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  1. favaldar

    Saluto gli amici e me ne vo'

    Mi dispiace di quanto sta accadendo,ripeto forse non sono stato molto chiaro ed ho scritto magari in contemporanea con Lei Rory36 e a volte scordo di editare o citare ma ero chiaramente rivolto all'amico russo(?) appoggiando il suo post e cercando con una serie di domande di far capire che dichiarare falsa una moneta solo per quel piccolo particolare in foto era un pò esagerato. Quando ci si parla attraverso una macchina spesso capita di fraintendere è capitato a me come a molti credo e magari il momento non è dei migliori e si può cadere nel litigio invece di cercare una giusta discussione e soluzione civile. Per quanto mi riguarda possiamo cancellare quella "inutile" discussione dal sito e dalla mente e tornare a parlare di Numismatica come piace a tutti noi. Virtualmente le porgo la mano Rorey36, a presto Favaldar
  2. Questo è un sunto di ciò che abbiamo visto. Mi scuso per gli eventuali errori e inesattezze che posso avere scritto, invito i lettori a segnalarli così da avere una descrizione "pulita". Ancora una volta ringrazio @monbalda e gli altri organizzatori di questo interessantissimo evento.
  3. Il 19 luglio si è svolto a Montopoli in Val d'Arno (PI) l'evento "Come si faceva...: la produzione delle monete e delle insegne di pellegrinaggio nel Medioevo" (qui la locandina: http://www.lamoneta.it/topic/50962-denari-di-lucca/?do=findComment&comment=2010514 ). Con una interessantissima rievocazione, Floriano Cavanna dell'Associazione Arké - Archeologia Sperimentale (Sito Web: http://www.arkearcheologiasperimentale.it/ Facebook: http://www.facebook.com/arkearcheologiasperimentale.it/ ) ha mostrato il processo produttivo delle monete nel Medioevo, dalla preparazione dei conii alla coniatura vera e propria. Ripercorriamo qui quello che è stato mostrato, cominciando con una panoramica degli oggetti che avremmo potuto vedere in una zecca medievale. Conii e punzoni per prepararli, martelli, una bilancia per il controllo del peso, dei tondelli pronti per essere coniati e infine, naturalmente, delle monete appena prodotte.
  4. Carissimi tutti, Quest'oggi volevo mostrarvi una delle ultime monete entrate in collezione e della sua storia. Premetto fin da subito che non vuole essere una sotra di autocelebrazione bensì la dimostrazione che uno studio approfondito paga anche quando meno te lo aspetti... Tutto parte dalla consuenta analisi dei vari cataloghi delle recenti e numerose aste: partendo dal lotto numero 1 fino all' ultimo. Ad un certo punto mi soffermo sul seguente lotto Descrizione: Zecche Italiane VARIE - Ferrara, L'Aquila, Firenze, Genova, Gorizia, Venezia, Roma (2) Lotto di 8 monete La descrizione risulta piuttosto basica così come l'immagine permette solamente di vedere un lato delle monete proposte ... basta per farmi notare quel tondello sulla destra di ridotte dimensioni su cui compare una raffigurazione della Madonna col Bambino di chiara origine genovese. Ad una prima occhiata la moneta sembrerebbe un classico e comunissimo 8 denari delle prime tipologia ( per un' idea https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/40 ) tuttavia dopo uno sguardo più attento noto la presenza di due stelle e di una lettera E a destra del Bambino: una caratteristica che stona con le varie tipologie da 8 denari, ma che invece potrebbe ben sposarsi con la legenda di un altro e ben più raro nominale genovese: il denaro minuto del I tipo con la Madonna. Decido così di rischiare e fare un' offerta per questo lotto e ( dato che la sorte aiuta gli audaci ) riesco ad aggiudicarmelo alla base . Quest'oggi tornato dalle vacanze vado in posta a ritirare il pacco nel frattempo arrivato ed una volta aperto noto con grande piacere che le mie supposizioni erano corrette eccola: https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-GE31/43 Denaro Minuto del I tipo coniato probabilmente nei primi anni dopo la nomina delle Vergine a regina di Genova e conseguente introduzione della monetazione con la Madonna al dritto (1637) Si tratta di una tipologia molto rara , a mio avviso R3/R4 , tanto da mancare nella quasi totalità delle collezione specializzate come quella della fondazione Carige o delle varie passate in asta ( Fasciolo, NAC 117, Rinaldo, Gadoury 2013, Varesi 42 etc... ) Personalmente oltre a quello raffigurato sul catalogo online del forum sono riuscito a censirne solamente altri 2 esemplari.
  5. Moneta presente solo in set ufficiale,coincard e cofanetto FS taglio 2 euro cc paese belgio anno 2017 B tiratura 225.000 condizioni spl città trieste nota NEWS!!!
