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Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 02/03/26 in Risposte

  1. Per evitare un OT mi limito ad alcune brevi considerazioni: 1) la presenza nel forum è volontaria e basata sul "do ut des", dare e ricevere; 2) molti utenti qualificati si sono allontanati dal forum (o vi partecipano meno) perchè i contenuti sono scaduti; 3) la presenza di utenti, che anzichè chiedere e ringraziare, si adeguano al modus operandi dei "social" e sputano sentenze scimiottando giudizi, magari premettendo "io non conosco" "io non so", è diventata intollerabile. Eppure il forum è stato per me una utilissima palestra, potendo distinguere chi conosce e sa, da chi ancora no. E non tutti i post si equivalgono (non c'è democrazia nelle considerazioni culturali), nè i punti reputazione e il numero di interventi serve a qualificare un utente, anzi talora sono infastidito da tanti interventi inutili ...
    11 punti
  2. Gentilissim*, per chi fosse interessato confermo che gli orari del corso sono i seguenti: mercoledì 16.30-18.30 - aula M205 via Mercalli/ S.Sofia (entrata da via Santa Sofia) giovedì 14.30-16.30 - Aula 515 Festa del Perdono (via Festa del Perdono, 3-7) venerdì 12.30-14.30 - Aula III S. Antonio (via Sant'Antonio, 5) < N.B. per questa, sto valuando se richiedere un cambiamento di aula perchè lo scorso anno avevo avuto qulache problema nella proiezione delle slides ....) Per la localizzazione delle varie sedi si può vedere qua: https://filosofia.cdl.unimi.it/it/il-corso/luoghi-e-strutture Ricordo che le lezioni sono pubbliche e si possono seguire liberamente. Però, per chi fosse interessato ad avere anche una certificazione di aver seguito il corso, sostenendo l'esame finale, ho "scoperto" che ci si può iscrivere anche al singolo corso (fino ad un massimo di 4), come si può leggere qui: https://www.unimi.it/it/studiare/seguire-un-corso-singolo Un caro saluto e in caso a presto! MB
    8 punti
  3. @Cinna74 A mio avviso, il senso di un forum è anche quello di consentire ai non esperti di azzardare valutazioni, pur con tutti i limiti del caso, lasciando poi agli utenti più autorevoli il compito di correggerle e contestualizzarle, argomentando eventuali imprecisioni o sviste. Un forum dovrebbe funzionare come una palestra: chi è alle prime armi può provare i movimenti, anche in modo imperfetto, mentre chi ha più esperienza osserva, corregge la postura e spiega come evitare errori, trasformando il tentativo in apprendimento. E' normale che chi sta imparando faccia ipotesi grezze, ed è proprio il confronto con chi ha più competenza che permette di rifinirle e dar loro una forma corretta. Non conosco personalmente il numismatico, ma, al di là di un tono talvolta diretto o tagliente nei suoi interventi, ho sempre riscontrato una disponibilità genuina e disinteressata. In particolare, quando acquistai con una certa leggerezza una Vetta in qFDC che non mi convinceva pienamente, mi offrì gratuitamente la sua completa disponibilità, indirizzandomi eventualmente verso un esemplare più adeguato. Un atteggiamento tutt’altro che scontato, considerando che, in fondo, sono soltanto un nickname all’interno di un forum.
    8 punti
  4. Buongiorno a tutti, voglio parlare di quella che a mio avviso è sempre stata un'evidenza degna di nota ma che non è stata mai catalogata ufficialmente. Si tratta della variante della Piastra del 1796 in cui il 6 è stato punzonato sopra un 5. Partendo dall'elemento sotto osservazione, è possibile notare che il 6 della data è diverso dagli esemplari standard e sembra includere al proprio interno il caratteristico 5 usato nella Piastra dell'anno precedente. Infatti è possibile notare un piccolo angolo sul 6, in alto a sinistra, presumibilmente appartenente all'angolo retto della parte alta del 5; la pancia del 6 è più riempita rispetto al 6 tipico per questa moneta. Riempita da cosa? Dalla parte curva del 5 che, nelle Piastre del 1795 ha una forma a falcetta (tranne per gli esemplari con i cosiddetti Festoni Aperti). L'aspetto singolare di questa moneta è che, se derivasse da un conio dell'anno precedente, avrei dovuto trovare, su un campione esaminato di 240 esemplari, almeno una moneta con gli stessi elementi caratteristici, ma purtroppo non ho trovato nulla. Sembrerebbe un conio a sé, in cui è avvenuta la correzione del 5 ma usato solo nel 1796. Quali sono questi elementi distintivi che non si trovano nei conii del 1795? 1) Il giglio più alto del campo dei Farnese si sovrappone al bordo dello Stemma 2) La parte bassa del ramo di alloro, partendo dal centro, da destra verso sinistra, inizia con la foglia e poi la bacca. In tutti gli esemplari del 1795 e 1796 la sequenza è: prima bacca e poi foglia. 3) La torretta più in basso del Portogallo è coricata sul bordo quasi in orizzontale 4) Nel campo de' Medici si nota sempre una sporcizia del conio. Queste unicità non ancora riscontrate nei conii del 1795, se non bastasse la correzione del 5 su 6, concorrono a rendere più interessante questa moneta, almeno ai miei occhi. Rarità? devo dire che è un conio che ha lavorato. Darei al massimo una R. Mi auguro un confronto sul tema. Grazie e buona giornata a tutti. Sovrapposizioni Piastra 1796 6 su 5.mp4
    7 punti
