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Prendendo spunto da un'altra discussione mi sono chiesto: ma come (dove e quando) si chiamano queste monete?!? Le forme Pfennig, Pfenning o addirittura anche Pfening (senza la "n" doppia) sono varianti storiche della stessa parola e indicano la stessa tipologia di moneta, non monete diverse. Fino all’Ottocento inoltrato (e in pratica fino a circa il 1900) non esisteva una grafia unica standardizzata: le diverse regioni di area germanica ne utilizzavano di differenti sulle monete. Con la standardizzazione linguistica e monetaria tra XIX e XX secolo, e soprattutto con i sistemi monetari moderni, si è imposta definitivamente la grafia “Pfennig” - vedi la Germania pre Euro. Di conseguenza non ha senso parlare di forma “corretta” o “sbagliata” in assoluto: la forma va valutata in base al periodo e al contesto. Per una moneta moderna è corretto usare Pfennig, per una moneta più vecchiotta le altre grafie sono perfettamente legittime od addiruttura necessarie. In breve: non cambia la valuta, cambia l’epoca e la sua grafia. njk6 punti
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Salve. Posto le mie due piastre 1798 con sottocorona rigato e 9 torri. Una è identica alla tua. L'altra, pur riportando 9 torri, si differenzia perché ha la rigatura da sinistra verso destra e non ha lo scudo chiuso. Magliocca, a pagina 174 dell'edizione 2025 del suo manuale, le classifica ambedue R2, così come il Gigante. Per quanto riguarda il tuo quesito, il mio parere è che lo scudo chiuso non renda la moneta più rara. I cataloghi non la prendono mai in considerazione. Un caro saluto.5 punti
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Oggi sono rimasto su una media di 64 centesimi a moneta. Questo 5 centavos 1880 peruviano direi che è la moneta più interessante pescata oggi5 punti
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Buon pomeriggio a tutti! Quest'oggi vorrei presentarvi una moneta asburgica che, a mio parere, non è tra le tipologie che si vedono molto spesso qui sul Forum: un Kreutzer in rame battuto nel 1803 all'interno della Zecca di Gunzburg (H) durante il regno dell'ultimo Sacro Romano Imperatore Francesco II d'Asburgo-Lorena. Questa moneta, assieme ai pezzi da ½ e ¼ di Kreutzer, venne battuta per la circolazione interna alla cosiddetta "Austria Anteriore" (Vorderosterreich), corrispondente, al giorno d'oggi, ad una serie di territori facenti parte di Svizzera, Vorarlberg, Alsazia, Baden-Württemberg meridionale e Baviera. Sin dai tempi di Maria Teresa d'Asburgo, venne affidato alla Zecca di Gunzburg il compito di coniare monete per questa regione austriaca. La moneta di cui oggi vi parlo, presenta: al dritto, lo stemma coronato dell'Austria Anteriore circondato dalle iscrizioni "FRANC II D G R I S A H B R A A M B", Francesco II Per Grazia di Dio Imperatore dei Romani Sempre Augusto, Re di Ungheria e Boemia, Arciduca d'Austria e Granduca di Borgogna; al rovescio, valore "EIN KREUTZER", millesimo "1803" e marchio di zecca "H" su quattro righe entro un elegante cartiglio. Condivido, assieme alle foto della moneta, anche un'utile cartina per identificare al meglio i territori della Vorderosterreich. Grazie per l'attenzione!5 punti
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Rivolgersi ad un sito come lamoneta è garanzia di serietà. Il web è pieno di notizie fuorvianti e di lestofanti che cercano di truffare proprio le persone che non hanno dimestichezza della numismatica.5 punti
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Ciao a tutti; lo scorso anno ho scritto un articolo sulla RIN, a proposito della zecca di Chiusi, dei grossi e di un inedito picciolo. Sto facendo alcuni approfondimenti e volevo chiedere a chi lo ha letto un parere sull'interpretazione dei dati materiali. Vi allego il link al file, così chi volesse leggerlo può farlo. https://www.academia.edu/129445883/La_zecca_medievale_di_Chiusi_secc_XIII_XIV_aggiornamenti_storico_numismatici_ed_uno_studio_sui_conî Grazie a chi vorrà mettere le proprie annotazioni. Un saluto, Magdi5 punti
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Soliloquio di un Francobollo. Dalla penna di Ernest W. Brady... "Sono il più grande viaggiatore del mondo. Sono stato trasportato da cammelli, slitte trainate da cani, pony express, biciclette, treni, piroscafi, automobili, aerei, dirigibili e razzi. Sul mio volto ci sono i ritratti di re, presidenti, regine, principi, principesse, scià, sultani, capi tribù, avventurieri, esploratori, patrioti, martiri, inventori, pionieri, artisti, musicisti, architetti, poeti, aviatori, drammaturghi, romanzieri, pittori, atleti, cardinali, santi e peccatori. "Dipingo mappe del mondo e di parti del mondo. Rivelo vedute di strane spiagge straniere, fiumi, laghi, suoni, cascate, geyser, montagne, monumenti, castelli, templi e rovine di templi, missioni, ponti, porti, banchine, chiuse, litorali, locomotive, mongolfiere, razzi, dirigibili, velivoli a vela e transatlantici, canoe indigene e moderni idrovolanti giganti. Raffigura ogni sorta di sport, industria, artigianato, usanze, riti sacri, cerimonie e parate, e anche quasi ogni varietà di uccelli, animali, pesci, fiori, frutta e verdura. Descrivo le forme scomparse della fenice, del grifone, del drago, del centauro e dell'unicorno. "Gli eroi e le eroine della mitologia posano entro i miei confini e io incornicio gli orrori della guerra, le benedizioni della pace, la piaga dell'indigenza, la piaga della carestia, le difficoltà dell'emigrazione e la bellezza della nudità maschile e femminile. Illustro le avventure di Don Chisciotte, le fiabe dell'infanzia, le leggende, i simboli dell'arte, del commercio, della pace, dell'agricoltura, dell'industria e gli stemmi e le bandiere di tutte le nazioni. Commemoro le guerre, le spedizioni, le invenzioni, i viaggi e le scoperte, le creazioni e le costruzioni che rendono la vita sociale sicura, vivibile e felice. Sono la più grande cronaca per immagini del mondo. Milioni di persone mi collezionano. Migliaia sono sfuggiti alla noia grazie alla mia varietà, centinaia sono stati salvati dalla follia grazie al mio fascino, eppure – sono solo un francobollo."4 punti
