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I contenuti con la più alta reputazione dal 02/27/26 in tutte le aree

  1. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta che, nonostante non sia mia abitudine collezionare conii dello Stato Pontificio, ho voluto aggiungere alle mie monete auree. Si tratta di un Mezzo Scudo Romano d'oro battuto nel 1740 durante il primo anno di pontificato di Papa Benedetto XIV Lambertini, una figura storica molto interessante e particolare. Il pezzo in questione è citato nel catalogo Muntoni (rif. 30) e sul Corpus Nummorum Italicorum di Vittorio Emanuele III di Savoia (rif. 28). La moneta viene catalogata come R² e presenta: al dritto, l’iscrizione BEN XIV su due rami di palma sormontata dalle chiavi di San Pietro decussate sciolte con impugnatura tonda e dalla tiara papale con infule entro un cerchio di perline. In alto viene inciso il millesimo 1740; al verso, l’effigie di San Pietro Apostolo e Primo Papa nimbata e volta a destra circondata dalle iscrizioni S : PETRVS entro cerchio di perline. Il contorno del conio, realizzato per scongiurare tosature o contraffazioni, è di tipo cordonato. Aprofitto dell'occasione per parlare un po' dei primi anni di pontificato del Lambertini, caratterizzati da un'illuminata politica riformatrice. Dal punto di vista spirituale, il primo decennio di Pontificato di Benedetto XIV fu caratterizzato da una grande cura e attenzione al governo pastorale della Chiesa di Roma, abilità riconosciuta al Lambertini sin dalle sue prime azioni come arcivescovo di Bologna. In questo periodo vennero messi al centro dell’attenzione i poveri, favoriti con la controversa disposizione che permetteva loro di “spigolare in tutti i campi dello Stato della Chiesa in barba ai proprietari che volevano impedirlo, con un'ammenda di 30 Scudi per i contravventori da distribuirsi tra gli stessi poveri”, e l’attività missionaria, rigidamente disciplinata dal Pontefice con le bolle Ex quo singulari (1742) e Omnium sollicitudinum (1744) per far sì che nelle missioni, soprattutto in quelle rette dai Gesuiti, i riti liturgici cristiani non venissero impropriamente adattati ai modelli di cultura locali. Inoltre, con l’ “Epistola Encyclica et Commonitoria ad omnes Episcopos” del 1740 (rinominata poi Ubi Primum), Benedetto XIV creò la prima forma di Enciclica “moderna”. Ispirato dalle nuove ideologie illuministe e coadiuvato dall’abile cardinale Segretario di Stato Silvio Valenti Gonzaga (1740-1756), Papa Benedetto XIV si dimostrò, sotto l’aspetto prettamente temporale, uno dei Pontefici più “illuminati” e riformatori della Storia. In politica estera il Pontefice riuscì a rifiutare in maniera pacifica la maggior parte delle richieste degli Stati nazionali relative alla nomina dei nuovi vescovi, sottolineando ancora una volta la competenza esclusiva della Santa Sede in questo delicato ambito. Grazie all’azione degli abili diplomatici al suo servizio, Benedetto XIV riuscì a sottoscrivere numerosi accordi con le più grandi potenze straniere (Regno di Sardegna, Regno di Napoli e Regno di Spagna) tutelando sempre gli interessi temporali e, soprattutto, spirituali della Chiesa di Roma. Durante la Guerra di Successione Austriaca (1740-1748) Benedetto XIV compì l’errore di approvare l’elezione di Carlo VII di Baviera a Sacro Romano Imperatore. La delicata posizione della Santa Sede, infatti, vacillò quando, in seguito all’accordo stipulato tra Maria Teresa d’Asburgo e Massimiliano III Giuseppe Wittelsbach, Francesco I Stefano di Lorena, marito della Sovrana austriaca, venne eletto Imperatore dei Romani restaurando l’antico dominio asburgico sulla Germania. Per riappacificarsi con la corte austriaca, il Pontefice fece da padrino al primogenito maschio della nuova coppia imperiale, il futuro Imperatore Giuseppe II d’Asburgo-Lorena, al quale venne imposto come secondo nome proprio quello di Benedetto. Benedetto XIV, uomo caratterizzato da una mentalità politica molto aperta, riconobbe formalmente il Sovrano protestante Federico II di Hohenzollern come Re di Prussia e permise alla Sovrana austriaca Maria Teresa d’Asburgo di mettere in atto una serie di “illuminate” riforme mirate all’inclusione delle minoranze protestanti, “pur raccomandandole di cercarne con cristiana dolcezza la conversione”. Inoltre, proprio in questi primi anni di pontificato, Benedetto XIV trattenne una cordiale corrispondenza intellettuale con Voltaire, il celebre filosofo illuminista sostenitore dei princìpi di tolleranza religiosa e laicità dello Stato. Durante il suo primo decennio di pontificato, culminato con l’apertura del Giubileo nel 1750, Papa Lambertini svolse una grande attività di mecenatismo illuminato chiamando a lavorare presso la corte papale numerosi artisti, come il pittore francese Pierre Hubert Subleyras (1699-1749), e scienziati del calibro di Laura Bassi (1711-1778), donna che ottenne la libera docenza in fisica presso l’Università di Bologna nel 1738 per espresso interessamento dell’allora arcivescovo Prospero Lambertini. Dott. 20Kreuzer Grazie a tutti per l'attenzione!
