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  1. Complice il PC di casa rotto proprio lo scorso weekend, non sono riuscito a preparare per tempo questa discussione, ma ci tenevo troppo a dargli avvio in concomitanza con la ricorrenza del primo anno dalla scomparsa di un grande amico virtuale. Seguirò ovviamente con altri messaggi, ma volevo intanto dirvi che il senso di questa discussione è quello di ricordare Mark, tramite i ricordi personali di ognuno di noi e le monete che erano la sua e la nostra grande passione comune. Pertanto l'invito è quello a partecipare, con grande libertà, nel modo che riterrete più opportuno. Preciso che apro questa discussione in sezione Monete Estere perchè Mark è stato per tanti anni uno dei Curatori di questa sezione e proprio qui era più assiduo, sono sicuro che gli avrebbe fatto piacere. Per ora vi saluto con la foto di un umile 10 lire Spighe (che, forse lo ricorderete, era stata scelta come foto profilo da Mark qui sul Forum) ed una bella citazione di Arthur Schopenhauer. "Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v'è qualcosa che è solo suo , e che va perduto per sempre."
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  2. C'è un motivo per cui questa discussione inizia proprio oggi. Esattamente un anno fa, il 14 giugno 2020, il forum perdeva un caro amico, Mark M. Peters, da tutti conosciuto come @villa66 Vorrei ricordarlo dedicandogli questa discussione su una delle monete più iconiche del suo paese, un piccolo gesto per una grande persona che sarà sempre nei nostri cuori
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  3. Carissim* vi segnalo la prossima apertura a Genova della mostra “Il Re Denaro. Le monete raccontano Genova fra arte, lusso e parsimonia” . La mostra a cura di Anna Orlando e Guido Rossi, aprirà al pubblico da Giovedì 27 Maggio a Domenica 12 Dicembre 2021. L'esposizione tematica principale è allestita presso il Palazzo della Meridiana (https://www.palazzodellameridiana.it/ ), con rimandi ad altre opere nelle esposizioni permanenti dei vicini Musei di Strada Nuova. La sottoscritta con Daniele Ricci ha curato l'esposizione, le schede di catalogo e i saggi relativi alla monetazione di Genova tra il Medioevo e gli inizi dell'Ottocento, mentre Guido Rossi si è occupato delle monete e delle medaglie del XIX secolo tra le quali una bella selezione di marenghi. Non mancano inoltre delle belle medaglie anche per l'età moderna e per il periodo napoleonico, oltre ad uno dei primi sigilli del Comune di Genova. Per alcune monete selezionate sono state messe a punto delle originali vetrine interattive: tramite dei sensori, quando il visitatore si avvicinerà alla vetrina, gli espositori cominceranno a ruotare in modo da far vedere entrambe le facce della moneta. Inoltre saranno disponibili informazioni supplementari sulle monete e sulle storie che esse raccontano grazie a dispositivi digitali: https://www.facebook.com/museidigenova/photos/pcb.1642628622589225/1642626035922817/ Le monete inoltre sono poste a dialogo con altri intressanti documenti e splendide opere che ripercorrono la storia di Genova, delle sue istituzioni e della sua società dai primi secoli del Medioevo sino alla fine dell'Ottocento. Spero che con la ripresa delle attività e degli spostamenti riusciate a vederla e a gustarvela. Buona domenica MB
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  4. Una volta, molto tempo fa partecipavo ai famosi mercatini come espositore. Non lo facevo per una fonte di guadagno, ma soprattutto per incontrare gente appassionata di numismatica per parlare e discutere di questa passione in comune. Ero talmente preso da questa passione trasmessomi da mio nonno che ne parlavo con tutti, parenti, amici e poi colleghi di lavoro. Per me era un modo per divulgare che mi dava tanta soddisfazione. Nel corso degli anni ho ricevuto in dono (oltre a quello che acquistavo) tantissime monete proprio dagli amici e conoscenti che non tenevano al possesso di questi tondelli. Sono stato nelle scuole dei miei figli, autorizzato naturalmente dagli organi competenti, a fare lezioni ai ragazzi e a regalare loro una moneta ciascuno, cosa che facevo puntualmente ai ragazzi che venivano ai mercatini accompagnati dal loro papà. Quando regalavo loro una moneta era una soddisfazione più grande di quando ne vendevo una. Questo perchè vedevi negli occhi di quei bimbi quella luce che si accendeva nel momento in cui donavi. Ritornando al titolo di questa discussione, che possono fare i commercianti per incentivare i giovani a collezionare? Si sa che molte volte i commercianti acquistano intere collezioni di monete e molte volte una parte di queste non hanno interesse commerciale perchè o comunissime o in scarsa conservazione, e alla fine non sono costate niente, allora perchè non regalare queste monete ai giovani che magari arrivano ai convegni senza soldi da spendere o meglio ancora che si trovano li solo per curiosità? So che qualcuno già lo fa e anche da tempo.
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  5. Non so a voi , ma a me capita che leggendo un libro di storia o di numismatica , scatta a volte come un impulso ad approfondire alcuni punti di quanto si sta leggendo , specialmente quando nel libro non sono presenti le classiche "note" sull’ argomento in genere precedute da un numero di riferimento che rimanda a fondo pagina o alla fine del capitolo o del libro . E’ quello che e’ successo sfogliando , per una normale ricerca , i libri del Babelon , testo vecchio come concezione ma ancora validissimo per facili e veloci ricerche sulle monete repubblicane romane , essendo diviso per Gens elencate in ordine alfabetico ; giunto al nome della Gens che interessava la mia ricerca , un medio bronzo , un Asse della fine del I secolo a.C. , mi e’ venuto il desiderio di conoscere meglio chi fossero i Magistrati monetali di Augusto i cui nomi , per lo piu’ oscuri , firmavano nel retro i bronzi grandi e medi , limitando la ricerca solo a questa tipologia di monete : Sesterzi , Dupondi e Assi , specialmente Assi , le piu’ comuni , anche perche' la maggior parte degli Assi sono economicamente abbordabili in una collezione di genere , fatta eccezione per alcuni esemplari dove il ritratto di Augusto risulta particolarmente ben conservato e di alta qualita' stilistica . Nel retro degli Assi di Augusto , compare la sigla III VIR AAAFF che all’ epoca indicava i "IIIviri monetales aere argento auro flando feriundo" , cioè i Triumviri monetali autorizzati a fondere e battere monete in bronzo , argento ed oro , acronimi seguiti poi dal prenome , nome e cognome del magistrato . La mia ricerca e’ limitata ai soli nomi sulle monete in bronzo che ci sono giunti dal passato , che per questa tipologia di bronzi non sono molti , infatti interessano in totale solo diciotto Gens repubblicane . Una ricerca estesa anche ai Denari risulterebbe troppo laboriosa e superiore alle mie conoscenze . Vediamo in ordine alfabetico le poche notizie disponibili sui personaggi che firmarono i bronzi di Augusto , non sono molte le notizie ma almeno conosceremo forse un po’ meglio chi erano questi magistrati : i Triumviri monetali augustei . Quinto Elio Lamia : costui fu un Magistrato monetale di Augusto nel 14/15 a. C. , fu figlio