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I contenuti con la più alta reputazione dal 02/08/26 in tutte le aree
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Gentilissim*, per chi fosse interessato confermo che gli orari del corso sono i seguenti: mercoledì 16.30-18.30 - aula M205 via Mercalli/ S.Sofia (entrata da via Santa Sofia) giovedì 14.30-16.30 - Aula 515 Festa del Perdono (via Festa del Perdono, 3-7) venerdì 12.30-14.30 - Aula III S. Antonio (via Sant'Antonio, 5) < N.B. per questa, sto valuando se richiedere un cambiamento di aula perchè lo scorso anno avevo avuto qulache problema nella proiezione delle slides ....) Per la localizzazione delle varie sedi si può vedere qua: https://filosofia.cdl.unimi.it/it/il-corso/luoghi-e-strutture Ricordo che le lezioni sono pubbliche e si possono seguire liberamente. Però, per chi fosse interessato ad avere anche una certificazione di aver seguito il corso, sostenendo l'esame finale, ho "scoperto" che ci si può iscrivere anche al singolo corso (fino ad un massimo di 4), come si può leggere qui: https://www.unimi.it/it/studiare/seguire-un-corso-singolo Un caro saluto e in caso a presto! MB8 punti
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Buongiorno a tutti, voglio parlare di quella che a mio avviso è sempre stata un'evidenza degna di nota ma che non è stata mai catalogata ufficialmente. Si tratta della variante della Piastra del 1796 in cui il 6 è stato punzonato sopra un 5. Partendo dall'elemento sotto osservazione, è possibile notare che il 6 della data è diverso dagli esemplari standard e sembra includere al proprio interno il caratteristico 5 usato nella Piastra dell'anno precedente. Infatti è possibile notare un piccolo angolo sul 6, in alto a sinistra, presumibilmente appartenente all'angolo retto della parte alta del 5; la pancia del 6 è più riempita rispetto al 6 tipico per questa moneta. Riempita da cosa? Dalla parte curva del 5 che, nelle Piastre del 1795 ha una forma a falcetta (tranne per gli esemplari con i cosiddetti Festoni Aperti). L'aspetto singolare di questa moneta è che, se derivasse da un conio dell'anno precedente, avrei dovuto trovare, su un campione esaminato di 240 esemplari, almeno una moneta con gli stessi elementi caratteristici, ma purtroppo non ho trovato nulla. Sembrerebbe un conio a sé, in cui è avvenuta la correzione del 5 ma usato solo nel 1796. Quali sono questi elementi distintivi che non si trovano nei conii del 1795? 1) Il giglio più alto del campo dei Farnese si sovrappone al bordo dello Stemma 2) La parte bassa del ramo di alloro, partendo dal centro, da destra verso sinistra, inizia con la foglia e poi la bacca. In tutti gli esemplari del 1795 e 1796 la sequenza è: prima bacca e poi foglia. 3) La torretta più in basso del Portogallo è coricata sul bordo quasi in orizzontale 4) Nel campo de' Medici si nota sempre una sporcizia del conio. Queste unicità non ancora riscontrate nei conii del 1795, se non bastasse la correzione del 5 su 6, concorrono a rendere più interessante questa moneta, almeno ai miei occhi. Rarità? devo dire che è un conio che ha lavorato. Darei al massimo una R. Mi auguro un confronto sul tema. Grazie e buona giornata a tutti. Sovrapposizioni Piastra 1796 6 su 5.mp47 punti
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@EmilianoPaolozzi, qualche restauro l'ho fatto, se vuole mi mandi delle foto per rendermi conto della situazione. Allego qualche foto di lavori eseguiti. Eventualmente mi contatti su messenger. Buon fine settimana.6 punti
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La nuova arrivata saluta il forum Una delle monete in oro di V. E. III che meno mi entusiasma ma mi sono convinto ad acquistarla per completare la serie Periziata qFDC... peccato per i graffietti al dritto ed ai colpetti ad ore 2 al rovescio che in foto non si vedevano6 punti
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Cari tutti, con piacere segnalo (e invito) alla presentazione del mio volume dedicato ai ritrovamenti monetari nelle Giudicarie (Trentino), tra antichità e prima età moderna. La presentazione è in programma il prossimo 18 febbraio a Tione, alle 18. Un saluto A6 punti
