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I contenuti con la più alta reputazione dal 02/23/26 in tutte le aree

  1. Vi ringrazio per la segnalazione. Ho provveduto immediatamente ad assegnare a @giuseppe ballauri il meritato titolo di "Numismatico per sempre". A nome mio e dell'intera comunità del forum, esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia per questa grave perdita. Un pensiero di vicinanza va a tutti gli amici, lamonetiani e della vita di tutti i giorni, che hanno avuto il privilegio di conoscerlo. Che la terra gli sia lieve.
    14 punti
  2. Buonasera a tutti, Ho di recente aggiunto alla collezione un nuovo esemplare, che ho deciso di condividere perché particolarmente attraente. Eccolo qua Vi invito ad espormi i vostri pareri e come al solito vi esorto a postare i Vostri esemplari. Saluti... Ronak PS: ho scoperto una cosa sui nominali in rame del tipo valore del Regno una particolarità che non ho mai visto personalmente o letto riguardo l'esperienza di altri collezionisti. Magari sarà una sciocchezza, ma si vedrà. Ve lo mostrerò con un altro post su un'ulteriore moneta. Ancora saluti
    11 punti
  3. Esattamente un mese fa Emiliano mi ha commissionato il restauro delle due monete di cui parlava. Un dupondio di Nerone, con un piccolo punto di cancro, ed un asse di Traiano che al R/ presentava un’estesa infezione, che ha richiesto un complesso intervento di recupero. Questa ultima moneta è molto particolare in quanto presenta diverse ribattiture, e più precisamente, al D/ sul volto dell’Imperatore è ribattuta la Pietas del R/, mentre al R/ è stata battuta due volte la Pietas. La notevole estensione del cancro ha reso molto fragile il metallo del R/, tant’è che nell’operazione di eliminazione meccanica del cancro con il bisturi mi sono limitato ad operare strettamente nelle aree già malate. Lavoro impegnativo al microscopio, tentativo di stabilizzazione del metallo, ripatinatura delle parti scoperte, rifinitura con una cera protettiva ed infine, per avere una protezione il più sicura possibile, sigillatura in uno slab. Fortunatamente il D/ è in buone condizioni perché è la parte più interessante di questo tondello dalla giovane età di circa 2000 anni! Ecco il risultato finale. Buon serata Gruppo!!
    10 punti
  4. Soliloquio di un Francobollo. Dalla penna di Ernest W. Brady... "Sono il più grande viaggiatore del mondo. Sono stato trasportato da cammelli, slitte trainate da cani, pony express, biciclette, treni, piroscafi, automobili, aerei, dirigibili e razzi. Sul mio volto ci sono i ritratti di re, presidenti, regine, principi, principesse, scià, sultani, capi tribù, avventurieri, esploratori, patrioti, martiri, inventori, pionieri, artisti, musicisti, architetti, poeti, aviatori, drammaturghi, romanzieri, pittori, atleti, cardinali, santi e peccatori. "Dipingo mappe del mondo e di parti del mondo. Rivelo vedute di strane spiagge straniere, fiumi, laghi, suoni, cascate, geyser, montagne, monumenti, castelli, templi e rovine di templi, missioni, ponti, porti, banchine, chiuse, litorali, locomotive, mongolfiere, razzi, dirigibili, velivoli a vela e transatlantici, canoe indigene e moderni idrovolanti giganti. Raffigura ogni sorta di sport, industria, artigianato, usanze, riti sacri, cerimonie e parate, e anche quasi ogni varietà di uccelli, animali, pesci, fiori, frutta e verdura. Descrivo le forme scomparse della fenice, del grifone, del drago, del centauro e dell'unicorno. "Gli eroi e le eroine della mitologia posano entro i miei confini e io incornicio gli orrori della guerra, le benedizioni della pace, la piaga dell'indigenza, la piaga della carestia, le difficoltà dell'emigrazione e la bellezza della nudità maschile e femminile. Illustro le avventure di Don Chisciotte, le fiabe dell'infanzia, le leggende, i simboli dell'arte, del commercio, della pace, dell'agricoltura, dell'industria e gli stemmi e le bandiere di tutte le nazioni. Commemoro le guerre, le spedizioni, le invenzioni, i viaggi e le scoperte, le creazioni e le costruzioni che rendono la vita sociale sicura, vivibile e felice. Sono la più grande cronaca per immagini del mondo. Milioni di persone mi collezionano. Migliaia sono sfuggiti alla noia grazie alla mia varietà, centinaia sono stati salvati dalla follia grazie al mio fascino, eppure – sono solo un francobollo."
    9 punti
  5. Ciao a tutti. Quest' oggi, di mattina, dal suo WhatsApp stesso, mi è arrivata la tragica notizia anche a me, da chi gli è stato accanto fin la fine. Perdiamo un grande uomo sotto tutti i profili. Persona molto umile, pacata, saggia e di una dolcezza e bontà infinita. Con lui ho condiviso le storie di guerra del suo caro nonno, cui tra l' altro ha creato una grande raccolta di tutte le cartoline che ai tempi della ww1 egli inviò ai famigliari e tante altre cose storico numismatiche, tra cui una tematica che tanto mi destava terrore, ovvero il cancro del bronzo. Mi ha insegnato molto in tal senso e come agire, spronandomi a non aver paura di queste monete affette da tal problematica. Lo ringrazio per la sua amicizia e per quel che ha condiviso con me e lo ricordo sempre per la sua pacatezza e dolcezza. Che Dio lo abbia con sè adesso 🙏. Ora chiederei cortesemente allo staff @incuso e Gabriele @Reficul, se cortesemente a @giuseppe ballauri,possa esser conferito il titolo di Numismatico Per Sempre sul forum, come è stato per altri amici che non sono più con noi 🙏. Grazie
    8 punti
  6. Beh, ci sono casi un cui si può anche soprassedere a questa regola, e questo mi sembra uno di quelli. Basta un colpo d'occhio per capire che sono tutte monete comuni e circolate (a parte la sterlina, che mi lascia però assai dubbioso), e aprire decine di discussioni per chiedere il valore di ognuna sarebbe solo una perdita di tempo per l'utente e un inutile sovraccarico per il forum. Un po' di elasticità ogni tanto ci vuole petronius
    8 punti
  7. Segnalo l'uscita de "Venezia nelle sue monete. Storia potere e bellezza nelle monete della Serenissima" 796 pagine illustrato a colori 21 x 29,7 cm carta patinata opaca (115g) copertina patinata (300 g) plastificata lucida Punti di forza (almeno secondo me): Completezza assoluta: Copre l'intera monetazione veneziana, incluse le varianti più rare e meno documentate. Focus sulle Oselle: Una sezione vastissima (oltre 130 pagine) dedicata alle Oselle di Venezia e di Murano. Quotazioni Aggiornate: Valutazioni espresse in Euro per gli stati di conservazione MB e SPL, basate sul reale valore medio di mercato. Dettagli Inediti: tipologie ad oggi non inserite in nessun testo; ampio spazio dedicato alle contromarche (Genovesi, Papali, Ottomane, ecc.) e alle varianti di conio. il libro sarà disponibile alla vendita entro 3 gg nel sito dell'editore e successivamente reperibile sui principali store online (IBS, Libreria Universitaria, Hoepli, amazon, Feltrinelli,...)
