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I contenuti con la più alta reputazione dal 02/28/26 in Risposte
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Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta che, nonostante non sia mia abitudine collezionare conii dello Stato Pontificio, ho voluto aggiungere alle mie monete auree. Si tratta di un Mezzo Scudo Romano d'oro battuto nel 1740 durante il primo anno di pontificato di Papa Benedetto XIV Lambertini, una figura storica molto interessante e particolare. Il pezzo in questione è citato nel catalogo Muntoni (rif. 30) e sul Corpus Nummorum Italicorum di Vittorio Emanuele III di Savoia (rif. 28). La moneta viene catalogata come R² e presenta: al dritto, l’iscrizione BEN XIV su due rami di palma sormontata dalle chiavi di San Pietro decussate sciolte con impugnatura tonda e dalla tiara papale con infule entro un cerchio di perline. In alto viene inciso il millesimo 1740; al verso, l’effigie di San Pietro Apostolo e Primo Papa nimbata e volta a destra circondata dalle iscrizioni S : PETRVS entro cerchio di perline. Il contorno del conio, realizzato per scongiurare tosature o contraffazioni, è di tipo cordonato. Aprofitto dell'occasione per parlare un po' dei primi anni di pontificato del Lambertini, caratterizzati da un'illuminata politica riformatrice. Dal punto di vista spirituale, il primo decennio di Pontificato di Benedetto XIV fu caratterizzato da una grande cura e attenzione al governo pastorale della Chiesa di Roma, abilità riconosciuta al Lambertini sin dalle sue prime azioni come arcivescovo di Bologna. In questo periodo vennero messi al centro dell’attenzione i poveri, favoriti con la controversa disposizione che permetteva loro di “spigolare in tutti i campi dello Stato della Chiesa in barba ai proprietari che volevano impedirlo, con un'ammenda di 30 Scudi per i contravventori da distribuirsi tra gli stessi poveri”, e l’attività missionaria, rigidamente disciplinata dal Pontefice con le bolle Ex quo singulari (1742) e Omnium sollicitudinum (1744) per far sì che nelle missioni, soprattutto in quelle rette dai Gesuiti, i riti liturgici cristiani non venissero impropriamente adattati ai modelli di cultura locali. Inoltre, con l’ “Epistola Encyclica et Commonitoria ad omnes Episcopos” del 1740 (rinominata poi Ubi Primum), Benedetto XIV creò la prima forma di Enciclica “moderna”. Ispirato dalle nuove ideologie illuministe e coadiuvato dall’abile cardinale Segretario di Stato Silvio Valenti Gonzaga (1740-1756), Papa Benedetto XIV si dimostrò, sotto l’aspetto prettamente temporale, uno dei Pontefici più “illuminati” e riformatori della Storia. In politica estera il Pontefice riuscì a rifiutare in maniera pacifica la maggior parte delle richieste degli Stati nazionali relative alla nomina dei nuovi vescovi, sottolineando ancora una volta la competenza esclusiva della Santa Sede in questo delicato ambito. Grazie all’azione degli abili diplomatici al suo servizio, Benedetto XIV riuscì a sottoscrivere numerosi accordi con le più grandi potenze straniere (Regno di Sardegna, Regno di Napoli e Regno di Spagna) tutelando sempre gli interessi temporali e, soprattutto, spirituali della Chiesa di Roma. Durante la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748) Benedetto XIV compì l’errore di approvare l’elezione di Carlo VII di Baviera a Sacro Romano Imperatore. La delicata posizione della Santa Sede, infatti, vacillò quando, in seguito all’accordo stipulato tra Maria Teresa d’Asburgo e Massimiliano III Giuseppe Wittelsbach, Francesco I Stefano di Lorena, marito della Sovrana austriaca, venne eletto Imperatore dei Romani restaurando l’antico dominio asburgico sulla Germania. Per riappacificarsi con la corte austriaca, il Pontefice fece da padrino al primogenito maschio della nuova coppia imperiale, il futuro Imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, al quale venne imposto come secondo nome proprio quello di Benedetto. Benedetto XIV, uomo caratterizzato da una mentalità politica molto aperta, riconobbe formalmente il Sovrano protestante Federico II di Hohenzollern come Re di Prussia e permise alla Sovrana austriaca Maria Teresa d’Asburgo di mettere in atto una serie di “illuminate” riforme mirate all’inclusione delle minoranze protestanti, “pur raccomandandole di cercarne con cristiana dolcezza la conversione”. Inoltre, proprio in questi primi anni di pontificato, Benedetto XIV trattenne una cordiale corrispondenza intellettuale con Voltaire, il celebre filosofo illuminista sostenitore dei princìpi di tolleranza religiosa e laicità dello Stato. Durante il suo primo decennio di pontificato, culminato con l’apertura del Giubileo nel 1750, Papa Lambertini svolse una grande attività di mecenatismo illuminato chiamando a lavorare presso la corte papale numerosi artisti, come il pittore francese Pierre Hubert Subleyras (1699-1749), e scienziati del calibro di Laura Bassi (1711-1778), donna che ottenne la libera docenza in fisica presso l’Università di Bologna nel 1738 per espresso interessamento dell’allora arcivescovo Prospero Lambertini. Dott. 20Kreuzer Grazie a tutti per l'attenzione!7 punti
