Vai al contenuto

Classifica

  1. Ptr79

    Ptr79

    Utente Storico


    • Punti

      31

    • Numero contenuti

      2108


  2. Ale75

    Ale75

    Utente Storico


    • Punti

      30

    • Numero contenuti

      2925


  3. PostOffice

    PostOffice

    Utente Storico


    • Punti

      29

    • Numero contenuti

      5096


  4. Carlo.

    Carlo.

    Utente Storico


    • Punti

      28

    • Numero contenuti

      5694


Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 02/15/26 in tutte le aree

  1. Avendo iniziato l'iter per la messa in commercio del mio ultimo lavoro Vorrei segnalare alcune delle novità presenti. Si tratta di tipologie non segnatate fino ad oggi in nessuna pubblicazione. che pur non essendo inedito.... LE HARDELAY Contribution a l'étude de la numismatique vénitienne n° 117 e ... 😉
    8 punti
  2. Salve, Sarebbe forse il caso di applicare a voi stessi le vostre lezioni di cortesia? Quest’ultimo intervento particolarmente fuori luogo e le reazioni che suscita annullano tutti gli sforzi dei nostri professori di galateo per rendere questo forum più conviviale.
    6 punti
  3. Prendendo spunto da un'altra discussione mi sono chiesto: ma come (dove e quando) si chiamano queste monete?!? Le forme Pfennig, Pfenning o addirittura anche Pfening (senza la "n" doppia) sono varianti storiche della stessa parola e indicano la stessa tipologia di moneta, non monete diverse. Fino all’Ottocento inoltrato (e in pratica fino a circa il 1900) non esisteva una grafia unica standardizzata: le diverse regioni di area germanica ne utilizzavano di differenti sulle monete. Con la standardizzazione linguistica e monetaria tra XIX e XX secolo, e soprattutto con i sistemi monetari moderni, si è imposta definitivamente la grafia “Pfennig” - vedi la Germania pre Euro. Di conseguenza non ha senso parlare di forma “corretta” o “sbagliata” in assoluto: la forma va valutata in base al periodo e al contesto. Per una moneta moderna è corretto usare Pfennig, per una moneta più vecchiotta le altre grafie sono perfettamente legittime od addiruttura necessarie. In breve: non cambia la valuta, cambia l’epoca e la sua grafia. njk
    5 punti
  4. Gli anni di fine repubblica romana dal 43 a.C. al 36 a.C. sono gli anni nei quali il giovane erede di Cesare , Ottaviano , combatte' contro Sesto Pompeo il secondo genito di Pompeo Magno . La storia di questa guerra fu trattata principalmente dallo storico greco Appiano vissuto nel periodo d' oro dell' Impero romano , tra Traiano e Antonino Pio , scrisse una Storia Romana con particolare riguardo alle guerre civili , tra cui questa guerra che interessa . Altri accenni piu' o meno completi su questa guerra si trovano in altri autori antichi latini e greci . L' opera semi completa di Appiano non e' facilmente reperibile in commercio , pero' per chi fosse interessato a questo particolare periodo storico della fine della repubblica romana dal 43 a 36 a.C. , e' ancora in commercio dal lontano 1991 , tutt' ora disponibile , un libro di Giuseppe Pensabene : La guerra tra Cesare Ottaviano e Sesto Pompeo , edito da Gangemi Editore , di cui riproduco in foto la copertina e un breve estratto in quarta di copertina . Per gli appassionati di storia romana , repubblicana in particolare , un libro che non puo' mancare in biblioteca , ricco di tante informazioni anche sulla storia e sui Cognomi di Reggio di Calabria , oltre che di filologia in generale .
    5 punti
  5. Rivolgersi ad un sito come lamoneta è garanzia di serietà. Il web è pieno di notizie fuorvianti e di lestofanti che cercano di truffare proprio le persone che non hanno dimestichezza della numismatica.
    5 punti
  6. Buongiorno , vorrei condividere con voi la mia prima rupia della Somalia Italiana, 1910. Peso 11, 68 grammi, Moneta classificata come rara, va a fare compagnia alle altre due che possiedo , il quarto e la mezza rupia.
    5 punti
  7. Oggi sono rimasto su una media di 64 centesimi a moneta. Questo 5 centavos 1880 peruviano direi che è la moneta più interessante pescata oggi
    4 punti
