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  1. Cari amici la moneta di questa settimana è un altra conseguenza della piastrite acuta di cui ormai sto soffrendo con crescenti fenomeni di dipendenza 😉 Dall’asta Bertolami E97, un discreto esemplare di piastra di Innocenzo XII del 1698 con rovescio con San Pietro benedicente, classificata dal CNI al numero 111 e dal Muntoni al n. 19. Presenta una uniforme patina di antica raccolta con una bella colorazione e qualche mancanza di metallo nei campi al R. Grazie dell’attenzione e buona serata a tutti
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  2. Conobbi e vidi per la prima volta questa Piastra 1805 HSIP nel 1993 in uno studio pubblicato su la rivista Cronaca Numismatica. Lo studio porta la firma del Dott. Giuseppe Ruotolo, Presidente dell'Accademia Italiana di Studi Numismatici. La Piastra è raffigurata al n°26 (Collezione Minervini ) Lui la definisce "Errore di punzonatura per alterazione della normale sequenza di lettere o numeri" Non mi sento di contraddire lo studio e la competenza di un'autorita' come il Dott. Ruotolo, per cui continuerò a definire errore la dicitura HSIP, Poi ognuno è libero di definirla come meglio crede.
    7 points
  3. Oggi voglio parlarvi di lei: Quando la vidi, fu amore a prima vista. Era notte alta. Quando tutti dormono. Quando la città dorme, invano disturbata dallo stridore verde di qualche macchina che sfreccia solitaria con suoi fari taglienti e freddi. O dal vociare grigio e contorto di qualche relitto umano che cerca di affogare in una bottiglia problemi quotidiani, grandi alla luce del giorno, enormi nel buio delle tenebre. Anche io, come tutte le notti, non riuscivo a dormire, scavato dai tarli della mente, logorato da pensieri interrotti, che non potevo, non riuscivo a riparare. Lo sguardo asciutto, assente, a fissare uno schermo. È proprio in quei momenti che cerchi aiuto e compagnia, preso dal grigio vuoto esistenziale con cui non vuoi imparare a convivere. Stavo girando su internet, sotto la luce giallastra e asettica della lampada quando la mia attenzione fu attirata dalla sua immagine di regina d’altri tempi, affascinante nella sua acconciatura, conturbante nella sua scollatura generosa. La fronte arcuata, gli occhi leggermente infossati, il labbro superiore carnoso, il naso sottile, appena incurvato, capelli piegati in onde leggere con una ampia treccia che scendeva vivace di lato a movimentare il viso. Presi il coraggio a due mani e le scrissi. Non ero abituato a scrivere sulle chat, ma lo feci preso da frenesia compulsiva. Le dita correvano veloci sulla tastiera emettendo un lieve ticchettio azzurrognolo. L’emozione dell’incognito e l’immaginazione del non visto correvano altrettanto. Le chiesi di parlarmi di lei. Mi disse che era nata a Milano, che era di nobile famiglia. Dopo una giovinezza passata tra gli agi, aveva sposato un uomo molto potente, un vero “capo” da cui aveva avuto tre figli. Un matrimonio difficile, dove l’amore aveva presto dovuto lasciare il passo ai doveri di chi comanda, agli impegni pressanti, alle opportunità politiche. Suo marito era sempre lontano, impegnato in rosse, frenetiche attività, circondato da pochi amici e da molti nemici. Proprio uno di essi, in un giallo pomeriggio di fine estate lo aveva ucciso: il potere, i soldi, l’avidità lo avevano portato via lasciando a lei spazio solo per una nera solitudine. Pianse…un poco…. Le chiesi dove fosse. Lei, dopo una attimo di esitazione, mi disse che ora viveva in Inghilterra, in un villaggio di campagna del Lincolnshire, di nome Normanby. Senza esitazione le dissi che l’avrei raggiunta, per parlare un po'. Mi preparai, rapidamente. Mi guardai allo specchio, il volto tirato, gli occhi segnati dall’insonnia, la barba già di qualche giorno. Mi lavai con un rapido getto di acqua fredda che mi diede una fugace sensazione di freschezza; quanto alla barba… la barba no, quella non l’avrei fatta. Radermi mi avrebbe riportato ad una quotidianità che volevo dimenticare. Partii con la mia macchina, con una valigia vuota, piena solo di sogni e con una foto in mano. Arrivato in Inghilterra decisi di lasciare le strade più battute per avventurarmi nella verde campagna. Mi sentivo un po’ come il maggiordomo Stevens di “Quel che resta del giorno”. Anche io come lui facevo un viaggio per cercare lei, ma forse, soprattutto, per cercare me stesso. All’improvviso fui colpito in viso da un giallo squarcio di sole che aveva aperto il sipario delle nuvole basse del cielo d’Inghilterra. Fu allora che spalancai gli occhi. Fuori era già giorno inoltrato, io ancora seduto davanti al mio pc. Nella mano destra stringevo lei, una monetina….Salonina, old-fashoned lover Salonina da Normanby. Per una volta, finalmente, avevo dormito. La moneta che avete visto in apertura di discussione è la prima acquisizione da hoard della mia piccola collezione. Si tratta di una moneta di Salonina, moglie di Gallieno. Eccovi il suo rovescio: Le foto sono mie e purtroppo non rendono giustizia delle piccole tracce di argentatura che ancora si apprezzano moneta in mano. Antoniniano D/ CORN SALONINA AVG: busto diademato e drappeggiato di Salonina, a destra, con doppio crescente lunare R/ AVG IN PACE: Salonina seduta a sinistra, con un ramo d’olivo nella mano destra e un lungo scettro nella sinistra. ESERGO/ MS: zecca di Milano, seconda officina. Autorità emittente: Gallieno RIC V Salonina 57 var Interessante la “M” dell’esergo e che sta per Mediolanum. E’ questa una delle prime indicazioni di zecca su una moneta, cosa che diventerà molto più comune poco più tardi già con Aureliano. Quando tutte le monete erano coniate a Roma non era necessario un marchio, cosa che diventerà necessaria, invece, con l’apertura di nuove zecche sparse per l’impero. Alla M segue la S, seconda officina. La legenda del rovescio (un unicum di Salonina) ha dato origine a diverse interpretazioni. AVG IN PACE è stata considerata da molti come la