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  1. Cari lamonetiani il nummo della settimana è un bel massimale d’argento di uno dei meno conosciuti sovrani sabaudi, Carlo Emanuele IV. Nato da Vittorio Amedeo III e da Maria Antonia di Spagna succedette al padre nel 1796. Cagionevole di salute, caratterialmente debole e psicologicamente fragile, soffri’ gli eventi tragici di quei terribili anni subendo violente crisi epilettiche e definendo il suo Regno una “corona di spine”. Trovò consolazione solo nella fede entrando tra i domenicani e ritirandosi in convento. Abdicò dopo soli sei anni nel 1802 a favore del fratello Vittorio Emanuele I. Mori’ nel 1818. Il suo non lungo Regno è caratterizzato da poche tipologie monetali, tutte contraddistinte da conio basso e da un’estetica non particolarmente originale ed anche un po’ monotona. L’esemplare della mia raccolta che vi presento è un Mezzo Scudo del millesimo più comune e presenta una buona qualità generale di fondi lustro e rilievi. Qualche graffietto di conio al D come spesso si riscontra su questi pezzi. Proviene da un listino di qualche tempo fa che sono sicuro che @r.tino ben ricorda. Mi è piaciuta da subito per la particolare conservazione, non proprio reperibile con facilità. Difficile da migliorare in raccolta, difficile. A Voi il D e buona salute a tutti ✌🏾 E il R
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  2. Carissimi amici ed appassionati delle medaglie partenopee, quest'oggi sono lieto di mostrarvi l'ultimo pezzo entrato in collezione. Come da titolo, si tratta della medaglia in argento per la distribuzione delle bandiere alle Legioni Provinciali, probabilmente una delle medaglie in argento di Murat più abbordabili per rarità (i cataloghi la danno come R2) e prezzo. Ciononostante, devo dire che si tratta di un esemplare che ho sempre apprezzato molto per gusto estetico e storia. Note storiche: L'istituzione delle Legioni Provinciali, avvenuta nel maggio del 1806, fece seguito ad un'importante riforma di carattere amministrativo che coinvolse l'intero regno. Sotto Giuseppe Napoleone, infatti, il Regno di Napoli venne suddiviso in 14 province: Abruzzo Ultra I, Abruzzo Ultra II, Abruzzo Citra, Principato Ultra, Principato Citra, Terra di Bari, Terra d'Otranto, Calabria Ultra, Calabria Citra, Molise, Foggia, Terra di Lavoro (con capoluogo Capua), Napoli e Basilicata. A protezione e controllo di ciascuna di queste province venne assegnata una Legione Provinciale, una sorta di milizia civile i cui compiti ricordano per molti aspetti quelli di un attuale corpo di polizia. Il loro scopo era, infatti, quello di "proteggere le persone e le proprietà e di mantenere il buon ordine interno nelle singole province del Regno" (cit. Salvatore D'Auria). Veniamo ora al motivo per il quale venne coniata questa medaglia. Il 26 marzo 1809 ebbe luogo a Napoli, nei pressi della Villa Reale, la benedizione e distribuzione delle bandiere ai Corpi dell'esercito ed alle Legioni Provinciali. Per tramandare ai posteri la cerimonia, con Decreto del 29 marzo 1809, Murat ordinò la coniazione di una medaglia da distribuirsi a ciascuno dei Legionari che presenziarono alla festa. Secondo i dati ufficiali, vennero coniati un totale di 1000 esemplari in argento e 2000 in bronzo. Descrizione: Al dritto troviamo il ritratto riccioluto del buon Gioacchino, chiaramente ispirato a quello del 12 carlini del 1809. Al rovescio, invece, abbiamo un fascio di 14 bandiere (una per ciascuna Legione) sormontate da aquile e tenute strette da un sottile nastro. Sulla prima bandiera a sinistra è riportata la parola SICUREZZA, mentre sull'ultima a destra INTERNA. Al centro, una corona in rilievo. Detto ciò, senza ulteriori indugi, vi lascio alle foto. Come sempre, ogni commento o integrazione a quanto detto, è ben gradito. Buona visione.
    8 points
  3. Grazie Dracma, In quasi 5 anni, numerose sono state le monete condivise dai collezionisti, grazie a loro oggi si conoscono e si possono ammirare in foto varianti rarissime che altrimenti sarebbero rimaste ancora sconosciute e mancanti nei testi del settore. Grazie a tutte le condivisioni in questa discussione, molti utenti hanno ripreso o hanno iniziato a collezionare e studiare le monete Napoletane. Ringrazio TUTTI quelli che hanno contribuito con la loro passione, le loro monete e anche con un singolo apprezzamento a rendere unica questa discussione. Continuate a condividere le vostre più belle, e non preoccupatevi se è in conservazione bassa.... A me piacciono tutte.... E c'è sempre qualcosa da scoprire. Un caro saluto a tutti e soprattutto agli Amici che mi hanno sempre sostenuto ad andare avanti in tutti questi anni. Rocco.
    8 points
  4. Buon pomeriggio Complimenti per questa nuova entrata @pietromoney se non sbaglio era in vendita in qualche asta di recente... condivido allora il mio 6 cavalli senza il doppio punto, moneta più comune del tuo esemplare. Doppio punto che, correggetemi se sbaglio, è la combinazione tra la punteggiatura e il punto di compasso. Scusate le foto di dimensioni diverse ma son vecchie. Un saluto.
