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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/29/25 in tutte le aree
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Buongiorno a tutti!! In questo caso, parlerei di fusione moderna, lo si evince dai bordi lisciati e lavorati ( da medaglia ), questa pratica era diffusa anche nelle fusioni ottocentesche. Mi stanno lasciando molto perplesso le monete che sta postando @Atexano Tutti, nella nostra esperienza collezionistica siamo incappati in falsi ma, nel suo caso la percentuale è abbastanza elevata;motivo per cui,lo consiglierei di attenzionare bene le sue fonti di rifornimento, di diffidare dai facili affari magari presentati come " provenienza da vecchia collezione " e di diffidare anche dai lotti multipli perché, quasi sempre vengono venduti senza nessuna garanzia Ci tengo a precisare che il mio, vuole essere solo un consiglio,per cui spero che l' interessato lo accetti con serenità, anche per evitargli ulteriori screzi nel suo contesto familiare. Lo consiglio anche di studiare un po' per acquisire un minimo di esperienza per poi magari procedere con gli acquisti motivo per cui,credo che al momento gli farebbe bene una pausa di riflessione.4 punti
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salve a tutti, personalmente credo che la scala Sheldon sia una esasperazione tutta americana utilizzata specialmente sulle poche loro monete,volta a lievitare i prezzi delle monete "slabbate". Partiamo dal fatto che la suddetta scala preveda ben 9 gradi di "FDC" come noi lo intendiamo,essendo il MS70 utilizzato solo per monete PROFF.MS ossia "Mint state" descrive uno stato di moneta così come uscita dal conio. Ora è ovviamente possibile che per la produzione stessa e la movimentazione alcune monete seppur "sorelle" abbiano graffietti,piccoli segni ecc...Ma ci sono casi soprattutto su loro(americani)monete in cui un punto di scala fa ballare migliaia di dollari,vedi morgan o trade dollar.Come molte volte accade si è dato molto potere a queste case inscatolatrici di monete,perdendo di vista storia e bellezza delle monete,traducendole quasi in monete di borsa.Personalmente ho liberato le poche monete slabbate di cui sono entrato in possesso,capisco che però una perizia PCGS abbia il suo valore per un determitato mercato che spero non si riduca a sterili scatolette... Tuuto questo per dire che esperienza e passione non dovrebbero fermarsi davanti a un numero,attribuito poi a monete italiane su cui ci sono fior di periti a giudicare. Comparazioni tra scale lasciano il tempo che trovano se traduciamo letteralmente il loro pensiero,perchè un AU "almost uncirculeted" sta a significare "quasi non circolata",quindi SPL si,ma quanto? Per me collezionare è altro che attribuire un codice numerico3 punti
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Ultimamente le discussioni diventano più interessanti dell’argomento stesso. I temi si esauriscono, ma la voglia di accapigliarsi rimane sorprendentemente costante. Non fate caso a me, andate pure avanti!3 punti
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Nel 40 a.C. i Parti, approfittando della debolezza di Roma, dissanguata dalle guerre civili e lacerata dalle divisioni conseguenti alla morte di Cesare, invasero le province orientali e dilagarono attraverso la penisola anatolica sino al mare Egeo. Li guidava un traditore, Quinto Labieno, figlio di quel Tito Labieno che, sebbene descritto da Plutarco come “amico tra i più intimi e luogotenente di Cesare, che aveva lottato al suo fianco con grande coraggio durante tutte le guerre in Gallia”, aveva abbandonato il suo comandante per schierarsi prima con Pompeo Magno, poi coi suoi figli. Quinto Labieno aveva peraltro guadagnato alla causa partica le truppe lasciate a presidio della Siria, consentendo così anche l’occupazione di quella provincia. I Parti gli avevano affidato il comando del proprio esercito, ossia quella stessa cavalleria che solo tre anni prima aveva annientato le legioni di Crasso nella devastante battaglia di Carre; per questo, quando emise un proprio denario fece apporre al dritto il suo ritratto, al rovescio un cavallo partico con arco e faretra appesi alla sella. Ciò che colpisce di questa moneta è la legenda, ove