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I contenuti con la più alta reputazione dal 03/15/26 in tutte le aree
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Esattamente un mese fa Emiliano mi ha commissionato il restauro delle due monete di cui parlava. Un dupondio di Nerone, con un piccolo punto di cancro, ed un asse di Traiano che al R/ presentava un’estesa infezione, che ha richiesto un complesso intervento di recupero. Questa ultima moneta è molto particolare in quanto presenta diverse ribattiture, e più precisamente, al D/ sul volto dell’Imperatore è ribattuta la Pietas del R/, mentre al R/ è stata battuta due volte la Pietas. La notevole estensione del cancro ha reso molto fragile il metallo del R/, tant’è che nell’operazione di eliminazione meccanica del cancro con il bisturi mi sono limitato ad operare strettamente nelle aree già malate. Lavoro impegnativo al microscopio, tentativo di stabilizzazione del metallo, ripatinatura delle parti scoperte, rifinitura con una cera protettiva ed infine, per avere una protezione il più sicura possibile, sigillatura in uno slab. Fortunatamente il D/ è in buone condizioni perché è la parte più interessante di questo tondello dalla giovane età di circa 2000 anni! Ecco il risultato finale. Buon serata Gruppo!!10 punti
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"I Servizi Postali dell'Impresa Parisi" documenta un insolito sistema postale privato attivo in Africa Orientale Italiana tra il 1937 e il 1938. L'impresa di costruzioni Saverio Parisi era impegnata nel cantiere di Dillalach, una località remota a circa 90-95 km da Addis Abeba per la costruzione della strada del Galla Sidama. A causa della difficoltà di trasmettere la corrispondenza al quartier generale, l'ingegnere Sighieri di Pisa, direttore dei lavori, ideò un "servizio postale volante". Per garantire il collegamento giornaliero, vennero impiegati circa dieci ragazzi abissini, di età compresa tra gli 12 e i 14 anni che percorrevano l'intero tragitto a piedi. Coprivano la distanza tra Dillalach e Addis Abeba in circa 10-14 ore. I ragazzi venivano identificati come "postini" grazie a un bracciale distintivo in legno inciso, legato al braccio, che fungeva da lasciapassare. La corrispondenza trasportata da questo servizio è ovviamente oggi di grande interesse per i collezionisti di storia postale, sulle lettere veniva apposto un timbro speciale (visibile nell'immagine) in diversi colori: nero, rosso o viola. Il timbro circolare riporta la dicitura "IMPRESA SAVERIO PARISI - SERVIZI CELERI" con al centro il logo dell'impresa. Segue una analoga impronta "Pediposte Mayumba" su cartolina del Gabon viaggiata verso Lambarenè!7 punti
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Novità editoriale. Finalmente dopo quasi 30 anni, a fine mese sarà disponibile la 2° edizione del catalogo sulle Medaglie Italiane degli ultimi 200 anni dal 1900 al 1946 di Alessandro Brambilla. Oltre 1200 medaglie raffigurate e catalogate, medaglie militari, civili ed ordini cavallereschi, 1° e 2° guerra mondiale e Ventennio. Ben 656 pagine con foto a colori, copertina rigida e controcopertina. Prezzo in prevendita 90,00 euro + 6 euro di spedizione con raccomandata. Spedizioni a partire dai primi di Aprile Inoltre sarà possibile ritirarlo di persona nel mio studio in provincia di Firenze oppure alle fiere di numismatica il 27/28 Marzo a Pistoia, il 10/11 Aprile alla fiera di numismatica a Bologna, 9/10 maggio alla fiera di militaria a Novegro e il 21 Maggio alla fiera di numismatica di Verona. Per prenotarlo potete contattarmi a [email protected] o tramite cell 338-27271035 punti
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Qualche foto della piacevolissima giornata... Con anche un ottimo team non numismatico 😁 Un ringraziamento agli organizzatori e al numeroso pubblico, che ha riempito a capienza massima la Sala Rosa di Palazzo Forti. Bello vedere anche qualche amico in trasferta tra il pubblico, un saluto in particolare a @ceolo e @italpen5 punti