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Questa è la mail che ho inviato via pec a IPZS. Forse è il caso di farci sentire per far cambiare le cose e quindi vi invito a fare qualcosa di simile. Oggetto: Segnalazione anomalie sistema di coda – Vendita collezione numismatica 2026 Spett.le IPZS, Con la presente desidero esprimere il mio disappunto in merito alle modalità con cui si è svolto il primo giorno di vendita al pubblico di alcune monete della collezione numismatica 2026. Come avvenuto negli anni precedenti, all’orario stabilito il sistema informatico avrebbe dovuto assegnare un numero di coda a tutti gli utenti già collegati, garantendo pari opportunità di accesso al sito e di acquisto delle emissioni desiderate. Un meccanismo di questo tipo è essenziale per assicurare trasparenza ed equità nella procedura di vendita. Purtroppo, nella giornata di ieri ciò non si è verificato. Per almeno un minuto dopo le ore 11:00 è rimasta visibile esclusivamente la pagina di cortesia, senza che venisse assegnato alcun numero di coda. Quando la numerazione è stata finalmente attribuita, nessun utente – e sottolineo nessuno – ha ricevuto un numero inferiore a 7000 in quanto il medesimo problema è stato riscontrato da diverse decine di persone con cui ero in contatto tramite il forum “LaMoneta.it”, il principale forum italiano dedicato alla numismatica. In passato si era sempre assistito a una distribuzione casuale dei numeri di coda; quanto accaduto ieri rappresenta pertanto un’evidente anomalia statistica del sistema. Tale malfunzionamento ha prodotto un duplice effetto negativo: da un lato ha penalizzato una larga parte dei vostri clienti abituali; dall’altro ha presumibilmente favorito bagarini e speculatori che, con modalità verosimilmente automatizzate, sono riusciti ad acquistare numerosi esemplari delle monete “Pinocchio”, attualmente già presenti sui noti siti di aste online. Il malcontento generato è ampiamente documentato nelle discussioni pubblicate sul forum sopra citato, dove molti utenti hanno dichiarato l’intenzione di interrompere in futuro gli acquisti presso IPZS. Alla luce di quanto esposto, Vi chiedo cortesemente di avviare un’indagine tecnica approfondita sull’accaduto – anche valutando la possibile interferenza di bot in grado di aggirare il sistema di coda – e di adottare le opportune misure correttive. Il protrarsi di simili criticità rischia infatti di compromettere l’immagine dell’Istituto e di allontanare collezionisti che da anni acquistano con fiducia le vostre emissioni. Confidando in un Vostro riscontro, porgo cordiali saluti.5 punti
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chiedo agli esperti se questa è "banconota" ? misura cm.12x5 grazie a chi vorrà intervenire (il rovescio è liscio senza scritte) "non mi fa caricare la foto del rovescio5 punti
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Interessante incontro che unisce sia la parte culturale che quella commerciale. Esposizione e convegno sulla Zecca di Sabbioneta e sulla monetazione negli Stati dei Gonzaga. Esposizione numismatica con la partecipazione di commercianti e mostra delle monete del Ducato di Sabbioneta. Parallelamente relazioni scientifiche con studiosi ed esperti. Interventi di: Ivan Bula, Alice Sesana, Antonio Rimoldi, Giovanni Sartori, Lorenzo Bellesia.5 punti
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dai provo a dare qualche spiegazione, magari è utile per qualcuno.... 1 - la moneta non ha lo stile di una imitativa 2 - nel disegno al rovescio si vede una vittoria, con un prigioniero, lei non ha la ghirlanda, ma si intuisce che qualcosa passa dietro la testa sulla spalla 3 - c'è uno staurogramma PT regolare e non retrogrado e sotto una lettera 4 - la lettera lì sotto può essere P - S - T - Q - E ... la Q è spesso aperta in alto o comunque chiusa male... 5 - quindi è ROMA e potrebbe essere una VICTORIA o più plausibilmente una SALUS, ma con questa posizione Staurogramma-Lettera e non è nello stile di quelle poche che potrebbero portare a Valentiniano III 6 - quindi il cerchio si stringe ulteriormente a Giovanni e Teodosio II..... che però nelle monete di Giovanni appare spesso più giovanile.... ma Giovanni non lo escludo... RIC 1915 o 1916 7 - il peso è conforme ecco un esempio a mio avviso calzante di 1916 Q (notare lo stile del prigioniero saluti Alain4 punti
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Secondo me molte varianti sono dovute da ragioni tecniche e da poca accortezza nella realizzazione del conio, ma questo non vale sempre dato che sappiamo dell'esistenza dei marchi segreti. A mio avviso le vere varianti possono essere considerate solo quelle apposte deliberatamente dallo zecchiere per precise ragioni. Tutte le altre, invece, sono da reputarsi delle variazioni stilistiche.4 punti
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2 monete a cinquanta centesimi l’una. La prima è 1 anna del 1936 ( mi è piaciuto la forma ). La seconda credo sia Etiope ma non la conosco. Di seguito le foto, ogni informazione è benvenuta. Grazie in anticipo.3 punti