di Lucio Elio Lamia amico di Cicerone , fu Pretore nel 43 a. C. , amico anche di Orazio che lo riteneva discendente di Lamus figlio di Ercole e fondatore di Formia . Appartenente alla Gens Aelia che fu in origine una Gens romana di estrazione plebea ma che nel corso della sua evoluzione raggiunse tutti i gradi della carriera politica raggiungendo con parecchi suoi componenti il consolato , non mancarono alti esponenti nella carriera civile , amministrativa e culturale . Adriano , Elio Cesare , Elio Vero , anche Commodo era imparentato con questa Gens . Gneo Calpurnio Piso : costui fu un Magistrato monetale di Augusto verso il 15 (?) a. C. ; fu uno statista romano durante i regni di Augusto e Tiberio. Fu console nel 7 a.C.,dopo di ché fu nominato governatore della Spagna e Console d' Africa. Apparteneva a una delle più illustri famiglie senatoriali di Roma i cui membri comprendevano anche Calpurnia , terza moglie di Giulio Cesare . Fu membro della gens Calpurnia , in particolare tra i Calpurnii Pisones . Suo padre e suo nonno condividevano entrambi il suo nome , con suo padre Gneo Calpurnio Piso ( Console nel 23 a.C. ) e suo nonno che era uno dei partecipanti alla Cospirazione di Catilina . Ebbe un fratello , Lucio Calpurnio Pisone , che era un Augure e divenne console nell'1 a.C. Piso riteneva diverse posizioni sotto Augusto e Tiberio , fu un Tribuno militare nelle campagne spagnole del 26-25 a.C. Questo concorda con il suo noto mandato come Triumviro monetale nel 23 a.C. Fu sospettato di essere stato l’ avvelenatore di Germanico in Siria . Caio Cassio Celere : personaggio conosciuto solo tramite le monete da lui firmate , appartenete alla nobile e antica Gens Cassia , il cui primo Console di questa Gens fu Spurio Cassio Viscellino nel 502 a. C. Caio Gallio Luperco : personaggio conosciuto solo per le monete coniate con il suo nome , ma appartenente ad un Gens famosa nella Repubblica , citata anche nelle opere di Cicerone , Valerio Massimo e Plutarco . Caio Asinio Gallo : della Gens Asinia di origine marrucina di Teate (Chieti) . Al massimo della carriera politica divenne Senatore , Console nell’ 8 a, C. e Proconsole d’ Asia , figlio di Asinio Pollione famoso oratore e storico romano , Asinio Gallo sposo’ Vipsania Agrippina la prima moglie di Tiberio . Accusato di complotto insieme a Seiano , contro Tiberio , mori’ in carcere nel 33 . Publio Licinio Stolo : esponente della Gens Licinia di probabile origine etrusca a nome Lecne , famiglia nota dalla Repubblica fino al IV secolo . Nessuna particolare notizia su questo personaggio tranne che fu un Triunviro monetale al tempo di Augusto . Publio Lurio Agrippa : Monetale di Augusto , appartenente alla Gens Luria , forse suo padre fu Marco Lurio , luogotenente di Ottaviano che comando’ l’ ala destra della flotta ad Azio . Marco Mecilio Tullo : Triunviro monetale nel 7 a. C. , della Gens Maecilia , poco conosciuta ma di antica origine , che raggiunse il consolato solo nei primi anni del 300 d. C. Maianio Gallo : Nessuna notizia su questo Magistrato appartenente alla Gens Maiainia che dovette essere una Gens benestante in quanto sono noti a Roma gli Horti Maianii , nel quartiere Esquilino , situato nella Regione V . C. Marcio Censorino : Triumviro monetale di Augusto e Console nell’ 8 a. C. , probabile nipote di Gaio Marcio Censorino che appoggio’ Caio Mario nell’ 88 a.C. ; certamente fu figlio di Lucio Marcio Censorino come riporta nelle sue monete L.F. , un famoso Console che nel corso della sua lunga vite ricopri molte cariche civili e militari . I Marcii Censorini erano un ramo plebeo della gens Marcia , ma di antico prestigio , appena inferiore al patriziato . Furono sostenitori di Gaio Mario e decisi populares durante la terza guerra civile romana . Lucio Nevio Surdino : fu Triumviro monetale insieme a Calpurnio Piso e Plotio Rufo . Fu un esponente della straniera Gens Nevia , era questa infatti una gens plebea o patrizia di origine fenicia , sembra che i Naevii Balbi si fossero stabiliti in Spagna a Gades , divenendo famosi per la loro ricchezza . Non essendo romani , non vennero citati fino alla II Guerra Punica quando uno dei suoi membri Q. Naevius Matho , fu nominato Pretore , ma nessuno dei suoi membri ottenne il consolato durante la Repubblica , fino al 30 d. C. , quando L. Naevius Surdinus , ordinato Console, fece fiorire la fama della sua famiglia . Sesto Nonio Quintiliano : Era figlio di Lucio Nonio Asprenas , console suffectus nel 36 a. C. e di Quintilia , sorella di Publio Quintilio Varo . La sua prima carica conosciuta fu quella di Triunviro monetale nel 7 d.C. , le seguenti carriere sono sconosciute fino all'8 , quando per volontà di Tiberio fu eletto Console ordinario . Nell' anno 16/17 il Senato ,con l'assenso di Tiberio , lo nominò Governatore della provincia d' Asia . Marco Anneo Seneca lo ricorda come un buon oratore . Caio Plotio Rufo : fece parte di un collegio monetale di Augusto insieme a Nevio Surdino e Calpurnio Piso , secondo Svetonio sembra che cospiro’ contro la vita di Augusto . La Gens Plotia fu una famiglia plebea alla quale l’ Imperatore Claudio concesse il patriziato poiche’ la sua prima moglie apparteneva a questa Gens . Tito Quintio Crispino (Sulpiciano) : Crispino Sulpicio era di origini patrizie , ed era o il figlio naturale di un Sulpicio che fu adottato da un Tito Quinzio , oppure figlio di un Tito Quinzio e di una Sulpicia . La carriera di Crispino Sulpiciano è in gran parte sconosciuta ; dal 18 a.C. era un Triumviro monetale e nel 9 a.C. fu eletto Console , servendo accanto al figliastro di Augusto , Nerone Claudio Druso . Durante il suo consolato , si assicurò il passaggio della lex Quinctia , che prevedeva sanzioni per danni agli acquedotti . Fu anche durante il suo consolato che l'Ara Pacis fu inaugurata nel Campus Marzio . La Gens Quinctia pare fosse di antica origine albana . Marco Salvio Otho : di questo personaggio se ne e’ parlato molto in un recentissimo post in questa stessa Sezione . Marco Sanquinio : Marco Sanquinio fu un Triumviro monetale nel 17 a.C. Le sue monete celebrano i Ludi Saeculares detenuti da Augusto quell' anno . La Gens Sanquinia sembra fosse di origine etrusca i cui membri iniziarono ad essere conosciuti all’ epoca di Augusto per poi scomparire alla storia al tempo di Claudio . Tiberio Sempronio Gracco : Triumviro monetale di Augusto , fu l’ amante di Giulia figlia di Augusto e vedova di Agrippa , appartenne al collegio monetale insieme a Plotio Rufo e Quinctio Crispino Sulpiciano . Esponente di una Gens tra le piu’ antiche e famose di Roma . Voluso Valerio Messalla : appartenete alla Gens Valeria ra le piu’ illustri e antiche di Roma , di origine Sabina , giunta a Roma insieme a Tito Tazio , appoggiarono sempre i ceti meno abbienti , sempre molto attivi per il riconoscimento dei diritti dei plebei , tanto che un Cognomen famoso di questa Gens fu Publicola che voleva dire "amico del popolo" . Forse fu Console nel 5 d.C. Tra i Triumviri monetali di Augusto che coniarono bronzi vi sono altri personaggi di cui pero’ non ho trovato notizie , solo che appartennero a collegi monetali insieme ad altri Triumviri , non sono presenti nell’ elenco . In elenco a seguire alcuni bronzi riportati in sequenza appartenenti ai Magistrati in elenco .
