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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/24/26 in tutte le aree
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Incredibilmente nella mia collezione composta maggiormente da monete di piccolo modulo mancava ancora un Mezzo Viennese di Carlo Il. Non so perché non l'avevo mai acquistato, forse perché mi era sempre capitato di rintracciarne di stretti, oppure senza sigle leggibili, o in conservazioni pessime, sono monete piccole e non è facile trovarne in discrete conservazioni ad un prezzo congruo. Questa volta mi è capitato di rintracciarne una di buon modulo, bella rotonda (non è cosa facile) e tutta leggibile. Con le sigle TB di Bartolomeo Brunasso zecchiere a Torino.5 punti
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Cari amici come alcuni di Voi sanno, ho l'obiettivo un pochino ambizioso di completare la serie degli scudi colli lunghi di Vittorio Emanuele II Re di Sardegna. Attualmente me ne mancano due. Parallelamente cerco di migliorare gli esemplari già in collezione puntando, per tutti i millesimi, alla massima conservazione o quasi. In questo folle progetto condivido oggi con piacere una new entry, un millesimo comune, ma bisbetico da trovarsi in questa qualità, che migliora decisamente un BB già presente in raccolta. Ho trovato questa moneta ad un ottimo prezzo. Presenta rilievi pressoché intatti e una affascinante patina da monetiere con moderati riflessi iridescenti al D che queste brutte foto mancano del tutto di mettere nella giusta luce. Al R un graffietto sullo stemma ed un leggerissimo colpetto a ore 5 purtroppo gli tolgono il FDC pieno. Ma non è facilissimo trovare di meglio, ve lo garantisco. Buona giornata4 punti
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Buongiorno. Ricordo che il forum è di tutti. Il forum è e vuole continuare ad essere un posto per parlare di passioni e di cose belle. Il forum è e vuole continuare ad essere un posto di confronto sincero e leale dal punto di vista intellettuale e personale. Il forum NON vuole essere un posto dove esprimere ripicche personali, frecciatine e provocazioni. Questo post in particolare è costantemente sede di fastidiose intemperanze che si ripercuotono sulla serenità del forum e del CDC. La parola d'ordine che dovete ripetere come un mantra è BASTA! Alla prossima chiudo e banno. PS: Per chi, imperterrito, vuole continuare a portare avanti le proprie guerre personali consiglio di alzarsi dal proprio divano, prendere un aereo per un'area "calda", trovarsi un fixer e poi trasferirsi in pullman, auto ed a piedi in zona di guerra. Non serve essere al fronte. E' sufficiente girare anche decine di Km dietro le linee, magari in paesi bombardati dove le linee logistiche sono tagliate e i servizi essenziali funzionano a singhiozzo. Dove la sera vi svegliate (ma è solo questione dei primi giorni) per le esplosioni o i sorvoli dei droni. Io l'ho fatto per lavoro diverse volte e vi assicuro che potrete tornare al divano appagati.2 punti
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E' una gran bella moneta, superba ed affascinante. Gli scudi "collo lungo" sono certamente ( almeno a mio gusto ) più attraenti degli altri. Ottima conservazione e patina, sappiamo benissimo che è piuttosto difficile trovarne di migliori, complimenti !1 punto
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Vi presento alcune delle più recenti entrate nella mia collezione. Uni degli obiettivi della mia collezione è che le monete che la compongono possano rappresentare alla meno peggio i nominali che avevano a disposizione i nostri antenati in un ben definito contesto storico. Nel caso in oggetto ritroviamo la moneta corrente in rame alla fine del IV secolo, a seguito della riforma monetaria di Teodosio, Graziano e Valentiniano II: La riforma introdusse una monetazione enea basata su 3 nominali (durante il regno di Valente e Valentiniano ne era rimasto in circolazione solo 1, il centennionale