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Cari amici non evocatemi, sono sempre qui tra voi!!! Medaglia devozionale, bronzo ottone, prima metà del XVIII sec. probabile produzione romana.- D/L'Immacolata Concezione su crescente lunare e nubi.- R/ Ostensorio di tipo romano, raggiato, su nubi, con l'Eucarestia (SS. Sacramento) al cui interno si vede il trigramma IHS sormontato da crocetta, tipologia classica molto diffusa dai francescani.- Ciao Borgho4 punti
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Cartolina illustrata in corretta tariffa per l'interno con l' aquilino (aquila sabauda) da 5c verde azzurro dell' emissione detta floreale del 1901... annullato dal cerchio singolo di ROMA FERROVIA del 9.8.1906. (All' epoca imbucare corrispondenza presso le stazioni ferroviarie velocizzava l' invio, in quanto veniva caricata subito sui vagoni postali per l' instradamento). L'Imperatore di Germania fu effettivamente scelto come uno dei padrini per il battesimo di Umberto di Savoia (il futuro Umberto II) per consolidare i rapporti diplomatici tra l'Italia e la Germania, allora alleate nella Triplice Alleanza. Come era comune nelle cerimonie reali dell'epoca per sovrani stranieri, Guglielmo II non presenziò fisicamente a Roma. Fu invece rappresentato ufficialmente dal Principe Alberto di Prussia, che partecipò al rito al Palazzo del Quirinale il 4 dicembre 1904. Di cartoline che commemorano questa cerimonia ne esistono di diverse versioni: Sotto un' esemplare con Alberto di Prussia e altre.. Il dietro della tua cartolina non scritta...4 punti
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Buongiorno a tutti, oggi vorrei presentare una medaglia dedicata al Santuario di Cussano, in comune di Fossano (CN). La medaglia in bronzo, coniata nel 1890 dallo Stabilimento Johnson di Milano, presenta dimensioni abbastanza rilevanti, con un diametro di 51 mm per 69,76 grammi. Al dritto, riporta la legenda SANCTUARI DEIPARAE A PROVIDENTIA CUSSANEI AP, con una rappresentazione del Santuario di Cussano e in esergo JOHNSON - MILANO. Al rovescio, riporta la legenda IN PERPETUUM CORONATA TRIUMPHAT DIE XI MAII MDCCCXC, con rappresentata l'apparizione della Vergine Maria al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa, in esergo A.C. INC. (Angelo Cappuccio Incisore - incisore anche del gettone da 20 centesimi per l'esposizione di Milano del 1906). il bordo è liscio, e una particolarità di questa medaglia è la profondità dei rilievi, che al rovescio "escono" dallo spessore del tondello. Riporto, come approfondimento, la storia del Santuario, tratta dal sito internet dello stesso. https://www.santuariocussanio.it/ La storia di Cussanio è strettamente legata all’apparizione della Madonna e al Santuario detto della “Madonna della Divina Provvidenza”. Prima, infatti, la zona era disabitata, destinata a pascolo o malsana, causa l’acqua che ristagnava sul terreno. Tutto iniziò, quindi, con l’apparizione della Vergine Maria al pastore sordomuto Bartolomeo Coppa l’otto e l’undici maggio 1521. La Vergine guarì l’uomo sordo e muto dalla nascita e gli affidò la missione di predicare la penitenza a Fossano. Gli apparve poi una seconda volta e gli offrì del pane trovandolo affamato, deluso e deriso dagli uomini che aveva incontrato durante la sua missione. Fu in questo secolo che Fossano, afflitto come gran pane dei territori circostanti dalle guerre e investito dalla peste, si rivolse alla Vergine per scampare il male e fece erigere una cappella sul luogo dell’Apparizione della Madonna divenuto in quegli anni meta di pellegrinaggio. Fu eletta una cappella poi sostituita da una chiesa più ampia, all’arrivo a Cussanio, nel ‘600, dei padri Agostiniani della Congregazione di Genova; gli stessi frati costruirono anche il grandioso complesso del convento di fianco al Santuario. Nel 1617 si affidò l’officiatura della cappella ai frati Agostiniani della Congregazione di Genova; i lavori per l’erezione del Convento e l’ampliamento della chiesa furono affidati all’architetto e incisore fossanese Giovenale Boetto e ad Alessandro Thesauro. Tra il 1618 e il 1648 si realizzò parte di un progetto che prevedeva che il convento fosse formato da quattro chiostri separati tra loro da due maniche di fabbricato disposte a croce greca; successivamente i padri fecero ingrandire anche la chiesa, probabilmente su disegno dello stesso Boetto, autore negli stessi anni di una incisione su rame che rappresenta la più antica raffigurazione del miracolo di Cussanio (Fossano) che ci sia stata tramandata e che venne divulgata in gran copia dai padri per divulgare il culto mariano. L’interno della chiesa fu ornato tra il 1656 e il 1657 con almeno tre tele del pittore fiammingo, Giovanni Claret residente a Savigliano: sopra l’altare maggiore, “La Madonna di Provvidenza”; sull’altare centrale