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Ciao, I had previously posted my online version of Boehringer in another post, but I have now recently translated Tudeer. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler Additionally with help from @Deinomenid who has gathered the modern specimens, I have added modern images for the majority of dies in both Boehringer's and Tudeer's catalogs. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler-catalog Please let me know if you have any comments or anything. And if you own any coins from the time of the Signing Artists, feel free to post them6 punti
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Importante convegno di studi organizzato dall’Accademia Numismatica Italiana per la presentazione del libro sulle falsificazioni monetarie edito dalla stessa e che verrà presentato il 16 marzo 2026 nella splendida location della Sala della Lupa della Camera dei Deputati a Roma. Allegata locandina con programma e info per le prenotazioni.6 punti
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Infine aggiungo ancora questo 5 centesimi di lira corrente 1859 del Governo Provvisorio di Venezia, un po' martoriato, e chiudo 🙂6 punti
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Di questo grano del 1815, a differenza del grano del 1814 del post #1568, purtroppo ho dimenticato a fare la scansione prima della pulizia, immaginatela interamente nera come quelle macchie che sono rimaste e che non vanno via. E' rimasta in ammollo per quasi 4 mesi. I rilievi mi sembrano buoni, credo che sia pericoloso andare ad intervenire specificatamente punto per punto in tutte quelle piccole zone nere, va bene così.4 punti
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Salve , il mese scorso scrivevo questo titolo e un relativo breve articolo nella Sezione di Bibliografia Numismatica citando questo vecchio libro del 1991 scritto da Giuseppe Pensabene , pubblicato dalla Gangemi Editore . In prima pagina viene riportato un medaglione aureo di Augusto del peso di quattro aurei che piu' o meno dovrebbe corrispondere ad un peso di circa 28 grammi . Dato che il libro sopra citato vietava di riprodurre qualsiasi pagina se non dietro autorizzazione , ho chiesto alla Gangemi il permesso di trascrivere la storia di questo aureo riportata alla pagina 100 del volume . La casa editrice Gangemi mi ha risposto concedendomi questa possibilita' , quindi un grosso Grazie per il permesso ottenuto . Scrivo questo Post nella Sezione Monete Romane Repubblicane sebbene l' Aureo sia stato emesso circa tra il 2 o 4 a.C. quando Ottaviano era ormai Augusto , come riporta la moneta nella legenda del dritto , ma la storia di questo aureo inizia quanto Ottaviano non era ancora Augusto , infatti la moneta fa riferimento alla guerra di Cesare Ottaviano contro Sesto Pompeo , cioe' nei 7 anni che vanno dal 43 a.C. al 36 a.C. La pagina 100 del libro citato : "Per la monetazione abbiamo un medaglione d' oro (multiplo di quattro aurei) coniato da Augusto per commemorare la vittoria di Naulocu su Sesto Pompeo , conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli . Fu rinvenuto a Pompei nel 1759 . Al dritto il ritratto laureato di Augusto colla legenda DIVI F. PATER PATRIAE AUGUSTUS (figlio del divo Giulio padre della patria Cesare Augusto) . Il titolo di "padre della patria" gli fu attribuito il 2 a.C. Al rovescio e' la raffigurazione di Diana coll' arco venerata sull' Artemisio presso Milazzo , alla cui protezione Augusto attribuiva la vittoria . Nel campo della moneta e' ricordata la XV acclamazione imperatoria e sotto la legenda SICIL (Sicilia) che ricorda il luogo della battaglia . La data stessa della conazione e' eloquente . A distanza di tanti anni la battaglia navale di Nauloco era ricordata tra gli avvenimenti piu' importanti della vita di Augusto . Vedere le due facce del medaglione in copertina . Sesto Pompeo e' ancora oggi di attualita' . Nelle valli di Comacchio e' stata recentemente portata alla luce un' imbarcazione romana . E' chiamata la nave di Valle Ponti ed e' conservata nel Museo Archeologico di Ferrara . La scoperta e' stata importante perche' con un carico di oggetti quasi intatti . Tra l' altro un centinaio di lingotti in piombo marcati col nome di Agrippa . Di monete si e' trovato solo un Asse di Sesto Pompeo . Anche dal confronto degli altri oggetti rinvenuti deve trattarsi dell' epoca di Cesare Augusto (Ottaviano) e di Agrippa al tempo del Bellum Siculum" Questo Medaglione e' stato preceduto da altri Aurei e Denari con precedenti acclamazioni imperatorie : IMP X , IMP XII e con alcune lievi differenze nell' iconografia dei rovesci . In prima foto e in prima pagina di copertina del libro citato , il Medaglione d' oro trattato , in seconda foto un Aureo simile al Medaglione .4 punti
