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Ciao a tutti, nuova entrata in collezione, presa da un po' ma ancora non l'avevo postata Napoleone, 5 Lire 1812 Bologna, II tipo, puntali sagomati ex Nomisma live 43 (lotto 612, BB, https://www.numisbids.com/sale/10197/lot/612) Il Gigante la da "rara", dalla mia ricerca in almeno 30 anni sono apparsi in asta non più di 7 esemplari diversi, la R secondo me è strettina, moneta ostica da mettere in collezione. Secondo me molto più rara del 1810 Bologna II tipo che invece è dato R4 (!) Voi l'avete in collezione?8 punti
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Ciao @Moonchild, È sempre un po’ complicato quando un interlocutore arriva con delle «convinzioni » e rimprovera agli altri di avere soltanto opinioni. Constato che la convinzione che lei aveva sull’autenticità della moneta si è già molto indebolita dall’inizio della discussione, e forse riconoscerà che alcune delle sue affermazioni sono irricevibili in assenza di altri argomenti. Ad esempio, alla domanda di Nibbi: « Posso chiederle di argomentare meglio come la falsità dell’esemplare 2016 implichi la falsità di altre monete?, lei risponde (in maiuscolo): 1) L'IDENTITÀ DEI CONII 2) LO STESSO ACCOPPIAMENTO DI CONII 3) I MEDESIMI DIFETTI DI CONIO. Per il resto, può essere interessante tornare a esaminare la storia dei due cataloghi. Il catalogo postumo di Weber è contemporaneo a quello di Locker Lampson. Non è ancora pubblicato nella sua interezza quando quest’ultimo affida a E.S.G. Robinson, presso il Dipartimento delle Medaglie del British Museum, la redazione, la compilazione e l’organizzazione delle diverse tavole del proprio catalogo. È possibile, in questo contesto (opinione), come aveva suggerito @Archestrato, che le fotografie di Locker Lampson siano quelle di calchi (zolfo o gesso): l’aspetto vellutato delle immagini, privo di riflessi metallici e molto omogeneo su tutte le tavole, potrebbe avvalorare questa ipotesi. È persino poco probabile che il British Museum non abbia colto l’occasione per realizzare dei calchi al fine di conservare una traccia utilizzabile di questa collezione, gran parte della quale proveniva dalla collezione Weber. Ciò potrebbe spiegare le piccole differenze che ho notato tra le immagini dei due cataloghi, così come la perdita di alcuni dettagli, come l’amputazione di una parte della zampa anteriore del cane segnalata da Archestrato, a differenza dell’esemplare Busso Peus. Purtroppo, questo dettaglio non è sufficientemente chiaro nel catalogo Weber. È quindi possibile (opinione) che le impronte di questi calchi siano state successivamente utilizzate per realizzare il molto probabile falso venduto da Ch&F. Tendo a credere che se la moneta Weber, passata tra le mani di Robinson - futuro conservatore del B.M fino al 1952- fosse stata quella di Ch&F, avrebbe suscitato qualche dubbio nella sua mente e in quella di George Hill, che aveva supervisionato il suo lavoro (si rilegga la préfazione). Anche se abbiamo fatto molti progressi nell’identificazione dei falsi, non offendiamo gli illustri numismatici che ci hanno preceduto. In sintesi, la mia opinione è che: – la fotografia Weber 1474 potrebbe essere una foto diretta della moneta, moneta probabilmente autentica poi aquisita da Locker Lampson – la fotografia Locker Lampson sarebbe quella di un calco della stessa moneta. – la moneta Ch&F potrebbe essere un falso realizzato a partire dalla stessa impronta.6 punti
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Buon giorno a tutti e grazie per le segnalazioni. Abbiamo modificato il messaggio segnalato eliminando lo spam. Non è la prima volta che accade. L'inserimento di spam all'interno della risposta ai msg è avvenuto anche per altri utenti e con forme molto simili, per cui il sospetto (da verificare) è che agisca qualche virus o altro del genere e che chi scrive il msg non ne sia consapevole. Verificheremo e agiremo di conseguenza. Grazie ancora per l'aiuto. P.s. abbiamo nascosto pure i msg che citavano il messaggio incriminato.6 punti
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Riporto l'articolo appena pubblicato su CN a firma del nostro @DARECTASAPERE proprio su questo eccezionale grosso. https://www.cronacanumismatica.com/leccezionale-prima-moneta-di-sede-vacante-coniata-a-roma/?fbclid=IwdGRjcAQ7llxjbGNrBDuWTWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHjbGysAw7HtZ2j1FsHqq_9-H_OS9GOxV0C71Vm10C0z0qAFXCGE0VhwYFFFf_aem_-0Xhv0Ox5R7mi6GhVX0F9g6 punti
