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I contenuti con la più alta reputazione dal 01/26/26 in tutte le aree

  1. Per evitare un OT mi limito ad alcune brevi considerazioni: 1) la presenza nel forum è volontaria e basata sul "do ut des", dare e ricevere; 2) molti utenti qualificati si sono allontanati dal forum (o vi partecipano meno) perchè i contenuti sono scaduti; 3) la presenza di utenti, che anzichè chiedere e ringraziare, si adeguano al modus operandi dei "social" e sputano sentenze scimiottando giudizi, magari premettendo "io non conosco" "io non so", è diventata intollerabile. Eppure il forum è stato per me una utilissima palestra, potendo distinguere chi conosce e sa, da chi ancora no. E non tutti i post si equivalgono (non c'è democrazia nelle considerazioni culturali), nè i punti reputazione e il numero di interventi serve a qualificare un utente, anzi talora sono infastidito da tanti interventi inutili ...
    11 punti
  2. Buongiorno volevo mostrare una mia nuova aggiunta alla mia collezione di monete romane. Un aureo di Teodosio II (408-450) in oro 4,46gr. Conservazione SPL+/qFDC
    10 punti
  3. Ciao @Cinna74, grazie per la stima. Purtroppo i tempi in cui queste sezioni fervevano di sapere sono molto lontani. Questo è, e non c’è segnale alcuno di invertire la marcia (motivo, anche questo, per cui ho letteralmente abbandonato in tronco la mia carica nello staff). Dalle foto non certo “esaltanti” io direi che la bella patina l’avrebbe avuta se non avesse ricevuto una “bella pulita” (guardate i campi al dritto e il nero acceso tra gli interstizi della legenda). Ritratto che ha perso vigore e, parzialmente, anche l’espressività. Bb? Ma assolutamente no! Ma tanto… a cosa serve? Pensa che questa è slabbata AU55 e non arriva nemmeno al Bb pieno (stessa cosa, campi compromessi nell’integrità del metallo per via di una pulizia). Se poi ti fai un giro su ebay svieni per certi Bb dichiarati… 65€ tutto sommato non sono troppi, ma nemmeno pochi. Direi che è andata relativamente bene. Ma ragazzi… lo che non ve ne importa nulla e che vi sto antipatico, ma se non vi mettete seriamente a studiare per capire il metallo e capire come “leggere”le foto, saranno dolori! La conservazione di per sé “è relativa”, e non basta “essere severi”. Torno nel mio silenzio. State bene!
    10 punti
  4. Avendo iniziato l'iter per la messa in commercio del mio ultimo lavoro Vorrei segnalare alcune delle novità presenti. Si tratta di tipologie non segnatate fino ad oggi in nessuna pubblicazione. che pur non essendo inedito.... LE HARDELAY Contribution a l'étude de la numismatique vénitienne n° 117 e ... 😉
    9 punti
  5. @EmilianoPaolozzi, qualche restauro l'ho fatto, se vuole mi mandi delle foto per rendermi conto della situazione. Allego qualche foto di lavori eseguiti. Eventualmente mi contatti su messenger. Buon fine settimana.
    9 punti
  6. Gentilissim*, per chi fosse interessato confermo che gli orari del corso sono i seguenti: mercoledì 16.30-18.30 - aula M205 via Mercalli/ S.Sofia (entrata da via Santa Sofia) giovedì 14.30-16.30 - Aula 515 Festa del Perdono (via Festa del Perdono, 3-7) venerdì 12.30-14.30 - Aula III S. Antonio (via Sant'Antonio, 5) < N.B. per questa, sto valuando se richiedere un cambiamento di aula perchè lo scorso anno avevo avuto qulache problema nella proiezione delle slides ....) Per la localizzazione delle varie sedi si può vedere qua: https://filosofia.cdl.unimi.it/it/il-corso/luoghi-e-strutture Ricordo che le lezioni sono pubbliche e si possono seguire liberamente. Però, per chi fosse interessato ad avere anche una certificazione di aver seguito il corso, sostenendo l'esame finale, ho "scoperto" che ci si può iscrivere anche al singolo corso (fino ad un massimo di 4), come si può leggere qui: https://www.unimi.it/it/studiare/seguire-un-corso-singolo Un caro saluto e in caso a presto! MB
    9 punti
  7. Buongiorno a tutti, voglio parlare di quella che a mio avviso è sempre stata un'evidenza degna di nota ma che non è stata mai catalogata ufficialmente. Si tratta della variante della Piastra del 1796 in cui il 6 è stato punzonato sopra un 5. Partendo dall'elemento sotto osservazione, è possibile notare che il 6 della data è diverso dagli esemplari standard e sembra includere al proprio interno il caratteristico 5 usato nella Piastra dell'anno precedente. Infatti è possibile notare un piccolo angolo sul 6, in alto a sinistra, presumibilmente appartenente all'angolo retto della parte alta del 5; la pancia del 6 è più riempita rispetto al 6 tipico per questa moneta. Riempita da cosa? Dalla parte curva del 5 che, nelle Piastre del 1795 ha una forma a falcetta (tranne per gli esemplari con i cosiddetti Festoni Aperti). L'aspetto singolare di questa moneta è che, se derivasse da un conio dell'anno precedente, avrei dovuto trovare, su un campione esaminato di 240 esemplari, almeno una moneta con gli stessi elementi caratteristici, ma purtroppo non ho trovato nulla. Sembrerebbe un conio a sé, in cui è avvenuta la correzione del 5 ma usato solo nel 1796. Quali sono questi elementi distintivi che non si trovano nei conii del 1795? 1) Il giglio più alto del campo dei Farnese si sovrappone al bordo dello Stemma 2) La parte bassa del ramo di alloro, partendo dal centro, da destra verso sinistra, inizia con la foglia e poi la bacca. In tutti gli esemplari del 1795 e 1796 la sequenza è: prima bacca e poi foglia. 3) La torretta più in basso del Portogallo è coricata sul bordo quasi in orizzontale 4) Nel campo de' Medici si nota sempre una sporcizia del conio. Queste unicità non ancora riscontrate nei conii del 1795, se non bastasse la correzione del 5 su 6, concorrono a rendere più interessante questa moneta, almeno ai miei occhi. Rarità? devo dire che è un conio che ha lavorato. Darei al massimo una R. Mi auguro un confronto sul tema. Grazie e buona giornata a tutti. Sovrapposizioni Piastra 1796 6 su 5.mp4
    8 punti