    7 points
  5. Per condivisione... Regno di Napoli - Ferdinando I d’Aragona (1458-1494) Mezzo carlino o armellino - Zecca di Napoli D/ FERRANDVS D G R SIC, Stemma coronato palato al 2° ed al 3° R/ SERENA - OMNIA, Armellino a sx, sormontato da rosetta; in alto, DECORVM entro festone e all’esergo - Pannuti-Riccio 22d / MIR 74/2 - Ag - ex collezione HUNTINGTON lotto di repertorio n°26668 ex asta NAC n°68 e 69 lotto 701 - gr.1,72
    6 points
  6. Non seguo il mercato di questa moneta in particolare ma è evidente che c'è un errore macroscopico nelle valutazioni sul gigante sia per prezzo che per rarità. @uragano che negli ultimi 20 anni ne ha viste passare 3 al massino è un parametro più attendibile del gigante... Chi valuta come spropositato il prezzo di aggiudicazione basa il proprio pensiero sui dati errati forniti dal catalogo. È il mercato che fa il catalogo e non viceversa ricordiamocelo. Marco
    6 points
  7. E anche oggi non siamo rimasti con le mani in tasca ...consegnati 3 Gazzettini 7 e i cataloghi dell’Ambrosiana a 3 giovani e questo conta e vale di più ...seminiamo e divulghiamo....
    6 points
  8. Buongiorno a tutti, condivido una piastra entrata recentemente. Presa al volo per la presenza di uno dei ritratti che più preferisco del Regno, oltre per l’appeal generale che mi ha trasmesso appena vista. Ho effettuato - e sto effettuando - alcune ricerche per catalogarla e studiarla al meglio. Noto che, generalmente, viene indicata NC mentre, nel Magliocca, C. L’anno sembra sia un po’ ostico da trovare in conservazioni di rilievo, quindi, tutto sommato, posso ritenermi fortunato dell’esemplare entrato in collezione.
    6 points
  9. No sono senz’altro meno il numero delle collezioni du monete antiche formatesi nel tempo ( e parlo dai tempi del Rinascimento ) e’ impressionante. poi, e’ vero, negli ultimi 30 anni molto materiale e’ affluito da ritrovamenti etc. Ma considerare la barriera feticcio del 1909 per legittimare o meno il materiale e’ sbagliato. Il mercato oggi e’ mondiale e molti paesi hanno leggi anche molto diverse. Nel caso di una moneta romana trovata in est europa dove non vi sono disposizioni restrittive, esportata in US e venduta in asta elettronica aggiudicata ad un cinese chi e’ che la puo’ reclamare? Non certo la Soprintendenza visto che la moneta non e’ stata trovata su suolo italico. i romani battevano monete a londra come ad antiochia o a marsiglia quindi? la questione e’ capziosa e non ha senso discernere eccessivamente. Ha senso invece poter opporre - per ogni acquisto - una provenienza certa : aste o commercianti professionisti ( no Baia) che mi mette quantomeno al riparo dall’onere della prova. per il resto divertiamoci altrimenti la prendiamo troppo seriamente
    6 points
  10. Non ho capito bene la domanda, comunque la moneta essendo molto piccola, più piccola del centesimo di euro, soffre molto di conio stanco. Comunque ti inserisco le monete della mia collezione se ti può essere utile. Saluti Marfir
    6 points
  11. Buon pomeriggio...ci sta si un MB+ e come spesso capita il rovescio è cmq migliore del dritto. Io continuo questa carrellata per il millesimo 1804 con il più piccolino, difficile da trovare e da trovare in conservazione elevata. Condivido il mio che reputo in linea con gli altri pezzi della serie che ho in collezione, lo acquistai anni fa al Veronafil da un venditore romano, trattai un bel pò, andandomene, poi tornando al banchetto, riandandomene, ritornando e giocandomi la carta che son mezzo romano pure io...un vero scassa minchia io anche se simpatico e alla fine lo portai a casa ad un buon prezzo...resta un piccolo mistero su questa monetina, sotto la croce, a destra, emerge qualcosa...chissà...ecco le foto e buona serata
    5 points
  12. Sempre dalla collezione Zoppola e con un proprio numero nel CNI: Francesco Erizzo, mezzo scudo, 15,84 g, massaro Gerolamo Contarini. Ex collezione Zoppola, CNI VIII, n. 135 (questo esmplare). Arka Diligite iustitiam
    5 points
  13. Il nuovo arrivato è un Septimius Severus Denarius. Obv: L SEPT SEV PERT AVG VIIII, laureate head right. Rov: HERCVLI DEFENS, Hercules standing right resting on club & holding bow & lion skin in hand. RIC 97. Lotto 10 DNW. Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex M. Trenerry collection (2008-2014), ex M. Green collection (2014-2021). Michael Trenerry è un noto numismatico britannico (oltre che proprietario della Michael Trenerry Coins) collaboratore della Dix Noonan Webb (DNW). Michael Trenerry, one of the best known names in numismatics in the West of England, originally studied for a degree in law at the University of London, financing his studies by buying and selling 18th and 19th century trade tokens, as well as English hammered coins. On graduating he qualified as a solicitor, while continuing to deal in pre-1660 English, Roman and Celtic coins and 17th century trade tokens. Some years ago Michael decided to cease legal practice in order to concentrate on numismatics. However he still finds the time to lecture in commercial law, international business strategy and marketing and holds a post graduate diploma in European Studies as well as a Masters degree in Management from the University of Coventry. Michael has some 30 years experience as a coin dealer and, with his wife Elizabeth, is a director of Michael Trenerry Coins, primarily a mail order business issuing catalogues of Roman, Celtic, English hammered coins and 17th century tokens. SITOGRAFIA: https://www.heritage.norfolk.gov.uk/record-details?mnf45393 https://finds.org.uk/database/search/results/q/Dereham+Hoard Saluti Illyricum
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  14. Quanti post inutili, ultimamente la sezione identificazione ha un'alta percentuale di messaggi che nulla hanno a che fare con la numismatica, posso capire un primo post di disappunto ma poi basta, addirittura si citano altri utenti in modo che quest'ultimi partecipino anche loro rendendo la discussione totalmente priva di senso... Se vi danno fastidio alcune richieste non rispondete...
