Vai al contenuto

Classifica

  1. PostOffice

    PostOffice

    Utente Storico


    • Punti

      35

    • Numero contenuti

      4764


  2. Carlo.

    Carlo.

    Utente Storico


    • Punti

      34

    • Numero contenuti

      4844


  3. Ale75

    Ale75

    Utente Storico


    • Punti

      29

    • Numero contenuti

      2519


  4. Reficul

    Reficul

    ADMIN


    • Punti

      28

    • Numero contenuti

      11853


Contenuti più popolari

I contenuti con la più alta reputazione dal 11/23/25 in tutte le aree

  1. Come amministratore di questo forum, prima che qualcuno pubblicasse l’articolo senza le dovute premesse e cautele, ho ritenuto opportuno condividerlo personalmente, accompagnandolo con le precisazioni necessarie per tutelare il forum, i suoi utenti e le persone coinvolte. Si tratta della semplice condivisione di un articolo di giornale: non abbiamo alcun elemento per confermare, confutare o approfondire quanto riportato dal quotidiano, e pertanto non possiamo assumerci responsabilità sui contenuti pubblicati dalla testata. Allo stesso tempo, desidero ricordare a tutti che in questo forum vige il "sacro" principio del garantismo. Le persone citate nell’articolo sono indagate, non condannate, e tra indagine e sentenza definitiva esiste una differenza sostanziale e imprescindibile. Purtroppo, troppo spesso nel nostro Paese questa distinzione viene confusa (e io ne so qualcosa...), con il rischio di creare giudizi sommari e alimentare una gogna mediatica che può colpire persone già esposte e provate da simili vicende. Invito quindi gli utenti a mantenere la massima moderazione. Il confronto è benvenuto, ma non saranno tollerati attacchi personali, insinuazioni, processi mediatici o qualsiasi intervento che non rispetti le persone coinvolte e la legge. Questo forum rimane un luogo di discussione seria, civile e rispettosa. Le eventuali responsabilità saranno accertate nelle sedi competenti, non qui. Grazie per la collaborazione e per contribuire alla qualità e alla credibilità della nostra comunità. Due organizzazioni di tombaroli che trafficavano fino in Germania e Inghilterra, ecco tutti i nomi dei 55 indagati Autore dell'articolo: Laura Distefano
    12 punti
  2. Capisco benissimo tutte le ragioni e grazie per i consigli. Ora però cerchiamo di intervenire solo se necessario e soprattutto solo se ci sono aggiornamenti sulla vicenda. Più che chiudere farei questo.
    12 punti
  3. Nel 40 a.C. i Parti, approfittando della debolezza di Roma, dissanguata dalle guerre civili e lacerata dalle divisioni conseguenti alla morte di Cesare, invasero le province orientali e dilagarono attraverso la penisola anatolica sino al mare Egeo. Li guidava un traditore, Quinto Labieno, figlio di quel Tito Labieno che, sebbene descritto da Plutarco come “amico tra i più intimi e luogotenente di Cesare, che aveva lottato al suo fianco con grande coraggio durante tutte le guerre in Gallia”, aveva abbandonato il suo comandante per schierarsi prima con Pompeo Magno, poi coi suoi figli. Quinto Labieno aveva peraltro guadagnato alla causa partica le truppe lasciate a presidio della Siria, consentendo così anche l’occupazione di quella provincia. I Parti gli avevano affidato il comando del proprio esercito, ossia quella stessa cavalleria che solo tre anni prima aveva annientato le legioni di Crasso nella devastante battaglia di Carre; per questo, quando emise un proprio denario fece apporre al dritto il suo ritratto, al rovescio un cavallo partico con arco e faretra appesi alla sella. Ciò che colpisce di questa moneta è la legenda, ove egli si definiva PARTHICVS: questi cognomina infatti venivano assegnati a chi debellava un nemico (come nei casi di “Africano”, “Emiliano”, “Asiageno”, “Turino”), non certo a chi si vendeva a lui. Non solo Labieno era un traditore, non solo si vantava di essere un traditore, ma derideva la tradizione guerriera dell’Urbe. Nel 39 a.C. sbarcò nella provincia d’Asia Publio Ventidio Basso, generale incaricato da Marco Antonio di ricacciare i Parti fuori dai confini dei territori romani, con 11 legioni di veterani. Per finanziare la sua campagna militare egli emise allora l’altro dei denari illustrati, che reca al dritto il ritratto di Antonio stesso, al rovescio l’immagine di Giove stante con lo scettro in mano e la propria firma, P.VENTIDI PONT.IMP. Ventidio venne a contato con l’esercito nemico in Cilicia, presso il Monte Tauro (una delle cime della catena che porta lo stesso nome), e lo sconfisse duramente, uccidendo il traditore Quinto Labieno. La sua cavalleria, mandata poi in avanscoperta, si imbatté in un altro contingente partico ai confini della Siria, presso il Monte Amano (attuali Monti Nur, ai confini tra Turchia e Siria); stava per essere sopraffatta, quando sopraggiunse Ventidio stesso con le legioni infliggendo ai Parti una nuova, cocente sconfitta. I Parti si ritirarono allora dalla Siria, ove Ventidio fece acquartierare le sue truppe per trascorrere l’ormai incipiente inverno. Nella primavera del 38 a.C. Pacoro, re dei Parti, decise di reagire duramente contro Ventidio. Predispose un contingente molto numeroso dei temutissimi arcieri a cavallo, gli stessi che nel 53 a.C. avevano fatto strage delle legioni di Crasso, e degli altrettanto feroci catafratti, reparti di cavalleria corazzata capaci di travolgere e scompaginare le fila della fanteria, e ne assunse personalmente il comando. Partì dal suo regno in primavera; Ventidio, informato dalle sue spie degli spostamenti di truppe nemiche e necessitato a riunire le sue legioni (sparse nei diversi accampamenti invernali) prima di poterle affrontare, riuscì, con un’efficace attività di controinformazione, a far pervenire a Pacoro false indicazioni di un’incipiente imboscata romana, convincendolo a intraprendere un percorso più lungo del necessario. I Parti raggiunsero così i Romani solo il 9 giugno, anniversario della battaglia di Carre, e li trovarono trincerati dietro le proprie fortificazioni sulle pendici del Monte Gindaro (nell’attuale Siria settentrionale), paralizzati dalla paura. Decisero quindi di attaccarli e gli arcieri a cavallo si gettarono contro di loro, seppure in salita; avrebbero rinovellato le epiche gesta compiute 15 anni prima. Era una trappola. Al momento opportuno le porte degli accampamenti romani si aprirono e i legionari eruppero correndo - in discesa - contro la cavalleria nemica, armi in pugno. La manovra riuscì alla perfezione; presi alla sprovvista, i cavalieri non ebbero il tempo di colpirli, né di manovrare in ritirata; presi da panico si sbandarono, ostacolandosi a vicenda, galoppando gli uni contro gli altri. Molti non sopravvissero ai gladi dei Romani e agli zoccoli dei commilitoni, gli altri tornarono verso la posizione del loro re. Nella loro travolgente marcia, le legioni raggiunsero così il nerbo dell’esercito partico dove i catafratti, che erano rimasti in attesa alla base del pendio (non potevano caricare in salita, con il peso delle loro corazze), si strinsero in una formidabile formazione difensiva con al centro il re e la guardia reale: un muro di metallo, contro cui i legionari si sarebbero sicuramente schiantati. Ma i legionari non li raggiunsero. Si fermarono e li circondarono, fuori dalla portata degli archi dei pochi arcieri rimasti, A questo punto, dagli accampamenti romani sovrastanti cominciarono a volare le pietre e le glandae plumbae (“ghiande di piombo”) scagliate dai frombolieri greci e cretesi che Ventidio aveva arruolato e portato seco proprio attendendo quell’occasione. Velocissimi, i proiettili cominciarono a tempestare cavalli e cavalieri, ancor più efficaci in quanto arrivavano da postazioni sopraelevate, ferendo gli animali e disarcionando gli uomini; circondati dalle legioni, i Parti non sapevano come reagire. Quando fu il momento, la pioggia di pietra e metallo si interruppe all’improvviso e le legioni, levato un alto grido, si gettarono da tutti i lati contro le fila dei Parti, ormai miseramente scompaginate e composte per lo più da cavalieri appiedati, impacciati nei movimenti. L’attacco romano mirò direttamente contro la guardia reale; malgrado la sua accanita resistenza alla fine essa dovette soccombere e, quando un centurione levò alta la testa del re morto, le poche sacche di resistenza partica si sbandarono definitivamente. Chi aveva ancora un cavallo fuggì nella direzione del ponte sull’Eufrate, deciso a tornare in patria; ma le soprese di Ventidio non erano ancora finite: la cavalleria romana era stata tenuta in attesa proprio in previsione di una fuga in quella direzione e sbarrò la strada ai Parti, impedendo loro di guadagnare la salvezza. Nello stesso giorno in cui i Parti avevano sconfitto le legioni di Crasso uccidendo il triumviro, i Romani avevano debellato i cavalieri di Pacoro uccidendo il re. Ventidio, tornato a Roma, il 27 novembre del 38 a.C. celebrò il trionfo. Come disse Plutarco, “Ventidio è l'unico generale romano che ad oggi abbia celebrato un trionfo sui Parti”. Lui, se lo avesse voluto, avrebbe potuto fregiarsi del cognomen Parthicus, che Labieno aveva infangato.
    8 punti
  4. Perché “ andrebbe richiusa” ? Perché se ne perda la memoria? Per discrezione ? Non capisco… non mi pare che tutti questi scrupoli di riservatezza siano stati applicati , neanche da chi li invoca adesso, in altre discussioni similari in cui erano implicati ,in casi simili , altri nominativi… anzi: se ne invocava a gran voce la pubblica gogna , e quelli che urlavano più forte erano proprio gli stessi che adesso sussurrano e chiedono discrezione e privacy…. Non è che adesso sono coinvolti amici degli amici e le altre volte invece no? Sarebbe un bel l’esempio di doppiopesismo e ipocrisia… non che di questi comportamenti non ne fossimo mai stati testimoni in passato, ma reiterare mi pare sconveniente
    8 punti
  5. Altre immagini della serata Volevamo ringraziare Andrea Costantini per la sua disponibilità e bravura nell'esporre i concetti non solo numismatici ma anche storici di questo valoroso condottiero. Un ringraziamento anche a tutte le persone che in questo anno ci hanno seguito, in presenza o da remoto, con interesse le nostre conferenze...ci impegneremo per il prossimo anno con un calendario di conferenze sempre di ottimo livello coinvolgendo relatori accademici ed amanti della numismatica.
    7 punti