della navata destra “La Madonna col bambino, San Giuseppe, Sant’Agostino”, detta anche “La Madonna della Cintura”; infine “San Nicola da Tolentino” conservata nei locali del Santuario. Tra il 1690 ed il 1740 la decorazione interna si arricchì degli oli di Giovanni Francesco Beaumont, “La Madonna col bambino e San Francesco di Sales” delle opere e di altri pittori a noi non noti. Crebbe tra il Seicento ed il Settecento l’importanza e la prosperità del santuario di Cussanio. I rivolgimenti intervenuti con la Rivoluzione francese interessarono il Santuario che conobbe in quegli anni un periodo di decadenza: i Padri Agostiniani furono costretti a lasciare il convento e non tornarono più nemmeno dopo la restituzione delle proprietà alla Chiesa avvenuta durante la restaurazione. La rinascita del Santuario fu possibile soltanto con l’arrivo in diocesi del Vescovo Emiliano Manacorda nel 1872, amico di san Giovanni Bosco, il quale rivendicò la proprietà del Monastero che era tra i beni confiscati a seguito delle Leggi di soppressione del 1866, e avviò la ristrutturazione della Chiesa. Nel 1875 ebbero inizio i lavori diretti da Giuseppe Maria Magni: la chiesa a navata unica fu prolungata, il vecchio coro fu trasformato in presbiterio e il nuovo coro fu sistemato dietro l’altare maggiore, furono edificate due navate laterali e gli altari di marmo divennero sette. Al centro della navata si elevò la maestosa cupola e sul fronte principale si ricostruì interamente la facciata ornandola di tre gruppi marmorei e di un peristilio con soprastante terrazzo. La decorazione della chiesa così ristrutturata fu affidata a Giuseppe Rollini Intra che dipinse la “Natività” e la “Crocefissione” nel presbiterio oltre che diverse scene evangeliche e bibliche nelle volte.4 punti
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Dopo due pagine di discussione, qualcuno vorrebbe, per cortesia, provare a identificare la moneta? Altrimenti tanto vale chiudere. E ricordo, per l'ennesima volta, che riprendere un comportamento ritenuto poco corretto (e non è certo il caso di @giuliodeflorio della cui correttezza anche lo staff è consapevole), spetta ESCLUSIVAMENTE al CdC, al quale, eventualmente, vanno segnalati tali comportamenti. Grazie.4 punti
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Buongiorno @ARES III tu hai perfettamente ragione sul fatto che purtroppo il saluto sta diventando sempre cosa piu rara,però se vai a leggere i post precedenti di @giuliodeflorio vedrai che è stato sempre educato e ha sempre ringraziato,sarà stata solo una dimenticanza questa volta 🙂4 punti
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E' un saggio consiglio. La gran parte dei collezionisti di lunga data ha buttato un pò di denaro in monete poi sostituite con esemplari migliori. Il processo di acquisto di una moneta bruttina che poi alla fin fine stona nel monetiere, rivendita e nuovo acquisto della moneta definitiva è normalmente costoso, molto di più dl comprare direttamente la moneta che rimarrà a vita nella collezione. Ma c'è un ma. Per acquistare la moneta della vita bisogna acquisire esperienza. Esperienza che si acquisisce solo sul campo, commettendo errori e ogni tanto comprando monete poco piacevoli che poi una volta rigirate in mano per qualche mese o anno si vuole sostituire. Quindi le spese aggiuntive e gli errori anche grossolani che si fanno all'inizio della collezione normalmente pagano l'acquisizione di esperienza numismatica, che si può fare solo sbattendo la cucuzza sul campo e avendo in mano le monete. Non è detto che sia questo il caso. Esistono collezionisti cui piace concludere la propria collezione inserendo esemplari di qualità mista. Fra qualche anno ci dirai 😉3 punti
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Francia, patac de provence https://www.google.com/url?sa=t&source=web&rct=j&opi=89978449&url=https://www.cgbfr.it/francois-ier-le-restaurateur-des-lettres-patac-de-provence-n-d-b-,bry_901341,a.html&ved=2ahUKEwjx76__7fSSAxXBh_0HHWpYFZMQr4kDegQIJBAD&sqi=2&usg=AOvVaw2t-SHCuc0bs6U4e5DrmQg33 punti
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Bella serata di vita da Circolo numismatico, ritrovarsi a scambiare opinioni e vedere monete, queste proprio non mancavano, un paio d'ore passate in tranquillità. Anche questo serve alla comunità di un circolo...grazie agli intervenuti e alla prossima.3 punti
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Due righe di storia postale sull' ufficio di Foligno: storicamente Foligno avrebbe dovuto possedere un ufficio postale di 1° classe già nel 1862. In quell'anno con la nascita delle Regie Poste del Regno d'Italia (istituite il 5 maggio 1862), venne completata la riorganizzazione dei servizi postali dei territori annessi. Gli uffici venivano classificati in base all'importanza commerciale e amministrativa della città. La 1° classe veniva assegnata ai capoluoghi di provincia e ai centri strategici per il transito delle comunicazioni come Foligno. La città era in una posizione strategica, era infatti in un nodo vitale grazie alla sua posizione lungo la direttrice Roma-Ancona e al nascente sviluppo ferroviario che ne potenziava il traffico postale. Sotto il palazzo delle poste di Foligno forse anni 20 30 del 900, in quanto si legge telegrafi e telefoni.3 punti