    5 points
  15. Posto il seguente esemplare di recente entrato in collezione: Francesco Erizzo (1631 – 1646). Scudo della croce B B. D/FRANC ERIZZO DVX VEN – Croce fogliata, accantonata da foglie. In esergo, la sigla del massaro B B. R/ SANCTVS MARCVS VENET – Scudo con leone in moleca. In esergo, il valore 140. 31,52 g. Montenegro 1522. Massaro (da alcuni ritenuto) rarissimo. Bel modulo largo e tondo, patina iridescente, q.SPL Il massaro Bernardo Balbi fu attivo per poco più di un mese, dal 19 gennaio al 25 febbraio del 1636.
    5 points
  16. Sempre affascinato Sant'Ubaldo... Con l'occasione, una rara moneta: PESARO. Francesco Maria II Della Rovere (1574-1624) Due terzi di sedicina (g. 1,17). F MARIA II VRB D VI ET Stemma semiovale sormontato da corona a fioroni e circondato da collare del Toson d'oro. R/ M D DOI TER - D SEDECIN’, il Duca inginocchiato davanti a S. Ubaldo (?) stante con pastorale nella sn. CNI -; Cavicchi PS 213. AR Di esimia rarità. Uno dei pochi esemplari conosciuti. Questa importante moneta pesarese fu emessa su imitazione delle monete veneziane per favorire i traffici mercantili con il Levante. Lo zecchiere di Francesco Maria II per Pesaro, Marcello Baldassino di Senigallia, aveva facoltà di emettere moneta imitativa dei tipi veneziani e lo dimostrano i capitoli di zecca del 1603, con i quali si prevedeva la battitura di monete ”… al fine di contrattarle nel porto di Pesaro, Venezia e Ancona per smaltirle per Levante...” . Tali esemplari, emessi in mistura e a basso titolo di argento, non potevano ritornare nel ducato e, nel caso contrario, erano obbligatori il ritiro e la fusione. Sempre in base ai suddetti capitoli l'obbligo d'impronta previsto era, da un lato, l'arma del Duca e, dall'altro, uno o più santi togati, la testa di Sua Altezza, ovvero la statua del Duca armato, o un leone, nonché l'indicazione del valore della moneta, con la più ampia discrezionalità per il Baldassino. – SPL Una caratteristica di tale moneta è l’assenza della S all’esergo del verso, come invece è riportata in alcune aste (vedi NAC 2015 https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1303&lot=450) Condivido Da: Rahmi Hüseyin ÜNAL - Friedrich KRINZINGER - Michael ALRAM - Sule PFEIFFER-TAS (Hg.) Der Münzschatz von Beçin
    4 points
  17. Buongiorno, Concordo con l'identificazione di @kadesh, è un oggetto di fantasia che riproduce una moneta d'oro ottomana di Mehmet V. In questo caso il diametro corrisponde ai 50 kuruş (18mm) e il peso si avvicina di più ai 25 kuruş (1.8g). Tuttavia non possiamo essere certi del nominale imitato, dato che le monete d'oro dai 25 ai 500 kuruş hanno gli stessi disegni e leggende. Ecco ad esempio un 100 kuruş: https://en.numista.com/catalogue/pieces34989.html Possiamo invece specificare che la moneta a cui l'oggetto si ispira è della zecca di Costantinopoli grazie a parte della leggenda al R/. Inoltre al D/ l'epiteto a destra della tughra sembra "el-Ghazi" e non "Reshat", quindi siamo negli ultimi anni del regno di Mehmet V. Infatti sotto la tughra vedo l'anno di regno 9, quindi il 1917. Si parlava di un oggetto molto simile in questa discussione di qualche mese fa, da cui ho ripreso parte del mio commento: saluti Magus
    4 points
  18. Ciao @Pxacaesar, intervengo per mostrarti la mia esperienza. Sono un collezionista molto soft – nasco come studioso e storico antico, acquisto raramente e senza spendere mai più di un tot a moneta – senza pezzi rari o di pregio eccezionale tale per cui doverli conservare in una cassetta di sicurezza. Per conservarle e soprattutto esporle ho acquistato un vassoio in velluto blu per pochi euro, e successivamente mi sono letteralmente costruito una piccola teca in legno, che ho poi dipinto con un impregnante ad acqua. In aggiunta, mi sono fatto tagliare un piccolo pannello in plexiglass a misura incastrabile nel telaio. Una cosa molto artigianale, ma che mi ha regalato soddisfazioni (sono consapevole della nomenclatura un po' all'acqua di rose – centenionale – di Crispo e Costantino, a fronte di un AE3. La casa d'aste francese, all'epoca dell'acquisto, aveva definito tali monete "centenionalis ou nummus"; per spirito romantico, ho voluto inserirli così nei cartellini esplicativi)
    4 points
  19. Arrivato l'ultimo acquisto all'asta di Bolaffi. Si tratta come dal titolo di una mezza lira del 1652 di Carlo Emanuele II Duca. Non era programmato di acquistare questa moneta, le mie preferenze erano su un paio di monete precedenti che però non sono riuscito ad acquistare, quindi mi sono lasciato trasportare ed ho aggiunto in collezione questa tipologia che mi mancava.. La moneta è comunque in buona lega di argento, cosa non sempre riscontrabile su questo tipo, alcune sono di una lega di quasi puro rame, e per fortuna non ho trovato tracce di montatura come invece era segnalato nella descrizione dell'asta. Allego le immagini della moneta..
