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  1. 17 points
    Buon giorno a tutti, Vi comunico che sul sito della Società Numismatica Italiana sono disponibili tre nuove testate, tutte opera di Memmo Cagiati, a questo LINK Le monete del Reame delle Due Sicilie da Carlo I d'Angiò a Vittorio Emanuele II Supplemento all'opera: Le monete del Reame delle Due Sicilie da Carlo I d'Angiò a Vittorio Emanuele II Miscellanea Numismatica
  2. 13 points
    Buon giorno a tutti, Innanzitutto vi ringrazio per i complimenti, secondariamente volevo far presente che questo post ha avuto solo l'intento di segnalare, a quanti più appassionati possibili, le nuove pubblicazioni disponibili in digitale sul sito della SNI, naturalmente, senza entrare in conflitto con alcuno e soprattutto non volendo ingenerare nessun tipo di competizione sulla visibilità. Semplicemente, la mia speranza è che quanto viene fatto sia reso disponibile il più capillarmente possibile a chi voglia approfondire tutti i temi della numismatica. Cordialmente Matteo R.
  3. 12 points
    Carissimi, Con grande piacere apro questo post per presentarvi la prossima conferenza organizzata dal nostro Circolo (permettetemi di segnalare come si tratti della quarta conferenza organizzata in circa 4 mesi dopo quelle della dott.ssa Baldassarri e dei dott. E. Arslan e A. Savio) Domenica 5 maggio ore 10:00 – 12:00 «Il patrimonio numismatico del museo della zecca di Roma» A cura del Colonnello Domenico Luppino L'evento è ovviamente gratuito e aperto a tutti Spero di potervi vedere numerosi !! Per chi non conosce l'indirizzo: Palazzo Ducale piazza Giacomo Matteotti, 5 16123 GENOVA. Entrando da piazza De Ferrari seconda porta trovi una targa con scritto Storia Patria Matteo Schivo Segretario del Circolo Numismatico Ligure “Corrado Astengo”
  4. 8 points
    allora… non ho riscontri positivi in Falerii, e in generale c'è una certa evanescenza… l'occhio, il collo, il naso che di solito è ben marcato... la ghirlanda di norma è più spessa e più folta... c'è comunque un riscontro parzialmente positivo per la tipologia di rovescio su una passata in asta tempo fa…. il dritto non mi convince, ma non mi sento di condannarla al 100% nella mia lista 1 - Buone 2 - Buone ?? 3 - False ?? 4 - False !!! la metterei in categoria 2 al momento , ovevro forse buona...forse no … più che in categoria 3 … che è forse falsa...ma forse….no spero abbiate apprezzato l'alto contenuto scientifico del mio post cmq...da vedere in mano e bene….
  5. 7 points
    Quindi ho effettuato una ricerca sul web in merito e l’unico riferimento proviene da Wikisource che a sua volta riporta un datato (1892) scritto del Gnecchi: “ Numi plumbei”. https://it.wikisource.org/wiki/Numi_plumbei Di seguito un estratto del testo: "… Fra i numismatici della fine del secolo scorso e del principio del presente, s’è fatto un gran battagliare per decidere so veramente l’antichità abbia avuto o no una vera moneta di piombo… La conclusione della lunga battaglia si fu — come a noi ora pare naturalissimo — che le citazioni degli autori latini dovessero prendersi in senso allegorico, che il numus plumbeus dei romani non indicasse una speciale e reale moneta: ma fosse semplicemente un modo di dire, press’a poco equivalente all’espressione vile moneta dei nostri giorni: e che quindi vera moneta di piombo non abbia mai esistito nel mondo romano, quantunque di tali monete abbiano dimostrato l’esistenza nell’antico Egitto, nelle Gallie, in Numidia e forse a Siracusa… lo strano sta in questo, che tutta la battaglia venne impegnata e combattuta a proposito di quei piombi romani numerosissimi… ad essi si propriamente si può applicare l’appellativo di numi plumbei, salvo vedere poi in qual senso tale denominazione sia da intendersi. Certo sono più rari degli altri, e forse non vennero in luce che in questi ultimi tempi. I grandi scavi di Roma e, più che altro, i lavori per la sistemazione del Tevere ne hanno portato recentemente in luce una grande quantità, e in questi ultimi anni ne ho potuto mettere insieme alcuno centinaia… Questi piombi sono imitazioni o. più propriamente, riproduzioni di antiche monete e specialmente di denari della Repubblica romana, senza riguardo ad epoca: ma ve n’ha anche buon numero che riproduce monete d’argento, e alcuna anche di bronzo dell’impero, cosicchè a loro si conviene veramente il titolo fin qui usato a torto di numi plumbei… Si presentano in generale anneriti dal tempo, ma perfettamente conservati, se provenienti dal Tevere, mentre invece sono coperti di polvere bianca d’ossido e più o meno ossidati e scomposti anche all’interno, se provenienti dalla terra… … mi pare non si possa uscire dalle seguenti categorie, fra le quali procederemo per via d’eliminazione: a) Prove di zecca. b) Tessere. c) Monete genuine. d) Anime di monete falsificate. e) Monete false. a) Da parecchi numismatici li ho intesi classificare per provo di zecca. A me pare che si potevano forse ritenere per tali quando il loro numero era tanto esiguo: ma ora che tanti ne vennero in luce, davvero mi sembra che il loro numero sia una seria obbiezione a tale classificazione… b) Come Tessere, è troppo ovvio che lo Stato non avrebbe mai permesso di fabbricarne coi conii delle monete correnti… c) Lo stesso ragionamento vale per escludere l’ipotesi che i piombi in discorso fossero monete genuine. Prima di tutto monete genuine di piombo non ne conosciamo nè nel fatto nè nel diritto, ossia nè ci rimasero di cotali monete — provato che siano