Jump to content

Leaderboard

  1. numa numa

    numa numa

    Utente Storico


    • Points

      26

    • Posts

      11,913


  2. giuseppe ballauri

    giuseppe ballauri

    Utente Storico


    • Points

      22

    • Posts

      1,998


  3. eliodoro

    eliodoro

    CDC


    • Points

      19

    • Posts

      6,766


  4. Oppiano

    Oppiano

    Utente Senior


    • Points

      18

    • Posts

      735


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 07/29/2021 in Posts

  1. Contesto proprio questo ragionamento. il concetto di rarità ha valore assoluto tanto piu‘ si approssima allo zero. Un esemplare unico e‘ il massimo della rarità, punto. Questo concetto ovviamente lo si applica a beni di particolare interesse quali quelli numismatici, bibliofili etc ove vi e‘ una produzione seriale a monte. Non avrebbe invece molto senso per un dipinto che ha gia‘ in partenza caratteri di unicità e specificità. Non c‘entra nulla invece - per la rarità- la circostanza se quella moneta o quel libro sino piu‘ o meno richiesti. Tale circostanza ha rilevanza unicamente per il solo aspetto commerciale che non sempre si sposa con la caratteristica di rarità
    7 points
  2. Ho completato quello che potevo fare con le immagini del mio archivio. Ora il catalogo della zecca di Venezia de Lamoneta perlomeno è decente, spero... Arka Diligite iustitiam
    7 points
  3. Recentemente ha fatto un pò scalpore il bel sesterzio di Caligola presente nell'asta Jesus Vico del 20 luglio. https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=4876&lot=487 Inizialmente scelta come moneta copertina per l'asta e messa anche sulla copertina del cartaceo la moneta era descritta a catalogo con toni entusiastici: "Espectacular acuñación, retrato y centraje. Pátina verde. EBC. Espectacular sestercio de Calígula" (Spettacolare ritratto, coniatura e centratura, patina verde, SPL. Sesterzio spettacolare di Caligola) salvo poi venir fuori qualche giorno prima dell'asta tramite la ricerca di qualche appassionato collezionista che la moneta fosse in realtà un ex Nomos del 2017, quando era stata venduta in asta in versione non carrozzata (in realtà era passata già altre tre volte da Nomos/Obolos anche in precedenza a partire dal 2014 a prezzi di partenza più alti senza risultare mai effettivamente venduta, benché in qualche caso aveva apparenti offerte alla base): https://www.sixbid.com/en/nomos-ag/4090/roman-imperial-and-provincial-coins/3357471/gaius-caligula-37-41-sestertius-orichalcum?term=caligula&orderCol=lot_number&orderDirection=asc&priceFrom&displayMode=large&auctionSessions=&sidebarIsSticky=false L'impietoso confronto del pre/post restauro della moneta ha quindi svelato più di un altarino ed intervento di quella che è stata tecnicamente un'ottima pulizia/restauro ma che è andata un pò oltre spingendosi nel tooling della corona d'alloro e nel probabile filling dei campi al rovescio e forse del collo di Caligola. Di fronte alle immagini affiancate e all'indignazione di più di un collezionista d'oltreoceano che ha segnalato la cosa alla casa d'aste questa, correttamente e a fronte di un catalogo che non accennava a ritocchi e ad offerte che erano già registrate sul suo sito per la moneta prima dell'asta (già arrivata a 7500 euro), probabilmente ignara dei ritocchi o per i quali aveva forse avuto qualche dubbio ma ritenuto di non farne menzione, ha infine deciso di ritirarla dall'asta anche per prevenire forse possibili problemi di restituzione con l'acquirente nel caso la storia dei ritocchi fosse arrivata alle sue orecchie. Per cui casa d'aste corretta e coraggiosa (ritirare la moneta copertina dell'asta non credo sia facile per nessuno) che a questo punto dobbiamo presupporre all'oscuro di tutto e che davvero forse non si è accorta di nulla neanche con la moneta in mano. Tornando quindi alla moneta questa è effettivamente abbastanza ingannevole e davvero restaurata con notevole perizia. Tralasciando la fotografia che ne altera un pò i colori e i riflessi ho potuto osservare anche un video della moneta in mano e devo dire che appare assolutamente naturale come resa e superfici, un pò di malachite lasciata nei punti giusti, il tooling della corona d'alloro davvero quasi perfetto e sicuro con un'ottima resa delle foglie. A tal proposito ho quindi aperto questa discussione perché in altri forum esperti francesi di restauro affermano che questo tipo di tooling della corona, con questo livello di dettaglio, finezza e sicurezza dei tratti, differenza infinitesimale dei livelli di profondità è ottenibile solo con tecniche di restauro laser con guida automatica che va a riprodurre fedelmente un dettaglio partendo da un originale o da una foto/modello 3D di un originale usato come guida per il laser. C'è chi ha scritto di sapere anche chi ha iniziato ad usare queste tecniche di restauro e che queste vengono applicate per i costi dei macchinari e della procedura solo su manufatti di valore elevato. Volevo sapere che cosa ne pensate e ne pensano i vari esperti, se vi sembra una cosa possibile/plausibile con questo tipo di risultato perché le conseguenze sono facilmente immaginabili una volta che queste tecniche dovessero diffondersi e diventare più accessibili (e raramente si ha poi la fortuna di avere una foto della moneta pre-restauro come in questo caso..)
