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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/12/26 in tutte le aree
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Questa è la mail che ho inviato via pec a IPZS. Forse è il caso di farci sentire per far cambiare le cose e quindi vi invito a fare qualcosa di simile. Oggetto: Segnalazione anomalie sistema di coda – Vendita collezione numismatica 2026 Spett.le IPZS, Con la presente desidero esprimere il mio disappunto in merito alle modalità con cui si è svolto il primo giorno di vendita al pubblico di alcune monete della collezione numismatica 2026. Come avvenuto negli anni precedenti, all’orario stabilito il sistema informatico avrebbe dovuto assegnare un numero di coda a tutti gli utenti già collegati, garantendo pari opportunità di accesso al sito e di acquisto delle emissioni desiderate. Un meccanismo di questo tipo è essenziale per assicurare trasparenza ed equità nella procedura di vendita. Purtroppo, nella giornata di ieri ciò non si è verificato. Per almeno un minuto dopo le ore 11:00 è rimasta visibile esclusivamente la pagina di cortesia, senza che venisse assegnato alcun numero di coda. Quando la numerazione è stata finalmente attribuita, nessun utente – e sottolineo nessuno – ha ricevuto un numero inferiore a 7000 in quanto il medesimo problema è stato riscontrato da diverse decine di persone con cui ero in contatto tramite il forum “LaMoneta.it”, il principale forum italiano dedicato alla numismatica. In passato si era sempre assistito a una distribuzione casuale dei numeri di coda; quanto accaduto ieri rappresenta pertanto un’evidente anomalia statistica del sistema. Tale malfunzionamento ha prodotto un duplice effetto negativo: da un lato ha penalizzato una larga parte dei vostri clienti abituali; dall’altro ha presumibilmente favorito bagarini e speculatori che, con modalità verosimilmente automatizzate, sono riusciti ad acquistare numerosi esemplari delle monete “Pinocchio”, attualmente già presenti sui noti siti di aste online. Il malcontento generato è ampiamente documentato nelle discussioni pubblicate sul forum sopra citato, dove molti utenti hanno dichiarato l’intenzione di interrompere in futuro gli acquisti presso IPZS. Alla luce di quanto esposto, Vi chiedo cortesemente di avviare un’indagine tecnica approfondita sull’accaduto – anche valutando la possibile interferenza di bot in grado di aggirare il sistema di coda – e di adottare le opportune misure correttive. Il protrarsi di simili criticità rischia infatti di compromettere l’immagine dell’Istituto e di allontanare collezionisti che da anni acquistano con fiducia le vostre emissioni. Confidando in un Vostro riscontro, porgo cordiali saluti.3 punti
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Molto bello anche questo tuo denaretto, @Asclepia… che mi sembra del medesimo tipo del precedente che ti aveva già classificato @margheludo nell’altra discussione… Enrico IV/V, primo quarto del XII secolo… ma quanto sono grandi e pesano, per curiosità?2 punti
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E' scritto perché sono dei veri e propri space fillers (tappa buchi) prodotti e venduti proprio dai negozi di Filatelia per questo scopo. I francobolli classici americani erano costosi anche decine di anni addietro, .. e i negozi di Filatelia proponevano questi falsi proprio per lo scopo di non lasciare la casella dell' album vuota.. non furono prodotti come falsi per raggirare il collezionista, si mettevano negli album con consapevolezza. La stessa cosa successe in Italia e molte altre nazioni che potevano vantare lunga tradizione filatelica. Si dice che in Italia i primi francobolli dello Stato Pontificio sciolti siano al 50% dei tappabuchi.. ed è facile trovarli in ogni vecchio raccoglitore.2 punti
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Io aggiungerei allora che quasi quasi non vale nemmeno la pena a sforzarsi a rispondere in questi casi...2 punti
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Il conio è quello di un denario di Efeso ed anche il peso è in linea con la media del tipo: https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/2/837 I bronzi efesini hanno le legende in greco.2 punti
