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Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 01/27/26 in tutte le aree

  1. Buongiorno volevo mostrare una mia nuova aggiunta alla mia collezione di monete romane. Un aureo di Teodosio II (408-450) in oro 4,46gr. Conservazione SPL+/qFDC
    8 punti
  2. Ciao @Cinna74, grazie per la stima. Purtroppo i tempi in cui queste sezioni fervevano di sapere sono molto lontani. Questo è, e non c’è segnale alcuno di invertire la marcia (motivo, anche questo, per cui ho letteralmente abbandonato in tronco la mia carica nello staff). Dalle foto non certo “esaltanti” io direi che la bella patina l’avrebbe avuta se non avesse ricevuto una “bella pulita” (guardate i campi al dritto e il nero acceso tra gli interstizi della legenda). Ritratto che ha perso vigore e, parzialmente, anche l’espressività. Bb? Ma assolutamente no! Ma tanto… a cosa serve? Pensa che questa è slabbata AU55 e non arriva nemmeno al Bb pieno (stessa cosa, campi compromessi nell’integrità del metallo per via di una pulizia). Se poi ti fai un giro su ebay svieni per certi Bb dichiarati… 65€ tutto sommato non sono troppi, ma nemmeno pochi. Direi che è andata relativamente bene. Ma ragazzi… lo che non ve ne importa nulla e che vi sto antipatico, ma se non vi mettete seriamente a studiare per capire il metallo e capire come “leggere”le foto, saranno dolori! La conservazione di per sé “è relativa”, e non basta “essere severi”. Torno nel mio silenzio. State bene!
    7 punti
  3. Ciao a tutti, vi allego la locandina della presentazione che discuterò Venerdì 13 Febbraio a partire dalle ore 20:30 presso il Circolo culturale di filatelia numismatica e militaria di Salò. Alessio
    7 punti
  4. https://www.cdt.ch/news/ticino/traffico-sospetto-di-monete-antiche-prosciolto-su-tutta-la-linea-417542 Il casoTraffico sospetto di monete antiche: «Prosciolto su tutta la linea» Assolto in Pretura penale un numismatico professionista di Lugano – La Corte ha concluso che non ha fornito false informazioni nell’importare una manciata di antico conio egiziano e cartaginese: semplicemente non si trattava di beni culturali, come peraltro da lui dichiarato «in base alle sue competenze, che sono massime. Ogni moneta più vecchia di cent’anni deve essere considerata un bene culturale e quindi essere dichiarata come tale all’importazione e all’esportazione? È quanto sembrava sostenere l’Ufficio federale della cultura (UFC) nei confronti di un numismatico italiano di 66 anni, attivo professionalmente nel settore e a Lugano da decenni in qualità di commerciante e accademico. L’imputazione, poi confluita in un decreto d’accusa firmato dalla procuratrice pubblica Petra Canonica Alexakis (assente giustificata in aula), era appunto quella di non aver dichiarato come beni culturali quattro monete dell’antico Egitto comprate per un cliente in un’asta americana, nonché cinque monete cartaginesi spedite in Cina (e poi ritornate) per conto di un altro cliente. Da qui l’ipotesi di reato di ripetuta infrazione alla Legge federale sul trasferimento dei beni culturali e la proposta di condanna a una pena pecuniaria sospesa. L’uomo, però, ha sempre argomentato che quelle monete non potessero essere considerate beni culturali e oggi in Pretura penale l’ha spuntata. «Prosciolto su tutta la linea», ha infatti concluso la giudice Petra Vanoni, accogliendo il principio. Le monete commerciate dal 66.enne, dunque, non possono essere considerate a tale stregua. Al professionista, difeso dall’avvocato Dario Jucker (uno dei principali esperti di diritto dell’arte), sono quindi state indennizzate le spese sostenute per difendersi. Un confronto quasi impari In aula il confronto fra le versioni è apparso quasi impari. Ad esempio agli atti non vi era l’unica perizia che concludeva che quelle monete fossero invero da considerarsi beni culturali (ma solo le sue conclusioni). Per contro il numismatico ha prodotto due pareri redatti da due dei maggiori esperti del settore che escludevano che quantomeno le monete egiziane potessero essere considerate