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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/06/26 in tutte le aree

  1. Ciao, I had previously posted my online version of Boehringer in another post, but I have now recently translated Tudeer. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler Additionally with help from @Deinomenid who has gathered the modern specimens, I have added modern images for the majority of dies in both Boehringer's and Tudeer's catalogs. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler-catalog Please let me know if you have any comments or anything. And if you own any coins from the time of the Signing Artists, feel free to post them
    5 punti
  2. In un documento della zecca di Bologna del 1811 è riportato chiaramente l'invalsa pratica della limatura dei tondelli per le monete da 1 lira di Napoleone I. Nel documento si può leggere come si raccomandasse - oltre che a limare con cura i tondelli, cosa che non sempre avveniva - di imprimere il conio del dritto sul lato del tondello non limato, mentre lo stemma su quello limato così che il lato con l'effigie avesse un aspetto più gradevole. Fonte: Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli, "monetazione ed errori di zecca a Bologna nel periodo napoleonico", BCNP, III, 2016, p. 72.
    3 punti
  3. Condivido questo annullo fatto con affrancatrice automatica in occasione della mostra internazionale del francobollo sportivo marzo 1952
    3 punti
  4. Di questo grano del 1815, a differenza del grano del 1814 del post #1568, purtroppo ho dimenticato a fare la scansione prima della pulizia, immaginatela interamente nera come quelle macchie che sono rimaste e che non vanno via. E' rimasta in ammollo per quasi 4 mesi. I rilievi mi sembrano buoni, credo che sia pericoloso andare ad intervenire specificatamente punto per punto in tutte quelle piccole zone nere, va bene così.
    3 punti
  5. A me fa sorridere quando leggo di utenti che danno degli speculatori ad altri semplicemente perchè ponderano gli acquisti in base alla tiratura, alla tematica, alla tipologia o al metallo a discapito del "collezionista" che compra per pura passione senza stare a valutare perdite, o rivalutazioni in positivo. Ho letto in alcuni commenti di gente che minacciava di vendere tutta la propria collezione perchè stufa e demoralizzata di non essere riuscita a prendere il pezzo desiderato alla fonte in emissione... e questa gente si può definire "collezionista" invece? Che alla prima difficoltà molla tutto e fa come la volpe con l'uva? Poi permettetemi una valutazione: ci sarà sempre chi critica... sia se fanno 50000 tiratura per una moneta (e direbbe che IPZS ha toppato in pieno con tutto l'invenduto e una moneta che nel mercato secondario si trova a meno del prezzo di emissione) sia se ne fanno 100 tiratura (e direbbe che va tutto in mano a speculatori e IPZS non permette equità di possibilità di acquisto e si rosica non avere la moneta con forte domanda e poca offerta, di potenziale valore crescente in collezione). Concludo dicendo che la numismatica è un bene voluttuario, non ci è stato imposto dallo Stato come tassa di comprare monete da collezione nè tantomeno dal medico. Chi lo fa è perchè evidentemente ha un budget (variabile in base alle disponibilità) di cui può fare a meno per soddisfare e alimentare una passione... se anzichè 32 euro, ad un giro tocca sborsare 100 euro in più sul mercato secondario, non penso mandi sul lastrico l'appassionato, più che altro lo fa rosicare... e questo sempre perchè uno non dovrebbe fare acquisti pensando al guadagno o alla perdita di soldi vero? E soprattutto si pretende di avere diritto a tutto, manco fosse regolamentata dalla costituzione la vendita delle monete...
    3 punti
  6. Mi sono permesso di schiarire le immagini...
    3 punti
  7. Ciao. Trovo curioso che questa dichiarazione la debba rendere chi ha acquistato la moneta e non chi l'ha venduta. M.
    2 punti
  8. Aspettiamo altri pareri, anche io ho difficoltà a fotografare questo tipo di monete soprattutto quando sono così scure. Saluti Alberto
    2 punti
  9. Lo fanno molti, èpiùche noto ed evidente, ma magari giusto per delicatezza nei confronti di chi non è riuscito a prenderne, potrebbe essere il caso di non starlo a scrivere. Scrivevo riguardo allo shop online.
