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"I Servizi Postali dell'Impresa Parisi" documenta un insolito sistema postale privato attivo in Africa Orientale Italiana tra il 1937 e il 1938. L'impresa di costruzioni Saverio Parisi era impegnata nel cantiere di Dillalach, una località remota a circa 90-95 km da Addis Abeba per la costruzione della strada del Galla Sidama. A causa della difficoltà di trasmettere la corrispondenza al quartier generale, l'ingegnere Sighieri di Pisa, direttore dei lavori, ideò un "servizio postale volante". Per garantire il collegamento giornaliero, vennero impiegati circa dieci ragazzi abissini, di età compresa tra gli 12 e i 14 anni che percorrevano l'intero tragitto a piedi. Coprivano la distanza tra Dillalach e Addis Abeba in circa 10-14 ore. I ragazzi venivano identificati come "postini" grazie a un bracciale distintivo in legno inciso, legato al braccio, che fungeva da lasciapassare. La corrispondenza trasportata da questo servizio è ovviamente oggi di grande interesse per i collezionisti di storia postale, sulle lettere veniva apposto un timbro speciale (visibile nell'immagine) in diversi colori: nero, rosso o viola. Il timbro circolare riporta la dicitura "IMPRESA SAVERIO PARISI - SERVIZI CELERI" con al centro il logo dell'impresa. Segue una analoga impronta "Pediposte Mayumba" su cartolina del Gabon viaggiata verso Lambarenè!7 punti
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Vi presento alcune delle più recenti entrate nella mia collezione. Uni degli obiettivi della mia collezione è che le monete che la compongono possano rappresentare alla meno peggio i nominali che avevano a disposizione i nostri antenati in un ben definito contesto storico. Nel caso in oggetto ritroviamo la moneta corrente in rame alla fine del IV secolo, a seguito della riforma monetaria di Teodosio, Graziano e Valentiniano II: La riforma introdusse una monetazione enea basata su 3 nominali (durante il regno di Valente e Valentiniano ne era rimasto in circolazione solo 1, il centennionale da 3 grammi e di diametro di circa 18 mm). Il nominale minore è il cosiddetto nummo, una monetina più piccola del nostro centesimo, del peso di circa 1.1-1.3 g e valore ipotizzato di 6.000 Denari di conto. La moneta immediatamente più grande è il centennionale, con dimensioni simili a quella della nostra monetina da 2 centesimi (18 mm), peso tra i 2 e i 3 g e valore ignoto. Ed infine abbiamo la moneta più grande, che dai pochi documenti arrivati fino a noi doveva avere il nome di decargiro, del peso medio di circa 4.4 g e delle dimensioni simili a quelle del nostro Euro (22-23 mm) e valore nominale anch'esso ignoto, ma ipotizzato in 10 nummi per via del nome. Ovviamente le tipologie in circolazioni non erano solo queste. Ve ne sono state altre, tutte molto interessanti ed esplicative del periodo storico che si viveva. Tuttavia i nominali in circolazione durante il regno di Teodosio e durante i primi anni del regno dei figli dovrebbero essere solo questi 3. Poi gradatamente per motivi non perfettamente noti i nominali maggiori furono messi fuori corso (i tentativi di reintrodurli furono sparuti e poco fortunati fino alla riforma di anastasio alle soglie del VI secolo) e rimase in giro solo il minuscolo nummetto, la moneta principe del V secolo. Tornando alle singole monete, oggetto di questa collezione per nominali: Abbiamo: 1 nummo Teodosio Securitas reipublicae RIC IX 26b Ex artemide 31 lotto 733 1 Centennionale concordia Auggg RIC IX 44 b Ex Naville numismatica 99 lotto 983 1 decargiro Gloria romanorum RIC IX 11c Ex numismatic Naumann Asta 154 lotto 866 Nei prossimi mesi/anni, spero di aggiungere al gruppetto anche un argento.6 punti
