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Showing content with the highest reputation since 07/09/2020 in all areas

  1. Buonasera a tutti i cari amici del forum, torno ad aprire una discussione dopo quasi due anni dall’ultima volta. Mi ero un pochino allontanato dalla mia cara collezione ma ora, complici alcuni eventi che mi sono accaduti ho deciso di riprenderla e non lasciarla più ehehe Ma veniamo a noi, qualche giorno fa avevo annunciato in un altro topic che avrei aperto una discussione per discutere pareri e considerazioni sull’ultima moneta aggiunta in collezione. 120 grana 1825, Francesco I Primo anno che aggiungo di questo regnante, piastra presa per un dritto fuori dal comune secondo me. Trovo difatti raro vedere così bene l’espressione del sovrano, o ad esempio l’orecchio e la capigliatura così ben definiti anche in esemplari un pelo più alti. La moneta dal vivo presenta una freschezza nei campi che non mi aspettavo, e che con le prime foto (le trovate nella discussione “le più belle delle nostre collezioni”) sono certo di non aver inquadrato, mentre stavolta credo di riuscire a farli vedere anche a voi. (la foto del rovescio fatta sul velluto è ahimè uscita sfocata, ne posto una fatta ieri sulla sua bustina) Veniamo ora ad una questione più annosa, il venditore non si è espresso sul grading, ed io l’ho comprata come un buon BB. Una volta arrivata come detto ne sono stato decisamente sorpreso. Ma ora lascio la parola a voi su questo 😜 Riempiamo un poco la discussione di piastre di Francesco I, voglio vedere anche le vostre
  2. Buon sabato a tutta la sezione, contribuisco alla discussione postando la mia soli reduci del “1” tipo o conio...! Buon fine settimana a tutti e complimenti per tutto ciò che postate e scrivete...
  3. Buongiorno ai cari amici del forum “Più belle delle nostre collezioni” Vi faccio vedere una che io metto nella mia top 3 Dovrei averla già postata nel forum due anni fa, ma recentemente ho fatto foto migliori a gran parte delle mie monete. E così anche a questo spicciolino. 4 cavalli 1804 del mio amato Ferdinando IV personalmente non ne ho mai vista una con questi rilievi e questa freschezza del metallo
  4. Grazie! Sembrerebbe avere il dritto migliore del R/, non solo per i rilievi ma per una brillantezza del metallo più accentuata. Confermi? Vi allego anche io la mia
  5. Buongiorno ragazzi, Filippo II Tornese con Cornucopia, doppia data. Un caro saluto, Rocco.
  6. Buongiorno a tutta la sezione, continuo con la condivisione di un altro Grano 1637 (doppia data) per Filippo IV. Busto con corazza e simbolo del coniatore Q E tre pallini sotto lo stemma a lati dritti nel rovescio. Notate la forma del tondello, sagomato per essere portato al giusto peso.
  7. Buonasera a tutti, è vero, mi sto lasciando tentare dal Viceregno, e dalla sua monetazione così varia, ma a dirla tutta avevo già dei pezzi sparsi in collezione da tantissimi anni, solo grazie al forum ho rivalutato i pezzi che avevo e se potrò ne prenderò ancora, purtroppo non riesco a seguire un filo logico, prendo le monete così come vengono, poi devo dire che l'incontro con i 9 cavalli è stato Amore a prima vista, ho letto alcune vecchie discussioni ed in alcune ho postato i miei piccoli, ricordo con piacere le discussioni di @Rocco68, di @eliodoro, i 9 cavalli di Filippo IV che ha in collezione @gennydbmoney, sono affascinato da questo nominale di cui ho 3 esemplari più un quarto (anno 1630)che è in viaggio.. 😊 Non trovate che sono graziosi fotografati insieme? Ovviamente sono più belli di come li immortalo io in foto. Saluti Alberto
  8. Come già anticipato in questa bella discussione di @Litra68 sul Viceregno, sto visionando per studio e per mio grande piacere, una Collezione di monete Calabrese. Voglio mostrarvi uno dei pezzi più rappresentativi del gruppo riguardante il rame di Filippo IV : Grano 1636 con doppia data e simbolo del coniatore 8 Osservate il Busto corazzato del Re, in questo pezzo non ha il collare del Toson d'oro ma il solo mascherone. So che non è il periodo più collezionato da molti in sezione, ma mi piacerebbe leggere i vostri commenti. Un caro saluto a tutti. Rocco.