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Eccomi scusate il ritorno, ma sono di ritorno ora da un viaggio. @Can Cerbero e @Carlo. vi ringrazio per la citazione. Allora la tua moneta ha diverse caratteristiche molto facili da riconoscere. La posizione capovolta dei fiori di ciliegio lungo i bordi è un buon indizio che rimanda all’era Tenpō, ma da sola non basta per essere sicuri. Oltre alle punzonature sui lati, c’è infatti un’altra caratteristica fondamentale, che nelle monete contraffatte era difficile da imitare. Nelle monete Tenpō originali, il carattere 是 (ze) presenta nei tratti finali una sovrapposizione chiamata kasaneawase (重ね合わせ). Inoltre, i tratti superiori del carattere 常 (jō) hanno una curvatura tipica (wankyoku, 弯曲), un dettaglio che si trova solo negli esemplari autentici. Quindi confermo che sia autentica.4 punti
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Voglio condividere questa nuova moneta, un 3 grossi di Emanuele Filiberto del I tipo. Le monete con l'elmo ed il cimiero mi affascinano da sempre, penso non solo a me, e da poco ho letto proprio un articolo che raccontava della storia dei cimieri in Italia e del loro uso, prima come rappresentazione del cavaliere in battaglia o nei tornei e poi il suo diventare in araldica un vero segno di lignaggio della casata. Per fortuna abbiamo nella monetazione sabauda parecchi casi in cui questo segno viene impresso sulle monete e per un periodo abbastanza lungo, il che ci permette di vederlo sovente. Il 3 grossi fu emesso seguendo l'ordinanza del 1° ottobre 1554 nella zecca di Aosta con una bontà di 6 denari ed un taglio di 79 1/2 pezzi al marco, fu una coniazione abbastanza abbondante, circa 200.000 monete in quattro anni. Le date conosciute di questa tipologia solo 3, 1555, 1557 e, come questa, 1558.4 punti
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Ciao,il tuo sestino appartiene alla variante con cerchio lineare anziché perlinato sia al dritto che al rovescio, inoltre ha come simbolo di chiusura il cerchietto nelle legende al dritto e al rovescio che recitano al D/: LETICIA : POPVLI 〇 anziché LETICIA : POPVLI + e al R/: IVSTVS : REX 〇 anziché IVSTVS : REX ✿ sono da considerarsi più rari...4 punti
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Ciao,come gia detto è un 3 cavalli coniato a Napoli durante il regno di Carlo II di Spagna, è del tipo coniato a martello tra il 1677 e il 1680,nel 1677 abbiamo dietro la testa del Re la sigla OC/A di Ottavio Caropreso (mastro di zecca) e di Marco Antonio Ariani (mastro di prova) mentre nel 1678,1679 e 1680 la sigla è AC/A di Antonio Caputo (mastro di zecca) mentre il mastro di prova è sempre Marco Antonio Ariani... Purtroppo data la conservazione è difficile stabilire con certezza l' anno di coniazione dove troviamo le ultime due cifre della data sotto al busto del Re,anche il simbolo E del coniatore non ci aiuta per associarlo ad una o più date perché in questo caso sembrerebbe inedito, neanche sul Magliocca è censito... Guardando però l'immagine della sigla dietro la testa del Re mi sembra di notare ciò che rimane di OC, generalmente questa sigla si presenta molto ravvicinata e a volte le due lettere si accavallano da sembrare quasi un monogramma e nel tuo esemplare sembra proprio così,in tal caso sarebbe un bel colpo visto che il Magliocca classifica i 3 cavalli 1677 OC/A con rarità R5... Ci tengo a precisare che la mia è solo una supposizione in base alle immagini che vedo,ma sarebbe interessante osservare l'esemplare dal vivo con l'aiuto di una buona lente... In ogni caso anche le altre date sono rare tra R2 e R3, è una moneta difficile da reperire in alta conservazione ma comunque il tuo esemplare è in discreta conservazione e sicuramente sopra la media, peccato che non si veda la data...4 punti
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Torna Pistoia CollExpo! La più grande fiera del collezionismo storico dell'Italia centrale, con borsa scambio e conferenze a tema, va in scena con la sua sesta edizione presso il centro espositivo "La Cattedrale" di via Pertini (davanti alla stazione FF.S.) nei giorni: Venerdì 27 marzo dalle 15 alle 19 Sabato 28 marzo dalle 9 alle 18 Sono, come sempre, in essere convenzioni alberghiere e a pochi giorni dall'evento sarà come sempre stilato l'elenco completo degli espositori. Chi avesse intenzione di partecipare come espositore è pregato di farlo il prima possibile compilando l'apposito modulo di partecipazione, le iscrizioni chiuderanno presto. Pistoia vi aspetta!4 punti