prima legenda apertamente cristiana. Sarebbe un riferimento alla politica di tolleranza verso i cristiani manifestata da Gallieno e dalla stessa Salonina che , secondo alcuni, sarebbe stata addirittura cristiana. La cosa strana e’ che nessuna fonte letteraria cristiana ne parli, trattandosi di una imperatrice. E’ forse anche plausibile, invece, un richiamo ai principi del neoplatonismo di cui probabilmente Gallieno e Salonina erano seguaci, come affermato da Porfirio nella Vita di Plotino. Il neoplatonismo avrà poi, in effetti, nella tarda antichità, una certa influenza proprio sulla stessa teologia cristiana (Sant’Agostino). Una altra ipotesi plausibile e’ quella che la legenda possa leggersi come “Augusta nelle vesti della Pace”, insomma una personificazione della Pace, nel significato di celebrazione, glorificazione dell’imperatrice. E voi, cosa ne pensate di questa legenda? Avete letto o avete voi stessi qualche ipotesi alternativa? Ma la cosa forse particolare di questa monetina è che proviene dal Normanby Hoard. Ecco dove si trovava la mia Salonina….ecco dove mi stavo recando a cercarla.... Normanby è un piccolo centro del Lincolnshire, in Inghilterra. Devo dire che ho fatto fatica a capire dove fosse Normanby (e quindi il deposito), nonostante Maps. Sono quindi ricorso al testo/catalogo “The Cunetio & Normanby hoards” che indica l’hoard in un campo accanto alla Ermine Street, vicino all’insediamento romano di Owmby, a circa 11 miglia a nord di Lincoln. Sono quindi andato a cercare vecchie mappe del Lincolnshire e ho trovato il paese: È interessante il fatto che la attuale Ermine street (segnata il giallo) ricalchi una vecchia strada romana il cui nome antico è sconosciuto che collegava (con varianti di percorso) Londinium (Londra) con Eburacum (York) passando per Lindum (Lincoln): Il Normanby Hoard fu rinvenuto nel 1985 dal signor Tom Cook (allora sulla cinquantina) che con il suo metal-detector stava saggiando un terreno nella zona, di proprietà del signor Bill Margrave. Quello che saltò fuori è uno dei più grandi ritrovamenti inglesi di monete romane. Ecco i protagonisti: Il tesoro consisteva in 47912 monete radiate d’argento contenute in una vaso di ceramica di produzione locale: Fa impressione pensare che lì in mezzo ci fosse anche la mia Salonina... Il Normanby hoard copre il periodo che va da Valeriano (253) a Carausio (293). I 2/3 circa delle monete appartengono all’impero “gallico”; il rimanente, per la maggior parte, all’impero “centrale” (con un prevalere di Gallieno e Claudio II); ci sono, infine, anche monete che il testo citato sopra chiama “irregular coinages”, probabili monete imitative. Si ipotizza che le monete siano state nascoste da un ricco proprietario terriero della zona (come detto nei pressi vi era un importante insediamento romano) sotto la minaccia delle invasioni dei Sassoni. Per avere una idea della imponenza del ritrovamento, basti pensare che il quantitativo di monete e’ l’equivalente di 5-10 anni di paga di un soldato romano dell'epoca. Il personale del British Museum (sotto la guida dell’allora curatore del Dipartimento monete e medaglie, Roger Bland) spese più di un anno per la pulizia e lo studio di tutte quelle monete. Tuttavia, il Normanby hoard non fu dichiarato “Treasure Trove” per il fatto che il contenuto complessivo d'argento delle monete era troppo basso (vedi link in calce). Di conseguenza, il British Museum non fu in grado di acquisire molte delle monete del tesoro per aggiungerle alla sua collezione (ne acquistò solo 500, per di più ben al di sotto delle 1775 inizialmente prese considerazione). Le monete furono quindi restituite al proprietario del terreno Mr. Margrave che a sua volta le vendette ad una casa d’asta. E Mr. Tom Cook? Possiamo pensare che se ne sia andato a mani vuote? Lo dubito… Le monete sono quindi finite sul mercato....La mia Salonina (che evidentemente non era tra le preferite) ha iniziato a viaggiare…. Questi sono i cartellini che accompagnano la mia moneta: Trovo questi cartellini molto belli. Qui li vedete ingranditi, ma sono molto piccoli. Penso che diano un valore aggiunto alla moneta. Si legge benissimo la descrizione, la provenienza dal Normanby Hoard, nonché la altre classificazioni oltre al RIC (Sear, Cunetio, Goebl). La mia Salonina nei suoi giri e’ arrivata qui: Baldwin's of St. James's, Auction 42 - Argentum, 1 Feb 2020, lotto 15: Infine, ad un venditore inglese e ora…ora e’ nelle mie mani.. Old-fashioned lover Salonina! - Per chi volesse approfondire l'argomento del Normanby hoard, indispensabile il catalogo: “The Cunetio & Normanby hoards” - Per chi vuole conosce meglio il "Treasure Trove": https://www.tripsavvy.com/what-is-treasure-trove-1662358 - Per chi vuole leggere sugli hoard britannici (e il Normanby hoard) qui sul nostro forum: Roman-Britain Hoards - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Britain Hoard - addenda - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Claudio II, ex Normanby hoard - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Nuove entrate dal Normanby hoard - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo Infine: Un ringraziamento particolare agli amici e colleghi curatori @grigioviola ed @Illyricum65. Ciao da Stilicho
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  4. Buon Sabato amici. Proseguiamo allora con questa variegata, ricca e storica discussione che almeno per me, è ed è stato un importante e facile strumento per mantenere viva quotidianamente, la passione per i miei amati tondelli e la voglia di condividerli. Condivido allora questo 10 grani per il Regno di Sicilia, millesimo 1815, il tipo normale con "G.10." , esiste anche la variante "G.10" (senza il punto dopo il valore) un pò più rara. Moneta che presenta una frattura, cosa che almeno personalmente non mi disturba affatto, la ricomprerei 100 volte . Il taglio è rigato. Trovo la moneta davvero bella e corredata da una piacevole patina. Buon pranzo.