    8 punti
  8. Ciao, I had previously posted my online version of Boehringer in another post, but I have now recently translated Tudeer. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler Additionally with help from @Deinomenid who has gathered the modern specimens, I have added modern images for the majority of dies in both Boehringer's and Tudeer's catalogs. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler-catalog Please let me know if you have any comments or anything. And if you own any coins from the time of the Signing Artists, feel free to post them
    8 punti
  9. Importante convegno di studi organizzato dall’Accademia Numismatica Italiana per la presentazione del libro sulle falsificazioni monetarie edito dalla stessa e che verrà presentato il 16 marzo 2026 nella splendida location della Sala della Lupa della Camera dei Deputati a Roma. Allegata locandina con programma e info per le prenotazioni.
    7 punti
  10. "I Servizi Postali dell'Impresa Parisi" documenta un insolito sistema postale privato attivo in Africa Orientale Italiana tra il 1937 e il 1938. L'impresa di costruzioni Saverio Parisi era impegnata nel cantiere di Dillalach, una località remota a circa 90-95 km da Addis Abeba per la costruzione della strada del Galla Sidama. A causa della difficoltà di trasmettere la corrispondenza al quartier generale, l'ingegnere Sighieri di Pisa, direttore dei lavori, ideò un "servizio postale volante". Per garantire il collegamento giornaliero, vennero impiegati circa dieci ragazzi abissini, di età compresa tra gli 12 e i 14 anni che percorrevano l'intero tragitto a piedi. Coprivano la distanza tra Dillalach e Addis Abeba in circa 10-14 ore. I ragazzi venivano identificati come "postini" grazie a un bracciale distintivo in legno inciso, legato al braccio, che fungeva da lasciapassare. La corrispondenza trasportata da questo servizio è ovviamente oggi di grande interesse per i collezionisti di storia postale, sulle lettere veniva apposto un timbro speciale (visibile nell'immagine) in diversi colori: nero, rosso o viola. Il timbro circolare riporta la dicitura "IMPRESA SAVERIO PARISI - SERVIZI CELERI" con al centro il logo dell'impresa. Segue una analoga impronta "Pediposte Mayumba" su cartolina del Gabon viaggiata verso Lambarenè!
    7 punti
  11. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta che, nonostante non sia mia abitudine collezionare conii dello Stato Pontificio, ho voluto aggiungere alle mie monete auree. Si tratta di un Mezzo Scudo Romano d'oro battuto nel 1740 durante il primo anno di pontificato di Papa Benedetto XIV Lambertini, una figura storica molto interessante e particolare. Il pezzo in questione è citato nel catalogo Muntoni (rif. 30) e sul Corpus Nummorum Italicorum di Vittorio Emanuele III di Savoia (rif. 28). La moneta viene catalogata come R² e presenta: al dritto, l’iscrizione BEN XIV su due rami di palma sormontata dalle chiavi di San Pietro decussate sciolte con impugnatura tonda e dalla tiara papale con infule entro un cerchio di perline. In alto viene inciso il millesimo 1740; al verso, l’effigie di San Pietro Apostolo e Primo Papa nimbata e volta a destra circondata dalle iscrizioni S : PETRVS entro cerchio di perline. Il contorno del conio, realizzato per scongiurare tosature o contraffazioni, è di tipo cordonato. Aprofitto dell'occasione per parlare un po' dei primi anni di pontificato del Lambertini, caratterizzati da un'illuminata politica riformatrice. Dal punto di vista spirituale, il primo decennio di Pontificato di Benedetto XIV fu caratterizzato da una grande cura e attenzione al governo pastorale della Chiesa di Roma, abilità riconosciuta al Lambertini sin dalle sue prime azioni come arcivescovo di Bologna. In questo periodo vennero messi al centro dell’attenzione i poveri, favoriti con la controversa disposizione che permetteva loro di “spigolare in tutti i campi dello Stato della Chiesa in barba ai proprietari che volevano impedirlo, con un'ammenda di 30 Scudi per i contravventori da distribuirsi tra gli stessi poveri”, e l’attività missionaria, rigidamente disciplinata dal Pontefice con le bolle Ex quo singulari (1742) e Omnium sollicitudinum (1744) per far sì che nelle missioni, soprattutto in quelle rette dai Gesuiti, i riti liturgici cristiani non venissero impropriamente adattati ai modelli di cultura locali. Inoltre, con l’ “Epistola Encyclica et Commonitoria ad omnes Episcopos” del 1740 (rinominata poi Ubi Primum), Benedetto XIV creò la prima forma di Enciclica “moderna”. Ispirato dalle nuove ideologie illuministe e coadiuvato dall’abile cardinale Segretario di Stato Silvio Valenti Gonzaga (1740-1756), Papa Benedetto XIV si dimostrò, sotto l’aspetto prettamente temporale, uno dei Pontefici più “illuminati” e riformatori della Storia. In politica estera il Pontefice riuscì a rifiutare in maniera pacifica la maggior parte delle richieste degli Stati nazionali relative alla nomina dei nuovi vescovi, sottolineando ancora una volta la competenza esclusiva della Santa Sede in questo delicato ambito. Grazie all’azione degli abili diplomatici al suo servizio, Benedetto XIV riuscì a sottoscrivere numerosi accordi con le più grandi potenze straniere (Regno di Sardegna, Regno di Napoli e Regno di Spagna) tutelando sempre gli interessi temporali e, soprattutto, spirituali della Chiesa di Roma. Durante la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748) Benedetto XIV compì l’errore di approvare l’elezione di Carlo VII di Baviera a Sacro Romano Imperatore. La delicata posizione della Santa Sede, infatti, vacillò quando, in seguito all’accordo stipulato tra Maria Teresa d’Asburgo e Massimiliano III Giuseppe Wittelsbach, Francesco I Stefano di Lorena, marito della Sovrana austriaca, venne eletto Imperatore dei Romani restaurando l’antico dominio asburgico sulla Germania. Per riappacificarsi con la corte austriaca, il Pontefice fece da padrino al primogenito maschio della nuova coppia imperiale, il futuro Imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, al quale venne imposto come secondo nome proprio quello di Benedetto. Benedetto XIV, uomo caratterizzato da una mentalità politica molto aperta, riconobbe formalmente il Sovrano protestante Federico II di Hohenzollern come Re di Prussia e permise alla Sovrana austriaca Maria Teresa d’Asburgo di mettere in atto una serie di “illuminate” riforme mirate all’inclusione delle minoranze protestanti, “pur raccomandandole di cercarne con cristiana dolcezza la conversione”. Inoltre, proprio in questi primi anni di pontificato, Benedetto XIV trattenne una cordiale corrispondenza intellettuale con Voltaire, il celebre filosofo illuminista sostenitore dei princìpi di tolleranza religiosa e laicità dello Stato. Durante il suo primo decennio di pontificato, culminato con l’apertura del Giubileo nel 1750, Papa Lambertini svolse una grande attività di mecenatismo illuminato chiamando a lavorare presso la corte papale numerosi artisti, come il pittore francese Pierre Hubert Subleyras (1699-1749), e scienziati del calibro di Laura Bassi (1711-1778), donna che ottenne la libera docenza in fisica presso l’Università di Bologna nel 1738 per espresso interessamento dell’allora arcivescovo Prospero Lambertini. Dott. 20Kreuzer Grazie a tutti per l'attenzione!