  8. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta asburgica che, a mio parere, non è tra le tipologie che si vedono molto spesso qui sul Forum: un Kreutzer in rame battuto nel 1803 all'interno della Zecca di Gunzburg (H) durante il regno dell'ultimo Sacro Romano Imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena. Questa moneta, assieme ai pezzi da ½ e ¼ di Kreutzer, venne battuta per la circolazione interna alla cosiddetta "Austria Anteriore" (Vorderosterreich), corrispondente, al giorno d'oggi, ad una serie di territori facenti parte di Svizzera, Vorarlberg, Alsazia, Baden-Württemberg meridionale e Baviera. Sin dai tempi di Maria Teresa d'Asburgo, venne affidato alla Zecca di Gunzburg il compito di coniare monete per questa regione austriaca. La moneta di cui oggi vi parlo, presenta: al dritto, lo stemma coronato dell'Austria Anteriore circondato dalle iscrizioni "FRANC II D G R I S A H B R A A M B", Francesco II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria e Granduca di Borgogna; al rovescio, valore "EIN KREUTZER", millesimo "1803" e marchio di zecca "H" su quattro righe entro un elegante cartiglio. Condivido, assieme alle foto della moneta, anche un'utile cartina per identificare al meglio i territori della Vorderosterreich. Grazie per l'attenzione!
    4 punti
  9. Buongiorno a tutti, oggi vorrei presentare una medaglia dedicata al Santuario di Cussano, in comune di Fossano (CN). La medaglia in bronzo, coniata nel 1890 dallo Stabilimento Johnson di Milano, presenta dimensioni abbastanza rilevanti, con un diametro di 51 mm per 69,76 grammi. Al dritto, riporta la legenda SANCTUARI DEIPARAE A PROVIDENTIA CUSSANEI AP, con una rappresentazione del Santuario di Cussano e in esergo JOHNSON - MILANO. Al rovescio, riporta la legenda IN PERPETUUM CORONATA TRIUMPHAT DIE XI MAII MDCCCXC, con rappresentata l'apparizione della Vergine Maria al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa, in esergo A.C. INC. (Angelo Cappuccio Incisore - incisore anche del gettone da 20 centesimi per l'esposizione di Milano del 1906). il bordo è liscio, e una particolarità di questa medaglia è la profondità dei rilievi, che al rovescio "escono" dallo spessore del tondello. Riporto, come approfondimento, la storia del Santuario, tratta dal sito internet dello stesso. https://www.santuariocussanio.it/ La storia di Cussanio è strettamente legata all’apparizione della Madonna e al Santuario detto della “Madonna della Divina Provvidenza”. Prima, infatti, la zona era disabitata, destinata a pascolo o malsana, causa l’acqua che ristagnava sul terreno. Tutto iniziò, quindi, con l’apparizione della Vergine Maria al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa l’otto e l’undici maggio 1521. La Vergine guarì l’uomo sordo e muto dalla nascita e gli affidò la missione di predicare la penitenza a Fossano. Gli apparve poi una seconda volta e gli offrì del pane trovandolo affamato, deluso e deriso dagli uomini che aveva incontrato durante la sua missione. Fu in questo secolo che Fossano, afflitto come gran pane dei territori circostanti dalle guerre e investito dalla peste, si rivolse alla Vergine per scampare il male e fece erigere una cappella sul luogo dell’Apparizione della Madonna divenuto in quegli anni meta di pellegrinaggio. Fu eletta una cappella poi sostituita da una chiesa più ampia, all’arrivo a Cussanio, nel ‘600, dei padri Agostiniani della Congregazione di Genova; gli stessi frati costruirono anche il grandioso complesso del convento di fianco al Santuario. Nel 1617 si affidò l’officiatura della cappella ai frati Agostiniani della Congregazione di Genova; i lavori per l’erezione del Convento e l’ampliamento della chiesa furono affidati all’architetto e incisore fossanese Giovenale Boetto e ad Alessandro Thesauro. Tra il 1618 e il 1648 si realizzò parte di un progetto che prevedeva che il convento fosse formato da quattro chiostri separati tra loro da due maniche di fabbricato disposte a croce greca; successivamente i padri fecero ingrandire anche la chiesa, probabilmente su disegno dello stesso Boetto, autore negli stessi anni di una incisione su rame che rappresenta la più antica raffigurazione del miracolo di Cussanio (Fossano) che ci sia stata tramandata e che venne divulgata in gran copia dai padri per divulgare il culto mariano. L’interno della chiesa fu ornato tra il 1656 e il 1657 con almeno tre tele del pittore fiammingo, Giovanni Claret residente a Savigliano: sopra l’altare maggiore, “La Madonna di Provvidenza”; sull’altare centrale della navata destra “La Madonna col bambino, San Giuseppe, Sant’Agostino”, detta anche “La Madonna della Cintura”; infine “San Nicola da Tolentino” conservata nei locali del Santuario. Tra il 1690 ed il 1740 la decorazione interna si arricchì degli oli di Giovanni Francesco Beaumont, “La Madonna col bambino e San Francesco di Sales” delle opere e di altri pittori a noi non noti. Crebbe tra il Seicento ed il Settecento l’importanza e la prosperità del santuario di Cussanio. I rivolgimenti intervenuti con la Rivoluzione