    7 punti
  2. Importante convegno di studi organizzato dall’Accademia Numismatica Italiana per la presentazione del libro sulle falsificazioni monetarie edito dalla stessa e che verrà presentato il 16 marzo 2026 nella splendida location della Sala della Lupa della Camera dei Deputati a Roma. Allegata locandina con programma e info per le prenotazioni.
    6 punti
  3. Infine aggiungo ancora questo 5 centesimi di lira corrente 1859 del Governo Provvisorio di Venezia, un po' martoriato, e chiudo 🙂
    6 punti
  4. Anche il mio stato si è aggiornato... 🫥
    4 punti
  5. Salve , il mese scorso scrivevo questo titolo e un relativo breve articolo nella Sezione di Bibliografia Numismatica citando questo vecchio libro del 1991 scritto da Giuseppe Pensabene , pubblicato dalla Gangemi Editore . In prima pagina viene riportato un medaglione aureo di Augusto del peso di quattro aurei che piu' o meno dovrebbe corrispondere ad un peso di circa 28 grammi . Dato che il libro sopra citato vietava di riprodurre qualsiasi pagina se non dietro autorizzazione , ho chiesto alla Gangemi il permesso di trascrivere la storia di questo aureo riportata alla pagina 100 del volume . La casa editrice Gangemi mi ha risposto concedendomi questa possibilita' , quindi un grosso Grazie per il permesso ottenuto . Scrivo questo Post nella Sezione Monete Romane Repubblicane sebbene l' Aureo sia stato emesso circa tra il 2 o 4 a.C. quando Ottaviano era ormai Augusto , come riporta la moneta nella legenda del dritto , ma la storia di questo aureo inizia quanto Ottaviano non era ancora Augusto , infatti la moneta fa riferimento alla guerra di Cesare Ottaviano contro Sesto Pompeo , cioe' nei 7 anni che vanno dal 43 a.C. al 36 a.C. La pagina 100 del libro citato : "Per la monetazione abbiamo un medaglione d' oro (multiplo di quattro aurei) coniato da Augusto per commemorare la vittoria di Naulocu su Sesto Pompeo , conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli . Fu rinvenuto a Pompei nel 1759 . Al dritto il ritratto laureato di Augusto colla legenda DIVI F. PATER PATRIAE AUGUSTUS (figlio del divo Giulio padre della patria Cesare Augusto) . Il titolo di "padre della patria" gli fu attribuito il 2 a.C. Al rovescio e' la raffigurazione di Diana coll' arco venerata sull' Artemisio presso Milazzo , alla cui protezione Augusto attribuiva la vittoria . Nel campo della moneta e' ricordata la XV acclamazione imperatoria e sotto la legenda SICIL (Sicilia) che ricorda il luogo della battaglia . La data stessa della conazione e' eloquente . A distanza di tanti anni la battaglia navale di Nauloco era ricordata tra gli avvenimenti piu' importanti della vita di Augusto . Vedere le due facce del medaglione in copertina . Sesto Pompeo e' ancora oggi di attualita' . Nelle valli di Comacchio e' stata recentemente portata alla luce un' imbarcazione romana . E' chiamata la nave di Valle Ponti ed e' conservata nel Museo Archeologico di Ferrara . La scoperta e' stata importante perche' con un carico di oggetti quasi intatti . Tra l' altro un centinaio di lingotti in piombo marcati col nome di Agrippa . Di monete si e' trovato solo un Asse di Sesto Pompeo . Anche dal confronto degli altri oggetti rinvenuti deve trattarsi dell' epoca di Cesare Augusto (Ottaviano) e di Agrippa al tempo del Bellum Siculum" Questo Medaglione e' stato preceduto da altri Aurei e Denari con precedenti acclamazioni imperatorie : IMP X , IMP XII e con alcune lievi differenze nell' iconografia dei rovesci . In prima foto e in prima pagina di copertina del libro citato , il Medaglione d' oro trattato , in seconda foto un Aureo simile al Medaglione .