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Martedì 14 aprile dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza della Prof.ssa Monica Baldassarri su Il "ritorno all'oro nell'occidente Duecentesco": caratteristiche e vicende delle prime emissioni. Monica Baldassarri (PhD in Storia medievale, Specializzazione in Archeologia tardo-antica e medievale e Perfezionamento in Numismatica, Robinson Fellowship del British Museum) dal 2024 è Ricercatrice TT presso il Dipartimento di Studi Storici “Federico Chabod” dell’Università degli Studi di Milano. È inoltre docente a contratto di Numismatica Postclassica per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Firenze. Fa parte dei comitati di direzione di diverse riviste e collane editoriali di ambito storico e archeologico, di livello internazionale e nazionale, e dal 2026 dirige la rivista “Numismatica e Antichità Classiche – Quaderni Ticinesi”. Si occupa di studi in numismatica e storia monetaria tra tardoantico ed età moderna, oltre che di studi su tessere e gettoni, sigilli e medaglie di devozione degli stessi ambiti cronologici. È inoltre impegnata in ricerche di archeologia medievale e post-medievale fra Toscana, Liguria e Mediterraneo occidentale, occupandosi anche di progetti diacronici di archeologia urbana e archeologia dei paesaggi, oltre che di esposizioni museali. I risultati di queste attività sono pubblicati in 25 volumi tra monografie e curatele e circa 300 tra saggi e contributi in cataloghi per mostre e musei. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.5 punti
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Auguroni a tutti per una serena Pasqua. Auguroni Ale, oggi magari dentro l' uovo trovi una monetina da identificare di @Carlo.😅🤣5 punti
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Buongiorno e buona pasquetta a tutti. Mi aggiungo a questo topic iniziato 9 anni fa. Con la mia 2 lire 1812 che mi ha fatto sudare per comprarla.4 punti
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Ciao, Oggi non pubblicherò altre monete , così potrete rilassarvi un attimo 🤣 Saluti,Ajax4 punti
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Aggiornamento sulla collezione Oggi ho provato inutilmente ad acquistare all'asta un follis di Valerio Valente (316-317). Purtroppo era già stato preso di mira da qualcuno, la cosa curiosa è che dicono essere monete rarissime, ma all'asta ne erano presenti due. Sempre dalla stessa asta mi sono aggiudicato una siliqua di Teodosio 2° che va a riparare quella lacuna di cui parlavamo tempo fa. Rispondendo alle domande, le monete che mi sono arrivate effettivamente erano della stessa asta, però a questo punto è meglio andare avanti. Ieri ho acquistato un radiato di Licinio 2°. Non credo che contenga argento, ma giudico la moneta come degna successore dei radiati di III secolo. Ho comprato un follis di Massenzio con parte dell'argentura e dal peso di 6.1 gr. Inizialmente cercavo una moneta dal peso di 8-11 grammi, di dimensioni e peso simili a quella del mio costantino per capirci. I follis sono delle monete molto belle e appariscenti. Di questa serie sto cercando anche le doppie maiorine, o follis, di Valente e Valentiniano, mentre ho recentemente incorporato un Gioviano. Ho acquistato da una collezione antica quattro sesterzi di terzo secolo di Treboniano Gallo, Filippo 2°, Massimimo il Trace e suo figlio Massimo Cesare. Queste monete sono estranee alla mia idea di una moneta per imperatore in quanto non sono d'argento, tuttavia l'aver finalmente toccato con mano i bronzi acquistati negli ultimi due anni mi ha spinto a riconsiderare questo tipo di monete sia per la qualità che per la grandezza.4 punti
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DRITTO: "SANCTVS PETRVS" il papa seduto di fronte su trono ornato di due protomi di leoni, con tiara e piviale, benedicente e con pastorale. ROVESCIO: "SANCTVS PETRVS" chiavi decussate e legate con occhiello Classificata al CNI 1, Munt.1, Berman 267, MIR 275 é questo Grosso la 1° moneta di SEDE VACANTE CONIATA A ROMA. Indicata da tutti i testi di riferimento della massima rarità, non mi risulta mai apparsa nel mercato numismatico e quindi chiedo al forum la conoscenza di altri esemplari noti. Grazie e buona serata Daniele4 punti
