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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/30/25 in tutte le aree
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Scusami se mi permetto, da completo ignorante di questa tipologia, ma te lo hanno scritto in tutte le salse e vedo che non hai capito il messaggio. La Numismatica non è un “rischio”, ma al contrario è STUDIO! Non è “acquistare a poco” ma acquistare CONSAPEVOLMENTE previo, appunto, lo studio di cui sopra. Nella mia ignoranza, tra tutte quelle che hai postato, quelle “buone” si conteranno sulle dita di una mano; ha ancora senso quindi, scrivere ancora “… per poi avere pezzi così nella collezione pagati meno di £20”? Questo denario, per me (nella mia ignoranza, risottolineo!) mi piace, ma mi domando, possibile che dopo due anni che segui queste tipologie, ancora non percepisci la differenza tra un denario come questo, e quest’altro di Caracalla giovanile? queste monete ora le hai comprate… e vabbè! Perchè invece di parlare di prezzi di monete (che in questo caso sarebbero anche da ritoccare verso l’alto visti tutti i falsi presenti, ma vabbè, questo poco importa), non ti compri dei bei libri e un bel microscopio? Potresti scaricarti tutto il RIC, imparare a consultarlo e provare a catalogare queste monete… Sarebbe un’opportunità costruttiva per trasformare questo acquisto azzardato fatto allo sbaraglio in un’opportunità per imparare CONSAPEVOLMENTE da un errore che non si dovrebbe mai fare, specie con monete antiche che non si conoscono. Sempre con stima e rispetto, Fabrizio5 punti
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Allora, prima di tutto, dal momento che mi sono espresso in maniera garbata e chiara, ti prego di evitare simili vocaboli con me. Secondo, vedo che continui a non capire, infatti ancora insisti sul tema del lucro: Se vuoi un ritorno monetario, opera nel mercato finanziario, ma non nella numismatica (che non conosci, dove serve studio, esperienza e tutto il resto che ti hanno già scritto infinite volte) Direi che c'è qualcosa di molto più palese delle varianti e dello stile del conio, e se non lo vedi, dopo due anni... Certo che te lo concedo. Ma di studio io ne vedo poco... già solo per il fatto che ancora vedo latitare le catalogazioni col RIC (per dirne una eh...) Io non ho scritto questo. E' chiaro che tu sia molto prevenuto per il modo in cui sei stato trattato, e posso capirlo, ma stai ampiamente fraintendendo il mio messaggio. Ecco, se dopo due anni ancora non hai capito l'importanza di questo ausilio, direi che hai chiari problemi di approccio alla Numismatica classica. E bada bene, non ti sto dando ma perchè, dopo due anni, praticamente hai imparato molto poco e dal tuo atteggiamento dimostri di non voler imparare dato che non accetti consigli di utenti molto più preparati di te. Hai comprato il libro di Fabrega che ti era stato consigliato? Con questo, concludo ogni mio intervento nei tuoi topic.4 punti
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Per renderla davvero interessante a mio avviso dovrebbero abbassare l’aliquota ulteriormente al 6% anziché al 12,5%.3 punti
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Scherzi, vero?! Di buono c'è che hai un discreto database di quasi tutti gli errori di fusione -e loro camuffamento- possibili, da farci un manuale.3 punti
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Ecco le mie prime monete da 1 lira, Le quadriglie di Calandra sono per me tra le più belle monete coniate.2 punti
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Cassettiere per la conservazione visibile dei reperti di piccole dimensioni nella sala «biblioteca di oggetti». Nella foto, i bronzetti preromani dalle collezioni storiche Man Marche Foto: Ministero della Cultura Ad Ancona il Museo Archeologico Nazionale apre i depositi: contiene oltre 180mila reperti Le «riserve» rappresentano circa il 90% delle collezioni del museo. Saranno anche visibili numerosi mosaici e una selezione del ricco lapidario epigrafico «Il patrimonio invisibile-Depositi Aperti» è il titolo dell’iniziativa della Direzione regionale Musei nazionali Marche presa per rendere accessibili al pubblico i «magazzini» del Museo Archeologico Nazionale (Man) delle Marche ad Ancona, ovvero gli spazi dove è conservata la parte musealizzata, ma non esposta, del patrimonio archeologico proveniente dal territorio marchigiano. Con uno stanziamento di 800mila euro nell’ambito del Pnrr, quello del Man