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Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 11/30/25 in tutte le aree
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Scusami se mi permetto, da completo ignorante di questa tipologia, ma te lo hanno scritto in tutte le salse e vedo che non hai capito il messaggio. La Numismatica non è un “rischio”, ma al contrario è STUDIO! Non è “acquistare a poco” ma acquistare CONSAPEVOLMENTE previo, appunto, lo studio di cui sopra. Nella mia ignoranza, tra tutte quelle che hai postato, quelle “buone” si conteranno sulle dita di una mano; ha ancora senso quindi, scrivere ancora “… per poi avere pezzi così nella collezione pagati meno di £20”? Questo denario, per me (nella mia ignoranza, risottolineo!) mi piace, ma mi domando, possibile che dopo due anni che segui queste tipologie, ancora non percepisci la differenza tra un denario come questo, e quest’altro di Caracalla giovanile? queste monete ora le hai comprate… e vabbè! Perchè invece di parlare di prezzi di monete (che in questo caso sarebbero anche da ritoccare verso l’alto visti tutti i falsi presenti, ma vabbè, questo poco importa), non ti compri dei bei libri e un bel microscopio? Potresti scaricarti tutto il RIC, imparare a consultarlo e provare a catalogare queste monete… Sarebbe un’opportunità costruttiva per trasformare questo acquisto azzardato fatto allo sbaraglio in un’opportunità per imparare CONSAPEVOLMENTE da un errore che non si dovrebbe mai fare, specie con monete antiche che non si conoscono. Sempre con stima e rispetto, Fabrizio4 punti
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Scherzi, vero?! Di buono c'è che hai un discreto database di quasi tutti gli errori di fusione -e loro camuffamento- possibili, da farci un manuale.3 punti
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Allora, prima di tutto, dal momento che mi sono espresso in maniera garbata e chiara, ti prego di evitare simili vocaboli con me. Secondo, vedo che continui a non capire, infatti ancora insisti sul tema del lucro: Se vuoi un ritorno monetario, opera nel mercato finanziario, ma non nella numismatica (che non conosci, dove serve studio, esperienza e tutto il resto che ti hanno già scritto infinite volte) Direi che c'è qualcosa di molto più palese delle varianti e dello stile del conio, e se non lo vedi, dopo due anni... Certo che te lo concedo. Ma di studio io ne vedo poco... già solo per il fatto che ancora vedo latitare le catalogazioni col RIC (per dirne una eh...) Io non ho scritto questo. E' chiaro che tu sia molto prevenuto per il modo in cui sei stato trattato, e posso capirlo, ma stai ampiamente fraintendendo il mio messaggio. Ecco, se dopo due anni ancora non hai capito l'importanza di questo ausilio, direi che hai chiari problemi di approccio alla Numismatica classica. E bada bene, non ti sto dando ma perchè, dopo due anni, praticamente hai imparato molto poco e dal tuo atteggiamento dimostri di non voler imparare dato che non accetti consigli di utenti molto più preparati di te. Hai comprato il libro di Fabrega che ti era stato consigliato? Con questo, concludo ogni mio intervento nei tuoi topic.2 punti
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Sono d'accordo. Nel trasferire da un calco di un denario autentico ad una copia, quel salto di conio al dritto con relative linee di flusso è venuto bene e penso che avrebbe superato la soglia di attenzione a molti...2 punti
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Ciao @mazzarello silvio Mi permetto di non essere d' accordo sulla somiglianza dei bordi tra la moneta in discussione e quella da te postata. I bordi sono palesemente diversi cosa che anche un neofita può benissimo notare. Sulla moneta da te postata, chiaramente fusa,non voglio entrare nel merito dell' autenticità o meno perché sarebbe un discorso di lungo approfondimento ma, mi sento di dirti che la patina della tua moneta è facilmente replicabile con vecchie tecniche ormai obsolete ma che possono produrre effetti devastanti riuscendo a creare anche quel sottofondo color cuprite che si vede ad ore sei. Molti collezionisti con una buona conoscenza ed esperienza stanno quasi sempre alla larga da queste patine scure che sono molto insidiose. Mi scuso con @Atexano per aver parlato di screzi familiari ma, l' ho semplicemente fatto perché ne aveva parlato lui in un post. I miei interventi in questa discussione li ritengo conclusi. Buona domenica a tutti!2 punti
