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I contenuti con la più alta reputazione dal 01/03/26 in Risposte
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Cari amici, il Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio vi invita alla presentazione e consegna in omaggio del libro/catalogo della Mostra sulle monete al tempo di Gesù prodotto dal nostro Gruppo che si terrà nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana il 24 gennaio 2026. Successivamente si potrà visitare insieme, previo acquisto del biglietto di ingresso, la Mostra Lampi di Luce con le monete al tempo di Gesù e antiche e preziose miniature della Biblioteca Ambrosiana. Si potrà procedere poi alla Sala 19 con le esposizioni di monete della zecca di Milano e di altre zecche italiche. Abbiamo aderito volentieri alla proposta del Prof. Giancarlo Alteri, Capo Gabinetto del Medagliere della Biblioteca Ambrosiana ed estensore del libro/catalogo, per una collaborazione e una produzione dello stesso. E’ una ulteriore collaborazione questa col Medagliere della Biblioteca Ambrosiana che segue quelle precedenti con la realizzazione dei due cataloghi sulle monete di Milano e quello delle zecche italiche. Questa nuova nostra iniziativa si inserisce splendidamente nella mission del Gruppo di fare concretamente e operativamente service per la divulgazione della numismatica e della cultura a favore della collettività. Vi allego la locandina col programma dell’evento e le info nell’attesa di vedervi il 24 gennaio 2026 previa prenotazione alla mail [email protected]8 punti
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Buonasera. Vediamo con estremo disappunto che non è possibile riportare la discussione nell'alveo di una discussione non tossica ma si continua su una strada del parapiglia relativamente a questioni di lana caprina totalmente inutili che non portano da nessuna parte e infervorano, chi sa perché, gli animi sul NULLA. Pertanto chiudo definitivamente questa discussione . Trattandosi sempre degli stessi utenti alla prossima scattano le sanzioni per tutti. Buona serata. PS. Esco un attimo dall'aplomb del cdc con una riflessione personale: In queste settimane ho perso un alunno, mio padre, un ragazzo che conoscevo è bruciato vivo in Svizzera (insieme a troppi altri) e, come se non bastasse, se il paradosso di Tucidide è valido potremmo essere sull'orlo di una guerra globale: in tutta onestà leggere degli adulti accapigliarsi su tematiche tanto banali ed inutili relative ad un hobby mi inorridisce. Per non scrivere altro.8 punti
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In guerra andai, a te pensai, questa cartolina... 😁 Puntuale per il quarto compleanno della discussione, aggiungo oggi un nuovo tassellino alla conversazione: Sempre avanti per l'imperatore e l'impero! (Immer weiter vorwärts für Kaiser und Reich!) von Hindenburg Generale - Feldmaresciallo se ho decifrato la data correttamente è del giugno 1915 e da Wiesbaden si danno appuntamento: Caro Herbert, speriamo bene. Ci vediamo sabato prossimo. Vieni anche tu a caccia con noi, porta l'attrezzatura. no, non erano al fronte, solo che hanno usato una Wohlfahrtskarte, una cartolina di beneficenza tedesca. Gli introiti vengono devoluti a progetti sociali o iniziative di beneficenza, qui per (in alto a SX) Herausgegeben zum Besten des Deutschen Vereins für Sanitätshunde Oldenburg i. Gr. Pubblicato a beneficio dell'Associazione tedesca dei cani d'assistenza di Oldenburg che qualche anno dopo ha pure emesso una serie di Notgeld per i ciechi di guerra EIN AUFMERKSAMER UND HILFREICHER DIENER. EIN-RETTER-AUS-GEFAHR. EIN FÜHRER-AUF-STIEG-UND-STEIG EIN FÜHRER ZUR ARBEIT-FURS TAGLICHE BROT EİN SİCHRER FÜHRER. EIN TREUER WEGWEISER. UN SERVITORE ATTENTO E DISPONIBILE. UN SALVATORE DAL PERICOLO. UNA GUIDA PER SALIRE E ASCENDERE. UNA GUIDA AL LAVORO PER IL PANE QUOTIDIANO. UNA GUIDA SICURA. UNA GUIDA FEDELE. in alto; Deutscher Führhund Für Kriegs-Blinde Cane guida tedesco per ciechi di guerra ============ Un eroico saluto a tutti! Njk7 punti
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Esatto! Essendo stato già detto e non aggiungendo nulla a quanto già precedentemente da altri espresso, hai perso una buona occasione per non intervenire. Ti invito a cogliere ogni tanto queste occasioni. In fondo è scritto chiaramente nel regolamento. Se non aggiungi nulla non scrivere. Se non sei esperto di una determinata monetazione non esprimere un parere. Sono ben accette al contrario le domande da parte dei neofiti. Non si vince nulla nello scrivere il più possibile. Ti vedo scrivere in ogni sezione senza dire nulla, cosa pensi di ottenere? Buon forum, dai un occhio al regolamento. Buona domenica7 punti
