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  1. grigioviola

    Blackmoor Hoard

    Il 30 ottobre del 1873, nella contea di Selborne, a metà strada tra Alton e Petersfield, nel Blackmoor Park , vennero alla luce due vasi in terracotta (ollae) contenenti ben 29788 monete - prevalentemente antoniniani - da Gordiano a Costanzo Cloro. Il ripostiglio sarà noto con il nome di Blackmoor Hoard ed è il quinto in ordine di grandezza tra quelli rinvenuti in Gran Bretagna. Il ripostiglio venne inizialmente studiato dall'allora conte di Selborne che ne pubblicò un report preliminare catalogando il tutto sulla base del Cohen nel numero 17 di Numismatic Chronicle del 1877. Lla famiglia dei conti di Selborne ne detenne la proprietà dalla data della sua scoperta fino agli anni '70 quando il quarto conte di Selborne non lo vendette tramite la casa d'aste Christie's: L'asta fece realizzare prezzi molto elevati per l'epoca e fece un discreto clamore. Successivamente fu definita da alcuni numismatici come un "enormous hoard of horribly cleaned junk, which made crazy prices". Successivamente nel 1982 Roger Bland pubblicò un nuovo studio sul deposito, dandogli la giusta inquadratura e importanza storica: Ciclicamente alcune monete provenienti da questo ripostiglio, riappaiono in commercio. Si tratta per lo più di antoniniani in cattivo stato di conservazione e piuttosto comuni, dato che la stragrande maggioranza di monete apparteneva all'Impero Gallico e soprattutto agli ultimi imperatori Tetrico I e II. Il report preliminare che ne fece il conte Selborne è il seguente: Nella mia collezione, durante gli ultimi anni (e con alcune recenti acquisizioni fresche di questi giorni), sono riuscito a radunare un piccolo gruzzolo proveniente dal Blackmoor hoard: poca cosa, solo 6 monetine su 29.788, ma comunque un discreto frammento di uno dei principali (se non altro per dimensioni) ripostigli britannici. In aggiunta, un fascino particolare a queste monete di per sé davvero umili, deriva dalla documentazione di corredo che fortuitamente e in maniera davvero eccezionale, sono riuscito a reperire e che vorrei condividere con voi. La moneta più pregiata del mucchio è un antoniniano di Postumo che ho trovato accompagnato dal suo tag (cartellino) originale e risalente molto probabilmente alla fine degli anni '80, primi '90 con un uso misto di stampa, macchina da scrivere e penna biro: D\ IMP C POSTVMVS PF AVG R\ IMP X COS V RIC 289 Arrivano poi un gruppetto di quattro esemplari che sono invece accompagnate da bustine d'epoca appositamente create alla fine degli anni '70 dal negozio numismatico londinese posto di fronte al British Museum di Londra, il "Museum Galleries": D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ PAX AVG RIC 100 D\ GALLIENVS AVG R\ AETERNITAS AVGG, Γ Goebl 577/a D\ GALLIENVS AVG R\ ORIENS AVG, Z retrograda Goebl 616/a Infine, l'ultimo pezzo del gruppo e quello fresco di questi giorni, accompagnato dal cartellino del precedente collezionista oltre che dalla ricevuta originale d'acquisto del 1977 in cui viene indicata la provenienza dal ripostiglio in questione: D\ IMP C TETRICVS PF AVG R\ LAETITIA AVGG RIC 87 E questo, per il momento, è tutto dal Blackmoor Hoard: un bel connubio tra "storia numismatica" e "storia del collezionismo", quel mix che fa tanto impazzire il sottoscritto e che arricchisce di valore - simbolico ed emozionale - dei tondelli che altrimenti, presi singolarmente, risulterebbero anonimi e snobbati dai più. Spero di non avervi annoiato troppo... e soprattutto mi auguro di essere riuscito a condividere le emozioni che provo nel maneggiare questo materiale!
  2. Il Gazzettino del Cordusio, nacque con l'intento di dar possibilità a tutti gli appassionati di potersi esprimere attraverso emozioni, articoli tecnici, racconti, rubriche, e qualunque emozione che racchiudesse il concetto correlato della passione. Un veicolo innovativo, aperto anche a chi non aveva mai scritto nulla di ufficiale, insomma finalmente la voce di tutta la numismatica, un prodotto che potesse farse sentire anche le emozioni del popolo collezionista, un trampolino di lancio, uno di quelli che non si usano più... Caro Litra68, questo è anche il tuo momento, ti spetta di diritto, da quello che ho letto sino ad oggi, tu come molti altri su questo forum, esprimete attraverso quello che raccontate la passione, avete solo bisogno di incoraggiamento, un po' come tutti coloro che la prima volta hanno approcciato al Gazzettino, e che poi increduli hanno ringraziato se stessi per il coraggio avuto, dando possibilità all'io di essere finalmente partecipe delle vicende numismatiche, quelle vicende che tutti noi vorremmo leggere per sentirci più vicini e uniti..
  3. Qui il dibattito potrebbe essere infinito. Personalmente, per le medievali, sono contrario a qualsiasi forma di imbustamento, incapsulamento e persino all'uso dei guanti. Monete così vecchie portano con sé, attraverso la patina, anche la storia di chi le ha maneggiate e dei luoghi in cui sono state conservate. Però condivido il discorso di Petrangeli, sono video divulgativi, rivolti a chi non sa nulla di monete. Mostrare i guanti nel video avrebbe un forte significato didattico. Aiuterebbe i neofiti a capire che si tratta di pezzi di storia, "da trattare coi guanti". Talvolta maneggio pergamene e carte medievali piene di polvere e di insetti morti e respiro schifezze. Ma questa non è certo l'immagine che darei ad un aspirante ricercatore. Infatti nelle giornate dimostrative gli addetti all'archivio indossano guanti candidi nuovi di zecca (che restano tali giusto il tempo della visita). Tutto questo serve anche ad insegnare il rispetto per le cose antiche. Un rispetto che nei più giovani non va mai dato per scontato. Il guanto per le monete potrebbe anche sembrare eccessivo, ma dal punto di vista didattico potrebbe inibire sul nascere ogni idea di abrasione, acidazione, raspamento ecc ecc.
  4. grigioviola

