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Showing content with the highest reputation since 08/15/2019 in Posts

  1. Ciao a tutti, nei ritagli di tempo in cui è possibile dare uno sguardo alla collezione, mi domando sempre i passaggi di mano delle stesse. Bene, casualmente, nello sfogliare il catalogo dell'Asta Civitas Neapolis, mi sono accorto, con un ragionevole grado di certezza, che due monete che ho preso di recente da un ottimo numismatico professionale, erano state esitate nella stessa, precisamente lotti n. 312 e n. 313. Sono due grani di Filippo iv del 1636 e del 1637 con scudo diritto con un elevato grado di rarità. In generale, credo che i passaggi d'asta diano pregio collezionistico. Bene. Chiederei a tutti gli utenti se hanno monete con uno o più passaggi d'asta. Saluti Eliodoro
  2. Complimenti per le magnifiche monete @lukas1984 e @Francesco1984. Oggi RI-condivido la mia Piastra 1800, notavo al rovescio la tripla P di Planelli. Secondo voi si tratta di ribattitura o di correzione sul conio? Tralasciando la rarità dovuta alla loro conservazione..... È più rara la Piastra 1800 o 1802? Un Grazie anticipato a chi vorrà intervenire.
  3. Nel libro "Appunti numismatici 2019" edito dal circolo numismatico romano laziale, ho pubblicato un mio lavoro relativo alla moneta da un grano coniata in Sicilia. Allego la pagina iniziale e quelle relative alla moneta da un grano coniata nel 1719 da Vittorio Amedeo II Dove scrivo che la moneta datata 1719 è stata coniata dai piemontesi a Siracusa. La fattura grossolana è dovuta al fatto che sia il conio e sia la moneta sono stati realizzati con mezzi di fortuna. Chi ci suggerisce questa chiave di lettura? Antonino Della Rovere su Memorie storiche ed economiche sopra la moneta bassa di Sicilia del 1814. Allego le pagine del libro dove Della Rovere scrive su questa moneta Per me la moneta è autentica Antonio
  4. Mi sembra giusto ripescare questo augurio e ricambiare e condividere con tutta la comunità lamonetiana un sereno Ferragosto a tutti ! Che poi, essendo la festa dell’Assunzione della Vergine Maria, accluderei anche questa immagine che spero gradita a tutti !
  5. Ciao Giovanni. Per la mia esperienza si riscontrano lievi differenze sugli esemplari, perlopiù io li ho notati sulla (de)centratura della moneta, probabilmente per gli aggiustamenti meccanici produttivi. I puntini sulla guancia in effetti si trovano su più esemplari, ma bisognerebbe effettuare uno studio serio in merito, con misure esatte, essendo una moneta che tende a fare "buchi" da "ruggine" molto facilmente in superficie. La M che nomini é conseguenza a mio avviso proprio delle lievi differenze di centratura di cui sopra. Tral'altro, in conseguenza a questo problemino tecnico, con ogni probabilità non voluto, é stata resa difficile la vita alla prodfuzione dei falsari tanto da dare un punto di riferimento chiaro anche ai neofiti per l'individuazione della maggior parte dei falsi. La "L" in firma é un difetto conosciuto ed in effetti é curioso come questo sia presente sulla stragrande maggioranza degli esemplari esistenti e non solo in una delle mandate produttive come sarebbe più lecito aspettarsi in caso di "incoveniente" tecnico. L'esemplare postato in topic é ben lungi da essere splendido, come vedi tu da solo, e non sono certo i due microcolpetti al ciglio ad abbassarne la conservazione, ma l'assenza di lustro sulla maggiorparte della superficie, tranne che in parte in mezzo alla legenda, e le chiare zone d'usura presenti e ben visibili sul filo dell'elmo, sullo zigomo del leone e parte della criniera, sul baffo, sulla base del fascio e sulle lettere romane: che sono i rilievi più alti della moneta.
  6. gcs

    10 Lire "1957"

    Se l'avesse avuta un'utente del forum molto attivo in questo periodo avrebbe detto che è di sicuro un 1957 R6 e che tutti noi non capiamo nulla di numismatica
  7. Adelchi66

    SI Decadramma di siracusa

    Scusate se mi intrometto, ma oggi ho visitato il medagliere di Siracusa e forse qualche foto di originali non farà male... Premetto che sono ancora sconvolto dalla bellezza di queste monete, non voglio dilungarmi in aggettivi stucchevoli ma il vederle dal vero è tutta un'altra cosa. Ulteriore premessa :il monetiere è estremamente ben disposto, l'impressione che ne ho ricavato è stata migliore di quella avuta nel caveau di Palazzo Massimo a Roma. Posterò le foto a random non essendo la mia monetazione, il mio intento è solo quello di mostrare la bellezza racchiusa in questo scrigno. Un ringraziamento particolare va alla custode Signora Riccioli Rosalba che con passione, disponibilità e competenza si è prodigato per rendere la nostra visita più gradevole e istruttiva possibile. Purtroppo alla mia richiesta di un eventuale catalogo mi è stato risposto che è in corso di stampa Poi con calma, se vorrete, ne Posterò altre.
  8. Buonasera @Rocco e saluti a tutti, condivido con grandissimo piacere il mio grande modulo in argento del 1800 di Ferdinando IV. E' stato per me un sogno averlo tra le mani e accostarlo vicino agli altri millesimi della serie "capellona". Erano anni che aspettavo il passaggio in asta di questa rara moneta. Rispondendo poi al quesito che poneva l'Amico Rocco, ritengo che, secondo la mia esperienza, siamo li. Sia la 1800 che la 1802 compaiono in vendita (su Ebay) una volta ogni 4 anni circa.
  9. Museo: Museo Archeologico Nazionale di Chieti Catalogo: Denarii di un tesoro - Le immagini del ripostiglio monetale di Petacciato esposte presso il Museo Archeologico Nazionale di Chieti Anno: 2005 Autore: G. De Filippo Editore: Luciano ISBN 88 60 26 000 0
  10. DARECTASAPERE