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Probabilmente le monete del Possesso sono diventate di moda, dopo la bella collezione esitata da NAC. Per vivacizzare un po' la sezione pontificia (e, diciamo la verità, anche il forum, che più raramente di un tempo presenta stimoli adeguati) voglio mostrare l'unico mio acquisto alla NAC 163. E' il bel giulio di un pontefice che seguo da tempo, laddove i prezzi non siano impossibili: Alessandro VIII. La descrizione della moneta riporta tutto quanto di importante c'era da dire: Giulio del Possesso 1689, AR 3,07 g. Dr. ALEXANDER – VIII PONT M Stemma sormontato da triregno e chiavi decussate. Rv. SACROS / BASILIC / LATERAN / POSSESS / 1689 entro cartella. Muntoni 22. Berman 2180. MIR 2068/1. Raro. Stupenda patina di medagliere, migliore di Spl. Ex asta Varesi 16, 1992, 316. Cerimonia della presa di Possesso della Basilica di San Giovanni in Laterano avvenuta il 23 settembre 1689. La moneta nell'importante asta "Varesi 16" di monete papali, era stata giudicata qFDC. La patina è molto bella al diritto (un po' scura, se vogliamo) e meravigliosa al rovescio, dove appare iridescente con sfumature dorate. E' di certo un ottimo esemplare, per quanto sia apprezzabile qualche debolezza di conio al diritto sul volto del putto di sinistra. Alessandro VIII (il veneziano Pietro Vito Ottoboni) fu papa negli anni 1689 - 1691. Tra i fatti salienti del suo pontificato, l'impegno per la riconquista cristiana dei Balcani, sostenendo finanziariamente la Lega Santa contro l’Impero ottomano; tentò invano, tramite pressioni diplomatiche, di fermare la persecuzione dei cattolici in Inghilterra dopo la "Glorious Revolution"; fu un mecenate delle arti e della Biblioteca Vaticana, arricchita con nuovi manoscritti. Morì nel 1691 per una erisipela evoluta in gangrena della gamba, lasciando un bilancio contrastante tra apertura diplomatica, zelo dottrinale e nepotismo (appena eletto papa nominò segretario di stato il nipote Giambattista Rubini; cardinal nepote, vicecancelliere di Santa Romana Chiesa, legato di Avignone, ecc., Pietro Ottoboni; generale della Chiesa e comandante delle truppe pontificie Antonio Ottoboni; soprintendente alle fortezze marittime e alle galee pontificie Marco Ottoboni; arricchì la famiglia con beni e prebende). Tuttavia andò anche incontro alle necessità della popolazione ordinando importanti sgravi fiscali e provvedendo alla salute dei cittadini e al decoro di Roma con alcune ordinanze sulla peste e sulla pulizia delle strade. I giuli di Alessandro VIII sono tutti molto rari e contesi.6 punti
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DE GREGE EPICURI Per cominciare,credo che potresti leggere (proprio in questa sezione) la lunga discussione di L.Licinio Lucullo: "Storia di Roma e delle sue monete", che risponde proprio alla tua richiesta. Poi anche tutta la sezione "Una moneta al giorno" che è la concretizzazione di quanto sopra.6 punti
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Chissà perchè a volte ritornano... E' stato ripetuto molte volte che questo aspetto della T è dovuto ad una frattura di conio, ma l'errore di interpretazione persiste tra i collezionisti. Probabilmente è un passa-parola che rieccheggia ancora nei cataloghi e riverbera il vecchio fraintendimento (o forse è la necessità di creare varianti rare e dispendiose a tutti i costi). Ricordo che anche tra i 10 cent. 1811 (emessi solo dalla zecca di Milano) esiste una pseudo-variante IMPERAPORE (analogamente dovuta ad una frattura di conio), mentre una parola simile (IMPERARORE) nei 5 soldi 1814 M, è un vero errore di lettering (una R al posto di T).5 punti
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Ciao, direi che dei testoni che ho aggiunto quest'anno alla mia collezione, questi tre sono quelli che mi hanno dato probabilmente maggior soddisfazione: -Gregorio XIII, Fano -Innocenzo X, Roma -Pio VI, Bologna Michele5 punti
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Se si disinteressa così rapidamente, si sarebbe disinteressato in ogni caso. La numismatica presuppone studio (tanto) e pazienza (tanta). Arka # slow numismatics4 punti
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Capisco che vanno di moda le varianti ma far passare dei difetti o eccedenze di conio per errori di lettere non mi pare il caso IMPERAPORE la T non dovrebbe esserci e al suo posto una P ma su queste in vendita e già "prenotate" non c'è una P ma una T con delle sbavature di conio e si vede benissimo. Ditemi voi se sbaglio? Napoleone I (1805-1814) Milano - Lire 1810 - Gig. ... - Nomisma Aste di monete e orologi Napoleone (1805-1814) Milano - Lira 1810 Puntali ... - Nomisma Aste di monete e orologi4 punti
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Il timbro con la svastica e l' aquila non è di fattura postale, fu sicuramente apposto su questa FDC come simbolo dell' occupazione durante l' evento. Le aquile naziste si differenziano principalmente in due tipi anche se vi sono molte varianti. L' aquila che vediamo sulla nostra busta e' la Reichsadler, emblema del Reich tedesco 1933–1945, l'aquila guarda oltre la spalla destra, ovvero a sinistra rispetto al punto di vista dell'osservatore. L' altra aquila si chiama Parteiadler (aquila della festa) ed è l' emblema del Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP) noto come Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, o semplicemente Partito Nazista, l'aquila guarda oltre la spalla sinistra, ovvero a destra rispetto al punto di vista dell'osservatore.4 punti