  9. 1943 20 Centavos Messico 1943
  10. Buonasera miei cari. Come ho detto al momento mi è impossibile fare nuove foto alle mie piccole, ma proprio stamattina si è aggiunta una new entry nella mia collezione. Avevo deciso di non postarla perché volevo aprire direttamente una nuova discussione e mostrarvela con foto migliori. Ma dato che forse per fare questa cosa ci vorrà un po’ di tempo allora ve la mostro con le foto fatte stamattina appena arrivata. (Sappiate che appena potrò la inserirò ugualmente in una nuova discussione chiedendovi pareri ehehe) piastra 1825 di Francesco I Dalle foto vi assicuro non si nota una freschezza dei fondi che io stesso non mi aspettavo.
  11. MASSIMALE

    Sterline e multipli nelle nostre collezioni

    Buonasera, anche io volevo partecipare alla discussione con la presente: Sovereign 1884 M "stemmata" forse ho esagerato con il formato foto "pizza" , comunque presenta un gran lustro. Sono ben accetti opinioni e pareri. Con la speranza di far cosa gradita. Un cordiale saluto.
  12. chievolan

    Sigillo con aquila

    Magari è perché la tua richiesta è fatta nella sezione sbagliata ( pesa ... c'è anche una sezione di Araldica, dove potevi rivolgerti) ? Magari perché se ne deduce che ti sei approcciato al Forum senza leggere alcuna delle informazioni che qualcuno si è dato la pena di illustrare chiaramente ? Magari perché manca una qualche formula di saluto ? Magari è per le foto ? Tanti motivi per ignorare la tua richiesta.
  13. Qualche tondello di Francesco I è giunto a noi ancora in buone condizioni.
  14. Ciao Il giorgino con legenda SANCTVS GEMINIA al verso, in luogo del più comune NOSTER PROTECTOR (e abbreviazioni varie) è a mio parere da considerare una tipologia intermedia e sicuramente frutto di una attività speculativa e truffaldina dello zecchiere. Nel tuo esemplare le sigle IT non si vedono bene ma in altri esemplari risulta evidente una certa difformità per forma e dimensione fra la I e la T. La legenda del dritto inoltre riporta le abbreviazioni FRA I MVT REG Z D VIII dove la Z è propria dello zecchiere Elia Teseo (sigle ET). Il verso è inoltre sovrapponibile per legenda e stile del santo ai versi dei giorgini prodotti da Elia Teseo per il Alfonso IV, successore di Francesco I. In definitiva, a mio parere, il buon Elia Teseo, in una fase di passaggio fra la gestione a nome di Francesco I e quella a nome di Alfonso IV, deve aver pensato bene di modificare un conio di dritto di Francesco I, togliendo dalla sigla dello zecchiere la E e aggiungendo la I (che rimanda a Josefo Teseo), omettendo poi di usare l'argento previsto dai vigenti capitolati... tanto la colpa sarebbe caduta sull'ignaro Josefo. La giusta attribuzione e la colpa sono, a mio parere, ben evidenziati da quanto illustrato all'inizio: legenda e stile del verso; legenda del dritto (con Z in luogo di ET)... e da un singolo esemplare palesemente in rame prodotto per Francesco I con le sigle ET, passato qualche tempo fa in una vendita pubblica. Il tutto farà parte di un aggiornamento allo studio sulla monetazione bassa a nome di Francesco I che sto preparando e che comprenderà anche il rarissimo giorgino con testa rivolta a sinistra che il nostro @Cioso recentemente si è aggiudicato... un saluto Mario
  15. E dopo avervi fatto vedere la 1818 testa piccola Ecco a voi la sorellina testa grande (che io preferisco come stile)
  16. taglio         2 euro cc paese     Monaco anno 2013 tiratura 1.226.631 condizioni bb++ città Milano
  17. Buongiorno a tutti amici, Voglio presentarvi l'ultimo arrivo in collezione appena consegnato...mi piace particolarmente perché sono riuscito a riportarla nella sua terra natia. Spero piaccia anche a voi. Un saluto a tutti. Raffaele.
  18. Mi avete fatto venire voglia, posto uno dei miei ultimi acquisti, mi piace molto e direi che sarà a casa sua in questa discussione. Saluti Alberto
  19. Buon fine settimana a tutti, Ultima Piastra del Regno di Ferdinando II, la 1859. Variante caratteri grossi al rovescio. Un caro saluto, Rocco.