tali — nè sappiamo d’alcuna legge che mai le avesse autorizzate… d) Di anime di monete falsificate ne conosciamo di ferro e più specialmente di rame, sulle quali era applicata una sottile lastrina d’argento, formando così le cosidette monete foderato o suberate, comunissime nella serie romana più che in qualunque altra e segnatamente nella serie repubblicana… E poi, non sono i soli denari d’argento che riproducono questi piombi, bensì anche monete repubblicane e imperiali di bronzo, e qui la teoria non reggerebbe più in nessun modo. Avendo escluso una dopo l’altra quattro delle categorie, non ci rimano che fermarci alla quinta, quella delle monete false, la quale sembra essere l’unica che ne spieghi razionalmente l’esistenza. Nuove, le monete di piombo simulavano benissimo le monete nuove d’argento; ossidate — e il piombo si ossida presto — assumevano quel colore neutro, che moltissimo assomiglia all’argento usato, e potevano anche confondersi colle varie tinte del bronzo in circolazione. … Il piombo poi è il metallo che meglio si prestava alla falsificazione pel suo grave peso, e poteva allettare molto i falsificatori per la facilità sia di stamparvi le impronta con un conio di poca durezza formato sulle monete correnti, o anche per essere fuso in forme preparate colle stesse. Ci sono rimaste abbastanza numerose le forme in argilla di monete del III secolo (io ne posseggo alcune di Massimino Daza, Costantino Magno, Costantino II, Crispo, etc.) nella quale o falsificatori privati o fors’anche qualche officina monetaria, a risparmio di tempo, colava il bronzo, per farne monete, che entravano poi in circolazione. Ora l’operazione riesciva molto più facile col piombo. Esaminando attentamente le monete di piombo, pare veramente di poter concludere che, se una buona parte di esse furono coniate, altre furono prodotte colla fusione; e nulla osta a che si adoperassero i due sistemi. Quello però che si rileva certamente è che i conii o gli stampi adoperati per l’una o per l’altra operazione non erano fabbricati ex novo, e non erano incisi appositamente; ma semplicemente riprodotti sulle monete in corso, che capitavano alla mano e quindi d’ogni conservazione. Alcuni si vedono improntati su monete nuove a fior di conio, altri invece su pezzi di mediocre o cattiva conservazione. Né si può ammettere che la corrosione di molti piombi, possa essere la conseguenza della lunga circolazione. Prima di tutto perchè non possono averne avuta una molta lunga, e dal momento che venivano riconosciuti falsi, erano buttati via, e poi perchè il loro stato presente lascia abbastanza chiaramente trasparire il loro stato originario, come un’impronta d’una moneta, in qualunque modo fatta, lascia vedere lo stato della moneta da cui fu tolta. In altre parole molti piombi sono per sé stessi di buonissima conservazione, sono cioè a un dipresso allo stato in cui furono originariamente prodotti, ma evidentemente il conio originario non riproduceva che un’impronta molto stanca. E di questo si può avere un’idea abbastanza chiara, osservando la tav. IV, in cui è riprodotto un certo numero di piombi a diversi gradi di conservazione. Una certa maggiore difficoltà s’incontra a spiegare piombi riproducenti monete di bronzo; ma la difficoltà non è insormontabile, so si considera che grande era la differenza di valore fra il bronzo e il piombo, e grande la facilità di fabbricare tali contraffazioni, mentre il piombo presto ossidato prende quella tinta neutra o nerastra, che può benissimo confondersi colle variate tinte delle monete di bronzo da lungo tempo in circolazione. Concludendo dunque, tutti i piombi antichi riproducenti monete non si possono considerare altrimenti che come monete false. " Quindi un falso d’epoca … voi avete trovato altri riferimenti più recenti? O siete in possesso di altri “numi plumbei”? (che a dir del Gnecchi erano abbastanza comuni?) D’altra parte il piombo era abbastanza diffuso in ambito romano antico… relativa economicità, buon reperimento, bassa temperatura di fusione, alta malleabilità anche in caso di coniazione… un affare!!! Ciao Illyricum
  6. 6 points
    Le monete "bucate" hanno sempre stimolato la mia fantasia. Per ognuna c'è una storia. Bucate perché ritenute false o troppo basse di peso, bucate perché appese al collo per devozione, bucate per ornamento di vesti o cinture, .... bucate per chissà che motivo. La mia famiglia aveva una casa in montagna, usata in estate per la fienagione, il gabinetto era all'aperto, sopra la "cort", il letamaio, ed era di legno. All'interno vi erano inchiodate tre monete, una non ricordo assolutamente cosa fosse e di chi (ero bambino), una di rame di modulo largo di Vittorio Emanuele II, ed una di Francesco Giuseppe. Sopra vi era intagliata la scritta Ca nasin ; in friulano significa Che annusino. Una testimonianza di astio verso le autorità. Le tre monete, che immagino di nessun valore, sono state asportate dai razziatori di cose antiche e prodotti degli orti che anni fa percorrevano le montagne friulane ( Le loro auto erano targate TV; mi scusino gli amici trevigiani, ma quand'ero bambino avevo imparato ad odiare quelle incursioni nelle borgate ormai disabitate del Friuli Occidentale). Un esempio di "monete bucate". Tutte con una storia. Chissà se qualcuno ha trovato in un mercatino una di quelle monete e l'ha acquistata per poco, e ha fantasticato sul motivo del buco, certo senza immaginare che era testimonianza di sofferenze di vita e di soprusi o semplicemente di idee politiche.