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Quoto in toto. Ho provato a ripulire anche questa discussione, come l'altra sulle emissioni del 2026, ma a questo punto cerchiamo davvero di darci un taglio su queste polemiche, altrimenti dovremo prendere provvedimenti più seri che non il nascondimento di qualche post. Grazie.4 punti
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Appena passato all' asta ANTIVM questo carlino 1794 di Ferdinando IV di Borbone falso d'epoca... https://www.deamoneta.com/auctions/view/1107/644 punti
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Buongiorno e Buona Epifania a tutti. Oggi posto quattro dei miei 9 Cavalli di Ferdinando IV del 1789. Era il mese di gennaio del 1789 a Napoli quando circolavano e già si presagiva cosa sarebbe successo da lì a poco in Francia. Saluti Alberto4 punti
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Ciao Lorenzo. Scheda pronta. https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/6 Puoi inserire le immagini o in forma anonima o se sei registrato con il tuo nickname: sarebbero meglio due immagini separate (dritto e rovescio).4 punti
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Sinonimi di "oscenità": sconcezza, indecenza, immoralità, impudicizia, turpitudine, volgarità, bruttura, schifezza, orrore, mostruosità, porcheria, laidume. E ci aggiungo anche ordinario, dozzinale, di pessimo gusto: quale preferisci? petronius4 punti
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Ciao, a mio parere ( nonostante il peso sia abbastanza scarso ma giustificato dal tondello di barra,dall'usura e da un pezzo saltato) si tratta di un sesterzio dell'imperatore Marco Aurelio con la personificazione sul rovescio della dea della Fortuna seduta con cornucopia e timone. Escluderei il dupondio perché la testa non ha corona radiata ed anche un asse pesante proprio perché il metallo come tu hai scritto sembra bronzo. Per la corretta catalogazione purtroppo la Tribunicia Potestas non è leggibile ma si vede il V sul rovescio dopo IMP. Ti posto un esemplare simile per identificazione 🙂.4 punti
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Per fortuna l'anno appena finito mi ha portato delle felici acquisizioni in collezione! Le principali sono 4, il testone di Carlo I، la doppia di Vittorio Amedeo III che rimarrà come ricordo di un amico scomparso troppo presto e le ultime due dell'asta Cambi/Crippa, il mezzo grosso di Carlo Il ed il Cavallotto Stretto di Carlo Emanuele I che cercavo da tempo! Speriamo che il 2026 sia altrettanto generoso!4 punti
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Evviva la sincerità! allora la cosa saggia da fare sarebbe imparare un po di più prima di acquistare, specie esemplari impegnativi. Se l’unica cosa che ti guida è il concetto di “non comprare a prezzo di catalogo” (come se il catalogo fosse la guida completa e definitiva a piena tutela del novello collezionista), ma poi non sai nemmeno distinguere le più basilari fasce di grading, attento perché l’errore è dietro l’angolo. Non puoi pensare di prendere monete belle, e pagarle poco. Se vuoi prendere monete belle, devi necessariamente imparare a valutarle da te, altrimenti, fai prima ad adocchiare gli esemplari che costano meno senza guardare al parere del cartellino, perché, ovviamente, il prezzo sarà in linea con quanto scritto. Ne va del tuo portafogli e della tua soddisfazione, reale e duratura. L’ho scritto all’inizio: non dovrebbe riflettere eccessiva luce. Ad esempio, la foto postata da Alan è molto buona.4 punti
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Consiglio spassionato per martedì sera quello di seguire in presenza la conferenza...questa è una parte delle monete che si potranno guardare.3 punti
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Ciao, A die match if you are curious https://www.acsearch.info/search.html?id=7223921 / https://www.acsearch.info/search.html?id=11428289. Look at the 2nd tentacle from the left of the octopus especially. Just my opinion but this 2nd tentacle is slightly odd, there is an very empty gap under it. If you were to look at Boehringer 415-422 (no retrograde R, hair combed forward, "skinny" Arethusa) https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog#boehringer-415 the 2nd tentacle, all curls in towards the body. Also, the separated R glyph. In most the leg is connected to the top part of the R. The form of the glyph recorded by Boehringer. I don't think it is fake. Maybe barbarous? That 2nd tentacle from the left still does look weird to me, generally they did try to keep them close to the center, probably to minimize stuff of flan. All of the Boehringer ones do, and unfortunately he is not explicit as to why he calls the barbarous ones barbarous, but tentacle positioning is one of them. Not the best Arethusa head and lettering either. See the barbarous ones around https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog#boehringer-b15. The red is where I would expect the tentacle would be.3 punti