    Pedigree delle monete

    I cartellini dei cartellini....sono la mia passione ! Sarà anche una mania che mi porto dietro causa il mio lavoro, ma la tracciabilità delle monete personalmente la interpreto come un "corredo" prestigioso del collezionismo.....ovviamente impreziosito se trattasi di monete apparse veramente di rado.... inizio con un cartellino della CHRISTIE'S 2011 che proveniva dalla LEU 1962: e questa é la moneta
  11. matteo95

    Pedigree delle monete

    Permettimi di dissentire in parte .. perché poter dimostrare la provenienza di una moneta in un asta degli anni 30 ha una valenza ben maggiore rispetto ad una fatta ieri , anche se importante. Tanto è vero che il mercato, realizzi alla mano, lo tiene a mente ! Innanzitutto per la questione falsi : la maggior parte dei falsi attualmente in circolazione infatti è stata prodotta a partire dagli anni 60 circa e molti collezionisti / studiosi anche fra i importanti nel loro ambito ci sono cascati ( dovresti saperlo bene in ambito genovese ..persino gente come Pesce o Lunardi ci sono cascati ) Inoltre poter dimostrare la provenienza e la storia del proprio tondello da 80- 60 anni ha un fascino maggiore e particolare .. Per esempio io ho una moneta proveniente dalla collezione Gnecchi e venduta all' asta Ratto ..poter visionare la moneta con i suoi cartellini d'epoca e la bustina di carta entro cui era conservata regala un emozione impareggiabile. Personalmente sono diverse le monete, specialmente medievali inglesi, in collezione di cui posso dimostrare il pedigree , molte delle quali sono state anche pubblicate su libri dedicati. Allego qualche immagine: 1) Genova, grosso di Antoniotto Adorno doge VII. Ex collezione Ercole Gnecchi, esitato all'asta Ratto del 1914, lotto 1513. 2) Inghilterra, Edward II, penny ,zecca di Burt St. Edmund. Esemplare proveniente dalla collezione di Robert Engle e citato nell'opera (volume 2) dedicata alla zecca di Burt St. Edmund. 3) Irlanda , Edward I , penny , Dublino. Esemplare acquistato nel 1947 dall' allora ragazzino Ian Stewart poi Lord Stewartby . Illustrato sul libro scritto dallo stesso e pubblicato da Spink "English Coins " . Ex asta Spink , secondo volume della collezione di Lord Stewartby.
  12. RobertoRomano

    Il Medioevo inizio' con Teodosio I ?

    Discussione interessante e appassionante.Da decenni proviamo ad individuare date più idonee nel suddividere correttamente le epoche storiche.Ma,è chiaro,queste non possono essere" tagliate con l'accetta",dovendosi anche individuare criteri universali e non euro o italocentrici. Infatti,come potrebbe,un cinese,accettare che la caduta dell'Impero d'Occidente dia luogo ad una diversa epoca storica?È una categoria che non conosce. Per me,italiano e romano,naturalmente,quella data ha valenza epocale. Quando inizia il medioevo per i territori euroasiatici dell'Impero d'Oriente?Dopo le Crociate? Ritengo che,nonostante i mutamenti politici,religiosi del Quarto-Quinto secolo,nonostante Eruli e Ostrogoti,il carattere "romano"della Penisola,le antiche istituzioni,le cariche pubbliche,la composizione sociale,le arti,i costumi,LA LINGUA,l'economia,tennero duro fino al confitto greco-gotico.Lo stesso paganesimo sopravvisse,in forma residuale al crollo dell'Impero. Con il lungo conflitto tra Goti e Giustiniano avvenne il vero,definitivo collasso dell'impalcatura "romana"in Italia.Dopo,tutto fu diverso,nuovo,mutato.I Longobardi,popolo feroce che praticò "l'apartheid"dei latini(a differenza dei Goti),diedero il colpo di grazia.A Roma,fino a Teodorico,c'erano Boezio,Cassiodoro,i giochi nel Circo e nel Colosseo.Dopo pochi decenni,il disastro,lo spopolamento,la carestia,la peste,la miseria,S.Benedetto e Gregorio Magno,il Medioevo...
  13. Il grande difetto delle monete è che non parlano. Nemmeno se torturate... Arka Diligite iustitiam
  14. Illyricum65

    Apparenza e sostanza parte 2

    Ero indeciso se si trattasse del Leone o del Toro ma a moneta in mano ci vedo meglio il secondo. Pertanto siamo in presenza di un antoniniano carausiano della serie legionaria. Per un rapido cenno vi segnalo il link: http://www.forumancientcoins.com/lateromancoinage/carausius/legions/legions.htm Il Toro appare sui rovesci dedicati alla Legio VII Claudia (Moesia) (RIC 74-76 o 274) e alla Legio VIII Augusta (Alto Reno)(RIC 77); per la posa mi pare più calzante il secondo. Il ritratto mi rimanda anch’esso alla zecca di Londinium. Troviamo un confronto sul PAS: https://finds.org.uk/database/artefacts/record/id/565386 La mia catalogazione sarà pertanto: Carausius, probabile RIC V-II, Londinium 77, Sear 13616. [IMP CARAVSIVS P F AVG] Radiate, draped and cuirassed right / [LEG VIII AVG] Bull standing right. Londinium mint. [-//ML] 286-293 d.C. Si tratta di una moneta appartenente a una serie comunque abbastanza poco rappresentata con il RIC 77 che si colloca in un bel rating “R 2”. La cristallizzazione di un preciso momento storico dove Marcus Aurelius Mausaeus Carausius si ribella al governo centrale, si stacca da questo ed omaggia l’esercito (Legioni o sue vexillationes presenti nei territori sotto il suo controllo) per il suo appoggio, riportando l’effige dei vari reparti sul rovescio delle monete. Anche in questo caso ho privilegiato la sostanza a scapito dell'apparenza. Meno di una quattro stagioni… una moneta comunque rara… io mi dichiaro soddisfatto! Ciao Illyricum
  15. ilnumismatico

