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I contenuti con la più alta reputazione dal 01/10/26 in tutte le aree

  1. Salve, segnalo : La monetazione dei Reali Presìdi di Toscana Riccardo Martina La prima parte del libro tratta, in maniera decisamente approfondita, il contesto storico, che va dalla nascita dell’enclave spagnola nel XVI secolo, fino a Ferdinando IV di Borbone. Le singole emissioni, trattate in modo capillare, vengono suddivise per anno, entrando nello specifico di ogni specifica coniazione. 148 pagine a colori, formato foglio A5 € 40
    7 punti
  2. buona giorno, condivido la bella serie 1684 di Carlo II. di queste monete mi affascina anche il fatto che sia un unicum nella monetazione napoletana. una serie di monete figurate che comprende tutti i tagli di argento, qualcosa del genere forse si è prodotto nella Roma dei papi o nel Regno d'Italia sotto Vittorio Emanuele III.
    7 punti
  3. Trovato https://varesi.bidinside.com/it/lot/23114/spagna-peso-2-r-corrispondente-al-2-/
    6 punti
  4. Buonasera a tutti, accadde oggi, 275 anni fa. Veniva alla luce S. M. Ferdinando nato a Napoli il 12 gennaio 1751 dal Re Carlo di Borbone e da Maria Amalia Walburga di Sassonia. Voglio omaggiarlo ricordandolo con qualcuna delle monete che lo ha raffigurato nei lunghi anni che ha regnato. Saluti Alberto
    6 punti
  5. Sono normalissime 20 centesimi francese e italiana, come già detto. Quello che mi stupisce, e mi scusi @Lory81, è che dopo 23 anni dall' introduzione dell'euro ci si sia accorti solo ora che le monete coniate dai vari stati membri della UE, abbiano facce diverse. Capisco che non siamo tutti numismatici o appassionati, ma non averci mai fatto caso è un pò preoccupante. Non voglio e non è assolutamente mia intenzione offendere nessuno o fare polemiche, ma poi non stupiamoci se i falsari continuano a fare le monete false.
    5 punti
  6. Ha ringraziato comunque, direi che non è il caso di insistere, lasciando semmai allo staff decidere se e come intervenire. Grazie.
    5 punti
  7. Buon giorno, aggiungo altro peso per me angioino di grammi 3.77, quindi peso che richiama quello dei gigliati
    5 punti
  8. Carissimi, Nel leggere certi pareri (che dovrebbero fornire aiuto tangibile a chi ne ha bisogno) mi cadono veramente le braccia! Poi mi dicono che sono tuttologo, sbruffone e antipatico. È vero: La verità fa male, ma se la volete, ecco come stanno le cose. Prima cosa: le monete non si possono comprare come fossero frutta in offerta al mercato (“mi da 2kg di mele e ci mette anche qualche odore?” - poi se vogliamo, la frutta, specie se in “offerta”, me la sono sempre scelta da me, che è sempre meglio ). @Ilnumisma, non puoi pensare di acquistare monete “tutte periziate fdc” macon “foto di pessima qualità”. È un ossimoro bello e buono! Altro punto nodale. Lo preciso per l’ennesima volta, sperando che venga recepito, almeno da coloro che tanto si prodigano tra benvenuti e suggerimenti vari: il cartellino con sigillo in bustina non rappresenta assolutamente una perizia (che invece è un’analisi di gran lunga più completa e approfondita, molto più onerosa sia in termini economici che di tempistiche di compilazione), ma solo un semplice parere di conservazione con cui il commerciante garantisce l’autenticità. Questa tipologia comprende monete comunissime ma tra le più belle che si possano trovare a prezzo molto abbordabile. Perché quindi, invece di acquistarle tutte insieme (fidandoti tra l’altro delle “pessime foto”), non cerchi invece di imparare a capire la qualità del metallo, apprezzandone l’integrità e la patina? (Integrità e patina… ci si potrebbe scrivere una piccola monografia!) Se la moneta è affetta da questo fenomeno ossidativo, non solo perderai “il valore della perizia” (che ora, spero, avrai capito essere marginale, tranne che per la garanzia d’acquisto nel caso di una restituzione entro i termini di legge), ma andrai ulteriormente a compromettere un metallo già compromesso di suo con un precedente lavaggio (è infatti questo che innesca poi il procedimento ossidativo). Ovviamente, tutto questo non solo incide sulla qualità della moneta, ma anche sul suo valore. Ultima cosa: lascia stare i prezzi dei cataloghi. Segui il mercato (tra aste pubbliche battute e online e le vendite concluse sui vari portali - ebay, catawiki) per farti un’idea dei prezzi reali in rapporto alla qualità. Diversamente, già te l’ho scritto, ci rimetterai di portafogli (e non credo che i soldi te li regalino) e di godimento (prima o poi). Capire l'effettiva qualità è fondamentale, perchè i prezzi riportati nei cataloghi vanno saputi anche interpretare in base alla qualità effettiva. Un esemplare come quello di seguito postato potrebbe costare anche più del prezzo di catalogo (infatti me lo sono tenuto, non l'ho venduto quando ho esitato la mia collezione). Un metallo vergine presenta un lustro integro, spiccato, graffiante! La patina poi è un aspetto indicativo di ciò e non un banale “surplus” che se c’è o non c’è non fa differenza. È vero che può essere un aspetto opinabile per quanto riguarda l’apprezzamento, ma la sua presenza ne impreziosisce di gran lunga l’appeal e ne avalla (soprattutto) la qualità. Ovviamente non è necessario essere fotografi per dimostrare che una moneta sia FdC. Ma conoscendo le peculiarità del FdC, si possono fare foto "brutte" ma che al tempo stesso evidenzino queste peculiarità (come questa di seguito, ad esempio). Ancora convinto che, sulla base di queste perplessità, sia un "affarone"?