    Bath Environs Hoard

    Tra le recenti acquisizioni da ripostiglio inglese finite in collezione, ho aggiunto quattro esemplari da un ripostiglio rinvenuto verso la metà del 1979. Si tratta di un piccolo deposito di 1807 antoniniani da Gallieno a Alletto che è stato pubblicato in "Coin Hoards of Roman Britain" volume 6 a firma di D. R. Rudling e P. C. Shilling. E oltre alle monete sono venuto in possesso di una lettera (al momento solamente in foto) proprio di P. C. Shilling risalente a qualche tempo prima della pubblicazione su CHRB del report in cui appunto parlava del ripostiglio proponendone alcuni pezzi in vendita (il sig. Shilling oltre che studioso di numismatica era anche un noto commerciante inglese molto attivo e stimato negli anni '70-'80). Ecco il dattiloscritto: la lettera/listino di vendita è datata novembre/dicembre 1981 e descrive brevemente il ripostiglio (una zona sita a nord-ovest della città di Bath) indicandone sinteticamente la lista degli imperatori presenti e la relativa quantità di monete. Le pagine successive invece offrono una serie di "lotti " con brevi descrizioni appartenenti al deposito: Come per l'altra discussione che ho lasciato stamane nel forum e che potete leggere qui: si tratta di un documento d'epoca che fa da corredo alle monete e che "parla" con loro (e di loro!) arricchendone il carico emozionale. Ed ecco i pezzi in questione: D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| RIC 114 D\ IMP TETRICVS PF AVG R\ HILARITAS AVGG RIC 80 D\ GALLIENVS AVG R\ DIANAE CONS AVG, /X Goebl 744/b D\ IMP C CLAVDIVS AVG R\ PROVIDENT AVG RIC 91
  5. Canina! Chi era costui? È la frase di scolastica memoria che mi venne in mente quando per la prima volta mi trovai a girare per Vardacate. Nato a vissuto per molti anni ad Augusta Taurinorum, a Vardacate ci arrivai quasi per caso, molti anni fa. Io praticamente neanche sapevo (ahimè) dove fosse Vardacate, nonostante non fosse poi tanto lontana dalla mia città natale. Se per Ligabue (l’aedo) Corrigium era città “di cosce e zanzare”, per me Vardacate era città di “burbe e zanzare”, visto che praticamente tutti i maschietti di Augusta Taurinorum facevano il CAR a Vardacate e viste le enormi distese di risaie lì presenti , noto pabulum per quegli insetti famelici e spietati. Sia come sia, alla fine… Hic manebimus optime! Esclamai. Trovai il mio primo lavoro , conobbi mia moglie, la sposai, diventai cives di quel municipium e misi su famiglia. Ebbene, come dicevo, passeggiando bel bello per la città, mi imbattei in un monumento: “Canina! Chi era costui? «Canina! questo nome mi par bene d'averlo letto o sentito; doveva essere un uomo di studio, un letteratone del tempo antico: è un nome di quelli; ma chi diavolo era costui?» Dopo qualche mese dal mio arrivo a Vardacate, mi presi una meritata vacanza e con il Cursus Publicus (per la precisione con la Rubra Sagitta) arrivai nell’Urbe, quella con la “U” maiuscola: Roma! Tra le tappe della mia visita vi era una passeggiata sulla Regina Viarum, la via Appia Antica. Armato della mia immancabile guida, varcata la massiccia cortina delle Mura Aureliane dalla maestosa Porta San Sebastiano, dopo una bevuta al vecchio fontanile, iniziai il mio cammino. Subito mi ricordai delle parole del buon Orazio: “ (…) minus est gravis Appia tardis (…) ovvero: “L’Appia è meno faticosa a chi la prende comoda”. Pertanto, seguendo il suo consiglio, mi avviai pedetemptim lungo la strada. Sepolcro di Geta…catacombe di San Callisto e San Sebastiano…Villa e Circo di Massenzio… Tomba di Cecilia Metella…Capo Bove…Indescrivibile il piacere di camminare sull’antico basolato, in una calma surreale…Quanto sembrava lontano il caos dell’Urbe…. …le vestigia sparse cercai per poggi solitarii et ermi….quando ad un certo punto un monumento attirò la mia attenzione… Presi la mia fidata guida e lessi: “monumento detto dei Rabirii, del quale Canina (questo nome mi ricordava qualcosa…) scrive che non solo per la pertinenza delle indicate persone ma per l’eleganza dei suoi ornamenti…ha meritato di avere la preminenza su tutti gli altri per essere ristabilito nel miglior modo che fu possibile. Canina ( a ridaje….) ricostruisce il monumento funerario secondo lo schema di una grande ara, utilizzando, come descrive egli stesso, tutti i frammenti che furono rinvenuti tra le sue rovine”. Proseguii il mio cammino finché, al VI miglio, subito dopo la splendida Villa dei Quintili, incontrai il grande Mausoleo di Casal Rotondo. Ripresi la mia fidata guida e lessi: “…è un sepolcro circolare di età augustea così chiamato a causa di un piccolo casale (guarda caso…), ora trasformato in villa, che vi fu costruito sulla sommità. A lato del monumento, Luigi Canina (Canina….ancora tu….ma non dovevamo non vederci più?) volle alzare una grande quinta in laterizio per esporre i frammenti di marmo che egli riteneva appartenessero alla decorazione della tomba, poiché rinvenuti nei pressi dell’edificio.” : Luigi Canina….Ecco chi era costui!! Luigi Canina, nacque proprio a Vardacate il 24 ottobre 1795. Dal 1818 fu a Roma per studiare e dirigere numerosi cantieri, commissionati soprattutto dalla famiglia Borghese (tra i più famosi i monumentali propilei di ingresso della Villa da Piazzale Flaminio). Contemporaneamente coltivò un profondo interesse per l’archeologia, che lo portò ad essere nominato Commissario alle Antichità dell’allora Governo Pontificio nel 1839. Diresse importanti scavi a Roma (nelle proprietà Borghese, nel Foro Romano, sull’Appia Antica), Tuscolo e Veio, e pubblicò numerosi studi sull’architettura e topografia antiche. A lui si deve la realizzazione, tra il 1851 e il 1855, del progetto per la sistemazione della Via Appia Antica come passeggiata archeologica: si occupò di espropriare l’area, ripulire e restaurare i monumenti ai lati della strada, creando il “museo all’ aperto” che è tuttora davanti ai nostri occhi, per la conservazione sul posto dei reperti archeologici dei monumenti, allestiti su quinte architettoniche in corrispondenza degli antichi sepolcri. Lo studioso, anticipando metodologie oggi affermate, ha realizzato un programma di interventi nel pieno rispetto del rigore scientifico. I reperti mobili, pertinenti ai singoli monumenti, furono recuperati nell’unico modo possibile, ossia inserendoli in una struttura dichiaratamente nuova, limitata all’essenziale, che doveva suggerire la forma del monumento romano solo nella facciata. Sempre a Roma si occupò infine della sistemazione di alcuni monumenti nell’area del Foro Romano. Luigi Canina è sepolto a Firenze, In Santa Croce, tra i grandi (un vero onore, direi). Per concludere, volevo dire che Vardacate non è solo città di burbe e zanzare. Infatti, gode di alcuni bellissimi monumenti come il Duomo di Sant’Evasio (una delle più importanti cattedrali in stile romanico-lombardo del Piemonte), la sinagoga (un vero gioiello nel suo genere) e il Castello (spesso sede di mostre ed eventi). Inoltre (per i golosi) a Vardacate si producono i Krumiri, biscotti tipici della città, famosi in tutto il mondo (indescrivibile il profumo che si sente nelle vie limitrofe alla bottega). Infine, nel secondo fine-settimana di ogni mese, si tiene il Mercatino dell’Antiquariato dove tra le altre cose è possibile trovare tante belle monete. Se vi fa piacere, non preoccupatevi delle zanzare (basta un po' di Autan, dai!) e venite numerosi a Vardacate, alias (Casale Monferrato in provincia di Alessandria)! Un saluto a tutti. Stilicho
  6. Facciamo un test e vediamo che effetto fa ... Siamo a Galeazzo Maria Sforza con questo grosso da 8 soldi, al dritto un busto tra il giovanile e il maturo, al rovescio la grande scena, un Sant’Ambrogio guerriero a cavallo al galoppo, usa lo staffile per colpire i guerrieri ariani che fuggono, uno a terra alza la gamba e la spada ma il cavallo arriverà ...sembra di essere dentro la scena quanto e’ coinvolgente. Scena epica, movimento, tratti precisi, bellicosità, Galeazzo in questa moneta non sceglie lo stemma o una impresa al rovescio ma sceglie un Ambrogio guerriero rappresentate religioso e politico, un simbolo dell’identita’... Pedigree prestigiosi per questa moneta ex asta Este Milani ed ex ANPB, la stessa e’ raffigurata sul Mir Milano.
  7. Forse è la numismatica più vera... Quella dove anche i sogni divulgativi, incredibilmente diventano realtà... Dietro ai progetti ci sono tante storie, a volte spunti per sceneggiature, e qui ce ne sarebbe da scrivere e raccontare. Certo è che in dieci anni sono cambiate tante cose nella numismatica, e quest'ultima fatica, è stata forse la ciliegina che mancava ad un'opera realizzata con tanta passione. Oggi grazie a il lavoro di molti, l'ambiente sta ritornando a rivivere emozioni assopite, e Milano potrebbe essere solo il punto di partenza..
  8. adolfos