    7 points
  5. Volusiano Gaio Vibio Afinio Gallo Veldumniano Volusiano (In latino: Gaius Vibius Afinius Gallus Veldumnianus Volusianus, data e luogo di nascita sconosciuti, morto a Terni nell'agosto del 253) è stato un imperatore romano dal 251 al 253 insieme al padre Gaio Vibio Treboniano Gallo. Volusiano, figlio dell'imperatore romano Treboniano Gallo e di Afinia Bebiana; aveva anche una sorella, di nome Vibia Galla. Ricevette il titolo di Cesare e princeps iuventutis nel 251, quando il padre assunse il trono e adottò, associandolo al trono come co-augusto, Ostiliano, figlio del suo predecessore Decio. Nel novembre 251, però, Ostiliano morì a causa della peste che stava flagellando Roma e Volusiano fu elevato dal padre al rango di co-augusto. Nel 253, allo scopo di combattere il generale ribelle Marco Emilio Emiliano, proclamato imperatore dalle truppe danubiane, Treboniano e Volusiano lasciarono Roma alla testa dell'esercito diretti a nord. Erano da poco giunti ad Interamna Nahars, (l'attuale Terni) quando si sparse la voce che Emiliano era penetrato in Italia e che si stava avvicinando rapidamente; i soldati di Treboniano, allora, si ribellarono e uccisero lui e Volusiano. Valore nominale: Sesterzio Diametro: 29 mm circa. Peso: 13 gr circa. Dritto: IMP CAE C VIB VOLVSIANO AVG (Imperatori Cæsari Caio Vibio Volusiano Augusto), busto a destra, laureato, drappeggiato e corazzato visto di tre quarti dietro. Rovescio: PAX AVGG (pax Augustorum), La Pax stante a destra con ramo di lauro in mano destra e scettro trasversale nella sinistra; S - C in campo. Zecca: Roma. Anno di coniazione: 251 - 252. Materiale: Rame Riferimento: RIC 256 a; Cohen 74 Rarità: R1 Che ne pensate? Questo è il mio ultimo acquisto! Ciao! TWF
    6 points
  6. Posto la mia sola 1805 capelli lisci.
    6 points
  7. Carissimi La moneta di questa settimana è un altro grosso calibro. Una zecca certamente minore, ma oggi alquanto ricercata, per la particolarità dei suoi nummi, che esteticamente richiamano volutamente canoni mitteleuropei. Siamo a Messerano, attualmente Masserano, un anonimo comune piemontese in provincia di Biella, a cavallo tra la fine del XVI e l’inizio del XVII secolo, regnante il principe Francesco Filiberto Ferrero Fieschi. Nel 1394 il vescovo di Vercelli, Lodovico Fieschi, di nobile famiglia genovese, ottenne che Messerano venisse costituita feudo assegnata al fratello Antonio, da papa Bonifacio IX, secondo una consuetudine del tempo. I Fieschi conservarono questo feudo per quasi quattro secoli. Nel 1517 la famiglia assunse il cognome Ferrero-Fieschi e il feudo sali’ rapidamente i gradi feudali, prima contea, poi marchesato, infine principato nel 1598 per nome di papa Clemente VIII. Esasperata dai soprusi dei Ferrero-Fieschi il 2 luglio 1624 la popolazione insorse, distrusse il castello e il principe dovette fuggire. Grazie al privilegio di battere moneta, concesso nel 1158 dall’imperatore Federico Barbarossa ai Fieschi, Messerano batte’ moneta dai primi del Cinquecento fino al 1690, principalmente contraffazioni di altre monetazioni, molto diffuse in tutta Europa. Qui abbiamo agli onori della cronaca un Tallero coniato nel periodo 1584-1629, moneta non particolarmente rara, ma come in altri casi che hanno preceduto esemplari della mia raccolta, in buona qualità e quindi non facile da reperire. Due marginali fratture di conio del tondello non inficiano i più che discreti rilievi che avvicinano il pezzo al livello dello SPL, pur senza toccarlo appieno, un metallo a tratti brillante e il lustro tuttora presente, caratteristica affatto banale su un pezzo di quattrocento anni di età, tutte caratteristiche che staccano nettamente questo esemplare dai soliti qBB e BB che popolano a volte le aste. Buona notte a tutti
    5 points
  8. Buonasera, Essendo questa una delle emissioni che più mi hanno attratto, artisticamente e storicamente, nella monetazione Geloa, ho voluto approfondire con confronti con altri esemplari. Vediamo se ne esce qualcosa di interessante. Confrontati i particolari delle monete che posto di seguito, ho sentito crescere nella testa quesiti su eventuali gradi di parentela tra monete, voi che ne pensate? Strane coincidenze? Io non credo molto alle coincidenze, ma tutto può essere, e non essere.. vedendo solo delle foto. La moneta postata da @mylae, ex Solidus nelle vendite citate al post 10: Un esemplare ex Bertolami Fine Arts EAuction 93 lotto 85, del 09-01-2021; 20.5 mm, 8.22g, 12 h, battuta a 480 sterline da una base di 100: Infine Il lotto 75 dell’asta Roma Numismatics XII, del 29-09-2016 andato invenduto da una stima di 3500 sterline ed Ex Roma Numismatics IX lotto 75, del 22-03-2015 battuto a 3200 sterline da una stima di 4000 sterline; 8,43 g, 22 mm, 3 h: I particolari evidenziati in giallo in qualche modo mi paiono tornare sui tre esemplari, con tutto ciò che può e non può derivarne, dato che siamo nel campo delle ipotesi..
    5 points
  9. https://www.fondazioneterradotranto.it/2015/03/10/lincendio-del-deposito-dellarchivio-di-stato-di-napoli/ Un danno immane al patrimonio documentale del nostro Meridione.
    4 points
  10. Ripropongo Tarì 1798 “S” rovesciate, già censito e pubblicato in questo topic, evidentemente tornato sul mercato e da me acquistato di recente. Ho fatto bene o ho fatto male? Ho letto con attenzione tutti gli interventi, mi sono informato ed alla fine ho deciso di metterlo in collezione. In effetti, mi stupisce che il “Gigante” lo etichetti “ un falso d’epoca “. Da che mondo è mondo, chi falsifica cerca di rimanere il più fedele possibile all’originale: può riuscirci più o meno bene, ma quello è l’obiettivo. Quando trova delle difficoltà, si adopera per camuffare. In questo caso abbiamo una moneta che è “sfacciatamente” diversa dall’originale: tutte le “S” speculari; invece del segno “V” una “A” rovesciata; il peso notevolmente inferiore (la mia gr. 2,96); l’utilizzo di più conii... Inoltre, la lega resta l’argento. Questo tarì possiamo definirlo come vogliamo, ma non di certo “ un falso”, proprio perché ridisegnato in modo “dichiaratamente” e “ volontariamente” dissimile dall’originale. Tesi sostenuta con valide argomentazioni da alcuni esperti nel corso di questa discussione. D’altra parte, secondo me, quando le situazioni sono complesse, ci dobbiamo lasciar guidare dalla logica!
    4 points
  11. Buongiorno a tutti.... Vorrei chiedere ai più esperti di me, so che siete in molti, cosa pensate di questo recente acquisto. Si tratta di un ducato di Andrea Contarini, che mi ha attratto perché pur non cercando questo Doge, mi è sembrato in alta conservazione per il tipo. Volevo anche chiedere, se qualcuno di voi sa perché la abbreviazione del Cognome sulle monete di questo doge avviene in quel modo, e anche sui grossi in argento. Grazie a tutti....