  20. Discussione interessante. Credo si possa parlare con alta probabilità di falsi (anche senza esame diretto) perchè: 1) vi è un eccesso relativo di questi conii a fronte di conii molto diversificati per tutti gli altri esemplari; 2) alcuni esemplari presentano difetti ripetitivi (es. graffi) negli stessi punti (transfer-die da moneta originale segnata); 3) il fatto che alla fine Bolaffi abbia ritirato le monete, unitamente a quello che gran parte di questi esemplari è andata invenduta o è stata pochissimo contesa in asta, indica ulteriormente la loro non originalità. Non si può a priori escludere un ritrovamento di monete appena battute (dunque provenienti da pochi conii diversi), ma per esperienza so che questa è una scusa che serve spesso a dissimulare l'immissione di falsi in asta ed inoltre l'usura degli esemplari tende ad escludere questa ipotesi. Ho passato in rassegna un database con i risultati che riporto in tabella. Ho identificato 14 vendite di falsi (per 10 esemplari diversi) su 88 saluti d'oro di Carlo I d'Angiò (circa 10-15%) in circa 10 anni. Ho indicato i conii di D/ con numeri arabi, quelli di R/ con lettere maiuscole, convenzionalmente. L'identificazione dell'accoppiamento 2-A (asta Bolaffi 32) rende immediatamente falsi gli esemplari 2-B. La gran parte dei falsi sono di tipo 1-A. Provengono tutti da poche case d'asta italiane o con ascendenza italiana (Hess-Divo, che raccoglie materiale da commercianti italiani), spesso le meno accorte in quanto a competenza numismatica medioevale, suggerendo un'officina di falsi "nostrana". Bolaffi fa da padrone in questo poco onorevole campo: nell'asta 33 ha presentato ben 5 esemplari di cui 4 con il medesimo conio di D/ e R/ (possibile non sia venuto a qualcuno qualche dubbio ...); di questi esemplari falsi uno è stato venduto (n. 799) mentre uno presentava un diverso accoppiamento di conii. Tre degli invenduti sono gli stessi presentati e ritirati nell'asta 37 appena trascorsa.
  21. Finalmente arrivato : Pingone Filiberto Augusta Taurinorum 1777 Torino , Volume dove viene narrata la storia di Torino lungo i secoli. Testo in latino arricchito da stampe di monete classiche e anche sabaude.
  22. Buon pomeriggio a tutti, Oggi voglio condividere con voi amici questa mia piccola... Spero vi piaccia. Saluti a tutti. Raffaele.
  23. Buonasera a tutti, nuovo arrivato in Collezione Litra68. Cavalluccio Aquilano Mi è piaciuto per tre motivi. Ritratto di Ferdinando Scritta RENGNI Ribattuto per le leggende al diritto e al rovescio oppure scivolamento di conio? Cosa ne pensate? Saluti Alberto
  24. Buongiorno a tutti, appena arrivata in Collezione Litra68. Piastra 120 grana 1842 Ferdinando II Come dirà sicuramente Sergio @motoreavapore, '' Modello base'' Saluti Alberto Ps. Foto alla mia maniera. 😊
  25. Buongiorno a tutti, A distanza di tanti anni riprendo questa interessante discussione per condividere un Mezzo Carlino di Filippo III con cerchio perlinato, che in questo esemplare si presenta al rovescio intorno al Tosone girato a sinistra. Al dritto Filippo III è volto a destra ed entrambe le sigle sono sotto il Busto. È stato censita questa variante nel frattempo? Grazie a chi vorrà rispondere.
  26. Cari Lamonetiani, oggi Vi presento un appunto (grazie a Mario Limido che me l'ha concesso e che troverete insieme a tanto altro sul Gazzettino #7), ossia il risultato di cosa può succedere quando il conio-martello non è ben stabile al suo posto nel punzone: Ed ecco la "Briciola Numismatica" che Vi preannunciavo (i valori estrapolati provengono dal Montenegro 2015 e dal Gigante 2016):
  27. Ciao a tutti amici, Voglio condividere con voi l'ultima piastra di Ferdinando II. Le foto non sono il massimo ma vi assicuro che in mano è stupenda. Spero vi piaccia. Un saluto a tutti. Raffaele.
  28. Sono davvero contento che da questa moneta si sia sviluppata un’interessante discussione, grazie ancora a tutti per gli interventi. @mariov60 dopo i tuoi interessanti interventi sono andato a confrontare il mio giorgino oggetto della discussione, con un altro giorgino di Alfonso IV sempre della mia collezione. Sembra proprio che quello che ipotizzi tu sia vero, uno dei miei giorgini di Alfonso IV (Del quale allego foto) presenta un rovescio derivante dallo stesso conio con il quale è stato creato il rovescio del giorgino di Francesco I... questo credo possa fugare ogni dubbio su chi fosse realmente lo zecchiere al momento dell’emissione di queste monete. A riconferma di tutto ciò, alcuni giorgini di Alfonso IV (tra cui appunto il mio) presentano un colore tendente al rame più che alla mistura, dovuto ad una mistura molto povera di argento. E qui credo che il cerchio si chiuda!
