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I contenuti con la più alta reputazione dal 03/02/26 in tutte le aree

  1. Ciao, I had previously posted my online version of Boehringer in another post, but I have now recently translated Tudeer. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler Additionally with help from @Deinomenid who has gathered the modern specimens, I have added modern images for the majority of dies in both Boehringer's and Tudeer's catalogs. https://www.lelouch.net/articles/die-tetradrachmen-von-syrakus-signierenden-kunstler-catalog Please let me know if you have any comments or anything. And if you own any coins from the time of the Signing Artists, feel free to post them
    8 punti
  2. Importante convegno di studi organizzato dall’Accademia Numismatica Italiana per la presentazione del libro sulle falsificazioni monetarie edito dalla stessa e che verrà presentato il 16 marzo 2026 nella splendida location della Sala della Lupa della Camera dei Deputati a Roma. Allegata locandina con programma e info per le prenotazioni.
    7 punti
  3. Salve , il mese scorso scrivevo questo titolo e un relativo breve articolo nella Sezione di Bibliografia Numismatica citando questo vecchio libro del 1991 scritto da Giuseppe Pensabene , pubblicato dalla Gangemi Editore . In prima pagina viene riportato un medaglione aureo di Augusto del peso di quattro aurei che piu' o meno dovrebbe corrispondere ad un peso di circa 28 grammi . Dato che il libro sopra citato vietava di riprodurre qualsiasi pagina se non dietro autorizzazione , ho chiesto alla Gangemi il permesso di trascrivere la storia di questo aureo riportata alla pagina 100 del volume . La casa editrice Gangemi mi ha risposto concedendomi questa possibilita' , quindi un grosso Grazie per il permesso ottenuto . Scrivo questo Post nella Sezione Monete Romane Repubblicane sebbene l' Aureo sia stato emesso circa tra il 2 o 4 a.C. quando Ottaviano era ormai Augusto , come riporta la moneta nella legenda del dritto , ma la storia di questo aureo inizia quanto Ottaviano non era ancora Augusto , infatti la moneta fa riferimento alla guerra di Cesare Ottaviano contro Sesto Pompeo , cioe' nei 7 anni che vanno dal 43 a.C. al 36 a.C. La pagina 100 del libro citato : "Per la monetazione abbiamo un medaglione d' oro (multiplo di quattro aurei) coniato da Augusto per commemorare la vittoria di Naulocu su Sesto Pompeo , conservato nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli . Fu rinvenuto a Pompei nel 1759 . Al dritto il ritratto laureato di Augusto colla legenda DIVI F. PATER PATRIAE AUGUSTUS (figlio del divo Giulio padre della patria Cesare Augusto) . Il titolo di "padre della patria" gli fu attribuito il 2 a.C. Al rovescio e' la raffigurazione di Diana coll' arco venerata sull' Artemisio presso Milazzo , alla cui protezione Augusto attribuiva la vittoria . Nel campo della moneta e' ricordata la XV acclamazione imperatoria e sotto la legenda SICIL (Sicilia) che ricorda il luogo della battaglia . La data stessa della conazione e' eloquente . A distanza di tanti anni la battaglia navale di Nauloco era ricordata tra gli avvenimenti piu' importanti della vita di Augusto . Vedere le due facce del medaglione in copertina . Sesto Pompeo e' ancora oggi di attualita' . Nelle valli di Comacchio e' stata recentemente portata alla luce un' imbarcazione romana . E' chiamata la nave di Valle Ponti ed e' conservata nel Museo Archeologico di Ferrara . La scoperta e' stata importante perche' con un carico di oggetti quasi intatti . Tra l' altro un centinaio di lingotti in piombo marcati col nome di Agrippa . Di monete si e' trovato solo un Asse di Sesto Pompeo . Anche dal confronto degli altri oggetti rinvenuti deve trattarsi dell' epoca di Cesare Augusto (Ottaviano) e di Agrippa al tempo del Bellum Siculum" Questo Medaglione e' stato preceduto da altri Aurei e Denari con precedenti acclamazioni imperatorie : IMP X , IMP XII e con alcune lievi differenze nell' iconografia dei rovesci . In prima foto e in prima pagina di copertina del libro citato , il Medaglione d' oro trattato , in seconda foto un Aureo simile al Medaglione .