    4 punti
  6. Per quanto riguarda Bologna la moneta non esiste. Questo quanto apparirà in una prossima pubblicazione: "Serafini, ripreso da Muntoni, descrive un esemplare per Bologna da 20 baiocchi riportante l’anno 1836-V: in realtà tale moneta non risulta presente in nessun’altra raccolta (probabile refuso) e in zecca di Bologna non sono mai pervenuti o stati inventariati conii di rovescio recanti l’anno 1836: riteniamo pertanto che essa non sia esistente." Sono molti gli errori numismatici che si sono propagati per il "passaparola" o lo scopiazzamento tra cataloghi. E' poi vero che non si può sapere tutto e che bisogna appoggiarsi ad alcuni Autori, e che se questi sbagliano l'errore si perpetua. Il "... non si sa mai ..." ha fatto sì che fantasmi numismatici siano stati trattati alla stregua di pezzi rari, in genere indicando una rarità generica. Nell'Ottocento, poi, alcune falsificazioni d'epoca di fantasia riempivano i vuoti "di zecca": ad esempio, sempre per parlare di "papetti" e di Bologna, la monetazione di Pio IX successiva alla Repubblica Romana, vede molte monete "tramandate dai sacri testi" (qualcuna anche presente nella CR) come false o inesistenti: --- 1849 IV --- --- Verosimile falso d’epoca --- 1850 IV --- --- Verosimile falso d’epoca o contraffatto --- 1851 V --- --- Verosimilmente inesistente o falso --- 1851 V --- --- Al diritto ANN • V •; verosimilmente inesistente o falso --- 1852 VII --- --- Verosimilmente inesistente o falso D'altra parte le soprastanti monete, mancando gli originali, all'epoca non potevano neppure essere considerate dei falsi ...
    4 punti
  7. Salve, segnalo : Il tesoretto di monete del Vicereame di Napoli nel Museo archeologico nazionale di Taranto (XVI-XVII secolo) a cura di Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli testi di Alberto D’Andrea, Gianluca Mandatori e Giuseppe Sarcinelli Lo studio è dedicato ad un nucleo di monete d’argento emesse a Napoli durante la dominazione spagnola, tra il XVI secolo e il primo terzo del XVII. Anche se le monete soffrono di una grave carenza di informazioni relativamente al sito di rinvenimento, se ne possono tuttavia ricavare dati molto importanti. Il primo fra tutti risiede proprio nella composizione dei nominali: la totalità di tarì ci conferma un dato finora solo ipotizzato, ovvero che gli scudi ed i mezzi scudi venissero utilizzati solo per grandi transazioni economiche, mentre il tarì rimaneva il nominale più utilizzato per il commercio quotidiano (almeno come nominale maggiore), e questa sua grande accumulazione deve essere stata effettuata, probabilmente, o da un ricco mercante, o da un possidente terriero lontano però dalla nobiltà. Filippo Paruta, nella sua opera Della Sicilia descritta con medaglie (1612), narra che nella sua isola, all’inizio del XVII secolo, circolavano ancora tante monete in argento dei predecessori, fino ad arrivare ai pierreali aragonesi del Quattrocento. La composizione del tesoretto descritto in questo libro conferma la stessa realtà anche nella parte continentale del Regno, con tarì che vanno da Carlo V fino a Filippo IV. Sul motivo per cui fu occultato, invece, rimangono solo mere speculazioni intellettuali, anche comunemente le principali ragioni per tali occultamenti restano due: guerra imminente o deposito temporaneo per usi futuri. In entrambi i casi chi occultò queste monete non ebbe poi più modo di recuperarle, regalandoci così un grande spaccato su una pagina storica del XVII secolo. 136 pagine a colori, formato foglio A4 € 40,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwiQx5LBrYSTAxXhxQIHHQS2GOoQFnoECB8QAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz
    4 punti
  8. Posto il mio per confronto 19.4 grammi taglio completamente liscio Saluti
    4 punti
  9. Anche un 50 piastres libanese del 1952 non ci sta male a 73 centesimi E, anche se comuni, mi piacciono anche 20 centesimi vaticani del 1933 sotto Pio XI
    4 punti