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Oggi mi e' capitato di soffermarmi su questa marca da bollo austriaca che personalmente considero molto bella. Il disegno è un condensato di simbologia imperiale e allegorica tipica della metà dell'Ottocento, studiato per rappresentare la stabilità e la prosperità dell'Impero Austro Ungarico. L' analisi dei simboli principali: Le due figure Allegoriche rappresentano i pilastri dell'Economia che rappresentano le fonti della ricchezza nazionale. Mercurio a sx identificabile dal caduceo (l'asta con i due serpenti intrecciati) che tiene nella mano sinistra, e' il dio del commercio, dei viaggi e dei mercanti e simboleggia la dinamicità economica e gli scambi dell'Impero. L'Agricoltura a dx e' una figura femminile che tiene una falce e siede accanto a un covone di grano e a un cesto di frutta (visibile in basso a destra). Rappresenta la terra, la produzione agricola e la fecondità del suolo imperiale. 2. L'Iconografia Imperiale L'Aquila Bicipite l' iconografia imperiale per eccellenza è posta nel punto più alto al centro del timpano è il simbolo supremo della dinastia degli Asburgo. Le due teste rivolte in direzioni opposte simboleggiano il dominio dell'Imperatore sia sull'Oriente che sull'Occidente, riflettendo la natura multinazionale dell'Impero. Sullo scudo e la corona sopra l'aquila è accennata la corona imperiale, simbolo dell'autorità divina e sovrana che garantisce la validità legale del documento su cui la marca veniva applicata. Nel frontone classico le figure siedono su una struttura che ricorda un altare o un basamento di un tempio greco romano e cio' sta ad indicare la sacralità della legge e dello Stato. "Kais. Kön. Österr." e' l'abbreviazione di Kaiserlich Königlich Österreichische (Imperiale Regia Austriaca). Questi simboli insieme comunicano un messaggio secondo me molto chiaro, lo stato (l'Aquila) protegge e regola il lavoro della terra (Agricoltura) e l'intraprendenza degli affari (Commercio) attraverso la riscossione dei tributi. La marca fu emessa tra il 1885 e il 1893, ne esistono di simili emesse più o meno negli stessi periodi con valori facciali diversi, utilizzate per certificare il pagamento di tasse su documenti legali, atti notarili o contratti commerciali. (L' uso e' attinente ai simboli spesso ma non sempre). Il valore nominale è di 1 Fiorino (Ein Gulden), la moneta in uso prima dell'introduzione della Corona nel 1892. L'esemplare in foto presenta un annullamento a timbro dove si vede chiaramente l' aquila Imperiale bicipite, il che indica che è stato effettivamente applicato su un documento convalidato da un ufficio pubblico.4 punti
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Peccato che Metcalf ci abbia lasciati pochi anni fa... Quando stavo scrivendo il mio lavoro sui Bisanti ossidionali di Cipro, il mitico prof. Pitsillides mi aveva messo in contatto con lui... L'indimenticato Metcalf mi aveva spedito (sic!) una letterona piena di spunti e suggerimenti che ancora conservo con orgoglio. Non solo per i contenuti (questo è un piccolo estratto) ma anche per quella calligrafia di un signore di altri tempi. Peccato... Se la richiesta dell' utente fosse arrivata prima, probabilmente il M. gli avrebbe scritto di suo pugno.3 punti
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Un mio amico è certo di aver visto un asino volare. Sono anni che cerco di convincerlo che si è sbagliato. Ma lui è convinto... e non vuole sentire ragione... Scusatemi... forse ho sbagliato discussione.3 punti
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Con il disegno la spiegazione è ineccepibile. Probabilmente anche più di 10.000 dollari. Di Paperopoli. E ricordiamoci che quando scrivo io il valore sale alle stelle!3 punti
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Buongiorno, si tratta di un 20 nummi della zecca di Tessalonica (come correttamente detto da @Ale75) ma l'autorità emittente è Tiberio II (raffigurato con la moglie Anastasia) perché, come invece correttamente notato da @Poemenius, la legenda reca [...] T PP AVC, parte conclusiva della legenda D N TIb CON-TANT PP AVC. L'anno di regno è il quinto (578-579 d.C.), come appare anche sull'esemplare che posto a confronto. Sear 439; DOC 23; MIBE 65.3 punti
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Ciao a tutti e serena domenica di Pasqua, ne abbiamo veramente bisogno. @caravelle82se monetina c'è sarà sicuramente di @Ajax😅.3 punti