francese interessarono il Santuario che conobbe in quegli anni un periodo di decadenza: i Padri Agostiniani furono costretti a lasciare il convento e non tornarono più nemmeno dopo la restituzione delle proprietà alla Chiesa avvenuta durante la restaurazione. La rinascita del Santuario fu possibile soltanto con l’arrivo in diocesi del Vescovo Emiliano Manacorda nel 1872, amico di san Giovanni Bosco, il quale rivendicò la proprietà del Monastero che era tra i beni confiscati a seguito delle Leggi di soppressione del 1866, e avviò la ristrutturazione della Chiesa. Nel 1875 ebbero inizio i lavori diretti da Giuseppe Maria Magni: la chiesa a navata unica fu prolungata, il vecchio coro fu trasformato in presbiterio e il nuovo coro fu sistemato dietro l’altare maggiore, furono edificate due navate laterali e gli altari di marmo divennero sette. Al centro della navata si elevò la maestosa cupola e sul fronte principale si ricostruì interamente la facciata ornandola di tre gruppi marmorei e di un peristilio con soprastante terrazzo. La decorazione della chiesa così ristrutturata fu affidata a Giuseppe Rollini Intra che dipinse la “Natività” e la “Crocefissione” nel presbiterio oltre che diverse scene evangeliche e bibliche nelle volte.
    4 punti
  10. Dopo due pagine di discussione, qualcuno vorrebbe, per cortesia, provare a identificare la moneta? Altrimenti tanto vale chiudere. E ricordo, per l'ennesima volta, che riprendere un comportamento ritenuto poco corretto (e non è certo il caso di @giuliodeflorio della cui correttezza anche lo staff è consapevole), spetta ESCLUSIVAMENTE al CdC, al quale, eventualmente, vanno segnalati tali comportamenti. Grazie.
    4 punti
  11. Ciao a tutti; lo scorso anno ho scritto un articolo sulla RIN, a proposito della zecca di Chiusi, dei grossi e di un inedito picciolo. Sto facendo alcuni approfondimenti e volevo chiedere a chi lo ha letto un parere sull'interpretazione dei dati materiali. Vi allego il link al file, così chi volesse leggerlo può farlo. https://www.academia.edu/129445883/La_zecca_medievale_di_Chiusi_secc_XIII_XIV_aggiornamenti_storico_numismatici_ed_uno_studio_sui_conî Grazie a chi vorrà mettere le proprie annotazioni. Un saluto, Magdi
    4 punti
  12. Buongiorno @ARES III tu hai perfettamente ragione sul fatto che purtroppo il saluto sta diventando sempre cosa piu rara,però se vai a leggere i post precedenti di @giuliodeflorio vedrai che è stato sempre educato e ha sempre ringraziato,sarà stata solo una dimenticanza questa volta 🙂
    4 punti
  13. Buongiorno a tutti Condivido una lira della mia collezione,
    4 punti
  14. Ciao. Più che i dettagli, bisogna "leggere il metallo". Ti allego un confronto che vale più di mille parole. A sx un esemplare in "stato zecca", a dx l'esemplare in questione. Come vedi, una certa "differenza" è ben percepibile. L'usura aggredisce per prime le zone più esposte e aperte del modellato. In questo caso il ritratto del re (zigomo, guancia) oppure la pancia del cavallo in primo piano. I seni sono un dettaglio molto piccolo e "protetto" da altri rilievi. Se fai caso, la pancia del cavallo in primo piano è più alta dei seni, quindi più esposta, ed è quella la zona a usurarsi per prima. Poi, come dice Giovanni, questa zona è sovente afflitta anche da debolezza e quasi sempre martoriata dal "segnetto infame" (anche su questo esemplare). Attenzione perchè esprimersi sulle foto è pericoloso, specie sul contorno di questa moneta. Tassativa la visione diretta, e, tassativa la comprensione di quello che si guarda. Se avete i soldi non acquistatela con leggerezza. Per la tipologia le irregolarità del ciglio sono normali visto il peso della moneta e la particolare finitura del modellato del bordo. Il FERTin genere non è un problema come nei moduli più piccoli per via del maggior spessore del tondello. Sembra ci siano delle ondulazioni degne di essere attenzionate. Ecco perchè scrivevo della necessità della visione diretta e consapevole di cosa guardare. La "bava di conio" è più una legenda che una realtà. Viene erroneamente chiamata in causa per enfatizzare l'altissima conservazione... ma non è questo il caso chiaramente. Qui si tratta di un semplice e sottile esubero di metallo derivato dalla deformazione del metallo del tondello sotto la pressione dei conii. La "bava di conio", se così vogliamo chiamarla (non conosco il termine tecnico) è presente sulle monete appena uscite dalla pressa sarebbe (qualora ne rimanesse un debole residuo) talmente sottile che si spezzerebbe al solo guardarla. Lo so, è molto meno romantico, ma questa è la realtà.