tali. L’avvocato Jucker ha inoltre ricordato che con l’Egitto vi è una Convenzione apposita per quanto riguarda i beni culturali e che questa esclude proprio le monete. Egitto e Tunisia che, peraltro, non hanno mai imposto restrizioni alla circolazione di loro monete antiche. Il legale ha anche criticato l’ampia definizione di bene culturale data dall’UFC: «L’interpretazione che tutto ciò che è antico è prezioso per il patrimonio culturale, espone a un rischio enorme chi commercia questi oggetti». Se così fosse, per ogni importazione o esportazione servirebbe ad esempio una perizia ad hoc. «Perché rischiare?» Ad apparire particolarmente convincente è poi stato l’imputato, che ha difeso con logica e argomentando e difendendo le sue scelte nel contesto del suo ambito lavorativo. Con le parole di Jucker: «Non ha fornito false informazioni: ha fatto una valutazione in base alle sue competenze, che sono massime». Competenze grazie alle quali ha concluso che quelle monete non fossero beni culturali. Questo perché, ad esempio, nell’antichità ne erano state coniate milioni («Una moneta è considerata rara se coniata in pochi esemplari»), perché hanno un prezzo basso (qualche centinaia di franchi) e perché «si trovano in commercio in tutte le parti del mondo». Ancora Jucker: «Perché un numismatico di altissimo livello si dovrebbe esporre a un tale rischio per monete di così poco valore?». Sentenza rapida Tutto ciò sommato: assoluzione. E anche in tempi piuttosto rapidi, con la Corte che - malgrado si fosse in «un campo estremamente tecnico» e la giurisprudenza al riguardo rasentasse lo zero - ha emesso il suo verdetto dopo appena un’ora di camera di consiglio. Datazione e importanza Affinché una moneta possa essere considerata un bene culturale devono essere soddisfatti due criteri: l’avere almeno cent’anni (e su questo punto non vi erano obiezioni) e l’essere giudicata importante nel suo contesto storico. Un compito che la Convenzione dell’ONU in materia di trasferimento di beni culturali dà «a ciascuno Stato». Nel caso in specie agli atti non vi erano prove in questo senso da parte di nessuno dei tre Stati potenzialmente interessati (Egitto, Tunisia e Svizzera) e già solo per questo, nel dubbio, bisognava risolvere a favore dell’imputato.
    7 punti
  5. Questa mattina sono tornato al mercatino, mi sono dedicato alle mondiali. Alla fine 73 monete per 25 euro, quindi circa 35 centesimi a moneta. Ve ne mostro solo alcune, quelle che credo essere un minimo più interessanti 10 stotinchi 1881 (un poco da pulire, ma non è cancro) Normalmente le monete USA non le colleziono, ma mi pareva un peccato lasciar nella ciotola un 5 centesimi buffalo del 1914 E ancor più era un peccato lasciare 1 cent 1865 capo indiano Anche questo 50 centesimi 1955 dei Caraibi orientali necessita di una pulitina, ma mi pare in buona conservazione Non potevano mancare anche dei gettoni del bus, Torino 1920 e Genova 1944
    6 punti
  6. Oggi vi presento questo denario imitativo, veramente ma veramente brutto, quindi rinnovo il consiglio alle persone suscettibili e agli amanti delle imperiali di non proseguire la visione. Grazie Regnum Barbaricum, Imitazione del Denario di Faustina II Dritto: Busto barbarico dell'imperatrice in drappeggio, rivolta verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Rovescio: Rappresentazione barbarica della dea in piedi verso destra, con una pseudo-leggenda lungo il bordo. Argento, diametro 16 mm, peso 2,51 g. https://www.numisbids.com/sale/10298/lot/6079 @Arka spero che ho tradotto bene.
    6 punti
  7. Intervengo solo per un commento generale. L'interazione tra i giovani che maturano le prime esperienze numismatiche e i numismatici più maturi è essenziale per creare la prossima generazione di numismatici. Sarebbe meglio un'interazione dal vivo, ma questo forum ha il pregio di azzerare le distanze e permettere ai giovani collezionisti di scambiare informazioni con collezionisti più attempati da tutta Italia. Magari alcune domande possono sembrare banali, ma questa è la vita. Ci siamo passati tutti .