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Buongiorno a tutti vorrei mostrare questo 5 soldi per Francesco Farnese del Ducato di Parma e Piacenza, senza data, da 1,89 grammi. il CNI ne cataloga tre varianti di punteggiatura al rovescio; la moneta in oggetto mi sembra essere la n.20 del CNI nella tavola XXXIV al n. 12 si trova anche una piccola immagine, purtroppo di bassa qualità. il catalogo del forum ne riporta una ulteriore immagine e la classifica R3. https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-FFPR/4 stranamente non ho trovato discussioni nell'archivio del forum circa questa moneta, per cui mi farebbero molto piacere eventuali commenti od osservazioni da parte degli esperti di questa monetazione. ringraziando in anticipo, saluti Carlo3 punti
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Buongiorno.Per le olimpiadi nessuna chiusura,siamo aperti.In assemblea sono state escluse altre chiusure programmate dal comune,sembra che i tanto paventati lavori non si faranno.piu'.3 punti
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Bella ma soprattutto interessante la relazione del dott. Jaquinta Nicolò sulla storia di alcune banconote del banco di Napoli e del periodo di occupazione. Confesso che ho imparato alcune cose che proprio non conoscevo. Alcune chicche che qualcuno direbbe "da leccarsi i baffi". Complimenti ancora a Nicolò e anche ad Attilio Maglio che è riuscito a organizzare questo momento seguito da molti partecipanti. Di seguito alcune foto dell'evento.3 punti
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Buongiorno, recente acquisto per la condivisione. SETTIMIO SEVERO (198-217) D/ SEVERVS PIVS AVG Testa laur. a ds. R/ P M TR P XV COS III PP Vittoria alata volta a ds. con un piede su un globo scrive su uno scudo poggiato su una palma. AR Bibl.: C. 489, RIC 211. RARO3 punti
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Lettere non accuratissime né aggraziate ma ben leggibili con tondello sufficientemente largo per includerle, monogramma piccolo e schiacciato, “IHPERATOR” al diritto che inizia intorno a ore 10… mi sembra dello stesso tipo dei precedenti! hai rinvenuto un ripostiglio?😅3 punti
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Mare Island Naval Shipyard in California.. E questa e' Filatelia al tempo di internet. 🧐3 punti
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Mi sembra un riconio di Vienna recente successivamente al 1955. Salutoni3 punti
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Per me e’ un Ottone III con anche il peso calante che va in quella direzione.3 punti
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Cosa intendi con “migliore dell’altro”…? di aspetto esteticamente più gradevole, “regolare” e ben coniato? o di valore maggiore, nel valutare commercialmente la moneta…? Direi che nei confronti bisogna considerare tipi analoghi… Enrico II con Enrico II, Enrico III con Enrico III, Enrico IV o IV/V con Enrico IV o IV/V… ma se vai a confrontare tondelli di periodi diversi, allora è dura… considerando la sola “estetica”, più andiamo avanti nel tempo e più i tondelli diventano sviliti nel fino, irregolari di forma e di dimensioni insufficienti ad accogliere l’intero conio, e minore è la cura di incisione dei conî e la nettezza/leggibilità delle lettere impresse… un lucensis davvero battuto sotto gli “Enrichi” sarà per lo più di miglior qualità di un lucensis “comunale” di fine XII secolo o pieno XIII, con i tondelli squadrati o irregolari e l’impronta che “esce fuori” dalla moneta, impedendo una piena lettura delle legende… contava il “monogramma” come segno distintivo, persino il “LVCA” al rovescio spesso non è completamente visibile… Anche secondo me l’ultimo è “diverso” dai precedenti: un monogramma più “schiacciato”, “tracagnotto”, un tondello più squadrato, legende che tendono a uscire dallo spazio della moneta… mi farebbe quasi pensare ad un tipo immediatamente successivo ai precedenti… anche se il fino mi sembra simile… forse è solo un po’ “tosato”? cosa ne pensi, @margheludo?3 punti
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La filigrana è presente, anche se sembrerebbe stampata, ed ha pure un'appendice non staccata, potrebbe essere un valore aggiunto. Ad ogni modo ti consiglio di farla periziare, contraffazione o meno è un biglietto estremamente interessante.3 punti
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E' una domanda (un po' contorta per la verità, quanto, forse, ingenua) formulata da chi, @coinzh, evidentemente, non ha le idee chiare ed ha il diritto di farla.3 punti