  6. Buongiorno a tutto il Forum. Mi piacerebbe discutere con tutti voi della lettera R apposta nel dritto delle Piastre di Ferdinando II. Nella 1832 si trova sulla data, Nella 1847 precede nello stesso verso il nome del Re, con la stessa altezza delle altre lettere. Nella 1848 viene riposizionata davanti la data, ma più piccola rispetto alle altre lettere. Condivido con molto piacere le mie reimpresse al completo, per farvi vedere le varie disposizioni delle R. Ringrazio chi vorrà intervenire
  7. Oggi vi parlo di un nuovo ripostiglio inglese: il Rockbourne hoard, un deposito trovato il 26 agosto del 1967 nei pressi di una villa romana, sito archeologico oggetto di campagne di scavi dagli anni '40 ai '70 (e ora museo). Il ripostiglio ebbe una notevole risonanza nella cronaca locale all'epoca e constava di ben 7.714 monete tra denari e antoniniani (la maggior parte). Il sito della villa romana di Rockbourne si trova in una zona rurale dell'Hampshire, vicino alla storica cittadina di Fordingbridge, nei pressi della New Forest. Le monete erano contenute all'interno di un grande vaso in terracotta a due manici con alcuni motivi geometrici decorativi e risalgono in larga parte al periodo 250-290. Tuttavia la presenza di emissioni a nome di Diocleziano e Massimiano fanno ipotizzare una data di chiusura attorno al 305. Nel sito internet dell'Hampshire Archeology Club vi è un breve resoconto della storia e delle vicissitudini di questo ripostiglio e ve ne porto alcuni stralci in inglese: Nel 2015 la casa d'aste inglese Spink, nell'asta n. 15004 del 25-26 Marzo, mise in vendita un lotto multiplo di ben 662 esemplari provenienti da questo ripostiglio: Il lotto, da una stima di 2-3000£ realizzò, senza diritti, la ragguardevole cifra di 5.000£. Le monete erano tutte catalogate e inventariate e custodite singolarmente su bustine di carta coeve all'epoca del rinvenimento/studio. Un anno fa ho acquistato il primo pezzo proveniente dal ripostiglio in questione (Vittorino, PROVIDENTIA AVG) ed era accompagnato da una cartolina dell'epoca, il che mi fa supporre che non facesse parte di questo lotto multiplo ex Spink, bensì fosse uno dei vari esemplari donati/regalati o venduti come souvenir per finanziare gli scavi durante gli anni '70. Gli ultimi due esemplari acquistati qualche giorno fa invece (Vittorino, INVICTVS e Tetrico II, SPES AVGG) provengono invece da questo grande lotto venduto dalla casa d'aste inglese. Tutti e tre i pezzi condividono la medesima tipologia di bustina di carta con la stessa grafia e un analogo numero di catalogazione/inventario. 1) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C PIAV VICTORINVS PF AVG R\ INVICTVS, *| R.I.C. 113 2) Vittorino, AE antoniniano D\ IMP C VICTORINVS PF AVG R\ PROVIDENTIA AVG R.I.C. 61 3) Tetrico II, AE antoniniano D\ C PIVS ESV TETRICVS CAES R\ SPES AVGG R.I.C. 270 Passatemi le foto delle monete che non sono meravigliose, ma le ho fatte al volo ieri sera con lo smartphone e con una luminosità alquanto scadente... ma mi premeva di lasciarvi questo contributo prima di partire per le vacanze ormai imminenti Buona lettura e, se avete domande o curiosità... son qui!
  8. Buongiorno, apprezzo molto la precisazione di @legionario perché è fin troppo giusto che anche per il buon nome del Forum una svista venga prontamente rilevata e corretta. Sarebbe male il contrario. Però mi piacerebbe che chi ne sa più degli altri rispondesse lui subito e direttamente all'utente, e soprattutto vedo poco elegante chi invece sta semplicemente a guardare e poi se la ride, come per esempio @leop, che malgrado la quasi nulla partecipazione alla vita del Forum (33 interventi dal 2013) ha già espresso ben 8 risate (!). Sarebbe meglio che anche lui come me e tanti altri amici, si desse piuttosto da fare per dare risposte, accettando anche il rischio di una inesattezza. Quelle cose che ti scoraggiano e ti fanno chiedere: "scusa, ma chi te lo fa fare?" HIRPINI
  9. Di grazia in quale punto della discussione pensi di averlo dimostrato? Ti è stato spiegato che NON è la moneta che credi fintanto che non lo dimostri. Che NON potrai dimostrarlo per via dell'usura. Ora continuare a scrivere ciò e ripeterlo all'infinito non cambia la sostanza. Hai chiesto pareri e li hai avuti ma pare che non li accetti. Se anche trovi l'allocco che compra per R4 questa moneta in base a queste foto ciò non significa che tu abbia ragione. La domanda è: vuoi capire o fare una stolta campagna pubblicitaria ad un pezzo al fine di venderlo? Perché continuando a scrivere sciocchezze e raccogliendo consenso non è che riuscirai a cambiare lo stato delle cose. Questa è l'ennesima discussione in cui ti vengono date spiegazioni e tu continui imperterrito a ripetere la tua tesi come in una promozione televisiva. Aspetta che provo ad essere ancora più chiaro: LE TUE FOTO NON DIMOSTRANO NULLA. Abbiamo capito che in quanto oste il tuo vino sia per te R4. C'è qualche utente ferrato nella monetazione che si sente di sposare la tua tesi attraverso queste immagini?
  10. simonesrt