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Qui ormai facciamo concorrenza al Dr. Ilya Prokopov's Fake Ancient Coin Reports !2 punti
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Nel 40 a.C. i Parti, approfittando della debolezza di Roma, dissanguata dalle guerre civili e lacerata dalle divisioni conseguenti alla morte di Cesare, invasero le province orientali e dilagarono attraverso la penisola anatolica sino al mare Egeo. Li guidava un traditore, Quinto Labieno, figlio di quel Tito Labieno che, sebbene descritto da Plutarco come “amico tra i più intimi e luogotenente di Cesare, che aveva lottato al suo fianco con grande coraggio durante tutte le guerre in Gallia”, aveva abbandonato il suo comandante per schierarsi prima con Pompeo Magno, poi coi suoi figli. Quinto Labieno aveva peraltro guadagnato alla causa partica le truppe lasciate a presidio della Siria, consentendo così anche l’occupazione di quella provincia. I Parti gli avevano affidato il comando del proprio esercito, ossia quella stessa cavalleria che solo tre anni prima aveva annientato le legioni di Crasso nella devastante battaglia di Carre; per questo, quando emise un proprio denario fece apporre al dritto il suo ritratto, al rovescio un cavallo partico con arco e faretra appesi alla sella. Ciò che colpisce di questa moneta è la legenda, ove egli si definiva PARTHICVS: questi cognomina infatti venivano assegnati a chi debellava un nemico (come nei casi di “Africano”, “Emiliano”, “Asiageno”, “Turino”), non certo a chi si vendeva a lui. Non solo Labieno era un traditore, non solo si vantava di essere un traditore, ma derideva la tradizione guerriera dell’Urbe. Nel 39 a.C. sbarcò nella provincia d’Asia Publio Ventidio Basso, generale incaricato da Marco Antonio di ricacciare i Parti fuori dai confini dei territori romani, con 11 legioni di veterani. Per finanziare la sua campagna militare egli emise allora l’altro dei denari illustrati, che reca al dritto il ritratto di Antonio stesso, al rovescio l’immagine di Giove stante con lo scettro in mano e la propria firma, P.VENTIDI PONT.IMP. Ventidio venne a contato con l’esercito nemico in Cilicia, presso il Monte Tauro (una delle cime della catena che porta lo stesso nome), e lo sconfisse duramente, uccidendo il traditore Quinto Labieno. La sua cavalleria, mandata poi in avanscoperta, si imbatté in un altro contingente partico ai confini della Siria, presso il Monte Amano (attuali Monti Nur, ai confini tra Turchia e Siria); stava per essere sopraffatta, quando sopraggiunse Ventidio stesso con le legioni infliggendo ai Parti una nuova, cocente sconfitta. I Parti si ritirarono allora dalla Siria, ove Ventidio fece acquartierare le sue truppe per trascorrere l’ormai incipiente inverno. Nella primavera del 38 a.C. Pacoro, re dei Parti, decise di reagire duramente contro Ventidio. Predispose un contingente molto numeroso dei temutissimi arcieri a cavallo, gli stessi che nel 53 a.C. avevano fatto strage delle legioni di Crasso, e degli altrettanto feroci catafratti, reparti di cavalleria corazzata capaci di travolgere e scompaginare le fila della fanteria, e ne assunse personalmente il comando. Partì dal suo regno in primavera; Ventidio, informato dalle sue spie degli spostamenti di truppe nemiche e necessitato a riunire le sue legioni (sparse nei diversi accampamenti invernali) prima di poterle affrontare, riuscì, con un’efficace attività di controinformazione, a far pervenire a Pacoro false indicazioni di un’incipiente imboscata romana, convincendolo a intraprendere un percorso più lungo del necessario. I Parti raggiunsero così i Romani solo il 9 giugno, anniversario della battaglia di Carre, e li trovarono