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Sono 3 bizantine della zecca di Siracusa. La prima è un follis da 40 nummi di costante II con Constantino IV, Sear SB 1109, Le altre due, sono due monete di Costantino V e Leone VI. Tuttavia la monetazione dei due è un pò dibattuta, nel senso che pare coniarono monete a nome di entrambi sia durante il regno di Costantino V (Leone erede al trono) che sotto Leone VI (Costantino già sepolto ma onorato sulle monete) Il tutto è discusso bene sull'Anastasi, che purtroppo non ho con me.4 punti
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Riemerge dal fango a Livorno una rara epigrafe funeraria della gens Anconia fonte: https://www.archaeoreporter.com/it/2026/03/20/epigrafe-romana-livorno/ L'epigrafe romana rinvenuta a Livorno Capita che le scoperte archeologiche più straordinarie avvengano nei modi più inaspettati. È la mattina dell’11 marzo quando in un’area impervia, boschiva e isolata delle campagne livornesi, assiduamente frequentata solo da cacciatori e cercatori di primizie, Roberto Tessari (già vigile del fuoco e oggi membro attivissimo del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese), gironzolando in cerca di asparagi, nota qualcosa di decisamente insolito scivolato nell’alveo di un canale, probabilmente a causa delle continue e abbondanti piogge degli ultimi giorni. Si avvicina e meraviglia delle meraviglie riconosce immersa nell’acqua e nel fango una lastra di pietra rettangolare che riporta ben leggibili tre righe di testo inciso in lingua latina. Nessun dubbio, si tratta di un’iscrizione funeraria integra di epoca romana. Il salvataggio nel fango Tessari contatta subito la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, e invia alla funzionaria le prime immagini. «Quando ho ricevuto le foto sul telefono è stata una vera sorpresa, un’emozione! – spiega Lorella Alderighi, funzionaria archeologa della Soprintendenza – trovare un’epigrafe con un testo integro e così ben conservato nel territorio livornese è un evento davvero raro. L’acqua e il fango, paradossalmente, l’hanno custodita per secoli fino a quando le forti piogge non l’hanno letteralmente spinta fuori dall’argine, rendendola visibile e restituendola a tutti noi». Il recupero della lapide è stato estremamente complesso a causa del terreno impantanato, dell’impervietà del luogo e dell’assenza di strade carrabili; decisivo è stato l’intervento del Comando dei Vigili del Fuoco di Livorno, che ha poi trasferito il manufatto nei laboratori della Soprintendenza di Pisa. Cosa racconta l’epigrafe: identikit di una famiglia «La lapide», spiega ancora Lorella Alderighi, «si distingue non solo per l’ottimo stato di conservazione, ma anche per la qualità dell’incisione: le lettere capitali sono elegantemente impaginate per creare un effetto estetico curato». Il testo, disposto su tre righe principali più una quarta evanide, recita: T(ito) ANCONIO SEVERO ANCONIVS PRISCVS ET SABINIA SEVERA V(ivi) F(ecerunt) La lettura è chiara e l’interpretazione illumina su un quadro familiare nitidissimo. Il monumento è dedicato a Tito Anconio Severo, prematuramente scomparso. A commissionarlo molto probabilmente furono i genitori: il padre Anconio Prisco e la madre Sabinia Severa. La formula finale abbreviata V(ivi) F(ecerunt) indica che i due coniugi fecero realizzare il monumento funerario quando erano ancora in vita, una pratica molto diffusa per garantirsi una degna memoria. Un dettaglio significativo emerge proprio dall’onomastica: il figlio Tito ereditò il gentilizio dal padre (Anconio) e il cognomen dalla madre (Severa), una consuetudine romana per onorare e tramandare anche il ramo materno. Il nomen Anconio e l’ascesa sociale Il gentilizio Anconius è piuttosto raro e deriva direttamente dal toponimo della città di Ancona. Questo dettaglio linguistico, unito alla totale assenza di patronimici e dell’indicazione della