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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 01/07/26 in tutte le aree

  1. Capisco che vanno di moda le varianti ma far passare dei difetti o eccedenze di conio per errori di lettere non mi pare il caso IMPERAPORE la T non dovrebbe esserci e al suo posto una P ma su queste in vendita e già "prenotate" non c'è una P ma una T con delle sbavature di conio e si vede benissimo. Ditemi voi se sbaglio? Napoleone I (1805-1814) Milano - Lire 1810 - Gig. ... - Nomisma Aste di monete e orologi Napoleone (1805-1814) Milano - Lira 1810 Puntali ... - Nomisma Aste di monete e orologi
    3 punti
  2. Ciao @latino, penso che la tua moneta sia un ibrido non censito dal Muntoni, tra il diritto del baiocco Muntoni 443 Var. I (caratterizzato dalla "N" rovesciata nel nome del papa), ed il rovescio del Muntoni 444 (valore e millesimo in corona d'edera). Ciao, RCAMIL.
    3 punti
  3. In guerra andai, a te pensai, questa cartolina... 😁 Puntuale per il quarto compleanno della discussione, aggiungo oggi un nuovo tassellino alla conversazione: Sempre avanti per l'imperatore e l'impero! (Immer weiter vorwärts für Kaiser und Reich!) von Hindenburg Generale - Feldmaresciallo se ho decifrato la data correttamente è del giugno 1915 e da Wiesbaden si danno appuntamento: Caro Herbert, speriamo bene. Ci vediamo sabato prossimo. Vieni anche tu a caccia con noi, porta l'attrezzatura. no, non erano al fronte, solo che hanno usato una Wohlfahrtskarte, una cartolina di beneficenza tedesca. Gli introiti vengono devoluti a progetti sociali o iniziative di beneficenza, qui per (in alto a SX) Herausgegeben zum Besten des Deutschen Vereins für Sanitätshunde Oldenburg i. Gr. Pubblicato a beneficio dell'Associazione tedesca dei cani d'assistenza di Oldenburg che qualche anno dopo ha pure emesso una serie di Notgeld per i ciechi di guerra EIN AUFMERKSAMER UND HILFREICHER DIENER. EIN-RETTER-AUS-GEFAHR. EIN FÜHRER-AUF-STIEG-UND-STEIG EIN FÜHRER ZUR ARBEIT-FURS TAGLICHE BROT EİN SİCHRER FÜHRER. EIN TREUER WEGWEISER. UN SERVITORE ATTENTO E DISPONIBILE. UN SALVATORE DAL PERICOLO. UNA GUIDA PER SALIRE E ASCENDERE. UNA GUIDA AL LAVORO PER IL PANE QUOTIDIANO. UNA GUIDA SICURA. UNA GUIDA FEDELE. in alto; Deutscher Führhund Für Kriegs-Blinde Cane guida tedesco per ciechi di guerra ============ Un eroico saluto a tutti! Njk
    2 punti
  4. L'importante è che l'idea "esca" e non "entri"
    2 punti
  5. Cari amici, il Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio vi invita alla presentazione e consegna in omaggio del libro/catalogo della Mostra sulle monete al tempo di Gesù prodotto dal nostro Gruppo che si terrà nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana il 24 gennaio 2026. Successivamente si potrà visitare insieme, previo acquisto del biglietto di ingresso, la Mostra Lampi di Luce con le monete al tempo di Gesù e antiche e preziose miniature della Biblioteca Ambrosiana. Si potrà procedere poi alla Sala 19 con le esposizioni di monete della zecca di Milano e di altre zecche italiche. Abbiamo aderito volentieri alla proposta del Prof. Giancarlo Alteri, Capo Gabinetto del Medagliere della Biblioteca Ambrosiana ed estensore del libro/catalogo, per una collaborazione e una produzione dello stesso. E’ una ulteriore collaborazione questa col Medagliere della Biblioteca Ambrosiana che segue quelle precedenti con la realizzazione dei due cataloghi sulle monete di Milano e quello delle zecche italiche. Questa nuova nostra iniziativa si inserisce splendidamente nella mission del Gruppo di fare concretamente e operativamente service per la divulgazione della numismatica e della cultura a favore della collettività. Vi allego la locandina col programma dell’evento e le info nell’attesa di vedervi il 24 gennaio 2026 previa prenotazione alla mail [email protected]
    2 punti
  6. Il libro/catalogo di Giancarlo Alteri non e’ solo un catalogo delle monete esposte ma rappresenta un bellissimo mix di storia, monete e teologia unendo i passi del Vangelo alle monete citate, un tema affascinante che racconta la storia della Cristianità. Un ennesimo ottimo lavoro di Giancarlo Alteri che conosce bene questo tema e queste monetazioni.