    6 points
  4. Ciao a tutti, oggi mi sono arrivate le monete prese da Nomisma. Dopo la moneta angioina, vi posto questo denaro intrigante, classificato come falso d'epoca (?). Intanto posto le foto... Gli amici e collezionisti abruzzesi che ne pensano? Sicuramente la legenda è pro falso d'epoca, ma c'è anche altro : simbolo dei Camponeschi?
    6 points
  5. Ciao Amici del Forum, ritorno alla monetazione del Re Gioacchino Murat postando una Mezza Lira presente nella mia raccolta. Buona Serata a Tutti
    6 points
  6. Treboniano Gallo Gaio Vibio Treboniano Gallo (In latino Gaius Vibius Trebonianus Gallus, nato a Monte Vibiano Vecchio nel 206 e morto a Terni nell'agosto 253) è stato imperatore romano dal 251 al 253 insieme al figlio Volusiano, che Treboniano associò al suo trono insieme al figlio di Gaio Messio Quinto Traiano Decio (Decio), Ostiliano. Il suo regno fu caratterizzato da una lunga serie di disastri, come la peste che colpì l'Impero romano per anni, le incursioni delle popolazioni barbare oltre i confini dell'impero e la perdita (secondo alcune fonti avvenuta durante il suo regno) della Siria in favore dei Sasanidi ed il saccheggio di Antiochia. Uomo di indubbie qualità amministrative, il suo programma fu impresso nella dicitura di molte monete che fece battere: Pax aeterna. Treboniano nacque ad Ubianum (oggi Monte Vibiano Vecchio, frazione del comune di Marsciano, in provincia di Perugia) da una famiglia dell'aristocrazia senatoriale, i Vibii, a quanto pare d'origine etrusca; tra i suoi antenati vi era un Vibio Veldumniano (205 circa, ILS 6616), mentre era forse parente di Giunio Veldumniano, console del 272. Sposò Afinia Gemina Bebiana, da cui ebbe due figli: Volusiano che associò al trono e Vibia Galla. La sua carriera precedente all'ascensione al trono era stata il normale cursus honorum con molti incarichi sia politici che militari. Dopo essere stato console nel 250, fu nominato governatore della provincia della Mesia, un incarico che dimostrava la fiducia che l'imperatore Decio riponeva in lui. In quella provincia si rivelò una figura chiave nel respingere le frequenti invasioni dei Goti sul Danubio e divenne molto popolare nell'esercito: durante la campagna di Decio, Treboniano difese con successo la città. Il 1º luglio 251, gli imperatori Decio ed Erennio Etrusco morirono nella battaglia di Abrittus per mano dei Goti; Treboniano fu allora acclamato imperatore dai soldati sul campo di battaglia. Alcune fonti affermano che Gallo ritardò volontariamente i rinforzi per causare la morte di Decio, o che fosse in qualche modo d'accordo con i Goti. Appena salito al trono fu tuttavia costretto a stipulare con i Goti una pace che concedeva loro il bottino e i prigionieri ottenuti con le incursioni (in particolare quella a Filippopoli) e che prevedeva anche un versamento annuo d'oro da parte dei Romani; ottenuta la pace a termini poco onorevoli, Treboniano fu libero di tornare a Roma. Qui si trovava l'altro figlio di Decio, Ostiliano, che era troppo giovane per seguire il padre in battaglia e che era cesare; assieme a questi si trovava pure l'augusta Erennia Cupressenia Etruscilla, moglie di Decio. Treboniano decise di adottare Ostiliano ed elevarlo a co-augusto e, contemporaneamente, di elevare il proprio figlio naturale a cesare. All'epoca dell'arrivo di Treboniano, Roma era stata colpita dalla peste, nella quale sembra morì anche Ostiliano. Zosimo invece insinua che Ostiliano fu eliminato da Treboniano per timore della rivolta. In seguito a questi eventi, elevò al rango di co-augusto il figlio Volusiano. Di fronte all'emergenza della peste, Treboniano agì con decisione: ordinò che lo Stato si incaricasse di fornire un funerale e una sepoltura appropriati a tutti coloro che erano troppo poveri per permetterselo, e ottenne in questo modo il favore popolare. "Non meno della guerra, scoppiata ovunque, anche la peste si diffuse in città e villaggi, eliminando quanti erano scampati [alla guerra], e generando una