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Showing content with the highest reputation since 08/17/2019 in Posts

  1. Buongiorno a tutti, vi informo che ho pubblicato su academia.edu il libro che ho scritto sulla monetazione di Faustina II coniata a Roma, che mi è costato grandi impegno e fatica negli ultimi tre anni. Si tratta di uno studio storico/numismatico che analizza vari aspetti della monetazione dell'Augusta quali, ad esempio, la datazione delle monete attraverso l'esame dei ritratti e delle legende, le simbologie racchiuse nei diversi rovesci e la determinazione della sequenza dei figli. All'inizio del lavoro viene inoltre presentata una ricerca biografica che ho condotto su Faustina dove ho cercato di non tralasciare alcuna fonte come testi antichi ed iscrizioni. Il libro può essere scaricato dal mio profilo su academia.edu al seguente link: https://independent.academia.edu/ABusseni Chiunque decidesse di dare un'occhiata a questo lavoro ed eventualmente farmi conoscere le proprie impressioni mi renderà veramente felice. Grazie Alessio
  2. Arka

    2 euro rarità R2

    Quando arrivai a dover spendere tanti soldi per una moneta appena coniata, cambiai collezione e mi dedicai a monete molto più antiche. Non mi sono mai pentito di questa scelta. Arka Diligite iustitiam
  3. Come promesso vi allego il link del Gazzettino 5 ora pubblicato sul nostro sito in Accademia.edu. Dopo soli tre mesi dalla presentazione e consegna delle copie cartacee avvenuta al Convegno di Verona ora la pubblicazione per tutti on Line con la possibilità di leggerlo e poterlo anche stampare a colori Ci si augura che anche questa ulteriore fatica divulgativa per la comunità fatta a più mani, e che ricordiamo e’ a costo zero per l’utenza, possa essere piacevole e utile, indubbiamente lo sforzo di autori, editing, pubblicazione della stessa e’ stato totale e importante, buona lettura ! https://independent.academia.edu/QGazzettini
  4. El Chupacabra

    Si scrive "legenda" o "leggenda"?

    Secondo il "Lessico Universale Italiano" (Treccani, 1973), la forma grafica è indifferentemente usata per indicare l'insieme delle parole, intere o abbreviate, disposte circolarmente lungo l'orlo del tondino o disco della moneta, al dritto e al rovescio; solitamente in relazione con il tipo figurato, comprende i nomi e i titoli del sovrano o il nome dello stato, nomi di santi, invocazioni, motti, imprese araldiche, ecc.; il complesso della l. e del tipo è detto impronta. Personalmente io uso le due forme ortografiche con significato rispettivamente diverso. In numismatica: "legenda (est)" derivante direttamente dalla forma perifrastica passiva latina col significato di "(è) da leggersi...". Anche leggenda ha la medesima origine (parola che, trascolorata attraverso il latino medioevale e poi in italiano, ha subito l'aggiunta di una "g"), ma qui il significato, per me, è di "racconto mitico", in pratica storia "arricchita da elementi straordinari" positivi o negativi. Perciò, io voto: LEGENDA. In italiano, tutte le parole straniere (anche il latino lo è) riportate in un contesto in lingua italiana divengono indeclinabili e, perciò, si deve scrivere la legenda (al singolare) o le legenda (al plurale). Ovviamente, essendo leggenda parola italiana, al plurale fa leggende.
  5. Il mio primo 4 Cavalli lo vidi in una piccola cartoleria in città, la Signora Ida teneva in negozio ciò che restava della Collezione del defunto marito. Grande Collezionista di francobolli, non disdegnava collezionare le monete del suo territorio. La moneta mi sembrò troppo piccola e con una patina scura che la rendeva proprio brutta per i miei gusti. La prima domanda che feci alla Signora fu: Che significa C4? 😁 E lei con tutta la sua pazienza a spiegarmi che la C stava a significare il tipo di nominale: Cavalli e che il 4 era il suo valore, Uscii dal negozio con in prestito il suo vecchio Gigante. La sera ricopiai tutti i contatti dei professionisti che si trovavano a fine pagine del Catalogo, quelli che spedivano i listini gratuiti. La moneta la presi in seguito e fu l'inizio della mia avventura numismatica. Sono passati quasi 25 anni da quel giorno e spero non mi passi la voglia di andare avanti nello studio e nel collezionare. Scusate le chiacchiere. Saluti a tutti.
  6. stefanoforum

    L'attesa

    La fase più cruenta la identifico con l'attesa non del pacco: ma dell'asta, il lotto in asta. Quando i lotti si susseguono, ne mancano ancora 1200 a quel che ti interessa, ma tu inizi ad accarezzare il mouse, pulisci il piano d'appoggio, ti metti comodo e ripensi al prezzo massimo che ti eri ripromesso di non superare..... e vai a far altro (tanto mancano almeno due ore..) ritornando ogni 10 minuti. Poi arrivi ad alcuni lotti dal "tuo", inizi a posizionare il mouse su "rilancia" (facendo mooolta attenzione a non premere sulla moneta che stanno rilanciando a 5000 euro....) per prendere la mira, scorre un lotto, clicchi in punti innocui per vedere se il mouse funziona e non lagga ed ecco il tuo lotto...rilanciano, rilanci, rilanciano (maledetti...), rilanci e sfori, rilanciano (aahh), rilanci ancora (tanto per poco...) e si, la vinci!! Pressione a 200, battiti 130, mani sudate e occhio sbarrato. Tanto ora dovrai solo pagare (tanto hai sforato solo del 50%...), aspettare (e quindi penare ancora) e per cosa? Una vecchia moneta che non si può nemmeno spendere... Ma vuoi mettere..! L'unica cosa: te la immaginavi più grande. Su quel monitor da 27 pollici era davvero moolto più grande...
  7. Buon pomeriggio Segnalo un mio contributo pubblicato in cartaceo su Monete Antiche di Luglio-Agosto 2019 e in formato digitale nella piattaforma Academia.edu. https://www.academia.edu/39978424/DENARI_PROVISINI_ROMANI_E_LIBRI_DI_MERCATURA_E_ARITMETICA Buona lettura (si fa per dire..... 🙂) Un caro saluto a tutti gli amici ciao
  8. Questa invece E' numismatica. Perché quei falsi hanno svolto, sia pure in maniera fraudolenta, una funzione monetaria, e a mio parere non si può prescindere, anche, dalla loro conoscenza. petronius
  9. Litra68