  8. https://www.cdt.ch/news/ticino/traffico-sospetto-di-monete-antiche-prosciolto-su-tutta-la-linea-417542 Il casoTraffico sospetto di monete antiche: «Prosciolto su tutta la linea» Assolto in Pretura penale un numismatico professionista di Lugano – La Corte ha concluso che non ha fornito false informazioni nell’importare una manciata di antico conio egiziano e cartaginese: semplicemente non si trattava di beni culturali, come peraltro da lui dichiarato «in base alle sue competenze, che sono massime. Ogni moneta più vecchia di cent’anni deve essere considerata un bene culturale e quindi essere dichiarata come tale all’importazione e all’esportazione? È quanto sembrava sostenere l’Ufficio federale della cultura (UFC) nei confronti di un numismatico italiano di 66 anni, attivo professionalmente nel settore e a Lugano da decenni in qualità di commerciante e accademico. L’imputazione, poi confluita in un decreto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis (assente giustificata in aula), era appunto quella di non aver dichiarato come beni culturali quattro monete dell’antico Egitto comprate per un cliente in un’asta americana, nonché cinque monete cartaginesi spedite in Cina (e poi ritornate) per conto di un altro cliente. Da qui l’ipotesi di reato di ripetuta infrazione alla Legge federale sul trasferimento dei beni culturali e la proposta di condanna a una pena pecuniaria sospesa. L’uomo, però, ha sempre argomentato che quelle monete non potessero essere considerate beni culturali e oggi in Pretura penale l’ha spuntata. «Prosciolto su tutta la linea», ha infatti concluso la giudice Petra Vanoni, accogliendo il principio. Le monete commerciate dal 66.enne, dunque, non possono essere considerate a tale stregua. Al professionista, difeso dall’avvocato Dario Jucker (uno dei principali esperti di diritto dell’arte), sono quindi state indennizzate le spese sostenute per difendersi. Un confronto quasi impari In aula il confronto fra le versioni è apparso quasi impari. Ad esempio agli atti non vi era l’unica perizia che concludeva che quelle monete fossero invero da considerarsi beni culturali (ma solo le sue conclusioni). Per contro il numismatico ha prodotto due pareri redatti da due dei maggiori esperti del settore che escludevano che quantomeno le monete egiziane potessero essere considerate tali. L’avvocato Jucker ha inoltre ricordato che con l’Egitto vi è una Convenzione apposita per quanto riguarda i beni culturali e che questa esclude proprio le monete. Egitto e Tunisia che, peraltro, non hanno mai imposto restrizioni alla circolazione di loro monete antiche. Il legale ha anche criticato l’ampia definizione di bene culturale data dall’UFC: «L’interpretazione che tutto ciò che è antico è prezioso per il patrimonio culturale, espone a un rischio enorme chi commercia questi oggetti». Se così fosse, per ogni importazione o esportazione servirebbe ad esempio una perizia ad hoc. «Perché rischiare?» Ad apparire particolarmente convincente è poi stato l’imputato, che ha difeso con logica e argomentando e difendendo le sue scelte nel contesto del suo ambito lavorativo. Con le parole di Jucker: «Non ha fornito false informazioni: ha fatto una valutazione in base alle sue competenze, che sono massime». Competenze grazie alle quali ha concluso che quelle monete non fossero beni culturali. Questo perché, ad esempio, nell’antichità ne erano state coniate milioni («Una moneta è considerata rara se coniata in pochi esemplari»), perché hanno un prezzo basso (qualche centinaia di franchi) e perché «si trovano in commercio in tutte le parti del mondo». Ancora Jucker: «Perché un numismatico di altissimo livello si dovrebbe esporre a un tale rischio per monete di così poco valore?». Sentenza rapida Tutto ciò sommato: assoluzione. E anche in tempi piuttosto rapidi, con la Corte che - malgrado si fosse in «un campo estremamente tecnico» e la giurisprudenza al riguardo rasentasse lo zero - ha emesso il suo verdetto dopo appena un’ora di camera di consiglio. Datazione e importanza Affinché una moneta possa essere considerata un bene culturale devono essere soddisfatti due criteri: l’avere almeno cent’anni (e su questo punto non vi erano obiezioni) e l’essere giudicata importante nel suo contesto storico. Un compito che la Convenzione dell’ONU in materia di trasferimento di beni culturali dà «a ciascuno Stato». Nel caso in specie agli atti non vi erano prove in questo senso da parte di nessuno dei tre Stati potenzialmente interessati (Egitto, Tunisia e Svizzera) e già solo per questo, nel dubbio, bisognava risolvere a favore dell’imputato.
    8 punti
  9. @Cinna74 A mio avviso, il senso di un forum è anche quello di consentire ai non esperti di azzardare valutazioni, pur con tutti i limiti del caso, lasciando poi agli utenti più autorevoli il compito di correggerle e contestualizzarle, argomentando eventuali imprecisioni o sviste. Un forum dovrebbe funzionare come una palestra: chi è alle prime armi può provare i movimenti, anche in modo imperfetto, mentre chi ha più esperienza osserva, corregge la postura e spiega come evitare errori, trasformando il tentativo in apprendimento. E' normale che chi sta imparando faccia ipotesi grezze, ed è proprio il confronto con chi ha più competenza che permette di rifinirle e dar loro una forma corretta. Non conosco personalmente il numismatico, ma, al di là di un tono talvolta diretto o tagliente nei suoi interventi, ho sempre riscontrato una disponibilità genuina e disinteressata. In particolare, quando acquistai con una certa leggerezza una Vetta in qFDC che non mi convinceva pienamente, mi offrì gratuitamente la sua completa disponibilità, indirizzandomi eventualmente verso un esemplare più adeguato. Un atteggiamento tutt’altro che scontato, considerando che, in fondo, sono soltanto un nickname all’interno di un forum.
    8 punti
  10. Ciao a tutti, vi allego la locandina della presentazione che discuterò Venerdì 13 Febbraio a partire dalle ore 20:30 presso il Circolo culturale di filatelia numismatica e militaria di Salò. Alessio
    7 punti
  11. Oggi vi presento questo denario imitativo, veramente ma veramente brutto, quindi rinnovo il consiglio alle persone suscettibili e agli amanti delle imperiali di non proseguire la visione. Grazie Regnum Barbaricum, Imitazione del Denario di Faustina II Dritto: Busto barbarico dell'imperatrice in drappeggio, rivolta verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Rovescio: Rappresentazione barbarica della dea in piedi verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Argento, diametro 16 mm, peso 2,51 g. https://www.numisbids.com/sale/10298/lot/6079 @Arka spero che ho tradotto bene.
