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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/21/26 in tutte le aree

  1. Buongiorno, la moneta non è molto attraente e mi pare maltrattata al rovescio ma non penso arrivi al B. B è una moneta non più leggibile come nell' immagine ad esempio (Fair). Buon weekend
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  2. È stata fatta una confusione incredibile tra R2 del Gigante e R4 del Magliocca senza neanche accorgersi che la 259b ( A chiusa e sottocorona liscio) e la 259c ( A chiusa e sottocorona rigato) non vengono citate dal Gigante che si limita alle varianti sottocorona rigato a sinistra e sottocorona rigato a destra, quindi era un paragone inutile perché si mettevano a confronto varianti diverse con rarità diverse, inoltre anche il Magliocca valuta le varianti solo con sottocorona rigato R2 quindi in linea con il Gigante...
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  3. buonasera, la foto non rende l'idea di quale sarebbe il difetto di conio... in ogni caso circolata la moneta vale 2 euro...
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  4. Sospendere "a divinis" Un saluto, Valerio
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  5. Ma questo non è un grosso emesso sotto Ezzelino da Romano nel secondo quarto del Duecento…? Integrità, peso ed assenza della “scaletta” fanno fede!
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  6. L'idea di questa esposizione venne alla poetessa e compositrice musicale Carlotta Ferrari che il 1 giugno 1889, dalle pagine della rivista Lettere e arti diretta da Enrico Panzacchi, lanciò una proposta originale, per onorare a Firenze il ricordo di Beatrice Portinari con una grande fiera artistica - letteraria - artigianale - danzante - musicale, tutta improntata alla valorizzazione della creatività del modo femminile. La sfida, non accettata da illustri letterate come Matilde Serao, Neera e la Marchesa Colombi, fu invece raccolta da Angelo De Gubernatis che vi profuse tempo, grandi energie e molti denari. Centro della manifestazione, che ebbe inizio il 1 maggio 1890, fu il Politeama di Firenze, dove si svolsero gare musicali, esposizioni di pittura scultura e ceramica, mostre di libri scritti da donne, corsi per scrittrici e per insegnanti, conferenze ed esposizioni di lavori artigianali femminili. La crema delle arti al femminile fu esposta e valorizzata a questo trionfo 1890 del tradizionale Calendimaggio fiorentino. Al Politeama si diede inizio alla Esposizione Beatrice con quadri viventi in costume - ispirati a scene descritte nella Vita Nova - accompagnati da una orazione della poetessa Maria Alinda Bonacci Brunamonti su Beatrice Portinari. L'attrice Luigia Busi interpretava Beatrice. Seguirono gare tra arpiste, violiniste, attrici, cantanti, mandoliniste, chitarriste, pianiste e conferenziere. La musicista Augusta Holmès scrisse parole e musica di un Inno alla pace, per coro, assoli e orchestra. Si replicò tutto il repertorio nei giorni successivi, all'Istituto superiore femminile del Magistero. Per l'occasione furono composte maggiolate in musica e si rinnovò il rito del maio, cioè del ramo appeso all'uscio dell'innamorato. (segue)
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  7. Ho il piacere di comunicare la pubblicazione del nuovo Comunicazione - Bollettino della Società Numismatica Italiana 2025 n. 86, di seguito la copertina e l'indice degli articoli pubblicati. Gianni Graziosi La botanica nascosta nelle monete antiche. Francesco Di Cintio Alcune considerazioni sui denari in argento di Ugo di Provenza e Lotario II per Pavia. Raffaele Iula “Quannu…Guglielmu lu Malu…fici fari li dinari di coriu”. Le presunte emissioni di cuoio di re Guglielmo I d’Altavilla: topos storiografico o mito numismatico? Enrico Lesino L'emergere di elmi e cimieri nella monetazione italiana del XIV secolo: simboli di identità e strumenti di potere. Alessandro Toffanin Due curiosità numismatiche dalla Lombardia del XV secolo. Luca Oddone Il ripostiglio monetale di via Morelli ad Asti (sec. XV-XVI) in alcuni manoscritti inediti del fondo Giuseppe Fantaguzzi. Antonio Rimoldi Prospettiva e spazi nelle medaglie di papa Paolo V (1605–1621). Tiziano Francesco Caronni L’attribuzione delle parpagliole milanesi sotto Filippo IV: una ricerca. La pubblicazione è disponibile per il download al seguente link: https://www.socnumit.org/comunicazione/ Buona lettura
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  8. Salve @ARES III però una cosa te lo devo dire.. non si fa così eh...non hai salutato nel primo intervento in questo post 😂 logicamente la mia è una battuta sarcastica per allentare un po gl attriti dell altro post...che non si arrabbi nessuno 😉