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Visto che la cartolina proviene da Roma ho cercato famiglia Fabbrichesi a Roma, ..e guardate cosa viene fuori.... A Roma, intorno al 1900, la famiglia Fabbrichesi era una realtà emergente e facoltosa, legata soprattutto all'imprenditoria del marmo e all'industria estrattiva carrarese. Sebbene le informazioni specifiche su questo nucleo familiare a Roma siano frammentate nei grandi archivi, ecco i punti chiave del loro profilo storico: Origini e Patrimonio: Provenienti da Carrara, i Fabbrichesi (guidati da figure come l'industriale Adolfo Fabbrichesi) erano tra i principali proprietari di cave di marmo. La loro ricchezza permise l'ascesa sociale e l'espansione verso la capitale, dove investirono in immobili e attività commerciali. Contesto Culturale: Il cognome è storicamente associato al mondo dello spettacolo e dell'arte. Nel XIX secolo, Salvatore Fabbrichesi era stato un noto capocomico e scrittore, e questa inclinazione culturale rimase nel DNA della famiglia, che nel 1900 frequentava i salotti della nuova borghesia romana. Presenza Urbana: A differenza delle antiche casate nobiliari come i Borghese o i Colonna, i Fabbrichesi rappresentavano la nuova classe dirigente post-unitaria che stava trasformando Roma in una metropoli moderna attraverso l'industria e le professioni liberali. Tracce d'Archivio: Documenti del periodo 1900 sono conservati presso l'Archivio di Stato di Roma, dove appaiono in inventari prefettizi legati a questioni di ordine pubblico o attività economiche cittadine. Tutto torna !3 punti
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Per quanto riguarda il cognome della Sig.ina Bianca purtroppo non e' venuto fuori nulla anche perché non di facile lettura, .. comunque l' indirizzo di Via Martinengo Da Barco a Brescia è tutt'oggi una via storica importante. Infatti palazzo Martinengo da Barco all'inizio del novecento (imponente edificio al civico 1) era già il fulcro della via. Donato al Comune nel 1884 dal conte Leopoldo Martinengo da Barco, il palazzo divenne la sede definitiva della Pinacoteca Tosio Martinengo, inaugurata ufficialmente nel 1900 dopo il trasferimento delle collezioni da Palazzo Tosio. Interessante la frase "Gentili cose affettuose" .. quando le persone sapevano ancora mettere un concetto ..un pensiero per iscritto. Bella cartolina storica non facile da trovare.3 punti
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Ciao @EmilianoPaolozzi, è un nummo di Giustiniano I della zecca di Cartagine; Sear 278; DOC 302. inserisco immagine di confronto3 punti
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Ciao, il ritratto sembra più quello di Filippo l'Arabo. Ci sono alcune lettere leggibili sopra la testa dell'imperatore e mi sembra ben visibile una lettera P. Tu con moneta dal vivo puoi vedere meglio. Posto esemplare che dovrebbe essere della stessa tipologia.3 punti
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Terminato di leggere. Non posso che complimentarmi con @Reale Presidio per l'ottimo lavoro svolto. Oltre alla parte iniziale dedicata alla storia dei Reali Presìdi, è stata altamente interessante la parte riservata, ovviamente, alle monete. Ogni moneta viene analizzata per millesimo e per valore senza trascurare i più piccoli dettagli. Le immagini sono di qualità ed è possibile godersi alcune monete del Museo Nazionale Romano e del Musero Correr. La presenza di tabelle, la collazione di testi dedicati a tale monetazione, un'appendice con la trascrizione di documenti d'archivio e altro ancora, rendono questo lavoro indispensabile per i cultori della monetazione napoletana e toscana.3 punti
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DE GREGE EPICURI Il titolo generale di questa discussione però è ingannevole; sarebbe stato meglio scrivere: "monete di restituzione di Traiano". Il termine inglese "restored" qui va tradotto "di restituzione", e non ha nulla a che fare con le tecniche di restauro (=interventi di miglioramento, modifica, pulizia, ecc.) delle monete antiche.3 punti
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E mi sono reso conto che nel gruppetto, sempre a 64 centesimi, ho pescato anche 1 dihram 1960, unico millesimo in argento..3 punti
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E per 64 centesimi ciascuno ho preso anche una coppia di gettoni a tariffa ridotta 1944 di Milano3 punti
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Ciao @ceolo non è un fals ma un burbe. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=2983393 punti
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Buonasera, sono tutte e tre autentiche e in perfetta tariffa , Argentina , Uruguay e Perù, sono viaggiate e spedita come si vede alla ditta Filigrano presso Alitalia, che poi le riportava in Italia, sono tre aerogrammi piuttosto comuni, ne hanno prodotte migliaia di pezzi, ma comunque sono patrimonio della nostra storia postale saluti3 punti
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Ciao @ditantointanto è un dirham mamelucco del sultano Baraka Qan zecca di Damasco. https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=2078383 punti
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È stata fatta una confusione incredibile tra R2 del Gigante e R4 del Magliocca senza neanche accorgersi che la 259b ( A chiusa e sottocorona liscio) e la 259c ( A chiusa e sottocorona rigato) non vengono citate dal Gigante che si limita alle varianti sottocorona rigato a sinistra e sottocorona rigato a destra, quindi era un paragone inutile perché si mettevano a confronto varianti diverse con rarità diverse, inoltre anche il Magliocca valuta le varianti solo con sottocorona rigato R2 quindi in linea con il Gigante...3 punti