  6. Ciao a tutti, credo che la discussione con gli ultimi interventi abbia completamente virato da quello che è il tema centrale: l' andamento del VERONAFIL dell'ultima edizione. Riportandola sui binari. Saranno 20 anni (da quando è nata lamoneta) che si canta il de profundis sulla manifestazione ma sta sempre lì... Certo è che la manifestazione ormai è molto cambiata da quando ci andai la prima volta e sul primo tavolo vuoto vedevi gente che esaminava sacchetti domopack pieni di sterline d'oro o titolari di casa d'asta che giravano con mazzette da 500 euro nel taschino della camicia o commercianti che ti mettevano in mano tranquillamente una pila da 20 pezzi di fascioni d'oro da 32 grammi e passa ognuno anche solo per dargli un'occhiata... Ovvio pure che sia cambiata in 20 anni: nel frattempo sono cambiati le condizioni economico-sociali... La tipologia di collezionisti e commercianti... C'è stato l'aumento delle vendite online... Tanti furti e rapine.... Proprio per quanto riguardo quest'ultimo aspetto e fare comunque un salto di qualità generale nell'organizzazione e renderla piú professionale si disse che l'introduzione di un biglietto d'ingresso avrebbe cambiato le cose. Non mi pare sia andata così...anzi. A) Lo spostamento dei giorni al giovedì, venerdì e sabato è una stupidaggine. Il primo giorno si sa IN TEORIA è solo per gli operatori professionali e immagino che a loro giovedì o venerdì non cambi nulla perché tanto è un giorno lavorativo come un altro... Il venerdì però a che target di frequentatori punta la fiera? Ai pensionati? No perché tutti gli altri si devono prendere un giorno di ferie o saltare scuola/università... L'ultimo giorno si sa che storicamente non esiste per i commercianti: se ne vanno possa essere sabato, domenica o lunedì... E questo ci porta al punto B) L'introduzione del biglietto è un'altra stupidaggine in tal senso. Finché non si pagava il biglietto uno se la poteva pure rischiare e provare a venire l'ultimo giorno (fosse sabato o domenica indifferente). Ma se pago un biglietto non deve succedere poi, come riportato su un gruppo Facebook, che un visitatore è entrato sabato alle 15 pagando regolare biglietto (magari facendosi centinaia di km con relative spese) e poi alle 15.45 si è trovato quasi tutti i banchi vuoti... (vedi foto). Non è assolutamente corretto e professionale a maggior ragione se, sempre da Facebook, leggo addirittura che gli organizzatori alle 13, visto l'andazzo, volevano chiudere l'accesso ma ci sono stati dei battibecchi con tanto di intervento delle forze dell'ordine per riportare alla calma. Per quanto riguarda i furti vabbe' sempre su Facebook ho visto il filmato di un tizio che rubava da un album con tranquillità quindi di che parliamo. Secondo me per restituire una parvenza di serietà al tutto sarebbe il caso di fare solo due giorni: VENERDÌ per gli operatori e SABATO per tutti gli altri con obbligo tassativo per i commercianti di rimanere aperti fino all'orario previsto. E ovviamente ingresso gratuito. Al massimo giusto una preregistrazione online per stamparsi a casa un pass visitatore. Saluti Simone
    7 punti
  7. E’ cambiato tutto …e’ cambiata Verona, sono cambiati i commercianti, sono cambiati i lamonetiani, ricordo ancora le numerose pagine di discussioni qui quando c’era Verona e i biblici pranzi lamonetiani al sabato…però altri punti di condivisione numismatica nascono e quindi non tutto il male viene per nuocere.
    7 punti
  8. Grazie a tutti, Perhaps obvious if you look at the logo of my website, but the coins of Syracuse are my absolute favorite especially the litra. Since Boehringer's magnum opus is no longer under copyright I though to translate it https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus, and reformat the catalog into an easier version. Hopefully it will be useful to everyone.
    6 punti
  9. Buona domenica ragazzi, scusatemi per il titolo della discussione, ma poi capirete il perché. Mi è capitata questa lettera d'amore che il mittente Paolo invia alla morosa Luisa e mi sono divertito a fare dei conteggi, perché questa lettera è lunghissima! Sono 280 righe e circa 1700 parole per un totale all'incirca di 117.000 lettere! Ma quanto ci avrà messo a scriverla? Non ci provo nemmeno a trascriverla, immaginerete perché, magari solo l'inizio che è già tutto un programma. Inizia così: "Indispensabile luce dei giorni miei". Grazie per l'attenzione. Sono gradite informazioni di carattere generale e postali. All'inizio della lettera, il mittente incolla una sua foto minuscola.
    6 punti
  10. ho fatto un espositore che va sul monetiere deve essere solo lucidato
    5 punti
  11. Milano Numismatica e’ su Numispost, rivista di numismatica svizzera con un bell’articolo, buona lettura ! https://drive.google.com/file/d/18iya8tRb4_JTNKKo4GfCZmWc3r8kre2U/view?usp=drivesdk
    5 punti
  12. Chiudere la discussione? E perché? Quando mai ricapiterà di trovare in una discussione tanta moderazione e tanti buoni sentimenti? 😘
    5 punti
  13. Un amico mi ha raccontato di essere andato il sabato, decidendo all'ultimo momento. Alle 13,30 si è trovato insieme ad altre persone, tutte col biglietto pagato online e i tornelli bloccati. Avranno risolto poiché mi ha detto poi di essere entrato e di aver trovato mezza fiera già smontata... Però non è molto professionale, visto che la gente fa spesso centinaia di km e paga pure un ingresso. A volte basterebbe poco, un po' di considerazione e di rispetto umano, se non di professionalità.
    5 punti
  14. È sempre stato così…. e funzionava bene, perché senza internet, ti toccava andare sul posto a vedere la moneta che ti interessava e dovevi valutarla da te o portarti dietro, con le spese relative, il tuo esperto di fiducia. Invece, i commercianti andavano praticamente a vedere i materiali di tutte le aste , e compravano per loro o conto terzi applicandonil loro sacrosanto margine di guadagno. Eravamo tutti contenti e i compratori erano intrinsecamente tutelati. Adesso, comprate di vostra sponte e prendete , spesso, delle fregature epocali di cui poi vi lamentate qui….. “ in foto sul sito pareva meglio” “ non si vedeva il bordo” ”è stata ripresa” e via così…. Sono anni a migliaia di post di questo tenore…. Avete scambiato la conoscenza informatica con l’esperienza numismatica e adesso vi meritate quello che raccogliete … Specialmente quelli che scrivono cazzate come “ il giro del fumo è stato smascherato” … cosa pensavi, che i commercianti vendessero alla pari o che non ti facessero poi pagare il fatto che spendono quando si muovono? Per non parlare della loro conoscenza ed esperienza messa a disposizione in ogni risposta data?… Sveglia fanciulli…..!!