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  6. Da tempo interessato alle monete del IV secolo, recentemente ho deciso di indirizzare la mia collezione verso i rovesci della serie FEL TEMP REPARATIO. Tra essi vi sono proprio quelli che hanno come effigie la fenice, l’animale che risorge dalle proprie ceneri. Ed ecco, quindi, la mia prima (spero!!) fenice: Costante, da Siscia. Una AE3 di 19.40 mm per 2.11 grammi: Il nome “fenice” deriva dal greco φοίνιξ (foinix) che significa “rosso porpora” o “cremisi” . Si tratta di un animale mitologico, chiamato anche “uccello di fuoco”. Era un rapace più grande di un’aquila che si caratterizzava per il fatto di essere nato in Egitto dal fuoco perenne che ardeva sul salice sacro di Heliopolis, la città del Sole. Il nome gli deriva proprio dal colore del piumaggio che richiama quello del sole al tramonto o alle prime luci dell’alba. Intorno al capo portava una sorta di aureola radiata che richiama i raggi del sole. Dopo aver vissuto per 500 anni (qualcuno dice 1000) la fenice, sentendo approssimarsi la morte, costruiva una pira con legni profumati in un luogo alto ed appartato e lì aspettava la morte lasciando che i raggi del sole la incendiassero e la consumassero. Dalle sue stesse ceneri, sempre sotto i raggi benefici del sole, la fenice poi si rigenerava, semper eadem, sempre la stessa, il suo appellativo. Proprio come il sole, che è sempre lo stesso e risorge solo dopo che il sole "precedente" è tramontato. La fenice, quindi, riprende dal sole non solo i colori, ma anche la ciclicità simboleggiando il susseguirsi continuo della vita e della morte, della resurrezione e del ritorno alla vita, in un ciclo continuo simbolo di eternità. Il mito, dunque, nacque in Egitto (non casualmente se pensiamo alla importanza del culto solare in quelle terre, alle cicliche piene del Nilo alla mummificazione dei corpi) , ma poi passò ai fenici (guarda caso!,) alla cultura greca e quindi ai romani. Qui però mi fermo. Non procedo oltre in quanto la discussione sulla fenice sarebbe molto più complessa e si andrebbe off topic. Per chi volesse approfondire l’argomento metterò un riferimento in calce. Tornando all’oggetto della nostra chiacchierata, il simbolo della fenice fu ripreso anche in età tardo imperiale. E come tale rientrò nella monetazione dell’epoca, in particolare nella serie FEL TEMP REPARATIO. Costanzo II e Constante (emittenti della serie) resisi perfettamente conto dello stato di decadenza in cui versava l’Impero da qualche tempo si auguravano di risollevare le sorti dello stesso, di restaurare un periodo di prosperità e benessere. In questo senso la fenice acquisiva un forte significato simbolico proprio per il fatto di rappresentare la rinascita, il rinnovamento, ma anche l’eternità dell’impero. A questo significato, se vogliamo, “pagano” si unisce anche un significato “cristiano”, in perfetto sincretismo. La fenice , infatti, è un chiaro richiamo alla resurrezione e quindi alla vita eterna. Infine, quale simbolo dell’eternità, Il tipo della fenice sembra particolarmente appropriata per commemorare i 1100 anni dalla fondazione di Roma che cadevano proprio nel periodo di emissione della serie. Con questi presupposti, la fenice rientra di buon grado nei rovesci delle FEL TEMP REPARATIO, sia in questa tipologia oggetto della nostra discussione, sia nella tipologia ’”imperatore su galea” dove in alcune monete si nota una fenice su globo tenuto in mano dal sovrano che naviga sulla prua di una galea spinta a remi dalla Vittoria. Ecco un esempio: Le monete con la fenice erano inizialmente le più piccole tra le FTR: Tratto dal sito: moneteromane.info Furono le ultime ad essere coniate, ma anche le prime a non essere più prodotte, coprendo una arco temporale di circa due anni, dal 348 al 350 d.C. Dicevo che erano inizialmente le più piccole. Infatti, con il passare del tempo le FTR più piccole ad essere coniate saranno poi le FTR “fallen horseman”, che raggiungeranno dimensioni addirittura inferiori a quelle con la fenice (personalmente ne posseggo una di 15.16 mm). Le “fenici” hanno di solito un diametro compreso trai 14 ed i 19 mm (fonte Coin Stuff Helvetica). Quelle più grandi sono le emissioni più precoci; quelle più piccole sono invece emissioni tardive. Nel caso della mia moneta, il diametro e’ di 19.40, rientrando per l’appunto tra le prime emissioni. Del rovescio “fenice” esistono due tipologie. Stilisticamente le differenze tra esse sono costituite dal fatto che l’animale sia appoggiato su un cumulo (effigie più comune, preferita da Costante) o su un globo (effigie meno comune, preferita da Costanzo II). La “fenice su cumulo” e’ rappresentata nel classico atto di morire e rinascere; simboleggia quindi la rinascita dell’impero dai tempi bui. Ciò su cui poggia la fenice è definito in inglese dal termine “mound” che si può tradurre appunto come cumulo o mucchio di pietre, montagnola etc. Molti, tuttavia, pensando al mito, lo traducono anche come “pira”, un termine, a mio avviso, più calzante se consideriamo la mitologia della fenice. Anche se, a ben guardare, nelle effigi sembra sia rappresentato proprio un mucchio di grosse pietre accatastate a formare una montagnola di forma conica, piuttosto che una catasta di legna. Ci torneremo. La “fenice su globo” indica invece il governo, il domino del mondo che si rinnova sotto il suo influsso benefico. Si può discutere sul significato di questo globo. Molti lo identificano con la terra, con l’orbis terrarum, ma non è escluso che possa trattarsi del cosmo, della sfera celeste. Non a caso sullo stesso compaiono spesso stelle e anche una X che sarebbe la cosiddetta croce equinoziale che identifica i due equinozi di primavera ed autunno. Sul significato del globo/sfera sulle monete consiglio un interessante approfondimento che troverete in calce a questa discussione. In entrambe le tipologie la fenice e’ rappresentata con una sorta di aureola radiata, anch’essa dal chiaro significato simbolico, con riferimento ai raggi solari, ma anche (perché no?) all’aureola di significato cristiano. Delle due fenici esistono, tuttavia, tante effigi a seconda del tipo di “cumulo”, di “globo”, di “corona”. Ecco alcuni esempi, comunque non esaustivi delle possibili varianti: Tratto da: Alberto Antwala Trivero: La Fel Temp Reparatio Ora qualche moneta: - Fenice su cumulo - Fenice su globo: Torniamo per una attimo alla mia moneta. Quando l’ho acquistata on line un paio di mesi fa (al prezzo complessivo di una pizza) sono rimasto colpito dall’aspetto del “mound”. In particolare, mi aveva incuriosito la strana forma della base e dello strato immediatamente superiore. Visto il prezzo che l’avevo pagata, dalla semplice osservazione della fotografia ho ipotizzato che potesse trattarsi di segni di usura tipo grattate come da strisciamento contro una superficie dura. Quando la moneta e’ giunta a casa, ho avuto finalmente modo di guardarla con calma con una lente di ingrandimento. E… sorpresa! Lo strato basale era caratterizzato da un vero e proprio disegno che mi ha ricordato subito un intreccio di vimini. Lo strato adiacente era invece costituito da due linee parallele che mi hanno ricordato tronchi o assi di legno più che pietre. Ecco, quindi, che la struttura mi ha fatto pensare ad una pira. Ho poi fatto una ricerca in rete, ma non ho trovato (fino ad ora) “mound” simili. Licenza artistica dell’incisore? Voi cosa ne pensate? Certo che, comunque, e’ stata una bella sorpresa. E per concludere, avete qualche FTR tipo fenice da condividere? Sempre disponibile a correzioni o integrazioni, auguro a tutti una prossima FEL TEMP REPARATIO. Ciao da Stilicho Fonti: - Alberto Trivero Antwala: (PDF) La Fel Temp Reparatio | Alberto Trivero Rivera - Academia.edu . Una bellissima monografia, molto chiara nella esposizione, da cui ho tratto spunti molto interessanti. D - Il mistero dei simboli - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo. Una discussione un po' datata, ma molto interessante che vi invito a leggere tutta, non solo per una completa disamina sulla fenice nell'antichità e sulle monete, ma anche per un ripasso sui simboli classici del mondo romano. - La serie FEL TEMP REPARATIO - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo: una discussione davvero didattica per chi vuole avvicinarsi al mondo delle FEL TEMP REPARATIO - Molnar: Symbolism of the Sphere: molnar.pdf
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  7. Son belli i riccioli di Murat, ma anche Ferdinando quando è in alta conservazione, fa bella mostra del suo parruccone ☺️ Un saluto a tutta la nostra sezione.
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  8. E anche oggi non siamo rimasti con le mani in tasca ...consegnati 3 Gazzettini 7 e i cataloghi dell’Ambrosiana a 3 giovani e questo conta e vale di più ...seminiamo e divulghiamo....