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@caravelle82 si si magari islamica, mezza consumata e con un buco sulle prime due cifre della data 😂3 punti
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Buongiorno a tutti, Volevo un vostro parere su questo gigliato. (Peso 3,94 grammi) Saluti, Alessandro3 punti
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Una foto migliore dell’esemplare 1474 del catalogo Weber (1922): https://archive.org/details/cu31924072192531/page/n117/mode/2up Casa d’aste Ch. & F: Sembra che alcune alterazioni superficiali del esemplare Weber siano assenti o più evanescenti sul didramma della casa d’aste svizzera Chaponniere et Firmenich, ) il che avvalorerebbe l’ipotesi del clone avanzata da @Nibbi.3 punti
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Se la paragoniamo con un esemplare autentico le differenze sono notevoli (per quanto falso già abbastanza ben fatto): i capelli, la cornucopia, il nome dell'autore, i lineamenti della principessa. E su tutti il bordo: è una delle parti più difficili da falsificare. Supponendo anche l'ipotetico caso dell'errore di conio, la zigrinatura rimarrebbe totalmente differente da un 2€ autentico, in quanto molto meno fitta.3 punti
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Ho avuto negli anni tanti 10 Tornesi di Francesco II, nelle più svariate conservazioni. Recupero le immagini e ti faccio vedere come si presenta uno SPL+ Questo è un 10 Tornesi Zecca di Roma.3 punti
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Come tradizione, qualche foto della piacevole e interessante serata...3 punti
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un articolo che tocca temi interessanti (L'Agenda 2030 - che peraltro è ben diversa da come descritta), purtroppo scritto in una chiave complottista e retrograda di chi sostiene "Libertà è poter girare con il macchinone a benzina". interessanti anche gli aspetti definiti con catastrofismo, che nella realtà sono positivi e orientati al miglioramento della qualità della vita. ma in Italia, si sa, siamo un popolo di allenatori di calcio e assessori al traffico...2 punti
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io avrei detto Eraclio e Eraclio Costantino, ma non per tirare a sorte, ma perchè c'è un indizio fondamentale... la legenda finisce con T PP AV ... DD NN hERACLIVS ET hRA CONST PP AV2 punti
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Effettivamente Bologna 1812 puntali sagomati è una moneta rara: di certo si merita almeno R2 se non R3 (con un rapporto di frequenza 1:7-8 verso il tipo puntali aguzzi). Il raffronto con le 5 lire 1810 2° tipo è invece più complesso: quest'ultima è infatti una moneta diversa a tutti gli effetti (coniata "entro-virola" vs. il tipo più comune "senza virola") mentre le varianti "puntali aguzzi" - "puntali sagomati" (descritte da Giuseppe Nascia negli anni Sessanta del secolo scorso) sono, a mio avviso, varianti codificate ma di minor significato numismatico; la loro rarità è, sempre secondo me, un po' inferiore.2 punti
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Nel suo ultimo anno da Presidente, Roosevelt si alienò, ancor più che in passato, i conservatori del suo partito, proponendo un'ondata di riforme. In due messaggi al Congresso, nel dicembre 1907 e nel gennaio 1908, chiese l'adozione di un'imposta sui redditi e di una tassa di successione, la supervisione federale del mercato finanziario, la giornata lavorativa di otto ore e leggi di indennizzo per i lavoratori. Il suo crescente radicalismo rifletteva l'esasperazione davanti all'indifferenza degli ambienti dell'alta finanza nei confronti delle necessità dei lavoratori, e la preoccupazione per la crescente popolarità del socialismo (fra il 1901, anno in cui fu fondato il Socialist Party of America, e lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il socialismo sviluppò una forza mai raggiunta in America in altri periodi, né precedenti, né successivi). Roosevelt aveva compiuto grossi passi avanti da quando era entrato alla Casa Bianca, ma, pur avendo fornito un programma alla minoranza progressista del suo partito, non era riuscito a tirarsi dietro la vecchia guardia repubblicana. Lasciò perciò nelle mani del suo successore un partito diviso. La presidenza Taft Non sarebbe stato facile per nessuno raccogliere l'eredità di Roosevelt, ma il temperamento e il passato di William Howard Taft