    5 punti
  15. Io sono stato al convegno giovedì. Ho comprato quattro (letteralmente) monetine di valore modesto: in decine di edizioni cui ho partecipato, dagli anni Novanta a oggi, è sicuramente il Verona in cui ho speso meno. Il motivo principale è quello dei prezzi: a tutti i livelli erano spaventosamente superiori a quelli che trovo in altri canali. Per fare un esempio, all'asta Negrini di ieri c'era davvero tanto materiale in linea con quello di Verona ma a prezzi (finali) della metà. Continuerò a frequentare Verona? Sì, perché è una tradizione, mi piace l'attesa, il viaggio, l'atmosfera all'ingresso. Ma non farò certamente più i "due mesi di economia in attesa della fiera", perché ormai le uniche cose decenti che si possono trovare sono il piccolo affare dal venditore straniero, la monetina in fondo al raccoglitore nemmeno classificata, l'esemplare rarissimo ma forato che quindi ti lasciano in saldo (ho citato le occasioni che mi sono capitate a quest'ultima fiera). Ah, e la vergogna dei venditori che se ne vanno a metà mattina l'ultimo giorno continua a essere inaccettabile, oggi come vent'anni fa. Allora si diceva che "bisogna comprenderli, il giorno dopo è lunedì e molti di loro devono rientrare in casa prima di sera perché il giorno dopo lavorano (?)" e "del resto l'ingresso è gratuito, se ci fosse un biglietto nessuno chiuderebbe il raccoglitore prima dell'ora di chiusura". E niente, io ne ero convinto già allora, ma adesso abbiamo la prova certa che erano fesserie.
    5 punti
  16. Io quest’anno non ci sono andato perché, per quanto mi riguarda, il Veronafil dello scorso anno è stato una delusione totale. Purtroppo, vedo che la situazione continua a peggiorare. È vergognoso ed estremamente irrispettoso per i visitatori vedere diversi banchi che iniziano a sgomberare ad orario di pranzo quando l’orario di chiusura sarebbe alle 17.00. Mi capita di frequentare fiere anche di altri settori (antiquariato, automobili, minerali, ecc.) e questo fenomeno non lo si riscontra mai, se non per qualche elemento sporadico. Qui, invece, sembra la norma. A questo punto si organizzi piuttosto la manifestazione in un singolo giorno (possibilmente di sabato) cosicché non avrebbe senso andarsene dopo solo un paio d’ore… Fortunatamente per noi collezionisti ed appassionati di numismatica, c’è vita oltre il Veronafil. Come dice giustamente @dabbene, si stanno affermando sempre più altre realtà, non necessariamente solo di carattere commerciale. Milano Numismatica, ad esempio, è stata una piacevolissima scoperta per me (quest’anno è stata la prima volta che ci sono stato). Dovendo scegliere, preferisco di gran lunga tornare lì anche l’anno prossimo piuttosto che affrontare un altro desolante Veronafil…
    5 punti
  17. Pagare un biglietto e vedere molti banchi vuoti e verso le 12 alcuni commercianti sbaraccare lascia veramente l'amaro in bocca. Trovo assurdo fare una fiera giovedì venerdì e sabato, quando di solito la gente lavora. Ormai quello che c'è da dire è già stato detto , non ho più voglia di ripetermi.
    5 punti
  18. Scusami se mi permetto, da completo ignorante di questa tipologia, ma te lo hanno scritto in tutte le salse e vedo che non hai capito il messaggio. La Numismatica non è un “rischio”, ma al contrario è STUDIO! Non è “acquistare a poco” ma acquistare CONSAPEVOLMENTE previo, appunto, lo studio di cui sopra. Nella mia ignoranza, tra tutte quelle che hai postato, quelle “buone” si conteranno sulle dita di una mano; ha ancora senso quindi, scrivere ancora “… per poi avere pezzi così nella collezione pagati meno di £20”? Questo denario, per me (nella mia ignoranza, risottolineo!) mi piace, ma mi domando, possibile che dopo due anni che segui queste tipologie, ancora non percepisci la differenza tra un denario come questo, e quest’altro di Caracalla giovanile? queste monete ora le hai comprate… e vabbè! Perchè invece di parlare di prezzi di monete (che in questo caso sarebbero anche da ritoccare verso l’alto visti tutti i falsi presenti, ma vabbè, questo poco importa), non ti compri dei bei libri e un bel microscopio? Potresti scaricarti tutto il RIC, imparare a consultarlo e provare a catalogare queste monete… Sarebbe un’opportunità costruttiva per trasformare questo acquisto azzardato fatto allo sbaraglio in un’opportunità per imparare CONSAPEVOLMENTE da un errore che non si dovrebbe mai fare, specie con monete antiche che non si conoscono. Sempre con stima e rispetto, Fabrizio
    4 punti
  19. Buongiorno a tutti!! In questo caso, parlerei di fusione moderna, lo si evince dai bordi lisciati e lavorati ( da medaglia ), questa pratica era diffusa anche nelle fusioni ottocentesche. Mi stanno lasciando molto perplesso le monete che sta postando @Atexano Tutti, nella nostra esperienza collezionistica siamo incappati in falsi ma, nel suo caso la percentuale è abbastanza elevata;motivo per cui,lo consiglierei di attenzionare bene le sue fonti di rifornimento, di diffidare dai facili affari magari presentati come " provenienza da vecchia collezione " e di diffidare anche dai lotti multipli perché, quasi sempre vengono venduti senza nessuna garanzia Ci tengo a precisare che il mio, vuole essere solo un consiglio,per cui spero che l' interessato lo accetti con serenità, anche per evitargli ulteriori screzi nel suo contesto familiare. Lo consiglio anche di studiare un po' per acquisire un minimo di esperienza per poi magari procedere con gli acquisti motivo per cui,credo che al momento gli farebbe bene una pausa di riflessione.