    5 punti
  4. In un documento della zecca di Bologna del 1811 è riportato chiaramente l'invalsa pratica della limatura dei tondelli per le monete da 1 lira di Napoleone I. Nel documento si può leggere come si raccomandasse - oltre che a limare con cura i tondelli, cosa che non sempre avveniva - di imprimere il conio del dritto sul lato del tondello non limato, mentre lo stemma su quello limato così che il lato con l'effigie avesse un aspetto più gradevole. Fonte: Giovanni B. Vigna, Michele Chimienti, Guglielmo Cassanelli, "monetazione ed errori di zecca a Bologna nel periodo napoleonico", BCNP, III, 2016, p. 72.
    5 punti
  5. Di questo grano del 1815, a differenza del grano del 1814 del post #1568, purtroppo ho dimenticato a fare la scansione prima della pulizia, immaginatela interamente nera come quelle macchie che sono rimaste e che non vanno via. E' rimasta in ammollo per quasi 4 mesi. I rilievi mi sembrano buoni, credo che sia pericoloso andare ad intervenire specificatamente punto per punto in tutte quelle piccole zone nere, va bene così.
    5 punti
  6. Buondì oggi ciotola da 2 euro... La vedo molto rosata... ne esistono copie? Per voi è vera?
    4 punti
  7. Buon giorno @ggpp The Top Il ruolo della revisione tra pari è essenziale per garantire la qualità della pubblicazione. Mi stupisce e non poco che alcune riviste non ne facciano uso. Immagino che in questi casi il ruolo di revisore sia implicitamente assunto dall'editore, ma è chiaro che in questi casi viene proprio meno il concetto di delega a persone terze del processo di revisione, con tutta una serie di rischi a cui si può andare incontro, in primis, il conflitto di interessi (se l'editore conosce l'autore dell'articolo, potrebbe fare più fatica a rifiutare una tesi mal posta). Detto questo, mi sembra di leggere un po' di confusione in quello che è il ruolo del revisore. Il ruolo fondamentale del revisore è quello di verificare che il metodo utilizzato (scientifico e filologico) sia coerente e adeguato a supportare le conclusioni riportate dall'articolo. Se lo è, l'articolo può essere pubblicato (magari con minor revisions per migliorare la comprensibilità del lavoro). Se i metodi sono inadeguati o incoerenti con le conclusioni, l'articolo DEVE essere rifiutato ( qualora il revisore veda comunque delle potenzialità può chiedere Major revisions per salvare il salvabile). In conclusione, il revisore non entra nel merito della tesi dell'articolo (la tesi può anche risultargli odiosa, ma se è ben supportata l'articolo deve essere pubblicato), quanto del metodo con cui la tesi è dimostrata. Se il metodo è del tutto inadeguato, l'articolo va rifiutato.
    4 punti
  8. Concordo con Luciano e Andrea. La monetazione veneziana è immensa e la primissima cosa da fare è documentarsi e leggere, leggere, leggere. Poi però bisogna fare una scelta su cosa collezionare. Essendo un universo, è necessario focalizzarsi su una tipologia, o un periodo storico, o un tema. Altrimenti secondo me si sente (e lo ho provato, così come molti di noi) come una sensazione di lotta contro i mulini a vento. Nemmeno il Re e Papadopoli riuscivano a completare le loro collezioni, figuriamoci noi. Quindi, dopo aver letto le opere fondamentali (Papadopoli in primis, Montenegro e CNI) ma anche le millemila "specifiche" su determinati argomenti, devi capire cosa ti attrae di più. A partire dal periodo storico (Venezia è stata zecca per un millennio), dalle innumerevoli ramificazioni (moneta bassa, moneta alta, oselle,medaglie, possedimenti, ossidionali, contraffazioni, imitazioni, e chi più ne ha più ne metta), dall' interesse o meno del lato artistico/incisorio, nondimeno dalla possibilità economica. Non è una zecca "facile" da approcciare, tutt'altro. Comprende una serie di nozioni da conoscere e seri rischi di depressione numismatica (io che faccio possedimenti e ossidionali ne so qualcosa). Si rischia anche, data la vastità, una specie di sindrome di Stendhal. Ma una volta che ci entri, ti rimane per la vita. Concludo ripetendo che bisogna Leggere. A tale proposito, oltre ai testi storici, so che il nostro comune amico @ak72 sta sfornando una serie di pubblicazioni che via via coprono le numerose branche della numismatica veneziana. E soprattutto una visita al museo Correr è obbligatoria. Gigi
    4 punti
  9. Anche il mio stato si è aggiornato... 🫥
    4 punti
