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I contenuti con la più alta reputazione dal 02/07/26 in tutte le aree
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Gentilissim*, per chi fosse interessato confermo che gli orari del corso sono i seguenti: mercoledì 16.30-18.30 - aula M205 via Mercalli/ S.Sofia (entrata da via Santa Sofia) giovedì 14.30-16.30 - Aula 515 Festa del Perdono (via Festa del Perdono, 3-7) venerdì 12.30-14.30 - Aula III S. Antonio (via Sant'Antonio, 5) < N.B. per questa, sto valuando se richiedere un cambiamento di aula perchè lo scorso anno avevo avuto qulache problema nella proiezione delle slides ....) Per la localizzazione delle varie sedi si può vedere qua: https://filosofia.cdl.unimi.it/it/il-corso/luoghi-e-strutture Ricordo che le lezioni sono pubbliche e si possono seguire liberamente. Però, per chi fosse interessato ad avere anche una certificazione di aver seguito il corso, sostenendo l'esame finale, ho "scoperto" che ci si può iscrivere anche al singolo corso (fino ad un massimo di 4), come si può leggere qui: https://www.unimi.it/it/studiare/seguire-un-corso-singolo Un caro saluto e in caso a presto! MB8 punti
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Buongiorno a tutti, voglio parlare di quella che a mio avviso è sempre stata un'evidenza degna di nota ma che non è stata mai catalogata ufficialmente. Si tratta della variante della Piastra del 1796 in cui il 6 è stato punzonato sopra un 5. Partendo dall'elemento sotto osservazione, è possibile notare che il 6 della data è diverso dagli esemplari standard e sembra includere al proprio interno il caratteristico 5 usato nella Piastra dell'anno precedente. Infatti è possibile notare un piccolo angolo sul 6, in alto a sinistra, presumibilmente appartenente all'angolo retto della parte alta del 5; la pancia del 6 è più riempita rispetto al 6 tipico per questa moneta. Riempita da cosa? Dalla parte curva del 5 che, nelle Piastre del 1795 ha una forma a falcetta (tranne per gli esemplari con i cosiddetti Festoni Aperti). L'aspetto singolare di questa moneta è che, se derivasse da un conio dell'anno precedente, avrei dovuto trovare, su un campione esaminato di 240 esemplari, almeno una moneta con gli stessi elementi caratteristici, ma purtroppo non ho trovato nulla. Sembrerebbe un conio a sé, in cui è avvenuta la correzione del 5 ma usato solo nel 1796. Quali sono questi elementi distintivi che non si trovano nei conii del 1795? 1) Il giglio più alto del campo dei Farnese si sovrappone al bordo dello Stemma 2) La parte bassa del ramo di alloro, partendo dal centro, da destra verso sinistra, inizia con la foglia e poi la bacca. In tutti gli esemplari del 1795 e 1796 la sequenza è: prima bacca e poi foglia. 3) La torretta più in basso del Portogallo è coricata sul bordo quasi in orizzontale 4) Nel campo de' Medici si nota sempre una sporcizia del conio. Queste unicità non ancora riscontrate nei conii del 1795, se non bastasse la correzione del 5 su 6, concorrono a rendere più interessante questa moneta, almeno ai miei occhi. Rarità? devo dire che è un conio che ha lavorato. Darei al massimo una R. Mi auguro un confronto sul tema. Grazie e buona giornata a tutti. Sovrapposizioni Piastra 1796 6 su 5.mp47 punti
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La nuova arrivata saluta il forum Una delle monete in oro di V. E. III che meno mi entusiasma ma mi sono convinto ad acquistarla per completare la serie Periziata qFDC... peccato per i graffietti al dritto ed ai colpetti ad ore 2 al rovescio che in foto non si vedevano6 punti
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Cari tutti, con piacere segnalo (e invito) alla presentazione del mio volume dedicato ai ritrovamenti monetari nelle Giudicarie (Trentino), tra antichità e prima età moderna. La presentazione è in programma il prossimo 18 febbraio a Tione, alle 18. Un saluto A6 punti
