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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/13/26 in tutte le aree

  1. Ha ringraziato comunque, direi che non è il caso di insistere, lasciando semmai allo staff decidere se e come intervenire. Grazie.
    5 punti
  2. Scoperta la punta di freccia avvelenata più antica del mondo: a cosa serviva, come veniva fabbricata e che tipo di veleno usavano gli uomini di 60 mila anni fa? Redazione11 Gennaio 2026 Per decine di migliaia di anni è rimasta nascosta nel suolo africano, invisibile ma non muta. Oggi una minuscola punta di freccia riporta alla luce una verità sorprendente: già 60 mila anni fa l’uomo conosceva i veleni, sapeva come estrarli, conservarli e usarli in modo strategico. Non è solo una scoperta archeologica, ma una finestra aperta sulla mente dell’Homo sapiens preistorico. Una scoperta che anticipa la storia Le armi avvelenate esistevano molto prima di quanto pensassimo Un nuovo studio pubblicato su Science Advances dimostra che i cacciatori dell’Africa australe utilizzavano punte di freccia intenzionalmente avvelenate già nel Paleolitico medio-superiore. Fino a oggi, le più antiche prove di questo tipo di tecnologia risalivano al medio Olocene, tra 9.000 e 5.000 anni fa. La nuova datazione sposta l’origine di questa pratica indietro di oltre 50 mila anni. Credit : Science Advances Il contesto geografico Africa australe, culla di sperimentazioni invisibili I reperti analizzati provengono da siti dell’Africa meridionale, una regione chiave per lo studio dell’evoluzione umana. Qui, in ambienti complessi e competitivi, le comunità di cacciatori-raccoglitori svilupparono strategie di sopravvivenza sempre più sofisticate, basate non solo sulla forza o sull’abilità manuale, ma anche sulla conoscenza dell’ambiente naturale. Come è stata individuata la prova del veleno La chimica che sopravvive al tempo Il team guidato da Sven Isaksson, dell’Università di Stoccolma, ha analizzato residui microscopici presenti su antichi manufatti litici. Attraverso sofisticate tecniche di analisi chimica, gli studiosi hanno identificato due alcaloidi altamente tossici: buphandrina ed epibuphanisina. Un risultato eccezionale, perché dimostra che alcune sostanze organiche possono sopravvivere nel suolo per decine di migliaia di anni. Che tipo di veleno veniva usato? La Boophone disticha, una pianta mortale ben conosciuta Gli alcaloidi individuati provengono dalla Boophone disticha, una pianta subtropicale dell’Africa australe, nota ancora oggi per la sua elevata tossicità. Soprannominata talvolta “cipolla velenosa”, produce un bulbo ricco di una linfa lattiginosa carica di potenti tossine. Negli esseri umani può provocare nausea, disturbi visivi, paralisi respiratoria e coma; negli animali, l’esito è spesso letale. Come veniva fabbricata una freccia avvelenata? Un processo lungo, preciso e tutt’altro che primitivo Il veleno non veniva applicato in forma grezza. Le analisi e i confronti etnografici suggeriscono un procedimento articolato: la linfa del bulbo veniva estratta, essiccata al sole, concentrata tramite bollitura e probabilmente miscelata con altri ingredienti per migliorarne l’adesione e la stabilità. Il composto finale veniva poi applicato sulla punta della freccia, trasformandola in un’arma efficace anche con ferite minime. A cosa serviva davvero il veleno? Colpire una volta sola, attendere, sopravvivere Lo scopo principale non era uccidere immediatamente la preda, ma indebolirla nel tempo. Anche un colpo superficiale diventava potenzialmente mortale. L’animale ferito poteva essere seguito a distanza fino al collasso, riducendo i rischi per i cacciatori e permettendo di abbattere prede più grandi o più veloci. Una strategia che richiede pianificazione, autocontrollo e fiducia negli effetti differiti del veleno. Una conoscenza che attraversa i millenni Dalla preistoria all’età moderna Un elemento particolarmente sorprendente è il confronto con punte di freccia del XVIII secolo conservate in musei svedesi. Su questi manufatti, vecchi di circa 250 anni, sono state trovate tracce chimiche simili. Ciò suggerisce una straordinaria continuità tecnologica: la stessa