tale moria di uomini quale mai era accaduto in precedenza." (Zosimo, Storia nuova, I, 26.2.) Per il resto, non si dimostrò all'altezza del compito, non riuscendo ad affrontare con energia i problemi che si trovò davanti, sia interni che esterni. In particolare non ostacolò le scorrerie di Goti, Borani, Carpi e Urgundi che tra il 252 e il 253 compirono saccheggi fino a Pessinunte ed Efeso. Le fonti cristiane parlano di una persecuzione dei cristiani ad opera di Treboniano; confermate dall'unico evento attestato anche da altre fonti: l'arresto e l'incarcerazione di papa Cornelio nel 252. La situazione in oriente precipitò: probabilmente a causa di una disputa per il controllo dell'Armenia, da sempre oggetto di contesa tra l'Impero romano e i Sasanidi, Sapore I risalì l'Eufrate e nel 252 sconfisse l'esercito romano nella battaglia di Barbalissos, invadendo e conquistando gran parte della provincia di Siria, compresa la stessa capitale Antiochia (fine del 252-inizi del 253). "[...] intanto i Persiani attaccavano l'Asia, occupando la Mesopotamia ed avanzando fino in Siria, addirittura ad Antiochia, che conquistarono, metropoli di tutto l'Oriente romano. E dopo aver ucciso una parte della popolazione e portato via come prigionieri l'altra parte, tornarono in patria con un immenso bottino, dopo aver distrutto tutti gli edifici della città, sia pubblici che privati, senza incontrare alcuna seria resistenza. I Persiani senza dubbio avrebbero conquistato tutta l'Asia con facilità se, felici per la ricca preda conquistata, non avessero ritenuto di portarlo in patria salvo con soddisfazione." (Zosimo, Storia nuova, I, 27.2) "[...] l'insolenza dei Persiani che bruciarono ogni cosa stesse in piedi." (Libanio, Oratio XV, 16.) "Ecco ciò che accadde ad Antiochia, quando la città era perfettamente tranquilla. Un attore comico stava compiendo una rappresentazione con sua moglie, rappresentando la vita di tutti i giorni, mentre gli spettatori ne erano deliziati e la moglie aveva esclamato: "Sto sognando o ci sono qui i Persiani?" Il pubblico immediatamente si voltò e fuggì in ogni direzione nel tentativo di evitare le frecce che erano state riversate su di loro. La città fu bruciata ed un numero di suoi cittadini fu ucciso, come chi, come succede in tempo di pace, era a passeggio con noncuranza, e tutti i luoghi del quartiere furono bruciati e devastati." (Ammiano Marcellino, Storie, XXIII, 5.3.) Malgrado questa grave perdita, Gallo non organizzò alcuna controffensiva contro i Sasanidi. Frattanto, sul Danubio le tribù gote continuarono le loro incursioni fino a saccheggiare i territori romani della Cappadocia, giungendo sotto mura di Pessinunte ed Efeso. Il nuovo governatore della Mesia Superiore (Pannonia secondo Zosimo), Marco Emilio Emiliano, si rifiutò di pagare il tributo dovuto, interpretando in questo il malcontento dell'esercito, contrariato dalla pace frettolosamente stipulata. I Goti reagirono attaccando il basso Danubio, ma Emiliano li intercettò e li sconfisse sonoramente: l'esercito lo acclamò allora imperatore (forse anche perché corrotto da una distribuzione di denaro dello stesso). Emiliano raccolse le truppe danubiane e marciò sull'Italia pronto a combattere per il trono. Treboniano prese con sé Volusiano e le truppe a disposizione e si mise in marcia verso nord; contemporaneamente ordinò a Publio Licinio Valeriano di prendere le legioni poste a protezione della frontiera del Reno e portargliele. Treboniano e Volusiano marciarono verso nord molto lentamente, forse intendendo rinviare il più possibile il momento dello scontro in attesa dei rinforzi (che non sarebbero mai giunti): ad agosto erano giunti appena a Interamna, dove avvenne lo scontro. Emiliano risultò vittorioso, e Treboniano e Volusiano fuggirono con pochi seguaci, le loro guardie, fino a Forum Flaminii, dove però furono uccisi dai loro soldati, i quali tornarono da Emiliano per ricevere una ricompensa. Treboniano aveva 47 anni e aveva regnato per due. Il mese successivo Emiliano uscì da Roma per scontrarsi con Valeriano, finalmente giunto con le legioni settentrionali; lo scontro sarebbe dovuto avvenire vicino a Spoleto, ma i soldati di Emiliano passarono al nemico e uccisero il proprio imperatore. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 29 mm circa Peso: 17,02 gr Dritto: IMP CAES C VIBIVS TREBONIANVS GALLVS AVG, busto laureato, drappeggiato e corazzato a destra Rovescio: APOLL SALVTARI, Apollo con ramo nella mano destra e mano sinistra appoggiata su lira a sinistra sopra roccia, S - C in campo Zecca: Roma Officina: n.c. Anno di coniazione: 251-252 Riferimento: RIC 103 Rarità: NC Note: L’esercito romano, al rientro dalla guerra contro i Goti, diffuse un’epidemia di "peste" a Roma. L'epidemia ebbe una grande diffusione ed uccise anche Ostiliano, figlio del suo predecessore Traiano Decio, al momento co-augusto. Nel novembre 251 venne eletto al suo posto il proprio figlio Volusiano il quale coniò due sesterzi (RIC 247 e 248) del tutto analoghi a quello di suo padre. Secondo alcuni studiosi queste monete hanno verosimilmente un carattere evocatorio verso Apollo in quanto SALVTARIS (guaritore). Interessante la presenza del ramo, probabilmente di alloro, albero sacro di Apollo, rivolto verso il basso, come nell’atto di “spazzare”. Conservazione non eccelsa ma ancora abbastanza piacevole e ricca di storia. Voi che ne dite? Ave! Quintus
    6 points
  7. Buongiorno amici in attesa di sentire altri pareri posto un esemplare con rosetta disposta però 1 2 2. Confrontando questo esemplare con il Magliocca 409c cioè, lo GNAND con rotella a 5 raggi, i due simboli in realtà sono identici. Chiunque abbia il testo potrà constatare ciò. L'unica cosa che rende diverse le rosette di questo esemplare e dell'esemplare fotografato nel libro è che sono si disposte 1 2 2 ma sono leggermente inclinate verso destra. Forse questo ha indotto a dare un altro nome al simbolo? Quindi "rosetta 1 2 2 inclinata" sta per "rotella a 5 raggi"?!. Personalmente ritengo si possa sempre parlare di rosetta disposta 1 2 2 . Poi dal testo sembra che l'abbinamento GNAND rotella a 5 raggi sia fisso, in realtà, e il mio esemplare lo dimostra, sta "rotella a 5 raggi" si trova anche in esemplari con legenda normale. Guardando bene però l'esemplare che posto qualcosa di diverso in legenda ce l'ha!!! Nessuno lo nota?? Buon sabato mattina a tutto il forum. Cristiano.
    6 points
  8. Buon pomeriggio a tutta la sezione, '58 a confronto.... Un saluto a tutti. Raffaele.
    6 points
  9. Posso darti un consiglio? Lascia perdere.... Sprechi solo il tuo tempo, io ho smesso da molto.... Scrivo qualcosa quando può servire, per il resto, guarda e passa... Accetta il consiglio di un lamonetano di vecchia data... Non c'è nulla da vincere... Sprechi solo tempo e ti arrabbi per nulla... Guarda in giro nelle varie sezioni e scoprirai ciò che dico... Portare avanti le tue giuste rimostranze non serve a nulla... Fregatene e lascia morire la cosa... Qualcuno crederà di aver vinto... Beato lui
    5 points
  10. Che sia laser o abile lavoro a bulino (ho questo sospetto) pare comunque ben fatto, per ciò che si può giudicare. Poi, se il pezzo sia eticamente (o soggettivamente) collezionabile o meno la risposta è libera. Io, sapendo il prima ed il dopo non lo metterei. Però, se l'intervento fosse dichiarato ed il prezzo conseguente (quindi non troppo elevato) non mi stupirei se qualcuno lo ritenesse degno di entrare nella sua raccolta. È l'eterno dilemma sul restauro o meno, su quanto restauro sarebbe accettabile o no e ne abbiamo discusso mille volte. Non mi ripeto pertanto. Non scandalizziamoci però troppo. In fondo, se avvengono queste cose, la "colpa" è proprio dei collezionisti, che cercano solo questa tipologia di monete. Non necessariamente rifatte, diciamolo per onestà, ma lisciate, amalgamate e tirate a lucido di sicuro. Chi vende, pertanto, non fa altro che "legare l'asino dove vuole il padrone". Le monete con qualche incrostazione, salto di patina, per non dire corrosione, anche minima, ma anche solo con superficie rugosa o non uniforme, nonostante costino relativamente poco, non le vuole quasi nessuno. Mi sbaglio?
    5 points
  11. Anche se in bassa conservazione il R/ è in parte leggibile e credo che siamo di fronte ad un altro esemplare di tornese di Filippo IV con legenda al R/ NEAPOLIS REX. Legenda che si trova nello stesso orientamento degli esemplari già noti, a conferma che non si tratta di frutto di una ribattitura. Sperando di fare cosa gradita. Integrazione_alla_monetazione_di_rame_ba.pdf Alcune_precisazioni_sul_tornese_di_Filip.pdf Se ne discusse anche qui:
    5 points
  12. Posto per confronto le mie Piastre 1825 - 1826 in conservazione un pò così, ma bisogna accontentarsi. 1825
    4 points
  13. Buongiorno a tutti gli amici del forum. Con piacere condivido questo ennesimo 3 grana 1810 per Murat. Mi mancava la variante con la "rosetta" disposta 2 2 1 Il taglio è a serpentina e gli assi a medaglia Il peso è di 17,18 grammi La moneta presenta debolezze e una mancanza al rovescio ma come potete vedere dalla basetta ha circolato poco. Davvero felice di averla inserita in collezione ecco a voi le foto. Graditi i pareri. Saluti Cristiano.
    4 points
  14. Questa moneta ad esempio ha le "I" che sembrano quasi una "Z"
    4 points
