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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/18/26 in tutte le aree

  1. cari amici volevo condividere le ultime arrivate, sempre di Carlo II, provenienti dall'asta ACM di qualche giorno fa. si tratta di un 8 grana 1788 e di un grano coniato al martello del 1779.
    5 punti
  2. Va detto che non si tratta di una variante così rara. In un mio archivio fotografico in un campione di 218 Piastre del 1795 il 22% è la SIGILIAR. Per cui dico: - non è una variante rarissima; chi lo afferma è in mala fede o non ha fatto statistiche sulla incidenza della SIGILIAR su un ampio campione - se fosse una crepatura del conio è singolare che non si noti, in tutti i 48 esemplari, una progressione della frattura. Sono tutte uguali. VARIANTE non comune
    2 punti
  3. Buonasera @Ilnumisma, l'acetone puro, quello che vendono in negozi di ferramenta, non danneggia assolutamente le monete d'argento. Te lo dico per esperienza diretta, ho pulito dal verde una Piastra del 1818 di Ferdinando I. Da non usare invece è l'acetone che si usa in cosmetica per pulire lo smalto delle unghie, non l'ho mai provato ma tutti lo sconsigliano. Saluti, Sergio.
    2 punti
  4. Importanti scoperte archeologiche a Roma: un sacello, tombe repubblicane e vasche monumentali A Roma, nel Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata, gli scavi della Soprintendenza Speciale di Roma riportano alla luce un complesso archeologico esteso e stratificato, con strutture cultuali, funerarie e infrastrutture viarie tra età repubblicana e imperiale. Due grandi vasche monumentali, un edificio di culto probabilmente dedicato a Ercole e un articolato complesso funerario di età repubblicana: sono queste le ultime scoperte degli scavi di archeologia preventiva condotti nel quadrante orientale di Roma, nell’area del Parco delle Acacie 2, lungo via di Pietralata. Le indagini sono curate dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, diretta da Daniela Porro, e rientrano in un più ampio programma urbanistico che interessa una superficie di circa quattro ettari. Avviati nell’estate del 2022, gli scavi sono tuttora in corso e stanno restituendo un contesto archeologico di eccezionale interesse, esteso per circa un ettaro, che documenta una frequentazione dell’area lunga oltre sette secoli. La direzione scientifica delle ricerche è affidata a Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma. I dati finora emersi delineano una sequenza di occupazione che va dal V-IV secolo avanti Cristo fino al I secolo dopo Cristo, con tracce di una presenza più sporadica anche tra il II e il III secolo dopo Cristo. Al centro del contesto individuato si sviluppa un lungo asse viario di epoca antica, che attraversava l’area in un territorio caratterizzato dal passaggio di un corso d’acqua, confluito nel vicino fiume Aniene. Una volta completate le operazioni di scavo, è previsto l’avvio di uno studio finalizzato alla definizione di un piano di valorizzazione dell’area, con l’obiettivo di restituire alla città un nuovo tassello della sua storia più antica. “È proprio in contesti come questo”, spiega Daniela Porro, Soprintendente Speciale di Roma. “apparentemente distanti dai luoghi più noti della metropoli antica, che emergono elementi capaci di arricchire il racconto della Roma archeologica come città diffusa e che hanno contribuito in modo determinante al suo sviluppo. Le periferie moderne si rivelano così depositarie di memorie profonde, ancora tutte da esplorare. Inoltre, questi ritrovamenti confermano l’importanza dell’archeologia preventiva come strumento indispensabile perché lo sviluppo urbano sia associato alla tutela e si accompagni a una maggiore conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio”. “Le tombe individuate costituiscono un’importante testimonianza dell’occupazione di questa parte di suburbio da parte di un facoltoso gruppo familiare, mentre le due vasche monumentali aprono scenari di ricerca stimolanti”, afferma Fabrizio Santi. “Potrebbe trattarsi di strutture connesse ad attività rituali o, meno probabilmente, produttive oppure legate alla raccolta delle acque: uno studio scientifico approfondito permetterà di contestualizzare questi ritrovamenti e comprenderne il ruolo all’interno del paesaggio antico, per restituire alla collettività il significato autentico di queste testimonianze del passato”. Strada. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Strada. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Sacello Le scoperte La strada rappresenta uno degli elementi strutturanti del sito. L’asse viario si articola in due tratti distinti: uno più prossimo all’attuale via di Pietralata, realizzato in terra battuta, e un altro in direzione di via Feronia, scavato direttamente nel banco di tufo. Sebbene la percorrenza dell’area dovesse essere già più antica, le prime evidenze di una regolarizzazione dell’asse stradale, orientato da nord-ovest a sud-est, risalgono all’età medio-repubblicana, intorno al III secolo avanti Cristo. In questa fase venne costruito un imponente muro di contenimento in blocchi di tufo, successivamente sostituito, nel secolo seguente, da una struttura in opera incerta. Nel I secolo dopo Cristo la strada era ancora in uso e fu oggetto di ulteriori interventi. Venne dotata di un nuovo battuto e delimitata da murature in opera reticolata, segno di una sistemazione più monumentale del percorso. La porzione di tracciato in prossimità di via Feronia mostra un periodo di utilizzo compreso tra il III secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo e conserva, nella sua fase più antica, evidenti solchi carrai incisi nella tagliata di tufo. A partire dal II-III secolo dopo Cristo, alcune sepolture modeste a fossa, disposte lungo l’asse stradale, sembrano documentare il progressivo abbandono della strada e la trasformazione del suo ruolo all’interno del paesaggio. Dalla strada si accedeva a un piccolo edificio di culto, un sacello a pianta quadrangolare, di dimensioni contenute ma di grande interesse simbolico e archeologico. La struttura misura circa 4,5 per 5,5 metri ed è costruita con murature in opera incerta di tufo, con tracce di intonaco ancora visibili sulle pareti interne. Al centro dell’ambiente, in asse con l’ingresso, è stata rinvenuta una base quadrata in tufo intonacato di bianco, interpretabile come un altare o parte di esso. Sulla parete di fondo, sempre al centro, un avancorpo in muratura doveva fungere da base per una statua di culto. Lo scavo ha messo in luce un dato particolarmente significativo: il sacello fu realizzato al di sopra di un deposito votivo ormai dismesso. All’interno di questo deposito sono stati rinvenuti numerosi ex voto, tra cui teste, piedi, statuine femminili e due bovini in terracotta. Si tratta di materiali che indirizzano l’interpretazione del luogo verso un culto legato a Ercole, divinità ampiamente venerata lungo la vicina via Tiburtina, da Roma fino a Tibur, dove erano presenti diversi templi a lui dedicati. Alcune monete in bronzo rinvenute nel contesto consentono di datare la costruzione del sacello tra la fine del III e il II secolo avanti Cristo, collocandolo pienamente nell’età repubblicana. Stipe votiva rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Ex voti rinvenuti nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di bue rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Stipe votiva rinvenuta nel sacello. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di Ercole. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Statuetta di Ercole. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Sul pendio tufaceo che degrada da via di Pietralata è stato individuato anche un complesso funerario di notevole importanza. Due corridoi distinti e paralleli, i cosiddetti dromoi, conducono a due tombe a camera databili tra il IV e l’inizio del III secolo avanti Cristo. La prima, indicata come Tomba A, presenta un ingresso monumentale alla camera interna scavata nella roccia. Il portale, realizzato in pietra con stipiti e architrave, era chiuso internamente da una grande lastra monolitica. All’interno della sepoltura sono stati rinvenuti un grande sarcofago e tre urne, tutti in peperino. Il corredo comprende due vasi integri, una coppa a vernice nera, una brocchetta in ceramica depurata, uno specchio e una coppetta, anch’essa a vernice nera. La Tomba B, probabilmente realizzata in un momento leggermente successivo ma sempre in età repubblicana, nel III secolo avanti Cristo, era chiusa da grandi blocchi di tufo. La camera presenta sui lati delle banchine destinate alla deposizione dei defunti. Tra i resti umani è stato individuato uno scheletro maschile adulto, del quale è stato finora recuperato soltanto parte del cranio. Su questo elemento è stato riconosciuto il segno di una trapanazione chirurgica, una testimonianza di grande interesse per la storia della medicina antica. Le due tombe facevano parte di un unico complesso funerario che doveva presentare una facciata monumentale in blocchi di tufo, oggi in gran parte scomparsa. Alcuni elementi risultano infatti asportati e reimpiegati già in età romana. La monumentalità dell’insieme suggerisce l’appartenenza a una gens facoltosa e influente, attiva in questo settore del territorio. Tomba di età repubblicana. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba di età repubblicana. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, urna. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, specchio. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba A, vasi. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba B. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tomba B. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Tra le strutture più imponenti emerse dallo scavo spicca la cosiddetta vasca est. Si tratta di una struttura monumentale di circa 28 metri di lunghezza per 10 di larghezza, con una profondità di 2,10 metri. La vasca fu realizzata nel II secolo avanti Cristo, come indicano le tecniche murarie in opera incerta. A partire dal I secolo dopo Cristo la struttura sembra perdere progressivamente la sua funzione, entrando in una fase di abbandono che culmina con la chiusura definitiva alla fine del II secolo dopo Cristo. Le murature in opera cementizia erano originariamente rivestite da un compatto intonaco bianco, oggi quasi del tutto distaccato, del quale rimangono solo alcune tracce. L’intera vasca era coronata da una cornice in grandi blocchi di tufo. Al centro dei due lati lunghi sono presenti nicchie con volta a botte, mentre su uno dei lati corti è stato individuato un dolio inglobato nella gettata di cementizio. Sull’altro lato corto si conserva una piccola rampa rivestita in blocchi di tufo lavorati, che tuttavia non raggiunge il fondo della vasca. Al di là della presenza dell’acqua e dei sistemi di raccolta, la funzione della struttura resta incerta. I materiali rinvenuti, tra cui terrecotte architettoniche e frammenti ceramici con graffiti, fanno ipotizzare un possibile utilizzo cultuale, anche se non si può escludere un impiego legato ad attività produttive. La vasca era alimentata da un sistema di canalette che convogliavano l’acqua sia dal corso d’acqua naturale sia dal pendio ancora visibile a lato di via di Pietralata. Una seconda vasca monumentale, definita vasca sud, è stata individuata poco distante. Questa struttura è scavata nel banco tufaceo e misura circa 21 per 9,2 metri, raggiungendo una profondità di circa 4 metri. Le pareti dell’invaso sono rivestite da murature in blocchetti squadrati disposti in modo irregolare, databili al II secolo avanti Cristo. Un secolo più tardi furono aggiunti ulteriori setti murari in opera reticolata e in opera quadrata di tufo, che delimitano la sommità della vasca. L’accesso avveniva attraverso una rampa in grandi basoli di tufo, poggiata direttamente sul terreno, seguita da una seconda rampa più stretta, realizzata in cementizio e pavimentata con lastre rettangolari, che consentiva di raggiungere il fondo. Anche per la vasca sud la funzione non è ancora chiaramente definita, soprattutto perché non sono stati finora individuati canali di adduzione o di deflusso delle acque. Tuttavia, la struttura presenta alcune analogie significative con la vasca scoperta recentemente a Gabii dall’Università del Missouri in collaborazione con i Musei e Parchi Archeologici di Praeneste e Gabii. In particolare, il tipo di pavimentazione basolata della rampa di accesso richiama il confronto con il contesto gabino, datato al III secolo avanti Cristo, per il quale è stata avanzata un’ipotesi di funzione sacra. Il materiale ceramico rinvenuto negli strati di riempimento della vasca di Pietralata suggerisce un abbandono nel corso del II secolo dopo Cristo. Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca est. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma Vasca sud. Foto: Soprintendenza Speciale di Roma https://www.finestresullarte.info/archeologia/importanti-scoperte-archeologiche-roma-sacello-tombe-repubblicane-vasche-monumentali
    2 punti
  5. Io ti consiglierei di rileggere quanto ho scritto sopra. Son monete comuni e dal costo contenuto. perchè prendere un'intera serie a un prezzo così importante? Per iniziare prendine UNA ma veramente bella, con una gradevole patina. Purtroppo, per capire sia "il bello" che l'appeal della patina serve tempo e impegno. Domanda: ti va di investire tempo e impegno per imparare? Se si, consiglio spassionato, lascia stare queste monete (già afflitte dal verde); metti un freno alla smania di acquistare serie complete (sopra facevo l'esempio della frutta al mercato: vedo che siamo sempre punto e accapo), e leggi molto, anche passate discussioni sul Forum. No: direi che allora i miei post sono quelli più inadatti per te
    2 punti
  6. Parliamo di numismatica, quindi anche di storia, non e’ cronaca, il valore e l’importanza degli scritti rimane e rimarrà, anzi non essendo digitalizzate, possono avere sempre interesse. In effetti poi in tanti abbiamo scritto nei tempi e quindi preserviamo anche lo studio e la passione di molti, poi se li comprerai leggerai anche gli editoriali e vedrai che saranno più attuali di quanto uno può pensare.
    2 punti
  7. Ne hai postati parecchi non comuni.. bella collezione.
    1 punto
  8. Perché emesse da uno stato che non c'è o non riconosciuto.
    1 punto
  9. Qualcuno saprebbe dirmi qualcosa sulla medaglia: Lanus 20/4/1980 Templo Parroquial San Jorge recuerdo de su consagracion Quanto costa, quante stampe son state fatte..