    2 punti
  10. Grazie alla data del certificato (27 aprile 1816), possiamo fare insieme un bel ragionamento sullo stemma del sigillo in ceralacca, magnifica testimonianza di un uso araldico "intermedio" (come sarà più chiaro dalla rapida cronologia degli avvenimenti). Fino a maggio 1815 il Regno di Napoli fu sotto il dominio napoleonico per nove anni scarsi, durante i quali i nuovi regnanti ebbero modo di dotarlo di almeno due stemmi diversi (vado a memoria, mi pare siano stati "soltanto" due, numero comunque elevato per un così breve lasso di tempo). Nel maggio 1815 l'appena restaurato Regno di Napoli tornava ai Borbone dopo gli anni di dominio napoleonico. Nel dicembre 1816 sorgeva il Regno delle Due Sicilie, sempre dei Borbone, che il 21 del mese firmavano il decreto di istituzione del nuovo stemma, diverso da questo del timbro (ne trovate il disegno in rete con estrema facilità, essendo inoltre utilizzato tuttora dai movimenti simpatizzanti filoborbonici). Ignoro se il Regno napoletano durante quei 19 mesi emise normative specifiche in materia araldica, ma reputo che rimase formalmente senza stemma ufficiale e quindi, conseguentemente, è verosimile che continuasse a vigere lo stemma borbonico tradizionalmente noto. Leggo lungo la cornice circolare dell'impronta la scritta REAL ISTITUTO D'INCORAGGIAMENTO, che dimostra di chi sia il timbro: un Ente regio (quindi "pubblico") che il link reperito dal buon Petronius indica nato sotto i Bonaparte sulle ceneri di un altro Ente borbonico di diverso appellativo e limitata vita (1780-1788). La stemma dà quindi per sicuro che questa matrice sigillare non è stata creata fra 1806 e 1815, dal che restano due possibilità: - che risalga al periodo 1780-1788, e che post 1815 le sia stata cambiata la scritta; - che sia stata approntata fra maggio 1815 e aprile 1816, magari utilizzando materiali preservati o ereditati dalla zecca borbonica anterivoluzionaria. L'ottima qualità dell'impronta testimonia il non elevato uso del timbro, circostanza che purtroppo depone a favore di entrambe le possibilità. Rimane la forte curiosità di sapere se e cosa l'Ente avesse usato durante il novennio napoleonico. Non ho sott'occhio le monete napoletane borboniche di fine Settecento, e non voglio togliere agli amici esperti in materia il piacere di confrontarne gli stemmi con questo: sono convinto che (al netto degli errori araldici, che so abbondanti e frequenti sulla monetazione) li troveranno identici, o quasi.
    2 punti
  11. L' affrancatura è Commemorativa.. veniva apposta durante la fiera per commemorare l'evento presso l'ufficio postale distaccato alla mostra. In Italia furono introdotte dal 1927, si potevano utilizzare per la posta ordinaria e per le raccomandate, ma non potevano essere utilizzate per soddisfare l'importo dei servizi speciali accessori, i quali obbligatoriamente dovevano essere affrancati con i francobolli a loro dedicati (posta pneumatica, espresso, posta aerea), . Le impronte sono comunemente definite dai collezionisti col nome di "rosse". Tale sistema era utilizzato (e lo è tuttora) dai grandi utenti del servizio postale che potevano controllare meglio la spesa postale, evitare l'approvigionamento dei francobolli ed anche evitare i piccoli furti dei valori effettuati dai dipendenti aziendali (e la Posta risparmiare l'aggio ai rivenditori e le spese di fabbricazione dei francobolli). L'impronta meccanica per le Poste Italiane doveva essere di colore rosso, era formata da un punzone di stato (fornito dalle Poste) che imprimeva il valore di affrancatura, da un bollo circolare datario (all'epoca anche con l'era fascista) con la località e dal numero della macchina; oltre a queste scritte obbligatorie si potevano personalizzare le impronte aggiungendo loghi, disegni e scritte pubblicitarie pagando il relativo onere di concessione annuale da versarsi all'amministrazione postale. In caso di alti valori di affrancatura si potevano applicare impronte multiple.