    Solidarietà all'Arma dei Carabinieri

    Apro questa discussione per esprimere tutta la mia solidarietà all'Arma dei Carabinieri di cui mi onoro di far parte. Oggi si apre la camera ardente del collega ucciso con 8 coltellate a Roma nei giorni scorsi. Si è scoperto quanto volontariato silenzioso faceva. Nonostante tutto questo una insegnante di Novara Eliana Frontini pubblica un post su Fb "Uno di meno, e chiaramente con sguardo poco intelligente. Non ne sentiremo la mancanza ". Penso che la rimozione dal suo ruolo sia il minimo, oltre a conseguenze penali che mi auguro sia prese. Questi episodi mi fanno pensare che ci sia una deriva veramente pericolosa e sottovalutata.
  11. Prima di partire per una settimana di mare ligure voglio far vedere questa moneta che non è facile da reperire. Si tratta di un 4 soldi del periodo della reggenza di Carlo Emanuele II datato 1641 e coniato nella zecca di Chambery. Periodo funesto di guerre fratricide sulle terre piemontesi, gli zii del piccolo Carlo Emanuele, filospagnoli, non vedevano di buon occhio la reggente Maria Cristina di sangue francese (era sorella del re di Francia) e vicina alla politica del cardinale Richelieu che ambiva a far diventare lo stato sabaudo una proprietà della corona francese come era già successo al Delfinato. Nel 1639 il principe Tommaso riuscì ad entrare in Torino, mentre la reggente si rifugiò all'interno della cittadella fortificata difesa dai francesi. Venne quindi stabilita una tregua di un paio di mesi, durante la quale la Reggente si trasferisce in Francia. È a questo punto che viene riaperta la zecca di Chambery in cui vengono coniate le varie monete della reggenza della madre di quegli anni. Il 4 soldi viene segnalato con ben quattro date, 1640, 1641, 1642 e 1643. Il CNI indica solo la data del 1640 catalogandolo però nella monetazione degli zii, probabilmente per la mancanza del nome di Maria Cristina sulla moneta, curioso e da approfondire il fatto che sui soldi e su questi 4 soldi coniati oltralpe compaia solo il nome di Carlo Emanuele e non quello della madre, chissà quale motivo politico o commerciale ha portato questa scelta anomala, mentre sulle altre monete della stessa zecca questa anomalia non è ripetuta... Io ho comunque potuto vedere solo le date del 1640 e 1641 per cui le altre date sono dubbie, ma sono veramente difficili da trovare o da rintracciare che la cosa potrebbe non essere sicura, i soldi invece si ripetono anche negli anni successivi, ma sono stati coniati in gran numero a differenza di questo nominale. Mi sono dilungato forse troppo, ma a parer mio la moneta lo merita, non è cosa di tutti i giorni poterne parlare, manca in tantissime collezioni, quindi penso di non aver esagerato... Ora spero sia di vostro gradimento l'immagine di questo raro tondello..
  12. Ciao a tutti, nei ritagli di tempo in cui è possibile dare uno sguardo alla collezione, mi domando sempre i passaggi di mano delle stesse. Bene, casualmente, nello sfogliare il catalogo dell'Asta Civitas Neapolis, mi sono accorto, con un ragionevole grado di certezza, che due monete che ho preso di recente da un ottimo numismatico professionale, erano state esitate nella stessa, precisamente lotti n. 312 e n. 313. Sono due grani di Filippo iv del 1636 e del 1637 con scudo diritto con un elevato grado di rarità. In generale, credo che i passaggi d'asta diano pregio collezionistico. Bene. Chiederei a tutti gli utenti se hanno monete con uno o più passaggi d'asta. Saluti Eliodoro
  13. Forse non ti sei ancora reso conto che in questo forum ci sono persone serie, disposte a condividere la propria passione e le proprie conoscenze. In questa e in altre discussioni hai ricevuto risposte competenti e sempre documentate. Numerose persone si sono impegnate con altruismo e generosità (ti hanno dedicato parte del loro tempo) per darti informazioni preziose...sempre gratuitamente. Cosa hanno ricevuto in cambio da te? Accuse di invidia, di incompetenza, vere e proprie irrisioni e offese...e ora un'infantile sfida da bar... Chi ti ha risposto si è preso l'onere di documentare le proprie opinioni con immagini e collegamenti. Ora tocca a te documentare le tue affermazioni. Mostra la documentazione relativa alla tua vendita...e ti sarà reso merito. Sarebbe bello vederti crescere in modo costruttivo in questa passione...ma i presupposti (solo valutazioni economiche...solo per ricavarne soldi...anche solo 2 euro...sigh!) non sono dei migliori... Nella speranza che la passione e la voglia di apprendere crescano in te... un saluto Mario
  14. buongiorno a tutti: ho trovato questa moneta che è evidentemente un difetto di conio, essendo stata coniata capovolta. Mi sapete dire quanto può valere? Grazie e saluti Cabanes
  15. Da un listino online, prezzo di quasi regalo Da notare al R/ lo scudetto centrale quasi completamente leggibile Conservazione che anche in asta non si vede quasi mai, e quando c'è, fa il botto. @piergi00, @cembruno5500, @ilnumismatico... che ne dite?
  16. Adelchi66

    SI Decadramma di siracusa

    Scusate se mi intrometto, ma oggi ho visitato il medagliere di Siracusa e forse qualche foto di originali non farà male... Premetto che sono ancora sconvolto dalla bellezza di queste monete, non voglio dilungarmi in aggettivi stucchevoli ma il vederle dal vero è tutta un'altra cosa. Ulteriore premessa :il monetiere è estremamente ben disposto, l'impressione che ne ho ricavato è stata migliore di quella avuta nel caveau di Palazzo Massimo a Roma. Posterò le foto a random non essendo la mia monetazione, il mio intento è solo quello di mostrare la bellezza racchiusa in questo scrigno. Un ringraziamento particolare va alla custode Signora Riccioli Rosalba che con passione, disponibilità e competenza si è prodigato per rendere la nostra visita più gradevole e istruttiva possibile. Purtroppo alla mia richiesta di un eventuale catalogo mi è stato risposto che è in corso di stampa Poi con calma, se vorrete, ne Posterò altre.
  17. Complimenti per le magnifiche monete @lukas1984 e @Francesco1984. Oggi RI-condivido la mia Piastra 1800, notavo al rovescio la tripla P di Planelli. Secondo voi si tratta di ribattitura o di correzione sul conio? Tralasciando la rarità dovuta alla loro conservazione..... È più rara la Piastra 1800 o 1802? Un Grazie anticipato a chi vorrà intervenire.
  18. Ciao a tutti 96 lire Genova 1814 Oro. La moneta nel video è l'ultima entrata nella mia collezione. Il video è consigliato e inquadra la moneta in termini di iconografia, storia, conservazione, ecc... Aggiungo foto
  19. savoiardo