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Per quanto riguarda Bologna la moneta non esiste. Questo quanto apparirà in una prossima pubblicazione: "Serafini, ripreso da Muntoni, descrive un esemplare per Bologna da 20 baiocchi riportante l’anno 1836-V: in realtà tale moneta non risulta presente in nessun’altra raccolta (probabile refuso) e in zecca di Bologna non sono mai pervenuti o stati inventariati conii di rovescio recanti l’anno 1836: riteniamo pertanto che essa non sia esistente." Sono molti gli errori numismatici che si sono propagati per il "passaparola" o lo scopiazzamento tra cataloghi. E' poi vero che non si può sapere tutto e che bisogna appoggiarsi ad alcuni Autori, e che se questi sbagliano l'errore si perpetua. Il "... non si sa mai ..." ha fatto sì che fantasmi numismatici siano stati trattati alla stregua di pezzi rari, in genere indicando una rarità generica. Nell'Ottocento, poi, alcune falsificazioni d'epoca di fantasia riempivano i vuoti "di zecca": ad esempio, sempre per parlare di "papetti" e di Bologna, la monetazione di Pio IX successiva alla Repubblica Romana, vede molte monete "tramandate dai sacri testi" (qualcuna anche presente nella CR) come false o inesistenti: --- 1849 IV --- --- Verosimile falso d’epoca --- 1850 IV --- --- Verosimile falso d’epoca o contraffatto --- 1851 V --- --- Verosimilmente inesistente o falso --- 1851 V --- --- Al diritto ANN • V •; verosimilmente inesistente o falso --- 1852 VII --- --- Verosimilmente inesistente o falso D'altra parte le soprastanti monete, mancando gli originali, all'epoca non potevano neppure essere considerate dei falsi ...4 punti
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Salve, segnalo : Il tesoretto di monete del Vicereame di Napoli nel Museo archeologico nazionale di Taranto (XVI-XVII secolo) a cura di Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli testi di Alberto D’Andrea, Gianluca Mandatori e Giuseppe Sarcinelli Lo studio è dedicato ad un nucleo di monete d’argento emesse a Napoli durante la dominazione spagnola, tra il XVI secolo e il primo terzo del XVII. Anche se le monete soffrono di una grave carenza di informazioni relativamente al sito di rinvenimento, se ne possono tuttavia ricavare dati molto importanti. Il primo fra tutti risiede proprio nella composizione dei nominali: la totalità di tarì ci conferma un dato finora solo ipotizzato, ovvero che gli scudi ed i mezzi scudi venissero utilizzati solo per grandi transazioni economiche, mentre il tarì rimaneva il nominale più utilizzato per il commercio quotidiano (almeno come nominale maggiore), e questa sua grande accumulazione deve essere stata effettuata, probabilmente, o da un ricco mercante, o da un possidente terriero lontano però dalla nobiltà. Filippo Paruta, nella sua opera Della Sicilia descritta con medaglie (1612), narra che nella sua isola, all’inizio del XVII secolo, circolavano ancora tante monete in argento dei predecessori, fino ad arrivare ai pierreali aragonesi del Quattrocento. La composizione del tesoretto descritto in questo libro conferma la stessa realtà anche nella parte continentale del Regno, con tarì che vanno da Carlo V fino a Filippo IV. Sul motivo per cui fu occultato, invece, rimangono solo mere speculazioni intellettuali, anche comunemente le principali ragioni per tali occultamenti restano due: guerra imminente o deposito temporaneo per usi futuri. In entrambi i casi chi occultò queste monete non ebbe poi più modo di recuperarle, regalandoci così un grande spaccato su una pagina storica del XVII secolo. 136 pagine a colori, formato foglio A4 € 40,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwiQx5LBrYSTAxXhxQIHHQS2GOoQFnoECB8QAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz4 punti
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Posto il mio per confronto 19.4 grammi taglio completamente liscio Saluti4 punti
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Anche un 50 piastres libanese del 1952 non ci sta male a 73 centesimi E, anche se comuni, mi piacciono anche 20 centesimi vaticani del 1933 sotto Pio XI4 punti