trincerati dietro le proprie fortificazioni sulle pendici del Monte Gindaro (nell’attuale Siria settentrionale), paralizzati dalla paura. Decisero quindi di attaccarli e gli arcieri a cavallo si gettarono contro di loro, seppure in salita; avrebbero rinovellato le epiche gesta compiute 15 anni prima. Era una trappola. Al momento opportuno le porte degli accampamenti romani si aprirono e i legionari eruppero correndo - in discesa - contro la cavalleria nemica, armi in pugno. La manovra riuscì alla perfezione; presi alla sprovvista, i cavalieri non ebbero il tempo di colpirli, né di manovrare in ritirata; presi da panico si sbandarono, ostacolandosi a vicenda, galoppando gli uni contro gli altri. Molti non sopravvissero ai gladi dei Romani e agli zoccoli dei commilitoni, gli altri tornarono verso la posizione del loro re. Nella loro travolgente marcia, le legioni raggiunsero così il nerbo dell’esercito partico dove i catafratti, che erano rimasti in attesa alla base del pendio (non potevano caricare in salita, con il peso delle loro corazze), si strinsero in una formidabile formazione difensiva con al centro il re e la guardia reale: un muro di metallo, contro cui i legionari si sarebbero sicuramente schiantati. Ma i legionari non li raggiunsero. Si fermarono e li circondarono, fuori dalla portata degli archi dei pochi arcieri rimasti, A questo punto, dagli accampamenti romani sovrastanti cominciarono a volare le pietre e le glandae plumbae (“ghiande di piombo”) scagliate dai frombolieri greci e cretesi che Ventidio aveva arruolato e portato seco proprio attendendo quell’occasione. Velocissimi, i proiettili cominciarono a tempestare cavalli e cavalieri, ancor più efficaci in quanto arrivavano da postazioni sopraelevate, ferendo gli animali e disarcionando gli uomini; circondati dalle legioni, i Parti non sapevano come reagire. Quando fu il momento, la pioggia di pietra e metallo si interruppe all’improvviso e le legioni, levato un alto grido, si gettarono da tutti i lati contro le fila dei Parti, ormai miseramente scompaginate e composte per lo più da cavalieri appiedati, impacciati nei movimenti. L’attacco romano mirò direttamente contro la guardia reale; malgrado la sua accanita resistenza alla fine essa dovette soccombere e, quando un centurione levò alta la testa del re morto, le poche sacche di resistenza partica si sbandarono definitivamente. Chi aveva ancora un cavallo fuggì nella direzione del ponte sull’Eufrate, deciso a tornare in patria; ma le soprese di Ventidio non erano ancora finite: la cavalleria romana era stata tenuta in attesa proprio in previsione di una fuga in quella direzione e sbarrò la strada ai Parti, impedendo loro di guadagnare la salvezza. Nello stesso giorno in cui i Parti avevano sconfitto le legioni di Crasso uccidendo il triumviro, i Romani avevano debellato i cavalieri di Pacoro uccidendo il re. Ventidio, tornato a Roma, il 27 novembre del 38 a.C. celebrò il trionfo. Come disse Plutarco, “Ventidio è l'unico generale romano che ad oggi abbia celebrato un trionfo sui Parti”. Lui, se lo avesse voluto, avrebbe potuto fregiarsi del cognomen Parthicus, che Labieno aveva infangato.2 punti
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Esemplare con punto dopo NAPOLEONE.. E per finire esemplare con punto dopo NAPOLEONE,1813 e SICILIE.. Gli esemplari senza punteggiatura sono i più comuni,di contro non ho trovato esemplari con punto dopo NAPOLEONE e SICILIE,ma ciò non vuol dire che non esistano... Le immagini provengono tutte da passaggi d'asta...1 punto
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Ciao, nonostante non seguo costantemente la monetazione di Murat (a parte il rame)ho trovato stimolante la tua richiesta, quindi mi sono dilettato a fare una veloce ricerca e di seguito pubblico i risultati che spero siano di aiuto alla tua ricerca... Esemplare con legenda senza punteggiatura... Esemplare con punto dopo SICILIE... Esemplare con punto dopo NAPOLEONE e 1813... Esemplare con punto dopo 1813... Esemplare con punto dopo 1813 e SICILIE...1 punto