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  9. Grazie Dracma, In quasi 5 anni, numerose sono state le monete condivise dai collezionisti, grazie a loro oggi si conoscono e si possono ammirare in foto varianti rarissime che altrimenti sarebbero rimaste ancora sconosciute e mancanti nei testi del settore. Grazie a tutte le condivisioni in questa discussione, molti utenti hanno ripreso o hanno iniziato a collezionare e studiare le monete Napoletane. Ringrazio TUTTI quelli che hanno contribuito con la loro passione, le loro monete e anche con un singolo apprezzamento a rendere unica questa discussione. Continuate a condividere le vostre più belle, e non preoccupatevi se è in conservazione bassa.... A me piacciono tutte.... E c'è sempre qualcosa da scoprire. Un caro saluto a tutti e soprattutto agli Amici che mi hanno sempre sostenuto ad andare avanti in tutti questi anni. Rocco.
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  10. Cari amici il monetone di questa settimana è davvero un grosso calibro. Siamo a Retegno, una zecca minore, nel 1676, regnante Antonio Teodoro Trivulzio. Si tratta di un doppio Filippo con interessanti caratteristiche. 47,7 mm il diametro, davvero una presenza imponente e colossale, 53,6 grammi il peso. Rispetto alla media mostra rilievi decisamente ben conservati, una patina uniforme, un tondello di buona forma, rotondo, non ondulato e l’assenza di colpi, graffi, segni di montatura o fratture di conio. La perizia NIP infatti lo classifica SPL, distanziandolo nettamente dai numerosi BB che popolano il mercato. Questa tipologia non è particolarmente rara ma lo diventa in questa qualità, di difficile reperimento. Buona serata a tutti Ed ecco il D
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  11. In alcune discussioni recenti o meno, relative alla circolazione monetaria del Regno d’Italia ante I guerra mondiale, e specificatamente nelle tipologie auree ( marenghi 20 lire) ed in argento ( scudo da 5 lire), ho sempre letto tesi e pareri molto divergenti, non so suffragate o meno da dati certi e verificati. Più volte ho riscontrato ipotesi, dove si avvalorava che la monetazione aurea ( parlo sempre e solo della tipologia marengo) era di appannaggio delle classi “superiori”, che la circolazione fosse limitata solo per transazioni di elevato o elevatissimo importo, e questa tipologia non rientrava nell’ uso comune della circolazione, soprattutto se si considerano le classi più basse della società di quegli anni. Ugualmente in altre discussioni, facendo riferimento alla circolazione dello scudo da 5 lire, si evidenziava, che dopo Vittorio Emanuele II, con le sue corpose emissioni, e i due millesimi residuali di Umberto I, la circolazione di detta tipologia era tra fine XIX agli inizio XX secolo oramai scomparsa o quasi. Ho avuto occasione di leggere un saggio: Nuto Revelli - L'anello forte: La donna: storie di vita contadina (Einaudi tascabili. Scrittori) dove l’autore riporta testimonianze dirette della vita tra gli inizi del XX secolo, e gli anni del boom economico ( anni ’60) focalizzate sulla vita delle donne, intervistando e riportando fatti di vita quotidiana, di generazioni che fecero sacrifici enormi, tra spopolamento della montagna e guerre. Tra le testimonianze riportate, mi sono balzate all’ occhio, quelle a cui si fa riferimento al denaro contante, ne riporto alcune: MARGHERITA LEMASSON vedova VILLAVECCHIA, nata a Savigliano, classe 1893. A dieci anni – avevo appena finito la quarta elementare – ero già al filatoio a lavorare. Ci pagavano ogni quindici giorni. C’era un segretario, il signor Fré, che metteva il tavolino, tutte noi in fila indiana passavamo a ritirare la nostra paga. Mi ricordo che avevo poi già la paga grossa e che mi pagavano con gli scudi. Mi piaceva portare a casa uno scudo d’argento, pareva che valesse di piú, luccicava….. MARIA ABELLO in LAUGERO, nata a Cucchiales di Stroppo, classe 1897.Sono andata in Francia a quattordici anni. Guadagnavamo cinquanta soldi il giorno, due lire e dieci soldi, e risparmiavamo. Un anno ho portato a casa duecento lire. Pagavano tutto a marenghini d’oro. Io mi ero fatto un piccolo sacchetto che tenevo legato al seno. Facevamo una miseria per portare quei pochi soldi a casa…, sembrava che portassimo l’America! […]. Sei anni a Hyères, poi un anno mi sono affittata a Nizza da serva, venticinque lire al mese… ELISABETTA CENTENERO vedova GIORDANA, detta Blot da chi ’d Vitorio, nata a Centenera di Stroppo, classe 1898. A nove anni mi hanno affittata a San Michele di Prazzo. Mi davano trentacinque lire di paga da Pasqua ai Santi. […].Guardi che mi ricordo ancora la paga dei due anni che mi hanno affittata in Francia. Il primo anno novantacinque lire, il secondo centoquindici. Il guadagno era trenta soldi al giorno, a raccogliere le viole per Parigi, Lione, Londra, tutto il giorno piegate che piovesse o no a fare i mazzetti di viole, sessanta viole e trenta foglie attorno per mazzetto, da Natale a Pasqua. Trenta soldi di paga, ma ci pagavano in oro. Là pagavano tutti in oro. C’erano i muratori che non volevano essere pagati in oro, avevano paura che l’oro non valesse, preferivano la carta. ROSA RUGHETTI in GARBARINO, nata a Cossano Belbo, classe 1905. Mi dava – avevamo negoziato – novanta lire per tutto l’anno. Poi del 1913 mio papà mi ha messo da un altro padrone, proprio qui vicino, qui sopra. […]. Al lavoro, andando giú per la collina, portavo ’l curbun del liam ’nle vi, e tornando su portavo le pietre per fare la casa. Mi dava duecento lire all’anno, e mantenuto Saluti TIBERIVS
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  12. Buongiorno e buona domenica Condivido il mio ultimo acquisto che è una piccola divagazione per quanto riguarda la mia collezione di monete modenesi. Questa moneta non è presente nel mir Emilia in quanto la Garfagnana è in Toscana ma la ritengo parte della monetazione modenese a tutti gli effetti in quanto fatta coniare proprio a Modena dal duca Cesare d'Este,per omaggiare gli abitanti di questa terra per la loro lealtà nelle contese coi lucchesi. Si tratta di un GROSSETTO in mistura con aquila estense e santo con le chiavi, moneta estremamente rara da trovare sul mercato e che in coppia con l'altro grossetto "con la bomba" risultano le uniche due coniazioni fatte per questa terra a cavallo tra Emilia e Toscana. Cosa ne pensare? Pareri? Un grazie a tutti e un saluto. Marco
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  13. Finora tutta la bibliografia numismatica, iniziando dal lavoro del Lanfranco in poi, ha considerato i due tagli monetali di ‘Esperimento Tecnico’ (50 Centesimi e Buono da 1 Lira) come prove di ristampa su monete del tipo ‘Quadriga Briosa’. Lo studio da me condotto ripercorre un’attenta analisi sulle quatto prove monetali ristampate sulle suddette monete, rivelando nuove ed entusiasmanti verità, ma, anche dubbi e perplessità sull’operato della Regia Zecca. “Il ritorno della moneta argentea, tra ‘Prove di Stampa’ ed ‘Esperimenti Tecnici’", è ora liberamente fruibile dal sito internet www.ilnumismatico.com
    9 points
  14. Carissimi amici ed appassionati delle medaglie partenopee, quest'oggi sono lieto di mostrarvi l'ultimo pezzo entrato in collezione. Come da titolo, si tratta della medaglia in argento per la distribuzione delle bandiere alle Legioni Provinciali, probabilmente una delle medaglie in argento di Murat più abbordabili per rarità (i cataloghi la danno come R2) e prezzo. Ciononostante, devo dire che si tratta di un esemplare che ho sempre apprezzato molto per gusto estetico e storia. Note storiche: L'istituzione delle Legioni Provinciali, avvenuta nel maggio del 1806, fece seguito ad un'importante riforma di carattere amministrativo che coinvolse l'intero regno. Sotto Giuseppe Napoleone, infatti, il Regno di Napoli venne suddiviso in 14 province: Abruzzo Ultra I, Abruzzo Ultra II, Abruzzo Citra, Principato Ultra, Principato Citra, Terra di Bari, Terra d'Otranto, Calabria Ultra, Calabria Citra, Molise, Foggia, Terra di Lavoro (con capoluogo Capua), Napoli e Basilicata. A protezione e controllo di ciascuna di queste province venne assegnata una Legione Provinciale, una sorta di milizia civile i cui compiti ricordano per molti aspetti quelli di un attuale corpo di polizia. Il loro scopo era, infatti, quello di "proteggere le persone e le proprietà e di mantenere il buon ordine interno nelle singole province del Regno" (cit. Salvatore D'Auria). Veniamo ora al motivo per il quale venne coniata questa medaglia. Il 26 marzo 1809 ebbe luogo a Napoli, nei pressi della Villa Reale, la benedizione e distribuzione delle bandiere ai Corpi dell'esercito ed alle Legioni Provinciali. Per tramandare ai posteri la cerimonia, con Decreto del 29 marzo 1809, Murat ordinò la coniazione di una medaglia da distribuirsi a ciascuno dei Legionari che presenziarono alla festa. Secondo i dati ufficiali, vennero coniati un totale di 1000 esemplari in argento e 2000 in bronzo. Descrizione: Al dritto troviamo il ritratto riccioluto del buon Gioacchino, chiaramente ispirato a quello del 12 carlini del 1809. Al rovescio, invece, abbiamo un fascio di 14 bandiere (una per ciascuna Legione) sormontate da aquile e tenute strette da un sottile nastro. Sulla prima bandiera a sinistra è riportata la parola SICUREZZA, mentre sull'ultima a destra INTERNA. Al centro, una corona in rilievo. Detto ciò, senza ulteriori indugi, vi lascio alle foto. Come sempre, ogni commento o integrazione a quanto detto, è ben gradito. Buona visione.
