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Ciao a tutti, nuova entrata in collezione, presa da un po' ma ancora non l'avevo postata Napoleone, 5 Lire 1812 Bologna, II tipo, puntali sagomati ex Nomisma live 43 (lotto 612, BB, https://www.numisbids.com/sale/10197/lot/612) Il Gigante la da "rara", dalla mia ricerca in almeno 30 anni sono apparsi in asta non più di 7 esemplari diversi, la R secondo me è strettina, moneta ostica da mettere in collezione. Secondo me molto più rara del 1810 Bologna II tipo che invece è dato R4 (!) Voi l'avete in collezione?8 punti
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Buon giorno a tutti e grazie per le segnalazioni. Abbiamo modificato il messaggio segnalato eliminando lo spam. Non è la prima volta che accade. L'inserimento di spam all'interno della risposta ai msg è avvenuto anche per altri utenti e con forme molto simili, per cui il sospetto (da verificare) è che agisca qualche virus o altro del genere e che chi scrive il msg non ne sia consapevole. Verificheremo e agiremo di conseguenza. Grazie ancora per l'aiuto. P.s. abbiamo nascosto pure i msg che citavano il messaggio incriminato.6 punti
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Riporto l'articolo appena pubblicato su CN a firma del nostro @DARECTASAPERE proprio su questo eccezionale grosso. https://www.cronacanumismatica.com/leccezionale-prima-moneta-di-sede-vacante-coniata-a-roma/?fbclid=IwdGRjcAQ7llxjbGNrBDuWTWV4dG4DYWVtAjExAHNydGMGYXBwX2lkDDM1MDY4NTUzMTcyOAABHjbGysAw7HtZ2j1FsHqq_9-H_OS9GOxV0C71Vm10C0z0qAFXCGE0VhwYFFFf_aem_-0Xhv0Ox5R7mi6GhVX0F9g6 punti
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Non so bene se dire l'arte nella Filatelia o la Filatelia nell' arte.. ? Ma probabilmente la cosa non cambia, proviamo una breve analisi sulla semiotica di questo quadro che mi piacerebbe possedere anche se fosse una copia. Il dipinto intitolato "The Collector" (Il Collezionista) e realizzato da Joseph B. Kahill all'inizio del XX secolo, è un'opera che celebra la dedizione e la precisione del mondo filatelico. Due righe di introspezione che ne descrive l'atmosfera e il significato. L'opera ci trasporta in un angolo di studio intimo e silenzioso, dove il tempo sembra essersi fermato. Protagonista è un anziano filatelista la cui figura è dominata da una solenne barba bianca e da un'espressione di profonda concentrazione. Egli non sta semplicemente guardando dei piccoli pezzi di carta, ... li sta interrogando. Attraverso l'uso della lente d'ingrandimento il collezionista cerca dettagli invisibili all'occhio comune, la dentellatura di un bordo, la sfumatura di un inchiostro o la rarità di un annullo. Questi frammenti del mondo, sparsi sul tavolo accanto a un album aperto e a un calamaio, rappresentano viaggi, storia e culture lontane, qui racchiusi in un unico istante di analisi. Lo stile di Kahill attinge chiaramente alla tradizione fiamminga e barocca credo, in particolare al tema classico di "San Girolamo nello studio". Come il Santo traduceva le Scritture circondato dai suoi libri, così il collezionista moderno cataloga il mondo attraverso i suoi francobolli. La luce soffusa e calda illumina il volto e le mani, sottolineando che il vero valore degli oggetti risiede nella cura e nell'attenzione di chi li osserva.6 punti
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Questo esemplare non è un semplice pezzo di carta gommata ma un vero e proprio documento storico che racchiude le tensioni e le aspirazioni di Fiume (l'attuale Rijeka) nel turbolento periodo del primo dopoguerra. Il francobollo commemora il 30 ottobre 1918, data fondamentale in cui il Consiglio Nazionale di Fiume proclamò l'annessione della città al Regno d'Italia. Questo atto scatenò una complessa disputa diplomatica tra Italia e il neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, culminata poi nella celebre impresa di Gabriele D'Annunzio nel 1919. L'esemplare appartiene alla serie emessa originariamente a favore della "Fondazione Studio", volta a finanziare borse di studio per i giovani fiumani. Al centro campeggia la Lupa Capitolina che allatta i gemelli, simbolo universale di Roma e dell'italianità, scelta per ribadire il legame indissolubile tra la