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Sinceramente mi sono arrivate troppe notifiche devo chiudere un istante che non sto più capendo dove rispondo. Ho altre monete dubbie da postare in futuro, per la gioia di qualcuno e la disperazione di altri. Grazie mille comunque per tutti gli interventi, come sempre. Credo di aver dato un po' di colore a questo forum ultimamente. Sicuramente in futuro ci riderò.1 punto
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Buongiorno, Per rimanere nel tema delle linee di espansione in un denario romano, a cui si accennava in un post precedente, pubblico questa moneta di Faustina, moglie di Antonino Pio, dove questo fenomeno è molto marcato. Da notare è il fatto che le suddette linee siano più evidenti al dritto che al rovescio, dove la consunzione ne ha lasciato traccia solo andando verso il bordo in quanto al centro ne rimane un segno quasi impercettibile. È un denario di consacrazione con al rovescio un pavone rivolto a sinistra, un simbolo che sembra essere molto caro agli Antonini e che verrà poi ripreso in epoca successiva da alcuni imperatori del terzo secolo. Anzi: cosa rappresenta il Pavone? La moneta è assolutamente autentica, non solo per via dei suddetti segni, ma soprattutto per il tipo di ossidazione verde, molto particolare, che è presente in alcune parti; una ossidazione che sembra essere polverosa in alcuni punti e più densa o compatta in altri (sotto la zampa sinistra, dove il colore è anche più intenso, divenendo verdone). Misure 2.56 g per 19,3 mm Grazie ancora Atexano1 punto
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Vedo che anche oggi purtroppo come ieri non sei di buon umore, e mi dispiace. La CONDIVISIONE ( che io non ho mai detto essere una cosa obbligatoria quindi di cosa parli...) per chi vuole farla resta una cosa importantissima per la Numismatica. Nell'altro intervento sottolineavo che grazie alla tipologia del denario di Adriano con difetto del ritratto postato da @Atexanoper confronto ho postato un mio esemplare di Commodo per il quale non facevo più ricerche da diversi mesi. Ed ho ricominciato con questo esemplare trovando quello con identico dritto non su database censiti o in vendita di case d'asta ( come semplicemente ed erroneamente hai detto tu, complete ed esaustive) ma venduto su un sito on line. Per me quindi è stato molto importante a tal proposito. Spero di essermi definitivamente spiegato e che tu abbia finalmente capito, spero..Più interventi Numismatici e meno altro...1 punto
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Ciao @Atexano, moneta che da foto presenta molte criticità: eccessi di metallo (sopra la nuca, tra i capelli, sulla corona di alloro ecc. ecc.), metallo granuloso sui fondi e su parte delle figure, perlinatura evanescente al D e al R, legenda e figure evanescenti al D, mi fanno propendere per una moneta fusa e non autentica. Quelle macchie che dovrebbero essere di "cuprite" mi sembrano molto strane: potrebbero anche far pensare a un suberato in alcuni punti (vedi sul bordo del D a ore 11), ma in altri punti appare molto superficiale e assomiglia vagamente a ruggine... Personalmente non l'avrei comprata, neanche per 20 EUR. Un caro saluto, K1 punto
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Buongiorno Questa lettera è uno dei miei ultimi acquisti, spedita dalle isole dell'Egeo, ma ho una perplessità in quanto l'annullo riporta la data 10.9.40, mentre la lettera e datata 2.7.1939. mi sembra che non sia tanto normale, in un primo momento ho pensato che la lettera fosse stata messa per sbaglio nella busta, ma leggendola sembra che la destinataria della missiva sia la stessa persona.1 punto
