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  1. Buonasera a tutti, Quattro tondelli... Tre regnanti, 13 anni di Storia del Regno di Napoli e delle Due Sicilie. E quanta abilità incisoria in pochi millimetri di diametro!
  2. ACERBONI GABRIELLA

    lettera di scuse

    Buon giorno a tutti. Credo di essere nella sezione giusta. Rileggendo delle discussioni , le mie prime, risalenti al mese di aprile , mi sono accorta di avere saltuariamente usato il carattere maiuscolo .Non conoscevo il significato dell'uso del maiuscolo, indicato anche nella apposita sezione.Molto banalmente quando scrivo senza occhiali tendo ad usare caratteri più chiari(come chi non sente quando parla grida) . Il mio intervento quindi è per chiedere scusa dell'errore commesso sperando di non avere urtato nessuno. Cordialità GABRIELLA.
  3. Torno su questo forum dopo molto tempo per una moneta che non mi aspettavo davvero di trovare. Mi sono andato a prendere due birre all'ultima ora questa sera al supermercato vicino a casa, e mi sono messo in coda ad un quarto d'ora dallo scadere del limite per la vendita di alcolici. Coda infinita, penso che non ce la farò. Ad un certo punto aprono un'altra cassa, ma è dura lo stesso. Vedo però che alla prima cassa la coda si accorcia velocemente e non ci va nessuno, mi guardo un poco intorno e allora ci vado io. Pago, il cassiere mi chiede se ho della moneta, controllo, niente. Prendo il resto e metto in tasca. Arrivo a casa, birra in freezer. Metto le chiavi nel cestino, e svogliatamente do la solita occhiata ai resti. C'è un 5 centesimi lucido, penso che magari è un Italia 2020 e lo giro svogliatamente. Taglio: 5 centesimi Nazione: Città del Vaticano Anno: 2008 Tiratura: 6.400 (*) Emesse in una busta regalata ai dipendenti del Vaticano Condizioni: BB Località: Gallarate (VA)
  4. Buonasera a tutti i cari amici del forum, torno ad aprire una discussione dopo quasi due anni dall’ultima volta. Mi ero un pochino allontanato dalla mia cara collezione ma ora, complici alcuni eventi che mi sono accaduti ho deciso di riprenderla e non lasciarla più ehehe Ma veniamo a noi, qualche giorno fa avevo annunciato in un altro topic che avrei aperto una discussione per discutere pareri e considerazioni sull’ultima moneta aggiunta in collezione. 120 grana 1825, Francesco I Primo anno che aggiungo di questo regnante, piastra presa per un dritto fuori dal comune secondo me. Trovo difatti raro vedere così bene l’espressione del sovrano, o ad esempio l’orecchio e la capigliatura così ben definiti anche in esemplari un pelo più alti. La moneta dal vivo presenta una freschezza nei campi che non mi aspettavo, e che con le prime foto (le trovate nella discussione “le più belle delle nostre collezioni”) sono certo di non aver inquadrato, mentre stavolta credo di riuscire a farli vedere anche a voi. (la foto del rovescio fatta sul velluto è ahimè uscita sfocata, ne posto una fatta ieri sulla sua bustina) Veniamo ora ad una questione più annosa, il venditore non si è espresso sul grading, ed io l’ho comprata come un buon BB. Una volta arrivata come detto ne sono stato decisamente sorpreso. Ma ora lascio la parola a voi su questo 😜 Riempiamo un poco la discussione di piastre di Francesco I, voglio vedere anche le vostre
  5. Buonasera a tutti, è da tempo che penso ad una discussione nella quale ognuno possa portare la testimonianza di un fatto, dei resti di un manufatto antico, di come si presentava, di come si presenta in questo momento, della sua collocazione geografica, della sua storia, dei racconti dei nostri vecchi, della loro visione, del loro sapere. Del motivo della loro costruzione e scelta della posizione, di quali monete fossero in uso durante i suoi fasti. Sicuramente molte cose sono già state scritte, e molto più precise di quelle che potremmo riportare noi, ma il Forum credo non debba essere solo un posto dove dare indicazioni in merito alla bibliografia, o rimandi ad altro, ma un posto dove raccontarsi le cose, dove ognuno a sorpresa potrebbe aggiungere un qualcosa di nuovo, e perché no, inedito. Premetto che sono molto interessato a tutto quello che è riconducibile al castello medioevale e alle torri di avvistamento Saracene di molto anteriori. Nelle mie battute di archeologia urbana, vado alla ricerca di segni della loro presenza, siano esse ben visibili o inglobate nel tessuto urbano, fin qui tutto ok, quello che mi dispiace è quando sono solo un ammasso di blocchi e materiale frammentario. Qualche