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  1. Ultima ora
  2. Vel Saties

    Follis imitativo

    Si, vabbé, uesto è quanto dicono i commercianti che non sanno che pesci pigliare per questo tipo di monete: non sapendo dove metterle le posizionano a caso sia geograficamente (a meno che non sappiano da dove viene la moneta in questione) ma soprattutto cronologicamente. Mancando magicamente il contesto di rinvenimento (a proposito: grazie, tombaroli balcanici, i suppose) manca tutto.
  3. Pontetto

    Spariranno molte monete d'argento?

    Buongiorno. A mio avviso è ovvio che le commemorative d'argento di Italia, San Marino e Vaticano siano destinate alla fusione. Sono oggetti commerciali d'uso e consumo: creano un'emozione immediata in quanto novità scintillante, poi cadono nel dimenticatoio con il passare dei decenni (un po' come un giocattolo o uno smartphone: forse ancora peggio, nessun museo un domani le esporrà in quanto oggetti di nicchia già oggigiorno e senza significato storico). Anche per le commemorative Euro è è sarà lo stesso. È la normalità. Nessun danno. Per fortuna l'aumento enorme del prezzo dell'argento sta creando l'occasione di poter vendere tutto questo materiale ad un prezzo che riduce le perdite (o che crea un piccolo guadagno).
  4. Alex Cinquantenario

    5 lire 1870 Roma

    Buongiorno colleghi collezionisti, Un parere su questo scudo? Falso? Cordiali saluti
  5. Ernestina

    Spariranno molte monete d'argento?

    permettimi di fare una riflessione circa cosa sia da investimento o da collezione... o entrambi in base a chi ha in mano che cosa... le varie kookaburra, queen beast ecc. sono state create come monete bullion vendute con un premio del 5-10% al quale va aggiunta l'iva al 22%. Questo ha fatto lievitare il prezzo bullion e ha creato un cuscinetto di prezzo "da collezione"... Oggi non biasimo assolutamente chi le vende al prezzo dell'argento, perchè la loro funzione primaria era quella, bullion. sulle 500 lire invece da sempre, è in atto una funzione speculativa e si trova(va) quasi solo gente che comprava per portare a fusione o rivendere facendo la cresta di qualche centinaio d'euro.... vedo che invece col recente rialzo dell'argento si stanno avvicinando al mercato, persone interessate ad acquistare ad un prezzo molto più vicino allo spot benchè questo sia in rialzo iperbolico.... e questo potrebbe fare bene anche alla numismatica.. monete come il 5 lire 1848 in MB è molto a rischio fusione e questo sarebbe un problema.... ma se vanno a fusione i panda, kokaburra, queen beast sinceramente non mi importa molto perchè sono creazioni commerciali e non hanno a che vedere con la circolazione della moneta
  6. ilLurkatore

    Spariranno molte monete d'argento?

    Salve AndreaMCXMLXXVIII, un compro oro, in media per una oncia d'argento ti offre oggi tra i 65 e i 70 euro... Chi ha acquistato nei primi mesi dell'anno scorso, avrebbe già un bel guadagno in caso decidesse di vendere.
  7. ilLurkatore

    Spariranno molte monete d'argento?

