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I contenuti con la più alta reputazione dal 03/19/26 in tutte le aree

  1. Cari amici come alcuni di Voi sanno, ho l'obiettivo un pochino ambizioso di completare la serie degli scudi colli lunghi di Vittorio Emanuele II Re di Sardegna. Attualmente me ne mancano due. Parallelamente cerco di migliorare gli esemplari già in collezione puntando, per tutti i millesimi, alla massima conservazione o quasi. In questo folle progetto condivido oggi con piacere una new entry, un millesimo comune, ma bisbetico da trovarsi in questa qualità, che migliora decisamente un BB già presente in raccolta. Ho trovato questa moneta ad un ottimo prezzo. Presenta rilievi pressoché intatti e una affascinante patina da monetiere con moderati riflessi iridescenti al D che queste brutte foto mancano del tutto di mettere nella giusta luce. Al R un graffietto sullo stemma ed un leggerissimo colpetto a ore 5 purtroppo gli tolgono il FDC pieno. Ma non è facilissimo trovare di meglio, ve lo garantisco. Buona giornata
    10 punti
  2. Incredibilmente nella mia collezione composta maggiormente da monete di piccolo modulo mancava ancora un Mezzo Viennese di Carlo Il. Non so perché non l'avevo mai acquistato, forse perché mi era sempre capitato di rintracciarne di stretti, oppure senza sigle leggibili, o in conservazioni pessime, sono monete piccole e non è facile trovarne in discrete conservazioni ad un prezzo congruo. Questa volta mi è capitato di rintracciarne una di buon modulo, bella rotonda (non è cosa facile) e tutta leggibile. Con le sigle TB di Bartolomeo Brunasso zecchiere a Torino.
    8 punti
  3. Vi presento alcune delle più recenti entrate nella mia collezione. Uni degli obiettivi della mia collezione è che le monete che la compongono possano rappresentare alla meno peggio i nominali che avevano a disposizione i nostri antenati in un ben definito contesto storico. Nel caso in oggetto ritroviamo la moneta corrente in rame alla fine del IV secolo, a seguito della riforma monetaria di Teodosio, Graziano e Valentiniano II: La riforma introdusse una monetazione enea basata su 3 nominali (durante il regno di Valente e Valentiniano ne era rimasto in circolazione solo 1, il centennionale da 3 grammi e di diametro di circa 18 mm). Il nominale minore è il cosiddetto nummo, una monetina più piccola del nostro centesimo, del peso di circa 1.1-1.3 g e valore ipotizzato di 6.000 Denari di conto. La moneta immediatamente più grande è il centennionale, con dimensioni simili a quella della nostra monetina da 2 centesimi (18 mm), peso tra i 2 e i 3 g e valore ignoto. Ed infine abbiamo la moneta più grande, che dai pochi documenti arrivati fino a noi doveva avere il nome di decargiro, del peso medio di circa 4.4 g e delle dimensioni simili a quelle del nostro Euro (22-23 mm) e valore nominale anch'esso ignoto, ma ipotizzato in 10 nummi per via del nome. Ovviamente le tipologie in circolazioni non erano solo queste. Ve ne sono state altre, tutte molto interessanti ed esplicative del periodo storico che si viveva. Tuttavia i nominali in circolazione durante il regno di Teodosio e durante i primi anni del regno dei figli dovrebbero essere solo questi 3. Poi gradatamente per motivi non perfettamente noti i nominali maggiori furono messi fuori corso (i tentativi di reintrodurli furono sparuti e poco fortunati fino alla riforma di anastasio alle soglie del VI secolo) e rimase in giro solo il minuscolo nummetto, la moneta principe del V secolo. Tornando alle singole monete, oggetto di questa collezione per nominali: Abbiamo: 1 nummo Teodosio Securitas reipublicae RIC IX 26b Ex artemide 31 lotto 733 1 Centennionale concordia Auggg RIC IX 44 b Ex Naville numismatica 99 lotto 983 1 decargiro Gloria romanorum RIC IX 11c Ex numismatic Naumann Asta 154 lotto 866 Nei prossimi mesi/anni, spero di aggiungere al gruppetto anche un argento.