  5. Quello che è cambiato in questo forum, abbassandone la qualità indiscutibilmente, è l'abitudine maturata dai neofiti ad esprimere pareri. Chi chiede un consiglio si aspetta che a rispondergli sia qualcuno esperto e non chiunque capiti. Quando il forum è nato nessuno digiuno della materia si sarebbe sognato di esprimere un giudizio. Vi sembra così ora? Una volta a bacchettarci erano in 100 non solo i moderatori. Ora vedo neoiscritti con migliaia di interventi. Secondo voi hanno portato un contributo al forum. Non credo; stanno solo convincendo chi da anni si spende per formare altre persone gratuitamente a disimpegnarsi. Devono persino sentirsi rispondere quanto leggo qui sopra. Roba da matti. C'è un regolamento, puntualmente disatteso che invita a non postare messaggi "vuoti" o ripetitivi. Siete in grado di fare un intervento come quelli di giov o ilnumasmatico? Conoscete da anni la materia trattata e potete insegnare a chi è nuovo? No? Allora cogliete ogni buona occasione per stare zitti o approfittate per porre domande. Quando si scrive cose errate o imprecise resterà traccia per sempre di ciò che scrivete e potreste trarre in inganno qualcuno anche in futuro. Non mi riferisco a qualcuno in particolare ma a chiunque. Scrivete pareri solo su ciò di cui siete sicuri o su materie che conoscete altrimenti si scadrà nel qualunquismo. Mantenere il forum su standard di qualità alta è interesse di tutti. Quando qualcuno aveva interessi diversi veniva battezzato come troll e bannato. Ci vuole impegno anche nell'evitare il protagonismo al giorno d'oggi; impegnamoci almeno su questa piattaforma. C'è ne sono tante altre su cui fare i fenomeni impunemente. Non prendete questa mia come un rimbrotto ma come un invito a riportare il forum sui binari del sapere e non del cazzeggiare assieme. Buona giornata
    7 punti
  6. La nuova arrivata saluta il forum Una delle monete in oro di V. E. III che meno mi entusiasma ma mi sono convinto ad acquistarla per completare la serie Periziata qFDC... peccato per i graffietti al dritto ed ai colpetti ad ore 2 al rovescio che in foto non si vedevano
    6 punti
  7. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei condividere con voi la Storia che si cela dietro a questa comune, circolata ma intrigante moneta da 30 Soldi emessa da Francesco II d'Asburgo-Lorena per il Ducato di Milano nel 1796, ultimo anno di dominazione austriaca del milanese prima dell'occupazione della quasi totalità del Nord Italia da parte delle rivoluzionarie ed agguerrite truppe dell'Esercito Francese comandate dal giovane Generale Napoleone Bonaparte. Il pezzo in questione, battuto già a partire dal 1794, presenta: - al recto, l'effigie laureata del Sovrano circondata dalle iscrizioni FRANC II D G R IMP S AUG G H ET B REX A A, Franciscus II Dei Gratia Romanorum Imperator Semper Augustus, Germaniae Hungariae et Bohemiae Rex, Achidux Austriae (Francesco II per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria); - al verso, lo scudetto coronato del Ducato di Milano recante il "bisicione" visconteo e l'aquila coronata sforzesca caricato dello scudetto della Casa d'Asburgo circondato dalle iscrizioni MEDIOLANI DUX (Duca di Milano) e dal millesimo 1796; in basso il valore SOLDI 30. Il 1796 è stato, per la città di Milano, un anno importante e significativo per ben due motivi: l'ingresso travolgente delle truppe napoleoniche, che segnò la fine del secolare dominio austriaco sulla città e sul Ducato, e l'inizio del lento decadimento fisico di Giuseppe Parini, il poeta che meglio di chiunque altro aveva saputo interpretare le speranze e le ideologie che "illuminavano" gli intellettuali lombardi del Settecento. L'invasione francese del Maggio 1796, culminata con l'ingresso di Napoleone Bonaparte in Milano attraverso la Porta Romana dopo la brillante vittoria di Lodi, non fu un semplice avvicendamento militare, ma vero e proprio cambiamento culturale che impose bruscamente ai milanesi i nuovi ideali repubblicani su una struttura sociale ancora strettamente legata all'Antico Regime. In questo scenario di trasformazione radicale, la figura di Parini emerge come il "baricentro morale" di un'epoca. La sua poetica, infatti, si era formata e consolidata sotto il regno di Maria Teresa d'Asburgo, un periodo considerato l'età dell'oro del riformismo illuminato. In quegli anni, Parini sviluppò una letteratura civile e "utile", sostenuta dal governo austriaco, e che mirava ad educare la nobiltà e a promuovere il progresso sociale attraverso importanti opere come, per esempio, la prima forma di campagna vaccinale contro il vaiolo esaltata nell'ode "L'innesto del vajuolo" del 1765. Nel 1780, con l'ascesa al trono dell'autoritario ed accentratore Sovrano Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, Parini, assieme a molti altri intellettuali, venne allontanato dai palazzi del potere e fatto cadere in disgrazia. Con la successione di Leopoldo II e successivamente di Francesco II d'Asburgo-Lorena, Milano visse una stagione di parziale distensione e rivalutazione della figura del poeta. Parini, ormai anziano e riconosciuto come un'autorità morale indiscussa, venne nuovamente onorato dalle istituzioni asburgiche, che cercavano di recuperare un dialogo più moderato con l'aristocrazia e il ceto colto locale. Questa rinnovata stabilità fu però spazzata via proprio dall'arrivo dei francesi nel 1796. Nonostante Parini venisse chiamato dai nuovi occupanti a ricoprire ruoli di prestigio nella Municipalità per via del suo rigore etico, egli non tardò a manifestare il proprio dissenso verso le violenze, le ruberie e l'estremismo dei giacobini. Il poeta, che aveva dedicato la vita a criticare i vizi della nobiltà e a sognare una giustizia sociale equilibrata, si spense nel 1799, poco dopo che gli austro-russi ebbero temporaneamente riconquistato la città, rimanendo coerente fino all'ultimo alla sua visione di dignità umana e di indipendenza intellettuale. Ogni volta che guardo questo 30 Soldi mi piace pensare che, forse, passò tra le mani del "sommo Vate" Giuseppe Parini...