    Salve Ernestina, è sì! Anche i periti numismatici ritirano per fondere. Vedendomi contrariato, mi è stato risposto: - "A chi vuoi che le venda le commemorative italiane in Lire, indipendentemente se serie intera, trittici, dittici o singole, con questi prezzi dell'argento?" Aggiungendo poi che hanno più margine così e meno sbatti che non nel ricercare collezionisti della Repubblica e affini, che oramai stanno scomparendo? La maggioranza dei nuovi collezionisti, va sull'Euro. Che piaccia o meno, purtroppo la situazione è questa e non credo che in futuro andrà meglio. Salve francus, Le 500 Lire "Caravelle" non è da adesso che vengono mandate a fondere... Un orefice, così faceva già anni addietro quando le ritirava a 3 euro l'una.
  8. Scopre una moneta d’oro rarissima. La deve restituire? No. Guadagnerà 300 mila euro. Come funziona il sistema dei ritrovamenti d’oggetti preziosi o antichi in Gran Bretagna? Come in Italia? Un pomeriggio qualunque in una fattoria del Devon, tra campi arati e prati che respirano il vento dell’Inghilterra rurale, un uomo armeggia con cura tra la terra umida. Non è un archeologo professionista, ma un ambientalista, un appassionato di storia, che da anni coltiva una passione insolita: il metal detecting. Quel giorno, la fortuna sorride a Michael Leigh‑Mallory. Tra la zolla di terreno e le radici, il suo strumento emette un segnale distinto: ciò che scopre è un piccolo disco dorato che racchiude oltre sette secoli di storia. È un penny d’oro di Enrico III, coniato nel 1257, durante un tentativo del re di riportare la moneta aurea al centro della vita economica del suo regno. La monetazione d’oro non ebbe successo: l’esperimento durò meno di un anno e oggi si conoscono solo otto esemplari, di cui due fuori dalle collezioni istituzionali. Michael Leigh‑Mallory mostra la moneta dal valore elevatissimo Michael Leigh‑Mallory non è un numismatico professionista, ma la sua sensibilità e la sua attenzione al contesto storico lo hanno portato a scoprire una moneta di valore eccezionale e importanza scientifica. Ha due figli, ai quali ha dichiarato di voler destinare parte del guadagno derivante dalla vendita della moneta per la loro educazione e formazione, sottolineando che la scoperta rappresenta per lui un contatto diretto con la storia. La moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden, signore di Hemyock Manor, vicino al luogo del ritrovamento. Nel XIII secolo, De Hyden aveva pagato 120 grammi d’oro al re per evitare il servizio di giuria e altre cariche pubbliche, successivamente partecipò alla campagna di Enrico III in Galles del 1257, finanziata con l’emissione di questi penny d’oro, 37.000 dei quali furono distribuiti per sostenere la spedizione, testimonianza di come la monetazione aurea fosse percepita come strumento di potere e obbligo sociale. Le monete furono coniate per circa un anno e la maggior parte fu rapidamente ritirata dalla circolazione o fusa, rendendo questi penny straordinariamente rari e preziosi oggi. La moneta d’oro, recto e verso, di grande valore perchè ne sono rimasti pochissimi esemplari Il sistema che ha regolato il ritrovamento di Leigh‑Mallory è il Treasure Act, legge britannica che disciplina la gestione dei ritrovamenti di oggetti di valore archeologico o numismatico. In base a questa normativa gli oggetti preziosi vengono immediatamente segnalati e valutati da esperti che ne confermano autenticità e importanza storica. Se un museo o un’istituzione pubblica decidono di acquisire il reperto, colui che ha portato alla luce l’oggetto riceve una ricompensa proporzionale al valore di mercato dell’oggetto. Di fatto la cifra è equivalente a quella di mercato. La legge liberale consente quindi di salvaguardare il patrimonio culturale e contemporaneamente di ricompensare chi contribuisce alla sua scoperta, incentivando il rispetto delle regole e la collaborazione tra privati e istituzioni. E’ proprio per questo che il treasure act è un’altra dimostrazione palese del rapporto armonioso e virtuoso tra Cittadino e Stato, e Stato e Cittadino – e mettiamo tutto maiuscolo per sottolineare l’equivalenza valoriale dei termini – che divengono una stessa entità. Il Cittadino non è considerato un ladro potenziale, ma un buon membro dello Stato, sino a prova contraria. E lo Stato non è un’entità staccata, grifagna, sempre pronta ad aggredire il Cittadino che si sente estromesso, ma è l’insieme di Cittadini. Un ordinamento diverso da quelli, meno liberali, che conosciamo direttamente. Il caso di Leigh‑Mallory permette di spiegare più nel dettaglio il sistema britannico dei ritrovamenti: tutti gli oggetti sospetti o preziosi devono essere segnalati, ogni