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Voglio condividere questa nuova moneta, un 3 grossi di Emanuele Filiberto del I tipo. Le monete con l'elmo ed il cimiero mi affascinano da sempre, penso non solo a me, e da poco ho letto proprio un articolo che raccontava della storia dei cimieri in Italia e del loro uso, prima come rappresentazione del cavaliere in battaglia o nei tornei e poi il suo diventare in araldica un vero segno di lignaggio della casata. Per fortuna abbiamo nella monetazione sabauda parecchi casi in cui questo segno viene impresso sulle monete e per un periodo abbastanza lungo, il che ci permette di vederlo sovente. Il 3 grossi fu emesso seguendo l'ordinanza del 1° ottobre 1554 nella zecca di Aosta con una bontà di 6 denari ed un taglio di 79 1/2 pezzi al marco, fu una coniazione abbastanza abbondante, circa 200.000 monete in quattro anni. Le date conosciute di questa tipologia solo 3, 1555, 1557 e, come questa, 1558.5 punti
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Eccomi scusate il ritorno, ma sono di ritorno ora da un viaggio. @Can Cerbero e @Carlo. vi ringrazio per la citazione. Allora la tua moneta ha diverse caratteristiche molto facili da riconoscere. La posizione capovolta dei fiori di ciliegio lungo i bordi è un buon indizio che rimanda all’era Tenpō, ma da sola non basta per essere sicuri. Oltre alle punzonature sui lati, c’è infatti un’altra caratteristica fondamentale, che nelle monete contraffatte era difficile da imitare. Nelle monete Tenpō originali, il carattere 是 (ze) presenta nei tratti finali una sovrapposizione chiamata kasaneawase (重ね合わせ). Inoltre, i tratti superiori del carattere 常 (jō) hanno una curvatura tipica (wankyoku, 弯曲), un dettaglio che si trova solo negli esemplari autentici. Quindi confermo che sia autentica.5 punti
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Novità editoriale. Finalmente dopo quasi 30 anni, a fine mese sarà disponibile la 2° edizione del catalogo sulle Medaglie Italiane degli ultimi 200 anni dal 1900 al 1946 di Alessandro Brambilla. Oltre 1200 medaglie raffigurate e catalogate, medaglie militari, civili ed ordini cavallereschi, 1° e 2° guerra mondiale e Ventennio. Ben 656 pagine con foto a colori, copertina rigida e controcopertina. Prezzo in prevendita 90,00 euro + 6 euro di spedizione con raccomandata. Spedizioni a partire dai primi di Aprile Inoltre sarà possibile ritirarlo di persona nel mio studio in provincia di Firenze oppure alle fiere di numismatica il 27/28 Marzo a Pistoia, il 10/11 Aprile alla fiera di numismatica a Bologna, 9/10 maggio alla fiera di militaria a Novegro e il 21 Maggio alla fiera di numismatica di Verona. Per prenotarlo potete contattarmi a [email protected] o tramite cell 338-27271035 punti
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Riemerge dal fango a Livorno una rara epigrafe funeraria della gens Anconia fonte: https://www.archaeoreporter.com/it/2026/03/20/epigrafe-romana-livorno/ L'epigrafe romana rinvenuta a Livorno Capita che le scoperte archeologiche più straordinarie avvengano nei modi più inaspettati. È la mattina dell’11 marzo quando in un’area impervia, boschiva e isolata delle campagne livornesi, assiduamente frequentata solo da cacciatori e cercatori di primizie, Roberto Tessari (già vigile del fuoco e oggi membro attivissimo del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese), gironzolando in cerca di asparagi, nota qualcosa di decisamente insolito scivolato nell’alveo di un canale, probabilmente a causa delle continue e abbondanti piogge degli ultimi giorni. Si avvicina e meraviglia delle meraviglie riconosce immersa nell’acqua e nel fango una lastra di pietra rettangolare che riporta ben leggibili tre righe di testo inciso in lingua latina. Nessun dubbio, si tratta di un’iscrizione funeraria integra di epoca romana. Il salvataggio nel fango Tessari contatta subito la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, e invia alla funzionaria le prime immagini. «Quando ho ricevuto le foto sul telefono è stata una vera sorpresa, un’emozione! – spiega Lorella Alderighi, funzionaria archeologa della Soprintendenza – trovare un’epigrafe con un testo integro e così ben conservato nel territorio livornese è un evento davvero raro. L’acqua e il fango, paradossalmente, l’hanno custodita per secoli fino a quando le forti piogge non l’hanno letteralmente spinta fuori dall’argine, rendendola visibile e restituendola a tutti noi». Il recupero della lapide è stato estremamente complesso a causa del terreno impantanato, dell’impervietà del luogo e