    6 punti
  8. Ci vogliono equilibrio e pazienza da parte degli utenti storici, che hanno maturato anni di esperienza nel mondo della numismatica. Allo stesso tempo, anche i neofiti alle volte possono evitare di “lanciarsi” troppo in valutazioni di monete che conoscono in maniera superficiale… Probabilmente il problema è che gli utenti esperti che intervengono sono sempre meno e quei pochi che restano non possono umanamente seguire tutte le discussioni del forum, a meno che non trascorrano l’intera giornata su lamoneta. Ritengo sia comunque opportuno ricordare questo richiamo di @Reficul
    6 punti
  9. Ringrazio di nuovo @incuso per essere intervenuto oscurando messaggi che nulla hanno a che vedere con la numismatica e che erano lesivi della mia rispettabilità personale. Visto che mi sono state mosse accuse molto pesanti da @Pxacaesar, addirittura di aver abusato della mia carica di coordinatore, ti dico che quei messaggi erano frutto di specifica discussione nelle sezioni riservata del direttivo. Quindi, caro ANTONIO, con orgoglio e fierezza posso dire serenamente che non ho mai abusato della mia carica ma anzi, ho lavorato duramente a molti progetti che rimangono tuttora scritti nella sezione privata dello staff; Le motivazioni del mio abbandono sono personali e per questo non vi devono riguardare! l’ho accennato non per vittimismo, ma per sostenere le perplessità avanzate da @Cinna74 in merito alla situazione attuale, che io, come lui, ma anche come ben descritto da @Giov60 (LUI si che è un vero Maestro in confronto a me) e molti altri, disapprovo, e quindi, per questo motivo, ho abbandonato in tronco nonostante mi fossi speso lavorando duramente a diversi progetti (chi era con me nel direttivo all’epoca - incluso anche il @CdC - lo ha visto). Anzi, caro ANTONIO, ti dirò di più visto che ora, secondo te, non “avendo più lo scudo”, non ho nessuno che mi protegge: quando ho abbandonato la mia carica, la mia posizione è stata attentamente esaminata dal @CdC, proprio per alcune accuse che mi erano state rivolte. Ma l’unica cosa che compare nel mio profilo è solo la “contestazione” che ho avanzato e che mi ha portato all’abbandono per i motivi di cui sopra ben descritti da @Giov60 e @Cinna74. Questo intervento era doveroso, visto le gravi accuse che mi sono state mosse; spero che il @CdC ne tenga conto. Per me la discussione è chiusa. La mia coscienza è più che apposto. Di utenti che ho aiutato in privato ce ne sono diversi e non ho MAI “suonato la tromba” per questo. Ammetto di avere modi bruschi ma, a mia parziale discolpa, posso dire che fin troppo spesso è capitato che diverse mie spiegazioni siano state oggetto di critiche. Mi scuso per i miei modi, ma la misura, come si dice, è ben colma.
    5 punti
  10. Secondo me molte varianti sono dovute da ragioni tecniche e da poca accortezza nella realizzazione del conio, ma questo non vale sempre dato che sappiamo dell'esistenza dei marchi segreti. A mio avviso le vere varianti possono essere considerate solo quelle apposte deliberatamente dallo zecchiere per precise ragioni. Tutte le altre, invece, sono da reputarsi delle variazioni stilistiche.
    4 punti
  11. Visto il grande successo della prima edizione, abbiamo il piacere di annunciare che Calabria Colleziona torna a settembre 2026 nei giorni 12 e 13 con ancora più spazio espositivo e con una serie di eventi collegati al mondo della filatelia, della numismatica e del collezionismo in generale. Vi aspettiamo a Rende! Saluti da Filatelia Meridionale.
    4 punti
  12. Da Alessandria di Egitto, 2 esemplari in AE con particolari rovesci attinenti agli Egizi . Il 1^ un diobolo per Domiziano con al rovescio la Sfinge ed il 2^ una dracma per Annia Faustina con al rovescio coppia di canopi con teste di Iside ed Osiride . Saranno il 9 Marzo in vendita Gorny&Mosch 317, rispettivamente ai nn. 626 e 637 .