ritrovamento viene esaminato da archeologi, numismatici e funzionari dei musei, se il reperto è riconosciuto come tesoro nazionale può essere acquisito da collezioni pubbliche, il cercatore riceve una ricompensa proporzionale al prezzo di vendita, gli oggetti acquisiti vengono catalogati, studiati e conservati, e questo sistema ha l’obiettivo di salvaguardare il patrimonio senza penalizzare chi contribuisce a scoprirlo. Nel caso in cui l’oggetto non venga riconosciuto come Tesoro, esso può essere venduto dal cercatore, che divide la cifra a metà con il proprietario del terreno. In Italia, invece, il quadro normativo è profondamente diverso. Non è possibile svolgere ricerca archeologica, nemmeno nei campi arati, che non presentano più stratigrafie. Secondo il Codice dei beni culturali e del paesaggio, tutti i ritrovamenti di interesse storico, archeologico o artistico appartengono allo Stato o alla Regione e devono essere immediatamente denunciati. Il ritrovatore non può trattenere l’oggetto anche se lo ha scoperto casualmente. La legge prevede sanzioni per chi non comunica il ritrovamento. In caso contrario può scattare un’accusa di furto ai danni dello Stato. I premi previsti per chi si imbatte casualmente in un reperto archeologico sono esigui e, in genere, difficili da ottenere, spesso limitati ai casi maggiori e cioè alla possibilità di esporre il reperto in una collezione pubblica. Non esiste un meccanismo equivalente alla ricompensa proporzionale al valore di mercato che in Gran Bretagna permette al metal detectorista di ricevere una cifra significativa. Questo differenzia profondamente i due sistemi: il Regno Unito valorizza la passione dei ritrovatori, la loro collaborazione con esperti e la possibilità di ottenere un beneficio economico, mentre l’Italia tutela in modo rigoroso il patrimonio ma non prevede incentivi economici reali, il che può scoraggiare la collaborazione e rendere più complesso il recupero di reperti archeologici da parte di privati. Forse è per questo che in Italia le notizie di ritrovamenti da parte di privati sono quasi nulle? Quanto non verrà tutelato dai ritrovatori proprio per evitare problemi? Quanto verrà – oggi – risepolto o gettato in discarica – negli ultimi anni i casi sono frequenti – proprio per timore dello Stato? Quanti reperti verranno distrutti – ancora – durante gli scavi? Ma torniamo alla moneta ritrovata. Dal punto di vista storico, i penny d’oro di Enrico III rappresentano una fase unica nella monetazione inglese, quando il re tentò di ristabilire la fiducia nella moneta aurea, coniando esemplari che fossero riconoscibili, durevoli e funzionali a sostenere operazioni militari e fiscali. Il fatto che oggi si conoscano solo otto esemplari sopravvissuti e che la maggior parte sia conservata in musei o collezioni private rende la scoperta di Leigh‑Mallory un evento eccezionale, capace di unire la fortuna, la passione personale e l’importanza storica. Il penny ritrovato è oggi la moneta singola più preziosa mai scoperta in Gran Bretagna, la moneta medievale britannica più costosa in assoluto, e un esempio tangibile di come la storia viva possa emergere dalla terra sotto i nostri piedi, tra i campi e le fattorie che ancora custodiscono segreti del passato. Leigh‑Mallory ha commentato: “È davvero miracoloso come sia sopravvissuto a tre quarti di millennio relativamente indenne. Come ogni appassionato che continua a sognare, quel giorno il mio desiderio si è avverato, e sono stato proprio io il più fortunato.” Questa scoperta mostra come la passione, la conoscenza storica e la fortuna possano convergere in un momento straordinario. Un piccolo disco d’oro diventa il filo conduttore tra il XIII secolo e il presente, tra il destino di un nobile medievale e quello di un moderno ambientalista, tra la legge britannica e quella italiana, mostrando come la regolamentazione possa influenzare il valore umano ed economico di una scoperta. Gli elementi chiave della vicenda si possono riassumere in riga: il ritrovista Michael Leigh‑Mallory è un ambientalista con due figli, scopre un penny d’oro di Enrico III coniato nel 1257, la moneta apparteneva quasi certamente a John de Hyden signore di Hemyock Manor che pagò oro al re per evitare cariche pubbliche, il reperto viene venduto all’asta per £648.000 con ricompensa netta per il ritrovista di circa 300.000 euro, il sistema britannico incentiva la segnalazione e premia il ritrovista mentre il sistema italiano prevede obbligo di denuncia e premio simbolico ma non ricompensa proporzionale, la scoperta è la moneta medievale britannica più preziosa e oggi fa parte del patrimonio storico studiato e conservato.
  9. SS-12