    9 points
  15. Cari lamonetiani il nummo della settimana è un bel massimale d’argento di uno dei meno conosciuti sovrani sabaudi, Carlo Emanuele IV. Nato da Vittorio Amedeo III e da Maria Antonia di Spagna succedette al padre nel 1796. Cagionevole di salute, caratterialmente debole e psicologicamente fragile, soffri’ gli eventi tragici di quei terribili anni subendo violente crisi epilettiche e definendo il suo Regno una “corona di spine”. Trovò consolazione solo nella fede entrando tra i domenicani e ritirandosi in convento. Abdicò dopo soli sei anni nel 1802 a favore del fratello Vittorio Emanuele I. Mori’ nel 1818. Il suo non lungo Regno è caratterizzato da poche tipologie monetali, tutte contraddistinte da conio basso e da un’estetica non particolarmente originale ed anche un po’ monotona. L’esemplare della mia raccolta che vi presento è un Mezzo Scudo del millesimo più comune e presenta una buona qualità generale di fondi lustro e rilievi. Qualche graffietto di conio al D come spesso si riscontra su questi pezzi. Proviene da un listino di qualche tempo fa che sono sicuro che @r.tino ben ricorda. Mi è piaciuta da subito per la particolare conservazione, non proprio reperibile con facilità. Difficile da migliorare in raccolta, difficile. A Voi il D e buona salute a tutti ✌🏾 E il R
    9 points
  16. Cari amici la moneta di questa settimana è un altra conseguenza della piastrite acuta di cui ormai sto soffrendo con crescenti fenomeni di dipendenza 😉 Dall’asta Bertolami E97, un discreto esemplare di piastra di Innocenzo XII del 1698 con rovescio con San Pietro benedicente, classificata dal CNI al numero 111 e dal Muntoni al n. 19. Presenta una uniforme patina di antica raccolta con una bella colorazione e qualche mancanza di metallo nei campi al R. Grazie dell’attenzione e buona serata a tutti
    8 points
  17. Sperando di fare cosa gradita, vi posto i link per scaricare il pdf dell'opera fondamentale del prof. Rizzo sulle antiche monete greche di Sicilia, analizzate dal punto di vista artistico. Testo: https://www.academia.edu/attachments/63724657/download_file?st=MTYyMjQyMDk5OSwyLjM5LjExMi4xMTMsNTk0ODkzNTg%3D&s=profile Tavole: https://www.academia.edu/attachments/63724858/download_file?st=MTYyMjQyMDk5OSwyLjM5LjExMi4xMTMsNTk0ODkzNTg%3D&s=profile Nota: secondo i miei calcoli il copyright sull'opera è scaduto nel 2020, essendo il prof. Rizzo scomparso nel 1950.
    8 points
  18. Non ho capito bene la domanda, comunque la moneta essendo molto piccola, più piccola del centesimo di euro, soffre molto di conio stanco. Comunque ti inserisco le monete della mia collezione se ti può essere utile. Saluti Marfir
    8 points
  19. Salve a tutti, Mi sono imbattuto in questo sito quando stavo cercando alcune informazioni su internet. Ho collezionato monete papali da diversi anni. Vorrei condividere con voi una moneta del Papali Giubileo 1675. Saluti Edison.
    8 points
  20. Sono molto onorato di vincere questa bella Piastra. Prima di questo, ero dipendente da Piastra 1669. E rispetto al mio altro Sede Vacante Scudo 1758, questa Piastra 1655 è più spirituale. Spirito Santo
    8 points
  21. Vi allego il link da cui è possibile scaricare il pdf di questo volume del 2008, scritto dalla dott.ssa Carla Russo. Tratta di monete antiche provenienti dall'area della odierna Puglia; la versione cartacea fu distribuita ad un convegno e inviata a specialisti del settore. Lo trovo molto interessante anche per le belle foto a colori. https://docplayer.it/56817503-Le-monete-della-collezione-battista-nel-museo-civico-di-foggia.html
    8 points
  22. Condivido il 5 Lire 1828 Torino, ex Asta Montenegro 16 di qualche settimana fa Con questa moneta ho chiuso la serie di Carlo Felice. Certo non la più rara della serie, ma secondo me il 1828 per Torino in altissima conservazione è tutt'altro che comune Conservazione FDC65 secondo Montenegro. Secondo me è eccezionale
    8 points
  23. Parlo da giovane (27 anni). Devo dire che secondo quella che è la mia esperienza la situazione non è disastrosa tra i più giovani. Esistono tanti coetanei e addirittura più giovani di me che sono Studiosi e collezionisti a tempo pieno. Non si vedono perché magari invece di agire “fisicamente” andando in convegni o comprando in negozi preferiscono le Aste online. Io è da circa un anno che sono in un gruppo whats app di giovani numismatici e siamo circa una 60ina. Unico requisito oltre alla passione è non avere più di 30 Anni. ps. Poi se posso muovere una critica anche abbastanza forte verso la maggior parte dei commercianti del settore, non sopporto assolutamente quando entro nella maggior parte dei negozi e vengo visto con sospetto o magari semplicemente con un atteggiamento noioso perché magari vengo preso per un perditempo solo perché sono giovane. Eppure compro e investo tanto. Infatti col tempo ho stilato una bella lista di negozi dove ho ricevuto questo trattamento poco carino e non ci vado. In conclusione, i giovani ci sono ma a mio modo di vedere agiscono e fanno gruppo in modo diverso rispetto al passato. Usano piattaforme private social, fanno acquisti in aste o tra loro e sopratutto hanno una grande competenza.