  15. https://archive.org/details/i-dogi-omonimi-di-venezia-e-le-loro-monete N. Papadopoli I Dogi omonimi di Venezia e le loro monete. ISTITUTO ITALIANO DI NUMISMATICA Estratto dal Vol. III, fasc. I degli "Atti e Memorie" ROMA presso la sede dell'Istituto - Via Ripetta, n. 219 MCMXVII
    4 points
  16. Puo' darsi . Personalmente penso che un collezionista di monete romane debba essere anche un appassionato di storia romana , in quanto non concepirei le due cose scollegate , e che non accetti in collezione monete ritoccate ; meglio avere un MB , magari bruttino , ma originale piuttosto che un BB in su , rifatto . Ma forse sono solo un sognatore .
    4 points
  17. Buonasera, partecipo con la mia unica Piastra di Francesco I. Cosa ne pensate della conservazione? Saluti Alberto
    4 points
  18. Un saluto a tutti Forse è un argomento fuori luogo e contesto , per cui capirò se volete cancellarlo, volevo raccontarvi una episodio che mi ha messo un po' di tristezza, qualche tempo fa in un mercatino, ho chiesto come faccio sempre, se avevano monete, il gestore ha risposto “al momento no”, a quel punto è intervenuta una cliente, dicendo “visto che mio marito non c’è più, a breve porterò io le sue monete”, a mettermi tristezza, non è stato tanto il fatto che volesse dar via la collezione del ex marito (capisco che non ha tutti interessa), quanto l’assoluto tono di indifferenza verso la sorte del marito. Scusatemi se vi ho tediato o rattristato ma mi sono sentito in dovere di dedicare un pensiero a questo sconosciuto collezionista
    3 points
  19. Ho letto con attenzione, e ciò che ho letto, al di là della correttezza o meno di collocare questa discussione in Piazzetta (per quello c'è già chi è deputato a decidere), mi ha subito suscitato un dubbio. Da quanto ho capito l'invalidità dell'elezione di Bergoglio, sostenuta dall'autore del topic, sarebbe dovuta a un errore nella procedura di abdicazione commesso da Ratzinger. Questo errore, posta l'enorme cultura canonistica di Ratzinger, non sarebbe avvenuto per ignoranza, ma per volontà deliberata di tendere un tranello al successore. Ora io mi chiedo: ma una roba del genere è compatibile con il ministero papale? Davvero varrebbe la pena di tenersi uno che gioca a fare Iago prendendo in giro milioni di fedeli, solo per dire che Bergoglio è un antipapa? Che poi c'è già chi dice che è un anticristo, quindi volendo "antipapa" sarebbe pure un po' superato! E aggiungo: nella storia della Chiesa se ne sono viste di cotte e di crude, papi morti i cui cadaveri sono stati esumati, rivestiti e processati, papi dichiarati eretici dai successori, ecc ecc, e tutti questi figurano in bella mostra nella successione apostolica raffigurata in San Paolo fuori le mura, quindi non farei troppa sofistica sulle questioni di diritto, specialmente canonico, le quali, come diceva un utente prima, hanno un'elasticità di tipo scrotale (ma questo è un mio parere).
    3 points
  20. Cari @Raff82 e @Litra68 belle le vostre monete. E' una tipologia con bassi rilievi pertanto la minima usura porta via un pò di particolari e questa caratteristica è tipica delle Piastre di Francesco I°. Ho letto su qualche testo che fu una decisione per contrastare l'attività dei falsari e questa affermazione non mi ha mai convinto. Sarei grato se qualcuno del Forum volesse intervenire in proposito. Alberto, proprio per quanto scritto sopra, è sempre difficile esprimere un parere sulla conservazione. Al D/ di solito si valuta la presenza o meno della barba, al R/ invece il fatto che lo stemma abbia i particolari visibili. Poi in queste monete il bordo è molto "variegato", sia come "intreccio", sia come altezza. Complessivamente la valuterei un bel BB, ma è un parere personale e lascio la parola ad altri più esperti del sottoscritto. Cari Saluti, Beppe
    3 points
  21. Vi riporto quanto affermato da Sambon: " Ludovico di Camponesco, Conte di Montorio, aveva grande possanza negli Abruzzi, e contribuì molto a che la città di Aquila fosse ridotta all’ubbidienza dell’Aragonese. Alfonso, tra i capitoli che concesse alla città, annoverò il privilegio della zecca, ed il Conte di Montorio si affrettò a chiedere al sovrano che gliene cedesse la prerogativa. Alfonso, che molto doveva al Montorio, accondiscese; e, nell’ottobre del 1442 furono redatte le condizioni, cui il Conte doveva attenersi, nell’esercizio di quel dritto. Gli si dava, cioè, facoltà di coniare carlini, mezzi carlini, trentini e bajocchi della stessa lega di quelli coniati nella zecca di Napoli; ed il Camponesco, con questa concessione, coniò di fatti i carlini (pubblicati dal Fusco e dal Lazari) ed i trentini ossia celle che descriveremo più