    4 points
  20. La mia prima moneta repubblicana Presa oggi- TIPO DI MONETA Denario METALLO Argento TECNICA Coniazione AUTORITA’ / PERSONAGGIO / FAMIGLIA Gens Veturia EPOCA Roma Repubblicana ANNO 137 a.C. ZECCA Roma DIAMETRO 19,93 mm PESO 3,92 gr RIFERIMENTI BIBL. CRAW. 234/1 ; Bab. 1 ; Syd 527 DRITTO Busto galeato del dio Marte a destra VERSO Due guerrieri stanti giurano sopra ad un maialino tenuto in braccio da un terzo guerriero CONSERVAZIONE E GRADO DI RARITA’ qSPL / rarità: 20/100 PROVENIENZA (Collezioni / aste) Ex Gadoury G E N S V E T U R I A La Gens Veturia viene citata da Tito Livio come appartenente ad una delle cento antiche famiglie patrizie romane; por avendo alcuni rami plebei. Tuttavia il cognome più antico sembra essere stato Cicurinus (secondo Varrone). Anche Theodor Mommsen cita questa famiglia come una delle famiglie romane più antiche, che diede il proprio nome ad una delle Tribù Rustiche: la Veturia. Questa Tribù era proprietaria di quattro territori: Cere, Ostia, Bergomum e Piacenza. Lo stesso aggettivo “vetus” indica “antico”. Forse questa gens era di origine non romana ma sabina, visto che tradizionalmente la si fa risalire all’area dell’Aniene. Inoltre una coppa in argento rinvenuta nella Tomba Bernardini, del VII secolo a.C., in Palestrina (Praeneste) , reca l’iscrizione etrusca “Votusia”, arcaica forma di Voturia. Nota è la leggenda del fabbro Mamurio Veturio, che da re Numa Pompilio, secondo re di Roma, venne incaricato di realizzare undici copie dello scudo sacro che gli era provenuto dal cielo (il sacro ancile), affinché fosse reso difficile un eventuale furto dello stesso. Questo scudo era importante, giacché la ninfa Egeria disse a Numa che sino a che lo scudo fosse rimasto in Roma , la stessa avrebbe avuto la meglio sui suoi nemici. Dodici scudi, fra i quali vi era quello vero, vennero affidati ad un sacro collegio istituito dal re in persona, i Salii, affinché potessero custodirlo. Mamurio non volle alcuna ricompensa per il lavoro svolto, ma si “accontentò” ti chiedere a Numa Pompilio di essere ricordato nel canto dei Salii, il Carmen Saliare. Così il 14 marzo, la festa che era chiamata Equirria prese il nome di Mamuralia (di origine sabina, sanciva il passaggio dal vecchio al nuovo anno). Questa gens era divisa nei seguenti rami: VETURI GEMINI VETURI CRASSI VETURI CICURINI VETURI CALVINI VETURI FILONI Alcuni dei personaggi più illustri di questa famiglia furono: Mamurio Veturio ( 754 – 673 a.C. - personaggio semi -mitico ) Gaio Veturio Gemino Cicurino ( console nel 499 a.C. ) Tito Veturio Gemino Cicurino ( console nel 494 a.C. ) Veturia ( madre di Coriolano, V sec. a.C. ) Gaio Veturio Crasso Cicurino ( tribuno consolare nel 377 a.C. )
    4 points
  21. Aggiornamento. È arrivata ora. Bella, spianata ma non trattata con solventi (era la mia paura). Solo odore di sana muffa della carta antica. Sperando che si veda eccovi il link con un po’ di foto anche controluce. Io sono soddisfatto 😁 https://ibb.co/album/spZw1d
    4 points
  22. 4 points
  23. Alt!! Chi siete?? Cosa volete?? Sì ma quanti siete??
    4 points
  24. Finalmente sono riuscito a portare a casa il buono di cassa da 1 lira Umberto I del 1894 (filigrana con linee ondulate). Adesso devo anche fare una riflessione se mi conviene aggiungere anche il fratello quello senza filigrana .... ma ho tempo per questo. Intanto vi allego le foto del mio acquisto per aver una vostra opinione:
    3 points
  25. Buonasera....partecipo anche io che mi interesso di moderne...la più bella e irraggiungibile per me è il 2 once Trinacria per FERDINANDO III di Sicilia unica moneta in oro coniata in Sicilia a nome di Ferdinando come RE di Sicilia. Moneta estremamente rara e dall'indubbio fascino. Non amo l'oro e non ho nessun esemplare in collezione di questo metallo e questa serie con il ritratto con corona radiata comprende solo altre monete in rame oltre a questa in oro. Quelle in rame credo nel tempo riuscirò a stenderle in un vassoio tutte, varianti comprese (sono a buon punto ne ho già una trentina in collezione ) questa in oro o la prova in rame (che forse mi piace pure di più) non credo proprio. Al dritto il ritratto di Ferdinando con corona radiata e in legenda FERDINAND. III. P.F.A. (Pius Felix Augustus) SICILIAR. ET HIER. REX. sotto la data 1814 Al rovescio il simbolo della Trinacria (tre gambe piegate a destra, caricate da testa alata di Medusa; dai tre angoli interni formati dalle gambe con la testa della Gorgone fuoriescono tre spighe di grano), simbolo della Sicilia, entro una ghirlanda di lauro. Sopra V.B. iniziali di Vincenzo Beninati maestro di zecca a Palermo e sotto O.2. once due. Ecco le foto. Per me stupenda. Saluti. Cristiano.