rendevano la cosa ancora più difficile. Uomo affabile e corpulento, dalle abitudini sedentarie, contrastava in modo evidente con la vivacità intellettuale e l'esuberante vitalità di Roosevelt. Quasi 160 kg. di peso (alcune fonti dicono che raggiunse anche i 175) per 180 cm. di altezza, queste misure fanno di lui il più "grosso" Presidente degli Stati Uniti: si racconta che una volta restò incastrato nella vasca da bagno della Casa Bianca e ci vollero sei persone per tirarlo fuori Lo vediamo in una foto del 1909. Pur genuinamente intenzionato a proseguire la politica di Roosevelt, cosa che in effetti fece, era per natura un conservatore più che un Rough Rider. Non si sentiva a proprio agio con i progressisti, e sostenendo i conservatori in una serie di controversie, finì per frazionare ulteriormente il partito Repubblicano. Che, indebolito dai contrasti al suo interno, subì una cocente sconfitta alle elezioni di midterm del 1910, con i Democratici che, per la prima volta dal 1894, conquistarono la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti, e guadagnarono parecchi seggi anche in Senato. Roosevelt, nel frattempo, rientrato da un giro in Europa che aveva fatto seguito al safari africano, stava pensando di abbandonare la politica. Ma non fu capace di resistere a se stesso: aveva solo cinquant'anni, ed era ancora pieno d'energia e di ambizione. Nell'estate del 1910, durante un giro nel West che avrebbe dovuto sanare le ferite all'interno del partito, finì col parlare vigorosamente in favore di una riforma progressista. Lo fece, soprattutto, in un comizio a Osawatomie, Kansas (foto), invocando un nuovo nazionalismo, cioè un programma di riforme sociali, una più incisiva attività del governo e un ulteriore controllo sul mondo degli affari. I conservatori furono allarmati dalla sua insistenza sul fatto che i diritti umani dovessero avere la precedenza sulle questioni di interesse privato e, soprattutto, dai suoi attacchi ai tribunali federali, accusati di bloccare la giustizia sociale. Anche se il comizio fu in generale interpretato come un attacco al conservatorismo di Taft, Roosevelt sembrava ancora favorevole alla ricandidatura di quest'ultimo. Ma nel corso del 1911 prese decisamente le distanze dal suo vecchio pupillo, e finalmente, nel febbraio 1912, dopo mesi di pressione da parte dei suoi seguaci e in risposta all'appello di un gruppo di governatori Repubblicani, annunciò la propria candidatura petronius2 punti
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Ciao @Ajax io sono l'apprendista ( 😂) e dico 20 nummi o 1/2 follis di Giustino II e Sofia, zecca di Tessalonica. Comunque aspettiamo lo specialista luminare @Poemenius 😂 https://www.acsearch.info/search.html?id=39770552 punti
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Si tratta del didramma Weber dice, io ritengo che sia un’affermazione un po’ affrettata basata sulla provenienza fornita dalla casa d’aste naturalmente. La stessa casa d’aste che non menziona né la vendita del 1895 nè tantomeno la collezione Weber che erano pur tuttavia chiaramente menzionate nel catalogo della collezione Locker-Lampson! Si può ritenere che la casa d’aste non abbia letto ignorandola la descrizione della moneta o che si sia basata solo su un’affermazione del conferente ad esempio? Come si può su tali basi escludere un clone? Del resto dal materiale raccolto l’opinione generale è che si tratti di un falso. Seguendo questa ipotesi ci si presenterebbe un bivio: è un falso ultracentenario e le provenienze citate sono corrette, oppure è un clone, sempre falso ma la provenienza si limita al laboratorio del falsario. Come risolvere questo ipotetico dilemma? Solo con foto ottimali e con la moneta in mano purtroppo. Aggiungo una riflessione. Quando si effettuava il calco di una moneta si usava il gesso, quando questo si asciugava si restringeva lievemente, alcuni minuti particolari da esso riprodotti si perdevano o diventavano evanescenti. È corretto?2 punti
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Se aggiungiamo un pezzo di quei 10 centesimi che si vedono in alto a destra, 2,02 euro2 punti
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Buongiorno e buona Pasqua a tutto il Forum. La ricerca e la classificazione delle varianti di conio nei Tarì del 1798 non si è mai interrotta. Non ho voluto fare distinzioni per Busto, corona d'alloro e Corona Reale, solamente per punteggiatura, esclusi i Conii "Bovi" e gli "S" speculari . Gli esemplari schedati sono al momento 29. Un caro saluto a tutti.2 punti