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Busta raccomandata Regno Giorgio VI (1936 -1952) da 5 1/2 pence. Annulli non nitidi (peccato), ma da quel poco che si vede la raccomandata ha viaggiato all' interno della contea del Cheshire. Aggiungo una curiosità postale magari poco importante per questa raccomandata ma significativa per la storia postale... le linee blu incrociate sono il simbolo internazionale del servizio raccomandato, introdotto nel Regno Unito nel 1878 per sostituire i nastri o gli spaghi verdi precedentemente usati per legare i plichi. La raccomandata è indirizzata a "C. Sillitoe Esq." 6 Alton Road, Wilmslow, nella contea del Cheshire. L'indirizzo 6 Alton Road, Wilmslow, nella contea del Cheshire, è storicamente associato a C. Sillitoe (probabilmente Charles Sillitoe) intorno al 1940. A quel tempo, la residenza era conosciuta come un luogo di soggiorno per ospiti o una "lodging house". È nota soprattutto per un legame storico significativo: Alan Turing, il celebre matematico e decrittatore di Enigma durante la Seconda Guerra Mondiale, risiedette presso questa abitazione come ospite di Sillitoe.3 punti
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Ciao @Ajax dovrebbe essere un denario di Vespasiano zecca di Efeso,però tu dici che e in bronzo... allora io per sicurezza chiederei aiuto agli esperti @Pxacaesar @Arka 😊 https://it.numista.com/2503463 punti
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Seguitiamo ,tutti a lamentarci, ma poi domani mattina saremo tutti impazienti e trepidanti per acquistare , c’è chi minaccia di smettere , chi vuol vendere e dedicarsi ad altro , chi dice di acquistare solo una moneta , chi dice che fa tutto schifo , ognuno ha le proprie ragioni e sono rispettabili , ma in fondo tutti noi sappiamo che seguiteremo ad acquistare ,ovviamente in base alle proprie possibilità ,perché un hobby ,diventa una mania ,ti segue ovunque ,magari cerchi di scansarlo ,ma ritorna sempre nei tuoi pensieri , per il collezionista vero ,anche una moneta per tanti brutta , va presa e conservata , fa parte del gioco3 punti
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per me ilnumismatico è un grande, di più, un gigante. Per lui un messaggio: aquila non capit muscas3 punti
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Edoardo Boccanera, Manuale sulla fabbricazione delle monete in circolazione nel Regno d'Italia, Roma, 1901.3 punti
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No no, nessuna noia. Sono io il primo a dichiarare che questo tipo di variante non è così raro. Non è la rarità il punto. Forse, invece, è stato frainteso il senso delle mie osservazioni. Attraverso queste varianti, o come vogliamo chiamarle, riusciamo a capire di più sulle dinamiche nella zecca di Napoli. Queste cose sono delle testimonianze. Capisco pure che questi temi sembrano, per alcuni, alieni alla materia numismatica, come se, quasi, non ne facessero parte. Ma è da un po' che prendo atto di questa cosa, per cui ci ho fatto già pace da un bel pezzo. Tutto ok. tutto a posto3 punti
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Sono assolutamente d'accordo,la zecca era un'azienda e come tale aveva l' obbiettivo di ridurre i costi, quindi il discorso del riutilizzo mi trova pienamente d'accordo,il problema è che negli ultimi tempi c'è una ricerca spasmodica della variante a tutti i costi,non si può definire variante ogni minima diversità a prescindere,sta al collezionista imparare e capire se si ha di fronte una vera variante e soprattutto se è degna di nota,e per me una correzione dell' ultimo numero della data non è una variante ma solo il modo di risparmiare per non creare un nuovo conio,che poi questa correzione la troviamo solo su questo conio è un' altro discorso che, volendo,si può anche approfondire... Poi come ho scritto prima ognuno ha le proprie idee... Non so di che anni siamo il tuo gigante e il tuo Nomisma,la prima edizione del Magliocca mi sembra fosse del 2018 , quindi è probabile che alcune varianti siano assenti ma nel nuovo aggiornamento del manuale delle monete di Napoli edito da Nomisma ci sono 3 varianti per la 96,ma se non aggiorni i tuoi cataloghi non puoi affermare che le tue varianti siano inedite...3 punti