dell’assenza di strade carrabili; decisivo è stato l’intervento del Comando dei Vigili del Fuoco di Livorno, che ha poi trasferito il manufatto nei laboratori della Soprintendenza di Pisa. Cosa racconta l’epigrafe: identikit di una famiglia «La lapide», spiega ancora Lorella Alderighi, «si distingue non solo per l’ottimo stato di conservazione, ma anche per la qualità dell’incisione: le lettere capitali sono elegantemente impaginate per creare un effetto estetico curato». Il testo, disposto su tre righe principali più una quarta evanide, recita: T(ito) ANCONIO SEVERO ANCONIVS PRISCVS ET SABINIA SEVERA V(ivi) F(ecerunt) La lettura è chiara e l’interpretazione illumina su un quadro familiare nitidissimo. Il monumento è dedicato a Tito Anconio Severo, prematuramente scomparso. A commissionarlo molto probabilmente furono i genitori: il padre Anconio Prisco e la madre Sabinia Severa. La formula finale abbreviata V(ivi) F(ecerunt) indica che i due coniugi fecero realizzare il monumento funerario quando erano ancora in vita, una pratica molto diffusa per garantirsi una degna memoria. Un dettaglio significativo emerge proprio dall’onomastica: il figlio Tito ereditò il gentilizio dal padre (Anconio) e il cognomen dalla madre (Severa), una consuetudine romana per onorare e tramandare anche il ramo materno. Il nomen Anconio e l’ascesa sociale Il gentilizio Anconius è piuttosto raro e deriva direttamente dal toponimo della città di Ancona. Questo dettaglio linguistico, unito alla totale assenza di patronimici e dell’indicazione della tribù di appartenenza, suggerisce un’ipotesi precisa: la famiglia apparteneva quasi certamente al ceto dei liberti, ex schiavi affrancati (forse liberti pubblici o loro discendenti). «Ciò che rende questo reperto affascinante non è solo il dato materiale, ma la storia sociale che ci svela – sottolinea ancora Lorella Alderighi -Tra il II e il III secolo d.C., in Etruria settentrionale, i liberti rappresentavano una classe economicamente vitale e in forte ascesa. Farsi scolpire un monumento funerario raffinato, preparandolo finché si era ancora in vita, era per loro lo strumento principale per ottenere quella “consacrazione sociale” e quel riconoscimento pubblico che i natali umili gli avevano inizialmente negato». Un monumento mai eretto? Resta un ultimo, intrigante mistero. Il sito del ritrovamento non presenta, al momento, alcuna traccia di strutture murarie o di una necropoli. Inoltre, il retro della lapide appare grossolanamente sbozzato e non presenta apparentemente residui di malta, segno che forse non è mai stata fissata a una parete. L’Alderighi non esclude un’ipotesi suggestiva: e se quel bosco isolato fosse stato in realtà il sito del laboratorio di un lapicida e la lapide non fosse mai stata messa in opera nel suo monumento definitivo? Chissà se queste domande troveranno risposta, quel che è certo è che l’archeologia non finisce mai di stupire, anche in quei territori in cui il passato sembra dimenticato…4 punti
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Finalmente un dinaro serbo in zinco del 1942 guardabile, li ho sempre trovati con una estesa patina biancastra deturpante. Per 50 cent: Occupazione tedesca della Serbia (1941-44)4 punti
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Passaggio diretto dalla "ciotola degli orrori" al museo degli orrori 2 tornesi 18544 punti
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Ciao,il tuo sestino appartiene alla variante con cerchio lineare anziché perlinato sia al dritto che al rovescio, inoltre ha come simbolo di chiusura il cerchietto nelle legende al dritto e al rovescio che recitano al D/: LETICIA : POPVLI 〇 anziché LETICIA : POPVLI + e al R/: IVSTVS : REX 〇 anziché IVSTVS : REX ✿ sono da considerarsi più rari...4 punti