da 3 grammi e di diametro di circa 18 mm). Il nominale minore è il cosiddetto nummo, una monetina più piccola del nostro centesimo, del peso di circa 1.1-1.3 g e valore ipotizzato di 6.000 Denari di conto. La moneta immediatamente più grande è il centennionale, con dimensioni simili a quella della nostra monetina da 2 centesimi (18 mm), peso tra i 2 e i 3 g e valore ignoto. Ed infine abbiamo la moneta più grande, che dai pochi documenti arrivati fino a noi doveva avere il nome di decargiro, del peso medio di circa 4.4 g e delle dimensioni simili a quelle del nostro Euro (22-23 mm) e valore nominale anch'esso ignoto, ma ipotizzato in 10 nummi per via del nome. Ovviamente le tipologie in circolazioni non erano solo queste. Ve ne sono state altre, tutte molto interessanti ed esplicative del periodo storico che si viveva. Tuttavia i nominali in circolazione durante il regno di Teodosio e durante i primi anni del regno dei figli dovrebbero essere solo questi 3. Poi gradatamente per motivi non perfettamente noti i nominali maggiori furono messi fuori corso (i tentativi di reintrodurli furono sparuti e poco fortunati fino alla riforma di anastasio alle soglie del VI secolo) e rimase in giro solo il minuscolo nummetto, la moneta principe del V secolo. Tornando alle singole monete, oggetto di questa collezione per nominali: Abbiamo: 1 nummo Teodosio Securitas reipublicae RIC IX 26b Ex artemide 31 lotto 733 1 Centennionale concordia Auggg RIC IX 44 b Ex Naville numismatica 99 lotto 983 1 decargiro Gloria romanorum RIC IX 11c Ex numismatic Naumann Asta 154 lotto 866 Nei prossimi mesi/anni, spero di aggiungere al gruppetto anche un argento.1 punto
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Andando a peso dipende dalla quotazione del momento. Oggi realisticamente sugli 850 circa.1 punto
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Bravo e grazie, ben fatto. Riporto in basso: 4 Esiste variante con E di Emanuele ribattuta su (forse) R e base del secondo 1 di 1871 parzialmente assente. 5 Esiste difetto di conio in cui la frattura, che interessa la parte dell'anno, sembra diventare un • che porta quindi a187 • 1. Il Montenegro la segnala come variante di conio assegnandovi rarità R4, tale ipotesi non ci trova concordi in quanto assodato si tratti di un difetto di conio come da ampia discussione sul forum www.lamoneta.it1 punto
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Condivido anche io e come tale l'ho riportata nella nostra scheda:1 punto
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Considerando i tempi che stiamo vivendo non mi meraviglierei se si tornasse ai corrieri a cavallo 🐎.. la fine del servizio postale universale sarebbe poca cosa in confronto alla crisi economica che si instaurerebbe a causa della carenza di idrocarburi. Speriamo che lo "Spirito Santo" instilli nei cervelli pieni di acqua sporca dei governanti del mondo quella goccia di sapienza e di intelletto necessaria a fermare i missili "intelligenti 😳". Della serie.. ""in che mani siamo ? "" 🤔. Nel frattempo per il servizio postale universale del mio paese io e gli amici del biliardo ci offriamo volontari per ammortizzare i costi, io posso essere pagato con francobolli usati, il proprietario del cavallo con calesse vuole essere pagato in sigari toscani, il fabbro ferraio che risuola gli zoccoli del cavallo in fiaschi di vino del contadino. ... L' ufficio postale lo apriamo al bar del biliardo, dove i destinatari possono sempre ritirare la loro posta in giacenza mentre si bevono un bianco. La notificanza: Il bar del biliardo : Il postiglione: Se Poste Italiane seguisse il nostro esempio meriterebbe il nome "Poste" che l'ha sempre contraddistinta, .. altrimenti dovrebbe chiamarsi "Altra Cosa S.P.A.".. che non sta per 'salus per aquam'.1 punto
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Da Cronaca Numismatica la presentazione della conferenza. https://www.cronacanumismatica.com/monete-e-medaglie-dei-gonzaga-ne-parla-a-milano-massimo-rossi/1 punto
