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I contenuti con la più alta reputazione dal 01/26/26 in tutte le aree
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Buongiorno volevo mostrare una mia nuova aggiunta alla mia collezione di monete romane. Un aureo di Teodosio II (408-450) in oro 4,46gr. Conservazione SPL+/qFDC8 punti
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Ciao a tutti, vi allego la locandina della presentazione che discuterò Venerdì 13 Febbraio a partire dalle ore 20:30 presso il Circolo culturale di filatelia numismatica e militaria di Salò. Alessio7 punti
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Questa mattina sono tornato al mercatino, mi sono dedicato alle mondiali. Alla fine 73 monete per 25 euro, quindi circa 35 centesimi a moneta. Ve ne mostro solo alcune, quelle che credo essere un minimo più interessanti 10 stotinchi 1881 (un poco da pulire, ma non è cancro) Normalmente le monete USA non le colleziono, ma mi pareva un peccato lasciar nella ciotola un 5 centesimi buffalo del 1914 E ancor più era un peccato lasciare 1 cent 1865 capo indiano Anche questo 50 centesimi 1955 dei Caraibi orientali necessita di una pulitina, ma mi pare in buona conservazione Non potevano mancare anche dei gettoni del bus, Torino 1920 e Genova 19446 punti
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Oggi vi presento questo denario imitativo, veramente ma veramente brutto, quindi rinnovo il consiglio alle persone suscettibili e agli amanti delle imperiali di non proseguire la visione. Grazie Regnum Barbaricum, Imitazione del Denario di Faustina II Dritto: Busto barbarico dell'imperatrice in drappeggio, rivolta verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Rovescio: Rappresentazione barbarica della dea in piedi verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Argento, diametro 16 mm, peso 2,51 g. https://www.numisbids.com/sale/10298/lot/6079 @Arka spero che ho tradotto bene.6 punti
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Intervengo solo per un commento generale. L'interazione tra i giovani che maturano le prime esperienze numismatiche e i numismatici più maturi è essenziale per creare la prossima generazione di numismatici. Sarebbe meglio un'interazione dal vivo, ma questo forum ha il pregio di azzerare le distanze e permettere ai giovani collezionisti di scambiare informazioni con collezionisti più attempati da tutta Italia. Magari alcune domande possono sembrare banali, ma questa è la vita. Ci siamo passati tutti .6 punti
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https://www.cdt.ch/news/ticino/traffico-sospetto-di-monete-antiche-prosciolto-su-tutta-la-linea-417542 Il casoTraffico sospetto di monete antiche: «Prosciolto su tutta la linea» Assolto in Pretura penale un numismatico professionista di Lugano – La Corte ha concluso che non ha fornito false informazioni nell’importare una manciata di antico conio egiziano e cartaginese: semplicemente non si trattava di beni culturali, come peraltro da lui dichiarato «in base alle sue competenze, che sono massime. Ogni moneta più vecchia di cent’anni deve essere considerata un bene culturale e quindi essere dichiarata come tale all’importazione e all’esportazione? È quanto sembrava sostenere l’Ufficio federale della cultura (UFC) nei confronti di un numismatico italiano di 66 anni, attivo professionalmente nel settore e a Lugano da decenni in qualità di commerciante e accademico. L’imputazione, poi confluita in un decreto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis (assente giustificata in aula), era appunto quella di non aver dichiarato come beni culturali quattro monete dell’antico Egitto comprate per un cliente in un’asta americana, nonché cinque monete cartaginesi spedite in Cina (e poi ritornate) per conto di un altro cliente. Da qui l’ipotesi di reato di ripetuta infrazione alla Legge federale sul trasferimento dei beni culturali e la proposta di condanna a una pena pecuniaria sospesa. L’uomo, però, ha sempre argomentato che quelle monete non potessero essere considerate beni culturali e oggi in Pretura penale l’ha spuntata. «Prosciolto su tutta la linea», ha infatti concluso la giudice Petra Vanoni, accogliendo il principio. Le monete commerciate dal 66.enne, dunque, non possono essere considerate a tale stregua. Al professionista, difeso dall’avvocato Dario Jucker (uno dei principali esperti di diritto dell’arte), sono quindi state indennizzate le spese sostenute per difendersi. Un confronto quasi impari In aula il confronto fra le versioni è apparso quasi impari. Ad esempio agli atti non vi era l’unica perizia che concludeva che quelle monete fossero invero da considerarsi beni culturali (ma solo le sue conclusioni). Per contro il numismatico ha prodotto due pareri redatti da due dei maggiori esperti del settore che escludevano che quantomeno le monete egiziane potessero essere considerate tali. L’avvocato Jucker ha inoltre ricordato che con l’Egitto vi è una Convenzione apposita per