Marche sarà il primo deposito museale delle Marche che aprirà ai visitatori. Appuntamento per l’inaugurazione: il 16 dicembre alle ore 12. Con più di 180mila reperti raccolti in oltre 160 anni di storia museale, i depositi rappresentano circa il 90% delle collezioni del museo. Saranno anche visibili numerosi mosaici e una selezione del ricco lapidario epigrafico, oltre a una quantità di anfore, testimoni delle rotte commerciali antiche. «Quando nel 2020 ebbi l’opportunità di entrare per la prima volta nei depositi archeologici del Man Marche, dice Luigi Gallo, direttore dei Musei Nazionali delle Marche, i più importanti di tutta la regione, pensai subito che quei luoghi dovevano diventare spazi vitali, accessibili e accoglienti, per restituire al pubblico il ricchissimo patrimonio invisibile che contengono. Ora, grazie agli importanti interventi realizzati con il Pnrr coordinato dalla Direzione Regionale Musei, abbiamo il primo deposito archeologico delle Marche accessibile da parte del pubblico, attrezzato anche per accogliere studiosi e ricercatori, perché la conoscenza sempre più ampia e approfondita del patrimonio è il cardine sul quale costruiamo quotidianamente la concreta valorizzazione di ciò che abbiamo l’onore e l’onere di custodire e di trasmettere alle future generazioni». Diego Voltolini, il direttore del Man Marche, aggiunge: «I depositi sono il “dietro le quinte” della vita di un museo, sono il luogo in cui archeologi, restauratori, ricercatori lavorano per far sì che il patrimonio archeologico, pubblico, sia una vera risorsa. Com’è noto il percorso espositivo stabile di un museo rappresenta, solitamente, solo una piccola percentuale del patrimonio che custodisce: grazie al progetto Pnrr il Man Marche ora offre un’esperienza nuova ai visitatori, che potranno scoprire ciò che di solito non si vede, con la visita di un vero deposito museale, con le nostre ricchissime collezioni archeologiche». La nuova area visitabile si colloca al di sotto della terrazza vanvitelliana, in spazi mai visti fino a oggi dal pubblico. Si è anche allestito, oltre a una sala studio, un nuovo laboratorio di restauro. Nella sua lunga storia, il Man visse anche una distruzione, nella sua sede presso l’ex convento di San Francesco alle Scale, a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Oggi, nella sala dedicata al deposito macerie, si conservano alcune delle teche originali di allora. Operazioni di restauro vengono realizzate anche nell’ex via dell'Arsenale. È una parte superstite del tessuto urbano dell'Ancona prebellica, una delle stradine che collegavano il colle Guasco al porto antico attraversando la proprietà dei conti Ferretti, che è stato anche un set per il film «Ossessione», che Luchino Visconti girò ad Ancona nel 1943. Oggi questo vicolo, che è compreso nella struttura del Man Marche, torna a essere visitabile. Galleria dei mosaici, rastrelliere per la sistemazione visibile delle lastre di mosaico. Foto: Ministero della Cultura https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Ad-Ancona-il-Museo-Archeologico-Nazionale-apre-i-depositi-contiene-oltre-mila-reperti @petronius arbitere Se hai la possibilità di andarci, ci faresti qualche foto ? Te ne saremmo tutti grati.2 punti
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Ciao @Atexano è la prima volta che lo faccio e credo sarà anche l' ultima. Lo faccio perché ho capito che oltre alle tue tante lacune, hai anche una visione distorta sui prezzi. Il denario che posto fa parte della mia collezione acquistato con regolare fattura a 190 euro così magari cominci a farti un idea sui prezzi. Non mi esprimo sull' autenticità del tuo denario che per te ne vale 500 perché desidero restare fuori da polemiche visto che, già sulla discussione del quadrante sta già montando e visto che il quadrante, aspetto non da poco, va valutato nel suo insieme e che oltre i bordi lavorati,lisciati e carteggiati, vengono trascurati particolari importanti che riguardano il perlinato insicuro ed a zig zag, le incisioni ridicole del modellato le lettere, le zampe della lupa ecc.ecc.. e che gridano alla falsità si continua a sostenere la tesi della fusione dell' epoca. Buona serata a tutti!!!2 punti
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Osservare una moneta al microscopio significa entrare in un mondo e una dimensione nuova e affascinante, ti consente di vedere quasi un paesaggio lunare...potresti capire molte cose su come viene realizzata una moneta, vedere all'interno di crepe ed osservare concrezioni di malchite che sembrano foreste...2 punti