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Ciao,come gia detto è un 3 cavalli coniato a Napoli durante il regno di Carlo II di Spagna, è del tipo coniato a martello tra il 1677 e il 1680,nel 1677 abbiamo dietro la testa del Re la sigla OC/A di Ottavio Caropreso (mastro di zecca) e di Marco Antonio Ariani (mastro di prova) mentre nel 1678,1679 e 1680 la sigla è AC/A di Antonio Caputo (mastro di zecca) mentre il mastro di prova è sempre Marco Antonio Ariani... Purtroppo data la conservazione è difficile stabilire con certezza l' anno di coniazione dove troviamo le ultime due cifre della data sotto al busto del Re,anche il simbolo E del coniatore non ci aiuta per associarlo ad una o più date perché in questo caso sembrerebbe inedito, neanche sul Magliocca è censito... Guardando però l'immagine della sigla dietro la testa del Re mi sembra di notare ciò che rimane di OC, generalmente questa sigla si presenta molto ravvicinata e a volte le due lettere si accavallano da sembrare quasi un monogramma e nel tuo esemplare sembra proprio così,in tal caso sarebbe un bel colpo visto che il Magliocca classifica i 3 cavalli 1677 OC/A con rarità R5... Ci tengo a precisare che la mia è solo una supposizione in base alle immagini che vedo,ma sarebbe interessante osservare l'esemplare dal vivo con l'aiuto di una buona lente... In ogni caso anche le altre date sono rare tra R2 e R3, è una moneta difficile da reperire in alta conservazione ma comunque il tuo esemplare è in discreta conservazione e sicuramente sopra la media, peccato che non si veda la data...4 punti
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Torna Pistoia CollExpo! La più grande fiera del collezionismo storico dell'Italia centrale, con borsa scambio e conferenze a tema, va in scena con la sua sesta edizione presso il centro espositivo "La Cattedrale" di via Pertini (davanti alla stazione FF.S.) nei giorni: Venerdì 27 marzo dalle 15 alle 19 Sabato 28 marzo dalle 9 alle 18 Sono, come sempre, in essere convenzioni alberghiere e a pochi giorni dall'evento sarà come sempre stilato l'elenco completo degli espositori. Chi avesse intenzione di partecipare come espositore è pregato di farlo il prima possibile compilando l'apposito modulo di partecipazione, le iscrizioni chiuderanno presto. Pistoia vi aspetta!4 punti
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Consiglio la vecchia scatola di scarpe, con all' interno qualche granello piccolino di naftalina profumata avvolta in un pezzettino di cotone posta negli angoli. Costo zero durata infinita. Va ogni tanto aperta e arieggiata, evitare umidità, sole e calore diretto. Riporre le cartoline in verticale senza schiacciarle troppo, eviterei anche di riporre le cartoline in plastichine di qualsiasi tipo, con il tempo tendono ad attaccarsi. Con questo sistema sono arrivati a noi grandi quantità di materiale cartaceo custodito dai nonni nei vecchi armadi e cassettoni.4 punti
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Buon Pomeriggio a Tutti, condivido con Voi questi nuovi 10 euro austriaci in argento proof .925 che verranno emessi il 25.03.2026, ma che ho ricevuto oggi. Si tratta della terza moneta di 4, della serie costumi tipici austriaci e di tendenza, che commemora il tessuto Loden. A diritto oltre al valore, ricami floreali e di tessuto in rilievo. A rovescio donna con abito tipico e scialle in loden verde e pecora alle sue spalle che simboleggia la lanosità del materiale del loden. Dettagli tecnici della moneta : tiratura 30mila, diametro 32 millimetri, peso 16,82 grammi. Il packaging mi sembra accettabile e la capsula si toglie facilmente dal suo alloggiamento. Grazie per l'attenzione.3 punti
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Dopo l'autorevole intervento di @simonesrt, che come al solito ha chiarito in modo cristallino la situazione, personalmente trovo alquanto surreale e assai velleitario il seguito della discussione. Mi pare che Simone sia stato chiaro. E' una variante nuova, riconosciuta da un solo catalogo, e totalmente priva ad oggi di riferimenti d'asta o di transazioni pubbliche. Tanto basta per astenersi prudentemente da qualsiasi valutazione. Sull'affermazione poi che sia "un pezzo così raro da auspicare che finisca nelle mani di un vero appassionato" io sarei ancora più tiepido. Signori, non sono le caravelle 1957 o i 20 centesimi 1863 col BN rovesciato, è una eccedenza di metallo, siamo seri. Montenegro inoltre è abbastanza noto per prendere, ancorché in assoluta buona fede data la statura del professionista, alcuni svarioni, soprattutto di recente. Detto ciò, dire che suggerisco cautela, non per spegnere entusiasmi, ma per tornare un attimo sulla Terra, è usare un eufemismo. Poi auguro al proprietario che diventi rapidamente un'icona della monetazione del Regno come il 10 centesimi 1867 testa di moro. Ma attenzione ai facili trionfalismi perché si rischiano cocenti delusioni.3 punti