  7. 6 points
    Ciao a tutti, sperando di fare cosa gradita,posto qualche foto fatta al volo in una visita allo splendido Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo. Qui oltre al Guerriero di Capestrano,nella sezione numismatica si possono ammirare alcune monete di Atri.
  8. 5 points
    Recuperare? Qui non c'è bisogno di recuperare nulla, i tondelli si lasciano cosi come sono, hanno subito la decorazione del tempo attraverso tinte e pseudo forme che sono venute a crearsi. La magia della vita.. Continua a studiarle e condividere con noi, le conservazioni non devono per forza diventare ossessive, altrimenti poi non ci si ferma più nenche a guardare qualcosa che sia sotto lo spl, e magari con qualità storico e incisorie maggiori come questa stupenda due lire del cinquantenario dell'unità d'Italia, che io annovero fra le mie preferite per il suo rovescio in pieno stile Liberty. Ciao Eros
  9. 5 points
    Vorrei ringraziare pubblicamente tutti coloro che hanno letto il mio saggio sperando che l'abbiano trovato utile e interessante; ad oggi ha avuto più di seicento visualizzazioni.
  10. 5 points
    Vorrei fare pubblicamente un elogio a Rocco, per tutto quello che ha postato sino ad oggi, e per come trasmetta amore e passione per la numismatica. Grazie Eros
  11. 5 points
    Buonasera a tutti proseguo nelle condivisioni mostrandovi una moneta abbastanza rara, tra le prime a entrare nella mia piccola collezione, la cui acquisizione risale addirittura a circa 40 anni fa. Non è periziata ma mi è sempre piaciuto considerarla autentica. Ricordo peraltro che ai tempi della mia laurea (1980) , di cui fu uno dei regali, fu pagata se ricordo bene la cifra rispettabile per quei tempi di 650.000 delle vecchie lire. Quindi suppongo sia buona. 😒 In ogni caso ha un valore affettivo molto importante per me. Scusate sempre per le foto imperfette. Grazie a tutti dei commenti e cari saluti
  12. 5 points
    Vero, Luciano, hai ragione. al di là delle esimie rarità in MB o meno (io per riempire un buco, come si vede, mi abbasso anche al M o al tanto vituperato D della Liretta per Dalmazia e Albania), ritengo che democraticamente tutti i tondelli hanno uguale dignità. E, come storia "materiale", sicuramente molto più lunga ed avvincente (benché sconosciuta) dei loro fratelli fortunati usciti di zecca e rimasti per secoli fermi. Con tutta la loro meravigliosa bellezza ma come immobilizzati. Non è un discorso pauperistico, sebbene pezzi come la bellissima Giustina di @DOGE82 sia davvero eccezionale benché deturpata, o come tutti i nostri Grossoni del Foscari (chi può giurare di averne uno non tosato?), o come le miriadi di Soldi e Bezzi totalmente appiattiti, o ancora gli innumerevoli buchi nei grossi buoni (o falsi) o come i torneselli che giravano nelle colonie egee o come tante oselle disappicagnolate... La numismatica di "serie B", che brutta espressione, oggettivamente rappresenta la maggior parte in percentuale dei pezzi veneziani esistenti, e non solo. Non ha diritto di essere mostrata, meno ancora venduta se non in lotti multipli (quanti ducati, mezzi ducati, quarti eccetera abbiamo preso per un prezzo cadauno di due o tre euro, mocenighi e marcelli, gazzette anonime, soldini, quattrini o anche addirittura zecchini), o nei mercatini, o -nella migliore delle ipotesi- estreme rarità che solo l'occhio dell'appassionato riesce a discernere tra mille tondelli arrivati ormai ai confini dell'esistenza materiale? Lo ammetto: a volte mi è venuta la tentazione di aggiudicarmi un lotto multiplo di quelli che non ti danno soddisfazione economica né artistica, di quelli che sono descritti genericamente come "lotto di monete veneziane di varie epoche, Ag e Cu, 25 pezzi, B-MB, 50 euro", dove la maggior parte sono repliche di repliche di repliche di soldi da 12 che ho già. Poi magari ci scappa qualche moneta interessante ma ovviamente niente di eccezionale (tranne rarissimi casi). Per non sembrare ipocrita, ho anche io nella mia piccola collezione veneziana pezzi di serie A e di serie B (e di C). Ma mi piace poterle considerare tutte uguali davanti alla legge, senza distinzione di razza, sesso e religione. Infatti stanno tutte vicine. Mi piace prendermi cura di questi figli di un dio minore.