    4 punti
  20. Prese tre monetine a 2 euro (su mia stima e con un "ti pago la prossima volta" - né io avevo spiccioli né lei resto).
    4 punti
  21. Salve. Condivido la mia piastra 1807 di Giuseppe Napoleone. Si differenzia dalla precedente già presente in questa discussione perché riporta il 7 della data ribattuto su un 6. Peso: gr.27,54. Ringrazio per l'attenzione. Saluti.
    4 punti
  22. Io ringrazio tutti i partecipanti e il CCNM per avermi dato la possibilità di contribuire alle attività con il mio intervento. E' sempre fonte di arricchimento il confronto con voi e anche stimolo per nuovi approfondimenti e ricerche. Luciano @417sonia è sempre molto modesto, ma davvero è fonte di informazioni veraci e sottili e per noi venetici grande veterano! Sono stato contento che sei venuto di persona! Grazie anche a tutti i partecipanti che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi!!!A presto!
    4 punti
  23. Seguita on line tutta d'un fiato (meglio... Di un fià). Complimenti al nostro @Andrea Costa sempre preparatissimo, coinvolgente ed appassionante.
    4 punti
  24. Complimenti ad @Andrea Costa per l'interessante conferenza. Abbiamo avuto modo di conoscere questo "super" Doge e le sue gesta, ammirando magnifiche oselle che narrano i fatti del tempo (o che li lodano successivamente). Del Morosini si può dir di tutto ma non che stesse con le mani in mano! Grazie come sempre al CCNM per l'organizzazione.
    4 punti
  25. Dopo Antonio @anto R, Gianfranco @gpittini, Fabio ed Enrico @Testone68 chiudiamo in bellezza con l'interessantissima conferenza di Andrea @Andrea Costa che ringrazio per la completezza e l'approfondita esposizione. Sono molto contento di aver conosciuto di persona il preparatissimo Luciano @417sonia del quale ho letto numerosi post. Che dire..., grazie al CCNM che organizza sempre splendide serate in compagnia di sempre più numerosi partecipanti.
    4 punti
  26. 4 punti
  27. Buongiorno condivido con voi l'ultima arrivata nella mia raccolta di monete greche moderne: 2 drachmai 1911, Re Giorgio I°, moneta che rispetta lo standard dell'Unione Latina, 10 grammi di argento 835. Data unica per il tipo, coniata solo nel 1911. Peccato per quel colpo a ore 11 del rovescio, ma la moneta presenta una discreta patina e soprattutto non è facile da trovare.
    4 punti
  28. Questo è un Paese dove il voyerismo giudiziario sfama intere redazioni e fa eleggere politici e anche se l’Ordine dei Giornalisti raccomanda di usare le iniziali per gli indagati non pubblici… nella pratica non è mai così. Quando c’è l’opportunità di fare notizia con un nome noto, la raccomandazione viene tranquillamente cestinata e ci si nasconde dietro al diritto di cronaca. Pur comprendendo la richiesta di spostare la discussione in Piazzetta, preferiamo per il momento lasciarla qui nella sezione Legislazione, che è comunque visibile a tutti gli utenti registrati al forum.
    4 punti
  29. @pasternak C’è anche un forum siciliano qui, che è meglio usare per scrivere. Sì, questa moneta è come dici tu. 104e, Non è insolito che ci siano errori su queste monete nei cataloghi d’asta. Per aiutarti a controllare rapidamente di che moneta si tratta, il libro di Boehringer è stato recentemente tradotto (in inglese), ma con un’eccellente facilità d’uso che ti permette di trovare subito una moneta e vedere tutti i suoi collegamenti di conio. @Lelouch è la mente dietro a tutto questo. https://www.lelouch.net/articles/die-munzen-von-syrakus-catalog
    4 punti
  30. Non mi piace fare l'avvocato difensore degli altri, che si difendono bene sicuramente. Ci sono i casi da lei citati, ci sono anche falsi proposti per autentici. C'è gente che punta al guadagno occasionale, perché dopo una "fregatura", o comunque una situazione non ottimale, la gente non la vedi più e altri che puntano a fidelizzare il cliente e a realizzare il giusto, costantemente negli anni, dando materiale onesto e naturalmente guadagnando. L'esperienza numismatica, pure la mia, passa anche dalle fregature, dai cattivi affari e dalle cose volute fortemente senza ascoltare una vocina interiore che consigliava la prudenza, se non proprio di soprassedere. Capita e mi dispiace, perché chi si comporta scorrettamente allontana le persone da questo mondo, cosa che non possiamo permetterci perché siamo pochi e manca il ricambio. Dobbiamo cercare di difenderci aiutandoci fra collezionisti ove possibile. Se si è incerti su qualcosa, non è vergogna chiedere a chi ne sa più di noi (c'è sempre qualcuno) e dobbiamo ricordare sempre il vecchio detto, sempre valido: meglio perdere un buon affare, piuttosto che farne uno cattivo. Mi scuso per essermi un po' dilungato.
    4 punti
  31. Salve signori, ultimamente mi sono appassionato anche a queste 😁
    3 punti