    7 punti
  12. Vi presento alcune delle più recenti entrate nella mia collezione. Uni degli obiettivi della mia collezione è che le monete che la compongono possano rappresentare alla meno peggio i nominali che avevano a disposizione i nostri antenati in un ben definito contesto storico. Nel caso in oggetto ritroviamo la moneta corrente in rame alla fine del IV secolo, a seguito della riforma monetaria di Teodosio, Graziano e Valentiniano II: La riforma introdusse una monetazione enea basata su 3 nominali (durante il regno di Valente e Valentiniano ne era rimasto in circolazione solo 1, il centennionale da 3 grammi e di diametro di circa 18 mm). Il nominale minore è il cosiddetto nummo, una monetina più piccola del nostro centesimo, del peso di circa 1.1-1.3 g e valore ipotizzato di 6.000 Denari di conto. La moneta immediatamente più grande è il centennionale, con dimensioni simili a quella della nostra monetina da 2 centesimi (18 mm), peso tra i 2 e i 3 g e valore ignoto. Ed infine abbiamo la moneta più grande, che dai pochi documenti arrivati fino a noi doveva avere il nome di decargiro, del peso medio di circa 4.4 g e delle dimensioni simili a quelle del nostro Euro (22-23 mm) e valore nominale anch'esso ignoto, ma ipotizzato in 10 nummi per via del nome. Ovviamente le tipologie in circolazioni non erano solo queste. Ve ne sono state altre, tutte molto interessanti ed esplicative del periodo storico che si viveva. Tuttavia i nominali in circolazione durante il regno di Teodosio e durante i primi anni del regno dei figli dovrebbero essere solo questi 3. Poi gradatamente per motivi non perfettamente noti i nominali maggiori furono messi fuori corso (i tentativi di reintrodurli furono sparuti e poco fortunati fino alla riforma di anastasio alle soglie del VI secolo) e rimase in giro solo il minuscolo nummetto, la moneta principe del V secolo. Tornando alle singole monete, oggetto di questa collezione per nominali: Abbiamo: 1 nummo Teodosio Securitas reipublicae RIC IX 26b Ex artemide 31 lotto 733 1 Centennionale concordia Auggg RIC IX 44 b Ex Naville numismatica 99 lotto 983 1 decargiro Gloria romanorum RIC IX 11c Ex numismatic Naumann Asta 154 lotto 866 Nei prossimi mesi/anni, spero di aggiungere al gruppetto anche un argento.
    6 punti
  13. Buon Pomeriggio a Tutti, condivido con voi questa prima aggiudicazione d'asta live 16 - MDC Monaco ( rif. discussione MDC Monaco - Asta live 16 post #15 @odjob ). Si tratta di un Giulio del 1684 A. VIII, Papa Innocenzo XI, a rovescio motto in latino " Chi da al povero non sarà mai in miseria ". La casa d'aste ha segnalato esemplare pulito, gr. 2,98 - mm 25, Muntoni 159. La conservazione mi pare modesta e credo che la moneta sia comune. Grazie per l'attenzione.
    6 punti
  14. DE GREGE EPICURI La situazione italiana è quella descritta al post 16 da @mariov60. Detto questo, è evidente che ogni pubblicazione decide in modo autonomo come organizzarsi: la peer review è abbastanza complessa, richiede molti contatti autorevoli e anche un certo tempo, per cui solo le riviste molto consolidate sono in grado di utilizzarla. Di certo rappresenta un grande elemento di qualità. Oggi in effetti sulle riviste divulgative (che sono comunque necessarie e benemerite!) si legge a volte un po' di tutto, anche ipotesi fantasiose e per nulla scientifiche; ma chi legge deve usare spirito critico, se ne ha. Mentre le lamentazioni su "poteri forti" che avversano le tesi innovative sono, di solito, delle scuse di chi ha pochi argomenti validi.
    6 punti
  15. Salve , il mese scorso scrivevo questo titolo e un relativo breve articolo nella Sezione di Bibliografia Numismatica citando questo vecchio libro del 1991 scritto da Giuseppe Pensabene , pubblicato dalla Gangemi Editore . In prima pagina viene riportato un medaglione aureo di Augusto del peso di quattro aurei che piu' o meno dovrebbe corrispondere ad un peso di circa 28 grammi . Dato che il libro sopra citato vietava di riprodurre qualsiasi pagina se non dietro autorizzazione , ho chiesto alla Gangemi il permesso di trascrivere la storia di questo aureo riportata alla pagina 100 del volume . La casa editrice Gangemi mi ha risposto concedendomi questa possibilita' , quindi un grosso Grazie per il permesso ottenuto . Scrivo questo Post nella Sezione Monete Romane Repubblicane sebbene l' Aureo sia stato emesso circa tra il 2 o 4 a.C. quando Ottaviano era ormai Augusto , come riporta la moneta nella legenda del dritto , ma la storia di questo aureo inizia quanto Ottaviano non era ancora Augusto , infatti la moneta fa riferimento alla guerra di Cesare Ottaviano contro Sesto Pompeo , cioe' nei 7 anni che vanno dal 43 a.C. al 36 a.C. La pagina 100 del libro citato : "Per la monetazione abbiamo un medaglione d' oro (multiplo di quattro aurei) coniato da Augusto per commemorare la vittoria di Naulocu su Sesto Pompeo , conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli . Fu rinvenuto a Pompei nel 1759 . Al dritto il ritratto laureato di Augusto colla legenda DIVI F. PATER PATRIAE AUGUSTUS (figlio del divo Giulio padre della patria Cesare Augusto) . Il titolo di "padre della patria" gli fu attribuito il 2 a.C. Al rovescio e' la raffigurazione di Diana coll' arco venerata sull' Artemisio presso Milazzo , alla cui protezione Augusto attribuiva la vittoria . Nel campo della moneta e' ricordata la XV acclamazione imperatoria e sotto la legenda SICIL (Sicilia) che ricorda il luogo della battaglia . La data stessa della conazione e' eloquente . A distanza di tanti anni la battaglia navale di Nauloco era ricordata tra gli avvenimenti piu' importanti della vita di Augusto . Vedere le due facce del medaglione in copertina . Sesto Pompeo e' ancora oggi di attualita' . Nelle valli di Comacchio e' stata recentemente portata alla luce un' imbarcazione romana . E' chiamata la nave di Valle Ponti ed e' conservata nel Museo Archeologico di Ferrara . La scoperta e' stata importante perche' con un carico di oggetti quasi intatti . Tra l' altro un centinaio di lingotti in piombo marcati col nome di Agrippa . Di monete si e' trovato solo un Asse di Sesto Pompeo . Anche dal confronto degli altri oggetti rinvenuti deve trattarsi dell' epoca di Cesare Augusto (Ottaviano) e di Agrippa al tempo del Bellum Siculum" Questo Medaglione e' stato preceduto da altri Aurei e Denari con precedenti acclamazioni imperatorie : IMP X , IMP XII e con alcune lievi differenze nell' iconografia dei rovesci . In prima foto e in prima pagina di copertina del libro citato , il Medaglione d' oro trattato , in seconda foto un Aureo simile al Medaglione .