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Ciao amici, sono da poco su questo sito. Pubblico per condivisione il mio grosso anonimo scaligero, di ottima conservazione e con gradevole patina. Pesa gr.1,62.3 punti
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Salve @ARES III però una cosa te lo devo dire.. non si fa così eh...non hai salutato nel primo intervento in questo post 😂 logicamente la mia è una battuta sarcastica per allentare un po gl attriti dell altro post...che non si arrabbi nessuno 😉3 punti
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Assolutamente si ! La busta non e' una classica ortodossa FDC (First Day Cover) in quanto non porta con sé il Francobollo emissione dell' evento, ....ma una busta filatelica che riporta l' annullo speciale dell' evento in rosso del 5 giugno 1970 + l' annullo di partenza di Fiumicino Aeroporto del 6.6.70 ore: 12, quindi del giorno dopo. Come dicevo la busta non ha francobolli emessi specificatamente per l' evento, ma Francobolli dell' epoca attinenti al volo aeronautico, un esemplare da 50 Lire del 50° anniversario del volo Roma Tokyo emissione del 2 maggio 1970 + 100 Lire di posta aerea emissione dell' emissione del 16 febbraio 1948. Sul retro della busta abbiamo l' annullo di arrivo del 6 giugno 70 all'Aeroporto Internazionale John F. Kennedy di New York. JAMAICA, NY: Non si riferisce alla nazione caraibica, ma a Jamaica, un quartiere del distretto del Queens a New York City. L'aeroporto JFK si trova fisicamente all'interno di quest'area, e Jamaica funge da hub logistico e postale principale per tutta la zona. Come richiesto nella scritta in rosso sul dietro (Please soon after arrival return via T.W.A. to via carale di Masera..."), la busta ritorna a Domodossola che al tempo era in provincia di Novara il 17 luglio 1970 a Domodossola Stazione. La busta e' in perfetta tariffa come lettera ordinaria per gli USA con 150 Lire di affrancatura, .....ma il ritorno in Italia fu creato artificiosamente dal mittente mettendo un indirizzo di poste restante fasullo, la busta a questo punto fu gestita come posta non recapitabile e restituita al punto di origine cioe' al mittente. Con questo sistema si sono ottenuti gli annulli speciali del volo. E' una busta interessante artificiosamente filatelica.3 punti
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La possibilità di lecito acquisto e possesso c’è sicuramente, tant’è vero che vi sono i commercianti di monete antiche con licenza dello Stato… il rischio, quando c’è di mezzo lo stato italiano, c’è su tutto, non solo sulle monete antiche…. Diciamo che su queste ultime , complice una legislazione profondamente idiota e totalmente a discrezione degli inquirenti come applicazione e interpretazione, bisogna muoversi con attenzione e, come dico spesso: “a volte bisogna essere intelligenti anche per gli altri” e controllare che siano veramente in regola e che facciano quello che devono fare.Perche poi i problemi sono dietro l’angolo…. Non è il caso di Nomisma, ma ci sono tantissimi commercianti numismatici senza alcun titolo per lavorare , né licenze né regolarità amministrativa, che magari sono attivi da anni , ogni tanto gli danno una torchiata, gli sequestrano lo stock, stanno fuori dai giochi per un po’, e poi li ritrovi al convegno dopo , con tavoli di monete da decine o centinaia di migliaia di euro, ma totalmente abusivi nell’esercizio dell’attività…. E non te lo dicono mica quando compri, anzi; ti fanno anche pseudo fatture con diciture fantasiose( “servizi generici”, è una delle tante” monete fuori corso” un’altra , emettere uno scontrino non descrittivo è altrettanto irregolare per le monete antiche e tanti altri sistemucci ) che non valgono assolutamente nulla dal punto di vista legale della liceità del possesso … devi capire tu se sono commercianti regolari o no… informandoti presso le associazioni legalmente riconosciute( una sola in Italia: la NIP, tutte le altre non contano nulla legalmente) o, per esempio , controllando le fatture che siano fatte a norma di legge, che abbiano la licenza specifica per il commercio di monete antiche , che siano realmente ditte attive…che citino i numeri di registro di carico in ingresso e uscita , e così via Purtroppo chi dovrebbe controllare la loro regolarità, o non lo fa, o , a volte, è a libro paga… quindi non v’è certezza … CAVEAT, dicevano i latini .3 punti
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DE GREGE EPICURI @joannes carolus Ti cito le poche cose che conosco: 1.Sulle imitazioni di 3° e 4° secolo sono usciti molti lavori. Ad esempio (ma è uno fra tutti): Frédéric Weber, "Les Imitations radiées du IIIe siècle" che puoi scaricare: http://www.fredericweber.com/articles/imitations_radiees.htm 2.Sui radiati del Limes, proprio a seguito della discussione che hai citato, è uscito su Monete Antiche n. 46 (luglio-agosto 2009) un articolo : "Suberati e denari di bronzo" di Fabio Bourbon con la collaborazione di Gianfranco Pittini. 3. L'unica Silloge (provvisoria!) di Denari del Limes a me nota (in totale 243 tipi) è uscita sulla rivista Ticinum di Pavia, anno XI, n, 1 (26) a cura di Giancarlo Mazza e Giovanni Tredici. Non è facilmente reperibile, si trova ad es. alla Biblioteca Numismatica della SNI a Milano.3 punti