quanto riguarda i beni culturali e che questa esclude proprio le monete. Egitto e Tunisia che, peraltro, non hanno mai imposto restrizioni alla circolazione di loro monete antiche. Il legale ha anche criticato l’ampia definizione di bene culturale data dall’UFC: «L’interpretazione che tutto ciò che è antico è prezioso per il patrimonio culturale, espone a un rischio enorme chi commercia questi oggetti». Se così fosse, per ogni importazione o esportazione servirebbe ad esempio una perizia ad hoc. «Perché rischiare?» Ad apparire particolarmente convincente è poi stato l’imputato, che ha difeso con logica e argomentando e difendendo le sue scelte nel contesto del suo ambito lavorativo. Con le parole di Jucker: «Non ha fornito false informazioni: ha fatto una valutazione in base alle sue competenze, che sono massime». Competenze grazie alle quali ha concluso che quelle monete non fossero beni culturali. Questo perché, ad esempio, nell’antichità ne erano state coniate milioni («Una moneta è considerata rara se coniata in pochi esemplari»), perché hanno un prezzo basso (qualche centinaia di franchi) e perché «si trovano in commercio in tutte le parti del mondo». Ancora Jucker: «Perché un numismatico di altissimo livello si dovrebbe esporre a un tale rischio per monete di così poco valore?». Sentenza rapida Tutto ciò sommato: assoluzione. E anche in tempi piuttosto rapidi, con la Corte che - malgrado si fosse in «un campo estremamente tecnico» e la giurisprudenza al riguardo rasentasse lo zero - ha emesso il suo verdetto dopo appena un’ora di camera di consiglio. Datazione e importanza Affinché una moneta possa essere considerata un bene culturale devono essere soddisfatti due criteri: l’avere almeno cent’anni (e su questo punto non vi erano obiezioni) e l’essere giudicata importante nel suo contesto storico. Un compito che la Convenzione dell’ONU in materia di trasferimento di beni culturali dà «a ciascuno Stato». Nel caso in specie agli atti non vi erano prove in questo senso da parte di nessuno dei tre Stati potenzialmente interessati (Egitto, Tunisia e Svizzera) e già solo per questo, nel dubbio, bisognava risolvere a favore dell’imputato.5 punti
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Sono impronte di mani di colore rosso cuoio, trovate in una grotta sull’isola di Sulawesi, in Indonesia: secondo i ricercatori, sarebbe una sorta di stencil poi rielaborato. Le impronte di mani sulle pareti di una caverna risalenti a 67.800 anni fa. È la più antica pittura rupestre dell’umanità, ne dà notizia la rivista «Nature», a partire da uno studio della Griffith University (Australia) realizzato sotto la guida di Maxime Aubert.Il ritrovamento è avvenuto nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Sulawesi, in’Indonesia, tra il Borneo e le isole Molucche.. Si tratta di una sorta di stencil di una mano che, secondo i ricercatori, è stato poi elaborato restringendo lo spessore delle dita in modo da creare l’impressione di dita più appuntire e di una mano che richiama un artiglio. Il disegno, riferisce Adam Brumm, uno dei coautori della ricerca, potrebbe simboleggiare l’idea che «esseri umani e animali fossero strettamente connessi, qualcosa che sembra già riscontrabile nell’arte pittorica primitiva di Sulawesi». Per datare i dipinti i ricercatori si sono basati su croste minerali che si erano formate sopra l’arte. In particolare è stata utilizzata la tecnica di datazione basata sugli isotopi dell’uranio, ossia di varianti di questo elemento con peso atomico diverso, applicata sia ai microscopici depositi minerali che nel tempo si sono formati sia sopra che sotto la pittura. Inoltre analisi applicate ad altri disegni presenti nella grotta hanno mostrato come il luogo sia stato utilizzato per la produzione artistica per un periodo eccezionalmente lungo, con pitture realizzate nel corso di almeno 35.000 anni, fino a circa 20.000 anni fa. Le impronte di color rosso cuoio prese in esame dai ricercatori indonesiani e australiani sarebbero state realizzate soffiando pigmento sulle mani appoggiate alle pareti della caverna, lasciandone così il contorno. Per gli studiosi l’isola di Sulawesi fu probabilmente uno dei «ponti» geografici da cui le antiche popolazioni transitarono per poi andare più sud e a est, durante l’era glaciale quando il livello dei mari era decine di metri più basso, verso il cosiddetto Sahul, un unico continente che era composto da Australia, Tasmania e Nuova Guinea. «È molto probabile —ha detto Adhi Agus Oktaviana dell’Università Griffith — che le persone che hanno realizzato questi dipinti a Sulawesi facessero parte della popolazione più ampia che si sarebbe poi diffusa nella regione e infine avrebbe raggiunto l’Australia». Sulla stessa isola erano già state trovate grotte con pitture rupestri molto antiche, come la grotta di Leang Tedongnge dove erano state individuate nel 2017 pitture considerate risalenti a 45mila anni fa, che mostravano l’immagine stilizzata di un cinghiale. Le prime forme di arte rupestre in Europa sono ritenute quelle delle grotte El Castillo in Spagna e Chauvet in Francia con raffigurazioni di 30 mila o 40 mila anni fa. https://www.corriere.it/cultura/26_gennaio_22/scoperta-pittura-rupestre-piu-antica-dell-umanita-ha-67800-anni-639092a2-f79c-11f0-b472-031063c6c49f.shtml?refresh_ce5 punti