egli si definiva PARTHICVS: questi cognomina infatti venivano assegnati a chi debellava un nemico (come nei casi di “Africano”, “Emiliano”, “Asiageno”, “Turino”), non certo a chi si vendeva a lui. Non solo Labieno era un traditore, non solo si vantava di essere un traditore, ma derideva la tradizione guerriera dell’Urbe. Nel 39 a.C. sbarcò nella provincia d’Asia Publio Ventidio Basso, generale incaricato da Marco Antonio di ricacciare i Parti fuori dai confini dei territori romani, con 11 legioni di veterani. Per finanziare la sua campagna militare egli emise allora l’altro dei denari illustrati, che reca al dritto il ritratto di Antonio stesso, al rovescio l’immagine di Giove stante con lo scettro in mano e la propria firma, P.VENTIDI PONT.IMP. Ventidio venne a contato con l’esercito nemico in Cilicia, presso il Monte Tauro (una delle cime della catena che porta lo stesso nome), e lo sconfisse duramente, uccidendo il traditore Quinto Labieno. La sua cavalleria, mandata poi in avanscoperta, si imbatté in un altro contingente partico ai confini della Siria, presso il Monte Amano (attuali Monti Nur, ai confini tra Turchia e Siria); stava per essere sopraffatta, quando sopraggiunse Ventidio stesso con le legioni infliggendo ai Parti una nuova, cocente sconfitta. I Parti si ritirarono allora dalla Siria, ove Ventidio fece acquartierare le sue truppe per trascorrere l’ormai incipiente inverno. Nella primavera del 38 a.C. Pacoro, re dei Parti, decise di reagire duramente contro Ventidio. Predispose un contingente molto numeroso dei temutissimi arcieri a cavallo, gli stessi che nel 53 a.C. avevano fatto strage delle legioni di Crasso, e degli altrettanto feroci catafratti, reparti di cavalleria corazzata capaci di travolgere e scompaginare le fila della fanteria, e ne assunse personalmente il comando. Partì dal suo regno in primavera; Ventidio, informato dalle sue spie degli spostamenti di truppe nemiche e necessitato a riunire le sue legioni (sparse nei diversi accampamenti invernali) prima di poterle affrontare, riuscì, con un’efficace attività di controinformazione, a far pervenire a Pacoro false indicazioni di un’incipiente imboscata romana, convincendolo a intraprendere un percorso più lungo del necessario. I Parti raggiunsero così i Romani solo il 9 giugno, anniversario della battaglia di Carre, e li trovarono trincerati dietro le proprie fortificazioni sulle pendici del Monte Gindaro (nell’attuale Siria settentrionale), paralizzati dalla paura. Decisero quindi di attaccarli e gli arcieri a cavallo si gettarono contro di loro, seppure in salita; avrebbero rinovellato le epiche gesta compiute 15 anni prima. Era una trappola. Al momento opportuno le porte degli accampamenti romani si aprirono e i legionari eruppero correndo - in discesa - contro la cavalleria nemica, armi in pugno. La manovra riuscì alla perfezione; presi alla sprovvista, i cavalieri non ebbero il tempo di colpirli, né di manovrare in ritirata; presi da panico si sbandarono, ostacolandosi a vicenda, galoppando gli uni contro gli altri. Molti non sopravvissero ai gladi dei Romani e agli zoccoli dei commilitoni, gli altri tornarono verso la posizione del loro re. Nella loro travolgente marcia, le legioni raggiunsero così il nerbo dell’esercito partico dove i catafratti, che erano rimasti in attesa alla base del pendio (non potevano caricare in salita, con il peso delle loro corazze), si strinsero in una formidabile formazione difensiva con al centro il re e la guardia reale: un muro di metallo, contro cui i legionari si sarebbero sicuramente schiantati. Ma i legionari non li raggiunsero. Si fermarono e li circondarono, fuori dalla portata degli archi dei pochi arcieri rimasti, A questo punto, dagli accampamenti romani sovrastanti cominciarono a volare le pietre e le glandae plumbae (“ghiande di piombo”) scagliate dai frombolieri greci e cretesi che Ventidio aveva arruolato e portato seco proprio attendendo quell’occasione. Velocissimi, i proiettili cominciarono a tempestare cavalli e cavalieri, ancor più efficaci in quanto arrivavano da postazioni sopraelevate, ferendo gli animali e disarcionando gli uomini; circondati dalle legioni, i Parti non sapevano come reagire. Quando fu il momento, la pioggia di pietra e metallo si