  29. Ah un grosso modulista come Doge82 non può tenere in collezione piccoli moduli in rame... Cedila a Fabry61 ! Te lo dice uno che però qualcuno ne ha... ☺️
  30. La via Appia antica nel suo lungo percorso da Roma a Brindisi era un museo a cielo aperto , questa sua prerogativa era naturalmente scontata per gli abitanti dell’ Impero abituati a percorrerla su e giu’ tra due file laterali di monumenti funebri , miliari , luoghi di sosta per il riposo , centri abitati grandi e piccoli e citta’ ; normalita’ per gli antichi e questo valeva un po’ per tutte le arterie stradali romane , ma non per noi uomini posteri che percorriamo le moderne strade e autostrade spoglie di bellezze architettoniche , anzi spesso anche dissestate . Per fare un piccolo esempio di quanto si trovava sulla via Appia in un piccolo borgo quasi sconosciuto ai piu’ , e’ quello rinvenuto nel 1856, in località Albero in Piano a Rapolla , localita’ della Lucania in provincia di Potenza sul versante orientale del Vulture , zona ricca di acque termali ; una breve presentazione storica di Rapolla per meglio inquadrare il contesto storico, da Wikipedia : "La leggenda vuole che la sua nascita sia da collocarsi nell'XI secolo a.C. ad opera dei discendenti del mitico eroe Diomede che costruirono nella zona tra il Vulture e l'Ofanto alcuni tempi tra cui quello di Venere a Rocchetta e quello di Apollo a Rapolla, da cui l'etimo dell'antica Strapellum che potrebbe essere derivato da stratiotai apollon che significa soldati a guardia del Tempio di Apollo.[senza fonte] La storia ufficiale di Rapolla risale al V secolo a.C. ad opera dei coloni greci che fondarono, in Italia meridionale ed insulare, la Magna Grecia. Assieme ai maggiori centri dell'epoca: Metaponto, Heraclea, Taranto, Siponto, Bari, Lucera e Troia, Rapolla si configura come una delle sentinelle greche più estreme nell'entroterra. Notizie più precise sono legate alla battaglia di Heraclea nel III secolo a.C., sulle coste ioniche, quando le truppe del generale romano Luscino ritiratosi nell'entroterra lucano dopo la sconfitta con i greci di Pirro e i loro Trenta Elefanti, si accamparono sulle Terrazze del Cerro site a oriente del territorio rapollese; di lì i romani intravidero una fortificazione ai piedi del Monte Vulture: era l'allora Strapellum, un fortilizio militare con un tempio greco al centro dominato da una torre; quando i soldati romani oltrepassato il vallone dell'Ontrolmo entrarono a Strapellum, ansiosi di incontrare la Cavalleria Lucana, videro gente riversa a terra e resti di battaglia; allora, convinti di non aggiungere "sangue al sangue" i soldati romani posero sulla porta del paese (presumibilmente l'Arco dell'Annunziata) una mattonella di terracotta rossa con una iscrizione recante due serpenti attorcigliati che nel linguaggio militare romano di allora voleva dire, "Attenzione: è luogo sacro, non si passa, non si fa rumore". Tale significato attribuito ai due serpenti rimane dubbio in quanto oggi sullo stemma comunale i due serpenti attorcigliati stanno a raffigurare le due fiumare Melfia e Ontrolmo che delimitano, sui versanti nord e sud, il vecchio centro abitato. In epoca romana si hanno notizie legate alla battaglia contro Annibale in contrada "Querce d'Annibale" dove il condottiero africano si sarebbe accampato prima della battaglia contro il console Marco Claudio Marcello della vicina Venusia, nel 210 a.C. In epoca romana Strapellum faceva parte dell'Apulia e fu nominata da Plinio (circa 70 d.C.), nell'elenco delle città Daune, ed aveva un'importante funzione di crocevia per i traffici lungo la via Appia, assieme alla vicina Venusia, come testimonia il ponte ancora ben conservato in località Toppo d'Avuzzo. Altra testimonianza d'epoca romana è il Sarcofago di Rapolla rinvenuto nel 1856 in località Albero in Piano, lungo il toperchio una donna dormiente. Conservato oggi nella torre dell'orologio del castello di Melfi, la sua datazione è da riferirsi intorno alla seconda metà del II secolo d.C. Un'argomentata ipotesi è che il monumento possa essere appartenuto ad una esponente della gens Brutia. Gruppo familiare di origini lucane, asceso a grande potenza in età imperiale e molto legato alla dinastia degli Antonini, al punto che Bruzia Crispina sposerà l'imperatore Commodo . Il sarcofago venne trovato lungo il tracciato della via Appia antica nel XIX secolo , e' in marmo ed è tra i migliori esempi di arte funeraria dei maestri dell'Asia Minore, esso raffigura nella parte inferiore una serie di divinità e sul coperchio la donna sepolta in grandezza naturale" Qui , nei pressi di Rapolla , lungo il tracciato stradale dell’ antica via Appia , venne trovato uno dei piu’ bei sarcofagi romani ad oggi conosciuti e risalente alla seconda meta’ del II secolo d. C. Controversa l’ identita’ della donna romana raffigurata sul coperchio del sarcofago , alcuni pensano che sia Emilia Scaura , ma essendo questa donna vissuta nel I secolo a. C. , questo non coincide con lo stile artistico del sarcofago attribuito al II secolo d. C. Chiunque sia la donna sepolta , nulla toglie alla grande bellezza artistica di questo monumento funebre situato in una zona abbastanza secondaria ed appartata della via Appia , questo fa riflettere su quanto doveva essere presente quando la via si avvicinava od usciva dai medi e grandi centri abitati che questa attraversava lungo il suo percorso da Roma a Brindisi . http://www.ilquotidianodellapa.it/_contents/news/2015/ottobre/1445511464242.html
  31. Altro Grano del 1636, Con simbolo del coniatore "O" Questo esemplare è stato coniato su un tondello "maltagliato" con i bordi assottigliati. Al dritto si è impresso solo il Busto corazzato di Filippo IV che riporta al collo un bel tosone.