  13. 5 points
    CIao, Come ti ha spiegato il numismatico, il periodo della prestigiosa zecca di Napoli...è moltoooo lungo.... Ti ha anche dato un ottimo consiglio, inizia a leggere e studiare tutta la base storica (vicende) del periodo in questione e capisci da quale sei più attratto. Le monete sono tantissime.....e non solo, ma ricche di varietà. Parlare di tipologia per questo lungo perido.....ti ci vuole mezza vita...se non tutta intera. Di conseguenza ti divido già quelli che potrebbero essere dei macro-periodi nei quali potresti inserirti e rimani più affascinato: Periodo Angioino Perido Aragonese Periodo Spagnolo (con i suoi vicerè) Periodo Austriaco (breve) Periodo Borbonico (quello più lungo e ricco di monete e varietà). In questi interni...puoi iniziare a collezionare. Benvenuto tra Noi.
  14. 5 points
    Anche io sono rimasto affascinato da questa tipologia monetale, e l'ho collezionata per tipologia limitandomi alle piastre, scudi e ducati in argento. Il Regno di Napoli inizia con la dinastia Angioina, fine 1200, fino al 1816, con Ferdinando IV, poi I, quando instaurerà il Regno delle Due Sicilie. Le tipologie monetali sono molte, dai tagli in rame (grani cavalli e tornesi, a seconda delle epoche) fino si vari tarì, carlini, ducati o piastre in argento (anche qui, a seconda delle epoche). Ovviamente non manca l'oro, con delle tipologie assolutamente stupefacenti per pregio artistico (il saluto o la doppia di Carlo V ad esempio). Per prima cosa ti consiglio di esplorare il catalogo online del forum, in modo che a costo zero puoi iniziare a prendere confidenza sulle varie epoche e sulle varie tipologie monetali che si sono susseguite. Per il momento ti consiglierei di non comprare nulla. È una tipologia molto particolare, anche non facile da assimilare specie se si viene dalle decimali (o peggio ancora non si è mai collezionato monete moderne prima) per acquistare dimestichezza è necessario un certo periodo di studio, ma anche di poter vedere in mano le monete (che potrai fare ai vari convegni che ti suggerisco di frequentare) Leggi e segui le discussioni passate di questa sezione, segui le aste cercando di registrarti le foto e le descrizioni delle monete (e relativi passaggi d'asta) e leggi leggi leggi leggi leggi... e vedi tante tante tante tante tante monete in mano (preferibilmente) resistendo alla tentazione di comprarle nei primi tempi. qualsiasi domanda, noi siamo qua
  15. 5 points
    Ebbene si ... mi avete scoperto, sono Luciano. Sonia è mia moglie, ma sarebbe troppo lungo da spiegare
  16. 5 points
    Buongiorno a tutti, Ferdinando II, 60 Grana 1847 su 1846
  17. 5 points
    Si rovescio frutto del caso, una serie di eventi, la figura sotto è la Providentia, su cui è stata battuta sopra con il secondo conio di martello l’altro rovescio. allego un’immagine di un rovescio con la Providentia a scopo illustrativo.
  18. 5 points
    Buona domenica delle Palme a tutti, @eracle62 Sostituire il mio precedente 9 Cavalli 1789 con uno migliore non è stato per niente facile. ...Si tratta della Variante con al rovescio la C del valore più piccola.