domenica fa, appena dopo il lock down, mi sono recato ai confini tra Campania e Lazio, alla foce del Garigliano, poco distante dal ponte Borbonico e sulla sponda opposta al Teatro Romano di Minturno, devo dire che ci sono sempre passato negli anni ma mai fermato nel punto dove sorgeva la Torre di Pandolfo Capodiferro, la Torre faceva parte di una serie di torri di Avvistamento Saracene che dalle coste via via si estendevano fino ai centri abitati limitrofi, ne troviamo tantissime dalle coste del Lazio alla punta della nostra penisola e oltre, ho avuto il piacere di vederne più di una a partire da Taranto a Sperlonga (LT) passando per la costa Tirrenica della Calabria e della Campania (perdonatemi eventuali errori geografici). 😊 Riporto una breve nota sulla Figura di Pandolfo Capodiferro, presa in prestito dal Web. Pandolfo I, chiamato Testa di Ferro, Testaferrata o Capodiferro (... – marzo 981), fu principe di Benevento e Capua dal 943 al 981 e principe di Salerno dal 978. Ebbe un ruolo fondamentale nella guerra scoppiata contro bizantini e musulmani per il controllo del Mezzogiorno nei secoli successivi alla caduta dell'autorità longobarda e carolingia sulla Penisola. Fino alla morte, avvenuta nel marzo del 981, Pandolfo stabilì il proprio dominio su quasi tutto il mezzogiorno d'Italia, ricostituendo per la prima ed ultima volta dopo il capitolare dell'851 l'unità dell'antica Langobardia Minor. Questo il contesto Storico, ora vediamo come si presentava la Torre. Posto una stampa dove si vede bene come si presentava poco prima della fine del secondo conflitto mondiale, e subito dopo un restauro. Posto poi foto fatte da me dove purtroppo vedrete le sole macerie ed il degrado in cui versa oggi. Intanto vediamo la scelta del posto e l'utilità di questa Torre, il posto è strategico, alla foce del Fiume Garigliano, se non sbaglio anticamente Liri, dove il mare si mescola al Fiume, dove era facile accesso all'entroterra per i male intenzionati Saraceni e quanti altri avessero avuto cattive intenzioni, quindi un ottimo punto di osservazione dal quale lanciare l'allarme a tutta l'area circostante tramite un tam tam di segnalazioni, fumo il giorno e fuoco la sera che di torre in torre arrivava lontano, nei centri abitati, dove si aveva il tempo di organizzare la difesa e mettere al sicuro, vecchi, donne e bambini. Osservandola e leggendone la storia, riflettevo di quante altre vicende era stata testimone, una torre costruita intorno all'anno mille che era in piedi durante tanti scontri, mi viene in mente anche la famosa battaglia del garigliano del 1503, dove si affrontarono Francesi e Spagnoli, quando praticamente inizia il periodo del vicereame nel nostro meridione, e poi quando sul finire del secondo conflitto mondiale i tedeschi in ritirata lungo la linea Gustav decidono di farla saltare in aria. Leggevo che nel 1925 era sede di un museo, mi rammarica la sua condizione attuale, sarebbe bello restaurarla (so che sono stati stanziati dei fondi per la rivalutazione ) e riadibirla a Museo e renderla fruibile a tutti. La Torre era una presenza costante nei ricordi e nei racconti della mia nonna materna, il suo papà faceva il guardiano nei campi di quella zona, ricca di colture e di cacciagione, siamo agli inizi del 1900, e il mio bisnonno raccontava alla mia nonna di un Re che veniva a caccia in queste zone, dove abbondavano fagiani, quaglie ed una miriade di altri uccelli, quel re immagino fosse Vittorio Emanuele III. Come dicevo nei precedenti passaggi, sarebbe interessante vedere quali erano le monete del tempo, di quando era in funzione, io purtroppo non ne ho, ma ne ho presa una in prestito dal web, passata in un asta on line tempo fa. 😊 Trattasi di una Frazione di Follaro. Mi scuso per essermi dilungato (avrei potuto approfondire di più) mi perdonerete gli errori grammaticali e la punteggiatura, ma spero che la discussione sia di vostro gradimento, e vi invito a partecipare. Saluti Alberto
  6. Buona Domenica a tutti. Arrivato in collezione un altro 2 grana del 1810 ( e siamo a 5!). Sto giro è entrata a far parte della famigliola, la variante con solo stelle in legenda sia al dritto che al rovescio. D/ GIOACCHINO NAPOLEONE RE DEL* DUE SICI* R/ PRIN* E GRAND'AMMI* DI FRAN* La moneta è davvero gradevole e la conservazione è superiore alla media...come la giudicate? In ogni caso spero di fare cosa gradita agli amanti del buon murat condividendo questo bel pezzetto di rame carico di storia. Saluti.