giù. Però, nell’aprile del 1443, Alfonso modificò le condizioni del primo privilegio, e diè al Camponesco ordine formale di fondere le celle, e di smettere il conio di qualsiasi moneta straniera al reame ( [p.pecunia externa). Nello stesso tempo dava facoltà al Camponesco di coniare, ad Aquila, qualsiasi specie monetale della zecca di Napoli, e segnatamente i carlini o gigliati ed i nuovi aragonesi. Più giù descrivo due diversi esemplari di questo reale o aragonese, della zecca Aquilana. Finalmente, come già abbiamo detto, nel 1451, Alfonso, pensando fosse assai meglio rivendicasse a se ogni diritto sulla zecca Aquilana, se ne fece fare rinuncia dal Conte di Montorio, facendogli assegno vitale d’annui ducati 400. Premesse queste notizie, esaminiamo ora le nuove monete aquilane da noi rinvenute. E prima diremo della cella, o trentino, così detta perchè pari a 30 denari, che fu coniata come già abbiamo dimostrato, tra il 6 ottobre 1442 ed il 6 aprile 1443. Il breve periodo in cui furono coniate queste celle, e l’ordine emanato da Alfonso per la loro fusi(me, ne spiegano sufficientemente la rarità. Ciò nonostante ve ne sono due nella collezione di mio padre, e due nel Medagliere del Museo Nazionale di Napoli. Esaminando attentamente; i diversi esemplari di questa moneta, ho trovato che l’epigrafe del diritto era divisa a mezzo da un piccolo emblema, in forma di montagna, con cinque rialzi; e questo emblema è appunto l’arme de’ Camponeschi, che hanno in campo d’argento cinque monti azzurri Per maggior chiarezza do qui il disegno di questo stemma. Il Camponesco, adunque, non si contentò dei vantaggi pecuniarii del dritto concessogli da Alfonso, ma volle altresì, con ambizioso pensiero, che la moneta aquilana recasse manifesto segno della sua possanza, fosse fregiata del suo stemma. Fu questo il primo esempio di uno stemma di feudatario, sulla moneta napoletana; e conosciamo soltanto altri due esempi simili durante il dominio aragonese; amendue su moneta di Atri; il primo, pur troppo naturale, è fornito dai bolognini del ribelle Giosia d’Acquaviva, il secondo ha invece maggior simiglianza col caso nostro, essendo quello dei doppi bolognini di Matteo di Capua, coniati tra il 1462 ed il 1464."
    3 points
  22. Come giustamente detto da @Gallienus la vedo più come una curiosità dettata da politiche commerciali, a parità di spesa acquisterei una "normale" in conservazione più alta. Saluti TIBERIVS
    3 points
  23. Molto interessante. Credo sappiamo ancora poco sulle attuali tecniche di ‘falsificazione e restauro’. Usiamo ancora termini quali ‘bulinare’ che sono assolutamente incongrui per un’operazione come questa che non si è certamente avvalsa di bulino o altro modo tradizionale di lisciare i fondi che risultano omogenei e quasi lucidi. In una moneta come questa mi preoccuperei anche e soprattutto del cancro del bronzo: vi è una bolla fortemente sospetta al R/ sotto ER di SERVATOS, poi completamente scomparsa (non so per quanto durerà l’opera di maquillage).
    3 points
  24. caro amico, questa volta non concordo con te... magari la piazzetta non era la sezione giusta, posso concordare, ma il tema è scottante e ne parla da anni mezzo mondo.... ora, considerando le valanghe di minchiate, scusate il termine, che leggo ogni giorno su questo forum, beh, questo ci stava eccome.... magari non nella sezione "piazzetta" questo è l'unico difetto del post ... certo che molti avrebbero potuto semplicemente ignorare la discussione se non interessava.... come faccio io con moltissime discussioni da rabbrividire.... ma non è mia abitudine mettermi a "sminchiare" la gente che scrive (non mi riferisco a te nello specifico).... men che meno su un tema reale ... che puo avere un riscontro anche numismatico se vogliamo.... ma c'è sempre chi preferisce leggere cose tipo "Costantino I, che è stato il più grande imperatore .... " etc oppure la discussione avrebbe avuto più appeal se l'amico avesse postato duecento inutili foto di monete di antipapi da acsearch? perchè questo vedo sempre che funziona molto.... insomma, passatemela...ragazzi, anche meno....
    3 points
  25. Per fortuna sono single e asociale 😀
    3 points
  26. Due tra le prime cose che mi insegnarono: 1) "La carta si fa scrivere". 2) "Fa attenzione perchè le argomentazioni giuridiche sono come la pelle del sacco sxxxxxxe (in verità il mio professore di procedura civile usava un termine più icastico): si può tirare da tutte le parti; ci vuole un po' di buon senso; se il risultato è insensato sicuramente qualcosa non torna nel ragionamento". Senza offesa per nessuno. E' solo una mia opinione.
    3 points