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Salute Vi presento la rivista di marzo di quest'anno: Gianni Graziosi, Al centro di tutto – p. 3 Francesco Ferlaino, La monetazione “festiva” di Eleusi – p. 11 Realino Santone, Monete angioine del Regno di Napoli. Un rarissimo quattrino aquilano di Renato d’Angiò – p. 21 Giuseppe Pandolfo, Una nuova attribuzione per la moneta in rame e mistura con frecce e giogo di Ferdinando il Cattolico – p. 23 Simonluca Perfetto, Precisazioni su «Una nuova probabile “moneta locale” del periodo aragonese» – p. 31 Alain Borghini, In difesa dei propri focolari. I Royal Loyal Volunteers Corps – p. 35 Recensioni – p. 42 Gerardo Vendemia, La prima banconota del Regno d’Italia. Un biglietto da dieci lire della Banca Nazionale che ebbe vita breve – p. 43 Notizie dal mondo numismatico – p. 49 Emissioni numismatiche – p. 60 Mostre e Convegni – p. 62 Aste in agenda – p. 634 punti
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Ciao,le immagini sono poco chiare e scure quindi è difficile, almeno per me,capire se al rovescio sia presente la legenda o la corona d'alloro e quindi anepigrafo, però credo si tratti del tipo con legenda e questo lo deduco dal fatto che in genere il tipo con legenda e leggermente più pesante del tipo anepigrafo, inoltre sempre nel tipo con legenda gli acciarini e la pietra focaia sono di stile diverso dal tipo anepigrafo, quindi se fosse mio lo catalogherei Magliocca n°81... D/: PHILIPP.III.DG.REX.ARA.VT+,al centro pietra focaia attorniata da 4 acciarini intervallati da 4 fiamme... R/:IN HOC SIGNO VINCES,croce di Gerusalemme accantonata da 4 crocette simili... Ad ogni modo sarei curioso di vedere delle foto più nitide e chiare...4 punti
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In un documento della zecca di Bologna del 1811 è riportato chiaramente l'invalsa pratica della limatura dei tondelli per le monete da 1 lira di Napoleone I. Nel documento si può leggere come si raccomandasse - oltre che a limare con cura i tondelli, cosa che non sempre avveniva - di imprimere il conio del dritto sul lato del tondello non limato, mentre lo stemma su quello limato così che il lato con l'effigie avesse un aspetto più gradevole. Fonte: Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli, "monetazione ed errori di zecca a Bologna nel periodo napoleonico", BCNP, III, 2016, p. 72.3 punti
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Condivido questo annullo fatto con affrancatrice automatica in occasione della mostra internazionale del francobollo sportivo marzo 19523 punti
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Buonasera a tutti, non so se è la Sezione corretta per chiedere informazioni su questo riconoscimento del "Real Istituto d'incoraggiamento alle Scienze Naturali" Nel caso non lo fosse chiedo cortesemente al @CdC di spostarlo. Chiedo cortesemente di poter avere più informazioni sul sigillo in ceralacca e sul "giovine de Principi di Canosa" ....D. Fabrizio Capece Minutolo. La data del documento è 27 Aprile 1816 Un Grazie a chi mi aiuterà nella ricerca.3 punti
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A me fa sorridere quando leggo di utenti che danno degli speculatori ad altri semplicemente perchè ponderano gli acquisti in base alla tiratura, alla tematica, alla tipologia o al metallo a discapito del "collezionista" che compra per pura passione senza stare a valutare perdite, o rivalutazioni in positivo. Ho letto in alcuni commenti di gente che minacciava di vendere tutta la propria collezione perchè stufa e demoralizzata di non essere riuscita a prendere il pezzo desiderato alla fonte in emissione... e questa gente si può definire "collezionista" invece? Che alla prima difficoltà molla tutto e fa come la volpe con l'uva? Poi permettetemi una valutazione: ci sarà sempre chi critica... sia se fanno 50000 tiratura per una moneta (e direbbe che IPZS ha toppato in pieno con tutto l'invenduto e una moneta che nel mercato secondario si trova a meno del prezzo di emissione) sia se ne fanno 100 tiratura (e direbbe che va tutto in mano a speculatori e IPZS non permette equità di possibilità di acquisto e si rosica non avere la moneta con forte domanda e poca offerta, di potenziale valore crescente in collezione). Concludo dicendo che la numismatica è un bene voluttuario, non ci è stato imposto dallo Stato come tassa di comprare monete da collezione nè tantomeno dal medico. Chi lo fa è perchè evidentemente ha un budget (variabile in base alle disponibilità) di cui può fare a meno per soddisfare e alimentare una passione... se anzichè 32 euro, ad un giro tocca sborsare 100 euro in più sul mercato secondario, non penso mandi sul lastrico l'appassionato, più che altro lo fa rosicare... e questo sempre perchè uno non dovrebbe fare acquisti pensando al guadagno o alla perdita di soldi vero? E soprattutto si pretende di avere diritto a tutto, manco fosse regolamentata dalla costituzione la vendita delle monete...3 punti
