Jump to content

Leaderboard

  1. Arka

    Arka

    Utente Storico


    • Points

      30

    • Content Count

      7,200


  2. Oppiano

    Oppiano

    Utente Senior


    • Points

      28

    • Content Count

      472


  3. apollonia

    apollonia

    Utente Storico


    • Points

      26

    • Content Count

      19,333


  4. nikita_

    nikita_

    Utente Storico


    • Points

      21

    • Content Count

      18,070


Popular Content

Showing content with the highest reputation since 06/07/2021 in all areas

  1. Cari lamonetiani il nummo della settimana è un bel massimale d’argento di uno dei meno conosciuti sovrani sabaudi, Carlo Emanuele IV. Nato da Vittorio Amedeo III e da Maria Antonia di Spagna succedette al padre nel 1796. Cagionevole di salute, caratterialmente debole e psicologicamente fragile, soffri’ gli eventi tragici di quei terribili anni subendo violente crisi epilettiche e definendo il suo Regno una “corona di spine”. Trovò consolazione solo nella fede entrando tra i domenicani e ritirandosi in convento. Abdicò dopo soli sei anni nel 1802 a favore del fratello Vittorio Emanuele I. Mori’ nel 1818. Il suo non lungo Regno è caratterizzato da poche tipologie monetali, tutte contraddistinte da conio basso e da un’estetica non particolarmente originale ed anche un po’ monotona. L’esemplare della mia raccolta che vi presento è un Mezzo Scudo del millesimo più comune e presenta una buona qualità generale di fondi lustro e rilievi. Qualche graffietto di conio al D come spesso si riscontra su questi pezzi. Proviene da un listino di qualche tempo fa che sono sicuro che @r.tino ben ricorda. Mi è piaciuta da subito per la particolare conservazione, non proprio reperibile con facilità. Difficile da migliorare in raccolta, difficile. A Voi il D e buona salute a tutti ✌🏾 E il R
    9 points
  2. Carissimi amici ed appassionati delle medaglie partenopee, quest'oggi sono lieto di mostrarvi l'ultimo pezzo entrato in collezione. Come da titolo, si tratta della medaglia in argento per la distribuzione delle bandiere alle Legioni Provinciali, probabilmente una delle medaglie in argento di Murat più abbordabili per rarità (i cataloghi la danno come R2) e prezzo. Ciononostante, devo dire che si tratta di un esemplare che ho sempre apprezzato molto per gusto estetico e storia. Note storiche: L'istituzione delle Legioni Provinciali, avvenuta nel maggio del 1806, fece seguito ad un'importante riforma di carattere amministrativo che coinvolse l'intero regno. Sotto Giuseppe Napoleone, infatti, il Regno di Napoli venne suddiviso in 14 province: Abruzzo Ultra I, Abruzzo Ultra II, Abruzzo Citra, Principato Ultra, Principato Citra, Terra di Bari, Terra d'Otranto, Calabria Ultra, Calabria Citra, Molise, Foggia, Terra di Lavoro (con capoluogo Capua), Napoli e Basilicata. A protezione e controllo di ciascuna di queste province venne assegnata una Legione Provinciale, una sorta di milizia civile i cui compiti ricordano per molti aspetti quelli di un attuale corpo di polizia. Il loro scopo era, infatti, quello di "proteggere le persone e le proprietà e di mantenere il buon ordine interno nelle singole province del Regno" (cit. Salvatore D'Auria). Veniamo ora al motivo per il quale venne coniata questa medaglia. Il 26 marzo 1809 ebbe luogo a Napoli, nei pressi della Villa Reale, la benedizione e distribuzione delle bandiere ai Corpi dell'esercito ed alle Legioni Provinciali. Per tramandare ai posteri la cerimonia, con Decreto del 29 marzo 1809, Murat ordinò la coniazione di una medaglia da distribuirsi a ciascuno dei Legionari che presenziarono alla festa. Secondo i dati ufficiali, vennero coniati un totale di 1000 esemplari in argento e 2000 in bronzo. Descrizione: Al dritto troviamo il ritratto riccioluto del buon Gioacchino, chiaramente ispirato a quello del 12 carlini del 1809. Al rovescio, invece, abbiamo un fascio di 14 bandiere (una per ciascuna Legione) sormontate da aquile e tenute strette da un sottile nastro. Sulla prima bandiera a sinistra è riportata la parola SICUREZZA, mentre sull'ultima a destra INTERNA. Al centro, una corona in rilievo. Detto ciò, senza ulteriori indugi, vi lascio alle foto. Come sempre, ogni commento o integrazione a quanto detto, è ben gradito. Buona visione.