    Mai sottovalutare la "ciotola"

    Mi aggiungo anche io a questa discussione perché questa settimana su di una bancarella in un piccolo mercatino dell'antiquariato, in una "ciotola" mentre guardavo se in mezzo alla "rumenta" saltava fuori qualche duedenarino quadrato sabaudo, in mezzo alle piccole vecchie ed usurate monetine ne vedo una quadra, la guardo e facendo finta di nulla la metto insieme ad un paio di 2 denari Savoia brutti e comuni, pago la gran cifra di due euro per tre monete e vado via.. Quella piccola quadrata era un quattrino milanese del 1701, non bellissimo ma con una data ben leggibile, ora non so più quanto sia scesa la rarità, ma sicuramente non è una moneta comune, specie con la data chiara. Non è la mia monetazione, ma perché non inserirla vicino ai due denari sabaudi della stessa epoca visto che era una moneta che circolava con loro? Poi nell'asta 76 di inasta dell'anno scorso un esemplare è stato venduto a 340 euro + diritti... ma è ancora così rara da raggiungere queste cifre??
  20. margheludo

    A B C della moneta medievale

    Tempo fa mi sono imbattuto in una interessante dissertazione sull'argomento da parte di A. Saccocci in "i segni dell'Auser- il tesoro del lago" che trattava il tesoretto del lago Bientina e di cui riporto alcuni passaggi. << è forse opportuno spendere qualche parola su cosa normalmente si intende in numismatica con i termini ‘ripostiglio monetale’ o ‘tesoro’ (con le varianti anch’esse assai comuni ‘tesoretto’ e ‘gruzzolo’): si tratta di un complesso di monete accumulato dall’antico proprietario e come tale occultato (nel terreno od in altro contesto adatto allo scopo) e poi non più recuperato. Nel periodo medievale, cui appartiene il gruzzolo qui in esame, tale occultamento era determinato nell’assoluta maggioranza dei casi da motivi di salvaguardia, visto che non esisteva (e di fatto per la maggioranza della popolazione non esisterà fino al XX secolo) un efficiente e diffuso sistema bancario in grado di proteggere la ricchezza mobile dei privati; sono ben documentati, anche se non molto frequentemente, tesoretti occultati casualmente (non stiamo scherzando, alludiamo al caso di defunti sepolti o per disattenzione o per pietà assieme al denaro che portavano con sé) , mentre estremamente rari, in particolare nel periodo dal X fino alla metà del XIV secolo, vanno considerati i tesori occultati per motivi rituali, nonostante una letteratura piuttosto ricca ma forse troppo entusiasta possa far pensare il contrario (ci riferiamo ai cosiddetti depositi votivi o di fondazione). I complessi di monete formatisi invece grazie all’accumulo nel terreno di esemplari persi o gettati singolarmente in un’ area ristretta (come nel caso di una stipe votiva, ad esempio) non sono considerati ripostigli. Il requisito essenziale di questi ultimi, infatti, è che tutti gli esemplari contenuti siano stati associati ‘prima’ del loro occultamento. Solo questo infatti consente di stabilire una possibile cronologia dell’interramento stesso e di conseguenza di tutte le serie monetali presenti, anche quando non siano altrimenti databili. Inoltre permette di elaborare interpretazioni relative ai fenomeni monetali potenzialmente documentabili da quel materiale, quali tesaurizzazioni, deflazioni, riforme etc.,interpretazioni che non sarebbe possibile riferire ad un preciso momento storico, analizzando materiale sottratto singolarmente ed in momenti diversi alla circolazione. Proprio il frequente utilizzo dei ripostigli per l’analisi di tali aspetti economico-monetari, spesso l’unica fonte in grado documentarli, ha portato alla tradizionale distinzione fra ripostigli di tesaurizzazione, cioè ripostigli frutto di accumulo nel tempo, quindi comprendenti i pezzi di maggior valore disponibili nel mercato, e ripostigli di emergenza, frutto di convulsa raccolta di tutto il denaro disponibile per metterlo al riparo da un’improvvisa situazione di pericolo (quale un’invasione, una pestilenza, un terremoto etc.) e quindi comprendenti monete di qualunque valore. Proprio questa distinzione fra fattori economici e fattori ‘emergenziali’, oggi ritenuta molto meno netta di quanto si pensava un tempo, ha portato gli studiosi a trattare l’argomento con espressioni che potrebbero indurre il lettore medio a ritenere che siano proprio questi aspetti a regolare e provocare l’occultamento dei ripostigli (ad esempio: «questi tesoretti sembrano testimoniare un vasto fenomeno di tesaurizzazione» oppure «i numerosi gruzzoli databili alla metà del X secolo possono essere imputati all’invasione degli Ungari»). Niente di più sbagliato, in società molto meno sicure di quelle attuali, l’occultamento di denaro era una pratica costante ed indipendente dalle contingenze, che sicuramente poteva subire delle accelerazioni e delle decelerazioni, ma nel complesso riguardava una percentuale probabilmente abbastanza stabile dello stock monetario, così come oggi lo sono i depositi nelle banche. Quindi gli aspetti economici potevano regolare solo la composizione interna dei gruzzoli, non certo il loro occultamento, mentre le situazioni di emergenza non incidevano probabilmente in modo sostanziale sul numero e sulle dimensioni dei tesori (essendo questi in gran parte già conservati in collocazioni protette), ma sicuramente potevano provocare un incremento notevole nei mancati recuperi degli stessi (pensiamo ad esempio alla peste nera degli anni 1347-8). A ben vedere è proprio un solo elemento che fa di alcuni degli innumerevoli gruzzoli passati per la protezione della terra ed in gran parte poi recuperati una fonte storica di primaria importanza quale è un ‘ripostiglio monetale’: il fatto che lo sfortunato proprietario non abbia avuto la possibilità di recuperarlo e, cosa ancora più significativa, neppure di indicarne la collocazione a qualche persona cara, lasciando così ai posteri la possibilità della scoperta. Abbiamo visto all’inizio come le monete provochino dei comportamenti istintivi ai quali non sembriamo capaci di sottrarci, proprio questo può farci capire quanto importanti debbano esser stati i motivi di tali mancati recuperi. Ovviamente non è possibile stabilire una precisa casistica, ma è statisticamente probabile che gran parte di queste motivazioni rientrassero nel binomio «solitudine+morte imprevista», anche se possono essercene ovviamente molte altre. Proprio l’importanza di queste motivazioni (che a nostro avviso agivano in modo relativamente indipendente dal valore del gruzzolo, proprio per quanto detto all’inizio), consente di utilizzare questo particolare genere di fonti archeologiche per ricostruire scenari generali che potrebbero anche non essere documentati altrimenti. Con l’avvertenza, però, che tali scenari sono validi soltanto a livello statistico, non possono mai essere applicati ad un singolo dato, senza prove di altro tipo. È quindi assai probabile che i tesori possano testimoniare la presenza di una via di passaggio importante, per il semplice motivo che è più probabile che un viandante od un pellegrino perdano la vita senza la compagnia di una persona cara cui rivelare i propri segreti, rispetto ad un abitante del luogo. >> Quante cose può raccontarci un tesoretto, l' uguale ripartizione tra denari di Lucca e di Pisa in questo, preso in esame ne "il tesoro del lago" ha permesso al Saccocci di avanzare una interessante ipotesi (o di avallare quella di Matzke ) che riporto integralmente: i <<: la composizione così paritaria del gruzzolo potrebbe derivare dal fatto che quelle monete nel mercato circolavano effettivamente con quella composizione, perché il loro valore era determinato proprio dal fatto di appartenere metà ad una zecca e metà ad un'altra. Se la produzione di tali monete era il frutto di un accordo fra le due zecche, infatti, è possibile che tale accordo prevedesse anche che ogni pagamento ufficiale dovesse essere fatto nelle due valute con una percentuale fissa, in modo da garantire ad entrambe le autorità emittenti gli introiti prestabiliti, come è talvolta documentato. Ad un fatto del genere si sarebbero sicuramente adeguati i cambiavalute, ‘vendendo’ ai clienti monete sempre nella composizione richiesta. Non avremmo affrontato questo argomento se la perfetta identità stilistica fra le due serie, l’utilizzo di segni di zecca molto simili, nonché questa composizione simmetrica del ripostiglio non ci avessero convinto della bontà dell’ipotesi di Matzke sopra ricordata, che su altre basi individua un rapporto fra queste emissioni e l’accordo monetario fra Lucca e Pisa del 1216/7, ( Eodem anno (MCCXVII) Lucani et Pisani concordaverunt simul de moneta cudenda).>>
  21. @Ledzeppelin81, Angelo condivido la mia Piastra del 1802 Aggiungerò in seguito foto del taglio e peso, ora mi è impossibile. Saluti e condividete le vostre Napoletane.
  22. Nel libro "Appunti numismatici 2019" edito dal circolo numismatico romano laziale, ho pubblicato un mio lavoro relativo alla moneta da un grano coniata in Sicilia. Allego la pagina iniziale e quelle relative alla moneta da un grano coniata nel 1719 da Vittorio Amedeo II Dove scrivo che la moneta datata 1719 è stata coniata dai piemontesi a Siracusa. La fattura grossolana è dovuta al fatto che sia il conio e sia la moneta sono stati realizzati con mezzi di fortuna. Chi ci suggerisce questa chiave di lettura? Antonino Della Rovere su Memorie storiche ed economiche sopra la moneta bassa di Sicilia del 1814. Allego le pagine del libro dove Della Rovere scrive su questa moneta Per me la moneta è autentica Antonio
  23. Mi sembra giusto ripescare questo augurio e ricambiare e condividere con tutta la comunità lamonetiana un sereno Ferragosto a tutti ! Che poi, essendo la festa dell’Assunzione della Vergine Maria, accluderei anche questa immagine che spero gradita a tutti !
  24. Matteo91