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Altra osservazione.. considerarlo come "punto" e quindi, una variante, mi sembra una conclusione un po azzardata.. il "punto" deve avere una forma circolare regolare.. se si guarda con una lente non mi sembra proprio1 punto
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mi pare plausibilmente una delle monete del cosiddetto "gruppo di Malaga" un "gruppo" abbastanza eterogeneo, ma con un filo conduttore stilistico che le avvicina Personalmente, e non solo io, ritengo che tutti i bronzi spagnoli NON siano visigoti, anche perchè non fanno parte di un circolante, ma sono sempre emissioni strettamente locali, plausibilmente civiche, nel senso più ampio.... Le città di emissione di Crusafont, sono poi spesso completamente inventate.... vabbé, è un discorso lungo, ma comunque sì, per me potrebbe plausibilmente essere di area spagnola1 punto
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allora potrebbe essere questo il motivo.. non avrebbe senso dare un r4 ad un difetto di conio1 punto
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Buongiorno, il catalogo Montenegro non aggiunge note o informazioni a riguardo di questa variante.1 punto
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Buongiorno Genny @gennydbmoney non ci dovrebbero essere dubbi che sono tutte L 🙂1 punto
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Al momento ho trovato questo tornese del 1631 con simbolo L... Confronto tra i simboli...1 punto
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Mi sono ricordato di aver il CNI sul telefono e quindi ho verificato,come si può notare dalla pagina che allego si passa dal simbolo K direttamente al simbolo O saltando L,M e N...1 punto
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Posso consigliare dei nipoti o dei figli di amici di al meno 7/8 anni. Quella dovrebbe essere l'età giusta per farli avvicinare al mondo della numismatica. Attraverso l'approfondimento dello studio delle monete, si accosteranno alla storia e alla geografia.... E non c'è rischio che facciano danni: quelle monete valgono economicamente nulla...1 punto
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Ciao,la lettera S dietro al busto che sormonta un globetto è la sigla del mastro di zecca Lorenzo Salomone,attivo dal 16 novembre 1630 al 24 novembre 1634... Confermo l' anno di conio 1632,per quanto riguarda il simbolo L del coniatore davanti al busto del Re il Magliocca segnala che generalmente è accoppiato alla I... Ad ogni modo negli anni 1631 e 1633 il simbolo L è censito quindi non mi stupisco che possa essere presente anche per il 1632 anche se non ancora censito,si potrebbe verificare sul CNI ma al momento non mi è possibile, magari posso verificare domani nel pomeriggio...1 punto
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Ciao, al fine di agevolare i pareri di quanti vogliono intervenire è importante, sempre, indicare sia il peso che il diametro della moneta 🙂. Dovrebbe trattarsi di un sesterzio coniato nel 171 d.C. per celebrare i primi dieci anni di regno (iniziato nel 161) dell'imperatore Marco Aurelio. Dalle ultime foto postate, anche se orizzontali 🙂, a mio parere è coniato e quindi autentico. Riposto le foto in attesa di ulteriori interventi su quanto da te richiesto.1 punto
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Io le terrei entrambe, sono due tipologie diverse. Si esatto, fino al 1993 si può dire che abbiano continuato e coniare Rubli di ferro, sono del tutto simili, su Numista le trovi tutte, sono 11 in tutto.1 punto
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anche se le notizie riportate non sono delle migliori (sigh....), vi ringrazio comunque e resto contento per aver azzeccato la mia prima identificazione. buona giornate Andrea1 punto
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Se abbiamo pazienza prima o dopo pacchi arrivano a tutti,ma che vi importa che giro fanno.1 punto