    6 punti
  8. Grazie a un caro amico ho appena aggiunto in collezione questa simpatica medaglietta propagandistica. Come vedete da un lato riporta il busto di Maria Luigia e dall'altro, su sette righe, I // CLAIM THE // RATIFICATION // OF // NAPOLEONS WILL // IN FAVOR OF // MY SON. Il congresso di Verona del 1822 chiude la serie iniziata con il piú famoso congresso di Vienna del 1815. Maria Luigia era già Duchessa di Parma come deciso a Vienna nel 1815 e, de facto, dal 1816. Sebbene inizialmente si fosse presa in esame la possibilità che il figlio di lei e di Napoleone potesse ereditare il ducato, successivamente questa fu esclusa. In tale contesto si può inquadrare questa medaglia in cui si chiede la ratifica del testamento di Napoleone a favore del figlio immagino sottintendendo il suoi diritti dinastici. Va detto comunque che il vero testamento di Napoleone poco riportava in merito se non la raccomandazione al figlio di non dimenticarsi mai di esser nato "principe francese". Metallo bianco (forse bronzo argentato ma non ne sono sicuro), 23,5 mm di diametro, 5,5 g di peso
    5 punti
  9. Sono impronte di mani di colore rosso cuoio, trovate in una grotta sull’isola di Sulawesi, in Indonesia: secondo i ricercatori, sarebbe una sorta di stencil poi rielaborato. Le impronte di mani sulle pareti di una caverna risalenti a 67.800 anni fa. È la più antica pittura rupestre dell’umanità, ne dà notizia la rivista «Nature», a partire da uno studio della Griffith University (Australia) realizzato sotto la guida di Maxime Aubert.Il ritrovamento è avvenuto nella grotta di Liang Metanduno, sull’isola di Sulawesi, in’Indonesia, tra il Borneo e le isole Molucche.. Si tratta di una sorta di stencil di una mano che, secondo i ricercatori, è stato poi elaborato restringendo lo spessore delle dita in modo da creare l’impressione di dita più appuntire e di una mano che richiama un artiglio. Il disegno, riferisce Adam Brumm, uno dei coautori della ricerca, potrebbe simboleggiare l’idea che «esseri umani e animali fossero strettamente connessi, qualcosa che sembra già riscontrabile nell’arte pittorica primitiva di Sulawesi». Per datare i dipinti i ricercatori si sono basati su croste minerali che si erano formate sopra l’arte. In particolare è stata utilizzata la tecnica di datazione basata sugli isotopi dell’uranio, ossia di varianti di questo elemento con peso atomico diverso, applicata sia ai microscopici depositi minerali che nel tempo si sono formati sia sopra che sotto la pittura. Inoltre analisi applicate ad altri disegni presenti nella grotta hanno mostrato come il luogo sia stato utilizzato per la produzione artistica per un periodo eccezionalmente lungo, con pitture realizzate nel corso di almeno 35.000 anni, fino a circa 20.000 anni fa. Le impronte di color rosso cuoio prese in esame dai ricercatori indonesiani e australiani sarebbero state realizzate soffiando pigmento sulle mani appoggiate alle pareti della caverna, lasciandone così il contorno. Per gli studiosi l’isola di Sulawesi fu probabilmente uno dei «ponti» geografici da cui le antiche popolazioni transitarono per poi andare più sud e a est, durante l’era glaciale quando il livello dei mari era decine di metri più basso, verso il cosiddetto Sahul, un unico continente che era composto da Australia, Tasmania e Nuova Guinea. «È molto probabile —ha detto Adhi Agus Oktaviana dell’Università Griffith — che le persone che hanno realizzato questi dipinti a Sulawesi facessero parte della popolazione più ampia che si sarebbe poi diffusa nella regione e infine avrebbe raggiunto l’Australia». Sulla stessa isola erano già state trovate grotte con pitture rupestri molto antiche, come la grotta di Leang Tedongnge dove erano state individuate nel 2017 pitture considerate risalenti a 45mila anni fa, che mostravano l’immagine stilizzata di un cinghiale. Le prime forme di arte rupestre in Europa sono ritenute quelle delle grotte El Castillo in Spagna e Chauvet in Francia con raffigurazioni di 30 mila o 40 mila anni fa. https://www.corriere.it/cultura/26_gennaio_22/scoperta-pittura-rupestre-piu-antica-dell-umanita-ha-67800-anni-639092a2-f79c-11f0-b472-031063c6c49f.shtml?refresh_ce
    5 punti
  10. Carissimi, il Gazzettino #13 conta già 8 articoli. Ricordo che chi volesse partecipare, ha tempo fino a giugno per inviare il proprio articolo. Quest'anno, però, abbiamo anche deciso di porre un limite al numero massimo di pagine che potrà contenere: 150 circa. Perciò, vi consiglio di affrettarvi poiché saranno solo i primi che avranno la certezza di essere pubblicati, mentre gli altri verranno archiviati per un eventuale quattordicesimo numero. Siate come sempre solleciti e... Buon lavoro
    4 punti
  11. Buongiorno, ti ho fatto un paio di foto di una sovrana che ho scelto di acquistare mesi fa a me quella da te postata non fa impazzire, si può trovare di meglio in asta
    4 punti
  12. Uhmm....a me sembra buona....bel pezzo raretto....qFDC
    4 punti
  13. Ciao! La piumetta singola che spunta dalla coda di piume di destra è segno delle coniazioni più recenti. Fino al passaggio dei coni all' Italia (1935) la piuma era doppia e lo era anche nei talleri di Roma. L'unghia della zampa destra tuttavia non è ancora lunga (unghia lunga e piuma singola sono i segni delle coniazioni praticamente contemporanee). Quindi siamo in una fase intermedia della storia dei coni. Secondo la classificazione di questo sito è un H57 attribuibile al periodo 1945-1960 più o meno: https://www.theresia.name/cgi-bin/Token.cgi?Item=H57 Il manualetto di Andrea M. Ponzi. Il tallero di Maria Teresa 1780 lo classifica a pagina 29 con il numero di catalogazione n.15 e lo attribuisce anch'esso al periodo postbellico (anni 1945/50 c.a). Spero di essere stato utile