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In letteratura è possibile ritrovare il cognome del maestro dei coni Ferdinando Adovasio in due forme: Adovasio o Ardovasio. Tale incertazza non è imputabile a una leggerezza da parte degli studiosi, bensì a una storpiatura del cognome nei vari documenti. Alcuni esempi. Ardovasio Adovasio La forma corretta risulta essere ADOVASIO, come risulta dall'autografo dello stesso maestro dei coni certificato (se non sbaglio) da un notiao dell'epoca.3 punti
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Quando ho iniziato a interessarmi di monete, mi ero dato poche regole: comprare monete leggibili, non corrose e integre... ed eccomi qui con una moneta rotta! Si tratta di una moneta a forma di vanga arcaica, classificata al n. 2.182 del testo di Hartill (é più piccola rispetto alla 2.181). La descrizione completa di questa tipologia é: Hollow Handled Spade Money - Pointed Shoulder Spade. Questa tipologia é stata rinvenuta nell'Henan e nello Shanxi. É noto un ripostiglio di 549 di queste vanghe, rinvenuto proprio nello Shanxi. Questo esemplare era parte di un lotto multiplo venduto recentemente nella Jean Elsen asta 163 lotto 2505 e aggiudicati a un collezionista/commerciante statunitense. Si trattava di un lotto composto da 7 esemplari, esitati a Hong Kong nel 1996. Allego qualche immagine: Fatemi sapere cosa ne pensate.3 punti
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Ciao @Carlo. sempre robetta facile te eh?? 😁 Si è un dirham di Uljaytu. Non mi chiedere però la zecca 😁 https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=992363 punti
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Da sinistra: 1. Croce di Vittorio Veneto (1968): vedi https://www.quirinale.it/it/pagine/onorificenze-ordine-vittorio-veneto 2. medaglie AVIS (il bisnonno era donatore di sangue) 3. Medaglia Ricordo in Oro per il "50º Anniversario della Vittoria 1918-1968 Per la 1 e la 3 dovrebbe esserci anche il decreto di concessione che unito alle medaglie è un plus3 punti
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Sono un ragazzo di 31 anni che ha ri iniziato a collezionare da un anno, ero in cerca di qualche dritta nero su bianco da chi ha sicuramente decenni di esperienza in più di me Fra le altre cose un altro utente collezionista di doppie sabaude mi ha scritto in privato segnalandomi la disponibilità della stessa moneta da un commerciante, cosa che ho apprezzato e che valuterò Ho quindi comunque avuto informazioni utili da questa condivisione e credo non insisterò ulteriormente con la persona oggetto del post3 punti
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È proprio vero che per uno che va in giro a “ to fuck” come scrivono gli inglesi, c’è ne sono dieci con “ pants down” … ma con tutti quei campanelli di allarme, ancora ci pensi?3 punti
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Volevo segnalare la prossima edizione di eurofil a Milano, prevista per il mese di aprile! https://www.parcoesposizioninovegro.it/fiere/eurofil-4/3 punti
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Ciao a tutti 🙂. L'identificazione di questo probabile sesterzio non è semplice. Tuttavia ci vengono in aiuto alcune lettere leggibili sul dritto (CPL vedi foto) che possono far indirizzare verso due probabili imperatori. Valeriano ed il figlio Gallieno. Escluderei Volusiano perché non ricordo una legenda per questo imperatore con CPL. Inoltre la divinità personificata sul rovescio e la Liberalitas in quanto non sono stati coniati sesterzi con l'Aequitas sul rovescio o almeno io non ricordo di averla mai vista sui sesterzi di Valeriano e Gallieno. Ci abbiamo provato.3 punti