città e la madrepatria. La sovrastampa "Valore globale" in nero indica che il francobollo emesso nel 1920, ha un valore effettivo di 20 centesimi. Questo tipo di sovrastampa era necessario per adeguare i valori postali alle mutate esigenze economiche e amministrative della città sotto l'occupazione o durante la reggenza dannunziana. Stampato originariamente in litografia con dentellatura 11½, il disegno fu opera dell'illustratore Leopoldo Metlicovitz, uno dei più grandi cartellonisti italiani dell'epoca. Filatelicamente per i collezionisti, questi francobolli sono affascinanti per l'enorme quantità di varietà e sovrastampe (a mano o a macchina, con caratteri diversi) che riflettono la precarietà politica del tempo. Rappresentano la transizione di Fiume da città austro-ungarica a entità autonoma, fino alla definitiva annessione all'Italia nel 1924.6 punti
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Come tradizione, qualche foto della piacevole e interessante serata...6 punti
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Martedì 14 aprile dalle ore 20:45 al CCNM (via Kramer, 32 Milano. Citofono SEIDIPIU'), conferenza della Prof.ssa Monica Baldassarri su Il "ritorno all'oro nell'occidente Duecentesco": caratteristiche e vicende delle prime emissioni. Monica Baldassarri (PhD in Storia medievale, Specializzazione in Archeologia tardo-antica e medievale e Perfezionamento in Numismatica, Robinson Fellowship del British Museum) dal 2024 è Ricercatrice TT presso il Dipartimento di Studi Storici “Federico Chabod” dell’Università degli Studi di Milano. È inoltre docente a contratto di Numismatica Postclassica per la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici dell’Università degli Studi di Firenze. Fa parte dei comitati di direzione di diverse riviste e collane editoriali di ambito storico e archeologico, di livello internazionale e nazionale, e dal 2026 dirige la rivista “Numismatica e Antichità Classiche – Quaderni Ticinesi”. Si occupa di studi in numismatica e storia monetaria tra tardoantico ed età moderna, oltre che di studi su tessere e gettoni, sigilli e medaglie di devozione degli stessi ambiti cronologici. È inoltre impegnata in ricerche di archeologia medievale e post-medievale fra Toscana, Liguria e Mediterraneo occidentale, occupandosi anche di progetti diacronici di archeologia urbana e archeologia dei paesaggi, oltre che di esposizioni museali. I risultati di queste attività sono pubblicati in 25 volumi tra monografie e curatele e circa 300 tra saggi e contributi in cataloghi per mostre e musei. La conferenza che avrà inizio dalle ore 21:00 potrà anche essere seguita da remoto, i link da utilizzare per seguire la conferenza verranno comunicati una settimana prima della conferenza.5 punti
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Ciao @Moonchild, È sempre un po’ complicato quando un interlocutore arriva con delle «convinzioni » e rimprovera agli altri di avere soltanto opinioni. Constato che la convinzione che lei aveva sull’autenticità della moneta si è già molto indebolita dall’inizio della discussione, e forse riconoscerà che alcune delle sue affermazioni sono irricevibili in assenza di altri argomenti. Ad esempio, alla domanda di Nibbi: « Posso chiederle di argomentare meglio come la falsità dell’esemplare 2016 implichi la falsità di altre monete?, lei risponde (in maiuscolo): 1) L'IDENTITÀ DEI CONII 2) LO STESSO ACCOPPIAMENTO DI CONII 3) I MEDESIMI DIFETTI DI CONIO. Per il resto, può essere interessante tornare a esaminare la storia dei due cataloghi. Il catalogo postumo di Weber è contemporaneo a quello di Locker Lampson. Non è ancora pubblicato nella sua interezza quando quest’ultimo affida a E.S.G. Robinson, presso il Dipartimento delle Medaglie del British Museum, la redazione, la compilazione e l’organizzazione delle diverse tavole del proprio catalogo. È possibile, in questo contesto (opinione), come aveva suggerito @Archestrato, che le fotografie di Locker Lampson siano quelle di calchi (zolfo o gesso): l’aspetto vellutato delle immagini, privo di riflessi metallici e molto omogeneo su tutte le tavole, potrebbe avvalorare questa ipotesi. È persino poco probabile che il British Museum non abbia colto