pianta, lo stesso veleno, lo stesso principio di caccia, tramandato per almeno 60 mila anni. Cosa ci dice questa scoperta sull’uomo preistorico Non solo utensili, ma pensiero astratto L’uso intenzionale dei veleni implica osservazione, sperimentazione, memoria e trasmissione del sapere. Significa riconoscere le proprietà delle piante, isolare gli effetti, dosare le quantità e prevederne le conseguenze nel tempo. Questa scoperta rafforza l’idea che l’Homo sapiens preistorico fosse cognitivamente avanzato, capace di un pensiero complesso e di una vera e propria “chimica applicata” ante litteram. Un finale aperto Quante conoscenze antiche restano ancora invisibili? Se una punta di freccia può conservare la traccia del suo veleno per 60 mila anni, quante altre tecnologie, fatte di materiali deperibili e saperi invisibili, attendono ancora di essere riconosciute? La preistoria appare sempre meno come un’epoca primitiva e sempre più come un lungo laboratorio di intelligenza umana, di cui stiamo appena iniziando a decifrare i segni. https://www.stilearte.it/punta-freccia-avvelenata-piu-antica-mondo/
    2 punti
  3. Eccoci arrivati al giorno della conferenza, ricordo che alla conferenza posso partecipare tutti. In presenza questa sera si potranno vedere molte monete tra cui questa, quarto di scudo coniato nel 1556, che facile da vedere proprio non lo è Al termine della conferenza il consueto brindisi e pandoro. Per agevolare le persone che non riescono ad essere presenti ma che vorranno seguire la conferenza da remoto, ripropongo i link per collegarsi. CCNM - Conferenza 13 gennaio Antonio Rimoldi 1 Martedì, 13 gennaio · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/qmx-wsxs-tpz CCNM - Conferenza 13 gennaio Antonio Rimoldi 2 Martedì, 13 gennaio · 10:00 - 11:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/whd-trgc-juq A questa sera!!
    2 punti
  4. Ciao @SS-12, hai correttamente individuato una delle emissioni più comuni relativamente alla tematica del "Possesso", ed anche il budget correttamente individuato penso ti consentirà di arrivare a qualcosa di meglio delle tre proposte, che lascerei stare. I dettagli del rovescio sono determinanti, esempio: Ciao, RCAMIL.
    2 punti
  5. Salve, segnalo : La monetazione dei Reali Presìdi di Toscana Riccardo Martina La prima parte del libro tratta, in maniera decisamente approfondita, il contesto storico, che va dalla nascita dell’enclave spagnola nel XVI secolo, fino a Ferdinando IV di Borbone. Le singole emissioni, trattate in modo capillare, vengono suddivise per anno, entrando nello specifico di ogni specifica coniazione. 148 pagine a colori, formato foglio A5 € 40
    1 punto
  6. Ciao a tutti, da qualche giorno sto lavorando ad un mio piccolo progetto sulle denominazioni di monete usate nell'impero romano e c'è una moneta in particolare, il doppio antoniniano, su cui non riesco a trovare informazioni utili. Fino ad ora sono riuscito a capire che il doppio antoniniano può essere riconosciuto attraverso la corona radiata sopra la testa di due figure nel dritto (ad esempio l'imperatore con la moglie o con qualsiasi altro personaggio) e, talvolta, attraverso la scritta X I (che rappresenta dieci parti di bronzo ogni parte di argento, valore doppio rispetto all'aurelianiano che presenta la scritta XX I). Sarei curioso di scoprire qualcos'altro su questa moneta, ad esempio in che anno viene prodotto il primo esemplare, per quale necessità, per quanto tempo viene usato ecc... Ringrazio in anticipo chiunque sia in grado di fornirmi informazioni. Allego anche un'immagine della moneta che mi ha colpito molto e che mi ha ispirato a creare questa discussione. Provenienza immagine: https://www.acsearch.info/search.html?id=1996046
    1 punto
  7. Sicuramente interessante. Da quello che ho capito, non si sa se questa avesse moneta un ruolo "importante" nell'economia romana come nel caso dell'antoniniano, a causa della sua rilevante rarità. Potrebbe però essere classificata come medaglione data la sua emissione sporadica, forse per commemorare qualche evento importante (?) come il quinario d'argento, poiché il peso della moneta è uguale a quello dei normali antoniniani.