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Sicuramente. Non solo, l'altro giorno ho fatto l'acquisto della divisionale Proof (CFN) quando ne rimanevano 3 pezzi ed avendola messa nel carrello mi ha fatto completare l'acquisto, senza togliermelo dal carrello, come successo in passato con IPZS. Per questo motivo, anche se non dovessi vendere il pregresso, con IPZS chiudo. Mi sono scocciato di essere preso per il c..lo dalla nostra Zecca. Si vive bene anche senza le loro monete e ci sono tante altre possibilità di collezioni.1 punto
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Grazie @Ale75 ma purtroppo per Pavia non ho competenze, magari si potrebbe spostare su DENARI DI PAVIA.1 punto
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Vi posto questa bizantina in elettro di Michele VII 1071/1078 di g.4,26 per chiedere se è giusta l'identificazione e cosa ne pensate del tondello. Grazie1 punto
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Da Tarso di Cilicia, un esemplare in AE per Caracalla, con al diritto suo busto laureato ed al rovescio figura dell' imperatore in armi ,che affianca un trofeo con ai piedi prigionieri . Sarà, a giorni il 20 Febbraio, in vendita Pandora 26 al n. 2214 ..1 punto
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Ciao a tutti, chiedevo cortesemente delle informazioni su questa busta con annulli che sembrano essere del 1850 e francobolli che dovrebbero essere del 1950. Grazie.1 punto
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Giusta l'identificazione,A me sembra autentica, non mi suscita dubbi. Purtroppo il volto del Cristo nella parte in rilievo risulta piuttosto consumato, sembra ci siano segni di una doppia battitura? Invece piacevole il rovescio che grazie alla scifatura risulta meno intaccato. Aspetta altri pareri in ogni caso!1 punto
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è entrato a far parte della mia biblioteca questo volume. Parla dell'oro dalla Preistoria ai giorni nostri . Ho iniziato a leggerlo da poco ma si rivela interessante già dalle prime pagine. Edito da Mondadori con carta pregiata.1 punto
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Ciao, genere di foto ( una sorte di bianco e nero) che personalmente ritengo le peggiori su cui poter esprimere pareri . Ma sono molto usate 🙂. Il peso può essere indicativo ma molto relativamente. Personalmente dei denari di Traiano avendone diversi in collezione ho potuto constatare che si trovano esemplari autentici racchiusi in una forbice che va dai 2,70g ai 4g, differenza non dovuta solo allo stato di usura, percui. Venendo al tuo esemplare da quanto comunicano le foto, a mio parere, è coniato percui dovrebbe essere autentico.1 punto
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Parliamo di credibilità quando ai vertici del Governo (senza fare distinzione tra maggioranza ed opposizione) ci sono condannati, truffatori ed altro.... che di leggi ad personam sono specialisti? IPZS fa parte di quel mal governo che mette al comando dei ministeri amici e parenti di, com'è sempre stato... scusate off-topic1 punto
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CONIAZIONE UFFICIALE E MESSA IN CIRCOLAZIONE DI UNA MONETA DA EURO 2,00 (DUE/00), DEDICATA AL “450° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI TIZIANO”, VERSIONI FIOR DI CONIO, PROOF E REVERSE PROOF, MILLESIMO 2026 Le monete coniate ai sensi del presente decreto delegato sono poste in circolazione a partire dal 31 marzo 2026. Art. 4 (Quantitativo di coniazione) 1. Il quantitativo di coniazione di ciascuna moneta è il seguente: Quantità Versione 52.000 fior di conio 4.000 proof 4.000 reverse proof Fonte: DECRETO DELEGATO 11 febbraio 2026 n.191 punto
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E' fuori di dubbio che questa volta si sia verificata un'anomalia. Partecipo da diversi anni ai click day dell'IPZS e Monaco, il più delle volte mi è andata bene, qualche volta male, e contemporaneamente seguo la discussione su questo forum: c'è sempre stata una distribuzione randomica dei numeri di accesso. Questo vuol dire che i bot prima non funzionavano e ieri magicamente sì? Questa non può essere un'ipotesi credibile, quindi la spiegazione deve essere un'altra ma certamente c'è stata una falla nel sistema di gestione della coda.1 punto
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Su questo link si può vedere la filigrana: https://www.cartamonetaitaliana.com/museo/?position=6&banconota=10+lire+Banca+Nazionale+nel+Regno+d'Italia+Tipo+Provvisorio1 punto