    Moneta romana più piccola prodotta

    Da sinistra a destra: 1. 1 centesimo di euro. 16,25 mm 2,30 g; 2. Ionia, Mileto. 1/12 di statere (Lydo - Milesian standard). 1,14g - 9mm; 3. Ionia, Focea. 1/24 di statere (Phocaic standard). 0.66g - 7mm; 4. Ionia, Colofone. 1/24 di statere (Persic standard). 0,38g - 6mm: https://www.lamoneta.it/topic/161361-emiobolo-arcaico-di-colofone/ 5. Ionia, Mileto. 1/24 di statere in elettro (Lydo - Milesian standard). 0.52g, 10mm: https://www.lamoneta.it/topic/135077-124-statere-di-mileto-in-elettro/ 6. Incerto. 1/48 di statere (Lydo - Milesian standard)?. 0,19g. 5mm: https://www.lamoneta.it/topic/154543-creso-achemenidi-frazioni-di-statere-incerte/ 7. Ionia, Mileto o Eritrai (?). 1/192 di statere (Lydo - Milesian standard). 0,08g - 4mm: https://www.lamoneta.it/topic/166420-piccola-frazione-ionica-in-argento-1192-di-statere/ Qualsiasi commento è ben accetto, soprattutto sul numero 6. Avevo anche altre piccole frazioni, ma essendo un po' scure non riuscivo a fotografarle in questo modo...
  25. Ciao ragazzi è molto che non posto, diciamo che eventi intorno ed eventi di vita mi hanno tentato un po' nel fermarmi. Ma quando sei lì che non guardi più eccola lì che sbuca fuori e non puoi fare a meno di prenderla spero Vi piaccia. SEBETO 1734 attendo vostri pareri.
  26. Una liretta del 1900 R2? In quale universo parallelo? Forse lo stesso universo dove un perito paga 100€ per una moneta che faticherà a rivendere a 10...
  27. Danielucci