interruppe all’improvviso e le legioni, levato un alto grido, si gettarono da tutti i lati contro le fila dei Parti, ormai miseramente scompaginate e composte per lo più da cavalieri appiedati, impacciati nei movimenti. L’attacco romano mirò direttamente contro la guardia reale; malgrado la sua accanita resistenza alla fine essa dovette soccombere e, quando un centurione levò alta la testa del re morto, le poche sacche di resistenza partica si sbandarono definitivamente. Chi aveva ancora un cavallo fuggì nella direzione del ponte sull’Eufrate, deciso a tornare in patria; ma le soprese di Ventidio non erano ancora finite: la cavalleria romana era stata tenuta in attesa proprio in previsione di una fuga in quella direzione e sbarrò la strada ai Parti, impedendo loro di guadagnare la salvezza. Nello stesso giorno in cui i Parti avevano sconfitto le legioni di Crasso uccidendo il triumviro, i Romani avevano debellato i cavalieri di Pacoro uccidendo il re. Ventidio, tornato a Roma, il 27 novembre del 38 a.C. celebrò il trionfo. Come disse Plutarco, “Ventidio è l'unico generale romano che ad oggi abbia celebrato un trionfo sui Parti”. Lui, se lo avesse voluto, avrebbe potuto fregiarsi del cognomen Parthicus, che Labieno aveva infangato.3 punti
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Fu spedita con l' intento di far pagare l' affrancatura al destinatario. Come lettera di primo porto l' affrancatura sarebbe dovuta essere di 50c , essendo stata spedita non franca è stata ovviamente tassata per il doppio dell' affrancatura dovuta.. con un eccezionalmente bello segnatasse con stemma e fasci per tutti gli usi da 1 lira arancione, emissione del 3.2.34. Annullato in partenza il 14.8.39 dal bel guller di Genzano di Lucania (Matera), (Oggi in provincia di Potenza) ... ... annullo di arrivo di Potenza Corrispondenze Ordinarie dello stesso giorno. MAGNIFICA busta, il segnatasse e' quotato sui 20/25€ + gli annulli. Ottimo acquisto non comune. Tra l'altro Genzano di Lucania e' un paesino incantevole. https://www.google.com/search?gs_ssp=eJzj4tTP1TcwqzC3zDZg9BJKT82rSszLV0jJVMgpTU7My0wEAJLKCgE&q=genzano+di+lucania&oq=Genzano&gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqBwgCEC4YgAQyDwgAEEUYORjjAhixAxiABDIKCAEQLhixAxiABDIHCAIQLhiABDIHCAMQABiABDIHCAQQLhiABDIHCAUQABiABDIHCAYQLhiABDIHCAcQABiABDINCAgQLhivARjHARiABDIHCAkQABiABDIHCAoQABiABDIHCAsQABiABDIHCAwQABiABDIHCA0QABiABDIHCA4QLhiABNIBCDU2ODBqMGo3qAIUsAIB8QW-RKWX2_QCXfEFvkSll9v0Al0&client=tablet-android-lenovo-rvo3&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8#ebo=02 punti
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Buonasera @iracondo, sì li ho. Li avevo già postati, sono tutti e due periziati e le foto sono quelle che sono. In allegato il 50 lire ed il link per il 5 lire del 1911. Anzi, ho allegato anche le foto del 5 lire.2 punti
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Bolaffi fa pagare l ignoranza nel senso di ignorare il vero valore Numismatico di una moneta. Chi ne è dentro sa l' effettivo valore di "mercato" e di sicuro non acquista da lui monete che si trovano in aste o privati a molto molto meno.2 punti
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Buongiorno a tutti. Vi presento il mio ultimo acquisto Medaglia emissione straordinaria di Papa Giovanni XXIII 1961 con veduta di Sotto il Monte suo paese Natale. Essendo di Bergamo non poteva mancare in collezione. Medaglia in Bronzo. E con ancora rilievi e condizioni perfette. Un saluto a tutti.2 punti
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@Carlo. Fals dei Selgiuchidi di Rum. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=223762 punti
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Ah annamoooo beeeneeee😎 La mezza luna sta, idem la scritta turk... Con i dati ponderali ne usciamo sicuro a meno che nikita con lo sguardo fulmineo l' azzecca rimembrando nella sua biblioteca neuro-numismatica da umanoide vero.2 punti
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Nella moneta?!! Ha appena ucciso 30 numismatici con questa frase. È il codice della moneta, nel sito.2 punti
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Manca praticamente un mese alla fine dell'anno, è il momento di iniziare a tirare fuori i carichi pesanti.. Turchia, forse 10 kuros?2 punti