  32. Questa è d'ogni alto ben nido fecondo Vinetia: et tal che chi lei vede, stima Veder raccolto in breve spatio il mondo E' questa la didascalia di una stampa acquarellata di autore anonimo, riportata in uno dei celebri volumi di Giacomo Franco, editi a Venezia, rispettivamente nel 1610 e nel 1614. Venezia, a quel tempo, era ancora una delle capitali europee più frequentate, una metropoli dove frotte di forestieri vi giungevano per commerciare e fare affari, leciti e non; tanti pellegrini vi arrivavano ancora per imbarcarsi e raggiungere la Terra Santa, anche se in misura ridotta rispetto al secolo precedente e parecchi stranieri la sceglievano per turismo. Nel 1565, proprio per “aiutare” i forestieri, era stata data alle stampe una vera e propria guida turistica, intitolata: “Catalogo de tutte le principal et più honorate cortigiane di Venetia”; chissà se a distanza di qualche decennio erano uscite nuove edizioni più aggiornate. Proprio così; Venezia non incentivava solamente il turismo religioso o colto, non reclamizzava solamente le sue chiese che contenevano importanti reliquie di santi e beati, le sue bellezze architettoniche ed i suoi preziosi prodotti, ma anche la sua mondanità suddivisa tra feste religiose e laiche che occupavano una buona parte dell'anno ed il meretricio costituiva un importante corollario. Poi c'erano sempre i “Tolomazi”, veri assistenti turistici che aiutavano gli stranieri a scegliere dove dormire, pranzare, fari acquisti. La Serenissima ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti della propaganda, ne sono prova la diffusione di libri, quadri e stampe, nei quali ha comunicato alle masse, dentro e fuori dai propri confini, una profusione di argomenti che suscitassero curiosità e consenso. Un'azione incessante di marketing ante litteram, posta in opera per creare consenso intorno alla propria immagine, per indirizzare messaggi persuasivi e seducenti che riguardassero i propri ordinamenti politici e sociali, le proprie conquiste territoriali, la bontà ed esclusività dei propri prodotti. Anche le numerose feste religiose e le cerimonie laiche che si svolgevano nell'arco dell'anno ed alle quali i Doge era obbligato a partecipare insieme ai maggiorenti della Repubblica, servivano per esaltare l'immagine che Venezia voleva infondere. Libri, quadri, stampe, finanche le medaglie, ma non le monete, sebbene queste ultime, fin dall'antichità, abbiano svolto una non secondaria funzione di veicolo propagandistico. Inutile cercare tra le monete di ordinaria emissione qualche soggetto che possa servire a questo scopo; lo sappiamo bene che in queste monete troveremo sempre raffigurate le medesime immagini: il leone marciano, il Doge, il Cristo, la Madonna, san Marco o santa Giustina, la Giustizia o la rappresentazione muliebre di Venezia; gira e rigira, pur modificando abbinamenti e rappresentazioni, le immagini sono sempre queste. Bisogna spostare quindi la nostra attenzione sulle oselle ed è in queste particolari e periodiche emissioni, che troviamo qualche eccezione. Non dobbiamo però pensare che queste siano state concepite effettivamente per comunicare alle persone la bellezza di Venezia in modo esclusivo; la rappresentazione di un luogo o di un soggetto veneziano è sempre secondario, è una rappresentazione scenica che accompagna un messaggio di altra natura, politica e/o economica, ovvero una importante ricorrenza. Vediamole queste eccezioni. Sebastiano Venier Doge LXXXVI, 1577-1578. Osella anno I, 1577. D:/ San Marco seduto in trono a s., benedice con la d. e porge con la s. il vessillo al Doge genuflesso che regge nella d. un ramo di palma, mentre