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Questa è la mail che ho inviato via pec a IPZS. Forse è il caso di farci sentire per far cambiare le cose e quindi vi invito a fare qualcosa di simile. Oggetto: Segnalazione anomalie sistema di coda – Vendita collezione numismatica 2026 Spett.le IPZS, Con la presente desidero esprimere il mio disappunto in merito alle modalità con cui si è svolto il primo giorno di vendita al pubblico di alcune monete della collezione numismatica 2026. Come avvenuto negli anni precedenti, all’orario stabilito il sistema informatico avrebbe dovuto assegnare un numero di coda a tutti gli utenti già collegati, garantendo pari opportunità di accesso al sito e di acquisto delle emissioni desiderate. Un meccanismo di questo tipo è essenziale per assicurare trasparenza ed equità nella procedura di vendita. Purtroppo, nella giornata di ieri ciò non si è verificato. Per almeno un minuto dopo le ore 11:00 è rimasta visibile esclusivamente la pagina di cortesia, senza che venisse assegnato alcun numero di coda. Quando la numerazione è stata finalmente attribuita, nessun utente – e sottolineo nessuno – ha ricevuto un numero inferiore a 7000 in quanto il medesimo problema è stato riscontrato da diverse decine di persone con cui ero in contatto tramite il forum “LaMoneta.it”, il principale forum italiano dedicato alla numismatica. In passato si era sempre assistito a una distribuzione casuale dei numeri di coda; quanto accaduto ieri rappresenta pertanto un’evidente anomalia statistica del sistema. Tale malfunzionamento ha prodotto un duplice effetto negativo: da un lato ha penalizzato una larga parte dei vostri clienti abituali; dall’altro ha presumibilmente favorito bagarini e speculatori che, con modalità verosimilmente automatizzate, sono riusciti ad acquistare numerosi esemplari delle monete “Pinocchio”, attualmente già presenti sui noti siti di aste online. Il malcontento generato è ampiamente documentato nelle discussioni pubblicate sul forum sopra citato, dove molti utenti hanno dichiarato l’intenzione di interrompere in futuro gli acquisti presso IPZS. Alla luce di quanto esposto, Vi chiedo cortesemente di avviare un’indagine tecnica approfondita sull’accaduto – anche valutando la possibile interferenza di bot in grado di aggirare il sistema di coda – e di adottare le opportune misure correttive. Il protrarsi di simili criticità rischia infatti di compromettere l’immagine dell’Istituto e di allontanare collezionisti che da anni acquistano con fiducia le vostre emissioni. Confidando in un Vostro riscontro, porgo cordiali saluti.5 punti
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chiedo agli esperti se questa è "banconota" ? misura cm.12x5 grazie a chi vorrà intervenire (il rovescio è liscio senza scritte) "non mi fa caricare la foto del rovescio5 punti
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Interessante incontro che unisce sia la parte culturale che quella commerciale. Esposizione e convegno sulla Zecca di Sabbioneta e sulla monetazione negli Stati dei Gonzaga. Esposizione numismatica con la partecipazione di commercianti e mostra delle monete del Ducato di Sabbioneta. Parallelamente relazioni scientifiche con studiosi ed esperti. Interventi di: Ivan Bula, Alice Sesana, Antonio Rimoldi, Giovanni Sartori, Lorenzo Bellesia.5 punti
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Visto il grande successo della prima edizione, abbiamo il piacere di annunciare che Calabria Colleziona torna a settembre 2026 nei giorni 12 e 13 con ancora più spazio espositivo e con una serie di eventi collegati al mondo della filatelia, della numismatica e del collezionismo in generale. Vi aspettiamo a Rende! Saluti da Filatelia Meridionale.5 punti
