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I contenuti con la più alta reputazione dal 01/08/26 in tutte le aree

  1. Buonasera. Vediamo con estremo disappunto che non è possibile riportare la discussione nell'alveo di una discussione non tossica ma si continua su una strada del parapiglia relativamente a questioni di lana caprina totalmente inutili che non portano da nessuna parte e infervorano, chi sa perché, gli animi sul NULLA. Pertanto chiudo definitivamente questa discussione . Trattandosi sempre degli stessi utenti alla prossima scattano le sanzioni per tutti. Buona serata. PS. Esco un attimo dall'aplomb del cdc con una riflessione personale: In queste settimane ho perso un alunno, mio padre, un ragazzo che conoscevo è bruciato vivo in Svizzera (insieme a troppi altri) e, come se non bastasse, se il paradosso di Tucidide è valido potremmo essere sull'orlo di una guerra globale: in tutta onestà leggere degli adulti accapigliarsi su tematiche tanto banali ed inutili relative ad un hobby mi inorridisce. Per non scrivere altro.
    9 punti
  2. Salve, segnalo : La monetazione dei Reali Presìdi di Toscana Riccardo Martina La prima parte del libro tratta, in maniera decisamente approfondita, il contesto storico, che va dalla nascita dell’enclave spagnola nel XVI secolo, fino a Ferdinando IV di Borbone. Le singole emissioni, trattate in modo capillare, vengono suddivise per anno, entrando nello specifico di ogni specifica coniazione. 148 pagine a colori, formato foglio A5 € 40
    7 punti
  3. buona giorno, condivido la bella serie 1684 di Carlo II. di queste monete mi affascina anche il fatto che sia un unicum nella monetazione napoletana. una serie di monete figurate che comprende tutti i tagli di argento, qualcosa del genere forse si è prodotto nella Roma dei papi o nel Regno d'Italia sotto Vittorio Emanuele III.
    7 punti
  4. Probabilmente le monete del Possesso sono diventate di moda, dopo la bella collezione esitata da NAC. Per vivacizzare un po' la sezione pontificia (e, diciamo la verità, anche il forum, che più raramente di un tempo presenta stimoli adeguati) voglio mostrare l'unico mio acquisto alla NAC 163. E' il bel giulio di un pontefice che seguo da tempo, laddove i prezzi non siano impossibili: Alessandro VIII. La descrizione della moneta riporta tutto quanto di importante c'era da dire: Giulio del Possesso 1689, AR 3,07 g. Dr. ALEXANDER – VIII PONT M Stemma sormontato da triregno e chiavi decussate. Rv. SACROS / BASILIC / LATERAN / POSSESS / 1689 entro cartella. Muntoni 22. Berman 2180. MIR 2068/1. Raro. Stupenda patina di medagliere, migliore di Spl. Ex asta Varesi 16, 1992, 316. Cerimonia della presa di Possesso della Basilica di San Giovanni in Laterano avvenuta il 23 settembre 1689. La moneta nell'importante asta "Varesi 16" di monete papali, era stata giudicata qFDC. La patina è molto bella al diritto (un po' scura, se vogliamo) e meravigliosa al rovescio, dove appare iridescente con sfumature dorate. E' di certo un ottimo esemplare, per quanto sia apprezzabile qualche debolezza di conio al diritto sul volto del putto di sinistra. Alessandro VIII (il veneziano Pietro Vito Ottoboni) fu papa negli anni 1689 - 1691. Tra i fatti salienti del suo pontificato, l'impegno per la riconquista cristiana dei Balcani, sostenendo finanziariamente la Lega Santa contro l’Impero ottomano; tentò invano, tramite pressioni diplomatiche, di fermare la persecuzione dei cattolici in Inghilterra dopo la "Glorious Revolution"; fu un mecenate delle arti e della Biblioteca Vaticana, arricchita con nuovi manoscritti. Morì nel 1691 per una erisipela evoluta in gangrena della gamba, lasciando un bilancio contrastante tra apertura diplomatica, zelo dottrinale e nepotismo (appena eletto papa nominò segretario di stato il nipote Giambattista Rubini; cardinal nepote, vicecancelliere di Santa Romana Chiesa, legato di Avignone, ecc., Pietro Ottoboni; generale della Chiesa e comandante delle truppe pontificie Antonio Ottoboni; soprintendente alle fortezze marittime e alle galee pontificie Marco Ottoboni; arricchì la famiglia con beni e prebende). Tuttavia andò anche incontro alle necessità della popolazione ordinando importanti sgravi fiscali e provvedendo alla salute dei cittadini e al decoro di Roma con alcune ordinanze sulla peste e sulla pulizia delle strade. I giuli di Alessandro VIII sono tutti molto rari e contesi.
    6 punti
  5. Ha ringraziato comunque, direi che non è il caso di insistere, lasciando semmai allo staff decidere se e come intervenire. Grazie.