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Grazie a un caro amico ho appena aggiunto in collezione questa simpatica medaglietta propagandistica. Come vedete da un lato riporta il busto di Maria Luigia e dall'altro, su sette righe, I // CLAIM THE // RATIFICATION // OF // NAPOLEONS WILL // IN FAVOR OF // MY SON. Il congresso di Verona del 1822 chiude la serie iniziata con il piú famoso congresso di Vienna del 1815. Maria Luigia era già Duchessa di Parma come deciso a Vienna nel 1815 e, de facto, dal 1816. Sebbene inizialmente si fosse presa in esame la possibilità che il figlio di lei e di Napoleone potesse ereditare il ducato, successivamente questa fu esclusa. In tale contesto si può inquadrare questa medaglia in cui si chiede la ratifica del testamento di Napoleone a favore del figlio immagino sottintendendo il suoi diritti dinastici. Va detto comunque che il vero testamento di Napoleone poco riportava in merito se non la raccomandazione al figlio di non dimenticarsi mai di esser nato "principe francese". Metallo bianco (forse bronzo argentato ma non ne sono sicuro), 23,5 mm di diametro, 5,5 g di peso4 punti
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Ciao! La piumetta singola che spunta dalla coda di piume di destra è segno delle coniazioni più recenti. Fino al passaggio dei coni all' Italia (1935) la piuma era doppia e lo era anche nei talleri di Roma. L'unghia della zampa destra tuttavia non è ancora lunga (unghia lunga e piuma singola sono i segni delle coniazioni praticamente contemporanee). Quindi siamo in una fase intermedia della storia dei coni. Secondo la classificazione di questo sito è un H57 attribuibile al periodo 1945-1960 più o meno: https://www.theresia.name/cgi-bin/Token.cgi?Item=H57 Il manualetto di Andrea M. Ponzi. Il tallero di Maria Teresa 1780 lo classifica a pagina 29 con il numero di catalogazione n.15 e lo attribuisce anch'esso al periodo postbellico (anni 1945/50 c.a). Spero di essere stato utile4 punti
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@Ernestina, quello che dici relativamente al fatto che si fondano anche i marenghi dipende secondo me semplicemente da una cosa. I veri collezionisti di monete ormai sono troppo pochi rispetto al numero di monete in circolazione e quindi la maggior parte di queste, che siano marenghi o commemorative d'argento, agli occhi della gran parte di chi li possiede sono semplici sinonimo di guadagno. In quest'ottica, per me la fusione di una commemorativa crea lo stesso dispiacere della fusione di un marengo. Quando ero piccolo leggevo su un libro che meno di un figlio di numismatico su 10 diventava a sua volta numismatico. Per tutti quelli che hanno ereditato monete, l'unica cosa che conta ora è: quanto valgono? Quanto ci posso fare? E se il compro oro offre più di un'asta, che sia marengo o caravella, finisce nel crogiolo. Per fortuna ci sono ancora pochi che continuano a collezionare e si spera che nel tempo queste che stiamo salvando dalla fusione riescano a sopravvivere. Perché anche noi che le collezioniamo, potremmo farci un sacco di soldi ora, ma ce ne guardiamo bene, dato che sono una delle cose che fanno brillare ancora i nostri occhi.4 punti
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Buongiorno a Tutti, da diverso tempo pensavo a questa moneta e così finalmente dopo il suo acquisto ( da commerciante perito NIP ) la condivido con voi, è la prima racchiusa in slab NGC che entra a far parte della mia collezione. Tra i tanti esemplari valutati ( mi sono anche avvalso dei preziosi consigli di un esperto utente del Forum 😊 che ringrazio ancora per gli insegnamenti ricevuti ); alla fine ho scelto questa moneta che mi ha colpito per la sua patina piuttosto omogenea, presumibilmente in media conservazione ( NGC MS 61 ), anche se non esente da qualche segno qui e là. Per quello che riesco a vedere nello slab, la godronatura mi sembra di I° tipo. In allegato alcune foto. Grazie per l'attenzione.3 punti
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Salve, segnalo : PECVNIA NON OLET Le monete raccontano l’impero dei Flavi Emanuele Latella Rispetto ai consueti cataloghi di monete romane, quest’opera è innovativa, in quanto articola il racconto della Dinastia dei Flavi attraverso le loro monete, iniziando dalla Giudea fino ad arrivare al consolidamento del potere a Roma ed alla caduta definitiva di Domiziano. Viene posta particolare attenzione all’avvicendarsi delle cariche pubbliche eredi del sistema repubblicano che i tre Imperatori rivestirono, ricalcando in questo una pratica già in uso sotto Augusto. Da sottolineare che, nonostante il carattere storico ed economico dell’opera, vengono comunque presentate monete inedite. 488 pagine a colori, formato foglio A4 € 853 punti