    1 punto
  12. Ciao @Ajax,come ha detto @sulinus è un obolo di Tolemeo II, zecca di Alessandtria. https://www.acsearch.info/search.html?id=1657883
    1 punto
  13. Ciao @Ajax AE3 CONCORDIA AVGG di Teodosio II ,zecca di Antiochia https://numismatics.org/ocre/id/ric.10.arc_e.100
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  14. Affrancatura meccanica rossa di "Poste Italiane" del valore di 5,00 lire. Bella ! La busta è indirizzata a G. Landmans, un celebre studio filatelico fondato nel 1905 con sede in Corso Vittorio Emanuele 22 a Milano. Landmans è noto tra i collezionisti per i suoi storici cataloghi e supplementi filatelici. Il 26 marzo 1952 la Mostra internazionale del francobollo sportivo a Roma, .. sotto il Francobollo.
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  15. @Ulpianensis che scherzi e scherzi! Sei un cultore della materia! Si leggono fior di tuoi contributi qui sul forum! Ma giustamente non ti possiamo pretendere tuttologo! Intanto ti ringrazio per aver richiamato il link al documento, che ho consultato più volte per catalogare alcune mie monetine, ma non avendolo scaricato me lo dimentico... A me è capitato di approfondire giusto il Principato di Acaja, dopo l'istintivo acquisto di un paio di monetine di Filippo I di Savoia, e il Ducato di Atene, questo poiché alcune monete vendute per Acaja erano in realtà di Atene. Sono monete molto comuni, almeno i denari tornesi, che richiedono piccoli impegni economici anche in decente conservazione. Limitandosi a pochi stati crociati, è possibile mettere insieme una piccola raccolta di denari, almeno uno per regnante, che offre una buona visione d'insieme. @lorenz1723, ti va di raccontarci su cosa verte la tua ricerca?
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  16. Il 5 franchi del 1930 è una rarissima prova, o meglio dire un modello. https://it.numista.com/524146 Scorrendo in basso la scheda trovi l'indicazione di una vendita in asta per oltre 24.000 euro. Successivamente, dal 1931 come le tue, sono state coniate le stesse destinate alla comune circolazione, il loro indice di rarità è 5. https://it.numista.com/194 Se comunemente circolate solitamente il loro valore è legato al fino contenuto, magari inserisci le foto di quelle che ti sembrano in ottime condizioni. In ogni caso, l'indice (da 0 a 100) che utilizza il sito Numista è solo una stima sulla rarità di reperimento e tiene conto delle segnalazioni degli utenti registrati, in tanti hanno quella moneta e la segnalano sul sito? Sarà comune, in pochi l'hanno segnalata? Avrà un'ottima percentuale. E' un "numero" utile per farsi un'idea, ma nulla di più. Segui il consiglio di @sdy82 e apri una nuova discussione interamente dedicata alle monete da 5 franchi svizzeri che possiedi.
    1 punto
  17. Ciao @Mexpy88, Dovresti aprire una discussione per ogni moneta o quantomeno per ogni tipologia. Mi spiego. Se dici che hai diversi esemplari da 5 franchi svizzeri degli anni '30, potresti aprire una discussione intitolata proprio FRANCHI SVIZZERI ANNI TRENTA. Oppure potresti fare delle ricerche all'interno del sito per capire quali discussioni sono già state aperte riguardo ai 5 Fr. svizzeri, e agganciarti a quelle. In tal modo riusciamo a tenere il forum indicizzato al meglio. Mettere insieme i baiocchi ottocenteschi dello stato pontificio (per quanto repliche) e i franchi svizzeri del Novecento ha poco senso. Considera che il titolo della tua discussione è 3 BAIOCCHI 1849. Le richieste di identificazione vanno fatte per singolo pezzo o ragionando per piccoli gruppi organici qualora le richieste siano molteplici.
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  18. Potrebbe essere Tolomeo II
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  19. Complimenti, che restauro!! Una bellissima moneta
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  20. Dalle immagini non riesco a capire se al rovescio c'è la stellina o meno ma sembra di no,in tal caso dovrebbe essere la tipologia più comune, catalogata al numero 411, pagina 285 del manuale...
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  21. Buonasera a tutti, non so se è la Sezione corretta per chiedere informazioni su questo riconoscimento del "Real Istituto d'incoraggiamento alle Scienze Naturali" Nel caso non lo fosse chiedo cortesemente al @CdC di spostarlo. Chiedo cortesemente di poter avere più informazioni sul sigillo in ceralacca e sul "giovine de Principi di Canosa" ....D. Fabrizio Capece Minutolo. La data del documento è 27 Aprile 1816 Un Grazie a chi mi aiuterà nella ricerca.
