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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 03/07/26 in tutte le aree

  1. Buongiorno, 163S, pag. 238 n.106 magliocca. Stessa disposizione della data. 1635 e concordo. La sigla O/C starebbe (uso il condizionale, perché non si vede) nella parte schiacciata, nel dubbio io direi che la sigla in origine c'era, non escludo che da vivo qualcosa si intravede. Il simbolo a prima vista sembra un bucranio, ma non essendo mai apparso lo escluderei, potrebbe essere "animale" che sembra il più simile. Ma in questo caso non riesco a fare ipotesi. Però la posizione del simbolo non è censita
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  2. Buon giorno @ggpp The Top Il ruolo della revisione tra pari è essenziale per garantire la qualità della pubblicazione. Mi stupisce e non poco che alcune riviste non ne facciano uso. Immagino che in questi casi il ruolo di revisore sia implicitamente assunto dall'editore, ma è chiaro che in questi casi viene proprio meno il concetto di delega a persone terze del processo di revisione, con tutta una serie di rischi a cui si può andare incontro, in primis, il conflitto di interessi (se l'editore conosce l'autore dell'articolo, potrebbe fare più fatica a rifiutare una tesi mal posta). Detto questo, mi sembra di leggere un po' di confusione in quello che è il ruolo del revisore. Il ruolo fondamentale del revisore è quello di verificare che il metodo utilizzato (scientifico e filologico) sia coerente e adeguato a supportare le conclusioni riportate dall'articolo. Se lo è, l'articolo può essere pubblicato (magari con minor revisions per migliorare la comprensibilità del lavoro). Se i metodi sono inadeguati o incoerenti con le conclusioni, l'articolo DEVE essere rifiutato ( qualora il revisore veda comunque delle potenzialità può chiedere Major revisions per salvare il salvabile). In conclusione, il revisore non entra nel merito della tesi dell'articolo (la tesi può anche risultargli odiosa, ma se è ben supportata l'articolo deve essere pubblicato), quanto del metodo con cui la tesi è dimostrata. Se il metodo è del tutto inadeguato, l'articolo va rifiutato.
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  3. Buonasera a tutti, Giusto! Eccola per intero.
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  4. Buona sera a tutti, @Ale75 @Ulpianensis avete centrato tutte le criticità legate ad una identificazione complicata come questa, la moneta è sinceramente malconcia ma credo che l'errore sia considerare la parte argentata come superficiale, in realtà è sottostante e ricoperta da una ossidazione grigio scura, le lettere anche se apparentemente pasticciate sono tutte al proprio posto, questo è un dubbio che ho avuto anche io perché le pseudo legende sono una discrimine per distinguere falsi da buoni oltre all'aspetto generale. Un punto a favore della sua bontà sono quei segni semicircolari (detti tecnicamente supercusum) altro non sono che tracce lasciate da un martello a testa tonda usato per allargare e correggere il tondello prima della coniazione, che tra l'altro rendono ancora più difficile la lettura. Saluti Giovanni.
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  5. Appena passato su Catawiki questo falso d'epoca della piastra 1818 testa piccola di Ferdinando I di Borbone, sembra una fusione di stagno e piombo,peso 22,39 grammi...
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  6. Salve,sesterzio di Giulia Mamea raffigurante Vesta? https://www.acsearch.info/search.html?id=3703052
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  7. Potrebbe essere julia mamea
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  8. Buonasera. Variante con DELLE e puntino piccolo a chiudere la legenda al dritto e stelle al rovescio. Dopo AMMI la stella si vede bene, per l'usura non si distinguono bene quelle dopo PRIN e dopo FRAN. La variante con punti al dritto e stelle al rovescio è rara. Un paio di lamonetiani la tengono in collezione. Di recente ne è passata una in asta e nonostante la conservazione MB o poco più a fatto più di 200 euro...se riesco a recuperarla vi dico anche in che asta! Cordialmente. Cristiano.