    3 points
  26. Riprendo questa vecchia discussione di @Asclepia poichè ho appena aggiunto finalmente in collezione il primo 3 grana di Murat. La conservazione non è granchè ma l'ho presa poichè nell'insieme la ritengo collezionabile, e soprattutto perchè al dritto il metallo presenta un usura omogenea, mantenendo pertanto un colore uniforme anche nei punti piu "delicati" (guancia e capelli) Non so se è possibile classificarla come variante 5 petali disposti a 2-2-1 come opportunamente chiarito da @gennydbmoney Rif. Magliocca 409b Spero di ricevere giudizi sulla moneta e il vostro supporto nel classificarla. Grazie
    3 points
  27. oggi vi sottopongo quella che ho sempre chiamato "La banconota del Monopoli, fin da bambino". Ed è un miracolo che non l'abbia mai effettivamente usata quando cercavo di costruire alberghi in parco della Vittoria..
    3 points
  28. Dici come quando la tua compagna che fa ''Come sono brutta oggi'' solo per sentirsi dire ''Ma no, amore, sei bellissima'' ??? Arka Diligite iustitiam
    3 points
  29. Ho riflettuto sulle 2 "varianti" del 2 Centesimi 1907 e, dopo essermi consultato col mio Nip di fiducia (col quale ho anche vagliato qualche decina d'immagini tratte da aste di diversi esemplari), sono giunto alla conclusione che - molto probabilmente - siamo in presenza di un'otturazione di conio emersa verso la fine della coniazione. La maggior parte degli esemplari visionati si presenta con gli "uncini" sia sul "2" del valore che sul "7" della data, mentre pochissimi (ho notato un rapporto di 20 a 1) ne sono privi e questo depone per un conio (o più) che verso la fine del suo ciclo d'utilizzo si è riempito proprio nei due punti più sottili dell'incisione. Ma quello che m'ha fatto definitivamente pensare ad un'otturazione è stato trovare l'immagine di un esemplare che riportava la presenza parziale degli uncini. In conclusione: siamo di fronte ad un'evoluzione (per usura) del conio, quindi involontaria, anziché ad un secondo conio e, cioè, ad una variante volontaria vera e propria.
    3 points
  30. La cosa più intrigante di questa moneta, a mio giudizio, è l'iconografia al R/, chiaramente ripresa (con piccole variazioni) dall'aureo RRC 28/1 (noto appunto come "aureo del giuramento") Per Mommsen ricorda la concessione del diritto della cittadinanza romana ai Campani e a una parte dei Sanniti, avvenuta nel 334 sotto il consolato di T. Veturio Calvino (di cui il monetiere sarebbe un discendente) e di Sp. Postumio Albino. La Breglia ritiene che il giuramento simboleggi riappacificazione tra i due popoli romano e sannita, originariamente “cugini” (in quanto l'aureo sarebbe stato emesso alla fine delle guerre sannitiche). Per Mattingly il giuramento indicherebbe il trattato concluso nel 263 tra Roma e Ierone di Siracusa; tuttavia, mentre il guerriero di destra è indubbiamente un Romano, quello di sinistra, barbato, ha le sembianze di un italico piuttosto che di un Greco. Per Alföldi e Thomsen la scena rievocherebbe la fondazione di Roma: i due personaggi in piedi sarebbero Latino ed Enea nell'atto di giurare alleanza e concordia (Virgilio, Eneide, XII, 161-215) oppure Tito Tazio e Romolo, a conclusione dello scontro fra Romani e Sanniti (Virgilio, Eneide, VIII, 639-41; in questo senso, l'Alföldi). L'occasione storica per tale richiamo mitologico sarebbe il giuramento sia Romani sia Latini dovettero pronunciare nella primavera del 216 di fronte ai proprî tribuni (Livio ricorda sia un singolare giuramento effettuato dall'esercito di Roma dopo le disastrose e ripetute sconfitte romane contro Annibale, sia uno imposto ai socî italici perché mantenessero fede al patto contro Cartagine). Crawford propone che sia qui riprodotto il foedus Caudinum, stipulata nel 321 dal console T. Veturius Calvinus (per questo, l’iconografia sarà ripresa in seguito da un altro Veturius, con il denario rrc 234/1, essendo la pax Caudina il prototipo, mitico e non storico, della pax Numantina). Viene tuttavia opposto che appare improbabile che Roma abbia commemorato una tale umiliazione. Pedroni collega la scena alla “leva tumultuaria” del 225 (perché l'aureo si daterebbe al 224), considerata epocale già dagli storici antichi. In quell'anno, con il pretesto della minaccia dei Galli (ma più probabilmente per una dimostrazione di forza nei confronti di Cartagine), i Romani conteggiarono tra tutti gli alleati il numero degli uomini in grado di essere mobilitati in caso di guerra. Un avvenimento che ha coinvolto i Romani ed i loro alleati italici, un'occasione quindi che avrebbe spinto il Senato per un'emissione aurea di carattere straordinaria e di grande valore propagandistico. Per Coarelli è riprodotto un foedus, che veniva stipulato da due feziali, il pater patratus e un gregario, verbenarius. In effetti, le due figure di sinistra portano una veste particolare, che lascia il corpo nudo e presenta un elemento globulare alle spalle: probabilmente il cinctus Gabinus, di cui si servivano i sacerdoti, e quella in piedi è raffigurata come uomo anziano, che regge una lancia, prerogativa del pater patratus, antenata (secondo l’Alföldi) dello scettro e quindi simbolo dell’imperium. La figura di destra invece, staccata dalle altre due, è giovane e veste una corazza anatomica. Si tratta del foedus tra Romolo e Tito Tazio (peraltro, in sabino cures era il nome sia della città di Tito Tazio che della lancia), di cui esisteva un gruppo scultoreo, verosimilmente qui riprodotto, lungo la sacra via. Un’ulteriore interpretazione in chiave mitologica del giuramento potrebbe essere un richiamo al patto