    Misteri dello Slab

    Ennesima constatazione di un dato di fatto che il mercato si ostina a non recepire. Ne ho beccate diverse di questi "upgrade", di cui l'ultima proprio in questa iniziale tornata di aste (da un NGC 63 ad un PCGS 64), ma per discrezione preferisco non pubblicare (se volete mandatemi un MP e vi giro le foto del prima, e del dopo). Ma il punto non è tanto questo, quanto che si sta cercando di far passare il sistema di grading americano come quello definitivo per accuratezza, quando sono palesi i suoi limiti: - primo su tutti, la conoscenza limitata dei certificatori (questione molto semplice: umanamente, non possono conoscere tutto di tutto). Puoi disporre anche del miglior sistema valutativo, ma se "interpreti" male certi aspetti (ovvero, non conosci la tipologia), viene fuori un grading errato. Già capitato in passato esaminando una moneta con un nuovo sistema di grading. - Secondo: il sistema americano di grading mal si adatta alla valutazione di alcune tipologie monetali. Si valuta la conservazione, ma non si tiene conto di tutto il background della fase di coniazione da cui nasce poi il prodotto monetale; Aspetto questo che reputo dirimente per una corretta valutazione di alcune tipologie monetali nostrane molto ostiche da valutare per una miriade di variabili nei difetti di conio. Il loro sistema è stato studiato sulle loro monete, ma uscendo da quel campo, vien fuori tutta la limitatezza concettuale di questo sistema di grading, tra cui, e l'esempio di @Giov60 lo dimostra incontestabilmente, l'impossibilità di "misurare" la conservazione con un numero "preciso". Di qui anche l'assurdità di pagare esponenzialmente il grading... (vorrei tanto vedere l'espressione di chi magari ha sborsato il doppio per un MS64 quando lo stesso esemplare precedentemente era graduato MS63...). Senza contare, che più ampia è la scala di valutazione (in questo caso, si parla di settantesimi), maggiore è la difficoltà nel "centrare" il grading più corretto. - Trasparenza: il sistema americano, puntando tutto su di un risultato numerico, e (non è la regola) accompagnandolo con note stringatissime, non permette di dare una valutazione completa e chiara delle moneta oggetto di valutazione. Potrei anche essere d'accordo (se mi sentissi buono 😜) per le monete moderne americane, ma capite subito come ciò sia assurdo adattarlo ad una tipologia problematica come ad esempio proprio la moneta oggetto del post. Concettualmente parlando, un upgrade da AU ad MS, lo vedo come un errore che non può passare indifferente. Premesso che l'MS62 non ha un range definito nella nostra scala (ci sono stato dietro per diverso tempo, e posso dire con certezza che l'MS62 spazia da uno Spl+ ad uno Spl/FdC), assegnare un MS ad una moneta precedentemente valutata come AU, significa che i graders stessi hanno preso una bella svista (o la prima o la seconda volta). Concettualmente lo rapporterei ai nuovi che avvicinandosi alla scala conservativa nostrana, sbagliato il concetto tra BB e SPL, o SPL e FDC. Insomma, tu ente certificatore americano, mi prendi una svista non indifferente tra due gradi che dovresti ben distinguere: https://www.pcgs.com/grades#grade58 https://www.pcgs.com/grades#grade62 Magari sulle loro monete non accade... si periziassero le loro a questo punto. Preciso come tutte queste siano mie considerazioni personali, per studiarne i principi da usare per il sistema valutativo che sto approntando, di cui a volte ho accennato qualcosa... Io ribatto sempre li: le monete bisogna conoscerle. Se non le conosci, pur avendo a disposizione lo strumento di grading più rivoluzionario che c'è, la correttezza del grading ne risentirà. E soprattutto, non bisogna averci interessi dietro... Cosa "difficilotta" oggi
  16. Mi unisco anche io agli auguri per un Buon Ferragosto, con questo bel tondello a tema... Pio XII (1939-1959) Medaglia straordinaria per la proclamazione del dogma dell'Assunzione della Beata Vergine in cielo. D/ Busto a sinistra con zucchetto e piviale. R/ L'Assunzione in cielo della Beata Vergine.
  17. Buongiorno, apprezzo molto la precisazione di @legionario perché è fin troppo giusto che anche per il buon nome del Forum una svista venga prontamente rilevata e corretta. Sarebbe male il contrario. Però mi piacerebbe che chi ne sa più degli altri rispondesse lui subito e direttamente all'utente, e soprattutto vedo poco elegante chi invece sta semplicemente a guardare e poi se la ride, come per esempio @leop, che malgrado la quasi nulla partecipazione alla vita del Forum (33 interventi dal 2013) ha già espresso ben 8 risate (!). Sarebbe meglio che anche lui come me e tanti altri amici, si desse piuttosto da fare per dare risposte, accettando anche il rischio di una inesattezza. Quelle cose che ti scoraggiano e ti fanno chiedere: "scusa, ma chi te lo fa fare?" HIRPINI
  18. Buongiorno, so che esiste già un post in cui si sta raccogliendo la bibliografia numismatica. in generale. Mi chiedevo, se avete voglia e se può valere la pena, se si poteva raccogliere in questo post quella che è la sola bibliografia specifica di collezioni numismatiche dei musei (italiani e non). Un qualcosa del tipo INDICAZIONE MUSEO RIFERIMENTO BIBLIOGRAFICO RELATIVO Editore, autore, copertina (possibilmente)
  19. Discorso a parte per le HSIP : Cito dal Magliocca la nota a pagina 225 " La variante HSIP, trattasi di un'inversione di lettera e quindi potrebbe essere scaturita a seguito di una fabbricazione accidentale, in sostanza, da un errore involontario commesso dall'incisore"
  20. Si è veramente curiosa..., anche questa tua sicurezza nel sostenere certe cose (ad esempio di conoscermi personalmente) è veramente sconvolgente, sono esterrefatto...
  21. E' la seconda delle tre visioni di una giovane schiava, probabilmente sotto effetto di droghe : la schiava sarà poi uccisa ed il suo corpo posto, tra armi e doni, vicino al corpo del suo signore nella nave funeraria che sarà data alle fiamme . Il rogo, una volta spento, sarà ricoperto con un tumulo di terra . Questo è parte della dettagliata descrizione del funerale di un capo Vichingo del X sec. nei territori del Volga, tramandataci da un testimone diretto : Ahmad ibn Fadlan, importante funzionario alla corte del califfo di Baghdad e da questi incaricato di una missione presso il re dei Bulgari del Volga . Ibn Fadlan parte da Baghdad il 12-06-921 raggiungendo Bukhara e l'attuale Uzbekistan e, da questo, attraverso il territorio della città di Gorgan, la sua destinazione nei domini dei Bulgari lungo il corso del Volga . Qui, nella regione di Wisu, ha occasione di rapporti con i Vichinghi che, a suo tempo, anche risalendo dal Baltico i grandi fiumi, in quelle terre erano arrivati insediandovisi, creando a volte piccoli potentati . La missione di Ahmad ibn Fadlan avrà esito sfavorevole ed egli ritornerà a Baghdad nel 922, dove scriverà un puntuale, particolareggiato racconto del suo viaggio in quelle terre allora quasi sconosciute non solo agli Arabi ma anche agli altri Europei, consegnandoci una opera di alto interesse storico per la conoscenza e lo studio delle popolazioni di quelle terre e di quel periodo .
  22. Fidelio