    7 punti
  4. Nel ringraziare tutti per i gentili commenti, pubblico una seconda foto del D da cui spero, avendo utilizzato una luce diversa, si possa maggiormente valutare e, mi auguro, apprezzare la colorazione della patina. Buona serata
    5 punti
  5. U.S francobolli per pacchi 1912 - 1913 Il servizio di Parcel Post negli Stati Uniti è stato ufficialmente istituito il 1° gennaio 1913. Sebbene il sistema postale statunitense avesse gestito solo lettere per oltre un secolo, l'autorizzazione per questo nuovo servizio arrivò dal Congresso il 24 agosto 1912. Prima di questa data, l'ufficio postale consegnava pacchi solo se provenienti dall'estero in conformità con i trattati dell'Unione Postale Universale (UPU) del 1878. Per celebrare il lancio e farsi pubblicità, il Direttore Generale delle Poste di Washington e il direttore delle poste di New York si spedirono reciprocamente dei pacchi allo scoccare della mezzanotte del primo giorno di servizio. La popolarità del servizio fu immediata, solo nella prima settimana vennero spediti 4 milioni di pacchi, rivoluzionando il settore delle vendite per corrispondenza. L'aspetto più curioso di quel periodo fu la mancanza di restrizioni iniziali che portò alcuni genitori a "spedire" i propri figli come pacchi postali per risparmiare sul biglietto del treno. Il primo caso fu una coppia dell'Ohio che spedì il figlio di 4,5 kg alla nonna (a circa un miglio di distanza) pagando 15 centesimi di affrancatura e l'assicurazione. Casi celebri come quello di Edna Neff che viaggiò via posta dalla Florida alla Virginia, mentre la piccola May Pierstorff divenne famosa nel 1914 per aver viaggiato su un vagone postale in Idaho con i francobolli attaccati direttamente sul cappotto.🧐 Questa pratica insolita ebbe vita breve, le poste statunitensi ovviamente vietarono ufficialmente la spedizione di esseri umani nel 1913 poco dopo i primi casi, sebbene alcuni casi isolati continuarono fino al 1915. Dopo il divieto ufficiale del 1914 che pose fine alla spedizione dei bambini, la storia del servizio postale americano non ha più visto "pacchi umani" fino all'incredibile caso di cronaca del 1980 con William Delucia. Il Delucia si sigillò in una cassa etichettata come "strumenti musicali" dotata di cibo, acqua e una bombola di ossigeno, durante il trasporto il Delucia usciva furtivamente dalla cassa per rubare migliaia di dollari da altri pacchi della posta raccomandata per poi richiudersi dentro. Il piano fallì all'aeroporto di Atlanta, quando la cassa si aprì accidentalmente rivelando il passeggero clandestino che fu immediatamente arrestato. Sfortunatamente a differenza dei bambini del 1913 che camminavano accanto ai portalettere, il Delucia scelse un metodo decisamente più rischioso e illegale. 😳
    5 punti
  6. Avranno fatto uno strappo alla regola.. lo troveremo al rovescio al posto della cartina dell'Europa!
    5 punti
  7. Buongiorno. Ricordo che il forum è di tutti. Il forum è e vuole continuare ad essere un posto per parlare di passioni e di cose belle. Il forum è e vuole continuare ad essere un posto di confronto sincero e leale dal punto di vista intellettuale e personale. Il forum NON vuole essere un posto dove esprimere ripicche personali, frecciatine e provocazioni. Questo post in particolare è costantemente sede di fastidiose intemperanze che si ripercuotono sulla serenità del forum e del CDC. La parola d'ordine che dovete ripetere come un mantra è BASTA! Alla prossima chiudo e banno. PS: Per chi, imperterrito, vuole continuare a portare avanti le proprie guerre personali consiglio di alzarsi dal proprio divano, prendere un aereo per un'area "calda", trovarsi un fixer e poi trasferirsi in pullman, auto ed a piedi in zona di guerra. Non serve essere al fronte. E' sufficiente girare anche decine di Km dietro le linee, magari in paesi bombardati dove le linee logistiche sono tagliate e i servizi essenziali funzionano a singhiozzo. Dove la sera vi svegliate (ma è solo questione dei primi giorni) per le esplosioni o i sorvoli dei droni. Io l'ho fatto per lavoro diverse volte e vi assicuro che potrete tornare al divano appagati.