    2 punti
  7. Quoto in toto. Ho provato a ripulire anche questa discussione, come l'altra sulle emissioni del 2026, ma a questo punto cerchiamo davvero di darci un taglio su queste polemiche, altrimenti dovremo prendere provvedimenti più seri che non il nascondimento di qualche post. Grazie.
    2 punti
  8. La discussione è stata ripulita dagli ultimi post, che stavano virando un po' troppo sul personale. Di discussioni sul "sesso degli angeli" (le monete emesse solo per collezionisti e/o di forma strana, sono vere monete o no?) il forum è saturo fin dai suoi inizi, capisco che il tema torni ciclicamente ad appassionare, ma cerchiamo di non esagerare. Grazie.
    2 punti
  9. Solo per completezza, nelle descrizioni dei due lotti scrivono quanto segue: 1. Napoleone I (1805-1814) Milano - Lire 1810 - Gig. 154c AG RRRR Rarissima variante recante nella leggenda "IMPERAPORE" invece di "IMPERATORE", che, come illustrato nell' immagine ingrandita sul catalogo gigante, risulta come una seconda lettera "P" sulla "T", dovuta probabilmente alla rottura del conio. 2. Napoleone (1805-1814) Milano - Lira 1810 Puntali aguzzi, IMPERAPORE - Gig. 154C (indicato R/5, senza valutazione) AG (g 5,00) RRRR Modesti difetti al bordo. Questa nota variante riguarda la correzione sul conio di una lettera P con una lettera T.
    1 punto
  10. Non sbagli affatto! E, se non ricordo male, anche Pirera era della stessa idea
    1 punto
  11. Buonasera chiedo gentilmente se possibile la catalogazione della seguente moneta con eventuali riferimenti
    1 punto
  12. Mai visto quel timbro così. Sono molto curioso.
    1 punto
  13. Come ho detto esistono dei trattati, ma dal momento che si parla di acque internazionali voglio vedere chi e come far rispettare quelle norme in concreto...
    1 punto
  14. Ma anche meno. Per me non hanno una lira per questa voce di spesa e agiscono di conseguenza. Sempre continuando ad andare fuori tema, avendo acquistato il bel volume dedicato al tesoro di Como, mi fanno abbastanza ridere le perizie sul valore totale, considerata la presenza di nummi rarissimi o mai visti. Non ci vuole un grande esperto internazionale per comprendere che sono state probabilmente fatte stime "ad mentulam", per incapacità o, più probabilmente (ma sono malizioso, lo ammetto) per abbassare radicalmente il premio da destinare (obtorto collo) ai privati.