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Concordo con Luciano e Andrea. La monetazione veneziana è immensa e la primissima cosa da fare è documentarsi e leggere, leggere, leggere. Poi però bisogna fare una scelta su cosa collezionare. Essendo un universo, è necessario focalizzarsi su una tipologia, o un periodo storico, o un tema. Altrimenti secondo me si sente (e lo ho provato, così come molti di noi) come una sensazione di lotta contro i mulini a vento. Nemmeno il Re e Papadopoli riuscivano a completare le loro collezioni, figuriamoci noi. Quindi, dopo aver letto le opere fondamentali (Papadopoli in primis, Montenegro e CNI) ma anche le millemila "specifiche" su determinati argomenti, devi capire cosa ti attrae di più. A partire dal periodo storico (Venezia è stata zecca per un millennio), dalle innumerevoli ramificazioni (moneta bassa, moneta alta, oselle,medaglie, possedimenti, ossidionali, contraffazioni, imitazioni, e chi più ne ha più ne metta), dall' interesse o meno del lato artistico/incisorio, nondimeno dalla possibilità economica. Non è una zecca "facile" da approcciare, tutt'altro. Comprende una serie di nozioni da conoscere e seri rischi di depressione numismatica (io che faccio possedimenti e ossidionali ne so qualcosa). Si rischia anche, data la vastità, una specie di sindrome di Stendhal. Ma una volta che ci entri, ti rimane per la vita. Concludo ripetendo che bisogna Leggere. A tale proposito, oltre ai testi storici, so che il nostro comune amico @ak72 sta sfornando una serie di pubblicazioni che via via coprono le numerose branche della numismatica veneziana. E soprattutto una visita al museo Correr è obbligatoria. Gigi3 punti
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Ciao a tutti, posto questa cartolina di Fiume animata che per me è una bella cartolina. Volevo avere un parere sulla cartolina e anche sul francobollo con dentellatura strana in basso. Grazie.3 punti
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Salve, segnalo : https://www.academia.edu/164939293/Un_rarissimo_quattrino_aquilano_di_Renato_dAngiò3 punti
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Complimenti a voi per rendere la divulgazione della numismatica presente giustamente anche in Calabria ! Bravi !3 punti
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Due donne per una Lady Come per molte altre monete americane, ci si è chiesti se la Lady Liberty del quarto di dollaro raffigurasse una persona reale, e chi, o fosse solo frutto della fantasia di McNeil. In verità, fino ai primi anni '70 del secolo scorso, non c'erano molti dubbi al riguardo. Tutti erano convinti che "la Ragazza del Quarto" (The Girl on the Quarter), indicata con tale appellativo già nell'aprile 1917 dal Brooklyn Daily Eagle, fosse Doris Doscher, un'attrice di film muti e di alcune commedie a Broadway con il nome di Doris Doree. Fu anche una delle prime esperte di fitness, scrivendo una popolare rubrica sull'argomento e parlando spesso di cultura fisica per le donne. La vediamo in tale veste nell'immagine a sinistra, mentre a destra è in posa come nella moneta in una foto pubblicata dal giornale sopracitato nel 1928. La Doscher lavorò anche come modella di scultori, posando in momenti diversi per Herbert Adams, Daniel Chester French e Karl Bitter, che la ingaggiò per realizzare la sua Pomona in cima alla fontana di fronte al Plaza Hotel di Manhattan. Bitter morì nel 1915, prima che l'opera fosse completata, e il compito di ultimarla ricadde su Isidore Konti. MacNeil e Bitter non erano solo artisti di talento, ma anche amici intimi e fu probabilmente tramite lui che Hermon si rivolse a Doris Doscher. Poi, nel 1972, due anni dopo la morte della Doscher (che dunque non seppe mai di avere una "concorrente"), una donna di 92 anni, Irene MacDowell, si fece avanti sostenendo di essere stata lei la modella di McNeil per il quarto. Sicuramente i due si conoscevano, poiché Irene era la moglie del partner a tennis di McNeil, un caro amico di famiglia. La MacDowell disse di aver posato per 10 giorni per il disegno della moneta, poi smise a causa delle obiezioni del marito Tutte le parti coinvolte, concluse, decisero di mantenere la cosa segreta E così oggi, salomonicamente, si ritiene che entrambe le donne, Doris e Irene, siano state di ispirazione per la Lady. Di Irene MacDowell non ho trovato foto, ma pare fosse stata la modella di McNeil anche in precedenza, per la figura della Vittoria del Soldiers and Sailors Memorial di Albany (NY), ultimato nel 1912. petronius3 punti
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Ciao, nell'ordine (da alto a dx a basso a sx) dovrebbero essere (identificazioni preliminari, sulla base delle sole foto): 1 para, impero Ottomano/Turchia, da verificare poi rispetto ai ponderali e le scritte 10 fils Iraq 1938 1 dihram abbaside, da identificare correttamente, quando lo avrai in mano, con dati ponderali gettone/token Iran 1 rupia Pakistan 1998 10 millimes 1917 Egitto per le prossime volte, sarebbe meglio una moneta per discussione, una volta che la si ha in mano, corredata di dati ponderali (dimensione e peso). quando li avrai ricevuti, posta separatamente il n.1 e il n.3 per una identificazione più specifica. ciao3 punti