    5 punti
  9. Un saluto a tutti. Porto a conoscenza un ennesimo errore in legenda per uno spicciolo di Filippo II, al rovescio si legge IN HOC SINGO anziché SIGNO
    5 punti
  10. Esatto, era un articolo del novembre 2011, grazie per la citazione ! Allego il pdf per chi lo volesse rileggere 😉. Il mezzo grosso era il mio, qui in versione "a colori" (quel numero di Panorama Numismatico fu l'ultimo pubblicato con foto in B/N, peccato) : Ciao, RCAMIL. Articolo pubblicato PANORAMA NUMISMATICO con copertina.pdf
    5 punti
  11. Il XVII volume del C.N.R.L., “Appunti Numismatici 2026”, conta 424 pagine, in carattere Times New Roman n. 11, è stato stampato in 200 copie a colori su carta opaca da 100 gr, in formato A5. La copertina è 4+4 su carta patinata opaca da gr. 300 plastificata, con allestimento in brossura e cucitura in filorefe. Il XVII Quaderno di Numismatica, dedicato a tutti i nostri Autori, comprende 18 articoli, con argomenti che vanno dall’epoca preromana ai nostri giorni, la Presentazione e l’Introduzione. Alla stesura hanno partecipato: Davide Fabrizi; Michele Chimienti e Fabio Pettazzoni; Blandor Abazi; Giovanni Sinimarco; G. Mattia Marino, Giovanni Bitti e Mario Dolci; Gianni Graziosi; Alessandra Parrilla; Franco Fornacca; Fabio Scatolini; Michele Guarisco; Luciano Binaschi; Fabrizio Leali; Antonio Maria Bianchimani; Mattia Rescigno; Davide Fabrizi; Damiano Castrichella; Antonio Giovinale; Patrizia Di Monte e Vito Vessio. Alcune copie di “Appunti Numismatici 2026” saranno disponibili alla vendita dai primi giorni di marzo 2026 ma è già possibile prenotarli. Il suo costo, per i non Soci del C.N.R.L., è di: € 20,00 più eventuali Spese Postali. Se interessati contattare: [email protected] PATRIZIA DI MONTE: Presentazione Il presidente riassume gli eventi organizzati dal Circolo durante il 2025, soffermandosi in particolare sulla preparazione dei festeggiamenti del 1° Decennale del Circolo e su gli eventi organizzati durante il 2025. Ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del volume, collaborando o sostenendo la pubblicazione: gli Autori, le Case d’Asta, i Commercianti ed i singoli Collezionisti. Un particolare e sentito ringraziamento lo dedica al Comitato Redazionale, complimentandosi per la nomina con il neo Caporedattore Davide Fabrizi, ed agli Autori, senza i quali il XVII e il XVIII Quaderno non avrebbero avuto vita, per l'impegno ed il sostegno profuso al completamento degli stessi. DAVIDE FABRIZI: Introduzione Nell’Introduzione Davide Fabrizi riassume la vita del Circolo dal 2016, dal momento che fu fondata l’Associazione con l’intento di diffondere la scienza Numismatica, specialmente tra i giovani. Mette in primo piano i traguardi raggiunti e i tanti volumi pubblicati, ringraziando anche lui tutti gli Autori che hanno partecipato nel corso degli anni al completamento degli obbiettivi del Circolo. FABIO PETTAZZONI e MICHELE CHIMIENTI: La festa di Anna Perenna nella Roma antica Anna Perenna era una divinità romana arcaica, legata al ciclo del tempo, alla vita che si rinnova e al passaggio delle stagioni. Il suo nome richiama l’idea di continuità: annus (“anno”) e perennis (“che dura per sempre”), dunque “l’anno che ritorna senza fine”. Era quindi una dea della rinascita annuale, della prosperità e della salute. BLANDOR ABAZI: Le monete coniate nella zecca di Fenice d’Epiro Gli studi finora condotti sulle monete coniate nella zecca di Fenice sono stati frammentari e incompleti. Questo studio si propone di collocare l'attività monetaria della zecca di Fenice in una corretta prospettiva cronologica, di fornire dati sullo sviluppo economico e sull'organizzazione politica e sociale della popolazione che abitava questa regione e di fornire un quadro completo di tutte le emissioni monetarie coniate nella zecca della città. GIOVANNI SINIMARCO: L’elmo e il grifone nella monetazione romana repubblicana Erodoto nelle sue Storie ci tramanda che i grifoni, animali con testa ed ali da aquila e corpo da leone, avessero dimora tra gli Arimaspi, a sud, e gli Iperborei, a nord, in un’area che oggi, se volessimo identificarla, potremmo far coincidere con l’attuale Polonia. Molto spesso, questi animali mitici, ricorrono nella monetazione romana, in special modo in quella repubblicana. GIOVANNI BITTI, G. MATTIA MARINO E MARIO DOLCI: Spillone con busto