  19. 5 points
    obolo di Ariminum (Rimini) , testa di Vulcano / guerriero gallico
  20. 4 points
    Tari' e Carlino coniati per l'occasione (a Vienna) delle nozze di Ferdinando IV e Maria Carolina. Magliocca 352 e 353
  21. 4 points
    Taglio: 2 Euro CC Nazione: Spagna Anno: 2015 Tiratura: 4'200'000 Condizioni: BB Città: Pavia (PV)
  22. 4 points
    Oggi va di ripostigli monetali del III secolo... e in particolare vi presento un ritrovamento inglese meno famoso di altri, ma comunque studiato e pubblicato (in Coin hoards from Roman Britain vol IV): Si tratta quindi di un ripostiglio di medie dimensioni che rientra nel tipico panorama dell'hoarding britannico del periodo. Questo il pezzo che ho acquistato con questa provenienza: Gallienus. Antoninianus (19.5mm, 2.61 g, 12h). Zecca di Roma - 7a emissione (262 d.C.) D\ GALLIENVS AVG R\ LIBERT AVG, Liberalitas stante a sinistra con tessera e conrnucopia MIR 36, 457–8 var. (rev. legend); RIC V (sole reign) 227–8 var. (rev. legend of 231–2); Cunetio –; I. A. Carradice, “The Market Deeping, Lincs., hoard” in Coin Hoards in Roman Britiain IV (1984), p. 46 and 62 (this coin). Ex N. M. McQ. Holmes collection (CNG eAuction 442/2019) - Ex Glendining’s (30 September 1998), lot 139 (part of) - Ex Deeping St. James (Market Deeping), Lincolnshire, Hoard (1980) [IRBCH 699]. La particolarità di questo pezzo è la legenda del rovescio LIBERT AVG che è riferita alla Libertà, ma che qui viene invece abbinata alla personificazione della Liberalitas! Si tratterebbe apparentemente di un unicum di Gallieno... da capire se volontario oppure frutto involontario dell'incisore che ha approntato il conio scolpendo LIBERT al posto di LIBERALIT o perché illetterato o perché... aveva preso male le misure dello spazio a disposizione rimediando quindi questa abbreviazione!
  23. 4 points
    Fra tante discussioni dove si mostrano delle bellezze assolute (ben vengano) o discussioni dove si specula sul BB+ o qSpl, diamo dignità anche a queste monete sofferte, oltraggiate ed abusate, dove il grado di conservazione non ha ragione d'essere; eppure anche queste hanno svolto il loro precipuo dovere e meritano il nostro rispetto, almeno quello storico .... anche se io penso che meritino anche un pochino di quello numismatico.
  24. 4 points
    Taglio: 2 Euro Nazione: Lussemburgo Anno: 2017 Tiratura: 50.000 Conservazione: SPL Città: Torino
  25. 4 points
    Cosa vuol dire “ superiorità in fatica del lavoro ...” il lavoro e’ lavoro e sul forum siamo tutti uguali o no ?
  26. 4 points
    @bizerba62, in effetti questa discussione mi era sfuggita. E sai perché? Perché campeggia in home sempre il solito argomento(questa mattina su ben tre discussioni), sempre l'auto-adulazione di qualcuno e si perdono i connotati della realtà e di superiorità in fatica(non mi sovviene altra terminologia) del lavoro svolto dalla SNI, come quello di digitalizzare le riviste numismatiche e la RIN. Complimenti a @rongom e a tutti gli altri per il tempo dedicato a tutti noi. Grazie e saluti Michele
  27. 4 points
    Permettetemi una digressione ... tanto il "concorso" è chiuso Per gli amanti della scultura dei tetrarchi (mi ci metto anch'io), infissa nell'angolo della Basilica di San Marco a Venezia. Sembrerebbe impossibile, ma a Venezia non ci sono molti esempi di sculture e manufatti in porfido rosso; certamente c'è qualche elemento in porfido rosso qua e la, come parte di pavimenti marmorei, mosaici e simili; a Venezia si preferiva generalmente usare il marmo rosso veronese (ce l'avevano a portata di mano) ed i manufatti in porfido rosso sono quasi totalmente provenienti da Costantinopoli, presi ai tempi della IV crociata. Oltre al gruppo dei tetrarchi, poco sopra, sullo spigolo della balconata della Basilica, c'è collocata una testa in porfido rosso; data la sua conformazione è assodato che si tratti della testa di un imperatore del tardo impero. Gli studiosi, confrontandola con l'immagine posta su alcune monete, avrebbero determinato che si tratti di Giustiniano I; ne prendo atto essendo totalmente digiuno in materia. Per i veneziani non era importante determinare chi fosse, loro avevano deciso che quella testa rappresentava quella del Carmagnola, condottiero e capitano generale della Serenissima che venne decapitato nel 1432 per presunto tradimento e connivenza con il nemico (Filippo Maria Visconti), durante la guerra contro il ducato di Milano. La testa, esposta al pubblico come era usanza e apposta sulla balconata, doveva fungere da monito al visitatore ed ancora oggi, per i veneziani, è la testa del Carmagnola.
  28. 4 points
    Non ti offendere giacutuli, ma se vuoi imparare qualcosa, inizia ad accettare i pareri degli altri anche se non sei d'accordo. La moneta, ad essere generosi, arriva appena al BB. Anche se non è stata toccata da tanti anni perchè conservata da tuo nonno prima e da tuo padre dopo, non vuole dire che la moneta, ai suoi tempi, non abbia circolato. Poi sei libero di considerarla anche FDC+ ma se chiedi un parere non ti offendere se altri non la pensano come te
  29. 4 points
    taglio       2 euro TYE paese  Estonia anno 2012 tiratura 2.000.000 condizioni bb città Milano
  30. 4 points
    Seguo l'invito di @adolfos con un altro piccolo indovinello. Metto un lato solo per non farla troppo facile. Buon divertimento!