    1 onza Messico 1990

    Buongiorno, riprendo la discussione, per voi cosa sono queste macchie che si vedono?
  10. Don peppe

    Tallero Umberto I 1896

    Buongiorno Che peso ha.?
  11. AndreaMCMLXXVIII

    Spariranno molte monete d'argento?

    Dopo queste impennata improvvisa dell'argento sto notando un aumento importante delle vendite di privati, vedo anche monete in AG proof vendute a peso anche sotto il valore spot del momento Consideriamo che prima di oggi a comprare queste monete c'erano solo i collezionisti mentre ora gli investitori entrano a comprare ed innalzano la domanda anche per monete che fino a pochi mesi fa se uno voleva venderle, doveva "svenderle". E per un collezionista che ha comprato magari parecchio argento negli anni l'aumento dell'argento Vuole dire che le sue monete da monete da collezione si trasformano in monete da investimento, e questo fa veramente male. Pero' vuole anche dire per molte di Ag ad esempio tra le italiane, san marino, vaticano (direi che potrebbero essere 80-90% togliendo quelle piu ricercate) se sono state comprate 10-15 anni fa a prezzi elevati (rispetto all'argento del momento), in caso di vendita odierna, per lo meno si recupera un po' di piu.... SE uno a molte monete che non gli interessa tenere non c'è dubbio che è il momento ideale per vendere.. Per fortuna per le monete in argento ed oro di monetazioni di livello (ad esempio regno e denari romani), se in conservazioni medio alte rimangono monete da collezione, e devo dire che le chiusure delle aste sono a prezzi esplosi rispetto ai prezzi già solo di 5-6 anni fa Sara oneroso comprare troppo argento a questi prezzi 2026 delle nuove emissioni di Zecca. L'oncia per intenderci ad oggi se si trova 100 euro (valore metallo 81,82...) Ma l'argento prevedono che salirà ancora 10-15% nel 2026.... ma magari invece scenderà....
  12. Oggi
  13. Regium

    Da Aden... col piroscafo!

    Grazie @PostOffice, chiarissimo! Come detto non sono interessato a venderla: è il valore storico quello che mi interessa e in questa cartolina è elevatissimo. Quindi seguirò il tuo consiglio senza dubbio e arricchirà la mia collezione. Un cordiale saluto Regium
  14. Giunto il nuovo peso..si arricchisce la collezione angioina.
  15. tanto le Ferrari andranno a ruba, quale che sia il loro costo e considerando che sono reverse proof, ci sarà da svuotare il portafogli per chi le vorrà. Non parliamo della moneta d'oro poi... edit Le analoghe monete d'argento .999 da 6€ delle Olimpiadi dello scorso anno costavano 83€, ed erano "semplici" proof (stesso peso, ma con diamentro leggermente più grande di quelle Ferrari): mi sa tanto che staremo sui 100€ al pezzo, a tenersi bassi...
  16. voglio le FS dei siti megalitici, che li possino.....
  17. ART

    Oms e non più Oms ?

    Nel week-end a volte mi capita ma è cosa rara. Io non ero per niente soddisfatto neanche all'epoca. Il prezzo da pagare per questo compromesso è stato molto alto, ma del resto non è stato neanche il primo.
  18. ARES III

    Oms e non più Oms ?

    Mi fa piacere che scrivi anche di mattina. Quando lo UK era nell'UE molte follie erano relegate ai margini della discussione (parlo di politica ed anche di economia, ma soprattutto le spinte federaliste erano controbilanciate con quelle nazionaliste, in modo tale che tutti alla fine erano soddisfatti pur non ottenendo tutto!).
  19. Buongiorno Complimenti@alan sinclair ottimo acquisto.
  20. ART

    Oms e non più Oms ?