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  9. Ciao a tutti, presento una nuova entrata, decisamente migliore di quella del 1802 presentata tempo fa (link sotto), per i miei standard la considero veramente bella. Possedevo questa di seguito, non colleziono le varie date, la mia raccolta è tipologica, ma ho deciso di non sostituirla con il nuovo ingresso, le terrò entrambe
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  10. Ciao @Ajax bronzo di Elagabalo per Antiochia in Siria. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/6/8047
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  11. Mi sa di Elagabolo
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  12. Vedi allegato. Operazione Numisma.pdf
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  13. Si tratta di tondello con frattura, è spiegato bene qui : https://www.erroridiconiazione.com/t-6-tondelli-con-frattura/
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  14. Eagle and Shield, Unificato US 37, emesso il: 1.4.1869, emissione ordinari, colore giallo, senza filigrana, tipografia National Bank Note Company, dentellatura lineare 12, stampa calcografica, carta dura, G Grill, 9½ x 9 mm (12 x 11-11½ punti) con punte rivolte verso il basso. Gomma marrone ma noi non la vediamo perché e' stato lavato. Autentico sicuramente, annullo coevo. Questa serie ebbe una tiratura di 3.299.550. Fu ristampato nel 1875 si differenziava dall' altro per la carta dura bianca senza grill, con gomma bianca crepitante, la tiratura fu minore ed e' più raro. Annullo manuale in inchiostro nero, molto comune per questa emissione.. detto anche annullo "Fancy" (di fantasia) dalla forma frammentata e geometrica, sembra riconducibile ai cosiddetti annulli a tappo di sughero (cork cancels). Questi timbri venivano spesso intagliati a mano dagli ufficiali postali locali, creando motivi unici come stelle, segmenti geometrici o "wedges" (cunei). Sono quasi sempre tutti differenti. Sotto alcuni esempi:
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  15. Salve ! L'argomento, che vuole porre in essere alcune mie domande sullo studio numismatico, ho pensato di postarlo in "La piazzetta del numismatico" poiché mi sembra la zona del forum più appropriata. Al momento non ho mai acquistato monete ma sono prossimo; nutrendo interesse anche per la medaglistica papale oltre che per la numismatica nel senso più stretto e puro del termine. Ovviamente, non avendo ancora acquistato, è d’uopo il mio voler fare una serie di domande per far fronte a delle curiosità, che solo studiosi numismatici e, perché no, periti, storici o archeologi presenti semmai nel forum. Nella ricerca su campo (archeologi, storici) richiedono maggior studio le monete classiche, medievali, rinascimentali o moderne? Presumo per le moderne vi sia più facilità riguardante i documenti (dal 1800 in poi). Purtroppo l’antiquario, e quindi anche la numismatica, non è esente dal problema dei falsi. Per questo discorso, maggior difficoltà si ha nel riconoscere falsi riguardanti quale epoca della storia monetale? Classica, medievale o moderna e contemporanea (come Euro)? Spero di non aver tediato oltre i lettori, però mi sembrava doveroso, da neo iscritto, qualche riga in più con delle domande ad amanti numismatici, come a studiosi del settore. Attendo Vostre e nel mentre una buona continuazione e buono studio e collezione.
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  16. Probabilmente l'acquirente è un collezionista di falsi e pur di averla si è spinto oltre,tra l'altro non esiste un catalogo dedicato con le relative stime da prendere come metro di misura, inoltre è un falso non tanto semplice da reperire,io ne ho un' esemplare in ottone argentato ma erano anni che non ne vedevo uno...
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  17. Ciao @Arka si hai ragione è Arcadio. https://numismatics.org/ocre/id/ric.10.arc_e.97
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  18. Io leggo D N ARCADIVS... Arka # slow numismatics
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  19. Importante convegno di studi organizzato dall’Accademia Numismatica Italiana per la presentazione del libro sulle falsificazioni monetarie edito dalla stessa e che verrà presentato il 16 marzo 2026 nella splendida location della Sala della Lupa della Camera dei Deputati a Roma. Allegata locandina con programma e info per le prenotazioni.
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  20. Non è sufficiente che una tesi sia corredata di documenti, è necessario anche rispettarli quei documenti evitando di far dire loro ciò che non dicono e inventarsi interpretazioni quantomeno acrobatiche... l'arrampicata con le ventose sugli specchi è meglio lasciarla agli spensierati ricordi dei gustosi giochi senza frontiere, risparmiamo la numismatica dalle avventure più o meno circensi, sicuramente divertenti, ma poco adatte a tale contesto...