  7. Oggi voglio condividere un nominale per Ferdinando I che non si vede spesso: La mezza Piastra del 1818 nelle due grandezze di Busto conosciute : Grande e piccolo. MAGLIOCCA 446 e MAGLIOCCA 447. Un caro saluto a tutti Augurandovi una buona domenica. Rocco.
  8. Il trattato di Firenze del 1557 e la successiva pace di Cateau-Cambrésis del 1559, che ponevano termine alla lunga guerra fra gli Asburgo e i Valois, videro, nella stesura dei nuovi confini degli Stati, la costituzione, su ex possedimenti della Repubblica di Siena, dello Stato dei Presìdi, una piccola entità territoriale comprendente Orbetello, Porto Ercole, Porto S. Stefano, Talamone e, dal 1603, Porto Longone (l’odierno Porto Azzurro dell’Isola d’Elba), che il re Filippo II di Spagna volle riservarsi per il controllo navale della costa tirrenica e per garantire approdi sicuri alle sue navi. Dominio diretto della corona spagnola, il piccolo Stato fu affidato per l’amministrazione al viceré di Napoli. Al periodo della dominazione spagnola si deve un forte sviluppo delle strutture e delle fortificazioni militari nel territorio sopravvissute fino ai nostri giorni. La dominazione spagnola fu interrotta nel trentennio 1707-1737, anni delle guerre di successione austriaca e polacca, che videro la momentanea sovranità austriaca. Quando Carlo di Borbone si impadronì del Regno di Napoli, anche i Presìdi passarono sotto la corona borbonica (1738), seguendone le sorti fino al 1801, anno dell’invasione napoleonica dell’Etruria. Il trattato di Versailles del 1815 sancì l’annessione dell’ex Stato dei Presìdi al Granducato di Toscana dei Lorena. Sotto Ferdinando IV di Borbone fu battuta l’unica monetazione destinata al piccolo dominio toscano. Essendo un territorio di limitate dimensioni, crocevia di commerci e di genti, al confine fra il Granducato e lo Stato Pontificio, vi circolavano monete di varie zecche e di diverse unità di misura, creando gran confusione e difficoltà nei ragguagli. Le monete napoletana e romana la facevano da padrone, la prima per ragioni politiche e finanziarie, in quanto moneta “ufficiale”, la seconda per gli scambi e i rapporti commerciali con gli abitanti delle viciniori province laziali di Roma e di Viterbo. La documentata circolazione di valuta genovese, spagnola, napoletana, toscana, pontificia è indice di un’intensa attività commerciale e produttiva in Orbetello e dintorni. Ma se il ducato romano e napoletano costituivano le monete di riferimento per il commercio all’ingrosso e gli affari finanziari, tra il popolino si faceva di conto con la lira toscana e i suoi derivati. I pezzi più piccoli (aliquote di soldi e denari) erano molto usati nella vendita al minuto di merci dell’uso quotidiano. Se ne deduce che questo settore fosse predominio dei mercanti toscani, con un fitto interscambio con i Presìdi fatto di esportazione di prodotti agricoli, legna, carbone, pesce fresco e salato. Per questi motivi a Napoli si ritenne opportuno battere i pezzi in rame per i Reali Presìdi secondo il sistema monetario toscano e non quello napoletano. Ferdinando IV di Borbone, in tre diverse emissioni (1782, 1791 e 1798) fece coniare questo quattrino del medesimo valore dell’ordinario in corso nel Regno, pari alla 400esima parte di un ducato. Nei tagli di quattro, due e un quattrino, i pesi erano dunque rispettivamente identici alle monete da un grano, da un tornese e da tre cavalli circolanti nel Regno di Napoli. La serie dei quattrini coniata per i Reali Presidi vede come costante al diritto dei tre nominali il profilo di Ferdinando IV di Borbone volto a destra, lungo il bordo l’iscrizione Ferdinando IV per grazia di Dio Re delle Due Sicilie e in basso la sigla P (1 e 2 quattrini) o B P (4 quattrini) quale firma dell’incisore Bernardo Perger per la serie del 1782, mentre la P o D P delle emissioni del 1791 e 1798 sono riferite ovviamente al figlio Domenico, essendo Bernardo morto nel 1786. Il rovescio presenta in alto la corona reale sovrastante la scritta REALI PRESIDII, il nominale QVATTRINI, il valore espresso in numeri romani inserito tra le cifre arabe dell’anno di emissione. Solo nei pezzi da 4 quattrini le iscrizioni del rovescio sono circondate da due rami di lauro legati in basso da un fiocco. Ai lati della corona compaiono le iniziali dei direttori della zecca: C. C. per il Cesare Coppola (emissioni del 1782) in carica fino al 1790; A. P. sono le iniziali di Antonio Planelli (emissioni del 1791) mentre la sigla R. C., impressa sui nominali del 1798, designa la Regia Corte, ovvero la monetazione battuta a benefizio della Corte ed in particolare della regina Maria Carolina. Particolari rarità di questa monetazione sono due esemplari di 4 quattrini 1782, l’uno ribattuto su una prova in rame del 6 ducati di Carlo III, attestato dal CNI, e l’altro ribattuto su un grano del 1719 di Carlo VI d’Asburgo, inedito e, infine, un esemplare di 4 quattrini 1798 ribattuto su un grano da 12 cavalli di Ferdinando IV (mai apparso).