  32. Segnalo la pubblicazione della mia monografia dal titolo "Le monete milanesi di Filippo II – Volume I – Dal 1554 al 1577". L'Opera tratta ed illustra tutte le emissioni di Filippo II di Spagna coniate dalla zecca di Milano, fino al 1577. Seguirà in futuro la pubblicazione di un secondo volume per le emissioni del periodo 1577-1598. I materiali sono ordinati secondo un'inedita impostazione cronologica, creando così una vera e propria narrazione di queste prestigiose emissioni tanto apprezzate sia dai numismatici sia dagli storici dell'arte. Numerose le novità presentate, tra cui spiccano nuove identificazioni (basate su fonti archivistiche d'epoca) e la descrizione di varietà inedite. L'acquisto dell'Opera è possibile unicamente presso il sito dell'Editore, Amazon e le principali librerie online. Titolo: Le monete milanesi di Filippo II – Volume I – Dal 1554 al 1577 Autore: Antonio Rimoldi ISBN 9791224037354 141 pagine Immagini a colori Formato 17x24 cm Copertina rigida Pagine in carta patinata da 130g/m2 Prezzo di copertina: 55,00 € + spedizione
    3 punti
  33. Repubblica di Turchia - 50.000 Lira (moneta commemorativa Vertice Mondiale sull'alimentazione di Roma) - Materiale: Ottone nichelato, peso 11,78 grammi, diametro 28 millimetri. Anno 1996. Zecca di Istanbul.
    3 punti
  34. Benché tutti molto belli e non comuni questo annullo della Rinascente del 1924 e' particolare e sicuramente piu' raro degli altri, mi ha colpito per il termine "Bonetteria", pensavo ad un errore ma invece sembrerebbero essere calzature e prodotti attinenti. Non dimentichiamo poi che il nome "Rinascente" fu dato da Gabriele D'Annunzio ai suddetti grandi magazzini.
    3 punti
  35. Buonasera a tutti, oggi vorrei mostrarvi il mio ultimo acquisto, ovvero una doppia maiorina di Giuliano II. Una moneta che personalmente a me piace davvero tanto e che cercavo da tempo. Cosa ne pensate?
    3 punti
  36. Esaurito il discorso sulle monete da 10 dollari, torniamo ad occuparci della "guida spirituale" di questa discussione, Theodore Roosevelt. Personaggio, come abbiamo in parte già visto, dalla personalità complessa e, a volte, contraddittoria. Ad esempio, sebbene sia stato un convinto conservazionista, che ha ampliato la rete di aree protette degli Stati Uniti creando 150 milioni di acri tra foreste, riserve e parchi nazionali, e dato il via alla creazione del servizio forestale statunitense, è stato anche, fin da ragazzo, un appassionato cacciatore, tanto da Una passione che non lo abbandonò mai, fino all'ultimo, culminata, nel 1909-1910, in un famoso, e da molti criticato, safari africano, nel corso del quale la spedizione da lui guidata uccise o catturò oltre 11.000 animali di ogni specie, dagli insetti agli elefanti. Ne parleremo meglio più avanti, ora invece raccontiamo una storia di caccia, probabilmente già nota a molti, dai risvolti esclusivamente positivi, e i cui effetti permangono ancora oggi... chi di noi, da bambino, non ha mai giocato con un orsacchiotto di peluche? Teddy Bear Il 14 novembre 1902, Roosevelt partecipò a una battuta di caccia all'orso nei pressi di Onward, Mississippi. Il governatore dello stato, Andrew H. Longino, lo aveva invitato, ma a differenza degli altri cacciatori del gruppo, Theodore non aveva individuato nemmeno un orso. A un certo punto, gli assistenti di Roosevelt catturarono e legarono a un salice un orso bruno di 109 kg., chiamarono il Presidente e gli suggerirono di sparargli. Considerando l'accaduto estremamente antisportivo, Roosevelt si rifiutò decisamente di farlo. Si racconta che abbia detto: "Ho cacciato selvaggina in tutta l'America e sono orgoglioso di essere un cacciatore. Ma non potrei essere orgoglioso di me stesso se sparassi a un orso vecchio, stanco e sfinito legato a un albero." La notizia dell'accaduto si diffuse rapidamente attraverso articoli di giornale in tutto il paese. Un famoso vignettista politico, Clifford Berryman, riprese il rifiuto del Presidente di sparare all'orso e lo usò come metafora per l'indecisione di Roosevelt su una disputa sui confini del Mississippi. La vignetta di Berryman apparve sul Washington Post il 16 novembre 1902, divenendo presto famosa in tutti gli Stati Uniti (Roosevelt fu una manna per i vignettisti e i caricaturisti della sua epoca approfondiremo più avanti anche questo aspetto). Morris Michtom, proprietario di un negozio di dolciumi di Brooklyn, vide la vignetta e gli venne un'idea. Lui e sua moglie Rose realizzavano anche animali di peluche, e Michtom decise di creare un orsetto di peluche e dedicarlo al presidente che si era rifiutato di sparare a un orso. Lo chiamò "Teddy's Bear". Morris Michtom scrisse a Roosevelt, per chiedergli il permesso di chiamarlo così. Suo figlio, Benjamin Michtom, disse che, sebbene Roosevelt avesse accettato di prestare il suo nome alla nuova invenzione, dubitava che avrebbe mai avuto un grande impatto nel settore dei giocattoli. Nel 1903 nacque la Ideal Toy Company, che presto sarebbe diventata un'azienda multimilionaria. Nel 1908, l'orsetto era diventato un giocattolo così popolare che un reverendo del Michigan avvertì che sostituire le bambole con orsacchiotti di peluche avrebbe distrutto l'istinto materno nelle bambine Continua...
    3 punti
  37. Buongiorno, Condivido gli ultimi Sestini aggiunti in raccolta: Il primo è un Corona radiata, il secondo dovrebbe essere un Mezzo Sestino. Entrambi in foto di gruppo per confrontare dimensioni e particolari. Un saluto a tutti e continuate a condividere. Di seguito quello che sembra essere un Mezzo Sestino, pesa grammi 0,5
    3 punti
  38. Dall’Indice: Vincenzo Marrazzo, Riuso di numerario siceliota e corinzio in Magna Grecia: alcuni casi da Metaponto e Crotone. [pp. 241-252] Antonio Morello, Aes Grave di Roma: serie ‘Ruota’ (RRC 24). Alcune riflessioni. [pp. 253-306] Luis Amela Valverde, Aristarco della Colchide. [pp. 307-312] Alberto Trivero Rivera, La classificazione dei folles di Eraclio battuti dalla zecca di Costantinopoli. [pp. 313-350] Alain Gennari, RIC X: gli argenti “gallici” a nome di Prisco Attalo, e le non-imperial coins attributed to the Visigoths. [pp. 351-358] Indice Anno XXIV – 2025 [pp. 359-360]