    L'attesa

    Buonasera e Buona domenica, dopo un pantagruelico e trimalcionesco pranzo domenicale, mi ritrovo a fare delle riflessioni, forse accentuate dalla difficile digestione 😥. Vengo al sodo, rientro nella categoria dei collezionisti studiosi Numismatici che non hanno la possibilità logistica(per impegni lavorativi pari agli orari di apertura dei negozi) di recarsi negli studi numismatici. Pertanto la scelta e l'acquisto delle monete da mettere in raccolta è fatta quasi esclusivamente sul web. Quindi le fasi preliminari sono o dovrebbero essere, lo studio della moneta che manca in raccolta, il budget a disposizione (modesto.. a volte minimo a volte quasi nullo) l'individuazione dell'asta e del pezzo agognato, studio della moneta proposta, l'offerta, le palpitazioni fino ad avvenuta aggiudicazione, il pagamento... Dopo tutti questi preliminari viene la fase più dura, la più cruenta.. l'Attesa.. Questa è a mio avviso la fase più dura per me, ma credo per tanti di voi, l'attesa, attesa che suonino al campanello, attesa che ti chiamino da casa dicendoti.. È arrivato.. Per me È arrivato è come è nato o è nata, complimenti, ma sarà una bellissima femminuccia o un bellissimo maschietto? A quel punto dopo tanta attesa l'importante è abbracciare e dare il ben venuto a casa al nuovo arrivato maschio o femmina che sia.. 😊 Voi cosa ne pensate della mia riflessione domenicale? Buona domenica a tutti. Saluti Alberto
  10. Salve a tutti. Volevo segnalare all'attenzione degli eventuali interessati il programma di questa Giornata di studi organizzata per il prossimo 4 ottobre all'Archivio di Stato di Salerno. L'analisi che verrà presentata in questa occasione non sarà limitata al solo aspetto numismatico ed anche quest'ultimo verrà affrontato con una nuova consapevolezza, grazie alle importanti tematiche storiche che verranno discusse in questa sede e che permetteranno una migliore comprensione della moneta in quanto testimonianza materiale di una cultura che ha forgiato la storia, la società e la politica altomedievale dell'intera Italia meridionale. Sperando che l'iniziativa riscontri il vostro favore, vi lascio alla lettura del programma.
  11. Buongiorno a tutti gli amici del forum, in questi mesi sono attratto dalla monetazione giapponese del periodo Tokugawa e oggi vorrei condividere con voi il mio ultimo acquisto arrivato proprio oggi. Si tratta di un Hōei Tsūhō, una moneta costituita in bronzo dal diametro di 37,5 mm, dal peso di circa 9 grammi e coniata dalla zecca di Shichijō. Ma come mai fu considerata una moneta scomoda? Verso il 1700 le miniere di rame giapponesi iniziarono ad esaurirsi a causa della massiccia produzione di monete da 1 mon (Kan'ei Tsūhō) allo scopo di sostenere l'economia dello shogunato, ma la politica di isolamento del governo Tokugawa costrinse il Giappone a non importare rame. Nel 1708 (quinto anno dell'era Hōei) lo shogunato Tokugawa introdusse un'enorme moneta in bronzo dal valore facciale di 10 mon, Hōei Tsūhō, ma conteneva 3 volte più rame di una moneta da 1 mon e quindi il suo vero valore era solamente di 3 mon. Le monete erano troppo grandi per essere maneggevoli nel commercio quotidiano, ma sopratutto a causa del loro valore nominale relativamente basso non erano popolari. Dopo aver tentato brevemente di forzare la popolazione ad adottare queste monete, e addirittura minacciandola con severe punizioni, nel 1709 le monete vennero ritirate dalla circolazione. Spero che la moneta e la storia che gli gira intorno sia stata di vostro gradimento! Quando avrò più materiale farò una piccola guida sulla monetazione bronzea del periodo Tokugawa. Buona giornata a tutti! Xenon97
  12. CdC