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Cassettiere per la conservazione visibile dei reperti di piccole dimensioni nella sala «biblioteca di oggetti». Nella foto, i bronzetti preromani dalle collezioni storiche Man Marche Foto: Ministero della Cultura Ad Ancona il Museo Archeologico Nazionale apre i depositi: contiene oltre 180mila reperti Le «riserve» rappresentano circa il 90% delle collezioni del museo. Saranno anche visibili numerosi mosaici e una selezione del ricco lapidario epigrafico «Il patrimonio invisibile-Depositi Aperti» è il titolo dell’iniziativa della Direzione regionale Musei nazionali Marche presa per rendere accessibili al pubblico i «magazzini» del Museo Archeologico Nazionale (Man) delle Marche ad Ancona, ovvero gli spazi dove è conservata la parte musealizzata, ma non esposta, del patrimonio archeologico proveniente dal territorio marchigiano. Con uno stanziamento di 800mila euro nell’ambito del Pnrr, quello del Man Marche sarà il primo deposito museale delle Marche che aprirà ai visitatori. Appuntamento per l’inaugurazione: il 16 dicembre alle ore 12. Con più di 180mila reperti raccolti in oltre 160 anni di storia museale, i depositi rappresentano circa il 90% delle collezioni del museo. Saranno anche visibili numerosi mosaici e una selezione del ricco lapidario epigrafico, oltre a una quantità di anfore, testimoni delle rotte commerciali antiche. «Quando nel 2020 ebbi l’opportunità di entrare per la prima volta nei depositi archeologici del Man Marche, dice Luigi Gallo, direttore dei Musei Nazionali delle Marche, i più importanti di tutta la regione, pensai subito che quei luoghi dovevano diventare spazi vitali, accessibili e accoglienti, per restituire al pubblico il ricchissimo patrimonio invisibile che contengono. Ora, grazie agli importanti interventi realizzati con il Pnrr coordinato dalla Direzione Regionale Musei, abbiamo il primo deposito archeologico delle Marche accessibile da parte del pubblico, attrezzato anche per accogliere studiosi e ricercatori, perché la conoscenza sempre più ampia e approfondita del patrimonio è il cardine sul quale costruiamo quotidianamente la concreta valorizzazione di ciò che abbiamo l’onore e l’onere di custodire e di trasmettere alle future generazioni». Diego Voltolini, il direttore del Man Marche, aggiunge: «I depositi sono il “dietro le quinte” della vita di un museo, sono il luogo in cui archeologi, restauratori, ricercatori lavorano per far sì che il patrimonio archeologico, pubblico, sia una vera risorsa. Com’è noto il percorso espositivo stabile di un museo rappresenta, solitamente, solo una piccola percentuale del patrimonio che custodisce: grazie al progetto Pnrr il Man Marche ora offre un’esperienza nuova ai visitatori, che potranno scoprire ciò che di solito non si vede, con la visita di un vero deposito museale, con le nostre ricchissime collezioni archeologiche». La nuova area visitabile si colloca al di sotto della terrazza vanvitelliana, in spazi mai visti fino a oggi dal pubblico. Si è anche allestito, oltre a una sala studio, un nuovo laboratorio di restauro. Nella sua lunga storia, il Man visse anche una distruzione, nella sua sede presso l’ex convento di San Francesco alle Scale, a causa dei bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Oggi, nella sala dedicata al deposito macerie, si conservano alcune delle teche originali di allora. Operazioni di restauro vengono realizzate anche nell’ex via dell'Arsenale. È una parte superstite del tessuto urbano dell'Ancona prebellica, una delle stradine che collegavano il colle Guasco al porto antico attraversando la proprietà dei conti Ferretti, che è stato anche un set per il film «Ossessione», che Luchino Visconti girò ad Ancona nel 1943. Oggi questo vicolo, che è compreso nella struttura del Man Marche, torna a essere visitabile. Galleria dei mosaici, rastrelliere per la sistemazione visibile delle lastre di mosaico. Foto: Ministero della Cultura https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Ad-Ancona-il-Museo-Archeologico-Nazionale-apre-i-depositi-contiene-oltre-mila-reperti @petronius arbitere Se hai la possibilità di andarci, ci faresti qualche foto ? Te ne saremmo tutti grati.1 punto