    8 points
  3. Grazie Dracma, In quasi 5 anni, numerose sono state le monete condivise dai collezionisti, grazie a loro oggi si conoscono e si possono ammirare in foto varianti rarissime che altrimenti sarebbero rimaste ancora sconosciute e mancanti nei testi del settore. Grazie a tutte le condivisioni in questa discussione, molti utenti hanno ripreso o hanno iniziato a collezionare e studiare le monete Napoletane. Ringrazio TUTTI quelli che hanno contribuito con la loro passione, le loro monete e anche con un singolo apprezzamento a rendere unica questa discussione. Continuate a condividere le vostre più belle, e non preoccupatevi se è in conservazione bassa.... A me piacciono tutte.... E c'è sempre qualcosa da scoprire. Un caro saluto a tutti e soprattutto agli Amici che mi hanno sempre sostenuto ad andare avanti in tutti questi anni. Rocco.
    7 points
  4. Buon pomeriggio Complimenti per questa nuova entrata @pietromoney se non sbaglio era in vendita in qualche asta di recente... condivido allora il mio 6 cavalli senza il doppio punto, moneta più comune del tuo esemplare. Doppio punto che, correggetemi se sbaglio, è la combinazione tra la punteggiatura e il punto di compasso. Scusate le foto di dimensioni diverse ma son vecchie. Un saluto.
    7 points
  5. Non ho capito bene la domanda, comunque la moneta essendo molto piccola, più piccola del centesimo di euro, soffre molto di conio stanco. Comunque ti inserisco le monete della mia collezione se ti può essere utile. Saluti Marfir
    6 points
  6. Non seguo il mercato di questa moneta in particolare ma è evidente che c'è un errore macroscopico nelle valutazioni sul gigante sia per prezzo che per rarità. @uragano che negli ultimi 20 anni ne ha viste passare 3 al massino è un parametro più attendibile del gigante... Chi valuta come spropositato il prezzo di aggiudicazione basa il proprio pensiero sui dati errati forniti dal catalogo. È il mercato che fa il catalogo e non viceversa ricordiamocelo. Marco
    5 points
  7. Buongiorno a tutti, condivido una piastra entrata recentemente. Presa al volo per la presenza di uno dei ritratti che più preferisco del Regno, oltre per l’appeal generale che mi ha trasmesso appena vista. Ho effettuato - e sto effettuando - alcune ricerche per catalogarla e studiarla al meglio. Noto che, generalmente, viene indicata NC mentre, nel Magliocca, C. L’anno sembra sia un po’ ostico da trovare in conservazioni di rilievo, quindi, tutto sommato, posso ritenermi fortunato dell’esemplare entrato in collezione.
    5 points
  8. Per condivisione... Regno di Napoli - Ferdinando I d’Aragona (1458-1494) Mezzo carlino o armellino - Zecca di Napoli D/ FERRANDVS D G R SIC, Stemma coronato palato al 2° ed al 3° R/ SERENA - OMNIA, Armellino a sx, sormontato da rosetta; in alto, DECORVM entro festone e all’esergo - Pannuti-Riccio 22d / MIR 74/2 - Ag - ex collezione HUNTINGTON lotto di repertorio n°26668 ex asta NAC n°68 e 69 lotto 701 - gr.1,72
    5 points
  9. Sempre dalla collezione Zoppola e con un proprio numero nel CNI: Francesco Erizzo, mezzo scudo, 15,84 g, massaro Gerolamo Contarini. Ex collezione Zoppola, CNI VIII, n. 135 (questo esmplare). Arka Diligite iustitiam
    5 points