    8 points
  24. Oggi voglio parlarvi di lei: Quando la vidi, fu amore a prima vista. Era notte alta. Quando tutti dormono. Quando la città dorme, invano disturbata dallo stridore verde di qualche macchina che sfreccia solitaria con suoi fari taglienti e freddi. O dal vociare grigio e contorto di qualche relitto umano che cerca di affogare in una bottiglia problemi quotidiani, grandi alla luce del giorno, enormi nel buio delle tenebre. Anche io, come tutte le notti, non riuscivo a dormire, scavato dai tarli della mente, logorato da pensieri interrotti, che non potevo, non riuscivo a riparare. Lo sguardo asciutto, assente, a fissare uno schermo. È proprio in quei momenti che cerchi aiuto e compagnia, preso dal grigio vuoto esistenziale con cui non vuoi imparare a convivere. Stavo girando su internet, sotto la luce giallastra e asettica della lampada quando la mia attenzione fu attirata dalla sua immagine di regina d’altri tempi, affascinante nella sua acconciatura, conturbante nella sua scollatura generosa. La fronte arcuata, gli occhi leggermente infossati, il labbro superiore carnoso, il naso sottile, appena incurvato, capelli piegati in onde leggere con una ampia treccia che scendeva vivace di lato a movimentare il viso. Presi il coraggio a due mani e le scrissi. Non ero abituato a scrivere sulle chat, ma lo feci preso da frenesia compulsiva. Le dita correvano veloci sulla tastiera emettendo un lieve ticchettio azzurrognolo. L’emozione dell’incognito e l’immaginazione del non visto correvano altrettanto. Le chiesi di parlarmi di lei. Mi disse che era nata a Milano, che era di nobile famiglia. Dopo una giovinezza passata tra gli agi, aveva sposato un uomo molto potente, un vero “capo” da cui aveva avuto tre figli. Un matrimonio difficile, dove l’amore aveva presto dovuto lasciare il passo ai doveri di chi comanda, agli impegni pressanti, alle opportunità politiche. Suo marito era sempre lontano, impegnato in rosse, frenetiche attività, circondato da pochi amici e da molti nemici. Proprio uno di essi, in un giallo pomeriggio di fine estate lo aveva ucciso: il potere, i soldi, l’avidità lo avevano portato via lasciando a lei spazio solo per una nera solitudine. Pianse…un poco…. Le chiesi dove fosse. Lei, dopo una attimo di esitazione, mi disse che ora viveva in Inghilterra, in un villaggio di campagna del Lincolnshire, di nome Normanby. Senza esitazione le dissi che l’avrei raggiunta, per parlare un po'. Mi preparai, rapidamente. Mi guardai allo specchio, il volto tirato, gli occhi segnati dall’insonnia, la barba già di qualche giorno. Mi lavai con un rapido getto di acqua fredda che mi diede una fugace sensazione di freschezza; quanto alla barba… la barba no, quella non l’avrei fatta. Radermi mi avrebbe riportato ad una quotidianità che volevo dimenticare. Partii con la mia macchina, con una valigia vuota, piena solo di sogni e con una foto in mano. Arrivato in Inghilterra decisi di lasciare le strade più battute per avventurarmi nella verde campagna. Mi sentivo un po’ come il maggiordomo Stevens di “Quel che resta del giorno”. Anche io come lui facevo un viaggio per cercare lei, ma forse, soprattutto, per cercare me stesso. All’improvviso fui colpito in viso da un giallo squarcio di sole che aveva aperto il sipario delle nuvole basse del cielo d’Inghilterra. Fu allora che spalancai gli occhi. Fuori era già giorno inoltrato, io ancora seduto davanti al mio pc. Nella mano destra stringevo lei, una monetina….Salonina, old-fashoned lover Salonina da Normanby. Per una volta, finalmente, avevo dormito. La moneta che avete visto in apertura di discussione è la prima acquisizione da hoard della mia piccola collezione. Si tratta di una moneta di Salonina, moglie di Gallieno. Eccovi il suo rovescio: Le foto sono mie e purtroppo non rendono giustizia delle piccole tracce di argentatura che ancora si apprezzano moneta in mano. Antoniniano D/ CORN SALONINA AVG: busto diademato e drappeggiato di Salonina, a destra, con doppio crescente lunare R/ AVG IN PACE: Salonina seduta a sinistra, con un ramo d’olivo nella mano destra e un lungo scettro nella sinistra. ESERGO/ MS: zecca di Milano, seconda officina. Autorità emittente: Gallieno RIC V Salonina 57 var Interessante la “M” dell’esergo e che sta per Mediolanum. E’ questa una delle prime indicazioni di zecca su una moneta, cosa che diventerà molto più comune poco più tardi già con Aureliano. Quando tutte le monete erano coniate a Roma non era necessario un marchio, cosa che diventerà necessaria, invece, con l’apertura di nuove zecche sparse per l’impero. Alla M segue la S, seconda officina. La legenda del rovescio (un unicum di Salonina) ha dato origine a diverse interpretazioni. AVG IN PACE è stata considerata da molti come la prima legenda apertamente cristiana. Sarebbe un riferimento alla politica di tolleranza verso i cristiani manifestata da Gallieno e dalla stessa Salonina che , secondo alcuni, sarebbe stata addirittura cristiana. La cosa strana e’ che nessuna fonte letteraria cristiana ne parli, trattandosi di una imperatrice. E’ forse anche plausibile, invece, un richiamo ai principi del neoplatonismo di cui probabilmente Gallieno e Salonina erano seguaci, come affermato da Porfirio nella Vita di Plotino. Il neoplatonismo avrà poi, in effetti, nella tarda antichità, una certa influenza proprio sulla stessa teologia cristiana (Sant’Agostino). Una altra ipotesi plausibile e’ quella che la legenda possa leggersi come “Augusta nelle vesti della Pace”, insomma una personificazione della Pace, nel significato di celebrazione, glorificazione dell’imperatrice. E voi, cosa ne pensate di questa legenda? Avete letto o avete voi stessi qualche ipotesi alternativa? Ma la cosa forse particolare di questa monetina è che proviene dal Normanby Hoard. Ecco dove si trovava la mia Salonina….ecco dove mi stavo recando a cercarla.... Normanby è un piccolo centro del Lincolnshire, in Inghilterra. Devo dire che ho fatto fatica a capire dove fosse Normanby (e quindi il deposito), nonostante Maps. Sono quindi ricorso al testo/catalogo “The Cunetio & Normanby hoards” che indica l’hoard in un campo accanto alla Ermine Street, vicino all’insediamento romano di Owmby, a circa 11 miglia a nord di Lincoln. Sono quindi andato a cercare vecchie mappe del Lincolnshire e ho trovato il paese: È interessante il fatto che la attuale Ermine street (segnata il giallo) ricalchi una vecchia strada romana il cui nome antico è sconosciuto che collegava (con varianti di percorso) Londinium (Londra) con Eburacum (York) passando per Lindum (Lincoln): Il Normanby Hoard fu rinvenuto nel 1985 dal signor Tom Cook (allora sulla cinquantina) che con il suo metal-detector stava saggiando un terreno nella zona, di proprietà del signor Bill Margrave. Quello che saltò fuori è uno dei più grandi ritrovamenti inglesi di monete romane. Ecco i protagonisti: Il tesoro consisteva in 47912 monete radiate d’argento contenute in una vaso di ceramica di produzione locale: Fa impressione pensare che lì in mezzo ci fosse anche la mia Salonina... Il Normanby hoard copre il periodo che va da Valeriano (253) a Carausio (293). I 2/3 circa delle monete appartengono all’impero “gallico”; il rimanente, per la maggior parte, all’impero “centrale” (con un prevalere di Gallieno e Claudio II); ci sono, infine, anche monete che il testo citato sopra chiama “irregular coinages”, probabili monete imitative. Si ipotizza che le monete siano state nascoste da un ricco proprietario terriero della zona (come detto nei pressi vi era un importante insediamento romano) sotto la minaccia delle invasioni dei Sassoni. Per avere una idea della imponenza del ritrovamento, basti pensare che il quantitativo di monete e’ l’equivalente di 5-10 anni di paga di un soldato romano dell'epoca. Il personale del British Museum (sotto la guida dell’allora curatore del Dipartimento monete e medaglie, Roger Bland) spese più di un anno per la pulizia e lo studio di tutte quelle monete. Tuttavia, il Normanby hoard non fu dichiarato “Treasure Trove” per il fatto che il contenuto complessivo d'argento delle monete era troppo basso (vedi link in calce). Di conseguenza, il British Museum non fu in grado di acquisire molte delle monete del tesoro per aggiungerle alla sua collezione (ne acquistò solo 500, per di più ben al di sotto delle 1775 inizialmente prese considerazione). Le monete furono quindi restituite al proprietario del terreno Mr. Margrave che a sua volta le vendette ad una casa d’asta. E Mr. Tom Cook? Possiamo pensare che se ne sia andato a mani vuote? Lo dubito… Le monete sono quindi finite sul mercato....La mia Salonina (che evidentemente non era tra le preferite) ha iniziato a viaggiare…. Questi sono i cartellini che accompagnano la mia moneta: Trovo questi cartellini molto belli. Qui li vedete ingranditi, ma sono molto piccoli. Penso che diano un valore aggiunto alla moneta. Si legge benissimo la descrizione, la provenienza dal Normanby Hoard, nonché la altre classificazioni oltre al RIC (Sear, Cunetio, Goebl). La mia Salonina nei suoi giri e’ arrivata qui: Baldwin's of St. James's, Auction 42 - Argentum, 1 Feb 2020, lotto 15: Infine, ad un venditore inglese e ora…ora e’ nelle mie mani.. Old-fashioned lover Salonina! - Per chi volesse approfondire l'argomento del Normanby hoard, indispensabile il catalogo: “The Cunetio & Normanby hoards” - Per chi vuole conosce meglio il "Treasure Trove": https://www.tripsavvy.com/what-is-treasure-trove-1662358 - Per chi vuole leggere sugli hoard britannici (e il Normanby hoard) qui sul nostro forum: Roman-Britain Hoards - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Britain Hoard - addenda - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Claudio II, ex Normanby hoard - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Nuove entrate dal Normanby hoard - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Infine: Un ringraziamento particolare agli amici e colleghi curatori @grigioviola ed @Illyricum65. Ciao da Stilicho
    7 points
  25. Buon Sabato amici. Proseguiamo allora con questa variegata, ricca e storica discussione che almeno per me, è ed è stato un importante e facile strumento per mantenere viva quotidianamente, la passione per i miei amati tondelli e la voglia di condividerli. Condivido allora questo 10 grani per il Regno di Sicilia, millesimo 1815, il tipo normale con "G.10." , esiste anche la variante "G.10" (senza il punto dopo il valore) un pò più rara. Moneta che presenta una frattura, cosa che almeno personalmente non mi disturba affatto, la ricomprerei 100 volte . Il taglio è rigato. Trovo la moneta davvero bella e corredata da una piacevole patina. Buon pranzo.