femminile, rinvenuto nel sito archeologico dell’Acqua Claudia. Tale spillone è stato interpretato edatato attraverso i confronti tipologici con le pitture, la statuaria e la numismatica Il presente lavoro è incentrato su unico manufatto, lo spillone in avorio avente nella testa un busto femminile. Il reperto è stato rinvenuto nell’anno 2014, durante la ripulitura della stanza R (settore 17), collocata al terzo ed ultimo livello della villa romana dell’Acqua Claudia, da parte dell’associazione “Antica Clodia” ed alcuni tirocinanti dell’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. In questo caso il manufatto in questione, uno spillone, lo si è potuto datare ed interpretare proprio attraverso il confronto con monete del periodo romano (datate con precisione), riportanti anche le acconciature femminili della moda del tempo. GIANNI GRAZIOSI: Tre mitologiche sorelle La mitologia è ricca di racconti che spesso hanno a che vedere con la creazione dell’umanità, con le imprese leggendarie degli eroi, con le interazioni tra gli esseri mortali e le divinità. Racconti popolati da numerosissime divinità, tra esse le Cariti, tre figure femminili che incarnano e simboleggiano la bellezza, la gioia, la felicità. «Le Grazie sono leggiadre e benefiche: si vestono di sola rugiada e la spandono; sempre pure e caste nella loro stessa nudità; splendide, rallegranti, fecondanti». Una breve divagazione fra mitologia, arte e numismatica. ALESSANDRA PARRILLA: L’anno dei quattro imperatori: il 69 d.C. Nel giugno del 68 d.C., con la morte di Nerone, si chiude la parabola della dinastia giulio-claudia e si apre un anno convulso, destinato a cambiare per sempre il modo in cui si esercita — e si rappresenta — il potere imperiale. FRANCO FORNACCA: Tetradrammi di Filippo I l’Arabo nelle zecche di Roma e di Antiochia In questo contributo verranno evidenziati alcuni curiosi aspetti di una tipologia di moneta coniata ad Antiochia ma che ha dei legami stretti con Roma. Parleremo dei: Tetradrammi coniati nella zecca di Antiochia, che rientrano nella corposa tipologia delle monete romane. FABIO SCATOLINI: I follis di Eraclio dell’anno III: dal regno da solo all’incoronazione di Eraclio Costantino Tra il 612 e il 613 d.C. si assiste, sui solidi ma principalmente sui pezzi da 40 nummi (follis) in bronzo, al passaggio dall’iconografia che caratterizza il regno di Eraclio da solo, dal 610 al 612 d.C., e quella (due figure stanti: Eraclio ed Eraclio Costantino) che sarà rappresentata da lì in avanti fino al 616 d.C., quando la consorte Martina inizierà ad essere raffigurata sui follis, portando a tre il numero di figure presenti. MICHELE GUARISCO: Maria d’Aragona, regina di Sicilia Maria d’Aragona, regina di Sicilia, nacque nel 1362 e fu battezzata nella cattedrale di Catania da Artale Alagona. Lei fu l’unica figlia di Federico IV d’Aragona, re di Sicilia, e di Costanza d’Aragona, primogenita di Pietro IV d’Aragona. LUCIANO BINASCHI: Monete veneziane in Salento Nel 1884, durante alcuni lavori di scavo nel giardino del palazzo di proprietà del signor De Donno, che oggi è sede del Comune di Cursi, piccola località tra Lecce e Otranto, gli operai rinvennero una pentola di terracotta colma di monete. FABRIZIO LEALI: La nuova vita dei sesini Con gli articoli pubblicati in Appunti Numismatici, nel 2023 e nel 2024, è stata tracciata la storia dei vituperati e famigerati “sesini”. In questo articolo vengono illustrati gli ultimi aspetti di una monetazione comune che, sebbene oggi poco considerata nel panorama collezionistico, cela in realtà caratteristiche sorprendenti e ancora poco conosciute. Una storia che si intreccia con eventi significativi del Mediterraneo e che dimostra come le monete non siano soltanto strumenti di scambio commerciale, ma veri e propri testimoni della nostra storia, spesso più presenti nella nostra vita di quanto siamo disposti a riconoscere. ANTONIO MARIA BIANCHIMANI: I Doria e il marchesato di Santo Stefano: jus cudendi e officina monetaria Nel 1668 la principessa Violante Lomellini Doria (1632-1708), vedova di Andrea III Doria (1628-1654), concede a Bartolomeo Pareto di aprire un’officina monetaria nel borgo di Santo Stefano. Non è chiaro in base a quale diritto abbia concesso tale autorizzazione. Generalmente quando si parla delle zecche dei Doria, si richiama il privilegio concesso il 19 