  31. 4 points
    Dato che si cita anche Numeriano, vi segnalo questo mio recente contributo https://www.academia.edu/37428577/UN_INEDITO_ANTONINIANO_DI_NUMERIANO_CESARE_-_Panorama_Numismatico_n.337_marzo_2018
  32. 4 points
    La monetazione di Napoli è stupefacente, geniale e intrigante proprio grazie all’inventiva dei suoi Ufficiali di Zecca, mastri Incisori in primis; l’anno 1790 fu un anno unico nella storia della zecca, da dove uscirono (fabbricate) monete contrassegnate da 3 (tre) diverse gruppi di lettere che identificavano certamente a quale periodo di quell’anno (mese e giorno) e a quale Ufficiale /Regia Corte (compresa) in carica apparteneva la moneta che si coniò. La monetazione aurea sospesa nel 1785 non è ovviamente interessata a questa mia osservazione, ma di argento e di rame ne venne coniata in grandi quantità. Bene……. Tutti i Nominali fino al Grano da 12 Cavalli vennero ben identificati dalle vicissitudini del periodo che vi riferisco, 1790 (Vi prego di leggere con attenzione gli accadimenti a pag. 134 del Manuale), e le lettere vennero sostituite man mano che gli avvenimenti accaddero; ma mentre, come era di consuetudine, inserire dette lettere fino al 12 Cavalli, nei Nominali inferiori questo non era permesso (anche per questione di spazio nei campi al rovescio di queste piccolissime monetine) … di conseguenza il mastro incisore dell’epoca (un fenomeno di quell’epoca… fidatevi), Domenico Perger….si inventò un qualcosa di “diverso” per distinguere a pari maniera, anche se senza le sigle che erano ben evidenti sui Nominali di cui ho riferito (quelli maggiori), coni (anonimi/diversi) che potessero ben identificare in egual maniera le stesse persone le cui iniziali comparivano senza alcun dubbio. Sono nate grazie al sottoscritto (ma non me ne vanto per i meriti), i coni dei 9 cavalli a lati curvi e a lati dritti, i 4 ed i 3 cavalli (di cui discutevamo) con SICI e con SICIL….l’unico “neo” che mi rimase, fu quello del 6 cavalli, ma prima o poi anche qui scoprirò la varietà nel 1790….ci deve essere per forza. La monetazione di Napoli è FDC "eccezionale" quando la si studia......
  33. 3 points
    Buon sabato a tutti, Aggiungo a questa bella discussione di @Gallienus il mio 60 Grana 1855. Particolare che caratterizza alcuni esemplari è la fitta rigatura a pettine nel bordo del dritto. Auguro a tutto il Forum e agli Amici della sezione una felice e serena Pasqua.
  34. 3 points
    Non ho un 1818 da postare, ma un bel 1817, un "pelo" più raro. In tal caso FDC vero con patina.
  35. 3 points
    Buongiorno @nikita_, il risultato c'è ! Ti posto il mio, anch'esso in modesta conservazione, ma già averli...😉 Saluti e buona Pasqua.
  36. 3 points
    Cartolina Satirica Italiana : Vittorio Emanuele III impegnato nella lettura di un manuale di Numismatica mentre il figlio lo invita a studiare la geografia si allude alla questione irredentista di Trento e Trieste
  37. 3 points
    Con l' avvento al potere di Augusto inizio' per Roma un lungo periodo di rinnovamento edilizio , tanto che Augusto stesso dichiaro' di aver trovato una Citta' fatta di mattoni (in Tufo) , e di averla lasciata di Marmo ; rinnovamento edilizio che in pratica prosegui almeno fino a tutto il IV secolo . Quindi l' approvvigionamento di Marmi sempre piu' belli , rari e preziosi divento' in epoca imperiale una urgente impellenza per Imperatori , Senatori e facoltosi cittadini privati romani , la prima sorgente di Marmi , dove per il termine generico Marmi si intendono diverse pietre di diversa natura : dai Marmi propriamente detti , cioe' una pietra sedimentaria che ha subito un lieve metamorfismo , alle pietre di natura prettamente vulcanica e di natura metamorfica , fu l' Egitto con le ricche cave che servirono per le particolari costruzioni dei Faraoni , tipo gli Obelischi e di tantissime sculture , la prima regione ad essere intensamente sfruttata dai Romani , sia portando a Roma Obelischi e sculture gia' pronti/e , sia incrementando gli scavi delle cave gia' aperte . Ma anche la Grecia e l' Asia mediterranea , in particolare l' attuale Turchia , erano ricche di pietre ornamentali , altri giacimenti erano in Nord Africa , in Gallia e in Hispania ; anche l' Italia aveva i suoi giacimenti di cui il piu' importante era nelle Alpi Apuane , cave ancora oggi intensamente sfruttate . Insomma le varieta' di queste pietre o Marmi , erano talmente tante che secondo le caratteristiche tecniche di ognuna di queste , venivano utilizzate per costruzione di edifici , per sculture o semplicemente per ornamenti all' interno di Templi e case signorili . In foto la cartina del Mediterraneo con le cave da cui provenivano i principali approvvigionamenti di Marmi e un elenco descrittivo , con foto e utilizzi specifici , delle varieta' di Marmi utilizzati dai Romani .