    6 punti
  16. Infine aggiungo ancora questo 5 centesimi di lira corrente 1859 del Governo Provvisorio di Venezia, un po' martoriato, e chiudo 🙂
    6 punti
  17. Cartolina illustrata in perfetta tariffa firma e data per l'interno con l' aquilino (aquila sabauda ) da 5c verde azzurro (bello) della serie detta floreale del 1901. Il Francobollo è annullato da un tondo riquadrato di Milano del 21.11.1905 alle 4S (Serali)... + timbro nero ovale o a cuore con il numero 135 appartenente al distretto postale di Roma o identificativo del portalettere. (Nitido abbastanza per essere considerato). Nel 1905 l'indirizzo di via Sant'Agnese 72 a Milano era la sede dello stabilimento tipografico e casa editrice di Romolo Leoni, specializzato nella produzione di cartoline militari e patriottiche. Romolo Leoni era noto per la pubblicazione di serie di cartoline illustrate che celebravano i vari corpi dell'esercito (Alpini, Bersaglieri, Cavalleria) e i momenti della vita militare. Spesso si avvaleva della collaborazione di noti illustratori dell'epoca. Immagine d'epoca di via Sant' Agnese a Milano.. Specificatamente alla "Distintissima" Sig.ina Maria Mercedes Polidori non risulta nulla ma per quanto riguarda al nome di famiglia si. Nel 1905, l'indirizzo Corso 75 (e' sicuramente Via Del Corso) a Roma, era associato alla famiglia Polidori nota per la gestione di un'importante attività commerciale nel settore della pasticceria e confetteria. I Polidori gestivano un rinomato locale che fungeva da pasticceria, confetteria e deposito di specialità alimentari. Il Palazzo, l'edificio al civico 75 è un palazzo storico di prestigio situato nel cuore del centro tra Piazza del Popolo e Via condotti. In quel periodo Via del Corso era il fulcro della vita mondana e commerciale romana, popolata da botteghe artigiane e caffè frequentati dall'alta borghesia. Oggi all' indirizzo della cartolina si trova Il Vivaldi Luxury Rooms (un Hotel ) nel prestigioso palazzo d'epoca nel cuore del centro storico di Roma, con ingresso principale situato proprio in Via del Corso 75. Foto: La cartolina è bella postalmente e nell' insieme, essendo in bianco e nero e' ancora più interessante.. quello che si vede all' interno del rettangolo e' una vera e propria foto messa su carta. Francobolli del Benadir appartenenti alla tua collezione.
    6 punti
  18. Eccomi scusate il ritorno, ma sono di ritorno ora da un viaggio. @Can Cerbero e @Carlo. vi ringrazio per la citazione. Allora la tua moneta ha diverse caratteristiche molto facili da riconoscere. La posizione capovolta dei fiori di ciliegio lungo i bordi è un buon indizio che rimanda all’era Tenpō, ma da sola non basta per essere sicuri. Oltre alle punzonature sui lati, c’è infatti un’altra caratteristica fondamentale, che nelle monete contraffatte era difficile da imitare. Nelle monete Tenpō originali, il carattere 是 (ze) presenta nei tratti finali una sovrapposizione chiamata kasaneawase (重ね合わせ). Inoltre, i tratti superiori del carattere 常 (jō) hanno una curvatura tipica (wankyoku, 弯曲), un dettaglio che si trova solo negli esemplari autentici. Quindi confermo che sia autentica.
    5 punti
  19. Martedì 31 marzo dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza di Massimo Rossi su "Monete e medaglie dei Gonzaga". Massimo Rossi è professionista numismatico dal 1978, titolare di case d’asta e collaboratore di importanti case europee. L’attività professionale si concentra sull’ambito numismatico ed artistico, con particolare attenzione alla ricerca, catalogazione e alla valorizzazione di opere e collezioni di pregio. Nel corso degli anni, si è sviluppata una rete di collaborazione con istituzioni pubbliche, enti museali e primari istituti bancari finalizzate alla consulenza, alla gestione di patrimoni culturali, alla collocazione di opere d’arte e alla promozione di progetti espositivi e scientifici. Autore e coautore di molte pubblicazioni e articoli sui Gonzaga curatore di molte mostre a tema. Dal 2024 ricopre il ruolo di curatore scientifico della mostra permanente, all’interno del Palazzo Ducale a Mantova, della collezione di monete e medaglie della banca Monte dei Paschi di Siena data in comodato gratuito al Complesso Museale Palazzo Ducale di Mantova pubblicando il libretto che illustra il percorso espositivo. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.
    5 punti
  20. Novità editoriale. Finalmente dopo quasi 30 anni, a fine mese sarà disponibile la 2° edizione del catalogo sulle Medaglie Italiane degli ultimi 200 anni dal 1900 al 1946 di Alessandro Brambilla. Oltre 1200 medaglie raffigurate e catalogate, medaglie militari, civili ed ordini cavallereschi, 1° e 2° guerra mondiale e Ventennio. Ben 656 pagine con foto a colori, copertina rigida e controcopertina. Prezzo in prevendita 90,00 euro + 6 euro di spedizione con raccomandata. Spedizioni a partire dai primi di Aprile Inoltre sarà possibile ritirarlo di persona nel mio studio in provincia di Firenze oppure alle fiere di numismatica il 27/28 Marzo a Pistoia, il 10/11 Aprile alla fiera di numismatica a Bologna, 9/10 maggio alla fiera di militaria a Novegro e il 21 Maggio alla fiera di numismatica di Verona. Per prenotarlo potete contattarmi a [email protected] o tramite cell 338-2727103
    5 punti
  21. Buonasera a tutti, è con profonda tristezza che vi annuncio che stamattina è venuto a mancare uno di noi.Un Fratello Numismatico, una persona gentilissima, umile, grande studioso e collezionista di monete sabaude e Borboniche. Era da tempo che combatteva con problemi di salute ma è stato presente fino alla fine nel gruppo WhatsApp che abbiamo creato insieme ad altri utenti sia del Forum che no. Un Circolo Virtuale che avevamo battezzato "i Borbonici" , lui era il nostro Gran Cancelliere, lui Sabaudo in primis, ma che é stata la dimostrazione che non esistono differenze tra nord sud isole. Ci ha regalato tante discussioni, ne ricordo una per tutte, la moneta Racconta e tanti spunti di studio. Un Numismatico completo, un Amico un Fratello, Beppe ci mancherai ma il il tuo ricordo e insegnamento resterà per sempre parte di noi, grazie di averci onorato della tua Amicizia e del tuo preziosissimo tempo. Che il viaggio ti sia lieve. Alberto
    5 punti
  22. Qualche foto della piacevolissima giornata... Con anche un ottimo team non numismatico 😁 Un ringraziamento agli organizzatori e al numeroso pubblico, che ha riempito a capienza massima la Sala Rosa di Palazzo Forti. Bello vedere anche qualche amico in trasferta tra il pubblico, un saluto in particolare a @ceolo e @italpen
    5 punti
  23. Buon Pomeriggio a Tutti, anche oggi condivido una pontificia, la seconda aggiudicazione d'Asta MDC. Si tratta di un 30 baiocchi ( testone ) sede vacante del 1830 ( dopo Papa Pio VIII° ), zecca di Roma Ag .917, 26 millimetri - 7,92 grammi; rara da catalogo con tiratura di 3.150. A diritto lo stemma del Cardinale Camerlengo Pietro Francesco Galeffi. Opterei per una media conservazione, intorno al BB. Grazie per l'attenzione.