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Acqua... acqua profondissima 😁 Si tratta di una muraiola di Bologna emessa a nome di papa Innocenzo XI. Mario3 punti
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Buonasera a tutti. Dal recente Listino Felsinea, il lotto 1041 23,8 di peso, per questo bel falso d'epoca suberato della Piastra 1787.3 punti
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Oggi, 17 marzo 2026, è il 165° anniversario dell' Unità d'Italia. Il 17 marzo 1861 il Parlamento riunito a Torino proclamò la nascita del Regno d’Italia, segnando il compimento del Risorgimento. In quel giorno Vittorio Emanuele II assunse ufficialmente il titolo di Re d’Italia. E' da capire come mai questo anniversario non viene celebrato come giorno festivo, ma solo come "solennità civile".3 punti
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A mio avviso, il 17 marzo dovrebbe essere festa nazionale. Certo, abbiamo già il 2 giugno che, come festa della Repubblica, è un po' la festa della Nazione, ma credo che una festa dell'Unità d'Italia sarebbe molto più significativa. Sia perché nel nome c'è la parola "unità", sia perché farebbe leva su un sano amor patrio. Non dimentichiamoci, inoltre, che poco meno della metà degli Italiani non ha votato repubblica (quindi è una festa dei vincitori più che di tutti), mentre l'Unità d'Italia, a dispetto di alcuni recenti revisionsmi neoborbonici, fu un qualcosa di molto sentito tra la classe intellettuale italiana dell'epoca e fu un qualcosa di straordinario. Per esempio Garibaldi all'epoca era un eroe di una popolarità internazionale difficile oggi da immaginare. Durante il 2011 era bello vedere appese ai balconi molte bandiere italiane. Sarebbe bello rivivere quei momenti almeno un giorno all'anno (e non solo, cosa comunque molto bella, quando gioca l'Italia ai mondiali).3 punti
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Allego la foto dell'incuso come dovrebbe essere. Anche se è un tondello diverso, è identico a quello del 1878. Nota l'esagono dentro alla rosetta.2 punti
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sì, solito falso. Senza se né ma. I FERT non lasciano alcun dubbio.2 punti
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Buonasera a tutti, Altro falso del 5 Tornesi 1797/1798 Attualmente in vendita sul noto sito. Da notare lo Stemma al dritto incompleto ...avevano fretta di coniare😁2 punti
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Tu pensa le coincidenze, io ieri per 50 centesimi ho trovato il 2 dinari 19422 punti
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Ciao @latino Siracusa. Ippocampo/Atena https://www.acsearch.info/search.html?term=Ae+hippocamp+syracuse&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Salve a tutti, vorrei approfittare delle vs. competenze per chiedere un parere sulla conservazione di questa moneta. Ringrazio tutti anticipatamente.2 punti
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Aggiungo qualche altra informazione. Il manico di questa tipologia dovrebbe essere cavo ("hollow"). Tuttavia, in realtà, contiene un inserto in terracotta, che veniva utilizzato nella fase di produzione, come si può vedere dalle immagini che allego. L'inserto in terracotta ovviamente incide di non poco sul peso. Il che mi porta a pensare che queste monete circolassero per numero, fiduciariamente se vogliamo, e non per peso. Per la cronaca, il mio esemplare pesa 39,57g.2 punti
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Sembra anche a me di vedere un 7 ma sarebbe da capire se si tratta del primo o il secondo (terzo o quarto nella data completa)... Si per me è la sigla OC/A, quindi 1677... Purtroppo non posseggo i risultati dell'asta...2 punti
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Ciao @Ale75 e @Ajax Non ho la risposta, ANTIOXE(ΩN) rimanda alla città di Antiochia, ma quale? Si può avvicinare questo piccolo bronzo alla monetazione civica di Antiochia di Pisidia prima che diventasse colonia romana (50-25 a.C.), in passato erroneamente attribuita a Antiochia sul Meandro. Sono bronzi che presentano al rovescio l’iscrizione ANTIOXE e, al di sotto, il nome di un magistrato. Tuttavia, nessuno raffigura Atena o due pilei, e il diametro è piuttosto intorno ai 18 mm. L’elenco noto dei magistrati non è sicuramente completo, ma alcuni potrebbero corrispondere alle poche lettere leggibili all’esergo (…XOY o …KOY) Sarà probabilmente più facile verificarlo con la moneta in mano. ΘHPIΛOXOY ANTIOXOY MENICKOY Moneta sicuramente rara, forse inedita?2 punti