    500 lire caravelle ...ibrida

    Il CdC si rende conto che alcune risposte che ti sono state date possono suonare un po' brusche, ma parlare di "offese" mi sembra esagerato. Anche perché il tono di certe risposte, dipende da un'altra cosa, che ti era già stata segnalata. Tu, da settimane, continui ad aprire discussioni su presunte monete rarissime, se non addirittura uniche, che avresti trovato, e ci vogliono pagine su pagine per convincerti del contrario. Si finisce col dover ripetere decine di volte le stesse cose, prima di arrivare a una conclusione. Capita che la gente si stufi. Prendiamo ad esempio questa discussione. Al post #3 @Paolino67 aveva già detto tutto quello che c'era da dire su questa moneta. Non esistono Caravelle fondo specchio ante 1980, e quelle coniate prima di quella data che possono sembrare tali, sono solo monete con fondi speculari, punto. Bastava questo, e invece si sono riempite due pagine, con te che citi un catalogo vecchio di 50 anni come fosse la bibbia, e altri che cercano di farti capire che la numismatica è una scienza, e come tale si evolve, e quello che si credeva 50 anni fa può non essere più creduto oggi, perché nuove scoperte hanno fatto capire che era sbagliato. Poi nessuno vuole buttare al macero i vecchi cataloghi numismatici, così come nessun vuol buttare al macero la Divina Commedia, ma Dante credeva che fossero il sole e le stelle a girare intorno alla Terra, mi pare che, da questo punto di vista, qualche progresso lo abbiamo fatto, perché non dovremmo averne fatti anche in numismatica?
  13. Ciao a tutti, nei ritagli di tempo in cui è possibile dare uno sguardo alla collezione, mi domando sempre i passaggi di mano delle stesse. Bene, casualmente, nello sfogliare il catalogo dell'Asta Civitas Neapolis, mi sono accorto, con un ragionevole grado di certezza, che due monete che ho preso di recente da un ottimo numismatico professionale, erano state esitate nella stessa, precisamente lotti n. 312 e n. 313. Sono due grani di Filippo iv del 1636 e del 1637 con scudo diritto con un elevato grado di rarità. In generale, credo che i passaggi d'asta diano pregio collezionistico. Bene. Chiederei a tutti gli utenti se hanno monete con uno o più passaggi d'asta. Saluti Eliodoro
  14. Difficile non essere d’accordo su un post come questo, dietro a tutto ci sono sempre gli uomini e questo capita anche in numismatica. Il Convegno Partenopeo ha una tradizione di doni numismatici per i giovani e per chi inizia, ricordo il tavolo al secondo Convegno quello fatto vicino alla Stazione Centrale, in primavera quest’anno si e’ ripetuta la magia con questo tavolo pieno di Quaderni di Lamoneta, Gazzettini, riviste, pubblicazioni, finché potrò lo farò perché lo ritengo un fatto simbolico e concreto di volontariato culturale, molti hanno appoggiato e appoggiano e dove potremo avere una postazione la tradizione continuerà, Verona da anni docet ...
  15. Carissimi tutti, Con grande piacere vi comunico che il prossimo 5 Ottobre , presso la sede del Circolo Numismatico Ligure "C.Astengo", avrà luogo il III Congresso Nazionale dei Circoli Numismatici. La sede, per chi non lo sapesse, si trova Genova al piano terra del Palazzo Ducale in pieno centro storico. L' evento costituisce la tappa successiva dopo quelle di Bergamo e Padova, con la speranza di poter ampliare i contatti e giungere a nuove idee e proposte. L'organizzazione di questa giornata è stata lunga e per certi aspetti difficoltosa, ma fortemente voluta da parte nostra. di seguito riporto la scaletta dell' evento: 09.30: apertura della sede 10.00-10.10: saluti iniziali e registrazione dei presenti 10.10-11.00: conferenza del colonnello Domenico Luppino (GdF) sul tema: Il collezionismo e la legislazione vigente: spunti per una numismatica responsabile. 11.00-13.00: dibattito fra i rappresentanti dei circoli: idee e proposte per affrontare insieme il futuro della numismatica. 13.00-14.00: pranzo a prezzo fisso presso ristorante adiacente alla sede del Congresso. 14.15-15.00: visita alla collezione numismatica comunale esposta a Palazzo Tursi in Via Garibaldi La partecipazione è ovviamente gratuita e aperta a tutti, con particolare attenzione verso i rappresentati delle varie associazioni numismatiche presenti sul territorio. Abbiamo già ricevuto numerose adesioni, chiunque avesse il piacere di partecipare lo pregerei di comunicarmelo così da poterci organizzare al meglio. Per maggiori informazioni riporto il link del articolo pubblicato su Cronaca Numismaitica https://www.cronacanumismatica.com/genova-5-ottobre-2019-3-congresso-dei-circoli-numismatici/ Per qualsiasi dubbio o eventuale comunicazione non esitate a contattarmi privatamente tramite MP o mail al seguente indirizzo circolonumastengo@gmail.com Matteo Schivo Segretario e tesoriere del Circolo Num. Ligure "Corrado Astengo"
  16. Secondo alcune memorie storiche pare esistesse un lago chiamato Gerundo situato nell’attuale zona di Lodi, nell’area compresa tra Brembate e fin quasi Cremona. Secondo i racconti l'estensione era tale che tra il IV e il VI secolo d.C. sull’isola detta della Mosa o Fulcheria (da Fulcherio, il duca longobardo che l’aveva avuta in feudo) fu edificata la città di Crema. A conferma della sua esistenza ci sono numerose piroghe rinvenute nei fiumi, si tratta di imbarcazioni ricavate da tronchi costruite nell’Alto Medioevo con tecniche che risalgono al neolitico. Secondo le cronache le flotte fluviali di Venezia e di Ferrara si scontrarono spesso nelle acque del Gerundo. Un'altra vicenda ne testimonia l'esistenza: pare che l’imperatore Barbarossa fosse riuscito a espugnare Crema dopo un acerrima battaglia combattuta con imbarcazioni dai cremonesi. Come in ogni racconto medievale che si rispetti c'è la presenza di un mostro leggendario, ed anche il lago Gerundo ne ebbe uno. Ezzelino da Romano, vicario imperiale e genero di Federico II di Svevia, era un uomo molto temuto in quell'epoca e dalla sua tomba nacque la leggenda che un drago chiamato Tarantasio fosse nato dalle spoglie mortali di Ezzelino. La leggenda del mostro si rintraccia in diverse storie dell'epoca. Secondo alcuni, il primo gennaio del 1300 il drago morì in seguito all’intervento di San Cristoforo dopo tre giorni di preghiere le acque malsane del Gerundo si ritirarono lasciando solo