    5 punti
  24. Buon giorno @ggpp The Top Il ruolo della revisione tra pari è essenziale per garantire la qualità della pubblicazione. Mi stupisce e non poco che alcune riviste non ne facciano uso. Immagino che in questi casi il ruolo di revisore sia implicitamente assunto dall'editore, ma è chiaro che in questi casi viene proprio meno il concetto di delega a persone terze del processo di revisione, con tutta una serie di rischi a cui si può andare incontro, in primis, il conflitto di interessi (se l'editore conosce l'autore dell'articolo, potrebbe fare più fatica a rifiutare una tesi mal posta). Detto questo, mi sembra di leggere un po' di confusione in quello che è il ruolo del revisore. Il ruolo fondamentale del revisore è quello di verificare che il metodo utilizzato (scientifico e filologico) sia coerente e adeguato a supportare le conclusioni riportate dall'articolo. Se lo è, l'articolo può essere pubblicato (magari con minor revisions per migliorare la comprensibilità del lavoro). Se i metodi sono inadeguati o incoerenti con le conclusioni, l'articolo DEVE essere rifiutato ( qualora il revisore veda comunque delle potenzialità può chiedere Major revisions per salvare il salvabile). In conclusione, il revisore non entra nel merito della tesi dell'articolo (la tesi può anche risultargli odiosa, ma se è ben supportata l'articolo deve essere pubblicato), quanto del metodo con cui la tesi è dimostrata. Se il metodo è del tutto inadeguato, l'articolo va rifiutato.
    5 punti
  25. In un documento della zecca di Bologna del 1811 è riportato chiaramente l'invalsa pratica della limatura dei tondelli per le monete da 1 lira di Napoleone I. Nel documento si può leggere come si raccomandasse - oltre che a limare con cura i tondelli, cosa che non sempre avveniva - di imprimere il conio del dritto sul lato del tondello non limato, mentre lo stemma su quello limato così che il lato con l'effigie avesse un aspetto più gradevole. Fonte: Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli, "monetazione ed errori di zecca a Bologna nel periodo napoleonico", BCNP, III, 2016, p. 72.
    5 punti
  26. Di questo grano del 1815, a differenza del grano del 1814 del post #1568, purtroppo ho dimenticato a fare la scansione prima della pulizia, immaginatela interamente nera come quelle macchie che sono rimaste e che non vanno via. E' rimasta in ammollo per quasi 4 mesi. I rilievi mi sembrano buoni, credo che sia pericoloso andare ad intervenire specificatamente punto per punto in tutte quelle piccole zone nere, va bene così.
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  27. Onestamente non condivido questa tua affermazione. Il vero collezionista è colui che cerca di acquisire un insieme collezionistico che lo affascina, tenendo anche conto (e facendo anche i conti) con la disponibilità economica che ha a disposizione. Non tutti sono dei paperon de' paperoni. Il vero collezionista si pone un obiettivo (si spera realistico) e fa quel che può per raggiungerlo. io ho cominciato a collezionare finanziandomi a 18 anni facendo ripetizioni a 10 Euro l'ora e compravendite per raggranellare qualche lira. Avevo una collezione di bellissimi BB che ora avendo un lavoro stabile sto migliorando di conservazione. In base alla tua affermazione il "vero" collezionismo sarebbe limitato a poche persone che hanno consistenti disponibilità economiche. E non è vero. Se per chiudere V.E III devo acquistare un 5 lire 1914 in MB perchè non ho modo di finanziarne uno in conservazione migliore, si comprerà un 5 lire 1914 in MB. Sono soldi parzialmente buttati? Probabilmente sì. Ma se non si può fare diversamente cosa si fa? Si smette di collezionare?! Si può solo fare di necessità virtù.
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  28. Cartolina illustrata in corretta tariffa per l'interno con l' aquilino (aquila sabauda) da 5c verde azzurro dell' emissione detta floreale del 1901... annullato dal cerchio singolo di ROMA FERROVIA del 9.8.1906. (All' epoca imbucare corrispondenza presso le stazioni ferroviarie velocizzava l' invio, in quanto veniva caricata subito sui vagoni postali per l' instradamento). L'Imperatore di Germania fu effettivamente scelto come uno dei padrini per il battesimo di Umberto di Savoia (il futuro Umberto II) per consolidare i rapporti diplomatici tra l'Italia e la Germania, allora alleate nella Triplice Alleanza. Come era comune nelle cerimonie reali dell'epoca per sovrani stranieri, Guglielmo II non presenziò fisicamente a Roma. Fu invece rappresentato ufficialmente dal Principe Alberto di Prussia, che partecipò al rito al Palazzo del Quirinale il 4 dicembre 1904. Di cartoline che commemorano questa cerimonia ne esistono di diverse versioni: Sotto un' esemplare con Alberto di Prussia e altre.. Il dietro della tua cartolina non scritta...