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Di nulla. Sto solo dando le basi per gioire questo hobby. Quando iniziai a scrivere su questo Forum decisi che volevo creare dei mostri in filatelia.. ad oggi in questa sezione ci sono "amici" che hanno sviluppato collezioni anche importanti, .. ma la cosa più importante è che gioiscono di questo collezionismo. La filatelia è un momento che dedichiamo a noi stessi e deve essere tempo di qualità.. il forum deve essere visto come un tempio che ci tiene fuori dalle miserie umane. Apprezzo molto quando il consiglio di acquistare bibliografia filatelica viene compreso. Un altro cultore di questa materia che arricchisce questo Forum ci tengo a dirlo e l' amico Fabio @fapetri2001 da cui tutti io compreso dobbiamo imparare.3 punti
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Buongiorno, ti ho fatto un paio di foto di una sovrana che ho scelto di acquistare mesi fa a me quella da te postata non fa impazzire, si può trovare di meglio in asta3 punti
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@glanon Nous estimons que vous avez le comportement approprié pour publier sur ce forum. Veuillez ignorer les messages ci-dessus, que nous avons depuis supprimé. Bonsoir et bonne continuation sur le forum.3 punti
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Ultima arrivata in collezione Non in perfette condizione ma meglio di niente visto che quest'anno mi mancava😅3 punti
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Della tua seconda monetina non avrei saputo dirti granché, se per parlare un questo thread non mi fossi trovato a leggiucchiare qualcosa sugli Almoravidi… e se non avessi trovato questo sito davvero molto interessante, per chi è in fissa con Al-Andalus… https://numisane.org/tonegawa-collection-coins-of-al-andalus/ È il sito dell’Asociación Numismática Espanola, che ha trovato spazio per ospitare una pagina web che raccoglie i tesori della famosa collezione Tonegawa, una delle più importanti collezioni mondiali di monete di Al-Andalus… digitalizzata e diffusa così, ai 4 venti, per il piacere e l’interesse di tutti gli appassionati e gli studiosi del mondo…😍3 punti
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Ciao, asse coniato a Lugdunum ( odierna Lione, Francia) con peso ampiamente nella norma del periodo. Come detto anche da altri intervenuti, essendo una tipologia più che comune, troverai sicuramente l'esemplare che ti piacerà magari più vissuto e con qualche difetto in più di quello presentato nel post ma autentico come il secondo 🙂. Posto per condivisione il mio ( coniato a Roma ed autentico), come dire chi si contenta..... 28 mm 9,72 g RIC 3123 punti
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Ricordo che al termine della conferenza è possibile vedere delle monete delle due zecche e la serata si concluderà con il consueto brindisi. Vi aspettiamo numerosi.3 punti
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Il PDF è scaricabile in https://www.academia.edu/127647600/Valentinianic_Coin_Hoard_from_Vác_Kláraháza?email_work_card=title Scusa @incuso se abuso della tua pazienza, potresti gentilmente allegare il PDF direttamente qui ? Grazie mille.3 punti
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Meno male che ho già digerito la cena... Ma certo che devi offrire! Questa magnifica moneta finta in pura latta di un paese inesistente altro che a 100-130 GBP... dovrebbe essere venduta almeno al triplo, contando anche che "pur non essendo valuta riconosciuta" tale magnificenza vale "notoriamente" al cambio ben 6 dollari, il che ne fa la cazz... volevo dire la valuta "più preziosa al mondo", tanto che numismatici e investitori di tutto il mondo la custodiscono gelosamente nelle casseforti in attesa di tirarla fuori quando il "luigino" magari varrà ancora più di 6 dollari, e di ringraziare in ginocchio il "principe di Seborga" per averli fatti arricchire!!! E poi arriverà questa:3 punti
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Purtroppo anche se non interesserebbe l'oro - causa di acquisti massivi da parte dei governi per motivi finanziari e geopolitici - Per l'argento è una certezza poiché è indispensabile per le nuove tecnologie soprattutto belliche. Io a Natale mi sono comprato una bella oncia in rame e niente più e devo dire che c'è una certa soddisfazione a tenere in mano una oncia da 5oz per qualche decina di euro! 😃 https://it.euronews.com/2026/01/20/la-polonia-accelera-sulle-riserve-auree-con-550-tonnellate-di-lingotti-doro-supera-la-bce#:~:text=La Banca nazionale polacca ha,migliore anche dalle banche centrali%3F https://numistoria.altervista.org/blog/?p=350793 punti
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Ultimo ingresso in collezione, certo non in grandissimo stato di conservazione ,ma il 43 non è facile da trovare (almeno per me) e poi mi è piaciuta perché ha i numeri della data crescenti3 punti