giugno 1548 da Carlo V ad Andrea Doria (1466-1560), ma Santo Stefano non risulta incluso tra i feudi presenti nel diploma e, anzi, perviene a questo ramo dei Doria solo nel 1592. Lo scopo di questo breve articolo è contribuire a chiarire quando i Doria ottengono lo jus cudendi nel marchesato di Santo Stefano e se ne usufruiscono. MATTIA RESCIGNO: Luigi XIV e i “Monstra”, ovvero, la propaganda del timore tra gli uomini La medaglia presentata, proveniente dalla collezione di Richard Margolis, è stata battuta in asta da Stack’s Bowers Galleries di recente: raffigura al dritto il busto, con capo laureato, di Luigi XIV accompagnato dalla legenda: “LVD: MAG: REX.”. Il rovescio, di cui si tratterà in questo approfondimento, raffigura un “monstrum” marino che sguazza nei flutti accompagnato dalla legenda: HVNC·ET·MONSTRA·TIMENT. DAVIDE FABRIZI: Storia delle medaglie presenti sotto i cippi di confine fra lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie In questo articolo si racconta la storia della rideterminazione del confine tra lo Stato Pontificio ed il Regno delle Due Sicilie, con l’apposizione prima dei pali lignei provvisori seguiti poi da cippi lapidei. Uno spaccato di storia fra Chiesa e Regno che va dal Tirreno all’Adriatico in un percorso di circa 500 chilometri, contrassegnato da colonnette in pietra ormai vandalizzate, divelte, riutilizzate per scopi privati ma che meritano sicuramente una loro rivalutazione storica. Guardiani del nostro passato e custodi di una medaglia atta a testimoniare il punto esatto in cui passava il confine. DAMIANO CASTRICHELLA: La medaglia del cavo di Anzio A distanza di cento anni dall’inaugurazione del cavo sottomarino che unì la cittadina di Anzio con Buenos Aires in Argentina, ripercorriamo gli eventi storici di quei giorni, attraverso l’analisi della medaglia realizzata da Aurelio Mistruzzi fornendo, nel contempo, un quadro di aggiornamento delle emissioni conosciute fino ad oggi. ANTONIO GIOVINALE: Le Medaglie Annuali di Pio X (1903-1914), della Sede Vacante del 1914 e di Benedetto XV (1914-1922) In questo articolo vengono mostrate le medaglie annuali di due papi, intramezzati da una Sede Vacante, coprendo un periodo di tempo che va dal 1903 al 1922, periodo difficile e comprensivo della I Guerra Mondiale. Papa Pio X, di origine contadina, e Benedetto XV, promulgatore della pace, affrontarono con coraggio le difficoltà dei loro pontificati. PATRIZIA DI MONTE: Gettone Jmpresa Viveri. III Parte - Cronistoria delle nuove ricerche La ricerca per scoprire l’uso e la provenienza del Gettone Jmpresa Viveri iniziò nei primi giorni di giugno del 2008, il gettone attirò immediatamente l’attenzione dell’Autrice quando lo trovò tra chili di monete, che il suo amico Stefano Campagna le aveva chiesto di catalogare e riordinare, dato che facevano parte della collezione di sua madre, deceduta anni prima. VITO VESSIO: I falsi e l’intelligenza artificiale nel mondo numismatico: come riconoscerli e difendersi Con il cambiamento in atto, dovuto al galoppante progresso della tecnologia, anche la numismatica ne rimane coinvolta, ad esempio sono in uso delle applicazioni che riescono a catalogare qualsiasi moneta tramite una semplice foto. Questa evoluzione cambia in maniera radicale il modo di avvicinarsi all’affascinante incontro reale con il passato, che otteniamo quando tocchiamo una moneta, passando, così, a una vera e propria identificazione virtuale del tondello. Presentazione Appunti Num. 2026.pdf
    4 punti
  12. FDC 62, rapportato al grading "tradizionale" italiano, vorrebbe dire SPL+/qFDC circa (o, comunque, inferiore ad un qFDC) e, a mio avviso, è un'indicazione corretta. In queste condizioni, secondo me, puoi sperare di venderla sui 50 euro e non sarà nemmeno così semplice, considerando che è una moneta facilmente reperibile in alta conservazione e che, ora come ora, i (pochi) collezionisti di Vittorio Emanuele III puntano soprattutto al FDC pieno (specialmente quando si tratta di esemplari del genere). P.S. Non capisco il senso di censurare il fascio littorio. Mostrare una moneta italiana del 1936 non è certo apologia del fascismo. Posso capire la stupidità di Facebook (ed in particolare dei suoi bot) di fronte a simili immagini ma qui ci troviamo su lamoneta e non ce n'è alcuna necessità di oscurare certi simboli presenti sulle monete.
