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  1. gennydbmoney

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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/01/26 in tutte le aree

  1. Io ci ho riprovato ragazzi, ho seguito le vostre osservazioni. Dante ora sembra più lui e anche la grafica risulta più moderna. Devo dire che sono impressionato dall'accuratezza... Buon Anno a tutti!
    3 punti
  2. Ah però che citazione! Questa la apprezza anche @Alan Sinclair! Te le ha fatte bandiere controvento!
    2 punti
  3. Buongiorno e buon anno! Il 2025 si è appena concluso ed è ora di tirare le somme! Quali sono state le migliori aggiunte (acquisti, regali, etc.) alle vostre collezioni? Per me sono senza dubbio i regali che ho ricevuto a Natale e che ho mostrato qualche giorno fa: un antoniniano di Gordiano III con Giove Statore (forse coniato per lanciare un messaggio di saldezza in un momento critico della storia dell'Impero) e un denario di Elagabalo con la Vittoria (probabilmente per commemorare la sua ascesa al trono e la vittoria sul predecessore Macrino). E i vostri? Condividete, condividete! Ancora auguri Regium Antoniniano di Gordiano III con Giove Statore Denario di Elagabalo con la Vittoria
    2 punti
  4. Grazie caro @nikita_ 😆. A proposito, un altro divin segno mi arrivò stamane, passeggiando col cane in giro...
    2 punti
  5. 2 punti
  6. Michele Steno. Grosso con doppia stella.
    2 punti
  7. Se ho capito la domanda dovrebbe cliccare due volte il tasto cancella
    1 punto
  8. E: lí sir dà more = elisir d'amore Buona serata!
    1 punto
  9. Ciao, Bronzo seleucide di Antiochos III: https://www.acsearch.info/search.html?id=15269043
    1 punto
  10. Non può trattarsi che di un bronzo di Tiana per Traiano. Assomiglia al RPC III, 2947, con un modulo e un peso un po’ al limite. @Ajax sei sicuro del diametro? D/ ΑΥΤ ΝΕΡ [ΟY(AC) ΤΡA] ΙΑΝΟϹ ΚΑΙϹ ΓΕΡ R/ ΤΥΑ [ΝΕωΝ ΕΠΙ ΒΑϹϹΟΥ ΠΡΕ] ϹΒΕΥ Nei campi l’anno del regno ET/ [A?] https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/3/2947
    1 punto
  11. Ok @Panda13, scusami tu. Ma hai provato semplicemente a lavarla con acqua e sapone neutro strofinandola con le dita? A me sembra quasi una di quelle macchioline che si formano quando le monete stanno in bustine di plastica scadente troppo a lungo
    1 punto
  12. Ciao @ilLurkatore, Secondo me potrebbe conio otturato, almeno per le lettere
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  13. Non pensavo , scusi , allora buon e felice anno Anche se non sono un esperto in medaglistica provo a rispondere per mio parere personale. Per me potrebbe trattarsi anche del conio stanco. Per caso sa quanto ha esitato l'asta perché a me non mi dà il risultato. Buona giornata
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  14. L'ho creata con l'AI, ma quanto sarebbe stata bella? 😍
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  15. Grazie!!!! direi che è proprio questa!!!!
    1 punto
  16. Ciao @Ajax e Buon Anno Nuovo. Bronzo di Antonino Pio per Antiochia in Siria https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/7002
    1 punto
  17. Sì esatto grazie mille 😍
    1 punto
  18. Dopo 3 settimane, avevamo smaltito... Ma ora che mi è stato ricordato l'accaduto: Vendetta, vendetta! Tremenda vendetta! Buon Anno!!!!
    1 punto
  19. Quella con la quadriga è una riproduzione moderna di nessun valore. Veniva regalata dalla Perugina nei primi anni '70 https://www.forumancientcoins.com/monetaromana/falsi/CarrarmatoPerugina/carrarmato.html (è la n. 4 se clicchi "i dettagli delle singole monete")
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  20. Il museo vi aspetta.