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Ciao, Dovrebbe trattarsi di un bronzo di Tralle in Lidia: Messalina e Claudio al dritto, al rovescio Britannico, o più probabilmente Claudio. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/1/26543 punti
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Ciao, inserisci pure una foto nitida del taglio tipo ed aspetta altri pareri.3 punti
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Oggi mercatino più costoso del solito, con una media di 73 centesimi/moneta. Inizio con un sol (o mezzo sol) 1782 di Luigi XVI zecca di Arles (mdz &). Con diametro di 26,5 mm propenderei per il sol "ristretto" piuttosto che il mezzo sol "largo"3 punti
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Antonino Pio e Marco Aurelio?la moneta è messa davvero male,spero di non aver detto una scemenza 🤣😅3 punti
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Salute è in distribuzione ai soci dell'Associazione Culturale Italia Numismatica il Primo fascicolo del 2026 di Monete Antiche: MONETE ANTICHE Anno XXV – 2026 fascicolo I Associazione Culturale Italia Numismatica. Pagine 120, f.to 21x28cm, illustrazioni a colori. € 20,00 (gratuito Soci ACIN, anno 2026) ISSN 2532-0327 Dall’Indice: Giovanni Santelli e Alberto Campana, Il linguaggio delle immagini: Aiolos (Aeolus/Eolo) – Liparo – Metaponto e Leucippo. [pp. 1-14] Gianpaolo Italiano, Quando i Messapi… misero il bastone tra le ruote tarantine (473 a.C.). [pp. 15-22] Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli, Analisi di una frattura di conio sulle didracme di Heraclea Lucaniae. [pp. 23-26] Alberto Campana, Latium: la monetazione di Norba (ca. 280-275 a.C.). [pp. 27-40] Luis Amela Valverde, La serie RRC 425 di Lucius Marcius Philippus. Una nota. [pp. 41-52] Aureliano Mostini, Arma Virumque cano: Le corazze di Aureliano nelle monete di Serdica. [pp. 53-64] Alberto Trivero Rivera, La ribellione eracliana e le emissioni consolari. [pp. 65-98] Alberto D’Andrea e Antonella Saiani, Una nuova variante di Trachy di Michele I despota di Epiro. [pp. 99-102] Giorgio Fusconi, Un’inedita emissione degli Antiquiores romani. [pp. 103-108] Gian Franco Macri, Una moneta e la storia del primo cinese che approdò sulle coste africane dell’Oceano Indiano. [pp. 109-120] Salutoni odjob2 punti
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Grazie alla data del certificato (27 aprile 1816), possiamo fare insieme un bel ragionamento sullo stemma del sigillo in ceralacca, magnifica testimonianza di un uso araldico "intermedio" (come sarà più chiaro dalla rapida cronologia degli avvenimenti). Fino a maggio 1815 il Regno di Napoli fu sotto il dominio napoleonico per nove anni scarsi, durante i quali i nuovi regnanti ebbero modo di dotarlo di almeno due stemmi diversi (vado a memoria, mi pare siano stati "soltanto" due, numero comunque elevato per un così breve lasso di tempo). Nel maggio 1815 l'appena restaurato Regno di Napoli tornava ai Borbone dopo gli anni di dominio napoleonico. Nel dicembre 1816 sorgeva il Regno delle Due Sicilie, sempre dei Borbone, che il 21 del mese firmavano il decreto di istituzione del nuovo stemma, diverso da questo del timbro (ne trovate il disegno in rete con estrema facilità, essendo inoltre utilizzato tuttora dai movimenti simpatizzanti filoborbonici). Ignoro se il Regno napoletano durante quei 19 mesi emise normative specifiche in materia araldica, ma reputo che rimase formalmente senza stemma ufficiale e quindi, conseguentemente, è verosimile che continuasse a vigere lo stemma borbonico tradizionalmente noto. Leggo lungo la cornice circolare dell'impronta la scritta REAL ISTITUTO D'INCORAGGIAMENTO, che dimostra di chi sia il timbro: un Ente regio (quindi "pubblico") che il link reperito dal buon Petronius indica nato sotto i Bonaparte sulle ceneri di un altro Ente borbonico di diverso appellativo e limitata vita (1780-1788). La stemma dà quindi per sicuro che questa matrice sigillare non è stata creata fra 1806 e 1815, dal che restano due possibilità: - che risalga al periodo 1780-1788, e che post 1815 le sia stata cambiata la scritta; - che sia stata approntata fra maggio 1815 e aprile 1816, magari utilizzando materiali preservati o ereditati dalla zecca borbonica anterivoluzionaria. L'ottima qualità dell'impronta testimonia il non elevato uso del timbro, circostanza che purtroppo depone a favore di entrambe le possibilità. Rimane la forte curiosità di sapere se e cosa l'Ente avesse usato durante il novennio napoleonico. Non ho sott'occhio le monete napoletane borboniche di fine Settecento, e non voglio togliere agli amici esperti in materia il piacere di confrontarne gli stemmi con questo: sono convinto che (al netto degli errori araldici, che so abbondanti e frequenti sulla monetazione) li troveranno identici, o quasi.2 punti