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Affascinante documento, "carta bollata" del Regno delle Due Sicilie, l' unione dei due regni avvenuta formalmente proprio nel 1816 data del nostro documento. Questo il timbro a tampone che dava il valore, che ovviamente potevano essere diversi..dipendeva cosa bollavano.. ..e questo il timbro a secco che validava la carta.. Controllalo mi sembra che sia questo. Con un immagine scannerizzata o foto migliore si riuscirebbe anche a leggere il testo. Per gli altri timbri........ SEGUE.......2 punti
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Sono d'accordo. Nel trasferire da un calco di un denario autentico ad una copia, quel salto di conio al dritto con relative linee di flusso è venuto bene e penso che avrebbe superato la soglia di attenzione a molti...2 punti
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Ciao @mazzarello silvio Mi permetto di non essere d' accordo sulla somiglianza dei bordi tra la moneta in discussione e quella da te postata. I bordi sono palesemente diversi cosa che anche un neofita può benissimo notare. Sulla moneta da te postata, chiaramente fusa,non voglio entrare nel merito dell' autenticità o meno perché sarebbe un discorso di lungo approfondimento ma, mi sento di dirti che la patina della tua moneta è facilmente replicabile con vecchie tecniche ormai obsolete ma che possono produrre effetti devastanti riuscendo a creare anche quel sottofondo color cuprite che si vede ad ore sei. Molti collezionisti con una buona conoscenza ed esperienza stanno quasi sempre alla larga da queste patine scure che sono molto insidiose. Mi scuso con @Atexano per aver parlato di screzi familiari ma, l' ho semplicemente fatto perché ne aveva parlato lui in un post. I miei interventi in questa discussione li ritengo conclusi. Buona domenica a tutti!2 punti
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Ciao Angelo, è una bella lettera scritta da un soldato di mare. Io credo allo scambio di lettere in due buste diverse e ti spiego perché. Sulla lettera datata 2 luglio 1939, il mittente scrive da Benina in Cirenaica (Libia) dicendo che la stessa mattina aveva ricevuto una lettera della destinataria. Quindi questa missiva non poteva essere stata scritta e spedita da Rodi più di un anno dopo. Una volta, soprattutto nel periodo bellico, tutte le lettere spedite dai militari alle famiglie o fidanzate, venivano conservate con cura tutte insieme, ed è molto probabile che qualcuna sia stata scambiata in una busta diversa durante la lettura delle stesse dai parenti di allora o anche in tempi vicini. Comunque aspettiamo altri pareri.2 punti
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Qui ormai facciamo concorrenza al Dr. Ilya Prokopov's Fake Ancient Coin Reports !2 punti
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ho fatto un espositore che va sul monetiere deve essere solo lucidato2 punti
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Nel 40 a.C. i Parti, approfittando della debolezza di Roma, dissanguata dalle guerre civili e lacerata dalle divisioni conseguenti alla morte di Cesare, invasero le province orientali e dilagarono attraverso la penisola anatolica sino al mare Egeo. Li guidava un traditore, Quinto Labieno, figlio di quel Tito Labieno che, sebbene descritto da Plutarco come “amico tra i più intimi e luogotenente di Cesare, che aveva lottato al suo fianco con grande coraggio durante tutte le guerre in Gallia”, aveva abbandonato il suo comandante per schierarsi prima con Pompeo Magno, poi coi suoi figli. Quinto Labieno aveva peraltro guadagnato alla causa partica le truppe lasciate a presidio della Siria, consentendo così anche l’occupazione di quella provincia. I Parti gli avevano affidato il comando del proprio esercito, ossia quella stessa cavalleria che solo tre anni prima aveva annientato le legioni di Crasso nella devastante battaglia di Carre; per questo, quando emise un proprio denario fece apporre al dritto il suo ritratto, al rovescio un cavallo partico con arco e faretra appesi alla sella. Ciò che colpisce di questa moneta è la legenda, ove egli si definiva PARTHICVS: questi cognomina infatti venivano assegnati a chi debellava un nemico (come nei casi di “Africano”, “Emiliano”, “Asiageno”, “Turino”), non certo a chi si vendeva a lui. Non solo Labieno era un traditore, non solo si vantava di essere un traditore, ma