lo scheletro del mostro. Un osso gigantesco, e precisamente una costola di drago del Gerundo, è ancora oggi visibile appesa al soffitto della sacrestia della chiesa di San Bassiano, a Pizzighettone. La costola, probabilmente, appartiene a una balena fossile o a un elefante. Scheletri di balene sono stati spesso rinvenuti sulle Prealpi e, soprattutto, sull’Appennino che si affaccia sulla Pianura Padana. Un'altra leggenda ancora parla di uno scontro tra San Colombano e il Tarantasio. Un ben più famoso racconto vede come protagonista il condottiero Umberto Visconti, capostipite della casata, porre fine all’esistenza del Tarantasio. L’uomo entrò nella caverna del drago, proprio mentre il mostro stava per divorare un bambino, ma l’eroe ebbe la meglio dopo ben due giorni di lotta. Infatti lo stemma visconteo, simbolo di Milano, riporta questo episodio leggendario. Secondo la geologia la Pianura Padana non avrebbe dovuto presentare un così grande lago, probabilmente si trattava di una grande rete di paludi bonificate ad opera dei monaci dal IX secolo. Un'ipotesi più azzardata vede effettivamente l'esistenza di un esteso lago e che a contribuire alla sparizione dello specchio d'acqua siano stati i fattori climatici del periodo caldo dell’Alto Medioevo.
  17. Carissimi tutti, dopo mesi di latitanza riesco finalmente a scrivere nella comunità e in questa sezione... Il mio lungo silenzio purtroppo è stato legato ad un evento spiacevole che mi ha portato ad allontanarmi da qui: specifico, nulla a che fare con la salute o il lavoro (cose fondamentali nella vita), ma alla "visita" in casa di persone sconosciute e non gradite (per capirci). Dopo l'evento, ho, l'ammetto, avuto la nausea e il rifiuto anche per la numismatica, e ho consequenzialmente dovuto, e voluto, staccare la spina. Se sono di nuovo qui lo devo a @fabry61, al suo tatto in quel momento non facile, alle sue parole, ai suoi consigli, e alle letture che mi ha consigliato durante la latitanza (Fabrizio non ti ringrazierò mai abbastanza, te lo assicuro)... Ho ripreso a seguirvi e a leggervi, e la fiammella si è riaccesa (quindi sono in debito morale anche con voi ) Ricomincio da capo la mia collezione, e con questo Grosso di Jacopo Contarini: è un nuovo inizio, e sicuramente nell'acquisto mi son sbloccato mentalmente da paure, rimorsi e pesi vari, con la voglia di continuare ad imparare e approfondire questo meraviglioso mondo. Dopo la pappardella (e mi scuso se vi ho annoiato), riporto la scheda che ho redatto per la classificazione di questo Grosso. Vi chiederò alla fine della stessa se potete aiutarmi in alcuni dubbi venutimi in fase di osservazione e stesura. GROSSO 1° TIPO o MATAPAN – JACOPO CONTARINI 1275/1280 – TIPO 8 Dritto • IA • 9TARIN • / • S • M • VENETI; Lungo l'asta1 DVX2. San Marco3 stante a destra, di fronte, tiene nella sinistra il libro dei Vangeli e con la destra porge il vessillo al Doge4 stante a sinistra, di fronte. La banderuola con la croce5 è volta a sinistra. Verso Il Redentore, con nimbo crociato6, seduto in trono7 di fronte. Ai lati del nimbo, IC / XC Contorno Liscio Riferimenti Montenegro 38, Gamberini 42, Paolucci 1, Papadopoli 1-2, Zub-Luciani 63[7] Zecca Venezia Riferimenti8 Tipo 89 Periodo Senza data Stato di Conservazione BB10 Rarità C Nominale 1 Grosso Materiale Ag 965 Diametro 20mm Peso 2,15g Assi 180° Note 1 E’ presente al centro del tondello, tra la mano destra del Doge e l’asta, un elemento puntiforme, probabilmente il centro del compasso 2 San Marco presenta: - sul braccio destro una croce composta da 4 globetti - sul braccio sinistro una croce composta da 4 globetti 3 Il mantello del Doge presenta: - sul lato destro 13 globetti - sul lato sinistro in alto 6 globetti - sul lato sinistro in basso 5 globetti 4 La X presenta delle gambette terminali 5 La croce è composta da 2 braccia rettilinee perpendicolari 6 Perpendicolare alla testa 7 Il trono presenta: - sulla gamba destra 4 globetti - sul montante destro 7 globetti - sulla gamba sinistra internamente 5 globetti, esternamente 4 globetti - sul montante sinistro 7 globetti 8 I tipi sono classificati secondo i segni di massaro al R/. Il sistema grafico è quello usato dal Papadopoli: i due campi superiori indicano i segni posti sotto i gomiti del Redentore, quelli inferiori i segni posti presso le gambe. 9 Segno del massaro al R/: globetto tra i piedi del Cristo e globetto affianco alla gamba destra del Cristo 10 Al D/ presenza di lieve usura nella parte centrale del tondello, in particolar modo sulle mani destre del Doge e di San Marco, presenza di incrostazioni tra ore 4 e ore 5; sul R/ presenza di lieve usura sulla capigliatura del Cristo e sulla parte sinistra della sua aureola perlinata Fin qui la descrizione, permettetemi di porvi alcune domande: 1) sul catalogo https://numismatica-italiana.lamoneta.it/moneta/W-JCO/1, vengono riportate al D/ per la legenda al contorno due varianti censite dal Papadopoli, ovvero • IA • 9TARIN • / • S • M • VENETI oppure IA • 9TARIN • / • S • M • VENETI; nel caso di questo grosso, ad una analisi anche con lente d'ingrandimento considero il punto precedente alla S posto in maniera apicale piuttosto che centrale... può quindi essere considerata una nuova variante, oppure è da consierarsi anche il mio centrale? 2) come segnato nella nota 1, sussiste questo puntino che, a ricordo di una situazione simile postata sulla discussione del Soranzo veniva spiegata come il centro del compasso... è corretto o sto vaneggiando? 3) Dal punto di vista figurativo, cosa rappresenta questo elemento sotto al trono affianco alla gamba sinistra dello stesso??? Possono variare i globetti anche qui? 4) sullo stato conservativo mi son tenuto sul BB per i "difetti" indicati in nota 10 (sempre che siano incrostazioni, intanto la moneta sta facendo un bagnetto in acqua demineralizzata) ... può starci secondo voi, anche se, devo ammettere, che soprattutto il rilievo del trono del Cristo è considerevole (almeno a mio giudizio)? Ecco, scusate il mio fiume di parole, e la mia filippica esplicativa per questa moneta... Ma era veramente tanta la voglia di tornare a scrivere qui e condividere un grosso veneziano con voi. Grazie anticipatamente per chi vorrà rispondere Mattia Ps: E scusatemi ancora per il pistolotto post-depressivo iniziale
  18. Gallienus