  10. Per quanto riguarda Bologna la moneta non esiste. Questo quanto apparirà in una prossima pubblicazione: "Serafini, ripreso da Muntoni, descrive un esemplare per Bologna da 20 baiocchi riportante l’anno 1836-V: in realtà tale moneta non risulta presente in nessun’altra raccolta (probabile refuso) e in zecca di Bologna non sono mai pervenuti o stati inventariati conii di rovescio recanti l’anno 1836: riteniamo pertanto che essa non sia esistente." Sono molti gli errori numismatici che si sono propagati per il "passaparola" o lo scopiazzamento tra cataloghi. E' poi vero che non si può sapere tutto e che bisogna appoggiarsi ad alcuni Autori, e che se questi sbagliano l'errore si perpetua. Il "... non si sa mai ..." ha fatto sì che fantasmi numismatici siano stati trattati alla stregua di pezzi rari, in genere indicando una rarità generica. Nell'Ottocento, poi, alcune falsificazioni d'epoca di fantasia riempivano i vuoti "di zecca": ad esempio, sempre per parlare di "papetti" e di Bologna, la monetazione di Pio IX successiva alla Repubblica Romana, vede molte monete "tramandate dai sacri testi" (qualcuna anche presente nella CR) come false o inesistenti: --- 1849 IV --- --- Verosimile falso d’epoca --- 1850 IV --- --- Verosimile falso d’epoca o contraffatto --- 1851 V --- --- Verosimilmente inesistente o falso --- 1851 V --- --- Al diritto ANN • V •; verosimilmente inesistente o falso --- 1852 VII --- --- Verosimilmente inesistente o falso D'altra parte le soprastanti monete, mancando gli originali, all'epoca non potevano neppure essere considerate dei falsi ...
    4 punti
  11. Salve, segnalo : Il tesoretto di monete del Vicereame di Napoli nel Museo archeologico nazionale di Taranto (XVI-XVII secolo) a cura di Alberto D’Andrea e Giuseppe Sarcinelli testi di Alberto D’Andrea, Gianluca Mandatori e Giuseppe Sarcinelli Lo studio è dedicato ad un nucleo di monete d’argento emesse a Napoli durante la dominazione spagnola, tra il XVI secolo e il primo terzo del XVII. Anche se le monete soffrono di una grave carenza di informazioni relativamente al sito di rinvenimento, se ne possono tuttavia ricavare dati molto importanti. Il primo fra tutti risiede proprio nella composizione dei nominali: la totalità di tarì ci conferma un dato finora solo ipotizzato, ovvero che gli scudi ed i mezzi scudi venissero utilizzati solo per grandi transazioni economiche, mentre il tarì rimaneva il nominale più utilizzato per il commercio quotidiano (almeno come nominale maggiore), e questa sua grande accumulazione deve essere stata effettuata, probabilmente, o da un ricco mercante, o da un possidente terriero lontano però dalla nobiltà. Filippo Paruta, nella sua opera Della Sicilia descritta con medaglie (1612), narra che nella sua isola, all’inizio del XVII secolo, circolavano ancora tante monete in argento dei predecessori, fino ad arrivare ai pierreali aragonesi del Quattrocento. La composizione del tesoretto descritto in questo libro conferma la stessa realtà anche nella parte continentale del Regno, con tarì che vanno da Carlo V fino a Filippo IV. Sul motivo per cui fu occultato, invece, rimangono solo mere speculazioni intellettuali, anche comunemente le principali ragioni per tali occultamenti restano due: guerra imminente o deposito temporaneo per usi futuri. In entrambi i casi chi occultò queste monete non ebbe poi più modo di recuperarle, regalandoci così un grande spaccato su una pagina storica del XVII secolo. 136 pagine a colori, formato foglio A4 € 40,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwiQx5LBrYSTAxXhxQIHHQS2GOoQFnoECB8QAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz
    4 punti
  12. Posto il mio per confronto 19.4 grammi taglio completamente liscio Saluti
    4 punti
  13. Ciao a tutti, presento una nuova entrata, decisamente migliore di quella del 1802 presentata tempo fa (link sotto), per i miei standard la considero veramente bella. Possedevo questa di seguito, non colleziono le varie date, la mia raccolta è tipologica, ma ho deciso di non sostituirla con il nuovo ingresso, le terrò entrambe
    3 punti
  14. sono Eraclio con Eraclio Costantino sear 810 mi pare
    3 punti
  15. Oggi è spuntato dalla ciotola questo tondello che a primo acchito mi è sembrato un soldo di Pio IX, del resto ne condivide pure il diametro, invece girandola mi è apparso questo: Una piccola medaglia papale comune senza data, ma dalla commemorazione risulta essere il 1867, l'ho trovata anche nel sito: 18° C del Martirio SS. Pietro e Paolo -B4 Gli è stato tolto l'appiccagnolo rendendo piuttosto liscia la parte interessata, la volevano usare come soldo? e chi lo sa? Non colleziono medaglie, ma per un euro non potevo lasciarla lì.