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Io non ci ho nemmeto tentato, mi sono scocciato di andare dietro a questo modo di vendere. E non è la prima volta che lo dico: come letto qualche post fa, è assurdo fare due code: una per entrare e l'altra per effettuare il pagamento(e nel frattempo te la da esaurita). L'esempio che ho sempre fatto è come quando vai al supermercato, metti i prodotti nel carrello e nel frattempo che fai la fila alla cassa arriva qualcuno che te li toglie dallo stesso. E' inconcepibile questa cosa.... Vivo bene anche senza le monete di IPZS!!!!!!2 punti
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Medaglia devozionale gesuita, bronzo/ottone, della prima metà del XVIII sec (dopo il 1726) , possibile produzione romana.- D/ S. Ignazio di Loyola in abiti e cappello da gesuita, rivolto verso il sole raggiato con all'interno, il trigramma IHS, logo dell'Ordine, tiene tra le mani il libro delle regole della Compagnia di Gesù di cui è fondatore.- R/ San Luigi Gonzaga in contemplazione del crocifisso che tiene tra le mani, tipologia molto diffusa. Ciao Borgho2 punti
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E' un brockage autentico che ha circolato molto. Con la circolazione la parte in positivo e in rilievo si consuma molto di più rispetto alla parte in negativo e in incuso perchè è evidentemente più esposta al contatto. La faccia in incuso è meno esposta al contatto e si conserva meglio. Situazione tipica per i brockage di quel periodo. In quegl'anni gli errori su monete spicciole (brockage, monete decentrate, etc.) circolavano normalmente.2 punti
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Buongiorno, rovistando dentro un accumulo di monete, ho trovato (finalmente) la variante 7 a "uncino" del 50 para 1978 Jugoslavia, che cercavo da sempre. So che alla maggior parte dei collezionisti di monete mondiali, questo particolare è di scarso interesse, ma per me , che iniziai la raccolta di questo Stato scomparso, molti anni fa, rappresenta un traguardo importante. Questa variante è molto meno frequente del classico 7 "piatto". Per chiarezza, sotto i due esemplari a confronto, a sinistra il 7 "piatto", a destra il 7 a "uncino" :2 punti
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@Alan Sinclair, @Carlo., @Pontetto prometto che farò un post dedicato. ci vorrà un po' di tempo ma arriverò. L'idea mi è venuta leggendo un post proprio qui. Non ricordo assolutamente chi lo avesse aperto, si parlava di patine e qualcuno scriveva che in alcune zone vicino al Vesuvio le monete si patinavano più rapidamente per via dell'aria con un'alta (per modo di dire) concentrazione di zolfo. Basta off topic ora, mi eclisso Saluti Davide2 punti
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Ciao @Ajax antoniniano RESTITVT GENER HVMANI di Valeriano I. https://numismatics.org/ocre/id/ric.5.val_i.2202 punti
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Più che un consiglio ti dico quello che farei io. La lascerei lì. Sono monete prive di storia che valgono solo il peso dell'argento. Nulla di paragonabile rispetto alle 5 Lire di Vittorio Emanuele II. Un domani, volendo venderle, ci sarebbe qualche possibilità in più di vendita, benché ossidate, se sono ancora nella loro confezione originale (altrimenti ci sarà sempre il banco metalli che le compra a peso). Per ora, invece, fanno da promemoria a cosa diventeranno certi divisionali in Euro in vendita oggigiorno (poi ognuno ovviamente sceglierà consapevolmente su cosa concentrarsi, ma un conto è farlo consapevolmente, un conto ritrovarsi delusi)2 punti
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Ho agito con coraggio spacchettando tutti i miei argenti. Ho notato che su quelli periziati l’effetto colla era addirittura più accentuato. Domani proverò a fare un lavaggio con acqua distillata e sapone neutro come consigliato. Sperando di non fare disastri vi aggiornerò.2 punti
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Effettivamente nei campi per prigionieri di guerra in Australia vennero utilizzati gettoni, appositamente prodotti, con un foro centrale https://www.sterlingcurrency.com.au/blog/news-research/commonwealth-coins/the-background-to-australias-wwii-internment- Potrebbe essere che a volte, in mancanza di quelli, si fosse supplito forando monete di normale circolazione, che in tal modo avrebbero potuto essere usate solo all'interno del campo, al pari dei gettoni? Quanto al dubbio avanzato da @bavastro sulla deturpazione dell'immagine del re, so che era un reato in Italia, ma lo era anche in Gran Bretagna e nei paesi associati? petronius2 punti