  27. già .. e nessuno si chiede perche questi giuristi tirano fuori questa storia a 8 anni di distanza? Dove erano questi 'studiosi' nel 2013 ? Come mai nessuno della Curia, o degli esperti Canonici all'epoca commento' alcunché Ci rendiamo conto di cosa significa rimettere in discussione il corso della Storia su presunte eccezioni giuridiche ? a me sembra di sognare..
    3 points
  28. Secondo me il discorso della tutela dei minori qui non c'entra nulla. La mia interpretazione è, se vogliamo, banalmente allegorica: i seni nudi mi significano la fertilità, i petti maschili la forza e i bimbi nudi la naturalità. La sessualità secondo me è frutto di una lettura distorta.
    3 points
  29. Complimenti @Asclepia per quest'altro 3 grana aggiunto in collezione.👍 Il mio unico esemplare finora, in collezione, non ha la variante GNAND. Lo posto nuovamente per un confronto. Variante 5 petali disposti a 2-2-1 - Rif. Magliocca 409b
    3 points
  30. Non mi ritrovo molto con questi ultimi commenti, una moneta rara, che è arrivata sino a noi è come un documento storico, ha un immenso valore storico. Può darsi invece che molte monete commercializzate in larga scala da molti, invece si rivelino col tempo per quel che sono, monete comuni e quindi di minore importanza storica e poi anche il mercato se ne renda conto.. La raritá va valorizzata, è stata data troppa importanza attribuita solo alla conservazione che non ha fatto molto bene alla numismatica.. Spero con questo, che in futuro i cataloghi siano fatti ancor meglio nel vero senso della rarità e non solo ad un mero scopo lucrativo e commerciale e che insegnino meglio così cosa possa essere l'importanza di questa arte minore. Saluti Fofo
    3 points
  31. E' questa la cosa triste (non che il resto non lo sia, ma questa ancor di più...): le Sovrintendenze, per non dover rispettare le tempistiche di legge, protocollano le pratiche e fissano la visione del materiale a distanza anche di diversi mesi (fino a 6 !!!!). Vai a spiegare agli acquirenti che non siamo noi venditori a prendercela comoda.....quando poi gli mandi gli screenshot del SUE capiscono e ci compatiscono. Come direbbe Emilio Fede: CHE FIGURA DI M.....
    3 points
  32. In realtà, almeno in teoria, andrebbe consegnato alle forze dell'ordine, ma che ve lo dico a fa'? petronius
    3 points
  33. Ciao a tutti, sono contento si sia creata una discussione così accesa. Non sono intervenuto, ma ho sempre letto tutti i vostri interventi. Credo sia impossibile trovare un accordo sul concetto di rarità e sui suoi criteri. Basti pensare che neppure i cataloghi stessi ci sono riusciti, visto che su alcuni determinate monete vengono definite comuni su altri rare. In questi casi mi piace affidarmi al Treccani per andare a fondo su quella che è la definizione di "rarità": A) La condizione e la caratteristica di essere difficile a trovarsi, e di conseguenza di essere particolarmente richiesto e ricercato, pregiato. B) Oggetto (soprattutto d’arte o da collezione) raro, difficile a trovarsi in quanto ne esiste o ne è disponibile solo un numero limitato di esemplari. La prima definizione, prende in considerazione la difficoltà di reperire un determinato oggetto, ma anche la richiesta e la ricercatezza. (È pur vero che possono esistere oggetti rari ma non richiesti). La seconda definizione si limita al numero di esemplari. Credo non possa esistere un unico criterio o definizione di rarità. Quale sia il più giusto, onestamente non saprei. Credo possiamo limitarci a dire quale può essere il più giusto per noi. Sicuramente, per avere dei criteri quanto più completi, volti a definire il concetto di rarità a 360 gradi, è necessario prendere in considerazione: - Numero di esemplari esistenti - Richiesta del mercato - Facilità di reperimento Credo che l'insieme di questi 3 punti possa stabilire la rarità di un oggetto. Se gli esemplari sono pochi, ma la richiesta del mercato è nulla ed il reperimento abbastanza facile (perché poco richiesto dal mercato), si può considerare raro un oggetto? Sì, ma raro nella sola ottica di numero di esemplari esistenti. Se gli esemplari sono tanti, la richiesta del mercato supera gli esemplari esistenti rendendo difficile anche il reperimento, si può considerare raro un oggetto? Sì, ma raro nell'ottica di richiesta di mercato. Le combinazioni possono essere molte, certo, un concetto/criterio assoluto di rarità farebbe comodo a tutti anche se forse non è facilissimo da realizzare.
    3 points
  34. Divisionale Inglese dedicata al cambio del ritratto della Regina sulle monete
    3 points
  35. Portogallo - 200 Escudos 1998 Serie "Le Scoperte Portoghesi" - L'Arrivo di Vasco da Gama in India Alfredo Gameiro ( 1898 ) L'Arrivo di Vasco da Gama a Calicut Lisbona - Biblioteca Nazionale del Portogallo