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dai provo a dare qualche spiegazione, magari è utile per qualcuno.... 1 - la moneta non ha lo stile di una imitativa 2 - nel disegno al rovescio si vede una vittoria, con un prigioniero, lei non ha la ghirlanda, ma si intuisce che qualcosa passa dietro la testa sulla spalla 3 - c'è uno staurogramma PT regolare e non retrogrado e sotto una lettera 4 - la lettera lì sotto può essere P - S - T - Q - E ... la Q è spesso aperta in alto o comunque chiusa male... 5 - quindi è ROMA e potrebbe essere una VICTORIA o più plausibilmente una SALUS, ma con questa posizione Staurogramma-Lettera e non è nello stile di quelle poche che potrebbero portare a Valentiniano III 6 - quindi il cerchio si stringe ulteriormente a Giovanni e Teodosio II..... che però nelle monete di Giovanni appare spesso più giovanile.... ma Giovanni non lo escludo... RIC 1915 o 1916 7 - il peso è conforme ecco un esempio a mio avviso calzante di 1916 Q (notare lo stile del prigioniero saluti Alain4 punti
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Secondo me molte varianti sono dovute da ragioni tecniche e da poca accortezza nella realizzazione del conio, ma questo non vale sempre dato che sappiamo dell'esistenza dei marchi segreti. A mio avviso le vere varianti possono essere considerate solo quelle apposte deliberatamente dallo zecchiere per precise ragioni. Tutte le altre, invece, sono da reputarsi delle variazioni stilistiche.4 punti
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Bella ma soprattutto interessante la relazione del dott. Jaquinta Nicolò sulla storia di alcune banconote del banco di Napoli e del periodo di occupazione. Confesso che ho imparato alcune cose che proprio non conoscevo. Alcune chicche che qualcuno direbbe "da leccarsi i baffi". Complimenti ancora a Nicolò e anche ad Attilio Maglio che è riuscito a organizzare questo momento seguito da molti partecipanti. Di seguito alcune foto dell'evento.3 punti
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Buongiorno, recente acquisto per la condivisione. SETTIMIO SEVERO (198-217) D/ SEVERVS PIVS AVG Testa laur. a ds. R/ P M TR P XV COS III PP Vittoria alata volta a ds. con un piede su un globo scrive su uno scudo poggiato su una palma. AR Bibl.: C. 489, RIC 211. RARO3 punti
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Mare Island Naval Shipyard in California.. E questa e' Filatelia al tempo di internet. 🧐3 punti
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Per me e’ un Ottone III con anche il peso calante che va in quella direzione.3 punti
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Cosa intendi con “migliore dell’altro”…? di aspetto esteticamente più gradevole, “regolare” e ben coniato? o di valore maggiore, nel valutare commercialmente la moneta…? Direi che nei confronti bisogna considerare tipi analoghi… Enrico II con Enrico II, Enrico III con Enrico III, Enrico IV o IV/V con Enrico IV o IV/V… ma se vai a confrontare tondelli di periodi diversi, allora è dura… considerando la sola “estetica”, più andiamo avanti nel tempo e più i tondelli diventano sviliti nel fino, irregolari di forma e di dimensioni insufficienti ad accogliere l’intero conio, e minore è la cura di incisione dei conî e la nettezza/leggibilità delle lettere impresse… un lucensis davvero battuto sotto gli “Enrichi” sarà per lo più di miglior qualità di un lucensis “comunale” di fine XII secolo o pieno XIII, con i tondelli squadrati o irregolari e l’impronta che “esce fuori” dalla moneta, impedendo una piena lettura delle legende… contava il “monogramma” come segno distintivo, persino il “LVCA” al rovescio spesso non è completamente visibile… Anche secondo me l’ultimo è “diverso” dai precedenti: un monogramma più “schiacciato”, “tracagnotto”, un tondello più squadrato, legende che tendono a uscire dallo spazio della moneta… mi farebbe quasi pensare ad un tipo immediatamente successivo ai precedenti… anche se il fino mi sembra simile… forse è solo un po’ “tosato”? cosa ne pensi, @margheludo?3 punti
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La filigrana è presente, anche se sembrerebbe stampata, ed ha pure un'appendice non staccata, potrebbe essere un valore aggiunto. Ad ogni modo ti consiglio di farla periziare, contraffazione o meno è un biglietto estremamente interessante.3 punti