    500 lire caravelle ...ibrida

    Questa obiezione rivolta a me risulta particolarmente divertente visto che sono professore di letteratura. Tuttavia, qui non stiamo parlando di un'opera letteraria ma di un testo scientifico (per quanto divulgativo). Preferiresti che il tuo medico avesse studiato medicina su un testo del 2000 o su uno del 1800?
  19. Gallienus

    2 euro rarità R2

    Bravissimo: anch'io cerco la rarità. Quello che gli altri ti dicevano è che la rarità non si trova negli euro, dove anche se vai a pescare il più raro che esista basta aprire il portafogli per averlo in qualsiasi momento - e si tratta comunque di rarità costruite a tavolino, a fini speculativi. Prendendo monete più antiche (non certo le sterline d'oro, per le quali vale lo stesso discorso degli euro), troverai molti pezzi coniati in meno di 1000 esemplari, e dei quali magari ne sono sopravvissuti solo una decina. O, andando proprio sulle monete antiche, ti capiterà di trovare pezzi sconosciuti, non presenti nemmeno sui cataloghi (chi colleziona romane imperiali si sarà imbattuto qualche volta nei not-in-RIC), e li porterai a casa per una manciata di euro (io ho pagato 3 euro un minimo inedito del IV secolo). Quella sarà la VERA rarità, una rarità che viene dalla Storia, e non dalla speculazione. Ovviamente poi ognuno colleziona ciò che vuole: gli amici più esperti di prima ti mettevano solo in guardia dallo spendere cifre importanti per gli euro perché solitamente poi quando si acquisisce più esperienza ci se ne pente, e recuperare le somme spese è molto difficile.
  20. C'é uno scritto di Solone Ambrosoli che lamentava che i giovani non erano più interessati alla Numismatica e che quindi quest'ultima era destinata a scomparire. Era la fine dell'ottocento... Arka Diligite iustitiam
  21. numa numa

    Collezioni Decadute ed Emergenti

    Ciao Giuseppe il quesito che poni e’ interessante e la tua giovane età ne amplifica la portata. Ci sono collezioni di moda ( vedi il Regno), spinte molto dai commercianti perche facili da realizzare, significative storicamente, e soprattutto con tanto materiale da scambiare. Immagina una collezione di monete Axumite che sono gia’ pochissime e difficili da reperire: non potrebbe mai diventare di moda. L’importanza di una collezione, a differenza di quello che pensano molti, non e’ la sua vastità bensi la profondità che è data da quanto la si studia ed approfondisce. Non esistono collezioni meglio di altre . Una collezione di monete dei Cavalieri di Rodi puo’ essere fatta con criteri ed esemplari eccellenti e rappresentare un valore culturale, storico, numismatico e a volte anche materiale superiore alla classica collezione del Regno. la collezione la fa il collezionista non le monete bensi le sue scelte.
  22. @Ledzeppelin81, Angelo condivido la mia Piastra del 1802 Aggiungerò in seguito foto del taglio e peso, ora mi è impossibile. Saluti e condividete le vostre Napoletane.
  23. Adelchi66

    SI Decadramma di siracusa

    Scusate se mi intrometto, ma oggi ho visitato il medagliere di Siracusa e forse qualche foto di originali non farà male... Premetto che sono ancora sconvolto dalla bellezza di queste monete, non voglio dilungarmi in aggettivi stucchevoli ma il vederle dal vero è tutta un'altra cosa. Ulteriore premessa :il monetiere è estremamente ben disposto, l'impressione che ne ho ricavato è stata migliore di quella avuta nel caveau di Palazzo Massimo a Roma. Posterò le foto a random non essendo la mia monetazione, il mio intento è solo quello di mostrare la bellezza racchiusa in questo scrigno. Un ringraziamento particolare va alla custode Signora Riccioli Rosalba che con passione, disponibilità e competenza si è prodigato per rendere la nostra visita più gradevole e istruttiva possibile. Purtroppo alla mia richiesta di un eventuale catalogo mi è stato risposto che è in corso di stampa Poi con calma, se vorrete, ne Posterò altre.
  24. Complimenti per le magnifiche monete @lukas1984 e @Francesco1984. Oggi RI-condivido la mia Piastra 1800, notavo al rovescio la tripla P di Planelli. Secondo voi si tratta di ribattitura o di correzione sul conio? Tralasciando la rarità dovuta alla loro conservazione..... È più rara la Piastra 1800 o 1802? Un Grazie anticipato a chi vorrà intervenire.
  25. Buonasera a tutti, È un 3 Cavalli di Ferdinando IV, ma non trovo nessuna similitudine con gli altri ritratti sulle monete. Secondo voi è un busto inedito? Grazie a chi vorrà intervenire.
  26. Salve forum, non scrivo da molto, ma ci tenevo a mostrarvi una foto che racconta la mia passione per le monete maltagliate, in questo caso la mia piccola collezioncina Siciliana in crescita, con protagonista una moneta che desideravo da molto molto tempo, uno Scudo Siciliano, Filippo III, 1611. Spero sia di vostro gradimento, saro' lieto di mostrarvi maggiori foto qualora interessati, Un caro saluto, Gasp
  27. Illyricum65