tribù di appartenenza, suggerisce un’ipotesi precisa: la famiglia apparteneva quasi certamente al ceto dei liberti, ex schiavi affrancati (forse liberti pubblici o loro discendenti). «Ciò che rende questo reperto affascinante non è solo il dato materiale, ma la storia sociale che ci svela – sottolinea ancora Lorella Alderighi -Tra il II e il III secolo d.C., in Etruria settentrionale, i liberti rappresentavano una classe economicamente vitale e in forte ascesa. Farsi scolpire un monumento funerario raffinato, preparandolo finché si era ancora in vita, era per loro lo strumento principale per ottenere quella “consacrazione sociale” e quel riconoscimento pubblico che i natali umili gli avevano inizialmente negato». Un monumento mai eretto? Resta un ultimo, intrigante mistero. Il sito del ritrovamento non presenta, al momento, alcuna traccia di strutture murarie o di una necropoli. Inoltre, il retro della lapide appare grossolanamente sbozzato e non presenta apparentemente residui di malta, segno che forse non è mai stata fissata a una parete. L’Alderighi non esclude un’ipotesi suggestiva: e se quel bosco isolato fosse stato in realtà il sito del laboratorio di un lapicida e la lapide non fosse mai stata messa in opera nel suo monumento definitivo? Chissà se queste domande troveranno risposta, quel che è certo è che l’archeologia non finisce mai di stupire, anche in quei territori in cui il passato sembra dimenticato…3 punti
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Finalmente un dinaro serbo in zinco del 1942 guardabile, li ho sempre trovati con una estesa patina biancastra deturpante. Per 50 cent: Occupazione tedesca della Serbia (1941-44)3 punti
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Quando ho iniziato a interessarmi di monete, mi ero dato poche regole: comprare monete leggibili, non corrose e integre... ed eccomi qui con una moneta rotta! Si tratta di una moneta a forma di vanga arcaica, classificata al n. 2.182 del testo di Hartill (é più piccola rispetto alla 2.181). La descrizione completa di questa tipologia é: Hollow Handled Spade Money - Pointed Shoulder Spade. Questa tipologia é stata rinvenuta nell'Henan e nello Shanxi. É noto un ripostiglio di 549 di queste vanghe, rinvenuto proprio nello Shanxi. Questo esemplare era parte di un lotto multiplo venduto recentemente nella Jean Elsen asta 163 lotto 2505 e aggiudicati a un collezionista/commerciante statunitense. Si trattava di un lotto composto da 7 esemplari, esitati a Hong Kong nel 1996. Allego qualche immagine: Fatemi sapere cosa ne pensate.3 punti
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Passaggio diretto dalla "ciotola degli orrori" al museo degli orrori 2 tornesi 18543 punti
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Ciao @Carlo. sempre robetta facile te eh?? 😁 Si è un dirham di Uljaytu. Non mi chiedere però la zecca 😁 https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=992363 punti
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Da sinistra: 1. Croce di Vittorio Veneto (1968): vedi https://www.quirinale.it/it/pagine/onorificenze-ordine-vittorio-veneto 2. medaglie AVIS (il bisnonno era donatore di sangue) 3. Medaglia Ricordo in Oro per il "50º Anniversario della Vittoria 1918-1968 Per la 1 e la 3 dovrebbe esserci anche il decreto di concessione che unito alle medaglie è un plus3 punti
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Sono un ragazzo di 31 anni che ha ri iniziato a collezionare da un anno, ero in cerca di qualche dritta nero su bianco da chi ha sicuramente decenni di esperienza in più di me Fra le altre cose un altro utente collezionista di doppie sabaude mi ha scritto in privato segnalandomi la disponibilità della stessa moneta da un commerciante, cosa che ho apprezzato e che valuterò Ho quindi comunque avuto informazioni utili da questa condivisione e credo non insisterò ulteriormente con la persona oggetto del post3 punti
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Volevo segnalare la prossima edizione di eurofil a Milano, prevista per il mese di aprile! https://www.parcoesposizioninovegro.it/fiere/eurofil-4/3 punti