    5 punti
  8. Considerando i tempi che stiamo vivendo non mi meraviglierei se si tornasse ai corrieri a cavallo 🐎.. la fine del servizio postale universale sarebbe poca cosa in confronto alla crisi economica che si instaurerebbe a causa della carenza di idrocarburi. Speriamo che lo "Spirito Santo" instilli nei cervelli pieni di acqua sporca dei governanti del mondo quella goccia di sapienza e di intelletto necessaria a fermare i missili "intelligenti 😳". Della serie.. ""in che mani siamo ? "" 🤔. Nel frattempo per il servizio postale universale del mio paese io e gli amici del biliardo ci offriamo volontari per ammortizzare i costi, io posso essere pagato con francobolli usati, il proprietario del cavallo con calesse vuole essere pagato in sigari toscani, il fabbro ferraio che risuola gli zoccoli del cavallo in fiaschi di vino del contadino. ... L' ufficio postale lo apriamo al bar del biliardo, dove i destinatari possono sempre ritirare la loro posta in giacenza mentre si bevono un bianco. La notificanza: Il bar del biliardo : Il postiglione: Se Poste Italiane seguisse il nostro esempio meriterebbe il nome "Poste" che l'ha sempre contraddistinta, .. altrimenti dovrebbe chiamarsi "Altra Cosa S.P.A.".. che non sta per 'salus per aquam'.
    5 punti
  9. Voglio condividere questa nuova moneta, un 3 grossi di Emanuele Filiberto del I tipo. Le monete con l'elmo ed il cimiero mi affascinano da sempre, penso non solo a me, e da poco ho letto proprio un articolo che raccontava della storia dei cimieri in Italia e del loro uso, prima come rappresentazione del cavaliere in battaglia o nei tornei e poi il suo diventare in araldica un vero segno di lignaggio della casata. Per fortuna abbiamo nella monetazione sabauda parecchi casi in cui questo segno viene impresso sulle monete e per un periodo abbastanza lungo, il che ci permette di vederlo sovente. Il 3 grossi fu emesso seguendo l'ordinanza del 1° ottobre 1554 nella zecca di Aosta con una bontà di 6 denari ed un taglio di 79 1/2 pezzi al marco, fu una coniazione abbastanza abbondante, circa 200.000 monete in quattro anni. Le date conosciute di questa tipologia solo 3, 1555, 1557 e, come questa, 1558.
    5 punti
  10. Eccomi scusate il ritorno, ma sono di ritorno ora da un viaggio. @Can Cerbero e @Carlo. vi ringrazio per la citazione. Allora la tua moneta ha diverse caratteristiche molto facili da riconoscere. La posizione capovolta dei fiori di ciliegio lungo i bordi è un buon indizio che rimanda all’era Tenpō, ma da sola non basta per essere sicuri. Oltre alle punzonature sui lati, c’è infatti un’altra caratteristica fondamentale, che nelle monete contraffatte era difficile da imitare. Nelle monete Tenpō originali, il carattere 是 (ze) presenta nei tratti finali una sovrapposizione chiamata kasaneawase (重ね合わせ). Inoltre, i tratti superiori del carattere 常 (jō) hanno una curvatura tipica (wankyoku, 弯曲), un dettaglio che si trova solo negli esemplari autentici. Quindi confermo che sia autentica.
    5 punti
  11. Ciao,dei 3 cavalli con croce trifogliata al rovescio e testa del Re a destra con sigla GA/C sono censiti solo per il 1646 e 1647 rispettivamente R3 e R5,da queste immagini io non riesco a leggere nessun numero, è difficile trovare degli esemplari dove la data sia visibile (ultime due cifre) anche se in conservazione migliore perché spesso sono decentrate verso il basso...