l’occasione per realizzare dei calchi al fine di conservare una traccia utilizzabile di questa collezione, gran parte della quale proveniva dalla collezione Weber. Ciò potrebbe spiegare le piccole differenze che ho notato tra le immagini dei due cataloghi, così come la perdita di alcuni dettagli, come l’amputazione di una parte della zampa anteriore del cane segnalata da Archestrato, a differenza dell’esemplare Busso Peus. Purtroppo, questo dettaglio non è sufficientemente chiaro nel catalogo Weber. È quindi possibile (opinione) che le impronte di questi calchi siano state successivamente utilizzate per realizzare il molto probabile falso venduto da Ch&F. Tendo a credere che se la moneta Weber, passata tra le mani di Robinson - futuro conservatore del B.M fino al 1952- fosse stata quella di Ch&F, avrebbe suscitato qualche dubbio nella sua mente e in quella di George Hill, che aveva supervisionato il suo lavoro (si rilegga la préfazione). Anche se abbiamo fatto molti progressi nell’identificazione dei falsi, non offendiamo gli illustri numismatici che ci hanno preceduto. In sintesi, la mia opinione è che: – la fotografia Weber 1474 potrebbe essere una foto diretta della moneta, moneta probabilmente autentica poi aquisita da Locker Lampson – la fotografia Locker Lampson sarebbe quella di un calco della stessa moneta. – la moneta Ch&F potrebbe essere un falso realizzato a partire dalla stessa impronta.5 punti
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Auguroni a tutti per una serena Pasqua. Auguroni Ale, oggi magari dentro l' uovo trovi una monetina da identificare di @Carlo.😅🤣5 punti
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Una Scelta di Colore Emesso il 18 dicembre 1860, questo francobollo rappresenta la prima emissione postale ufficiale dell'isola di Santa Lucia. A differenza di molte altre colonie britanniche dell'epoca, le prime tre emissioni di Santa Lucia non recavano l'indicazione del valore nominale in cifre o lettere. Il valore era determinato esclusivamente dal colore: Rosa-Rosso (Rose-Red): 1 penny (1d.) Blu: 4 pence (4d.) Verde: 6 pence (6d.) L'Effigie detta "Chalon". L'immagine centrale mostra il profilo della Regina Vittoria basato sul celebre ritratto di Alfred Edward Chalon. Il disegno è racchiuso in una cornice ovale con le diciture "ST. LUCIA" nella parte superiore e "POSTAGE" in quella inferiore. La finezza dell'incisione è opera della prestigiosa ditta londinese Perkins, Bacon & Co., la stessa che stampò il famoso Penny Black. Incisione su acciaio (line-engraved), su carta bianca con filigrana "Small Star" (Piccola Stella). Dentellatura variabile, solitamente tra 14 e 16, eseguita con macchinari che spesso producevano tagli irregolari, rendendo gli esemplari con dentellatura perfetta molto ambiti. Catalogato come SG1 (Stanley Gibbons), è un pilastro della filatelia classica dei Caraibi. Questo francobollo segnò il passaggio della gestione postale dal controllo diretto di Londra a quello dell'amministrazione locale, diventando un simbolo dell'identità coloniale della metà del XIX secolo.5 punti
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Buongiorno e buona pasquetta a tutti. Mi aggiungo a questo topic iniziato 9 anni fa. Con la mia 2 lire 1812 che mi ha fatto sudare per comprarla.4 punti
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Ciao, Oggi non pubblicherò altre monete , così potrete rilassarvi un attimo 🤣 Saluti,Ajax4 punti
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DRITTO: "SANCTVS PETRVS" il papa seduto di fronte su trono ornato di due protomi di leoni, con tiara e piviale, benedicente e con pastorale. ROVESCIO: "SANCTVS PETRVS" chiavi decussate e legate con occhiello Classificata al CNI 1, Munt.1, Berman 267, MIR 275 é questo Grosso la 1° moneta di SEDE VACANTE CONIATA A ROMA. Indicata da tutti i testi di riferimento della massima rarità, non mi risulta mai apparsa nel mercato numismatico e quindi chiedo al forum la conoscenza di altri esemplari noti. Grazie e buona serata Daniele4 punti