    5C spiga 1937

    Una delle mie monete in collezione fotografata con il cellulare...ne vogliamo parlare???
  28. Albingaunum è il nome latinizzato dell'odierna Albenga . Antica capitale dei Liguri Ingauni, esperti navigatori e provetti pirati, la città nella II guerra punica è alleata di Annibale al cui fratello Magone si offre come base navale : conquistata dai Romani nel 181 AC. , ne riceve la cittadinanza nel 45 AC. divenendo durante l'Impero importante città marinara fino al V^ sec. quando viene gravemente danneggiata dall'invasione dei Goti . Successivamente, contesa dai Bizantini, sarà anche conquistata dal re dei Longobardi Rotari . Nel centro cittadino, circondato da importanti edifici medioevali, ci è conservato pressochè integro, il battistero, raro edificio paleocristiano del V^ sec. , a pianta ottagonale con alle pareti interne nicchie quadrate e semicicolari . In una nicchia è conservato un pregevole soffitto a volta rivestito in mosaico di arte bizantina, forse unico esempio in Italia settentrionale al di fuori di Ravenna : al centro del pavimento l'antica vasca ottagonale per il rito del battesimo con immersione . Sulle pareti esterne dell'edificio, alcune finestre sono chiuse con lastre in arenaria traforate, esempi non comuni di arte longobarda .
  29. giuseppe ballauri

    Monete suoi millesimi e Avvenimenti

    Si ormai se qualcuno trova un Aquilotto martellato pensa di avere un tesoro !! Oggi posto una data: 1826 ed una moneta che ha una storia particolare. Direte: è una data comune e poi è pure brutta! Infatti è brutta ma ha una storia che potrei intitolare: LE MONETE NEL FORNO. Mio nonno era Panettiere con un forno a legna posto in una casa del '600. Negli anni '30 del secolo scorso il forno cominciava a diventare inadeguato. Era indispensabile ristrutturarlo. Durante i lavori venne abbattuta un'intercapedine piena di fuliggine nel cui fondo mio nonno notò uno strano bagliore, non disse niente ai muratori ed a fine giornata riuscì a ricuperare il contenuto. Era quello che restava di un sacchetto di tela bruciato ed era pieno di monete: la maggior parte 5 centesimi di Carlo Felice, Soldi in mistura etc che il calore aveva deformato ( e probabilmente mio nonno buttò ), questo Scudo di Carlo Felice che mi diede incrostato e quasi irriconoscibile ( lo pulii in seguito ) e 3 marenghi - 1 di Carlo Felice e 2 di Vitt.Emanuele II "collo lungo" ( potenza dell' oro questi 3 marenghi puliti con acqua e sapone diventarono una meraviglia, sono datati 1850 e 1851) . Quindi i proprietari nascosero le monete probabilmente prima del 1852 o giù di lì. Finisco la storia dicendo che mio nonno, dopo aver ammodernato il forno, passò molto tempo a cercare e scavare nelle cantine molto estese della casa in cerca di altri tesori, ma non trovò niente. Non voleva diventare ricco... gli piacevano le monete ! Ciao a tutti
  30. A proposito di lavaggi, da un po’ di tempo mi sto dedicando a esaminare con il microscopio metallografico, varie tipologie di monete, con lo scopo di rilevare se e cosa succede alla struttura del metallo, sottoposto a tale trattamento. Partiamo prendendo in considerazione lo strumento necessario per poter eseguire queste osservazioni: il microscopio metallografico (foto 1-1a). Per chi non lo conosce, questo strumento, permette di illuminare il campione direttamente attraverso lo stesso obiettivo utilizzato per l’osservazione, dando una illuminazione uniforme del campo in esame, allego schema esemplificativo e foto dello strumento utilizzato (foto 2) che permette di raggiungere ingrandimenti molto elevati (400-600X). Il metallo osservato a tali ingrandimenti presenta una trama definita “granitura” che assume varie forme a seconda del trattamento subito dal metallo stesso. Per procedere nella ricerca, ho iniziato prendendo in considerazione il noto liquido per il “bagnetto” dell’argento e per fare ciò ho sacrificato una oncia d’argento canadese immacolata. Le osservazioni sono state fatte prima del bagno, dopo un bagno della durata di 4 secondi e dopo un bagno di 8 secondi. Qui di seguito le foto dei risultati degli esami che spiegano molto più delle parole. Ovviamente tutto questo ad occhio nudo si rileva solo con un leggerissimo cambiamento del LUSTRO per lavaggi max 4 secondi, ed un evidente cambiamento della freschezza del metallo per lavaggi superiori ed una opacità per tempi pari o superiori a 8 secondi. Meditate gente, meditate!!
  31. A ben guardare, proprio in una delle tue ultime immagini si nota un ispessimento con l'ombra di ciò che poteva essere la porzione superiore sinistra della N... per cui, sulla base di quanto deducibile dalle immagini fornite, penso si possa dichiarare definitivamente tramontata l'ipotesi dell'assenza del simbolo di zecca... ciao Mario
  32. Cari amici dopo quattro mesi di frequentazione del Forum posso esprimere la mia riconoscenza a tutti gli utenti che così appassionatamente contribuiscono a condividere le loro conoscenze? Non credo esista un altro luogo virtuale ma così reale nel quale abbeverarsi di sapere numismatico. E se qualche volta si assiste a qualche scambio un po’ vivace si perdona volentieri (e se si esagera il CDC fa egregiamente il suo dovere). Almeno per quanto mi riguarda ogni giorno non vedo l’ora di attingere ai nuovi interventi degli esperti, che ringrazio di consentire a così tanti utenti di ampliare le proprie nozioni. Grazie a tutti!
  33. Cambia il nominale, cambia il metallo, ma il busto del Re rimane lo stesso. Tarì Carlino Grano 3 Cavalli
  34. Cari amici oggi ero a Napoli per lavoro e da un rigattiere di Via Toledo ho visto per caso questa piastra. Non è ne’ rara e nemmeno ben conservata. Ma per 80 euro che dite, potevo lasciarla la’? 😉
  35. Monetaio