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  21. Prodotto dalla Urmet per la Turchia, nessun tesoro
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  22. Buon Anno a tutti, Le peculiarità di alcuni conii (disposizione dell’etnico, presenza di simboli, particolari morfologici delle raffigurazioni) consentono la loro identificazione nel sottotipo di monete riconiate anche partendo dai piccoli particolari leggibili. Di qui, per comparazione con esemplari noti, non è troppo difficile giungere ad una corretta individuazione dell’accoppiamento di conii corrispondente al sottotipo, sempre se le rimanenti tracce lo consentono naturalmente. É questo il caso di un esemplare di nomos di Metaponto passato in vendita nell’asta Rauch 121 al lotto 390 (datazione 470-440 a.C., Noe 260, peso 7.89 grammi) riconiato su un didrammo akragantino in origine battuto dall’accoppiamento di conii 220 del corpus della professoressa Westermark per questa zecca (O77-R146, datazione 488/485-480/478 a.C.). L’esemplare Rauch121/390: Nomos di Metaponto Noe 260, ex CNG Triton XXII/26: L’esemplare Westermark 220 in The Coinage of Akragas: Il particolare a confronto del dritto O77 nel distammo di Akragas Westermark 220.40, presso la collezione della American Numismatic Society dal 1941: Il particolare dell’esemplare Rauch a confronto con il rovescio O146 nel didrammo Westermark 220 nella vendita Jacquier 55/1018: Non è una novità che monete di Metaponto di questo periodo venissero riconiate su emissioni di Akragas del gruppo III, come si evince dall’esemplare CNG 114/8, Noe 223 riconiato su un didrammo akragantino della tipologia Westermark 234:
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  23. Giusto e ottimo😁
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  24. DDR, 20 mark 1981, argento, 39.264 esemplari coniati. Commemorativa di Carl Freiherr vom Stein, politico prussiano, sostenitore dell'idea dello Stato unitario tedesco. (Moneta di difficile reperimento) Ne ho un'altra; Regno di Grecia, due dracmai 1911: la dea Thetis con lo scudo di Achille, seduta su un cavallo marino.
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  25. È proprio vero. Ognuno ha sempre i suoi scheletri nell' armadio😄
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  26. Pour parler: Non conosco nel dettaglio la storia della formazione del monetiere di Firenze ma, gli esemplari musealizzati non provenienti da scavo ma da raccolte private formatesi soprattutto tra '700 ed inizi '900 da acquisizioni dirette da altre collezioni ed antiquari lasciano il tempo che trovano. La loro autorevolezza non può basarsi solo sul fatto che siano in una grande raccolta pubblica.
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  27. https://www.stilearte.it/rutland-mosaico-romano-eschilo-guerra-troia/ Struggente l’amore del padre. In una villa romana in Inghilterra scoprono un mosaico tratto dal poema perduto di Eschilo, dedicato alla Guerra di Troia. Perchè non fu scelta l’Iliade di Omero? Cosa raccontava Eschilo? E che fa qui Priamo per riavere il corpo dell’amato figliolo? Sotto questa superficie agricola giaceva per secoli un segreto che avrebbe ridisegnato la comprensione della Britannia romana: tessere minute, sapientemente disposte, raccontano le vicende di Achille ed Ettore, il drammatico trascinamento del corpo del principe troiano e il gesto simbolico di Priamo nel riscattarne il corpo. Questo mosaico, scoperto a Ketton, nel cuore del Rutland, non solo contraddice la tradizione omerica, ma rivela una versione perduta della Guerra di Troia attribuita a Eschilo, e testimonia la sorprendente capacità della Britannia romana di interconnettersi con l’ampio mondo culturale mediterraneo. La scoperta della versione “apocrifa” dell’Iliade è avvenuta durante lo studio risale al 2020, durante il lockdown per la pandemia di COVID-19, quando Jim Irvine, residente locale, notò un rilievo insolito nel suo terreno agricolo. La segnalazione portò all’intervento dell’University of Leicester Archaeological Services (ULAS), con il sostegno di Historic England, che avviarono uno scavo sistematico. La villa, ora parzialmente riportata alla luce, si trova a pochi chilometri dall’attuale centro di Stamford, a circa 150 km da Londra e 120 km dal porto di Boston, a meno di 100 km dal fiume Welland, un tempo via di comunicazione naturale verso l’entroterra. La