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Buongiorno @Carlo. è un mangir di Solimano II, zecca di Costantinopoli,anno AH 1099 (1687 dc) La seconda foto va ruotata di 180° https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=1615162 punti
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Continuando ad applicare il consueto e collaudato metodo detto "saltare di palo in frasca" torniamo ora a parlare di monete, per completare la panoramica delle emissioni auree dei primi del '900 con i nominali da 5 e 2,5 dollari. Che tutti pensavano sarebbero stati disegnati da Saint-Gaudens al pari dei nominali maggiori, ma l'artista, come abbiamo visto, non ne ebbe il tempo Così, l'incarico passò nelle mani di un suo allievo. Bela Lyon Pratt L'11 dicembre 1867, Sarah Victoria Whittlesey Pratt, all'età di 36 anni, diede alla luce a Norwich, Connecticut, il suo quarto figlio, Bela Lyon Pratt. Suo marito, George Pratt, era un avvocato. Il padre di Sarah, Oramel Whittlesey, aveva fondato il primo conservatorio di musica del New England, il Music Vale Seminary di Salem. Forse Bela ereditò da lui la passione per la musica, che lo portò a suonare il violoncello, la chitarra e l'oboe. A sedici anni iniziò a studiare alla Yale University School of Fine Arts. Dopo quattro anni di formazione a Yale, entrò nell'Art Students League di New York, dove incontrò Augustus Saint-Gaudens, che divenne il suo mentore per tutta la vita. Si trasferì brevemente a Parigi per proseguire la sua formazione all'École des Beaux-Arts, poi, tornato a New York nel 1892, riprese a lavorare nello studio di Saint-Gaudens, dove completò due imponenti sculture che furono esposte all'Esposizione Universale Colombiana del 1893 a Chicago. Le sculture, intitolate "Il Genio della Navigazione" e "Il Genio della Scoperta", ricevettero entrambe un grande successo di pubblico e critica e lanciarono di fatto la carriera di Pratt. Bela Lyon Pratt era un uomo tranquillo e modesto. Secondo tutti i resoconti, era rinomato per la sua generosità, il suo umorismo e la sua gentilezza. Aveva un umorismo pungente che spesso lo aiutava a superare momenti tristi e di ansia finanziaria. La vita di Pratt, che creò più di 180 sculture in meno di cinquanta anni, ruotava attorno alla sua casa a Jamaica Plain, Massachusetts, al suo studio, alla sua cattedra come direttore del Dipartimento di Scultura presso la School of the Museum of Fine Arts di Boston. Giocava a golf, pescava, giocava a biliardo e fondò persino il circolo di tiro con l'arco del New England. La sua famiglia allargata comprendeva spesso fratelli, sorelle, nipoti e pronipoti, che trascorrevano le estati a North Haven Island, nel Maine, dove, su consiglio del suo più caro amico, Frank Weston Benson, acquistò una proprietà nel 1903 a Bartlett's Harbor. Finì per possedere anche una fattoria nella vecchia residenza di famiglia, a Salem. Lì si dedicava ad attività agricole come l'allevamento di polli e mucche: piantò persino peri e meli, oltre a vaste coltivazioni di patate. Scomparve prematuramente il 18 maggio 1917, all'età di 49 anni. Né esotica né scandalosa, la vita di Pratt non può essere definita "eccitante", come si può dire di molti suoi contemporanei. La sua morte avvenne in un periodo in cui la scena artistica si stava allontanando dall'influenza europea per abbracciare una vera e propria scuola americana, e si può dire che il carattere delle sue opere fu sempre chiaramente americano. Anche nelle monete petronius2 punti
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Queste vicende sono ancora più strabilianti, se si tiene conto della storia personale di Ventidio. Originario di Ausculum (Ascoli Piceno), Figlio di un comandante italico del bellum sociale, alla morte del padre fu fatto prigioniero a portato Roma dove, in tenerissima età (forse aveva solo un anno), fu fatto sfliare in braccio alla madre come preda bellica durante il trionfo di Pompeo Strabone. Restò quindi nell’Urbe, dove crebbe in una situazione di estrema indigenza, lavorando duramente per guadagnarsi da vivere. Sappiamo da Cicerone che faceva l’umilissimo mestiere del mulattiere. Siccome, da mulattiere appunto, fu incaricato di portare approvvigionamenti all’esercito, venne