    4 points
  12. Buongiorno e buona domenica. Oggi vi posto una piastra, appena entrata a far parte della mia collezione.
    4 points
  13. Eccomi Rocco. Il contorno presenta il Giglio. Rispetto alle C speculari non ne conosco la rarità. Cari saluti e buon sabato sera
    4 points
  14. Ciao @Cecubo, scusa se ti rispondo dopo troppo tempo. La tua Piastra ha un rovescio particolare, è il conio con una "svirgolata" di bulino sulla cifra 2 del valore. Stesso conio della mia 1834 al post #68 Un caro saluto a tutti e un invito a condividere le vostre piastre del 1834 in questa bella discussione di @Raff82
    4 points
  15. Un dollaro per un centesimo Il 10 giugno 1909 la Zecca di Philadelphia iniziò la produzione dei nuovi centesimi, coniandone circa 25 milioni, così da averne una buona scorta in previsione della chiusura per le ferie estive, fissata al 1° luglio. E a luglio anche la Zecca di San Francisco iniziò la produzione. Qui i centesimi erano stati coniati per la prima volta soltanto l'anno prima, e in quantità ridotta, poco più di un milione di esemplari. Questo nonostante fossero ampiamente usati da tempo sulla costa occidentale, anche se non tanto quanto le monete d'oro e d'argento, che fino ad allora erano state le uniche coniate dalla zecca californiana. Le caratteristiche rimanevano invariate rispetto alla precedente tipologia "testa d'indiano". La nuova moneta, con un diametro di 19 mm. e un peso di 4,67 grammi, per uno spessore di 0,16 mm., era fatta di una lega bronzea composta per il 95% di rame, il 3% di stagno e il 2% di zinco. Il centesimo raffigurante Lincoln venne messo in distribuzione il 2 agosto, tramite le banche che ne avevano fatto richiesta, la sede centrale del Tesoro e diverse sue succursali quali Boston, Chicago, New York, St. Louis. Entrambe le zecche avevano prodotto una quantità che consideravano adeguata a soddisfare la prima domanda. Ma l'interesse per la nuova moneta era alto, sia tra i collezionisti che tra la gente comune, e la mattina del 2 agosto lunghe file di acquirenti si formarono presso la sede centrale del Tesoro a Washington, e altrove. Quelli che vediamo in foto, aspettano pazientemente di entrare nella succursale del Tesoro di New York. All'inizio si potevano avere tutte le monete che si volevano, ma ben presto iniziò il razionamento. La Zecca di Philadelphia limitò la vendita a 2 sole monete per persona, più fortunati gli acquirenti della foto, a New York furono distribuite 100 monete a testa, fino ad esaurimento. A San Francisco le scorte finirono in breve tempo, e i fortunati che erano riusciti ad aggiudicarsi le monete le rivendettero a chi ancora era in fila senza speranza a 3 centesimi l'una, oppure due per 5 centesimi Ma si poteva fare di meglio, come riportava il Boston Daily Globe del 13 agosto 1909: "Nel piccolo borgo di South Egremont, il nuovo centesimo ha battutto il record dei prezzi per la Contea di Berkshire. Il ben noto agricoltore Ephraim Baldwin, era semplicemente deliziato dei centesimi Lincoln, perché assomigliavano così tanto all'oro, così ha detto ai ragazzi del paese che avrebbe pagato un dollaro per ognuno che gliene avessero portato. Il piccolo villaggio venne perquisito, e a ogni contadino che era stato di recente in città fu ordinato di controllare tra i suoi spiccioli, se per caso avesse una di queste monete. Alla fine ne furono trovate 28, per le quali Baldwin, come promesso, pagò 28 dollari." petronius
    4 points
  16. Dalla collezione di Mark (anche se poi mi disse di averlo venduto), un "Redfield dollar": Per raccontarne la storia lascio la parola a lui, o meglio al suo simpatico traduttore online "Non c'è nessuna storia del Morgan completa senza menzione di LaVere Redfield, che ha fatto i suoi milioni in olio ed in stock quando ha vissuto in Los Angeles ed allora verso la fine dei 1930s, ha comprato un grande podere vicino alla città di Reno, Nevada. Redfield ha diffidato la banca, odiata pagare le tasse (è andato imprigionare per un istante nel `60s a causa di esso) ed ha avuto una passione per soldi “duri„, particolarmente dollari d'argento. Redfield ha comprato sia i dollari di pace che del Morgan dal sacchetto delle 1.000 monete e li trasporterebbe via dalla banca e dai casinos nella parte posteriore del suo camion di raccolta. Redfield non era un collettore; era un hoarder. Quando ha ottenuto domestico con i suoi sacchetti dei dollari d'argento, li getterebbe per scolarsi il vecchio scivolo di carbone nel suo scantinato e là si sederebbero, anno dopo l'anno. (La storia di A si dice a circa la latta di a delle pesche che hanno esploso, spruzzando i sacchetti con il relativo soddisfare.) la scorta del Redfield dei dollari d'argento, al relativo picco, si pensa per avere circa 600.000 numerati. Ma ci erano un robbery in 1952 ed un altro in 1963, in où circa 100.000 dollari sono stati rubati. Per il momento in cui Redfield muoia in 1974, la sua scorta era giù a 407.596 parti. Erano auctioned fuori come singolo lotto per $7.3M in 1976. Uno sforzo di commercializzazione gigantesco è seguito, generando l'interesse tremendo all'interno dell'hobby americano della moneta. Le monete del Redfield ancora sono viste frequentemente oggi (anche se i gradi che sono stati assegnati dai loro promotori evocano spesso il laughter ). Qui è un dollaro “del Redfield„ datato 1897, che, per coincidenza era nascita-anno di LaVere Redfield. MS65? Non penso così! Ma è una curiosità interessante E se, per caso, trovate un dollaro del Redfield con i punti grigi, potreste ricordarti di che esplodendo la latta della pesca. È stato suggerito che le monete con i punti grigi erano quelle che ottenessero spruzzate!"