    4 punti
  12. Ciao, si tratta di un denario repubblicano chiaramente suberato la cui identificazione non è semplice ma avendo un pò di tempo a disposizione, nonostante è un periodo che non colleziono, ci proviamo 🙂. Partendo dalla divinità raffigurata sul dritto che sembra chiaramente la Concordia ( sulla tua moneta è leggibile chiaramente uno O, vedi foto) e cercando di interpretare alcune lettere visibili sul rovescio ( sulla cui corrispondenza tu con moneta in mano puoi avere riscontro migliore) e quelle che sembravano essere delle colonne potrebbe trattarsi di un denario di Titus Didius della stessa tipologia di quello che ti posto. @Ajaxvedi delle corrispondenze su quando detto?Restiamo in attesa di ulteriori interventi degli esperti del periodo 🙂
    4 punti
  13. Volevo segnalare la prossima edizione di eurofil a Milano, prevista per il mese di aprile! https://www.parcoesposizioninovegro.it/fiere/eurofil-4/
    4 punti
  14. Buongiorno, il tuo esemplare è un trifollaro con palma e non un follaro che hanno invece la legenda cufica... Trifollaro https://share.google/L4Lo88oI62qZp7IVG
    4 punti
  15. Riemerge dal fango a Livorno una rara epigrafe funeraria della gens Anconia fonte: https://www.archaeoreporter.com/it/2026/03/20/epigrafe-romana-livorno/ L'epigrafe romana rinvenuta a Livorno Capita che le scoperte archeologiche più straordinarie avvengano nei modi più inaspettati. È la mattina dell’11 marzo quando in un’area impervia, boschiva e isolata delle campagne livornesi, assiduamente frequentata solo da cacciatori e cercatori di primizie, Roberto Tessari (già vigile del fuoco e oggi membro attivissimo del Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese), gironzolando in cerca di asparagi, nota qualcosa di decisamente insolito scivolato nell’alveo di un canale, probabilmente a causa delle continue e abbondanti piogge degli ultimi giorni. Si avvicina e meraviglia delle meraviglie riconosce immersa nell’acqua e nel fango una lastra di pietra rettangolare che riporta ben leggibili tre righe di testo inciso in lingua latina. Nessun dubbio, si tratta di un’iscrizione funeraria integra di epoca romana. Il salvataggio nel fango Tessari contatta subito la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Pisa e Livorno, e invia alla funzionaria le prime immagini. «Quando ho ricevuto le foto sul telefono è stata una vera sorpresa, un’emozione! – spiega Lorella Alderighi, funzionaria archeologa della Soprintendenza – trovare un’epigrafe con un testo integro e così ben conservato nel territorio livornese è un evento davvero raro. L’acqua e il fango, paradossalmente, l’hanno custodita per secoli fino a quando le forti piogge non l’hanno letteralmente spinta fuori dall’argine, rendendola visibile e restituendola a tutti noi». Il recupero della lapide è stato estremamente complesso a causa del terreno impantanato, dell’impervietà del luogo e dell’assenza di strade carrabili; decisivo è stato l’intervento del Comando dei Vigili del Fuoco di Livorno, che ha poi trasferito il manufatto nei laboratori della Soprintendenza di Pisa. Cosa racconta l’epigrafe: identikit di una famiglia «La lapide», spiega ancora Lorella Alderighi, «si distingue non solo per l’ottimo stato di conservazione, ma anche per la qualità dell’incisione: le lettere capitali sono elegantemente impaginate per creare un effetto estetico curato». Il testo, disposto su tre righe principali più una quarta evanide, recita: T(ito) ANCONIO SEVERO ANCONIVS PRISCVS ET SABINIA SEVERA V(ivi) F(ecerunt) La lettura è chiara e l’interpretazione illumina su un quadro familiare nitidissimo. Il monumento è dedicato a Tito Anconio Severo, prematuramente scomparso. A commissionarlo molto probabilmente furono i genitori: il padre Anconio Prisco e la madre Sabinia Severa. La formula finale abbreviata V(ivi) F(ecerunt) indica che i due coniugi fecero realizzare il monumento funerario quando erano ancora in vita, una pratica molto diffusa per garantirsi una degna memoria. Un dettaglio significativo emerge proprio dall’onomastica: il figlio Tito ereditò il gentilizio dal padre (Anconio) e il cognomen dalla madre (Severa), una consuetudine romana per onorare e tramandare anche il ramo materno. Il nomen Anconio e l’ascesa sociale Il gentilizio Anconius è piuttosto raro e deriva direttamente dal toponimo della città di Ancona. Questo dettaglio linguistico, unito alla totale assenza di patronimici e dell’indicazione della tribù di appartenenza, suggerisce un’ipotesi precisa: la famiglia apparteneva quasi certamente al ceto dei liberti, ex schiavi affrancati (forse liberti pubblici o loro discendenti). «Ciò che rende questo reperto affascinante non è solo il dato materiale, ma la storia sociale che ci svela – sottolinea ancora Lorella Alderighi -Tra il II e il III secolo d.C., in Etruria settentrionale, i liberti rappresentavano una classe economicamente vitale e in forte ascesa. Farsi scolpire un monumento funerario raffinato, preparandolo finché si era ancora in vita, era per loro lo strumento principale per ottenere quella “consacrazione sociale” e quel riconoscimento pubblico che i natali umili gli avevano inizialmente negato». Un monumento mai eretto? Resta un ultimo, intrigante mistero. Il sito del ritrovamento non presenta, al momento, alcuna traccia di strutture murarie o di una necropoli. Inoltre, il retro della lapide appare grossolanamente sbozzato e non presenta apparentemente residui di malta, segno che forse non è mai stata fissata a una parete. L’Alderighi non esclude un’ipotesi suggestiva: e se quel bosco isolato fosse stato in realtà il sito del laboratorio di un lapicida e la lapide non fosse mai stata messa in opera nel suo monumento definitivo? Chissà se queste domande troveranno risposta, quel che è certo è che l’archeologia non finisce mai di stupire, anche in quei territori in cui il passato sembra dimenticato…
    4 punti
  16. In letteratura è possibile ritrovare il cognome del maestro dei coni Ferdinando Adovasio in due forme: Adovasio o Ardovasio. Tale incertazza non è imputabile a una leggerezza da parte degli studiosi, bensì a una storpiatura del cognome nei vari documenti. Alcuni esempi. Ardovasio Adovasio La forma corretta risulta essere ADOVASIO, come risulta dall'autografo dello stesso maestro dei coni certificato (se non sbaglio) da un notiao dell'epoca.
    4 punti
  17. Finalmente un dinaro serbo in zinco del 1942 guardabile, li ho sempre trovati con una estesa patina biancastra deturpante. Per 50 cent: Occupazione tedesca della Serbia (1941-44)
    4 punti
  18. Passaggio diretto dalla "ciotola degli orrori" al museo degli orrori 2 tornesi 1854
    4 punti
  19. Ciao,il tuo sestino appartiene alla variante con cerchio lineare anziché perlinato sia al dritto che al rovescio, inoltre ha come simbolo di chiusura il cerchietto nelle legende al dritto e al rovescio che recitano al D/: LETICIA : POPVLI 〇 anziché LETICIA : POPVLI + e al R/: IVSTVS : REX 〇 anziché IVSTVS : REX ✿ sono da considerarsi più rari...
    4 punti
  20. Ciao,come gia detto è un 3 cavalli coniato a Napoli durante il regno di Carlo II di Spagna, è del tipo coniato a martello tra il 1677 e il 1680,nel 1677 abbiamo dietro la testa del Re la sigla OC/A di Ottavio Caropreso (mastro di zecca) e di Marco Antonio Ariani (mastro di prova) mentre nel 1678,1679 e 1680 la sigla è AC/A di Antonio Caputo (mastro di zecca) mentre il mastro di prova è sempre Marco Antonio Ariani... Purtroppo data la conservazione è difficile stabilire con certezza l' anno di coniazione dove troviamo le ultime due cifre della data sotto al busto del Re,anche il simbolo E del coniatore non ci aiuta per associarlo ad una o più date perché in questo caso sembrerebbe inedito, neanche sul Magliocca è censito... Guardando però l'immagine della sigla dietro la testa del Re mi sembra di notare ciò che rimane di OC, generalmente questa sigla si presenta molto ravvicinata e a volte le due lettere si accavallano da sembrare quasi un monogramma e nel tuo esemplare sembra proprio così,in tal caso sarebbe un bel colpo visto che il Magliocca classifica i 3 cavalli 1677 OC/A con rarità R5... Ci tengo a precisare che la mia è solo una supposizione in base alle immagini che vedo,ma sarebbe interessante osservare l'esemplare dal vivo con l'aiuto di una buona lente... In ogni caso anche le altre date sono rare tra R2 e R3, è una moneta difficile da reperire in alta conservazione ma comunque il tuo esemplare è in discreta conservazione e sicuramente sopra la media, peccato che non si veda la data...
    4 punti
  21. Buongiorno, Torno dopo tanto, per pubblicare una moneta che cercavo da tempo e che finalmente è nella collezione. Una rara variante del denario Securitas di Otone con la testa rivolta a sinistra piuttosto che a destra. È una moneta dal grande fascino che condivido sul forum con piacere. È autentica ovviamente! Peso 3.18 per 20.2 mm Atexano
    3 punti
  22. Ciao,a mio avviso è una pubblica del 1622 di conio A con trascrizione del nome del Re in PHILIPP anziché PHILIPPVS,sigla MC del mastro di zecca Michele Cavo,al rovescio troviamo 5 globetti disposti 2/1/2 a chiudere la corona di alloro...