    3 points
  36. Non credo che ne io ne altri, cerchiamo " la pistola fumante ". Mi limito soltanto a mettere insieme, dettagli che in questo caso di un solo conio di dritto, ci siano ( solo sui falsi ), dei dettagli evidenti che meritano l'attenzione. Cosa che nelle GENUINE, i dettagli ci sono, e sempre al loro posto. Vedi l'esempio che segue su 9 monete che sono state coniate dal conio originale, durante la successione dell'usura. In GIALLO, sempre e solo 17 perline, sempre nello stesso punto di riferimento; Cerchietto ROSSO, il taglio del collo è sempre lo stesso; Quasi su tutti i tetradrammi Genuini, sono evidenti espansioni di metallo sul perlinato, caratteristica di una coniazione a martello, con piattello caldo. Cosa che il Fichera coniava a pressa e su piattelli somiglianti, ma mai come gli originali. Poi io ho la mia opinione, chi legge ha occhi ed intelligenza di recepire.
    3 points
  37. Buon giorno a tutti, vi posto un tornese di Filippo IV, preso in un lotticino, che presenta solo la sigla M dietro la testa. Saluti Eliodoro
    3 points
  38. RARO è qualcosa di cui si conoscono pochi esemplari. Rarissimo è un oggetto di cui si conoscono pochissimi esemplari. Potremmo anche aggiungere "estremamente raro" se se ne conoscono ancora meno, diciamo 4 o 5 ? Poi c'è Unico. Se di una moneta rara ci sono più collezionisti che la vogliono il prezzo salirà. Ma questo non la fa diventare rarissima. Resta rara.
    3 points
  39. Beh Rocco ha parlato infatti di studio. Se fosse stato in alta conservazione,c' era poco da studiá😁
    3 points
  40. Ogni tanto riporto all’attenzione questa interessante discussione. Negli ultimi 3 anni ho provato tanti metodi di conservazione, con tutte le collezioni di cartamoneta che faccio ho potuto fare esperimenti su esperimenti 😂. Ad oggi almeno per quanto riguarda la collezione principale, cioè la cartamoneta italiana le conservo così: Buste protettive Abafil o masterphil e infilate poi nei fogli masterphil che sono ancora più rigidi rispetto ai leuchtturm. Utilizzo fogli leuchtturm solo quando si tratta di avere fogli a 4 scompartimenti.
    3 points
  41. Buongiorno @FFF,non capisco davvero perché tu debba provare pena per me.. Io stó benissimo. Personalmente non colleziono errori di conio o artefatti come altri preferiscono chiamarli, quindi non la avrei acquistata. Diré peró che non ha valore, sminuirla o far sentire il fortunato proprietario quasi un delinquente mi fà girare gli zebedei. Quello che non mi piace, é che spesso, su questo Forum, soprattutto con nuovi utenti, si é un pó catastrofisti e a volte anche saccenti, soprattutto con chi si interessa di €. Perché intimorire un nuovo utente che forse potrebbe interessarsi alla Numismatica? La moneta é autentica, é rara e particolare, ha un valore per il suo mercato, il resto é teatro.
    3 points
  42. Buongiorno @Alexr99corse, Ti assicuro, essendo collezionista di € che ha valore, non hai ucciso nessuno e molti di quelli che ti mettono paranoie in testa, forse rosicano perché sarebbe un loro piccolo sogno umido numismatico, ritrovare una moneta di questo tipo giocando. Goditi la moneta e l'emozione del ritrovamento.
    3 points
  43. Ringrazio per gli interventi interessanti, ma rimango della mia ipotesi, la sigla è solo M.. Vi posto anche un altro rametto interessante
    3 points
  44. Isole Falkland 1 penny (pinguini) 2 pence (oca di Magellano) 1998
    3 points
  45. Ribalto la domanda....Qualcuno può definire rara una moneta che dal 2010 a maggio 2019 ha avuto 45 passaggi d'asta? (fonte catalogo lamoneta)... senza considerare le giacenti in centinaia di collezioni, le immancabili transazioni private, etc... e il sottoscritto negli ultimi 2 anni ne ha visto periziare un esemplare trovato in una piccola collezione e passare di mano un altro paio... sono io che ho c..o? Un saluto Mario
    3 points
  46. L'ultima zecca importante del Nord-Est che mancava è Merano. Anche questa zecca presenta molte difficoltà. Per esempio i Kreuzer di Mainardo II andrebbero classificati per simboli, ma ci vorrebbe moltissimo tempo da dedicarci. Rimane come obiettivo. Per ora c'è un esempio per tante emissioni. Spero che anche così possa essere d'aiuto. Arka Diligite iustitiam
    3 points
  47. Ciao ora mi sono liberato un po' ecco le foto spero di averle fatte bene ora😅😅
    2 points
  48. Abbi fede,nel forum è stata spodestata Sua Santitá da Mazinga....può succedere anche che la moneta diventi leggibile🤣🤣🤣
    2 points
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue., dei Terms of Use e della Privacy Policy.