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Oggi mi e' capitato di soffermarmi su questa marca da bollo austriaca che personalmente considero molto bella. Il disegno è un condensato di simbologia imperiale e allegorica tipica della metà dell'Ottocento, studiato per rappresentare la stabilità e la prosperità dell'Impero Austro Ungarico. L' analisi dei simboli principali: Le due figure Allegoriche rappresentano i pilastri dell'Economia che rappresentano le fonti della ricchezza nazionale. Mercurio a sx identificabile dal caduceo (l'asta con i due serpenti intrecciati) che tiene nella mano sinistra, e' il dio del commercio, dei viaggi e dei mercanti e simboleggia la dinamicità economica e gli scambi dell'Impero. L'Agricoltura a dx e' una figura femminile che tiene una falce e siede accanto a un covone di grano e a un cesto di frutta (visibile in basso a destra). Rappresenta la terra, la produzione agricola e la fecondità del suolo imperiale. 2. L'Iconografia Imperiale L'Aquila Bicipite l' iconografia imperiale per eccellenza è posta nel punto più alto al centro del timpano è il simbolo supremo della dinastia degli Asburgo. Le due teste rivolte in direzioni opposte simboleggiano il dominio dell'Imperatore sia sull'Oriente che sull'Occidente, riflettendo la natura multinazionale dell'Impero. Sullo scudo e la corona sopra l'aquila è accennata la corona imperiale, simbolo dell'autorità divina e sovrana che garantisce la validità legale del documento su cui la marca veniva applicata. Nel frontone classico le figure siedono su una struttura che ricorda un altare o un basamento di un tempio greco romano e cio' sta ad indicare la sacralità della legge e dello Stato. "Kais. Kön. Österr." e' l'abbreviazione di Kaiserlich Königlich Österreichische (Imperiale Regia Austriaca). Questi simboli insieme comunicano un messaggio secondo me molto chiaro, lo stato (l'Aquila) protegge e regola il lavoro della terra (Agricoltura) e l'intraprendenza degli affari (Commercio) attraverso la riscossione dei tributi. La marca fu emessa tra il 1885 e il 1893, ne esistono di simili emesse più o meno negli stessi periodi con valori facciali diversi, utilizzate per certificare il pagamento di tasse su documenti legali, atti notarili o contratti commerciali. (L' uso e' attinente ai simboli spesso ma non sempre). Il valore nominale è di 1 Fiorino (Ein Gulden), la moneta in uso prima dell'introduzione della Corona nel 1892. L'esemplare in foto presenta un annullamento a timbro dove si vede chiaramente l' aquila Imperiale bicipite, il che indica che è stato effettivamente applicato su un documento convalidato da un ufficio pubblico.4 punti
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Ho avuto negli anni tanti 10 Tornesi di Francesco II, nelle più svariate conservazioni. Recupero le immagini e ti faccio vedere come si presenta uno SPL+ Questo è un 10 Tornesi Zecca di Roma.4 punti
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Visto che è piaciuto aggiungo altro... Questi francobolli rappresentano uno dei capitoli più affascinanti e turbolenti della filatelia del Novecento, intrecciando arte Liberty, ambizioni politiche e il mito di Gabriele D'Annunzio. Il disegno originale visibile sotto la sovrastampa fu commissionato dal "Vate" all'artista triestino Guido Marussig. Emessa il 12 settembre 1920 per celebrare il primo anniversario dell'Impresa di Fiume, la serie rompeva con la tradizione iconografica dell'epoca, .. la testa del poeta appare recisa dal busto, quasi marmorea, circondata dal motto latino "Hic Manebimus Optime" (Qui staremo ottimamente). 2. Qui un po' di storia, ..Il "Natale di Sangue". Il Trattato di Rapallo (novembre 1920) riconobbe Fiume come Stato Libero, ma D'Annunzio si rifiutò di lasciare la città. Seguì il cosiddetto "Natale di Sangue", uno scontro fratricida tra le truppe regolari italiane e i legionari dannunziani. Con la partenza del poeta nel gennaio 1921, si insediò il Governo Provvisorio. La Sovrastampa del 1921. Per marcare il cambio di regime e l'inizio della fase dello Stato Libero di Fiume, le scorte dei francobolli dannunziani non ancora vendute furono sovrastampate con la dicitura "Governo Provvisorio". La sovrastampa serviva a "cancellare" simbolicamente l'autorità del poeta soldato pur riutilizzando i francobolli già pronti per necessità economica. (Non si buttava nulla d'altronde erano anche belli). Filatelicamente, la fretta e la varietà delle officine di stampa hanno generato innumerevoli varietà della soprastampa, nella posizione (lettere spostate, diverse lunghezze della riga di sbarramento), rendendo questa serie un campo di studio vastissimo per i collezionisti specializzati. Questi piccoli pezzi di carta sono oggi le ultime testimonianze materiali di quello che fu la Reggenza Italiana del Carnaro prima della definitiva annessione di Fiume all'Italia nel 1924.4 punti