  10. No sono senz’altro meno il numero delle collezioni du monete antiche formatesi nel tempo ( e parlo dai tempi del Rinascimento ) e’ impressionante. poi, e’ vero, negli ultimi 30 anni molto materiale e’ affluito da ritrovamenti etc. Ma considerare la barriera feticcio del 1909 per legittimare o meno il materiale e’ sbagliato. Il mercato oggi e’ mondiale e molti paesi hanno leggi anche molto diverse. Nel caso di una moneta romana trovata in est europa dove non vi sono disposizioni restrittive, esportata in US e venduta in asta elettronica aggiudicata ad un cinese chi e’ che la puo’ reclamare? Non certo la Soprintendenza visto che la moneta non e’ stata trovata su suolo italico. i romani battevano monete a londra come ad antiochia o a marsiglia quindi? la questione e’ capziosa e non ha senso discernere eccessivamente. Ha senso invece poter opporre - per ogni acquisto - una provenienza certa : aste o commercianti professionisti ( no Baia) che mi mette quantomeno al riparo dall’onere della prova. per il resto divertiamoci altrimenti la prendiamo troppo seriamente
    5 points
  11. Il nuovo arrivato è un Septimius Severus Denarius. Obv: L SEPT SEV PERT AVG VIIII, laureate head right. Rov: HERCVLI DEFENS, Hercules standing right resting on club & holding bow & lion skin in hand. RIC 97. Lotto 10 DNW. Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex M. Trenerry collection (2008-2014), ex M. Green collection (2014-2021). Michael Trenerry è un noto numismatico britannico (oltre che proprietario della Michael Trenerry Coins) collaboratore della Dix Noonan Webb (DNW). Michael Trenerry, one of the best known names in numismatics in the West of England, originally studied for a degree in law at the University of London, financing his studies by buying and selling 18th and 19th century trade tokens, as well as English hammered coins. On graduating he qualified as a solicitor, while continuing to deal in pre-1660 English, Roman and Celtic coins and 17th century trade tokens. Some years ago Michael decided to cease legal practice in order to concentrate on numismatics. However he still finds the time to lecture in commercial law, international business strategy and marketing and holds a post graduate diploma in European Studies as well as a Masters degree in Management from the University of Coventry. Michael has some 30 years experience as a coin dealer and, with his wife Elizabeth, is a director of Michael Trenerry Coins, primarily a mail order business issuing catalogues of Roman, Celtic, English hammered coins and 17th century tokens. SITOGRAFIA: https://www.heritage.norfolk.gov.uk/record-details?mnf45393 https://finds.org.uk/database/search/results/q/Dereham+Hoard Saluti Illyricum
    5 points
  12. Quanti post inutili, ultimamente la sezione identificazione ha un'alta percentuale di messaggi che nulla hanno a che fare con la numismatica, posso capire un primo post di disappunto ma poi basta, addirittura si citano altri utenti in modo che quest'ultimi partecipino anche loro rendendo la discussione totalmente priva di senso... Se vi danno fastidio alcune richieste non rispondete...
    5 points
  13. Non so a voi , ma a me capita che leggendo un libro di storia o di numismatica , scatta a volte come un impulso ad approfondire alcuni punti di quanto si sta leggendo , specialmente quando nel libro non sono presenti le classiche "note" sull’ argomento in genere precedute da un numero di riferimento che rimanda a fondo pagina o alla fine del capitolo o del libro . E’ quello che e’ successo sfogliando , per una normale ricerca , i libri del Babelon , testo vecchio come concezione ma ancora validissimo per facili e veloci ricerche sulle monete repubblicane romane , essendo diviso per Gens elencate in ordine alfabetico ; giunto al nome della Gens che