    7 points
  26. Per condivisione... Regno di Napoli - Ferdinando I d’Aragona (1458-1494) Mezzo carlino o armellino - Zecca di Napoli D/ FERRANDVS D G R SIC, Stemma coronato palato al 2° ed al 3° R/ SERENA - OMNIA, Armellino a sx, sormontato da rosetta; in alto, DECORVM entro festone e all’esergo - Pannuti-Riccio 22d / MIR 74/2 - Ag - ex collezione HUNTINGTON lotto di repertorio n°26668 ex asta NAC n°68 e 69 lotto 701 - gr.1,72
    7 points
  27. Lo sapevo - mi sono svenato. Mai ero arrivato a spendere 1000€ per una banconota (diritti di asta compresi). Secondo voi ci arriva al BB/SPL come dichiarato dal Bolaffi ? 😬 Ditemi di sì. Ho bisogno del vostro conforto... Ecco il fronte
    7 points
  28. Buon pomeriggio Complimenti per questa nuova entrata @pietromoney se non sbaglio era in vendita in qualche asta di recente... condivido allora il mio 6 cavalli senza il doppio punto, moneta più comune del tuo esemplare. Doppio punto che, correggetemi se sbaglio, è la combinazione tra la punteggiatura e il punto di compasso. Scusate le foto di dimensioni diverse ma son vecchie. Un saluto.
    7 points
  29. Ritornano le interviste numismatiche di Quelli del Cordusio con Marco Ottolini e le medaglia di Napoleone, buon ascolto !
    7 points
  30. Ecco, dopo questa chiamata alle “armi” di un certo spessore non posso esimermi di scrivere, invitandovi però a leggere attentamente e integralmente anche quanto riportato nel mio saggio sulla Repubblica Napoletana e non a volo d’uccello; molto, al contrario di quel che si vuol far credere è documentato. Vi prego di non farmi trascrivere tutto ciò che ho già scritto, sarebbero solo dei doppioni. Faccio una breve premessa: Se il Beltrani (dopo aver trovato documenti validi e probatori che monete di Ferdinando IV vennero coniate nei primi mesi della nascente Repubblica), e fa congetture; Se il Cagiati fece congetture; e Se il Sambon fece congetture; Se il Prota fece congetture; Se il D’Incerti fece congetture……. Tutti questi grandi studiosi andarono alla ricerca di un segno/segni che identificassero le monete coniate durante la Repubblica, prima dell’appronto dei nuovi/nascenti coni, e non le hanno mai identificate (addirittura per alcuni di loro sarebbero stati i punti, quelli singoli di abbreviatura in legenda posizionati più alti o più bassi rispetto alla linea di altri coni, il che mi sembrò un’assurdità). Non trovo invece corretto, meno giusto, o addirittura sminuire un’ipotesi molto più vicina, se non corretta, alla realtà degli accadimenti, e seppur non elevandomi al livello dei suddetti studiosi, perché un umile appassionato/studioso, il sottoscritto non possa aver espresso e messo su carta, anche la sua congettura o come volete chiamarla voi, ma che con sacrificio e abnegazione sono riuscito a rendere molto, ma molto plausibile al contrario dei precedenti che le monete le hanno solo ricercate e mai trovate. Magari in un futuro ci sarà un altro studioso che farà la sua, apportando modifiche e qualche prova in più di quanto affermato, almeno me lo auguro, e ben venga. Per adesso accontentatevi e buon proseguimento di chiacchierate.
    7 points
  31. Posto la mia sola 1805 capelli lisci.
    6 points
  32. Non seguo il mercato di questa moneta in particolare ma è evidente che c'è un errore macroscopico nelle valutazioni sul gigante sia per prezzo che per rarità. @uragano che negli ultimi 20 anni ne ha viste passare 3 al massino è un parametro più attendibile del gigante... Chi valuta come spropositato il prezzo di aggiudicazione basa il proprio pensiero sui dati errati forniti dal catalogo. È il mercato che fa il catalogo e non viceversa ricordiamocelo. Marco
    6 points
  33. Buongiorno a tutti, condivido una piastra entrata recentemente. Presa al volo per la presenza di uno dei ritratti che più preferisco del Regno, oltre per l’appeal generale che mi ha trasmesso appena vista. Ho effettuato - e sto effettuando - alcune ricerche per catalogarla e studiarla al meglio. Noto che, generalmente, viene indicata NC mentre, nel Magliocca, C. L’anno sembra sia un po’ ostico da trovare in conservazioni di rilievo, quindi, tutto sommato, posso ritenermi fortunato dell’esemplare entrato in collezione.