    7 punti
  12. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei condividere con voi la Storia che si cela dietro a questa comune, circolata ma intrigante moneta da 30 Soldi emessa da Francesco II d'Asburgo-Lorena per il Ducato di Milano nel 1796, ultimo anno di dominazione austriaca del milanese prima dell'occupazione della quasi totalità del Nord Italia da parte delle rivoluzionarie ed agguerrite truppe dell'Esercito Francese comandate dal giovane Generale Napoleone Bonaparte. Il pezzo in questione, battuto già a partire dal 1794, presenta: - al recto, l'effigie laureata del Sovrano circondata dalle iscrizioni FRANC II D G R IMP S AUG G H ET B REX A A, Franciscus II Dei Gratia Romanorum Imperator Semper Augustus, Germaniae Hungariae et Bohemiae Rex, Achidux Austriae (Francesco II per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria); - al verso, lo scudetto coronato del Ducato di Milano recante il "bisicione" visconteo e l'aquila coronata sforzesca caricato dello scudetto della Casa d'Asburgo circondato dalle iscrizioni MEDIOLANI DUX (Duca di Milano) e dal millesimo 1796; in basso il valore SOLDI 30. Il 1796 è stato, per la città di Milano, un anno importante e significativo per ben due motivi: l'ingresso travolgente delle truppe napoleoniche, che segnò la fine del secolare dominio austriaco sulla città e sul Ducato, e l'inizio del lento decadimento fisico di Giuseppe Parini, il poeta che meglio di chiunque altro aveva saputo interpretare le speranze e le ideologie che "illuminavano" gli intellettuali lombardi del Settecento. L'invasione francese del Maggio 1796, culminata con l'ingresso di Napoleone Bonaparte in Milano attraverso la Porta Romana dopo la brillante vittoria di Lodi, non fu un semplice avvicendamento militare, ma vero e proprio cambiamento culturale che impose bruscamente ai milanesi i nuovi ideali repubblicani su una struttura sociale ancora strettamente legata all'Antico Regime. In questo scenario di trasformazione radicale, la figura di Parini emerge come il "baricentro morale" di un'epoca. La sua poetica, infatti, si era formata e consolidata sotto il regno di Maria Teresa d'Asburgo, un periodo considerato l'età dell'oro del riformismo illuminato. In quegli anni, Parini sviluppò una letteratura civile e "utile", sostenuta dal governo austriaco, e che mirava ad educare la nobiltà e a promuovere il progresso sociale attraverso importanti opere come, per esempio, la prima forma di campagna vaccinale contro il vaiolo esaltata nell'ode "L'innesto del vajuolo" del 1765. Nel 1780, con l'ascesa al trono dell'autoritario ed accentratore Sovrano Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, Parini, assieme a molti altri intellettuali, venne allontanato dai palazzi del potere e fatto cadere in disgrazia. Con la successione di Leopoldo II e successivamente di Francesco II d'Asburgo-Lorena, Milano visse una stagione di parziale distensione e rivalutazione della figura del poeta. Parini, ormai anziano e riconosciuto come un'autorità morale indiscussa, venne nuovamente onorato dalle istituzioni asburgiche, che cercavano di recuperare un dialogo più moderato con l'aristocrazia e il ceto colto locale. Questa rinnovata stabilità fu però spazzata via proprio dall'arrivo dei francesi nel 1796. Nonostante Parini venisse chiamato dai nuovi occupanti a ricoprire ruoli di prestigio nella Municipalità per via del suo rigore etico, egli non tardò a manifestare il proprio dissenso verso le violenze, le ruberie e l'estremismo dei giacobini. Il poeta, che aveva dedicato la vita a criticare i vizi della nobiltà e a sognare una giustizia sociale equilibrata, si spense nel 1799, poco dopo che gli austro-russi ebbero temporaneamente riconquistato la città, rimanendo coerente fino all'ultimo alla sua visione di dignità umana e di indipendenza intellettuale. Ogni volta che guardo questo 30 Soldi mi piace pensare che, forse, passò tra le mani del "sommo Vate" Giuseppe Parini...
    7 punti
  13. Quello che è cambiato in questo forum, abbassandone la qualità indiscutibilmente, è l'abitudine maturata dai neofiti ad esprimere pareri. Chi chiede un consiglio si aspetta che a rispondergli sia qualcuno esperto e non chiunque capiti. Quando il forum è nato nessuno digiuno della materia si sarebbe sognato di esprimere un giudizio. Vi sembra così ora? Una volta a bacchettarci erano in 100 non solo i moderatori. Ora vedo neoiscritti con migliaia di interventi. Secondo voi hanno portato un contributo al forum. Non credo; stanno solo convincendo chi da anni si spende per formare altre persone gratuitamente a disimpegnarsi. Devono persino sentirsi rispondere quanto leggo qui sopra. Roba da matti. C'è un regolamento, puntualmente disatteso che invita a non postare messaggi "vuoti" o ripetitivi. Siete in grado di fare un intervento come quelli di giov o ilnumasmatico? Conoscete da anni la materia trattata e potete insegnare a chi è nuovo? No? Allora cogliete ogni buona occasione per stare zitti o approfittate per porre domande. Quando si scrive cose errate o imprecise resterà traccia per sempre di ciò che scrivete e potreste trarre in inganno qualcuno anche in futuro. Non mi riferisco a qualcuno in particolare ma a chiunque. Scrivete pareri solo su ciò di cui siete sicuri o su materie che conoscete altrimenti si scadrà nel qualunquismo. Mantenere il forum su standard di qualità alta è interesse di tutti. Quando qualcuno aveva interessi diversi veniva battezzato come troll e bannato. Ci vuole impegno anche nell'evitare il protagonismo al giorno d'oggi; impegnamoci almeno su questa piattaforma. C'è ne sono tante altre su cui fare i fenomeni impunemente. Non prendete questa mia come un rimbrotto ma come un invito a riportare il forum sui binari del sapere e non del cazzeggiare assieme. Buona giornata
    7 punti
  14. Intervengo solo per un commento generale. L'interazione tra i giovani che maturano le prime esperienze numismatiche e i numismatici più maturi è essenziale per creare la prossima generazione di numismatici. Sarebbe meglio un'interazione dal vivo, ma questo forum ha il pregio di azzerare le distanze e permettere ai giovani collezionisti di scambiare informazioni con collezionisti più attempati da tutta Italia. Magari alcune domande possono sembrare banali, ma questa è la vita. Ci siamo passati tutti .