un angelo alle sue spalle gli impone il corno dogale. R:/ MAGNA DEI MISERICORDIA SVP N OS (Grande è la Misericordia del Signore sopra noi) Veduta di Venezia con imbarcazioni e galere alla fonda nel bacino; in alto, il Redentore con le braccia aperte. In questa osella, si vuole ricordare la partecipazione del Doge alla battaglia navale di Lepanto, viene raffigurato con in mano un ramo di palma, portatore di pace, mentre l’ angelo gli impone il corno dogale a premio della vittoria conquistata. Al Rovescio è evidente l’allusione alla peste che afflisse la città per due anni, la cui fine fu pubblicamente sancita il 21 luglio 1577. La legenda ha affinità con il passo dell'inno Te Deum Laudamus: «fiat misericordia Tua, Domine, super nos», che si riferisce alla fine del flagello. La veduta prospettica a “volo d'uccello” di una porzione di Venezia non è particolarmente curata nei dettagli; l'incisore ha inserito giusto gli elementi che la caratterizzano, come le due colonne, il palazzo ducale con i suoi archi, la chiesa di San Marco con le sue cupole, il campanile, la torre dell'orologio con l'arco che immette nelle Mercerie e confusi tra le imbarcazioni in rada, si scorgono i fabbricati costituenti la Punta del Sale e la dogana per le merci che provenivano dal mare. A sinistra del campanile si può anche osservare una grande cupola che mi è sconosciuta e che non sono stato in grado di identificare. Segue ... saluti luciano
  33. Ciao Beppe @giuseppe ballauri, ti accontento subito, questa è la mia, molto simile a quella di @Raff82, comprata molti anni fa da un caro Amico. P.S. mi fa sempre piacere leggerti, mi sei molto simpatico. Saluti, Sergio. Scusatemi tutti ma i like sono finiti.
  34. Puma_135o

    Ultimo acquisto

    Ciao a tutti, volevo condividere con voi il mio ultimo acquisto, di cui sono molto felice. Dato che ancora non ho un criterio legato al tipo di collezione, se non quello - appunto - delle monete romane imperiali, mi baso molto sulla sensazione che mi da' la moneta. Bando alle ciance, eccola qui.
  35. Buona sera a tutti amici, @Litra68 @giuseppe ballauricome non essere d'accordo con voi...il nostro patrimonio è talmente ricco e importante che è veramente un peccato che sia inaccessibile. Intanto mi avete fatto venire voglia di postare il mio ultimo acquisto scusate ma le foto sono del venditore. Spero piaccia. Saluti Raffaele.
  36. .. varianti su denaro tipo " comunale " della zecca di Verona. Buongiorno. Sull' onda, riferita alla moneta uscita dall'asta Artemide sopra riportata, volevo mostrarvi alcune varianti o presunte tali. Sul fatto che la moneta uscita in asta sia assolutamente" inedita", volevo riportare le monete con tipologia "diversa", tralasciando punti o puntali, che servivano probabilmente per distinguerne le varie emissioni..o errori accidentali in fase di realizzazione. A suo tempo mi ero appassionato di questa moneta, andando a fotografare o ad acquistare ( anche dato dal prezzo contenuto di questa tipologia considerata comune ) questo tipo di conio. Delle varianti " interessanti " ce' sicuramente la legenda retrograda e questo altro tipo, che al posto della - I - di FRIR, ha due cunei con una linetta sopra. A mio avviso si tratta della rottura del conio, anche perche' la parte finale della moneta non risulta coniata. Vi mostro solo il D/ di ogni conio, per vedere meglio le differenze : MONETA N.1 di conio " regolare " MONETA N. 2 con legenda retrograda MONETA N. 3 con cunei al posto della - I - di FRIR ( da notare anche con legenda retrograda ) Questa moneta e' sempre stata " snobbata ", ma se studiata a fondo, puo' riservare gradite sorprese.