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Con il disegno la spiegazione è ineccepibile. Probabilmente anche più di 10.000 dollari. Di Paperopoli. E ricordiamoci che quando scrivo io il valore sale alle stelle!3 punti
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Buongiorno, si tratta di un 20 nummi della zecca di Tessalonica (come correttamente detto da @Ale75) ma l'autorità emittente è Tiberio II (raffigurato con la moglie Anastasia) perché, come invece correttamente notato da @Poemenius, la legenda reca [...] T PP AVC, parte conclusiva della legenda D N TIb CON-TANT PP AVC. L'anno di regno è il quinto (578-579 d.C.), come appare anche sull'esemplare che posto a confronto. Sear 439; DOC 23; MIBE 65.3 punti
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Ciao a tutti e serena domenica di Pasqua, ne abbiamo veramente bisogno. @caravelle82se monetina c'è sarà sicuramente di @Ajax😅.3 punti
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@caravelle82 si si magari islamica, mezza consumata e con un buco sulle prime due cifre della data 😂3 punti
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Buongiorno a tutti, Volevo un vostro parere su questo gigliato. (Peso 3,94 grammi) Saluti, Alessandro3 punti
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Aggiornamento sulla collezione Oggi ho provato inutilmente ad acquistare all'asta un follis di Valerio Valente (316-317). Purtroppo era già stato preso di mira da qualcuno, la cosa curiosa è che dicono essere monete rarissime, ma all'asta ne erano presenti due. Sempre dalla stessa asta mi sono aggiudicato una siliqua di Teodosio 2° che va a riparare quella lacuna di cui parlavamo tempo fa. Rispondendo alle domande, le monete che mi sono arrivate effettivamente erano della stessa asta, però a questo punto è meglio andare avanti. Ieri ho acquistato un radiato di Licinio 2°. Non credo che contenga argento, ma giudico la moneta come degna successore dei radiati di III secolo. Ho comprato un follis di Massenzio con parte dell'argentura e dal peso di 6.1 gr. Inizialmente cercavo una moneta dal peso di 8-11 grammi, di dimensioni e peso simili a quella del mio costantino per capirci. I follis sono delle monete molto belle e appariscenti. Di questa serie sto cercando anche le doppie maiorine, o follis, di Valente e Valentiniano, mentre ho recentemente incorporato un Gioviano. Ho acquistato da una collezione antica quattro sesterzi di terzo secolo di Treboniano Gallo, Filippo 2°, Massimimo il Trace e suo figlio Massimo Cesare. Queste monete sono estranee alla mia idea di una moneta per imperatore in quanto non sono d'argento, tuttavia l'aver finalmente toccato con mano i bronzi acquistati negli ultimi due anni mi ha spinto a riconsiderare questo tipo di monete sia per la qualità che per la grandezza.3 punti
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Una foto migliore dell’esemplare 1474 del catalogo Weber (1922): https://archive.org/details/cu31924072192531/page/n117/mode/2up Casa d’aste Ch. & F: Sembra che alcune alterazioni superficiali del esemplare Weber siano assenti o più evanescenti sul didramma della casa d’aste svizzera Chaponniere et Firmenich, ) il che avvalorerebbe l’ipotesi del clone avanzata da @Nibbi.3 punti
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Se la paragoniamo con un esemplare autentico le differenze sono notevoli (per quanto falso già abbastanza ben fatto): i capelli, la cornucopia, il nome dell'autore, i lineamenti della principessa. E su tutti il bordo: è una delle parti più difficili da falsificare. Supponendo anche l'ipotetico caso dell'errore di conio, la zigrinatura rimarrebbe totalmente differente da un 2€ autentico, in quanto molto meno fitta.3 punti