    7 punti
  15. Prendendo spunto da un'altra discussione mi sono chiesto: ma come (dove e quando) si chiamano queste monete?!? Le forme Pfennig, Pfenning o addirittura anche Pfening (senza la "n" doppia) sono varianti storiche della stessa parola e indicano la stessa tipologia di moneta, non monete diverse. Fino all’Ottocento inoltrato (e in pratica fino a circa il 1900) non esisteva una grafia unica standardizzata: le diverse regioni di area germanica ne utilizzavano di differenti sulle monete. Con la standardizzazione linguistica e monetaria tra XIX e XX secolo, e soprattutto con i sistemi monetari moderni, si è imposta definitivamente la grafia “Pfennig” - vedi la Germania pre Euro. Di conseguenza non ha senso parlare di forma “corretta” o “sbagliata” in assoluto: la forma va valutata in base al periodo e al contesto. Per una moneta moderna è corretto usare Pfennig, per una moneta più vecchiotta le altre grafie sono perfettamente legittime od addiruttura necessarie. In breve: non cambia la valuta, cambia l’epoca e la sua grafia. njk
    6 punti
  16. Salve, Sarebbe forse il caso di applicare a voi stessi le vostre lezioni di cortesia? Quest’ultimo intervento particolarmente fuori luogo e le reazioni che suscita annullano tutti gli sforzi dei nostri professori di galateo per rendere questo forum più conviviale.
    6 punti
  17. La nuova arrivata saluta il forum Una delle monete in oro di V. E. III che meno mi entusiasma ma mi sono convinto ad acquistarla per completare la serie Periziata qFDC... peccato per i graffietti al dritto ed ai colpetti ad ore 2 al rovescio che in foto non si vedevano
    6 punti
  18. Cari tutti, con piacere segnalo (e invito) alla presentazione del mio volume dedicato ai ritrovamenti monetari nelle Giudicarie (Trentino), tra antichità e prima età moderna. La presentazione è in programma il prossimo 18 febbraio a Tione, alle 18. Un saluto A
    6 punti
  19. Grazie a un caro amico ho appena aggiunto in collezione questa simpatica medaglietta propagandistica. Come vedete da un lato riporta il busto di Maria Luigia e dall'altro, su sette righe, I // CLAIM THE // RATIFICATION // OF // NAPOLEONS WILL // IN FAVOR OF // MY SON. Il congresso di Verona del 1822 chiude la serie iniziata con il piú famoso congresso di Vienna del 1815. Maria Luigia era già Duchessa di Parma come deciso a Vienna nel 1815 e, de facto, dal 1816. Sebbene inizialmente si fosse presa in esame la possibilità che il figlio di lei e di Napoleone potesse ereditare il ducato, successivamente questa fu esclusa. In tale contesto si può inquadrare questa medaglia in cui si chiede la ratifica del testamento di Napoleone a favore del figlio immagino sottintendendo il suoi diritti dinastici. Va detto comunque che il vero testamento di Napoleone poco riportava in merito se non la raccomandazione al figlio di non dimenticarsi mai di esser nato "principe francese". Metallo bianco (forse bronzo argentato ma non ne sono sicuro), 23,5 mm di diametro, 5,5 g di peso
    6 punti
  20. Ci vogliono equilibrio e pazienza da parte degli utenti storici, che hanno maturato anni di esperienza nel mondo della numismatica. Allo stesso tempo, anche i neofiti alle volte possono evitare di “lanciarsi” troppo in valutazioni di monete che conoscono in maniera superficiale… Probabilmente il problema è che gli utenti esperti che intervengono sono sempre meno e quei pochi che restano non possono umanamente seguire tutte le discussioni del forum, a meno che non trascorrano l’intera giornata su lamoneta. Ritengo sia comunque opportuno ricordare questo richiamo di @Reficul
    6 punti
  21. Questa mattina sono tornato al mercatino, mi sono dedicato alle mondiali. Alla fine 73 monete per 25 euro, quindi circa 35 centesimi a moneta. Ve ne mostro solo alcune, quelle che credo essere un minimo più interessanti 10 stotinchi 1881 (un poco da pulire, ma non è cancro) Normalmente le monete USA non le colleziono, ma mi pareva un peccato lasciar nella ciotola un 5 centesimi buffalo del 1914 E ancor più era un peccato lasciare 1 cent 1865 capo indiano Anche questo 50 centesimi 1955 dei Caraibi orientali necessita di una pulitina, ma mi pare in buona conservazione Non potevano mancare anche dei gettoni del bus, Torino 1920 e Genova 1944
    6 punti
  22. Salve. Posto le mie due piastre 1798 con sottocorona rigato e 9 torri. Una è identica alla tua. L'altra, pur riportando 9 torri, si differenzia perché ha la rigatura da sinistra verso destra e non ha lo scudo chiuso. Magliocca, a pagina 174 dell'edizione 2025 del suo manuale, le classifica ambedue R2, così come il Gigante. Per quanto riguarda il tuo quesito, il mio parere è che lo scudo chiuso non renda la moneta più rara. I cataloghi non la prendono mai in considerazione. Un caro saluto.
    5 punti
  23. Oggi sono rimasto su una media di 64 centesimi a moneta. Questo 5 centavos 1880 peruviano direi che è la moneta più interessante pescata oggi
    5 punti
  24. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta asburgica che, a mio parere, non è tra le tipologie che si vedono molto spesso qui sul Forum: un Kreutzer in rame battuto nel 1803 all'interno della Zecca di Gunzburg (H) durante il regno dell'ultimo Sacro Romano Imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena. Questa moneta, assieme ai pezzi da ½ e ¼ di Kreutzer, venne battuta per la circolazione interna alla cosiddetta "Austria Anteriore" (Vorderosterreich), corrispondente, al giorno d'oggi, ad una serie di territori facenti parte di Svizzera, Vorarlberg, Alsazia, Baden-Württemberg meridionale e Baviera. Sin dai tempi di Maria Teresa d'Asburgo, venne affidato alla Zecca di Gunzburg il compito di coniare monete per questa regione austriaca. La moneta di cui oggi vi parlo, presenta: al dritto, lo stemma coronato dell'Austria Anteriore circondato dalle iscrizioni "FRANC II D G R I S A H B R A A M B", Francesco II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria e Granduca di Borgogna; al rovescio, valore "EIN KREUTZER", millesimo "1803" e marchio di zecca "H" su quattro righe entro un elegante cartiglio. Condivido, assieme alle foto della moneta, anche un'utile cartina per identificare al meglio i territori della Vorderosterreich. Grazie per l'attenzione!