    L'INCASTELLAMENTO

    Se gli archeologi si concentrano sulla funzione, gli storici sulla causa. Sperando di non essere noioso, ritengo utile gettare due righe sul contesto che riguarda maggiormente l'entroterra appenninico, solo per citare l'anomalia evidenziata da Toubert come suggerito da @adolfos. Infatti, nel periodo compreso tra il 950-1050 si parla incastellamento nel senso di accentramento. Bisogna riuscire ad immaginare. Queste zone non furono dominate da grandi signori, ma riguardavano piccoli nobili e contadini di vari livelli di importanza che in modo spontaneo hanno vissuto un periodo di pace in luoghi lontani da grandi vie di comunicazione (magari cadute in disuso), lontani dalle incursioni saracene ed in contesti geograficamente montani e isolati. Lontani da ogni tipo di minaccia o politica o militare prima dell'avvento dei Normanni, questi si sono dedicati in avanzamenti agrari, dissodamento del terreno e riordinamento della popolazione rurale, aggregandosi in villae, curtes e loci. L'incastellamento militare vero e proprio inteso nel senso più stretto della parola si verifica in rari casi e non se ne conoscono le cause, la mancanza di dati e di fonti non permettono di risalire alle motivazioni, che con molta probabilità, erano volute da signori locali che interagivano con le grandi abbazie vescovili e dalle istituzioni ecclesiastiche dei monasteri che concedendo i terreni permettevano di dare sussistenza alle famiglie in cambio di servigi con un vincolo denominato "libellum". L'enfiteusi finiva così con l'avere un contenuto imprenditoriale, nel senso che i livellari si assumevano l'obbligo di intraprendere le iniziative necessarie per il popolamento del castello! Vedasi San Vincenzo al Volturno e sue pertinenze. "facere castellum...et ibidem facere casas et areas et hortos et habitare ibi cum familiis et animaliis".
  23. El Chupacabra

    5 £ 1956 false

    Purtroppo, distinguere i falsi del 10 Lire 1965 dagli autentici è un'impresa assai ardua per l'ottima fattura degli stessi. Tuttavia, a parte il colore che nel falso è più scuro e lucido (tipo lattina di bibita poichè è in alluminio e non in italma), come prima cosa si guarda il contorno dove appaiono evidenti i segni della fustellatrice (evidentemente di qualità inferiore a quella dei tondelli di zecca), ovvero quei segni verticali prodotti dalla tranciatura del tondello. Altri segni visibili da occhio esperto nelle monete in alta conservazione sono: al D/: la parte superiore della scritta REPVBBLICA ITALIANA risulta arrotondata così come la "R" del segno di zecca e le cifre del millesimo; al R/: le ariste dei chicchi centrali (la crestina) in entrambe le spighe sono quasi assenti come se la moneta avesse circolato a lungo ed il chicco in basso della spiga a sinistra appare schiacciato; il bordo è solitamente più sottile e smussato.
  24. Arka

    Pedigree delle monete

    Quando ero collezionista la moneta che avevo in collezione con il pedigree più antico risaliva al 1865 e apparteneva alla collezione Allatini. Ancora oggi mi emoziona scoprire che una moneta fosse appartenuta a una famosa collezione. Arka Diligite iustitiam
  25. Rocco68

    Pedigree delle monete

    Ciao Eliodoro, Conosco la soddisfazione di scoprire che alcune monete presenti nella nostra collezione provengano da importanti vendite. Poterne ricostruire i passaggi è la cosa più difficile secondo me.....impossibile direi. Della Meravigliosa vendita CIVITAS NEAPOLIS ne posseggo quattro di monete: due (non raffigurate ma con cartellino) e due fotografate. Ma il piacere più grande lo si prova quando acquisti pezzi e poi scopri che gli stessi sono raffigurati in studi specifici..... Come la Piastra 1848 reimpressa.... Facente parte della Collezione Pin e immortalata nel suo pregevole lavoro sulle varianti delle Piastre di Ferdinando II. Saluti, Rocco
  26. sabaudo59