    5 punti
  6. Buonasera a tutti, accadde oggi, 275 anni fa. Veniva alla luce S. M. Ferdinando nato a Napoli il 12 gennaio 1751 dal Re Carlo di Borbone e da Maria Amalia Walburga di Sassonia. Voglio omaggiarlo ricordandolo con qualcuna delle monete che lo ha raffigurato nei lunghi anni che ha regnato. Saluti Alberto
    5 punti
  7. Buon giorno, aggiungo altro peso per me angioino di grammi 3.77, quindi peso che richiama quello dei gigliati
    5 punti
  8. Esatto, era un articolo del novembre 2011, grazie per la citazione ! Allego il pdf per chi lo volesse rileggere 😉. Il mezzo grosso era il mio, qui in versione "a colori" (quel numero di Panorama Numismatico fu l'ultimo pubblicato con foto in B/N, peccato) : Ciao, RCAMIL. Articolo pubblicato PANORAMA NUMISMATICO con copertina.pdf
    5 punti
  9. Chissà perchè a volte ritornano... E' stato ripetuto molte volte che questo aspetto della T è dovuto ad una frattura di conio, ma l'errore di interpretazione persiste tra i collezionisti. Probabilmente è un passa-parola che rieccheggia ancora nei cataloghi e riverbera il vecchio fraintendimento (o forse è la necessità di creare varianti rare e dispendiose a tutti i costi). Ricordo che anche tra i 10 cent. 1811 (emessi solo dalla zecca di Milano) esiste una pseudo-variante IMPERAPORE (analogamente dovuta ad una frattura di conio), mentre una parola simile (IMPERARORE) nei 5 soldi 1814 M, è un vero errore di lettering (una R al posto di T).
    5 punti
  10. Sono normalissime 20 centesimi francese e italiana, come già detto. Quello che mi stupisce, e mi scusi @Lory81, è che dopo 23 anni dall' introduzione dell'euro ci si sia accorti solo ora che le monete coniate dai vari stati membri della UE, abbiano facce diverse. Capisco che non siamo tutti numismatici o appassionati, ma non averci mai fatto caso è un pò preoccupante. Non voglio e non è assolutamente mia intenzione offendere nessuno o fare polemiche, ma poi non stupiamoci se i falsari continuano a fare le monete false.
    4 punti
  11. @eliodoro credo anche io si tratti di un peso angioino, anzi ne sono convinto. Quella M sormontata da giglio sembra rappresentare proprio l'ordine impartito il 10 giugno 1342. Particolare anche la punzonatura al "R/" dove il giglio sovrasta quel .0I. Tale punzonatura che, assieme al giglio, appare successiva alla creazione del peso (la M è fusa con esso), porta ad ipotizzare che possa rappresentare il suo valore, ossia 10 grana. Ovviamente punzonato al contrario per mero errore. Una sorta di conferma che il peso poteva essere ancora utilizzato e quindi punzonato per ufficializzarlo o comunque renderlo valido. Bel pezzo!
    4 punti
  12. Pescata di domenica mattina, ciotola da 1 euro, : 3 grana 1810, variante NAPO. 5 centesimi 1826 Torino 6 tornesi 1800 1/4 di gulden 1944, Curacao 1 duit 1768, Compagnia delle Indie orientali olandesi ( mi sembrava un gettone...)
    4 punti
  13. Carissimi, Nel leggere certi pareri (che dovrebbero fornire aiuto tangibile a chi ne ha bisogno) mi cadono veramente le braccia! Poi mi dicono che sono tuttologo, sbruffone e antipatico. È vero: La verità fa male, ma se la volete, ecco come stanno le cose. Prima cosa: le monete non si possono comprare come fossero frutta in offerta al mercato (“mi da 2kg di mele e ci mette anche qualche odore?” - poi se vogliamo, la frutta, specie se in “offerta”, me la sono sempre scelta da me, che è sempre meglio ). @Ilnumisma, non puoi pensare di acquistare monete “tutte periziate fdc” macon “foto di pessima qualità”. È un ossimoro bello e buono! Altro punto nodale. Lo preciso per l’ennesima volta, sperando che venga recepito, almeno da coloro che tanto si prodigano tra benvenuti e suggerimenti vari: il cartellino con sigillo in bustina non rappresenta assolutamente una perizia (che invece è un’analisi di gran lunga più completa e approfondita, molto più onerosa sia in termini economici che di tempistiche di compilazione), ma solo un semplice parere di conservazione con cui il commerciante garantisce l’autenticità. Questa tipologia comprende monete comunissime ma tra le più belle che si possano trovare a prezzo molto abbordabile. Perché quindi, invece di acquistarle tutte insieme (fidandoti tra l’altro delle “pessime foto”), non cerchi invece di imparare a capire la qualità del metallo, apprezzandone l’integrità e la patina? (Integrità e patina… ci si potrebbe scrivere una piccola monografia!) Se la moneta è affetta da questo fenomeno ossidativo, non solo perderai “il valore della perizia” (che ora, spero, avrai capito essere marginale, tranne che per la garanzia d’acquisto nel caso di una restituzione entro i termini di legge), ma andrai ulteriormente a compromettere un metallo già compromesso di suo con un precedente lavaggio (è infatti questo che innesca poi il procedimento ossidativo). Ovviamente, tutto questo non solo incide sulla qualità della moneta, ma anche sul suo valore. Ultima cosa: lascia stare i prezzi dei cataloghi. Segui il mercato (tra aste pubbliche battute e online e le vendite concluse sui vari portali - ebay, catawiki) per farti un’idea dei prezzi reali in rapporto alla qualità. Diversamente, già te l’ho scritto, ci rimetterai di portafogli (e non credo che i soldi te li regalino) e di godimento (prima o poi). Capire l'effettiva qualità è fondamentale, perchè i prezzi riportati nei cataloghi vanno saputi anche interpretare in base alla qualità effettiva. Un esemplare come quello di seguito postato potrebbe costare anche più del prezzo di catalogo (infatti me lo sono tenuto, non l'ho venduto quando ho esitato la mia collezione). Un metallo vergine presenta un lustro integro, spiccato, graffiante! La patina poi è un aspetto indicativo di ciò e non un banale “surplus” che se c’è o non c’è non fa differenza. È vero che può essere un aspetto opinabile per quanto riguarda l’apprezzamento, ma la sua presenza ne impreziosisce di gran lunga l’appeal e ne avalla (soprattutto) la qualità. Ovviamente non è necessario essere fotografi per dimostrare che una moneta sia FdC. Ma conoscendo le peculiarità del FdC, si possono fare foto "brutte" ma che al tempo stesso evidenzino queste peculiarità (come questa di seguito, ad esempio). Ancora convinto che, sulla base di queste perplessità, sia un "affarone"?