interessava la mia ricerca , un medio bronzo , un Asse della fine del I secolo a.C. , mi e’ venuto il desiderio di conoscere meglio chi fossero i Magistrati monetali di Augusto i cui nomi , per lo piu’ oscuri , firmavano nel retro i bronzi grandi e medi , limitando la ricerca solo a questa tipologia di monete : Sesterzi , Dupondi e Assi , specialmente Assi , le piu’ comuni , anche perche' la maggior parte degli Assi sono economicamente abbordabili in una collezione di genere , fatta eccezione per alcuni esemplari dove il ritratto di Augusto risulta particolarmente ben conservato e di alta qualita' stilistica . Nel retro degli Assi di Augusto , compare la sigla III VIR AAAFF che all’ epoca indicava i "IIIviri monetales aere argento auro flando feriundo" , cioè i Triumviri monetali autorizzati a fondere e battere monete in bronzo , argento ed oro , acronimi seguiti poi dal prenome , nome e cognome del magistrato . La mia ricerca e’ limitata ai soli nomi sulle monete in bronzo che ci sono giunti dal passato , che per questa tipologia di bronzi non sono molti , infatti interessano in totale solo diciotto Gens repubblicane . Una ricerca estesa anche ai Denari risulterebbe troppo laboriosa e superiore alle mie conoscenze . Vediamo in ordine alfabetico le poche notizie disponibili sui personaggi che firmarono i bronzi di Augusto , non sono molte le notizie ma almeno conosceremo forse un po’ meglio chi erano questi magistrati : i Triumviri monetali augustei . Quinto Elio Lamia : costui fu un Magistrato monetale di Augusto nel 14/15 a. C. , fu figlio di Lucio Elio Lamia amico di Cicerone , fu Pretore nel 43 a. C. , amico anche di Orazio che lo riteneva discendente di Lamus figlio di Ercole e fondatore di Formia . Appartenente alla Gens Aelia che fu in origine una Gens romana di estrazione plebea ma che nel corso della sua evoluzione raggiunse tutti i gradi della carriera politica raggiungendo con parecchi suoi componenti il consolato , non mancarono alti esponenti nella carriera civile , amministrativa e culturale . Adriano , Elio Cesare , Elio Vero , anche Commodo era imparentato con questa Gens . Gneo Calpurnio Piso : costui fu un Magistrato monetale di Augusto verso il 15 (?) a. C. ; fu uno statista romano durante i regni di Augusto e Tiberio. Fu console nel 7 a.C.,dopo di ché fu nominato governatore della Spagna e Console d' Africa. Apparteneva a una delle più illustri famiglie senatoriali di Roma i cui membri comprendevano anche Calpurnia , terza moglie di Giulio Cesare . Fu membro della gens Calpurnia , in particolare tra i Calpurnii Pisones . Suo padre e suo nonno condividevano entrambi il suo nome , con suo padre Gneo Calpurnio Piso ( Console nel 23 a.C. ) e suo nonno che era uno dei partecipanti alla Cospirazione di Catilina . Ebbe un fratello , Lucio Calpurnio Pisone , che era un Augure e divenne console nell'1 a.C. Piso riteneva diverse posizioni sotto Augusto e Tiberio , fu un Tribuno militare nelle campagne spagnole del 26-25 a.C. Questo concorda con il suo noto mandato come Triumviro monetale nel 23 a.C. Fu sospettato di essere stato l’ avvelenatore di Germanico in Siria . Caio Cassio Celere : personaggio conosciuto solo tramite le monete da lui firmate , appartenete alla nobile e antica Gens Cassia , il cui primo Console di questa Gens fu Spurio Cassio Viscellino nel 502 a. C. Caio Gallio Luperco : personaggio conosciuto solo per le monete coniate con il suo nome , ma appartenente ad un Gens famosa nella Repubblica , citata anche nelle opere di Cicerone , Valerio Massimo e Plutarco . Caio Asinio Gallo : della Gens Asinia di origine marrucina di Teate (Chieti) . Al massimo della carriera politica divenne Senatore , Console nell’ 8 a, C. e Proconsole d’ Asia , figlio di Asinio Pollione famoso oratore