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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 02/09/26 in tutte le aree
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Scusa se chiedo ma a che pro togliere la parte cartacea? Se è per recuperare l’oro e venderlo ti conviene venderlo così com’é.1 punto
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Buongiorno. Perché togliere la parte cartacea o colla? Secondo me, oltre al valore del metallo contenuto, se integri possono essere più interessanti anche in caso di vendita... saluti1 punto
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Cioè volevi scrivere RANIERI e NUMISMATICA FELSINEA, vero? C’era un refuso. 😉1 punto
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Grazie Saturno e caravelle82 , per i vostri determinanti pareri. Ieri sera mi sono stampata i "46 commenti" del 27.5.2018 che ieri mi ha allegato odjob e oggi, se ce la faccio, me li batto a tappeto. Già da una prima scorsa ho visto che dovrebbero sciogliere molti nodi. D'altronde la ricerca si fa molto molto interessante...non credevo. Peraltro mio nonno non era un collezionista e neanche un uomo colto, per lo meno se lo era come autodidatta. Era proprietario di un grosso centro alimentare all'interno dei Mercati Generali di Roma dagli anni '30 al 1963 e vista la quantità di monete "particolari" che ho trovato forse i clienti nobili (e ne aveva, lo so per certo) ma decaduti lo pagavano con monete che a quel tempo erano importanti. Bah ! La vita degli uomini nasconde tanti misteri e regala molte sorprese. Grazie ancora a voi tutti e buona giornata Marina a presto1 punto
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„Fide, sed cui, vide“ Mi sa che avesse difficoltà a fidarsi.1 punto
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DE GREGE EPICURI Altra medaglia friulana, questa grossa e pesante (34 mm e 34,59 g.). Al D., una chiesa con portico laterale, una piazzetta, un fiume ed un ponte a tre archi. Sopra: DE ROSTE-AI PUINTUZ (dalla roggia ai ponticelli). Rovescio: al centro, un'aquila bicipite (in alto), dentro ad un cartiglio punteggiato. Sotto, lo stemma del borgo: due cervi rampanti attorno ad un albero. Nel giro: CULUGNE . Sotto: 7.IX-1975. CULUGNE è termine friulano, in italiano il nome è COLOGNA, (significato: "colonia") ed è in provincia di Udine, fra Artegna e Montenars. Una bella medaglia, ma non mi pare compaia il nome dell'incisore.1 punto
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No no, nessuna noia. Sono io il primo a dichiarare che questo tipo di variante non è così raro. Non è la rarità il punto. Forse, invece, è stato frainteso il senso delle mie osservazioni. Attraverso queste varianti, o come vogliamo chiamarle, riusciamo a capire di più sulle dinamiche nella zecca di Napoli. Queste cose sono delle testimonianze. Capisco pure che questi temi sembrano, per alcuni, alieni alla materia numismatica, come se, quasi, non ne facessero parte. Ma è da un po' che prendo atto di questa cosa, per cui ci ho fatto già pace da un bel pezzo. Tutto ok. tutto a posto1 punto
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Come sono certo tu già saprai, @gennydbmoney le monete raccontano storie, tecniche, necessità estetiche, adattamenti, linguaggio, e tanto tanto altro. Ne converrai. Per esempio, come una Piastra del 1805 HSIP racconta di un addetto alla punzonatura dei caratteri distratto ed un supervisore ancor più distratto, un punto può raccontare altro (scelte tipografiche, elementi di ancoraggio per le dime per il corretto distanziamento delle lettere ed altro) questa Piastra con la data corretta, come le altre che hanno questa caratteristica in altri millesimi, sono in grado di raccontare una storia che parte sempre da un concetto: la NECESSITA'. Per necessità hanno dovuto prendere un conio che era stato approntato per il 1795, ma che probabilmente non era stato mai usato (verrò smentito felicemente se si troverà una moneta del 95 con quel conio) al quale è stata operata un'azione di precisione nel piazzare bene la cifra 6 sul 5, forse per fretta e per non dover creare da zero un nuovo conio, forse per spirito incline al riutilizzo, che però non si è manifestato mai nella stesura dei conii delle Piastre di Ferdinando IV. Per questo motivo lo ritengo un unicum degno di nota. So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla tra le varianti e ritengo lecita ogni posizione, ma ho la convinzione che la numismatica sia una disciplina capace di raccontare svariati aspetti e farci calare nelle realtà ormai distanti da noi e, perché no, capace di farci emozionare nel raccontare queste storie davanti ad un buon brandy con amici appassionati (o non). Chiamiamola come vogliamo. Io per semplicità e per manifesta pigrizia nel cercare un termine che possa dare valore ad un aspetto degno di nota la continuerò a chiamare "Variante".1 punto
