Vai al contenuto

Classifica

  1. Ptr79

    Ptr79

    Utente Storico


    • Punti

      55

    • Numero contenuti

      2134


  2. PostOffice

    PostOffice

    Utente Storico


    • Punti

      35

    • Numero contenuti

      5216


  3. Ale75

    Ale75

    Utente Storico


    • Punti

      31

    • Numero contenuti

      3347


  4. Carlo.

    Carlo.

    Utente Storico


    • Punti

      18

    • Numero contenuti

      6034


Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 04/06/26 in tutte le aree

  1. Salve, ringrazio il Centro Culturale Numismatico Milanese dell'invito a presentare gli studi più recenti (miei e di altri) su un argomento che rimane centrale nella storia monetaria del basso medioevo e in merito al quale c'è ancora dibattito e spazio per ulteriori ricerche. Spero di riuscire ad interessare e anche incuriosire chi potrà seguire sia in presenza che a distanza, oltre che di trascorrere una piacevole serata insieme a parlare di "belle" monete 😊. Un saluto a tutti/e e a martedì! MB
    7 punti
  2. Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei condividere con Voi una moneta appena inserita in collezione, si tratta di un quarto di tallero austriaco del 1740 per Carlo VI° d'Asburgo del Sacro Romano Impero; diametro 32 - grammi 7,23 - Ag .875 - zecca di Hall in Tirolo/Austria. Carlo VI° che fu il padre di Maria Theresia d'Austria, oltre ad essere arciduca d'Austria, Re d'Ungheria e di Boemia, fu Re di Spagna come Carlo III°, Re di Napoli, Re di Sardegna come Carlo III°, Re di Sicilia come Carlo III° e duca di Parma e Piacenza. La moneta che è abbastanza gradevole, presenta un po' di usura sulle basse ciocche dei capelli del sovrano, non so se sia stata lavata in passato ed a mio avviso dovrebbe avere una conservazione in BB; probabilmente anche qualcosina di più. In allegato mie foto e quelle del venditore. Grazie per l'attenzione.
    7 punti
  3. Buonasera a tutti seconda acquisizione dell'anno nel solco della progressiva sostituzione dei colli lunghi con esemplari migliori. Siamo adesso a dieci su ventuno esemplari alla massima conservazione o quasi. Questo millesimo non è particolarmente raro ma come tutti i 5 lire del Regno di Sardegna di Vittorio Emanuele II non è facile da reperirsi in elevata qualità. Proviene dalla recente asta Ghiglione del 28 marzo e - per qualche arcana ragione che mi sfugge - non ha riscosso interesse e così l'ho portata a casa alla base, a un prezzo che definire invitante è forse dire poco. Il lieve difetto al bordo a ore 3 e 4 del R le toglie il FDC pieno (Ghiglione infatti l'ha indicata, per me correttamente, FDC/qFDC) , ma per il resto i rilievi sono assolutamente intatti. Queste immagini da me realizzate inoltre non rendono assolutamente omaggio alla delicata patina, che, soprattutto al R, è ricca di meravigliose iridescenze che vanno dal rosato all'indaco al blu. Appena riesco farò altre foto che spero possano rappresentare al meglio questo ulteriore pregio. Grazie dell'attenzione e saluti cari
    7 punti
  4. Martedì 14 aprile dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza della Prof.ssa Monica Baldassarri su Il "ritorno all'oro nell'occidente Duecentesco": caratteristiche e vicende delle prime emissioni. Monica Baldassarri (PhD in Storia medievale, Specializzazione in Archeologia tardo-antica e medievale e Perfezionamento in Numismatica, Robinson Fellowship del British Museum) dal 2024 è Ricercatrice TT presso il Dipartimento di Studi Storici “Federico Chabod” dell’Università degli Studi di Milano. È inoltre docente a contratto di Numismatica Postclassica per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Firenze. Fa parte dei comitati di direzione di diverse riviste e collane editoriali di ambito storico e archeologico, di livello internazionale e nazionale, e dal 2026 dirige la rivista “Numismatica e Antichità Classiche – Quaderni Ticinesi”. Si occupa di studi in numismatica e storia monetaria tra tardoantico ed età moderna, oltre che di studi su tessere e gettoni, sigilli e medaglie di devozione degli stessi ambiti cronologici. È inoltre impegnata in ricerche di archeologia medievale e post-medievale fra Toscana, Liguria e Mediterraneo occidentale, occupandosi anche di progetti diacronici di archeologia urbana e archeologia dei paesaggi, oltre che di esposizioni museali. I risultati di queste attività sono pubblicati in 25 volumi tra monografie e curatele e circa 300 tra saggi e contributi in cataloghi per mostre e musei. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.
    6 punti
  5. Per gli appassionati della monetazione emiliana e gonzaghesca (e per tutti gli interessati) ho reso disponibile sul canale academia.edu la copia pdf dell'articolo recentemente pubblicato sul n°424, 02/2026 di Panorama Numismatico. La Madonna del castello è rappresentata da una statua lignea medievale, originariamente conservata presso la chiesa dedicata a san Bartolomeo, annessa alla rocca (da ciò l'identificativo "del castello"), poi trasferita nella chiesa dei Teatini (entrambe le chiese vennero demolite), poi definitivamente collocata nella Basilica cittadina. La statua originale raffigura una Madonna Annunziata che però, nel corso dei secoli, ha subito alcune trasformazioni, fino all'attuale conformazione ispirata al tipo della Madonna di Loreto. Le monete da una lira emesse a Guastalla a nome di Ferrante III Gonzaga e di Giuseppe Maria Gonzaga ben rappresentano questa trasformazione. La Madonna del Castello è visibile allo stato originale e nella veste attuale grazie ad immagini inedite fornite dalla Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla. https://www.academia.edu/165586426/Guastalla_la_lira_con_la_Madonna_del_castello_documento_e_testimonianza_di_una_trasformazione Buona lettura Mario
    6 punti
  6. Ciao @Moonchild, È sempre un po’ complicato quando un interlocutore arriva con delle «convinzioni » e rimprovera agli altri di avere soltanto opinioni. Constato che la convinzione che lei aveva sull’autenticità della moneta si è già molto indebolita dall’inizio della discussione, e forse riconoscerà che alcune delle sue affermazioni sono irricevibili in assenza di altri argomenti. Ad esempio, alla domanda di Nibbi: « Posso chiederle di argomentare meglio come la falsità dell’esemplare 2016 implichi la falsità di altre monete?, lei risponde (in maiuscolo): 1) L'IDENTITÀ DEI CONII 2) LO STESSO ACCOPPIAMENTO DI CONII 3) I MEDESIMI DIFETTI DI CONIO. Per il resto, può essere interessante tornare a esaminare la storia dei due cataloghi. Il catalogo postumo di Weber è contemporaneo a quello di Locker Lampson. Non è ancora pubblicato nella sua interezza quando quest’ultimo affida a E.S.G. Robinson, presso il Dipartimento delle Medaglie del British Museum, la redazione, la compilazione e l’organizzazione delle diverse tavole del proprio catalogo. È possibile, in questo contesto (opinione), come aveva suggerito @Archestrato, che le fotografie di Locker Lampson siano quelle di calchi (zolfo o gesso): l’aspetto vellutato delle immagini, privo di riflessi metallici e molto omogeneo su tutte le tavole, potrebbe avvalorare questa ipotesi. È persino poco probabile che il British Museum non abbia colto l’occasione per realizzare dei calchi al fine di conservare una traccia utilizzabile di questa collezione, gran parte della quale proveniva dalla collezione Weber. Ciò potrebbe spiegare le piccole differenze che ho notato tra le immagini dei due cataloghi, così come la perdita di alcuni dettagli, come l’amputazione di una parte della zampa anteriore del cane segnalata da Archestrato, a differenza dell’esemplare Busso Peus. Purtroppo, questo dettaglio non è sufficientemente chiaro nel catalogo Weber. È quindi possibile (opinione) che le impronte di questi calchi siano state successivamente utilizzate per realizzare