  9. Buongiorno a tutti amici, Voglio condividere con voi la questa mi mezza piastra 1792 orecchio coperto a cui tengo particolarmente. Saluti a tutti. Raffaele.
  10. Buon sabato a tutta la sezione, contribuisco alla discussione postando la mia soli reduci del “1” tipo o conio...! Buon fine settimana a tutti e complimenti per tutto ciò che postate e scrivete...
  11. Unico caso in tutta la produzione di Piastre e mezze piastre dal 1831 al 1859, Il sottocorona rigato nella 1838 "variante" abbastanza rara da mettere in Collezione. Fu una prova di incisione rimasta incompleta, dato che se ne conosce una variante di conio ( di sicuro successivamente modificata ) con punteggiatura? Cosa ne pensate
  12. Tentare di ricostruire il volto di Augusto attraverso l'espressione artistica del tempo, statue, monete etc, e pensare di trarne una immagine realistica, significa non aver mai studiato la storia dell'arte antica.... Demenziale... Scusate, ma è roba da focus al massimo....
  13. Buongiorno a tutti, ogni tanto faccio delle prove fotografiche, foto di gruppo, ecco un allegro gruppetto. 😊 Saluti Alberto
  14. Dopo tanti anni sono solamente otto i pezzi che sono riuscito a raggruppare : 1832 / 1836 /1838 /1844 / 1848 /1849 /1854 / 1854
  15. https://coinweek.com/ancient-coins/ans-archives-roman-republican-die-project-online/ La ANS (American Numismatic Society) ha reso pubblico inserendolo nei propri cataloghi lo studio sui conii delle monete romane repubblicane condotto per decenni da Richard Schaefer, che ha riguardato circa 300.000 conii. Questo è il link al loro catalogo che accoglierà progressivamente la grande quantità di immagini e documenti http://numismatics.org/crro/. da notare per ogni moneta la mappa con i luoghi di rinvenimento.. Poi ci si chiede perché su questa branca del sapere comandano gli anglosassoni….
  16. Buongiorno, tra le mie preferite c'è questo 8 tornesi del 1797 con le sigle R.C. grandi e più ravvicinate, prossime al valore, mi ha sempre impressionato il contorno così ben riuscito e conservato e il color cioccolato di questa moneta. Saluti.
  17. Buonasera a tutti i cari amici del forum. Oggi ci tengo particolarmente a farvi vedere la mia new entry. Inizio con il dire che pur non collezionando Siciliane sono sempre stato affascinato da questo nominale, e poi qualcuno di voi ricorderà il mio debole per il Re Nasone. Con queste premesse la mia prima moneta Siciliana non poteva che essere un 12 tarì di Ferdinando III Pur collezionando Napoletane le monete Siciliane restano per me un mondo inesplorato, proprio per questo sarei curioso di sentire il parere di persone più esperte di me. Andando a memoria... @Asclepia @borbonik @Ledzeppelin81 che in qualche discussione ho visto interessati alla monetazione siciliana, e in generale chiunque voglia esprimersi sulla qualità, conservazione, difetti o quant’altro sarà ben accetto. Per iniziare vi dico che il precedente proprietario l’ha chiusa bb/Spl ma mi ha detto di essere abbastanza tirato in generale. Io sul grading non mi esprimo, ciò che però ho notato è una notevole freschezza del metallo specie al dritto, che sarò sincero mi ha stupito non poco, e che cercherò di farvi cogliere con queste foto a luce naturale. È da decidere poi se e quanto la debolezza al centro del dritto possa incidere su un eventuale giudizio; in quanto da ciò che ho capito è propria di questo millesimo. A favore di questa ipotesi c’è il fatto che è ben visibile e marcata la restante capigliatura del sovrano. Stesso discorso vale forse ancor di più per la debolezza a ore 6 o per i graffi di conio al rovescio. Parlando invece puramente del fattore emozionale la moneta in mano è davvero molto molto piacevole. Grazie in anticipo a chiunque vorrà intervenire ☺️ (p.s. Il vecchio proprietario è un utente del forum e la moneta è stata già postata da lui, vediamo se qualcuno la ricorda)
  18. Buonasera Mattia @Mattiaco solo adesso trovo un po di tempo libero per partecipare a questa singolare e piacevole discussione incominciata da te. La moneta che posterò è una delle cose più importanti che posseggo. L'ho ritrovata tra gli oggetti di mio padre che venne a mancare quando io avevo 10 anni. Ha per me quindi solo ed esclusivamente un valore affettivo, sapendo che lui la scelse, la toccò e la portò a casa. Oggi lei è tra le altre della mia raccolta, ma nel mio cuore ha un posto particolare. Un saluto affettuso, Sergio.