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  21. Ciao Alberto, le tue affermazioni non mi sembrano così campate in aria, come sempre di certezze non ne abbiamo ma ci sono tutti gli elementi per imbastire una buona base... Innanzitutto la moneta va giudicata nel suo insieme e non a puntate,a mio avviso è una O/C 163S ,con S al posto del 5 (cosa abbastanza comune nel periodo vicereale)... L' elemento sotto al busto che potrebbe essere un mezzo busto (come da Alberto ipotizzato) sembrerebbe avere nella mano destra un triangolo più che un fulmine o saetta,non si vede la punta in alto come non si vede l' ipotetica testa del mezzo busto maschile (sempre se di questo si tratta) che simboleggia la santissima Trinità, Filippo IV di Spagna era un credente devoto e quindi un simbolo cristiano ci potrebbe stare,il globo nella mano sinistra indicherebbe la sovranità, e non possiamo dimenticare che Filippo IV di Spagna era nominato anche "IL RE PIANETA"... Ovviamente sono solo teorie ma senza prove ufficiali è l' unica cosa che possiamo ipotizzare... Posto un' ingrandimento dell'ipotetico mezzo busto con triangolo e globo... Addirittura mi sembra di notare due dita della mano che regge il triangolo (se di triangolo si tratta)...
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  22. Ha realizzato 113 euro che con i diritti di Catawiki,la spedizione e la tassa sono oltre 140 euro...
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  23. Grazie per la tua risposta, in pratica sono 3 esemplari della stessa moneta quindi.
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  24. Bello anche l’editoriale sull’evento di Roberto Ganganelli …una numismatica che si apre e si presenta anche in ambiti istituzionali.
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  25. Buongiorno a tutti, propendo anche io per 163S (5) come riportato nel Magliocca 106 con le sigle in quel caso OC. Riguardo allo strano simbolo sotto al busto, con molta fantasia ci vedrei una figura (divisa dalla frattura del tondello) con Braccia alzate. Ipotizzerei sempre con molta fantasia, un fulmine/freccia nella mano a Sx di chi osserva e un globo nella mano dx. Considerando che nella monetazione di questo regnante e dei suoi predecessori si sis fatto molto uso e richiamo ad elementi del passato degli antichi Romani (vedi le armature e corazze) non lo escluderei. @gennydbmoneya proposito tu cosa ne pensi di queste affermazioni? Potremmo avvallarle in qualche modo? Saluti Alberto
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  26. Ciao, 2 anni fa acquistai una moneta in asta da una numismatica inglese e non ricevendo la moneta ho chiamato le poste le quali mi hanno riferito che la moneta era stata fermata in dogana in quanto servivano documenti per lo sdoganamento. Si trattava di un denario repubblicano e il venditore aveva già fornito tutta la documentazione necessaria tant'è che me ne inviò una copia. Nonostante ciò le poste pretesto che io compilassi la stessa identica documentazione che sostanzialmente era come quella che ti richiedono (cambiava il formato ma le informazioni richieste erano le stesse). Le ho inviate via mail a [email protected] insieme alla fattura d'acquisto e i miei documenti e c.f. e nel giro di 5 giorni ho ricevuto la moneta. Anche per il venditore era la prima volta che capitava.
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  27. Ciao, I had previously posted my online version of Boehringer in another post, but I have now recently translated Tudeer. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler Additionally with help from @Deinomenid who has gathered the modern specimens, I have added modern images for the majority of dies in both Boehringer's and Tudeer's catalogs. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler-catalog Please let me know if you have any comments or anything. And if you own any coins from the time of the Signing Artists, feel free to post them
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  28. Non potrebbe essere un 1635 con la "S" invece del "5" ?
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  29. Ciao @miza grazie, è un buon risultato, ma ci vuole sin troppa pazienza... Uso l'acqua distillata, ogni cambio do una passata con uno spazzolino da denti prima di rimetterla ammollo, diciamo una volta ogni 4/5 giorni. Per quelle macchioline nere rimaste potrei rimetterla nuovamente ammollo per tanti altri mesi ripetendo l'operazione, ma se penso al fatto che potrebbero ugualmente rimanere mi farebbe spazientire, e se passa la voglia si può dire addio al divertimento, va bene così com'è.