  10. Salute Vi presento la rivista di marzo di quest'anno: Gianni Graziosi, Al centro di tutto – p. 3 Francesco Ferlaino, La monetazione “festiva” di Eleusi – p. 11 Realino Santone, Monete angioine del Regno di Napoli. Un rarissimo quattrino aquilano di Renato d’Angiò – p. 21 Giuseppe Pandolfo, Una nuova attribuzione per la moneta in rame e mistura con frecce e giogo di Ferdinando il Cattolico – p. 23 Simonluca Perfetto, Precisazioni su «Una nuova probabile “moneta locale” del periodo aragonese» – p. 31 Alain Borghini, In difesa dei propri focolari. I Royal Loyal Volunteers Corps – p. 35 Recensioni – p. 42 Gerardo Vendemia, La prima banconota del Regno d’Italia. Un biglietto da dieci lire della Banca Nazionale che ebbe vita breve – p. 43 Notizie dal mondo numismatico – p. 49 Emissioni numismatiche – p. 60 Mostre e Convegni – p. 62 Aste in agenda – p. 63
    4 punti
  11. Ciao,le immagini sono poco chiare e scure quindi è difficile, almeno per me,capire se al rovescio sia presente la legenda o la corona d'alloro e quindi anepigrafo, però credo si tratti del tipo con legenda e questo lo deduco dal fatto che in genere il tipo con legenda e leggermente più pesante del tipo anepigrafo, inoltre sempre nel tipo con legenda gli acciarini e la pietra focaia sono di stile diverso dal tipo anepigrafo, quindi se fosse mio lo catalogherei Magliocca n°81... D/: PHILIPP.III.DG.REX.ARA.VT+,al centro pietra focaia attorniata da 4 acciarini intervallati da 4 fiamme... R/:IN HOC SIGNO VINCES,croce di Gerusalemme accantonata da 4 crocette simili... Ad ogni modo sarei curioso di vedere delle foto più nitide e chiare...
    4 punti
  12. Altra testimonianza di una carta del 1755 custodita dall'Archivio di Stato di Venezia e pubblicata da Cristina Crisafulli, "Uomini e tecnologie monetarie: La visita di Du Bois alla zecca di Venezia", in Inspecto nummo, p. 174. Come è evidente in zecca vi erano delle maestranze deputate alla riduzione di peso per quelle piastre eccedenti di peso. Dopo tale operazione, il tondello veniva prima cordonato e poi coniato.
    4 punti
  13. Buonasera a tutti, non so se è la Sezione corretta per chiedere informazioni su questo riconoscimento del "Real Istituto d'incoraggiamento alle Scienze Naturali" Nel caso non lo fosse chiedo cortesemente al @CdC di spostarlo. Chiedo cortesemente di poter avere più informazioni sul sigillo in ceralacca e sul "giovine de Principi di Canosa" ....D. Fabrizio Capece Minutolo. La data del documento è 27 Aprile 1816 Un Grazie a chi mi aiuterà nella ricerca.
    3 punti
  14. Concordo con Luciano e Andrea. La monetazione veneziana è immensa e la primissima cosa da fare è documentarsi e leggere, leggere, leggere. Poi però bisogna fare una scelta su cosa collezionare. Essendo un universo, è necessario focalizzarsi su una tipologia, o un periodo storico, o un tema. Altrimenti secondo me si sente (e lo ho provato, così come molti di noi) come una sensazione di lotta contro i mulini a vento. Nemmeno il Re e Papadopoli riuscivano a completare le loro collezioni, figuriamoci noi. Quindi, dopo aver letto le opere fondamentali (Papadopoli in primis, Montenegro e CNI) ma anche le millemila "specifiche" su determinati argomenti, devi capire cosa ti attrae di più. A partire dal periodo storico (Venezia è stata zecca per un millennio), dalle innumerevoli ramificazioni (moneta bassa, moneta alta, oselle,medaglie, possedimenti, ossidionali, contraffazioni, imitazioni, e chi più ne ha più ne metta), dall' interesse o meno del lato artistico/incisorio, nondimeno dalla possibilità economica. Non è una zecca "facile" da approcciare, tutt'altro. Comprende una serie di nozioni da conoscere e seri rischi di depressione numismatica (io che faccio possedimenti e ossidionali ne so qualcosa). Si rischia anche, data la vastità, una specie di sindrome di Stendhal. Ma una volta che ci entri, ti rimane per la vita. Concludo ripetendo che bisogna Leggere. A tale proposito, oltre ai testi storici, so che il nostro comune amico @ak72 sta sfornando una serie di pubblicazioni che via via coprono le numerose branche della numismatica veneziana. E soprattutto una visita al museo Correr è obbligatoria. Gigi
    3 punti
  15. Ciao a tutti, posto questa cartolina di Fiume animata che per me è una bella cartolina. Volevo avere un parere sulla cartolina e anche sul francobollo con dentellatura strana in basso. Grazie.