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DE GREGE EPICURI Sicuramente, quella di Mantova è una delle monetazioni più complesse e varie. Chi di noi ha avuto alcune monete mantovane è rimasto, generalmente, ai "livelli bassi", perchè quelli alti (magnifici) sono economicamente proibitivi. Ma Rossi, viste le sue specifiche funzioni in ambito mantovano, spero ci porterà anche verso questi ultimi!3 punti
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Ciao a tutti 🙂. L'identificazione di questo probabile sesterzio non è semplice. Tuttavia ci vengono in aiuto alcune lettere leggibili sul dritto (CPL vedi foto) che possono far indirizzare verso due probabili imperatori. Valeriano ed il figlio Gallieno. Escluderei Volusiano perché non ricordo una legenda per questo imperatore con CPL. Inoltre la divinità personificata sul rovescio e la Liberalitas in quanto non sono stati coniati sesterzi con l'Aequitas sul rovescio o almeno io non ricordo di averla mai vista sui sesterzi di Valeriano e Gallieno. Ci abbiamo provato.3 punti
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Acqua... acqua profondissima 😁 Si tratta di una muraiola di Bologna emessa a nome di papa Innocenzo XI. Mario3 punti
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Buonasera a tutti. Dal recente Listino Felsinea, il lotto 1041 23,8 di peso, per questo bel falso d'epoca suberato della Piastra 1787.3 punti
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Oggi, 17 marzo 2026, è il 165° anniversario dell' Unità d'Italia. Il 17 marzo 1861 il Parlamento riunito a Torino proclamò la nascita del Regno d’Italia, segnando il compimento del Risorgimento. In quel giorno Vittorio Emanuele II assunse ufficialmente il titolo di Re d’Italia. E' da capire come mai questo anniversario non viene celebrato come giorno festivo, ma solo come "solennità civile".3 punti
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A mio avviso, il 17 marzo dovrebbe essere festa nazionale. Certo, abbiamo già il 2 giugno che, come festa della Repubblica, è un po' la festa della Nazione, ma credo che una festa dell'Unità d'Italia sarebbe molto più significativa. Sia perché nel nome c'è la parola "unità", sia perché farebbe leva su un sano amor patrio. Non dimentichiamoci, inoltre, che poco meno della metà degli Italiani non ha votato repubblica (quindi è una festa dei vincitori più che di tutti), mentre l'Unità d'Italia, a dispetto di alcuni recenti revisionsmi neoborbonici, fu un qualcosa di molto sentito tra la classe intellettuale italiana dell'epoca e fu un qualcosa di straordinario. Per esempio Garibaldi all'epoca era un eroe di una popolarità internazionale difficile oggi da immaginare. Durante il 2011 era bello vedere appese ai balconi molte bandiere italiane. Sarebbe bello rivivere quei momenti almeno un giorno all'anno (e non solo, cosa comunque molto bella, quando gioca l'Italia ai mondiali).3 punti
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@ceolo purtroppo non l'ho mai vista dal vivo ma deve essere grandiosa e strepitosa3 punti
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@coinzh sì, il cancro del bronzo è contagioso, purtroppo. Il verde che si vede è una impalpabile polverina grassa che si trasmette e attacca facilmente. Quindi queste monete vanno isolate, è sufficiente chiuderle in maniera efficace in una bustina di acetato. In questo caso, come ho spiegato, data la fragilità del metallo, ho preferito una custodia rigida.3 punti
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Buonasera a tutti, anche per me 5 su 5. Saluti Alberto3 punti
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Salve @GiovanniR6052 è una trias di Segesta con segugio verso destra e testa della ninfa Aigeste. https://www.deamoneta.com/auctions/view/1128/106 https://www.acsearch.info/search.html?id=10350242 https://www.acsearch.info/search.html?id=15948122 punti
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Ciao, trovata... ZECCHE ITALIANE - NAPOLI - Carlo II, secondo ... - Aste Numismatiche - Inasta https://share.google/41HvGjRwnREWcCBxt2 punti
