lastampa.it/libri/sezioni/il-libroarticolo/lstp/445243/ sull'ultimo libro di Gianni Oliva dal titolo: "Un Regno che è stato grande - Storia negata dei Borbone di Napoli". Un libro che ho appena finito di leggere e che consiglio a tutti gli ultrà risorgimentisti-garibaldino-unitaristi che si contrappongono agli altrettanto ultrà filo-Borbone a tutti i costi anche sulle pagine di questo forum... Innanzitutto è un libro che parla del Regno di Napoli dalla sua nascita con Carlo di Borbone nel 1734 ai moti del 1848 e successiva reazione-restaurazione, liquidando volontariamente in poche pagine ciò che avvenne dallo sbarco di Garibaldi all'esilio di Francesco II, in quanto lo scopo non è quello di analizzare e dare un giudizio storico su ciò che avvenne nel meridione con l'Unità d'italia (probabilmente su questo starà preparando un altro libro :rolleyes: ), quanto quello di fare una fotografia delle tante luci e (non poche) ombre di un regno che a tratti è stato davvero grande. La stessa recensione del quotidiano torinese, che ammette che in quel periodo Napoli era avanti a Torino, è indicativa di quanto il libro sia equilibrato, certo ha molte lacune, per me calabrese salta agli occhi la mancanza di un minimo accenno al terremoto del 1783 e ai relativi fatti della "cassa sacra" o all'industria siderurgica calabrese (le regie ferriere di Mongiana), però in definitiva è un libro che consiglio sia ai vincitori che ai vinti del 1860, perchè come dice l'autore stesso: "La storia dal punto di vista dei vincitori è sempre arrogante, quella dal punto di vista dei vinti è rancorosa" Cita Awards
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