    Pedigree delle monete

    Certamente i passaggi in asta sono importanti ma bisogna precisare. I passaggi in aste degli ultimi 30/40 anni li definirei solo una curiosità dato che capita spesso di vedere le stesse monete esitate decine di volte (dalla stessa ditta o da ditte diverse, magari se le scambiano pure) perché invendute. Penso invece che siano importantissimi i passaggi nelle aste del passato (Ratto, Clerici ecc ecc) che dimostrano l'appartenenza delle monete alle grandi collezioni del passato. Questo aumenta l'interesse e il valore. Per questo i vecchi cataloghi sono importantissimi.
  27. El Chupacabra

    20 lire cappellone

    La moneta mi sembra autentica ed è in buona conservazione. Nell'insieme è una moneta gradevole (ma la plastica e l'illuminazione ne inficiano il lustro e lasciano adito a sospetti di pulizia sebbene non pesante). Ti posto un confronto tra esemplari, uno autentico ed uno falso coi principali punti dirimenti. Sotto ti riporto un vero FDC dove si possono vedere i "tre puntini" che sono la "firma" di una moneta non circolata e la "L" di Romagnoli con il segmento orizzontale fratturato che solo gli esemplari autentici hanno (solo alcuni esemplari autentici d'inizio coniazione hanno la L integra).
  28. El Chupacabra