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Buonasera. Tra i molti motivi di interesse numismatico figura ovviamente la rappresentazione di architetture ed edifici, un aspetto finora assente nella mia piccola collezione. Dopo una prima, breve ricognizione generale sul tema (1) ho quindi acquisito una moneta che aveva da subito sollecitato il mio interesse. Antoniano; gr. 3,52; diam. mm 20,5; asse conio 6h; RIC 173. Diritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG. Volusiano,verso dx. Rovescio: IVNONI MARTIALI/-|*. La stella a destra del campo differenzia i tipi altrimenti simili 172 e 173. Il rovescio mostra un’edicola circolare aperta di Iuno Martialis (struttura della quale manca un’evidenza archeologica nonostante alcuni passati tentativi di identificazione), su crepidine a tre gradini, con colonne corinzie e coperta da una cupola costolata coronata da un piccolo globo poggiante su un architrave decorato anch’esso a globetti. Il tempietto, che qui come altrove appare distilo, in altre monete e medaglioni rivela la propria architettura tetrastila. In esemplari con migliori livelli di incisione e conservazione si notano ulteriori dettagli decorativi (come ghirlande) o di arredo del tempietto. All'interno dell’edicola siede frontalmente Iuno. La scarsa chiarezza del conio della moneta in presentazione rende impossibile una lettura precisa della figura, i cui rilievi incerti variano secondo la luce. Iuno Martialis, nei vari tipi monetali, può essere accompagnata da diversi attributi. Spighe di grano nella mano destra, globo o scettro nella sinistra, un pavone a lato, più raramente uno o due bambini. Esiste inoltre un’iconografia priva dell’edicola, con la dea semplicemente seduta di profilo v. sx. Iuno Martialis appare nella monetazione con Ostiliano, si afferma nelle emissioni di Treboniano Gallo e Volusiano (antoniniani, sesterzi, assi) e svanisce dopo di loro. Si è tentato di spiegare l’appellativo Martialis in modi diversi (come già chiarito in discussioni precedenti) perlopiù derivandolo da ipotesi di collocazione. Philip Hill ad es. (The monument of ancient Rome as coin Types, pp 17-18), ne privilegia la localizzazione in una piccola area detta Campus Martialis piuttosto che non nel Campus Martius. Da parte sua la dea Giunone, possedendo autorità sullo spazio interposto tra cielo e terra, svolgerebbe una funzione di aiuto (si propone anche l’etimologia a Juvendo) contro la propagazione di quella grave pestilenza che causò tra l’altro anche la morte di Ostiliano. Sul significato di questo particolare culto si trova anche una suggestiva ipotesi alternativa in J. Heurgon, Traditions étrusco-italiques dans le monnayage de Trébonien Galle, “Studi Etruschi”, XXIV, 1955-56, pp. 93-98 (articolo reperibile in rete). L’analisi è troppo articolata perché io sappia correttamente riassumerla, limitandomi qui ad un accenno. Ricordo in premessa che Ostiliano, sopravvissuto in Roma al padre e al fratello caduti nella battaglia di Abrittus, viene cooptato assieme alla madre Herennia Cupressenia Etruscilla, di chiare ascendenze etrusche, dal nuovo imperatore Gaius Vibius Trebonianus Gallus, aristocratico di provenienza perugina, terra anch’essa di forte connotazione etrusca. Il disegno politico di sostanziale continuità tra il nuovo imperatore e la moglie e il figlio del predecessore, potrebbero forse spiegare il culto di Iuno Martialis, attestato esclusivamente nella monetazione di queste due famiglie imperiali. La dizione Iuno Martialis implica un rapporto di parentela o di subordinazione – della prima verso il secondo – che non è giustificato dalla mitologia classica (se non da un’operazione poetica di età augustea con la costruzione di una filiazione che avrebbe comunque casomai esitare un Mars Junonis). Viene piuttosto notato che questo tipo di formula di subordinazione tra divinità (vedi anche ad es. Venere Giovia) è diffuso nella teologia primitiva d’Italia e particolarmente in area umbra, la già ricordata patria di Gallo, ed è attestata in età arcaica dalle Tavole Iguvine (redatte in lingua umbra ed alfabeto etrusco e latino) e ancora nel secondo secolo in una dedica a una Venere Martiali su un bassorilievo da Vettona, in provincia di Perugia. È in questo contesto culturale e religioso umbro-etrusco con vista sul Lazio che Heurgon suppone le origini della Juno Martialis di Treboniano Gallo. Giungendo a ipotizzare che il rapporto di subordinazione espresso dalla formula Juno Martialis simbolizzi l'intesa stabilita tra il nuovo imperatore da un lato e l'imperatrice Etruscilla e il figlio Ostiliano dall’altro, intesa che diverrebbe così uno dei temi fondamentali della loro monetazione. Considerando infatti che Etruscilla aveva coniato Iuno Regina, e Treboniano Gallo, come il figlio, Marti Pacifero, ci si chiede: la monetazione di Juno Martialis non potrebbe essere stato il modo di propagandare la Iuno Regina degli Herenni ora sottoposta all’autorità benevola del Mars Pacifer dei Vibii? Un caro saluto, LVCIVS LX (1) Sfogliando per il momento sulla rete due testi generali: P. Hill, The monument of ancient Rome as coin Types, London, Seaby, 1989 (consultabile su Internet Archive); e una tesi (scaricabile) sull’argomento: A. Notari, L’architettura coniata. L’apporto della monetazione allo studio dell’architettura romana, a.a. 2015-16, Politecnico di Milano.3 punti