    4 punti
  14. Un saluto a tutti. Porto a conoscenza un ennesimo errore in legenda per uno spicciolo di Filippo II, al rovescio si legge IN HOC SINGO anziché SIGNO
    4 punti
  15. Altro esemplare...San Marino...
    4 punti
  16. Pubblicazione originale: https://journals.plos.org/plosone/article?id=10.1371/journal.pone.0333440 Multidisciplinary study of human remains from the 3rd century mass grave in the Roman city of Mursa, Croatia Abstract During excavations in 2011, a peculiar archaeological feature representing a mass grave with seven completely preserved skeletons was discovered at the site of the Roman period city of Mursa (modern-day Osijek, Croatia). The archaeological context and direct radiocarbon dating indicate that the bodies were interred during the mid-3rd century CE. Bioarchaeological analysis shows that all seven individuals are adult males exhibiting numerous pathological lesions (e.g., enthesopathies, injuries). Carbon and nitrogen stable isotopes analysis indicates they had a mixed C3/C4-based vegetal diet with limited amounts of terrestrial animal protein and a very limited marine protein consumption. Ancient DNA analysis shows that individuals from the Mursa mass grave had a heterogenous ancestry. None of them show genetic continuity with the preceding local Early Iron Age population. The presented multidisciplinary analyses of the Mursa mass grave strongly suggest that the studied individuals were Roman soldiers, victims of a catastrophic event occurring as the result of the ‘Crisis of the Third Century’, most probably the battle of Mursa from 260 CE. I resti di sette soldati romani rinvenuti in un pozzo rivelano che potrebbero essere stati vittime della sanguinosa battaglia di Mursa Una ricerca multidisciplinare ha portato alla luce una fossa comune del III secolo contenente scheletri di legionari romani a Osijek, antica città di Mursa, nel pieno della crisi dell'impero romano del III secolo Gli archeologi hanno scoperto una fossa comune di soldati romani nascosta all'interno di un antico pozzo in Croazia. PLoS One (2025) Nel 2011, durante i lavori di costruzione di una biblioteca universitaria, gli archeologi hanno scoperto una fossa comune con sette scheletri in un antico pozzo a Osijek, in Croazia (l'antica città romana di Mursa). Ora, 1.700 anni dopo, in quella che nell'antichità era la prospera Mursa romana, è stata portata alla luce la possibile storia di questi sette soldati romani che furono gettati senza alcuna cerimonia in un pozzo d'acqua. Grazie a uno studio meticoloso pubblicato sulla rivista PLOS ONE, tutto sembra indicare che si tratta di soldati romani caduti nella battaglia di Mursa nel 260 d.C., uno degli episodi più oscuri e sanguinosi della cosiddetta crisi del III secolo nell'era dell'Impero romano. Una scoperta inaspettata sotto le fondamenta di un'università L'antico pozzo romano, catalogato come SU 233/234, ha un diametro di circa due metri e una profondità di tre. Oltre a rappresentare una reliquia millenaria, ciò che i ricercatori non si aspettavano di trovare era una fossa comune perfettamente conservata con sette scheletri umani completi, ammucchiati uno sopra l'altro, in diverse posizioni. Alcuni dei corpi giacevano a testa in giù, altri di lato, ma era evidente che tutti erano stati gettati nella cavità in fretta e senza alcun tipo di sepoltura rituale. Chi erano questi uomini? La scienza al servizio del passato Il team guidato dal bioarcheologo Mario Novak, dell'Istituto di Ricerca Antropologica di Zagabria (Croazia), ha utilizzato una vasta gamma di tecniche moderne per scoprire chi fossero i defunti del pozzo. In primo luogo, la datazione al radiocarbonio ha determinato che i corpi furono depositati tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con il periodo più critico dell'Impero romano: la crisi del III secolo. Non c'erano oggetti intorno a loro tranne una moneta abbandonata, coniata nel 251 sotto l'imperatore Ostiliano (figlio minore dell'imperatore Traiano), il che ha rafforzato la datazione degli scienziati. La posizione esatta del pozzo SU 233/234 durante lo scavo (segnata con un cerchio rosso). PLoS One (2025) Successivamente, le analisi degli isotopi stabili di carbonio e azoto estratti dal collagene delle costole dei resti hanno dimostrato che gli individui avevano seguito una dieta ricca di cereali come il grano e il miglio, con scarsa carne e praticamente nessun pesce. Questa alimentazione è coerente con quanto si sa delle razioni militari romane, in cui la dieta era composta principalmente da cereali come avena, grano e orzo (con un apporto calorico giornaliero di circa tremila calorie), il che indicava già un'identità comune: erano soldati dell'esercito. Perché gettarli nel pozzo? I sette scheletri erano tutti di uomini adulti; quattro di loro giovani (tra i 18 e i 35 anni secondo le stime) e tre di mezza età (tra i 36 e i 50 anni). Con un'altezza media di 1,72 metri (superiore alla media dell'epoca) e una corporatura robusta, le loro ossa presentavano segni di forte usura muscolare, fratture guarite e lesioni alla colonna vertebrale compatibili con anni di allenamento fisico e una vita militare intensa, come ci si aspetterebbe da un legionario romano. Ma la cosa più sorprendente erano le ferite perimortem, cioè