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  8. Questo è un falso in piombo da 18,49 grammi catalogato in questo sito: Infonumis : répertoire de fausses monnaies
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  9. Un tesoro sommerso L'8 dicembre 1941, il giorno dopo l'attacco a Pearl Harbor, i giapponesi presero di mira le Filippine. Le volevano per diverse ragioni: impedire che le forze americane le utilizzassero come base operativa avanzata, acquisire aree di sosta e basi di rifornimento per potenziare le operazioni contro le Indie Orientali Olandesi (odierna Indonesia) e garantire le linee di comunicazione tra le aree occupate nel sud e il Giappone. Se le Filippine fossero cadute, milioni di dollari in oro, argento, titoli e valuta sarebbero caduti nelle mani del nemico. Tutti i beni del paese furono inviati all'isola di Corregidor. Il totale ammontava a 38 milioni di dollari in assegni del Tesoro statunitense, 31 milioni di dollari in valuta americana e filippina, 9 milioni di dollari in pesos d'argento (e quindi 18 milioni di monete, poiché ognuna valeva mezzo dollaro) e oltre 10.000 libbre d'oro per un valore di quasi 9 milioni di dollari. Il 12 gennaio 1942, il sottomarino U.S.S. Trout ( S.S. 202) fu incaricato della sua seconda missione di pattugliamento a Corregidor, all'ingresso della baia di Manila. Le truppe statunitensi e filippine avevano un disperato bisogno di rifornimenti di cibo e munizioni. Ogni centimetro quadrato dello spazio interno della nave era stipato di casse di munizioni. Ci vollero settimane prima di arrivare nelle Filippine, sotto il blocco giapponese. Il 3 febbraio il sottomarino arrivò e zigzagò attraverso i campi minati statunitensi che circondavano Corregidor. Il favore dell'oscurità permise di scaricare, tutte a mano, le munizioni. Dopo lo scarico del sottomarino, il Capitano Frank W. Fenno chiese della zavorra per sostituire le venticinque tonnellate di munizioni che aveva consegnato. Senza zavorra sufficiente, sarebbe stato difficile far immergere il sottomarino, che sarebbe rimasto pericolosamente sbilanciato in superficie, alla mercé delle navi giapponesi. E quale zavorra migliore dei metalli preziosi immagazzinati a Corregidor nel tentativo di sottrarli ai giapponesi? Furono caricati sul sottomarino tutti i lingotti d'oro e, non essendo ancora sufficienti, si aggiunsero 630 sacchi di monete, contenenti 1000 pesos ciascuno. Dopodiché, il sottomarino si diresse senza problemi verso Pearl Harbor, dove il carico fu scaricato, come vediamo nella foto, e immagazzinato in sicurezza, per poi essere trasferito a Washington Continua...
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  10. 1 punto
  11. Bellissima, complimenti!! Volevo metterla in collezione anch'io questa moneta ma con il prezzo dell' argento attuale direi che mi conviene aspettare... Poi è una moneta che vedo spesso molto più usurata. Questa ha proprio un livello di usura perfetto direi, veramente molto piacevole. Poi del 1900 è una delle primissime.
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  12. A due giorni dal Natale mi sembra doveroso fare i miei migliori Auguri a tutti coloro che seguono questa sezione del forum, sia che siano amanti della monetazione Sabauda o che siano solamente amanti della monetazione tutta in generale. Vorrei veramente poterlo fare di persona a tutti, sia a quelli che conosco personalmente, agli amici e anche a quelli che conosco solamente con un nickname o che ci leggono senza partecipare. Purtroppo questo non è possibile e quindi mi accontento di scrivere quello che sento veramente, cioè un Augurio a tutti di poter passare un felice periodo di Feste con le persone a cui si vuole bene e un augurio anticipato di un 2026 ricco di felicità e soddisfazioni, ed anche tanta salute e pace, che sono due cose che non sono mai di troppo! Auguri, quindi, e buone monete a tutti!
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  13. Auguri a tutti per 2026 !