posizione, apparentemente marginale, dimostra come anche le regioni periferiche della Britannia fossero integrate in reti culturali e artistiche di portata imperiale. Il mosaico, suddiviso in tre pannelli principali, narra le vicende centrali della Guerra di Troia. Nel primo pannello, Ettore appare sul suo carro, pronto allo scontro, una scena che richiama il disegno di una moneta romana del II secolo d.C. proveniente da Ilio (odierna Turchia). Ogni dettaglio, dal serpente avvolto sotto il carro alla postura dei cavalli, indica la conoscenza di modelli iconografici mediterranei tramandati nei secoli. Il pannello centrale raffigura Achille trascinare il corpo di Ettore, mentre Priamo supplica per la restituzione del figlio. La composizione si ispira a un vaso attico a figure rosse datato circa 490 a.C., conservato al Museum of Fine Arts di Boston, dimostrando come i motivi greci fossero reinterpretati in Britannia tardo-romana con straordinaria perizia tecnica. Le tessere sono disposte con precisione per rendere tridimensionalità e movimento, conferendo un realismo drammatico alla scena. È nel terzo pannello che emerge la principale divergenza dalla tradizione omerica. Priamo, anziano e dignitoso, dispone vasi d’oro su una grande bilancia per equilibrare il peso del corpo del figlio. Questa scena non compare nell’Iliade, ma trova corrispondenza nella tragedia perduta dei Frigi di Eschilo, conosciuta solo attraverso frammenti e testimonianze indirette. Il gesto di Priamo trasforma la morte in un atto rituale, enfatizzando giustizia, pietà e rispetto dei riti, e segnalando un’attenzione alla moralità e alla mediazione piuttosto che al puro eroismo bellico. Secondo la Dott.ssa Jane Masséglia, professoressa associata di Storia Antica presso l’Università di Leicester e autrice principale dello studio, il mosaico rappresenta una vera finestra sul mondo mediterraneo. I modelli iconografici utilizzati nei tre pannelli dimostrano che gli artigiani romano-britannici non operavano isolati, ma partecipavano a reti professionali trans-imperiali. Cataloghi di figure, motivi e scene eroiche venivano trasmessi e reinterpretati nel tempo, consentendo a Rutland di dialogare artisticamente con Atene, Ilio e la Gallia romana. Persino dettagli apparentemente marginali, come il serpente sotto il carro o gli ornamenti delle armature, rimandano a precedenti iconografici di grande valore. La scelta di rappresentare Eschilo invece di Omero può essere interpretata in chiave culturale, sociale ed emotiva. Eschilo era considerato più erudito e intellettualmente prestigioso, perché le sue tragedie sviluppavano il mito con riflessioni morali e rituali, piuttosto che come semplice narrazione epica. Esporre la versione eschilea significa comunicare un alto livello di istruzione e il desiderio di distinguersi attraverso una lettura sofisticata della tradizione classica. Ma non va escluso un livello più personale e psicologico: l’episodio del riscatto del corpo, con Priamo che pesa Ettore sulla bilancia, potrebbe rappresentare una proiezione emotiva del committente della villa, un padre che ha subito la perdita di un figlio e cerca nel mito una forma simbolica di lutto e memoria. In questo senso, il mosaico unisce dimensione culturale e personale, intrecciando prestigio intellettuale e riflessione sulla fragilità umana. Il sito si inserisce nel contesto della Britannia tardo-romana, quando ville agricole di grandi dimensioni erano centri di produzione, prestigio e cultura. La villa di Ketton, a circa 10 km dal fiume Welland, poteva fungere da punto di riferimento sociale e culturale locale, collegando simbolicamente il proprietario ai centri mediterranei attraverso l’arte e la narrazione mitologica. Le decorazioni del mosaico, insieme a terme e ambienti di rappresentanza, suggeriscono un proprietario colto, consapevole della propria immagine e del valore educativo e simbolico delle opere esposte. Ma torniamo a Eschilo. Che fine ha fatto il suo lavoro su Troia? Quando fu realizzato? Cosa è sopravvissuto di quanto aveva scritto su questi temi? La narrazione della Guerra di Troia secondo Eschilo rappresenta uno degli aspetti più affascinanti e al contempo oscuri della tradizione letteraria greca. Vissuto tra il 525 e il 456 a.C., Eschilo si colloca circa un secolo dopo la composizione dell’Iliade di Omero, che tradizionalmente risale all’VIII secolo a.C., e più