    Toscana Denari di Lucca

    Cari tutti @dabbene @margheludo @avgvstvs Vi seguo con interesse come sempre. Purtroppo, un poco per problemi famigliari un poco per l’umore che in questo periodo definirei nefasto non riesco a partecipare come vorrei. Ma tant’è. La proposta di Mario è intrigante e l’atteggiamento fiducioso di Giovanni contagioso. In realtà, le perplessità evidenziate molto bene da chi mi ha preceduto (Avgvstvs) sono lampanti. Io sono dell’avviso che qualsiasi ipotesi di lavoro necessiti di solide basi di ragionamento altrimenti il rischio è quello di parlare del nulla. Che fare, dunque? In un eventuale articolo divulgativo non necessariamente si dovrebbero formulare supposizioni circa motivi e cause alle origini delle tipologie in argomento (anche se, devo ammettere, la tentazione di dare soluzioni è tanta ). Tuttavia, nulla ci impedirebbe di segnalare gli esemplari più espliciti (con il consenso dei possessori delle monete) come “varianti” inedite in letteratura. In finale, se queste monete sono emerse il merito è del Forum e di chi ha partecipato alla discussione. Almeno prenderci il merito della scoperta e in qualche modo mettere un paletto su potenziali notizie ulteriori. Giusto? Senza fretta, ovviamente Cari saluti
  9. DE GREGE EPICURI Martedì 24 settembre alle 20.45, nella sede del CCNM (Milano, via Terraggio 1) il prof. Adriano Savio parlerà su: "La monetazione di Nemausus: coloniale o imperiale?" La monetazione bronzea di Nemausus (l'odierna Nimes) si differenzia da tutte le altre coniazioni coloniali, in quanto prodotta in quantità enormi e diffusa su tutto il territorio della Gallia, nonchè nei campi militari della Germania. Prodotta appena prima, durante e dopo la riforma del rame di Augusto, si interseca con la moneta di Roma, e in qualche modo la integra, almeno in area transalpina. Ma non tutto è chiaro, a cominciare dalla definizione del nominale che rappresenta (asse o dupondio?), dall'interpretazione del tipo di rovescio (i celeberrimi "coccodrilli"), dal fatto che molti dei nominali sono tagliati in due e, infine, dall'esistenza di alcuni esemplari che presentano un prolungamento a forma di zampe di animale.
  10. vv64

    Toscana Denari di Lucca

    Concordo sul fare il punto sulle varianti emerse nel corso della discussione, anche solo elencandole e documentandole con immagini. Per quanto mi riguarda metto volentieri a disposizione le immagini e i dati dei denari che ho presentato. Un caro saluto a tutti, Valerio
  11. Avrei alcuni appunti da fare. 1) Ho mostrato una moneta passata in asta e poi proposta dopo poco dalla casa d'aste su un sito commerciale. Non ho commentato. Il titolo era già un commento. Ho visto monete passate in asta e riproposte ma da altri a prezzi maggiorati. E questo è normale. Nessuno impedisce la rivendita. Mi ha sorpreso che il venditore fosse lo stesso e la cosa mi ha creato qualche sospetto. 2) Ho poi spiegato da dove derivavano i miei dubbi. Si può essere d'accordo oppure pensarla diversamente. Si può argomentare in modo non offensivo. 3) Ma qualcuno che già diverse volte in altre occasioni mi ha pesantemente insultato ha ritenuto di ripetersi. (e alcuni hanno approvato il suo intervento).Potrei inserirlo nella lista degli utenti che ignoro ma questo gli permetterebbe di continuare a insultarmi senza che io possa difendermi. C'è una alternativa. Andarmene. Posso vivere anche senza il forum e ci guadagno in salute.
  12. Dalla prossima asta di Bertolami 67 dell 11.07.2019 il bronzo di Enna sotto riportato. 63-Sicily, Enna-hemilitron AE (g 10,65; mm 25; h 12) Altro esemplare praticamente identico .....venduto a marzo da Lanz su Ebay, ex Victor Hruby collection ..... cartellino il tedesco, solita patinaccia e punti di metallo affiorante ...mahhhh Enna - 10,21 g, 25 mm Ora, visti i tondelli si potrebbero fare alcune ipotesi anche se personalmente mi sono fatto una mia idea....e forse, qualche volenteroso, potrebbe segnalare a Bertolami il pezzo ... Aggiungo che sono monete che in passato sono state molto falsificate, giudicate molto rare fino a qualche anno fa...Pertanto fate molta attenzione... skuby
  13. Tinia Numismatica

    Giochini in Asta. Viva la trasparenza.

    Non capisco: naumann lo ha esitato il 7/7/19 e risulta venduto a 1000 più diritti. Sempre nauman lo propone sul suo shop a 1500 in data 11/7/19 cosa impedisce che fosse stata una moneta conferita da terzi e che naumann l’abbia comprata per il suo shop e l’abbia messa in vendita al prezzo che reputa più giusto per la tipologia e la conservazione? dove è il problema, nei 200 euro di diritti che naumann non ha incassato( avendola comprata lui stesso, ma che avrebbe incassato se la moneta fosse stata acquistata da un terzo acquirente) e che adesso ricarica sulla moneta? non ci vedo nulla di anomalo o di poco trasparente, non ha nascosto informazioni, pregressi , ne prezzi realizzati e/o richiesti, anzi: ha fatto tutto in maniera estremamente corretta..... tutto questo porta a dedurre che la malignità sia solo nell’occhio di chi guarda.....guarda caso.... Hai gia processato naumann senza appello e senza neanche aver capito cosa può succedere in un paese in cui una casa d’aste può avere un suo stock( cosa proibita in Italia) e comprare e vendere in prima persona ( altra cosa proibita in Italia) credo che tu abbia un concetto di economia di commercio molto particolare e decisamente personalistico. Ma totalmente errato,....e non solo quello
  14. adolfos

    Toscana Denari di Lucca

    Perchè si dovrebbe rinunciare? A parte il fatto che per pubblicare un articolo su una rivista divulgativa non occorre essere dei geni, nulla ci impedisce di segnalare le nuove tipologie emerse nella discussione. I miei dubbi sono invece rivolti alle eventuali ipotesi di studio (ad esempio per gli esemplari con C iniziale cosa si può scrivere con ragionevolezza?) che però si potrebbero risolvere con una nota in cui si rimanda il lettore ai posts nella discussione dedicati all'argomento rendendo così più soft eventuali "stravaganze" (come quelle che ogni tanto sparo io ). Sia chiaro, io non voglio tarpare le ali a nessuno ma solamente proteggere chi (in senso neutro) firmerà l'articolo. Piuttosto, questo sì, sarebbe corretto riconoscere i meriti di coloro che hanno interpretato i contenuti inizialmente (anche con le immagini) e di chi ha contribuito nello sviluppo del tema dopo e designarli allo svolgimento dell'articolo. Personalmente mi tiro fuori perchè non ho avuto voce in capitolo e tuttora ci capisco ben poco e comunque il mio supporto "morale" sarà massimo. Dunque, con calma (come dice Giova), datevi una mossa Cari saluti
  15. Quando avrai la moneta ci dirai ... Certo che la tua è una passione invidiabile. Quello dei falsi, delle imitazioni e contraffazioni d'epoca, è un campo interessantissimo, importante, non sufficientemente studiato, che può essere affrontato solo da chi conosce bene la monetazione ufficiale e può dare grandi soddisfazioni nella ricerca e scoperta.
  16. margheludo