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  30. 1 punto
  31. In un documento della zecca di Bologna del 1811 è riportato chiaramente l'invalsa pratica della limatura dei tondelli per le monete da 1 lira di Napoleone I. Nel documento si può leggere come si raccomandasse - oltre che a limare con cura i tondelli, cosa che non sempre avveniva - di imprimere il conio del dritto sul lato del tondello non limato, mentre lo stemma su quello limato così che il lato con l'effigie avesse un aspetto più gradevole. Fonte: Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli, "monetazione ed errori di zecca a Bologna nel periodo napoleonico", BCNP, III, 2016, p. 72.
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  32. ci siamo! (ANSA) - BRUXELLES, 06 MAR - L'Islanda intende indire un referendum il 29 agosto per riprendere i negoziati di l'adesione all'Unione europea. "Il popolo islandese si trova di fronte a una decisione importante. Il contesto geopolitico è oggi fondamentalmente diverso rispetto a quando l'Islanda ha presentato per la prima volta la sua candidatura all'adesione", ha commentato la commissaria Ue all'allargamento Marta Kos. https://www.ansa.it/amp/europa/notizie/rubriche/altrenews/2026/03/06/islanda-annuncia-referendum-su-ripresa-dei-negoziati-di-adesione-allue_5f64b2aa-ba1f-4c63-90f1-e406de386f76.html?utm_source=chatgpt.com
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  33. Di questo grano del 1815, a differenza del grano del 1814 del post #1568, purtroppo ho dimenticato a fare la scansione prima della pulizia, immaginatela interamente nera come quelle macchie che sono rimaste e che non vanno via. E' rimasta in ammollo per quasi 4 mesi. I rilievi mi sembrano buoni, credo che sia pericoloso andare ad intervenire specificatamente punto per punto in tutte quelle piccole zone nere, va bene così.
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  34. Certo, molto simile... ma non uguale! 😉 A cominciare dallo scudetto centrale, che nel sigillo è rotondo e nella moneta ha forma sannitica, assieme a molte altre differenze nei contenuti di ben maggiore rilievo araldico. 🫱
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  35. Ciao. Trovo curioso che questa dichiarazione la debba rendere chi ha acquistato la moneta e non chi l'ha venduta. M.
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  36. Buongiorno a Tutti, con foto migliori si potrebbe apprezzare ancora meglio, sembra avere un buon diritto, al rovescio ha qualche problema al centro non capisco bene di che natura dalle foto, ma leggenda leggibile sia al diritto che al rovescio. Attenzione a quel punto verde al rovescio. Focolaio di cancro? Lascio altre conclusioni agli altri Amici e sicuramente più esperti. Cito @Asclepia che è un estimatore di Murat, ma ovviamente c'è ne sono anche altri. Saluti Alberto
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  37. Grazie alla data del certificato (27 aprile 1816), possiamo fare insieme un bel ragionamento sullo stemma del sigillo in ceralacca, magnifica testimonianza di un uso araldico "intermedio" (come sarà più chiaro dalla rapida cronologia degli avvenimenti). Fino a maggio 1815 il Regno di Napoli fu sotto il dominio napoleonico per nove anni scarsi, durante i quali i nuovi regnanti ebbero modo di dotarlo di almeno due stemmi diversi (vado a memoria, mi pare siano stati "soltanto" due, numero comunque elevato per un così breve lasso di tempo). Nel maggio 1815 l'appena restaurato Regno di Napoli tornava ai Borbone dopo gli anni di dominio napoleonico. Nel dicembre 1816 sorgeva il Regno delle Due Sicilie, sempre dei Borbone, che il 21 del mese firmavano il decreto di istituzione del nuovo stemma, diverso da questo del timbro (ne trovate il disegno in rete con estrema facilità, essendo inoltre utilizzato tuttora dai movimenti simpatizzanti filoborbonici). Ignoro se il Regno napoletano durante quei 19 mesi emise normative specifiche in materia araldica, ma