    4 punti
  14. Ultima arrivata in collezione Non in perfette condizione ma meglio di niente visto che quest'anno mi mancava😅
    3 punti
  15. Cambiare titolo thread in “torneranno a salvarsi molte monete d’argento?”
    3 punti
  16. Salve, segnalo : PECVNIA NON OLET Le monete raccontano l’impero dei Flavi Emanuele Latella Rispetto ai consueti cataloghi di monete romane, quest’opera è innovativa, in quanto articola il racconto della Dinastia dei Flavi attraverso le loro monete, iniziando dalla Giudea fino ad arrivare al consolidamento del potere a Roma ed alla caduta definitiva di Domiziano. Viene posta particolare attenzione all’avvicendarsi delle cariche pubbliche eredi del sistema repubblicano che i tre Imperatori rivestirono, ricalcando in questo una pratica già in uso sotto Augusto. Da sottolineare che, nonostante il carattere storico ed economico dell’opera, vengono comunque presentate monete inedite. 488 pagine a colori, formato foglio A4 € 85
    3 punti
  17. Di nulla. Sto solo dando le basi per gioire questo hobby. Quando iniziai a scrivere su questo Forum decisi che volevo creare dei mostri in filatelia.. ad oggi in questa sezione ci sono "amici" che hanno sviluppato collezioni anche importanti, .. ma la cosa più importante è che gioiscono di questo collezionismo. La filatelia è un momento che dedichiamo a noi stessi e deve essere tempo di qualità.. il forum deve essere visto come un tempio che ci tiene fuori dalle miserie umane. Apprezzo molto quando il consiglio di acquistare bibliografia filatelica viene compreso. Un altro cultore di questa materia che arricchisce questo Forum ci tengo a dirlo e l' amico Fabio @fapetri2001 da cui tutti io compreso dobbiamo imparare.
    3 punti
  18. Cartolina in perfetta tariffa per l'interno con cinque parole, con un 20c carminio dell' Imperiale...sempre bello. Il guller di annullo e' interessante e non comune in quanto le lunette sono con piccoli rombi all' interno. Ho controllato sui libri velocemente neanche lo trovo.. mah 🤔.. ? Cartolina animata, .. bella nell' insieme. Bel materiale. Gli annulli di Fiume sono tutti altamente collezionabili in quanto citta' non più italiana dal maggio del 1945.
    3 punti
  19. @glanon Nous estimons que vous avez le comportement approprié pour publier sur ce forum. Veuillez ignorer les messages ci-dessus, que nous avons depuis supprimé. Bonsoir et bonne continuation sur le forum.
    3 punti
  20. Ecco delle nuove foto, spero siano meglio.
    3 punti
  21. Buongiorno a tutti vi presento un 9 cavalli della mia collezione per il piacere.
    3 punti
  22. Della tua seconda monetina non avrei saputo dirti granché, se per parlare un questo thread non mi fossi trovato a leggiucchiare qualcosa sugli Almoravidi… e se non avessi trovato questo sito davvero molto interessante, per chi è in fissa con Al-Andalus… https://numisane.org/tonegawa-collection-coins-of-al-andalus/ È il sito dell’Asociación Numismática Espanola, che ha trovato spazio per ospitare una pagina web che raccoglie i tesori della famosa collezione Tonegawa, una delle più importanti collezioni mondiali di monete di Al-Andalus… digitalizzata e diffusa così, ai 4 venti, per il piacere e l’interesse di tutti gli appassionati e gli studiosi del mondo…😍
    3 punti
  23. Ciao, asse coniato a Lugdunum ( odierna Lione, Francia) con peso ampiamente nella norma del periodo. Come detto anche da altri intervenuti, essendo una tipologia più che comune, troverai sicuramente l'esemplare che ti piacerà magari più vissuto e con qualche difetto in più di quello presentato nel post ma autentico come il secondo 🙂. Posto per condivisione il mio ( coniato a Roma ed autentico), come dire chi si contenta..... 28 mm 9,72 g RIC 312
    3 punti
  24. Ricordo che al termine della conferenza è possibile vedere delle monete delle due zecche e la serata si concluderà con il consueto brindisi. Vi aspettiamo numerosi.
    3 punti
  25. Il PDF è scaricabile in https://www.academia.edu/127647600/Valentinianic_Coin_Hoard_from_Vác_Kláraháza?email_work_card=title Scusa @incuso se abuso della tua pazienza, potresti gentilmente allegare il PDF direttamente qui ? Grazie mille.