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Ciao, a prescindere dal ritratto ( che può trarre in inganno) ed analizzando la legenda visibile anche se non pienamente leggibile personalmente tenderei ad escludere l'imperatore Filippo l'Arabo. Sembrano infatti ben visibili le lettere C G ( vedi foto) . Sempre dal ritratto e dalle lettere io propendo per l'imperatore Gallieno. Per la tipologia per come è posizionata la figura personificata sul rovescio e dalla lettera S che si vede bene ( guarda foto) potrebbe, ed il condizionale è più che d'obbligo, essere la Virtus. Tu con moneta in mano magari riesci a vedere di più e ad avere riscontri positivi o negativi su quanto detto 🙂. Attendiamo ulteriori pareri.3 punti
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Ottimo.. uno piu' bello dell'altro.. notare i francobolli dell' Imperiale uguali che in realtà non lo sono. Il Campanile di San Marco ospitava servizi per i turisti, inclusa la vendita e la spedizione di cartoline direttamente dalla sommità. Era presente un piccolo banco o rivendita nella cella campanaria che permetteva ai visitatori di acquistare cartoline illustrate e affrancarle sul posto2 punti
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Ciao a tutti 🙂. La consunzione della moneta rende non facile la sua corretta catalogazione. @modulo_largoanche per me si tratta molto probabilmente di un asse di Nerone ma forse non della tipologia con l'ARAPACIS raffigurata sul rovescio da te trovata. Infatti in questa tipologia la S e la C sono punzonate con caratteri piccoli mentre la C visibile sulla moneta di @guidonava123è grande. Inoltre guardando attentamente la raffigurazione sul rovescio sembra più un altare tipo PROVIDENT sulle monete di Augusto ( sembra visibile la lettera N, vedi foto). Per Nerone però non mi sembra ci siano assi coniati a Roma o Lione con tali rovesci. Sono invece conosciuti diversi esemplari di area balcanica con questa tipologia di rovescio. @guidonava123se la moneta è in tuo possesso riesci ad individuare qualche lettera della dicitura sotto altare che potrebbe essere dirimente per la sua corretta catalogazione? Posto foto di un esemplare che potrebbe essere della stessa tipologia 🙂.2 punti
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Buongiorno, grazie a @EnSivi ho messo in raccolta "falsi d'epoca" , il suo Tarì del 1798.2 punti
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Ciao e ben trovato, credo che l'importante sia la tua soddisfazione! Per esperienza personale ti posso dire che non acquisto più monete che in futuro già immagino di sostituire, ci ho sempre rimesso... Personalmente avrei aspettato un po', messo i soldini spesi per questa moneta nella taschina del raccoglitore Abafil al posto della moneta stessa e quando fosse saltata fuori quella soddisfacente... recuperato i miei soldini, aggiunto la differenza et voilà... 😜😜😜 Cordialmente, Massimo.2 punti
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posseggo catalogo Aes Rude Chiasso N° 1 Nov 1977 " " " " " N° 2 Apr 1978 " " " " " N 3 Nov 1978 " " C,Varesi Pavia Primavera 1986 " " " " Autunno 1986 " " Semenzato Novembre 1986 " Collection la Comtesse de Beague Nouveau Drouot 1984 " Numismatiques " " 1986 " Monaco Monnaies Grecques antiques 1985 " " Collection Armand trampitsch 1986 " Montecarlo Numismatiques 1986 " asta N° 3 Grigoli Suzzara 1989 " Artemide Aste VI 1998 A disposizione per chi è interessato. Preferirei fare una sola spedizione2 punti
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Egregio...ma buongiorno😁 🌞 Tenevo a precisare che ho scritto infatti acqua demineralizzata, ho specificato il tutto come consiglio non come imposizione, inoltre quel che scrivo è accompagnato da fatti (nella mia modesta esperienza), altrimenti non mi sarei mai permesso di sbilanciarmi. Per quanto concerne le mani ruvide, non credo si arrivi a livelli di carta vetrata comunque😄. Per il contatore messaggi scritti, almeno per quanto mi riguarda non credo di "far girare il contatore" . A me, dei "gradi " del forum non mi importa, li tengo già addosso quelli reali. Passando invece al discorso studiare, debbo dire che cerco sempre con tutto me stesso di darmi a questa splendida passione, cercando anche di ampliare gli orizzonti in varie argomentazioni, insomma, cerco di impegnarmi e se posso aiuto anche qui( e qualcuno me ne dà prova, ma.sono cose mie interiori ed intime), poi è chiaro posso pure sbagliare, ci mancherebbe, non si finisce mai di imparare, neanche a 43 anni. In tal caso però mi premeva dare il mio parere, come tu hai dato giustamente il tuo, percui di riflesso, l'utente che ha chiesto è di per se libero di agire ascoltando questa o quella campana. Piccola annotazione, va detto che se il forum va avanti, è anche (oltre chi l' ha ideato) merito di chi vi partecipa, anche chi democraticamente sbaglia o chi scrive a "singhiozzo" (simpaticamente e virgolettato ovviamente...stima e considerazione). Ps: in in mondo di lavaggi strani e tecniche "oscure" praticate, cancri egregiamente " imboscabili" ecc, non ci scandalizziamo più di tanto per un semplice lavaggetto delicato, che tra l' altro viene indicato su innumerevoli discussioni di questo bel forum e "condannato" solo ora 😆. Saluti e buona giornata 🌞2 punti
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Per farti un’idea della rarità dei folles costantiniani, niente di meglio del database di Nummus Bible: 88 esemplari, molto comune. https://www.nummus-bible-database.com/rechercher-une-monnaie.htm?page=1&personnages=12&ateliers=7&collections=&vendeurs=&motscles=&numric=146&numnbd=&legendes=&nombreResultats=10&btRechercher=Rechercher2 punti