    1 punto
  15. La veda pure come vuole. Ci mancherebbe. Ciò che a me sembra logica elementare per lei è un arrampicarsi sugli specchi (terminologia non proprio adeguata per mantenere sereno un confronto, ma va bene così). È un tema interessante e divisivo, sicuramente in futuro se ne riparlerà. Cordiali saluti
    1 punto
  16. Ten centavos Con i 10 centavos inizia la serie delle monete in argento, e cambia il disegno del dritto, opera sempre di Melecio Figueroa, e uguale anche per i tagli superiori. Una donna in piedi, personificazione delle Filippine, tiene in una mano un martello che colpisce un'incudine, e nell'altra un ramo d'ulivo. Sullo sfondo, come nei tagli minori, il vulcanico Mount Mayon, il tutto completato dal valore e dalla legenda FILIPINAS. Invariato il rovescio rispetto ai tagli minori. (foto da Heritage Auctions - PCGS MS66) Le monete da 10 centavos furono coniate inizialmente in argento .900, con un peso di 2,7 gr. e un diametro di 17,5 mm. Questo nel 1903 e 1904 per la circolazione (Zecche di Philadelphia e San Francisco), nel 1905 e 1906 solo per i collezionisti, con finitura proof (Zecca di Philadelphia). Dal 1907 il titolo dell'argento venne ridotto a .750 e diminuirono anche il peso, 2 gr., e il diametro, 16,5 mm. Fu fatto in risposta all'aumento del prezzo dell'argento, e con l'intento di scoraggiare l'esportazione e la fusione delle monete calando di quasi il 40% il contenuto di argento. Le vecchie monete incominciarono ad essere ritirate dalla circolazione e si calcolò che al 30 giugno 1911 soltanto il 35% di quelle coniate dal 1903 al 1906 fosse ancora nelle Filippine. Senza ulteriori modifiche, i 10 centavos furono poi coniati ininterrottamente fino al 1919 nella Zecca di San Francisco, e nel 1920 e 1921 in quella di Manila. Dopodiché le coniazioni furono sospese fino al 1929, quando ripresero, ma solo per quell'anno, per essere di nuovo seguite da una lunga pausa fino al 1935, ultimo anno di produzione. petronius
    1 punto
  17. Ne prendo atto. Ho riportato quanto mi è stato raccontato, che indipendente dalla normativa non mi sorprende affatto.
    1 punto
  18. No, non é mai stato pubblicato. Velo cela VI tavola = veloce la vita vola. In effetti domani é gia 8. Buona serata!
    1 punto
  19. Vado parzialmente fuori tema. L'ho già scritto qui e lo ripeto sinteticamente. Una archeologa che conosco mi ha detto palesemente che oramai le istruzioni che hanno/avrebbero da parte del ministero sono chiarissime. Riguardo i terreni da ispezionare/sondare in vista di possibili scavi, hanno la precisa indicazione di fare firmare ai proprietari dei fondi l'autorizzazione, contestuale alla rinuncia da parte degli stessi ad eventuali compensi derivanti da reperti recuperati. In buona sostanza, si scava solo se il proprietario si accontenta "della gloria"... Solo io vedo il collegamento fra questa modesta informazione, quella del ritrovamento marino al largo della Sardegna, di cui trattasi, ma anche dello scandaloso comportamento riguardo il compenso da erogare ai rinvenitori del cosiddetto tesoro di Como? La chiosa che farei è che comunque, giusto o sbagliato che sia, con mezzi legittimi o dilatori, lo stato non paga e non ha nessuna intenzione di pagare. Correggetemi pure, grazie.
    1 punto
  20. Sceatta di Serie G (testa diademata / Stendardo) Dritto) Busto diademato e drappeggiato a destra, capelli a raggiera, perline davanti, occhio a mandorla, orecchio e colletto a mezzaluna, croce pommée davanti alle labbra. Rovescio) Stendardo perlinato, pallino centrale, croce "di S. Andrea" agli angoli, pallini tra le croci. Non è ancora chiaro se siano stati prodotti nell'Inghilterra settentrionale o nel continente, ma gli studi attuali propendono per Quentovic. È probabile che alcune imitazioni siano state realizzate in Inghilterra. Interessante il sito di Quentovic che, nell'Alto Medioevo, era un porto-emporio franco situato sulla Manica (per intenderci dalla parte ora francese). Il nome, variamente trascritto, significherebbe "porto sulla Canche", fiume che sfocia a sud di Boulogne. L'insediamento non esiste più, e a partire da metà Ottocento, soprattutto per interesse di archeologi britannici, lo si è cercato in più siti, nella valle della Canche da Montreuil fin sulla costa a Étaples e Le Touquet. Scavi archeologici dei primi anni settanta del Novecento, rinvenendo resti gallo-romani, merovingi e carolingi, lo hanno localizzato con una certa sicurezza a est di Étaples, nel territorio del comune di La Calotterie. Quentovic costituiva un importante luogo di scambio per il popolo franco e collegava col suo porto il continente europeo all'Inghilterra, specie alla costa sudorientale del Kent. Da quanto sappiamo, Quentovic venne fondato da un re di Neustria alla fine del V o all'inizio del VI secolo e fu con Dorestad uno dei più importanti porti franchi del nord, fino all'abbandono conclusosi probabilmente nell'XI secolo. I mercanti vi accorrevano per via del limitato numero di luoghi di scambio dell'epoca, e Quentovic era anche il punto di sbarco preferito per i pellegrini in viaggio dalle isole britanniche verso Roma e per i monaci anglosassoni diretti all'evangelizzazione del continente. Scarseggiando i resti fisici, alcune delle testimonianze più importanti sulla storia di Quentovic derivano dai documenti fiscali, specie dall'attività della zecca locale: sono state infatti ritrovate monete coniate durante le dinastie merovingia e carolingia.