    3 punti
  26. Meno male che ho già digerito la cena... Ma certo che devi offrire! Questa magnifica moneta finta in pura latta di un paese inesistente altro che a 100-130 GBP... dovrebbe essere venduta almeno al triplo, contando anche che "pur non essendo valuta riconosciuta" tale magnificenza vale "notoriamente" al cambio ben 6 dollari, il che ne fa la cazz... volevo dire la valuta "più preziosa al mondo", tanto che numismatici e investitori di tutto il mondo la custodiscono gelosamente nelle casseforti in attesa di tirarla fuori quando il "luigino" magari varrà ancora più di 6 dollari, e di ringraziare in ginocchio il "principe di Seborga" per averli fatti arricchire!!! E poi arriverà questa:
    3 punti
  27. Purtroppo anche se non interesserebbe l'oro - causa di acquisti massivi da parte dei governi per motivi finanziari e geopolitici - Per l'argento è una certezza poiché è indispensabile per le nuove tecnologie soprattutto belliche. Io a Natale mi sono comprato una bella oncia in rame e niente più e devo dire che c'è una certa soddisfazione a tenere in mano una oncia da 5oz per qualche decina di euro! 😃 https://it.euronews.com/2026/01/20/la-polonia-accelera-sulle-riserve-auree-con-550-tonnellate-di-lingotti-doro-supera-la-bce#:~:text=La Banca nazionale polacca ha,migliore anche dalle banche centrali%3F https://numistoria.altervista.org/blog/?p=35079
    3 punti
  28. Ultimo ingresso in collezione, certo non in grandissimo stato di conservazione ,ma il 43 non è facile da trovare (almeno per me) e poi mi è piaciuta perché ha i numeri della data crescenti
    3 punti
  29. Quando la Lira diventa arte: Al Kronos Expo 2026 il dottor Nicolò Giaquinta svelerà i segreti della Cartamoneta Italiana. Un viaggio esclusivo tra storia, incisioni e propaganda con la conferenza "Cartamoneta: Il potere delle immagini". Un'occasione unica per scoprire gli aneddoti dietro le banconote più celebri e acquistarle direttamente in fiera. Il Kronos Expo 2026 si conferma crocevia imprescindibile per il collezionismo e la cultura storica in Italia. L’ANFC • Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica è lieta di annunciare uno degli eventi culturali di punta di questa edizione: L'intervento esclusivo del Dott. Nicolò Giaquinta, studioso ed esperto nazionale di nummi cartacei. La conferenza, intitolata “Cartamoneta: Il potere delle immagini”, offrirà una prospettiva inedita sulla valuta cartacea. Lontano dall'essere semplici strumenti di scambio economico, le banconote vengono presentate come vere e proprie "tele stampate" capaci di raccontare l'identità, le evoluzioni politiche e l'arte di una nazione. Un percorso tra storia e iconografia. Durante la sua relazione, Nicolò Giaquinta guiderà il pubblico in un percorso affascinante attraverso la Cartamoneta che ha segnato la storia d'Italia. L’analisi toccherà punti cruciali dell'evoluzione numismatica nazionale: • Dagli Stati Preunitari alla Repubblica: Un excursus che comprende la Cartamoneta Preunitaria, le Banconote del Regno, le complesse emissioni di occupazione (sia italiane all’estero che estere in Italia), fino alle iconiche Banconote della Repubblica Italiana. • Il potere comunicativo: Un focus su come lo Stato abbia utilizzato sapientemente le immagini sulla cartamoneta per trasmettere valori, fare propaganda e diffondere cultura tra i cittadini, trasformando ogni biglietto in un manifesto politico e sociale. "La cartamoneta non è solo valuta, è un documento storico vivente," dichiara il presidente dell'ANFC • Associazione Numismatica, Filatelica e Collezionistica Attilio Maglio citando l'approccio dell'esperto. "Con l'intervento di un calibro come Nicolò Giaquinta, vogliamo restituire voce a questi capolavori silenziosi che per decenni sono passati di mano in mano, spesso senza che ne conoscessimo il vero significato." Dalla teoria alla collezione: Un'esperienza tangibile. Il valore aggiunto del Kronos Expo 2026 risiede nella sua immediata connessione con la realtà del mercato collezionistico. Al termine della relazione, l'esperienza culturale si trasforma in opportunità pratica. L'Expo ospiterà una vasta area commerciale con prestigiosi studi numismatici e commercianti professionisti. I visitatori, ispirati dalle analisi di Nicolò Giaquinta, avranno l'opportunità unica di cercare e acquistare proprio le banconote trattate durante la conferenza. Che si tratti di un pezzo raro per un collezionista esperto o di un ricordo nostalgico per un appassionato, i banchi presenti offriranno la possibilità di portare a casa un pezzo di storia italiana tangibile. ________________________________________ Dettagli dell'evento: • Evento: Kronos Expo 2026. • Titolo Relazione: “Cartamoneta: Il potere delle immagini”. • Relatore: Dott. Nicolò Giaquinta. • Luogo: Sala Meeting dell’Hotel dei Congressi, Viale Puglia n.45, Castellammare di Stabia (Napoli). • Accesso: Aperto a tutti i visitatori della fiera. Non perdete l'occasione di guardare la storia in filigrana. Vi aspettiamo al Kronos Expo 2026. ________________________________________