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E con questo ho proprio detto tutto quello che potevo dire su queste monete… o forse no…? Mi resta ancora un ultimo accenno, spigolato in un articolo spagnolo che riportava un’ulteriore interpretazione relativa all’aspetto quadrato dei dirham almohadi. Secondo questa fonte, la forma quadrata faceva riferimento al giardino del Paradiso a cui il pio musulmano poteva aspirare al termine di una vita terrena aderente ai precetti coranici. In questa prospettiva, i fregi floreali/vegetali che adornano la scrittura rimanderebbero proprio alla vegetazione del giardino paradisiaco, la cui frescura verdeggiante spettava ai giusti… e così mi sono accorto di un particolare che a prima vista - digiuno di arabo come sono - immaginavo appartenere alla scrittura… ma che invece è un fregio aggiuntivo: proprio al di sopra delle parole “nostro Signore”, nella porzione superiore sinistra del rovescio: una piccola indulgenza decorativa in un capolavoro di sobrietà, che spero possiate apprezzare.3 punti
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Si... era possibile in Gran Bretagna inviare lettere senza francobollo fino al 1853, per svariati motivi. Quindi la busta e' a posto e non è una stranezza. Bollo di partenza nero di Great Malvern, villaggio situato nella città di Malvern nella contea del Worcestershire, il 28 marzo 1846. + Bollo quadrato in rosso PAID per il One penny Postage pagato anticipatamente, quindi non veniva chiesto nulla a destino, la A sta per antimeridiano, quindi fu timbrata e instradata al mattino del 28 marzo. Bollo di arrivo originariamente blu (con il tempo il colore è cambiato in verde) di Belfast del 30 marzo 1846 nel pomeriggio. La lettera è indirizzata a Sir Samuel Ferguson, poeta, avvocato e antiquario irlandese, vedi sotto : https://en.wikipedia.org/wiki/Samuel_Ferguson#:~:text=5 External links-,Early life,newly established Dublin University Magazine. Sotto il nome di Ferguson vi e' il nome di Joseph Jilly, usato in questo caso come 'presso' Joseph Jilly. Google identifica attraverso documenti storici un Joseph Jilly (che compare anche in alcuni documenti come Joseph Gilly ) che risiedeva a Belfast negli anni '40 del XIX secolo, in una comparizione in tribunale proprio il 20 marzo 1846 , Joseph Jilly comparve in un verbale del tribunale di Belfast insieme a individui di nome William Cowan e William Beck. Cio' detto non dimentichiamo che Ferguson era un avvocato, il periodo e' attinente alla nostra lettera. Contesto storico. In quel tempo l'Irlanda si trovava nelle prime fasi della Grande Carestia (1845-1852), che aumentò significativamente le procedure legali relative a debiti, aiuti ed emigrazione. MOLTO INTERESSANTE, .. se non e' storia postale questa..!?!3 punti
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Quando la Lira diventa arte: Al Kronos Expo 2026 il dottor Nicolò Giaquinta svelerà i segreti della Cartamoneta Italiana. Un viaggio esclusivo tra storia, incisioni e propaganda con la conferenza "Cartamoneta: Il potere delle immagini". Un'occasione unica per scoprire gli aneddoti dietro le banconote più celebri e acquistarle direttamente in fiera. Il Kronos Expo 2026 si conferma crocevia imprescindibile per il collezionismo e la cultura storica in Italia. L’ANFC • Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica è lieta di annunciare uno degli eventi culturali di punta di questa edizione: L'intervento esclusivo del Dott. Nicolò Giaquinta, studioso ed esperto nazionale di nummi cartacei. La conferenza, intitolata “Cartamoneta: Il potere delle immagini”, offrirà una prospettiva inedita sulla valuta cartacea. Lontano dall'essere semplici strumenti di scambio economico, le banconote vengono presentate come vere e proprie "tele stampate" capaci di raccontare l'identità, le evoluzioni politiche e l'arte di una nazione. Un percorso tra storia e iconografia. Durante la sua relazione, Nicolò Giaquinta guiderà il pubblico in un percorso affascinante attraverso la Cartamoneta che ha segnato la storia d'Italia. L’analisi toccherà punti cruciali dell'evoluzione numismatica nazionale: • Dagli Stati Preunitari alla Repubblica: Un excursus che comprende la Cartamoneta Preunitaria, le Banconote del Regno, le complesse emissioni di occupazione (sia italiane all’estero che estere in Italia), fino alle iconiche Banconote della Repubblica Italiana. • Il potere comunicativo: Un focus su come lo Stato abbia utilizzato sapientemente le immagini sulla cartamoneta per trasmettere valori, fare propaganda e diffondere cultura tra i cittadini, trasformando ogni biglietto in un manifesto politico e sociale. "La cartamoneta non è solo valuta, è un documento storico