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Napoli, cavallo di Carlo V imperatore https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-CV/12 punti
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Ciao @Ajax dovrebbe essere un trachy di Alessio e Giovanni Asen che controllavano una parte della Tracia nel XIV secolo. Non credo sia bizantina ma da accostare alla monetazione bulgara. Comunque per sicurezza chiediamo agli esperti @le90 @antvwaIa https://www.acsearch.info/search.html?term=John+alexius++asen+trachy+star&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Ciao @Ajax bronzo di Antonino Pio per Caesarea in Cappadocia https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/6708 https://www.acsearch.info/search.html?term=Provincial+ae+antoninus+pius+caesarea+turreted&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Data la timidezza forse eccessiva di molti utenti nell'esprimere un parere, esprimo io il mio, premettendo di non essere particolarmente esperto nelle monete del regno e di questa serie in particolare (il nichelio è un metallo molto delicato e sarebbe opportuno conoscere bene pregi e difetti di questa serie). Prendi quindi il mio parere con le opportune pinze. A mio avviso la moneta è di conservazione superiore allo Spl. Possiamo notare dei resti del lustro di conio sui fondi specie al dritto e, sempre sul dritto a ore 9-12, della bava di conio, a confermare che la moneta ha circolato poco e niente. Ciò detto, qualche segno di circolazione e di usura mi sembra di vederlo. I fondi non mi paiono immacolati. Questo mi porta a proporre una conservazione intermedia, diciamo intorno allo Spl + oppure Spl/FdC. In mano però sarebbe ottimale determinare lo stato reale dei fondi (che da foto si valutano fino ad un certo punto). Se i fondi sono peggiori di come paiono in foto, allora si virerà sullo Spl+, se sono migliori e il lustro è molto più esteso di quello che sembra dalla foto, potrebbe perfino starci un qFdC (che solo dalle foto escluderei). Diciamo che l'osservazione in mano permetterebbe di discriminarepiù agevolmente tra le frazioni di punto.2 punti
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Grazie,a questo punto deduco che la moneta sia particolarmente debole o consunta al giro... Di seguito un paio di esemplari con legenda...2 punti
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Cartolina illustrata in perfetta tariffa firma e data per l'interno con l' aquilino (aquila sabauda ) da 5c verde azzurro (bello) della serie detta floreale del 1901. Il Francobollo è annullato da un tondo riquadrato di Milano del 21.11.1905 alle 4S (Serali)... + timbro nero ovale o a cuore con il numero 135 appartenente al distretto postale di Roma o identificativo del portalettere. (Nitido abbastanza per essere considerato). Nel 1905 l'indirizzo di via Sant'Agnese 72 a Milano era la sede dello stabilimento tipografico e casa editrice di Romolo Leoni, specializzato nella produzione di cartoline militari e patriottiche. Romolo Leoni era noto per la pubblicazione di serie di cartoline illustrate che celebravano i vari corpi dell'esercito (Alpini, Bersaglieri, Cavalleria) e i momenti della vita militare. Spesso si avvaleva della collaborazione di noti illustratori dell'epoca. Immagine d'epoca di via Sant' Agnese a Milano.. Specificatamente alla "Distintissima" Sig.ina Maria Mercedes Polidori non risulta nulla ma per quanto riguarda al nome di famiglia si. Nel 1905, l'indirizzo Corso 75 (e' sicuramente Via Del Corso) a Roma, era associato alla famiglia Polidori nota per la gestione di un'importante attività commerciale nel settore della pasticceria e confetteria. I Polidori gestivano un rinomato locale che fungeva da pasticceria, confetteria e deposito di specialità alimentari. Il Palazzo, l'edificio al civico 75 è un palazzo storico di prestigio situato nel cuore del centro tra Piazza del Popolo e Via condotti. In quel periodo Via del Corso era il fulcro della vita mondana e commerciale romana, popolata da botteghe artigiane e caffè frequentati dall'alta borghesia. Oggi all' indirizzo della cartolina si trova Il Vivaldi Luxury Rooms (un Hotel ) nel prestigioso palazzo d'epoca nel cuore del centro storico di Roma, con ingresso principale situato proprio in Via del Corso 75. Foto: La cartolina è bella postalmente e nell' insieme, essendo in bianco e nero e' ancora più interessante.. quello che si vede all' interno del rettangolo e' una vera e propria foto messa su carta. Francobolli del Benadir appartenenti alla tua collezione.2 punti
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