    4 punti
  13. Altro falso della Piastra 1796 con mancanza vistosa.
    4 punti
  14. grazie per il tuo contributo, ricordo sempre con tanto piacere le tue bellissime monete che ci mostravi prima. Capisco che con il tempo la passione ad acquistare tende a scendere un po.. me ne sono accorto anche io. Ogni tanto anche io vado a rivedermi le foto delle mie.. e questa conserva sempre un notevole fascino. Tanti cari saluti😀
    4 punti
  15. Ciao @Cinna74, grazie per la stima. Purtroppo i tempi in cui queste sezioni fervevano di sapere sono molto lontani. Questo è, e non c’è segnale alcuno di invertire la marcia (motivo, anche questo, per cui ho letteralmente abbandonato in tronco la mia carica nello staff). Dalle foto non certo “esaltanti” io direi che la bella patina l’avrebbe avuta se non avesse ricevuto una “bella pulita” (guardate i campi al dritto e il nero acceso tra gli interstizi della legenda). Ritratto che ha perso vigore e, parzialmente, anche l’espressività. Bb? Ma assolutamente no! Ma tanto… a cosa serve? Pensa che questa è slabbata AU55 e non arriva nemmeno al Bb pieno (stessa cosa, campi compromessi nell’integrità del metallo per via di una pulizia). Se poi ti fai un giro su ebay svieni per certi Bb dichiarati… 65€ tutto sommato non sono troppi, ma nemmeno pochi. Direi che è andata relativamente bene. Ma ragazzi… lo che non ve ne importa nulla e che vi sto antipatico, ma se non vi mettete seriamente a studiare per capire il metallo e capire come “leggere”le foto, saranno dolori! La conservazione di per sé “è relativa”, e non basta “essere severi”. Torno nel mio silenzio. State bene!
    4 punti
  16. Ciao @Ajax dovrebbe essere un denario di Vespasiano zecca di Efeso,però tu dici che e in bronzo... allora io per sicurezza chiederei aiuto agli esperti @Pxacaesar @Arka 😊 https://it.numista.com/250346
    3 punti
  17. Seguitiamo ,tutti a lamentarci, ma poi domani mattina saremo tutti impazienti e trepidanti per acquistare , c’è chi minaccia di smettere , chi vuol vendere e dedicarsi ad altro , chi dice di acquistare solo una moneta , chi dice che fa tutto schifo , ognuno ha le proprie ragioni e sono rispettabili , ma in fondo tutti noi sappiamo che seguiteremo ad acquistare ,ovviamente in base alle proprie possibilità ,perché un hobby ,diventa una mania ,ti segue ovunque ,magari cerchi di scansarlo ,ma ritorna sempre nei tuoi pensieri , per il collezionista vero ,anche una moneta per tanti brutta , va presa e conservata , fa parte del gioco
    3 punti
  18. per me ilnumismatico è un grande, di più, un gigante. Per lui un messaggio: aquila non capit muscas
    3 punti
  19. Edoardo Boccanera, Manuale sulla fabbricazione delle monete in circolazione nel Regno d'Italia, Roma, 1901.
    3 punti
  20. No no, nessuna noia. Sono io il primo a dichiarare che questo tipo di variante non è così raro. Non è la rarità il punto. Forse, invece, è stato frainteso il senso delle mie osservazioni. Attraverso queste varianti, o come vogliamo chiamarle, riusciamo a capire di più sulle dinamiche nella zecca di Napoli. Queste cose sono delle testimonianze. Capisco pure che questi temi sembrano, per alcuni, alieni alla materia numismatica, come se, quasi, non ne facessero parte. Ma è da un po' che prendo atto di questa cosa, per cui ci ho fatto già pace da un bel pezzo. Tutto ok. tutto a posto
    3 punti
  21. Sono assolutamente d'accordo,la zecca era un'azienda e come tale aveva l' obbiettivo di ridurre i costi, quindi il discorso del riutilizzo mi trova pienamente d'accordo,il problema è che negli ultimi tempi c'è una ricerca spasmodica della variante a tutti i costi,non si può definire variante ogni minima diversità a prescindere,sta al collezionista imparare e capire se si ha di fronte una vera variante e soprattutto se è degna di nota,e per me una correzione dell' ultimo numero della data non è una variante ma solo il modo di risparmiare per non creare un nuovo conio,che poi questa correzione la troviamo solo su questo conio è un' altro discorso che, volendo,si può anche approfondire... Poi come ho scritto prima ognuno ha le proprie idee... Non so di che anni siamo il tuo gigante e il tuo Nomisma,la prima edizione del Magliocca mi sembra fosse del 2018 , quindi è probabile che alcune varianti siano assenti ma nel nuovo aggiornamento del manuale delle monete di Napoli edito da Nomisma ci sono 3 varianti per la 96,ma se non aggiorni i tuoi cataloghi non puoi affermare che le tue varianti siano inedite...