    3 punti
  23. Condivido questa lettera spedita da Mogadiscio il 26.09.1938 con arrivo a Napoli il 04.10.38 affrancata con due francobolli Bimillenario della nascita di Augusto posta aerea da 50 C. e 1. L
    3 punti
  24. Ciao @Ajax antoniniano PIETAS AVG di Gallieno,zecca di Mediolanum. https://numismatics.org/ocre/id/ric.5.gall(2).506
    3 punti
  25. È la terza cartolina che mi capita, indirizzata al Conte di cui sopra. Due parole per ricordare chi era. Adriano Tahon di Revel nasce a Torino nel 1854, ottavo figlio del Conte Ottavio. Si dedicò alla carriera militare nella Cavalleria e il 10 giugno 1900 venne nominato Tenente Colonnello di Cavalleria. Fu aiutante di campo del Conte di Torino e Generale di divisione. Ricevette medaglia d'oro al merito. Mi piacerebbe saperne di più dal lato postale e di chi scrive. Grazie
    3 punti
  26. Cartolina illustrata dell' industria privata in perfetta tariffa franca ....(aggiungo il termine franca perché all' epoca si poteva ancora spedire non franca in porto assegnato , cioè' non affrancata al costo del doppio del porto dovuto cioe' 20c).... per l' interno,.. ...con 10c carminio emissione tipo floreale del 1901,.. con l' effige da giovane del Re Vittorio Emanuele III. Benché nello scritto si menzioni Voghera la cartolina porta l' annullo di partenza di Rivanazzano (Pavia), oggi Rivanazzano Terme dal 2009. .... Con data 29 dicembre 1903. Sempre interessanti quando l' indirizzo è quello di un palazzo famoso dove non serve l' indirizzo completo, la cartolina è indirizzata al Conte Adriano Tahon di Revel aiutante di campo di Sua Altezza Reale il Conte di Torino, ... che in parole povere era Vittorio Emanuele di Savoia-Aosta cugino del sovrano Vittorio Emanuele III.. in foto sotto: Cartolina con affrancatura quotata, deliziosamente bella e storicamente importante. Palazzo Pitti a Firenze residenza reale nel 1900 dove giunse la cartolina:
    3 punti
  27. Buon Pomeriggio a Tutti, condivido con Voi questi nuovi 10 euro austriaci in argento proof .925 che verranno emessi il 25.03.2026, ma che ho ricevuto oggi. Si tratta della terza moneta di 4, della serie costumi tipici austriaci e di tendenza, che commemora il tessuto Loden. A diritto oltre al valore, ricami floreali e di tessuto in rilievo. A rovescio donna con abito tipico e scialle in loden verde e pecora alle sue spalle che simboleggia la lanosità del materiale del loden. Dettagli tecnici della moneta : tiratura 30mila, diametro 32 millimetri, peso 16,82 grammi. Il packaging mi sembra accettabile e la capsula si toglie facilmente dal suo alloggiamento. Grazie per l'attenzione.
    3 punti
  28. Dopo l'autorevole intervento di @simonesrt, che come al solito ha chiarito in modo cristallino la situazione, personalmente trovo alquanto surreale e assai velleitario il seguito della discussione. Mi pare che Simone sia stato chiaro. E' una variante nuova, riconosciuta da un solo catalogo, e totalmente priva ad oggi di riferimenti d'asta o di transazioni pubbliche. Tanto basta per astenersi prudentemente da qualsiasi valutazione. Sull'affermazione poi che sia "un pezzo così raro da auspicare che finisca nelle mani di un vero appassionato" io sarei ancora più tiepido. Signori, non sono le caravelle 1957 o i 20 centesimi 1863 col BN rovesciato, è una eccedenza di metallo, siamo seri. Montenegro inoltre è abbastanza noto per prendere, ancorché in assoluta buona fede data la statura del professionista, alcuni svarioni, soprattutto di recente. Detto ciò, dire che suggerisco cautela, non per spegnere entusiasmi, ma per tornare un attimo sulla Terra, è usare un eufemismo. Poi auguro al proprietario che diventi rapidamente un'icona della monetazione del Regno come il 10 centesimi 1867 testa di moro. Ma attenzione ai facili trionfalismi perché si rischiano cocenti delusioni.