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Conoscendo la professionalità di Antonio non mancheranno chicche preziose. Soprattutto, credo, riguardo il primo periodo di coniazione.3 punti
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Da Cronaca Numismatica la presentazione della conferenza https://www.cronacanumismatica.com/le-monete-milanesi-di-filippo-ii-conferenza-al-ccnm/3 punti
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Ciao @latino, penso che la tua moneta sia un ibrido non censito dal Muntoni, tra il diritto del baiocco Muntoni 443 Var. I (caratterizzato dalla "N" rovesciata nel nome del papa), ed il rovescio del Muntoni 444 (valore e millesimo in corona d'edera). Ciao, RCAMIL.3 punti
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Buonasera a tutti, rileggevo questa vecchia discussione di @gennydbmoney anche io sono rimasto folgorato da questo nominale , mi viene da sorridere se penso che in uno dei post avevo scritto che avevo tre esemplari, il numero è cresciuto abbastanza, mi sono dovuto dare una regolata per non prenderne altri anche se la tentazione è tanta. Certamente cerco di non farmi sfuggire qualche pezzo raro , magari nel tempo proverò a migliorarne qualcuno. Ora visto che la discussione è ad hoc per il 9 cavalli 1790 posto i miei esemplari, in foto manca il mio secondo esemplare senza merli perché affetto da cancro e in quarantena. scusate per la qualità delle foto fatte al volo e con poca luce. Saluti Alberto3 punti
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Interpellato CFN affinché provvedese a consegnare le monete, lo stesso ha riferito che il Magistrato deve ancora vagliare l'iscrizione di Leone IV3 punti
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Ciao Genny buonasera, seguo con interesse le aste di Valerio, spesso trovo cose interessanti a prezzi giusti in linea con le mie possibilità economiche. Conosco Valerio da molti anni persona gentilissima educata e disponibile un vero SIGNORE . Saluti Michele3 punti
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Questo è il mio che ho estrapolato da una vecchia discussione...3 punti
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Buongiorno, grazie del consiglio, mi scuso e farò più attenzione a essere pertinente e a non fare da ripetitore. Buona giornata3 punti
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Buon anno a tutti! La mia migliore aggiunta per l'anno è sicuramente stato questo tallero, già postata in altra sezione del forum: In seconda posizione, questa 20L:3 punti
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Penso che un collezionista normale, come potrei essere io, leggendo questa discussione avrebbe le idee chiare. @LOBU ha formulato una ipotesi, ha raccolto informazioni a supporto della stessa, ed ha espresso un giudizio finale. Verosimilmente la variante SIGILIAR altro non è che frutto di alcuni che hanno male interpretato un "semplice" difetto di conio. Chi ha cavalcato l'onda della variante super rara lo ha fatto senza onestà intellettuale ma con il solo ed unico scopo di lucrare su una ipotesi non supportata se non da fantasiose teorie. È certo che un commerciante farà di tutto per gonfiare il prezzo di una moneta. Allo stesso modo uno studioso farà di tutto per formulare ipotesi che verranno poi supportate o meno da documenti e/o evidenze.3 punti
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Alessandro Giaccardi Le monete infamanti di Ferdinando II di Borbone. Collana ‘Nummus et Historia’ XLIII – Associazione Culturale Italia Numismatica. Ed. 2025. Pagine 48, illustrazioni a colori, f.to 17x24cm. € 10,00 (gratuito ai Soci ACIN iscritti nel 2022) Dall’Indice: Introduzione. Il Re Bomba Nessuna moneta rivoluzionaria per la Sicilia Le contromarche L’intendente, il sottintendente e l’ispettore I periodici dell’epoca I documenti dell’epoca Catalogo Tabelle Collezioni e vendite esaminate Bibliografia Salutoni odjob3 punti
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Medal - Adolf Hitler - Federal Republic of Germany – Numista Lo stesso Numista in testa alla scheda di quest'oggetto scrive: Questo elemento è associato ad atti di violenza, attività criminali, terrorismo, crimini contro l'umanità, crimini di guerra, estremismo, violazioni dei diritti umani o argomenti simili. Numista non approva tali attività e questa pagina ha solo scopi informativi. Riporta elementi storici per ulteriori ricerche e illuminazione civile.3 punti
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Ciao @Ajax sicuro pesi 14.37g? Secondo me è un sesterzio di Marco Aurelio ma non ci siamo col peso ..l'Asse ha una legenda diversa e il dupondio è radiato. https://numismatics.org/ocre/id/ric.3.m_aur.962?lang=it3 punti