    3 punti
  30. Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei condividere con voi la Storia che si cela dietro a questa comune, circolata ma intrigante moneta da 30 Soldi emessa da Francesco II d'Asburgo-Lorena per il Ducato di Milano nel 1796, ultimo anno di dominazione austriaca del milanese prima dell'occupazione della quasi totalità del Nord Italia da parte delle rivoluzionarie ed agguerrite truppe dell'Esercito Francese comandate dal giovane Generale Napoleone Bonaparte. Il pezzo in questione, battuto già a partire dal 1794, presenta: - al recto, l'effigie laureata del Sovrano circondata dalle iscrizioni FRANC II D G R IMP S AUG G H ET B REX A A, Franciscus II Dei Gratia Romanorum Imperator Semper Augustus, Germaniae Hungariae et Bohemiae Rex, Achidux Austriae (Francesco II per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Germania Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria); - al verso, lo scudetto coronato del Ducato di Milano recante il "bisicione" visconteo e l'aquila coronata sforzesca caricato dello scudetto della Casa d'Asburgo circondato dalle iscrizioni MEDIOLANI DUX (Duca di Milano) e dal millesimo 1796; in basso il valore SOLDI 30. Il 1796 è stato, per la città di Milano, un anno importante e significativo per ben due motivi: l'ingresso travolgente delle truppe napoleoniche, che segnò la fine del secolare dominio austriaco sulla città e sul Ducato, e l'inizio del lento decadimento fisico di Giuseppe Parini, il poeta che meglio di chiunque altro aveva saputo interpretare le speranze e le ideologie che "illuminavano" gli intellettuali lombardi del Settecento. L'invasione francese del Maggio 1796, culminata con l'ingresso di Napoleone Bonaparte in Milano attraverso la Porta Romana dopo la brillante vittoria di Lodi, non fu un semplice avvicendamento militare, ma vero e proprio cambiamento culturale che impose bruscamente ai milanesi i nuovi ideali repubblicani su una struttura sociale ancora strettamente legata all'Antico Regime. In questo scenario di trasformazione radicale, la figura di Parini emerge come il "baricentro morale" di un'epoca. La sua poetica, infatti, si era formata e consolidata sotto il regno di Maria Teresa d'Asburgo, un periodo considerato l'età dell'oro del riformismo illuminato. In quegli anni, Parini sviluppò una letteratura civile e "utile", sostenuta dal governo austriaco, e che mirava ad educare la nobiltà e a promuovere il progresso sociale attraverso importanti opere come, per esempio, la prima forma di campagna vaccinale contro il vaiolo esaltata nell'ode "L'innesto del vajuolo" del 1765. Nel 1780, con l'ascesa al trono dell'autoritario ed accentratore Sovrano Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, Parini, assieme a molti altri intellettuali, venne allontanato dai palazzi del potere e fatto cadere in disgrazia. Con la successione di Leopoldo II e successivamente di Francesco II d'Asburgo-Lorena, Milano visse una stagione di parziale distensione e rivalutazione della figura del poeta. Parini, ormai anziano e riconosciuto come un'autorità morale indiscussa, venne nuovamente onorato dalle istituzioni asburgiche, che cercavano di recuperare un dialogo più moderato con l'aristocrazia e il ceto colto locale. Questa rinnovata stabilità fu però spazzata via proprio dall'arrivo dei francesi nel 1796. Nonostante Parini venisse chiamato dai nuovi occupanti a ricoprire ruoli di prestigio nella Municipalità per via del suo rigore etico, egli non tardò a manifestare il proprio dissenso verso le violenze, le ruberie e l'estremismo dei giacobini. Il poeta, che aveva dedicato la vita a criticare i vizi della nobiltà e a sognare una giustizia sociale equilibrata, si spense nel 1799, poco dopo che gli austro-russi ebbero temporaneamente riconquistato la città, rimanendo coerente fino all'ultimo alla sua visione di dignità umana e di indipendenza intellettuale. Ogni volta che guardo questo 30 Soldi mi piace pensare che, forse, passò tra le mani del "sommo Vate" Giuseppe Parini...