quelle subite poco prima della morte. Uno degli uomini, identificato come SK 4, presentava una perforazione completa dello sterno, probabilmente causata da una lancia o da una freccia; un incisivo centrale rotto e un taglio profondo all'omero sinistro, forse causato da una spatha, la spada lunga dei cavalieri romani. Un altro presentava una ferita da taglio all'anca destra, probabilmente ricevuta alle spalle. Il pozzo SU 233/234 durante diverse fasi di scavo, che mostra la posizione degli scheletri. PLoS One (2025) «Le analisi multidisciplinari presentate sulla fossa comune di Mursa suggeriscono con certezza che gli individui studiati erano soldati romani, vittime di un evento catastrofico verificatosi a seguito della ‘crisi del III secolo’, molto probabilmente la battaglia di Mursa del 260 d.C.», spiegano i ricercatori nel loro studio. Inoltre, uno strato di osso nuovo suggeriva che i sette individui avessero probabilmente sofferto di un'infezione delle vie respiratorie inferiori poco prima di morire. «La presenza di una nuova formazione ossea periostica in quella zona dello scheletro è stata utilizzata come prova di malattia delle vie respiratorie inferiori nel registro archeologico», hanno osservato gli esperti. Un esercito multiculturale Una delle scoperte più affascinanti dello studio è stata l'analisi del DNA antico in quattro dei sette individui. I risultati hanno rivelato una grande diversità genetica; ad esempio, uno dei soldati aveva origini mediterranee orientali, un altro nord europee, un altro orientali e un altro ancora centro europee. Tutte queste informazioni confermano ciò che già sapevamo da fonti scritte: che l'esercito romano reclutava soldati da ogni angolo dell'Impero e anche da oltre, compresi i galli e i sassoni. La battaglia di Mursa Gli archeologi collocano questo ritrovamento nel contesto della battaglia di Mursa, combattuta nel 260 d.C. tra l'imperatore Galieno (che mantenne in vita l'impero nel suo periodo più buio) e l'usurpatore Ingenuo, che tentò di strappargli il trono in un momento di grande instabilità politica. Secondo gli storici classici, Galieno non mostrò alcuna clemenza verso i vinti e molti dei soldati furono giustiziati o abbandonati senza sepoltura. Il pozzo di Osijek potrebbe essere una di quelle fosse di punizione. Secondo gli esperti, tutto quadra. https://www.storicang.it/a/i-resti-di-sette-soldati-romani-rinvenuti-in-pozzo-rivelano-che-potrebbero-essere-stati-vittime-della-sanguinosa-battaglia-di-mursa_17645 https://www.stilearte.it/sette-soldati-romani-uccisi-e-gettati-in-un-pozzo-chi-erano-da-dove-venivano-cosa-accadde-in-quelle-ore-gli-archeologi-risolvono-il-cold-case-ecco-coshanno-scoperto/#google_vignette Sette soldati romani uccisi e gettati in un pozzo. Chi erano, da dove venivano, cosa accadde in quelle ore? Gli archeologi risolvono il cold case. Ecco cos’hanno scoperto Quando gli archeologi hanno aperto per la prima volta il pozzo romano identificato con la sigla SU 233/234 nella città croata di Osijek, quel che si sono trovati davanti era qualcosa di inaspettato: sette scheletri completi, uomini morti quasi 1.700 anni fa, silenziosi testimoni di un’epoca di caos e guerra. La loro scoperta, riportata in uno studio pubblicato ora su PLOS ONE (Novak et al., 2025), permette di vedere le conseguenza della crisi del terzo secolo d.C., un periodo in cui l’Impero Romano visse cinquant’anni di instabilità politica, guerre civili e invasioni straniere. Gli scavi del 2011 nell’antica Mursa, l’odierna Osijek, hanno permesso di recuperare scheletri che non erano semplici resti abbandonati: ogni osso raccontava una storia di vita militare, fatica fisica e violenza. La datazione al radiocarbonio li colloca tra il 240 e il 340 d.C., in coincidenza con episodi bellici documentati dalle fonti storiche, tra cui lo scontro tra l’imperatore Gallieno e l’usurpatore Ingenuo intorno al 260 d.C. “Tutto fa pensare a un singolo evento catastrofico”, spiega il dott. Mario Novak, principale autore dello studio. Gli uomini sembrano essere stati gettati nel pozzo subito dopo la morte, come testimoniano la disposizione articolata degli scheletri uno sopra l’altro e la moneta dell’imperatore Ostiliano datata 251 d.C. rinvenuta sul fondo. Ai tempi dell’Impero Romano, l’odierna Osijek, situata nell’est della Croazia, era conosciuta come Mursa. Fondata nel I secolo d.C., Mursa divenne una colonia romana sotto l’imperatore Adriano nel 133 d.C., assumendo il nome di Aelia Mursa. La città si trovava in Pannonia Inferiore, vicino alla confluenza dei fiumi Drava e Danubio, e fungeva da importante centro commerciale e militare. Mursa è celebre, appunto, per due significative battaglie che vi ebbero luogo. La prima, combattuta intorno al 260 d.C., – ed è il nostro caso – vide l’imperatore Gallieno affrontare l’usurpatore Ingenuo. Nonostante la scarsità di dettagli storici, si sa che Gallieno ottenne una vittoria decisiva, consolidando la sua posizione imperiale. La seconda, la Battaglia di Mursa Major del 351 d.C., fu combattuta tra l’imperatore Costanzo II e l’usurpatore Magnenzio. Questa battaglia è considerata una delle più sanguinose della storia romana, con gravi perdite da entrambe le parti, ma con una vittoria strategica per Costanzo II. Oggi, il sito archeologico di