    5 punti
  25. Gli anni di fine repubblica romana dal 43 a.C. al 36 a.C. sono gli anni nei quali il giovane erede di Cesare , Ottaviano , combatte' contro Sesto Pompeo il secondo genito di Pompeo Magno . La storia di questa guerra fu trattata principalmente dallo storico greco Appiano vissuto nel periodo d' oro dell' Impero romano , tra Traiano e Antonino Pio , scrisse una Storia Romana con particolare riguardo alle guerre civili , tra cui questa guerra che interessa . Altri accenni piu' o meno completi su questa guerra si trovano in altri autori antichi latini e greci . L' opera semi completa di Appiano non e' facilmente reperibile in commercio , pero' per chi fosse interessato a questo particolare periodo storico della fine della repubblica romana dal 43 a 36 a.C. , e' ancora in commercio dal lontano 1991 , tutt' ora disponibile , un libro di Giuseppe Pensabene : La guerra tra Cesare Ottaviano e Sesto Pompeo , edito da Gangemi Editore , di cui riproduco in foto la copertina e un breve estratto in quarta di copertina . Per gli appassionati di storia romana , repubblicana in particolare , un libro che non puo' mancare in biblioteca , ricco di tante informazioni anche sulla storia e sui Cognomi di Reggio di Calabria , oltre che di filologia in generale .
    5 punti
  26. Rivolgersi ad un sito come lamoneta è garanzia di serietà. Il web è pieno di notizie fuorvianti e di lestofanti che cercano di truffare proprio le persone che non hanno dimestichezza della numismatica.
    5 punti
  27. Ciao a tutti; lo scorso anno ho scritto un articolo sulla RIN, a proposito della zecca di Chiusi, dei grossi e di un inedito picciolo. Sto facendo alcuni approfondimenti e volevo chiedere a chi lo ha letto un parere sull'interpretazione dei dati materiali. Vi allego il link al file, così chi volesse leggerlo può farlo. https://www.academia.edu/129445883/La_zecca_medievale_di_Chiusi_secc_XIII_XIV_aggiornamenti_storico_numismatici_ed_uno_studio_sui_conî Grazie a chi vorrà mettere le proprie annotazioni. Un saluto, Magdi
    5 punti
  28. Buongiorno , vorrei condividere con voi la mia prima rupia della Somalia Italiana, 1910. Peso 11, 68 grammi, Moneta classificata come rara, va a fare compagnia alle altre due che possiedo , il quarto e la mezza rupia.
    5 punti
  29. Questa è la mail che ho inviato via pec a IPZS. Forse è il caso di farci sentire per far cambiare le cose e quindi vi invito a fare qualcosa di simile. Oggetto: Segnalazione anomalie sistema di coda – Vendita collezione numismatica 2026 Spett.le IPZS, Con la presente desidero esprimere il mio disappunto in merito alle modalità con cui si è svolto il primo giorno di vendita al pubblico di alcune monete della collezione numismatica 2026. Come avvenuto negli anni precedenti, all’orario stabilito il sistema informatico avrebbe dovuto assegnare un numero di coda a tutti gli utenti già collegati, garantendo pari opportunità di accesso al sito e di acquisto delle emissioni desiderate. Un meccanismo di questo tipo è essenziale per assicurare trasparenza ed equità nella procedura di vendita. Purtroppo, nella giornata di ieri ciò non si è verificato. Per almeno un minuto dopo le ore 11:00 è rimasta visibile esclusivamente la pagina di cortesia, senza che venisse assegnato alcun numero di coda. Quando la numerazione è stata finalmente attribuita, nessun utente – e sottolineo nessuno – ha ricevuto un numero inferiore a 7000 in quanto il medesimo problema è stato riscontrato da diverse decine di persone con cui ero in contatto tramite il forum “LaMoneta.it”, il principale forum italiano dedicato alla numismatica. In passato si era sempre assistito a una distribuzione casuale dei numeri di coda; quanto accaduto ieri rappresenta pertanto un’evidente anomalia statistica del sistema. Tale malfunzionamento ha prodotto un duplice effetto negativo: da un lato ha penalizzato una larga parte dei vostri clienti abituali; dall’altro ha presumibilmente favorito bagarini e speculatori che, con modalità verosimilmente automatizzate, sono riusciti ad acquistare numerosi esemplari delle monete “Pinocchio”, attualmente già presenti sui noti siti di aste online. Il malcontento generato è ampiamente documentato nelle discussioni pubblicate sul forum sopra citato, dove molti utenti hanno dichiarato l’intenzione di interrompere in futuro gli acquisti presso IPZS. Alla luce di quanto esposto, Vi chiedo cortesemente di avviare un’indagine tecnica approfondita sull’accaduto – anche valutando la possibile interferenza di bot in grado di aggirare il sistema di coda – e di adottare le opportune misure correttive. Il protrarsi di simili criticità rischia infatti di compromettere l’immagine dell’Istituto e di allontanare collezionisti che da anni acquistano con fiducia le vostre emissioni. Confidando in un Vostro riscontro, porgo cordiali saluti.
    5 punti
  30. chiedo agli esperti se questa è "banconota" ? misura cm.12x5 grazie a chi vorrà intervenire (il rovescio è liscio senza scritte) "non mi fa caricare la foto del rovescio
    5 punti
  31. E' una domanda (un po' contorta per la verità, quanto, forse, ingenua) formulata da chi, @coinzh, evidentemente, non ha le idee chiare ed ha il diritto di farla.
    5 punti
  32. Interessante incontro che unisce sia la parte culturale che quella commerciale. Esposizione e convegno sulla Zecca di Sabbioneta e sulla monetazione negli Stati dei Gonzaga. Esposizione numismatica con la partecipazione di commercianti e mostra delle monete del Ducato di Sabbioneta. Parallelamente relazioni scientifiche con studiosi ed esperti. Interventi di: Ivan Bula, Alice Sesana, Antonio Rimoldi, Giovanni Sartori, Lorenzo Bellesia.
    5 punti
  33. Visto il grande successo della prima edizione, abbiamo il piacere di annunciare che Calabria Colleziona torna a settembre 2026 nei giorni 12 e 13 con ancora più spazio espositivo e con una serie di eventi collegati al mondo della filatelia, della numismatica e del collezionismo in generale. Vi aspettiamo a Rende! Saluti da Filatelia Meridionale.