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Come sono certo tu già saprai, @gennydbmoney le monete raccontano storie, tecniche, necessità estetiche, adattamenti, linguaggio, e tanto tanto altro. Ne converrai. Per esempio, come una Piastra del 1805 HSIP racconta di un addetto alla punzonatura dei caratteri distratto ed un supervisore ancor più distratto, un punto può raccontare altro (scelte tipografiche, elementi di ancoraggio per le dime per il corretto distanziamento delle lettere ed altro) questa Piastra con la data corretta, come le altre che hanno questa caratteristica in altri millesimi, sono in grado di raccontare una storia che parte sempre da un concetto: la NECESSITA'. Per necessità hanno dovuto prendere un conio che era stato approntato per il 1795, ma che probabilmente non era stato mai usato (verrò smentito felicemente se si troverà una moneta del 95 con quel conio) al quale è stata operata un'azione di precisione nel piazzare bene la cifra 6 sul 5, forse per fretta e per non dover creare da zero un nuovo conio, forse per spirito incline al riutilizzo, che però non si è manifestato mai nella stesura dei conii delle Piastre di Ferdinando IV. Per questo motivo lo ritengo un unicum degno di nota. So che c'è qualcuno che non vorrebbe annoverarla tra le varianti e ritengo lecita ogni posizione, ma ho la convinzione che la numismatica sia una disciplina capace di raccontare svariati aspetti e farci calare nelle realtà ormai distanti da noi e, perché no, capace di farci emozionare nel raccontare queste storie davanti ad un buon brandy con amici appassionati (o non). Chiamiamola come vogliamo. Io per semplicità e per manifesta pigrizia nel cercare un termine che possa dare valore ad un aspetto degno di nota la continuerò a chiamare "Variante".3 punti
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🚛☁️⚡️☁️ Ok! Piacere Carlo, Cristiano! Facci sapere2 punti
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comunque ne approfitto per farei complimenti alla zecca anche per le ottime figure collezionate con le medaglie dei giochi olimpici2 punti
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La legenda del diritto inizia con IMPER(ATOR), dunque dovrebbe essere une denario di Tito coniato ad Efeso sotto Vespasiano: RIC V 1438 o 1440. Non ricordo di avere mai visto suberati di quella zecca. Potrebbe essere una foto sottoesposta a dare all'argento una colorazione rosata.2 punti
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Ciao @joannes carolus. Un altro denario del Limes molto interessante. Alcune considerazioni tecniche che si possono fare grazie al denario in argento trovato da @mazzarello silvio. È evidente un denario con combinazione dritto e rovescio molto raro percui non è nemmeno censito dal RIC . Da attento esame i due denari hanno gli stessi conii di dritto e rovescio. Dalle foto che hai postato non riuscivo a capire se era coniato o prodotto per fusione ma se si osservano i due denari comparati si può evincere con quasi certezza che il tuo esemplare è prodotto per fusione con stampo ottenuto proprio dal denario trovato in buon argento. Praticamente la stessa forma del tondello, il medesimo lieve decentramento, stessa perlinatura sembrano andare in questa direzione. Tu con moneta dal vivo cosa ne pensi in proposito?🙂2 punti
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Emozionante. Archeologi e intelligenza artificiale scoprono un gioco sconosciuto del mondo romano. Si è partiti da una singolare pietra incisa trovata a Coriovallum. Come si giocava? Redazione 10 Febbraio 2026 Studiosi, affidandosi alla logica dell’intelligenza artificiale e alla straordinaria capacità di simulare milioni di partite virtuali, hanno risolto il mistero di una singolare tavola da gioco romana rinvenuta in un sito dei Paesi Bassi. L’analisi combinata di algoritmi, scansioni tridimensionali e studio archeologico delle tracce d’uso ha permesso di identificare un gioco strategico di tipo “blocco”, finora attestato con certezza solo in età medievale. I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Antiquity, retrodatano di diversi secoli la diffusione di questa categoria di giochi e offrono una nuova prospettiva sul tempo libero e sulle capacità di astrazione nelle province settentrionali dell’Impero romano. Il gioco trovato durante gli ascavi archeologici presso la cittadina romana che sorgeva nel territorio attualmente belga Il reperto proviene dall’antica Coriovallum, centro urbano sorto lungo un nodo viario di primaria importanza tra la Gallia Belgica e la Germania Inferior, oggi identificabile con la città di Heerlen, nel Limburgo olandese. Tra II e IV secolo d.C. l’insediamento era un luogo di transito e di scambio, dotato di infrastrutture complesse – tra cui le celebri terme monumentali – e frequentato da militari, mercanti e funzionari. È in questo contesto che va collocata una lastra di calcare grigiastro di 21 × 14,5 centimetri, rinvenuta nel sottosuolo urbano durante scavi condotti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento e poi confluita nelle collezioni del museo locale. Per lungo tempo l’oggetto è rimasto privo di una lettura funzionale convincente. La documentazione di scavo era lacunosa, il contesto preciso perduto, e l’incisione che ne occupa la superficie non corrispondeva a nessuno degli schemi di gioco romani noti nell’Europa