    MONETA sulle monete romane

    Buongiorno, prendo spunto da un articolo della Dott.ssa Ceci pubblicato su Archeo e di cui vi presento un ampio riassunto. Lo scritto tratta dell’iconografia di Moneta e trae spunto dall’analisi di un pregevole esemplare di AE Medaglione passato qualche mese fa in asta da NAC. Numismatica Ars Classica > Auction 114 Lot number: 835 Lot description: Diocletian, 284 – 305. Medallion circa 284-286, Æ 29.72 g. IMP C C VAL DIOCLETIANVS P F AVG Laureate, draped and cuirassed bust r. Rev. MONETA AVGG The three Monetae standing facing, heads l., holding scales and cornucopiae; at their feet, heaps of coins. C 326. Gnecchi II, 15 and pl. 125, 1. Toynbee –. Mazzini 326 (this coin). Very rare. An excellent portrait of magnificent style struck in high relief and a lovely brown tone, extremely fine / good extremely fine. Ex M&M sale 76, 1991, 911. From the Mazzini and the Pierre Bastien collections. https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=1462541&AucID=3010&Lot=835&Val=2dadd39f9c6fecaa5049ce7870cccbd0 L’iconografia si rifà a Moneta (colei che ammonisce, avverte), epiclesi attribuita a Giunone, le cui oche sacre custodite nel tempio sul Campidoglio avevano segnalato l’irruzione dei Galli di Brenno nel 396 a.C. Il tempio di Giunone Moneta sorgeva appunto sul Campidoglio laddove nel tempo vi fu la zecca di Roma: per tale motivo l’attributo MONETA indicò dapprima l’area prossima all’edificio templare e quindi la produzione del contante emesso dalla zecca stessa (oltre ai termini nummus e pecunia). La testa di Moneta compare su denari repubblicani e non è ben chiaro se rappresenti la personificazione della divinità tutelare del contante o ancora la stessa Giunone come protettrice dello stesso. Bertolami Fine Arts - ACR Auctions > E-Auction 73 Lot number: 670 Lot description: Roman Imperatorial, T. Carisius, Rome, 46 BC. AR Denarius (17mm, 4.11g, 6h). Head of Juno Moneta r. R/ Implements for coining money: anvil die with garlanded punch die above, tongs and hammer on either side; all within laurel wreath. Crawford 464/2; RBW 1614; RSC Carisia 1a. VF. https://www.coinarchives.com/a/lotviewer.php?LotID=1526605&AucID=3181&Lot=670&Val=3598230a0b6a9cae948e56c6b21d55c6 A partire da Domiziano, in seguito a una ristrutturazione e spostamento degli edifici della zecca, Moneta assume una dignità autonoma e deriva l’aspetto da AEQUITAS con bilancia e cornucopia, spesso con legenda MONETA o MONETA AUGUSTI). A partire da Commodo la figura triplica in modo da rappresentare i metalli monetali, ovvero oro, argento e bronzo. Nel caso del Medaglione in oggetto di studio, la figura centrale propone una bilancia retta da un’asta più lunga delle altre due, probabilmente a simboleggiare una maggior rilevanza nella pesatura dell’oro, forse effettuata con uno strumento più preciso e di maggior precisione; inoltre la posizione centrale fa ritenere che la posizione centrale, preminente rispetto alle altre due, indichi una posizione di importanza maggiore. Infine un particolare non comune ai tipi iconografici delle tre Moneta: ai piedi delle iconografie giace un piccolo cumulo che sta probabilmente ad indicare un gruzzoletto di monete e che doveva indicare probabilmente la ricchezza e la floridezza economica romana. Ciao Illyricum
  28. Buonasera a tutti, volevo mostrarvi una piccola curiosità... L'altro giorno ho aiutato un mio amico a liberare la vecchia casa di suo zio, sul fondo di un'antica cassapanca ho trovato un piccolo borsello che si è disintegrato nelle mie mani... Conteneva: Un 5 lire aquilino 1927 Un buono da 2 lire 1923 Due 10 centesimi Ape 1923/1930 Tre 5 centesimi spiga '24 '29 '31 Vi erano conservate anche alcune fatture coeve, molto interessanti per i riferimenti dei prezzi degli anni '30 È stato un po' come aprire una capsula del tempo... Emozionante!!!
  29. giuseppe ballauri