il molto probabile falso venduto da Ch&F. Tendo a credere che se la moneta Weber, passata tra le mani di Robinson - futuro conservatore del B.M fino al 1952- fosse stata quella di Ch&F, avrebbe suscitato qualche dubbio nella sua mente e in quella di George Hill, che aveva supervisionato il suo lavoro (si rilegga la préfazione). Anche se abbiamo fatto molti progressi nell’identificazione dei falsi, non offendiamo gli illustri numismatici che ci hanno preceduto. In sintesi, la mia opinione è che: – la fotografia Weber 1474 potrebbe essere una foto diretta della moneta, moneta probabilmente autentica poi aquisita da Locker Lampson – la fotografia Locker Lampson sarebbe quella di un calco della stessa moneta. – la moneta Ch&F potrebbe essere un falso realizzato a partire dalla stessa impronta.
    6 punti
  7. Probabilmente... questo francobollo appartiene ad una nazione (non più esistente tra l'altro), che i piu' non collezionerebbero mai, in quanto non sono antichi, appartengono ad una cultura lontana e soprattutto perché con questo materiale non si diventa ricchi e non si fa il businessssss. ... inoltre nessuno vuole gli italiani figuriamoci questi. Ovviamente un vero filatelista non ragiona così, ne vede la bellezza e la valenza culturale e se riesce mette assieme una collezione di questa nazione che sara' una vera e propria enciclopedia non solo filatelica. Vediamo l' oggetto in foto: Il francobollo è un'emissione della Repubblica Democratica Tedesca (DDR) del 26 agosto 1950, celebrativa della mostra filatelica DEBRIA (Deutsche Briefmarkenausstellung) tenutasi a Lipsia. Valore nominale 84 + 41 Pfennig (il supplemento era destinato per finanziare la mostra). L'evento non celebrava solo il collezionismo, ma serviva a legittimare culturalmente il neonato stato socialista (fondato solo un anno prima, nel 1949) e a commemorare il centenario del primo francobollo sassone, il celebre "Sachsen Dreier" del 1850. Il bozzetto, opera di Egon Pruggmayer, è ricco di simbolismi: La colomba della pace elemento centrale che sorvola il globo e' il simbolo della propaganda pacifista tipica del blocco sovietico dell'epoca. Il richiamo storico in basso a destra dove è riprodotta la sagoma del primo francobollo della Sassonia da 3 Pfennig, crea un ponte ideale tra la tradizione filatelica classica e il nuovo corso politico. Questo francobollo rimane una delle testimonianze grafiche più eleganti del periodo di transizione tra la vecchia Germania e la strutturazione definitiva della DDR. Non sottovalutateli, questi Francobolli oggi si collezionano al costo di una carica di tabacco e offrono spunti filatelici, storico culturali importanti.
    5 punti
  8. A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza 14 aprile Monica Baldassarri 1 Martedì, 14 aprile · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/hxi-svsy-fij CCNM - Conferenza 14 aprile Monica Baldassarri 2 Martedì, 14 aprile · 10:00 - 11:00PM Fuso orario: Europe/Rome Informazioni per partecipare di Google Meet Link alla videochiamata: https://meet.google.com/ocw-xmgd-yvx
    5 punti
  9. Infine. Piccola monetina 15mm da 1/2 Kreuzer del 1716 austriaca in mistura(??). Visibile solo una faccia.. 🥺🥺🥺
    4 punti
  10. Regno d'Italia - Vittorio Emanuele III - 50 Centesimi "Impero" - Acmonital/Nichel (antimagnetico) - Zecca di ROMA: Tiratura 9.372.000. Acquistata ad 1 euro. #0002#
    4 punti
  11. Ciao, sempre a beneficio dei neofiti come me e di @Atexanoche ha espressamente richiesto opinioni sul denario proposto chiudo i miei interventi in questa discussione postando alcuni esemplari censiti come non autentici che hanno ( avendo un pò di tempo oggi a disposizione li ho confrontati bene) gli identici "conii" di dritto e rovescio del suddetto. Vari gradi di "conservazione " ed "usura" nonché "patina" e metallo differenti. C'è anche un aureo. Uno è stato da me affiancato per paragone al nostro denario. Lascio a chi guarda le debite conclusioni che si possono trarre.