di alleanza tra i capi di Alba Longa e Roma, prima dell'ordalia tra Horatii e Curiatii (Livio I, 24). ______ La scelta di riproporre sul denario la scena di un patto di alleanza, inoltre, potrebbe svolgere la funzione di richiamare alla memoria una mitica alleanza, alludendo ad una nuova e sospirata coalizione. La rarità delle raffigurazioni su moneta di eventi contemporanei in questo periodo induce a supporre che dietro questa scelta iconografica ci fosse un intento celebrativo forte. Una scena di giuramento verrà raffigurata anche sui denarî serrati di C. Sulpicius e sulle monete a nome di C. Mutilius durante gli anni della guerra sociale (91-89). Secondo un’opinione diffusa, potrebbe ricordare la coniuratio, il patto di fedeltà ed obbedienza tra i soldati romani ed i loro consoli (Livio, XXII 38). Crawford colloca l'emissione nel 137 (quando sarebbero comparsi i tipi che si distaccavano dalla tradizionale scelta iconografica dei bigati (RRC 234/1 e RRC 235/1), sebbene anche i “nuovi” tipi si ispirassero alla tradizione monetale della Repubblica), per finanziare la guerra numantina. La moneta citerebbe il foedus Caudinum quale prototipo (mitico e non storico) dell’analogo patto stipulato nel 137 con gli Arevaci a Numantia, negoziato da Gaio Ostilio Mancino e sottoscritto dal suo questore, il giovanissimo Tiberio Sempronio Gracco, che tuttavia non fu poi ratificato dal Senato. Mattingly collegava l’emissione alla rivolta di Fregellae del 125, ma Thomsen ha giustamente osservato che una città ribelle non avrebbe apposto il nome di Roma. Coarelli riprende la datazione all’epoca della rivolta di Fregellae, e osserva che tale rivolta fu causata dal fallimento di Fulvio Flacco (di parte graccana) nella politica di estensione della cittadinanza romana italiana. La famiglia Veturia, come si è visto, era strettamente imparentata con i Gracchi e quindi, forse, l'emissione fu una propaganda a favore della legge di Flacco, mostrando un foedus tra Romani e Italici. Il favore attribuito che sarà attribuito a questa iconografia nelle monete del bellum sociale potrebbe spiegarsi proprio in questa chiave. Peraltro, nel 125 cadevano i 100 anni dall'emissione dell'aureo del giuramento, resa possibile grazie allo sfruttamento delle miniere d'oro di Victimulae (nella Gallia Cisalpina) sottratte, appunto nel 225, ai Galli Boi, grazie anche all'opera di L. Veturius Philo, poi consul suffectus nel 220. Il periodo è poco noto, ma sicuramente l'impatto emotivo della vittoria, resa possibile da un foedus fra Roma e Italici, fu grande, essendo ancora viva la memoria del sacco di Brenno
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  31. Haiti, 50 centimes 1991 al dritto: busto di Charlemagne Masséna Péralte (1886 – 1919) leader nazionalista haitiano, capo della guerriglia durante l'occupazione statunitense di Haiti.
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  32. Buonasera, quello che scrive in questo passaggio è giuridicamente errato e forviante. Portando alle estreme conseguenze i concetti espressi nei suoi post si dovrebbe concludere che per la legge italiana non sia concepibile la proprietà privata dei beni culturali al fianco di quella statale; che il collezionismo di monete antiche, in definitiva, sia praticamente sempre illecito per noi poveri italiani. Ma questo non è vero: basterà leggere il codice dei beni culturali per rendersi immediatamente conto dell’esatto contrario. Saluti
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  33. REGNO D'ITALIA - UMBERTO I° - TALLERO 1891 PER L'ERITREA
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  34. Unione Sovietica, 5 rubli 1991 al rovescio: Cattedrale dell'Arcangelo Michele a Mosca
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  35. Mi stupisco di te....😅 Certo che potevi almeno metterlo in Italiano......
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  36. Spagna - 25 Pesetas 1991 Giochi della XXV° Olimpiade - Barcellona 1992 Javier Sotomayor ( Cuba ) vincitore della medaglia d'oro nel salto in alto maschile
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  37. Bravo Bradi comportamento esemplare 😊 alle due funzionarie - forse piu’ ignoranti ( nel senso che ignorano) che cattive farei fare - a spese del Ministero - un bel soggiorno in UK perche si rendano conto - e apprendano - come un sistema e una pratica condannati e vituperati in italia li funzionino in una win-win situation ove la ricerca acquisisve dati fondamentali che andrebbero persi ( in Italia sono regolarmente persi) . Al ricercatore viene riservata la possibilità di vendere quanto rinvenuto ( dopo oa denuncia) e in piu’ viene ringraziato per il lavoro che permette agli studiosi professionisti di pubblicare dati e far avanzare la ricerca. Senza contare che in alcuni casi monete rarissime vengono acquisite dallo Stato che altrimenti sarebbero state disperse sul metcato antiquario ( ex UK)..
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  38. Ed ecco l’elenco dei ex-Dereham Hoard presenti nella mia collezione: Denarius. Obv: ANTONINVS PIVS AVG - Laureate head of Caracalla right Rev: PONTIF TR P X COS II RIC 96a – Lotto 24 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, Sol walking, RIC No 123 – Lotto 61 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, PROVIDENTIA AVG, RIC No 250 – Lotto 69 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, PROVIDENTIA AVG, RIC No 252 - Lotto 69 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, SPES PVBLICA, RIC No 254 - Lotto 69 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020).