Mursa a Osijek offre una testimonianza tangibile del passato romano della regione, con resti di mura cittadine, strutture militari e reperti che raccontano la storia di questa importante città dell’antichità. L’analisi bioarcheologica mostra che tutti e sette erano maschi adulti, di età compresa tra i 18 e i 50 anni, con un’altezza media di 172,5 cm, superiore alla media dei civili dell’epoca. Le loro ossa rivelano anni di combattimenti e sforzo fisico: fratture guarite, segni di stress muscolare e danni alla colonna vertebrale compatibili con addestramento e vita militare. Alcuni scheletri presentavano traumi da combattimento evidenti: ferite da punta, tagli da spada e colpi contundenti, confermando che la loro fine non fu accidentale: morirono per mano nemica. L’intera fossa sembra quindi il risultato di un singolo evento catastrofico, probabilmente un epico scontro di Mursa nel 260 d.C., durante il quale il caos militare e politico della crisi del terzo secolo raggiunse il suo culmine. Cerchiata di rosso, la posizione esatta del pozzo SU 233/234. @ Crediti: PLoS One (2025) Per comprendere meglio le loro vite, gli studiosi hanno estratto il collagene dalle costole e analizzato gli isotopi di carbonio, azoto, stronzio e ossigeno. Questi dati rivelano non solo cosa mangiavano, ma anche da dove provenivano. La dieta era prevalentemente vegetale, dominata da cereali come grano e miglio, con quantità limitate di carne e quasi nessun pesce, coerente con le razioni ufficiali dei legionari romani. I segnali di stronzio e ossigeno indicano che alcuni dei soldati erano originari di regioni lontane: dal Mediterraneo orientale fino alle steppe pontico-caspiche, a conferma di una mobilità straordinaria dei soldati dell’Impero Romano. L’analisi del DNA antico ha completato il quadro: quattro scheletri hanno restituito materiale sufficiente per il sequenziamento, mostrando una diversità genetica notevole. Alcuni portavano lignaggi tipici dell’Europa settentrionale, altri della Grecia o delle coste dell’Asia Minore, altri ancora delle steppe eurasiatiche. Questi uomini erano parte di un esercito cosmopolita, reclutato in base alle esigenze militari dell’Impero, e la loro presenza insieme, caduti nello stesso scontro, testimonia la capacità romana di unire individui di provenienze lontanissime in un’unica unità combattente. La fossa comune di Mursa diventa così un microcosmo dell’Impero Romano: multiculturale, militarizzato, fragile sotto il peso delle proprie ambizioni. Ogni scheletro racconta anni di addestramento, di viaggi, di guerre e di sforzi fisici. Le ferite sulle ossa parlano di battaglie e sofferenze, mentre il DNA e gli isotopi tracciano storie di origini lontane, mobilità e adattamento. In questa prospettiva, il pozzo dimenticato non è solo un deposito di corpi, ma un archivio di esperienze, connessioni e vite interrotte da un singolo evento catastrofico. La deposizione rapida dei corpi, senza rituali funerari, suggerisce un trattamento brutale dei caduti, coerente con resoconti frammentari di guerra civile e invasioni barbariche. L’integrazione di archeologia, genetica e analisi isotopica restituisce a questi soldati una biografia precisa e concreta, trasformando un pozzo dimenticato in una finestra vivida sul cuore pulsante di un Impero in crisi. Come conclude lo studio, “L’analisi multidisciplinare della fossa comune di Mursa rivela il costo umano dei tumulti di Roma del terzo secolo, conservato per millenni nel silenzio di un pozzo”. Riferimento bibliografico: Novak M, Yavuz OE, Carić M, Filipović S, Posth C (2025) Studio multidisciplinare dei resti umani provenienti dalla fossa comune del III secolo nella città romana di Mursa, Croazia. PLoS One 20(10): e0333440. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0333440
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  17. Consiglio spassionato per martedì sera quello di seguire in presenza la conferenza...questa è una parte delle monete che si potranno guardare.
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  18. Buon pomeriggio. Continuo le mie incursioni nel viceregno caro amico @Litra68 aggiungendo un cavallo e cambiando regnante con questo 3 cavalli per Filippo IV GAC Che vi pare?
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  19. Se si disinteressa così rapidamente, si sarebbe disinteressato in ogni caso. La numismatica presuppone studio (tanto) e pazienza (tanta). Arka # slow numismatics
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  20. Il timbro con la svastica e l' aquila non è di fattura postale, fu sicuramente apposto su questa FDC come simbolo dell' occupazione durante l' evento. Le aquile naziste si differenziano principalmente in due tipi anche se vi sono molte varianti. L' aquila che vediamo sulla nostra busta e' la Reichsadler, emblema del Reich tedesco 1933–1945, l'aquila guarda oltre la spalla destra, ovvero a sinistra rispetto al punto di vista dell'osservatore. L' altra aquila si chiama Parteiadler (aquila della festa) ed è l' emblema del Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (NSDAP) noto come Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, o semplicemente Partito Nazista, l'aquila guarda oltre la spalla sinistra, ovvero a destra rispetto al punto di vista dell'osservatore.