    4 punti
  12. Raffaele, ciò che tu dici è condivisibile, comunque, aspettando il parere di qualche altro utente, posto, per gli appassionati della monetazione e per tutti gli altri collezionisti, un'altra Pubblica 1622 con la sigla "MC/P". Ti ringrazio. Sei sempre molto attento e disponibile al confronto.
    4 punti
  13. Ciao, Per me abbastanza comune, relativamente ai punti nello scudetto la totale mancanza(scudo completamente vuoto) è abbastanza rara ma come curiosità e non come valore commerciale. Un saluto Raffaele.
    4 punti
  14. non vuoi provare il brivido del dubbio?? 😀 maschio 40 enne
    4 punti
  15. Condivido foto di altra cartolina annullo La Maddalena (58-40)
    4 punti
  16. DE GREGE EPICURI Quello di cui si parlerà è un momento davvero appassionante. Dopo un lungo periodo in cui l'oro bizantino aveva dominato incontrastato, o contrastato in parte del mediterraneo dall'oro islamico, gli Stati Italiani più importanti si mettono alla testa dell'attività monetaria, dei traffici e dei commerci in tutta Europa. E nascono le banche!
    4 punti
  17. Buongiorno e buona pasquetta a tutti. Mi aggiungo a questo topic iniziato 9 anni fa. Con la mia 2 lire 1812 che mi ha fatto sudare per comprarla.
    4 punti
  18. Salve, segnalo : Byzantine Coinage of Latin Empire, Nicaea, Epirus, Thessalonica and TrebizondAlberto D’Andrea, Luca Mezzaroba, Andrea Torno GinnasiCon questo volume prosegue lo studio sulle monete bizantine; questa nuova opera si focalizza suipotentati nati dopo la caduta di Costantinopoli: l’Impero Latino, l’Impero di Nicea, il Despotato diEpiro, l’Impero di Tessalonica e quello di Trebisonda. Il periodo di tempo coperto va dal 1204 al1261 per tutti i potentati tranne l’ultimo, per il quale si arriva fino al 1461.La parte introduttiva esamina l’evoluzione delle insegne del potere fra il VI e l’XI secolo.532 pagine€ 70,00 https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.edizionidandrea.com/&ved=2ahUKEwju4KT1reWTAxWp0gIHHXG6PZwQFnoECCkQAQ&usg=AOvVaw1rZx26Hvtxi2vmuYN3LTiz
    3 punti
  19. Comunque ricordiamo che regole si rispettano sempre e comunque, anche se non le si condividono o non le si apprezzano!
    3 punti
  20. Ecco un tornese 1599 di Filippo III di Spagna... Qui un confronto del 9 tra il tuo esemplare,il tornese 1599 di Filippo III e il tornese 1594 di Filippo II... Direi che la somiglianza del 9 tra il tuo esemplare e il tornese di Filippo II è lampante...
    3 punti
  21. Condivido con @eliodoro e sicuramente molti altri, la passione per la terra che ci ha dato i natali. Anche io infatti colleziono medaglie locali come lui fa per quelle di Caserta. L'ultima postata però è stata in grado di spronarmi ad intervenire. In pochi grammi di metallo c'è tanta storia che in parte mi coinvolge. La prima cosa che mi è saltato all'occhio la durata di questo 53° corso... dal 16 settembre al 16 novembre 1957. Due mesi. Oggi sarebbe impensabile. All'epoca la necessità di avere personale subito disponibile probabilmente ha fatto sì che i corsi durassero poco. L'esperienza e l'insegnamento si faceva poi in strada. Una nota per il Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza che è finito di esistere con la riforma del 1981 e la definitiva nascita della Polizia di Stato. Quando ho iniziato io c'erano tanti "anziani", ex appartenenti all'ormai disciolto Corpo, che lamentavano la transizione rimpiangendo le stellette alle nuove mostrine. Forse però è un semplice problema ciclico dovuto all'avanzare dell'età... anche io oggi rimpiango i "vecchi tempi". Una parola poi per la Scuola Allievi di Caserta. Credo sia tra le più storiche in Italia e tra le più famose ma, non ho avuto mai il piacere di frequentarla. Ci sono stato una volta sola per un triste evento. La camera ardente di due poliziotti che hanno perso la vita in servizio diversi anni fa... uno di loro era un mio