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Altra piastra da 120 grana 1818 con giglio in incuso sul taglio. Rispetto all'altro esemplare presente nella mia raccolta ci sono evidenti differenze al dritto.3 punti
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Dai, inizio io come concorrente per quest'anno. Parto soft con un gettone di Norimberga3 punti
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Eh… hai un’opinione di me più alta della realtà, ma grazie della stima Obiettivamente le foto non sono il massimo. L’angolazione di scatto riflette molta luce e taglia via un dettaglio fondamentale, ovvero il reale tono del metallo, aspetto nevralgico per capire “quanto è bello” lo Spl in questione. I rilievi da Spl sembrerebbero esserci, ma non potendo capire lo stato del metallo e dei campi, non posso esprimermi oltre. Un amico diceva di non soffermarsi “sul prezzo, ma sul pezzo”. Se si cerca una moneta in una determinata qualità, utilizzare il prezzo di vendita come primo step direi che è già un errore. Ci sono molte variabili in gioco, e cosa principale, prima di tutto sarebbe da capire se ci contenta del pezzo che costa meno, oppure se si ricercano determinati requisiti che, chiaramente, vanno poi valutati in rapporto alla qualità (e al prezzo proposto); ad esempio: non lavata, questione patina (discreta, estesa, iridescente o no, con o senza macchie…), con o senza graffi e via dicendo. In base a quello che ho esposto, avrai capito che questa tua affermazione non ha molto senso. Avrebbe invece più senso capire l’effettiva qualità che tu stai ricercando, se un “maggiore di spl” degno di tale grading, oppure ti contenti semplicemente di quello che dice l’imbullettatura di turno.3 punti
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Pubblicazione originale: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0333440 Multidisciplinary study of human remains from the 3rd century mass grave in the Roman city of Mursa, Croatia Abstract During excavations in 2011, a peculiar archaeological feature representing a mass grave with seven completely preserved skeletons was discovered at the site of the Roman period city of Mursa (modern-day Osijek, Croatia). The archaeological context and direct radiocarbon dating indicate that the bodies were interred during the mid-3rd century CE. Bioarchaeological analysis shows that all seven individuals are adult males exhibiting numerous pathological lesions (e.g., enthesopathies, injuries). Carbon and nitrogen stable isotopes analysis indicates they had a mixed C3/C4-based vegetal diet with limited amounts of terrestrial animal protein and a very limited marine protein consumption. Ancient DNA analysis shows that individuals from the Mursa mass grave had a heterogenous ancestry. None of them show genetic continuity with the preceding local Early Iron Age population. The presented multidisciplinary analyses of the Mursa mass grave strongly suggest that the studied individuals were Roman soldiers, victims of a catastrophic event occurring as the result of the ‘Crisis of the Third Century’, most probably the battle of Mursa from 260 CE. I resti di sette soldati romani rinvenuti in un pozzo rivelano che potrebbero essere stati vittime della sanguinosa battaglia di Mursa Una ricerca multidisciplinare ha portato alla luce una fossa comune del III secolo contenente scheletri di legionari romani a Osijek, antica città di Mursa, nel pieno della crisi dell'impero romano del III secolo Gli archeologi hanno scoperto una fossa comune di soldati romani nascosta all'interno di un antico pozzo in Croazia. PLoS One (2025) Nel 2011, durante i lavori di costruzione di una biblioteca universitaria, gli archeologi hanno scoperto una fossa comune con sette scheletri in un antico pozzo a Osijek, in Croazia (l'antica città romana di Mursa). Ora, 1.700 anni dopo, in quella che nell'antichità era la prospera Mursa romana, è stata portata alla luce la possibile storia di questi sette soldati romani che furono gettati senza alcuna cerimonia in un pozzo d'acqua. Grazie a uno studio meticoloso pubblicato sulla rivista PLOS ONE, tutto sembra indicare che si tratta di soldati romani caduti nella battaglia di Mursa nel 260 d.C., uno degli episodi più oscuri e sanguinosi della cosiddetta crisi del III secolo nell'era dell'Impero romano. Una scoperta inaspettata sotto le fondamenta di un'università L'antico pozzo romano, catalogato come SU 233/234, ha un diametro di circa due metri e una profondità di tre. Oltre a rappresentare una reliquia millenaria, ciò che i ricercatori non si aspettavano di trovare era una fossa comune perfettamente conservata con sette scheletri umani completi, ammucchiati uno sopra l'altro, in diverse posizioni. Alcuni dei corpi giacevano a testa in giù, altri di lato, ma era evidente che tutti erano stati gettati nella cavità in fretta e senza alcun tipo di sepoltura rituale. Chi erano questi uomini? La scienza al servizio del passato Il team guidato dal bioarcheologo Mario Novak, dell'Istituto di Ricerca Antropologica di