    4 punti
  13. L’iscrizione è quella “standard” dei dirham almohadi anonimi: al diritto (la seconda immagine): al rovescio (la prima immagine): La zecca di solito si trova in fondo a sinistra nel diritto: qui a livello della sede di zecca (cerchietto blu), dove è piuttosto usurato, non si vede nulla, per cui sembra essere uno di quei dirham a zecca ignota (altro elemento molto frequente nei millarès, seppure si trovino anche monete con caratteristiche molto suggestive per un millarès ma che portano il nome di una zecca, tipicamente Ceuta o Tunisi…)
    4 punti
  14. @eliodoro credo anche io si tratti di un peso angioino, anzi ne sono convinto. Quella M sormontata da giglio sembra rappresentare proprio l'ordine impartito il 10 giugno 1342. Particolare anche la punzonatura al "R/" dove il giglio sovrasta quel .0I. Tale punzonatura che, assieme al giglio, appare successiva alla creazione del peso (la M è fusa con esso), porta ad ipotizzare che possa rappresentare il suo valore, ossia 10 grana. Ovviamente punzonato al contrario per mero errore. Una sorta di conferma che il peso poteva essere ancora utilizzato e quindi punzonato per ufficializzarlo o comunque renderlo valido. Bel pezzo!
    4 punti
  15. Pescata di domenica mattina, ciotola da 1 euro, : 3 grana 1810, variante NAPO. 5 centesimi 1826 Torino 6 tornesi 1800 1/4 di gulden 1944, Curacao 1 duit 1768, Compagnia delle Indie orientali olandesi ( mi sembrava un gettone...)
    4 punti
  16. Altro esemplare...San Marino...
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  17. “Vai fuori a fare qualcosa che non ti sopporto più!”. Pensionato accetta il “consiglio” della moglie. Va nei campi e fa il “colpo della vita”. Quanto ha guadagnato con l’aureo di Vitellio? 15 Gennaio 2026 Un’uscita concessa per caso, un segnale incerto, un grumo di zolla aperto senza particolare aspettativa: ed ecco che il passato, d’improvviso, prende forma e peso, scintillando nel palmo di una mano. La vicenda ha per protagonista Ron Walters, saldatore in pensione, che da sei anni percorreva con regolarità lo stesso appezzamento agricolo nei pressi di Dudley, nel cuore delle West Midlands. L’area si colloca a circa 180 chilometri a nord-ovest di Londra, in una fascia oggi fortemente urbanizzata e industriale – il Black Country – ma che in antico presentava un paesaggio agricolo e boschivo punteggiato da insediamenti sparsi. Walters torna sullo stesso campo sempre negli stessi momenti dell’anno, primavera e autunno, quando le colture non sono ancora state seminate. Quel giorno stava quasi per restare a casa, finché la moglie lo ha invitato a uscire “per un po’”. Un suggerimento – peraltro ben più perentorio – che si sarebbe rivelato determinante. Dopo un paio d’ore di ricerca apparentemente infruttuosa, il metal detector ha restituito un segnale debole, poi svanito. Spostandosi di pochi metri, Walters ha intercettato di nuovo la lettura, questa volta proveniente da una zolla compatta. Aprendola, la moneta è letteralmente caduta tra le sue dita. Non un bronzo consunto, non una moneta tardoantica – categorie comuni nei campi britannici – ma un aureo romano in oro, databile con precisione al 69 d.C. Le verifiche successive hanno confermato l’eccezionalità del ritrovamento. L’esemplare è attribuito all’imperatore Aulo Vitellio e, secondo gli specialisti, rappresenterebbe il primo aureo di Vitellio mai registrato come rinvenimento archeologico nelle isole britanniche. Un dato di grande rilievo, che colloca la moneta all’incrocio tra storia politica, numismatica e geografia della Britannia romana. Il 69 d.C. è un anno cruciale, noto come l’anno dei quattro imperatori. Dopo la morte di Nerone, l’Impero conosce una rapida successione di poteri: Galba, Otone, Vitellio e infine Vespasiano. Vitellio regna solo pochi mesi, da aprile a dicembre, prima di essere sconfitto. La brevità del suo principato spiega la rarità estrema delle emissioni a suo nome, soprattutto in oro. In questa fase l’aureo presenta ancora un titolo molto elevato ed è destinato prevalentemente a pagamenti militari, donativi ufficiali e transazioni di alto livello, non alla circolazione quotidiana. La scoperta solleva una questione centrale: vi erano insediamenti romani nell’area di Dudley o nei dintorni? Pur non