di tre secoli dopo la presunta epoca degli eventi della guerra. La sua opera, quindi, non costituisce un resoconto storico, bensì una rielaborazione tragica e morale del mito troiano, filtrata dai codici culturali e rituali del V secolo a.C. Eschilo avrebbe composto una sorta di “trilogia troiana”, comprendente drammi come Troezenoi e Teucri, dedicati alla caduta di Troia, agli eroi greci e alle conseguenze della guerra. Queste tragedie si basavano sui medesimi eventi raccontati dall’Iliade, ma enfatizzavano aspetti morali e psicologici, introducendo riflessioni sul giudizio degli dei e sul destino degli uomini, oltre a conferire un ruolo centrale al coro come intermediario tra mito e pubblico. In questo senso, la tragedia eschilea amplia e drammatizza l’epica omerica, spostando il focus dalla singola ira di Achille all’intera guerra e alle conseguenze della caduta di Troia. Purtroppo, gran parte della produzione di Eschilo è andata perduta. Su più di novanta tragedie, ne sono sopravvissute integralmente solo sette. La perdita è dovuta a motivi di trasmissione manoscritta selettiva, degrado dei materiali e disinteresse culturale nel tempo. La conoscenza delle opere troiane ci arriva quindi principalmente attraverso citazioni di autori successivi, come Aristotele, Plutarco e Dionisio di Alicarnasso, nonché da elenchi antichi di titoli e temi. Nonostante ciò, sono giunti fino a noi frammenti testuali, spesso brevissimi, che permettono di ricostruire schemi narrativi, personaggi e alcuni temi trattati, oltre a immagini figurative su vasi attici e calici del VI–IV secolo a.C., che raffigurano episodi della guerra come il Cavallo di Troia o il saccheggio della città. Pur non essendo attribuibili direttamente a Eschilo, queste immagini riflettono la ricezione visiva dei miti che egli stesso drammatizzava. In sintesi, la narrazione troiana di Eschilo è un ponte tra epica e tragedia, che trasforma la memoria collettiva della guerra in dramma morale e psicologico. La sua perdita integrale ci impedisce di leggere l’opera nella sua completezza, ma frammenti testuali, citazioni antiche e testimonianze iconografiche ci permettono di comprendere l’importanza della sua visione: una Guerra di Troia che non è solo eroica, ma anche etica, tragica e profondamente riflessiva sul destino degli uomini e sul ruolo degli dei. Il contributo di Jennifer Browning dell’ULAS è stato fondamentale nella ricostruzione delle tessere danneggiate dal tempo e dagli incendi, permettendo di confermare la scena finale della pesatura e di documentare la straordinaria maestria tecnica degli artigiani. La collaborazione con Historic England, evidenziata da Rachel Cubitt, ha permesso di comprendere meglio l’intero contesto della villa e della vita culturale della Britannia romana. La professoressa Hella Eckhardt dell’Università di Reading osserva che il mosaico dimostra come le storie degli eroi greci fossero veicolate non solo tramite testi, ma anche tramite repertori visivi condivisi su mosaici, ceramica, argento e pittura. Il mosaico di Ketton rimane oggi una delle testimonianze più importanti della Gran Bretagna romana, non solo per la qualità artistica, ma per il suo valore culturale, emotivo e intellettuale. Le tessere, disperse nei secoli, raccontano una storia di continuità e innovazione culturale, collegando la Britannia, l’Asia Minore, Atene e la Gallia in un unico filo di conoscenza, mito e memoria personale. Riferimenti accademici Masséglia J, Browning J, Taylor J, Thomas J. Troy Story: Il mosaico di Ketton, Eschilo e la mitologia greca nella tarda Britannia romana. Britannia. Pubblicato online nel 2025:1-42. doi:10.1017/S0068113X25100342 University of Leicester Archaeological Services; Historic England
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  28. Grazie mille! Quest'anno partecipo anche io😉 Ancora auguri
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  29. Auguroni Ronak. Ti aspettiamo già da ora al nuovo concorso 2026 🤣
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  30. Come da tradizione grande festa in Piazza Vittoria a Gorizia e Piazza Bevkov a Nova Gorica Pur non essendo luogo ufficiale di feste di fine anno qualcuno è venuto anche nella nostra piazza preferita. Hanno sparato razzetti luminosi nei pressi del semaforo rosso, anche se non soro riuscito a cogliere l'attimo (si vede in alto il fumo generato dai lanci).