e storico romano , Asinio Gallo sposo’ Vipsania Agrippina la prima moglie di Tiberio . Accusato di complotto insieme a Seiano , contro Tiberio , mori’ in carcere nel 33 . Publio Licinio Stolo : esponente della Gens Licinia di probabile origine etrusca a nome Lecne , famiglia nota dalla Repubblica fino al IV secolo . Nessuna particolare notizia su questo personaggio tranne che fu un Triunviro monetale al tempo di Augusto . Publio Lurio Agrippa : Monetale di Augusto , appartenente alla Gens Luria , forse suo padre fu Marco Lurio , luogotenente di Ottaviano che comando’ l’ ala destra della flotta ad Azio . Marco Mecilio Tullo : Triunviro monetale nel 7 a. C. , della Gens Maecilia , poco conosciuta ma di antica origine , che raggiunse il consolato solo nei primi anni del 300 d. C. Maianio Gallo : Nessuna notizia su questo Magistrato appartenente alla Gens Maiainia che dovette essere una Gens benestante in quanto sono noti a Roma gli Horti Maianii , nel quartiere Esquilino , situato nella Regione V . C. Marcio Censorino : Triumviro monetale di Augusto e Console nell’ 8 a. C. , probabile nipote di Gaio Marcio Censorino che appoggio’ Caio Mario nell’ 88 a.C. ; certamente fu figlio di Lucio Marcio Censorino come riporta nelle sue monete L.F. , un famoso Console che nel corso della sua lunga vite ricopri molte cariche civili e militari . I Marcii Censorini erano un ramo plebeo della gens Marcia , ma di antico prestigio , appena inferiore al patriziato . Furono sostenitori di Gaio Mario e decisi populares durante la terza guerra civile romana . Lucio Nevio Surdino : fu Triumviro monetale insieme a Calpurnio Piso e Plotio Rufo . Fu un esponente della straniera Gens Nevia , era questa infatti una gens plebea o patrizia di origine fenicia , sembra che i Naevii Balbi si fossero stabiliti in Spagna a Gades , divenendo famosi per la loro ricchezza . Non essendo romani , non vennero citati fino alla II Guerra Punica quando uno dei suoi membri Q. Naevius Matho , fu nominato Pretore , ma nessuno dei suoi membri ottenne il consolato durante la Repubblica , fino al 30 d. C. , quando L. Naevius Surdinus , ordinato Console, fece fiorire la fama della sua famiglia . Sesto Nonio Quintiliano : Era figlio di Lucio Nonio Asprenas , console suffectus nel 36 a. C. e di Quintilia , sorella di Publio Quintilio Varo . La sua prima carica conosciuta fu quella di Triunviro monetale nel 7 d.C. , le seguenti carriere sono sconosciute fino all'8 , quando per volontà di Tiberio fu eletto Console ordinario . Nell' anno 16/17 il Senato ,con l'assenso di Tiberio , lo nominò Governatore della provincia d' Asia . Marco Anneo Seneca lo ricorda come un buon oratore . Caio Plotio Rufo : fece parte di un collegio monetale di Augusto insieme a Nevio Surdino e Calpurnio Piso , secondo Svetonio sembra che cospiro’ contro la vita di Augusto . La Gens Plotia fu una famiglia plebea alla quale l’ Imperatore Claudio concesse il patriziato poiche’ la sua prima moglie apparteneva a questa Gens . Tito Quintio Crispino (Sulpiciano) : Crispino Sulpicio era di origini patrizie , ed era o il figlio naturale di un Sulpicio che fu adottato da un Tito Quinzio , oppure figlio di un Tito Quinzio e di una Sulpicia . La carriera di Crispino Sulpiciano è in gran parte sconosciuta ; dal 18 a.C. era un Triumviro monetale e nel 9 a.C. fu eletto Console , servendo accanto al figliastro di Augusto , Nerone Claudio Druso . Durante il suo consolato , si assicurò il passaggio della lex Quinctia , che prevedeva sanzioni per danni agli acquedotti . Fu anche durante il suo consolato che l'Ara Pacis fu inaugurata nel Campus Marzio . La Gens Quinctia pare fosse di antica origine albana . Marco Salvio Otho : di questo personaggio se ne e’ parlato molto in un recentissimo post in