carissimo amico ed ancora oggi fatico a credere che non ci sia più. Quando ho iniziato l'avventura numismatica ho sempre guardato con "cattivo" occhio le medaglie. Non le ritenevo importanti come le monete al punto di cederne una in cambio di alcune monete che oggi chissà cosa darei per riaverla. Con il tempo mi sono reso conto invece che anche loro hanno la loro storia da raccontare. Questa postata da Eliodoro ne è l'esempio. Mi ha riportato alla mente ricordi tristi ma allo stesso tempo mi ha permesso anche di fare un salto indietro di qualche anno ed ammetto che i ricordi tristi sono stati sostituiti da quelli sicuramente migliori, non mancando qualche sorriso.
    3 punti
  22. Buongiorno, corso allievi guardie di P.S
    3 punti
  23. MEDAGLIE PRIMA COMUNIONE
    3 punti
  24. Ricevuta la busta contenente la Rivista Italiana di Numismatica, vol. CXXVII del 2026. Volume CXXVII (2026) Materiali B. Carroccio, Gli Enotri e la moneta. Aggiornamenti sui termini di un rapporto. G. Libero Mangieri, Matala (Creta) – Località Rigachi (proprietà Ulla): le monete. R. Kool, Y. Shivtiel, U. Berger, The Baldwin III hoard of Huqoq and more about moneta regis. Saggi Critici A. Perna, Allofoni e allografi di /f/ nel corpus osco-greco: lo studio della monetazione campana. C. Mondello, Voti pubblici per Diocleziano “Juppiter” e Massimiano Erculeo Augusti. S. Bini, B. Callegher, L. Sperti, Il pentanummo di Giustino I nel “IV cavallo” e una nuova cronologia della quadriga marciana. K. Sorochan, On the question of the routes and ways by which Byzantine coins entered the territory of Kyivan Rus’. W.R. Day Jr., Galley Tuppence? Silver grossetti of Bologna in late-medieval England. Tessere e Gettoni E. Spagnoli, Signum Tithasi. Osservazioni sulla forma di fusione per piombi monetiformi da Ercolano (scavi di Amedeo Maiuri, 1932-1934). Note L. Passera, Ritrovamento di denari papali in una necropoli longobarda presso Cerbara di San Giustino (PG). G. Carraro, Sulle tracce di Puschi: il tesoro di Verteneglio/Brtonigla del 1892. Nuove indagini e nuove interpretazioni. A.Mosca, A. Zub, Un grosso inedito del doge Tommaso Mocenigo (1414-1423). Discussioni, Recensioni e Segnalazioni T.M. Lucchelli, Osservazioni sulla storia monetaria della Fenicia (V secolo a.C. – III secolo d.C.) [A. Cattaneo, Monete fenicie del Museo Bottacin di Padova. Catalogo degli esemplari della Collezione Ravazzano, Padova 2024]. W.R. Day Jr.: M. De Benetti, I primi 100 anni del fiorino d’oro di Firenze (1252-1351): analisi e nuove prospettive di ricerca, “Bollettino di Numismatica” 61-62 (2024). L. Passera: G. Angeli Bufalini (a cura di), Scritti in memoria di Silvana Balbi de Caro. Tra ricerca e ricordo, Roma 2024 (Bollettino di Numismatica. Studi e Ricerche, 4). L. Passera: A. Aspetsberger, M. Boros, J. Hartner, A. Hylla, A. Lörnitzo, B. Prokisch (hrsg. von), Swer den pfenninc liep hât. Festschrift Für Hubert Emmerig zum 65. Geburtstag, Wien 2023. RIN2026_Abstracts.pdf.pdf
    3 punti
  25. I giudizi sulla conservazione sono condivisibili. L'usura è pesante, ma abbastanza uniforme da rendere la moneta anxora gradevole. È l'esemplare più raro dei quattro coniati durante il regno di Umberto I: il Gigante riporta un grado di rarità R. Per confronto e copndivisione posto un mio esemplare:
    3 punti
  26. Premesso che siamo su un Forum di Numismatica e non di fotografia ecco una immagine con maggior luce, per poter valutare adeguatamente la patina.
    3 punti
  27. Ripeto, migliorabile è vero, ma comunque molto meglio delle precedenti vendite, almeno così io e molti altri abbiamo avuto la possibilità di comprare quello che ci piace senza ricorrere agli speculatori.
    3 punti
  28. Condivido foto di cartolina di famiglia per approfondimento
    3 punti
  29. Salve da parecchio non condividevo materiale. Allego foto di cartolina di famiglia per un approfondimento. La trovo splendida. Ringrazio in anticipo