    3 punti
  39. Buongiorno, ricordo a tutti la conferenza di questa sera che si preannuncia molto interessante. Ricordo che alla conferenza possono partecipare tutti, al termine si potranno vedere delle monete e per concludere la serata il consueto brindisi. A questa sera.
    3 punti
  40. Infatti non capisco perché ci dovremmo autocensurare. Finora non è stato fatto alcun commento inadeguato o diffamatorio; tener viva l'attenzione dell'opinione pubblica - e in questo caso di persone conoscenti la materia - può servire ad evitare le sparate sensazionalistiche dei giornalisti. Come diceva James Bond: "io non credo mai a quello che dicono i giornali". Per non parlare di certe indagini che alla resa dei conti si sono rivelate tutto fumo e niente arrosto; alcuni giornali già parlano del fatto che le case d'aste fossero "ignare". Solo col tempo sapremo qualcosa di certo in questa vicenda; nel frattempo non mettiamo la testa sotto la sabbia.
    3 punti
  41. Il contenuto della notizia ricordato dall’Amministratore e comunque diffuso da diverse fonti di stampa ben difficilmente potra’ essere perso di vista. questone’ un forum di discussione volerlo fare assomigliare ad una bacheca di annunci affissi/postati asetticamente fa venire meno la funzione del Forum e non rende giustizia ai partecipanti che a vario titolo si aspettano di contribuire ad una discussione che - pur vertendo su tematiche sensibili - se portata avanti con rispetto e disciplina puo’ validamente contribuire un confronto costruttivo. concordo con quanti ritengono utile che la discussione resti aperti - ove si assistesse a deragliamenti la moderazione potrebbe intervenire come gia’ diverse volte in passato su tematiche sensibili se non affrontate con il dovuto rispetto delle parti.
    3 punti
  42. Nel febbraio 1933, la Zecca di Philadelphia coniò 312.500 Eagles da 10 dollari. Una quantità rispettabile, che faceva seguito a quella monstre dell'anno precedente, ben 4.463.000 esemplari. Quando arrivarono gli ordini esecutivi di Roosevelt, queste monete, al pari delle Double Eagles dello stesso anno, furono rifuse. Ma, come per le doppie, alcuni esemplari sono sopravvissuti e, a differenze di quelle, possono essere legalmente detenuti e commercializzati. Anzi, nessuno ha mai messo in dubbio questa cosa... come è possibile? Come abbiamo scritto nella discussione sulle Double Eagles, era prassi abituale che commercianti o collezionisti si recassero presso la Zecca per avere le monete di nuova emissione prima del loro rilascio ufficiale per la circolazione. Forse non era una cosa del tutto corretta, ma non aveva mai creato problemi, poiché di lì a poco tutte le monete erano state regolarmente rilasciate, e tutti avevano potuto averle. Ma nel 1933 non andò così. Israel Switt riuscì ad ottenere 25 Double Eagles, ma a uscire dalla Zecca furono anche quattro Eagles, acquistate non si sa da chi. La differenza, sta nel fatto che quest'ultime sarebbero state rilasciate PRIMA che gli ordini esecutivi di Roosevelt diventassero operativi, e a riprova di questo, la loro vendita fu regolarmente annotata nei registri della Zecca. Poi, non si sa per quali vie anche altre Eagles volarono via: si stima che oggi quelle disponibili siano tra 35 e 40. Ma poiché a quel punto era impossibile distinguere le monete rilasciate legalmente da quelle uscite chissà come, la questione della loro legalità non è mai stata posta dal governo. Nel processo per le Double Eagles dei Langbord, che abbiamo raccontato in dettaglio nell'altra discussione, l'avvocato degli eredi di Switt pose a David Tripp, probabilmente il massimo esperto delle Double Eagles 1933, proprio questa questione: "Che relazione c'è tra le doppie aquile del 1933 e le aquile d'oro da 10 dollari "Indian Head" del 1933, a cui il governo non si è opposto? Nonostante i registri della Zecca mostrino che solo quattro aquile d'oro da 10 dollari "Indian Head" del 1933 abbiano lasciato legalmente la Zecca, si stima che oggi ne siano disponibili ben 35. Tuttavia, le aquile da 10 dollari non sono soggette a confisca, a differenza delle doppie aquile del 1933." Tripp ribatté che le aquile da 10 dollari del 1933 differivano dalle doppie aquile da 20 dollari del 1933 in quanto nessuna di queste aveva lasciato la Zecca con mezzi legittimi, mentre "una volta aperta la porta della stalla attraverso la distribuzione legale delle aquile da 10 dollari del 1933, era diventato impossibile distinguere le monete legittime da quelle illegittime." Amen Oggi, le Eagles del 1933 sono sicuramente monete di grande rarità, ma le loro quotazioni, oltre a non avvicinare minimamente il record dell'unica Double Eagle legale, sono anche molto lontane dagli altri "miti" della monetazione statunitense, come il dollaro 1804 o il V-nickel 1913. A quanto ne so (ma potrei non essere sufficientemente aggiornato), nessuna di esse ha finora raggiunto il milione di dollari, anzi, molte, anche in alta conservazione (lo sono tutte, non avendo mai di fatto circolato), vengono via per meno della metà: bastano 3-400.000 dollari e vi togliete lo sfizio La moneta in foto, da Heritage Auctions, è invece una delle più costose. Stimata in conservazione MS65 da PCGS, nel 2015 ha realizzato 822.500 dollari Chissà, potrebbe essere proprio lei, quando prima o poi tornerà sul mercato, la prima a superare la fatidica soglia del milione petronius
    3 punti