vivente," dichiara il presidente dell'ANFC • Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica Attilio Maglio citando l'approccio dell'esperto. "Con l'intervento di un calibro come Nicolò Giaquinta, vogliamo restituire voce a questi capolavori silenziosi che per decenni sono passati di mano in mano, spesso senza che ne conoscessimo il vero significato." Dalla teoria alla collezione: Un'esperienza tangibile. Il valore aggiunto del Kronos Expo 2026 risiede nella sua immediata connessione con la realtà del mercato collezionistico. Al termine della relazione, l'esperienza culturale si trasforma in opportunità pratica. L'Expo ospiterà una vasta area commerciale con prestigiosi studi numismatici e commercianti professionisti. I visitatori, ispirati dalle analisi di Nicolò Giaquinta, avranno l'opportunità unica di cercare e acquistare proprio le banconote trattate durante la conferenza. Che si tratti di un pezzo raro per un collezionista esperto o di un ricordo nostalgico per un appassionato, i banchi presenti offriranno la possibilità di portare a casa un pezzo di storia italiana tangibile. ________________________________________ Dettagli dell'evento: • Evento: Kronos Expo 2026. • Titolo Relazione: “Cartamoneta: Il potere delle immagini”. • Relatore: Dott. Nicolò Giaquinta. • Luogo: Sala Meeting dell’Hotel dei Congressi, Viale Puglia n.45, Castellammare di Stabia (Napoli). • Accesso: Aperto a tutti i visitatori della fiera. Non perdete l'occasione di guardare la storia in filigrana. Vi aspettiamo al Kronos Expo 2026. ________________________________________3 punti
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Per me esteticamente è la più bella delle pescate, necessita di un minimo di cura con dell'acetone da ferramenta.2 punti
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A me i 2 euro cc italiani dedicati alle olimpiadi mancano... Se lo sport e queste olimpiadi devono essere di tutti avrebbero dovuto mettere in circolazione 30/40 milioni di 2 euro dedicati a Milano/cortina 20262 punti
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Ottima domanda! Il tallero di Roma è facilissimo da riconoscere (almeno il cosiddetto secondo conio che è il più comune). La legenda è più attaccata al bordo e in generale la moneta appare come tagliata. Questo, immagino, perché i coni viennesi non erano del tutto adatti ai tondelli preparati appositamente dalla Zecca di Roma che sono risultati più piccoli. Tieni anche conto che questa moneta è stata coniata in circa 20 milioni di pezzi in 5 anni... Non avevano bisogno di andarci troppo per il sottile probabilmente, servivano talleri per la nuova colonia e ne servivano tanti... Il tallero di Vienna più recente invece, H62, è facilmente riconoscibile perché ha una piumetta che spunta dalla coda di piume di destra singola e tutte le unghie della zampa destra lunghe (questi sono i segni del tipo più recente di conio). Se guardi il tallero di Roma invece, il cui conio è degli anni '30, ha ancora le caratteristiche tipiche dei talleri più datati (piuma doppia e unghia corta). La Zecca di Vienna in genere si riconosce per il puntino dentro lo stemma ma in esemplari fortemente usurati è impossibile da vedere). L' usura comunque è sempre indice di uso quindi a riconferma che gli H62 sono molto recenti puoi metterci anche che sono ancora perfetti! Però sono poco più che un lingotto d'argento a mio avviso in forma di tallero, il tallero di Roma invece ha tutta un'altra storia!2 punti
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Bon, pour une fois ce n'est pas si évident que celà de répondre vu l'état de la monnaie mais en effet une Padane semble plus probable.2 punti
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Dovrebbe essere un “picciolo con leone” della zecca di Roma… Seconda metà del XIV secolo… (1360-1370?) Non è farina del mio sacco, ovviamente… bisogna ringraziare @adolfos! https://www.academia.edu/11868540/Al_di_là_del_provisino_Le_emissioni_aggiunte_di_denari_piccoli_della_zecca_senatoriale_romana2 punti
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Il catalogo descrive le monete in ordine cronologico riportando i nominali e i tipi senza le varianti. Mancano i prezzi di valutazione ma sono presenti i gradi di rarità. Allego una immagine come esempio2 punti
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Buonasera, condivido con piacere alcune monete di Carlo di Borbone, millesimo 1747, recentemente entrate in collezione. Piastra commemorativa FIRMATA SECURITAS. Contorno a treccia. Asse alla tedesca. 39,5 mm / 24,88 g2 punti