    Ovviamente l'Ucraina è un caso del tutto particolare trattato in modo particolare, non vuol certo dire che ogni allargamento possa / debba essere gestito così. Quanto al "freno a mano della ragione" in questo periodo storico ce ne sono fin troppi ovunque, e io credo proprio che le ripercussioni (negative) di questo fatto si sentiranno relativamente in fretta in tutto il globo.
  21. Ernestina

    Spariranno molte monete d'argento?

    spesso sono gli stessi periti numismatici a portare a fusione caravelle, ex divisionali, scudi in MB BB, ecc quello che farà da spartiacque rispetto al picco del 2011 sarà la durata del rialzo dell'argento, cioè se durerà altri mesi o un anno magari arrivando a 200 dollari l'oncia, la vedo dura per le caravelle questo giro e pensare che si sta rivelando il formato perfetto, perchè le once cominciano a costare troppo, mentre le caravelle sono frazionate per le tasche di tutti
  22. EmilianoPaolozzi

    Asse di Nerone

    Buongiorno, Grazie pensavo di sbagliarmi, e invece avete anche voi confermato i miei dubbi...
  23. Albser

    Raccolta di rebus attinenti alla Numismatica

    sol U zione inchiarò = soluzione in chiaro In base ai dizionari italiani, non esiste un verbo comune o di uso corrente scritto esattamente "inchiarare" o “inchiarire” anche se ho visto facendo una piccola ricerca che il verbo inchiarare (o inchiarire) è un termine tecnico utilizzato principalmente in due ambiti: la viticoltura/enologia e l'arte/pittura. Ecco i significati principali: Enologia/Viticoltura: Significa togliere la torbidità da un liquido, in particolare il vino o il mosto, rendendolo limpido e trasparente [1]. È il processo che rimuove le particelle in sospensione. Arte/Pittura: Indica l'atto di rendere un colore più chiaro, più luminoso o più tenue, spesso aggiungendo bianco o un colore più chiaro a un pigmento più scuro . Il termine "inchiarire" o "inchiarare" non risulta nel Vocabolario Treccani; la forma corretta e standard è schiarire Buongiorno Apollonia Albser
  24. ARES III

    Oms e non più Oms ?

    Su questo non ne sarei convinto, basta guardare con quale tabella di marcia si vorrebbe fare aderire l'Ucraina: al netto della guerra e delle proprie convinzioni personali, non soddisfa affatto i criteri UE, eppure la data della sua adesione è programmata 2027/2029. Quindi se a Bruxelles vogliono fare qualcosa lo faranno, eccome. Comunque rimpiango il sano ostruzionismo britannico, o come lo definivo "il freno a mano della ragione"...
  25. aemilianus253

    Asse di Nerone

    L'avevo notato, se non sbaglio in un gruppo facebook spagnolo. Lo stile è singolare e sembra addirittura circolato ma ad istinto non mi piace.
  26. chievolan

    Luigi 1° d'Ungheria.

    No. Si tratta di ribattitura.
  27. apollonia

    Le monete più attraenti di Alessandro Magno

    Asta Classical Numismatic Group, LLC Triton XXIX 13-14 Jan 2026 https Lot 400. Estimate: 4000 USD. Realized: 9000 USD PTOLEMAIC KINGS of EGYPT. Ptolemy II Philadelphos, with Arsinöe II, Ptolemy I, and Berenike I. 285-246 BC. AV Half Mnaïeion – 'Tetradrachm' (19.5mm, 13.84 g, 12h). Alexandreia mint. Struck circa 272-261/0 BC. Conjoined busts of Ptolemy II and Arsinöe II right; Ptolemy is diademed and draped, Arsinöe is diademed and veiled; AΔEΛΦΩN above, shield to left / Conjoined busts of Ptolemy I and Berenike I right; Ptolemy is diademed and draped, Berenike is diademed and veiled; ΘEΩN above. CPE 314; Svoronos 604ια (same dies); Olivier & Lorber dies 22/64; SNG Copenhagen 133; de Luynes 3564 (same dies); Westmoreland 53 (this coin). Trace deposits, minor marks. Good VF. From the Westmoreland Collection, purchased from Canberra Coin World (Bill Scheer). Ex Helbing 86 (25 November 1942), lot 3435. apollonia
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