    4 punti
  15. Buongiorno. Condivido con piacere questa medaglia in bronzo, di grande modulo. Medaglia coniata nell'occasione del III Congresso Internazionale Geografico tenutosi a Venezia nel 1881. Medaglia proveniente dalla collezione Voltolina e pubblicata nell'ultimo lavoro del Mezzaroba , Venezia attraverso le medaglie. Si tratta di una medaglia premio, questa è del secondo tipo. D/ SOCIETÀ GEOGRAFICA INTERNAZIONALE ROMA R/ RICORDO DEL TERZO CONGRESSO GEOGRAFICO VENEZIA 1881 al centro PREMIO DI SECONDA CLASSE Medaglia che mi ha colpito per il bello stile e per la bella rappresentazione al dritto, con l'Italia Turrita al centro, posta davanti al mondo e circondata da 5 volti femminili che rappresentano altrettante etnie che popolano il pianeta. Sarebbe bello riconoscerle con precisione. La medaglia è in FDC pesa 153,22 grammi e ha un diametro di 68,7 mm In quel congresso fu discussa tra le varie anche l'adozione dell'ora universale che venne poi ridiscussa e approvata tre anni dopo nel 1884, a Washinton, scegliendo Greenwuich come meridiano fondamentale. Scelto per unificare la navigazione e i fusi orari... Benvenuti ulteriori commenti. Ecco la medaglia
    4 punti
  16. E per 64 centesimi ciascuno ho preso anche una coppia di gettoni a tariffa ridotta 1944 di Milano
    3 punti
  17. Buonasera, sono tutte e tre autentiche e in perfetta tariffa , Argentina , Uruguay e Perù, sono viaggiate e spedita come si vede alla ditta Filigrano presso Alitalia, che poi le riportava in Italia, sono tre aerogrammi piuttosto comuni, ne hanno prodotte migliaia di pezzi, ma comunque sono patrimonio della nostra storia postale saluti
    3 punti
  18. Ciao @ditantointanto è un dirham mamelucco del sultano Baraka Qan zecca di Damasco. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=207838
    3 punti
  19. Salve @ARES III però una cosa te lo devo dire.. non si fa così eh...non hai salutato nel primo intervento in questo post 😂 logicamente la mia è una battuta sarcastica per allentare un po gl attriti dell altro post...che non si arrabbi nessuno 😉
    3 punti
  20. Assolutamente si ! La busta non e' una classica ortodossa FDC (First Day Cover) in quanto non porta con sé il Francobollo emissione dell' evento, ....ma una busta filatelica che riporta l' annullo speciale dell' evento in rosso del 5 giugno 1970 + l' annullo di partenza di Fiumicino Aeroporto del 6.6.70 ore: 12, quindi del giorno dopo. Come dicevo la busta non ha francobolli emessi specificatamente per l' evento, ma Francobolli dell' epoca attinenti al volo aeronautico, un esemplare da 50 Lire del 50° anniversario del volo Roma Tokyo emissione del 2 maggio 1970 + 100 Lire di posta aerea emissione dell' emissione del 16 febbraio 1948. Sul retro della busta abbiamo l' annullo di arrivo del 6 giugno 70 all'Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York. JAMAICA, NY: Non si riferisce alla nazione caraibica, ma a Jamaica, un quartiere del distretto del Queens a New York City. L'aeroporto JFK si trova fisicamente all'interno di quest'area, e Jamaica funge da hub logistico e postale principale per tutta la zona. Come richiesto nella scritta in rosso sul dietro (Please soon after arrival return via T.W.A. to via carale di Masera..."), la busta ritorna a Domodossola che al tempo era in provincia di Novara il 17 luglio 1970 a Domodossola Stazione. La busta e' in perfetta tariffa come lettera ordinaria per gli USA con 150 Lire di affrancatura, .....ma il ritorno in Italia fu creato artificiosamente dal mittente mettendo un indirizzo di poste restante fasullo, la busta a questo punto fu gestita come posta non recapitabile e restituita al punto di origine cioe' al mittente. Con questo sistema si sono ottenuti gli annulli speciali del volo. E' una busta interessante artificiosamente filatelica.
    3 punti
  21. DE GREGE EPICURI @joannes carolus Ti cito le poche cose che conosco: 1.Sulle imitazioni di 3° e 4° secolo sono usciti molti lavori. Ad esempio (ma è uno fra tutti): Frédéric Weber, "Les Imitations radiées du IIIe siècle" che puoi scaricare: http://www.fredericweber.com/articles/imitations_radiees.htm 2.Sui radiati del Limes, proprio a seguito della discussione che hai citato, è uscito su Monete Antiche n. 46 (luglio-agosto 2009) un articolo : "Suberati e denari di bronzo" di Fabio Bourbon con la collaborazione di Gianfranco Pittini. 3. L'unica Silloge (provvisoria!) di Denari del Limes a me nota (in totale 243 tipi) è uscita sulla rivista Ticinum di Pavia, anno XI, n, 1 (26) a cura di Giancarlo Mazza e Giovanni Tredici. Non è facilmente reperibile, si trova ad es. alla Biblioteca Numismatica della SNI a Milano.