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  22. A prima vista....il sito mi sembra un GRAN bel lavoro. Compliments
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  23. Ciao, come avevamo specificato sia io che il grande donax, solo quelle ritenute meno comuni raggiungono prezzi a due cifre. Non sono tutte "rare". Ottima domanda! Non ho mai approfondito la tematica dei riconi ufficiali. La tematica dei novodel nella numismatica russa ha comunque una tradizione specifica. Dovrei leggere un po' di libri in originale che mi sono accaparrato negli ultimi anni. Un giorno mi metterò anch'io a capire se tra i miei "železnye rubli" sovietici commemorativi ho dei riconi, e allora deciderò cosa fare.
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  24. Grazie per le risposte, è uno dei miei investimenti più importanti...Metto altre foto nel weekend... E' l'ultimo, l' ho presa lì...
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  25. 1 punto
  26. Salute è in distribuzione ai soci dell'Associazione Culturale Italia Numismatica il Primo fascicolo del 2026 di Monete Antiche: MONETE ANTICHE Anno XXV – 2026 fascicolo I Associazione Culturale Italia Numismatica. Pagine 120, f.to 21x28cm, illustrazioni a colori. € 20,00 (gratuito Soci ACIN, anno 2026) ISSN 2532-0327 Dall’Indice: Giovanni Santelli e Alberto Campana, Il linguaggio delle immagini: Aiolos (Aeolus/Eolo) – Liparo – Metaponto e Leucippo. [pp. 1-14] Gianpaolo Italiano, Quando i Messapi… misero il bastone tra le ruote tarantine (473 a.C.). [pp. 15-22] Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli, Analisi di una frattura di conio sulle didracme di Heraclea Lucaniae. [pp. 23-26] Alberto Campana, Latium: la monetazione di Norba (ca. 280-275 a.C.). [pp. 27-40] Luis Amela Valverde, La serie RRC 425 di Lucius Marcius Philippus. Una nota. [pp. 41-52] Aureliano Mostini, Arma Virumque cano: Le corazze di Aureliano nelle monete di Serdica. [pp. 53-64] Alberto Trivero Rivera, La ribellione eracliana e le emissioni consolari. [pp. 65-98] Alberto D’Andrea e Antonella Saiani, Una nuova variante di Trachy di Michele I despota di Epiro. [pp. 99-102] Giorgio Fusconi, Un’inedita emissione degli Antiquiores romani. [pp. 103-108] Gian Franco Macri, Una moneta e la storia del primo cinese che approdò sulle coste africane dell’Oceano Indiano. [pp. 109-120] Salutoni odjob
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  27. Buongiorno, credo si tratti di un denaro di Lucca del periodo-fine dell' XI sec. Primi del XII sec.- ma non falso d'epoca, credo che sia solo un po malconcio ed incrostato ma di zecca ufficiale.
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  28. Buongiorno @Ajax comunque dovrebbe essere un denaro di Lucca suberato (forse Enrico IV o V)
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  29. Ciao @Ajax potrebbe essere questo denaro di Levon V . https://www.acsearch.info/search.html?id=2657092 https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=18899
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  30. Ciao @Ajax AE2 VIRTVS EXERCITI di Valentiniano II ,zecca di Heraclea. https://numismatics.org/ocre/id/ric.9.her.24A.2
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  31. Appena ricevute! Mi fa piacere condividerle, sono molto soddisfatto.
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  32. E' un brockage autentico che ha circolato molto. Con la circolazione la parte in positivo e in rilievo si consuma molto di più rispetto alla parte in negativo e in incuso perchè è evidentemente più esposta al contatto. La faccia in incuso è meno esposta al contatto e si conserva meglio. Situazione tipica per i brockage di quel periodo. In quegl'anni gli errori su monete spicciole (brockage, monete decentrate, etc.) circolavano normalmente.