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Giusta osservazione! Difetto comune, che non si riscontra invece negli esemplari di "primo conio" e che non dipende dallo stato di conservazione della moneta, come si può vedere bene dalle due foto che allego: il primo di conservazione modesta senza, il secondo in FDC con il difetto.3 punti
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Hai detto bene Tiziano, quasi due ore di conferenza... e si sarebbe potuto andare avanti senza problemi!!! Piacevolissimi anche gli aneddoti con cui Massimo sa sempre condire le sue presentazioni, mantenendo l'alto rigore scientifico a cui ci ha abituati. Grazie come sempre al CCNM per l'organizzazione e complimenti a Massimo Rossi per l'interessantissima conferenza!3 punti
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Grazie @giancarlone per le belle immagini, un ringraziamento a Massimo Rossi per le quasi due ore dove ci ha piacevolmente intrattenuti raccontandoci la storia dei marchesi e duchi di Mantova e delle monete e medaglie da loro coniate. L'iconografia delle monete mantovane basata sulla religiosità e in alcuni casi per la passione di alcuni reggenti, ma sempre monete e medaglie di impatto e a livello collezionistico molto rare. Un ringraziamento alle persone che hanno partecipato in sala e da remoto.3 punti
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La traslazione non causa diminuzione di peso, le componenti restano all’interno della moneta. La corrosione invece si.3 punti
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io avrei detto Eraclio e Eraclio Costantino, ma non per tirare a sorte, ma perchè c'è un indizio fondamentale... la legenda finisce con T PP AV ... DD NN hERACLIVS ET hRA CONST PP AV2 punti
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Ciao @Ajax io sono l'apprendista ( 😂) e dico 20 nummi o 1/2 follis di Giustino II e Sofia, zecca di Tessalonica. Comunque aspettiamo lo specialista luminare @Poemenius 😂 https://www.acsearch.info/search.html?id=39770552 punti
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Se aggiungiamo un pezzo di quei 10 centesimi che si vedono in alto a destra, 2,02 euro2 punti
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Sono stati ritrovati un antico elmo d’oro della Romania e due bracciali rubati un anno fa da un museo dei Paesi Bassi I reperti ritrovati e restituiti al museo di Assen, Paesi Bassi, 2 aprile 2026 (AP Photo/Aleksandar Furtula) Un antico elmo d’oro considerato un tesoro nazionale in Romania e due bracciali che erano stati rubati un anno fa dal Drents Museum di Assen, nei Paesi Bassi, sono stati ritrovati. Robert van Langh, il direttore del museo, ha detto che l’elmo è stato restituito con una leggera ammaccatura, ma che può essere facilmente restaurato; i due bracciali, invece, erano in perfette condizioni. Un terzo bracciale rubato non è ancora stato ritrovato: il procuratore rumeno Rareș Petru Stan non ha dato dettagli sul ritrovamento, ma ha detto che le indagini proseguiranno. I reperti archeologici erano stati rubati nella notte tra il 24 e il 25 gennaio del 2025. Si trovavano nei Paesi Bassi perché erano stati prestati dal Museo nazionale di storia della Romania di Bucarest per una mostra dedicata alla storia antica rumena, prima della conquista del territorio da parte dei romani. I responsabili del furto erano riusciti a entrare nel museo provocando un’esplosione, che era stata ripresa dalle telecamere di sicurezza. Tre di loro, due uomini di circa 35 anni e uno di 21 anni, erano stati arrestati a pochi giorni di distanza e saranno processati a fine mese. Gli oggetti rubati però non erano ancora stati trovati. Il furto tra l’altro aveva causato una disputa tra i governi della Romania e dei Paesi Bassi, e il governo olandese aveva versato allo stato rumeno, a titolo di risarcimento assicurativo, 5,7 milioni di euro. L’elmo d’oro di Cotofenesti risale al 450 a.C. circa, come i due bracciali, e deve il suo nome al posto in cui fu trovato nel 1927: Varbilau, un paese nel sud della Romania che all’epoca si chiamava Poiana Cotofenesti. È decorato con una serie di incisioni e non è integro, visto che gli manca la parte sommitale. Le decorazioni alla base rappresentano creature mitologiche, mentre quelle al di sopra della fronte una coppia di occhi che si ipotizza avesse una funzione apotropaica, ovvero che servisse a scongiurare malefici contro chi lo indossava. https://www.ilpost.it/2026/04/02/antico-elmo-romania-bracciali-ritrovati-furto-museo-paesi-bassi/2 punti