    Toscana Denari di Lucca

    @adolfos come sempre e senza dubbio ragionevole, di numismatica deve scrivere chi passa le giornate a studiare o a rovistare negli archivi ma ho sempre sostenuto che noi appassionati possiamo e dobbiamo fungere da occhi supplementari, una buona osservazione come quella che facciamo noi del forum non può che essere di aiuto. Certo che non vedere riconosciute delle scoperte importanti come le tante varianti di cui qui stiamo discutendo lascia un pò di amaro ma pazienza, si è creato il paradosso per cui tutti sanno dei denari vecchi di Volterra e delle loro varianti epigrafiche o dei denari con "P" e "C" a inizio legenda, "S" non coricata e quant'altro ma si tratta perlopiù di monete fantasma e, fatta eccezione per i denari Volterrani di cui qualcuno prima o poi si occuperà, il sospetto è che molte di loro lo rimarranno molto a lungo quindi, se qualcuno un giorno pubblicherà qualcosa laddove gli verrà concesso di farlo ben venga.
  17. margheludo

    Toscana Denari di Pisa

    ciao @lucalup perdona il ritardo ma come promesso sono riuscito a consultare le sacre scritture , capisco le tue difficoltà che sono poi anche le mie o di chiunque non veda passarsi tra le mani centinaia di questi piccoli capolavori ma vedrai che con il tempo sarà tutto un pò più semplice, a mio parere il denaro precedente potrebbe essere un -F.IV.3a- sia per le dimensioni che ci hai fornito della grande "F" che per la lunghezza del gambo della "P" di PISA, anche la forma della "I" sempre di PISA sembra corrispondere alla descrizione del catalogo ma controlla anche tu per sicurezza. escluderei comunque la presenza del globetto ai piedi della "F". spettacolare quest'ultimo che hai postato, qui c'hai visto giusto e condivido la tua classificazione -F.IV5- primo quarto del XIIIsec. si inizia a vedere bene la somiglianza stilistica con i primi grossi coevi, guarda la "I" di PISA e la "T" di IMPERATOR , per quanto riguarda la "A" di PISA invece vedo forti somiglianze con quelle dei denari di Lucca H6 (se non ricordo male) con anelletto e varianti sempre della prima metà del XIIIsec. complimenti veramente molto bella.
  18. dabbene

    Toscana Denari di Lucca

    Mi sembra come sempre ragionevole @adolfos, nel caso un presentare e pubblicare queste monete senza addentrarsi in ipotesi, indubbiamente comunque da studio, sarebbe un passo avanti per la comunità scientifica che potrebbe riflettere, nel contempo anche Lamoneta avrebbe come spesso auspica il nostro @Reficul una sua giusta legittimazione ... Certo ci vuole il permesso, nel caso, dei proprietari ...
  19. Pensi che dietro all'ottima risposta di Pietro ci sia la volontà di "massacrare" qualcuno? Io non credo, eviterei risposte di questo tipo, anche se c'è la presenza della "faccina sorridente", lo scopo di questo forum non è certo quello di "massacrare" persone.
  20. Nel DNA l’origine dei Filistei, misterioso popolo biblico È il primo studio in assoluto in cui si analizza il DNA estratto da un antico sito filisteo, che permette di conoscere in modo più approfondito le origini di alcuni tra i più famigerati “cattivi” dell’Antico testamento. Gli autori della Bibbia ebraica vollero mettere in chiaro che i Filistei non erano come loro: questo gruppo di “non circoncisi” viene descritto in diversi passaggi come proveniente dalla “Terra di Caphtor” o "Kaftor" (l’attuale Creta); i Fiistei presero poi il controllo della regione costiera che oggi corrisponde al sud di Israele e alla Striscia di Gaza [il toponimo Palestina nasce più tardi, nel V secolo a.C., per poi diffondersi come nome della provincia dell'Impero romano, ndt], entrando successivamente in conflitto con i vicini Israeliti, riuscendo perfino a rubare loro l’Arca dell’Alleanza. Fra i Filistei citati nella Bibbia ci sono il gigante Golia, che fu abbattuto da Davide, il futuro re giudeo, e Dalila, che privò Sansone della sua forza tagliandogli i capelli. Gli archeologi di oggi concordano sul fatto che i Filistei fossero diversi dai loro vicini: il loro arrivo, all’inizio del XII secolo a.C., sulle coste orientali del Mediterraneo è testimoniato dalle ceramiche che richiamano fortemente l’Antica Grecia, dall’uso di una scrittura egea piuttosto che semitica e dal consumo di maiale. Un nuovo studio, in cui si analizza il DNA estratto da resti umani di un antico sito filisteo, fa seguito alla scoperta nel 2016 di un cimitero nell’antica città filistea di Ascalona, situata nell’attuale Israele meridionale. Inoltre, molti ricercatori mettono in relazione la presenza dei Filistei alle imprese dei Popoli del mare, una misteriosa confederazione di tribù che, secondo fonti storiche egizie e non solo, avrebbe creato scompiglio nel Mediterraneo orientale alla fine della tarda Età del bronzo, nel XIII secolo e all’inizio del XII secolo a.C. Ora, uno studio pubblicato di recente su Science Advances, che fa seguito alla scoperta senza precedenti, nel 2016, di un cimitero nell’antica città filistea di Ascalona, lungo la costa meridionale di Israele, fornisce uno sguardo affascinante sulle origini e sull’eredità genetiche dei Filistei. La ricerca sembra sostenere la loro origine straniera, ma rivela inoltre che questo popolo di “cattivi” finì per mescolarsi con le popolazioni locali, attraverso la celebrazione di matrimoni misti. Lo studio ha analizzato il DNA di dieci serie di resti umani recuperati da Ascalona risalenti a tre diversi periodi: un cimitero della media-tarda Età del bronzo (circa 1650-1200 a.C.), che precede la presenza dei Filistei nell'area; sepolture infantili risalenti alla fine degli anni 100 del 1000 a.C., in seguito all'arrivo dei Filistei nella prima Età del ferro; e individui sepolti nel cimitero filisteo nella tarda Età del ferro (X e IX secolo a.C.). Il DNA estratto dagli individui sepolti nel cimitero suggerisce che i Filistei erano soliti contrarre matrimonio con persone al di fuori della comunità. Secondo i ricercatori, i quattro campioni di DNA della prima Età del ferro, tutti provenienti da neonati sepolti sotto le case dei Filistei, includono in proporzione nella loro firma genetica una maggiore discendenza europea (circa il 14%) rispetto a quanto avviene nei campioni pre-filistei dell’Età del bronzo (dal 2 al 9%). Se è vero che le origini di questo pool genico europeo restano delle ipotesi, l’applicazione dei modelli di studio in regioni come la Grecia, Creta, la Sardegna e la penisola iberica potrebbero fornire delle risposte certe. Daniel Master, direttore della Leon Levy Expedition to Ashkelon, fra gli autori dello studio, considera i risultati dello studio la “prova diretta” a sostegno della teoria secondo cui i Filistei fossero in principio migranti provenienti da Occidente che si stabilirono ad Ascalona nel XII secolo a.C. “È coerente con i testi egiziani, e non solo, che abbiamo osservato, ma anche con il materiale archeologico”. Ciò che i ricercatori trovano ancora più insolito è che questa specifica “deviazione europea” scompare rapidamente ed è presente in modo poco significativo dal punto di vista statistico nel DNA estratto dai campioni di studio provenienti dal cimitero di Ascalona solo pochi secoli dopo le sepolture infantili. Le sepolture successive dei Filistei hanno firme genetiche molto simili a quelle delle popolazioni locali che vivevano nella regione prima dell’arrivo dei Filistei. Questo piccolo balsamario, o contenitore per unguenti, fu posto nella sepoltura di un Filisteo adulto vissuto nel X o nel IX secolo a.C. “Siamo riusciti a fotografare il trasferimento di persone che dall’Europa meridionale arrivavano ad Ascalona”, afferma Michal Feldman, esperto di archeogenetica del Max Planck Institute, fra gli autori dello studio. “Tale trasferimento si arresta molto rapidamente nell'arco di 200 anni, probabilmente perché i Filistei iniziarono a contrarre matrimoni con le popolazioni locali, con l’effetto di affievolire la firma genetica”. “Per oltre un secolo la provenienza dei Filistei è stata al centro del dibattito”, afferma Eric Cline, archeologo non coinvolto nello studio, attualmente impegnato in uno scavo nel sito cananeo di Tel Kabri. “Adesso abbiamo la risposta: l’Europa meridionale, e probabilmente, più nello specifico la Grecia, Creta e la Sardegna. Ciò è coerente con quella che in precedenza sembrava la risposta più plausibile, soprattutto a giudicare dai resti archeologici”. Aren Maeir, archeologo che dirige gli scavi nella città filistea di Tell-es-Safi, la biblica Gath, non coinvolto nello studio, mette in guardia rispetto a un’eccessiva semplificazione della storia dei Filistei, e chiama questi “cattivi" della Bibbia 'un groviglio di genti', o un gruppo transculturale, costituito da persone di diverse origini”. “Sono pienamente d'accordo sulla presenza di una significativa componente straniera tra i Filistei nella prima Età del ferro, ma sono anche convinto che fosse costituita da individui di origine diversa e, aspetto non meno importante, che si mescolò con le popolazioni locali levantine a partire dalla prima parte dell'Età del ferro”, afferma Maeir. A differenza delle popolazioni locali vicine, i Filistei venivano sepolti con pochi oggetti funerari, come un gioiello o brocchette di argilla per unguenti. Per Master, la cosa più interessante è il fatto che, nonostante la rapida assimilazione genetica subita dai Filistei, questo popolo rimase un gruppo culturale distinto e chiaramente identificabile rispetto ai loro vicini per più di cinque secoli, fino alla conquista dei Babilonesi nel 604 a.C. “È piuttosto interessante osservare come il mix genetico dei Filistei sia cambiato così rapidamente”, osserva l’archeologo. “Facendo affidamento soltanto sui testi ebraici, si penserebbe invece che nessuno avrebbe mai voluto mescolarsi con loro”. http://www.msn.com/it-it/notizie/tecnologiaescienza/nel-dna-lorigine-dei-filistei-misterioso-popolo-biblico/ar-AAE1Gv0?ocid=ientp
  21. antonio bernardo