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E' una domanda (un po' contorta per la verità, quanto, forse, ingenua) formulata da chi, @coinzh, evidentemente, non ha le idee chiare ed ha il diritto di farla.3 punti
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Busta raccomandata Regno Giorgio VI (1936 -1952) da 5 1/2 pence. Annulli non nitidi (peccato), ma da quel poco che si vede la raccomandata ha viaggiato all' interno della contea del Cheshire. Aggiungo una curiosità postale magari poco importante per questa raccomandata ma significativa per la storia postale... le linee blu incrociate sono il simbolo internazionale del servizio raccomandato, introdotto nel Regno Unito nel 1878 per sostituire i nastri o gli spaghi verdi precedentemente usati per legare i plichi. La raccomandata è indirizzata a "C. Sillitoe Esq." 6 Alton Road, Wilmslow, nella contea del Cheshire. L'indirizzo 6 Alton Road, Wilmslow, nella contea del Cheshire, è storicamente associato a C. Sillitoe (probabilmente Charles Sillitoe) intorno al 1940. A quel tempo, la residenza era conosciuta come un luogo di soggiorno per ospiti o una "lodging house". È nota soprattutto per un legame storico significativo: Alan Turing, il celebre matematico e decrittatore di Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale, risiedette presso questa abitazione come ospite di Sillitoe.3 punti
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Ciao @Ajax dovrebbe essere un denario di Vespasiano zecca di Efeso,però tu dici che e in bronzo... allora io per sicurezza chiederei aiuto agli esperti @Pxacaesar @Arka 😊 https://it.numista.com/2503463 punti
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Seguitiamo ,tutti a lamentarci, ma poi domani mattina saremo tutti impazienti e trepidanti per acquistare , c’è chi minaccia di smettere , chi vuol vendere e dedicarsi ad altro , chi dice di acquistare solo una moneta , chi dice che fa tutto schifo , ognuno ha le proprie ragioni e sono rispettabili , ma in fondo tutti noi sappiamo che seguiteremo ad acquistare ,ovviamente in base alle proprie possibilità ,perché un hobby ,diventa una mania ,ti segue ovunque ,magari cerchi di scansarlo ,ma ritorna sempre nei tuoi pensieri , per il collezionista vero ,anche una moneta per tanti brutta , va presa e conservata , fa parte del gioco3 punti
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per me ilnumismatico è un grande, di più, un gigante. Per lui un messaggio: aquila non capit muscas3 punti
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Edoardo Boccanera, Manuale sulla fabbricazione delle monete in circolazione nel Regno d'Italia, Roma, 1901.3 punti
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No no, nessuna noia. Sono io il primo a dichiarare che questo tipo di variante non è così raro. Non è la rarità il punto. Forse, invece, è stato frainteso il senso delle mie osservazioni. Attraverso queste varianti, o come vogliamo chiamarle, riusciamo a capire di più sulle dinamiche nella zecca di Napoli. Queste cose sono delle testimonianze. Capisco pure che questi temi sembrano, per alcuni, alieni alla materia numismatica, come se, quasi, non ne facessero parte. Ma è da un po' che prendo atto di questa cosa, per cui ci ho fatto già pace da un bel pezzo. Tutto ok. tutto a posto3 punti
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Sono assolutamente d'accordo,la zecca era un'azienda e come tale aveva l' obbiettivo di ridurre i costi, quindi il discorso del riutilizzo mi trova pienamente d'accordo,il problema è che negli ultimi tempi c'è una ricerca spasmodica della variante a tutti i costi,non si può definire variante ogni minima diversità a prescindere,sta al collezionista imparare e capire se si ha di fronte una vera variante e soprattutto se è degna di nota,e per me una correzione dell' ultimo numero della data non è una variante ma solo il modo di risparmiare per non creare un nuovo conio,che poi questa correzione la troviamo solo su questo conio è un' altro discorso che, volendo,si può anche approfondire... Poi come ho scritto prima ognuno ha le proprie idee... Non so di che anni siamo il tuo gigante e il tuo Nomisma,la prima edizione del Magliocca mi sembra fosse del 2018 , quindi è probabile che alcune varianti siano assenti ma nel nuovo aggiornamento del manuale delle monete di Napoli edito da Nomisma ci sono 3 varianti per la 96,ma se non aggiorni i tuoi cataloghi non puoi affermare che le tue varianti siano inedite...3 punti