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  33. Buongiorno, rovistando dentro un accumulo di monete, ho trovato (finalmente) la variante 7 a "uncino" del 50 para 1978 Jugoslavia, che cercavo da sempre. So che alla maggior parte dei collezionisti di monete mondiali, questo particolare è di scarso interesse, ma per me , che iniziai la raccolta di questo Stato scomparso, molti anni fa, rappresenta un traguardo importante. Questa variante è molto meno frequente del classico 7 "piatto". Per chiarezza, sotto i due esemplari a confronto, a sinistra il 7 "piatto", a destra il 7 a "uncino" :
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  34. Zeus Numismatics, Auction 3, 11 Jan 2020, lot 314 Lot 314 Starting price: 20 GBP. Price realized: 20 GBP. PAMPHYLIA. Perge. Hadrian (AD 117-138).AE Bronze.ΑΔΡΙΑΝΟϹ ΚΑΙϹΑΡ.laureate and cuirassed bust of Hadrian, r., with paludamentum seen from rear / ΑΡΤΕΜΙΔΟϹ ΠΕΡΓΑΙΑϹ. Artemis walking r., holding bow in her r. hand and drawing arrow from quiver at l. shoulder with her l.; at her feet, stag, r.SNG France 400.RPC III, 2697 Condition: Very Fine. Weight: 4.6 gr. Diameter: 19 mm. Rovescio di un altro esemplare con il cervo ai piedi di Artemide in bella evidenza. apollonia
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  35. Particolare, da post 5274, @King John, la figura di Perseo, con " Hade's invisibility helmet " Una buona serata
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  36. Una nave romana carica di anfore con prezioso garum è stata ritrovata nei fondali a largo di Gallipoli ma solo ora la notizia è stata condivisa. Al largo di Gallipoli è stata individuata una grande nave romana carica di anfore contenenti garum, la celebre salsa di pesce considerata una vera prelibatezza sulle tavole dell’Impero. Un ritrovamento eccezionale, rimasto volutamente tenuto nascosto per mesi. Il relitto romano scoperto che giace sui fondali del mar Ionio apparterrebbe a una nave oneraria, cioè un’imbarcazione destinata al trasporto di merci. I primi studi indicano che l’affondamento potrebbe risalire alla tarda età imperiale, intorno al IV secolo dopo Cristo. A rendere il ritrovamento particolarmente prezioso però è, senza dubbio, lo stato di conservazione del carico. All’interno dell’imbarcazione c’erano decine di anfore, molte delle quali utilizzate per trasportare il garum. Il garum era una salsa, ricavata dalla fermentazione di interiora e piccoli pesci mescolati con sale e aromi, considerata un prodotto di lusso nell’antica Roma. Il processo di produzione era lungo e complesso, motivo per cui il garum aveva un valore molto elevato. Le anfore rinvenute presentano forme e caratteristiche che rimandano a manifatture nordafricane, suggerendo che la nave provenisse da quelle aree dell’Impero oggi corrispondenti alla Tunisia o alla Libia. A giugno 2025 una volta scoperta la nave romana a largo di Gallipoli , si è deciso di non rendere subito pubblica la notizia. La decisione non è stata casuale ma è stata una scelta strategica dettata dalla necessità di tutelare un patrimonio estremamente fragile. I relitti subacquei, soprattutto quelli facilmente raggiungibili, sono infatti esposti al rischio di saccheggi e danneggiamenti che possono compromettere il valore scientifico del sito. L’individuazione della nave è avvenuta quasi per caso durante normali attività di controllo condotte dalla Guardia di Finanza. Grazie alle moderne strumentazioni è stata rilevata un’anomalia sul fondale che ha spinto a effettuare verifiche più approfondite. Le successive immersioni, svolte con il supporto di sommozzatori specializzati e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, hanno confermato la presenza di un grande relitto romano che aveva custodito per secoli il suo carico. A quel punto è scattata la massima riservatezza. L’area è stata sorvegliata costantemente, giorno e notte, per evitare intrusioni non autorizzate e garantire la protezione del materiale archeologico. Solo una volta definito un piano di intervento e reperite le risorse economiche necessarie, la notizia è stata resa pubblica. Il passo decisivo è, infatti, arrivato con lo stanziamento di 780 mila euro destinati alle operazioni di studio e messa in sicurezza del relitto. Un finanziamento che permetterà di avviare campagne di ricognizione con tecnologie avanzate, fondamentali per pianificare un futuro scavo archeologico subacqueo. Ogni fase dovrà essere affrontata con estrema cautela e dovrà seguire i principi stabiliti dall’UNESCO.
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  37. Approfitto di questa discussione per chiedere lumi su questa moneta... Grazie!
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