  19. Buongiorno ai cari amici del forum “Più belle delle nostre collezioni” Vi faccio vedere una che io metto nella mia top 3 Dovrei averla già postata nel forum due anni fa, ma recentemente ho fatto foto migliori a gran parte delle mie monete. E così anche a questo spicciolino. 4 cavalli 1804 del mio amato Ferdinando IV personalmente non ne ho mai vista una con questi rilievi e questa freschezza del metallo
  20. Buongiorno a tutta la sezione, continuo con la condivisione di un altro Grano 1637 (doppia data) per Filippo IV. Busto con corazza e simbolo del coniatore Q E tre pallini sotto lo stemma a lati dritti nel rovescio. Notate la forma del tondello, sagomato per essere portato al giusto peso.
  21. Grazie! Sembrerebbe avere il dritto migliore del R/, non solo per i rilievi ma per una brillantezza del metallo più accentuata. Confermi? Vi allego anche io la mia
  22. Buongiorno ragazzi, Filippo II Tornese con Cornucopia, doppia data. Un caro saluto, Rocco.
  23. Vi faccio un Regalo: La mia ultima "variante" di conio appena scoperta. ( sempre che nessuno l'abbia scoperta e fatta conoscere prima 😄 In questo caso chiedo scusa). Ferdinando IV Pubblica 1792 Nel rovescio 7 bacche per ogni ramo, anziché le solite 8. Mancanza voluta per "segnare" il lavoro dell'incisore. @Asclepia che te ne pare?
  24. Grazie @Rocco68 per questi tuoi piccoli gioiellini, e sono contento che si sia tornato a parlare di monete. Una cosa però mi permetto di dirla, io ho 23 anni, ovviamente non sono certo un esperto, sono soltanto un appassionato della monetazione della mia Terra, delle nostre radici culturali e socio-politiche. Penso che sia assurdo criticare una zecca che ha prodotto vere e proprie opere d’arte. D’altro canto come penso che l’utente @giacutuli sappia, abbiamo ben poche fonti riguardo al lavoro nella zecca, ma quelle che abbiamo certo non ci portano a credere che gli incisori fossero degli analfabeti o che dentro la zecca vigesse una sorta di anarchia lavorativa del “faccio come mi pare” Il tuo domandare è assolutamente lecito, farlo con modi diversi, risparmiandosi insulti verso ciò che sta intorno alle monete che collezioniamo sarebbe sicuramente visto meglio. Con ciò mi dispiace che in generale gli animi si siano scaldati. La mia di sicuro non è una “morale”, ma in questa sezione ci sono attivi grandi studiosi e grandi collezionisti, lo studio va avanti gradualmente, a meno che domani aprendo un baule non troviamo tutti i documenti che ci interessano riguardo a tale monetazione, con anche tirature e spiegazioni varie. Fin quando una cosa del genere non accadrà possiamo attenerci al lavoro e alla dedizione di chi ama davvero le monete. E passo dopo passo tante risposte verranno alla luce, così come è successo in passato, oppure ci forniranno le basi per fare ipotesi sempre più fondate. Buona serata
  25. Le reali fattezze degli imperatori romani sono state ricostruite dall’artista digitale Daniel Voshart. Voshart nel 2015 ha completato un Master in Architettura presso l'Università di Toronto, con particolare attenzione al design sostenibile e alla realtà virtuale. Ha in programma di unire le sue sensibilità spaziali ed estetiche sviluppate durante il suo periodo come direttore della fotografia alla sua carriera in architettura e in cinematografia. https://it.mashable.com/storia/3947/facce-imperatori-romani-ritratti-fotorealistici/
  26. @Litra68, ti consiglio una bella piastra 1787 dal flan ampio.... Oppure i millesimi 1792 o 1793 prima che diventino introvabili.