    10 Lire "1957"

    Infatti, non esiste. Come detto, è probabilmente un 1952 che la circolazione intensa ha curiosamente trasformato. Mi capita, a volte, di poter "setacciare" in un secchio dove il mio pusher raccoglie gli scarti della Repubblica (ed in un altro secchio il Regno). Anche se le speranze di trovare qualcosa di interessante sono vicinissime allo zero, confesso, comunque, di divertirmi parecchio nella ricerca. Nell'ultimo "scavo", verso la fine, quando anche la più flebile delle illusioni stava mandando gli ultimi barbagli di luce prima di lasciarmi nel buio della tristezza per l'ennesima ricerca a vuoto, ecco saltar fuori questo "rottame". E la cosa stupefacente è, che dal vivo, appare molto più nitido il millesimo che non ha ragion d'essere... In effetti, quando l'ho presentata al gruppo con cui mi ritrovo una volta al mese, vi avevo ricamato su una bella storia citando (del tutto inventate) fonti di emeriti studiosi dicendo che nel 1957 si sarebbero dovuti coniare 10.000.000 di esemplari verso la fine dell'anno di questo 10 Lire, ma che dopo i primi prodotti, il conio s'era rotto e nel frattempo era sorta la "querelle" attorno al 500 Lire in argento ed alle sue bandierine "pro o contro" vento. In conclusione, per i tempi stretti e per il rifacimento del nuovo 500 Lire, si decise di rinunciare all'emissione ed i pochi tondelli coniati vennero mandati alla fusione tranne - e questa era la leggenda metropolitana - si diceva, che un solo esemplare sfuggito alla distruzione, fosse rimasto in tasca a Romagnoli e che, per motivi sconosciuti, fosse poi finito in circolazione. Dopo il primo attimo di stupore (le cose più assurde se raccontate bene e con serietà, fanno breccia...), ci siamo fatti delle belle risate e siamo passati a ben più meritevoli discussioni numismatiche. Naturalmente, la monetina ora è conservata fra le "curiosità" della mia collezione a monito imperituro che, non solo la mano dell'uomo, ma anche la natura può creare delle "rarità" che solo un'attento studio dei documenti può inficiare.
  29. Salve @Tharsu52 Si tratta di un bronzo emesso in Siria da Seleuco III Cerauno (226-223 a.C.). Al D/ busto di Artemide a destra con faretra sulla spalla. Al R/ Apollo nudo assiso a sinistra sull'omphalos regge un arco con la mano destra. Ai lati, la legenda in greco: BAΣIΛEΩΣ ΣEΛEYKOY. All'esergo possono comparire vari monogrammi, ma nel tuo caso non è visibile perché fuori tondello, dunque non si può essere più precisi nella classificazione. Per quanto riguarda la valutazione, il tuo esemplare non è messo benissimo: io direi che siamo al massimo tra i 20 ed i 25 euro.
  30. Ringrazio @Rocco68 per lo stupendo esemplare di 5 lire di Murat! Una moneta artisticamente favolosa sia per la bellezza del volto di Gioacchino che per l’elaboratezza del rovescio. Il 1813 fu sicuramente un anno cruciale per le sorti dell’Europa, un anno nel quale vennero vanificate tutte le grandi conquiste della Grande Armée. Le perdite subite in Russia furono tali da rendere l'esercito francese incapace di gestire una guerra combattuta su molteplici fronti e da forze numericamente superiori. Il principale teatro che vide scontrarsi le forze napoleoniche con quelle della sesta coalizione (la settima venne istituita nel 1815, all’indomani della fuga di Napoleone dall’isola d’Elba) fu senza dubbio la Germania. Qui furono combattute battaglie campali estremamente sanguinose: la battaglia di Lipsia (già citata da @Litra68), quella di Dresda (uno dei più grandi successi ottenuti nella carriera di Napoleone) e quelle di Lützen, Bautzen e Hanau (tutte vinte dai francesi). Nonostante, alla fine, i successi militari superassero le sconfitte, la disfatta a Lipsia fu di tale portata da costringere i reduci della Grande Armée ad abbandonare il suolo tedesco per ripiegare in Francia, a difesa dei propri confini nazionali. Purtroppo, dopo la tragica campagna in Russia, Napoleone era entrato in un meccanismo per il quale, per rimanere “aggrappato” a un barlume di speranza, era costretto a vincere tutte le battaglie. Capite bene come questa “strategia” fosse impraticabile a lungo andare. La stessa cosa avvenne durante il suo ritorno in Francia nel 1815: anche qui Napoleone ottenne diverse vittorie, tra le quali l’ultima della sua carriera a Ligny contro i prussiani, ma poi venne sconfitto definitivamente (questa volta per davvero) a Waterloo. Cosa sarebbe successo se avesse vinto a Waterloo? Probabilmente niente: avrebbe soltanto prolungato l’agonia, in attesa dell’arrivo dei ben più temibili eserciti austriaci e russi. La Francia da sola non poteva più farcela a tenere testa ad il resto dell’Europa. Il destino era inevitabile. Comunque va dato atto che, prima di arrendersi, Napoleone vendette cara la pelle... Nel frattempo, sempre nel 1813, le truppe inglesi guidate dal generale Wellesley (lo stesso che sconfiggerà Napoleone a Waterloo), diedero luogo ad una serie di azioni militari ai danni delle forze occupanti francesi. Al fianco degli inglesi combatterono anche i portoghesi e gli spagnoli filo-monarchici fedeli a Ferdinando VII (cioè praticamente tutti 😅). L’incapacità strategica di Giuseppe Bonaparte (non aveva un briciolo del genio tattico del fratello), unita alla mancanza di truppe (molte vennero mandate in Russia senza far ritorno) sancirono la disfatta anche in questo fronte. L’offensiva su vasta scala organizzata dal Duca di Wellington culminò nella battaglia di Vitoria. Si narra che, una volta sconfitte, le truppe francesi fuggirono dal campo di battaglia abbandonando diversi carri. Questi contenevano il tesoro reale spagnolo, che il buon Giuseppe voleva portarsi in Francia come “souvenir”. Le truppe inglesi, anziché inseguire i nemici in rotta, preferirono ignorare gli ordini impartiti da Wellesley e concentrarsi sul tesoro. Potete immaginare cosa potesse provare il caro duca in quel momento...
  31. Buonasera,Rocco @Rocco68, Amico mio, bellissima moneta, bel millesimo, riporto poche ma importanti notizie del 1813 di carattere generale, ed un interessante studio (fonte Web) riguardante proprio Gioacchino Murat e il 1813, anno di preparazione a qualcosa che si concretizzerà nel 1815. Il francese Gioacchino Murat ha da sempre trovato un posto di primo piano nel ristretto elenco delle grandi personalità a cui va il riconoscimento per aver, nei decenni precedenti all'Unità d'Italia, dissodato il terreno su cui sarebbe cresciuta la pianta del nostro Risorgimento. Murat aveva 41 anni allorché, nel 1808, suo cognato Napoleone (ne aveva sposato la sorella, Carolina) lo collocò sul trono di Napoli. Da quel momento si comportò non già come un proconsole napoleonico, ma come un re italiano. E proprio per approfondire questo aspetto, Renata De Lorenzo gli ha dedicato un libro, Murat, pubblicato per i tipi della Salerno editrice. Il libro - dopo un'accurata analisi della sua carriera dai tempi della Rivoluzione a quelli del Direttorio e poi, come brillante generale, al seguito di Napoleone - si sofferma, appunto, sul suo esser stato un «italiano» ante litteram. Prima di lui, il trono di Napoli era stato occupato - per due anni, 1806-1808, con discreti risultati - da Giuseppe Bonaparte, fratello dell'imperatore, che nel 1808 era andato poi a occupare il trono spagnolo in sostituzione di Carlo IV di Borbone. In che momento Murat diviene un propugnatore della «causa italiana»? Secondo gran parte degli storici, la svolta di Murat è da collocare nell'ottobre del 1813, quando è a Milano dopo il disastro della campagna di Russia (a cui Murat aveva preso parte, distinguendosi con brillanti operazioni militari) e la sconfitta di Napoleone a Lipsia. Ma la De Lorenzo retrodata la «conversione italiana» di Murat al 1809, ai contatti che a Roma, dove i francesi erano appena rientrati decretando la fine del potere temporale dei Papi, aveva avuto con ambienti franco-massoni. Personaggio chiave di questa svolta è il duca Paul François de Quelen de La Vauguyon, «espressione di ambienti sensibili alla tematica indipendentista», il quale lo convince a mettersi a capo di un progetto di liberazione e unificazione della penisola. E a La Vauguyon verrà affidato il comando di una divisione napoletana che ha l'incarico di impadronirsi degli Stati romani. A un tempo, alla fine del 1813, Murat prospetta a Napoleone la disponibilità di 30 mila uomini del suo esercito per rimpolpare le truppe imperiali; a patto, però, che a lui spetti il comando supremo in caso di riunione con le truppe di Eugenio di Beauharnais, viceré di Milano. Nello stesso momento, sollecitato in tal senso da Carolina, Murat tratta segretamente con austriaci e inglesi la diserzione dal campo napoleonico. L'incontro con La Vauguyon, scrive la De Lorenzo, «comincia a produrre i suoi effetti; in un'Italia sbandata dopo la sconfitta della Francia, nel diffuso clima antiaustriaco, Gioacchino si invaghisce del ruolo di liberatore, con una partecipazione che tende a giustificare, tramite l'ammanto ideologico, la sua fondamentale preoccupazione: conservare il regno e magari ampliarlo». «Italiano!» sì, ma solo perché ciò gli serve a conservare ed eventualmente ampliare il potere. Tra la fine di novembre e la metà di dicembre di quel 1813, per recuperare Murat, Napoleone invia a Napoli l'uomo che considera più adatto a questo genere di missioni: l'ex ministro di polizia Joseph Fouché, nominato per l'occasione Commissario generale d'Italia. Scrive Fouché che quella di Gioacchino è una «monarchia vacillante»; dirà poi che Murat gli appariva come politico «di grande coraggio e poco carattere; nessun grande personaggio del momento lo superava nel ridicolo della parure e nell'affettazione della pompa». Quanto alla corte di Napoli, secondo il duca d'Otranto era luogo «in cui la politica non era che astuzia, galanteria della dissoluzione e la rappresentazione esterna una pompa teatrale». Mi ritrovai, prosegue Fouché, «come Platone alla corte di Dionigi; dopo il mio arrivo fui assalito da intriganti delle due nazioni, fra i quali sotto una maschera di una sorta di ingenuità, riconobbi alcuni emissari di Parigi». Nonostante ciò, l'ex ministro comprende le ragioni di Murat e imputa a Napoleone, al suo non voler conferire al cognato la dignità che questi richiede, la causa dell'allontanamento del re di Napoli dall'imperatore. A Napoli, scrive, «la parola indipendenza ha acquistato una virtù magica». È una piccola grande rivelazione. A questo punto Gioacchino, influenzato dai carbonari e sulla base di un'ipotesi condivisa da Fouché, suggerisce a Napoleone la creazione di due regni in Italia, uno a nord del Po di cui sarebbe stato re Eugenio e uno a sud guidato da lui stesso. Il tutto dopo una sollevazione dell'Italia intera contro gli austriaci. Napoleone però esita. E il 31 dicembre del 1813 giunge a Napoli l'inviato del cancelliere austriaco, Adam Albert von Neipperg con la proposta di un trattato di alleanza che Gioacchino firmerà in un battibaleno, l'8 gennaio del 1814. Murat giustifica il tradimento in nome dell'indipendenza dell'Italia. La reazione del popolo è entusiasta: il re viene acclamato per le strade, al teatro San Carlo l'inviato di Vienna è applaudito con grande calore. In quel momento Murat, scrive Renata De Lorenzo, appare a molti «il personaggio ideale per incarnare la complessità del discorso nazionale: sensibile da giovane alle idee giacobine, sembra riproporre un clima in cui il patriottismo ha una valenza ancora incerta tra l'amore del luogo nativo e l'ostilità al potere regale»; ma viene ritenuto «anche capace, nel 1814-15, di andare oltre, di guardare alla nazione e all'Italia unita». L'esperienza del Triennio repubblicano in Italia (1796-99) aveva reso il termine «patriota» qualcosa di non ben definito, a tratti abusato, ma «capace di catalizzare energie come nessun'altra definizione di quell'epoca». Una volta sciolto l'equivoco che quello di Murat fosse patriottismo «francese» in terra italiana, «occorreva caricare al termine la responsabilità di gestire la "patria" contro la Francia e contro l'Austria». Oltretutto in quelle stesse settimane appelli all'indipendenza e all'italianità venivano dal mondo austriaco (in funzione antifrancese) e da quello britannico. Saluti Alberto
  32. El Chupacabra