notato da Giulio Cesare, che aveva un particolare acume nell’individuare le persone capaci e decise di affidargli compiti di combattimento, avendo apprezzato l’operosità e la determinazione. Partecipò così al bellum Gallicum come tribuno militare e in Gallia conobbe un altro disperato di cui Cesare aveva intuito e valorizzato le doti militari, Marco Antonio; i due impararono ad apprezzarsi. Tornato a Roma potè, grazie al suo curriculum militare, proporsi al popolo che lo elesse tribuno della plebe. Nel 44 a.C., quando fu ucciso Cesare, era pretore; nel 43 a.C. Antonio lo fece nominare consul suffectus al posto di Quinto Pedio, morto prematuramente. Sappiamo da Aulo Gellio che il popolo commentò “È avvenuto un prodigio incredibile e recente: colui che accudiva i muli è stato nominato console”. Da poverissimo figlio di un nemico, era giunto al consolato; da ornamento del trionfo altrui, era giunto a celebrare il proprio trionfo.2 punti
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@penna invisibile la 1 lira 1901 una moneta NC ( non comune ), ma si reperisce abbastanza facilmente. Si trova in vendita a partire da circa 12-15-20 euro in su ( in MB ). Mentre la 2 lire 1901 è rara R2 e costa, i cataloghi la valutano minimo intorno ai 500 euro circa, ma si può trovare a qualcosa di meno.1 punto
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Grazie PostOffice, sei sempre perfetto. Non pensavo che il segnatasse valesse così tanto. Cmq tutto ciò che è storia, racconti e rapporti tra persone... a me piace!1 punto
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Quoto quanto detto da @babelone, non tanto in quanto mi reputi un esperto di Romane (non possiedo nemmeno lontanamente le competenze di altri utenti di questo forum in tema di monete antiche) ma in quanto oramai maturo collezionista. Una delle regole del collezionismo, la principale qualora non si sia esperti del settore, è di tenersi lontano dalle monete dubbie. Per monete dubbie intendo quelle monete che vengono giudicate vere da un esperto e false da un altro, o comunque tutte quelle monete per cui esprimere un giudizio è complicato. Nella mia vita collezionistica ho cercato sempre di acquistare monete che fossero autentiche oltre ogni ragionevole dubbio, e ho preferito restituire o cedere monete ritenute dubbie da qualcuno (ma vere da altri). Il fatto che così tante monete (fortunatamente non tutte) di @Atexano risultino più o meno dubbie per utenti tutt'altro che sprovveduti deve suggerire maggiore cautela durante la fase di acquisto. il rischio è di trovarsi con mezza collezione ritenuta falsa da più di un esperto e invendibile o difficilmente vendibile in caso di cambio di interesse collezionistico.1 punto
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Ciao per rimanere in tema la maggior parte dei denari dei limes è coniata in certi casi meglio che in zecca ufficiale. Silvio1 punto
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Asta Zeus Numismatics 3, lot 242 Lot 242. Starting price: 20 GBP. Price realized: 40 GBP. Cilicia - semi-autonomous AE of Tarsus (2nd Cent. AD), very rare not in RPC, Tyche, temple Obv: Turreted, veiled and draped bust of of Tyche right. Legend: TAΡCOY MHTΡOΠOΛE Rev: Legend in the architrave and to left and right of a decastyle temple with eagle in pediment. Legend: KOINOC KI-ΛI-KIAC Condition: Very Fine. Weight: 2.7 gr. Diameter:16 mm. apollonia1 punto
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Buon Pomeriggio a Tutti, oggi vorrei presentarvi una recente new entry in collezione, si tratta di una 2 lire del 1911 completando così tuta la serie del cinquantenario. Ho optato per questo esemplare in conservazione modesta, non avendo trovato quello che mi abbia fatto dire " wow ! " La moneta che è periziata, riporta a mio avviso un parere di conservazione ottimistico, in quanto sono riscontrabili qualche leggera scheggiatura al bordo, graffietti e segni di contatto. Ovviamente anche quanto pagato è rapportato alla sua conservazione, ho visto ad esempio che per esemplari migliori in FDC ( ben pochi ! ), sono stati aggiudicati in asta a quasi il quadruplo del prezzo da me pagato per questa moneta. Vi chiedo per cortesia un parere in merito alla conservazione. In allegato alcune foto, le prime due sono quelle del venditore senza perizia. Grazie per l'attenzione.1 punto