derideva la tradizione guerriera dell’Urbe. Nel 39 a.C. sbarcò nella provincia d’Asia Publio Ventidio Basso, generale incaricato da Marco Antonio di ricacciare i Parti fuori dai confini dei territori romani, con 11 legioni di veterani. Per finanziare la sua campagna militare egli emise allora l’altro dei denari illustrati, che reca al dritto il ritratto di Antonio stesso, al rovescio l’immagine di Giove stante con lo scettro in mano e la propria firma, P.VENTIDI PONT.IMP. Ventidio venne a contato con l’esercito nemico in Cilicia, presso il Monte Tauro (una delle cime della catena che porta lo stesso nome), e lo sconfisse duramente, uccidendo il traditore Quinto Labieno. La sua cavalleria, mandata poi in avanscoperta, si imbatté in un altro contingente partico ai confini della Siria, presso il Monte Amano (attuali Monti Nur, ai confini tra Turchia e Siria); stava per essere sopraffatta, quando sopraggiunse Ventidio stesso con le legioni infliggendo ai Parti una nuova, cocente sconfitta. I Parti si ritirarono allora dalla Siria, ove Ventidio fece acquartierare le sue truppe per trascorrere l’ormai incipiente inverno. Nella primavera del 38 a.C. Pacoro, re dei Parti, decise di reagire duramente contro Ventidio. Predispose un contingente molto numeroso dei temutissimi arcieri a cavallo, gli stessi che nel 53 a.C. avevano fatto strage delle legioni di Crasso, e degli altrettanto feroci catafratti, reparti di cavalleria corazzata capaci di travolgere e scompaginare le fila della fanteria, e ne assunse personalmente il comando. Partì dal suo regno in primavera; Ventidio, informato dalle sue spie degli spostamenti di truppe nemiche e necessitato a riunire le sue legioni (sparse nei diversi accampamenti invernali) prima di poterle affrontare, riuscì, con un’efficace attività di controinformazione, a far pervenire a Pacoro false indicazioni di un’incipiente imboscata romana, convincendolo a intraprendere un percorso più lungo del necessario. I Parti raggiunsero così i Romani solo il 9 giugno, anniversario della battaglia di Carre, e li trovarono trincerati dietro le proprie fortificazioni sulle pendici del Monte Gindaro (nell’attuale Siria settentrionale), paralizzati dalla paura. Decisero quindi di attaccarli e gli arcieri a cavallo si gettarono contro di loro, seppure in salita; avrebbero rinovellato le epiche gesta compiute 15 anni prima. Era una trappola. Al momento opportuno le porte degli accampamenti romani si aprirono e i legionari eruppero correndo - in discesa - contro la cavalleria nemica, armi in pugno. La manovra riuscì alla perfezione; presi alla sprovvista, i cavalieri non ebbero il tempo di colpirli, né di manovrare in ritirata; presi da panico si sbandarono, ostacolandosi a vicenda, galoppando gli uni contro gli altri. Molti non sopravvissero ai gladi dei Romani e agli zoccoli dei commilitoni, gli altri tornarono verso la posizione del loro re. Nella loro travolgente marcia, le legioni raggiunsero così il nerbo dell’esercito partico dove i catafratti, che erano rimasti in attesa alla base del pendio (non potevano caricare in salita, con il peso delle loro corazze), si strinsero in una formidabile formazione difensiva con al centro il re e la guardia reale: un muro di metallo, contro cui i legionari si sarebbero sicuramente schiantati. Ma i legionari non li raggiunsero. Si fermarono e li circondarono, fuori dalla portata degli archi dei pochi arcieri rimasti, A questo punto, dagli accampamenti romani sovrastanti cominciarono a volare le pietre e le glandae plumbae (“ghiande di piombo”) scagliate dai frombolieri greci e cretesi che Ventidio aveva arruolato e portato seco proprio attendendo quell’occasione. Velocissimi, i proiettili cominciarono a tempestare cavalli e cavalieri, ancor più efficaci in quanto arrivavano da postazioni sopraelevate, ferendo gli animali e disarcionando gli uomini; circondati dalle legioni, i Parti non sapevano come reagire. Quando fu il momento, la pioggia di pietra e metallo si interruppe all’improvviso e le legioni, levato un alto grido, si gettarono da tutti i lati contro le fila dei Parti, ormai miseramente scompaginate e composte per lo più da cavalieri appiedati, impacciati nei movimenti. L’attacco romano mirò direttamente contro la guardia reale; malgrado la sua accanita resistenza alla fine essa dovette soccombere e, quando un centurione levò alta la testa del re morto, le poche sacche di resistenza partica si sbandarono definitivamente. Chi aveva ancora un cavallo fuggì