    1 punto
  21. Altri esemplari (in vendita) https://www.silburycoins.co.uk/product/anglo-saxon-silver-sceat-710-760ad-series-g-6/ https://www.silburycoins.co.uk/product/anglo-saxon-silver-sceat-710-760ad-series-g-3/ https://www.hammeredbritishcoins.com/saxonandviking/3063-anglo-saxon-silver-sceat-series-g.html
    1 punto
  22. Ecco un orrore degno della pigna...
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  23. parecchie faccende da assolvere pare C chi EF accende, dà asso L V , E re Buon pomeriggio a tutti !
    1 punto
  24. sulla scia dell'orrore vincitore del Museo 2025, sempre dalla stessa fonte ho trovato un ulteriore bell'orrorino... il tondello centrale di una lira turca, anno ignoto (visto che si trova sull'anello esterno), che ho dovuto un poco ripulire, per leggerlo.. quindi foto pre e post
    1 punto
  25. La risposta già c'è nella definizione. Questa è proprio la prima cosa che manca. Ognuno ovviamente poi può vederla come vuole. Buona giornata 🙂
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  26. quanti commenti inutili... quanta gente che non ha nulla da dire eppure scrive... riprendo la definizione da vocabolario: "Mezzo di pagamento caratteristico della compravendita con funzione, nei rapporti economici, di unità di misura del valore di un bene; è rappresentato spec. da una o più serie di pezzi di titolo e valore stabilito e convenzionalmente riconosciuto, diverso nei vari Paesi ed epoche storiche". Le emissioni di IPZS possono essere utilizzate in tal senso e se non lo si fa e' solo perche' non avrebbe senso usare un oggetto con un valore facciale di 5 e un valore di mercato di 10 per pagare 5... il lattaio, il fruttivendolo, il tabaccaio (e chiunque altro si voglia far entrare in questa discussione per cercare di dare maggiore verosimiglianza a quelli che sono solo meri vaneggiamenti) una volta avessero avuto contezza di cosa si ritrovano per le mani sicuramente accetterebbero il pagamento, perche' DEVONO! e devono in virtu' di Decreti Ministeriali che sanciscono chiaramente che si tratta di monete ("pezzi di titolo e valore stabilito e convenzionalmente riconosciuto"). Se la Pizza e Margherita fosse stata coniata in un milione di esemplari e fosse iniziata a circolare liberamente oggi chiunque la accetterebbe nel suo uso quotidiano, perche' la riconoscerebbe. Se invece provassi a pagare il lattaio con la coincard al momento ci sarebbe il solo problema che il lattaio potrebbe non conoscere la coniazione e riconoscerla come moneta avente un valore intrinseco determinato dalla Legge. I sapientoni di questo forum possono discutere quanto vogliono, ma resta il fatto che una qualsiasi 2euro verrebbe accettata in pagamento nella sua versione PROOF o FDC da chiunque, perche' ne esistono le versioni circolanti in milioni di esemplari, di uso comune e note a tutti; questa e' la sola differenza come giustamente fatto notare in un post precedente. Chi ancora parla di ciarpame e tondelli non riesce mai a smentire questo ragionamento, semplicemente perche' ha torto e gli rode esserlo... ma che il lattaio si va a leggere i Decreti Ministeriali di emissione di tutte le monete circolanti? NO non lo fa semplicemente perche' le riconosce come aventi un valore stabilito da qualcuno titolato a farlo e quindi le accetta in pagamento secondo il loro facciale Tornando alla numismatica, ognuno colleziona quello che puo' (spero, indebitarsi per una collezione non lo trovo saggio), vuole, gli piace