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...e da quest'altra foto si vede meglio la sigla del mastro di zecca e la A del mastro di prova che confermerebbe la coniazione del 16772 punti
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Posto un' esemplare 1677 OC/A passato in un' asta Inasta... Qui un confronto tra le sigle dell' esemplare di Inasta e il tuo...2 punti
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Ungheria, la scoperta: il cranio dimenticato per 20 anni potrebbe avere un nome Un cranio dimenticato per vent'anni in un museo ungherese potrebbe appartenere al leggendario re Mattia Corvino, sovrano dal 1458 al 1490. Il cranio di Mattia Corvino potrebbe essere stato ritrovato in una basilica ungherese, dopo essere rimasto chiuso in una scatola per oltre due decenni. Catalogato con la sigla fredda e impersonale I/10, questo reperto è emerso nel 2002 durante gli scavi nella Basilica della Vergine Maria a Székesfehérvár, in Ungheria. Un teschio anonimo tra tanti altri, dimenticato nei depositi di un museo. Nessuno, almeno fino a poco tempo fa, aveva sospettato che quel frammento osseo potesse nascondere l’identità di uno dei sovrani più celebri della storia ungherese. Eppure oggi quella catalogazione asettica potrebbe trasformarsi in qualcosa di clamoroso. Il cranio, secondo le analisi più recenti, presenta caratteristiche compatibili con quelle attribuite al leggendario Mattia Corvino, re d’Ungheria dal 1458 al 1490. Un sovrano che ha segnato profondamente la cultura e la politica del suo tempo, figura quasi mitologica nella memoria collettiva magiara. Un personaggio la cui sepoltura definitiva è stata oggetto di dibattito tra storici e archeologi per secoli. La Basilica di Székesfehérvár e il mistero della sepoltura reale La Basilica della Vergine Maria di Székesfehérvár non è un luogo qualunque. Per secoli è stata il sito di incoronazione e sepoltura dei re ungheresi. Un luogo sacro, devastato e ricostruito più volte, dove i resti dei sovrani si sono mescolati nel corso del tempo a causa di saccheggi, guerre e rimaneggiamenti architettonici. Ritrovare con certezza le spoglie di un re in quel contesto è un’impresa complicata, quasi disperata. Proprio per questo il cranio I/10 è rimasto a lungo un reperto tra i tanti. Gli scavi del 2002 avevano portato alla luce numerosi frammenti ossei, e nessuno aveva motivo di attribuire a quel teschio un’importanza particolare. Solo grazie a nuove tecnologie di analisi e a un rinnovato interesse scientifico per i resti della basilica, gli esperti hanno iniziato a riconsiderare quel reperto con occhi diversi. Le analisi scientifiche e l’ipotesi che cambia tutto Le indagini condotte sul cranio hanno incluso esami antropologici, datazione e confronti con le fonti storiche disponibili su Mattia Corvino. L’età stimata al momento della morte, la morfologia del cranio e la compatibilità con il periodo storico hanno spinto i ricercatori a formulare un’ipotesi tanto audace quanto affascinante: quel reperto potrebbe davvero appartenere al re. Non si tratta ancora di una conferma definitiva. Servirebbero ulteriori analisi genetiche e il confronto con eventuali discendenti o parenti noti per chiudere la questione una volta per tutte. Ma il fatto stesso che un oggetto rimasto in una scatola per più di vent’anni possa riscrivere un capitolo di storia medievale dà la misura di quanto i depositi museali nascondano ancora tesori inesplorati. Il cranio di Mattia Corvino, se la sua identità venisse confermata, rappresenterebbe una delle scoperte archeologiche più significative degli ultimi decenni in Ungheria. Un sovrano che ha regnato su un impero culturale e militare di primo piano nel cuore dell’Europa, finalmente restituito alla storia non attraverso documenti o cronache, ma attraverso i propri resti fisici, riemersi dal silenzio di una basilica in rovina. https://www.tecnoandroid.it/2026/03/19/ungheria-la-scoperta-il-cranio-dimenticato-per-20-anni-potrebbe-avere-un-nome-1837225/2 punti