    3 punti
  16. Buongiorno, 163S, pag. 238 n.106 magliocca. Stessa disposizione della data. 1635 e concordo. La sigla O/C starebbe (uso il condizionale, perché non si vede) nella parte schiacciata, nel dubbio io direi che la sigla in origine c'era, non escludo che da vivo qualcosa si intravede. Il simbolo a prima vista sembra un bucranio, ma non essendo mai apparso lo escluderei, potrebbe essere "animale" che sembra il più simile. Ma in questo caso non riesco a fare ipotesi. Però la posizione del simbolo non è censita
    3 punti
  17. Buona sera a tutti, @Ale75 @Ulpianensis avete centrato tutte le criticità legate ad una identificazione complicata come questa, la moneta è sinceramente malconcia ma credo che l'errore sia considerare la parte argentata come superficiale, in realtà è sottostante e ricoperta da una ossidazione grigio scura, le lettere anche se apparentemente pasticciate sono tutte al proprio posto, questo è un dubbio che ho avuto anche io perché le pseudo legende sono una discrimine per distinguere falsi da buoni oltre all'aspetto generale. Un punto a favore della sua bontà sono quei segni semicircolari (detti tecnicamente supercusum) altro non sono che tracce lasciate da un martello a testa tonda usato per allargare e correggere il tondello prima della coniazione, che tra l'altro rendono ancora più difficile la lettura. Saluti Giovanni.
    3 punti
  18. Condivido questo annullo fatto con affrancatrice automatica in occasione della mostra internazionale del francobollo sportivo marzo 1952
    3 punti
  19. Buonasera a tutti, non so se è la Sezione corretta per chiedere informazioni su questo riconoscimento del "Real Istituto d'incoraggiamento alle Scienze Naturali" Nel caso non lo fosse chiedo cortesemente al @CdC di spostarlo. Chiedo cortesemente di poter avere più informazioni sul sigillo in ceralacca e sul "giovine de Principi di Canosa" ....D. Fabrizio Capece Minutolo. La data del documento è 27 Aprile 1816 Un Grazie a chi mi aiuterà nella ricerca.
    3 punti
  20. A me fa sorridere quando leggo di utenti che danno degli speculatori ad altri semplicemente perchè ponderano gli acquisti in base alla tiratura, alla tematica, alla tipologia o al metallo a discapito del "collezionista" che compra per pura passione senza stare a valutare perdite, o rivalutazioni in positivo. Ho letto in alcuni commenti di gente che minacciava di vendere tutta la propria collezione perchè stufa e demoralizzata di non essere riuscita a prendere il pezzo desiderato alla fonte in emissione... e questa gente si può definire "collezionista" invece? Che alla prima difficoltà molla tutto e fa come la volpe con l'uva? Poi permettetemi una valutazione: ci sarà sempre chi critica... sia se fanno 50000 tiratura per una moneta (e direbbe che IPZS ha toppato in pieno con tutto l'invenduto e una moneta che nel mercato secondario si trova a meno del prezzo di emissione) sia se ne fanno 100 tiratura (e direbbe che va tutto in mano a speculatori e IPZS non permette equità di possibilità di acquisto e si rosica non avere la moneta con forte domanda e poca offerta, di potenziale valore crescente in collezione). Concludo dicendo che la numismatica è un bene voluttuario, non ci è stato imposto dallo Stato come tassa di comprare monete da collezione nè tantomeno dal medico. Chi lo fa è perchè evidentemente ha un budget (variabile in base alle disponibilità) di cui può fare a meno per soddisfare e alimentare una passione... se anzichè 32 euro, ad un giro tocca sborsare 100 euro in più sul mercato secondario, non penso mandi sul lastrico l'appassionato, più che altro lo fa rosicare... e questo sempre perchè uno non dovrebbe fare acquisti pensando al guadagno o alla perdita di soldi vero? E soprattutto si pretende di avere diritto a tutto, manco fosse regolamentata dalla costituzione la vendita delle monete...