    3 punti
  22. Come sono certo tu già saprai, @gennydbmoney le monete raccontano storie, tecniche, necessità estetiche, adattamenti, linguaggio, e tanto tanto altro. Ne converrai. Per esempio, come una Piastra del 1805 HSIP racconta di un addetto alla punzonatura dei caratteri distratto ed un supervisore ancor più distratto, un punto può raccontare altro (scelte tipografiche, elementi di ancoraggio per le dime per il corretto distanziamento delle lettere ed altro) questa Piastra con la data corretta, come le altre che hanno questa caratteristica in altri millesimi, sono in grado di raccontare una storia che parte sempre da un concetto: la NECESSITA'. Per necessità hanno dovuto prendere un conio che era stato approntato per il 1795, ma che probabilmente non era stato mai usato (verrò smentito felicemente se si troverà una moneta del 95 con quel conio) al quale è stata operata un'azione di precisione nel piazzare bene la cifra 6 sul 5, forse per fretta e per non dover creare da zero un nuovo conio, forse per spirito incline al riutilizzo, che però non si è manifestato mai nella stesura dei conii delle Piastre di Ferdinando IV. Per questo motivo lo ritengo un unicum degno di nota. So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla tra le varianti e ritengo lecita ogni posizione, ma ho la convinzione che la numismatica sia una disciplina capace di raccontare svariati aspetti e farci calare nelle realtà ormai distanti da noi e, perché no, capace di farci emozionare nel raccontare queste storie davanti ad un buon brandy con amici appassionati (o non). Chiamiamola come vogliamo. Io per semplicità e per manifesta pigrizia nel cercare un termine che possa dare valore ad un aspetto degno di nota la continuerò a chiamare "Variante".
    3 punti
  23. Qualcosa sul destinatario...... Hans Bey era un uomo che risiedeva a Jersey e lì morì nel 1900 al momento della sua morte aveva circa 80 anni e fu sepolto nella chiesa parrocchiale di St Helier il 13 luglio 1900. Sposò Maria Rebecca Bey (nata Clarke), sorella maggiore del padre di sua moglie. Maria Rebecca nacque nel 1824 e morì nel 1906. I documenti conservati da Jersey Heritage suggeriscono che Hans Bey avesse legami con la Corte di giustizia Amtsgericht di Amburgo, in Germania, poiché una copia del suo atto di successione fu inviata da lì nel febbraio 1901. Oltre a questi dettagli genealogici, sono disponibili poche informazioni pubbliche sulla sua vita o sulle sue attività sull'isola.
    3 punti
  24. Vedo che la discussione è andata un pochino off topic, ma comunque vorrei ringraziare tutti per gli interventi e le loro opinioni. Trattandosi di una moneta dal valore contenuto non fa niente anche se l’ho pagata un pochino più del valore, tanto a me mi piace e non compro mai per rivendere quindi va bene cosi. Un doppio ringraziamento va a chi è più esperto e professionista come @ilnumismatico e non si risparmia mai nel dare un mano (e a gratis per di più). Dato che avevate chieste delle altre foto, io ci ho provato ma non credo che siano molto meglio. Comunque le carico e ringrazio in anticipo per ogni commento.
    3 punti
  25. Buongiorno. È una medaglia molto recente..."NEL CCC" nel trecentesimo anniversario...quindi prodotta nel 1978 e lo si nota anche dalla fattura. Un saluto.
    3 punti
  26. La locandina della conferenza di Nicolò Giaquinta per la cartamoneta, un evento questo che ormai e’ un mix tra commerciale e culturale. @jaconico @tempolibero
    3 punti
  27. E. Boccanera, capo tecnico della zecca di Roma, pubblicò nel 1901 il Manuale sulla fabbricazione delle monete in circolazione nel Regno d'Italia. L'autore scrive che nei tempi passati - senza però specificare in quale epoca - non veniva utilizzato il bronzo per le monete, ma il rame, giacché solo questo metallo poteva esser sottoposto al laminatoio senza esser precedentemente temperato.
    3 punti
  28. Una nave romana carica di anfore con prezioso garum è stata ritrovata nei fondali a largo di Gallipoli ma solo ora la notizia è stata condivisa. Al largo di Gallipoli è stata individuata una grande nave romana carica di anfore contenenti garum, la celebre salsa di pesce considerata una vera prelibatezza sulle tavole dell’Impero. Un ritrovamento eccezionale, rimasto volutamente tenuto nascosto per mesi. Il relitto romano scoperto che giace sui fondali del mar Ionio apparterrebbe a una nave oneraria, cioè un’imbarcazione destinata al trasporto di merci. I primi studi indicano che l’affondamento potrebbe risalire alla tarda età imperiale, intorno al IV secolo dopo Cristo. A rendere il ritrovamento particolarmente prezioso però è, senza dubbio, lo stato di conservazione del carico. All’interno dell’imbarcazione c’erano decine di anfore, molte delle quali utilizzate per trasportare il garum. Il garum era una salsa, ricavata dalla fermentazione di interiora e piccoli pesci mescolati con sale e aromi, considerata un prodotto di lusso nell’antica Roma. Il processo di produzione era lungo e complesso, motivo per cui il garum aveva un valore molto elevato. Le anfore rinvenute presentano forme e caratteristiche che rimandano a manifatture nordafricane, suggerendo che la nave provenisse da quelle aree dell’Impero oggi corrispondenti alla Tunisia o alla Libia. A giugno 2025 una volta scoperta la nave romana a largo di Gallipoli , si è deciso di non rendere subito pubblica la notizia. La decisione non è stata casuale ma è stata una scelta strategica dettata dalla necessità di tutelare un patrimonio estremamente fragile. I relitti subacquei, soprattutto quelli facilmente raggiungibili, sono infatti esposti al rischio di saccheggi e danneggiamenti che possono compromettere il valore scientifico del sito. L’individuazione della nave è avvenuta quasi per caso durante normali attività di controllo condotte dalla Guardia di Finanza. Grazie alle moderne strumentazioni è stata rilevata un’anomalia sul fondale che ha spinto a effettuare verifiche più approfondite. Le successive immersioni, svolte con il supporto di sommozzatori specializzati e in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, hanno confermato la presenza di un grande relitto romano che aveva custodito per secoli il suo carico. A quel punto è scattata la massima riservatezza. L’area è stata sorvegliata costantemente, giorno e notte, per evitare intrusioni non autorizzate e garantire la protezione del materiale archeologico. Solo una volta definito un piano di intervento e reperite le risorse economiche necessarie, la notizia è stata resa pubblica. Il passo decisivo è, infatti, arrivato con lo stanziamento di 780 mila euro destinati alle operazioni di studio e messa in sicurezza del relitto. Un finanziamento che permetterà di avviare campagne di ricognizione con tecnologie avanzate, fondamentali per pianificare un futuro scavo archeologico subacqueo. Ogni fase dovrà essere affrontata con estrema cautela e dovrà seguire i principi stabiliti dall’UNESCO.