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Ciao @Ale75 e @Ajax Non ho la risposta, ANTIOXE(ΩN) rimanda alla città di Antiochia, ma quale? Si può avvicinare questo piccolo bronzo alla monetazione civica di Antiochia di Pisidia prima che diventasse colonia romana (50-25 a.C.), in passato erroneamente attribuita a Antiochia sul Meandro. Sono bronzi che presentano al rovescio l’iscrizione ANTIOXE e, al di sotto, il nome di un magistrato. Tuttavia, nessuno raffigura Atena o due pilei, e il diametro è piuttosto intorno ai 18 mm. L’elenco noto dei magistrati non è sicuramente completo, ma alcuni potrebbero corrispondere alle poche lettere leggibili all’esergo (…XOY o …KOY) Sarà probabilmente più facile verificarlo con la moneta in mano. ΘHPIΛOXOY ANTIOXOY MENICKOY Moneta sicuramente rara, forse inedita?2 punti
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...e da quest'altra foto si vede meglio la sigla del mastro di zecca e la A del mastro di prova che confermerebbe la coniazione del 16772 punti
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Ciao @Ajax dovrebbe essere un decanummo di Giustiniano I, zecca di Antiochia. https://www.acsearch.info/search.html?id=133109022 punti
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Nell’ambito del Convegno Numismatico di Accademia Numismatica Italiana in Parlamento ho avuto anche il piacere di poter donare il libro edito da Quelli del Cordusio sulle monete al tempo di Gesù presentato nella Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana a uno degli organizzatori del Convegno l’Onorevole Stefano Candiani a cui ho spiegato le finalità e l’azione del Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio. Quindi un pizzico di Quelli del Cordusio anche in Parlamento …2 punti
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Proprio vero, basta vedere i mondiali di atletica, dove gli africani nella corsa non li batte nessuno, o quasi.2 punti
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È proprio vero che per uno che va in giro a “ to fuck” come scrivono gli inglesi, c’è ne sono dieci con “ pants down” … ma con tutti quei campanelli di allarme, ancora ci pensi?2 punti
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Ciao @lupoadal guarda se fosse questa onkia di Kamarina in Sicilia. https://www.acsearch.info/search.html?term=Ae+greek+owl+kamarina+onkia+552&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Ciao @Ajax dovrebbe essere Commodo per Perge in Panfilia. https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/4/116192 punti
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Salve @sodomaior quattrino di Gubbio di papa Alessandro VII con San Paolo. https://www.acsearch.info/search.html?id=4781382 punti
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Andrea Boroni e il sottoscritto con “ Quando la Rocca di Briona era una zecca clandestina “.2 punti
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E poi celebrato...da chi? Se fermi 10 persone per strada 9 non sanno neanche che giorno è oggi. Questo è uno dei mali del nostro paese. L'orgoglio per l'unità d'Italia non esiste più. O forse non è mai veramente esistito. Qualche strombazzamento per i 150 anni (nel 2011) e poi tutto è finito lì. Negli USA il 4 luglio o in Francia il 14 sono feste nazionali sentitissime. Un altro segno, la nostra mancanza di amor patrio, certamente non il peggiore peraltro, di questi tempi terribili.2 punti
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Si vende poco perché non è speculabile, perché desta poco interesse. A chi interessa un'oncia d'argento delle olimpiadi? Solo ai collezionisti, visto che a 150€ non c'è neanche da sperare in un rialzo dell'argento (che dovrebbe raddoppiare o triplicare ancora il suo prezzo).2 punti
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La seconda è un pentonkion dei Mamertini di Messana (Messina) https://www.acsearch.info/search.html?term=Messana+warrior+zeus&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=02 punti
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Salve @AntonioM84 la prima è un tari di Ferdinando il Cattolico zecca di Messina, con (credo) un salto di conio2 punti