  27. Ciao Alberto, complimenti per la bella Piastra. Dovrebbe essere la Variante "SIGILIAR" ( G ruotata di 180° sull'asse orizzontale ) con effige del Re con naso lungo e appuntito. Ma chiedo conferma al nostro amico comune @Rocco68E' molto simile a quella che ho in collezione e che posto. Alla tua domanda rispondo che molte volte sono le monete che ti "chiamano", bisognerebbe avere una strategia e poi seguirla ma non è facile. Io ad esempio sono un "completista" colleziono ogni millesimo, salvo poi incartarmi in date molto rare che non posso permettermi. Certamente la moneta bisogna "maritarla" e non lasciarla sola, potrebbe cadere in depressione 😅 Perchè ad esempio non collezioni una Piastra per Periodo Storico? Il lungo Regno di Ferdinando IV ti dà ampia scelta. Un Caro Saluto, Beppe
  28. Buongiorno...oggi condivido questa piccolina, la prima che entra in collezione di questo regnante (che regnò poco, appena un lustro, dal 25 al 30 anno in cui morì) Variante questa con il punto sotto il busto, mi pare che sul Magliocca sia giudicata rara. Era già periziata ma è di nuovo libera, nudismo per questo pezzettino di rame😜. Graditi i vostri pareri e qualche informazione in più, io mi ero sempre fermato a FERDINANDO IV ma devo dire che mi appassiona l'idea di raccogliere il rame di "Francesco Gennaro Giuseppe Saverio Giovanni Battista" di Borbone....azz ne faceva di onomastici... attendo i vostri commenti!
  29. Lino86

    Dubbio "importante"

    Alla fine ho fatto la pazzia.....
  30. Colleziono piastre di Ferdinando IV e il perchè è dovuto ad una triste storia. 6/7 anni fà camminavo per la città in preda ad una profonda depressione. Mi ritrovai fuori alle poste centrali luogo di ritrovo di robivecchi e numismatici. Ebbene mi misi a sfogliare un album tutto sgualcito dal sole cocente e bum vedo una piastra un mb 1786 Ferdinando IV e senza sapere se falso oppure originale la acquistai ed eccomi qui a raccontare ed a fare la linguaccia a quel male chiamato depressione.
  31. ART

    lettera di scuse

    Hai utilizzato ancora una volta il carattere stampatello maiuscolo, per cui dovrai stilare un'ulteriore missiva forumistica di scuse, con un linguaggio coretto, formale e raffinato pari a quello da me adottato nel presente post.
  32. Buongiorno a tutti, intanto complimenti a Mattia, @Mattiaco, che ha aperto questa bella discussione. Per un amante del tondello, in particolar modo delle Napoletane è difficile stabilire una priorità sentimentale ed emozionale, ogni tondello ha dietro una storia, che va dalla sua nascita, al suo girovagare attraverso la storia, di mano in mano, da chi l'ha spesa, a chi l'ha ricevuta, a chi l'ha conservata con amore per poi passarla ad un altro amorevole appassionato. La mia scelta è caduta sul più piccolo dei nominali di Ferdinando IV un minuscolo ramino per il quale è stato Amore a prima vista, ed un emozione intensa poterla avere in mano e rigirarla tra le dita, per me un capolavoro, tutte le volte che posso tenerla in mano l'ammiro con tenerezza, ha un ritratto giovanile di Ferdinando IV che amo particolarmente, tanto che lo chiamo affettuosamente Nanduccio.. 😊. È il mio primo 3 Cavalli di Ferdinando IV millesimo 1792 e sono riconoscente all'amico Fraterno che prima me ne ha fatto innamorare e poi passato. Saluti Alberto
  33. E dunque inizio io, Posto questo 10 tornesi del 1819. Se avete letto qualche altro mio intervento saprete del fascino che ha su di me il volto di Ferdinando IV/I ma ovviamente non è solo questo. Trovo infatti che proprio nel 10 tornesi di questo anno la sua immagine sia particolarmente curata, molto espressiva e profonda. Di questa che vi mostro apprezzo che si vedano particolari degni di nota, tutti i capelli, il fregio della corona sia al dritto che al rovescio, lo zigomo di Ferdinando. Ma questo non è l’unico motivo per cui io ne vado orgoglioso, anzi, questo tondello è un monito per me. Ogni volta che lo guardo mi ricorda infatti di dover avere sempre occhio critico nell’osservare e nell’acquistare, e di pensare sempre con la mia di testa e non con quella del venditore. E che a volte voler fare i furbi è controproducente. So di essere stato un po’ enigmatico nell’ultima frase, ma forse non troppo 😜
  34. Dopo cotanta abbuffata di monete ispano-napoletane credo sia d'uopo inframmezzare la discussione anche con qualche bel volume sul tema, e sicuramente uno dei volumi più interessanti è il quarto fascicolo dell'opera del Cagiati sulle monete del Reame di Napoli dedicato al seicento e al primo settecento fino a Carlo VI d'Absburgo... ne possiedo un esemplare un po' particolare, non solo per la legatura, ma per le copiose annotazioni fatte dal precedente proprietario, il numismatico siciliano Adolfo Minì...