    4 points
  17. 4 points
  18. Ho letto nel libro "Gioacchino Murat e l'Italia Meridionale " di Angela Valente - Ed.Einaudi ( ma non solo in questo testo ) che gran parte dell'Archivio del Regno di Napoli fu distrutto nel 1943 da un incendio doloso ( non per eventi bellici ). Ho cercato sul Web ulteriori approfondimenti, ma non ho trovato nulla. Probabilmente avessimo ancora questi importantissimi documenti, potremmo sapere di più anche sulla monetazione borbonica, documentazione che, come scrive @demonetis,è carente in questo campo. Mi piacerebbe sapere di più in merito all'incendio del 1943. Grazie a chi vorrà rispondere e Saluti a tutti. Beppe
    3 points
  19. Complice il PC di casa rotto proprio lo scorso weekend, non sono riuscito a preparare per tempo questa discussione, ma ci tenevo troppo a dargli avvio in concomitanza con la ricorrenza del primo anno dalla scomparsa di un grande amico virtuale. Seguirò ovviamente con altri messaggi, ma volevo intanto dirvi che il senso di questa discussione è quello di ricordare Mark, tramite i ricordi personali di ognuno di noi e le monete che erano la sua e la nostra grande passione comune. Pertanto l'invito è quello a partecipare, con grande libertà, nel modo che riterrete più opportuno. Preciso che apro questa discussione in sezione Monete Estere perchè Mark è stato per tanti anni uno dei Curatori di questa sezione e proprio qui era più assiduo, sono sicuro che gli avrebbe fatto piacere. Per ora vi saluto con la foto di un umile 10 lire Spighe (che, forse lo ricorderete, era stata scelta come foto profilo da Mark qui sul Forum) ed una bella citazione di Arthur Schopenhauer. "Il grande dolore che ci provoca la morte di un buon conoscente ed amico deriva dalla consapevolezza che in ogni individuo v'è qualcosa che è solo suo , e che va perduto per sempre."
    3 points
  20. In genere le domande hanno il punto di domanda... il tuo "elenco di differenze" rientra nella normale variabilità ed usura dei conii impiegati: è vero che queste monete non sono state prodotte in quantità eccessive come preventivato (120.000.000 di esemplari), ma nei due anni interessati dalla emisiione (1902-1903), è pur vero che ne sono stati coniati 13.668.000 pezzi. Se prendiamo come durata di conio, la produzione di 150.000 esemplari (una media fra 100.000 e 200.000), di conii ne sono stati utilizzati almeno 90 che, ripartiti nel biennio, lasciano pensare che nel 1903 si siano usati dai 40 ai 50 punzoni coniatori. Hai voglia di notare piccole differenze! Quanto allo "zero grande" non è così significativo come credi: le dimensioni sono praticamente le stesse (guarda anche le distanze dal bordo e dalle piume della coda) e solo la forma ovale presenta un lievissimo scostamento, dovuto - appunto - a punzoni diversi realizzati con le tecniche dell'epoca. Se poi vuoi per forza notare piccoli particolari, allora guarda tutti i numeri della data e vedrai (anche se la tua immagine è sfuocata) che nessuno è uguale all'altro. Ma di poco e rientra, come detto, nella variabilità dei conii.
    3 points
  21. Zimbabwe 1 dollaro 1993 sul retro i resti di un'antica città dello Zimbabwe
    3 points
  22. Scusate. ecco l'immagine della lastra
    3 points
  23. Questo tipo di errore possiamo chiamarlo Metatesi, termine preso in prestito dalla linguistica che descrive l'inversione nell'ordine di successione dei suoni di una parola; come ad esempio pan per cofaccia.
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  24. REGNO D'ITALIA - RE UMBERTO I° - 10 CENT. 1893 -ZECCA DI BIRMINGHAM E ZECCA DI ROMA In questa tipologia di moneta la Data "1893" presenta per entrambe le Zecche, il numero " 9 " spostato leggermente in alto rispetto agli altri. Confrontando le monete postate da Voi e quelle che ho, risulta essere la norma. Mi piacerebbe se qualcuno potesse confermare o meno questa particolarità. Saluti a Tutti
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  25. Davvero incredibili... questi scienziati! Me lo immagino, Herr Nieder, col suo bel camice bianco appena rigato da piccoli spruzzi di guano, che lega il povero corvo con delle cinghiette (perché il corvo mica c'ha tanta poesia, credo, di stare fermo davanti ad uno schermo a guardare dei puntini!) e con ghigno sadico gli infila degli elettrodi nel cervellino, previamente scoperchiato, presumo senza uso di anestesia. Il tutto per "dimostrare" che cosa? Che i corvi sanno far di conto! A parte il sadismo scientista, tutto il discorso mi sembra davvero surreale: lo "zero", così come l'1, il 2, il 10,... il 187656467... sono concetti funzionali. Vale a dire che ogni numero "esiste" solo in virtù della potenzialità di essere il risultato di operazioni con altri numeri. Ad es. finché non si ebbe la necessità di fare 10-5-3-2 lo 0 non aveva alcun senso. Infatti i numeri erano solo dei simboli che denotavano quantità, li si apponeva sopra anfore sigillate che contenevano determinate quantità di un bene, a mo' di sigilli di garanzia apposti da funzionari che garantivano che dentro ci fosse esattamente quella quantità; lo 0 è quantità nulla e quindi non necessitava di essere connotato perché ovviamente non c'era bisogno di sigillare un'anfora vuota! Quindi il "concetto di zero" non può prescindere dalla funzionalità matematica, e a meno che Herr "Mengele" Nieder non mi dimostri che i corvi sanno fare di conto, siamo lontani anni luce dal "concetto" di zero. Tutt'al più il sadico esperimento del nostro aguzzino avrebbe avuto lo strabiliante risultato di dimostrare che i corvi conoscono la differenza tra il "nulla" e il "qualcosa". Ma per questo io potrei andare anche oltre: per me conoscono pure la differenza tra il "nulla", il "poco", il "giusto", il "tanto" e il "troppo". Ma questo non ci autorizza a parlare né di "numeri", nè di "concetti", né tanto meno di "concetto di zero"!!! Certo che il corvo si confonde tra 0 e 1, quando ha fame, non c'è così tanta differenza tra 1 seme e nessun seme!! Ammesso (e non concesso) che il malcapitato corvo non sia stato previamente addestrato a beccare sullo schermo, gesto che evidentemente gli è stato insegnato dato che in natura di norma i corvi non vengono a picchiare i loro becchi contro i vetri. In tal caso, i nostri eminenti "scienziati" non sarebbero molto diversi da un domatore di leoni che, dopo aver insegnato al suo leone (a schiocchi di frusta, naturalmente...) a saltare dentro un cerchio, vedendo che il leone, nei pressi di un cerchio, vi salta spontaneamente dentro, affermi che quello conosce il "concetto di circonferenza"! Questo articolo dimostra ancora una volta l'antropocentrismo deformante dello sguardo umano sulla natura: siccome noi scimmioni ottusi ci crediamo er mejo del mondo, non possiamo che disporre l'infinito insieme degli esseri viventi in una scala gerarchica con noi al vertice e sotto quelli via via sempre più "diversi" da noi. E allo stesso modo ci figuriamo l'intelligenza: tanto più sviluppata quanto più simile a quella umana. E così finiamo per umiliare la magia della vita nel grottesco spettacolo di corvi legati davanti a schermi di computer.