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  9. Conosciamo meglio l'autore di questa "moneta indecente" Hermon A. McNeil Hermon Atkins McNeil nasce a Everett (Massachusetts) il 27 febbraio 1866. Importante esponente del movimento artistico noto come American Renaissance (del quale abbiamo parlato più volte), è oggi tuttavia ricordato soprattutto per il quarto di dollaro coniato a partire dal 1916, sebbene sia stato presidente della National Sculpture Society, e abbia presentato le sue sculture (oggi in vari musei degli Stati Uniti) nelle più importanti esposizioni della sua epoca, quali la World's Columbian Exposition del 1893, l'Expò di Parigi del 1900, la Pan-American Exposition del 1901, la Louisiana Purchase Exposition del 1904, la Panama-Pacific Exposition del 1915. Per la Pan-American Exposition del 1901 realizzò questa bella medaglia, che celebra gli Indiani d'America, che per un decennio furono la sua passione e il suo soggetto principale. (Collection of The Art Institute of Chicago) Il suo interesse per i Nativi era nato all'inizio degli anni '90 dell'Ottocento, quando, di ritorno da un periodo di studio e perfezionamento a Parigi (tappa d'obbligo per tutti gli artisti americani dell'epoca), aveva visitato a Chicago la mostra Wild West di Buffalo Bill, rimanendone affascinato. Dopodiché, intraprese un lungo viaggio nel Sudovest, durante il quale studiò la storia, i costumi e le cerimonie delle tribù locali. Per il decennio successivo, MacNeil si concentrò su soggetti indiani nel tentativo di riabilitare la loro immagine: tra le varie sculture prodotte in questo periodo, la più famosa è senz'altro Sun Vow, il Voto al Sole. (Metropolitan Museum, New York) Ispirata, apparentemente, alla cerimonia d'iniziazione dei Sioux, raffigura un indiano seduto a lato del suo figlio adolescente, che ha appena scoccato una freccia verso il sole. La scultura vinse la medaglia d'argento all'Expò di Parigi del 1900, e quella d'oro alla Pan-American Exposition di Buffalo l'anno seguente. Sun Vow era tenuta in così alta stima che Lorado Taft nel suo History of American Sculpture del 1930, scrisse: "Questo gruppo è abbastanza buono e abbastanza importante da assicurare al suo autore un posto permanente nella storia dell'arte Americana." Continua...
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  10. Il primo ventennio del Novecento vede un radicale rinnovamento delle monete americane. Che forse non saranno state "di atroce bruttezza", come sosteneva Roosevelt, ma di sicuro erano state, negli ultimi decenni del secolo precedente, a dir poco "statiche", senza particolari guizzi di fantasia. Le cose incominciano a cambiare nel 1907 con le monete d'oro di Saint Gaudens e Lyon Pratt viste nelle pagine precedenti, ma è nel 1909 che avviene una svolta davvero radicale: per la prima volta, su una moneta destinata alla più ampia circolazione, compare una persona reale, il Presidente Lincoln, ritratto sul centesimo nel centenario della nascita. E di questo abbiamo già parlato Così come abbiamo parlato del nichelino coniato a partire dal 1913, primo, vero omaggio ai Nativi Americani e alle loro tradizioni, con il più realistico ritratto d'indiano mai comparso su moneta, e il bisonte, fondamentale nella vita e nella cultura delle tribù delle pianure. Ma un anno ancora più cruciale nell'ottica del rinnovamento, è il 1916. In quell'anno, sono ben tre le monete americane ad essere rinnovate. Di una di esse, il Mercury dime abbiamo già parlato, ne restano ancora due Una moneta indecente Una delle tante leggende che rendono affascinante la monetazione americana, racconta che quando il quarto di dollaro disegnato da Hermon MacNeil venne messo in circolazione, gli americani si sentirono offesi e scandalizzati dalla sfacciata esibizione di un seno nudo della Lady Le accese proteste convinsero la Zecca a correre ai ripari, "riparando" il petto di Lady Liberty sotto una più casta, e "virile", cotta di maglia metallica. Si tratterebbe, appunto, solo di una leggenda, non è mai stato trovato alcun documento che supporti questa storia. La realtà sarebbe molto più semplice, il disegno fu modificato, dopo appena un anno, per motivi tecnici (vennero apportate anche altre modifiche) e politici: una Liberty piú "guerriera", quale appariva rivestita da una corazza, poteva anch'essa servire a sensibilizzare un'America da poco entrata nella Prima Guerra Mondiale. petronius
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  11. Ho capito @Giov60 cosa intendi. Per quanto la documentazione d’archivio sia importante, è difficile che si possa trovare tutto il materiale risalente agli inizi del XIX secolo. Sicuramente esistono ancora documenti nascosti da qualche parte da scoprire ma dal 1810 ad oggi sono passati oltre due secoli e certe pagine determinanti potrebbero semplicemente essere finite distrutte durante i vari cambi di regime che si sono susseguiti. Per fare un esempio numismatico, come sai l’unica 5 lire 1807 zecca di Venezia (coll. Papadopoli) è sparita dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Da 80 anni, quindi, manca un tassello cruciale della monetazione napoleonica in Italia e nessuno sa che fine abbia fatto. Questo per dire che, alle volte, è necessario forse trovare delle vie alternative. Magari la risposta a certe domande potrebbe arrivare più facilmente, ad esempio, dallo studio del carteggio di Manfredini con qualche amico o parente che non da una ricerca “matta e disperatissima” (citando Leopardi) negli archivi di Stato. Per concludere, di misteri irrisolti in Italia ce ne sono a centinaia, purtroppo anche molto più seri e drammatici di quanto accaduto a Luigi Manfredini. Alle volte bisogna semplicemente accontentarsi delle ipotesi più probabili…