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  31. Eccolaaaaa! Memento audere semper come diceva il vate D' Annunzio! Il vincitore 2025 ASSOLUTO è: 🥁🥁🥁🥁🥁🥁🥁 🥁🥁🥁🥁🥁🥁🥁 🥁🥁🥁🥁🥁🥁 @Carlo. !!! COMPLIMENTONI Carlo! Hai fstto vedere quest'anno di tutto! Belle monete, belli horrorini, bei libri....bravo!
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  32. Buonasera @QuintoSertorio e buonasera a tutti. Complimenti per la nuova acquisizione, moneta gradevolissima e in ottima conservazione. Sono d'accordo con te per la rarità, in effetti le testa grande e la testa piccola più o meno si equivalgono, si trovano in vendita in ugual numero. Invece non concordo sul numero di conii relativi alla Piastra 1818 testa grossa. Ho cercato invano di contarli e ti assicuro che ce ne sono tantissimi con svariate differenze. Il ciuffo, come giustamente da te evidenziato, la corona e il taglio del collo. (Per citarne alcuni) Se osservi bene i tagli del collo degli esemplari da te postati ti rendi conto. Buon anno nuovo e felice numismatica.
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  33. new entry, grazie a @GabrieleM95 da notare come anche qui l'immagine in generale sia gradevole, le scritte però siano distorte/irreali njk
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  34. 1 punto
  35. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-MST/2
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  36. Se si tratta di lui: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/riepilogo/SW-ANV Buon anno nuovo
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  37. Un raro bronzetto guerriero etrusco, rubato nel 1963 dal Museo Civico Archeologico di Bologna, Dettagli sul reperto: Descrizione: Un bronzetto votivo del V secolo a.C., raffigurante un guerriero con elmo crestato, corazza e nell'atto di scagliare una lancia, identificato come Marte (Laran). Origine: Dono votivo, probabilmente proveniente da un santuario etrusco. Furto: Sottratto dal museo di Bologna nel 1963, entrando nel circuito del traffico illecito di antichità. Recupero: Individuato negli Stati Uniti e restituito grazie a indagini internazionali. Restituzione: Avvenuta a Bologna il 19 dicembre 2025, segnando un successo per il recupero del patrimonio archeologico. Questo evento sottolinea l'efficacia della collaborazione internazionale nel contrastare il traffico illegale di opere d'arte, sebbene il danno scientifico causato dalla perdita del contesto di ritrovamento rimanga irreversibile per l'archeologia https://www.finestresullarte.info/attualita/bologna-raro-bronzetto-etrusco-rubato-nel-1963-restituito-al-museo-archeologico Un’importante testimonianza dell’arte etrusca torna a far parte delle collezioni pubbliche bolognesi. Ieri, nella Sala Conferenze del Museo Civico Archeologico di Bologna, il comandante del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Bologna, Carmelo Carraffa, ha consegnato ufficialmente alla direttrice del Museo, Paola Giovetti, una statuetta in bronzo raffigurante un guerriero etrusco, parziale provento del furto denunciato il 30 ottobre 1963 ai danni dello stesso istituto museale. La cerimonia si è svolta alla presenza delle autorità civili e militari della provincia di Bologna, segnando la conclusione di una lunga e complessa vicenda di dispersione, indagine e recupero. Il rientro del manufatto rappresenta il risultato di una cooperazione internazionale consolidata tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e le autorità di polizia e giudiziarie estere. In questo caso specifico, le indagini sono state condotte congiuntamente con l’Ufficio del Procuratore Distrettuale di New York e con la Homeland Security Investigations degli Stati Uniti. Sono state proprio le autorità americane a informare i Carabinieri TPC dell’avvenuto rinvenimento del bronzetto, che era stato acquistato dal Virginia Museum of Fine Arts di Richmond, consentendo così di avviare le procedure necessarie per il rimpatrio e la restituzione all’Italia, da parte del museo americano, di un bene archeologico sottratto illegalmente al patrimonio dello Stato. La restituzione del bronzetto etrusco al Museo Civico Archeologico di Bologna La restituzione del bronzetto etrusco al Museo Civico Archeologico di Bologna L’attività investigativa si inserisce nel più ampio contrasto ai traffici