  38. 3 points
  39. 3 points
    ciao, parlando di conii rari e che si vedono poco vi posto questi per un commento.
  40. 3 points
    Perdonate il titolo poco serio e per nulla accademico ma volevo ridare visibilità a un antoniniano "anomalo" di cui già avevo discusso in passato. Si tratta di un pezzo attribuibile a Salonino da Augusto poiché riporta al dritto proprio tale sfortunato imperatore figlio di Gallieno con il titolo appunto di Augusto, mentre al rovescio troviamo una tipica "FIDES MILITVM" di Postumo (RIC V 59). La moneta apparve sul mercato la prima volta nel 2015 nell'asta n. 40 di P. F. Jacquier, questo il link diretto al lotto in catalogo: https://www.sixbid.com/browse.html?auction=2249&category=45214&lot=1902474 Inutile dire che da subito aveva catturato la mia attenzione in quanto a questo sovrano ho dedicato diverse ricerche poi confluite in un primo breve saggio pubblicato su Numismatic Chronicle con l'aiuto di @Illyricum65 per la traduzione in lingua inglese e per la revisione delle bozze. Attenzione che avevo riportato subito a mo' di appunto sul forum qui: Lo studio del pezzo poi era ufficialmente approdato in un articolo di aggiornamento sul materiale noto di Salonino da Augusto pubblicato su Panorama Numismatico lo scorso anno: https://www.academia.edu/29069817/Tre_nuovi_antoniniani_a_nome_di_Salonino_Augusto Infine, recentemente, il pezzo è apparso in asta da CNG in quanto confluito nella collezione N. M. McQ. Holmes dedicata alla dinastia Valeriana e ora proposta appunto in vendita presso questa casa d'aste: Nel catalogo il pezzo era così descritto: Il riferimento al lotto precedente è per un altro pezzo che ibrida Salonino (questa volta da cesare) con un rovescio da Postumo (però ben più tardo rispetto al tipo FIDES): Entrambi i pezzi sono rari e interessanti, ma il precedente presenta la particolarità di ibridare Salonino da Augusto utilizzando quindi un prototipo ben più raro. Le ipotesi di produzione sono sostanzialmente due: (1) un pezzo ibrido creato per errore con conii originali di cui uno superstite di Salonino, o in un ambiente di zecca o ad opera di maestranze che avevano sottratto i conii per una produzione illecita (2) un pezzo ibrido creato per fusione (o coniazione) in una officina locale utilizzando l'impronta per dritto e rovescio di due pezzi ufficiali rispettivamente di Salonino da Augusto e di Postumo L'ipotesi più probabile è la seconda. Di certo si tratta dell'unico antoniniano di Salonino da Augusto noto come ibrido con Postumo oltre che l'unico di produzione locale. Pezzo interessantissimo e assai raro che, ora, è finito fresco fresco nella mia collezione arricchendola di una bella dose di storia!
  41. 3 points
    Segnalo lo studio di Alessandro Giaccardi intitolato: Il sistema monetario di Ferdinando IV di Borbone Liberamente disponibile su: https://independent.academia.edu/AlessandroGiaccardi
  42. 3 points
    Ciao Nicolò, sei già sulla buona strada. Il Forum con tutte le sue discussioni, le domande e i post di risposta sono un grande passo per chi come te vuole iniziare questa bella avventura. Troverai da solo il periodo o le tipologie che più ti appassioneranno. Tutti qui in sezione saremo disponibili ad aiutarti per ogni tuo dubbio.... In fondo siamo una famiglia unita dalla stessa passione. Benvenuto!
  43. 3 points
    È questo il punto della discussione? A distanza di anni si continua a dire che questo denaro è sporco. Non credo lo si possa condannare tutto, gettando via il bambino con l'acqua sporca. No, il punto è che lo sTATO per raggiungere i propri scopi utilizza metodi discutibili e, almeno in questo caso, illegali. Tutte le chiacchiere che abbiamo fatto mi pare si siano schiantate su questa sentenza: forse mi sono perso qualcosa? ho frainteso la sentenza? In ogni caso la mossa di Monti, anche se con il sostegno parlamentare, fu un abuso. Una bassezza paragonabile a molte altre perpetrate nel corso degli anni da amministrazioni a vari livelli (T-red, avvocatura che non paga risarcimenti ecc.) che nel tempo ha eroso la fiducia dei cittadini. Lo stato non punta all'equo, punta il tuo portafogli. Ora ciascuno ha le sue idee, ma la sentenza parla chiaro. Che senso ha continuare a difendere l'operato di Monti riguardo la prescrizione anticipata? Si, era confortato da una maggioranza parlamentare. No, non poteva fare quel che gli pareva giustificando con "servivano soldi ed il fine giustifica i mezzi"; poteva muoversi "solo" nei limiti della costituzione. Li oltrepasso', lo dice la consulta. Buona serata.