    3 punti
  22. Ciao, a prescindere dal ritratto ( che può trarre in inganno) ed analizzando la legenda visibile anche se non pienamente leggibile personalmente tenderei ad escludere l'imperatore Filippo l'Arabo. Sembrano infatti ben visibili le lettere C G ( vedi foto) . Sempre dal ritratto e dalle lettere io propendo per l'imperatore Gallieno. Per la tipologia per come è posizionata la figura personificata sul rovescio e dalla lettera S che si vede bene ( guarda foto) potrebbe, ed il condizionale è più che d'obbligo, essere la Virtus. Tu con moneta in mano magari riesci a vedere di più e ad avere riscontri positivi o negativi su quanto detto 🙂. Attendiamo ulteriori pareri.
    3 punti
  23. Il primo ventennio del Novecento vede un radicale rinnovamento delle monete americane. Che forse non saranno state "di atroce bruttezza", come sosteneva Roosevelt, ma di sicuro erano state, negli ultimi decenni del secolo precedente, a dir poco "statiche", senza particolari guizzi di fantasia. Le cose incominciano a cambiare nel 1907 con le monete d'oro di Saint Gaudens e Lyon Pratt viste nelle pagine precedenti, ma è nel 1909 che avviene una svolta davvero radicale: per la prima volta, su una moneta destinata alla più ampia circolazione, compare una persona reale, il Presidente Lincoln, ritratto sul centesimo nel centenario della nascita. E di questo abbiamo già parlato Così come abbiamo parlato del nichelino coniato a partire dal 1913, primo, vero omaggio ai Nativi Americani e alle loro tradizioni, con il più realistico ritratto d'indiano mai comparso su moneta, e il bisonte, fondamentale nella vita e nella cultura delle tribù delle pianure. Ma un anno ancora più cruciale nell'ottica del rinnovamento, è il 1916. In quell'anno, sono ben tre le monete americane ad essere rinnovate. Di una di esse, il Mercury dime abbiamo già parlato, ne restano ancora due Una moneta indecente Una delle tante leggende che rendono affascinante la monetazione americana, racconta che quando il quarto di dollaro disegnato da Hermon MacNeil venne messo in circolazione, gli americani si sentirono offesi e scandalizzati dalla sfacciata esibizione di un seno nudo della Lady Le accese proteste convinsero la Zecca a correre ai ripari, "riparando" il petto di Lady Liberty sotto una più casta, e "virile", cotta di maglia metallica. Si tratterebbe, appunto, solo di una leggenda, non è mai stato trovato alcun documento che supporti questa storia. La realtà sarebbe molto più semplice, il disegno fu modificato, dopo appena un anno, per motivi tecnici (vennero apportate anche altre modifiche) e politici: una Liberty piú "guerriera", quale appariva rivestita da una corazza, poteva anch'essa servire a sensibilizzare un'America da poco entrata nella Prima Guerra Mondiale. petronius
    3 punti
  24. no, l'utente storico ha sbattuto il muso contro gli orpelli ed è ancora sotto shock, forse due sani schiaffoni lo potrebbero ridestare
    3 punti
  25. Ciao caro, Confermo che la moneta è attualmente in vendita da un commerciante del nord Italia. Dalle foto confermo che siamo in area spl. E' una moneta che richiede una certa preparazione. Con cifre importanti in gioco, non è un acquisto da fare a "cuor leggero". Da attenzionare il bordo, che va valutato con attenzione.
    3 punti
  26. Vediamo anche il lato postale che non mi piace mai tralasciare, anche se ripetitivo sono tutte un unicum, hanno sempre qualcosa di diverso dalle altre.... ...la cartolina e' in perfetta tariffa per l'interno con l' opzione di affrancatura ridotta "solo firma e data", col il sempre bello 10c color seppia Augusto della serie Imperiale del 1929. Annullo di partenza meccanizzato con targhetta pubblicitaria VISITATE L' ITALIA di ANCONA FERROVIA del 28 IX 39 XVII a.E.F. alle ore: 23 24 (per essere precisi che non fa mai male). Annullo di arrivo.. guller con lunette barrate di MASCALUCIA (CATANIA) del 30 Set 39. (Arrivi da record per l' epoca). Gli annulli sono nitidi e belli entrambi che non e' mai poco in una affrancatura. La cartolina nell' insieme e' BELLA da non sottovalutare, VERA STORIA POSTALE ! ... Che puo' dare spunti storici, ragionamenti e visioni di un'epoca a 360°.
    3 punti
  27. Aggiungo un Giulio della zecca di Ancona con effige di San Pietro riportato in patria da terra straniera. Conservazione discreta ma piacevole.
    3 punti
  28. Ciao, Lo stile del ritratto è caratteristico di Costantinopoli: https://www.nummus-bible-database.com/images/800x376/82294.jpg