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Buonasera a tutti, Ho di recente aggiunto alla collezione un nuovo esemplare, che ho deciso di condividere perché particolarmente attraente. Eccolo qua Vi invito ad espormi i vostri pareri e come al solito vi esorto a postare i Vostri esemplari. Saluti... Ronak PS: ho scoperto una cosa sui nominali in rame del tipo valore del Regno una particolarità che non ho mai visto personalmente o letto riguardo l'esperienza di altri collezionisti. Magari sarà una sciocchezza, ma si vedrà. Ve lo mostrerò con un altro post su un'ulteriore moneta. Ancora saluti2 punti
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Ho finalmente ricevuto il libro, dopo circa un mese e mezzo di attesa, a causa dei lunghi tempi di sdoganamento. Confermo che per chi è appassionato della nascita della moneta e del periodo arcaico sia un'ottima aggiunta: le foto sono di alta qualità, monete eccezionali e il testo, seppur con finalità divulgative, ha il pregio di tracciare i principali temi della nascita della moneta, anche confutando teorie che si erano consolidate per decadi. Si tratta di temi che, in modo più approfondito, erano già stati trattati in "White Gold", qualche anno fa. Oltre a quanto già riassunto da @numa numa, aggiungerei che viene riportato che la moneta non è il frutto di un percorso evoluzionistico. Infatti: nel fiume Pactolus si trova perlopiù oro puro, mentre la lega con cui sono prodotte le prime monete (elettro) contiene un quantitativo d'oro più basso. In altri termini si tratta di una lega artificiale, ottenuta tramite la tecnica della "cementificazione", già nota da secoli in Mesopotamia (tesi dimostrata in "White Gold"). Non è pertanto possibile ritenere che la moneta sia nata per dare "certezza" al valore dell'elettro rinvenuto in natura e utilizzato come mezzo di scambio; le monete in elettro "striate", prive di alcun tipo sul dritto, sono più tarde rispetto a quanto ritenuto finora, e quindi successive a quelle che recano figure e segni di vario genere. Non è, pertanto, più condivisibile la teoria secondo cui le monete prive di segni siano il primo step di un percorso evoluzionistico della moneta, che si sarebbe evoluta nel tempo con un progressivo sviluppo delle tipologie impresse. Permettetemi di sottolineare come il modello evoluzionistico applicato alla nascita della moneta (dal baratto, allo scambio di metallo fino alla moneta) sia stato più volte messo in discussione in questo forum (sia chiaro, divulgando teorie di altri, per le quali non posso prendermi alcun merito). Tuttavia non sono pienamente convinto che la nascita della moneta sia dovuta al bisogno di pagare i mercenari (in questo caso, gli Assiri). In sintesi gli autori del libro osservano che fino ad allora i soldati venivano ripagati con terre da coltivare. Il gran numero di mercenari Assiri da soddisfare nella guerra contro i Cimmeri, avrebbe portato i sovrani della Lidia a inventare un nuovo metodo di pagamento (le monete), dal momento che non ci sarebbero state sufficienti territori da spartire con essi. La mia personalissima e opinabilissima visione è diversa: l'esigenza di pagare i mercenari è sempre esistita (e di questo danno atto anche gli autori del libro); le monete hanno fatto breccia in Assiria secoli dopo la loro introduzione in Asia Minore: mi sembra improbabile che persone provenienti da tale zona possano aver accettato un mezzo di pagamento nuovo, da parte di sovrani di un regno straniero e che nessuna di queste monete date in pagamento sia stata ritrovata in Assiria (almeno da quanto mi è noto). Insomma, bastava dare loro dell'oro o dell'argento; per me la moneta ha reso le persone libere, perché ha consentito a tutti di avere accesso al medesimo mezzo di pagamento (mi sono ripetuto molte volte su questo argomento). I re lidi potrebbero essere stati portati ad emettere monete anche per non rimanere indietro rispetto all'iniziativa "privata" (Phanes potrebbe esserne un esempio?). Ricercherei la nascita della moneta in questa direzione: in una scelta o, se vogliamo, in una mossa politica e non in un'esigenza prettamente economica.2 punti
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