    2 punti
  31. Buongiorno a Tutti, da diverso tempo pensavo a questa moneta e così finalmente dopo il suo acquisto ( da commerciante perito NIP ) la condivido con voi, è la prima racchiusa in slab NGC che entra a far parte della mia collezione. Tra i tanti esemplari valutati ( mi sono anche avvalso dei preziosi consigli di un esperto utente del Forum 😊 che ringrazio ancora per gli insegnamenti ricevuti ); alla fine ho scelto questa moneta che mi ha colpito per la sua patina piuttosto omogenea, presumibilmente in media conservazione ( NGC MS 61 ), anche se non esente da qualche segno qui e là. Per quello che riesco a vedere nello slab, la godronatura mi sembra di I° tipo. In allegato alcune foto. Grazie per l'attenzione.
    2 punti
  32. @Cinna74 Il Ducato di Parma fu l'unico stato preunitario, insieme al Regno di Sardegna, a mantenere come moneta legale la lira napoleonica (d'altra parte Maria Luisa era stata la moglie di Napoleone). Ricordo inoltre che le varie pezzature datate 1815 furono coniate a Milano (e non a Parma) nel 1819 (nonostante il millesimo). Le monete da 1 lira si trovano spesso in alta conservazione e sono attualmente ipervalutate, qualora in ottime condizioni. L'esemplare qui proposto è vissuto e, più recentemente, rivissuto (come dice giustamente Fabrizio). Date le pessime foto è difficile esprimere un giudizio attendibile, ma dovremmo muoverci intorno al BB (EF45, scala Sheldon). Il mercato penalizza queste conservazioni: 65 € non è un prezzo spropositato, ma sarà difficile recuperarlo in breve, a meno che l'Ag non subisca una folle impennata (in questi giorni, però, la bolla dei metalli preziosi pare sgonfiata).
    2 punti
  33. 2 punti
  34. Buongiorno a tutti. Quindi secondo chi si e' espresso questo è un dritto in bb o addirittura meglio. Bene. Ora io, neofita, penserò che monete di questa tipologia con la guancia e il sopracciglio piallato, e senza più capelli visibili (senza citare i graffi sulla guancia) siano comunque BB. Se invece avessi esperienza con monete di altra tipologia, nel sentirvi così certi di cosa esprimete, dovrei pensare che questa moneta nasce da conii davvero frusti per ottenere questa impronta! Grazie, grazie di quanto ci insegnate. Ma vediamo se coloro che SONO SICURO conoscano QUESTA monetazione (e non qualunque come altri) possano confortare i miei dubbi e farmi capire se effettivamente devo riconsiderare la mia percezione del BB. @ilnumismatico, @Giov60 @Monetaio. Comprereste questa moneta per bb? Spero vogliate illuminarci.
    2 punti
  35. Per me esteticamente è la più bella delle pescate, necessita di un minimo di cura con dell'acetone da ferramenta.
    2 punti
  36. Di Filippo IV, condivido un Tarì che ha subito la stessa sorte. Per farvi capire quanto metallo è stato prelevato, l' ho poggiato su un Tarì integro.
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  37. Oggi anch'io sono riuscito a dedicarmi un po' alle ciotole, e il pezzo che mi ha dato più soddisfazione è stato questo 20 centesimi d'Haiti del 1907 Certo però anche questo 5 centesimi olandese, sempre del 1907, ha il suo perché
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  38. Stasera passato veloce al.mercatino, 15 monetine per 2 euro Non ne avevo della Rhodesia E poi un 50 reis 1900
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  39. Bon, pour une fois ce n'est pas si évident que celà de répondre vu l'état de la monnaie mais en effet une Padane semble plus probable.
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  40. Rinnovato abbonamento di questa lettura che mi accompagna ormai da anni e che offre oltre agli articoli di svariate tematiche anche le informazioni essenziali per eventi e pubblicazioni.