Zagabria (Croazia), ha utilizzato una vasta gamma di tecniche moderne per scoprire chi fossero i defunti del pozzo. In primo luogo, la datazione al radiocarbonio ha determinato che i corpi furono depositati tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con il periodo più critico dell'Impero romano: la crisi del III secolo. Non c'erano oggetti intorno a loro tranne una moneta abbandonata, coniata nel 251 sotto l'imperatore Ostiliano (figlio minore dell'imperatore Traiano), il che ha rafforzato la datazione degli scienziati. La posizione esatta del pozzo SU 233/234 durante lo scavo (segnata con un cerchio rosso). PLoS One (2025) Successivamente, le analisi degli isotopi stabili di carbonio e azoto estratti dal collagene delle costole dei resti hanno dimostrato che gli individui avevano seguito una dieta ricca di cereali come il grano e il miglio, con scarsa carne e praticamente nessun pesce. Questa alimentazione è coerente con quanto si sa delle razioni militari romane, in cui la dieta era composta principalmente da cereali come avena, grano e orzo (con un apporto calorico giornaliero di circa tremila calorie), il che indicava già un'identità comune: erano soldati dell'esercito. Perché gettarli nel pozzo? I sette scheletri erano tutti di uomini adulti; quattro di loro giovani (tra i 18 e i 35 anni secondo le stime) e tre di mezza età (tra i 36 e i 50 anni). Con un'altezza media di 1,72 metri (superiore alla media dell'epoca) e una corporatura robusta, le loro ossa presentavano segni di forte usura muscolare, fratture guarite e lesioni alla colonna vertebrale compatibili con anni di allenamento fisico e una vita militare intensa, come ci si aspetterebbe da un legionario romano. Ma la cosa più sorprendente erano le ferite perimortem, cioè quelle subite poco prima della morte. Uno degli uomini, identificato come SK 4, presentava una perforazione completa dello sterno, probabilmente causata da una lancia o da una freccia; un incisivo centrale rotto e un taglio profondo all'omero sinistro, forse causato da una spatha, la spada lunga dei cavalieri romani. Un altro presentava una ferita da taglio all'anca destra, probabilmente ricevuta alle spalle. Il pozzo SU 233/234 durante diverse fasi di scavo, che mostra la posizione degli scheletri. PLoS One (2025) «Le analisi multidisciplinari presentate sulla fossa comune di Mursa suggeriscono con certezza che gli individui studiati erano soldati romani, vittime di un evento catastrofico verificatosi a seguito della ‘crisi del III secolo’, molto probabilmente la battaglia di Mursa del 260 d.C.», spiegano i ricercatori nel loro studio. Inoltre, uno strato di osso nuovo suggeriva che i sette individui avessero probabilmente sofferto di un'infezione delle vie respiratorie inferiori poco prima di morire. «La presenza di una nuova formazione ossea periostica in quella zona dello scheletro è stata utilizzata come prova di malattia delle vie respiratorie inferiori nel registro archeologico», hanno osservato gli esperti. Un esercito multiculturale Una delle scoperte più affascinanti dello studio è stata l'analisi del DNA antico in quattro dei sette individui. I risultati hanno rivelato una grande diversità genetica; ad esempio, uno dei soldati aveva origini mediterranee orientali, un altro nord europee, un altro orientali e un altro ancora centro europee. Tutte queste informazioni confermano ciò che già sapevamo da fonti scritte: che l'esercito romano reclutava soldati da ogni angolo dell'Impero e anche da oltre, compresi i galli e i sassoni. La battaglia di Mursa Gli archeologi collocano questo ritrovamento nel contesto della battaglia di Mursa, combattuta nel 260 d.C. tra l'imperatore Galieno (che mantenne in vita l'impero nel suo periodo più buio) e l'usurpatore Ingenuo, che tentò di strappargli il trono in un momento di grande instabilità politica. Secondo gli storici classici, Galieno non mostrò alcuna clemenza verso i vinti e molti dei soldati furono giustiziati o abbandonati senza sepoltura. Il pozzo di Osijek potrebbe essere una di quelle fosse di punizione. Secondo gli esperti, tutto quadra. https://www.storicang.it/a/i-resti-di-sette-soldati-romani-rinvenuti-in-pozzo-rivelano-che-potrebbero-essere-stati-vittime-della-sanguinosa-battaglia-di-mursa_17645 https://www.stilearte.it/sette-soldati-romani-uccisi-e-gettati-in-un-pozzo-chi-erano-da-dove-venivano-cosa-accadde-in-quelle-ore-gli-archeologi-risolvono-il-cold-case-ecco-coshanno-scoperto/#google_vignette Sette soldati romani uccisi e gettati in un pozzo. Chi erano, da dove venivano, cosa accadde in quelle ore? Gli archeologi risolvono il cold case. Ecco cos’hanno scoperto Quando gli archeologi hanno aperto per la prima volta il pozzo romano identificato con la sigla SU 233/234 nella città croata di Osijek, quel che si sono trovati davanti era qualcosa di inaspettato: sette scheletri completi, uomini morti quasi 1.700 anni fa, silenziosi testimoni di un’epoca di caos e guerra. La loro scoperta, riportata in uno studio pubblicato ora su PLOS