    3 punti
  21. Ciao. Trovo curioso che questa dichiarazione la debba rendere chi ha acquistato la moneta e non chi l'ha venduta. M.
    3 punti
  22. Mi sono permesso di schiarire le immagini...
    3 punti
  23. Grazie alla data del certificato (27 aprile 1816), possiamo fare insieme un bel ragionamento sullo stemma del sigillo in ceralacca, magnifica testimonianza di un uso araldico "intermedio" (come sarà più chiaro dalla rapida cronologia degli avvenimenti). Fino a maggio 1815 il Regno di Napoli fu sotto il dominio napoleonico per nove anni scarsi, durante i quali i nuovi regnanti ebbero modo di dotarlo di almeno due stemmi diversi (vado a memoria, mi pare siano stati "soltanto" due, numero comunque elevato per un così breve lasso di tempo). Nel maggio 1815 l'appena restaurato Regno di Napoli tornava ai Borbone dopo gli anni di dominio napoleonico. Nel dicembre 1816 sorgeva il Regno delle Due Sicilie, sempre dei Borbone, che il 21 del mese firmavano il decreto di istituzione del nuovo stemma, diverso da questo del timbro (ne trovate il disegno in rete con estrema facilità, essendo inoltre utilizzato tuttora dai movimenti simpatizzanti filoborbonici). Ignoro se il Regno napoletano durante quei 19 mesi emise normative specifiche in materia araldica, ma reputo che rimase formalmente senza stemma ufficiale e quindi, conseguentemente, è verosimile che continuasse a vigere lo stemma borbonico tradizionalmente noto. Leggo lungo la cornice circolare dell'impronta la scritta REAL ISTITUTO D'INCORAGGIAMENTO, che dimostra di chi sia il timbro: un Ente regio (quindi "pubblico") che il link reperito dal buon Petronius indica nato sotto i Bonaparte sulle ceneri di un altro Ente borbonico di diverso appellativo e limitata vita (1780-1788). La stemma dà quindi per sicuro che questa matrice sigillare non è stata creata fra 1806 e 1815, dal che restano due possibilità: - che risalga al periodo 1780-1788, e che post 1815 le sia stata cambiata la scritta; - che sia stata approntata fra maggio 1815 e aprile 1816, magari utilizzando materiali preservati o ereditati dalla zecca borbonica anterivoluzionaria. L'ottima qualità dell'impronta testimonia il non elevato uso del timbro, circostanza che purtroppo depone a favore di entrambe le possibilità. Rimane la forte curiosità di sapere se e cosa l'Ente avesse usato durante il novennio napoleonico. Non ho sott'occhio le monete napoletane borboniche di fine Settecento, e non voglio togliere agli amici esperti in materia il piacere di confrontarne gli stemmi con questo: sono convinto che (al netto degli errori araldici, che so abbondanti e frequenti sulla monetazione) li troveranno identici, o quasi.
    3 punti
  24. Ciao a tutti, posto questa cartolina di Fiume animata che per me è una bella cartolina. Volevo avere un parere sulla cartolina e anche sul francobollo con dentellatura strana in basso. Grazie.
    3 punti
  25. Salve, segnalo : https://www.academia.edu/164939293/Un_rarissimo_quattrino_aquilano_di_Renato_dAngiò
    3 punti
  26. Condivido questa nuova busta che entra in collezione. Busta affrancata con 50c. con effige di VE III e 1L. posta aerea serie pittorica, annullo PM 55 assegnato alla Divisione Sabauda, che comprendeva 46° e 60° fanteria, 3° bersaglieri, 16° artiglieria; alla data della lettera l'ufficio si trovava ad Addis Abeba.