    3 punti
  16. Salve, segnalo : https://www.academia.edu/164939293/Un_rarissimo_quattrino_aquilano_di_Renato_dAngiò
    3 punti
  17. Complimenti a voi per rendere la divulgazione della numismatica presente giustamente anche in Calabria ! Bravi !
    3 punti
  18. Buonasera, Vi presento l'ultimo mio acquisto : - Francesco I d'Angouleme-Valois Re di Francia - Scudo d'Oro del Sole - Zecca di Milano Ringrazio anticipatamente per i Vostri commenti.
    3 punti
  19. Due donne per una Lady Come per molte altre monete americane, ci si è chiesti se la Lady Liberty del quarto di dollaro raffigurasse una persona reale, e chi, o fosse solo frutto della fantasia di McNeil. In verità, fino ai primi anni '70 del secolo scorso, non c'erano molti dubbi al riguardo. Tutti erano convinti che "la Ragazza del Quarto" (The Girl on the Quarter), indicata con tale appellativo già nell'aprile 1917 dal Brooklyn Daily Eagle, fosse Doris Doscher, un'attrice di film muti e di alcune commedie a Broadway con il nome di Doris Doree. Fu anche una delle prime esperte di fitness, scrivendo una popolare rubrica sull'argomento e parlando spesso di cultura fisica per le donne. La vediamo in tale veste nell'immagine a sinistra, mentre a destra è in posa come nella moneta in una foto pubblicata dal giornale sopracitato nel 1928. La Doscher lavorò anche come modella di scultori, posando in momenti diversi per Herbert Adams, Daniel Chester French e Karl Bitter, che la ingaggiò per realizzare la sua Pomona in cima alla fontana di fronte al Plaza Hotel di Manhattan. Bitter morì nel 1915, prima che l'opera fosse completata, e il compito di ultimarla ricadde su Isidore Konti. MacNeil e Bitter non erano solo artisti di talento, ma anche amici intimi e fu probabilmente tramite lui che Hermon si rivolse a Doris Doscher. Poi, nel 1972, due anni dopo la morte della Doscher (che dunque non seppe mai di avere una "concorrente"), una donna di 92 anni, Irene MacDowell, si fece avanti sostenendo di essere stata lei la modella di McNeil per il quarto. Sicuramente i due si conoscevano, poiché Irene era la moglie del partner a tennis di McNeil, un caro amico di famiglia. La MacDowell disse di aver posato per 10 giorni per il disegno della moneta, poi smise a causa delle obiezioni del marito Tutte le parti coinvolte, concluse, decisero di mantenere la cosa segreta E così oggi, salomonicamente, si ritiene che entrambe le donne, Doris e Irene, siano state di ispirazione per la Lady. Di Irene MacDowell non ho trovato foto, ma pare fosse stata la modella di McNeil anche in precedenza, per la figura della Vittoria del Soldiers and Sailors Memorial di Albany (NY), ultimato nel 1912. petronius
    3 punti
  20. Ciao, nell'ordine (da alto a dx a basso a sx) dovrebbero essere (identificazioni preliminari, sulla base delle sole foto): 1 para, impero Ottomano/Turchia, da verificare poi rispetto ai ponderali e le scritte 10 fils Iraq 1938 1 dihram abbaside, da identificare correttamente, quando lo avrai in mano, con dati ponderali gettone/token Iran 1 rupia Pakistan 1998 10 millimes 1917 Egitto per le prossime volte, sarebbe meglio una moneta per discussione, una volta che la si ha in mano, corredata di dati ponderali (dimensione e peso). quando li avrai ricevuti, posta separatamente il n.1 e il n.3 per una identificazione più specifica. ciao
    3 punti
  21. Ciao, Dovrebbe trattarsi di un bronzo di Tralle in Lidia: Messalina e Claudio al dritto, al rovescio Britannico, o più probabilmente Claudio. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/1/2654