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Ciao @miza, ti ringrazio per la tua opinione. La perizia dice FDC63, ovviamente io non sono d'accordo, eppure è così 😆1 punto
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E mi permetto di aggiungere anche competente ed appassionato, come molti di noi. Cose che fa trasparire in ogni suo intervento sempre e solo Numismatico.1 punto
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Eh che dire.. finito il divertimento per il week end! Grazie mille!!1 punto
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La ringrazio per questa bella frase, che condivido e ci fa ritornare coi piedi per terra. Come detto in tante altre occasioni, non amo la moda dello slab ma arrivo a capirne il senso (stante l'andamento del mercato odierno) su monete da qualche migliaio di euro. Quando vedo inscatolare nello slab anche monete comuni, mi viene francamente da ridere.1 punto
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@Carlo. Questa è facile, è questo Fals Ayyubide 😊 https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=2381671 punto
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Credo sia solo una persona con delle difficoltà. Quindi sono abbastanza certo che non stia prendendo in giro nessuno1 punto
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a distanza di mesi sono ancora disponibli i 2€ cc FS di San Tommaso d'Aquino (nonostante le vendite già effettuate in primavera per gli abbonati), direi che non c'è alcun rischio che le divisionali FDC vadano esaurite...1 punto
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Anche pensando che hanno avuto la funzione di vere e proprie monete, pur se "naturali" e non prodotte dall'uomo, con tutte le caratteristiche di un conio in senso moderno: una valeva 1, erano disponibili in quantità limitata, erano accettate da tutti e in più non erano falsificabili. Rappresentavano di fatto una specie di unione monetaria fra popoli diversi, in pratica la prima della storia.1 punto
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I compro-oro “classici” non sono autorizzati a trattare oro da investimento. La compravendita di oro da investimento (lingotti, marenghi, sterline, ecc.) è consentita esclusivamente agli operatori professionali in oro. Quindi, un compro-oro deve per legge essere iscritto a questo registro per poter commerciare anche oro da investimento. Qui c’è l’elenco: https://www.organismo-am.it/elenchi-registri/opo/ Non ci spererei troppo. Purtroppo queste sono le classiche tasse che, una volta introdotte, quasi sempre rimangono (anche al cambiare dei governi).1 punto
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Quale dei due? Credo il secondo, ma diversi autori, anche importanti, parlano di un cucciolo. Un equivoco nato, con ogni probabilità, per il fatto che quello ritratto nella vignetta di Berryman è indubitabilmente un cucciolo, e tale viene considerato da tutti Teddy Bear... un orsacchiotto, appunto Ma come facevano sapere con tanta precisione il peso dell'orso? A occhio si sarebbe forse potuto dire da 100 a 110, ma 109 kg. precisi? Il sospetto è che qualcuno, magari all'insaputa di Roosevelt, e di sicuro meno sportivo di lui, lo abbia comunque ucciso e sia poi stato pesato. Non ho trovato nulla a riguardo, è solo una mia idea, chissà. Nel 1963, Benjamin Michtom, all'epoca presidente della Ideal Toy Company, decise che sarebbe stato opportuno celebrare il 60° compleanno dell'Orsacchiotto. Contattò innanzitutto la signora Alice Roosevelt Longworth, figlia di Teddy Roosevelt, per offrirle uno degli orsacchiotti originali se avesse posato con esso. Ma la signora Longworth sbottò: "Non lo voglio" Il venditore della Ideal Toy Company chiese: "Per l'amor del cielo, perché no?" La signora Longworth rispose: "Cosa ci fa una bambola di 79 anni con un orsacchiotto di 60 anni?" Per non scoraggiarsi, Mitchom contattò Kermit Roosevelt, nipote di TR, e chiese ai suoi figli di posare con l'orsacchiotto. Mitchom disse che gli avrebbe dato l'orsacchiotto, a patto che in seguito venisse donato allo Smithsonian Institution. Dopo il servizio fotografico, i figli di Kermit, Mark e Anne Roosevelt, decisero di non potersi separare dall'orsacchiotto e lo nascosero ai genitori. Una lettera della signora Roosevelt a Mitchom diceva: "Stavo per contattare lo Smithsonian per regalare loro l'orsacchiotto originale quando i bambini decisero di non volersene ancora separare." Alla fine, tuttavia, i bambini cambiarono idea e l'orsacchiotto fu donato allo Smithsonian nel gennaio del 1964. E lì si trova tuttora, accanto ai più importanti cimeli della storia americana petronius1 punto