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Come sono certo tu già saprai, @gennydbmoney le monete raccontano storie, tecniche, necessità estetiche, adattamenti, linguaggio, e tanto tanto altro. Ne converrai. Per esempio, come una Piastra del 1805 HSIP racconta di un addetto alla punzonatura dei caratteri distratto ed un supervisore ancor più distratto, un punto può raccontare altro (scelte tipografiche, elementi di ancoraggio per le dime per il corretto distanziamento delle lettere ed altro) questa Piastra con la data corretta, come le altre che hanno questa caratteristica in altri millesimi, sono in grado di raccontare una storia che parte sempre da un concetto: la NECESSITA'. Per necessità hanno dovuto prendere un conio che era stato approntato per il 1795, ma che probabilmente non era stato mai usato (verrò smentito felicemente se si troverà una moneta del 95 con quel conio) al quale è stata operata un'azione di precisione nel piazzare bene la cifra 6 sul 5, forse per fretta e per non dover creare da zero un nuovo conio, forse per spirito incline al riutilizzo, che però non si è manifestato mai nella stesura dei conii delle Piastre di Ferdinando IV. Per questo motivo lo ritengo un unicum degno di nota. So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla tra le varianti e ritengo lecita ogni posizione, ma ho la convinzione che la numismatica sia una disciplina capace di raccontare svariati aspetti e farci calare nelle realtà ormai distanti da noi e, perché no, capace di farci emozionare nel raccontare queste storie davanti ad un buon brandy con amici appassionati (o non). Chiamiamola come vogliamo. Io per semplicità e per manifesta pigrizia nel cercare un termine che possa dare valore ad un aspetto degno di nota la continuerò a chiamare "Variante".3 punti
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Qualcosa sul destinatario...... Hans Bey era un uomo che risiedeva a Jersey e lì morì nel 1900 al momento della sua morte aveva circa 80 anni e fu sepolto nella chiesa parrocchiale di St Helier il 13 luglio 1900. Sposò Maria Rebecca Bey (nata Clarke), sorella maggiore del padre di sua moglie. Maria Rebecca nacque nel 1824 e morì nel 1906. I documenti conservati da Jersey Heritage suggeriscono che Hans Bey avesse legami con la Corte di giustizia Amtsgericht di Amburgo, in Germania, poiché una copia del suo atto di successione fu inviata da lì nel febbraio 1901. Oltre a questi dettagli genealogici, sono disponibili poche informazioni pubbliche sulla sua vita o sulle sue attività sull'isola.3 punti
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Vedo che la discussione è andata un pochino off topic, ma comunque vorrei ringraziare tutti per gli interventi e le loro opinioni. Trattandosi di una moneta dal valore contenuto non fa niente anche se l’ho pagata un pochino più del valore, tanto a me mi piace e non compro mai per rivendere quindi va bene cosi. Un doppio ringraziamento va a chi è più esperto e professionista come @ilnumismatico e non si risparmia mai nel dare un mano (e a gratis per di più). Dato che avevate chieste delle altre foto, io ci ho provato ma non credo che siano molto meglio. Comunque le carico e ringrazio in anticipo per ogni commento.3 punti
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Buongiorno. È una medaglia molto recente..."NEL CCC" nel trecentesimo anniversario...quindi prodotta nel 1978 e lo si nota anche dalla fattura. Un saluto.3 punti
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Molto bello anche questo tuo denaretto, @Asclepia… che mi sembra del medesimo tipo del precedente che ti aveva già classificato @margheludo nell’altra discussione… Enrico IV/V, primo quarto del XII secolo… ma quanto sono grandi e pesano, per curiosità?2 punti