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gli ottimi @Saturno, @caravelle82, @Meleto potrebbero ad esempio dare un loro parere1 punto
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Fabio Isman è solo un giornalista che ha affrontato un vastissimo argomento, quello del traffico clandestino di reperti, e quindi può scivolare su certi dettagli. Resta il mistero dell'attuale destinazione delle collezioni, molto importanti, che erano state confiscate sia a Manganaro (soprattutto di frazionali in argento) sia a Cammarata (e sarebbero alcune migliaia di monete).... Circa la phiale d'oro in effetti ci fu il tentativo di Cammarata di farlo passare per un falso moderno (con evidente tentativo di derubricare il reato). Confermo che fu effettuata un'accurata perizia che ha accertato la sua autenticità. La giustizia italiana segue tempi lunghi e talvolta imperscrutabili.... e non so nulla degli ultimi sviluppi...1 punto
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Mi spiace, ma non posso. Non e' corretto secondo me fare nomi di terze persone. Proprio per questo, nella vecchia discussione ho preferito scrivere in quel modo. Posso invece sollecitare la persona stessa a farsi viva, se lo ritiene opportuno, leggendo innanzitutto la presente discussione. Mi comprenda.1 punto
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Riprendo una pagina della fortunata discussione sulle frazioni d’argento: http://www.lamoneta.it/topic/38073-oboli-che-passione/page-40 per riesaminare una interessante e problematica litra emessa in Sicilia. Il primo esemplare ad essere comparso sul mercato è asta Nomos n. 4, n. 124, g. 0,75 (aggiudicata a 4000 franchi svizzeri): che fu attribuita dal catalogatore a un fantomatico etnico BORO. Da mie ricerche, come si può leggere in quella discussion, era emerso che in passato fu pubblicato un esemplare simile (ma con conii diversi), da Manganaro, in collezione privata (forse la sua), del peso di g. 0.615. Il Manganaro l’attribuì a Morgantina, sulla base di alcune lettere riconducibili a MOPCAN: Ancora in precedenza era noto un misterioso esemplare, che era appartenuto alla collezione Walker von Maltheim 486 (citata da Imhoof-Blumer nel tardo XIX secolo), che fu attribuito dapprima a Himera e poi a Nakona (peso g. 0,82): Nell’asta Busso Peus recentemente conclusa, asta 414/2015, n. 46, peso g. 0,61 (aggiudicata a 1200 euro): Personalmente ritengo autentici questi esemplari, almeno fino a solida prova contraria, e quindi si ripropone il problema della lettura dell’etnico. Avevo chiesto a Peus di mandarmi una foto di maggiore definizione, ma mi ha mandato la stessa foto di quella apparsa sul sito. Devo sperare che il nuovo fortunato possessore della moneta sia fra i forumisti e possa inviare foto con varia angolatura, per meglio capire le lettere. Sembra che questo nuovo esemplare fornisca nuovi elementi di lettura, pur tenendo presente che i tre esemplari finora noti provengono da tre conii diversi. Dalla foto ho provato a ricostruire le lettere, affiancandola al pezzo ex Nomos e al pezzo Manganaro (non ho potuto fare alcuna ricostruzione sul pezzo ex Von Maltheim, per la modesta qualità dell’unica foto): E’ intuibile l’importanza scientifica di capire questa emissione, che non dovrebbe essere di molto posteriore alla metà del V secolo a.C. e quindi può essere emessa subito dopo la caduta dell’impero di Ducezio e con il ricupero dell’indipendenza del popolo morgantino, con forte influenza linguistica ancora locale. Se è attribuita a Morgantina, essa deve essere situata dopo la breve serie con la spiga: A complicare il quadro, esiste un’altra emissione dove compare solo la testa di Cinghiale (a me nota in almeno 3 esemplari), che è stata attribuita a Nakona. Ecco l’esemplare ex NAC, asta N/2003, n. 1133 (ex coll. Moretti), g. 0,57 (e un esemplare simile è presente nella vecchia raccolta della Bibliothéque Nationale di Parigi): Qualcuno ha da osservare su queste strane emissioni?1 punto
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