collezionare. Non sta scritto da nessuna parte che bisogna avere tutto di tutte le emissioni, cosi' come non c'e' limiti alle oggetti collezionabili (se penso che c'e' chi colleziona NTF digitali per migliaia di euro....). Cio' posto: - le emissioni sono troppe? si, e spero le riducano in futuro ma non credo succedera' perche' comunque c'e' un ritorno economico evidente dietro - le scatole sono ingombranti? si, le trovo anche troppo fragili e le dimensioni sempre diverse ne complicano la conservazione - i prezzi sono elevati? si, spero si possano abbassare, specie quelli di metalli non nobili (oro e argento sono saliti tanto nell'ultimo anno, dubito possano mantenere il prezzo dello scorso anno per emissioni similari) - le prime uscite valgono di piu': secondo me si, e' un trend che si nota in qualsiasi ambito (il nr 1 di Topolino sicuramente vale piu' di tutti gli altri, o la prima bottiglia numerata di un vino...) - alcune monete tengono valore e altre lo perdono: e' evidente dai fatti. Lo Sbarco sulla Luna e le Vespe ne sono esempi - la speculazione e' una brutta cosa: secondo me si, non mi viene in mente un ambito in cui il termine speculazione sia usato in accezione positiva... - comprare 2 monete e rivenderne una per finanziare altri acquisti: non e' vietato da legge, moralmente non lo trovo cosi' deprecabile, c'e' di peggio Cosa vorrei prendere questo anno: -- San Francesco mi sembra particolare, e poi ha un significato particolare, la voglio -- Calabria la trovo molto bella ed artistica, la voglio -- la nuova ciambella non mi interessa (secondo me la fanno solo per cavalcare il trend...), -- il Corriere della Sera mi interessa capire se stanno stampando sul retro la prima pagina del primo numero del 1876 (sarebbe davvero una bella cosa in tal caso la prenderei volentieri) -- Muti: fossi il lui mi gratterei! non mi interessa, ma certo che se morisse questo anno il prezzo potrebbe schizzare... -- Fontane, Pinocchio, etc., credo che passo e risparmio per prendere altro
    1 punto
  27. Tra le "Eccellenze del sistema produttivo italiano" ce n'è uno dedicato alle Officine Brugola... sarà questo? petronius
    1 punto
  28. Bisogna sempre evitare di scadere nel personale. Si commentano o si contestano le idee, in modo possibilmente costruttivo, non le persone
    1 punto
  29. Buonasera a tutti, rileggevo questa vecchia discussione di @gennydbmoney anche io sono rimasto folgorato da questo nominale , mi viene da sorridere se penso che in uno dei post avevo scritto che avevo tre esemplari, il numero è cresciuto abbastanza, mi sono dovuto dare una regolata per non prenderne altri anche se la tentazione è tanta. Certamente cerco di non farmi sfuggire qualche pezzo raro , magari nel tempo proverò a migliorarne qualcuno. Ora visto che la discussione è ad hoc per il 9 cavalli 1790 posto i miei esemplari, in foto manca il mio secondo esemplare senza merli perché affetto da cancro e in quarantena. scusate per la qualità delle foto fatte al volo e con poca luce. Saluti Alberto
    1 punto
  30. Interpellato CFN affinché provvedese a consegnare le monete, lo stesso ha riferito che il Magistrato deve ancora vagliare l'iscrizione di Leone IV
    1 punto
  31. Buon Anno a tutti, ricordo che alla conferenza possono partecipare tutti dopo la conferenza si potranno vedere le monete, circa un centinaio, trattate nella conferenza...quindi il consiglio è di partecipare in presenza. Al termine della conferenza pandoro e brindisi.