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Si potrebbe esitare con Costanzo Gallo, ma è proprio Giuliano con la M (o •M•) nel campo sinistro.2 punti
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Di seguito la 259b (A chiusa e sottocorona liscio) direttamente dal manuale delle monete di Napoli edizione 2025... Posto anche la foto originale della stessa, gentilmente concessami dall' amico Pietro Magliocca...2 punti
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Segnalo l’uscita del volume n. 70 degli Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica. Di seguito il link al sommario: https://www.istitutoitalianonumismatica.it/wp-content/uploads/2026/02/AIIN-70-SOMMARIO.pdf2 punti
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Conosciamo meglio l'autore di questa "moneta indecente" Hermon A. McNeil Hermon Atkins McNeil nasce a Everett (Massachusetts) il 27 febbraio 1866. Importante esponente del movimento artistico noto come American Renaissance (del quale abbiamo parlato più volte), è oggi tuttavia ricordato soprattutto per il quarto di dollaro coniato a partire dal 1916, sebbene sia stato presidente della National Sculpture Society, e abbia presentato le sue sculture (oggi in vari musei degli Stati Uniti) nelle più importanti esposizioni della sua epoca, quali la World's Columbian Exposition del 1893, l'Expò di Parigi del 1900, la Pan-American Exposition del 1901, la Louisiana Purchase Exposition del 1904, la Panama-Pacific Exposition del 1915. Per la Pan-American Exposition del 1901 realizzò questa bella medaglia, che celebra gli Indiani d'America, che per un decennio furono la sua passione e il suo soggetto principale. (Collection of The Art Institute of Chicago) Il suo interesse per i Nativi era nato all'inizio degli anni '90 dell'Ottocento, quando, di ritorno da un periodo di studio e perfezionamento a Parigi (tappa d'obbligo per tutti gli artisti americani dell'epoca), aveva visitato a Chicago la mostra Wild West di Buffalo Bill, rimanendone affascinato. Dopodiché, intraprese un lungo viaggio nel Sudovest, durante il quale studiò la storia, i costumi e le cerimonie delle tribù locali. Per il decennio successivo, MacNeil si concentrò su soggetti indiani nel tentativo di riabilitare la loro immagine: tra le varie sculture prodotte in questo periodo, la più famosa è senz'altro Sun Vow, il Voto al Sole. (Metropolitan Museum, New York) Ispirata, apparentemente, alla cerimonia d'iniziazione dei Sioux, raffigura un indiano seduto a lato del suo figlio adolescente, che ha appena scoccato una freccia verso il sole. La scultura vinse la medaglia d'argento all'Expò di Parigi del 1900, e quella d'oro alla Pan-American Exposition di Buffalo l'anno seguente. Sun Vow era tenuta in così alta stima che Lorado Taft nel suo History of American Sculpture del 1930, scrisse: "Questo gruppo è abbastanza buono e abbastanza importante da assicurare al suo autore un posto permanente nella storia dell'arte Americana." Continua...2 punti
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Ciao. Più che i dettagli, bisogna "leggere il metallo". Ti allego un confronto che vale più di mille parole. A sx un esemplare in "stato zecca", a dx l'esemplare in questione. Come vedi, una certa "differenza" è ben percepibile. L'usura aggredisce per prime le zone più esposte e aperte del modellato. In questo caso il ritratto del re (zigomo, guancia) oppure la pancia del cavallo in primo piano. I seni sono un dettaglio molto piccolo e "protetto" da altri rilievi. Se fai caso, la pancia del cavallo in primo piano è più alta dei seni, quindi più esposta, ed è quella la zona a usurarsi per prima. Poi, come dice Giovanni, questa zona è sovente afflitta anche da debolezza e quasi sempre martoriata dal "segnetto infame" (anche su questo esemplare). Attenzione perchè esprimersi sulle foto è pericoloso, specie sul contorno di questa moneta. Tassativa la visione diretta, e, tassativa la comprensione di quello che si guarda. Se avete i soldi non acquistatela con leggerezza. Per la tipologia le irregolarità del ciglio sono normali visto il peso della moneta e la particolare finitura del modellato del bordo. Il FERTin genere non è un problema come nei moduli più piccoli per via del maggior spessore del tondello. Sembra ci siano delle ondulazioni degne di essere attenzionate. Ecco perchè scrivevo della necessità della visione diretta e consapevole di cosa guardare. La "bava di conio" è più una legenda che una realtà. Viene erroneamente chiamata in causa per enfatizzare l'altissima conservazione... ma non è questo il caso chiaramente. Qui si tratta di un semplice e sottile esubero di metallo derivato dalla deformazione del metallo del tondello sotto la pressione dei conii. La "bava di conio", se così vogliamo chiamarla (non conosco il termine tecnico) è presente sulle monete appena uscite dalla pressa sarebbe (qualora ne rimanesse un debole residuo) talmente sottile che si spezzerebbe al solo guardarla. Lo so, è molto meno romantico, ma questa è la realtà.2 punti
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Pubblico una "seconda edizione" del testo pdf. I contenuti sono sostanzialmente gli stessi, ma ho corretto alcuni errori, spiegato meglio alcuni passaggi che mi sembravano criptici e rivisto l'impaginazione Storia delle monete repubblicane.pdf2 punti