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Ancora ti riferisci al tuo post nella discussione "Denario di Commodo - Ercole Romano" ? Personalmente sì, continuo a non capire l'importanza che attribuisci al CONDIVIDERE TUTTI I NOSTRI esemplari come utilità alle TUE RICERCHE DI IDENTITà DI CONIO e al volercele fare pubblicare tutte a tutti. Se ti fa piacere postare le tue monete per me non hai bisogno di trovare -a mio modo di vedere- pretesti del genere. Entusiasmo? Narcisismo numismatico? Passione per lo studio? Un mix di tutto cio? Sono fatti tuoi...ma pensaci un attimo: cercare le tue identità di conio qui? Mah. Spero di aver espresso la mia opinione senza provocare nessuno, semmai offrendo un personale feedback e riflessione. Considerando anch'io concluso quel che avevo da dire in questo post, nel tuo precedente e ad Atexano in generale, Buona Domenica a tutti!1 punto
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Ecco le mie prime monete da 1 lira, Le quadriglie di Calandra sono per me tra le più belle monete coniate.1 punto
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Ed è proprio per questo motivo che sono importanti le CONDIVISIONI delle monete delle nostre collezioni. La visione degli esemplari proposti ci dice tante cose ed ovviamente è didattica per molti di noi ( tu probabilmente non ne hai bisogno, quindi buon per te). Ovviamente grazie agli interventi Numismatici in proposito degli esperti di tale monetazione ( e non battute o cose del genere che servono a nulla). Con il tuo intervento quindi ti sei autorisposto a quanto non avevi capito sul discorso della CONDIVISIONE . Altro che mero sfoggio dei nostri vassoi.1 punto
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Grazie Roberto della specifica, si potrebbe inserire questa foto e la sua relativa scheda a catalogo (Serafini 771) Grazie😉1 punto
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La prima dovrebbe essere il solito gettone replica regalato con la rivista Selezione della Reader's Digest. https://it.numista.com/2714951 punto
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Salve @Antoninoc87 la seconda è un bronzo imperiale AE3 CONSTANTINIANA DAFNE di Costantino I zecca di Costantinopoli (5a officina) RIC VII COSTANTINOPLE 35 http://www.numismatics.org/ocre/id/ric.7.cnp.35?lang=en1 punto
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Ciao Angelo, è una bella lettera scritta da un soldato di mare. Io credo allo scambio di lettere in due buste diverse e ti spiego perché. Sulla lettera datata 2 luglio 1939, il mittente scrive da Benina in Cirenaica (Libia) dicendo che la stessa mattina aveva ricevuto una lettera della destinataria. Quindi questa missiva non poteva essere stata scritta e spedita da Rodi più di un anno dopo. Una volta, soprattutto nel periodo bellico, tutte le lettere spedite dai militari alle famiglie o fidanzate, venivano conservate con cura tutte insieme, ed è molto probabile che qualcuna sia stata scambiata in una busta diversa durante la lettura delle stesse dai parenti di allora o anche in tempi vicini. Comunque aspettiamo altri pareri.1 punto
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L'esemplare di @latino mi pare più il Muntoni 328 "classico", senza firma TM (apparentemente), con diritto assimilabile per stile e fattura ai conii romani. Al contrario il rovescio è probabilmente di fattura locale. Il Ser. 771 è questo: Diritto di fattura locale, senza punteggiatura in legenda e con mini-nimbo, rovescio di "stile romano". Ciao, RCAMIL.1 punto
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Ciao @Atexano, ti rinnovo il consiglio che mi sono permesso di darti molto tempo fa e che ti è stato rinnovato ultimamente anche da esperti di lunga data di monete romane. Fai periziare le monete acquisite in blocchi solo ed esclusivamente da un Perito Numismatico che opera nel campo delle monete romane.1 punto
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Ciao É falsa. Soliti punti deboli come bordo e perlinatura non conformi.1 punto
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Buongiorno @Prurro, non era necessario fare due discussioni per il fronte/retro. Sono comunque riproduzioni. Saluti @CdC per cortesia puoi unire le due discussioni?1 punto
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Ciao @Ajax bronzo greco di Apameia in Frigia. https://www.acsearch.info/search.html?id=129046611 punto