    3 punti
  29. Monete austriache da 100 schilling in argento 640 coniate per il mercato collezionistico.
    3 punti
  30. Salve. Pubblico le foto della mia moneta che, mi sembra, confermino in pieno quanto argomentato da Fondamentale. Saluti.
    3 punti
  31. Che la cartolina abbia l' annullo di partenza di ANCONA FERROVIA del 28 IX 39 non è un caso. Infatti nel 1939 era presente un aeroporto militare nella zona di Ancona. Più precisamente si tratta dell'aeroporto di Ancona-Falconara (situato a Falconara Marittima), la cui storia militare è legata a quella dell'aviazione italiana nel periodo tra le due guerre e durante il secondo conflitto mondiale. Nato inizialmente per scopi di emergenza, l'aeroporto iniziò a svilupparsi negli anni '30. Nel 1936 fu istituita a Falconara una scuola di volo militare e nel luglio 1939, lo scalo fu ufficialmente intitolato a Danilo Barbicanti, pilota anconetano morto nel 1931. All'epoca era un campo d'aviazione utilizzato dalla Regia Aeronautica, Inoltre, nell'area di Jesi, sempre in provincia di Ancona, era presente un altro aeroporto militare (chiamato "Aeroporto di Jesi") anch'esso attivo alla vigilia della guerra. Quindi la cartolina ha senso inviata da quella zona. Inoltre il cognome Rapisarda è legato alla nobilita Catanese, infatti esiste una Via Rapisarda a Catania. Se fa piacere SEGUE per altro..
    3 punti
  32. @EmilianoPaolozzi, qualche restauro l'ho fatto, se vuole mi mandi delle foto per rendermi conto della situazione. Allego qualche foto di lavori eseguiti. Eventualmente mi contatti su messenger. Buon fine settimana.
    3 punti
  33. E mi sono reso conto che nel gruppetto, sempre a 64 centesimi, ho pescato anche 1 dihram 1960, unico millesimo in argento..
    2 punti
  34. Gli annulli postali di tipo Guller con la dicitura "Sezioni Riunite" identificavano uffici postali situati in grandi città nati dalla fusione amministrativa di diversi servizi o ripartizioni interne. Il termine indicava che in quell'ufficio erano state accorpate diverse funzioni (ad esempio pacchi, raccomandate, servizi a denaro o telegrafici) che precedentemente venivano gestite in sezioni separate o in sportelli distinti dello stesso edificio. Anche questi non sono comuni. Abbiamo poi gli annulli postali "frazionari", erano speciali timbri introdotti a partire dalla metà degli anni '10 del Novecento (circa 1914-1915), caratterizzati dalla presenza di due numeri all'interno della corona circolare a volte all' interno delle lunette. Questi bolli avevano lo scopo di identificare in modo univoco e rapido l'ufficio postale di provenienza, indipendentemente dal nome dell'ufficio, facilitando le operazioni di smistamento e contabilità. Il numero di sx identifica la provincia il numero di dx identifica lo specifico ufficio postale all'interno di quella provincia. Montagano e' un piccolo paese in provincia di Campobasso di neanche mille abitanti al giorno d'oggi, figuriamoci quanti ne poteva avere nel 1926, (questo e' un annullo che mi piace molto). Gli annulli nitidi sono sempre un "plus" valore sotto tutti gli aspetti. Busta interessante anche per i Marcofili. Bella anche la coppia dei due 30c grigio nero Michetti come ben spiegato dall' amico AngeloCF, che danno ulteriore valore alla busta. OTTIMO ACQUISTO ottima scelta !
    2 punti
  35. La possibilità di lecito acquisto e possesso c’è sicuramente, tant’è vero che vi sono i commercianti di monete antiche con licenza dello Stato… il rischio, quando c’è di mezzo lo stato italiano, c’è su tutto, non solo sulle monete antiche…. Diciamo che su queste ultime , complice una legislazione profondamente idiota e totalmente a discrezione degli inquirenti come applicazione e interpretazione, bisogna muoversi con attenzione e, come dico spesso: “a volte bisogna essere intelligenti anche per gli altri” e controllare che siano veramente in regola e che facciano quello che devono fare.Perche poi i problemi sono dietro l’angolo…. Non è il caso di Nomisma, ma ci sono tantissimi commercianti numismatici senza alcun titolo per lavorare , né licenze né regolarità amministrativa, che magari sono attivi da anni , ogni tanto gli danno una torchiata, gli sequestrano lo stock, stanno fuori dai giochi per un po’, e poi li ritrovi al convegno dopo , con tavoli di monete da decine o centinaia di migliaia di euro, ma totalmente abusivi nell’esercizio dell’attività…. E non te lo dicono mica quando compri, anzi; ti fanno anche pseudo fatture con diciture fantasiose( “servizi generici”, è una delle tante” monete fuori corso” un’altra , emettere uno scontrino