nord-occidentale. Solo una recente revisione sistematica delle collezioni, condotta da Walter Crist, archeologo specializzato nello studio dei giochi antichi, ha riportato l’attenzione su quella pietra apparentemente enigmatica. Dal punto di vista morfologico, la lastra presenta caratteristiche inequivocabili di un manufatto finito: bordi regolarizzati, angoli smussati, superficie lavorata con cura. L’incisione è costituita da un rettangolo delimitato da una scanalatura perimetrale, all’interno del quale si intersecano quattro linee diagonali convergenti verso il centro, formando una croce obliqua. A uno dei lati brevi corre inoltre una singola linea orizzontale, elemento apparentemente secondario ma rivelatosi cruciale per l’interpretazione. L’insieme suggerisce un uso intenzionale e ripetuto, non un esercizio grafico o una decorazione occasionale. La prima fase dell’indagine si è concentrata sull’analisi delle tracce d’uso. L’osservazione microscopica ha messo in evidenza microabrasioni, striature e piccole depressioni concentrate in punti specifici delle incisioni. Non si trattava di un consumo uniforme: alcune porzioni delle linee risultavano più profonde e levigate, come se fossero state percorse più frequentemente da piccoli oggetti mobili. Queste tracce erano compatibili con il movimento reiterato di pedine o gettoni, spostati manualmente lungo percorsi definiti. Per verificare e quantificare tali osservazioni, il laboratorio di restauro Restaura di Heerlen ha realizzato una serie di scansioni tridimensionali ad altissima risoluzione. I modelli digitali hanno permesso di misurare con precisione millimetrica le variazioni di profondità delle incisioni, rivelando un pattern di usura coerente: le diagonali centrali e alcuni segmenti della linea orizzontale mostrano un consumo leggermente maggiore, nell’ordine di frazioni di millimetro, indice di un contatto più intenso e prolungato. Anche i bordi perimetrali appaiono volutamente arrotondati e lucidati, segno che la lastra era pensata per essere maneggiata e utilizzata nel tempo. La datazione dell’oggetto è stata ricavata per via contestuale, sulla base degli strati archeologici ben documentati di Heerlen, che consentono una collocazione relativamente precisa dei materiali rinvenuti nel tessuto urbano. La produzione e l’uso della tavola sono stati così collocati tra il II e il IV secolo d.C., ovvero tra circa 1700 e 1500 anni fa, in una fase di piena integrazione delle province settentrionali nell’organizzazione imperiale romana. Restava tuttavia irrisolto il nodo principale: a quale gioco corrispondeva quello schema inciso? Le tipologie di giochi romani note – come i Latrunculi, basati sulla cattura dei pezzi, o i Duodecim Scripta, strutturati come giochi di corsa – non offrivano confronti convincenti. La disposizione delle linee e, soprattutto, la distribuzione dell’usura non si adattavano a quelle dinamiche. Per affrontare il problema, il team di ricerca ha adottato un approccio innovativo, integrando l’archeologia con l’intelligenza artificiale. È stato utilizzato il sistema Ludii, una piattaforma sviluppata presso l’Università di Maastricht per modellare, simulare e analizzare giochi tradizionali e storici. Il principio di funzionamento è quello della simulazione massiva: la geometria esatta della scacchiera, ottenuta dalle scansioni 3D, viene inserita nel sistema insieme a un ampio database di regole ludiche documentate storicamente ed etnograficamente. Agenti di intelligenza artificiale giocano quindi milioni di partite virtuali, combinando e testando automaticamente diverse ipotesi di regole. I risultati sono stati convergenti. Solo una categoria di giochi risultava coerente sia con la struttura del tabellone sia con il modello di usura osservato sulla pietra reale: quella dei giochi di blocco. In questi giochi l’obiettivo non è catturare i pezzi avversari né raggiungere una meta, ma limitare progressivamente la mobilità dell’avversario, chiudendo i percorsi disponibili fino a impedirgli ogni mossa legale. La partita termina quando uno dei due giocatori resta immobilizzato. L’elemento decisivo è stato il confronto tra simulazione e reperto. I punti della scacchiera virtuale in cui l’intelligenza artificiale concentrava più frequentemente i movimenti durante partite di blocco riuscite coincidevano con le zone di maggiore usura sulla lastra di Coriovallum. Questa sovrapposizione ha fornito una validazione incrociata tra dati digitali e tracce materiali, permettendo di identificare con un elevato grado di attendibilità un gioco antico finora sconosciuto. Le implicazioni storiche della scoperta sono rilevanti. Fino a oggi, i giochi di pura strategia basati sul blocco – noti soprattutto in ambito medievale, come l’Alquerque e i suoi derivati – non avevano un precedente materiale certo nell’antichità classica. La tavola di Heerlen retrodata queste pratiche di cinque-sette secoli, dimostrando che forme di pensiero ludico altamente astratto erano già presenti nel mondo romano, almeno nelle province nord-occidentali dell’Impero. Il contesto urbano di Coriovallum rafforza questa interpretazione. Un centro commerciale e infrastrutturale, frequentato da persone di diversa provenienza, offriva occasioni di incontro e di attesa: spazi in cui un gioco di strategia poteva svolgere una funzione sociale e cognitiva rilevante. La scelta di incidere il tabellone nella pietra, anziché tracciare linee effimere su legno o su terra battuta, suggerisce un’attività ripetuta, condivisa, forse inserita nella quotidianità di luoghi pubblici o semi-pubblici. Oltre al valore specifico della scoperta, lo studio stabilisce un nuovo paradigma metodologico. È la prima volta che un sistema di simulazione ludica basato sull’intelligenza artificiale viene integrato in modo così stretto con l’analisi archeologica delle tracce d’uso per identificare un gioco antico. Questo approccio apre prospettive concrete per reinterpretare numerosi reperti con incisioni enigmatiche rinvenuti in contesti archeologici di tutto il mondo, suggerendo che dietro segni apparentemente semplici possano celarsi pratiche sociali e intellettuali complesse. Walter Crist et al., Ludus Coriovalli: using AI-based simulations to identify the rules of an ancient board game, Antiquity, febbraio 2026, https://doi.org/10.15184/aqy.2025.10264 https://www.stilearte.it/scoperto-gioco-strategico-romano-intelligenza-artificiale-coriovallum/2 punti
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Grazie a te per le belle parole che fanno sempre piacere, ma grazie anche per vedere e capire che la Filatelia e' in crisi solo nell' immaginazione di alcune persone, se lo dicessi io sarebbe considerato di parte. Il Francobollo che hai deciso di analizzare e' tra i piu' difficili tra i classici americani, e tu con il tuo interesse sei gia' avanti non di poco, almeno provi a cimentarti con lo studio.. i tuoi dubbi credimi sono gli stessi di chi ha avuto tra le mani centinaia di questi esemplari.. con i francobolli classici di questo tipo ogni pezzo è un pezzo a se. Ho visto collezionisti post porre l' approfondimento di un Francobollo e ricominciarne lo studio dopo mesi. Ovviamente l' esperienza è importante, come la numismatica è un hobby di approfondimento, non lo considerare insidioso.. vedrai che con il tempo tutto torna facile. Tieni conto che hai iniziato con materiale DIFFICILE.. da qui in poi e' tutto in discesa, la mia simpatia e il mio sostegno non mancheranno a chi ama i classici, i libri e lo studio con curiosità. Coraggio !!!2 punti
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Buonasera. A Bologna i nomi più importanti sono Ranieri e Numismatica Felsinea (Simone Rocco di Torrepadula). Entrambi sono periti NIP (Numismatici italiani professionisti) molto validi, preparati e seri. https://numismaticinip.it/Elenco-Professionisti-Nip2 punti
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Anche questa busta raccomandata del valore di 2 penny azzurro + 2 1/2 old penny purple on Blue dell' emissione del Jubelee del 1887. Il tutto annullato dall' ovale di raccomandata dell' ufficio postale di Threadneedle Street il 19 Agosto 1895. Il termine B.O.E.C. presente nei timbri postali di Threadneedle Street a Londra sta per Bank of England, City. Questi annulli venivano utilizzati specificamente dall'ufficio postale situato all'interno o nelle immediate vicinanze della Bank of England in Threadneedle Street. Threadneedle Street è una strada storica nella City di Londra, famosa per essere la sede della Banca d'Inghilterra (soprannominata la "Vecchia Signora di Threadneedle Street") e in passato sede della Borsa di Londra, nota come importante centro finanziario. Sul retro abbiamo l' annullo di transito di Kitzingen del 21 Agosto 1895 e l' annullo di arrivo di Nurimberg ( Norimberga) stessa data. Il numero 398 in crayon blu è stato apposto in arrivo dall' ufficio postale di consegna cioe' Norimberga prima della consegna in quanto non scritto sull'indirizzo dal mittente, abbiamo inoltre due piccoli cerchi a trattini che sono il distretto postale di consegna o identificativo del postino. Bella late victorians anche questa di valore.2 punti