    Nummo di Crispo credo molto raro

    Buongiorno, Condivido l'acquisto di un nummo di Crispo di lecita provenienza (proveniente da vecchia collezione solo di Crispo). L'avrei classificata come RIC VII, 152,Q con un peso di 3.20g. Considerato che la moneta non è facilmente individuabile ritengo che sia molto rara. Un parere? Per me è piacevole anche la conservazione che conserva i segni di circolazione. Antonio.
  22. Vaticano 2016 - Giubileo della Misericordia San Martino di Tours che offre una parte del suo mantello al mendicante Particolare del Duomo di Lucca
  23. giuseppe ballauri

    Monete suoi millesimi e Avvenimenti

    Del 1967 scelgo il primo trapianto di cuore perchè aprì nuovi orizzonti alla medicina e salvò molte vite. All'inizio, pur essendo la tecnica chirurgica di Barnard ineccepibile, i risultati non furono incoraggianti: il primo trapiantato Louis Washkansky, di 55 anni, morì 18 giorni dopo. Il primo trapiantato italiano (Ilario Lazzari - 13 Novembre 1985) visse 8 anni dopo l'intervento. Il secondo trapiantato italiano si chiama Gian Mario Taricco è il più longevo trapiantato di cuore d'Europa ( 34 anni ). Lo conosco fin da giovane perchè abitava vicino ai miei nonni e giocavamo assieme a calcio e tennis. Ha avuto i suoi problemi, ma ha moglie e due figli ed è un esempio per chi ( come il sottoscritto ) ha una grave malattia da sconfiggere. Mai mollare ! Scusate se inserisco delle note personali, ma ogni tanto è utile condividere... Posto il 20 Lire 1928 ( detto Elmetto o Cappellone, dalle mie parti ) per restare in campo medico e rendere omaggio a Alexander Fleming che in quell'anno scoprì la Penicillina, grande intuizione e grande storia. Ciao
  24. Buona domenica a tutti. Condivido il mio secondo esemplare da 2 Tornesi Riferimenti: D'Incerti 370/d Peso 6,41 grammi Simbolo rosetta a 5 petali
  25. Legio II Italica