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Io sono passata oggi da via Armorari e li non vi sono cantieri aperti. Il cantiere è su via Cordusio e piazza Cordusio. Speriamo lo chiudano veramente per il 30 novembre e che dal 7 dicembre riparta il mercatino La data del 7 dicembre è molto importante per Milano. Sant'Ambrogio e il patrono della città ed è festa patronale1 punto
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Buonasera a tutti, oggi vorrei mostrarvi il mio ultimo acquisto, ovvero una doppia maiorina di Giuliano II. Una moneta che personalmente a me piace davvero tanto e che cercavo da tempo. Cosa ne pensate?1 punto
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Esaurito il discorso sulle monete da 10 dollari, torniamo ad occuparci della "guida spirituale" di questa discussione, Theodore Roosevelt. Personaggio, come abbiamo in parte già visto, dalla personalità complessa e, a volte, contraddittoria. Ad esempio, sebbene sia stato un convinto conservazionista, che ha ampliato la rete di aree protette degli Stati Uniti creando 150 milioni di acri tra foreste, riserve e parchi nazionali, e dato il via alla creazione del servizio forestale statunitense, è stato anche, fin da ragazzo, un appassionato cacciatore, tanto da Una passione che non lo abbandonò mai, fino all'ultimo, culminata, nel 1909-1910, in un famoso, e da molti criticato, safari africano, nel corso del quale la spedizione da lui guidata uccise o catturò oltre 11.000 animali di ogni specie, dagli insetti agli elefanti. Ne parleremo meglio più avanti, ora invece raccontiamo una storia di caccia, probabilmente già nota a molti, dai risvolti esclusivamente positivi, e i cui effetti permangono ancora oggi... chi di noi, da bambino, non ha mai giocato con un orsacchiotto di peluche? Teddy Bear Il 14 novembre 1902, Roosevelt partecipò a una battuta di caccia all'orso nei pressi di Onward, Mississippi. Il governatore dello stato, Andrew H. Longino, lo aveva invitato, ma a differenza degli altri cacciatori del gruppo, Theodore non aveva individuato nemmeno un orso. A un certo punto, gli assistenti di Roosevelt catturarono e legarono a un salice un orso bruno di 109 kg., chiamarono il Presidente e gli suggerirono di sparargli. Considerando l'accaduto estremamente antisportivo, Roosevelt si rifiutò decisamente di farlo. Si racconta che abbia detto: "Ho cacciato selvaggina in tutta l'America e sono orgoglioso di essere un cacciatore. Ma non potrei essere orgoglioso di me stesso se sparassi a un orso vecchio, stanco e sfinito legato a un albero." La notizia dell'accaduto si diffuse rapidamente attraverso articoli di giornale in tutto il paese. Un famoso vignettista politico, Clifford Berryman, riprese il rifiuto del Presidente di sparare all'orso e lo usò come metafora per l'indecisione di Roosevelt su una disputa sui confini del Mississippi. La vignetta di Berryman apparve sul Washington Post il 16 novembre 1902, divenendo presto famosa in tutti gli Stati Uniti (Roosevelt fu una manna per i vignettisti e i caricaturisti della sua epoca approfondiremo più avanti anche questo aspetto). Morris Michtom, proprietario di un negozio di dolciumi di Brooklyn, vide la vignetta e gli venne un'idea. Lui e sua moglie Rose realizzavano anche animali di peluche, e Michtom decise di creare un orsetto di peluche e dedicarlo al presidente che si era rifiutato di sparare a un orso. Lo chiamò "Teddy's Bear". Morris Michtom scrisse a Roosevelt, per chiedergli il permesso di chiamarlo così. Suo figlio, Benjamin Michtom, disse che, sebbene Roosevelt avesse accettato di prestare il suo nome alla nuova invenzione, dubitava che avrebbe mai avuto un grande impatto nel settore dei giocattoli. Nel 1903 nacque la Ideal Toy Company, che presto sarebbe diventata un'azienda multimilionaria. Nel 1908, l'orsetto era diventato un giocattolo così popolare che un reverendo del Michigan avvertì che sostituire le bambole con orsacchiotti di peluche avrebbe distrutto l'istinto materno nelle bambine Continua...1 punto