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sto pensando di care lo stesso, magari riprendendo altri filoni che avevo lasciato e che ormai sono diventati in maniera evidente molto ma molto piu' economici e abbordabili... ho deciso: vendo (quasi) tutto! a proposito: ma non e' che si puo' avere il contatto di questo quarantenne?!?! lo scambio con prodotti sani e genuini mica mi dispiacerebbe sai 😁1 punto
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Buongiorno @12345 ...si infatti non vale nemmeno la pena sforzarsi di salutare e ringraziare per questo stracomune 5 lire delfino coniato in 436 milioni di pezzi.... 😄1 punto
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Sono ben 5 lire. Buongiorno @12345, Che ne diresti di formulare un saluto e accompagnare le fotografie con una frase che spieghi il perché del tuo post? Saluti e benvenuto nel forum1 punto
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Per quanto mi riguarda si, io mi terrò della mia collezione i pezzi che desidero ed mi libererò di ciò che non mi aggrada, vendendo o regalando. L'anno scorso in un evento ho conosciuto un ragazzo adolescente che era agli inizi ed assieme al padre che lo accompagnava abbiamo fatto amicizia. Mi ha fatto tanta tenerezza, in lui ho rivisto me quando ho cominciato a collezionare e d'accordo con suo padre abbiamo deciso di omaggiarlo di un piccolo lotto della mia collezione (doppioni e/o pezzi vari. Attualmente ho conosciuto un quarantenne che colleziona ed ogni volta che ci incontriamo gli regalo una delle mie, Lui ricambia con prodotti alimentari che produce.1 punto
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Oggi volevo comprare qualcosa,ma dopo quello che ho visto oggi,subito dopo ho speso i miei soldi in sito Vaticano comprando 5 monete.Scocciato come tanti.Ormai sappiamo tutti cosa è la Zecca italiana.Monete e confezioni ridicole,mal fatte veramente.1 punto
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Con questo peso c'erano dei semisse, ma avevano l' SC... E se fosse un bronzo coloniale? Arka # slow numismatics1 punto
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Anche per me qMB/MB, seppure l'effige del re sia molto usurata è una moneta del tutto leggibile e riconoscibile.1 punto
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Una risposta è arrivata: From what I can tell by the scan you quite possibly have a Scott #9 type IV. But without the stamp in hand I cannot say for sure. I wouldn't put any stock into the cancels. It is too difficult to say which one is valid. From the looks of it there is a hand stamp cancel, a manuscript cancel and a pen cancel. Overall it is a very nicely centered stamp with large margins. I would certainly be proud to own it. Jeremy Traduzione: Da quello che posso dedurre dalla scansione, è molto probabile che tu abbia uno Scott #9 tipo IV. Ma senza il francobollo in mano non posso dirlo con certezza. Non darei importanza agli annullamenti. È troppo difficile dire quale sia valido. A giudicare dall'aspetto, c'è un annullamento a timbro manuale, un annullamento manoscritto e un annullamento a penna. Nel complesso è un francobollo molto ben centrato con ampi margini. Sarei sicuramente orgoglioso di possederlo. Jeremy 🧐 @miza1 punto
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E finalmente, torniamo là dove eravamo partiti L'avventura del Canale L'idea di aprire un canale nella parte più stretta dell'America Centrale per mettere in comunicazione le due sponde del continente senza dover affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso Capo Horn, è vecchia quasi quanto la scoperta stessa dell'America. Furono gli spagnoli, già nel XVI secolo, a prospettarla per primi, dopo aver constatato che non vi fossero vie marittime alternative alla circumnavigazione del continente. Ma il re Filippo II proibì la progettazione di un canale sotto minaccia della pena di morte, in quanto riteneva che una simile opera fosse contraria all'ordine divino Passarono tre secoli prima che la costruzione del canale tornasse ad essere presa in seria considerazione. Nel 1879, l'impresa venne affidata alla francese Compagnie Universelle du Canal Interocéanique de Panama, guidata da Ferdinand de Lesseps, all'apice della fama e del successo per aver costruito, pochi anni prima, il Canale di Suez. Ma a Panama le cose andarono diversamente. Dopo l'inizio dei lavori il 1° febbraio 1881, emerse rapidamente come Panama fosse difficilmente paragonabile all'Egitto. I