  43. Ciao. Preso atto della notizia, non vedo, allo stato, quale ulteriore contributo utile alla discussione (che poi, in realtà, non sarebbe neppure una discussione) possiamo fornire noi Utenti del Forum sulla vicenda. Detto ciò, penso che in attesa degli sviluppi giudiziari ufficiali e salvo che non si voglia utilizzare questo topic a mò di bacheca per fornire all'utenza gli eventuali futuri aggiornamenti giornalistici, si potrebbe anche chiudere. In questa fase che altro ci sarebbe da scrivere? M.
    3 punti
  44. Buonasera. Di norma è bene investire su monete a peso d'oro. Investire sulle 100L aratrice mi sembra una pessima idea. Preciso, acquistarle per piacere è un discorso, acquistarle con l'idea dell'investimento che ha poco senso. E in senso stretto non si può nemmeno parlare di investimento (perché un secondo dopo, se le si vuole rivendere, c'è una perdita di ben oltre il 30%). Oltretutto la monetazione di V.E. III cala da molti anni e dubito che in futuro ci sarà una forte inversione di tendenza.
    3 punti
  45. Oltre al valore storico, è una serie che graficamente mi è sempre piaciuta. Ti allego foto della serie completa.
    3 punti
  46. Ci sono stato ieri mattina. In effetti c'era meno gente del solito e alcuni banchi erano già vuoti. Per quanto mi riguarda, ho visto comunque delle belle monete ed è sempre un piacere aggirarsi tra i banchi, salutare degli amici e conoscere nuove persone. Vado a Verona perché c'è una buona offerta e parecchia varietà. Per quanto riguarda i prezzi, devo dire che anche questa è un opinione. Vige la legge della domanda e dell'offerta e nessuno obbliga ad acquistare se il prezzo è ritenuto troppo elevato. Certo, ultimamente all'asta si trova parecchio materiale, ma le monete belle e rare non te le regala nessuno. Poi però si deve tener conto che al prezzo di aggiudicazione si devono aggiungere i diritti. Ieri, a Verona, ho acquistato due monete interessanti ad un prezzo non eccessivo. Per me, Veronafil non è al capolinea, ci sono difficoltà, come del resto per tutte le manifestazioni numismatiche di questo tipo, ma resta comunque un'occasione di incontro e di confronto, questo sarebbe l'aspetto da migliorare, che dipende però anche da noi appassionati. Un saluto Federico
    3 punti
  47. Denario della Minucia MINUCIA - Q. Minucius Thermus M.f. (103 a.C.) Denario. B. 19 Syd. 592 Cr. 319/1 A.V. 419 D/ Testa elmata di Marte R/ Due guerrieri che duellano; tra di loro un terzo ferito Ag 3,97 g 20 mm più di BB Il dritto raffigura la testa di Marte giovane a sinistra con elmo corinzio crestato con ornamenti floreali e a volute; il rovescio raffigura un soldato romano che avanza a destra, proteggendo un compagno caduto con lo scudo nella mano sinistra e la spada sollevata nella mano destra, mentre combatte contro un guerriero barbaro che avanza a sinistra, tenendo lo scudo sul braccio sinistro e brandendo la spada con la mano destra. In esergo il nome del monetiere. Il riferimento bibliografico è Crawford 319/1. “Quintus Minucius Thermus Marci Fillius” è il nome del monetiere, forse il componente del "consilium" di Pompeo Strabone ad Ascoli, in qualità di legato o tribuno, come propone Crawford. Crawford ritiene che il rovescio si riferisca a un'azione brillante di uno degli antenati di questa moneta che vuol commemora le coraggiose gesta dell'antenato e omonimo del monetiere Quinto Minucio Termo, eletto console nel 193 e assegnatario della Liguria come provincia. Dalla sua base a Pisa mosse guerra contro i Liguri. Il suo comando fu prorogato per l'anno successivo, durante il quale sconfisse le forze liguri vicino a Pisa. Rimase proconsole in Liguria per il 191-190. Sembra che in questo periodo abbia vinto la corona civica, la seconda più alta onorificenza militare a cui un romano potesse aspirare, salvando la vita di un concittadino in battaglia, uccidendo un nemico in un punto non ulteriormente occupato dall'esercito nemico quel giorno (tale atto è raffigurato sul rovescio). Potrebbe anche essere stato lo stesso Termo che servì come tribuno militare sotto Scipione in Nord Africa nel 202 a.C. Appiano racconta che in quel periodo ci fu uno scontro di cavalleria tra le forze di Annibale e quelle di Scipione vicino a Zama, in cui quest'ultimo ebbe la meglio. Nei giorni successivi ci furono diverse scaramucce finché Scipione, saputo che Annibale era a corto di rifornimenti e aspettava un convoglio, inviò di notte il tribuno militare, [Quinto Minucio] Termo, ad attaccare il convoglio di rifornimenti. Termo si appostò sulla cresta di una collina, in uno stretto passaggio, dove uccise 4000 africani, ne fece altrettanti prigionieri e portò i rifornimenti a Scipione. Nel 103 a.C. Mario si prepara ad affrontare le orde barbariche che hanno invaso l'impero romano settentrionale. Quell'anno, Mario fu console per la terza volta, insieme a Lucio Aurelio Oreste. In effetti, la scena potrebbe anche riferirsi agli eventi recenti, con l'invasione dei Cimbri e dei Teutoni che devastò la Gallia Cisalpina, portando infine alle vittorie di Mario sui Teutoni e sugli Ambroni ad Aquae Sextiae nel 102 a.C. e sui Cimbri a Vercelli nel 101 a.C. apollonia
    3 punti
  48. Di nuovo a Roma, usata per comprare un pezzo di pizza 2 Euro commemorativo del 2024 del Vaticano Tommaso d’Aquino. Di regola non dovrebbe essere in circolazione, a quanto so vengono vendute solo nei folder.
    3 punti
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+01:00
×
  • Crea Nuovo...

Avviso Importante

Il presente sito fa uso di cookie. Si rinvia all'informativa estesa per ulteriori informazioni. La prosecuzione nella navigazione comporta l'accettazione dei cookie, dei Terms of Use e della Privacy Policy.