    6 points
  34. Sempre dalla collezione Zoppola e con un proprio numero nel CNI: Francesco Erizzo, mezzo scudo, 15,84 g, massaro Gerolamo Contarini. Ex collezione Zoppola, CNI VIII, n. 135 (questo esmplare). Arka Diligite iustitiam
    6 points
  35. No sono senz’altro meno il numero delle collezioni du monete antiche formatesi nel tempo ( e parlo dai tempi del Rinascimento ) e’ impressionante. poi, e’ vero, negli ultimi 30 anni molto materiale e’ affluito da ritrovamenti etc. Ma considerare la barriera feticcio del 1909 per legittimare o meno il materiale e’ sbagliato. Il mercato oggi e’ mondiale e molti paesi hanno leggi anche molto diverse. Nel caso di una moneta romana trovata in est europa dove non vi sono disposizioni restrittive, esportata in US e venduta in asta elettronica aggiudicata ad un cinese chi e’ che la puo’ reclamare? Non certo la Soprintendenza visto che la moneta non e’ stata trovata su suolo italico. i romani battevano monete a londra come ad antiochia o a marsiglia quindi? la questione e’ capziosa e non ha senso discernere eccessivamente. Ha senso invece poter opporre - per ogni acquisto - una provenienza certa : aste o commercianti professionisti ( no Baia) che mi mette quantomeno al riparo dall’onere della prova. per il resto divertiamoci altrimenti la prendiamo troppo seriamente
    6 points
  36. Anche in questo caso ti chiedo la cortesia di circostanziare la tua identificazione perchè così fatta resta del tutto incomprensibile. Ho percorso tutto il CNI vol.5, sezioni dedicate alle emissioni degli Sforza e, a parte la prova di un testone per Galeazzo Maria Sforza, una prova di multiplo di testone per Giovanni Galeazzo Maria Sforza e Lodovico Maria Sforza, e una prova di multiplo di testone per Lodovico Maria sforza, proprio non ho trovato monete in bronzo (ci sono anche alcune prove di testone in rame per Lodovico e Beatrice d'Este)... Al netto degli immancabili errori del CNI... mi pare di vedere che le monete del periodo sono solo in oro, argento o mistura (anche quando molto povera), di bronzo proprio non ne trovo. Dovresti quindi condurci verso la retta via e illuminare la strada... da solo non ci arrivo Grazie Mario
    6 points
  37. Buonasera a tutti, volevo condividere un piccolo esperimento fotografico della domenica e mi faceva piacere conoscere le vostre impressioni e opinioni sulla moneta Saluti!
    6 points
  38. Buonasera a tutti. Oggi Sebeti! Nella classificazione dei Sebeti le varianti sono molte. http://www.ilportaledelsud.org/piastre_sebeto.htm Per il rovescio variano: l'aspetto del "barbuto sdraiato", la fumata del Vesuvio, l'alberello, la punteggiatura, la legenda NEA o NEAP, tutte cose note. Noto anche che il dritto può presentare lo scudo e la corona di diversa foggia...le piastre dal 34 al 47 presentano scudo e corona larghi, le piastre del 48 e del 49 scudo più squadrato e corona più piccoli...esiste però un terzo tipo di dritto ...scudo piccolo e corona grande. Unico esemplare che ho scovato, quindi al momento lo reputo unico...a voi i pareri. La moneta in questione è un Sebeto del secondo tipo, datato 1749, in conservazione discreta, la corona è decisamente diversa e molto più grande, lo scudo più basso e stretto..un tipo inedito di dritto quindi!!! A voi la moneta...notate altro?
    6 points
  39. Buonasera a tutti, la mia Napoletana di oggi.. Grana 2 Gioacchino Napoleone. 😊 Saluti Alberto
    6 points
  40. Buongiorno a tutti voi, volevo condividere con voi l'arrivo di questi tre splendidi volumi di Attianese. Nonostante sia interessato al periodo storico di Vittorio Emanuele III, ed alla sua monetazione, essendo io calabrese, ho deciso di accrescere la mia conoscenza sulle "origini della mia terra"... Andando a riscoprire il periodo della magna Grecia, tramite una serie di letture ed i nostri cari tondelli.....di notevole fascino storico ed artistico.
    6 points
  41. da asta attualmente in corso a mio avviso non è Avito.... non solo perché non credo che esistano, o fino ad oggi mai ne vidi una..., ma soprattutto perché 1 - la legenda è visibilmente manomessa 2 - dopo il PF nella legenda al dritto si contano non meno di 5 lettere .... 3 - la moneta è probabilmente incisa su altra di probabile zecca orientale 4 - lascio a voi qualche commento... faccio notare che anche se a prima vista mi sembrava il solito Arcadio, la testa e la posizione delle lettere mi hanno fatto pensare a Teodosio I, una con uno stacco di legenda non troppo largo e utile al riuso della S a ore 12.... notevole che non abbiano usato le solite monete di Valentiniano III con l'inversione della lettera DN VAL - DN AVL ... o che non abbiano usato le solite tarde di Onorio qua hanno usato una moneta più antica... ricordo che Avito è imperatore a metà V secolo....non alla fine del IV ..... saluti Alain
    5 points
  42. Quanti post inutili, ultimamente la sezione identificazione ha un'alta percentuale di messaggi che nulla hanno a che fare con la numismatica, posso capire un primo post di disappunto ma poi basta, addirittura si citano altri utenti in modo che quest'ultimi partecipino anche loro rendendo la discussione totalmente priva di senso... Se vi danno fastidio alcune richieste non rispondete...
    5 points
  43. Posto il seguente esemplare di recente entrato in collezione: Francesco Erizzo (1631 – 1646). Scudo della croce B B. D/FRANC ERIZZO DVX VEN – Croce fogliata, accantonata da foglie. In esergo, la sigla del massaro B B. R/ SANCTVS MARCVS VENET – Scudo con leone in moleca. In esergo, il valore 140. 31,52 g. Montenegro 1522. Massaro (da alcuni ritenuto) rarissimo. Bel modulo largo e tondo, patina iridescente, q.SPL Il massaro Bernardo Balbi fu attivo per poco più di un mese, dal 19 gennaio al 25 febbraio del 1636.
    5 points
  44. Buongiorno a tutti, riprendo questa discussion per postarvi l'ultima entrata in collezione. Variante con fiore o rosetta a 5 petali. Mi paicerebbe avere la vostra opinione sul grado di conservazione e sapere se glli esperti di questa monetazione ci scoprono qualche altra particolarità Grazie a tutti ed il rovescio
    5 points
  45. Ciao a tutti, ripropongo a distanza di più di un anno questa discussione sulle monete di Gregorio XIII per mostrarvi due aggiunte in collezione, due testoni che fino a ora non sono ancora stati presentati. Partiamo: Testone, Roma (Munt 23, CNI 290) D/: stemma ovale in cornice, chiavi con impugnatura cuspidata a intagli. . GREGORI - VS . XIII . P . M . R/: Gesù a destra consegna le chiavi a San Pietro inginocchiato. . ET . TIBI . DABO . - CLAVES In basso a destra, segno della zecca di Roma. Es.: ROMA T/: liscio peso: 9.44 g. Si tratta di un testone rarissimo, decisamente più raro rispetto a quello con al D/ il busto di papa Boncompagni e R/ analogo. Questo esemplare inoltre presenta una conservazione davvero fuori dal comune: infatti, i pochissimi esemplari apparsi sul mercato faticano ad arrivare al BB.
    5 points
  46. 5 points
  47. Buongiorno a tutti, Chissà forse un giorno troveremo un Tornese del 1588 con le due S finali. In zecca in quegli anni non badavano tanto alla forma corretta dei numeri 8 o 2, sostituiti con i punzoni della S oppure della Z Alcuni esempi: I5 S0
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  48. Perché vi ho parlato di questo ripostiglio? Be', innanzitutto perché non mi pareva fosse mai stato discusso in maniera dettagliata nel forum e poi perché son riuscito ad accaparrarmi una monetina che ora vi presento: Zecca di Mediolanum D\ IMP C AVRELIANVS AVG, busto a destra radiato e corazzato; R\ ORIENS AVG, /TM, il Sole stante a sinistra con mano destra alzata e globo nella sinistra. Un prigioniero legato in abito orientale sotto al piede destro dell'Imperatore mentre un secondo prigioniero in analoga posizione è appoggiato alla gamba sinistra. RIC 150 - Webb segnala due esemplari nel ripostiglio, ma in realtà si tratta di un solo esemplare in quanto il secondo ha una differente mint mark all'esergo (/QM). Non si tratta di un esemplare di Carausio, che è il sovrano caratterizzante l'intero ripostiglio (e che in collezione ancora mi manca con provenienza da hoard), ma si tratta pur sempre di un pezzo proveniente dal Linchmere hoard con un pedigree di tutto rispetto e che non si vede capitare nel mercato così di frequente! Un nucleo cospicuo del ripostiglio risulta ora conservato al British Museum assieme ai frammenti del contenitore mentre una decina di altri pezzi sono custoditi presso l'Haslemere Educational Museum nel Surrey.
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  49. Repubblica Dominicana, 1 peso 1989 Commemorativa del V° centenario della scoperta e dell'evangelizzazione dell'America
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  50. Ecco un'altro esemplare di 7,63 g: Arka Diligite iustitiam
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