    3 punti
  22. Il simbolo è un sandalo, rivolto verso il basso.
    3 punti
  23. Ciao, inserisci pure una foto nitida del taglio tipo ed aspetta altri pareri.
    3 punti
  24. Oggi mercatino più costoso del solito, con una media di 73 centesimi/moneta. Inizio con un sol (o mezzo sol) 1782 di Luigi XVI zecca di Arles (mdz &). Con diametro di 26,5 mm propenderei per il sol "ristretto" piuttosto che il mezzo sol "largo"
    3 punti
  25. Preferirei smettesse la guerra e si abbassassero le quotazioni.
    3 punti
  26. Antonino Pio e Marco Aurelio?la moneta è messa davvero male,spero di non aver detto una scemenza 🤣😅
    3 punti
  27. Aldilà delle conservazioni il vero collezionista è quello che le monete le conosce, avendo pecunia da spendere siamo tutti bravi a comprare monete in alta conservazione e orologi costosi,ma la conoscenza non si compra ma si acquisisce con studio e dedizione ,il resto è aria fritta...
    3 punti
  28. @EmilianoPaolozzi, qualche restauro l'ho fatto, se vuole mi mandi delle foto per rendermi conto della situazione. Allego qualche foto di lavori eseguiti. Eventualmente mi contatti su messenger. Buon fine settimana.
    3 punti
  29. Appena ricevute! Mi fa piacere condividerle, sono molto soddisfatto.
    2 punti
  30. @Alan Sinclair, @Carlo., @Pontetto prometto che farò un post dedicato. ci vorrà un po' di tempo ma arriverò. L'idea mi è venuta leggendo un post proprio qui. Non ricordo assolutamente chi lo avesse aperto, si parlava di patine e qualcuno scriveva che in alcune zone vicino al Vesuvio le monete si patinavano più rapidamente per via dell'aria con un'alta (per modo di dire) concentrazione di zolfo. Basta off topic ora, mi eclisso Saluti Davide
    2 punti
  31. Ciao @Ajax antoniniano RESTITVT GENER HVMANI di Valeriano I. https://numismatics.org/ocre/id/ric.5.val_i.220
    2 punti
  32. Più che un consiglio ti dico quello che farei io. La lascerei lì. Sono monete prive di storia che valgono solo il peso dell'argento. Nulla di paragonabile rispetto alle 5 Lire di Vittorio Emanuele II. Un domani, volendo venderle, ci sarebbe qualche possibilità in più di vendita, benché ossidate, se sono ancora nella loro confezione originale (altrimenti ci sarà sempre il banco metalli che le compra a peso). Per ora, invece, fanno da promemoria a cosa diventeranno certi divisionali in Euro in vendita oggigiorno (poi ognuno ovviamente sceglierà consapevolmente su cosa concentrarsi, ma un conto è farlo consapevolmente, un conto ritrovarsi delusi)
    2 punti
  33. Ed io il secondo. Comunque sarebbe interessante poter prendere visione dei risultati del procedimento effettuato da @davide.cazzani
    2 punti
  34. Effettivamente nei campi per prigionieri di guerra in Australia vennero utilizzati gettoni, appositamente prodotti, con un foro centrale https://www.sterlingcurrency.com.au/blog/news-research/commonwealth-coins/the-background-to-australias-wwii-internment- Potrebbe essere che a volte, in mancanza di quelli, si fosse supplito forando monete di normale circolazione, che in tal modo avrebbero potuto essere usate solo all'interno del campo, al pari dei gettoni? Quanto al dubbio avanzato da @bavastro sulla deturpazione dell'immagine del re, so che era un reato in Italia, ma lo era anche in Gran Bretagna e nei paesi associati? petronius
    2 punti
  35. "Between the end of the Roman Empire in the fifth century and the economic transformations of the twelfth, coined money in western Europe was scarce and high in value, difficult for the majority of the population to make use of. And yet, as Rory Naismith shows in this illuminating study, coined money was made and used throughout early medieval Europe. It was, he argues, a powerful tool for articulating people’s place in economic and social structures and an important gauge for levels of economic complexity. Working from the premise that using coined money carried special significance when there was less of it around, Naismith uses detailed case studies from the Mediterranean and northern Europe to propose a new reading of early medieval money as a point of contact between economic, social, and institutional history. Naismith examines structural issues, including the mining and circulation of metal and the use of bullion and other commodities as money, and then offers a chronological account of monetary development, discussing the post-Roman period of gold coinage, the rise of the silver penny in the seventh century and the reconfiguration of elite power in relation to coinage in the tenth and eleventh centuries. In the process, he counters the conventional view of early medieval currency as the domain only of elite gift-givers and intrepid long-distance traders. Even when there were few coins in circulation, Naismith argues, the ways they were used—to give gifts, to pay rents, to spend at markets—have much to tell us". Rory Naismith, Making Money in the Early Middle Ages, Princeton University Press, 2026 (Hardcover ed. 2023). https://press.princeton.edu/.../making-money-in-the-early... odjob
    2 punti
  36. Concordo con @Pontetto, le monete in argento poi, andrebbero fatte patinare senza plastiche, appoggiate sui vassoi di velluto e girate ogni tanto.