    3 punti
  29. Cercavo altro ma mi ritrovo su questa bella discussione, complimenti per le monete e complimenti ad @Alan Sinclairper il post...metto la mia, così per condivisione 😊.
    3 punti
  30. Stiamo andando molto OT ma soprattutto sul personale. Quindi ho nascosto alcuni messaggi. E mi dispiace, in quanto in alcuni di questi c'erano considerazioni comunque interessanti.
    3 punti
  31. Mi associo a quanto detto da @Alan Sinclair. @Dott_20Kreuzer, la mia è dell'anno precedente ma da ora in poi, quando la guarderò, immaginerò la Milano del tempo che hai così ben descritto. Grazie!!
    3 punti
  32. Ciao, dal peso che hai comunicato ( e dalla mano che ci indica più o meno il diametro 🙂) si tratta di un asse dell'imperatore Marco Aurelio con la personificazione della Vittoria alata sul rovesciò. Posto foto di esemplare di tipologia simile.
    3 punti
  33. MA certamente, non volevo correggerti ma solo integrare. Su Maria Luigia/Maria Luisa lasciamo parlare Lei
    3 punti
  34. Ho gia analizzato il problema in passato e a me è successo con trittico argento lamborghini, per fortuna erano fuori sede ma monete ancira nrlla capsula. Purtroppo te vedo che dono uscite. Ti suggerirei di chiedere cambio Io in passato per monete proof in divisionale con difetti (punti neri su rame) ho chiesto cambio, mi hanno pagato loro la speduzione indietro (solo le monete) e mi hanno poi inviato le sostitutive. La sede cartonata oltre che essere orrida e puzzolente, è di un diametro non sempre preciso. Le capsule se noti hanno un lato con un diametro leggermente superiore ed uno invece inferiore Quindi se le metti dal lato.con diametro superiore si incastrano e ci vuole il famoso piede di porco per toglierle, se inserisci girate di 180gradi invece entra bene, ma se giri la scatola puo uscire Insomma una schifezza di scatole e di progettazione
    2 punti
  35. Emozionante. Archeologi e intelligenza artificiale scoprono un gioco sconosciuto del mondo romano. Si è partiti da una singolare pietra incisa trovata a Coriovallum. Come si giocava? Redazione 10 Febbraio 2026 Studiosi, affidandosi alla logica dell’intelligenza artificiale e alla straordinaria capacità di simulare milioni di partite virtuali, hanno risolto il mistero di una singolare tavola da gioco romana rinvenuta in un sito dei Paesi Bassi. L’analisi combinata di algoritmi, scansioni tridimensionali e studio archeologico delle tracce d’uso ha permesso di identificare un gioco strategico di tipo “blocco”, finora attestato con certezza solo in età medievale. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Antiquity, retrodatano di diversi secoli la diffusione di questa categoria di giochi e offrono una nuova prospettiva sul tempo libero e sulle capacità di astrazione nelle province settentrionali dell’Impero romano. Il gioco trovato durante gli ascavi archeologici presso la cittadina romana che sorgeva nel territorio attualmente belga Il reperto proviene dall’antica Coriovallum, centro urbano sorto lungo un nodo viario di primaria importanza tra la Gallia Belgica e la Germania Inferior, oggi identificabile con la città di Heerlen, nel Limburgo olandese. Tra II e IV secolo d.C. l’insediamento era un luogo di transito e di scambio, dotato di infrastrutture complesse – tra cui le celebri terme monumentali – e frequentato da militari, mercanti e funzionari. È in questo contesto che va collocata una lastra di calcare grigiastro di 21 × 14,5 centimetri, rinvenuta nel sottosuolo urbano durante scavi condotti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e poi confluita nelle collezioni del museo locale. Per lungo tempo l’oggetto è rimasto privo di una lettura funzionale convincente. La documentazione di scavo era lacunosa, il contesto preciso perduto, e l’incisione che ne occupa la superficie non corrispondeva a nessuno degli schemi di gioco romani noti nell’Europa nord-occidentale. Solo una recente revisione sistematica delle collezioni, condotta da Walter Crist, archeologo specializzato nello studio dei giochi antichi, ha riportato l’attenzione su quella pietra apparentemente enigmatica. Dal punto di vista morfologico, la lastra presenta caratteristiche inequivocabili di un manufatto finito: bordi regolarizzati, angoli smussati, superficie lavorata con cura. L’incisione è costituita da un rettangolo delimitato da una scanalatura perimetrale, all’interno del quale si intersecano quattro linee diagonali convergenti verso il centro, formando una croce obliqua. A uno dei lati brevi corre inoltre una singola linea orizzontale, elemento apparentemente secondario ma rivelatosi cruciale per l’interpretazione. L’insieme suggerisce un uso intenzionale e ripetuto, non un esercizio grafico o una decorazione occasionale. La prima fase dell’indagine si è concentrata sull’analisi delle tracce d’uso. L’osservazione microscopica ha messo in evidenza microabrasioni, striature e piccole depressioni concentrate in punti specifici delle incisioni. Non si trattava di un consumo uniforme: alcune porzioni delle linee risultavano più profonde e levigate, come se fossero state percorse più frequentemente da piccoli oggetti mobili. Queste tracce erano compatibili con il movimento reiterato di pedine o gettoni, spostati manualmente lungo percorsi definiti. Per verificare e quantificare tali osservazioni, il laboratorio