    Giano , il dio dimenticato

    Questo breve Post non e' dedicato in particolare a Giano come divinita' in quanto molte e varie notizie su questo antichissimo dio italico romano sono reperibili in rete , ma al suo declino come divinita' venerata dai Romani , declino avvenuto agli inizi dell' Impero anche se il Tempio o i due Templi dedicato/i a Giano rimasero in funzione fino al tempo di Teodosio I , declino che inizio' probabilmente entro il I secolo della nostra era e che si concluse con il primo decreto di Teodosio I del 380 , seguito poi dal decreto del 392 quando inaspri' quello del 380 , proibendo tutti i culti pagani . Giano fu la divinita' forse piu' rappresentativa dei Romani dalla monarchia alla Repubblica , quando la sua immagine bifronte accompagno' e fu impressa sui Quadrigati in argento e sui massicci Assi in bronzo che recavano al rovescio la prua di nave , prima semplice , cioe' anonima , poi con simboli e infine con i monogrammi dei Legati ; l' Asse con Giano e la Prua , fu la moneta bronzea per eccellenza di Roma repubblicana , forse piu' degli argenti , esprimeva e lo fa tutt' ora , la potenza e la fede religiosa incrollabile , unita a quella della forza navale , che infine porto' i Romani a dichiarare orgogliosamente , prima il Mar Tirreno , poi tutto il Mediterraneo : “Mare Nostrum” . La rappresentazione di Giano sulle monete praticamente scompare con la Repubblica , un' era si conclude insieme ad un' altra , Giano nell' Impero compare molto raramente ed anche con dubbio , perche' non piu' rappresentato bifronte come nella Repubblica , ma come una figura che regge uno scettro ; piu' sicura la rappresentazione del suo Tempio nel Foro in quanto espressamente citato nella legenda su alcune monete di Nerone . L' antico Tempio di Giano di epoca repubblicana era situato nel Foro Olitorio , era situato ad est del futuro Teatro di Marcello e direttamente collegato alla leggenda dei 300 Fabii , sterminati al fiume Cremera nel 477 a.C. dai Veienti , tranne uno , da cui discese poi Fabio Massimo detto il “Temporeggiatore” o “scudo di Roma” , il Tempio venne ricostruito da Caio Duilio nel III secolo a.C. dopo la vittoria navale di Milazzo del 260 a.C. , poi di nuovo da Tiberio ; la leggenda narra che il Tempio nacque in seguito all' alleanza fatta tra Romolo e Tito Tazio il Re sabino e da cio' nacque il doppio volto del dio a significare l' unione del popolo romano e di quello sabino , la statua del dio fu posta in un tempietto che pare sia sopravvissuto con varie ricostruzioni , fino alla fine dell' Impero nel luogo chiamato : Tria Fata , dal nome delle tre Parche che erano vicino alle falde del Campidoglio . Anche lo storico bizantino Procopio , testimone della guerra gotica in Italia , ricorda questo Tempio che era fatto tutto in bronzo , lo colloca pero' nel Foro romano , mentre l' antico era situato nel Foro Olitorio e secondo Orazio vicino alla Porta Ratumena , verso il Campo Marzio . Questa la testimonianza diretta di Procopio sul Tempio di Giano nel Foro : “……..Allora avvenne pure che alcuni Romani sforzassero le porte del Tempio di Giano tentando di aprirle di soppiatto . Questo Giano era il primo di quegli Dei antichi che i Romani nella lingua loro chiamano : Penati . Egli ha il suo Tempio nel Foro , di contro al Senato , poco piu’ in la’ di : Tria Fata , che cosi’ chiamano i Romani le Parche . Quel Tempio e’ tutto in bronzo , di forma tetragona , e grande tanto da coprire la statua di Giano . Questa statua anch’essa in bronzo e’ alta non meno di cinque cubiti ( circa metri 2,50 ) , in tutto il resto ha figura umana salvo che ha la testa con due facce , delle quali una e’ volta ad oriente , l’ altra ad occidente . Dinanzi a ciascuna faccia sonvi porte di bronzo , le quali secondo l’antica costumanza romana in tempo di pace e di bene si chiudevano , quando invece si stesse in guerra si aprivano . Venuta pero’ quanto mai in onore presso i Romani la fede cristiana , queste porte non aprivano mai piu’ , neppure quando fossero in guerra ; in quell’ assedio tuttavia alcuni che avevano in mente, secondo io credo , l’ antica religione , si attentarono ad aprirle di soppiatto , senza pero’ riuscirvi totalmente , salvo che le porte non combaciavano piu’ tra loro come prima . Rimasero ignoti coloro che questo tentarono , ne’ in tanto trambusto di cose se ne fece inchiesta veruna . dacche’ ne fu avvertito dalle autorita’ e neppure il volgo , ad eccezione di ben pochi , ne venne a sapere” Da Wikipedia , alcuni luoghi d' Italia che sembrano avere una attinenza con il nome dell' antica divinita' italica romana : Giano viene assunto dal Medioevo a simbolo di Genova , in relazione al suo nome antico di Ianua . Come tale viene spesso accostato al Grifone , altro simbolo di questa città . Troviamo effigi di Giano nel tempietto-fontana di piazza Sarzano (l'erma bifronte sulla cupoletta, proveniente da una fontana cinquecentesca opera della bottega in Genova di Giacomo e Guglielmo della Porta, ancora negli ottocenteschi lampadari di Galleria Mazzini. Una rappresentazione indubbiamente più moderna ed essenziale la troviamo nel palazzo azzurro sito in fiumara. Oltre a Genova, Giano è il simbolo di Tiggiano (provincia di Lecce), Subbiano (provincia di Arezzo), Selvazzano Dentro (provincia di Padova) e Centro Giano (provincia di Roma), San Giovanni Rotondo (Provincia di Foggia). L'immagine di Giano è presente nel gonfalone di Tiggiano(provincia di Lecce) perché secondo un'etimologia popolare il nome del paese potrebbe derivare dal nome del dio Giano (in realtà il toponimo è un prediale costruito sul gentilizio romano Tidius . In Basilicata, presso Muro Lucano (PZ) è presente il toponimo Capo di Giano e Varaggiano , mentre presso Melfi c'è Foggiano . A Pescopagano , in una nicchia sotto l'arco di Porta Sibilla vi è una statuetta raffigurante Giano bifronte . L'immagine di Giano è presente nel gonfalone di Subbiano (provincia di Arezzo) perché secondo un'etimologia popolare il nome del paese deriverebbe dal latino Sub Janum condita ("fondata sotto [il segno di] Giano") , ma in realtà il toponimo è un prediale costruito sul gentilizio romano Sevius . Il nome della città di Avezzano in Abruzzo stando ad un'ipotesi giudicata inverosimile da storici ed archeologi deriverebbe da "Ave Jane", un'invocazione posta sul portale di un tempio consacrato al dio Giano. Secondo la leggenda attorno al tempio ebbe origine la borgata formata dai primi agricoltori stanziati nell'area che originariamente circondava il lago del Fucino . Il toponimo di Selvazzano Dentro di origine romana parrebbe riportare alla presenza di un boschetto sacro al dio Giano (selva di Giano) , l'attuale stemma comunale riporta infatti un altare dedicato al dio . Il nome del dio è invece all'origine dei due toponimi Giano dell'Umbria e Giano Vetusto, non direttamente ma attraverso un nome di persona latino Ianus (al quale sarà originariamente appartenuto il fondo sul quale è sorto il centro abitato) . A Reggio Emilia c'è un Giano su uno spigolo di Palazzo Magnani in Corso Garibaldi. Nel comune di Maddaloni, in Provincia di Caserta, esattamente dinanzi l'ospedale cittadino, sono ancora visibili i resti di un tempio con l'iscrizione "Iano Pacifico". A Trieste vi è una fontana con il volto bifronte del dio, posta all'inizio del Viale XX Settembre. In quanto alla scelta del sito, va notato che nei primi anni dell'Ottocento in quel punto si trovava un recinto con cancello, che segnava l'uscita dalla città . In foto , in ordine : tre probabili rappresentazioni del repubblicano tempio di Giano nel Foro Olitorio , il Giano ai Musei Vaticani , Giano serie fusa , Giano Asse repubblicano coniato , Giano su Quadrigato in argento , due Sesterzi di Nerone con il tempio di Giano nel Foro .
  26. Nello stesso periodo il Botta scrive al suo Duca parlando di Venezia: " Credo che la V. Ill.ma Sig.ria habia inteso como questa Sig.ria ha mandato doi ambasatori al duca de Modena videlicet messer Marcho Barbarigo et messer Bernardo Justiniano. Et la casone principale de landata loro, si è che questa Sig.ria hauto noticia come a Ferrara sè fabricato et facto grandissima quantità de monete false del conio et stampo viniti ano, et che non solum sono sparte per tuta Italia, ma che questi Ferraresi se sono ingigniati de mandarne infino in Soria in belli ligazi signati del bollo de San Marco, et vogliono fare grandissima instantia apresi al prefato duca che li dia nelli mani questi malfactori che sono per quanto ho inteso delli principali Citadini de Ferrara. Et che principaliter sono avilupati in questa cosa uno mesere Jobanni de Roma, li Sforzate et alcuni altri.... (omissis). Alla parte delle monete false facte a Ferrara, questa Ill.ma Signoria dice che hanno trovato, che tale mese nè stato portato q uà per più di trentasei migliara de ducati, et che costoro contrafacevano tute le monete loro grosse et picchole et monstrano havere questa cosa molto al core. "
  27. Ecco il brano in proposito: 1470 " L' è vegnudo a notitia della Signoria, che • el duca Galeazzo de Milan ha fatto batter grosseti (moneta del valore di 4 soldi) alla nostra stampa, per 80.000 ducati; e i ha mandai a smaltir qua, e per le terre della Signoria; e che 'l medemo ha fatto Bologna, Ferrara, e Mantoa. Questi grosseti era fatti de mistura de rame e arzento; e in Consegio di X è stà tolto 'l Colegio, e vinticinque de Zonta, e preso che i grosseti no se possa spender più de do soldi e mezo l'un, e i grossoni cinque soldi. E questa deliberation ha fatto metter stalo (incaglio) a le faccende: perchè i homeni no voleva dar fuor moneda a questi prezzi, sperando che la provision no dovesse durar longamente: e otto zorni dapuò, è stà preso de bandir del tutto i grosseti e i grossoni; e che la Ceca togia i grosseti boni a 4 lire e meza l' onza, e i oresi (orefici) e banchieri non possa pagar i altri più de quatro lire, perchè i è tanto sborzai (calanti per frode), che i no val più de due soldi luno, che vuoI dar botta de 50 per cento: e se stiina che, tra la Terra e 'l stado, ghe sia danno d'un milion d'oro; che' importa più che la perdeda de Negroponte (1), dalla reputation in fuora. " ('1) Avvenuta nel 1470 per lo appunto
  28. Gallienus