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  26. Si Dracma, errore in legenda, inversione di lettere in HISP. Tre soli esemplari conosciuti.
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  27. Un raro guerriero integro scoperto in complesso archeologico Eccezionali ritrovamenti dopo scavi nel nord Sardegna Un bronzo figurato integro, caso rarissimo di ritrovamento in scavo, rappresentante un guerriero vestito con un corto gonnellino, un elmo cornuto e lunghe trecce che da sotto giungono sino al collo. Sul petto un pugnale ad elsa gammata, attributo distintivo del raggiungimento dell'età adulta, con la mano sinistra regge uno stocco poggiato sulla spalla, al quale è legato uno scudo circolare con umbone e motivo a raggi, le gambe divaricate, poggiate su uno dei canali di fusione, utilizzato per l'infissione dell'offerta su una tavola votiva. È la straordinaria scoperta fatta nel complesso archeologico di Cuccuru Mudeju, nel territorio comunale di Nughedu San Nicolò, nel Sassarese, la vasta provincia della Sardegna nordoccidentale. Dall'ottobre del 2019 e fino a qualche giorno fa, il complesso è stato al centro di una campagna di scavo e restauro condotta dal Comune con la direzione scientifica della Soprintendenza archeologia, Belle arti e Paesaggio per le province di Sassari e Nuoro e co-finanziata dal Piano Scavi 2018. Nonostante l'attività agricola avesse sconvolto almeno in parte il sito e rasato le strutture murarie, si è indagato in un settore in cui è emerso un muro perimetrale che delimita una serie di ambienti, tra cui uno che presenta una panchina lavorata su due lati, altri con lacerti di lastricato. Sono state rinvenute basi litiche per offerte votive, nelle quali si possono osservare i fori per l'infissione di spade o il posizionamento di ex voto di bronzo e vaghi di collana in pasta vitrea. Cospicuo il gruppo di reperti in bronzo che sono stati consegnati al centro di restauro della Soprintendenza per le necessarie attività di recupero, analisi e documentazione fotografica. Si tratta di un frammento di spada votiva, uno spillone, un pugnale foliato con un ribattino, un codolo di pugnale frammentario, un anello in bronzo di incerta definizione, un frammento di bronzo figurato, che rappresenta la porzione di un arco con la relativa legatura. Gli esiti della campagna di restauro e scavo confermano l'importanza del santuario e dimostrano gli ottimi risultati raggiunti da Comune e Soprintendenza. I ritrovamenti, in particolare le tavole per offerte e i bronzi, restituiscono un'istantanea della religiosità nuragica nell'età del Bronzo Finale e l'inizio dell'età del Ferro. Nel corso delle indagini precedenti sono emerse diverse strutture, che all'inizio dei lavori non erano più ben visibili ma che sono ora tornate alla luce dopo un'accurata pulizia. https://www.ansa.it/amp/sardegna/notizie/2021/06/19/un-raro-guerriero-integro-scoperto-in-complesso-archeologico_9c7a48e7-3dd2-41c0-9fe7-0742f115a4c4.html
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  28. Altri due esemplari Zoppola appena entrati in collezione: Paolo Renier, 1778-1789. Quarto di ducatone da 31 soldi, AR 6,85 g. S M V PAVL RAINERIVS D Il Leone alato, a s., volto di fronte e con la zampa anteriore appoggiata sul libro aperto; a d., il doge genuflesso con vessillo. All'esergo, L A F (Lunardo Alvise Foscarini massaro). Rv. MEMOR ERO TVI IVSTINA VIR S. Giustina stante, trafitta in seno da pugnale, con palma nella d. e libro nella s.; sullo sfondo, galere in navigazione e, all'esergo, 31. CNI 21. Paolucci 24. Molto raro. Bellissima patina di medagliere e conservazione eccezionale, Fdc Ex collezione Zoppola Pasquale Cicogna doge LXXXVIII, 1585-1595. Ducato da 124 soldi, AR 27,88 g. S M VENETVS PASC CIC – ONIA DVX Il Leone alato, a s., volto di fronte e con la zampa anteriore appoggiata sul libro aperto; a d., il doge genuflesso con vessillo. All'esergo, G S (Gerolamo Semitecolo massaro). Rv. MEMOR ERO TVI IVSTINA VIRGO S. Giustina stante, trafitta in seno da pugnale, con palma nella d. e libro nella s.; all'esergo, 124. CNI 101. Paolucci 13. Rarissimo. Patina scura di medagliere, quasi splendido; graffietti sui fondi. Ex collezione Zoppola; acquistato da A. Jesurum nel 1926 per lire 120.