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  12. Riporto di seguito alcuni estratti di quanto scritto sull'Enciclopedia Treccani riguardo Luigi Manfredini: Il 4 giugno 1808 fu nominato incisore-capo della Zecca. Fra le numerose medaglie da lui coniate durante il Regno d'Italia particolare importanza rivestono quelle dell'Incoronazione di Napoleone a re d'Italia, della Fondazione del Regno d'Italia e della Presa di Vienna (del 1805); quelle della Battaglia di Jena (del 1806) e della Battaglia di Ratisbona (del 1809); nel 1809 e nel 1810 vennero eseguite, su disegno di Appiani, la medaglia della Battaglia di Wagram e quella del Matrimonio di Napoleone e Maria Luisa (Bertarelli; Turricchia, pp. 21 s., 67-76, 80-84, 114-118, 120-129, nn. 16 s., 20-22, 34 s., 37 s.). Fra 1810 e 1814, secondo fonti non reperite, a causa di un errore occorso in alcune monete circa il nome di Napoleone, il M. fu rimosso dal suo incarico alla Zecca (Toderi - Vannel). Tentò allora di accreditarsi come scultore, presentando nell'agosto del 1811 un modello per l'arco del Sempione, che però non fu accettato dalla commissione di scultura, così come non furono accettati i suoi progetti per il foro Bonaparte, fra i quali il modello di una statua equestre di Napoleone (Hubert, p. 235; Milano neoclassica, p. 500). E proseguì, come dimostra un pagamento ricevuto nel 1813, a coniare per la Zecca le medaglie di premiazione per i concorsi dell'Accademia di Brera, un'attività iniziata nel 1807, in collaborazione con G. Bossi, contestualmente alla nomina a professore dell'arte della medaglia presso la stessa istituzione (Turricchia, pp. 4, 14, 22-24, 93-110, 131-139, 149-156, 205 s., nn. 26-31, 40-46, 52-56, 80 s.). Il M. "incisore della R. Zecca ha formato i Conj di quasi tutte le medaglie ordinate a celebrare l'epoche de' prodigi, e delle glorie operate da Napoleone il Massimo", ricordava un Rapporto del direttore generale della Pubblica Istruzione diretto al principe Eugenio il 14 giugno 1811, affermando che l'artista godeva "molta reputazione in quest'arte come nel disegno" (ibid., p. 15 n. 26). Sotto la dominazione austriaca, coniò per la Zecca le medaglie dedicate al Ritorno a Modena di Francesco IV del 1814; al Giuramento delle Province venete all'imperatore e al Giuramento delle Province lombarde; all'Ingresso di Francesco I a Milano del 1815; all'Arrivo dell'arciduca Ranieri a Milano come viceré del 1818 (ibid., pp. 22 s., 140-146, 157 s., nn. 47-50, 57). https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-manfredini_(Dizionario-Biografico)/ Considerando l'Enciclopedia Treccani una fonte affidabile, direi che non ci sono dubbi riguardo al fatto che Manfredini fu incisore-capo della zecca di Milano dal 1808. Riguardo, invece, alla vicenda della lira NATOLEONE, del suo coinvolgimento e del suo allontanamento dal Regno d'Italia la questione sembra essere meno chiara. Da quel che si legge, pare che Manfredini rimase effettivamente a Milano in quel periodo tra il 1810 ed il 1814, probabilmente continuando anche ad operare (non si sa però con quale ruolo) all'interno della zecca.
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  13. Ciao, per chi è alle prime armi e non è interessato al lato filatelico (una affrancatura interessante può fare lievitare di molto il costo di una cartolina stra-comunissima) consiglio di spendere pochissimo, limitare il tema che si vuol seguire ai minimi termini e limitare anche l'arco temporale (sino al 1970 per esempio) pubblicitarie? ok, ma solo alimentari, solo auto, ecc. ecc. Paesaggistiche? ok, ma solo un paese o solo una città (sempre sino al 19xx) e se la città è molto grande evitare i grandi monumenti, se per esempio dovesi collezionare Roma non raccogliere le cartoline con su raffigurato il Colosseo, si finisce poi di possederne un migliaio con lo stesso soggetto anche se tutte diverse come inquadratura, colori ecc. Dopo averne preso padronanza, e per comparazione con altro materiale similare, si può decidere di spendere qualcosina in più, purtroppo a volte è un campo minato, si compra una bella cartolina per 20 euro per poi scoprire dopo qualche mese che c'è chi la vende per due euro.
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  14. Buon pomeriggio. Vista e letta la discussione posto pure i miei due esemplari entrati di recente in collezione: Un 1798 P sotto la corona E un 1797 senza P e tondello di diametro inferiore Graditi i pareri
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