    3 punti
  27. Complimenti a voi per rendere la divulgazione della numismatica presente giustamente anche in Calabria ! Bravi !
    3 punti
  28. Due donne per una Lady Come per molte altre monete americane, ci si è chiesti se la Lady Liberty del quarto di dollaro raffigurasse una persona reale, e chi, o fosse solo frutto della fantasia di McNeil. In verità, fino ai primi anni '70 del secolo scorso, non c'erano molti dubbi al riguardo. Tutti erano convinti che "la Ragazza del Quarto" (The Girl on the Quarter), indicata con tale appellativo già nell'aprile 1917 dal Brooklyn Daily Eagle, fosse Doris Doscher, un'attrice di film muti e di alcune commedie a Broadway con il nome di Doris Doree. Fu anche una delle prime esperte di fitness, scrivendo una popolare rubrica sull'argomento e parlando spesso di cultura fisica per le donne. La vediamo in tale veste nell'immagine a sinistra, mentre a destra è in posa come nella moneta in una foto pubblicata dal giornale sopracitato nel 1928. La Doscher lavorò anche come modella di scultori, posando in momenti diversi per Herbert Adams, Daniel Chester French e Karl Bitter, che la ingaggiò per realizzare la sua Pomona in cima alla fontana di fronte al Plaza Hotel di Manhattan. Bitter morì nel 1915, prima che l'opera fosse completata, e il compito di ultimarla ricadde su Isidore Konti. MacNeil e Bitter non erano solo artisti di talento, ma anche amici intimi e fu probabilmente tramite lui che Hermon si rivolse a Doris Doscher. Poi, nel 1972, due anni dopo la morte della Doscher (che dunque non seppe mai di avere una "concorrente"), una donna di 92 anni, Irene MacDowell, si fece avanti sostenendo di essere stata lei la modella di McNeil per il quarto. Sicuramente i due si conoscevano, poiché Irene era la moglie del partner a tennis di McNeil, un caro amico di famiglia. La MacDowell disse di aver posato per 10 giorni per il disegno della moneta, poi smise a causa delle obiezioni del marito Tutte le parti coinvolte, concluse, decisero di mantenere la cosa segreta E così oggi, salomonicamente, si ritiene che entrambe le donne, Doris e Irene, siano state di ispirazione per la Lady. Di Irene MacDowell non ho trovato foto, ma pare fosse stata la modella di McNeil anche in precedenza, per la figura della Vittoria del Soldiers and Sailors Memorial di Albany (NY), ultimato nel 1912. petronius
    3 punti
  29. Ciao, nell'ordine (da alto a dx a basso a sx) dovrebbero essere (identificazioni preliminari, sulla base delle sole foto): 1 para, impero Ottomano/Turchia, da verificare poi rispetto ai ponderali e le scritte 10 fils Iraq 1938 1 dihram abbaside, da identificare correttamente, quando lo avrai in mano, con dati ponderali gettone/token Iran 1 rupia Pakistan 1998 10 millimes 1917 Egitto per le prossime volte, sarebbe meglio una moneta per discussione, una volta che la si ha in mano, corredata di dati ponderali (dimensione e peso). quando li avrai ricevuti, posta separatamente il n.1 e il n.3 per una identificazione più specifica. ciao
    3 punti
  30. Ciao, Dovrebbe trattarsi di un bronzo di Tralle in Lidia: Messalina e Claudio al dritto, al rovescio Britannico, o più probabilmente Claudio. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/1/2654
    3 punti
  31. Buongiorno a tutti. Stavo pensando che a parte pochissimi casi (forse solo la rin? perdonerete la mia ignoranza), le riviste numismatiche italiane mancano di una peer review. Sul forum stesso molte volte si è parlato di pubblicazioni piene di ipotesi, alcune strampalate ed altre più fondate, alcune col tempo sono state confermate ed altre smentite, o di altre pubblicazioni con di interpretazioni documentali fedeli al testo del documento ed altre con interpretazioni più libertine. Volevo quindi confrontarmi con voi e chiedervi, secondo voi servirebbe un maggior controllo verso quello che viene pubblicato o sarebbe sbagliato negare la libertà di formulare ipotesi? Se la risposta è positiva vi chiedo inoltre due cose: chi vuole presentare un'ipotesi dagli altri ritenuta fantasiosa, in che luoghi potrebbe/dovrebbe farlo? E poi la domanda più complessa, come si fa a strutturare una peer review che sia affidabile? Credo che un team di esperti costi e poi c'è anche un fattore importante nella numismatica: non si può essere tuttologi! Se la teoria è molto vaga lo può capire chiunque che è lontana dal vero, ma se fosse basata su documenti interpretati male (ma non malissimo), allora soltanto chi conosce bene la monetazione (e la documentazione inerente) potrebbe capire le falle presenti nell'articolo o il cherry picking* se presente. D'altronde impedire la pubblicazione di ipotesi libertine potrebbe portare a contesti in cui l'autore più aperto di mente dica di essere bloccato dai poteri forti e di non poter pubblicare scoperte scomode (come dichiarano alcuni personaggi di un certo tipo in ambito medico o scientifico). Magari è più giusto far pubblicare tutto e poi "lasciare ai posteri l'ardua sentenza", ovvero lasciare il giudizio al lettore (che si farà una sua idea) ed allo studioso che deciderà se citare o meno determinati approfondimenti nei suoi lavori? *il cherry picking consiste nel riportare intenzionalmente soltanto i dati e le informazioni che confermano una propria tesi, ignorando deliberatamente tutto il resto o le fonti che dicono il contrario.