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  21. In guerra andai, a te pensai, questa cartolina... 😁 Puntuale per il quarto compleanno della discussione, aggiungo oggi un nuovo tassellino alla conversazione: Sempre avanti per l'imperatore e l'impero! (Immer weiter vorwärts für Kaiser und Reich!) von Hindenburg Generale - Feldmaresciallo se ho decifrato la data correttamente è del giugno 1915 e da Wiesbaden si danno appuntamento: Caro Herbert, speriamo bene. Ci vediamo sabato prossimo. Vieni anche tu a caccia con noi, porta l'attrezzatura. no, non erano al fronte, solo che hanno usato una Wohlfahrtskarte, una cartolina di beneficenza tedesca. Gli introiti vengono devoluti a progetti sociali o iniziative di beneficenza, qui per (in alto a SX) Herausgegeben zum Besten des Deutschen Vereins für Sanitätshunde Oldenburg i. Gr. Pubblicato a beneficio dell'Associazione tedesca dei cani d'assistenza di Oldenburg che qualche anno dopo ha pure emesso una serie di Notgeld per i ciechi di guerra EIN AUFMERKSAMER UND HILFREICHER DIENER. EIN-RETTER-AUS-GEFAHR. EIN FÜHRER-AUF-STIEG-UND-STEIG EIN FÜHRER ZUR ARBEIT-FURS TAGLICHE BROT EİN SİCHRER FÜHRER. EIN TREUER WEGWEISER. UN SERVITORE ATTENTO E DISPONIBILE. UN SALVATORE DAL PERICOLO. UNA GUIDA PER SALIRE E ASCENDERE. UNA GUIDA AL LAVORO PER IL PANE QUOTIDIANO. UNA GUIDA SICURA. UNA GUIDA FEDELE. in alto; Deutscher Führhund Für Kriegs-Blinde Cane guida tedesco per ciechi di guerra ============ Un eroico saluto a tutti! Njk
    4 punti
  22. DE GREGE EPICURI Ho fatto un sacco di scoperte. Fra l'altro, è evidente l'uso "di ostentazione" di una parte di queste monete, grazie alla loro elevata qualità artistica dovuta all'arte di Leone Leoni: insomma, venivano coniate a volte in quantità limitata, e probabilmente donate ai "grandi del regno" ed a personaggi illustri, forse anche stranieri. Insomma, un po' la funzione svolta durante l'impero romano dai medaglioni. Poi c'erano, ovviamente, anche tutte le monete destinate primariamente alla circolazione. Quanto alla metrologia, al valore corrente del singolo pezzo, alle oscillazioni dei rapporti fra oro e argento, c'è veramente da perderci la testa! Ma esiste una ricca documentazione, anche per la zecca.
    3 punti
  23. Non tutto il metallo prezioso potè però essere caricato a bordo del Trout, ne rimaneva una quantità enorme. Ma altre navi non riuscirono a raggiungere Corregidor a causa del blocco giapponese, altri sottomarini non avevano spazio per caricarle, gli aerei erano impossibili da utilizzare a causa del peso delle monete. Così, quando fu chiaro che i giaponesi avrebbero conquistato le Filippine, venne presa l'unica decisione possibile: scaricare l'argento rimanente nella baia di Manila, di fronte all'isola di Corregidor, per proteggerlo dal nemico e, si sperava, recuperarlo in seguito. Argento costituito, quasi esclusivamente, da monete da 1 peso, coniate prevalentemente dal 1907 al 1912 (e quindi di peso e titolo ridotti), in pratica quelle che erano state accantonate a garanzia dei Silver Certificates. Sulla quantità totale le fonti sono discordi, scegliamo di dar credito a quella che, trattandosi di monete, dovrebbe essere la più autorevole, il Red Book, che parla di 15.700.000 monete da 1 peso. Corregidor si arrese il 6 maggio 1942. Circa 23.000 militari americani e 100.000 soldati filippini furono uccisi o catturati. Dopo la caduta delle Filippine, i giapponesi vennero a conoscenza dello scarico segreto dell'argento, e ordinarono ai filippini, e in seguito ai sommozzatori statunitensi prigionieri, di ripescarlo. Si trovava a una profondità di 120 metri, e i sommozzatori rischiarono la vita nel tentativo di sabotare il recupero. Tagliavano i sacchi dell'argento, rendendoli impossibili da raccogliere, ma alla fine circa 2 milioni di pesos (pari a1 milione di dollari) furono recuperati dai giapponesi. Poi, la guerra andò come sappiamo, i giapponesi furono sconfitti e gli americani ripresero possesso delle Filippine, anche se per poco: il 4 luglio 1946 venne proclamata l'indipendenza dell'arcipelago. Ma nel frattempo, le navi della Settima Flotta avevano provveduto al recupero delle monete, tutte tranne 5 milioni circa (anche qui le fonti sono largamente divergenti), che diventarono un leggendario tesoro sommerso Vediamo nella foto un palombaro che sta per immergersi per un recupero mentre qui un altro (o forse sempre lo stesso, chissà), da poco riemerso, si gode il frutto del suo lavoro, realizzando, anche se solo per il tempo di uno scatto, il sogno di tutti noi Oggi la gran parte delle monete salvate sono disponibili sul mercato collezionistico, dove sono facilmente riconoscibili poiché mostrano chiari segni della loro prolungata immersione in acqua salata, in particolare una corrosione scura fortemente resistente a qualsiasi tipo di pulizia e conservazione. Come vediamo chiaramente nella moneta a destra, 1 peso 1908-S, mentre quella di sinistra, 1 peso del 1907, sempre di San Francisco, si è un po' meglio conservata. (Collezione privata - Courtesy Numismatists of Wisconsin) petronius
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  24. Serata veramente interessante! Piccole "chicche" che non credo fossero conosciute dai più, come per esempio (per me) il diverso titolo tra scudo d'oro e scudo d'oro del sole (di pochi decimi di carato, ma diverso per differenti mercati!) dei primissimi anni del regno. Inoltre la presentazione in ordine cronologico ha consentito di apprezzare meglio l'evoluzione della storia delle monete e soprattutto dei conii del grane Leone Leoni. Considerando anche il copioso numero di monete presenti da visionare .......... veramente una bella serata di NUMISMATICA! Ringraziando anche, chiaramente @anto R per a disponibilità e del quale consiglio l'acquisito della pubblicazione presentata ieri sera.