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Sono stati ritrovati un antico elmo d’oro della Romania e due bracciali rubati un anno fa da un museo dei Paesi Bassi I reperti ritrovati e restituiti al museo di Assen, Paesi Bassi, 2 aprile 2026 (AP Photo/Aleksandar Furtula) Un antico elmo d’oro considerato un tesoro nazionale in Romania e due bracciali che erano stati rubati un anno fa dal Drents Museum di Assen, nei Paesi Bassi, sono stati ritrovati. Robert van Langh, il direttore del museo, ha detto che l’elmo è stato restituito con una leggera ammaccatura, ma che può essere facilmente restaurato; i due bracciali, invece, erano in perfette condizioni. Un terzo bracciale rubato non è ancora stato ritrovato: il procuratore rumeno Rareș Petru Stan non ha dato dettagli sul ritrovamento, ma ha detto che le indagini proseguiranno. I reperti archeologici erano stati rubati nella notte tra il 24 e il 25 gennaio del 2025. Si trovavano nei Paesi Bassi perché erano stati prestati dal Museo nazionale di storia della Romania di Bucarest per una mostra dedicata alla storia antica rumena, prima della conquista del territorio da parte dei romani. I responsabili del furto erano riusciti a entrare nel museo provocando un’esplosione, che era stata ripresa dalle telecamere di sicurezza. Tre di loro, due uomini di circa 35 anni e uno di 21 anni, erano stati arrestati a pochi giorni di distanza e saranno processati a fine mese. Gli oggetti rubati però non erano ancora stati trovati. Il furto tra l’altro aveva causato una disputa tra i governi della Romania e dei Paesi Bassi, e il governo olandese aveva versato allo stato rumeno, a titolo di risarcimento assicurativo, 5,7 milioni di euro. L’elmo d’oro di Cotofenesti risale al 450 a.C. circa, come i due bracciali, e deve il suo nome al posto in cui fu trovato nel 1927: Varbilau, un paese nel sud della Romania che all’epoca si chiamava Poiana Cotofenesti. È decorato con una serie di incisioni e non è integro, visto che gli manca la parte sommitale. Le decorazioni alla base rappresentano creature mitologiche, mentre quelle al di sopra della fronte una coppia di occhi che si ipotizza avesse una funzione apotropaica, ovvero che servisse a scongiurare malefici contro chi lo indossava. https://www.ilpost.it/2026/04/02/antico-elmo-romania-bracciali-ritrovati-furto-museo-paesi-bassi/2 punti
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Some more.. 1c sotto Plates 20 sotto Plates 31 sotto Plates 32 sotto Plate 45 sotto Plates 80 sotto Plates 91 sotto Mi fermo qui ...🥴2 punti
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Solitamente questo è uno studio che mi fa impazzire.. oltre ad affaticarmi la vista e l' attenzione mi lascia sempre dei dubbi.. comunque ti metto alcuni esempi che si avvicinano al tuo esemplare,. ... vedi tu quale si assomiglia maggiormente. Il tuo 1a sotto 1b sotto Plates 4 sotto Plate 6 sotto Plates 8 sotto 🤔..2 punti
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Ciao @Ajax e @Carlo. a vederla così sembra un AE3 IVST VENER MEMOR coniata da Costanzo II per il Divo Costantino,zecca di Alessandria... https://numismatics.org/ocre/id/ric.8.alex.282 punti
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Pubblico un'immagine migliore del Jenkins. La moneta è apparsa in asta Busso Peus 380 del 3/11/2004 lotto 292 (ex Munzen & Medaillen Basel 43 del 1970 lotto 42) https://www.acsearch.info/search.html?id=196020 e presente nel libro di Buceti "Monete storia e topografia...".2 punti
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Grazie @giancarlone per le belle immagini, un ringraziamento a Massimo Rossi per le quasi due ore dove ci ha piacevolmente intrattenuti raccontandoci la storia dei marchesi e duchi di Mantova e delle monete e medaglie da loro coniate. L'iconografia delle monete mantovane basata sulla religiosità e in alcuni casi per la passione di alcuni reggenti, ma sempre monete e medaglie di impatto e a livello collezionistico molto rare. Un ringraziamento alle persone che hanno partecipato in sala e da remoto.2 punti
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Sfogliano il catalogo della prossima asta Varesi ho visto novità editoriale ‘MIR Sicilia’ terza edizione2 punti
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