    3 punti
  29. Napoli, Sestino di Giovanna e Carlo V
    3 punti
  30. Ciao @Carlo. sempre robetta facile te eh?? 😁 Si è un dirham di Uljaytu. Non mi chiedere però la zecca 😁 https://www.zeno.ru/showphoto.php?photo=99236
    3 punti
  31. Da sinistra: 1. Croce di Vittorio Veneto (1968): vedi https://www.quirinale.it/it/pagine/onorificenze-ordine-vittorio-veneto 2. medaglie AVIS (il bisnonno era donatore di sangue) 3. Medaglia Ricordo in Oro per il "50º Anniversario della Vittoria 1918-1968 Per la 1 e la 3 dovrebbe esserci anche il decreto di concessione che unito alle medaglie è un plus
    3 punti
  32. Sono un ragazzo di 31 anni che ha ri iniziato a collezionare da un anno, ero in cerca di qualche dritta nero su bianco da chi ha sicuramente decenni di esperienza in più di me Fra le altre cose un altro utente collezionista di doppie sabaude mi ha scritto in privato segnalandomi la disponibilità della stessa moneta da un commerciante, cosa che ho apprezzato e che valuterò Ho quindi comunque avuto informazioni utili da questa condivisione e credo non insisterò ulteriormente con la persona oggetto del post
    3 punti
  33. È proprio vero che per uno che va in giro a “ to fuck” come scrivono gli inglesi, c’è ne sono dieci con “ pants down” … ma con tutti quei campanelli di allarme, ancora ci pensi?
    3 punti
  34. Posto un' esemplare reperito in rete dove si vede il 4 e il trattino superiore del 7...
    2 punti
  35. A pochi giorni dalla conferenza, per chi non potrà essere presente di persona, comunichiamo i link da utilizzare per seguire la conferenza anche da remoto utilizzando google meet: CCNM - Conferenza 31 marzo Massimo Rossi 1 Martedì, 31 marzo · 9:00 - 10:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/zyh-ejgb-mgc CCNM - Conferenza 31 marzo Massimo Rossi 2 Martedì, 31 marzo · 10:00 - 11:00PM Link alla videochiamata: https://meet.google.com/vgt-ntfn-hag
    2 punti
  36. sarebbe interessante capire in base a quali criteri una frattura di conio diventi una variante R4... a questo punto.. il principio deve valere anche per tutte le altre tipologie che presentano fratture o difetti anomali
    2 punti
  37. sì, solito falso. Senza se né ma. I FERT non lasciano alcun dubbio.
    2 punti
  38. appena l'oro ha saputo la notizia, ha deciso di deprezzarsi
    2 punti
  39. Quello che vorrei dire è che nella tua collezione ci sono dei falsi ed inoltre la maggior parte delle monete non interessano ai collezionisti perché troppo comuni. Quindi nessun comprerà in blocco, a meno che non sia un principiante che vuole spendere solo qualche Euro. Questa tipologia di monete viene venduta nelle ciotole nei mercatini al massimo a 50 centesimi al pezzo (escludendo quelle in argento), e la maggior parte di loro resta invenduta. Dunque non riuscirai a farci quasi nulla se proprio te ne vuoi liberare subito. Io personalmente consiglio a questo punto di conservare la collezione come ricordo o se proprio detesti avere in casa di regalare a qualche bambino/ragazzino perché così potrebbe imparare. ----------- Per ciò che riguarda invece le monete in argento ecco i prezzi in un comproro: QUOTAZIONE ARGENTO IN TEMPO REALE 23/03/2026 03:52:45 Argento 999 -> 1.32 €/gr Argento 925 -> 1.11 €/gr Argento 800 -> 0.96 € Quindi capirai che se non hai parecchi chili di monete, riceverai solo qualche decina di Euro: non so se il gioco vale la candela perché se utilizzi la macchina, con i prezzi del carburante, spendi di più per fare il tragitto andata e ritorno. Ergo consiglierei ugualmente di conservare queste monete come un ricordo (tra l'altro semiprezioso) magari facendone un quadretto da appendere in casa.