    3 punti
  25. Come consueto alcune foto della interessantissima serata, grazie ad Antonio e alla Zecca Milanese...
    3 punti
  26. Bellissima serata, molto interessante la conferenza ottimamente esposta da Antonio Rimoldi, le monete trattate in questo primo periodo sono state viste sotto l'aspetto monetario ed artistico, infatti la quasi totalità dei conii approntati dal Maestro Leone Leoni, le serie emesse in anni differenti all'apparenza uguali ma con terminologie di attribuzione differenti (da Soldi a Reali). Molte persone hanno assistito in presenza alla conferenza e anche volti nuovi, e questo ci fa molto piacere, buona anche la presenza delle persone che hanno seguito online, al termine della conferenza si è avuto a disposizione un centinaio di monete e documenti dell'epoca. Un ringraziamento ad Antonio che sempre accetta i nostri inviti e a tutte le persone che hanno partecipato alla serata. Anticipo il fotografo ufficiale con qualche momento della serata
    3 punti
  27. @ozacido bellissimo esemplare, complimenti. Personalmente ho poca roba ed ancor meno foto sul pc, dovrei rimediare, però intanto posso dare un piccolo contributo con un stra-comune 3 piccioli sempre di Filippo II. Simpatico perché quasi interamente leggibile da ambo i lati.
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  28. L’articolo completo è qui. https://www.academia.edu/46592298/BOEHRINGER_C_Die_Barbarisierten_Münzen_von_Akragas_Gela_Leontinoi_und_Syrakus_im_5_Jahrhundert_v_Chr Le argomentazioni iniziali sono in tedesco, ma le discussioni che seguono sono in italiano, con vari luminari della numismatica. “E — per non rovinare il divertimento — uno degli argomenti principali è che molte delle monete barbarizzate provengono da tre città specifiche vicine tra loro e da un arco di tempo molto limitato, per cui potrebbero essere associate a territori sotto il potere di Ducezio, anche se non si tratta, a quanto pare, di una sua monetazione propria.
    3 punti
  29. Buona sera a tutti! Cerchiamo di riprendere questa conversazione... inizio con un bel 4 tari di Filippo II del 1559.
    3 punti
  30. Ciao @Ictino, posto per condivisione mio esemplare di antoniniano (coniato ed autentico) della stessa tipologia del tuo denario 🙂 23,50 mm 5,02 g RIC 388a
    3 punti
  31. Tanti auguri a tutti voi e sopratutto a Savoiardo, per tutte le risposte esaurienti che abbia fatto alle mie domande . senza perdere la sua pazienza. Bello anno a tutti per 2026
    3 punti
  32. Ciao, A die match if you are curious https://www.acsearch.info/search.html?id=7223921 / https://www.acsearch.info/search.html?id=11428289. Look at the 2nd tentacle from the left of the octopus especially. Just my opinion but this 2nd tentacle is slightly odd, there is an very empty gap under it. If you were to look at Boehringer 415-422 (no retrograde R, hair combed forward, "skinny" Arethusa) https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog#boehringer-415 the 2nd tentacle, all curls in towards the body. Also, the separated R glyph. In most the leg is connected to the top part of the R. The form of the glyph recorded by Boehringer. I don't think it is fake. Maybe barbarous? That 2nd tentacle from the left still does look weird to me, generally they did try to keep them close to the center, probably to minimize stuff of flan. All of the Boehringer ones do, and unfortunately he is not explicit as to why he calls the barbarous ones barbarous, but tentacle positioning is one of them. Not the best Arethusa head and lettering either. See the barbarous ones around https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog#boehringer-b15. The red is where I would expect the tentacle would be.
    3 punti
  33. Buongiorno. Sono due giorni che rincorriamo post in cui utenti si affrontano in punta di fioretto per questioni che dal tecnico sfociano nel personale. Io, personalmente, non ho le competenze per dire chi abbia ragione ma finché i toni rimangono pagati i discorsi che fate sono interessanti per tutti. Ma diatribe su punti di vista differenti che sfociano sul personale risolvetele in MP, meglio ancora davanti ad una birra ma non, e ripetiamo, NON è corretto che l'ambiente del forum venga intossicato da battibecchi che si fossilizzano su posizioni non risolvibili. Non fateci prendere ulteriori provvedimenti. Grazie
    3 punti
  34. Conoscendo la professionalità di Antonio non mancheranno chicche preziose. Soprattutto, credo, riguardo il primo periodo di coniazione.