reputo che rimase formalmente senza stemma ufficiale e quindi, conseguentemente, è verosimile che continuasse a vigere lo stemma borbonico tradizionalmente noto. Leggo lungo la cornice circolare dell'impronta la scritta REAL ISTITUTO D'INCORAGGIAMENTO, che dimostra di chi sia il timbro: un Ente regio (quindi "pubblico") che il link reperito dal buon Petronius indica nato sotto i Bonaparte sulle ceneri di un altro Ente borbonico di diverso appellativo e limitata vita (1780-1788). La stemma dà quindi per sicuro che questa matrice sigillare non è stata creata fra 1806 e 1815, dal che restano due possibilità: - che risalga al periodo 1780-1788, e che post 1815 le sia stata cambiata la scritta; - che sia stata approntata fra maggio 1815 e aprile 1816, magari utilizzando materiali preservati o ereditati dalla zecca borbonica anterivoluzionaria. L'ottima qualità dell'impronta testimonia il non elevato uso del timbro, circostanza che purtroppo depone a favore di entrambe le possibilità. Rimane la forte curiosità di sapere se e cosa l'Ente avesse usato durante il novennio napoleonico. Non ho sott'occhio le monete napoletane borboniche di fine Settecento, e non voglio togliere agli amici esperti in materia il piacere di confrontarne gli stemmi con questo: sono convinto che (al netto degli errori araldici, che so abbondanti e frequenti sulla monetazione) li troveranno identici, o quasi.
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  38. Qui c'è la storia di tutta la famiglia Capece Minutolo https://www.nobili-napoletani.it/capece-minutolo.htm La famiglia annovera due Fabrizio, ed è curioso che siano stati, rispettivamente, il primo e l'ultimo principe di Canosa. Il primo Fabrizio (1684-1730), acquista il feudo di Canosa sub asta dai creditori della famiglia Affaitati nel 1704, per la somma di 48.000 ducati; diventa Principe di Canosa con Privilegio del 3 luglio 1712. Il secondo Fabrizio, il nostro, nato nel 1791 e morto nel 1871 (all'epoca del documento aveva dunque 25 anni), risulta essere stato l'ultimo della famiglia a mantenere il titolo. Morto senza eredi diretti, questo fu conteso tra i suoi nipoti, i figli della sorella Rosalia e del fratello Enrico. Rosalia sposò Gaetano Pagano, marchese di Melito, e nel 1899 il titolo venne riconosciuto alla famiglia Pagano. Queste sono invece le notizie sul Real Istituto d'Incoraggiamento alle Scienze Naturali https://it.wikipedia.org/wiki/Reale_Istituto_d'Incoraggiamento_di_Napoli Il sigillo rappresenta probabilmente lo stemma dell'Istituto, ma non ho trovato immagini, proviamo a chiamare @Corbiniano Infine, per quanto riguarda la giusta sezione, può senz'altro restare qui, a meno che tu non voglia trasferirlo in quella delle monete delle Due Sicilie, dove, pur non avendo a che fare con la numismatica, potrebbe, forse, trovare maggiore attenzione da parte degli ineressati alla storia di questa parte d'Italia. petronius
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  39. Concordo con Luciano e Andrea. La monetazione veneziana è immensa e la primissima cosa da fare è documentarsi e leggere, leggere, leggere. Poi però bisogna fare una scelta su cosa collezionare. Essendo un universo, è necessario focalizzarsi su una tipologia, o un periodo storico, o un tema. Altrimenti secondo me si sente (e lo ho provato, così come molti di noi) come una sensazione di lotta contro i mulini a vento. Nemmeno il Re e Papadopoli riuscivano a completare le loro collezioni, figuriamoci noi. Quindi, dopo aver letto le opere fondamentali (Papadopoli in primis, Montenegro e CNI) ma anche le millemila "specifiche" su determinati argomenti, devi capire cosa ti attrae di più. A partire dal periodo storico (Venezia è stata zecca per un millennio), dalle innumerevoli ramificazioni (moneta bassa, moneta alta, oselle,medaglie, possedimenti, ossidionali, contraffazioni, imitazioni, e chi più ne ha più ne metta), dall' interesse o meno del lato artistico/incisorio, nondimeno dalla