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E' scritto perché sono dei veri e propri space fillers (tappa buchi) prodotti e venduti proprio dai negozi di Filatelia per questo scopo. I francobolli classici americani erano costosi anche decine di anni addietro, .. e i negozi di Filatelia proponevano questi falsi proprio per lo scopo di non lasciare la casella dell' album vuota.. non furono prodotti come falsi per raggirare il collezionista, si mettevano negli album con consapevolezza. La stessa cosa successe in Italia e molte altre nazioni che potevano vantare lunga tradizione filatelica. Si dice che in Italia i primi francobolli dello Stato Pontificio sciolti siano al 50% dei tappabuchi.. ed è facile trovarli in ogni vecchio raccoglitore.2 punti
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Io aggiungerei allora che quasi quasi non vale nemmeno la pena a sforzarsi a rispondere in questi casi...2 punti
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Anche per me qMB/MB, seppure l'effige del re sia molto usurata è una moneta del tutto leggibile e riconoscibile.2 punti
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E finalmente, torniamo là dove eravamo partiti L'avventura del Canale L'idea di aprire un canale nella parte più stretta dell'America Centrale per mettere in comunicazione le due sponde del continente senza dover affrontare il lungo e pericoloso viaggio attraverso Capo Horn, è vecchia quasi quanto la scoperta stessa dell'America. Furono gli spagnoli, già nel XVI secolo, a prospettarla per primi, dopo aver constatato che non vi fossero vie marittime alternative alla circumnavigazione del continente. Ma il re Filippo II proibì la progettazione di un canale sotto minaccia della pena di morte, in quanto riteneva che una simile opera fosse contraria all'ordine divino Passarono tre secoli prima che la costruzione del canale tornasse ad essere presa in seria considerazione. Nel 1879, l'impresa venne affidata alla francese Compagnie Universelle du Canal Interocéanique de Panama, guidata da Ferdinand de Lesseps, all'apice della fama e del successo per aver costruito, pochi anni prima, il Canale di Suez. Ma a Panama le cose andarono diversamente. Dopo l'inizio dei lavori il 1° febbraio 1881, emerse rapidamente come Panama fosse difficilmente paragonabile all'Egitto. I dislivelli di gran lunga superiori, un fiume impetuoso e la giungla impenetrabile rendevano difficili i lavori. Si aggiunsero frane, un terremoto e diverse malattie: nel 1889, solo due quinti del canale erano stati completati, ma i fondi erano esauriti. L'opera aveva mietuto circa 22.000 vittime : di queste, 5.000 erano europei, benché il 90% degli operai fosse costituito da neri di origine caraibica. La Società del Canale di Panama fu costretta a chiedere la dichiarazione di fallimento nel 1889. Una lotteria avrebbe dovuto colmare il buco nella cassa: alcuni giornalisti furono corrotti per insabbiare l'accaduto, mentre i pagamenti ai politici garantirono la concessione dell'autorizzazione per la lotteria. Tra il 1892 e il 1893 esplose lo scandalo, che portò alla caduta di tre governi francesi e alimentò l'antisemitismo, a causa del coinvolgimento di finanziatori ebraici. Alla fine, la Francia abbandonò le proprie ambizioni a Panama, prontamente raccolte da un'altra potenza emergente Fino a quel momento, gli Stati Uniti non avevano mostrato particolare interesse per un canale interoceanico, ma dopo la guerra ispano-americana e l'acquisizione, di fatto, di colonie nel Pacifico e nei Caraibi, la sua importanza a livello di sicurezza nazionale venne apprezzata in pieno. C'erano però numerosi problemi da superare, non solo a livello tecnico. Un trattato del 1850 tra gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, stabiliva che un canale costruito da una delle due nazioni, avrebbe dovuto essere controllato da entrambe, e non venire mai