    5 £ 1956 false

    Sperando di fare cosa gradita, Vi posto un falso del III tipo (anni '80?) con i vari punti che lo identificano (ovviamente più la moneta è usurata, meno è facile distinguerli) ed un 5 Lire autentico con la caratteristica frattura di conio: essendo in rilievo, questo segno tende a sparire negli esemplari usurati come è possibile vedere nella terza moneta (periziata Tevere).
  33. mariov60

    Conservazione 5L delfino 56

    In questo intervento non ti voglio parlare di autenticità o falsità della tua moneta perchè non mi occupo di repubblica e penso di non aver mai visto un 5 lire 1956 nè autentico nè falso...per cui sono la persona meno indicata. Ti vorrei invece scrivere della convenienza o meno di falsificare moneta minuta per la normale circolazione. Innanzitutto il reale potere di acquisto (e qui si apre un piccolo spaccato di vita rurale); io sono nato nel 1960 e nei miei ricordi d'infanzia (5 - 7 anni) gli scarafaggi (piccoli animaletti di liquirizia) costavano una lira l'uno e con uno scudo (così gli anziani chiamavano allora le 5 lire) ricevuto dalla nonna per una piccola commissione si prendevano 5 scarafaggi... Un gelato di zucchero costava 10 lire, una granita (quella fatta grattando il ghiaccio dalla barra) costava 15 lire. Un operaio guadagnava 86000 lire al mese (ma nel 1955 era la metà) e un litro di benzina costava 120 lire. Ergo...a quei tempi per una mancia da 5 o 10 lire correvi come un razzo a consegnare un carrettino di trecce di paglia e poi masticavi liquirizia per un'ora...e che gioia! La falsificazione dei piccoli nominali: se provi a fare una ricerca sui falsi quattrini e/o sesini scoprirai un mondo di monetucole rinascimentali imitate e falsificate fin dall'antichità. Monete con un potere d'acquisto irrisorio e totalmente fiduciario (il cui valore nominale è molto inferiore al valore del metallo contenuto, sommato ai costi di produzione) e che proprio in virtù del basso valore rappresentato erano soggette ad una circolazione, distratta, poco attenta, superficiale. La verità è che nell'antichità come ora era più conveniente e sicuro produrre falsi di piccolo valore liberatorio piuttosto che monete che per l'alto valore tutti avrebbero verificato attentamente (l'oro allora, la cartamoneta oggi). Approfondisci la questione e scoprirai un mondo... ciao Mario p.s. per favore mantieni la discussione su livelli decenti e falla finita con sta storia delle scommesse...è veramente infantile...
  34. gcs

    Conservazione 5L delfino 56

    Sarà una sensazione ma per me è falsa
  35. giuseppe ballauri

    Monete suoi millesimi e Avvenimenti

    Ciao e Buon Ferragosto a Tutti ! Mi sembra giusto ricordare il 250° Anniversario della Nascita di Napoleone Buonaparte, avvenuta il 15 Agosto 1769 ad Ajaccio. Nato Buonaparte, cambiò in Bonaparte per essere meno "italiano",essendo stata la Corsica dominio della Rep. di Genova fino all'anno prima ( e poi scippata dai Francesi ). Chissà come sarebbe stata la storia con Napoleone Italiano. Forse sarebbe stato un semplice ufficiale e non avrebbe rivoluzionato il mondo. Comunque nel suo campo era un genio e di questo si può dare atto. Come tutti i dittatori riempì di cadaveri i cimiteri e quindi, a mio parere, non è tanto simpatico. Lo commemoro quindi non con un bello Scudo dove è cinto d'alloro, ma con una semplice monetina di quelle che usava il popolino, che fu, come sempre, soggetto passivo delle sue imprese. La data è il 1808 ( anche se non si legge bene, perchè evento raro nella monetazione, la legenda è in incuso ) Ciao !!
  36. vickydog