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  10. Hai assolutamente ragione. Nel nostro Paese molti la pensano come te: la cultura non dà da mangiare quindi non si investe su si essa e la si marginalizza. Questo lo fa la maggior parte della società, politica compresa.
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  11. Il Western Sahara, (valuta pesetas come i francobolli) ha prodotto anche delle monete non utilizzabili per la circolazione, ne posseggo un paio che conservo come curiosità e non come delle vere e proprie monete, una di queste:
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  12. A prescindere dal decreto che in questi biglietti si ripete in vari contingenti di stampa, in un catalogo oltre le firme dovresti controllare anche il numero di serie, la tua è una Giu.Dell'Ara Righetti / serie 1855, la colloca la tre più comuni (emissione 10 4 1915 - cento milioni di pezzi stampati), considera in queste condizioni una quindicina di euro. un refuso 1888
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  13. Ciao, purtroppo il timbro la deturpa e pure parecchio, il suo valore di certo non si annulla ma sarà pesantemente ridotto.
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  14. Scusate errore di battitura !!☹️ 25 mm. !! A me pare comunque un busto maschile
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  15. Un francobollo con annullo "CTO" (Cancel To Order) è un francobollo nuovo (non usato in posta) che viene apposto su un francobollo nuovo (con gomma integra) e timbrato a richiesta del collezionista, spesso per simulare un uso postale "regolare" ma in realtà creato per il mercato filatelico, senza aver viaggiato su una busta. Si definisce quindi come un francobollo "di favore", che non ha valore di storia postale ma può essere collezionato come esemplare usato, con il vantaggio di avere un annullo nitido e leggibile, senza deturpazioni da busta viaggiata, ma che non certifica un effettivo servizio postale. E' una storia complicata. Il Sahara Occidentale non è universalmente riconosciuto come uno stato sovrano indipendente, ma è un territorio conteso, ex colonia spagnola, rivendicato dal Marocco (che lo controlla in gran parte, chiamandolo "Sahara marocchino") e dal Fronte Polisario, che ha proclamato la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (RASD), riconosciuta da circa 80 paesi dell'ONU e membro dell'Unione Africana, anche se alcuni paesi hanno revocato il riconoscimento. Le Nazioni Unite lo considerano un "territorio non autonomo in attesa di decolonizzazione", con la Spagna ritenuta potenza amministratrice, e la risoluzione della disputa è bloccata, con la richiesta di un referendum di autodeterminazione mai realizzato. Generalmente emissioni illegali sono sempre commissionate da chi rivendica un territorio, .. questo dovrebbe spiegare.
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  16. Saluti caro amico. Hai notato. Non ci viene mostrata un'altra serie della commedia Dell'arte. Dove sono finiti tutti Perdolino-Piero? Perché non piangono per la libertà del Venezuela e della Groenlandia)).
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  17. Aggiungo una coppia di francobolli, sempre emissione congiunta, nuova, commemorativa dei 30 anni della compagnia aerea dell'Africa orientale.
    1 punto
  18. Ricordo anche: Passera L., Bollettino di Numismatica, Materiali n. 17, La collezione di Vittorio emanuele III, Monetazione medievale e moderna di Gorizia, Roma 2014 Liberamente scaricabile dal Portale Numismatico dello Stato. Arka # slow numismatics
    1 punto
  19. I cataloghi online non sono mai completi e a volte non sono corretti, le uniche opere complete sono i cataloghi cartacei mondiali. I libri in questo hobby come in numismatica sono essenziali.. Appena rientro ti darò i dettagli dei francobolli in foto.
    1 punto
  20. Medaglia dedicata alla Madonna della Consolazione e a San Michele Arcangelo, XVII secolo, bronzo. Non è dato sapere chi siano i due Santi di cui uno Vescovo (ho fatto diverse ricerche, senza esito).
    1 punto
  21. Oggettivamente Carlo II è un'eccezione per il viceregno
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  22. Bei pezzi, complimenti,per curiosità ma sei appassionato di Carlo II?...
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  23. Cosa vuole sapere ? Magari un saluto e un grazie non farebbero male...
