rick2 Inviato 26 Giugno, 2012 #1 Inviato 26 Giugno, 2012 abbiam speso pagine a discutere della circolazione monetale del III secolo cercando di spiegare come funzionasse , i rapporti , l argento che circolava e spesso ci siam imbattuti in questa figura del cambiavalute come fosse una cosa normale ma se circolava una moneta sola (l antoniniano svilito) questi cosa cacchio facevano tutto il giorno ? cosa cambiavano ? avete notizie al riguardo ? Cita
caiuspliniussecundus Inviato 27 Giugno, 2012 #2 Inviato 27 Giugno, 2012 (modificato) Prova a porti il problema, tu sei un contadino dell'agro pontino che vuole vendere un asino, valore 30 denari. vai al mercato e cosa fai?? Prendi i primi 30 denari che ti rifila il volpone di turno (verosimilmente subereati, sviliti, falsi e sottopeso) ???? dato che dei campagnoli si può dir tutto tranne che si facciano fregare i soldi, cosa resta da fare al campagnolo quando ha trovato un acquirente??? Modificato 27 Giugno, 2012 da caiuspliniussecundus 1 Cita
rick2 Inviato 27 Giugno, 2012 Autore #3 Inviato 27 Giugno, 2012 appunto..... mi faccio fregare dal cambiavalute. ma non credo che al cambiavalute tu potessi dare i suberati , falsi e sviliti. per come lo interpreto io un cambiavalute cambia valute , ma quali erano? cioe cosa faceva tutto il giorno ? Cita
cancun175 Inviato 27 Giugno, 2012 #4 Inviato 27 Giugno, 2012 (modificato) Potevano, per esempio, cambiare il bronzo in argento. O, nel pieno della crisi valutaria, antoniniani migliori per antoniniani peggiori. O antoniniani per argento in barre. Poi dubito che di mestiere facessero "esclusivamente" i cambiavalute. Probabilmente erano anche mediatori d'affari. Modificato 27 Giugno, 2012 da cancun175 Cita
caiuspliniussecundus Inviato 28 Giugno, 2012 #5 Inviato 28 Giugno, 2012 (modificato) Non è solo questo il loro ruolo. Erano garanti della bontà della moneta usata nella transazione. Ovvero, tornando all'asino: l'acquirente e il venditore si recano dal cambiavalute. Il cambiavalutre valuta le monete proposte, scarta quelle "marce" o fasulle e si fa dare solo quelle buone. Alla fine, trovati 30 denari d'argento, li chiude in un sacchettino e li "certifica", chiudendoli con un fermaglio d'osso (ne sono stati torvati a centinaia) oppure contrassegnando ciascuna moneta con una piccola contromarca. Di solito però chiudevano le monete in sacchettini dei quali si facevano garanti con dei sigilli personalizzati. Ild enaro al loro interno quindi era certificato e si facevano garanti della loro bontà. A questo punto avveniva la transazione. Il loro guadagno era una percentuale della transazione (consiglio di leggere Balbi decaro La Banca a Roma, edizioni Quasar). I cambiavalute erano numismatici di primissimo livello, conoscevano benissimo le emissioni che in partenza erano di basso tenore d'argento o subereate, conoscevano le singole emissioni monetarie e sapevano a colpo d'occhio capire se una moneta era falsa, nell'incertezza ne saggiavano la bontà con uno dei loro marchi. Poi effettuavano anche servizi bancari classici, tipo cambiare le valute estere con quella romana (evento secondo me raro, forse più frequente in epoca repubblicana), oppure cambiare numerario vile in monete d'argento e d'oro. Non escludo che effettuassero anche prestiti o che si facessero garanti, per clienti noti, di pagamenti su altre piazze. Detto inter nos, è un mesitere che mi piacerebbe fare moltissimo se rinascessi nella Roma antica! Modificato 28 Giugno, 2012 da caiuspliniussecundus Cita
rick2 Inviato 28 Giugno, 2012 Autore #6 Inviato 28 Giugno, 2012 ok pero` qui ci si scontra con la realta` della circolazione monetaria romana (e faccio l avvocato del diavolo) cioe i rapporti fissi di cambio tra aurei , denarii , sesterzi , dupondi e assi se io ho una monetazione fiduciaria unica non mi serve un cambiavalute. come oggi buona parte dei cambiavalute sono scomparsi perche` non c e` piu bisogno di cambiare gli euro francesi con quelli spagnoli un cambiavalute esiste solo se c e` un rapporto variabile tra le monete per esempio i denari legionari di marco antonio circolavano ancora nel 150 nonostante fossero evindentemente di lega piu` bassa , valevano 1 denario anche loro o magari venivano accettati per 3 sesterzi ? tornando anche all esempio di cancun , vuol dire che gli antoniniani non avevan tutti lo stesso prezzo. e riconducendomi ancora a caius questo sistema non mi sembra molto pratico e aggiunge parecchi costi di transazione , non credo fosse pratico sai per caso quanto era la tariffa ? per esempio sui 30 denari quanto si magnavano ? 1 denario ? 2 sesterzi ? perche` se da un lato hai l aumento dei costi di transazione dall altro hai il rischio di perdita piuttosto elevato Cita
rick2 Inviato 28 Giugno, 2012 Autore #7 Inviato 28 Giugno, 2012 Detto inter nos, è un mesitere che mi piacerebbe fare moltissimo se rinascessi nella Roma antica! dimenticavo ! a me invece sarebbe piaciuto gestire una casa di piacere , cosi mi potevo portare il lavoro a casa !!!! un paio di quadrantarie dopo cena..... comunque torniamo alla discussione :) Cita
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