    2 punti
  32. Non basta. Uno dei vizi più consolidati dei ricercatori che non amano applicare un metodo scientifico, oltre alle fantasiose interpretazioni, è quello di far riferimento e citare solo dati e documenti che confermano le proprie tesi e ignorare i dati e i documenti in grado di confutarle. Affidarsi ai soli riferimenti presi in considerazione e riportati in bibliografia vuol dire, quando e se correttamente letti e compresi, percorrere il sentiero tracciato dall'autore indipendentemente dal suo rigore; la competenza del referee sarà fondamentale proprio per capirne ed evidenziarne eventuali vizi metodologici, dalle errate letture dei documenti citati all'incompletezza della bibliografia analizzata e citata. Mario
    2 punti
  33. Buongiorno...scusate lo screenshot grezzo, questo il mio esemplare. Un saluto.
    2 punti
  34. Ciao a tutti 🙂. Il periodo a cui appartiene la moneta lo conosco molto superficialmente ma da una prima impressione mi sembra un'imitativa, almeno questo mi comunica l'etnico delle legende e la personificazione sul rovescio molto stilizzata che non riesco ad individuare. Il ritratto invece mi sembra abbastanza consono. Attendo volentieri come voi ulteriori interventi NUMISMATICI da parte degli esperti del periodo 🙂.
    2 punti
  35. Buonasera a tutti, Giusto! Eccola per intero.
    2 punti
  36. L' affrancatura è Commemorativa.. veniva apposta durante la fiera per commemorare l'evento presso l'ufficio postale distaccato alla mostra. In Italia furono introdotte dal 1927, si potevano utilizzare per la posta ordinaria e per le raccomandate, ma non potevano essere utilizzate per soddisfare l'importo dei servizi speciali accessori, i quali obbligatoriamente dovevano essere affrancati con i francobolli a loro dedicati (posta pneumatica, espresso, posta aerea), . Le impronte sono comunemente definite dai collezionisti col nome di "rosse". Tale sistema era utilizzato (e lo è tuttora) dai grandi utenti del servizio postale che potevano controllare meglio la spesa postale, evitare l'approvigionamento dei francobolli ed anche evitare i piccoli furti dei valori effettuati dai dipendenti aziendali (e la Posta risparmiare l'aggio ai rivenditori e le spese di fabbricazione dei francobolli). L'impronta meccanica per le Poste Italiane doveva essere di colore rosso, era formata da un punzone di stato (fornito dalle Poste) che imprimeva il valore di affrancatura, da un bollo circolare datario (all'epoca anche con l'era fascista) con la località e dal numero della macchina; oltre a queste scritte obbligatorie si potevano personalizzare le impronte aggiungendo loghi, disegni e scritte pubblicitarie pagando il relativo onere di concessione annuale da versarsi all'amministrazione postale. In caso di alti valori di affrancatura si potevano applicare impronte multiple.
    2 punti
  37. Aspettiamo altri pareri, anche io ho difficoltà a fotografare questo tipo di monete soprattutto quando sono così scure. Saluti Alberto
    2 punti
  38. Appena ricevute! Mi fa piacere condividerle, sono molto soddisfatto.
    2 punti
  39. Medaglia devozionale gesuita, bronzo/ottone, della prima metà del XVIII sec (dopo il 1726) , possibile produzione romana.- D/ S. Ignazio di Loyola in abiti e cappello da gesuita, rivolto verso il sole raggiato con all'interno, il trigramma IHS, logo dell'Ordine, tiene tra le mani il libro delle regole della Compagnia di Gesù di cui è fondatore.- R/ San Luigi Gonzaga in contemplazione del crocifisso che tiene tra le mani, tipologia molto diffusa. Ciao Borgho
    2 punti
  40. E' un brockage autentico che ha circolato molto. Con la circolazione la parte in positivo e in rilievo si consuma molto di più rispetto alla parte in negativo e in incuso perchè è evidentemente più esposta al contatto. La faccia in incuso è meno esposta al contatto e si conserva meglio. Situazione tipica per i brockage di quel periodo. In quegl'anni gli errori su monete spicciole (brockage, monete decentrate, etc.) circolavano normalmente.