    1 punto
  32. Va bene il mio o anche semplicemente Lorenzo. Ti ringrazio molto per la disponibilità
    1 punto
  33. Il Francobollo si vede chiaramente che e' incollato, ....va lasciato dov'è, mai provare a staccare, per staccare ci sono dei sistemi che vanno valutati caso per caso.
    1 punto
  34. Anche questa busta porta due regni filatelici diversi. La busta non e' per raccomandata, ma una busta normale dove viene incollato il ritaglio del valore facciale da 3 p di una raccomandata periodo Edoardo VII, probabilmente danneggiata oppure il valore facciale sfuggito all' annullo e' stato riusato ed accettato dall' Ufficio Postale. Sotto posto un esempio. A sx Francobollo effige di Giorgio V, da 3 mezzi penny per non dire 1 penny e 1/2 marrone, emesso nel 1912, ...(gli inglesi sono fantastici per questi giri di parole).. ..... annullo di partenza della cittadina di Chiswick ufficio postale di Bedford Park del 28 settembre 1931.. .... annulli di arrivo in rosso di Clinton Massachussetts del 8 ottobre 1931. Mittente e destinatario sconosciuti. Due Regni in un solo documento e' sempre interessante.
    1 punto
  35. Ciao Lorenzo. Scheda pronta. https://numismatica-classica.lamoneta.it/moneta/R-RC/6 Puoi inserire le immagini o in forma anonima o se sei registrato con il tuo nickname: sarebbero meglio due immagini separate (dritto e rovescio).
    1 punto
  36. Sinonimi di "oscenità": sconcezza, indecenza, immoralità, impudicizia, turpitudine, volgarità, bruttura, schifezza, orrore, mostruosità, porcheria, laidume. E ci aggiungo anche ordinario, dozzinale, di pessimo gusto: quale preferisci? petronius
    1 punto
  37. Da fondere il prima possibile Parlare di è un'oscenità petronius
    1 punto
  38. Buonasera chiedo se avete notizie sul francobollo in allegato. Non ho trovato nulla sul web. Grazie!
    1 punto
  39. Ne ho raddrizzato uno E' evidente che con le 3 linee avevano pure previsto di occultare la scritta della parte inferiore, manca un fascio, avevano solo quel tipo di soprastampa? o magari un errore durante le fasi di soprastampa che non valeva più la pena di correggere dato l'utilizzo limitato? Bene o male con un tratto di penna si poteva ovviare all'inconveniente. Che siano marche, erinnofili, o bolli di fantasia, come venivano usati? sino a quando e da chi? In ogni caso su Delcampe sono proposti ad un piccolo prezzo, quindi in teoria non sono rari, troppe rimanenze? direi che ci sono troppe lacune... Da Wikipedia: Istituito con RD 2 luglio 1926, n. 1131 dal Governo Mussolini, il 27 settembre 1929, con RD n. 1663, accorpa alcune funzioni del Ministero dell'economia nazionale, soppresso col R.D. 12 settembre 1929, n. 1661. In luogo del dicastero dell'economia nazionale nacque il Ministero dell'agricoltura e delle foreste, e le competenze afferenti al lavoro, commercio ed industria passarono al Ministero delle corporazioni. Con la caduta del Fascismo vennero soppressi vari istituti e denominazioni che lo ricordavano. Pertanto, con R.D. 9 agosto 1943, n. 718 la denominazione del Ministero delle corporazioni fu mutata, dal Governo Badoglio I, in quella di Ministero dell'industria, del commercio e del lavoro. Successivamente soprastampate sono state adottate dal Ministero dell'industria del commercio e del lavoro? In mancanza di un'immagine dove si evince l'effettivo utilizzo su un documento/frammento od altro che li riportano, purtroppo si può solo ipotizzare.