di restauro Restaura di Heerlen ha realizzato una serie di scansioni tridimensionali ad altissima risoluzione. I modelli digitali hanno permesso di misurare con precisione millimetrica le variazioni di profondità delle incisioni, rivelando un pattern di usura coerente: le diagonali centrali e alcuni segmenti della linea orizzontale mostrano un consumo leggermente maggiore, nell’ordine di frazioni di millimetro, indice di un contatto più intenso e prolungato. Anche i bordi perimetrali appaiono volutamente arrotondati e lucidati, segno che la lastra era pensata per essere maneggiata e utilizzata nel tempo. La datazione dell’oggetto è stata ricavata per via contestuale, sulla base degli strati archeologici ben documentati di Heerlen, che consentono una collocazione relativamente precisa dei materiali rinvenuti nel tessuto urbano. La produzione e l’uso della tavola sono stati così collocati tra il II e il IV secolo d.C., ovvero tra circa 1700 e 1500 anni fa, in una fase di piena integrazione delle province settentrionali nell’organizzazione imperiale romana. Restava tuttavia irrisolto il nodo principale: a quale gioco corrispondeva quello schema inciso? Le tipologie di giochi romani note – come i Latrunculi, basati sulla cattura dei pezzi, o i Duodecim Scripta, strutturati come giochi di corsa – non offrivano confronti convincenti. La disposizione delle linee e, soprattutto, la distribuzione dell’usura non si adattavano a quelle dinamiche. Per affrontare il problema, il team di ricerca ha adottato un approccio innovativo, integrando l’archeologia con l’intelligenza artificiale. È stato utilizzato il sistema Ludii, una piattaforma sviluppata presso l’Università di Maastricht per modellare, simulare e analizzare giochi tradizionali e storici. Il principio di funzionamento è quello della simulazione massiva: la geometria esatta della scacchiera, ottenuta dalle scansioni 3D, viene inserita nel sistema insieme a un ampio database di regole ludiche documentate storicamente ed etnograficamente. Agenti di intelligenza artificiale giocano quindi milioni di partite virtuali, combinando e testando automaticamente diverse ipotesi di regole. I risultati sono stati convergenti. Solo una categoria di giochi risultava coerente sia con la struttura del tabellone sia con il modello di usura osservato sulla pietra reale: quella dei giochi di blocco. In questi giochi l’obiettivo non è catturare i pezzi avversari né raggiungere una meta, ma limitare progressivamente la mobilità dell’avversario, chiudendo i percorsi disponibili fino a impedirgli ogni mossa legale. La partita termina quando uno dei due giocatori resta immobilizzato. L’elemento decisivo è stato il confronto tra simulazione e reperto. I punti della scacchiera virtuale in cui l’intelligenza artificiale concentrava più frequentemente i movimenti durante partite di blocco riuscite coincidevano con le zone di maggiore usura sulla lastra di Coriovallum. Questa sovrapposizione ha fornito una validazione incrociata tra dati digitali e tracce materiali, permettendo di identificare con un elevato grado di attendibilità un gioco antico finora sconosciuto. Le implicazioni storiche della scoperta sono rilevanti. Fino a oggi, i giochi di pura strategia basati sul blocco – noti soprattutto in ambito medievale, come l’Alquerque e i suoi derivati – non avevano un precedente materiale certo nell’antichità classica. La tavola di Heerlen retrodata queste pratiche di cinque-sette secoli, dimostrando che forme di pensiero ludico altamente astratto erano già presenti nel mondo romano, almeno nelle province nord-occidentali dell’Impero. Il contesto urbano di Coriovallum rafforza questa interpretazione. Un centro commerciale e infrastrutturale, frequentato da persone di diversa provenienza, offriva occasioni di incontro e di attesa: spazi in cui un gioco di strategia poteva svolgere una funzione sociale e cognitiva rilevante. La scelta di incidere il tabellone nella pietra, anziché tracciare linee effimere su legno o su terra battuta, suggerisce un’attività ripetuta, condivisa, forse inserita nella quotidianità di luoghi pubblici o semi-pubblici. Oltre al valore specifico della scoperta, lo studio stabilisce un nuovo paradigma metodologico. È la prima volta che un sistema di simulazione ludica basato sull’intelligenza artificiale viene integrato in modo così stretto con l’analisi archeologica delle tracce d’uso per identificare un gioco antico. Questo approccio apre prospettive concrete per reinterpretare numerosi reperti con incisioni enigmatiche rinvenuti in contesti archeologici di tutto il mondo, suggerendo che dietro segni apparentemente semplici possano celarsi pratiche sociali e intellettuali complesse. Walter Crist et al., Ludus Coriovalli: using AI-based simulations to identify the rules of an ancient board game, Antiquity, febbraio 2026, https://doi.org/10.15184/aqy.2025.10264 https://www.stilearte.it/scoperto-gioco-strategico-romano-intelligenza-artificiale-coriovallum/
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  36. Si sono davvero impegnati per rendere il Trittico Ferrari, a mio parere, così orrendo. Ero molto interessato ma davvero una delusione. Le tre immagini scelte per il Dritto tutte oscene. Avrei messo sicuramente una vettura da F1, su una magari Enzo Ferrari e un modello storico/iconico sulla terza.