nella direzione del ponte sull’Eufrate, deciso a tornare in patria; ma le soprese di Ventidio non erano ancora finite: la cavalleria romana era stata tenuta in attesa proprio in previsione di una fuga in quella direzione e sbarrò la strada ai Parti, impedendo loro di guadagnare la salvezza. Nello stesso giorno in cui i Parti avevano sconfitto le legioni di Crasso uccidendo il triumviro, i Romani avevano debellato i cavalieri di Pacoro uccidendo il re. Ventidio, tornato a Roma, il 27 novembre del 38 a.C. celebrò il trionfo. Come disse Plutarco, “Ventidio è l'unico generale romano che ad oggi abbia celebrato un trionfo sui Parti”. Lui, se lo avesse voluto, avrebbe potuto fregiarsi del cognomen Parthicus, che Labieno aveva infangato.2 punti
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Grazie, sin dal 2002 ad ora, non collezionando monete in euro, tutti gli errori genuini che ho avuto in resto li ho sempre regalati (colleziono solo gli errori delle monete in lire), prima però le scannerizzo e conservo le immagini in una cartella del pc, giusto per parlarne nel forum quando capita.1 punto
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Buonasera a tutti voi , ho trovato questo documento in casa di un mio parente, qualcuno mi sa dire di cosa si tratta ? Grazie buona serata1 punto
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Ciao a tutti, vedo che il documento presentato è datato 8 luglio 1816, ma è nel dicembre del 1816 che il Regno di Napoli ed il Regno di Sicilia vennero uniti in un’unica entità, quindi è giusto che i bolli recitano ancora 'Napoli e Sicilia'. Questi sono i timbri del 'Regno delle due Sicilie', ad inchiostro ed a secco. Sono su di un mio foglio di carta bollata non usato da 6 grana del Regno delle due Sicilie, ma sono apposti dei timbri di annullo sia sul timbro a secco sia sul timbro ad inchiostro, e la presenza del timbro rotondo con su scritto VIT.EM II.RE D'ITALIA - (G.6) ci dice che è chiaramente un foglio di carta bollata che poteva essere utilizzato nel neonato Regno d'Italia. Ma c'è un'altra particolarità, anche il timbro VIT.EM II.RE D'ITALIA - (G.6) risulta annullato, praticamente il foglio di carta bollata non era più utilizzabile in nessun modo perchè il valore era ancora espresso in grana, siamo giusto in quel piccolo lasso di tempo che si poteva utilizzare ancora l'ex valuta del Regno delle due Sicilie, in buona sostanza questi fogli di carta bollata ebbero una vita brevissima. L'operazione di annullo di quest'ultimo timbro fu effettuato successivamente il decreto Dittatoriale del 24 settembre 1860, allorquando fu imposta nelle provincie del caduto Regno delle Due Sicilie il corso legale della lira italiana.1 punto
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Temo non nel breve (quest'anno), ma l'occasione ci sarà senz'altro. Ciao1 punto
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Buonasera @AngeloCF complimenti, sono molto belle Tutte e tre non comuni anzi, da catalogo la lira del 1916 è considerata Rara. Anche lo stato di conservazione è piacevole. Ottimo Saluti miza1 punto
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Non è una variante (ovvero una voluta variazione di qualche caratteristica della moneta) ma un errore, come già detto piuttosto comune nei 10 cent italiani e tedeschi del 2002 ma comunque una bella curiosità da avere. Se t'interessa capire bene come avvengono gli errori e quanti ce ne sono eccoti un sito interessante. Avrai da divertirti per un pezzo. https://www.erroridiconiazione.com/1 punto
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Ciao @Pino 66 AE3 Crispus Caesar ,zecca di Antiochia. RIC VII ANTIOCH 58, a me sembra buona. https://www.acsearch.info/search.html?term=Crispus+caesar+smantb&category=1-2&lot=&date_from=&date_to=&thesaurus=1&images=1&en=1&de=1&fr=1&it=1&es=1&ot=1¤cy=usd&order=01 punto
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Alcuni ripostigli vengono anche dall'Abruzzo, speriamo....1 punto
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Ciao, nonostante non seguo costantemente la monetazione di Murat (a parte il rame)ho trovato stimolante la tua richiesta, quindi mi sono dilettato a fare una veloce ricerca e di seguito pubblico i risultati che spero siano di aiuto alla tua di ricerca... Esemplare con legenda senza punteggiatura... Esemplare con punto dopo SICILIE... Esemplare con punto dopo NAPOLEONE e 1813... Esemplare con punto dopo 1813... Esemplare con punto dopo 1813 e SICILIE...1 punto