    2 punti
  41. @Alan Sinclair, @Carlo., @Pontetto prometto che farò un post dedicato. ci vorrà un po' di tempo ma arriverò. L'idea mi è venuta leggendo un post proprio qui. Non ricordo assolutamente chi lo avesse aperto, si parlava di patine e qualcuno scriveva che in alcune zone vicino al Vesuvio le monete si patinavano più rapidamente per via dell'aria con un'alta (per modo di dire) concentrazione di zolfo. Basta off topic ora, mi eclisso Saluti Davide
    2 punti
  42. Ciao @Ajax antoniniano RESTITVT GENER HVMANI di Valeriano I. https://numismatics.org/ocre/id/ric.5.val_i.220
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  43. Ed io il secondo. Comunque sarebbe interessante poter prendere visione dei risultati del procedimento effettuato da @davide.cazzani
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  44. Consigli per una corretta richiesta di catalogazione... 1)salutare... 2)formulare una richiesta specifica usando le semplici formule di cortesia... 3)allegare immagini chiare del dritto e del rovescio comunicando possibilmente anche peso e diametro... 4)ringraziare...
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  45. "Between the end of the Roman Empire in the fifth century and the economic transformations of the twelfth, coined money in western Europe was scarce and high in value, difficult for the majority of the population to make use of. And yet, as Rory Naismith shows in this illuminating study, coined money was made and used throughout early medieval Europe. It was, he argues, a powerful tool for articulating people’s place in economic and social structures and an important gauge for levels of economic complexity. Working from the premise that using coined money carried special significance when there was less of it around, Naismith uses detailed case studies from the Mediterranean and northern Europe to propose a new reading of early medieval money as a point of contact between economic, social, and institutional history. Naismith examines structural issues, including the mining and circulation of metal and the use of bullion and other commodities as money, and then offers a chronological account of monetary development, discussing the post-Roman period of gold coinage, the rise of the silver penny in the seventh century and the reconfiguration of elite power in relation to coinage in the tenth and eleventh centuries. In the process, he counters the conventional view of early medieval currency as the domain only of elite gift-givers and intrepid long-distance traders. Even when there were few coins in circulation, Naismith argues, the ways they were used—to give gifts, to pay rents, to spend at markets—have much to tell us". Rory Naismith, Making Money in the Early Middle Ages, Princeton University Press, 2026 (Hardcover ed. 2023). https://press.princeton.edu/.../making-money-in-the-early... odjob
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  46. Concordo con @Pontetto, le monete in argento poi, andrebbero fatte patinare senza plastiche, appoggiate sui vassoi di velluto e girate ogni tanto.
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  47. Non mi piace neanche la R s.d.z. Per me non è buona
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  48. Salve @Mexpy88 e @gennydbmoney non servono nemmeno i ponderali,è la solita replica Carrarmato della Perugina 🙂 https://it.numista.com/197683
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  49. Salute Vi presento la rivista di marzo di quest'anno: Gianni Graziosi, Al centro di tutto – p. 3 Francesco Ferlaino, La monetazione “festiva” di Eleusi – p. 11 Realino Santone, Monete angioine del Regno di Napoli. Un rarissimo quattrino aquilano di Renato d’Angiò – p. 21 Giuseppe Pandolfo, Una nuova attribuzione per la moneta in rame e mistura con frecce e giogo di Ferdinando il Cattolico – p. 23 Simonluca Perfetto, Precisazioni su «Una nuova probabile “moneta locale” del periodo aragonese» – p. 31 Alain Borghini, In difesa dei propri focolari. I Royal Loyal Volunteers Corps – p. 35 Recensioni – p. 42 Gerardo Vendemia, La prima banconota del Regno d’Italia. Un biglietto da dieci lire della Banca Nazionale che ebbe vita breve – p. 43 Notizie dal mondo numismatico – p. 49 Emissioni numismatiche – p. 60 Mostre e Convegni – p. 62 Aste in agenda – p. 63
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