    2 euro rarità R2

    Sante parole! Quanti di noi hanno intere scatole di Commemorative della Repubblica, San Marino, Vaticano, coniate per collezionisti e chiuse nella plastica ? Monete senza storia che nessuno vuole più. Comunque l'importante è avvicinarsi alla Numismatica. E' un passaggio quasi obbligatorio cominciare con le monete che vedi tutti i giorni. Dopo un pò di tempo di solito o si abbandona ( e spero non sia il tuo caso ), oppure si fa come i salmoni... si risale la corrente e si scoprono altri ambienti più stimolanti. Ciao e comunque non smettere di collezionare monete,
  30. Cari amici sperando abbiate trascorso ottime vacanze torno oggi a condividere con Voi le mie affezionate amiche monete del Regno. E riprendo con un pezzo forte. Questa è un motivo di orgoglio per me ed è in collezione da tempo immemore. L’ho fatta periziare e chiudere da Montenegro lo scorso anno, non perché nutrissi dubbi sull’autenticità, visto che da sempre faceva parte dei pezzi da novanta della raccolta di famiglia, ma perché volevo avere un parere sulla sua conservazione. Ricordo che il mio babbo diceva che era stata acquistata da mio nonno negli anni Cinquanta da un deputato romano la cui moglie l’aveva improvvidamente lavata con acqua e sapone, anche se non in modo deturpante. Vi assicuro che questa patina l’ha assunta negli ultimi venti anni circa. Questa tipologia monetale è accreditata di una coniazione limitata a cento pezzi, ma io concordo con i cataloghi i cui autori affermano che siano di più, perché appare di frequente in asta. A Voi la parola e ancora un caro saluto a tutto il Forum
  31. Buongiorno a tutti, Altro nominale del 1802 è il 6 Tornesi, difficile da trovare in buona conservazione e senza difetti di conio. Condivido il mio esemplare, spatinato ( non sono stato io) e con corrosione al dritto sul volto di Ferdinando IV.
  32. Come sempre quando si tocca l'argomento FDC si scaldano gli animi. Fortunatamente ognuno colleziona ciò che vuole: non è certo un problema per me se uno colleziona solo alte conservazioni, anzi: vuol dire che c'è un concorrente in meno sui pezzi di mio interesse. Dal momento che non acquisto per investimento, non ho necessità di rivendere i miei pezzi e non ho figli, e di conseguenza la mia collezione con tutta probabilità quando passerò a miglior vita sarà lasciata in donazione a qualche ente, posso permettermi il grande privilegio di acquistare senza l'assillo di dover recuperare ciò che spendo. Certo se così non fosse sarei meno sereno, dal momento che è evidente, se si segue con attenzione il mercato, che la tendenza è quella di un radicale sbilanciamento sulle massime conservazioni, almeno per la monetazione contemporanea. Continuo a pensare che ciò sia un peccato, ma d'altra parte questo vuole la massa: un pezzo BB/SPL è "da sostituire con uno migliore", come si legge spesso su forum e social network. Per me invece saranno sempre meglio due monete BB che una FDC: forse non per il portafoglio ma certamente per la gioia dello spirito.
  33. Se la numismatica è, cito dall'Enciclopedia Treccani, "Disciplina che studia la moneta in tutti i suoi aspetti (tecnici, metallografici, metrologici, artistici, epigrafici, legislativi ecc.) e nei suoi rapporti con la cultura, l’arte e l’economia" allora le riproduzioni, che monete non sono, non hanno nulla a che vedere con la numismatica. Ciò non toglie che sia legittimo collezionarle, a patto che lo si faccia con la consapevolezza di quello che si sta facendo, che è semplice collezionismo, e non numismatica. petronius
  34. Vediamo se ho capito bene. Tu fai queste domande perché evidentemente non conosci questa materia. D'altronde hai una "teoria" che risolve un caso relativo alla materia stessa. Io mi compiaccio della tua presenza sul forum Sherlock. Le tue doti divinatorie potranno essere utili in molti casi oppure la "verità" ti permea solo in campo numismatico. Forse sei iscritto anche in un forum di medici? Aiuti anche loro con le tue teorie? Ma le occasioni per tacere ti è mai capitato di coglierle? In ogni caso il mistero è uno solo. Ci sei o ci fai? Con stima del tutto assente ti porgo i miei saluti. Ps. Su Facebook è più facile che qualcuno ti dia retta. Prova col gruppo dei terrapiattisti.
  35. Taglio: 2 Euro CC Nazione: Grecia Anno: 2014 B Tiratura: 750'000 Condizioni: BB Città: Pavia (PV)
  36. Nel libro "Appunti numismatici 2019" edito dal circolo numismatico romano laziale, ho pubblicato un mio lavoro relativo alla moneta da un grano coniata in Sicilia. Allego la pagina iniziale e quelle relative alla moneta da un grano coniata nel 1719 da Vittorio Amedeo II Dove scrivo che la moneta datata 1719 è stata coniata dai piemontesi a Siracusa. La fattura grossolana è dovuta al fatto che sia il conio e sia la moneta sono stati realizzati con mezzi di fortuna. Chi ci suggerisce questa chiave di lettura? Antonino Della Rovere su Memorie storiche ed economiche sopra la moneta bassa di Sicilia del 1814. Allego le pagine del libro dove Della Rovere scrive su questa moneta Per me la moneta è autentica Antonio
  37. Ogni tanto torno per farvi vedere qualche nuovo acquisto...oggi vi presento il mio primo Scudo collo lungo, per le foto già sapete [emoji23].
  38. Dopo il Chianti classico "Novecento" della cantina Dievole, per chi se lo fosse perso allego la vecchia discussione, ecco una nuova testimonianza di numismatica enologica. Il Grosso Massano dell'azienda agricola "Le Sedici" Si tratta di un Sangiovese in purezza al 100% vinificato in acciaio ed affinato 12 mesi in bottiglia. L'azienda, utilizza l'immagine di un Grosso Massano in ricordo di questa moneta coniata dal 1317 a Massa Marittima, sede della cantina. L'immagine utilizzata dall'azienda agricola su alcune delle loro bottiglie. Un breve cenno sulla storia di questa moneta: " A Massa venivano battute e circolavano due monete d'argento: "il Grosso da venti denari e il Grossetto da sei denari. Il valore simbolico di queste monete è accresciuto dalla considerazione che esse erano prodotte con l'argento che si estraeva dalle miniere della stessa Repubblica Massana. A poca distanza dal Palazzo del Podestà (sede dell'attuale Museo Archeologico), nella via un tempo denominata "dei Cavalieri", oggi Norma Parenti, c'è il Palazzetto della Zecca, dove queste monete furono battute." ...salute
  39. Massaro Dario Zusto, ricordato da tutte le maggiori pubblicazioni numismatiche solo per i grossetti. [emoji6]
  40. Corsodinazione

    Quartarola...

    Buongiorno à tutti... pongo questa scoperta domenica... In corsica soprana.... Mi pare una quartarola dei secondo périodo....peso 0,88 8mm....monetario F... gracie per un ritorno.... paolo
  41. Corsodinazione

    Quartarola...

    Ecco la seconde
  42. Spero di poter dare il mio piccolo contributo con questo mio grosso di Giovanni Soranzo del tipo 1, di cui evidenzio alcune particolarità (non vi annoieró con la scheda di catalogazione, giuro ). Al D/ - stendardo con Leone in moeca (dritta del buon @fabry61); - legenda al contorno quasi senza interpunzione, difatti, per quanto sia un tondello abbastanza vissuto, leggo IOSUPANTIO [P “barrata]; • S M VENETI - su San Marco, Croce del braccio destro composta da barrette perpendicolari fra loro mentre Croce sul braccio sinistro composto da 4 globetti; Al R/ non ci facciamo mancare una bella ribattitura verso destra, come si può notare dal raddoppio della porzione sinistra dell’aureola del Cristo e della ripetizione, per metà, dei globetti della gamba destra del trono, della veste e della gamba destra del Cristo, e di conseguenza alla mancanza di parte della parte esterna della gamba sinistra del trono e di uno dei tre globetti del bracciolo sinistro.
  43. Molti giovani collezionisti e appassionati di numismatica hanno poche disponibilità economiche. Ma collezionare bronzetti imperiali romani o antoniniani non mi sembra troppo costoso. Molte monete medievali dell'area triveneta costano poche decine di € ( parlo di loro perché sono delle mie zone ). Pezzi minori degli stati preunitari di casa Savoia o dei Borboni o degli stati pontifici ce ne sono sul mercato a prezzo accessibile anche a chi ha basse disponibilità. Chiaramente un giovane di quelli di cui si parla non può pensare di comprare un aureo , una doppia d'oro dei Savoia, un 30 ducati di Napoli o una piastra papale R2 tutte almeno SPL ogni 2 mesi.... Però all'interno del vastissimo mondo del collezionismo numismatico c'è molto da collezionare senza spendere cifre astronomiche.
  44. El Chupacabra