  37. Anche a me il "Re Lazzarone" è molto simpatico. Se mi permettete un accostamento azzardato ed anacronistico, lo paragonerei a Vitt. Emanuele II. Secondo me, fossero stati contemporanei sarebbe stati dei "compagnoni". Poco interessati alle incombenze di Stato che la carica richiedeva, delegavano e si rifugiavano nei Casini di Caccia e...nei Casini di altra natura. Avevano mogli severe e ligie alle consuetudini regali. Perchè non accettare l'alcova di procaci contadinotte o belle donne della piccola nobiltà? Avevano il potere di farlo certamente, ma ebbero il coraggio di "rompere 'etichetta" e comunque si sono goduti la vita. Vittorio Emanuele II , nelle valli della mia Provincia ( Cuneo ) ha lasciato decine di figli illegittimi ( che una volta venivano chiamati "bastardi" ). Non li poteva riconoscere, ma a tutte le madri lasciò comunque un vitalizio ed in qualche caso un titolo nobiliare. Sposato con Maria Adelaide d'Austria la rispettò e forse l'amò senza passione. Il suo amore era e sarà sempre una donna normale, Rosa Vercellana ( la Bela Rosìn ) che sposò con matrimonio morganatico ( senza titolo di Regina e senza diritti di successione per i figli). Due bei tipi anticonformisti ( almeno per quanto riguarda la loro vita personale ), e proprio per questo mi sono simpatici. Scusate la digressione storica.. Ciao Beppe
  38. Ne esistono diversi esemplari e, quando in buone condizioni, ne risulta evidente la coniatura. I migliori presentano anche porzioni di leggerissima argentatura superficiale. Il fatto che il verso sia stato realizzato con punzoni utilizzati anche per il giorgino a nome di Alfonso IV testimonia del fatto che la moneta è stata prodotta con materiale creatore proprio della zecca modenese. Da evidenziare che Elia Teseo fu lo zecchiere che condusse la zecca modenese negli ultimi anni di vita di Francesco I e per tutto il periodo di governo di Alfonso IV; aveva quindi accesso al materiale utilizzato per entrambi i duchi... e nel periodo di transizione deve aver approfittato dell'occasione... che, si sa, "fa l'uomo ladro". a dimostrazione di quanto scrivo anticipo un paio di immagini da cui si possono ben comprendere alcune delle caratteristiche che ho sopra descritto... (difformità delle lettere nella sigla, stile del santo, legende, argentatura residua) e il particolare di un altro esemplare che ne prova la coniatura... vedi la perlinatura L'esemplare di @Cioso , a mio parere, risulta butterato e per l'azione di agenti aggressivi incontrati nel luogo di giacitura, con rilievi più lisci per un'azione meccanica (penso... successiva e ben fatta) vòlta proprio a renderli più leggibili ed accettabili; pratica abbastanza diffusa su monete in queste condizioni... E qui mi fermo... altrimenti cosa ti mando come aggiornamento finale? ciao Mario
  39. Caro @El Chupacabra, complimenti per le tue bellissime chicche numismatiche, sempre molto godibili e interessanti . Questa in particolare mi ha incuriosito per due motivi . Il primo è legato al fatto che possiedo un cent prora rame rosso Del ‘15 con la suddetta curiosa, a mio avviso elegante e “pregevole” anomalia (già postato tempo fa sul thread “rame rosso” e che di seguito ripropongo, scusandomi per la modesta qualità della foto e Dell’ interferenza della bustina ) . In secondo luogo , voglio segnalare All’ attenzione tua e degli amici lamonetiani L’ipotesi alternativa, pubblicata su un thread tempo fa, riguardo la genesi di questa ed altre anomalie di duplicazione (e non ribattitura) delle immagini di conio specie sul R. Questa deriverebbe, secondo L’ autore, che ripropone L’ ipotesi a partire da analogie su straniere, in particolare cent USA, da un difetto di produzione del conio a partire dalla punzonatura dello stesso, che porterebbe a sua volta a produzione in serie (ridotta) di tale anomalia, escludendo in parte o in tutto, l’ ipotesi di rotazione/ slittamento/ribattitura in fase di coniazione. Non mi dilungo oltre, sospendo il giudizio e attendo il tuo @El Chupacabra e vostro, amici lamonetiani . Ecco il link dell autore . Mi attendo osservazioni evidence-based 😉 https://www.erroridiconiazione.com/c-9-1-sdoppiamento-del-conio/