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  29. Spagna - 200 Pesetas 1992 Madrid - Capitale Europea della Cultura Antonio Navarro Santafé ( 1967 ) Statua dell'Orso e del Corbezzolo Madrid - Puerta del Sol
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  30. Pur restando moneta NC o R sia in bassa che in alta conservazione, quello che cambia (e a volte di tanto) è il valore pecuniario. Nel caso del 50 Lire 1958, il valore è dato di base dal fatto che ne sono stati coniati relativamente pochi pezzi (825.000) contro i milioni di esemplari degli altri millesimi, ma anche - e soprattutto - perché è una moneta che è stata poco collezionata all'epoca dell'emissione (come altre Lire del periodo) e si dovette arrivare al 1968 perché la zecca proponesse le proprie monete in divisionali. Le 50 Lire del 1958 hanno perciò circolato (e tanto) prima di essere prese in considerazione dal collezionismo di massa. I pochi esemplari in alta conservazione sono dovuti a quei pochi collezionisti che le misero da parte allora e nei primi anni seguenti l'emissione, mentre è - sempre "relativamente" - facile trovare gli esemplari in bassa conservazione poiché non destano particolare interesse... Qui sotto, partecipo alla carrellata col mio esemplare in buona conservazione (a dimostrazione della "facile" reperibilità, ne ho altri 4 in conservazione minore di cui 3 presi direttamente dalla circolazione):
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  31. Ciao Massimo, piacevole esemplare di questa piastra di papa Pignatelli. Gradevole la patina e moneta ben godibile nonostante i piccoli difetti già evidenziati. Piastra opera di Ferdinand di Saint Urbain (come si può vedere dalla firma presente sia al D/ che al R/), che proprio nel 1698 divenne incisore dei coni della zecca di Roma. Piastra che possiamo sicuramente definire commemorativa per la legenda del R/ che si traduce in "Grazia e pace vi siano moltiplicate" e ricorda la Pace di Rijswijk che pose fine alla guerra della Grande Alleanza (1688-1697) nota anche come Guerra dei Nove anni, conflitto che vide coalizzate le maggiori potenze dell'Europa occidentale contro le ambizioni espansionistiche di Luigi XIV di Francia e che segnò l'inizio del declino dell'egemonia francese sul continente. Michele
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  32. Viktoras Barnauskas Questo una volta era il nome di Victor David Brenner, nato il 12 giugno 1871 a Shavli, allora città russa, oggi Šiauliai in Lituania. Come tanti emigranti di ogni nazionalità, una volta arrivato negli Stati Uniti, il 17 maggio 1890, aveva cambiato il suo nome in uno più comprensibile alle orecchie degli americani Nel 1909 lo si poteva considerare il più "numismaticamente consapevole" degli scultori americani. Il suo lavoro, all'arrivo negli Stati Uniti, era stato quello di incisore di gioielli e riparatore di orologi. Perfeziona le sue conoscenze studiando presso la Academy of Design nel 1891, mostrando subito un interesse primario per le medaglie. Dal 1898 al 1901 vive a Parigi, per perfezionarsi nella sua arte, ed espone i suoi lavori all'Esposizione Universale del 1900. Tornato in America, diventa membro dell'American Numismatic and Archeological Society, presso la quale tiene dei corsi sulla preparazione dei conii monetari. Diventato ben noto negli ambienti artistici americani, Brenner riceve nel 1909 l'incarico di disegnare il nuovo centesimo, per il quale gli viene corrisposto un compenso di 1000 dollari. Spererà a lungo di ottenere altre commesse per le monete, ma non verrà più preso in considerazione dalla zecca. Influirono probabilmente su questo le controversie sorte a seguito delle sue iniziali incise sul centesimo, e il fatto che non fosse particolarmente gradito all'incisore-capo, Charles Barber, al quale in realtà stavano antipatici tutti coloro che esercitavano il suo stesso mestiere, nel quale egli reputava, naturalmente, di essere il migliore Ma forse non se ne crucciò più di tanto, visto che il suo grande successo come medaglista gli assicurerà fama e prosperità. Oltre alle medaglie, completa un solo lavoro su grande scala, la scultura Song to Nature, una fontana nel Mary Schenley Park di Pittsburgh, Pennsylvania. Muore il 4 aprile 1924 a New York. petronius
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  33. 1992 Portogallo - 200 escudos 500° Anniversario della scoperta dell'America
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  34. Roosevelt fu subito conquistato dall'idea, anche se non è chiaro a che punto il centesimo sia stato scelto per questo onore. Brenner avrebbe preferito il mezzo dollaro, ma la legge monetaria del 1890, che imponeva che una moneta dovesse essere coniata per almeno 25 anni prima di poterne cambiare il disegno, rendeva il mezzo dollaro impossibile da realizzare fino al 1916. All'inizio del 1909 Brenner aveva completato i suoi modelli, e sperava che la moneta potesse essere pronta per la distribuzione il 12 febbraio, centenario della nascita di Lincoln. Questo piano fu mandato a monte da Frank A. Leach, direttore della zecca, che respinse il disegno del rovescio proposto da Brenner, una figura femminile in piedi, con un lungo vestito svolazzante, un cappello frigio in testa, un ramo d'ulivo in una mano e un fascio littorio nell'altra: disegno, oltretutto, assai simile a quello della Marianna che compariva sulle contemporanee monete francesi da 1 e 2 franchi. Così Brenner dovette preparare un nuovo modello, due spighe di grano contrapposte, diventato familiare per i collezionisti di tutto il mondo Il nuovo modello fu approvato il 19 febbraio dal Presidente Roosevelt, che però a quel punto era diventato, come dicono gli americani, "a lame duck", un'anatra zoppa. Mancavano infatti pochi giorni all'insediamento, il 4 marzo, del suo successore, William H. Taft, e questo provocò un ulteriore ritardo. Il nuovo presidente, pretese che sulle monete tornasse il motto religioso IN GOD WE TRUST, che era stato soppresso da Roosevelt https://www.lamoneta.it/topic/72198-laquila-di-san-gaudenzio/page/2/?tab=comments#comment-777880 Si dovettero ridurre le dimensioni del ritratto di Lincoln per far entrare il motto sopra la sua testa, e il nuovo centesimo fu finalmente emesso il 2 agosto 1909. Il disegno di Brenner è di grande efficacia nella sua semplicità. Un busto di Lincoln volto a destra, vestito in un abito della sua epoca. Il motto IN GOD WE TRUST compare sopra il busto, LIBERTY alla sua sinistra, e la data sulla destra. Al rovescio due spighe di grano contrapposte, tra esse le iscrizioni del valore ONE CENT, e UNITED STATES OF AMERICA. In alto la legenda latina E PLURIBUS UNUM. In basso, tre lettere, V.D.B., le iniziali di Victor David Brenner... e furono queste a scatenare un'infuocata polemica petronius
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  35. Purtroppo alcuni avevano solo un coltellino
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  36. Ti allego questo link vai al paragrafo " billetes espagnoles en las colonias" coleciones Caballero historia. Saluti.
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  37. Condivido la mia napoletana di oggi, comprata stamattina. 120 grana 1853. Adesso mi mancano solo la1851 e 1852. Sono graditi i Vs commenti. Buona domenica a tutti
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  38. Salve gennydbmoney le mancanze al bordo fanno perdere peso i buchi sopra SIC e sopra E fanno perdere peso allego un falso che potrebbe somigliare postato da un amico del forum per confronto.
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  39. D'accordo con @scorpus @borbonik e @paoloilmarinaio che l'originalità della moneta si possa comprendere solo con i dati ponderali e vedendo il taglio, quindi non mi pronuncio. La moneta di @magicoin è veramente interessante presentando una V più lunga del normale. A questo proposito proprio @paoloilmarinaio,nella Discussione “Le piastre da 120 Grana del 1834”, ha postato un 120 Grana che presenta una V lunga. Mi sono permesso di manipolare le due foto per poterle confrontare. Come vedete le V sono più lunghe ma il conio è diverso. Nella Piastra in questione, penso di escludere l'ipotesi di una A rovesciata, in quanto la stanghetta orizzontale non è evidente. Le monete cosiddette “FERDINANDAS “ sono rare e la lettera si presenta indubbiamente come una A rovesciata. Probabilmente si tratta di una rottura del conio, mentre la X a clessidra potrebbe essere un esubero di conio. Questo è il mio modesto parere. Saluti a Tutti, Beppe
    2 points
  40. Sul fatto che se fosse tarocco abbia circolato poco non sono d'accordo ci sono falsi d'epoca che hanno circolato molto spacciandole per buone. Comunque se l'utente che ha postato la moneta ci direbbe il peso e una foto del taglio ci aiuterebbe molto io ancora ho il dubbio che potrebbe essere un falso d'epoca.