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  14. visto quanto è esploso l'oro non capisco perchè ti consigliano il classico dittico 50-100 lire 1931 Oggi sono 12 grammi x 125 euro/g = 1500 solo di metallo Supponendo un valore aggiunto per passare da una conservazione FDC ancora sui 500 euro allora si va a 2000 euro, ma se oltre all'oro è salito anche questo valore, allora per una coppiola FDC allora si sale oltre 2000 L'oro a mio parere non potrà salire all'infinito, scenderà. Meglio aspettare a comprare monete in oro a mio parere, perchè ora sono vendute a peso fino ad un certo livello ma se si vuole il FDC non credo proprio vadano via a peso
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  15. quante facce ha la moneta? 😁
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  16. Il taglio mi sembra troppo regolare per una moneta battuta al martello,ma il mio è un giudizio da non conoscitore delle monete della zecca di Milano...
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  17. Non ricordo emissioni congiunte Italia, Vaticano e San Marino in numismatica. Ricordo quelle in filatelia ad esempio nel 1992 per Colombo con Spagna e USA, ma anche tante altre (Belgio e Canada) ... ci pensava poi il raccoglitore Bolaffi a mettere tutto in ordine.
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  18. Che velocità: o questa notte o questa mattina ?
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  19. Buongiorno, a mio modesto parere la moneta sembra autentica, anche se è bene precisare che da semplici fotografie non è mai facile esprimere un giudizio accurato. Se fosse stata proposta a me, avrei preferito valutarla in mano. Noto soprattutto nella prima serie di foto una porosità diffusa; tuttavia, osservando il secondo set di immagini, questa caratteristica appare molto più attenuata. Per quanto riguarda la leggera differenza di spessore sul bordo, personalmente la ritengo abbastanza normale per monete di questo tipo, soprattutto considerando le tecniche di coniazione dell’epoca e le inevitabili irregolarità di tondello e di battitura. Naturalmente il mio è solo un parere personale: parlo da collezionista dilettante della zecca milanese, non da perito. Per una maggiore certezza resterebbe sempre consigliabile un esame dal vivo o il parere di un esperto qualificato. Un saluto.
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  20. E' un grano 1815 del Regno di Sicilia, Ferdinando III° https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-F3BRS/4
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  21. beh, dipende dal motivo per cui emetti la moneta. Nel '96 la juve vinse la sua (ultima) Champions League e l'Intercontinentale, quindi un motivo per "festeggiare" (30° anniversario) con una moneta ci sarebbe. Quest'anno poi è il 20esimo della vittoria del mondiale FIFA da parte della nazionale di Lippi, e stai pur certo che qualcosa lo faranno (magari dopo aver avuto la certezza di qualificarci per il prossimo, di mondiale 🤣 )
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  22. Ciao, un falsone non d'epoca purtroppo, sarebbe stata sicuramente più interessante, io c'è l'ho del 1900 comunemente circolata e pagata a suo tempo solo l'argento che conteneva, se non erro era ancora a 35/40 cent al grammo.
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  23. L' essenza della Filatelia sta proprio nelle dentellature differenti, filigrane, tipi carta, tipi di stampa, colori, varianti nell' immagine.. i francobolli auto adesivi non hanno nulla di tutto questo, sono difficilissimi da staccare da supporto senza rovinarli ed andrebbero collezionati su busta. Proprio chi crea la Filatelia ha distrutto o sta distruggendo la Filatelia, gli Stati, .. e' un controsenso me ne rendo conto, .. ma ovviamente la storia non finisce qui. 😒
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  24. E come ultimo passaggio arriva quella pigna che sappiamo.
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  25. Buonasera. Valgono il peso del rottame in oro. Chiaramente poi, se si ha la fortuna di trovare un collezionista di cimeli televisivi, allora magari si può spuntare qualcosa in più
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  26. C'è un fattore che secondo me ha influito non poco: io (e non penso di essere l'unico) non riesco proprio a mandar giù il francobollo autoadesivo, un oggetto che per consistenza e aspetto mi fa venire in mente le figurine Panini o le vignette dell'autostrada che si appiccicano sul lato interno del parabrezza. Mi manca troppo il francobollo classico coi dentelli che non erano solo questione di estetica, nonchè la gomma, la consistenza e il "profumo" che avevano.