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  37. Grazie a un caro amico ho appena aggiunto in collezione questa simpatica medaglietta propagandistica. Come vedete da un lato riporta il busto di Maria Luigia e dall'altro, su sette righe, I // CLAIM THE // RATIFICATION // OF // NAPOLEONS WILL // IN FAVOR OF // MY SON. Il congresso di Verona del 1822 chiude la serie iniziata con il piú famoso congresso di Vienna del 1815. Maria Luigia era già Duchessa di Parma come deciso a Vienna nel 1815 e, de facto, dal 1816. Sebbene inizialmente si fosse presa in esame la possibilità che il figlio di lei e di Napoleone potesse ereditare il ducato, successivamente questa fu esclusa. In tale contesto si può inquadrare questa medaglia in cui si chiede la ratifica del testamento di Napoleone a favore del figlio immagino sottintendendo il suoi diritti dinastici. Va detto comunque che il vero testamento di Napoleone poco riportava in merito se non la raccomandazione al figlio di non dimenticarsi mai di esser nato "principe francese". Metallo bianco (forse bronzo argentato ma non ne sono sicuro), 23,5 mm di diametro, 5,5 g di peso
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  38. DE GREGE EPICURI Conferenza troppo ricca e complessa per poterne fare un riassunto. Però mi sono consolato: di Coela ho solo monete con la prora, che sono le più comuni; ma le altre sono decisamente non comuni o rare, specie quelle col Sileno.
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  39. Buongiorno volevo mostrare una mia nuova aggiunta alla mia collezione di monete romane. Un aureo di Teodosio II (408-450) in oro 4,46gr. Conservazione SPL+/qFDC
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  40. Ricordo che era "imbustato" e il colpetto, era lavato ma era comunque in conservazione molto alta. Ma non ricordo cosa ti dissi... Se l'hai presa a trattativa privata è un prezzo che potrebbe anche starci, anche se "altino", soprattutto di questi tempi. Però, ripeto, ha il binomio lustro-grande patina, e si paga. Nel mio database conservo l'esemplare della Ranieri, era l'asta 3 lotto 641. Allego le foto
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  41. A poche ore dalla Cerimonia d'Apertura dei XXV° Giochi Olimpici Invernali, il mio augurio, rivolto a chi possa assistervi dal vivo, come accadde a me 20 anni or sono, a godersi appieno quella magica atmosfera che solo un evento olimpico sa regalare...
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  42. Ciao @Ajax come ha detto @santone provinciale di Antonino Pio per Caesarea in Cappadocia. Ne esistono molte varianti nella leggenda e non trovo questa nello specifico. https://www.acsearch.info/search.html?term=Antoninus+pius+ae+caesarea+within+wreath&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
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  43. al posto dell'angelo la scritta ISIS. 🤣
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  44. Salve @RG_65 potrebbe essere un sesterzio CONCORD MILIT dell'imperatore Didio Giuliano (28 marzo-1 giugno 193 dc.). Come sempre chiediamo agl'esperti @Pxacaesar @Arka 🙂 https://www.acsearch.info/search.html?term=DIDIUS+JULIANUS+CONCORD+sestertius&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
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  45. Buon Pomeriggio @marcocappelli, io mi avvalgo del catalogo inglese Marsh - edizione 2024 pagine 310, è specifico per le sterline d'oro, da Giorgio III° a Carlo III° fino al 2024. Oltre alla sterlina d'oro normale contiene 1/4 - 1/2 - 2 e 5 sterline d'oro, con note sulle conservazioni, tirature, rarità, varianti ed ottime foto ingrandite a colori. Disponibile on line compreso Amazon.
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  46. Del "do ut des" io penso che in questo contesto si possano vedere i risultati nel lungo termine. Non si può pretendere che persone ignoranti in materia si sveglino dall'oggi al domani e apprendano nozioni al punto che chi le elargisce si senta subito appagato. É un periodo di magra, si stanno formando nuove menti. Tempo al tempo...
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  47. Quest'anno non ho trovato nessuna moneta che mi soddisfacesse per farmi un regalo di Natale e quindi mi sono dato alla filatelia. Un piccolo lotto di antichi stati + 2 lettere che vi posterò prossimamente.
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  48. Buon giorno a tutti Ritorno dopo un po di tempo per presentarvi un francobollo uguale a quello del tema di questa discussione. Sempre un Benjamin Franklin del 1851 usato con annullo a penna. Questo ha margini molto più ampi e se non sbaglio dovrebbe essere del secondo tipo, catalogato dal venditore Sc9. Unificato dovrebbe essere 3, 1c. Come vi sembra? Saluti miza
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