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Francobollo fresco, ben marginato, ... considerando che fu tagliato dal foglio con un paio di forbici forse in un ufficio postale poco illuminato, è come un mobile d'antiquariato di meta' ottocento, affascinante nella sua imperfezione artigianale. La Croce maltese meravigliosamente impressa sul volto della giovane Regina Vittoria non deturpa, ..anzi .. e' capolavoro su un altro capolavoro. Le lettere N J danno la posizione del Francobollo nel foglio come la 166. Dalla foto del retro sono sicuro che il tuo esemplare sia una hivory head (testa d'Avorio), (lo vedo dalla carta bluastra), questa è una variante caratterizzata da un profilo bianco o "avorio" della Regina Vittoria visibile sul retro del francobollo... questo effetto "fantasma" è stato causato da una reazione chimica tra il pigmento di prussiato di potassio nell'inchiostro rosso e il foglio umido durante la stampa. Alcuni esempi..le immagini aiutano sempre: Sebbene non aumenti drasticamente il valore di mercato rispetto ad altre rarità (come il celebre Plate 77 quasi introvabile), è una caratteristica molto apprezzata dai filatelisti per la sua particolarità estetica. Poiché il tuo francobollo ha un annullamento con numero 7 in Croce di Malta del famoso ufficio postale londinese di cui abbiamo parlato abbondantemente in questa discussione, è molto probabile (ma non certo) che appartenga a una tavola (plate) utilizzata tra il 1843 e il 1844, nel periodo in cui questi annullamenti numerati erano in uso furono usate principalmente tavole (plates) dalla 34 alla 43 circa. L' ho scritto.. ma non e' poi così importante. Aggiungo comunque che per un plating corretto andrebbero studiate le lettere N e J che venivano punzonate a mano su ogni singola tavola. Poiché l'operazione era manuale, la posizione esatta della "N" e della "J" rispetto ai bordi dei quadratini varia leggermente da tavola a tavola ed anche la forma delle lettere, ed e' cio' che individua il numero di tavola. Questi penny red non dentellati provengono dagli stessi plates dei penny black.. l' unica differenza è che furono stampati in rosso. Complimenti.. esemplare interessante.2 punti
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Ciao @Ajax e @Carlo. a vederla così sembra un AE3 IVST VENER MEMOR coniata da Costanzo II per il Divo Costantino,zecca di Alessandria... https://numismatics.org/ocre/id/ric.8.alex.282 punti
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DE GREGE EPICURI Questi Gonzaga, coi loro rami cadetti e le numerose zecche (anche piccolissime) sono una fonte inesauribile di monete, alcune veramente splendide, molte rare o rarissime. Ho anche scoperto che Massimo Rossi aveva partecipato in modo attivissimo ad organizzare la mostra numismatica a Palazzo Te del 1995, che avevo visitato con grande piacere.2 punti
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Momento storico di importanza capitale. Crocevia di utopie, grandi aspirazioni, esperimenti sociopolitici e tentativi di autorganizzazione fuori dai vecchi regimi e lontano da quelli che diventeranno, da lì a breve, le ideologie totalitarie. La sperimentazione di una nuova forma di umanità e dei suoi rapporti. Come sempre, hanno avuto paura di loro, dell'innovazione che portavano ed ecco che l'unica via praticata è stata la repressione che però non ha cancellato il valore storico dell'impresa.2 punti
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Ulteriore specificazione: la Prima Prova, e la 2^ Prova (senza punzonature) pesano 15 gr. ed hanno titolo 800. Tutte le altre prove in argento pesano 20 gr. ed il titolo è indicato con la punzonatura. La moneta di Prova e la Prova di Stampa hanno il peso 20 gr. della moneta definitiva, ed il titolo 600. La moneta in ORO PROVA, ha le caratteristiche di peso e di titolo dei 100 Lire allora a corso legale (gr. 32,25 e tit. 900).2 punti
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