fortificato. La questione fu superata con un nuovo trattato nel 1901: la guerra anglo-boera aveva messo in cattiva luce l'Inghilterra, che si era ritrovata isolata dalle altre nazioni europee, e che dunque, desiderosa più che mai di garantirsi l'amicizia degli Stati Uniti, accettò il controllo esclusivamente americano del canale e, implicitamente, la sua fortificazione. Poi, si pose il problema di dove costruire il canale, se attraverso l'istmo di Panama, proseguendo quello già iniziato, o in Nicaragua. La prima soluzione era la più breve, ma anche la più costosa, poiché una Compagnia francese, subentrata a quella di De Lesseps, pretendeva la somma esorbitante di 109 milioni di dollari per cedere i diritti. Una commissione istituita da McKinley nel 1901 consigliò il Nicaragua, ma a quel punto la Compagnia francese calò le braghe riducendo precipitosamente il prezzo a 40 milioni Il Congresso, decise per Panama Continua...2 punti
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Salve @FilippoIV, guarda se fosse questo bronzo greco di Myrleia (Apameia) in Bitinia. https://www.acsearch.info/search.html?term=+AE+MYRLEIA+WHEEL&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Francia, denaro di Valence https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://it.numista.com/32125&ved=2ahUKEwjq8Nmi6s-SAxUN4AIHHRrtNscQFnoECEMQAQ&usg=AOvVaw2DYTTec-fSyOYCw9UQ4HWB2 punti
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La legenda del diritto inizia con IMPER(ATOR), dunque dovrebbe essere une denario di Tito coniato ad Efeso sotto Vespasiano: RIC V 1438 o 1440. Non ricordo di avere mai visto suberati di quella zecca. Potrebbe essere una foto sottoesposta a dare all'argento una colorazione rosata.2 punti
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Ciao @joannes carolus. Un altro denario del Limes molto interessante. Alcune considerazioni tecniche che si possono fare grazie al denario in argento trovato da @mazzarello silvio. È evidente un denario con combinazione dritto e rovescio molto raro percui non è nemmeno censito dal RIC . Da attento esame i due denari hanno gli stessi conii di dritto e rovescio. Dalle foto che hai postato non riuscivo a capire se era coniato o prodotto per fusione ma se si osservano i due denari comparati si può evincere con quasi certezza che il tuo esemplare è prodotto per fusione con stampo ottenuto proprio dal denario trovato in buon argento. Praticamente la stessa forma del tondello, il medesimo lieve decentramento, stessa perlinatura sembrano andare in questa direzione. Tu con moneta dal vivo cosa ne pensi in proposito?🙂2 punti
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Buongiorno e buon sabato. Staccando dal lavoro trovo il tempo di condividere qualche moneta, questa in particolare esula completamente dai miei soliti interessi numismatici ,ma ultimamente ho ricominciato ad allargare il mio orizzonte, acquistando altro rispetto al solito. Così condivido questa: 2 GULDEN 1822 D/ LUDWIG GROSHERZOG VON BADEN al centro il ritratto R/ scudo tra due rami di alloro posto tra il valore 2 [] G e sotto la data 1822 Moneta molto semplice, asciutta, l'ho trovato bella anche per questo. È in argento 750 , 25,5 grammi e un diametro di 38,5 mm. Questo millesimo da quanto ho trovato dovrebbe essere R2. Moneta non esente da difetti di conio quali graffi, debolezze e scrpolature Anche il taglio è piacevole TRAU ~~☆ ~~SCHAU~~☆~~ WEM~~☆~~ L'equivalente in italiano di qualcosa tipo "Guarda bene di chi fidarti" o simili, comunque un'esortazione alla prudenza! Baden è una regione sud occidentale della Germania, che confina con Svizzera e Francia. Sempre cordialmente.2 punti
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Colleziono monete del regno a corso legale, non mi posso permettere le alte conservazioni ma questa è stato uno dei primi pezzi che ho acquistato, è in buona conservazione e per comprarla ho dovuto superare il mio budget. La trovo davvero bellissima e, nonostante sia un gettone la volevo a tutti i costi.2 punti