    5 punti
  34. Ringrazio di nuovo @incuso per essere intervenuto oscurando messaggi che nulla hanno a che vedere con la numismatica e che erano lesivi della mia rispettabilità personale. Visto che mi sono state mosse accuse molto pesanti da @Pxacaesar, addirittura di aver abusato della mia carica di coordinatore, ti dico che quei messaggi erano frutto di specifica discussione nelle sezioni riservata del direttivo. Quindi, caro ANTONIO, con orgoglio e fierezza posso dire serenamente che non ho mai abusato della mia carica ma anzi, ho lavorato duramente a molti progetti che rimangono tuttora scritti nella sezione privata dello staff; Le motivazioni del mio abbandono sono personali e per questo non vi devono riguardare! l’ho accennato non per vittimismo, ma per sostenere le perplessità avanzate da @Cinna74 in merito alla situazione attuale, che io, come lui, ma anche come ben descritto da @Giov60 (LUI si che è un vero Maestro in confronto a me) e molti altri, disapprovo, e quindi, per questo motivo, ho abbandonato in tronco nonostante mi fossi speso lavorando duramente a diversi progetti (chi era con me nel direttivo all’epoca - incluso anche il @CdC - lo ha visto). Anzi, caro ANTONIO, ti dirò di più visto che ora, secondo te, non “avendo più lo scudo”, non ho nessuno che mi protegge: quando ho abbandonato la mia carica, la mia posizione è stata attentamente esaminata dal @CdC, proprio per alcune accuse che mi erano state rivolte. Ma l’unica cosa che compare nel mio profilo è solo la “contestazione” che ho avanzato e che mi ha portato all’abbandono per i motivi di cui sopra ben descritti da @Giov60 e @Cinna74. Questo intervento era doveroso, visto le gravi accuse che mi sono state mosse; spero che il @CdC ne tenga conto. Per me la discussione è chiusa. La mia coscienza è più che apposto. Di utenti che ho aiutato in privato ce ne sono diversi e non ho MAI “suonato la tromba” per questo. Ammetto di avere modi bruschi ma, a mia parziale discolpa, posso dire che fin troppo spesso è capitato che diverse mie spiegazioni siano state oggetto di critiche. Mi scuso per i miei modi, ma la misura, come si dice, è ben colma.
    5 punti
  35. Sono impronte di mani di colore rosso cuoio, trovate in una grotta sull’isola di Sulawesi, in Indonesia: secondo i ricercatori, sarebbe una sorta di stencil poi rielaborato. Le impronte di mani sulle pareti di una caverna risalenti a 67.800 anni fa. È la più antica pittura rupestre dell’umanità, ne dà notizia la rivista «Nature», a partire da uno studio della Griffith University (Australia) realizzato sotto la guida di Maxime Aubert.Il ritrovamento è avvenuto nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Sulawesi, in’Indonesia, tra il Borneo e le isole Molucche.. Si tratta di una sorta di stencil di una mano che, secondo i ricercatori, è stato poi elaborato restringendo lo spessore delle dita in modo da creare l’impressione di dita più appuntire e di una mano che richiama un artiglio. Il disegno, riferisce Adam Brumm, uno dei coautori della ricerca, potrebbe simboleggiare l’idea che «esseri umani e animali fossero strettamente connessi, qualcosa che sembra già riscontrabile nell’arte pittorica primitiva di Sulawesi». Per datare i dipinti i ricercatori si sono basati su croste minerali che si erano formate sopra l’arte. In particolare è stata utilizzata la tecnica di datazione basata sugli isotopi dell’uranio, ossia di varianti di questo elemento con peso atomico diverso, applicata sia ai microscopici depositi minerali che nel tempo si sono formati sia sopra che sotto la pittura. Inoltre analisi applicate ad altri disegni presenti nella grotta hanno mostrato come il luogo sia stato utilizzato per la produzione artistica per un periodo eccezionalmente lungo, con pitture realizzate nel corso di almeno 35.000 anni, fino a circa 20.000 anni fa. Le impronte di color rosso cuoio prese in esame dai ricercatori indonesiani e australiani sarebbero state realizzate soffiando pigmento sulle mani appoggiate alle pareti della caverna, lasciandone così il contorno. Per gli studiosi l’isola di Sulawesi fu probabilmente uno dei «ponti» geografici da cui le antiche popolazioni transitarono per poi andare più sud e a est, durante l’era glaciale quando il livello dei mari era decine di metri più basso, verso il cosiddetto Sahul, un unico continente che era composto da Australia, Tasmania e Nuova Guinea. «È molto probabile —ha detto Adhi Agus Oktaviana dell’Università Griffith — che le persone che hanno realizzato questi dipinti a Sulawesi facessero parte della popolazione più ampia che si sarebbe poi diffusa nella regione e infine avrebbe raggiunto l’Australia». Sulla stessa isola erano già state trovate grotte con pitture rupestri molto antiche, come la grotta di Leang Tedongnge dove erano state individuate nel 2017 pitture considerate risalenti a 45mila anni fa, che mostravano l’immagine stilizzata di un cinghiale. Le prime forme di arte rupestre in Europa sono ritenute quelle delle grotte El Castillo in Spagna e Chauvet in Francia con raffigurazioni di 30 mila o 40 mila anni fa. https://www.corriere.it/cultura/26_gennaio_22/scoperta-pittura-rupestre-piu-antica-dell-umanita-ha-67800-anni-639092a2-f79c-11f0-b472-031063c6c49f.shtml?refresh_ce
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  36. Soliloquio di un Francobollo. Dalla penna di Ernest W. Brady... "Sono il più grande viaggiatore del mondo. Sono stato trasportato da cammelli, slitte trainate da cani, pony express, biciclette, treni, piroscafi, automobili, aerei, dirigibili e razzi. Sul mio volto ci sono i ritratti di re, presidenti, regine, principi, principesse, scià, sultani, capi tribù, avventurieri, esploratori, patrioti, martiri, inventori, pionieri, artisti, musicisti, architetti, poeti, aviatori, drammaturghi, romanzieri, pittori, atleti, cardinali, santi e peccatori. "Dipingo mappe del mondo e di parti del mondo. Rivelo vedute di strane spiagge straniere, fiumi, laghi, suoni, cascate, geyser, montagne, monumenti, castelli, templi e rovine di templi, missioni, ponti, porti, banchine, chiuse, litorali, locomotive, mongolfiere, razzi, dirigibili, velivoli a vela e transatlantici, canoe indigene e moderni idrovolanti giganti. Raffigura ogni sorta di sport, industria, artigianato, usanze, riti sacri, cerimonie e parate, e anche quasi ogni varietà di uccelli, animali, pesci, fiori, frutta e verdura. Descrivo le forme scomparse della fenice, del grifone, del drago, del centauro e dell'unicorno. "Gli eroi e le eroine della mitologia posano entro i miei confini e io incornicio gli orrori della guerra, le benedizioni della pace, la piaga dell'indigenza, la piaga della carestia, le difficoltà dell'emigrazione e la bellezza della nudità maschile e femminile. Illustro le avventure di Don Chisciotte, le fiabe dell'infanzia, le leggende, i simboli dell'arte, del commercio, della pace, dell'agricoltura, dell'industria e gli stemmi e le bandiere di tutte le nazioni. Commemoro le guerre, le spedizioni, le invenzioni, i viaggi e le scoperte, le creazioni e le costruzioni che rendono la vita sociale sicura, vivibile e felice. Sono la più grande cronaca per immagini del mondo. Milioni di persone mi collezionano. Migliaia sono sfuggiti alla noia grazie alla mia varietà, centinaia sono stati salvati dalla follia grazie al mio fascino, eppure – sono solo un francobollo."