non descrittivo è altrettanto irregolare per le monete antiche e tanti altri sistemucci ) che non valgono assolutamente nulla dal punto di vista legale della liceità del possesso … devi capire tu se sono commercianti regolari o no… informandoti presso le associazioni legalmente riconosciute( una sola in Italia: la NIP, tutte le altre non contano nulla legalmente) o, per esempio , controllando le fatture che siano fatte a norma di legge, che abbiano la licenza specifica per il commercio di monete antiche , che siano realmente ditte attive…che citino i numeri di registro di carico in ingresso e uscita , e così via Purtroppo chi dovrebbe controllare la loro regolarità, o non lo fa, o , a volte, è a libro paga… quindi non v’è certezza … CAVEAT, dicevano i latini .
    2 punti
  36. Conosciamo meglio l'autore di questa "moneta indecente" Hermon A. McNeil Hermon Atkins McNeil nasce a Everett (Massachusetts) il 27 febbraio 1866. Importante esponente del movimento artistico noto come American Renaissance (del quale abbiamo parlato più volte), è oggi tuttavia ricordato soprattutto per il quarto di dollaro coniato a partire dal 1916, sebbene sia stato presidente della National Sculpture Society, e abbia presentato le sue sculture (oggi in vari musei degli Stati Uniti) nelle più importanti esposizioni della sua epoca, quali la World's Columbian Exposition del 1893, l'Expò di Parigi del 1900, la Pan-American Exposition del 1901, la Louisiana Purchase Exposition del 1904, la Panama-Pacific Exposition del 1915. Per la Pan-American Exposition del 1901 realizzò questa bella medaglia, che celebra gli Indiani d'America, che per un decennio furono la sua passione e il suo soggetto principale. (Collection of The Art Institute of Chicago) Il suo interesse per i Nativi era nato all'inizio degli anni '90 dell'Ottocento, quando, di ritorno da un periodo di studio e perfezionamento a Parigi (tappa d'obbligo per tutti gli artisti americani dell'epoca), aveva visitato a Chicago la mostra Wild West di Buffalo Bill, rimanendone affascinato. Dopodiché, intraprese un lungo viaggio nel Sudovest, durante il quale studiò la storia, i costumi e le cerimonie delle tribù locali. Per il decennio successivo, MacNeil si concentrò su soggetti indiani nel tentativo di riabilitare la loro immagine: tra le varie sculture prodotte in questo periodo, la più famosa è senz'altro Sun Vow, il Voto al Sole. (Metropolitan Museum, New York) Ispirata, apparentemente, alla cerimonia d'iniziazione dei Sioux, raffigura un indiano seduto a lato del suo figlio adolescente, che ha appena scoccato una freccia verso il sole. La scultura vinse la medaglia d'argento all'Expò di Parigi del 1900, e quella d'oro alla Pan-American Exposition di Buffalo l'anno seguente. Sun Vow era tenuta in così alta stima che Lorado Taft nel suo History of American Sculpture del 1930, scrisse: "Questo gruppo è abbastanza buono e abbastanza importante da assicurare al suo autore un posto permanente nella storia dell'arte Americana." Continua...
    2 punti
  37. eccomi ordine 20/01 contenente i 2€ fdc + proof e le due div. L'altro con la div proof +sede vacante 5 e 2 me lo da in preparazione
    2 punti
  38. Il mittente è il Soldato (Pvt.) Thos. Throckmorton (matricola 33917400). Apparteneva alla 202nd Military Police Company, facente parte del comando U.S.F.A. (United States Forces in Austria). Questa unità era responsabile della sicurezza e della guardia d'onore per il quartier generale del Generale Mark Clark a Vienna. La lettera era indirizzata alla signora Thos. Throckmorton al 213 Garden Avenue a Grove City, Pennsylvania. Sotto il 213 di Garden Avenue a Grove City dove arrivo' la busta.
    2 punti
  39. Salve Quindi dare il buongiorno e mettere un grazie quando si domanda qualcosa a qualcuno è un orpello ? Da ciò si capiscono molte cose... @torpedo tranquillo non stiamo litigando (al meno non io) , ma si stanno esponendo due visioni del mondo. Comunque hai ragione, basta una sola e magica parola (grazie): non credo che sia talmente difficile o faticoso o costoso aggiungerlo. O se lo è per qualcuno, penso (ma posso sbagliarmi) che sia meglio che vada a pagare una perizia (anche se ho dei dubbi che ci siano molti periti che accettino un lavoro da parte di persone che tengono un comportamento sgarbato). Il grazie non è solo una questione di galateo ma piuttosto è il livello minimo di civiltà/educazione che dovremmo avere tutti nel nostro bagaglio relazionale.
    2 punti
  40. ha il peso e la dimensione per essere una crocetta romana, mi pare di vedere una ghirlanda, quindi direi epoca di Teodosio II probabilmente