possibilità economica. Non è una zecca "facile" da approcciare, tutt'altro. Comprende una serie di nozioni da conoscere e seri rischi di depressione numismatica (io che faccio possedimenti e ossidionali ne so qualcosa). Si rischia anche, data la vastità, una specie di sindrome di Stendhal. Ma una volta che ci entri, ti rimane per la vita. Concludo ripetendo che bisogna Leggere. A tale proposito, oltre ai testi storici, so che il nostro comune amico @ak72 sta sfornando una serie di pubblicazioni che via via coprono le numerose branche della numismatica veneziana. E soprattutto una visita al museo Correr è obbligatoria. Gigi
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  40. Salve , il mese scorso scrivevo questo titolo e un relativo breve articolo nella Sezione di Bibliografia Numismatica citando questo vecchio libro del 1991 scritto da Giuseppe Pensabene , pubblicato dalla Gangemi Editore . In prima pagina viene riportato un medaglione aureo di Augusto del peso di quattro aurei che piu' o meno dovrebbe corrispondere ad un peso di circa 28 grammi . Dato che il libro sopra citato vietava di riprodurre qualsiasi pagina se non dietro autorizzazione , ho chiesto alla Gangemi il permesso di trascrivere la storia di questo aureo riportata alla pagina 100 del volume . La casa editrice Gangemi mi ha risposto concedendomi questa possibilita' , quindi un grosso Grazie per il permesso ottenuto . Scrivo questo Post nella Sezione Monete Romane Repubblicane sebbene l' Aureo sia stato emesso circa tra il 2 o 4 a.C. quando Ottaviano era ormai Augusto , come riporta la moneta nella legenda del dritto , ma la storia di questo aureo inizia quanto Ottaviano non era ancora Augusto , infatti la moneta fa riferimento alla guerra di Cesare Ottaviano contro Sesto Pompeo , cioe' nei 7 anni che vanno dal 43 a.C. al 36 a.C. La pagina 100 del libro citato : "Per la monetazione abbiamo un medaglione d' oro (multiplo di quattro aurei) coniato da Augusto per commemorare la vittoria di Naulocu su Sesto Pompeo , conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli . Fu rinvenuto a Pompei nel 1759 . Al dritto il ritratto laureato di Augusto colla legenda DIVI F. PATER PATRIAE AUGUSTUS (figlio del divo Giulio padre della patria Cesare Augusto) . Il titolo di "padre della patria" gli fu attribuito il 2 a.C. Al rovescio e' la raffigurazione di Diana coll' arco venerata sull' Artemisio presso Milazzo , alla cui protezione Augusto attribuiva la vittoria . Nel campo della moneta e' ricordata la XV acclamazione imperatoria e sotto la legenda SICIL (Sicilia) che ricorda il luogo della battaglia . La data stessa della conazione e' eloquente . A distanza di tanti anni la battaglia navale di Nauloco era ricordata tra gli avvenimenti piu' importanti della vita di Augusto . Vedere le due facce del medaglione in copertina . Sesto Pompeo e' ancora oggi di attualita' . Nelle valli di Comacchio e' stata recentemente portata alla luce un' imbarcazione romana . E' chiamata la nave di Valle Ponti ed e' conservata nel Museo Archeologico di Ferrara . La scoperta e' stata importante perche' con un carico di oggetti quasi intatti . Tra l' altro un centinaio di lingotti in piombo marcati col nome di Agrippa . Di monete si e' trovato solo un Asse di Sesto Pompeo . Anche dal confronto degli altri oggetti rinvenuti deve trattarsi dell' epoca di Cesare Augusto (Ottaviano) e di Agrippa al tempo del Bellum Siculum" Questo Medaglione e' stato preceduto da altri Aurei e Denari con precedenti acclamazioni imperatorie : IMP X , IMP XII e con alcune lievi differenze nell' iconografia dei rovesci . In prima foto e in prima pagina di copertina del libro citato , il Medaglione d' oro trattato , in seconda foto un Aureo simile al Medaglione .
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  41. Hirsch da brivido a volte per le antiche: falsi palesi o cose pesantemente ritoccate all’ordine del giorno …
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