    3 punti
  30. Peccato che Metcalf ci abbia lasciati pochi anni fa... Quando stavo scrivendo il mio lavoro sui Bisanti ossidionali di Cipro, il mitico prof. Pitsillides mi aveva messo in contatto con lui... L'indimenticato Metcalf mi aveva spedito (sic!) una letterona piena di spunti e suggerimenti che ancora conservo con orgoglio. Non solo per i contenuti (questo è un piccolo estratto) ma anche per quella calligrafia di un signore di altri tempi. Peccato... Se la richiesta dell' utente fosse arrivata prima, probabilmente il M. gli avrebbe scritto di suo pugno.
    3 punti
  31. Un mio amico è certo di aver visto un asino volare. Sono anni che cerco di convincerlo che si è sbagliato. Ma lui è convinto... e non vuole sentire ragione... Scusatemi... forse ho sbagliato discussione.
    3 punti
  32. Con il disegno la spiegazione è ineccepibile. Probabilmente anche più di 10.000 dollari. Di Paperopoli. E ricordiamoci che quando scrivo io il valore sale alle stelle!
    3 punti
  33. Buongiorno, si tratta di un 20 nummi della zecca di Tessalonica (come correttamente detto da @Ale75) ma l'autorità emittente è Tiberio II (raffigurato con la moglie Anastasia) perché, come invece correttamente notato da @Poemenius, la legenda reca [...] T PP AVC, parte conclusiva della legenda D N TIb CON-TANT PP AVC. L'anno di regno è il quinto (578-579 d.C.), come appare anche sull'esemplare che posto a confronto. Sear 439; DOC 23; MIBE 65.
    3 punti
  34. Al CCNM si susseguono eventi di alto livello a ritmo impressionante. Oramai non sono eventi sporadici, ma la sistematicità e la frequenza mostrano un impegno costante difficile da eguagliare! Grazie al CCNM a tutti!
    3 punti
  35. Tre siti naturalmente non nei tre diti ½ Kreuzer - Charles VI (Graz) - Duchy of Styria – Numista
    2 punti
  36. Si saranno accorti che all'utlimo click day l'obbligo di acquisto singolo ha funzionato troppo bene, e staranno ripristinando la vecchia modalità "speculatore mode on" 🤣🤣
    2 punti
  37. Ciao,questa è difficile,se fosse mia direi che è un tornese di Filippo II di Spagna con data 1594,al dritto mi sembra di vedere il profilo appunto di Filippo II e al rovescio mi sembra di notare il lato sinistro obliquo del numero 4,allego delle foto dimostrative... Un' altro particolare che rafforza la mia idea è anche che generalmente il 9 della data sui tornesi di Filippo II ha l' occhiello chiuso, mentre sui tornesi di Filippo III del 1599 si presenta aperto...
    2 punti
  38. Raffaele, in effetti in questa Pubblica si nota il punto dopo la data e sono ben visibili i due globetti a chiusura della corona d'alloro. Frequenti sono le variazioni presenti in queste monete. In una "Publice" da me già postata su questo forum, il cui retro riproduco anche in questa occasione, i globetti a chiusura della corona sono addirittura cinque. Penso che tali variazioni non siano messe a caso e che qualcosa stiano a significare. Ritengo, però, che debbano essere considerate solo delle belle curiosità, in quanto non mi sembra aggiungano rarità alla moneta. Approfitto della circostanza per pubblicare un'altra mia Pubblica, in questo caso del 1623. Saluti a tutti.
    2 punti
  39. Benissimo. Quello che deve avere però sono le prove (reali e non eventuali artifici postumi, come purtroppo fanno alcuni colleghi che poi vengono sgamati), senza quelle non può fare nulla. Comunque queste monete economicamente non valgono la pena di fare tutto questo lavoro (perché sono molto comuni e in uno stato di conservazione brutto). Per capirci se deve spendere ad esempio 500€ (saranno naturalmente di più per la consulenza legale, perché anche se ha un avvocato in famiglia, le tasse per la parcella si pagano comunque), le monete in totale non arrivano a 80/100€.... Quindi bisogna fare bene i conti... Io consiglio di tenersi le monete e basta. Se le vuole vendere, dovrà fare un iter lento, costoso e pure incerto. Alla fine ci rimetterà solo... PS: a scanso di equivoci non sto incoraggiando le persone a fare i furbetti, anzi, sono sempre prodigo nel dire che ogni ritrovamento deve essere consegnato alle Autorità competenti!