dislivelli di gran lunga superiori, un fiume impetuoso e la giungla impenetrabile rendevano difficili i lavori. Si aggiunsero frane, un terremoto e diverse malattie: nel 1889, solo due quinti del canale erano stati completati, ma i fondi erano esauriti. L'opera aveva mietuto circa 22.000 vittime : di queste, 5.000 erano europei, benché il 90% degli operai fosse costituito da neri di origine caraibica. La Società del Canale di Panama fu costretta a chiedere la dichiarazione di fallimento nel 1889. Una lotteria avrebbe dovuto colmare il buco nella cassa: alcuni giornalisti furono corrotti per insabbiare l'accaduto, mentre i pagamenti ai politici garantirono la concessione dell'autorizzazione per la lotteria. Tra il 1892 e il 1893 esplose lo scandalo, che portò alla caduta di tre governi francesi e alimentò l'antisemitismo, a causa del coinvolgimento di finanziatori ebraici. Alla fine, la Francia abbandonò le proprie ambizioni a Panama, prontamente raccolte da un'altra potenza emergente Fino a quel momento, gli Stati Uniti non avevano mostrato particolare interesse per un canale interoceanico, ma dopo la guerra ispano-americana e l'acquisizione, di fatto, di colonie nel Pacifico e nei Caraibi, la sua importanza a livello di sicurezza nazionale venne apprezzata in pieno. C'erano però numerosi problemi da superare, non solo a livello tecnico. Un trattato del 1850 tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, stabiliva che un canale costruito da una delle due nazioni, avrebbe dovuto essere controllato da entrambe, e non venire mai fortificato. La questione fu superata con un nuovo trattato nel 1901: la guerra anglo-boera aveva messo in cattiva luce l'Inghilterra, che si era ritrovata isolata dalle altre nazioni europee, e che dunque, desiderosa più che mai di garantirsi l'amicizia degli Stati Uniti, accettò il controllo esclusivamente americano del canale e, implicitamente, la sua fortificazione. Poi, si pose il problema di dove costruire il canale, se attraverso l'istmo di Panama, proseguendo quello già iniziato, o in Nicaragua. La prima soluzione era la più breve, ma anche la più costosa, poiché una Compagnia francese, subentrata a quella di De Lesseps, pretendeva la somma esorbitante di 109 milioni di dollari per cedere i diritti. Una commissione istituita da McKinley nel 1901 consigliò il Nicaragua, ma a quel punto la Compagnia francese calò le braghe riducendo precipitosamente il prezzo a 40 milioni Il Congresso, decise per Panama Continua...1 punto
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Forse da Toledo, un " rare " esemplare di tremisse in oro anonimo, attribuito al regno di Leovigildo, con al diritto busto diademato ed al rovescio Vittoria alata . Sarà il 19 Marzo in vendita Elsen 164 al n. 438 .1 punto
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Comunque dovrebbe essere un Penny del Duecento della zecca di Vienna (sotto dominazione ungherese ?), 0,55 g e 12–14 mm1 punto
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Ciao @joannes carolus. Un altro denario del Limes molto interessante. Alcune considerazioni tecniche che si possono fare grazie al denario in argento trovato da @mazzarello silvio. È evidente un denario con combinazione dritto e rovescio molto raro percui non è nemmeno censito dal RIC . Da attento esame i due denari hanno gli stessi conii di dritto e rovescio. Dalle foto che hai postato non riuscivo a capire se era coniato o prodotto per fusione ma se si osservano i due denari comparati si può evincere con quasi certezza che il tuo esemplare è prodotto per fusione con stampo ottenuto proprio dal denario trovato in buon argento. Praticamente la stessa forma del tondello, il medesimo lieve decentramento, stessa perlinatura sembrano andare in questa direzione. Tu con moneta dal vivo cosa ne pensi in proposito?🙂1 punto
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E' in rete la locandina di invito al convegno di Primavera a Bologna1 punto