    1 punto
  40. Questa notizia credo sia candidata al premio pulitzer
    1 punto
  41. Buonasera, Non preoccupatevi, niente che non vada! Domani va in asta oltreoceano un interessante nomos dì Kaulonia (475-425 a.C.) ribattuto su un didracma di Akragas. L’asta è la CNG 118, il lotto il numero 33. I dati fisici della moneta: diametro 22 mm, peso 8.10 g con asse di conio ad ore 5. La buona conservazione dell’esemplare e del sottotipo, legati ad una coniazione non perfettamente riuscita, hanno dato come risultato una ottimale leggibilità delle caratteristiche della moneta akragantina, tali al punto da consentire la sua classificazione secondo la catalogazione che ci offre il lavoro della professoressa Westermark sulle emissioni greche di Agrigento. Curioso che Classical Numismatic Group non abbia avuto interesse ad approfondire la catalogazione, dato che menziona una generica ribattitura su un didracma di Akragas. La classificazione del sottotipo è da individuarsi nell’accoppiamento di conii Westermark 203 (488/485-480/478 a.C.), sotto al granchio sono ancora visibili le tracce dell’elmo corinzio. Posizione forma e dimensioni delle chele e delle zampe del granchio, di quel che ne resta, ci fanno identificare il conio di martello R137, la sagoma dell’aquila il conio di incudine O74. Di seguito le immagini della moneta in asta e di due esemplari corrispondenti per accoppiamento di conii al nomos di Kaulonia ed al sottotipo akragantino. CNG 118/33, ex CNG 72/137 del 14-06-2006: https://auctions.cngcoins.com/lots/view/4-3958EG/bruttium-kaulonia-circa-475-425-bc-ar-nomos-22mm-810-g-5h L’esemplare pubblicato in The Coinage of Akragas Westermark 203.5, a New York dal 1944 grazie al lascito Newell, SNG ANS 947, ex Jacob Hirsch 8/565 del 1903: Noe Caulonia 98, ex Nomos 18/23 del 26-10-2018, ex Roma Numismatics 7/49 del 22-03-2014: https://nomosag.com/default.aspx?page=ucAuctionDetails&auctionid=17&id=23&p=1&s=&ca=0&co=0&type=auction L’individuazione del sottotipo potrebbe essere di aiuto per una più precisa datazione delle emissioni di Kaulonia, visto l’ampissimo (50 anni) lasso di tempo che corre nello studio del Noe (475-425 a.C.)? Che ne pensate? Non conosco, se non basilarmente, la monetazione della zecca del Bruzio ma mi piacerebbe avere qualche ragguaglio o approfondimento sulla datazione di queste emissioni a doppio rilievo, per meglio comprendere la circolazione della valuta akragantina nella Magna Grecia. In particolare mi farebbe piacere sentire l’opinione di @dracma dato che ricordo che si interessa all’argomento delle emissioni greche ribattute del sud Italia. Buonanotte
    1 punto
  42. Questo non è mai possibile, sono solo gli Stati ad emettere francobolli.. mai da parte di privati. Per autorizzazione sicuramente intendi AVT. MIN. N.5917 del 4.7.XVII La dicitura AVT. MIN. N.5917 del 4.7.XVII indica un'autorizzazione ministeriale rilasciata durante il periodo fascista. Nello specifico potrebbe essere l'abbreviazione di Avvertimento o più frequentemente in contesti burocratici e pubblicitari di Autorizzazione Ministeriale (a volte riportata come Aut. Min.). N.5917: è sicuramente il numero di protocollo o il numero identificativo specifico del provvedimento... del 4.7.XVII: indica la data del 4 luglio 1939. L'anno espresso in numeri romani (XVII) si riferisce infatti all'Era Fascista. Purtroppo con questi dati non riesco a trovare nulla sul web e nulla sui libri, ecco perché credo sia un erinnofilo. Perché no potrebbe anche commemorare un' autorizzazione ministeriale ... ?!?!? Non lo escludo a questo punto.
    1 punto
  43. Nel mentre un 2 cavallucci di Carlo V tipo con trofeo darmi e legenda PAX REGNVM// REX IUSTUS, la si trova se non sbaglio con legenda identica dritto e rovescio. Saluti Moneta rara e che si aggiunge alla mia collezione.