    2 punti
  40. 1923 VII CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE GENOVA
    2 punti
  41. Ah ecco perchè mi piaceva! 😄
    2 punti
  42. Altra medaglia di grande modulo:
    2 punti
  43. Indubbiamente è un semisse, ma io no riesco proprio a capire il disegno al rovescio, anche ruotando l'immagine di 90°. Sarebbe utile disporre di fotografie migliori. Vedo che la casa d'aste lo ha classificato come appartenente a una serie "Vittoria su prora", evidentemente interpretando lo svolazzo presente a ore 12 del rovescio come le ali o la veste della Vittoria; tuttavia le due monete che presentano l'immagine di queste dea, ossia RRC 61/3, raffigurante Vittoria con una corona in mano: e RRC 145/2, raffigurante Vittoria con una punta di lancia: sono, entrambe, sensibilmente più pesanti della moneta in argomento . Secondo me è una moneta ribattuta su un bronzo straniero e, per questo, il disegno al retro è diventato illegibile. Potrebbe essere un RRC 56/3, come ritiene @Lorenzo999Lorenzo, ma lo ritengo improbabile (sebbene non impossibile) perché gli RRC 56/3 di soli 10 grammi e mezzo sono proprio i più piccoli; è più facile che sia un bronzo successivo, più recente e quindi più leggero.
    2 punti
  44. Effettivamente Bologna 1812 puntali sagomati è una moneta rara: di certo si merita almeno R2 se non R3 (con un rapporto di frequenza 1:7-8 verso il tipo puntali aguzzi). Il raffronto con le 5 lire 1810 2° tipo è invece più complesso: quest'ultima è infatti una moneta diversa a tutti gli effetti (coniata "entro-virola" vs. il tipo più comune "senza virola") mentre le varianti "puntali aguzzi" - "puntali sagomati" (descritte da Giuseppe Nascia negli anni Sessanta del secolo scorso) sono, a mio avviso, varianti codificate ma di minor significato numismatico; la loro rarità è, sempre secondo me, un po' inferiore.
    2 punti
  45. Grazie a tutti per gli utilissimi contributi. Per rendere onore a questo pezzo di storia aggiorno con delle foto decenti...
    2 punti
  46. Bolognino di Mirandola , Alessandro II Pico
    2 punti
  47. I francobolli che hai mostrato hanno delle sovrastampe locali dell'Ucraina emesse nella città di Sumy intorno al 1994. Dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991, molte ex repubbliche (come l'Ucraina) e singole città hanno utilizzato le vecchie scorte di francobolli sovietici, sovrastampandoli con nuovi valori per far fronte all'iperinflazione e alla carenza di nuovi francobolli nazionali. Questi esemplari sono classificati come "sovrastampe locali", e sollevano una questione sulla "legalità" di queste sovrastampe che divide il mondo della filatelia in due categorie, la validità postale dell'epoca e il riconoscimento nei cataloghi moderni. Alcuni cataloghi (come il tedesco Michel) elencano solo le sovrastampe di Kiev o Leopoli come emissioni nazionali. Quelle di Sumy sono spesso classificate come "locali" o "provvisorie". Esiste un rischio di avere a che fare con un "Bogus" filatelico, infatti sono emissioni ad alto rischio di falsificazioni speculative, poiché chiunque avesse accesso a una pressa poteva creare sovrastampe su vecchi francobolli sovietici, sono nate molte edizioni prodotte esclusivamente per ingannare i collezionisti. Alcune fonti specifiche indicano che certe sovrastampe di Sumy potrebbero essere considerate "bogus" (non autorizzate ufficialmente nemmeno a livello locale) se non presentano caratteristiche specifiche o se non si trovano su buste realmente viaggiate. In sintesi, i tuoi francobolli appartengono a un'area "grigia" molto amata dai collezionisti di nicchia che rendono questo materiale ancora più interessante.
    2 punti
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00
×
  • Crea Nuovo...