illeciti di beni culturali, che negli anni hanno visto il coinvolgimento di sodalizi criminali strutturati. Le indagini hanno ricostruito un sistema avviato da diversi soggetti italiani già noti alle forze dell’ordine, che si avvalevano di bande di tombaroli per saccheggiare siti archeologici accuratamente selezionati e scarsamente sorvegliati sul territorio nazionale. I reperti, una volta estratti illegalmente, venivano sottoposti a operazioni di pulitura e restauro e corredati da false attestazioni di provenienza, prima di essere immessi sul mercato internazionale attraverso case d’asta, gallerie e istituzioni museali. Al termine delle complesse attività di riscontro svolte dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, è stato possibile accertare con certezza la corrispondenza tra la statuetta rinvenuta negli Stati Uniti e quella sottratta nel 1963 al Museo Civico Archeologico di Bologna. Questo passaggio ha consentito di procedere al recupero formale del manufatto e alla sua restituzione al Museo, dove tornerà ad essere fruibile dal pubblico come parte integrante del patrimonio storico e archeologico cittadino. Il bronzetto, databile al V secolo a.C., raffigura un guerriero nell’atto di scagliare una lancia ed è identificabile con una figura marziale che potrebbe rappresentare il dio Marte, noto nel mondo etrusco con il nome di Laran, una divinità particolarmente venerata in area umbra. La statuetta, alta 22 centimetri, larga 8,9 e profonda 7 centimetri, è realizzata in bronzo e mostra un linguaggio formale essenziale e schematico. Il guerriero indossa una corta corazza che lascia scoperta la parte inferiore del corpo e porta sul capo un imponente elmo crestato, elementi che ne sottolineano la funzione simbolica e votiva. La restituzione del bronzetto etrusco al Museo Civico Archeologico di Bologna La restituzione del bronzetto etrusco al Museo Civico Archeologico di Bologna Si tratta infatti di un dono votivo, destinato a essere deposto in un contesto sacro, come un santuario o una stipe, con l’obiettivo di sollecitare il favore della divinità o come ringraziamento per una grazia ricevuta. Il manufatto rientra nel gruppo dei bronzetti prodotti in ambiente etrusco-italico, o più precisamente umbro settentrionale, secondo la classificazione elaborata dall’etruscologo Giovanni Colonna tra gli anni Sessanta e Settanta del Novecento. La tipologia del guerriero in assalto è ampiamente attestata in ambito etrusco, umbro e centro-italico e comprende sia produzioni di alta qualità formale sia esemplari più schematici e popolari, come nel caso di questo bronzetto. L’opera apparteneva originariamente alla Collezione Universitaria ed è confluita successivamente nelle raccolte del Museo Civico Archeologico di Bologna. Nei luoghi di culto dell’Italia preromana era diffusa la pratica di offrire oggetti simbolici alle divinità, un gesto devozionale che nel tempo si è strutturato in una produzione artigianale specificamente destinata al culto. Accanto alle rappresentazioni di animali sacrificati e ai vasi utilizzati per le offerte, erano frequenti le immagini dell’offerente o della divinità venerata, così come gli ex voto anatomici legati alla richiesta o al ringraziamento per una guarigione. La restituzione del bronzetto segue quella avvenuta nel 2023 da parte del Virginia Museum of Fine Arts di Richmond, anch’essa resa possibile grazie alla collaborazione tra l’Ufficio del Procuratore Distrettuale di New York, la Homeland Security Investigations e il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale. Il rientro di questo manufatto non rappresenta solo un successo investigativo, ma anche un momento significativo di ricomposizione della memoria storica del Museo e delle sue collezioni, duramente colpite dal furto del 1963. Con la consegna ufficiale avvenuta il 19 dicembre 2025, il Museo Civico Archeologico di Bologna riacquisisce un’opera di grande valore storico e simbolico, che torna a raccontare al pubblico una pagina fondamentale della cultura etrusca e della storia del collezionismo archeologico cittadino. Il recupero del bronzetto si inserisce così in un più ampio impegno a tutela del patrimonio culturale, riaffermando il principio della restituzione come strumento essenziale di giustizia culturale e di salvaguardia dell’identità storica collettiva.