    Francescone 1795

    A parte che non è comune ma NC, poi stiamo parlando di toscane preunitarie, i numeri non sono certo quelli degli euro commemorativi o di Vittorio Emanuele III. Inoltre, su ACsearch c'è solo una parte (minoritaria) del venduto, io ho acquistato la maggior parte dei miei pezzi al di fuori delle aste online, e dunque non risultano su ACsearch. Se ci fai caso ce n'è in questo momento perfino uno in vendita su ebay a un centinaio di euro, e se smanetti con google ne trovi altri che son passati di recente su altri canali. Suvvia, una preunitaria coniata in 400mila pezzi non potrà mai essere rara, salvo eventi particolari (ritiri o simili).
  29. lucalup

    Toscana Denari di Pisa

    @margheludo grazie del prezioso aiuto !! Pensavo a dir la verità fosse più semplice , ma le varianti da esaminare effettivamente sono un po’ e faccio fatica a destreggiarmi !! Spero piano piano di migliorare 😉!!
  30. Ecco il mio esemplare di 120 grana del 1857, certo ha avuto un'esistenza piuttosto avventurosa ed è stato martoriato in ogni modo possibile. Fu una delle primissime monete che acquistai quando, poco più che bambino, cominciai a subire il fascino della numismatica (se ben ricordo la pagai 40.000 lire). Nutrivo (e nutro tutt'ora) anche una certa simpatia per il personaggio effigiato. Purtroppo non ho mai approfondito la questione delle varianti, so che ne esistono moltissime. Al rovescio i classici solchi così frequenti su questi tondelli. Lungo il taglio tracce di zigrinatura (all'epoca pensavo fosse segno di una moneta ribattuta).
  31. Bellissimo esemplare @Rocco68 Questo è il mio:
  32. Continuo con l'anno 1857 condividendo l'ultimo nominale: I 2 Tornesi Riferimanti: D'Incerti 370/c Pagani 411/d Peso 6,56 grammi Simbolo rosetta a 5 petali Variante : senza punteggiatura in legenda al rovescio. Taglio rigato
  33. Povera ma bella 😝😁😀 Vi mostro uno scudo molto comune ma in questa qualità non proprio reperibile con estrema facilità. buona serata a tutti!
  34. giuseppe ballauri

    Germi e mezzi di pagamento

    Gent.mo rorey36, lo studio si presta a molte critiche: 1- non è stato eseguito da un Istituto scientifico serio 2- il numero di campioni presi in esame è esiguo ( per non dire ridicolo per uno studio serio ) 3- i microbi ( batteri ), virus, muffe, funghi, sono così numerosi che la loro massa è migliaia ( per difetto, ma tanto per capirci ) la massa di noi umani ed ognuno di noi ha parecchi etti di microbi nell'intestino. 4- esistono microbi patogeni e non, addirittura anche quelli "buoni" per la salute (N.B. in verità questo è rilevato nelle ultime righe dello "studio" ) come quelli che assumiamo con latticini ( yoghurt ad esempio oppure i cosiddetti "fermenti lattici" ). 5- Qualche anno fa una rivista medica serissima, pubblicò un analogo studio con migliaia di campioni presi in vari posti. Il luogo più contaminato risultò essere l'Ospedale ed in particolare mi colpì il fatto che le tazze del water fossero meno contaminate delle barelle usate per portare in sala operatoria i pazienti... Quindi non dico di leccare le Carte di Credito, le monete o le banconote ( le norme igieniche sono fondamentali, da quando Lister alla metà dell'800 scoprì le basi dell'antisepsi) però questo mi sembra un articolo buono solo per la casalinga di Abbiategrasso. Maneggiamo pure questi indispensabili mezzi di pagamento, poi laviamoci bene le mani e stiamo tranquilli. Saluti
  35. Per quanto riguarda “la S”, credo anch’io di leggere DVX , con D mal fatta, V mancante dell’apice , mentre della X si nota “l’ombra” accanto alla mano del doge e si vedono anche “i buchi “ agli apici del rombo.
  36. matteo95

    Liguria DENARO GENOVA

    Ultimo denaro entrato in collezione. Appena sarà fisicamente fra le mie mani posterò i dati ponderali, nell' attesa godetevi le immagini. Era da tempo che cercavo un denaro di questa non comune variante con la E con taglietto verticale al centro.
  37. nik.sala

    25 Lire V.E. III 23.03.1902

    @Acqvavitus ti regalo grazio per le belle parole. Diciamo che principalmente è la passione che mi ha mosso...senza quella, non avrei raggiunto determinati traguardi. Sul fatto che possa essere anche un investimento...ho letto tutti i commenti. Io resto convinto che lo siano, un investimento. Anche se non è il motivo per cui mi son appassionato. Chiaramente il settore cartamoneta, come altri, essendo di nicchia, non lo è tutto a prescindere da qualità e pezzi. È una “evoluzione naturale”. Lavorando nel settore Investments, ho a che fare tutti i gg. con svariati risky assets. Sono queste le principali variabili, per il settore Lusso, categoria in cui inserisco il collezionismo cartaceo : - qualità; - rarità; - reperibilità; - voi che mi sembrate particolarmente attenti, avrete notato un incremento di domanda asiatica..in tutto. Orologi, beni di consumo, auto...le Fiat non le guarda nessuno, per una Ferrari o per un Rolex c’è la lista di attesa. Secondo voi la cartamoneta italiana la comprano solo gli italiani ? Naaa... - la piramide sociale dice che all’apice c’è gente che sarà disposta a spendere sempre di più per ciò che è esclusivo. La borghesia, invece, va scomparendo...ognuno faccia i suoi ragionamenti ! - avete visto le banconote estere, nemmeno lontanamente paragonabili come bellezza alle nostre, a che prezzi vengono aggiudicate ? Per i più disfattisti, invece, dico che : - lo stesso ragionamento che fate sulla cartamoneta lo potete fare su tutto : titoli di stato, oro, immobili (io avrei preferito una mazzetta di Manzoni nel 2005, invece che comprare un appartamento) e quant’altro; - andate a vedere quanto costavano pezzi fds 20 anni fa...rispetto ad oggi; e poi, alla fine, è impagabile avere questi pezzi di storia tra le mani, la verità è questa e basta, senza calcoli, solo passione 😊
  38. Buonasera a tutto il Forum. Controllando il vassoio dei 10 Tornesi di Ferdinando II, mi sono accorto delle differenze in questi due 1835. Oltre le evidenti impostazioni di decoro nel contorno: Uno è con perlinato e l'altro lineare. Ma quello che mi sembrava un 5, sembra riportare delle correzioni..... È stato "chiuso" ? Un particolare accomuna i due rovesci, la Corona Reale presenta la stessa mancanza nella parte centrale superiore. Cosa ne pensate, è un 1835 corretto a 6....? Grazie a chi vorrà rispondere.
  39. lucalup