    Disavventura ?

    Ecco perchè, quando é il caso, alle persone, servono le STIME professionali (quelle PAGATE al professionista), scritte in carta intestata, timbrate e firmate con tanto di relativa proposta d'acquisto a corredo che supporti la credibilità della stima stessa. Ma alla gente piace(rebbe) farsi fare le "valutazioni" gratuite, medaglie ed intere collezioni come se fosse una cosa normale e scontata... E sgranano gli occhi quando gli si dice che noi lo si fa solo in modo professionale (e quindi a pagamento), se interessa. E poi l'ignoranza, non che sia una colpa intendiamoci, regna sovrana. Chiamano monete delle medaglie, chiamano cataloghi di monete, prezzuari di vendita di aziende private, si fidanop di quello che leggono su subito o ebay o di quello che gli ha detto "suo cuggino", o magari del defunto che si professava grande collezionista perchè magari comprava i divisionali della R.I. dalla zecca all'emissione... E via discorrendo. Insomma, andrebbe preso tutto con le pinze, prima di dare addosso al possibile commerciante furbetto di turno che rimane comunque una opzione possibilissima. Questo é.
  36. Sappiamo che i conii vengono preparati tramite l'ausilio di punzoni. Questi venivano applicati dopo aver tracciato una circonferenza sul conio per mezzo di un compasso. Generalmente bastavano pochi punzoni per costruire le lettere della legenda: ad esempio, sui denari lucchesi che abbiamo visto coniare, lo stesso strumento curvo poteva essere usato per la C, la O, la S. In realtà sembra che prima di battere il punzone sul conio sia necessario "preparargli la strada" scavando in corrispondenza del punto dove questo andrà applicato. Ciò produrrà molto meno materiale di riporto sulla superficie del conio dopo la sua incisione, facilitando la rimozione dei residui metallici mediante, ad esempio, sabbia. Altro particolare interessante è la eventuale differenza di profondità di incisione del punzone: questa non è rilevante ai fini della coniatura, in quanto comunque il metallo della moneta coniata non penetra troppo all'interno del conio stesso. Infine, eventuali trattini aggiuntivi a fine lettera (serif) vengono fatti abbastanza semplicemente con un punzone piatto molto sottile o con uno strumento a punta.
  37. Ciao Giovanni. Per la mia esperienza si riscontrano lievi differenze sugli esemplari, perlopiù io li ho notati sulla (de)centratura della moneta, probabilmente per gli aggiustamenti meccanici produttivi. I puntini sulla guancia in effetti si trovano su più esemplari, ma bisognerebbe effettuare uno studio serio in merito, con misure esatte, essendo una moneta che tende a fare "buchi" da "ruggine" molto facilmente in superficie. La M che nomini é conseguenza a mio avviso proprio delle lievi differenze di centratura di cui sopra. Tral'altro, in conseguenza a questo problemino tecnico, con ogni probabilità non voluto, é stata resa difficile la vita alla prodfuzione dei falsari tanto da dare un punto di riferimento chiaro anche ai neofiti per l'individuazione della maggior parte dei falsi. La "L" in firma é un difetto conosciuto ed in effetti é curioso come questo sia presente sulla stragrande maggioranza degli esemplari esistenti e non solo in una delle mandate produttive come sarebbe più lecito aspettarsi in caso di "incoveniente" tecnico. L'esemplare postato in topic é ben lungi da essere splendido, come vedi tu da solo, e non sono certo i due microcolpetti al ciglio ad abbassarne la conservazione, ma l'assenza di lustro sulla maggiorparte della superficie, tranne che in parte in mezzo alla legenda, e le chiare zone d'usura presenti e ben visibili sul filo dell'elmo, sullo zigomo del leone e parte della criniera, sul baffo, sulla base del fascio e sulle lettere romane: che sono i rilievi più alti della moneta.
  38. gcs

    10 Lire "1957"

    Se l'avesse avuta un'utente del forum molto attivo in questo periodo avrebbe detto che è di sicuro un 1957 R6 e che tutti noi non capiamo nulla di numismatica
  39. Monetaio

    5C spiga 1937

    E' legittimo dire sciocchezze ogni tanto. Capita. Soprattutto agli inizi. E' legittimo sentirsi dire che, tecnicamente, si dicono sciocchezze. La tua moneta é uno splendidino. Come già suggeritoti altrove, compra monete comuni in FDC vero, e poi la impari facile. Fino a che non lo farai, tutto quello che ti arriva ti sembrerà il top: é normale, non é che sei strano tu. Per comprendere le conservazioni, almeno "il grosso" perchè poi sulle sfumature ci saranno sempre lievi discordanze, bisogna affiniare la sensibilità. Ed é una cosa che si fa SOLO maneggiando monete, tante e diverse. Non esistono scorciatoie.
  40. quattrino