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Oltre a delle minime differenze del genio sul dritto, è nel rovescio che si possono vedere le maggiori difformità come manca della lettera C di CN.LEN.Q e la scritta è N•LEN•Q Poi ci sono anche altre piccole differenze stilistiche. Nel Gohl , Die Münzen der Eravisker, 1903, vi è il disegno dell'unico esemplare conservato a Budapest.1 punto
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È un'imitazione di un denario di Lentulus (Crawford 393/1a). Come si può notare ci sono differenze lievi (allego due denari romani):1 punto
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Pio IX (1846-1878), Giovanni Mastai Ferretti. Medaglia annuale A. XII. D/ PIVS IX. PONTIFEX MAXIMVS AN. XII. Busto a destra con berrettino, mozzetta e stola; sotto, P. G. F. R/ PROVIDENTIA P.M. FERREA VIA ROMAM PROVINCII JVNGI CVRAVIT. Locomotiva con sopra un angelo seduto che regge un caduceo e indica la via ferrata; in basso, in esergo, AN . MDCCCLVI, sotto, P GIROMETTI AU. 52.70 g. 43.50 mm. Opus: P. Girometti. 39 esemplari coniati in oro. La prima linea ferroviaria italiana fu la Napoli-Portici, aperta nel 1839; a questa seguirono la Milano-Monza (1840), la Padova-Venezia, la Livorno-Pisa ed altre, per cui lo Stato Pontificio risultava, all'inizio della seconda metà del XIX secolo , buon ultimo nel campo dei trasporti ferroviari. A differenza di Papa Gregorio XVI, che aborriva le strade ferrate, Pio IX, già nell' Agosto 1846 aveva nominato una commissione incaricata di studiare e proporre progetti per la costruzione di linee ferroviarie nello Stato ecclesiastico. Questa medaglia celebra l'apertura del brevissimo tronco Roma-Frascati inaugurato il 6 Luglio 1856. Fu un avvenimento straordinario; le vetture e la vaporiera erano decorate con festoni e bandiere; cardinali e varie personalità presero parte a questo primo viaggio. Lo storico avvenimento fu festeggiato con un sontuoso banchetto a Villa Torlonia, e il segretario di Stato decorò dell'Ordine Piano, a nome del Pontefice, l'ing. York con i colleghi Harbing e De Vitry, esponenti della società concessionaria.1 punto
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Amici del Forum Buon Pomeriggio, oggi condivido con voi una delle ultime entrate nell' inventario - collezione. Si tratta di un 5 lire 1911 dedicata al cinquantenario. La moneta è in media conservazione, lo so che non è un FDC ma come primo esemplare credo che sia sufficiente, ed appena possibile verrà sicuramente sostituita al meglio. E' periziata e racchiusa ( anche questa ) in doppia bustina, quindi difficile da fotografare e riportante i difetti della doppia plastica. Grazie.1 punto
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Non si puo’ verificare seguendo la procedura descritta sopra da Bizerba al post 71 punto
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ripeto...il difetto di conio non incide sulla conservazione della moneta, sia che si tratti di una moneta rinascimentale oppure di una moneta del regno...incide eventualmente sul prezzo rispetto ad un'esemplare che tale difetto di conio non ha ma assolutamente non sulla conservazione... ti faccio un esempio...metti che il conio si frattura o si rovina dopo aver battuto 1000 tondelli...tu cosa fai consideri i primi 1000 tondelli coniati FDC e i successivi con il difetto SPL anche se non hanno nessun segno di circolazione pari ai primi 1000?? sulla conservazione uno può discutere quanto vuole ma sui difetti di conio no altrimenti non si chiamerebbero DI CONIO... ;) riguardo le monete ribadisco che per me gli esemplari postati come conservazione sono in linea ( e tutti bellissime conservazioni per il tipo :) ) perchè va bene che i volti possono fare la differenza ma se sono nitidi solo i volti e il resto dei dettagli meno cambia poco a livello qualitativo...o è zuppa o pan bagnato... intendo le prime monete postate non queste ultime due.... :) :)1 punto
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