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  40. Tutte le monete sono bellissime... 🥰🥰🥰 Arka Diligite iustitiam
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  41. Molto probabilmente non collezionando questa monetazione o solo per tipologia, quello che abbiamo visto più spesso è l'anno XXII. Ventanni fà ricordo che le monete di Pio IX si trovavano facilmente,non avevano un gran seguito. Il più ricercato era il Due Lire e Mezzo e le 5 Lire Ag per i piccoli moduli il centesimo,poi hanno iniziato con le varie Testa piccola Media e Grande nelle Lire poi il segno di zecca Piccolo o Grande nei 10 Soldi ed oggi scopriamo che il 2 Lire 1868 anno XXIII è molto rara. Forse tra un pò passeremo alle varianti o anni rari per quelle in Oro che è sempre quello con meno pretendenti in tutte le monetazioni ma che quando manca "in alto" spunta cifre a 5/6 zeri
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  42. Non stuzzicarmi che son capace di farlo
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  43. E per finire, il ritrovamento più raro di questo periodo! Taglio: 50 cent Paese: San Marino Anno: 2006 Tiratura: 193.880 Condizioni: MB Città: Biella
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  44. Non credo che sia proprio così lineare, come probabilmente sai anche tu... Il problema è che le due azioni di: a) importare una moneta classica regolarmente acquistata in asta estera, e di b) esportare le stessa moneta per una eventuale vendita in asta all’estero sono solo apparentemente simmetriche e la b) potrebbe NON essere consentita in quanto soggetta ad una specifica autorizzazione del SUE, come già detto sopra.
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  45. Buongiorno a tutti, riprendo questa discussion per postarvi l'ultima entrata in collezione. Variante con fiore o rosetta a 5 petali. Mi paicerebbe avere la vostra opinione sul grado di conservazione e sapere se glli esperti di questa monetazione ci scoprono qualche altra particolarità Grazie a tutti ed il rovescio
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  46. Oggi vi posto questa monetina da 4 Cavalli 1804 bassa conservazione, un MB+/qBB all'incirca ma abbastanza rara sopratutto in alta conservazione. Peso g.1,80 Diametro mm.18,1/2. Il Gigante li da a g.2,08 e mm.18,0 mentre Magliocca g.2,30 e mm.18,0 Strana questa differenza di peso solo per questo tipo di 1804.......
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  47. Da tempo interessato alle monete del IV secolo, recentemente ho deciso di indirizzare la mia collezione verso i rovesci della serie FEL TEMP REPARATIO. Tra essi vi sono proprio quelli che hanno come effigie la fenice, l’animale che risorge dalle proprie ceneri. Ed ecco, quindi, la mia prima (spero!!) fenice: Costante, da Siscia. Una AE3 di 19.40 mm per 2.11 grammi: Il nome “fenice” deriva dal greco φοίνιξ (foinix) che significa “rosso porpora” o “cremisi” . Si tratta di un animale mitologico, chiamato anche “uccello di fuoco”. Era un rapace più grande di un’aquila che si caratterizzava per il fatto di essere nato in Egitto dal fuoco perenne che ardeva sul salice sacro di Heliopolis, la città del Sole. Il nome gli deriva proprio dal colore del piumaggio che richiama quello del sole al tramonto o alle prime luci dell’alba. Intorno al capo portava una sorta di aureola radiata che richiama i raggi del sole. Dopo aver vissuto per 500 anni (qualcuno dice 1000) la fenice, sentendo approssimarsi la morte, costruiva una pira con legni profumati in un luogo alto ed appartato e lì aspettava la morte lasciando che i raggi del sole la incendiassero e la consumassero. Dalle sue stesse ceneri, sempre sotto i raggi benefici del sole, la fenice poi si rigenerava, semper eadem, sempre la stessa, il suo appellativo. Proprio come il sole, che è sempre lo stesso e risorge solo dopo che il sole "precedente" è tramontato. La fenice, quindi, riprende dal sole non solo i colori, ma anche la ciclicità simboleggiando il susseguirsi continuo della vita e della morte, della resurrezione e del ritorno alla vita, in un ciclo continuo simbolo di eternità. Il mito, dunque, nacque in Egitto (non casualmente se pensiamo alla importanza del culto solare in quelle terre, alle cicliche piene del Nilo alla mummificazione dei corpi) , ma poi passò ai fenici (guarda caso!,) alla cultura greca e quindi ai romani. Qui però mi fermo. Non procedo oltre in quanto la discussione sulla fenice sarebbe molto più complessa e si andrebbe off topic. Per chi volesse approfondire l’argomento metterò un riferimento in calce. Tornando all’oggetto della nostra chiacchierata, il simbolo della fenice fu ripreso anche in età tardo imperiale. E come tale rientrò nella monetazione dell’epoca, in particolare nella serie FEL TEMP REPARATIO. Costanzo II e Constante (emittenti della serie) resisi perfettamente conto dello stato di decadenza in cui versava l’Impero da qualche tempo si auguravano di risollevare le sorti dello stesso, di restaurare un periodo di prosperità e benessere. In questo senso la fenice acquisiva un forte significato simbolico proprio per il fatto di rappresentare la rinascita, il rinnovamento, ma anche l’eternità dell’impero. A questo significato, se vogliamo, “pagano” si unisce anche un significato “cristiano”, in perfetto sincretismo. La fenice , infatti, è un chiaro richiamo alla resurrezione e quindi alla vita eterna. Infine, quale simbolo