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Sempre che non sia la stessa persona che riprova la giocata2 punti
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Salve @lupoadal non ti devi assolutamente scusare,siamo qui per aiutare,imparare e sempre con pazienza e rispetto. La numismatica per me è il rilassamento dopo una giornata di lavoro. Quindi non stai assolutamente abusando 😊2 punti
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Ciao @lupoadal guarda se fosse questa onkia di Kamarina in Sicilia. https://www.acsearch.info/search.html?term=Ae+greek+owl+kamarina+onkia+552&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Da persona in genere fiduciosa tutto sommato nei confronti degli altri, stante il comportamento "anomalo" (a dir poco) da parte di questa persona, il mio consiglio è di lasciare perdere immediatamente. Scusi se mi permetto, ma non mi fiderei.2 punti
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E poi celebrato...da chi? Se fermi 10 persone per strada 9 non sanno neanche che giorno è oggi. Questo è uno dei mali del nostro paese. L'orgoglio per l'unità d'Italia non esiste più. O forse non è mai veramente esistito. Qualche strombazzamento per i 150 anni (nel 2011) e poi tutto è finito lì. Negli USA il 4 luglio o in Francia il 14 sono feste nazionali sentitissime. Un altro segno, la nostra mancanza di amor patrio, certamente non il peggiore peraltro, di questi tempi terribili.2 punti
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Ciao, il ritratto a mio parere con pochissimi dubbi non è di Clodio Albino ma di Settimio Severo. A memoria ricordo di aver visto dei sesterzi per Settimio Severo della stessa tipologia ma non degli assi ed il tuo dovrebbe esserlo visto il peso. Prova a fare ricerche in questo senso 🙂.2 punti
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@ceolo purtroppo non l'ho mai vista dal vivo ma deve essere grandiosa e strepitosa2 punti
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Sono 3 bizantine della zecca di Siracusa. La prima è un follis da 40 nummi di costante II con Constantino IV, Sear SB 1109, Le altre due, sono due monete di Costantino V e Leone VI. Tuttavia la monetazione dei due è un pò dibattuta, nel senso che pare coniarono monete a nome di entrambi sia durante il regno di Costantino V (Leone erede al trono) che sotto Leone VI (Costantino già sepolto ma onorato sulle monete) Il tutto è discusso bene sull'Anastasi, che purtroppo non ho con me.2 punti
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Ho appena terminato di realizzare la prima parte di un monetiere a struttura abbastanza complessa. Io nella scelta delle essenze ho optato per legni locali, stagionati a lungo, senza utilizzo di compensati commerciali. Ho cercato di evitare essenze ricche di resine (pino, pich pine, altri), legni esotici o legni molto tannici (tipo castagno, rovere) che già macchiano le mani in fase di lavorazione. Ho quindi optato per legno di pero e noce per le porzioni in vista, pioppo e abete bianco per le strutture portanti, pioppo e pero per i cassetti e le strutture più a contatto con le monete. Cotone biologico certificato per il velluto dei cassetti. Il tutto tenuto insieme con colla animale e tasselli (in tutto 5 viti e 5 chiodi). Vernice esclusivamente a base di gomma lacca... Mario2 punti
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Vi ringrazio per la segnalazione. Ho provveduto immediatamente ad assegnare a @giuseppe ballauri il meritato titolo di "Numismatico per sempre". A nome mio e dell'intera comunità del forum, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia per questa grave perdita. Un pensiero di vicinanza va a tutti gli amici, lamonetiani e della vita di tutti i giorni, che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Che la terra gli sia lieve.2 punti
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