ONE (Novak et al., 2025), permette di vedere le conseguenza della crisi del terzo secolo d.C., un periodo in cui l’Impero Romano visse cinquant’anni di instabilità politica, guerre civili e invasioni straniere. Gli scavi del 2011 nell’antica Mursa, l’odierna Osijek, hanno permesso di recuperare scheletri che non erano semplici resti abbandonati: ogni osso raccontava una storia di vita militare, fatica fisica e violenza. La datazione al radiocarbonio li colloca tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con episodi bellici documentati dalle fonti storiche, tra cui lo scontro tra l’imperatore Gallieno e l’usurpatore Ingenuo intorno al 260 d.C. “Tutto fa pensare a un singolo evento catastrofico”, spiega il dott. Mario Novak, principale autore dello studio. Gli uomini sembrano essere stati gettati nel pozzo subito dopo la morte, come testimoniano la disposizione articolata degli scheletri uno sopra l’altro e la moneta dell’imperatore Ostiliano datata 251 d.C. rinvenuta sul fondo. Ai tempi dell’Impero Romano, l’odierna Osijek, situata nell’est della Croazia, era conosciuta come Mursa. Fondata nel I secolo d.C., Mursa divenne una colonia romana sotto l’imperatore Adriano nel 133 d.C., assumendo il nome di Aelia Mursa. La città si trovava in Pannonia Inferiore, vicino alla confluenza dei fiumi Drava e Danubio, e fungeva da importante centro commerciale e militare. Mursa è celebre, appunto, per due significative battaglie che vi ebbero luogo. La prima, combattuta intorno al 260 d.C., – ed è il nostro caso – vide l’imperatore Gallieno affrontare l’usurpatore Ingenuo. Nonostante la scarsità di dettagli storici, si sa che Gallieno ottenne una vittoria decisiva, consolidando la sua posizione imperiale. La seconda, la Battaglia di Mursa Major del 351 d.C., fu combattuta tra l’imperatore Costanzo II e l’usurpatore Magnenzio. Questa battaglia è considerata una delle più sanguinose della storia romana, con gravi perdite da entrambe le parti, ma con una vittoria strategica per Costanzo II. Oggi, il sito archeologico di Mursa a Osijek offre una testimonianza tangibile del passato romano della regione, con resti di mura cittadine, strutture militari e reperti che raccontano la storia di questa importante città dell’antichità. L’analisi bioarcheologica mostra che tutti e sette erano maschi adulti, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, con un’altezza media di 172,5 cm, superiore alla media dei civili dell’epoca. Le loro ossa rivelano anni di combattimenti e sforzo fisico: fratture guarite, segni di stress muscolare e danni alla colonna vertebrale compatibili con addestramento e vita militare. Alcuni scheletri presentavano traumi da combattimento evidenti: ferite da punta, tagli da spada e colpi contundenti, confermando che la loro fine non fu accidentale: morirono per mano nemica. L’intera fossa sembra quindi il risultato di un singolo evento catastrofico, probabilmente un epico scontro di Mursa nel 260 d.C., durante il quale il caos militare e politico della crisi del terzo secolo raggiunse il suo culmine. Cerchiata di rosso, la posizione esatta del pozzo SU 233/234. @ Crediti: PLoS One (2025) Per comprendere meglio le loro vite, gli studiosi hanno estratto il collagene dalle costole e analizzato gli isotopi di carbonio, azoto, stronzio e ossigeno. Questi dati rivelano non solo cosa mangiavano, ma anche da dove provenivano. La dieta era prevalentemente vegetale, dominata da cereali come grano e miglio, con quantità limitate di carne e quasi nessun pesce, coerente con le razioni ufficiali dei legionari romani. I segnali di stronzio e ossigeno indicano che alcuni dei soldati erano originari di regioni lontane: dal Mediterraneo orientale fino alle steppe pontico-caspiche, a conferma di una mobilità straordinaria dei soldati dell’Impero Romano. L’analisi del DNA antico ha completato il quadro: quattro scheletri hanno restituito materiale sufficiente per il sequenziamento, mostrando una diversità genetica notevole. Alcuni portavano lignaggi tipici dell’Europa settentrionale, altri della Grecia o delle coste dell’Asia Minore, altri ancora delle steppe eurasiatiche. Questi uomini erano parte di un esercito cosmopolita, reclutato in base alle esigenze militari dell’Impero, e la loro presenza insieme, caduti nello stesso scontro, testimonia la capacità romana di unire individui di provenienze lontanissime in un’unica unità combattente. La fossa comune di Mursa diventa così un microcosmo dell’Impero Romano: multiculturale, militarizzato, fragile sotto il peso delle proprie ambizioni. Ogni scheletro racconta anni di addestramento, di viaggi, di guerre e di sforzi fisici. Le ferite sulle ossa parlano di battaglie e sofferenze, mentre il DNA e gli isotopi tracciano storie di origini lontane, mobilità e adattamento. In questa prospettiva, il pozzo dimenticato non è solo un deposito di corpi, ma un archivio di esperienze, connessioni e vite interrotte da un singolo evento catastrofico. La deposizione rapida dei corpi, senza rituali