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Salve @Vel Saties e ad utenti interessati alla moneta , la moneta e' arrivata e devo dire che si presenta in modo migliore rispetto alla foto del venditore , infatti nella foto originale era presente quella pellicola biancastra che supponevo fosse dovuta ad incrostazioni , invece nella moneta in presenza quella falsa pellicola biancastra manca , ed e' presente solo una piacevole patina verde chiaro , come si aspetterebbe essere presente su un bronzo antico . Fatta questa premessa d' obbligo passo ad analizzare la moneta : il peso e' leggermente inferiore a quello dichiarato di 2,83 grammi , al mio bilancino siamo tra 2,78 e 2,79 grammi , pochi centesimi di grammo in meno , il diametro preso al calibro varia tra 16,5 mm. minimo e 18,00 mm. massimo in quanto il tondello non e' perfettamente rotondo . In base a questi dati fisici siamo piu' vicini ad un Sestante piuttosto che ad un Quadrante , anche per la presenza del copricapo sporgente oltre la fronte , mentre nel caso del Quadrante tale sporgenza della pelle di leone oltre la fronte non e' presente essendo in linea con il profilo della fronte ; ed anche per le altre considerazioni fatte in apertura Post . Vediamo ora cosa ci racconta la moneta come legenda del nome e allegorie del D/R , purtroppo analisi limitata dalla piccolezza del modulo . Il nome del magistrato ingrandendo la foto e' abbastanza leggibile L. TREBANI , il puntino che segue la L sembra non essere in basso ma posizionato piu' in alto , circa a meta' , non sembrano essere presenti altri dot . Per quanto riguardano le allegorie , al dritto , dietro la testa forse sono presenti i resti di un caduceo , o piu' probabilmente i due segni di valore , mentre sopra la testa sembra abbastanza evidente il cappello alato di mercurio con in due dot ai lati delle ali . Al rovescio la legenda in alto del nome del magistrato , gia' descritta , sopra la prua , in basso le residue lettere di ROMA e davanti la prua , forse i due dot del valore . Tutta questa ricostruzione della moneta sembrerebbe portare verso un rarissimo R5 , Sestante , ma qualche dubbio permane , dubbio dovuto alla scarsa conservazione del modulo , alla sua piccolezza fisica e alla mia non eccelsa competenza . In foto riporto , per paragone del copricapo , un Quadrante di L. TREBANI con peso di 4,67 grammi e alcune foto del presunto Sestante , di queste ultime foto sono le migliori ottenute .2 punti
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Ciao è la brutta copia di un dupondio di Augusto serie DIVUS AUGUSTUS RIC I 74 coniato da Tiberio Silvio2 punti
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Riassunto di tutti i nostri video sul nostro canale YouTube Quelli del Cordusio compreso l’ultimo in Ambrosiana sulla presentazione del libro/catalogo sulle monete al tempo di Gesù prodotto dal nostro Gruppo. https://youtube.com/@quellidelcordusiogrupponum2306?si=XdRq-KibIqtHiTY82 punti
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Grazie @Ulpianensis. Confesso che ho quasi sempre "saltato" gli articoli relativi a monete islamiche che trovavo in libri e riviste, ma ho apprezzato questa discussione e come hai saputo dare spiegazioni.2 punti
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MVSN sta per Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, un corpo armato fascista italiano attivo dal 1923 al 1943, noto anche come "Camicie Nere" per il colore della divisa, incaricato di mantenere l'ordine pubblico e inquadrare i cittadini per la difesa nazionale, operando sotto il controllo del regime. Assisteva l'esercito e le forze di pubblica sicurezza nel mantenere l'ordine interno e preparava i cittadini alla difesa. Istituita nel 1923, nacque dall'esigenza di istituzionalizzare e controllare lo squadrismo fascista. Adottava una nomenclatura di origine romana (coorte, legione, centurione, console) e si articolava in diverse specializzazioni (militare, coloniale, universitaria, ecc.). Divenne ufficialmente una forza armata del Regno d'Italia nel 1924. Fu sciolta dopo l'armistizio di Cassibile, nel settembre 1943. SEGUE.. poi vediamo l' affrancatura e bolli.2 punti
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Inoltre consiglio il Bollettino di Numismatica n. 29, Saccocci A.,La collezione di Vittorio Emanuele III, La monetazione di Verona, 2015. I denari di questo tipo vanno dal n. 40 al n. 99. Tutti fotografati... Arka # slow numismatics2 punti
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@ART in definitiva se non trovi la soluzione, c'è ancora quest'ultima! e sai a cosa mi riferisco! 🤣2 punti
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Un saluto a tutti. Condivido uno degli ultimi acquisti, preso perché ha un ritratto che mi piace molto Mi aiutate a classificarlo ?2 punti
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Buonasera, due minuti li ho , il Neghelli è un annullo molto poco comune, come vedi è un 9 punti ed è esattamente il numero 1, il Mogadiscio è molto più comune 3 punti ed è esattamente il numero 3, se hai spedito le foto all'indirizzo indicato avrai certamente delle risposte, posso aggiungerti che sono ambedue autentiche di francobolli e di annulli, un cordiale saluto . Fabio2 punti
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Mi piace tirar fuori qualche rotolino, metterle in fila e apprezzare le differenze2 punti
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