    2 punti
  37. Salve @Mexpy88 e @gennydbmoney non servono nemmeno i ponderali,è la solita replica Carrarmato della Perugina 🙂 https://it.numista.com/197683
    2 punti
  38. Probabilmente Mostene in Lidia: https://www.acsearch.info/search.html?id=14225275
    2 punti
  39. Ciao @Ajax dovrebbe essere un trachy di Alessio e Giovanni Asen che controllavano una parte della Tracia nel XIV secolo. Non credo sia bizantina ma da accostare alla monetazione bulgara. Comunque per sicurezza chiediamo agli esperti @le90 @antvwaIa https://www.acsearch.info/search.html?term=John+alexius++asen+trachy+star&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
    2 punti
  40. scherzavo, ne aggiungo ancora una.. 1000 lire vaticane del 1999. È la mia prima moneta da 1000 lire per il Vaticano.
    2 punti
  41. Continuo la serie di annulli a targhetta
    2 punti
  42. Grazie,a questo punto deduco che la moneta sia particolarmente debole o consunta al giro... Di seguito un paio di esemplari con legenda...
    2 punti
  43. Ciao @gennydbmoneyho schiarito e reso più nitide le foto 🙂.
    2 punti
  44. Ciao, complimenti per la disamina storica che hai fatto a corollario della presentazione della tua moneta. Il mezzo scudo d'oro (o quartino, così chiamato in quanto era rapportato come contenuto di fino allo zecchino di cui rappresentava la quarta parte), è una "monetina" coniata per la prima volta sotto il pontificato di Clemente XII, dopo la riforma monetaria del 1733-34 promossa da papa Corsini. Per Benedetto XIV esiste anche la versione con al D/ lo stemma a targa del pontefice (coniato solo nel 1751). Spesso presenta il tondello con ondulazioni visto la sua sottigliezza ed il peso inferiore al grammo. Io ti allego il testone dello stesso pontefice, l'unico coniato sotto il pontificato di Benedetto XIV, riportante A. VI e data MDCCXLVI. Michele
    2 punti
  45. DE GREGE EPICURI E' un GLORIA ROMANORUM di Valentiniano 1°, per Tessalonica.
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  46. Classical Numismatic Group > Triton XXIX Auction date: 13 January 2026 Lot number: 894 Price realized: 40,000 USD (Approx. 34,244 EUR) Note: Prices do not include buyer's fees. Lot description: Contorniates. Late 4th-5th centuries AD. Æ (35mm, 21.24 g, 11h). Diademed, draped, and cuirassed bust left / Pegasus standing right, with raised front left leg, front right hoof in bowl of water; below, female figure right, washing right leg; to right, female figure standing left, offering a bowl of food or water; to left, Cupid seated left on rocks, pouring jar held in both hands; above, a second cupid flying right, brushing the mane. Unpublished in the standard references. Brown patina. Good VF. Unique. Both obverse and reverse types unrecorded in the standard references, and the reverse an otherwise unknown numismatic depiction. From the W. Toliver Besson Collection. This contorniate presents a fascinating pair of otherwise unattested types on the obverse and reverse. The identity of the man portrayed on the obverse is unclear, but the plain diadem he wears suggests that he may be a Hellenistic king – quite possibly Alexander the Great of Macedon, a figure known on other contorniates. While this portrait does not conform to any of the archetypical depictions of Alexander, contorniate portraiture is varied and reflects the time in which these pieces were produced. For example, lot 898 in this sale features a portrait of Divus Trajan that is very reminiscent of Valentinian III. Thus, the man shown here might be Alexander refashioned to meet Constantinian tastes. Alternatively, the figure may represent Bellerophon, the famous Greek hero and rider of the mythical Pegasus, or perhaps a victorious charioteer, an interpretation that would be well in line with the rest of the series. The presence of the royal diadem would preclude the Bellerophon interpretation, but could support the charioteer, as diadems were also presented to victorious racers. However, charioteers were not shown wearing the military cuirass. The reverse features a complex scene of Pegasus, the steed of Bellerophon, being washed, watered, and crowned. A similar Pegasus grooming scene is depicted on a mosaic from Antiochia ad Orontem (modern Antakya, Turkey), visible today in the Museum Hotel. While mythological