funerari, suggerisce un trattamento brutale dei caduti, coerente con resoconti frammentari di guerra civile e invasioni barbariche. L’integrazione di archeologia, genetica e analisi isotopica restituisce a questi soldati una biografia precisa e concreta, trasformando un pozzo dimenticato in una finestra vivida sul cuore pulsante di un Impero in crisi. Come conclude lo studio, “L’analisi multidisciplinare della fossa comune di Mursa rivela il costo umano dei tumulti di Roma del terzo secolo, conservato per millenni nel silenzio di un pozzo”. Riferimento bibliografico: Novak M, Yavuz OE, Carić M, Filipović S, Posth C (2025) Studio multidisciplinare dei resti umani provenienti dalla fossa comune del III secolo nella città romana di Mursa, Croazia. PLoS One 20(10): e0333440. https://doi.org/10.1371/journal.pone.03334402 punti
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Buongiorno. Sono due giorni che rincorriamo post in cui utenti si affrontano in punta di fioretto per questioni che dal tecnico sfociano nel personale. Io, personalmente, non ho le competenze per dire chi abbia ragione ma finché i toni rimangono pagati i discorsi che fate sono interessanti per tutti. Ma diatribe su punti di vista differenti che sfociano sul personale risolvetele in MP, meglio ancora davanti ad una birra ma non, e ripetiamo, NON è corretto che l'ambiente del forum venga intossicato da battibecchi che si fossilizzano su posizioni non risolvibili. Non fateci prendere ulteriori provvedimenti. Grazie2 punti
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Ok trovata forse @odjob bronzo di Antonino Pio per Parium in Misia https://www.acsearch.info/search.html?term=+parium+antoninus+oxen&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=0 https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/6132 punti
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Per sicurezza recita almeno dieci Padre Denaro Nostro inginocchiato davanti a una banca, possibilmente una sede dalla Banca d'Italia se ce l'hai a portata di mano.2 punti
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Ciao,ho verificato sul CNI ma lo stesso non specifica il simbolo sul taglio ma si limita ad un generico "nel taglio inciso ✿"... Sembrerebbe più una rosetta a 5 petali piuttosto che ad una stella o rotella ma ad oggi non mi sembra siano stati censiti esemplari da 2 lire del 13 con rosetta a 5 petali sul taglio...2 punti
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Sul Bollettino di Numismatica Materiali 41, Collezione di Vittorio Emanuele III, La zecca di Aquileia, è il n. 201 a pag. 81. Il tutto liberamente scaricabile dal Portale Numismatico dello Stato. Arka # slow numismatics2 punti
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Le monete coniate a partire dal 1903 furono quelle da mezzo centavo (vedi sopra) e 1 centavo in bronzo (.950 rame .050 stagno e zinco), 5 centavos in rame-nickel (.750 rame .250 nickel), 10, 20 e 50 centavos in argento .900 dal 1903 al 1906 e argento .750 negli anni successivi, 1 peso, anch'esso in argento .900 fino al 1906, poi in argento .800. I conii di tutte le monete furono preparati a Philadelphia da Charles Barber, ed esse furono coniate dal 1903 al 1908 a Philadelphia e San Francisco, dal 1909 al 1919 nella sola San Francisco, e a partire dal 1920, dopo che una parte delle monete da 1 centavo era stata coniata a San Francisco, nella nuova filiale della Zecca americana a Manila. Quest'ultima cessò l'attività nel 1941 a causa dell'occupazione giapponese, ma le coniazioni ripresero nel 1944 e 1945 nelle Zecche di Philadelphia, San Francisco e Denver. Tutte le monete presentano al rovescio il disegno con l'aquila e lo scudo che potete vedere sopra, mentre al dritto ci sono due disegni diversi, per le monete in metallo povero e per quelle in argento. Disegni che furono realizzati da un argentiere, scultore, incisore e professore d'arte filippino, Melecio Figueroa, che aveva lavorato in precedenza per la Casa de la Moneda spagnola di Manila. Il destino di Figueroa fu simile a quello di Augustus Saint-Gaudens, morì, di tubercolosi, il 30 luglio 1903, all'età di 61 anni, poco dopo aver visto le sue monete entrare in circolazione Queste monete vengono a volte chiamate "Conant coins" o "Conants", da Charles Arthur Conant, un influente giornalista americano ed esperto finanziario, membro della commissione che elaborò il Philippine Coinage Act del 2 marzo 1903. Il Segretario alla Guerra, Elihu Root, scrisse in merito ad esse nel suo annuale rapporto al Presidente Roosevelt che: "Sia per la qualità artistica dei disegni che per la perfezione della lavorazione, reggono bene il confronto con tutto ciò che di simile sia mai stato realizzato in America." petronius2 punti
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La mia migliore aggiunta di questo 2025 appena conclusosi è senza ombra di dubbio questa medaglia in argento napoleonica per la realizzazione della strada Nizza-Roma2 punti
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