    Adriano e la musica

    Tipo questo. I sistri si vedono a volte nei musei. Dalla Treccani: SISTRO (σεῖστρον, sistrum). - Oggetto rituale di bronzo o di più nobile metallo, caratteristico del culto egiziano di Iside. Consiste in una lamina ripiegata a mo' di ferro di cavallo, munita di fori per il passaggio di asticciuole mobili trasversali, in numero di tre o quattro, ripiegate alle estremità, e provvisto di manico diritto, assicurato alla base. Afferrando il sistro per il manico e agitandolo, le asticciuole, mobili, urtano coi loro capi contro la superficie esterna della lamina, producendo un suono argentino. Secondo la religione isiaca il suono del sistro era ritenuto capace di effetti miracolosi, come quello di vincere e debellare i genî del male. Il sistro è attributo abituale della stessa Iside (v.), che ne era considerata l'inventrice, e conseguentemente attributo e segno di riconoscimento dei suoi sacerdoti e sacerdotesse, e dei suoi fedeli. La presenza del sistro su monumenti sepolcrali significa l'iniziazione e l'appartenenza del defunto al culto isiaco. Esemplari di sistri di bronzo si trovano in pubbliche collezioni antiquarie (Museo Nazionale Romano). Bibl.: Seymour de Ricci, in Daremberg e Saglio, Dictionnaire des antiquités, s. v. Sistrum; Th. Hopfner, Fontes Historiae religionis aegyptiacae, parte 5ª, Bonn 1925, pag. 914; W. Helbig-W. Amelung, Führer durch die öffentlichen Sammlungen in Rom, II, 2ª edizione, Lipsia 1913, pagina 214.
  41. PriamoB

    Moneta romana più piccola prodotta

    Non sono ne battute ne risatine, è solo sottile ironia, tipica di quelle persone che hanno la prerogativa si saper scherzare senza offendere nessuno... il Forum è anche questo basta saperlo comprendere.
  42. Mi sono deciso a prenderla per la differenza nei gambi della corona d'alloro.
  43. Per essere rigorosi, per dimostrare una tesi (e la tua è semplicemente una tesi), bisognerebbe comunque e sempre applicare un minimo di metodo scientifico e sulla base del rasoio do Occam (alla base del metodo scientifico (https://it.wikipedia.org/wiki/Rasoio_di_Occam) in presenza di più soluzioni è sempre da preferire la più probabile: ora, fra decine di migliaia di pezzi prodotti e differentemente usurati e meno di una decina di pezzi accertati, a quale gruppo è più probabile che il esemplare faccia parte? Se comunque vuoi continuare a credere di possedere quella R4... bhe! siamo di fronte ad un atto di fede, e contro la fede la ragione non ha campo... Mario
  44. Infine, un colpo di coda serale...non un ritrovamento eccezionale ma una moneta che considero molto bella, per l'idea grafica con cui è stata realizzata! Taglio: 2 euro cc Nazione: Slovenia Anno: 2018 Tiratura: 997.350 Conservazione: SPL+ Località: Biella (BI) @pandino ho letto, ma ho visto parecchi ritrovamenti di Malta del 2017 (io stesso ho trovato anche 1 euro) quindi credo semplicemente che le tirature reali ancora non si sappiano...
  45. Buonasera a tutti. Oggi è arrivata la Piastra del 1856 con la diversa impostazione di rigatura nel giro del rovescio. Pesata, misurata e confrontata con le altre 56. È autentica senza dubbio Cosa ne pensate?
  46. Ciao a tutti, nuovo arrivo che arricchisce la collezione angioina. Un mezzo denaro di Carlo III.
  47. Ecco le foto della mia 1848 @Rocco68. In conservazione inferioredella tua ma averla in collezione da tanta soddisfazione.
  48. Paolino67

    CARLO ALBERTO L.5 1838 TO

    Suvvia, Eros lo conoscono praticamente tutti nel settore, ha un carattere di m. ma non è certo il tipo da fare college di dritto e rovescio di monete diverse per millantare rarità che non ha. Molte grandi rarità che è riuscito a portarsi a casa non provengono certo da posti ignoti, ma la maggior parte dal noto sito di vendite dove è sempre stato particolarmente abile a scovare queste rarità negli anfratti più reconditi del sito. Ci sono foto a dimostrare l'esistenza di questa moneta, francamente stavolta è stato persin troppo moderato (visti i suoi precedenti mi sarei aspettato ben di peggio!!) nel commentare le sgradevolissime e del tutto immotivate accuse che gli sono state rivolte ("La tua ipotesi di una moneta 1845 Ge fotografata al D e un Rovescio di qualsiasi data fotografata al R, mi sembra la più attendibile" 😮 ). Spesso ho criticato Eros per la sua tendenza a creare flame e farsi bannare nella maggior parte delle community online frequentate ma qui davvero trasecolo nel vedere l'ingiusto trattamento che gli si sta riservando. Non ho mai visto la moneta in oggetto (che nemmeno fa parte dei miei interessi) ma non ho il benchè minimo dubbio che esista e stia riposando nella sua collezione.
  49. Cominciamo dai conii: nelle foto seguenti possiamo vedere conii di incudine (tozzi e con un perno che verrà inserito in un foro dell'incudine) e di martello (quelli lunghi). Sono realizzati in ferro acciaioso e la durezza deve essere calibrata in modo tale da poter assorbire i colpi a cui saranno sottoposti (un conio troppo duro è infatti destinato a rompersi presto). Il conio di martello, ad esempio, è sottoposto ad una tempra progressiva che lo rende più duro dove c'è l'incisione e più tenero dove verrà colpito. Si noti come i conii di martello presentino, in maniera più o meno marcata, una forma svasata in alto, effetto dei ripetuti colpi di martello.
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