    2 punti
  40. Tu pensa le coincidenze, io ieri per 50 centesimi ho trovato il 2 dinari 1942
    2 punti
  41. Quando ho iniziato a interessarmi di monete, mi ero dato poche regole: comprare monete leggibili, non corrose e integre... ed eccomi qui con una moneta rotta! Si tratta di una moneta a forma di vanga arcaica, classificata al n. 2.182 del testo di Hartill (é più piccola rispetto alla 2.181). La descrizione completa di questa tipologia é: Hollow Handled Spade Money - Pointed Shoulder Spade. Questa tipologia é stata rinvenuta nell'Henan e nello Shanxi. É noto un ripostiglio di 549 di queste vanghe, rinvenuto proprio nello Shanxi. Questo esemplare era parte di un lotto multiplo venduto recentemente nella Jean Elsen asta 163 lotto 2505 e aggiudicati a un collezionista/commerciante statunitense. Si trattava di un lotto composto da 7 esemplari, esitati a Hong Kong nel 1996. Allego qualche immagine: Fatemi sapere cosa ne pensate.
    2 punti
  42. Aggiungo qualche altra informazione. Il manico di questa tipologia dovrebbe essere cavo ("hollow"). Tuttavia, in realtà, contiene un inserto in terracotta, che veniva utilizzato nella fase di produzione, come si può vedere dalle immagini che allego. L'inserto in terracotta ovviamente incide di non poco sul peso. Il che mi porta a pensare che queste monete circolassero per numero, fiduciariamente se vogliamo, e non per peso. Per la cronaca, il mio esemplare pesa 39,57g.
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  43. andrebbe attribuita alle anonime della zecca di Valenza, anche se non è ancora chiaro perché sia stata attribuita a Valenza.
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  44. Salve @arm89 dovrebbe essere un sesterzio IOVI IVVENI. Ce ne sono due tipi TR P XII e TR P XIIII e da questa foto non riesco a decifrare. https://numismatics.org/ocre/id/ric.3.com.499 https://numismatics.org/ocre/id/ric.3.com.525
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  45. Salve @Ale75 ΕΝΑΡΧΟΥ è una lettura possibile. Xenarchos (ΞΕΝΑΡΧΟΣ, ΞΕΝΑΡΧΟΥ al genitivo) può anche essere il nome di un magistrato, esiste ad esempio su alcune emissioni provinciali della Cilicia. Per la seconda riga di lettere in alto non riesco a distinguerla dalle stelle che sormontano i pilei. Con delle foto migliori, magari.
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  46. Ciao @Ale75 e @Ajax Non ho la risposta, ANTIOXE(ΩN) rimanda alla città di Antiochia, ma quale? Si può avvicinare questo piccolo bronzo alla monetazione civica di Antiochia di Pisidia prima che diventasse colonia romana (50-25 a.C.), in passato erroneamente attribuita a Antiochia sul Meandro. Sono bronzi che presentano al rovescio l’iscrizione ANTIOXE e, al di sotto, il nome di un magistrato. Tuttavia, nessuno raffigura Atena o due pilei, e il diametro è piuttosto intorno ai 18 mm. L’elenco noto dei magistrati non è sicuramente completo, ma alcuni potrebbero corrispondere alle poche lettere leggibili all’esergo (…XOY o …KOY) Sarà probabilmente più facile verificarlo con la moneta in mano. ΘHPIΛOXOY ANTIOXOY MENICKOY Moneta sicuramente rara, forse inedita?
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  47. Salve @Lorian forse un denaro provisino del Senato Romano? https://www.acsearch.info/search.html?id=3276262 https://www.acsearch.info/search.html?id=1938159
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  48. Nell’ambito del Convegno Numismatico di Accademia Numismatica Italiana in Parlamento ho avuto anche il piacere di poter donare il libro edito da Quelli del Cordusio sulle monete al tempo di Gesù presentato nella Biblioteca Pinacoteca Ambrosiana a uno degli organizzatori del Convegno l’Onorevole Stefano Candiani a cui ho spiegato le finalità e l’azione del Gruppo Numismatico Quelli del Cordusio. Quindi un pizzico di Quelli del Cordusio anche in Parlamento …
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  49. Sempre che non sia la stessa persona che riprova la giocata
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  50. Salve @lupoadal non ti devi assolutamente scusare,siamo qui per aiutare,imparare e sempre con pazienza e rispetto. La numismatica per me è il rilassamento dopo una giornata di lavoro. Quindi non stai assolutamente abusando 😊
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