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Sinceramente mi sono arrivate troppe notifiche devo chiudere un istante che non sto più capendo dove rispondo. Ho altre monete dubbie da postare in futuro, per la gioia di qualcuno e la disperazione di altri. Grazie mille comunque per tutti gli interventi, come sempre. Credo di aver dato un po' di colore a questo forum ultimamente. Sicuramente in futuro ci riderò.1 punto
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Buongiorno, Per rimanere nel tema delle linee di espansione in un denario romano, a cui si accennava in un post precedente, pubblico questa moneta di Faustina, moglie di Antonino Pio, dove questo fenomeno è molto marcato. Da notare è il fatto che le suddette linee siano più evidenti al dritto che al rovescio, dove la consunzione ne ha lasciato traccia solo andando verso il bordo in quanto al centro ne rimane un segno quasi impercettibile. È un denario di consacrazione con al rovescio un pavone rivolto a sinistra, un simbolo che sembra essere molto caro agli Antonini e che verrà poi ripreso in epoca successiva da alcuni imperatori del terzo secolo. Anzi: cosa rappresenta il Pavone? La moneta è assolutamente autentica, non solo per via dei suddetti segni, ma soprattutto per il tipo di ossidazione verde, molto particolare, che è presente in alcune parti; una ossidazione che sembra essere polverosa in alcuni punti e più densa o compatta in altri (sotto la zampa sinistra, dove il colore è anche più intenso, divenendo verdone). Misure 2.56 g per 19,3 mm Grazie ancora Atexano1 punto
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Ciao @Atexano, moneta che da foto presenta molte criticità: eccessi di metallo (sopra la nuca, tra i capelli, sulla corona di alloro ecc. ecc.), metallo granuloso sui fondi e su parte delle figure, perlinatura evanescente al D e al R, legenda e figure evanescenti al D, mi fanno propendere per una moneta fusa e non autentica. Quelle macchie che dovrebbero essere di "cuprite" mi sembrano molto strane: potrebbero anche far pensare a un suberato in alcuni punti (vedi sul bordo del D a ore 11), ma in altri punti appare molto superficiale e assomiglia vagamente a ruggine... Personalmente non l'avrei comprata, neanche per 20 EUR. Un caro saluto, K1 punto
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Grazie Roberto della specifica, si potrebbe inserire questa foto e la sua relativa scheda a catalogo (Serafini 771) Grazie😉1 punto
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La prima dovrebbe essere il solito gettone replica regalato con la rivista Selezione della Reader's Digest. https://it.numista.com/2714951 punto
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direi difetto di conio1 punto
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L'esemplare di @latino mi pare più il Muntoni 328 "classico", senza firma TM (apparentemente), con diritto assimilabile per stile e fattura ai conii romani. Al contrario il rovescio è probabilmente di fattura locale. Il Ser. 771 è questo: Diritto di fattura locale, senza punteggiatura in legenda e con mini-nimbo, rovescio di "stile romano". Ciao, RCAMIL.1 punto
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Ciao @Atexano, ti rinnovo il consiglio che mi sono permesso di darti molto tempo fa e che ti è stato rinnovato ultimamente anche da esperti di lunga data di monete romane. Fai periziare le monete acquisite in blocchi solo ed esclusivamente da un Perito Numismatico che opera nel campo delle monete romane.1 punto
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Ciao É falsa. Soliti punti deboli come bordo e perlinatura non conformi.1 punto
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Buongiorno @Prurro, non era necessario fare due discussioni per il fronte/retro. Sono comunque riproduzioni. Saluti @CdC per cortesia puoi unire le due discussioni?1 punto
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Ciao @Ajax bronzo greco di Apameia in Frigia. https://www.acsearch.info/search.html?id=129046611 punto
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Buona sera. La foto migliore è quella della moneta con la bilancia ma anche da questa si vede poco. Se anche il dritto è nelle stesse condizioni direi nell'ambito dello spl . Cordiali saluti e buona serata. Gabriella1 punto