essendo noto un grande centro urbano romano in corrispondenza dell’attuale Dudley, il territorio circostante era tutt’altro che marginale. Le West Midlands facevano parte di una regione strategica, attraversata da importanti vie di comunicazione. A breve distanza correvano assi stradali connessi alla Watling Street, la grande arteria che collegava il sud-est dell’isola alle province occidentali. Nel raggio di alcune decine di chilometri sono attestati forti militari e complessi di rilievo, come il sito di Metchley, nei pressi dell’odierna Birmingham, e il nodo strategico di Letocetum (Wall, nello Staffordshire), fondamentale per il controllo dei traffici e dei movimenti delle truppe. Accanto ai presidi militari, la campagna era costellata di ville rustiche, fattorie e piccoli nuclei agricoli, funzionali al sostentamento dell’esercito e dell’amministrazione romana. Molti di questi insediamenti sono noti solo attraverso tracce indirette – materiali sporadici, allineamenti, anomalie nel terreno – e risultano oggi in gran parte cancellati dall’urbanizzazione moderna. In questo contesto, la presenza di una moneta d’oro di altissimo valore non appare incongrua: può trattarsi di un pagamento, di una riserva nascosta, di una perdita accidentale lungo un percorso agricolo o viario. La moneta, vecchia di circa 1.955 anni, è stata regolarmente segnalata e registrata secondo le procedure del Portable Antiquities Scheme e successivamente affidata ai Fieldings Auctioneers, dove è stata messa all’asta questa settimana. Il prezzo finale ha raggiunto i 6.000 dollari, somma significativa ma non eccezionale se rapportata alla rarità del pezzo. Come previsto dalla legislazione britannica, il ricavato sarà diviso tra il ritrovatore e il proprietario del terreno. Mark Hannam, specialista senior di monete presso la casa d’aste, ha definito l’aureo “una scoperta davvero sorprendente, un pezzo unico di storia”, sottolineando come la maggior parte delle monete romane rinvenute in Gran Bretagna appartenga al III e IV secolo d.C. Un aureo del 69 d.C. riporta invece alle prime fasi della romanizzazione dell’isola, quando l’oro imperiale era ancora strettamente legato all’esercito e all’autorità effimera dell’imperatore. Il ritrovamento nei campi di Dudley mostra come anche territori apparentemente periferici possano restituire testimonianze di prim’ordine. In un paesaggio oggi profondamente trasformato, la Britannia romana riaffiora attraverso un oggetto minuscolo e potentissimo, capace di raccontare, da solo, un frammento decisivo della storia imperiale. https://www.stilearte.it/aureo-vitellio-ritrovamento-dudley-west-midlands/
    3 punti
  18. ciao a tutti @euro collezionista @gabriele8883 @[email protected] @andreacap @Mayer @Savste86 @Karma @squyrry @gasp.are @Yak @Ciccio 86 @Romolo75 @matcor @stegiato @aldo marchesi @katomic @Sgheo @Yosemite Sam @cr1c3t0 @Presidente @andrea0685 @Gabriele @AngryBird a causa di problemi di distribuzione la moneta Croata al momento non è disponibile, di conseguenza la sposto nella prima razzia 2026. questa sera inizio ad inviare i totali grazie Pino
    3 punti
  19. Grazie a tutti, ho reso disponibili le slides che hanno coadiuvato la serata. Le trovate al seguente link Presentazione conferenza "Le monete milanesi di Filippo II dal 1554 al 1577", Centro Culturale Numismatico Milanese, Milano 13/01/2026
    3 punti
  20. Zecca di Napoli, grano coniato al bilanciere a nome di Carlo II, Re di Spagna (1674-1700), coniato tra il 1680 e 1683, esistono molte varianti! Ciao Borgho
    3 punti
  21. DE GREGE EPICURI Ho fatto un sacco di scoperte. Fra l'altro, è evidente l'uso "di ostentazione" di una parte di queste monete, grazie alla loro elevata qualità artistica dovuta all'arte di Leone Leoni: insomma, venivano coniate a volte in quantità limitata, e probabilmente donate ai "grandi del regno" ed a personaggi illustri, forse anche stranieri. Insomma, un po' la funzione svolta durante l'impero romano dai medaglioni. Poi c'erano, ovviamente, anche tutte le monete destinate primariamente alla circolazione. Quanto alla metrologia, al valore corrente del singolo pezzo, alle oscillazioni dei rapporti fra oro e argento, c'è veramente da perderci la testa! Ma esiste una ricca documentazione, anche per la zecca.