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  29. Riemerge dal fango a Livorno una rara epigrafe funeraria della gens Anconia fonte: https://www.archaeoreporter.com/it/2026/03/20/epigrafe-romana-livorno/ L'epigrafe romana rinvenuta a Livorno Capita che le scoperte archeologiche più straordinarie avvengano nei modi più inaspettati. È la mattina dell’11 marzo quando in un’area impervia, boschiva e isolata delle campagne livornesi, assiduamente frequentata solo da cacciatori e cercatori di primizie, Roberto Tessari (già vigile del fuoco e oggi membro attivissimo del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese), gironzolando in cerca di asparagi, nota qualcosa di decisamente insolito scivolato nell’alveo di un canale, probabilmente a causa delle continue e abbondanti piogge degli ultimi giorni. Si avvicina e meraviglia delle meraviglie riconosce immersa nell’acqua e nel fango una lastra di pietra rettangolare che riporta ben leggibili tre righe di testo inciso in lingua latina. Nessun dubbio, si tratta di un’iscrizione funeraria integra di epoca romana. Il salvataggio nel fango Tessari contatta subito la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, e invia alla funzionaria le prime immagini. «Quando ho ricevuto le foto sul telefono è stata una vera sorpresa, un’emozione! – spiega Lorella Alderighi, funzionaria archeologa della Soprintendenza – trovare un’epigrafe con un testo integro e così ben conservato nel territorio livornese è un evento davvero raro. L’acqua e il fango, paradossalmente, l’hanno custodita per secoli fino a quando le forti piogge non l’hanno letteralmente spinta fuori dall’argine, rendendola visibile e restituendola a tutti noi». Il recupero della lapide è stato estremamente complesso a causa del terreno impantanato, dell’impervietà del luogo e dell’assenza di strade carrabili; decisivo è stato l’intervento del Comando dei Vigili del Fuoco di Livorno, che ha poi trasferito il manufatto nei laboratori della Soprintendenza di Pisa. Cosa racconta l’epigrafe: identikit di una famiglia «La lapide», spiega ancora Lorella Alderighi, «si distingue non solo per l’ottimo stato di conservazione, ma anche per la qualità dell’incisione: le lettere capitali sono elegantemente impaginate per creare un effetto estetico curato». Il testo, disposto su tre righe principali più una quarta evanide, recita: T(ito) ANCONIO SEVERO ANCONIVS PRISCVS ET SABINIA SEVERA V(ivi) F(ecerunt) La lettura è chiara e l’interpretazione illumina su un quadro familiare nitidissimo. Il monumento è dedicato a Tito Anconio Severo, prematuramente scomparso. A commissionarlo molto probabilmente furono i genitori: il padre Anconio Prisco e la madre Sabinia Severa. La formula finale abbreviata V(ivi) F(ecerunt) indica che i due coniugi fecero realizzare il monumento funerario quando erano ancora in vita, una pratica molto diffusa per garantirsi una degna memoria. Un dettaglio significativo emerge proprio dall’onomastica: il figlio Tito ereditò il gentilizio dal padre (Anconio) e il cognomen dalla madre (Severa), una consuetudine romana per onorare e tramandare anche il ramo materno. Il nomen Anconio e l’ascesa sociale Il gentilizio Anconius è piuttosto raro e deriva direttamente dal toponimo della città di Ancona. Questo dettaglio linguistico, unito alla totale assenza di patronimici e dell’indicazione della tribù di appartenenza, suggerisce un’ipotesi precisa: la famiglia apparteneva quasi certamente al ceto dei liberti, ex schiavi affrancati (forse liberti pubblici o loro discendenti). «Ciò che rende questo reperto affascinante non è solo il dato materiale, ma la storia sociale che ci svela – sottolinea ancora Lorella Alderighi -Tra il II e il III secolo d.C., in Etruria settentrionale, i liberti rappresentavano una classe economicamente vitale e in forte ascesa. Farsi scolpire un monumento funerario raffinato, preparandolo finché si era ancora in vita, era per loro lo strumento principale per ottenere quella “consacrazione sociale” e quel riconoscimento pubblico che i natali umili gli avevano inizialmente negato». Un monumento mai eretto? Resta un ultimo, intrigante mistero. Il sito del ritrovamento non presenta, al momento, alcuna traccia di strutture murarie o di una necropoli. Inoltre, il retro della lapide appare grossolanamente sbozzato e non presenta apparentemente residui di malta, segno che forse non è mai stata fissata a una parete. L’Alderighi non esclude un’ipotesi suggestiva: e se quel bosco isolato fosse stato in realtà il sito del laboratorio di un lapicida e la lapide non fosse mai stata messa in opera nel suo monumento definitivo? Chissà se queste domande troveranno risposta, quel che è certo è che l’archeologia non finisce mai di stupire, anche in quei territori in cui il passato sembra dimenticato…
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  30. Ciao,il tuo sestino appartiene alla variante con cerchio lineare anziché perlinato sia al dritto che al rovescio, inoltre ha come simbolo di chiusura il cerchietto nelle legende al dritto e al rovescio che recitano al D/: LETICIA : POPVLI 〇 anziché LETICIA : POPVLI + e al R/: IVSTVS : REX 〇 anziché IVSTVS : REX ✿ sono da considerarsi più rari...
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  31. Ciao,come gia detto è un 3 cavalli coniato a Napoli durante il regno di Carlo II di Spagna, è del tipo coniato a martello tra il 1677 e il 1680,nel 1677 abbiamo dietro la testa del Re la sigla OC/A di Ottavio Caropreso (mastro di zecca) e di Marco Antonio Ariani (mastro di prova) mentre nel 1678,1679 e 1680 la sigla è AC/A di Antonio Caputo (mastro di zecca) mentre il mastro di prova è sempre Marco Antonio Ariani... Purtroppo data la conservazione è difficile stabilire con certezza l' anno di coniazione dove troviamo le ultime due cifre della data sotto al busto del Re,anche il simbolo E del coniatore non ci aiuta per associarlo ad una o più date perché in questo caso sembrerebbe inedito, neanche sul Magliocca è censito... Guardando però l'immagine della sigla dietro la testa del Re mi sembra di notare ciò che rimane di OC, generalmente questa sigla si presenta molto ravvicinata e a volte le due lettere si accavallano da sembrare quasi un monogramma e nel tuo esemplare sembra proprio così,in tal caso sarebbe un bel colpo visto che il Magliocca classifica i 3 cavalli 1677 OC/A con rarità R5... Ci tengo a precisare che la mia è solo una supposizione in base alle immagini che vedo,ma sarebbe interessante osservare l'esemplare dal vivo con l'aiuto di una buona lente... In ogni caso anche le altre date sono rare tra R2 e R3, è una moneta difficile da reperire in alta conservazione ma comunque il tuo esemplare è in discreta conservazione e sicuramente sopra la media, peccato che non si veda la data...
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  32. Consiglio la vecchia scatola di scarpe, con all' interno qualche granello piccolino di naftalina profumata avvolta in un pezzettino di cotone posta negli angoli. Costo zero durata infinita. Va ogni tanto aperta e arieggiata, evitare umidità, sole e calore diretto. Riporre le cartoline in verticale senza schiacciarle troppo, eviterei anche di riporre le cartoline in plastichine di qualsiasi tipo, con il tempo tendono ad attaccarsi. Con questo sistema sono arrivati a noi grandi quantità di materiale cartaceo custodito dai nonni nei vecchi armadi e cassettoni.
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  33. Sono 3 bizantine della zecca di Siracusa. La prima è un follis da 40 nummi di costante II con Constantino IV, Sear SB 1109, Le altre due, sono due monete di Costantino V e Leone VI. Tuttavia la monetazione dei due è un pò dibattuta, nel senso che pare coniarono monete a nome di entrambi sia durante il regno di Costantino V (Leone erede al trono) che sotto Leone VI (Costantino già sepolto ma onorato sulle monete) Il tutto è discusso bene sull'Anastasi, che purtroppo non ho con me.