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Buonasera a tutti, con questo post andiamo a chiudere il viaggio intrapreso della storia di Milda. Nel 1939 il governo lettone iniziò a prepararsi a coniare nuove monete da 5 lats da emettere nel 1941. La fanciulla lettone doveva essere sostituita da un ritratto del leader autoritario della Lettonia, Karlis Ulmanis, ma quelle monete non furono mai coniate causa lo scoppio della seconda guerra mondiale. Già prima della guerra la gente in Lettonia aveva iniziato ad accumulare monete d'argento per prepararsi alla crisi imminente ma il 23 agosto del 1939, dieci giorni prima dello scoppio della II guerra mondiale, il ministro degli esteri tedesco Joachim Von Ribbentrop giunse a Mosca per firmare insieme al suo omologo sovietico, Vjaceslav Molotov un patto di non aggressione fra la Germania di Hitler e l’Urss di Stalin che darà il via libera all’inizio del conflitto mondiale: Il patto di non aggressione venne reso pubblico, ma in quello stesso giorno Ribbentrop e Molotov firmarono anche un altro accordo, un protocollo segreto, con il quale Hitler e Stalin si spartiscono l’Europa orientale e i paesi baltici. Quel protocollo segreto segna, il 23 agosto del 1939, il destino di Lettonia, Lituania ed Estonia, che verranno invase nel 1940 dall’Armata Rossa, poi nel 1941 dall’esercito tedesco nell’operazione Barbarossa, per tornare sotto l’occupazione sovietica fra il 1944 e il 1945. Dopo l'occupazione sovietica della Lettonia nel 1940, il lat continuò a circolare insieme al rublo sovietico, sebbene le monete d'argento fossero in gran parte scomparse dalla circolazione. Il 25 marzo 1941, la monetazione lettone fu sostituita definitivamente dal rublo russo. Si stima che 50 milioni di lats non siano mai stati scambiati con rubli. Le persone rimasero con monete e banconote improvvisamente senza valore, ad eccezione del valore sentimentale e del contenuto d'argento delle stesse. Le autorità sovietiche, tuttavia, avevano monete da 5 lats per un valore di circa 3,6 milioni di lats. Si dice che negli anni '60 la Vneshtorgbank dell'URSS commerciasse in lat d'argento lettoni, offrendoli a un prezzo piuttosto alto a collezionisti stranieri. A partire dal 1941, i lats divennero un oggetto da collezione. L’occupazione sovietica durò circa 40 anni con deportazioni di massa, esili e guerriglie da parte della resistenza lettone ma tale regime favorì soltanto una forte unità nazionale. Nella Lettonia occupata dai sovietici, i lettoni aiutarono i loro concittadini in tutti i modi possibili. In genere i lettoni fecero del loro meglio per mantenere la loro lingua, la loro cultura, le loro tradizioni e lo spirito e identità nazionale ricordato da Milda. Cinquanta anni dopo la firma del protocollo segreto, il 23 agosto del 1989, i Lettoni insieme agli Estoni e Lituani decidono di mettere in atto una clamorosa azione di protesta pacifica, per denunciare la firma fra nazisti e sovietici e mostrare a tutto il mondo la loro voglia e il loro diritto a tornare ad essere paesi liberi ed indipendenti. E’ la Via Baltica, una catena umana di circa due milioni di persone che scendendo in strada e prendendosi per mano compose una catena che attraversò i tre paesi baltici, unendo le capitali Tallin, Riga e Vilnius: Non fu semplice organizzare una protesta pacifica, senza i mezzi che abbiamo oggi, e difatti gli organizzatori comunicavano via telefono, via fax, da un distretto all’altro, per informare e organizzare la gente nei vari punti di raccolta. Di seguito un famoso fax che circolò per esortare tutti i popoli baltici alla protesta: Il problema per i movimenti di liberazione quel giorno non era solo quello di organizzare la buona riuscita della protesta all’interno dei tre paesi baltici, ma anche la pubblicizzazione e la diffusione delle immagini nei media internazionali. Era questo l’obiettivo della protesta: far sentire a tutto il mondo la voce dei popoli baltici che reclamavano il loro diritto alla libertà e all’indipendenza. L’obiettivo fu raggiunto grazie alla diffusione delle foto e delle immagini in tutto il mondo e la stampa internazionale diede grande risalto all’evento: Lettonia, Estonia e Lituania ottennero l’indipendenza due anni dopo, nell’agosto del 1991. Intanto in quegli anni Zelma Brauere continuò a partecipare a vari eventi presso la Casa degli Insegnanti (ora Ambasciata Svedese), davanti alla quale una sera fu investita da una motocicletta. Zelma all'epoca aveva 77 anni. Le autorità la fecero seppellire al cimitero di Lāčupe con il suo costume tradizionale come è stata disegnata sulla moneta. La Banca di Lettonia ha dedicato una moneta d'oro da 5 lats per commemorare i 90 anni della sua emissione: Infine con l’entrata dell’euro che rimpiazza il lat, ritorna Milda sulla moneta corrente per la felicità del popolo lettone. Sarà l’effigie della moneta lettone da 1 e 2 euro, anche se l’immagine non è quella originale del 1929 ma una nuova versione disegnata da Ilze Kalniņa che prende spunto dalla Milda originale: Come afferma Stradiņš a fronte dell’introduzione dell’euro: "Milda sarà la donna lettone più famosa, almeno in Europa. Quelle monete circoleranno in tutti i paesi dell'UE". Vi lascio anche un video sulla storia di Milda: 5 Lats, Milda, una moneta che racconta e continuerà a raccontare un popolo, le sue tradizioni, la libertà e l’identità nazionale. Grazie a tutti numys il viaggio e il racconto termina con questo post e ringrazio tutti coloro che con pazienza hanno seguito, spero con interesse, la storia di Milda. “La storia è madre della verità, emula del tempo, depositaria delle azioni, testimone del passato, esempio e annuncio del presente, avvertimento per il futuro.” (M. De Cervantes)2 punti
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