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  24. Buongiorno, condivido il mio più recente acquisto per chi come me ha un debole per il bronzo 😅 Oncia serie Apollo/Apollo Cr. 18/6 BB gr.20.5 Ø 26mm Moneta a mio parere assai vissuta ma molto gradevole allo sguardo; per 170 euro posso ritenermi soddisfatto. Un saluto a tutti gli appassionati Lorenzo
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  25. Buona,complimenti,ti piaciono i fusi?piuttosto eri alla ricerca di un sestante se non ricordo male,e ad un prezzo ragionevole,se ti accontenti ti segnalo questo. https://www.deamoneta.com/auctions/view/1110/42
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  26. i cataloghi hanno prezzi folli poi una moneta pulita così fdc?!? imparate a collezionare prima e a dare consigli sensati altrimenti fate come me e state zitti!!! mi trovo d'accordo col ilnumismatico che seguo e ammiro per molti pezzi della sua vecchia collezione
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  27. No guarda, ti assicuro che nessuno regala nulla, né monete, né altro! Ripeto: queste son monete comuni dal costo contenuto. Le trovi belline anche nelle aste, ma se vuoi imparare devi importi di capire cosa a te piace senza invece fartelo dire da altri.
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  28. @Ilnumisma insomma hai una cifra da spendere in monete e devi farlo immediatamente. Perfetto, ci siamo passati tutti. È la smania dell'acquisto dovuta all'entusiasmo del neofita. Ti avranno già suggerito di essere paziente ed è vero, ma capisco la tua fregola. A questo punto va bene tutto, compra qualsiasi cosa. Spendi i tuoi soldi e fai la tua esperienza passando attraverso qualche delusione. Ti servirà in futuro. Se vuoi altrimenti risparmiare qualche soldo e vuoi un consiglio devi per forza farci capire quale sia la tua motivazione all'acquisto, e quali siano i tuoi obiettivi. Io fatico a comprendere ad esempio perché cerchi una "serie" e non una moneta specifica. Se hai voglia rispondi (e risponditi) a queste domande, altrimenti ti ripeto: acquista ciò che vuoi, va bene tutto. Buon weekend
    1 punto
  29. Questa pubblica di Filippo IV, ha fatto fino in fondo il suo dovere. Peccato non si leggono bene le sigle dietro il busto. Per completezza aggiungo le misure: 31mm di diametro per un peso di 11.30 grammi. Buona serata a tutti.
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  30. Buongiorno, di recente ho acquistato questo sesino per Piacenza, attribuito nella vendita ad Antonio Farnese, da 17 mm per 0,94 grammi. il sesino presenta al dritto un eccesso di metallo centrale, che, fondendosi nello stemma, genera una simpatica forma che a me ricorda un draghetto, motivo per cui mi è piaciuto, seppur in bassa conservazione. la legenda al dritto è solo parzialmente leggibile, tuttavia lo stemma a me parrebbe quello di Filippo I di Borbone e mi pare di intuire un PHI nella legenda tra ore 1 e ore 2. mi farebbe piacere se qualcuno potesse confermare o smentire l'attribuzione. grazie Carlo
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  31. Buona sera a tutti! Cerchiamo di riprendere questa conversazione... inizio con un bel 4 tari di Filippo II del 1559.
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  32. Ha ringraziato comunque, direi che non è il caso di insistere, lasciando semmai allo staff decidere se e come intervenire. Grazie.
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  33. Altro esemplare di questo raro Giulio, che possiedo da anni , ma non ho mai valorizzato a causa, forse, della sua modesta conservazione. Non ricordo nemmeno dove me lo sono procurato
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  34. Buonasera a Tutti, la moneta è una di quelle note come serie non ufficiale a nome di Valentiniano III e Cfr. RIC X, 2155-2156 ma al R/ davanti alla Vittoria dovrebbe starci una croce mentre qui vedo un puntale di lancia o si tratta di una croce mal eseguita. Marcus Didius
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  35. Ciao @LightHere71 questa a me sembra un AE4 della serie VICTORIA AVGVSTA credo di Valentiniano III o imitazione vandala. Qui ci vuole un esperto @Poemenius. Metto un link del Ric come riferimento ma non so se giusto. https://numismatics.org/ocre/id/ric.10.valt_iii_w.2142
    1 punto
  36. Mi sembrava giusto metterla vicino alla 40 lire del marito
    1 punto
  37. Salve sono nuovo del forum e del campo delle monete. Ho trovato un cofanetto di mia nonna pieno di monete italiane e non. Vorrei sapere da voi esperti se mi conviene fondere tutto e fare un bel fermacarte oppure se hanno un valore da poter ricavarci qualcosa. Ne ho tante e provo a postarle divise in gruppi, probabilmente non c'è ne una cronologia e ne una logica, per questo mi scuso e vi ringrazio. Faccio foto di gruppo per poi magari approfondire se esce qualcosa di buono. Altrimenti se posto fronte retro di ogni moneta tra dieci anni sono ancora qua a fare foto. Chiedo scusa e ringrazio anticipatamente.
    1 punto
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