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  34. Buonasera a tutti Vi presento una moneta di 25 centesimi 1902 della mia collezione .
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  35. Non ci posso credere, era un mio amico di Forum!! Non ci scrivevamo da tempo, temevo qualcosa di grave. Ma quando arriva non si è mai pronti. Aveva soltanto 67 anni. Condoglianze alla famiglia, perdo un vero Signore della Numismatica. E con me tutti noi 🥲
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  36. Ciao, « Barbarica » è in questo caso un termine fuorviante: la maggior parte delle imitazioni del III secolo sono produzioni di officine artigianali in territorio romano. Si parla di “imitazioni barbariche” a causa dello stile rozzo di alcune, ma la loro qualità è in realtà molto variabile. La lega degli antoniniani ufficiali sotto Claudio II era già così povera di argento (inferiore al 5%) che lo scopo non era, come in altri periodi, realizzare un profitto sostanziale, ma di rispondere a un bisogno di piccolo numerario. Grazie @Flavio_bo Il problema è che Markl non descrive i rovesci e rimanda a numeri del Cohen… che non corrispondono a questo rovescio Providentia (cita i Cohen 152, 158, 160, 162, 165, 168, mentre i rovesci Providentia di Claudio II sono repertoriati nel Cohen dal 218 al 238). Da ciò non si può ricavare molto. Esempio con la pagina 392: https://archive.org/details/numismatischezei16stuoft/page/392/mode/2up Resta comunque il fatto che Cohen cita un antoniniano (Cohen 225, Museo di Le Mans), con la titolatura IMP C CLAVDIVS AVG e il rovescio Providentia che tiene uno scettro e un globo, che potrebbe essere un ibrido ufficiale. Lo stile di questo antoniniano di ebay Germania con titolatura corta non rimanda né a Roma né a Siscia, ma è di ottima fattura. Non si può escludere completamente che provenga da conii ufficiali. Questo antoniniano di Lucernae mi sembra invece, come quello di @latino , una produzione di una zecca irregolare, in particolare per la legenda di rovescio: Ecco invece un ibrido di conii ufficiali con un rovescio di Gallieno, DIANAE CONS AVG: https://www.acsearch.info/search.html?id=5576881
    4 punti
  37. Non basta. Uno dei vizi più consolidati dei ricercatori che non amano applicare un metodo scientifico, oltre alle fantasiose interpretazioni, è quello di far riferimento e citare solo dati e documenti che confermano le proprie tesi e ignorare i dati e i documenti in grado di confutarle. Affidarsi ai soli riferimenti presi in considerazione e riportati in bibliografia vuol dire, quando e se correttamente letti e compresi, percorrere il sentiero tracciato dall'autore indipendentemente dal suo rigore; la competenza del referee sarà fondamentale proprio per capirne ed evidenziarne eventuali vizi metodologici, dalle errate letture dei documenti citati all'incompletezza della bibliografia analizzata e citata. Mario
    4 punti
  38. Buondì oggi ciotola da 2 euro... La vedo molto rosata... ne esistono copie? Per voi è vera?
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  39. Condivido questo annullo fatto con affrancatrice automatica in occasione della mostra internazionale del francobollo sportivo marzo 1952
    4 punti
  40. Concordo con Luciano e Andrea. La monetazione veneziana è immensa e la primissima cosa da fare è documentarsi e leggere, leggere, leggere. Poi però bisogna fare una scelta su cosa collezionare. Essendo un universo, è necessario focalizzarsi su una tipologia, o un periodo storico, o un tema. Altrimenti secondo me si sente (e lo ho provato, così come molti di noi) come una sensazione di lotta contro i mulini a vento. Nemmeno il Re e Papadopoli riuscivano a completare le loro collezioni, figuriamoci noi. Quindi, dopo aver letto le opere fondamentali (Papadopoli in primis, Montenegro e CNI) ma anche le millemila "specifiche" su determinati argomenti, devi capire cosa ti attrae di più. A partire dal periodo storico (Venezia è stata zecca per un millennio), dalle innumerevoli ramificazioni (moneta bassa, moneta alta, oselle,medaglie, possedimenti, ossidionali, contraffazioni, imitazioni, e chi più ne ha più ne metta), dall' interesse o meno del lato artistico/incisorio, nondimeno dalla possibilità economica. Non è una zecca "facile" da approcciare, tutt'altro. Comprende una serie di nozioni da conoscere e seri rischi di depressione numismatica (io che faccio possedimenti e ossidionali ne so qualcosa). Si rischia anche, data la vastità, una specie di sindrome di Stendhal. Ma una volta che ci entri, ti rimane per la vita. Concludo ripetendo che bisogna Leggere. A tale proposito, oltre ai testi storici, so che il nostro comune amico @ak72 sta sfornando una serie di pubblicazioni che via via coprono le numerose branche della numismatica veneziana. E soprattutto una visita al museo Correr è obbligatoria. Gigi
    4 punti
  41. Per quanto riguarda Bologna la moneta non esiste. Questo quanto apparirà in una prossima pubblicazione: "Serafini, ripreso da Muntoni, descrive un esemplare per Bologna da 20 baiocchi riportante l’anno 1836-V: in realtà tale moneta non risulta presente in nessun’altra raccolta (probabile refuso) e in zecca di Bologna non sono mai pervenuti o stati inventariati conii di rovescio recanti l’anno 1836: riteniamo pertanto che essa non sia esistente." Sono molti gli errori numismatici che si sono propagati per il "passaparola" o lo scopiazzamento tra cataloghi. E' poi vero che non si può sapere tutto e che bisogna appoggiarsi ad alcuni Autori, e che se questi sbagliano l'errore si perpetua. Il "... non si sa mai ..." ha fatto sì che fantasmi numismatici siano stati trattati alla stregua di pezzi rari, in genere indicando una rarità generica. Nell'Ottocento, poi, alcune falsificazioni d'epoca di fantasia riempivano i vuoti "di zecca": ad esempio, sempre per parlare di "papetti" e di Bologna, la monetazione di Pio IX successiva alla Repubblica Romana, vede molte monete "tramandate dai sacri testi" (qualcuna anche presente nella CR) come false o inesistenti: --- 1849 IV --- --- Verosimile falso d’epoca --- 1850 IV --- --- Verosimile falso d’epoca o contraffatto --- 1851 V --- --- Verosimilmente inesistente o falso --- 1851 V --- --- Al diritto ANN • V •; verosimilmente inesistente o falso --- 1852 VII --- --- Verosimilmente inesistente o falso D'altra parte le soprastanti monete, mancando gli originali, all'epoca non potevano neppure essere considerate dei falsi ...