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Buongiorno a tutti cari amici del Forum. Risistemando la collezione è saltata fuori questa bella moneta, acquistata qualche anno fa on-line, da 1 Florin, battuta dalla zecca di Vienna nel 1878 e composta da argento 900. Io trovo molto interessante il ritratto dell'Imperatore, quel Francesco Giuseppe antagonista onnipresente del nostro Risorgimento, di cui si può ancora apprezzare il busto giovanile. P.S. si tratta della versione comune con la scritta in incuso e non quella con il bordo liscio. Cosa ne pensate? Ringrazio tutti coloro che vorranno intervenire. Auriate2 punti
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Carissimi amici, risistemando la collezione mi è venuto tra le mani questo bell'esemplare di 2 centesimi "Italia su Prora" coniato dalla zecca di Roma nel 1911. Lo acquistai per 3 euro ad un mercatino dell'antiquariato e da allora fa parte della mia collezione. Rispetto alla foto, il colore è più scuro, sul cioccolato fondente e la moneta si presenta lucente e non opaca. Cosa ne pensate? Grazie a coloro che vorranno intervenire. Auriate2 punti
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Anche questa busta raccomandata del valore di 2 penny azzurro + 2 1/2 old penny purple on Blue dell' emissione del Jubelee del 1887. Il tutto annullato dall' ovale di raccomandata dell' ufficio postale di Threadneedle Street il 19 Agosto 1895. Il termine B.O.E.C. presente nei timbri postali di Threadneedle Street a Londra sta per Bank of England, City. Questi annulli venivano utilizzati specificamente dall'ufficio postale situato all'interno o nelle immediate vicinanze della Bank of England in Threadneedle Street. Threadneedle Street è una strada storica nella City di Londra, famosa per essere la sede della Banca d'Inghilterra (soprannominata la "Vecchia Signora di Threadneedle Street") e in passato sede della Borsa di Londra, nota come importante centro finanziario. Sul retro abbiamo l' annullo di transito di Kitzingen del 21 Agosto 1895 e l' annullo di arrivo di Nurimberg ( Norimberga) stessa data. Il numero 398 in crayon blu è stato apposto in arrivo dall' ufficio postale di consegna cioe' Norimberga prima della consegna in quanto non scritto sull'indirizzo dal mittente, abbiamo inoltre due piccoli cerchi a trattini che sono il distretto postale di consegna o identificativo del postino. Bella late victorians anche questa di valore.2 punti
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Dalla mia modesta esperienza dovuta alla lettura di testi a stampa e manoscritti, ma non da collezionista, ho potuto comprendere che in zecca quello che contava non era la precisione dell'impronta nella realizzazione dell'elemento grafico ed epigrafico, bensì le sole caratteristiche tecniche limitate al materiale, diametro e peso. Infatti, non ho mai letto (correggetemi se sbaglio) che vi fosse in zecca una figura che vigilasse la qualità dell'impronta. La cura dell'impronta è limitata alla qualità dell'impressione, come riporta un documento che ho letto, ma - mi ripeto - non sull'accuratezza delle legende e delle immagini. "bastando per le monete una sufficiente polizia, e proprietà, non iscompagnata da que’ difetti d’impressione, che potrebbero o non farla ben conoscere, o confonderla con altre, che fuor della Zecca avessero potuto essere alterate." E ancora: "Signore, i Vostri Reali interessi esigon, che la moneta sia coniata con una certa esattezza; perciocché i difetti ch’essa porta seco nell’uscir dalla Zecca, son quelli, che più incoraggiscono i frodatori a tosarla" Emblematiche le seguenti parole, dove la moneta non otteneva la stessa cura della medaglia: "non è suscettibile di quella somma perfezione, che si dee cercare soltanto nelle opere di gusto, a cagion d’esempio, in una medaglia".2 punti
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gli ottimi @Saturno, @caravelle82, @Meleto potrebbero ad esempio dare un loro parere2 punti
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