  40. La causa è da attribuire alla pressione esercitata durante la coniazione.
  41. Stilicho

    Denario di Traiano

    @Malikalkamil Ciao, devo dire che e' proprio un bel denario. Sulla classificazione RIC hanno gia' detto tutto Agricola e Ross 14. Per tua utilità ti allego l'estratto corrispondente del RIC e del Cohen (e' la C 366 come puoi vedere dallo stesso richiamo del RIC) e la scheda della moneta (che manca su Wildwinds). http://numismatics.org/ocre/id/ric.2.tr.151 Buona serata. Stilicho
  42. La storia di questo quattrino fu piuttosto breve. Infatti dopo questi due dogi non venne più coniato. Qui viene illustrato uno dei probabili ''colpevoli'' di questa breve esistenza. Un falso d'epoca. La moneta presenta tutte le legende al contrario e sul rovescio il leone è rivolto vs. destra. Per approfondire l'argomento consiglio la lettura dell'articolo del nostro @fabry61. Arka Diligite iustitiam
  43. Tra i volumi della mia biblioteca numismatica sono particolarmente legato a quelli che trattano la storia monetaria medievale, in particolare da tempo ricerco e raccolgo dei volumi particolari, le edizioni Variorum Reprints, che riuniscono in un solo libro la produzione saggistica più rilevante di noti studiosi, spesso questa produzione di saggi e articoli è dispersa in una moltitudine di pubblicazioni miscellanee e periodiche di difficile reperimento e consultazione e averla a disposizione in una serie di bei volumetti maneggevoli e compatti è decisamente piacevole, probabilmente è il modo migliore, oltre all'allestimento di una biblioteca digitale, per raccogliere questo tipo di testi che nella loro forma originale si mangerebbero uno spazio enorme, senza contare i costi economici necessari, in particolare per gli estratti che quando si trovano hanno un prezzo unitario notevole. Di sotto pubblico una foto di alcuni dei volumetti in oggetto inerenti alla storia monetaria medievale che sono riuscito a reperire, si tratta della summa di tanta saporitissima e polposa sapienza monetaria prodotta da alcuni dei più bei nomi della numismatica e della storia economica: R. S. Lopez, Alessia Rovelli, Cécile Morrisson, Philip Grierson...
  44. 1943 Stati Uniti d'America, 1 Centesimo D, (zinco)
  45. Buonasera a tutti, da sempre innamorato del rame dai piccolissimi nominali di Ferdinando IV ai grossi moduli di Ferdinando II soprattutto, ho recentemente aggiunto alla mia collezione un bel 10 Tornesi con data ambigua 1835/1836 amore a prima vista.. 😊 Magliocca 670 o 670a? Cosa ne pensate? Saluti Alberto
  46. Buongiorno a tutti e un buon fine settimana, leggevo gli ultimi interventi, di @sandokane @ART, io mi sono fermato un po' prima, è stata e rimarrà una bellissima discussione, spero con il tempo ci siano altri apporti e arricchimento, non è stata un solo riportare delle schede, ma un interessante discussione tecnica, dove veramente si sono riportati fatti che non tutti sapevamo, complimenti ancora a tutti. Saluti Alberto
  47. Non condivido come non condivido l’opinione di ART. montanti non credo che l’uomo della strada ignori ai livelli citati la parola ‘numismatica’ avrei piu’fiducia ( bisognerebbe fare un’agile inchiesta..) la numismatica non e’ scienza minore ma ben definita è inquadrata nell’ambito delle scienze storiche. Libri sulla numismatica sono stati pubblicati quasi dall’inizio della stampa - libri sulla botanica, chimica, e altre discipline ( inclusa la scienza della guerra) sono venuti dopo. la numismatica e’ disciplina universitaria e riempie biblioteche . La storia della ceramica, dei mobili d’epoca o degli orologi no. non parlerò’ del mercato che muove la passione per le monete. se a qualcuno non interessa o disprezza addirittura la numismatica problemi loro. Io tiro dritto con la mia passione e i miei studi. Mi spiace per loro ma a me fanno felice. Spero che anche loro che trovino qualcosa che li renda felici altrettanto 😬
  48. Mamma mia @Raff82! Questa è la moneta del Regno di Napoli che mi piace di più e purtroppo quando ti innamori... l'oggetto delle tue brame si fa desiderare! In parole povere la desidero e purtroppo mi manca! Belli i ritratti del Re e della moglie, straordinario e fuori dagli schemi il Rovescio. La tua è una bella moneta che dà lustro ad una collezione che, a quanto vedo, è già notevole. Mi piacerebbe vedere postate un pò di Piastre "Soli Reduci" che forse è stata condivisa da pochi ( almeno da quando frequento il Forum ). Poi ci sono anche le "Varianti". Posto una foto di questa moneta che mi è stata venduta da un omino che aveva un colore verdastro e 2 antenne sulla testa... penso sia un falso 🤔 Ogni tanto 2 risate ( soprattutto di questi tempi ) non fanno male! 😆 Ciao e ancora Complimenti! Beppe
  49. Si tratta di un denario FALSO di Faustina II. La moneta é stilisticamente non coerente in ogni suo dettaglio. É comunque il ritratto l'elemento maggiormente anomalo: si tratta di una brutta imitazione del tipo ritrattistico piú giovanile di Faustina II. Questo rovescio non esiste per questa augusta. Si tratta di una tipologia di falsi conosciuta. Il diritto della tua moneta corrisponde ad una serie di falsi pubblicata sul FAC https://www.forumancientcoins.com/fakes/displayimage.php?pos=-16712
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