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Quoto quanto detto da @babelone, non tanto in quanto mi reputi un esperto di Romane (non possiedo nemmeno lontanamente le competenze di altri utenti di questo forum in tema di monete antiche) ma in quanto oramai maturo collezionista. Una delle regole del collezionismo, la principale qualora non si sia esperti del settore, è di tenersi lontano dalle monete dubbie. Per monete dubbie intendo quelle monete che vengono giudicate vere da un esperto e false da un altro, o comunque tutte quelle monete per cui esprimere un giudizio è complicato. Nella mia vita collezionistica ho cercato sempre di acquistare monete che fossero autentiche oltre ogni ragionevole dubbio, e ho preferito restituire o cedere monete ritenute dubbie da qualcuno (ma vere da altri). Il fatto che così tante monete (fortunatamente non tutte) di @Atexano risultino più o meno dubbie per utenti tutt'altro che sprovveduti deve suggerire maggiore cautela durante la fase di acquisto. il rischio è di trovarsi con mezza collezione ritenuta falsa da più di un esperto e invendibile o difficilmente vendibile in caso di cambio di interesse collezionistico.1 punto
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E mi permetto di aggiungere anche competente ed appassionato, come molti di noi. Cose che fa trasparire in ogni suo intervento sempre e solo Numismatico.1 punto
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Ecco oggi mi è arrivato questo nuovo denaro: La scritta DOMISA sotto al cavallo si intravede a malapena.1 punto
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Salve. Condivido la mia piastra 1807 di Giuseppe Napoleone. Si differenzia dalla precedente già presente in questa discussione perché riporta il 7 della data ribattuto su un 6. Peso: gr.27,54. Ringrazio per l'attenzione. Saluti.1 punto
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Il primo in alto 1 scellino verde nell' immagine l' uccello lira, è un Francobollo emesso dagli anni 30 agli anni 40 e 60 del novecento, si differenziano dalla dentellatura e filigrana. Hanno diverse varianti sono emissioni da studiare che potrebbero dare soddisfazioni. Stesso discorso vale per il 6 dime kookaburra e il 4 dime verde koala e il 1/2 dime Orange canguro. Il Francobollo da 5e1/2 dime blu ardesia con l' emu nell' immagine e' dell' emissione del 1942 fino al 1968. Su i due lati i quattro fiori che si vedono sono le orchidee dette "the Great Sun orchid" e sono le prime orchidee a comparire su dei francobolli australiani. Tutti appartengono a quelle belle emissioni australiane che partono dagli anni 30 sino agli anni 60, piene di varianti e sorprese, vanno studiate e controllate con attenzione filigrane, dentellature e immagini. Sono considerati Francobolli classici australiani. Complimenti per averli conservati da quando eri piccolo.1 punto
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Buongiorno @gpittini , in un certo senso mi fa piacere non essere il solo ad ignorare l' esistenza di questi due nominali , pensavo fosse una mia personale "mancanza" di informazione , derivante probabilmente dalla loro rarita' , dovuta al fatto che queste due monete vennero emesse da due soli Magistrati , pochissimi , rispetto a quelli che firmarono le loro monete . Per quanto riguarda la tua domanda , la parola latina BES , BESSIS , deriva da un peso di otto oncie , oppure dalla misura geometrica contenente otto parti di uno jugero , o secondo Marziale un interesse sul denaro prestato pari all' 8% . Si potrebbe quindi ipotizzare che il BES corrispondesse , in termini pratici , al numero VIII . In foto un rarissimo esemplare di BES emesso da C. CASSI , Cr. 266/3 .1 punto
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Buongiorno a tutti. Allego alla presente la risposta ricevuta dal Comune di Milano, nella persona del dott. Dragonetti che ringrazio pubblicamente. La risposta è stata trasmessa, oltre che al sottoscritto, anche all'Associazione che gestisce il Mercato e ad alcuni rappresentanti della stessa. Ho solo cancellato per correttezza gli indirizzi personali e quelli non istituzionali. In sostanza, l'Amministrazione comunica il termine dei lavori nella zona Cordusio entro il 30 novembre 2025 e la possibilità di riprendere il Mercato dalla successiva domenica 7 dicembre 2025. Mi sembra una buona notizia, all'esito della quale non resta che vigilare sul corretto e tempestivo adempimento di quanto annunciato dall'Amministrazione. Resto a disposizione per ogni valutazione e saluto tutti cordialmente. Comune Milano Cordusio defintivo.pdf1 punto
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