  44. 3 points
    Dico la mia, giusto perchè, anche se non sono proprio attivo, ogni tanto mi affaccio, leggo e partecipo nel settore "Richiesta Identificazione/valutazione/autenticità", se posso do il mio micro-contributo Rispondo, se è nelle mie possibilità naturalmente, anche a chi non saluta e non ringrazia, perchè sono convinto che con pazienza bisogna accogliere tutti. Come è stato detto e ricordato più volte ai nuovi utenti, non siamo un motore di ricerca, ma persone disponibili, ma non lo sanno....! Potrebbero essere digiuni su tutto, anche su come utilizzare un pc, non vedo nessuna malafede e maleducazione in questo. Noto che le mancanze di questi utenti che pongono per la prima volta una domanda, sono spesso evidenziate da chi risponde in modo piuttosto acido, come se a tutti i costi si vuol redarguire qualcuno. Sono impreparati sulla numismatica, su come funziona il sito, su come scegliere la sezione giusta, su come postare una foto, e tanto altro ancora... Peso e diametro mancano? ma credete veramente che i digiuni in materia pensano che possano servire? Il post non è una email, possibilmente viene visto come un semplice form, forse non sanno nemmeno che si comincia con un saluto, che si chiede per piacere, che si ringrazia e quant'altro. Quello che voglio dire è che se sono così basta ricordaglielo nei giusti modi o non si risponde.
  45. 3 points
    Ma quell'emoticon va bene per una ricerca su ebay.... meglio questo
  46. 3 points
    Una ulteriore precisazione tecnica sulla base di quanto scritto da Pietro. Le monete, fino a quasi la fine del periodo Sagnolo, erano coniate a martello. Ciò significa una coniazione molto imprecisa, che può dare impressione a chi ci si avvicina per la prima volta di monete assai brutte. Come ti dicevo poco sopra, la monetazione Napoletana richiede un certo periodo di assimilazione. Tanto più la parte delle monete coniate con questa tecnica. Ti consiglierei quindi di iniziare dal periodo più vicino alle monete decimali, e poi via via andare a ritroso nel tempo. In questo modo darai al tuo occhio (ed al tuo sapere), il giusto tempo di poter pian piano assimilare il concetto di "difetto tecnico", ed imparerai anche quel gusto estetico che ti permetterà di padroneggiare una tua personale valutazione estetica per le monete più "problematiche" ( di cui ti allego un semplice esempio, che potrebbe apparire... "sconcertante"). Tradotto in parole semplici, parti dall'esplorare la monetazione Borbonica, dal Regno delle Due Sicilie: 1817 in avanti, e fino alla Sua caduta, 1859. Impara le varie tipologie monetali, la tecnica di coniazione e le relative problematiche; Ti aiuterà tantissimo nella valutazione tecnica. Puoi allargare i tuoi orizzonti acquistando libri che parlano delle sigle impresse, o della storia dietro i vari stili dei ritratti. Assimilato questo periodo, potresti retrocedere al periodo 1794-1816. Sembrerà riduttivo per molti, ma meglio procedere per gradi, assimilare BENE le problematiche di conio, la qualità del metallo, il concetto di brillantezza, e come si riconosce l'usura dalla debolezza di conio. E così via via... Un ulteriore piccolo approfondimento storico. Il Vicereale è un periodo vastissimo, storicamente parlando. Il ducato di Milano, come il Viceregno di Napoli, era sotto l'egemonia del potente impero spagnolo. Se vorrai, avrai la facoltà di espandere i tuoi interessi monetali anche alla zecca Milanese (che, sembra assurdo, ma ha una tipologia monetale ancora più vasta di quella Napoletana). Se ciò avverrà, avrai scoperto la punta di un Iceberg chiamato Numismatica, e allora non ti fermerai più. In allegato: Mezzo Ducato 1610, Filippo III
  47. 3 points
    Salve, segnalo : http://www.ilgiornaledellanumismatica.it/?p=16121
  48. 3 points
    Non conoscevo affatto la storia che ci hai raccontato, molto interessante. Così come trovo interessante la testa di porfido che fa bella mostra di sé sulla balconata della Basilica di San Marco. In effetti (guardandola con il senno di poi), con riferimento al diadema, mi ricorda quella di Giustiniano come e' possibile vederla nei mosaici di San Vitale a Ravenna. Certo colpisce la durezza dello sguardo dritto innanzi, con le sopracciglia arcuate. Infine, sono contento che anche a te piaccia il gruppo dei tetrarchi😉 che, a come vedo, ha molti estimatori. Grazie per i contributi. Allego un interessante articolo. Ciao da Stilicho SPOLIA_COSTANTINOPOLITANI_compressed.pdf
  49. 3 points
    Buon pomeriggio Questa l'hai già "mandata" e ti si è risposto. Se le altre le "mandi" allo stesso modo: anche no! A seconda del tipo di moneta devi inserirla nella relativa Sezione, postando fronte e retro della stessa. Se poi ci aggiungi un saluto, un per favore ed un grazie, le tue richieste saranno certamente meglio accolte ed esaudite. saluti luciano
  50. 3 points
    É una nota moneta di Zenone... Appena riesco vi scrivo
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