  35. El Chupacabra

    20 Lire 1936: sopravvalutata?

    Il 20 Lire 1936 è una moneta "relativamente" rara. Si trova frequentemente nelle aste e non è difficile procurarsela in negozio. Questo perché è una moneta che sì, non ha avuto una gran tiratura, ma è stata subito "tesaurizzata" non solo dai collezionisti (pochi), ma anche da chi voleva un ricordo tangibile della fondazione dell'Impero (la stragrande maggioranza). La moneta quindi, è possibile trovarla in diversi stati di conservazione: quelle ritirate dai collezionisti si trovano in ottime condizioni, quelle che, invece, sono state prese come semplice "trofeo", hanno subìto per lo più una custodia sui generis che le hanno fatte giungere fino a noi non propriamente al top. La moneta ha un prezzo "sostenuto" - a mio parere - per tre motivi: 1) bassa tiratura (10.000 esemplari); 2) rappresentatività (l'Impero); 3) unicità (è la sola della sua tipologia coniata per la circolazione). Non escludo che parte della produzione giaccia presso la Tesoreria Centrale dello Stato o presso la Zecca rientrando nel novero delle monete non in oro appena accennate nella "famigerata" nota 56. Qui sotto posto il mio esemplare:
  36. chievolan

    Sigillo con aquila

    Magari è perché la tua richiesta è fatta nella sezione sbagliata ( pesa ... c'è anche una sezione di Araldica, dove potevi rivolgerti) ? Magari perché se ne deduce che ti sei approcciato al Forum senza leggere alcuna delle informazioni che qualcuno si è dato la pena di illustrare chiaramente ? Magari perché manca una qualche formula di saluto ? Magari è per le foto ? Tanti motivi per ignorare la tua richiesta.
  37. taglio         2 euro cc paese     Monaco anno 2013 tiratura 1.226.631 condizioni bb++ città Milano
  38. Buonasera a tutti, è vero, mi sto lasciando tentare dal Viceregno, e dalla sua monetazione così varia, ma a dirla tutta avevo già dei pezzi sparsi in collezione da tantissimi anni, solo grazie al forum ho rivalutato i pezzi che avevo e se potrò ne prenderò ancora, purtroppo non riesco a seguire un filo logico, prendo le monete così come vengono, poi devo dire che l'incontro con i 9 cavalli è stato Amore a prima vista, ho letto alcune vecchie discussioni ed in alcune ho postato i miei piccoli, ricordo con piacere le discussioni di @Rocco68, di @eliodoro, i 9 cavalli di Filippo IV che ha in collezione @gennydbmoney, sono affascinato da questo nominale di cui ho 3 esemplari più un quarto (anno 1630)che è in viaggio.. 😊 Non trovate che sono graziosi fotografati insieme? Ovviamente sono più belli di come li immortalo io in foto. Saluti Alberto
  39. Come già anticipato in questa bella discussione di @Litra68 sul Viceregno, sto visionando per studio e per mio grande piacere, una Collezione di monete Calabrese. Voglio mostrarvi uno dei pezzi più rappresentativi del gruppo riguardante il rame di Filippo IV : Grano 1636 con doppia data e simbolo del coniatore 8 Osservate il Busto corazzato del Re, in questo pezzo non ha il collare del Toson d'oro ma il solo mascherone. So che non è il periodo più collezionato da molti in sezione, ma mi piacerebbe leggere i vostri commenti. Un caro saluto a tutti. Rocco.