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  27. La moneta è questa: Denario di Faustina II, catalogata al RIC III 674 Prego
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  28. Buonasera a tutti, accadde oggi, 275 anni fa. Veniva alla luce S. M. Ferdinando nato a Napoli il 12 gennaio 1751 dal Re Carlo di Borbone e da Maria Amalia Walburga di Sassonia. Voglio omaggiarlo ricordandolo con qualcuna delle monete che lo ha raffigurato nei lunghi anni che ha regnato. Saluti Alberto
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  29. @eliodoro credo anche io si tratti di un peso angioino, anzi ne sono convinto. Quella M sormontata da giglio sembra rappresentare proprio l'ordine impartito il 10 giugno 1342. Particolare anche la punzonatura al "R/" dove il giglio sovrasta quel .0I. Tale punzonatura che, assieme al giglio, appare successiva alla creazione del peso (la M è fusa con esso), porta ad ipotizzare che possa rappresentare il suo valore, ossia 10 grana. Ovviamente punzonato al contrario per mero errore. Una sorta di conferma che il peso poteva essere ancora utilizzato e quindi punzonato per ufficializzarlo o comunque renderlo valido. Bel pezzo!
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  30. Pescata di domenica mattina, ciotola da 1 euro, : 3 grana 1810, variante NAPO. 5 centesimi 1826 Torino 6 tornesi 1800 1/4 di gulden 1944, Curacao 1 duit 1768, Compagnia delle Indie orientali olandesi ( mi sembrava un gettone...)
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  31. Buon giorno, aggiungo altro peso per me angioino di grammi 3.77, quindi peso che richiama quello dei gigliati
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  32. Un saluto a tutti. Porto a conoscenza un ennesimo errore in legenda per uno spicciolo di Filippo II, al rovescio si legge IN HOC SINGO anziché SIGNO
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  33. Altro esemplare...San Marino...
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  34. Molto interessante, grazie per la segnalazione e complimenti all'autore!
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  35. Riccardo @Reale Presidio è il massimo esponente della monetazione dei Reali Presìdi di Toscana; sono certo che questo studio non deluderà i cultori della materia.
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  36. Avremmo voluto ripulire il topic da queste sparate, ma considerando anche le volte che vengono citate per ribattere sarebbe rimasto ben poco. Che restino dunque a futura memoria, forse l'utente in questione prima o poi imparerà a moderarsi, e ad intervenire solo quando ha qualcosa di serio e concreto da dire, questo non è facebook. Anche per lo staff.
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  37. I livelli di facebook sono stati superati da un pezzo... L'utente che spara sentenze senza avere un minimo di conoscenze numismatiche non è nuovo a queste sue sparate senza senso,giudica false monete originali e viceversa,i FDC per MB,e poi si permette di chiedere rispetto, dovrebbe essere lui in primis ad avere rispetto per tutti coloro che leggono le sue baggianate... Inoltre ho notato anche che c' è un utente iscritto da poco che si accoda sempre ai giudizi degli altri per poi correggere il tiro se gli interventi successivi sono contrari al post a cui si era accodato,e poi è lui stesso che chiede pareri su monete dove è evidente la sua non esperienza,per carità, tutti siamo partiti da zero ma leggere un suo intervento a volte anche tecnico,che e poi un copia e incolla di quello precedente ,e poi chiedere la genuinità o la conservazione in post che lui stesso apre non è proprio il massimo, capisco che bisogna far girare il contatore dei post ma ci vorrebbe un po' di criterio...
    1 punto
  38. Comprensibile al 100% Non cambia nulla! La moneta, già dalla prima foto è stata giudicata dall’utente @Pontetto “verso il fdc”. Quindi, non ci vedo nulla di strano se un professionista l’abbia certificata come tale. Il problema nasce dal momento che un utente che non sa leggere le foto (addirittura lamentava la qualità delle prime foto per giustificare il suo strampalato qbb, ma il parere di @Pontetto lo smentisce platealmente) sbaglia clamorosamente scambiando un bb (anzi, peggio, un qbb!!!) da un non circolato (e gli vengo pure incontro!); e come se non bastasse, è anche convinto che i suoi pareri siano oro colato (poi sbaglia anche nelle classiche, che dovrebbero invece essere il suo campo, sentenziando con sicurezza che per un Didramma di Gela siano in esame conii diversi quando, dopo attento studio e analisi, si evince del contrario). L’ottusità, è la cosa peggiore. Lo stesso errore viene ripetuto più volte, l’ultima qui, è sempre per una tua moneta Sezione (una tra le tante) allo sbando più totale. Siamo ai livelli di Facebook, dove l’ultimo arrivato parla senza sapere.