    Toscana Denari di Pisa

    Ciao !! In attesa di capire come classificare la precedente ...ne pubblico un’altra cercando di capire meglio come classificare i denarini di Pisa secondo il libro della Prof.ssa Baldassarri. Questo denaro : peso : 0.49 gr ,diametro :16x14 mm, dimensioni della F 6x5 mm. F in contorno perlinato ,mistura con tondello brunito e Pisa intorno ad anelletto. Potrebbe essere una FIV1 oppure una IV5 ? Oppure sono ancora troppo inesperto e ho sbagliato a classificarla ? Grazie !!
  40. I massari dell'Ag in Venezia per il Doge Francesco Foscari (1423-1457) sono: 1) Tomaso Mocenigo - 20 Aprile 1423 - Sigla: T S 2) Paolo Michiel - 24 giugno 1423 - Sigla: P O 3) Marin Caravello - 12 agosto 1423 - Sigla: (non scritta ??) 4) Zuan Boldù - 14 luglio 1429 - Sigla: Z B 5) Nicolò Venier - 14 luglio 1429 - Sigla; n V 6) Nicolò Venier - 12 Aprile 1432 - Sigla: n V 7) Zuanne Barbo - 12 Aprile 1432 - Sigla: 2ZB Raffaele Barisan - 15 Aprile 1434 - Sigla: R B ... ad esempio. Durante la stesura del lavoro mi ero imbattuto in un grosso con sigle RB per cui ho dedotto chi vi fosse dietro ...
  41. Ipotesi per ipotesi Luciano non è caduto molto lontano. Infatti Ducato di Milano. Per tutti: Tucci.."I grossetti con la falsa "stampa venetiana" emessi dalla Zecca di Milano causarono perdite gravissime. Con questa monetina, infatti, si faceva incetta di ducati d'oro, depauperandone la circolazione, e si provocavano gravi sconcerti nelle vendite al minuto, in certe zone fino alla chiusura degli esercizi, per gli sconvolgimenti e gli attriti delle operazioni di cambio" "Coi provvedimenti adottati nel maggio 1472 il consiglio dei dieci si trovò ad affrontare una delle più disastrose invasioni di moneta straniera del secolo. Venezia e il territorio erano sempre più inondate da monete d'argento con la falsa stampa della Zecca nazionale, affluite in grande quantità da diversi luoghi: bisognava che entro un termine brevissimo tutti portassero le monete che possedevano in Zecca o alle casse della Terraferma, dove le avrebbero esaminate e restituite agli interessati, quelle "adulterine" tagliate a metà. Un informatore del duca di Mantova, forse con qualche esagerazione, scrive che seguirono questa sorte sette su dieci pezzi presentati. Milano aveva emesso grossetti e grossoni veneti per un valore di 80.000 ducati, con un contenuto fino così basso che il loro corso venne ridotto - per i grossetti - da 4 soldi a 2 soldi e mezzo. A sua volta il Ducato visconteo era anch'esso inondato di monete estere. Ai due Stati si ponevano gli stessi problemi e la loro soluzione veniva complicata forse meno dalla costatazione del consiglio segreto milanese che era "da alchuno tempo in qua cressuto per tutto lo pretio dell'argento", che non dalle incertezze di politiche monetarie condotte spesso senza conoscere con precisione i princìpi che si cercavano di applicare, e dalle difficoltà di imporre la sovranità monetaria in territori di limitata estensione e dai confini relativamente recenti". Convinto che queste sia una delle monete del 1472. Consideriamo che all'epoca sia il Malipiero che il Moro emettono pochissimi grossetti e non emettono grossoni, non resta che pensare al Foscari. 80.000 ducati per lire 6 e soldi 4 sono 2.480.000 grossetti da 4 soldi od 1.240.000 grossetti e 620.000 grossoni. Cari amici Milano è vicina ed è molto interessata a danneggiare la Dominante.
  42. margheludo

    Toscana Denari di Lucca

    @dabbene fai bene a provarci, prima o poi qualcuno si prenderà questa responsabilità. Chi meglio di te e @adolfos che sui denari Lucchesi avete già scritto pagine importanti di numismatica? a me piacerebbe molto ma per gli stessi motivi di @avgvstvs non potrei prima di settembre ottobre. Senza favoleggiare troppo potremmo limitarci ad estrapolare un sunto di osservazioni ed ipotesi da questa discussione seguendo una traccia da definire, la base di partenza non potrà che essere un corretto inquadramento temporale di tutti i pezzi conosciuti, inoltre non credo che si potrà prescindere dal legame concettuale con i denari con "C" e questo complica un pò le cose ma credo che si possa fare, la difficoltà credo che sia lavorare separatamente ma se @avgvstvs (che detiene l'archivio fotografico e che ha già formulato ipotesi interessanti in direzione di Pisa) volesse buttare giù qualcosa potrei fare lo stesso e si tratterebbe in fine solo di unire, scartare, correggere o ritoccare il tutto in un unico pezzo.............senza fretta ovviamente.
  43. Aggiorno questa vecchia discussione perché ho avuto l'occasione di trovare in una ciotola un 5 centesimi del 1861 con zecca Milano brockage. L'ho presa per la curiosità dell'errore di coniazione e perché in fondo non è poi neanche troppo compromesso. Avevo trovato un'altra discussione con un esemplare molto simile ma non la trovo più... Interessante notare la depressione sul tondello in prossimità di dove doveva esserci la testa di Vittorio Emanuele. Mi sembra che ci siano più esemplari con due facce del diritto che due del rovescio... Anche se preferisco questa perché è classificabile con data e zecca. Tutte le opinioni sono gradite.
  44. Pubblicato ora il diciannovesimo video sul canale YouTube del Cordusio, questa volta si parla del Tollero per Livorno con la Fortezza, buona visione https://www.youtube.com/channel/UCAKbdRcMho3IJwDgKcSwezQ
  45. Ti ringrazio @4mori per i tuo consigli bibliografici e gli apprezzamenti per la mia biblioteca, da alcuni anni ho scelto di limitare le risorse all'acquisto di soli libri di numismatica e storia economica e monetaria, il mio intento è quello di creare un insieme sistematico delle opere più importanti della numismatica italiana dal medioevo al Regno, la sezione più ricca è specializzata naturalmente riguarda la città in cui vivo, Napoli, insieme alle altre zecche dell'Italia meridionale e della Sicilia, oltre a questo settore sto sviluppando anche altri ambiti più di nicchia ma che mi appassionano da tempo, la numismatica bizantina e barbarica in Italia e la numismatica islamica e dell'India, ultimamente ho anche preso alcuni testi importanti inerenti la monetazione della Magna Grecia, man mano che la biblioteca si espande metto qualche immagine dei vari settori nel post da me creato qui sul forum bibliografico "la biblioteca numismatica ideale"...
  46. VALTERI

    Giano , il dio dimenticato

    Meritevole, forse, di un accostamento a questo interessante post, una bellissima, estremamente rara didramma del VI^-V^ sec. AC. con una superba testa bifronte maschile/femminile di stile arcaico maturo : battuta nell'isola di Tenedo antistante al sito dell'antica Troia .
  47. nik.sala

    25 Lire V.E. III 23.03.1902

    Carissimi tutti, Vi ringrazio molto. Scusate ma il tempo è sempre tiranno con me : impegni lavorativi e non solo non mi danno l’opportunità di essere sempre sul pezzo, inoltre molti di Voi hanno davvero una capacità rara di far trasparire una passione che ha radici antiche in ognuno di Noi, io questa capacità non la sento mia. Sono rimasto però estasiato ad esempio da questa discussione : Davvero di rara profondità e passione. Qua sul forum ho interagito con il sempre eccezionale @petronius arbiter che è di una disponibilità e squisitezza davvero rare; il buon @nikita_ con cui condivido, oltre alla passione dei nummi cartacei, anche quella storico-bibliografica. Su questo forum, come dice lo stesso indirizzo internet, l’attenzione è rivolta verso il conio numismatico, che a me invece non trasmette nulla. La cartamoneta italiana, invece, mi ha da sempre affascinato. Cominciai nel 1997, il resto di un 10mila lire Volta per dei ghiaccioli all’oratorio furono 5 pezzi Montessori consecutivi in Fds e 2 pezzi Marconi circolati...fu l’inizio della mia fine 😜 Tra l’altro capii quasi subito, qualche anno dopo, che se oltre che una passione voleva essere un investimento, la qualità dei pezzi doveva essere obbligatoriamente elevata, e così con calma e pazienza, cercando, affinando, monitorando, migliorando le mie capacità di giudizio ho cominciato a “creare” la mia collezione, divisa per decreti (tutti) cercando sempre il meglio del meglio, con tenacia, fatica, sudore, ma anche, alla fine di ogni conquista, immensa soddisfazione. Come potete immaginare, questo pezzo va al di là di ogni immaginazione e difficoltà. Periziato splendido, e se andate a vedere il prezzo di aggiudicazione dell’asta Bolaffi del tempo, i valori non sono insignificanti 🙈 L’esemplare, salvo smentite, è il più alto finora conosciuto come qualità 😊
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