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  37. Buongiorno a tutti, oggi vorrei presentare una medaglia dedicata al Santuario di Cussano, in comune di Fossano (CN). La medaglia in bronzo, coniata nel 1890 dallo Stabilimento Johnson di Milano, presenta dimensioni abbastanza rilevanti, con un diametro di 51 mm per 69,76 grammi. Al dritto, riporta la legenda SANCTUARI DEIPARAE A PROVIDENTIA CUSSANEI AP, con una rappresentazione del Santuario di Cussano e in esergo JOHNSON - MILANO. Al rovescio, riporta la legenda IN PERPETUUM CORONATA TRIUMPHAT DIE XI MAII MDCCCXC, con rappresentata l'apparizione della Vergine Maria al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa, in esergo A.C. INC. (Angelo Cappuccio Incisore - incisore anche del gettone da 20 centesimi per l'esposizione di Milano del 1906). il bordo è liscio, e una particolarità di questa medaglia è la profondità dei rilievi, che al rovescio "escono" dallo spessore del tondello. Riporto, come approfondimento, la storia del Santuario, tratta dal sito internet dello stesso. https://www.santuariocussanio.it/ La storia di Cussanio è strettamente legata all’apparizione della Madonna e al Santuario detto della “Madonna della Divina Provvidenza”. Prima, infatti, la zona era disabitata, destinata a pascolo o malsana, causa l’acqua che ristagnava sul terreno. Tutto iniziò, quindi, con l’apparizione della Vergine Maria al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa l’otto e l’undici maggio 1521. La Vergine guarì l’uomo sordo e muto dalla nascita e gli affidò la missione di predicare la penitenza a Fossano. Gli apparve poi una seconda volta e gli offrì del pane trovandolo affamato, deluso e deriso dagli uomini che aveva incontrato durante la sua missione. Fu in questo secolo che Fossano, afflitto come gran pane dei territori circostanti dalle guerre e investito dalla peste, si rivolse alla Vergine per scampare il male e fece erigere una cappella sul luogo dell’Apparizione della Madonna divenuto in quegli anni meta di pellegrinaggio. Fu eletta una cappella poi sostituita da una chiesa più ampia, all’arrivo a Cussanio, nel ‘600, dei padri Agostiniani della Congregazione di Genova; gli stessi frati costruirono anche il grandioso complesso del convento di fianco al Santuario. Nel 1617 si affidò l’officiatura della cappella ai frati Agostiniani della Congregazione di Genova; i lavori per l’erezione del Convento e l’ampliamento della chiesa furono affidati all’architetto e incisore fossanese Giovenale Boetto e ad Alessandro Thesauro. Tra il 1618 e il 1648 si realizzò parte di un progetto che prevedeva che il convento fosse formato da quattro chiostri separati tra loro da due maniche di fabbricato disposte a croce greca; successivamente i padri fecero ingrandire anche la chiesa, probabilmente su disegno dello stesso Boetto, autore negli stessi anni di una incisione su rame che rappresenta la più antica raffigurazione del miracolo di Cussanio (Fossano) che ci sia stata tramandata e che venne divulgata in gran copia dai padri per divulgare il culto mariano. L’interno della chiesa fu ornato tra il 1656 e il 1657 con almeno tre tele del pittore fiammingo, Giovanni Claret residente a Savigliano: sopra l’altare maggiore, “La Madonna di Provvidenza”; sull’altare centrale della navata destra “La Madonna col bambino, San Giuseppe, Sant’Agostino”, detta anche “La Madonna della Cintura”; infine “San Nicola da Tolentino” conservata nei locali del Santuario. Tra il 1690 ed il 1740 la decorazione interna si arricchì degli oli di Giovanni Francesco Beaumont, “La Madonna col bambino e San Francesco di Sales” delle opere e di altri pittori a noi non noti. Crebbe tra il Seicento ed il Settecento l’importanza e la prosperità del santuario di Cussanio. I rivolgimenti intervenuti con la Rivoluzione francese interessarono il Santuario che conobbe in quegli anni un periodo di decadenza: i Padri Agostiniani furono costretti a lasciare il convento e non tornarono più nemmeno dopo la restituzione delle proprietà alla Chiesa avvenuta durante la restaurazione. La rinascita del Santuario fu possibile soltanto con l’arrivo in diocesi del Vescovo Emiliano Manacorda nel 1872, amico di san Giovanni Bosco, il quale rivendicò la proprietà del Monastero che era tra i beni confiscati a seguito delle Leggi di soppressione del 1866, e avviò la ristrutturazione della Chiesa. Nel 1875 ebbero inizio i lavori diretti da Giuseppe Maria Magni: la chiesa a navata unica fu prolungata, il vecchio coro fu trasformato in presbiterio e il nuovo coro fu sistemato dietro l’altare maggiore, furono edificate due navate laterali e gli altari di marmo divennero sette. Al centro della navata si elevò la maestosa cupola e sul fronte principale si ricostruì interamente la facciata ornandola di tre gruppi marmorei e di un peristilio con soprastante terrazzo. La decorazione della chiesa così ristrutturata fu affidata a Giuseppe Rollini Intra che dipinse la “Natività” e la “Crocefissione” nel presbiterio oltre che diverse scene evangeliche e bibliche nelle volte.