    2 punti
  41. Scusa @Pxacaesarma se vuoi intervenire puoi farlo, non fare il timido. Io esprimo un'opinione motivandola, perché non ti esprimi anche tu ? Non mi sembra di aver scritto qualcosa di sbagliato....ma se l'ho fatto, mi scuso. Comunque a casa mia hanno insegnato che quando ci si relaziona con le altre persone bisogna sempre avere un minimo di educazione... Iniziare una richiesta (per di più gratuita) con "Gradirei" non penso che sia il massimo di rispetto nei confronti degli altri (sia interlocutori sia semplici lettori), anche perché neppure in una bettola ci si potrebbe mai rivolgere all'oste in questo modo (senza un saluto e un ringraziamento )... Se facciamo passare tutto dove andremo a finire ? Forse saremo noi a dover dire grazie ? PS: l'utente non è nuovo ed è iscritto pure da un ventennio, quindi ormai dovrebbe sapere come funziona. E se non lo sa, possiamo sempre fargli presente la situazione. Un ultima cosa, non è che se sei perplesso smetterò di far presente queste situazioni agli utenti poco inclini all'uso delle formule di cortesia!
    2 punti
  42. Se ha la croce allora potrebbe essere romana tardo impero, magari proviamo a chiedere a @Poemenius (che un giorno mi manderà a quel paese per tutte le volte che lo chiamo in causa 😁😉)
    2 punti
  43. L' annullo postale di partenza e' il meccanizzato a linee ondulate di Ancona + il timbro che convalidava la franchigia del Comando militare di ??????? Ancona non si capisce di quale arma. Vi e' poi un altro annullo sul retro non nitido abbastanza per essere letto. Quindi da Ancona con destinazione Vallata (Avellino).
    2 punti
  44. Salve Ulpianensis, fare una Cronologia di questo tipo di grossi non è facile, sono anni che li sposto nel monetiere per stabilire quale sia la primo coniato a , a volte mi sembra uno tipo a volte un altro, probabilmente è il suo bello,tanto la conferma l' avremmo solo con un grosso rinvenimento o se fossimo vissuti nel periodo sarebbe un mio sogno ma è irrealizabile, per stabilire quelli più vecchi io guardo le crocette più sono semplici ( 4 triangoli staccati quindi per fare la crocetta ci voleva di battere il punzone 4 volte) secondo me è l'unico modo per provare a fare una Cronologia, il grosso a sinistra e quello che mi sembra più "vecchio" quello centrale e l' unico che non ha le stanghette per unire i tre punti della corona,quello a destra invece la corona completamente diversa e pure il volto santo differisce (ex coll. Pezzini) al momento e l'unico esemplare che conosco fatto cosi.
    2 punti
  45. confermo la mia prima ipotesi
    2 punti
  46. Ciao a tutti. L'antoniniano è con pochissimi dubbi, a mio parere, quello che ho postato nel mio primo intervento 🙂. La lettera M della parte di legenda COMES ( COM che è chiaramente leggibile è che indico nella foto) è un pò particolare, è aperta ( forse per mancanza del punzone M probabilmente punzonata con altre lettere, percui) e può trarre in inganno ma si riscontra su molti antoniniani del padre. Ne posto uno per comparazione. Inoltre è ben visibile anche la lettera E ( vedi foto) continuazione della legenda COMES.
    2 punti
  47. Proprio così, vale più l'oblò che la moneta....
    2 punti
  48. Ciao, si tratta di un antoniniano raro di Tetrico ll (figlio di Tetrico, la scritta ben visibile CAES che ho evidenziato non lascia dubbi) quando era Cesare (se non sbaglio non divenne mai Augusto, ma è un periodo questo che conosco dal punto di vista storico molto superficialmente ). Il rovescio con la personificazione della Vittoria è abbastanza comune per Tetrico l percui molto probabilmente potrebbe trattarsi di un ibrido. Posto foto di esemplare stessa tipologia per catalogazione 🙂.
    2 punti
  49. Ciao, sulla qualità dell'argento bisognerebbe fare analisi dal vivo, ad ogni modo la classificazione è corretta. Mi sono capitati in passato denari comunali ribattuti, cose che capitano Lorenzo
    2 punti
  50. Confermo, identico conio del rovescio. Il 5 sta sotto il 6, quindi ripunzonata o per un errore dell'operatore oppure conio corretto della 1795, ma da come ha specificato @Fondamentale tra le 1795 non esiste questo conio, o almeno non si trova. Il dritto non saprei visto che tu non hai postato. Faccio presente che questo rovescio "forse unico" del 1796 (6 su 5) ha anche una particolarità quasi unica tra questa serie di piastre, ovvero 3 boccioli invece dei soliti 4 presenti in tutte le piastre. Vedi foto b.
    2 punti
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
×
  • Crea Nuovo...