    20 lire 1927 anno V

    Bella. Ti faccio vedere la mia...
  45. numa numa

    Collezioni Decadute ed Emergenti

    Te lo spiego subito caro Arka non vengono aumentati i falsi. si immettono sul mercato monete belle, ben conservatr, accattivanti a prezzi - giarda un po’ - molto appetibili. Cominciano a circolare Agyrion, Tauromenion, e altri bellissimi bronzi di zecche ricercate in condizioni ottime e che non comandano prezzi da Abecassis. La gente e’ un po’ incredula ma poi vede che questo materiale viene venduto da primarie case tedesche ( soprattutto) e anche negozi on line comunque co un certo nome. Qualche collezionista ingolosito si lancia e li per li e’ felice . Puo’ mettere in collezione pezzi che prima doveva aspettare che arrivassero quelli della Virzi o della Strozzi per avere quella qualità e a che prezzi poi. Si va avsnti. Il collezionista tedesco - diligentissimo - mette in rete la sua raccolta. Pero’ niente male - altri cominciano a sbavare e compulsano cataloghi per vedere se riescono a trovare monete simili e soprattutto a quei prezzi. Le fucine degli artisti siciliano producono a tutto spiano. Il matetiale viene offerto a chi fa grossi volumi e non ha problemi a venderle ( ottime le case tedesche). Il giro è innescato. al culmine uno dprovveduto collezionista sicikiano decide di cedere la sua collezione di bronzi. E’ un gran misto di originali ( di gran gusto) bronzi restaurati e - tante - patacche da lui comprate prr buone attraverso i grandi artisti siculi ( peccato non aver avuto i Maestri ‘firmanti’ anche qui). il mercato delle patacche non potrebbe andare meglio. noi poveri illusi continuiamo a segnalare ai varie Kuenker, busso, gorny etc. Qualche pezzo viene ritirato dopo lunghissimi scambi anche quando e’ palesemente falso. Il Forum svolge un’azione lodevolissima con esperti segugi che scovano e segnalano falsi a tutto spiano per la salvaguardia dei collezionisti ( una menzione particolare va a @skubydu tra inpiu’ attivi e preparati in questo ambito. intanto al culmine di questa girandola il castello comincia s mostrare le prime crepe: il collezionista tedesco che aveva messo orgogliosamente tutto in rete e sveva comprato tutto o quasi tramite aste di nome scopre che gran parte della sua collezione è un ammasso di patacche ( inclusa ina Lopadousa che fieramente mi aveva sottoposto aspettandosi un elogio). Il poveretto cade in mezza depressione. Nelle aste qualcuno comincia a chiedersi perche bronzi rarissimi realizzano 1/10 degki analoghi esemplari ex Virzi ( questi si buoni). Si arriva allo stato attuale: tanto materiale fasullo - fomentato inizialmente dall’offerta degli artisti siculi piazzata molto intelligentemente) che continua a girare. Ormai è talmente tanto che risulterebbe difficile anche ritirarlo/ con realizzi sempre piu striminziti. Il msteriale buono e se pure di grande qualita’ con pedigrre illustre vola ( nac ha veduto una litra in bronzo a 12.000 solomla scorsa primavera) e i collezionisti meno accorti - vero parco buoi - ristagnano, qualcuno leccandosi ke ferite, sltri disgustati abbandonando, altri dopo attenta riflessione si spostano su materiale buono - meno monete na sicure. Evoluzione prossima ?.. ecco adesso e’ piu’ chiaro come un’offera sapientemente piazzata e’ in grado di creare la propria domanda? Magari forse non di sostenerla a lungo ma certamente di svilupparla si con l’aiuto consapevole o meno di alcuni operatori di mercato.
  46. Come promesso, La treccia a rilievo della 1802 Il peso della Piastra è di 27, 40 grammi.
  47. Adelchi66

    SI Decadramma di siracusa

    E allora beccatevi questa!
  48. Taglio: 2 € Nazione: Italia Anno: 2019 Tiratura:? Condizioni: SPL Città: Pontinia (LT) Note : news
  49. Ciao Giovanni. Per la mia esperienza si riscontrano lievi differenze sugli esemplari, perlopiù io li ho notati sulla (de)centratura della moneta, probabilmente per gli aggiustamenti meccanici produttivi. I puntini sulla guancia in effetti si trovano su più esemplari, ma bisognerebbe effettuare uno studio serio in merito, con misure esatte, essendo una moneta che tende a fare "buchi" da "ruggine" molto facilmente in superficie. La M che nomini é conseguenza a mio avviso proprio delle lievi differenze di centratura di cui sopra. Tral'altro, in conseguenza a questo problemino tecnico, con ogni probabilità non voluto, é stata resa difficile la vita alla prodfuzione dei falsari tanto da dare un punto di riferimento chiaro anche ai neofiti per l'individuazione della maggior parte dei falsi. La "L" in firma é un difetto conosciuto ed in effetti é curioso come questo sia presente sulla stragrande maggioranza degli esemplari esistenti e non solo in una delle mandate produttive come sarebbe più lecito aspettarsi in caso di "incoveniente" tecnico. L'esemplare postato in topic é ben lungi da essere splendido, come vedi tu da solo, e non sono certo i due microcolpetti al ciglio ad abbassarne la conservazione, ma l'assenza di lustro sulla maggiorparte della superficie, tranne che in parte in mezzo alla legenda, e le chiare zone d'usura presenti e ben visibili sul filo dell'elmo, sullo zigomo del leone e parte della criniera, sul baffo, sulla base del fascio e sulle lettere romane: che sono i rilievi più alti della moneta.
  50. gcs

    10 Lire "1957"

    Se l'avesse avuta un'utente del forum molto attivo in questo periodo avrebbe detto che è di sicuro un 1957 R6 e che tutti noi non capiamo nulla di numismatica
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