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  38. Il nuovo allestimento della Chimera Etrusca di Arezzo al Museo archeologico nazionale di Firenze, visita esclusiva per ArchaeoReporter direttore Daniele Federico Maras
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  39. Ciao @sandrocoinsnuovo bronzo di Lucio Vero per Antochia in Pisidia https://www.acsearch.info/search.html?id=15044181
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  40. Buongiorno Cari Amici, anche quest'anno abbiamo deciso di confermare gli appuntamenti per la domenica speciale, visto il confortante successo delle edizioni del 2025 con notevole partecipazione ed interesse dimostrato dalle persone. Grazie a tutti i coloro che sono intervenuti e che parteciperanno alla prossima dell' 11 Gennaio 2026. Vi ricordo anche che la nostra Associazione è ospitata da un bar ristorante, quindi, troverete cibi e bevande di qualità, migliorate dalla nuova, recente gestione. Possibilità di fermarsi per un aperitivo al termine della domenica speciale. Inoltre, in questa occasione, come nelle altre che seguiranno, io e il mio amico Riccardo saremo lieti di esaminare, senza impegno, le vostre raccolte, collezioni, eredità, lotti di monete e banconote, che intendete dismettere. Grazie. Vi aspettiamo. Buon Anno a Tutti! Domenica 11 Gennaio 2026 DOMENICA SPECIALE al CIRCOLO AFI Orario: 8,30-13,00 Ingresso e parcheggio gratuiti presso il Circolo Sportivo Thaon di Revel ROMA, Lungotevere Thaon di Revel n.3 (Stadio Olimpico, Piazza Mancini) Vi attendiamo numerosi !
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  41. Ciao, denario non autentico ottenuto per fusione di cui si conoscono numerosi cloni.
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  42. Giornale del 26 giugno 1962,
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  43. Pure io, ma credo che abbiano in mente di fare come per l'euro nei primi anni (istituzione valuta subito ed emissione di contante unitario in seguito).
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  44. Questa mattina al mercatino
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  45. Esemplare con losanga dopo NAPOLEONE,SICILIE e 5... Esemplare con punto dopo 5... Esemplare con losanga dopo NAPOLEONE e 5 e punto dopo 1813... Esemplare con losanga dopo NAPOLEONE e 1813 e punto dopo 5...
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  46. Ciao, nonostante non seguo costantemente la monetazione di Murat (a parte il rame)ho trovato stimolante la tua richiesta, quindi mi sono dilettato a fare una veloce ricerca e di seguito pubblico i risultati che spero siano di aiuto alla tua di ricerca... Esemplare con legenda senza punteggiatura... Esemplare con punto dopo SICILIE... Esemplare con punto dopo NAPOLEONE e 1813... Esemplare con punto dopo 1813... Esemplare con punto dopo 1813 e SICILIE...
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  47. Così al volo vi posto i manifesti che ho in ufficio.
    1 punto
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