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  41. Eccomi, capisco che non cambi molto ma non riesco a fare di meglio, cosa che l’eccezionale qualità di questo pezzo meriterebbe
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  42. Maximinus II A.D. 313, 21x22mm, 3.9g IMP C GAL VAL MAXIMINVS P F AVG; laureate head right. HERCVLI VICTORI; Hercules standing right, right hand behind back, left leaning on club covered by lion’s skin, Z in left field. in ex. ANT✶ RIC VI Antioch 170b https://www.vcoins.com/en/stores/victors_imperial_coins/208/product/maximinus_ii_hercvli_victori_from_antioch/1268619/Default.aspx L’esemplare che ho presentato in apertura ha un diametro di 21 mm e un peso di 5.1 g. La rappresentazione di Ercole con la pelle del Leone di Nemea e la clava fa chiaramente richiamo alla statua dell’Ercole Farnese, la famosa scultura in marmo di Glicone di Atene alta più di 3 metri, copia di quella bronzea creata da Lisippo nel IV secolo a.C. Nel periodo tetrarchico, vuoi per il dualismo Diocleziano/Giove e Massimiano /Ercole con entrambi messi sullo stesso piano come Augusti (ma sottolineando la relativa prevalenza del primo che nella mitologia è il padre del semidio), vuoi per appellarsi a una divinità protettrice dotata di una forza e di una tenacia sovrumana, la figura di Ercole/Eracle riprende una posizione di preminenza. Saluti Illyricum
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  43. Cuba - Tres Pesos 1992 Alberto Korda ( 1960 ) Guerrillero Heroico Questo scatto fotografico, realizzato a L'Avana il 5 Marzo 1960, divenne una delle più celebri e riprodotte fotografie della storia grazie a Giangiacomo Feltrinelli, il quale ricevette in regalo dall'autore due copie dello scatto in un incontro nella capitale cubana nel 1967. Utilizzato per la versione italiana del " El Diario del Che en Bolivia " ( uno dei diari personali di Ernesto "Che" Guevara ), Feltrinelli decise di stampare numerosi poster con la stessa immagine tappezzando Milano all'indomani della dipartita del comandante.
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  44. @ottone, ecco, questo Carrararino può secondo me essere uno di quelli che avrebbero potuto indurre all' errore.
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  45. Capisco la tua amarezza @mylae, comunque se può consolarti, sappi che nel nostro mondo di fregature o presunte tali ci sono innumerevoli casi ed è capitato a tutti di incappare in monete dubbie, con relativa perdita di denaro contante... Comunque nessuno nasce imparato e tutto fa esperienza e l'esperienza nella vita (e nella numismatica) aiuta molto... Spero ti ritorni la passione numismatica. Saluti
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  46. Taglio: 20 cent Nazione: San Marino Anno: 2002 Tiratura: 147.400 Condizioni: BB Città: Baselga di Piné (TN) E' curioso, dopo quasi 20 anni, trovare ancora queste monete in circolazione!
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  47. C'è un motivo per cui questa discussione inizia proprio oggi. Esattamente un anno fa, il 14 giugno 2020, il forum perdeva un caro amico, Mark M. Peters, da tutti conosciuto come @villa66 Vorrei ricordarlo dedicandogli questa discussione su una delle monete più iconiche del suo paese, un piccolo gesto per una grande persona che sarà sempre nei nostri cuori
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  48. Forse ne sono venuto a capo! Dopo vari tentativi con Google e dopo aver seguito le piste più disparate, credo di aver capito che: - Nel caso di questa moneta Cervaro non è il comune in provincia di Frosinone, all'epoca nel Regno delle Due Sicilie, ma si riferisce alle grotte del Cervaro, località poco fuori le mura di Roma, probabilmente presso Tor de' Schiavi. - Nella prima metà dell'Ottocento, si era formata una società di artisti tedeschi residenti a Roma, detta "Ponte Molle" (altra designazione di Ponte Milvio, dal quale entravano nella città eterna tutti i viaggiatori provenienti dal Nord). - Gli affiliati di Ponte Molle, con il concorso degli autoctoni, davano luogo ad una specie di carnevalata goliardica annuale in località Cervaro, in cui ogni 29 aprile si festeggiava scherzosamente il natale di Roma, canzonando la ricorrenza "ufficiale" del 21 aprile (il 29 era in realtà l'anniversario della prima riunione della congregazione). - Tutti i partecipanti alla festa, i soci di Ponte Molle, e altri loro colleghi e amici che si sono registrati nei giorni precedenti in un'apposita lista, ricevono come segno distintivo una moneta da mezzo baiocco, che viene esibita, come dice una delle fonti, appesa con un nastro verde (si parla addirittura di "Decorazione del Baiocco", come una benemerenza goliardica di cui si fregiò anche il Thorvaldsen, esibendola persino alla corte di Danimarca!). Ecco il perché dei fori così frequenti per questa moneta! - La festa del Cervaro si tenne fino al 1846. Con il risveglio del sentimento patriottico seguito all'elezione di Pio IX venne considerata irriguardosa da una parte dell'opinione pubblica e non si celebrò più per diversi anni. Venne in seguito ripresa e scomparve definitivamente nel 1882. Insomma... con ogni probabilità la mia moneta proviene dall'esperienza delle feste del Cervaro della società artistica Ponte Molle. Chi lo avrebbe mai detto!!! Ecco un po' di fonti che ho reperito: https://books.google.it/books?id=yeEuv0v6s-4C&pg=PA1&hl=it&source=gbs_selected_pages&cad=3#v=onepage&q&f=false https://books.google.it/books?id=Kp-ODAAAQBAJ&printsec=frontcover&hl=it#v=onepage&q&f=false http://www.risorgimento.it/rassegna/index.php?id=62469&ricerca_inizio=0&ricerca_query=&ricerca_ordine=DESC&ricerca_libera= http://www.gruppodeiromanisti.it/wp-content/uploads/2014/10/1966-parte-2-pp.-224-493.pdf Dovrebbe esserci anche un articolo specifico su Panorama Numismatico 186 (Giugno 2004), a firma S. Di Virgilio, che sicuramente dirimerebbe la questione, ma non è nella mia disponibilità. C'è qualcuno che ne è in possesso?
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