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Scelta antistorica, e da collezionista di tutte le sedi vacanti dal 1939, aggiungo deprecabile. Anche perché sarà uguale ai 5€ italiani che per me fanno schifo. Un conto è fare formati innovativi con monete nuove, tipo stimmate o simili, e un conto è prendere qualcosa che esiste da 100 anni e cambiarlo. Il 5 euro sede vacante andava fatto rotondo come sempre.1 punto
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Non mi sorprende troppo. Si parla spesso dell'impennata del prezzo dell'oro ma, percentuali alla mano, in un anno l'argento è aumentato del 173,5% mentre l'oro è cresciuto "solo" del 58% circa. Anche platino e palladio hanno fatto meglio: rispettivamente +129,5% e +74,5%. Proprio grazie all'aumento vertiginoso, sempre più compro-oro si stanno trasformando in "compro-argento". Personalmente, però, se devo essere sincero mi dispiace maggiormente vedere fusi dei servizi da tè o di posate di fine '800 che non monete (magari anche di dubbio gusto) realizzate negli ultimi anni...1 punto
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Sibaritico, in qualsiasi vocabolario, vale per esageratamente raffinato, lascivo, lussurioso, perchè nella diffusa narrazione è descritta così l'antica città di Sibari . Fondata da coloni Achei verso il 720-710 AC. , nel VI^sec. AC. è all'apice della sua potenza ed è probabilmente la più importante città della Magna Grecia ( forse più di 100.000 abitanti entro un cinta muraria di oltre 9 km. ) , dominando un 'impero' su 4 popoli e 25 città . L'indubbia floridezza di Sibari deriva dal trovarsi su una grande, fertile pianura affacciata sul mare Ionio, ma forse ancor più dall'essere il terminale della rotta commerciale marittima che arriva dalla ricca Ionia (Mileto) e che attraverso la stretta Calabria silana, controllata da Sibari, raggiunge, sul Tirreno, le sue colonie di Lao e Scidro e poco più a Nord Poseidonia : da queste proseguono le rotte marittime verso l'Etruria e fino alla lontana Iberia senza l'onere di aggirare la Calabria magari sottostando ai pedaggi di Reggio per il transito dello stretto . Sul finire del VI^ sec. nel comunemente accettato 510, Sibari entra in conflitto con la vicina città di Crotone che ha ospitato fuorusciti Sibariti ed in 70 giorni di lotta viene sconfitta, conquistata e sommersa con la deviazione di un fiume : per una guerra con motivazioni non eclatanti, scompare dalla Storia una delle più grandi città dei Greci di occidente . Sola vincitrice di questa quasi casuale guerra, nella narrazione comune, Crotone, città sostenuta dal pitagorismo e validamente guidata dal pluri-vincitore olimpionico Milone . Tuttavia una manciata di anni prima, Crotone, in un tentativo di espansione verso Sud, è stata pesantemente e sanguinosamente sconfitta sul fiume Sagra dai Locresi di Locri Epizefiria, al punto da chiedersi se nel 510, potesse avere riacquistata la potenzialità per soverchiare la potente Sibari . Ed allora abbiamo, nell'area, la spedizione colonizzatrice degli Spartani di Dorieo che si sarebbero alleati (Erodoto) con i Crotoniati nell'impresa contro Sibari : possibili partecipanti, a quella che a questo punto da impresa singola parrebbe una coalizione, da non scordare i numerosi fuorusciti Sibariti probabilmente desiderosi di rivalsa . Il dubbio di insufficienza della sola Crotone potrebbe anche vedersi nel dopo Sibari : Crotone non riesce ad ereditarne l'impero e resta quasi un vuoto di potere aperto ad esempio all'influenza che Atene sta coltivando nell'occidente greco . Resta comunque da chiedersi come anche una coalizione abbia potuto avere ragione rapidamente di una grande città : potrebbe rispondere l'ipotesi dell'archeologo-sovrintendente M. Napoli che anni or sono ragionava che Sibari non sia stata una grande città murata, bensì un gruppo di piccoli centri/villaggi, ipotesi che potrebbe anche spiegare perchè ad oggi nulla di una eventuale grande città ci sia stato restituito dall'indagine