    4 punti
  42. Salve, segnalo : Il tesoretto di monete del Vicereame di Napoli nel Museo archeologico nazionale di Taranto (XVI-XVII secolo) a cura di Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli testi di Alberto D’Andrea, Gianluca Mandatori e Giuseppe Sarcinelli Lo studio è dedicato ad un nucleo di monete d’argento emesse a Napoli durante la dominazione spagnola, tra il XVI secolo e il primo terzo del XVII. Anche se le monete soffrono di una grave carenza di informazioni relativamente al sito di rinvenimento, se ne possono tuttavia ricavare dati molto importanti. Il primo fra tutti risiede proprio nella composizione dei nominali: la totalità di tarì ci conferma un dato finora solo ipotizzato, ovvero che gli scudi ed i mezzi scudi venissero utilizzati solo per grandi transazioni economiche, mentre il tarì rimaneva il nominale più utilizzato per il commercio quotidiano (almeno come nominale maggiore), e questa sua grande accumulazione deve essere stata effettuata, probabilmente, o da un ricco mercante, o da un possidente terriero lontano però dalla nobiltà. Filippo Paruta, nella sua opera Della Sicilia descritta con medaglie (1612), narra che nella sua isola, all’inizio del XVII secolo, circolavano ancora tante monete in argento dei predecessori, fino ad arrivare ai pierreali aragonesi del Quattrocento. La composizione del tesoretto descritto in questo libro conferma la stessa realtà anche nella parte continentale del Regno, con tarì che vanno da Carlo V fino a Filippo IV. Sul motivo per cui fu occultato, invece, rimangono solo mere speculazioni intellettuali, anche comunemente le principali ragioni per tali occultamenti restano due: guerra imminente o deposito temporaneo per usi futuri. In entrambi i casi chi occultò queste monete non ebbe poi più modo di recuperarle, regalandoci così un grande spaccato su una pagina storica del XVII secolo. 136 pagine a colori, formato foglio A4 € 40,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwiQx5LBrYSTAxXhxQIHHQS2GOoQFnoECB8QAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz
    4 punti
  43. Salute Vi presento la rivista di marzo di quest'anno: Gianni Graziosi, Al centro di tutto – p. 3 Francesco Ferlaino, La monetazione “festiva” di Eleusi – p. 11 Realino Santone, Monete angioine del Regno di Napoli. Un rarissimo quattrino aquilano di Renato d’Angiò – p. 21 Giuseppe Pandolfo, Una nuova attribuzione per la moneta in rame e mistura con frecce e giogo di Ferdinando il Cattolico – p. 23 Simonluca Perfetto, Precisazioni su «Una nuova probabile “moneta locale” del periodo aragonese» – p. 31 Alain Borghini, In difesa dei propri focolari. I Royal Loyal Volunteers Corps – p. 35 Recensioni – p. 42 Gerardo Vendemia, La prima banconota del Regno d’Italia. Un biglietto da dieci lire della Banca Nazionale che ebbe vita breve – p. 43 Notizie dal mondo numismatico – p. 49 Emissioni numismatiche – p. 60 Mostre e Convegni – p. 62 Aste in agenda – p. 63
    4 punti
  44. Ciao,le immagini sono poco chiare e scure quindi è difficile, almeno per me,capire se al rovescio sia presente la legenda o la corona d'alloro e quindi anepigrafo, però credo si tratti del tipo con legenda e questo lo deduco dal fatto che in genere il tipo con legenda e leggermente più pesante del tipo anepigrafo, inoltre sempre nel tipo con legenda gli acciarini e la pietra focaia sono di stile diverso dal tipo anepigrafo, quindi se fosse mio lo catalogherei Magliocca n°81... D/: PHILIPP.III.DG.REX.ARA.VT+,al centro pietra focaia attorniata da 4 acciarini intervallati da 4 fiamme... R/:IN HOC SIGNO VINCES,croce di Gerusalemme accantonata da 4 crocette simili... Ad ogni modo sarei curioso di vedere delle foto più nitide e chiare...
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  45. Altra testimonianza di una carta del 1755 custodita dall'Archivio di Stato di Venezia e pubblicata da Cristina Crisafulli, "Uomini e tecnologie monetarie: La visita di Du Bois alla zecca di Venezia", in Inspecto nummo, p. 174. Come è evidente in zecca vi erano delle maestranze deputate alla riduzione di peso per quelle piastre eccedenti di peso. Dopo tale operazione, il tondello veniva prima cordonato e poi coniato.
    4 punti
  46. ...e più precisamente da Inasta spa , evidentemente anche le case d'asta trattano certi tipi di conservazione. Comunque credo che la propria collezione uno se la crei un pò come vuole . Personalmente preferisco avere una collezione più ampia possibile piuttosto che avere pochi esemplari in conservazioni massime.
    4 punti
  47. Cari amici non evocatemi, sono sempre qui tra voi!!! Medaglia devozionale, bronzo ottone, prima metà del XVIII sec. probabile produzione romana.- D/L'Immacolata Concezione su crescente lunare e nubi.- R/ Ostensorio di tipo romano, raggiato, su nubi, con l'Eucarestia (SS. Sacramento) al cui interno si vede il trigramma IHS sormontato da crocetta, tipologia classica molto diffusa dai francescani.- Ciao Borgho
    4 punti
  48. Visto che la cartolina proviene da Roma ho cercato famiglia Fabbrichesi a Roma, ..e guardate cosa viene fuori.... A Roma, intorno al 1900, la famiglia Fabbrichesi era una realtà emergente e facoltosa, legata soprattutto all'imprenditoria del marmo e all'industria estrattiva carrarese. Sebbene le informazioni specifiche su questo nucleo familiare a Roma siano frammentate nei grandi archivi, ecco i punti chiave del loro profilo storico: Origini e Patrimonio: Provenienti da Carrara, i Fabbrichesi (guidati da figure come l'industriale Adolfo Fabbrichesi) erano tra i principali proprietari di cave di marmo. La loro ricchezza permise l'ascesa sociale e l'espansione verso la capitale, dove investirono in immobili e attività commerciali. Contesto Culturale: Il cognome è storicamente associato al mondo dello spettacolo e dell'arte. Nel XIX secolo, Salvatore Fabbrichesi era stato un noto capocomico e scrittore, e questa inclinazione culturale rimase nel DNA della famiglia, che nel 1900 frequentava i salotti della nuova borghesia romana. Presenza Urbana: A differenza delle antiche casate nobiliari come i Borghese o i Colonna, i Fabbrichesi rappresentavano la nuova classe dirigente post-unitaria che stava trasformando Roma in una metropoli moderna attraverso l'industria e le professioni liberali. Tracce d'Archivio: Documenti del periodo 1900 sono conservati presso l'Archivio di Stato di Roma, dove appaiono in inventari prefettizi legati a questioni di ordine pubblico o attività economiche cittadine. Tutto torna !
    4 punti
  49. @EmilianoPaolozzi, qualche restauro l'ho fatto, se vuole mi mandi delle foto per rendermi conto della situazione. Allego qualche foto di lavori eseguiti. Eventualmente mi contatti su messenger. Buon fine settimana.
    4 punti
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