scenes are common for contorniates (see lot 898 for example), it is unlikely that this scene is connected to the established mythos of Pegasus. Instead, it most probably draws a real world, contemporary parallel to the care of champion racehorses. Chariot racing was by far the most popular sport in the late Roman period, and there are in fact many explicitly related contorniate types (see lots 895-897). Charioteers raced for factions identified by the colors they wore – the Reds, the Blues, the Greens, and the Whites. The most successful among them were highly paid, the rock stars of their time. The charioteers, or more likely their stableboys, would wash and care for the horses before competing. Contorniates were privately commissioned pieces given out as new year's gifts by the Roman elite to their friends and family. At first glance it might be surprising to see how common "pagan" designs such as this are on contorniates given that the Roman Empire had been heavily Christianized by the time they were made. Further examination of Greco-Roman culture and Late Roman and Byzantine art, however, suggests that religion was the foundation for these civilizations, and as religious beliefs gradually changed, some of the mythology was secularized and became purely cultural instead of religious. Contorniates are a fascinating example of this shift. Pagan emperors, stories, and themes appear alongside Christian crosses and other symbols, sometimes engraved on the pieces after striking. Estimate: 20000 USD
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  47. Così il citato rapporto del Direttore della Zecca descrive il rovescio del quarto di dollaro Standing Liberty: "Il rovescio di questa moneta richiede per legge una rappresentazione dell'aquila Americana, ed è qui mostrata in pieno volo, con le ali aperte, riempiendo la moneta." (rovescio della moneta del post precedente) Il rovescio è completato da 13 stelle nel giro (7 a sinistra, 6 a destra), dalla legenda UNITED STATES OF AMERICA, dal motto E PLURIBUS UNUM, e dal valore, QUARTER DOLLAR. Erano ottant'anni, dal dollaro di Titian Peale/Christian Gobrecht (1836 - 1839), che un'aquila in volo non compariva sulle monete d'argento. Quella di McNeil è senza dubbio debitrice dell'altra, con la differenza che l'aquila vola da sinistra a destra anziché da destra a sinistra. (Dollaro 1836 - foto Heritage Auctions - PCGS PR62+) A completamento della descrizione, al dritto, sopra e a lato della data, compaiono, a destra la lettera M per McNeil, e a sinistra, ove presente, il marchio di zecca. Il quarto di dollaro Standing Liberty del 1° tipo è stato coniato nel 1916 a Philadelphia, per soli 52.000 esemplari, e nel 1917 a Philadelphia (8.740.000), Denver (1.509.200) e San Francisco (1.952.000). Come tutte le monete dello stesso valore coniate a partire dal 1875, e fino al 1964, è in argento .900, con un diametro di 24,3 mm. e un peso di 6,25 grammi. petronius
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  48. Onestamente non condivido questa tua affermazione. Il vero collezionista è colui che cerca di acquisire un insieme collezionistico che lo affascina, tenendo anche conto (e facendo anche i conti) con la disponibilità economica che ha a disposizione. Non tutti sono dei paperon de' paperoni. Il vero collezionista si pone un obiettivo (si spera realistico) e fa quel che può per raggiungerlo. io ho cominciato a collezionare finanziandomi a 18 anni facendo ripetizioni a 10 Euro l'ora e compravendite per raggranellare qualche lira. Avevo una collezione di bellissimi BB che ora avendo un lavoro stabile sto migliorando di conservazione. In base alla tua affermazione il "vero" collezionismo sarebbe limitato a poche persone che hanno consistenti disponibilità economiche. E non è vero. Se per chiudere V.E III devo acquistare un 5 lire 1914 in MB perchè non ho modo di finanziarne uno in conservazione migliore, si comprerà un 5 lire 1914 in MB. Sono soldi parzialmente buttati? Probabilmente sì. Ma se non si può fare diversamente cosa si fa? Si smette di collezionare?! Si può solo fare di necessità virtù.
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  49. Adesso capisco molte cose... Non siete numismatici, ma speculatori. Arka # slow numismatics
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