    3 punti
  22. Non tutto il metallo prezioso potè però essere caricato a bordo del Trout, ne rimaneva una quantità enorme. Ma altre navi non riuscirono a raggiungere Corregidor a causa del blocco giapponese, altri sottomarini non avevano spazio per caricarle, gli aerei erano impossibili da utilizzare a causa del peso delle monete. Così, quando fu chiaro che i giaponesi avrebbero conquistato le Filippine, venne presa l'unica decisione possibile: scaricare l'argento rimanente nella baia di Manila, di fronte all'isola di Corregidor, per proteggerlo dal nemico e, si sperava, recuperarlo in seguito. Argento costituito, quasi esclusivamente, da monete da 1 peso, coniate prevalentemente dal 1907 al 1912 (e quindi di peso e titolo ridotti), in pratica quelle che erano state accantonate a garanzia dei Silver Certificates. Sulla quantità totale le fonti sono discordi, scegliamo di dar credito a quella che, trattandosi di monete, dovrebbe essere la più autorevole, il Red Book, che parla di 15.700.000 monete da 1 peso. Corregidor si arrese il 6 maggio 1942. Circa 23.000 militari americani e 100.000 soldati filippini furono uccisi o catturati. Dopo la caduta delle Filippine, i giapponesi vennero a conoscenza dello scarico segreto dell'argento, e ordinarono ai filippini, e in seguito ai sommozzatori statunitensi prigionieri, di ripescarlo. Si trovava a una profondità di 120 metri, e i sommozzatori rischiarono la vita nel tentativo di sabotare il recupero. Tagliavano i sacchi dell'argento, rendendoli impossibili da raccogliere, ma alla fine circa 2 milioni di pesos (pari a1 milione di dollari) furono recuperati dai giapponesi. Poi, la guerra andò come sappiamo, i giapponesi furono sconfitti e gli americani ripresero possesso delle Filippine, anche se per poco: il 4 luglio 1946 venne proclamata l'indipendenza dell'arcipelago. Ma nel frattempo, le navi della Settima Flotta avevano provveduto al recupero delle monete, tutte tranne 5 milioni circa (anche qui le fonti sono largamente divergenti), che diventarono un leggendario tesoro sommerso Vediamo nella foto un palombaro che sta per immergersi per un recupero mentre qui un altro (o forse sempre lo stesso, chissà), da poco riemerso, si gode il frutto del suo lavoro, realizzando, anche se solo per il tempo di uno scatto, il sogno di tutti noi Oggi la gran parte delle monete salvate sono disponibili sul mercato collezionistico, dove sono facilmente riconoscibili poiché mostrano chiari segni della loro prolungata immersione in acqua salata, in particolare una corrosione scura fortemente resistente a qualsiasi tipo di pulizia e conservazione. Come vediamo chiaramente nella moneta a destra, 1 peso 1908-S, mentre quella di sinistra, 1 peso del 1907, sempre di San Francisco, si è un po' meglio conservata. (Collezione privata - Courtesy Numismatists of Wisconsin) petronius
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  23. Serata veramente interessante! Piccole "chicche" che non credo fossero conosciute dai più, come per esempio (per me) il diverso titolo tra scudo d'oro e scudo d'oro del sole (di pochi decimi di carato, ma diverso per differenti mercati!) dei primissimi anni del regno. Inoltre la presentazione in ordine cronologico ha consentito di apprezzare meglio l'evoluzione della storia delle monete e soprattutto dei conii del grane Leone Leoni. Considerando anche il copioso numero di monete presenti da visionare .......... veramente una bella serata di NUMISMATICA! Ringraziando anche, chiaramente @anto R per a disponibilità e del quale consiglio l'acquisito della pubblicazione presentata ieri sera.
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  24. Come consueto alcune foto della interessantissima serata, grazie ad Antonio e alla Zecca Milanese...
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  25. Bellissima serata, molto interessante la conferenza ottimamente esposta da Antonio Rimoldi, le monete trattate in questo primo periodo sono state viste sotto l'aspetto monetario ed artistico, infatti la quasi totalità dei conii approntati dal Maestro Leone Leoni, le serie emesse in anni differenti all'apparenza uguali ma con terminologie di attribuzione differenti (da Soldi a Reali). Molte persone hanno assistito in presenza alla conferenza e anche volti nuovi, e questo ci fa molto piacere, buona anche la presenza delle persone che hanno seguito online, al termine della conferenza si è avuto a disposizione un centinaio di monete e documenti dell'epoca. Un ringraziamento ad Antonio che sempre accetta i nostri inviti e a tutte le persone che hanno partecipato alla serata. Anticipo il fotografo ufficiale con qualche momento della serata
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  26. @ozacido bellissimo esemplare, complimenti. Personalmente ho poca roba ed ancor meno foto sul pc, dovrei rimediare, però intanto posso dare un piccolo contributo con un stra-comune 3 piccioli sempre di Filippo II. Simpatico perché quasi interamente leggibile da ambo i lati.
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  27. L’articolo completo è qui. https://www.academia.edu/46592298/BOEHRINGER_C_Die_Barbarisierten_Münzen_von_Akragas_Gela_Leontinoi_und_Syrakus_im_5_Jahrhundert_v_Chr Le argomentazioni iniziali sono in tedesco, ma le discussioni che seguono sono in italiano, con vari luminari della numismatica. “E — per non rovinare il divertimento — uno degli argomenti principali è che molte delle monete barbarizzate provengono da tre città specifiche vicine tra loro e da un arco di tempo molto limitato, per cui potrebbero essere associate a territori sotto il potere di Ducezio, anche se non si tratta, a quanto pare, di una sua monetazione propria.