    3 punti
  35. Falso d'epoca , entrato in collezione, di una piastra del 1800 , peccato non sia quella autentica 😅
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  36. Queste hanno lo stesso indirizzo della tua e aquila.
    3 punti
  37. Da Cronaca Numismatica la presentazione della conferenza https://www.cronacanumismatica.com/le-monete-milanesi-di-filippo-ii-conferenza-al-ccnm/
    3 punti
  38. L’iscrizione è quella “standard” dei dirham almohadi anonimi: al diritto (la seconda immagine): al rovescio (la prima immagine): La zecca di solito si trova in fondo a sinistra nel diritto: qui a livello della sede di zecca (cerchietto blu), dove è piuttosto usurato, non si vede nulla, per cui sembra essere uno di quei dirham a zecca ignota (altro elemento molto frequente nei millarès, seppure si trovino anche monete con caratteristiche molto suggestive per un millarès ma che portano il nome di una zecca almohade…)
    2 punti
  39. 2 punti
  40. Auguri a tutti per 2026 !
    2 punti
  41. Hi @Ajax it's a Constans II follis of Constantinople mint (it seems to be SB 1007, with star abobe the M) dated X... (so minted after the 650-651) overstrike over an early issue of Constans II, Constantinople mint, SB 1000 (year II = 642-643). SB 1007 SB 1000
    2 punti
  42. Mitologia Pirene (gr. Πειρήνη, lat. Pirene), figlia di Ebalo, l’uomo primordiale della Laconia, o (secondo altre versioni) del dio fluviale Acheloo, fu la ninfa amata da Poseidone che gli partorì due figli, Leche e Cencriade, dai quali presero nome i porti di Corinto Lecheo e Cencreo. Quando Cencriade venne ucciso accidentalmente da Artemide, Pirene pianse tanto da essere mutata nella fonte omonima, presso Corinto. Questo racconto rientra nella categoria delle numerose metamorfosi mitiche frequenti nella letteratura della tarda antichità, ed è solo formalmente collegato alla fonte Pirene; a Corinto, in realtà, esistono due fonti di questo nome, l’una nell’area urbana e l’altra sull’Acrocorinto. La più importante, Pirene inferiore, arricchita da un complesso monumentale, era secondo i miti più antichi la fonte cui si abbeverava Pegaso (alcuni mitografi dicevano, anzi, che essa era scaturita dalla roccia colpita dagli zoccoli di Pegaso). La connessione principale tra Artemide e Pirene si trova nella mitologia di Corinto, dove la prima protegge i porti e l’altra, come detto sopra, è una fonte leggendaria collegata a questi luoghi e alle vicende che vi si svolsero. Si deve ricordare che Artemide, dea della caccia, della luna, della natura selvaggia e protettrice delle partorienti e dei giovani, era venerata ad Atene anche come Artemide Munichia, dea del Pireo (il porto di Atene), legata ai confini e ai passaggi. Questo spiega la presenza della dea e della ninfa sulle monete di Corinto. (segue)
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  43. Da Hadrianeia di Mysia, un " very rare " esemplare in AE per Settimio Severo, con al diritto sua testa laureata ed al rovescio Cibele su biga con pariglia di leoni . Sarà a giorni, il 16 Gennaio, in vendita Concordia 38 al n. 656 .
    2 punti
  44. C’è anche da considerare che ad Oggi possono esserci dei conii o combinazioni di tali non censite.
    2 punti
  45. Salve, mi sembra un quattrino di Bologna "Bononia Docet"
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  46. Capisco la frustrazione ma riusciamo a passare oltre?
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  47. Grazie @xmabi2. Per persone come me è veramente importante un thread come questo per approfondire argomenti ed essere informato delle novità per le quali, onestamente, non riesco sempre ad aggiornarmi adeguatamente. Con la speranza di una atmosfera più serena, saluto tutti.
    2 punti
  48. Buona tondellistica e’ gia’ un insulto, quindi fai attenzione che da molte settimane stai rompendo oltre che a me ma a tutto il forum
    2 punti
  49. Invasione tedesca di Jersey giugno/luglio 1940, fu l'unica parte del territorio britannico occupata durante la Seconda Guerra Mondiale, occupazione che duro' fino al 9 maggio 1945. La busta e' una FDC dei due francobolli emessi precisamente il 29 giugno 1943, 2½d Blu: raffigurante il castello di Mont Orgueil, 3d viola: raffigura la raccolta delle alghe. L' isola durante l' occupazione fu trovata sprovvista di francobolli, pertanto furono approntate nuove emissioni con valore in vecchi penny inglesi, i francobolli furono stampati nella Francia occupata presso la tipografia Imprimerie Des Timbres-Poste di Parigi, disegnati dall'artista localel Edmund Blampied. Blampied inserì sottili simboli di resistenza nei suoi disegni come le iniziali "GR" (per George Rex) che furono nascoste nella voluta del disegno del francobollo. Ho paragonato gli annulli e credo proprio che la busta sia autentica.. non rara ma di valore.
    2 punti
  50. Quoto in toto. Ho provato a ripulire anche questa discussione, come l'altra sulle emissioni del 2026, ma a questo punto cerchiamo davvero di darci un taglio su queste polemiche, altrimenti dovremo prendere provvedimenti più seri che non il nascondimento di qualche post. Grazie.
    2 punti
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