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  38. Buongiorno @ARES III tu hai perfettamente ragione sul fatto che purtroppo il saluto sta diventando sempre cosa piu rara,però se vai a leggere i post precedenti di @giuliodeflorio vedrai che è stato sempre educato e ha sempre ringraziato,sarà stata solo una dimenticanza questa volta 🙂
    4 punti
  39. Buongiorno a tutti Condivido una lira della mia collezione,
    4 punti
  40. Buongiorno. Condivido con piacere questa medaglia in bronzo, di grande modulo. Medaglia coniata nell'occasione del III Congresso Internazionale Geografico tenutosi a Venezia nel 1881. Medaglia proveniente dalla collezione Voltolina e pubblicata nell'ultimo lavoro del Mezzaroba , Venezia attraverso le medaglie. Si tratta di una medaglia premio, questa è del secondo tipo. D/ SOCIETÀ GEOGRAFICA INTERNAZIONALE ROMA R/ RICORDO DEL TERZO CONGRESSO GEOGRAFICO VENEZIA 1881 al centro PREMIO DI SECONDA CLASSE Medaglia che mi ha colpito per il bello stile e per la bella rappresentazione al dritto, con l'Italia Turrita al centro, posta davanti al mondo e circondata da 5 volti femminili che rappresentano altrettante etnie che popolano il pianeta. Sarebbe bello riconoscerle con precisione. La medaglia è in FDC pesa 153,22 grammi e ha un diametro di 68,7 mm In quel congresso fu discussa tra le varie anche l'adozione dell'ora universale che venne poi ridiscussa e approvata tre anni dopo nel 1884, a Washinton, scegliendo Greenwuich come meridiano fondamentale. Scelto per unificare la navigazione e i fusi orari... Benvenuti ulteriori commenti. Ecco la medaglia
    4 punti
  41. Mare Island Naval Shipyard in California.. E questa e' Filatelia al tempo di internet. 🧐
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  42. dai provo a dare qualche spiegazione, magari è utile per qualcuno.... 1 - la moneta non ha lo stile di una imitativa 2 - nel disegno al rovescio si vede una vittoria, con un prigioniero, lei non ha la ghirlanda, ma si intuisce che qualcosa passa dietro la testa sulla spalla 3 - c'è uno staurogramma PT regolare e non retrogrado e sotto una lettera 4 - la lettera lì sotto può essere P - S - T - Q - E ... la Q è spesso aperta in alto o comunque chiusa male... 5 - quindi è ROMA e potrebbe essere una VICTORIA o più plausibilmente una SALUS, ma con questa posizione Staurogramma-Lettera e non è nello stile di quelle poche che potrebbero portare a Valentiniano III 6 - quindi il cerchio si stringe ulteriormente a Giovanni e Teodosio II..... che però nelle monete di Giovanni appare spesso più giovanile.... ma Giovanni non lo escludo... RIC 1915 o 1916 7 - il peso è conforme ecco un esempio a mio avviso calzante di 1916 Q (notare lo stile del prigioniero saluti Alain
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  43. Secondo me molte varianti sono dovute da ragioni tecniche e da poca accortezza nella realizzazione del conio, ma questo non vale sempre dato che sappiamo dell'esistenza dei marchi segreti. A mio avviso le vere varianti possono essere considerate solo quelle apposte deliberatamente dallo zecchiere per precise ragioni. Tutte le altre, invece, sono da reputarsi delle variazioni stilistiche.
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  44. Come sono certo tu già saprai, @gennydbmoney le monete raccontano storie, tecniche, necessità estetiche, adattamenti, linguaggio, e tanto tanto altro. Ne converrai. Per esempio, come una Piastra del 1805 HSIP racconta di un addetto alla punzonatura dei caratteri distratto ed un supervisore ancor più distratto, un punto può raccontare altro (scelte tipografiche, elementi di ancoraggio per le dime per il corretto distanziamento delle lettere ed altro) questa Piastra con la data corretta, come le altre che hanno questa caratteristica in altri millesimi, sono in grado di raccontare una storia che parte sempre da un concetto: la NECESSITA'. Per necessità hanno dovuto prendere un conio che era stato approntato per il 1795, ma che probabilmente non era stato mai usato (verrò smentito felicemente se si troverà una moneta del 95 con quel conio) al quale è stata operata un'azione di precisione nel piazzare bene la cifra 6 sul 5, forse per fretta e per non dover creare da zero un nuovo conio, forse per spirito incline al riutilizzo, che però non si è manifestato mai nella stesura dei conii delle Piastre di Ferdinando IV. Per questo motivo lo ritengo un unicum degno di nota. So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla tra le varianti e ritengo lecita ogni posizione, ma ho la convinzione che la numismatica sia una disciplina capace di raccontare svariati aspetti e farci calare nelle realtà ormai distanti da noi e, perché no, capace di farci emozionare nel raccontare queste storie davanti ad un buon brandy con amici appassionati (o non). Chiamiamola come vogliamo. Io per semplicità e per manifesta pigrizia nel cercare un termine che possa dare valore ad un aspetto degno di nota la continuerò a chiamare "Variante".
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  45. Altro falso della Piastra 1796 con mancanza vistosa.
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  46. grazie per il tuo contributo, ricordo sempre con tanto piacere le tue bellissime monete che ci mostravi prima. Capisco che con il tempo la passione ad acquistare tende a scendere un po.. me ne sono accorto anche io. Ogni tanto anche io vado a rivedermi le foto delle mie.. e questa conserva sempre un notevole fascino. Tanti cari saluti😀
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  47. Ultimo ingresso in collezione, certo non in grandissimo stato di conservazione ,ma il 43 non è facile da trovare (almeno per me) e poi mi è piaciuta perché ha i numeri della data crescenti
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  48. Ciao! La piumetta singola che spunta dalla coda di piume di destra è segno delle coniazioni più recenti. Fino al passaggio dei coni all' Italia (1935) la piuma era doppia e lo era anche nei talleri di Roma. L'unghia della zampa destra tuttavia non è ancora lunga (unghia lunga e piuma singola sono i segni delle coniazioni praticamente contemporanee). Quindi siamo in una fase intermedia della storia dei coni. Secondo la classificazione di questo sito è un H57 attribuibile al periodo 1945-1960 più o meno: https://www.theresia.name/cgi-bin/Token.cgi?Item=H57 Il manualetto di Andrea M. Ponzi. Il tallero di Maria Teresa 1780 lo classifica a pagina 29 con il numero di catalogazione n.15 e lo attribuisce anch'esso al periodo postbellico (anni 1945/50 c.a). Spero di essere stato utile
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