    Commodo - sesterzio

    Buon Feriae Augusti...! Le fonti antologiche classiche però non credono che il C V preceduto da Letizia e accompagnato da una ghirlanda e SPQR nei bronzi indichi il consolato... Oltre a il Dictionary of Roman Coins (già citato) anche: Lexicon vniversae rei nvmariae vetervm et praecipve Graecorvm ac ..., Volume 8 https://books.google.it/books?id=_P8VLFt_U44C&pg=PT21&dq="laetitiae+civivm"&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjko_W_4ITkAhXG0aQKHeaMA0AQ6AEIPDAD#v=onepage&q="laetitiae civivm"&f=false Dizionario di antichità sacre e profane, pubbliche e private ..., Volumi 1-16 https://books.google.it/books?id=4aWh5ohDybsC&pg=PA106&lpg=PA106&dq="cvspqr"&source=bl&ots=mPq9B5KEBQ&sig=ACfU3U2jccpY4-ePSx1ucgB0-px-Je78GQ&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwi01L6y34TkAhUqMuwKHTlBBGoQ6AEwDHoECAYQAQ#v=onepage&q="cvspqr"&f=false
  37. Io colleziono cartamoneta italiana ma quando non trovo niente (e ormai capita spesso avendo una collezione che comincia ad essere avanzata) mi diverto a girare tra i venditori e comprare le banconote mondiali fds. Sto collezionando una banconota per ogni nazione. Mi rendo conto che è abbastanza dispersiva come cosa ma credo che sia l’unico modo di fare una collezione di banconote a livello mondiale.
  38. fapetri2001

    Moneta in argento

    Buonasera, mi permetto di intervenire dopo aver letto i vari interventi, per dire al forum che pur conoscendo il Sig. Hirpini da breve tempo e logicamente in modo virtuale sul forum, tramite i suoi interventi assolutamente gratuiti, posso affermare che lo ritengo persona preparata e disponibile e pertanto se capita una volta di scrivere una cosa errata, no ritengo giusto il modo in cui sia stato schernito, vorrei fare presente che sia in tema numismatiche che in quello filatelico, non di rado alcuni periti hanno scritto delle belle cavolate nei certificati e nella sigillazione di monete e questi signori si sono fatti pagare e tutti contenti, allora mi chiedo; ma godiamoci la nostra passione e ricordiamoci sempre che l'educazione di una persona vale più di centomila castronate, scusatemi se potete, F.P.
  39. Taglio: 2€ CC Nazione: Portogallo Anno: 2016 B Tiratura: 500.000 Condizioni: MB Città: Bassano del Grappa (VI) Taglio: 2€ CC Nazione: Spagna Anno: 2013 A Tiratura: 3.959.368 Condizioni: MB Città: Malaga (ES)
  40. Cercavo di far comprendere ad un nuovo utente le differenze sulle varianti per la zecca di Napoli.... Dedicandogli da SOLO il mio tempo e quel poco che conosco. Ripeto... Da SOLO, perché i veri studiosi di questa sezione intervengono solo per bacchettare alla prima inesattezza scritta. Siamo qui per divulgare e far comprendere a chi chiede e vuole imparare.. @giacutuli vuole imparare. Riguardo a queste due righe: Tutti gli utenti del forum leggono le nostre discussioni e ci giudicano per quello che scriviamo, Poi se a qualcuno non piace leggere i miei o nostri post... C'è il tasto IGNORA DISCUSSIONE .... Senza polemica.
  41. Se pubblichi la fattura d'acquisto ti regalo questa moneta.
  42. numa numa

    Pedigree delle monete

    Nessun dubbio. Della collezione Zoppola ho visto anche cartellini originali che corredavano gli esemplari. Idem per Gnecchi. Per la Fassio abbiamo elenchi e provenienze, idem per molti esemplari ex Gavazzi. Per la Moretti ( antiche ) abbiamo ottime tavole fotografiche) per la Virzi idem ( anzi si vendono ancora oggi delle tavole e dei negativi kodak). Per le provenienze piu antiche - ripeto a meno che la provenienza non sia assolutamente tracciabile ( es.: la collezione del card Borgia di Velletri descritta nel museo Borgiano) - tranne in casi veramente particolari ( es: una moneta molto rara che abbia la particolarità di una mancanza di metallo - o altra particolarità cospicua - e venga disegnata come tale) risulta veramente difficile identificare la provenienza di tale esemplare oggi
  43. Rocco68

    Pedigree delle monete

    Il collezionista riuscì a raggruppare pezzi magnifici per conservazione e rarità, eccone un esempio. Piastra 1847 reimpressa
  44. Masiserafino

    20 lire cappellone

    Caspita che esemplare meraviglioso. Per la storia dei tre puntini mi raccontava mio nonno che sono i segni tangibili delle conservazioni straordinarie per questa tipologia ma l'attendibilità non sono mai riuscito a verificarla, non avendo mai avuto in mano un esemplare fdc vero.
  45. Ciao, @giuseppe ballauri, @Rocco68, mi permetto di postarla.. Saluti Alberto
  46. Rocco68

    Pedigree delle monete

    Per noi collezionisti di monete Napoletane, avere dei pezzi di questa Grande vendita è una grande soddisfazione. Ferdinando II 60 Grana 1838 ex CIVITAS NEAPOLIS
  47. CdC

    Conservazione 5L delfino 56

    Infatti. Chi ha dubbi su questa moneta continuerà ad averli, così come il proprietario continuerà a essere convinto della sua autenticità. Non spetta al CdC dare un'opinione in merito, l'opinione del CdC è che questa discussione abbia detto tutto quel che c'era da dire, per certi versi anche troppo. Si chiude.
  48. Taglio: 50 cent Nazione: Vaticano Anno: 2019 Tiratura: ? Conservazione: Spl Località: Levico Terme News ?
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