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  28. Buona sera a tutti! Cerchiamo di riprendere questa conversazione... inizio con un bel 4 tari di Filippo II del 1559.
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  29. Nel 1972 è stata lanciata in Brasile la primissima (per quel paese, ovviamente) moneta dedicata a Zio Paperone. Non l'ho mai avuta tra le mani ma ho trovato una immagine su web e mi sembra davvero una bella monetina. Mi ricorda quasi le monete del XIX secolo. Chissà se si sono ispirati a quelle. Il simbolino che vedete quasi invisibile sotto al numero 1 è quello della casa editrice (Editora Abril). Non ho invece alcuna idea del perché come "data" ci sia il 1847, che esula un po' dalla saga di Zio Paperone. Avete qualche idea? Scusate la lentezza con cui proporrò le monete, ma devo guadagnarmi il pane ogni tanto...
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  30. Ciao @Ictino, posto per condivisione mio esemplare di antoniniano (coniato ed autentico) della stessa tipologia del tuo denario 🙂 23,50 mm 5,02 g RIC 388a
    3 punti
  31. Buona domenica a tutti. Ci tenevo a caricare delle buone foto. Quando le foto sono fatte da un professionista... sembra tutt'altra moneta.
    3 punti
  32. Tanti auguri a tutti voi e sopratutto a Savoiardo, per tutte le risposte esaurienti che abbia fatto alle mie domande . senza perdere la sua pazienza. Bello anno a tutti per 2026
    3 punti
  33. Buon pomeriggio. Continuo le mie incursioni nel viceregno caro amico @Litra68 aggiungendo un cavallo e cambiando regnante con questo 3 cavalli per Filippo IV GAC Che vi pare?
    3 punti
  34. È Caracalla, ma non capisco se è un denario limes o una fusione postuma. .
    2 punti
  35. Farò vedere man mano qualche spoiler di quello che potremo vedere il 24 gennaio in Ambrosiana …
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  36. Grazie Sergio! E grazie al CCNM per la consueta perfetta organizzazione!!! Che piacere vedere la sala piena e diversi volti nuovi
    2 punti
  37. Auguri a tutti per 2026 !
    2 punti
  38. Ciao, un falsone non d'epoca purtroppo, sarebbe stata sicuramente più interessante, io c'è l'ho del 1900 comunemente circolata e pagata a suo tempo solo l'argento che conteneva, se non erro era ancora a 35/40 cent al grammo.
    2 punti
  39. Christof Boehringer, and one may assume that he discussed this with his father, acknowledges that it can sometimes be difficult to say whether a coin is official or barbarous, but he proposes the following criteria: 1) Weight 2) Metal (subaerate or not) 3) Type (faithful to an existing type or fanciful) 4) Style 5) Legend Weight is clearly the primary criterion for discrimination. In my view, based on these criteria, the coin is an official issue.
    2 punti
  40. Un'altra incongruenza evidente la troviamo nei contorni del conio, sempre del verso: il pezzo di @franksage presenta un contorno liscio mentre, negli altri Talleri presenti anche in rete, il contorno è decorato (spesso con delle scannellature). Spero di essere stato utile. Buona serata!
    2 punti
  41. Buongiorno e grazie per gli spunti interessanti, caspita da Veneto non conoscevo l'origine di queste espressioni! Da poche settimane mi si è aperto il mondo del Lombardo-Veneto, chiederò sicuramente dei consigli a voi esperti del settore..
    2 punti
  42. a @Lelouch e @Brennos2 Ciao, tra le mie foto ho trovato questa. La mia visita al museo Orsi risale a più di 3 anni fa. Ero letteralmente frastornato dalla bellezza delle opere e dai reperti esposti e non ricordo, ma credo che se vi erano dei caducei li avrei sicuramente fotografati...😎
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  43. Questo mi venne regalato qualche anno fa da un commerciante che mi disse di averlo trovato in uno starter kit e di averlo tenuto per anni come portafortuna. Ritengo essere stato il "figlio" di quell'indagine che avevo avviato nel 2000..e che sia finito in uno starter kit non per caso ma per una consolidata strategia che prevedeva di inserire qualche pezzo "particolare " negli starter kit per farlo finire in circolazione così poi da giustificare il possesso di altri esemplari...come nel caso del centesimo sul 2 centesimi che nel 2002 sequestravamo Ecco un altro esemplare particolare....
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  44. @Carlo. Comunque ti dico bravo lo stesso 😊. La zecca purtroppo non si legge perche in una parte tagliata, ma quella •S• nel campo fa restringere la ricerca a Cizico e Alessandria.
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  45. Salve, mi sembra un quattrino di Bologna "Bononia Docet"
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  46. Avremmo voluto ripulire il topic da queste sparate, ma considerando anche le volte che vengono citate per ribattere sarebbe rimasto ben poco. Che restino dunque a futura memoria, forse l'utente in questione prima o poi imparerà a moderarsi, e ad intervenire solo quando ha qualcosa di serio e concreto da dire, questo non è facebook. Anche per lo staff.
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