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  39. Saint-Gaudens disegnò l'aquila in piedi sul rovescio della moneta da 10 dollari ispirandosi all' "aquila di Zeus", presente su alcune monete dell'Egitto tolemaico (Tolomeo V Epifane - Tetradracma 202-200 a.C. - da Wildwinds) L'aquila di Saint-Gaudens guarda a sinistra, arroccata in cima a un fascio di frecce attorno al quale si curva un ramoscello d'ulivo. Nel giro, in alto UNITED STATES OF AMERICA, in basso il valore, TEN DOLLARS. Nel campo motto E PLURIBUS UNUM. (1907 - Rovescio moneta del post precedente) Sulle monete da 10 dollari (e anche da 20) coniate nel 1907 e 1908, non compare il motto religioso IN GOD WE TRUST, sempre presente dal 1866. Fu, anche questa, una decisione di Roosevelt. Non che il Presidente non avesse fiducia in Dio, anzi, ne aveva talmente tanta che si irritava nel vedere come spesso i suoi concittadini non mostrassero affatto quel rispetto che, secondo lui, era dovuto al motto. Così spiegava le sue ragioni in una lettera del 13 novembre 1907: "Quando la questione delle nuove monete è venuta fuori, abbiamo consultato le leggi esistenti e abbiamo visto che non c'erano obblighi di scrivere il motto IN GOD WE TRUST sulle monete. Poiché è però ormai consuetudine, anche senza obbligo legale, di mettere l'iscrizione potrei anche liberamente approvarla. Ma il fatto che l'approvo, non significa che ordino di metterla. Naturalmente, la decisione di cambiare la legge è assolutamente nelle mani del Congresso, e qualunque indicazione del Congresso sarà immediatamente seguita. Ma al momento, come ho già detto, non vi sono obblighi di legge riguardo l'iscrizione. La mia opinione in merito è dovuta alla mia ferma convinzione che scrivere il motto sulle monete, o usarlo in qualche modo simile, non solo non avrebbe un effetto positivo pratico, ma sarebbe al contrario spunto per un'irriverenza pericolosamente vicina al sacrilegio. Riguardo la scritta sulle monete, abbiamo già un'esperienza pratica. In tutta la mia vita, non ho mai sentito nessuno parlare con reverenza del motto sulle monete, o mostrare affetto o grande emozione per esso, ma al contrario ho sentito letteralmente centinaia di volte che esso è stato usato come un'occasione, un incitamento a battute ridicole, ed è cosa sopra tutte indesiderabile che una frase di così elevato valore possa dare luogo a simili brutture." A quanto pare, però, era l'unico a pensarla così: non appena non fu più Presidente, già a partire dalla fine del 1908, il motto tornò a comparire sulle monete, per rimanervi fino al termine della produzione nel 1933. (1910 - da Heritage Auctions - NGC PR65+) La coniazione delle Eagles proseguì ininterrottamente fino al 1916, si interruppe nel 1917 a causa dell'entrata degli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale, per poi riprendere, per un solo anno, nel 1920. Un'ulteriore ripresa, e subito dopo un nuovo stop, ci fu nel 1926, poi le Eagles furono ancora coniate nel 1930, 1932 e 1933, quando la produzione cessò per sempre a causa del Gold Reserve Act di un altro Roosevelt, Franklin Delano, lontano cugino del primo. In totale, furono prodotte 14.869.363 monete, di cui 483.456 senza motto religioso nei primi due anni. Le Zecche interessate alla produzione furono Philadelphia (nessun marchio di zecca), Denver (marchio D) e San Francisco (marchio S). Il marchio di zecca, nelle monete senza motto coniate a Denver nel 1908, è posizionato al rovescio, sopra la punta sinistra del ramo d'ulivo mentre in quelle con motto, coniate a Denver e San Francisco, è spostato leggermente più in basso, a sinistra della punta delle frecce. petronius
    1 punto
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