    1 punto
  44. Stupenda questa immagine mi da un senso di grande operosità.. ora ciascuno sarebbe chinato sul proprio smartphone
    1 punto
  45. Vero! l’assenza del timbro del battaglione potrebbe essere la causa della tassazione?
    1 punto
  46. Salve condivido immagino di una cartolina viaggiata e chiedo ai più esperti maggiori informazioni. Ringrazio in anticipo
    1 punto
  47. Ciao, mi sento di consigliarti di utilizzare u.coin solamente come un catalogo figurativo virtuale e nulla di più, giusto per qualche dato ponderale sulle monete, come prezziario vale meno di zero.
    1 punto
  48. Qualche tempo fa mi capitò di notare una moneta della tipologia di nomos krotoniate tripode/tripode incuso con airone/uccello acquatico (come la moneta al post precedente) passato in un’asta della casa Auktionhaus Ulrich Felzmann al lotto 13 della vendita 168 del 3-4 marzo 2020. Unico dato il peso di 8 grammi. Anche in questo caso non veniva menzionata la ribattitura, che stavolta riguarda per il sottotipo la zecca di Gela. Ruotando il dritto possiamo individuare chiaramente alla base del tripode la parte anteriore del cavallo, il collo, parte della criniera e della zampa, nonché il piede ed il braccio sinistro del cavaliere. Allo stesso modo una rotazione del rovescio ci mostra il poco che resta del toro androprosopo (la divinità fluviale del fiume Gela), vale a dire uno zoccolo e la terminazione della zampa, sopra la parte superiore del tripode. Anche in questo caso non è possibile risalire alla classificazione secondo il corpus di Gilbert Kenneth Jenkins, ma osservando i particolari residui del cavaliere e del cavallo si potrebbe ragionevolmente ritenere che siamo nella fase finale delle emissioni geloe di didracmi tardo arcaici. Probabilmente dopo il 480 a.C. quindi. Purtroppo, come per l’esemplare del post precedente, ogni ipotesi razionalmente sostenibile sfocia nel mare delle sensazioni personali.
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  49. Buonasera, Devo scusarmi, causa la fretta di scrivere di ieri notte ho commesso un errore, tanto grave quanto evidente, che ho corretto nella datazione da me riportata dell’accoppiamento di conii Westermark 203 (gruppo III del I periodo della monetazione di Akragas), da attribuire all’arco temporale 488/485-480/478 a.C. e non 495-488/485 a.C. come precedentemente scritto, datazione che riguarda il gruppo II. Ma non è per chiedere indulgenza per l’errore che scrivo il presente post. Il mio fine è segnalare un altro passaggio in asta di una moneta di area magnogreca ribattuta su un didracma di Akragas. Sempre dal Bruzio, si tratta di un nomos di Crotone datato al periodo 480-430 a.C. nella cui descrizione del catalogo di vendita non veniva neanche menzionata la ribattitura, a dir la verità piuttosto evidente, mentre veniva notato il graffito K (posto proprio al di sopra delle tracce dell’aquila). In questo caso le condizioni dell’esemplare rendono impossibile ogni puntuale classificazione, anche se è verosimilmente da escludersi l’appartenenza della moneta sotto riportata al gruppo IV del periodo I. Questo in quanto le proporzioni dell’aquila (testa,collo,busto), per quanto rimane visibile del sottotipo, non sembrerebbero compatibili con quelle dei rapaci di quel gruppo. Naturalmente è più una sensazione che un giudizio. Ex Leu Web Auction 16/205 del 22-05-2021, 21 mm, 7.93 g, asse di conio ad ore 5. L’Aquila ben visibile al dritto, scarse e flebili le tracce del granchio al rovescio, si intravedono delle zampe e forse “l’ombra” di una chela: https://www.numisbids.com/n.php?lot=205&p=lot&sid=4713 Potrebbe essere utile individuare, laddove sia possibile, gli esatti conii del nomos Krotoniate, per meglio distinguere le tracce residue del sottotipo, anche se non so quanto possa servire ai fini della sua corretta catalogazione vista la scarsa conservazione.
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