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  41. Il catalogo descrive le monete in ordine cronologico riportando i nominali e i tipi senza le varianti. Mancano i prezzi di valutazione ma sono presenti i gradi di rarità. Allego una immagine come esempio
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  42. Buonasera, condivido con piacere alcune monete di Carlo di Borbone, millesimo 1747, recentemente entrate in collezione. Piastra commemorativa FIRMATA SECURITAS. Contorno a treccia. Asse alla tedesca. 39,5 mm / 24,88 g
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  43. Ciao @Ajax bronzo greco di Plakia in Misia. https://www.acsearch.info/search.html?term=Turreted+plakia+lion&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1&currency=usd&order=0
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  44. Salve @Vel Saties e ad utenti interessati alla moneta , la moneta e' arrivata e devo dire che si presenta in modo migliore rispetto alla foto del venditore , infatti nella foto originale era presente quella pellicola biancastra che supponevo fosse dovuta ad incrostazioni , invece nella moneta in presenza quella falsa pellicola biancastra manca , ed e' presente solo una piacevole patina verde chiaro , come si aspetterebbe essere presente su un bronzo antico . Fatta questa premessa d' obbligo passo ad analizzare la moneta : il peso e' leggermente inferiore a quello dichiarato di 2,83 grammi , al mio bilancino siamo tra 2,78 e 2,79 grammi , pochi centesimi di grammo in meno , il diametro preso al calibro varia tra 16,5 mm. minimo e 18,00 mm. massimo in quanto il tondello non e' perfettamente rotondo . In base a questi dati fisici siamo piu' vicini ad un Sestante piuttosto che ad un Quadrante , anche per la presenza del copricapo sporgente oltre la fronte , mentre nel caso del Quadrante tale sporgenza della pelle di leone oltre la fronte non e' presente essendo in linea con il profilo della fronte ; ed anche per le altre considerazioni fatte in apertura Post . Vediamo ora cosa ci racconta la moneta come legenda del nome e allegorie del D/R , purtroppo analisi limitata dalla piccolezza del modulo . Il nome del magistrato ingrandendo la foto e' abbastanza leggibile L. TREBANI , il puntino che segue la L sembra non essere in basso ma posizionato piu' in alto , circa a meta' , non sembrano essere presenti altri dot . Per quanto riguardano le allegorie , al dritto , dietro la testa forse sono presenti i resti di un caduceo , o piu' probabilmente i due segni di valore , mentre sopra la testa sembra abbastanza evidente il cappello alato di mercurio con in due dot ai lati delle ali . Al rovescio la legenda in alto del nome del magistrato , gia' descritta , sopra la prua , in basso le residue lettere di ROMA e davanti la prua , forse i due dot del valore . Tutta questa ricostruzione della moneta sembrerebbe portare verso un rarissimo R5 , Sestante , ma qualche dubbio permane , dubbio dovuto alla scarsa conservazione del modulo , alla sua piccolezza fisica e alla mia non eccelsa competenza . In foto riporto , per paragone del copricapo , un Quadrante di L. TREBANI con peso di 4,67 grammi e alcune foto del presunto Sestante , di queste ultime foto sono le migliori ottenute .
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  45. "Basterebbe" mica tanto... ed avere una fotocamera messa in posizione zenithale, ed un sistema per tenerla fissa per evitare le modifiche di fuoco ed il mosso/micromosso, ed un'illuminazione che permetta sia un tempo adeguato ed al contempo che permetta la migliore leggibilità della stessa.... Se uno non lo sa mica ci pensa
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  46. Ho nascosto gli ultimi due interventi. La moneta è verosimilmente una manomissione, come indicato da alcuni utenti. Suggerirei di inserire il peso al grammo per avere maggiori certezze in tal senso. Il forum serve per imparare e per insegnare, ma questo deve avvenire sempre nel reciproco rispetto .
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  47. Postalmente la lettera e' in perfetta tariffa per l'interno con 25c + 20c + 5c = 50c dell' emissione Imperiale del 1929.. sempre bella ancora di più quando ci sono più valori sulla stessa missiva. Annullo di partenza doppio cerchio di Messina ferrovia del 20 III 40 ... ... annullo di arrivo di Potenza Corrispondenze Ordinarie del 21 III 40. Circa il mittente su Google non risulta niente... .. ma il 3° Reggimento Fanteria facente parte della Divisione "Piemonte", aveva sede a Messina nel 1940. I pezzi da 37/42 (Cannoni da 37/42) erano armi antiaeree non standard per la fanteria, ma utilizzate da unità specializzate come la Milmart nella difesa della piazza di Messina. Un pezzo di Storia Postale Militare.. con la fortuna (non succede sempre) di avere anche lo scritto. Sempre bei pezzi caro @dareios it, questo non e' un collezionismo minore, anzi. !!!
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  48. @Ernestina, quello che dici relativamente al fatto che si fondano anche i marenghi dipende secondo me semplicemente da una cosa. I veri collezionisti di monete ormai sono troppo pochi rispetto al numero di monete in circolazione e quindi la maggior parte di queste, che siano marenghi o commemorative d'argento, agli occhi della gran parte di chi li possiede sono semplici sinonimo di guadagno. In quest'ottica, per me la fusione di una commemorativa crea lo stesso dispiacere della fusione di un marengo. Quando ero piccolo leggevo su un libro che meno di un figlio di numismatico su 10 diventava a sua volta numismatico. Per tutti quelli che hanno ereditato monete, l'unica cosa che conta ora è: quanto valgono? Quanto ci posso fare? E se il compro oro offre più di un'asta, che sia marengo o caravella, finisce nel crogiolo. Per fortuna ci sono ancora pochi che continuano a collezionare e si spera che nel tempo queste che stiamo salvando dalla fusione riescano a sopravvivere. Perché anche noi che le collezioniamo, potremmo farci un sacco di soldi ora, ma ce ne guardiamo bene, dato che sono una delle cose che fanno brillare ancora i nostri occhi.
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