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Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei condividere con voi la Storia che si cela dietro a questa comune, circolata ma intrigante moneta da 30 Soldi emessa da Francesco II d'Asburgo-Lorena per il Ducato di Milano nel 1796, ultimo anno di dominazione austriaca del milanese prima dell'occupazione della quasi totalità del Nord Italia da parte delle rivoluzionarie ed agguerrite truppe dell'Esercito Francese comandate dal giovane Generale Napoleone Bonaparte. Il pezzo in questione, battuto già a partire dal 1794, presenta: - al recto, l'effigie laureata del Sovrano circondata dalle iscrizioni FRANC II D G R IMP S AUG G H ET B REX A A, Franciscus II Dei Gratia Romanorum Imperator Semper Augustus, Germaniae Hungariae et Bohemiae Rex, Achidux Austriae (Francesco II per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria); - al verso, lo scudetto coronato del Ducato di Milano recante il "bisicione" visconteo e l'aquila coronata sforzesca caricato dello scudetto della Casa d'Asburgo circondato dalle iscrizioni MEDIOLANI DUX (Duca di Milano) e dal millesimo 1796; in basso il valore SOLDI 30. Il 1796 è stato, per la città di Milano, un anno importante e significativo per ben due motivi: l'ingresso travolgente delle truppe napoleoniche, che segnò la fine del secolare dominio austriaco sulla città e sul Ducato, e l'inizio del lento decadimento fisico di Giuseppe Parini, il poeta che meglio di chiunque altro aveva saputo interpretare le speranze e le ideologie che "illuminavano" gli intellettuali lombardi del Settecento. L'invasione francese del Maggio 1796, culminata con l'ingresso di Napoleone Bonaparte in Milano attraverso la Porta Romana dopo la brillante vittoria di Lodi, non fu un semplice avvicendamento militare, ma vero e proprio cambiamento culturale che impose bruscamente ai milanesi i nuovi ideali repubblicani su una struttura sociale ancora strettamente legata all'Antico Regime. In questo scenario di trasformazione radicale, la figura di Parini emerge come il "baricentro morale" di un'epoca. La sua poetica, infatti, si era formata e consolidata sotto il regno di Maria Teresa d'Asburgo, un periodo considerato l'età dell'oro del riformismo illuminato. In quegli anni, Parini sviluppò una letteratura civile e "utile", sostenuta dal governo austriaco, e che mirava ad educare la nobiltà e a promuovere il progresso sociale attraverso importanti opere come, per esempio, la prima forma di campagna vaccinale contro il vaiolo esaltata nell'ode "L'innesto del vajuolo" del 1765. Nel 1780, con l'ascesa al trono dell'autoritario ed accentratore Sovrano Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, Parini, assieme a molti altri intellettuali, venne allontanato dai palazzi del potere e fatto cadere in disgrazia. Con la successione di Leopoldo II e successivamente di Francesco II d'Asburgo-Lorena, Milano visse una stagione di parziale distensione e rivalutazione della figura del poeta. Parini, ormai anziano e riconosciuto come un'autorità morale indiscussa, venne nuovamente onorato dalle istituzioni asburgiche, che cercavano di recuperare un dialogo più moderato con l'aristocrazia e il ceto colto locale. Questa rinnovata stabilità fu però spazzata via proprio dall'arrivo dei francesi nel 1796. Nonostante Parini venisse chiamato dai nuovi occupanti a ricoprire ruoli di prestigio nella Municipalità per via del suo rigore etico, egli non tardò a manifestare il proprio dissenso verso le violenze, le ruberie e l'estremismo dei giacobini. Il poeta, che aveva dedicato la vita a criticare i vizi della nobiltà e a sognare una giustizia sociale equilibrata, si spense nel 1799, poco dopo che gli austro-russi ebbero temporaneamente riconquistato la città, rimanendo coerente fino all'ultimo alla sua visione di dignità umana e di indipendenza intellettuale. Ogni volta che guardo questo 30 Soldi mi piace pensare che, forse, passò tra le mani del "sommo Vate" Giuseppe Parini...1 punto
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Pontificato di Giovanni XXIII - Medaglia annuale Anno IV - Enciclica Mater et Magistra, Pubblicata il 20-05-1961. E' un'enciclica sociale che affina e aggiorna le tesi introdotte nella Rerum Novarum da Leone XIII e sviluppate nella Quadragesimo Anno da Pio XI, riaffermando il valore e i diritti della persona nell'ambito economico e lavorativo. Scheda di riferimento https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-F194/1 Opera di Pietro Giampaoli con una bellissima ed elegante rappresentazione al verso, organizza la profondità dell'immagine utilizzando tre differenti piani: la figura allegorica della Chiesa, operai e famiglie, case e fabbriche; la figura velata in primo piano assume un rilevante valore determinato dalla singolare invasione dell'esergo con le gambe.1 punto
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