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non ci vedo nulla di male (tanto meno patologico) se uno vuole mettere in collezione le varianti oppure farsi una collezione solo di varianti, anzi la trovo una tendenza molto interessante ed intrigante ....in america è cosa mooooolto diffusa da decenni, ...e poi perchè non dirlo: le varianti di una moneta valgono il doppio e spesso anche un x10 del valore di una derivata da conio standard.2 punti
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Porto a conoscenza degli appassionati di falsi d'epoca Borbonici un bel Tarì del 1855 con ancora parte dell'argentatura. Apparso all'Asta ANTIVM di oggi. Era presente anche un falso della Piastra 1838 piuttosto malridotto.2 punti
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Ti ringrazio per la menzione, caro @dabbene. La conferenza, seppur con un focus sulla cartamoneta italiana, troverà nell'introduzione un passaggio fondamentale per sottolineare quanto la numismatica sia da sempre essenziale nel ricostruire non solo gli scenari economici, ma anche le dinamiche sociali delle realtà emittenti. Partendo dalle monete, ben prima dell'esistenza della cartamoneta stessa, farò riferimento ad alcuni esempi di propaganda nella monetazione romana. Successivamente, l’intervento si sposterà sulla cartamoneta, analizzandone l’importanza non solo come strumento economico ma anche come potente veicolo comunicativo.2 punti
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Ringrazio di nuovo @incuso per essere intervenuto oscurando messaggi che nulla hanno a che vedere con la numismatica e che erano lesivi della mia rispettabilità personale. Visto che mi sono state mosse accuse molto pesanti da @Pxacaesar, addirittura di aver abusato della mia carica di coordinatore, ti dico che quei messaggi erano frutto di specifica discussione nelle sezioni riservata del direttivo. Quindi, caro ANTONIO, con orgoglio e fierezza posso dire serenamente che non ho mai abusato della mia carica ma anzi, ho lavorato duramente a molti progetti che rimangono tuttora scritti nella sezione privata dello staff; Le motivazioni del mio abbandono sono personali e per questo non vi devono riguardare! l’ho accennato non per vittimismo, ma per sostenere le perplessità avanzate da @Cinna74 in merito alla situazione attuale, che io, come lui, ma anche come ben descritto da @Giov60 (LUI si che è un vero Maestro in confronto a me) e molti altri, disapprovo, e quindi, per questo motivo, ho abbandonato in tronco nonostante mi fossi speso lavorando duramente a diversi progetti (chi era con me nel direttivo all’epoca - incluso anche il @CdC - lo ha visto). Anzi, caro ANTONIO, ti dirò di più visto che ora, secondo te, non “avendo più lo scudo”, non ho nessuno che mi protegge: quando ho abbandonato la mia carica, la mia posizione è stata attentamente esaminata dal @CdC, proprio per alcune accuse che mi erano state rivolte. Ma l’unica cosa che compare nel mio profilo è solo la “contestazione” che ho avanzato e che mi ha portato all’abbandono per i motivi di cui sopra ben descritti da @Giov60 e @Cinna74. Questo intervento era doveroso, visto le gravi accuse che mi sono state mosse; spero che il @CdC ne tenga conto. Per me la discussione è chiusa. La mia coscienza è più che apposto. Di utenti che ho aiutato in privato ce ne sono diversi e non ho MAI “suonato la tromba” per questo. Ammetto di avere modi bruschi ma, a mia parziale discolpa, posso dire che fin troppo spesso è capitato che diverse mie spiegazioni siano state oggetto di critiche. Mi scuso per i miei modi, ma la misura, come si dice, è ben colma.2 punti
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Ciao @Cinna74, grazie per la stima. Purtroppo i tempi in cui queste sezioni fervevano di sapere sono molto lontani. Questo è, e non c’è segnale alcuno di invertire la marcia (motivo, anche questo, per cui ho letteralmente abbandonato in tronco la mia carica nello staff). Dalle foto non certo “esaltanti” io direi che la bella patina l’avrebbe avuta se non avesse ricevuto una “bella pulita” (guardate i campi al dritto e il nero acceso tra gli interstizi della legenda). Ritratto che ha perso vigore e, parzialmente, anche l’espressività. Bb? Ma assolutamente no! Ma tanto… a cosa serve? Pensa che questa è slabbata AU55 e non arriva nemmeno al Bb pieno (stessa cosa, campi compromessi nell’integrità del metallo per via di una pulizia). Se poi ti fai un giro su ebay svieni per certi Bb dichiarati… 65€ tutto sommato non sono troppi, ma nemmeno pochi. Direi che è andata relativamente bene. Ma ragazzi… lo che non ve ne importa nulla e che vi sto antipatico, ma se non vi mettete seriamente a studiare per capire il metallo e capire come “leggere”le foto, saranno dolori! La conservazione di per sé “è relativa”, e non basta “essere severi”. Torno nel mio silenzio. State bene!2 punti
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