archeologica . Testimonianze dell'impero di Sibari ci sono offerte dalla numismatica : oltre ai bellissimi stateri incusi con toro retrospiciente e lettere MV (iniziali di Sibari) , ritroviamo la stessa figurazione su rarissimi esemplari con leggende AMI , SIRIS.PYX , SO , LAUS, centri di incerta identificazione ma monete di alta fattura estetica e tecnica, tali da rimandare all'influsso se non addirittura alla diretta mano degli incisori Sibariti : buon ultimo il rarissimo esemplare con lettere SER attribuito a quei Serdaioi di incerta identificazione che figurano tra i contraenti del trattato (rinvenuto in Olimpia) tra i Sibariti ed appunto i Serdaioi .1 punto
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DE GREGE EPICURI Spesso parliamo degli strumenti sacrificali sulle monete, in particolare sui rovesci a tipo PIETAS: perchè non elencarli? Sono una decina, di cui 4 o 5 più frequenti, altri meno. Ecco quelli che ho reperito, non è detto che siano tutti: LITUUS: bastone ricurvo degli àuguri; è emblema dell'arte augurale. ASPERGILLUM: bastoncino che porta in fondo una serie di asticelle o spazzole mobili, o una serie di frustini, per aspergere l'altare o la vittima (con acqua, vino, ecc.) PRAEFERICULUM: vaso più o meno grande per sacrifici. SIMPULUM: tazza usata nei sacrifici per le libagioni. PATERA: scodella piatta, coppa per sacrifici. APEX: cappello sacrificale (cioè per il sacrificante). O meglio: verghetta di olivo legata alla punta del berretto dei flàmini, detto perciò anche "berretto del flàmine (sacerdotre addetto al culto particolare di talune divinità, es. flamen Dialis, Martialis, Quirinalis). URNA: brocca. Urna divina: urna delle sorti divinatorie, urna fatidica (che dice il fato). ASCIA o SECURIS: scure (per colpire le vittime, suppongo). CUCULLUS: tazza, piccolo vaso (come nel denario di Cesare del genn. 44, a nome di M METTIUS). CAPIS: vaso grande per bere. CULTER: coltello. Qualche osservazione. Questi elementi compaiono già nei denari repubblicani, di solito in forma isolata (vedi monete della Caecilia); sempre in forma isolata, e con ridotte dimensioni, sono frequenti su monete di Cesare e di Augusto, davanti o dietro al ritratto, alludendo evidentemente alla funzione di Pontifex Maximus. Sono riuniti per la prima volta (non tutti, ma solo: simpulum, aspergillum, ascia ed apex) sul notissimo denario di Cesare "con l'elefante". Successivamente si trovano raggruppati (4 o 5) sui rovesci PIETAS. Tali rovesci sono molto più comuni sulle monete dei Cesari, che su quelle degli Augusti (però in Vespasiano esiste un rovescio AUGUR). Più avanti, questa tipologia è frequente soprattutto nei denari, meno nei bronzi, pur con alcune eccezioni. Durante il 3° secolo, li troviamo sugli antoniniani, sempre con preferenza per i Cesari (es. Tetrico figlio, Erennio Etrusco, Valeriano 2°...) Per non annoiarci, ecco qualche moneta. Evito Cesare, che tutti conoscete, e ripiego su un Cassio Longino, tanto per iniziare.1 punto
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L'altro giorno, mentre cercavo di classificare una moneta greca, mi sono "imbattuto" nelle pagine che descrivevano le monete emesse dalla zecca calabra di Aminea la quale avrebbe emesso stateri e anche un mezzo statere al tipo di Sibari, col toro retrospicente. Queste particolarissime emissioni si differenziano dai prototipi per la scritta all'esergo (AMS retrogrado= AMI) e dalla presenza di una grossa cavalletta sul dorso del toro. Sono rimasto colpito dalla rarità di questi pezzi e dal fatto che la zecca é rimasta a lungo ignota; tanto da mancare praticamente in tutte le opere più importanti (British, Sylloge varie ecc. ecc.) Non so a quando risalga esattamente la sua "scoperta", ma credo attorno agli anni '50. Avete mai avuto la possibilità di toccare un esemplare con mano ? Se sì, quali sono state le vostre impressioni ? E comunque, cosa pensate di questa zecca e delle sue monete ?1 punto
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