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Buona sera. La foto migliore è quella della moneta con la bilancia ma anche da questa si vede poco. Se anche il dritto è nelle stesse condizioni direi nell'ambito dello spl . Cordiali saluti e buona serata. Gabriella1 punto
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E mi permetto di aggiungere anche competente ed appassionato, come molti di noi. Cose che fa trasparire in ogni suo intervento sempre e solo Numismatico.1 punto
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Concordo con @PxacaesarPxacaesar cerchiamo di stare tutti sul pezzo, nel pieno rispetto di tutte le opinioni, anche per me si tratta di una brutta fusione e la patina fiume io non la vedo per niente, ma non per questo dobbiamo attaccare un utente molto educato come @decioche ha espresso una sua opinione che rispetto, anche se non la condivido.1 punto
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Salve. Condivido la mia piastra 1807 di Giuseppe Napoleone. Si differenzia dalla precedente già presente in questa discussione perché riporta il 7 della data ribattuto su un 6. Peso: gr.27,54. Ringrazio per l'attenzione. Saluti.1 punto
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Credo di sapere chi ha scritto quel cartellino. Diciamo che ha una sua concezione dei gradi di conservazione che io non condivido al 100% perché facilmente fraintendibile. Difatti, per lui il FDC può arrivare (virtualmente) fino al 70. Quindi un 63 è un punteggio che indica anche per lui che la moneta ha una qualche mancanza... Per questa ragione preferisco il metro di giudizio "classico" (più semplice e chiaro) che applicava all'epoca Tevere e, ad oggi, periti come Varesi, Crippa e Ranieri. Ma ciò non toglie che anche chi ha scritto la perizia di questa 100 lire Vetta d'Italia sia, comunque, un professionista affermato e stimato.1 punto
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Buongiorno a tutti, quest'oggi ho il piacere di mostrarvi una rarissima prova napoleonica, ovvero il 3 centesimi 1810 di transizione. È la prima volta che questa specifica prova, di cui gli esemplari noti si contano sulle dita di una mano, viene mostrata su questo forum. Purtroppo, troppo spesso mi capita di sentir parlare impropriamente di R5 napoleonici... Ecco allora che ho voluto mostrare a voi tutti un autentico R5 di Napoleone per il Regno d'Italia. L'esemplare in questione proviene dall'asta Varesi 84 del novembre dello scorso anno (se ne ricorderà sicuramente @lucadesign85). Mi auguro che questa prova sia gradita agli appassionati (e non) di monetazione napoleonica. Sulle ragioni storiche che hanno portato alla realizzazione di questa prova (assieme a quella del soldo che ho già mostrato in passato) vi rimando al mio articolo pubblicato nell'ultimo numero del Gazzettino del Cordusio. Da un punto di vista tecnico, la particolarità di queste prove è che presentano il bordo liscio e rialzato, tipico dei nominali in rame del 2° tipo, mentre invece l'effige di Napoleone è diversa (simile ma non del tutto sovrapponibile a quella del 1° tipo).1 punto
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Buongiorno a tutti. Allego alla presente la risposta ricevuta dal Comune di Milano, nella persona del dott. Dragonetti che ringrazio pubblicamente. La risposta è stata trasmessa, oltre che al sottoscritto, anche all'Associazione che gestisce il Mercato e ad alcuni rappresentanti della stessa. Ho solo cancellato per correttezza gli indirizzi personali e quelli non istituzionali. In sostanza, l'Amministrazione comunica il termine dei lavori nella zona Cordusio entro il 30 novembre 2025 e la possibilità di riprendere il Mercato dalla successiva domenica 7 dicembre 2025. Mi sembra una buona notizia, all'esito della quale non resta che vigilare sul corretto e tempestivo adempimento di quanto annunciato dall'Amministrazione. Resto a disposizione per ogni valutazione e saluto tutti cordialmente. Comune Milano Cordusio defintivo.pdf1 punto
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