dell’eternità, Il tipo della fenice sembra particolarmente appropriata per commemorare i 1100 anni dalla fondazione di Roma che cadevano proprio nel periodo di emissione della serie. Con questi presupposti, la fenice rientra di buon grado nei rovesci delle FEL TEMP REPARATIO, sia in questa tipologia oggetto della nostra discussione, sia nella tipologia ’”imperatore su galea” dove in alcune monete si nota una fenice su globo tenuto in mano dal sovrano che naviga sulla prua di una galea spinta a remi dalla Vittoria. Ecco un esempio: Le monete con la fenice erano inizialmente le più piccole tra le FTR: Tratto dal sito: moneteromane.info Furono le ultime ad essere coniate, ma anche le prime a non essere più prodotte, coprendo una arco temporale di circa due anni, dal 348 al 350 d.C. Dicevo che erano inizialmente le più piccole. Infatti, con il passare del tempo le FTR più piccole ad essere coniate saranno poi le FTR “fallen horseman”, che raggiungeranno dimensioni addirittura inferiori a quelle con la fenice (personalmente ne posseggo una di 15.16 mm). Le “fenici” hanno di solito un diametro compreso trai 14 ed i 19 mm (fonte Coin Stuff Helvetica). Quelle più grandi sono le emissioni più precoci; quelle più piccole sono invece emissioni tardive. Nel caso della mia moneta, il diametro e’ di 19.40, rientrando per l’appunto tra le prime emissioni. Del rovescio “fenice” esistono due tipologie. Stilisticamente le differenze tra esse sono costituite dal fatto che l’animale sia appoggiato su un cumulo (effigie più comune, preferita da Costante) o su un globo (effigie meno comune, preferita da Costanzo II). La “fenice su cumulo” e’ rappresentata nel classico atto di morire e rinascere; simboleggia quindi la rinascita dell’impero dai tempi bui. Ciò su cui poggia la fenice è definito in inglese dal termine “mound” che si può tradurre appunto come cumulo o mucchio di pietre, montagnola etc. Molti, tuttavia, pensando al mito, lo traducono anche come “pira”, un termine, a mio avviso, più calzante se consideriamo la mitologia della fenice. Anche se, a ben guardare, nelle effigi sembra sia rappresentato proprio un mucchio di grosse pietre accatastate a formare una montagnola di forma conica, piuttosto che una catasta di legna. Ci torneremo. La “fenice su globo” indica invece il governo, il domino del mondo che si rinnova sotto il suo influsso benefico. Si può discutere sul significato di questo globo. Molti lo identificano con la terra, con l’orbis terrarum, ma non è escluso che possa trattarsi del cosmo, della sfera celeste. Non a caso sullo stesso compaiono spesso stelle e anche una X che sarebbe la cosiddetta croce equinoziale che identifica i due equinozi di primavera ed autunno. Sul significato del globo/sfera sulle monete consiglio un interessante approfondimento che troverete in calce a questa discussione. In entrambe le tipologie la fenice e’ rappresentata con una sorta di aureola radiata, anch’essa dal chiaro significato simbolico, con riferimento ai raggi solari, ma anche (perché no?) all’aureola di significato cristiano. Delle due fenici esistono, tuttavia, tante effigi a seconda del tipo di “cumulo”, di “globo”, di “corona”. Ecco alcuni esempi, comunque non esaustivi delle possibili varianti: Tratto da: Alberto Antwala Trivero: La Fel Temp Reparatio Ora qualche moneta: - Fenice su cumulo - Fenice su globo: Torniamo per una attimo alla mia moneta. Quando l’ho acquistata on line un paio di mesi fa (al prezzo complessivo di una pizza) sono rimasto colpito dall’aspetto del “mound”. In particolare, mi aveva incuriosito la strana forma della base e dello strato immediatamente superiore. Visto il prezzo che l’avevo pagata, dalla semplice osservazione della fotografia ho ipotizzato che potesse trattarsi di segni di usura tipo grattate come da strisciamento contro una superficie dura. Quando la moneta e’ giunta a casa, ho avuto finalmente modo di guardarla con calma con una lente di ingrandimento. E… sorpresa! Lo strato basale era caratterizzato da un vero e proprio disegno che mi ha ricordato subito un intreccio di vimini. Lo strato adiacente era invece costituito da due linee parallele che mi hanno ricordato tronchi o assi di legno più che pietre. Ecco, quindi, che la struttura mi ha fatto pensare ad una pira. Ho poi fatto una ricerca in rete, ma non ho trovato (fino ad ora) “mound” simili. Licenza artistica dell’incisore? Voi cosa ne pensate? Certo che, comunque, e’ stata una bella sorpresa. E per concludere, avete qualche FTR tipo fenice da condividere? Sempre disponibile a correzioni o integrazioni, auguro a tutti una prossima FEL TEMP REPARATIO. Ciao da Stilicho Fonti: - Alberto Trivero Antwala: (PDF) La Fel Temp Reparatio | Alberto Trivero Rivera - Academia.edu . Una bellissima monografia, molto chiara nella esposizione, da cui ho tratto spunti molto interessanti. D - Il mistero dei simboli - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo. Una discussione un po' datata, ma molto interessante che vi invito a leggere tutta, non solo per una completa disamina sulla fenice nell'antichità e sulle monete, ma anche per un ripasso sui simboli classici del mondo romano. - La serie FEL TEMP REPARATIO - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo: una discussione davvero didattica per chi vuole avvicinarsi al mondo delle FEL TEMP REPARATIO - Molnar: Symbolism of the Sphere: molnar.pdf
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