  40. 1943 20 Centavos Messico 1943
  41. Buonasera miei cari. Come ho detto al momento mi è impossibile fare nuove foto alle mie piccole, ma proprio stamattina si è aggiunta una new entry nella mia collezione. Avevo deciso di non postarla perché volevo aprire direttamente una nuova discussione e mostrarvela con foto migliori. Ma dato che forse per fare questa cosa ci vorrà un po’ di tempo allora ve la mostro con le foto fatte stamattina appena arrivata. (Sappiate che appena potrò la inserirò ugualmente in una nuova discussione chiedendovi pareri ehehe) piastra 1825 di Francesco I Dalle foto vi assicuro non si nota una freschezza dei fondi che io stesso non mi aspettavo.
  42. MASSIMALE

    Sterline e multipli nelle nostre collezioni

    Buonasera, anche io volevo partecipare alla discussione con la presente: Sovereign 1884 M "stemmata" forse ho esagerato con il formato foto "pizza" , comunque presenta un gran lustro. Sono ben accetti opinioni e pareri. Con la speranza di far cosa gradita. Un cordiale saluto.
  43. Buonasera amici, dato che si parla del busto che più amo di Ferdinando IV, riporto a distanza di un paio di anni dall’ultima volta le foto della mia 1787. Moneta che adoro per il flan ben definito e largo, e poi presenta quel velo bianco-latte secondo me proprio di una buona conservazione. Al momento non posso farvi vedere monete nuove per cause di forza maggiore, ma tra un po’ vi mostrerò più di qualcosa di nuovo. Aspettatemi 😉
  44. Buonasera a tutti, leggevo questi ultimi post, ognuno ha la sua idea, certo che ci vuole molta pazienza, aspettare il momento e la moneta giusta. Il mio amore soprattutto per il rame e le basse conservazioni non sono un segreto, ma ogni tanto non disdegno qualche bel pezzo. Osservavo (e fotografavo o quasi al buio) la mia Piastra del 1795 di Ferdinando IV vorrei prenderle compagnia ma non riesco a decidermi, se puntare ad un millesimo in particolare oppure aspettare ancora un po'? 😊 Saluti Alberto
  45. Buonasera a tutti, complimenti Cristiano, ottimo esemplare, mi hai fatto ricordare perché amo il rame.. 😊 Faccio prendere un po' di aria anche ai miei rami. Foto non delle migliori, ma un giorno ci riuscirò 🤔 Saluti Alberto
  46. Il Vicereame è pieno di sorprese.....
  47. Discussione interessante. Credo si possa parlare con alta probabilità di falsi (anche senza esame diretto) perchè: 1) vi è un eccesso relativo di questi conii a fronte di conii molto diversificati per tutti gli altri esemplari; 2) alcuni esemplari presentano difetti ripetitivi (es. graffi) negli stessi punti (transfer-die da moneta originale segnata); 3) il fatto che alla fine Bolaffi abbia ritirato le monete, unitamente a quello che gran parte di questi esemplari è andata invenduta o è stata pochissimo contesa in asta, indica ulteriormente la loro non originalità. Non si può a priori escludere un ritrovamento di monete appena battute (dunque provenienti da pochi conii diversi), ma per esperienza so che questa è una scusa che serve spesso a dissimulare l'immissione di falsi in asta ed inoltre l'usura degli esemplari tende ad escludere questa ipotesi. Ho passato in rassegna un database con i risultati che riporto in tabella. Ho identificato 14 vendite di falsi (per 10 esemplari diversi) su 88 saluti d'oro di Carlo I d'Angiò (circa 10-15%) in circa 10 anni. Ho indicato i conii di D/ con numeri arabi, quelli di R/ con lettere maiuscole, convenzionalmente. L'identificazione dell'accoppiamento 2-A (asta Bolaffi 32) rende immediatamente falsi gli esemplari 2-B. La gran parte dei falsi sono di tipo 1-A. Provengono tutti da poche case d'asta italiane o con ascendenza italiana (Hess-Divo, che raccoglie materiale da commercianti italiani), spesso le meno accorte in quanto a competenza numismatica medioevale, suggerendo un'officina di falsi "nostrana". Bolaffi fa da padrone in questo poco onorevole campo: nell'asta 33 ha presentato ben 5 esemplari di cui 4 con il medesimo conio di D/ e R/ (possibile non sia venuto a qualcuno qualche dubbio ...); di questi esemplari falsi uno è stato venduto (n. 799) mentre uno presentava un diverso accoppiamento di conii. Tre degli invenduti sono gli stessi presentati e ritirati nell'asta 37 appena trascorsa.
  48. Buon pomeriggio a tutti, Oggi voglio condividere con voi amici questa mia piccola... Spero vi piaccia. Saluti a tutti. Raffaele.
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