questa stessa Sezione . Marco Sanquinio : Marco Sanquinio fu un Triumviro monetale nel 17 a.C. Le sue monete celebrano i Ludi Saeculares detenuti da Augusto quell' anno . La Gens Sanquinia sembra fosse di origine etrusca i cui membri iniziarono ad essere conosciuti all’ epoca di Augusto per poi scomparire alla storia al tempo di Claudio . Tiberio Sempronio Gracco : Triumviro monetale di Augusto , fu l’ amante di Giulia figlia di Augusto e vedova di Agrippa , appartenne al collegio monetale insieme a Plotio Rufo e Quinctio Crispino Sulpiciano . Esponente di una Gens tra le piu’ antiche e famose di Roma . Voluso Valerio Messalla : appartenete alla Gens Valeria ra le piu’ illustri e antiche di Roma , di origine Sabina , giunta a Roma insieme a Tito Tazio , appoggiarono sempre i ceti meno abbienti , sempre molto attivi per il riconoscimento dei diritti dei plebei , tanto che un Cognomen famoso di questa Gens fu Publicola che voleva dire "amico del popolo" . Forse fu Console nel 5 d.C. Tra i Triumviri monetali di Augusto che coniarono bronzi vi sono altri personaggi di cui pero’ non ho trovato notizie , solo che appartennero a collegi monetali insieme ad altri Triumviri , non sono presenti nell’ elenco . In elenco a seguire alcuni bronzi riportati in sequenza appartenenti ai Magistrati in elenco .
    5 points
  14. Posto il seguente esemplare di recente entrato in collezione: Francesco Erizzo (1631 – 1646). Scudo della croce B B. D/FRANC ERIZZO DVX VEN – Croce fogliata, accantonata da foglie. In esergo, la sigla del massaro B B. R/ SANCTVS MARCVS VENET – Scudo con leone in moleca. In esergo, il valore 140. 31,52 g. Montenegro 1522. Massaro (da alcuni ritenuto) rarissimo. Bel modulo largo e tondo, patina iridescente, q.SPL Il massaro Bernardo Balbi fu attivo per poco più di un mese, dal 19 gennaio al 25 febbraio del 1636.
    5 points
  15. Buongiorno a tutti, riprendo questa discussion per postarvi l'ultima entrata in collezione. Variante con fiore o rosetta a 5 petali. Mi paicerebbe avere la vostra opinione sul grado di conservazione e sapere se glli esperti di questa monetazione ci scoprono qualche altra particolarità Grazie a tutti ed il rovescio
    5 points
  16. Sempre affascinato Sant'Ubaldo... Con l'occasione, una rara moneta: PESARO. Francesco Maria II Della Rovere (1574-1624) Due terzi di sedicina (g. 1,17). F MARIA II VRB D VI ET Stemma semiovale sormontato da corona a fioroni e circondato da collare del Toson d'oro. R/ M D DOI TER - D SEDECIN’, il Duca inginocchiato davanti a S. Ubaldo (?) stante con pastorale nella sn. CNI -; Cavicchi PS 213. AR Di esimia rarità. Uno dei pochi esemplari conosciuti. Questa importante moneta pesarese fu emessa su imitazione delle monete veneziane per favorire i traffici mercantili con il Levante. Lo zecchiere di Francesco Maria II per Pesaro, Marcello Baldassino di Senigallia, aveva facoltà di emettere moneta imitativa dei tipi veneziani e lo dimostrano i capitoli di zecca del 1603, con i quali si prevedeva la battitura di monete ”… al fine di contrattarle nel porto di Pesaro, Venezia e Ancona per smaltirle per Levante...” . Tali esemplari, emessi in mistura e a basso titolo di argento, non potevano ritornare nel ducato e, nel caso contrario, erano obbligatori il ritiro e la fusione. Sempre in base ai suddetti capitoli l'obbligo d'impronta previsto era, da un lato, l'arma del Duca e, dall'altro, uno o più santi togati, la testa di Sua Altezza, ovvero la statua del Duca armato, o un leone, nonché l'indicazione del valore della moneta, con la più ampia discrezionalità per il Baldassino. – SPL Una caratteristica di tale moneta è l’assenza della S all’esergo del verso, come invece è riportata in alcune aste (vedi NAC 2015 https://www.numisbids.com/n.php?p=lot&sid=1303&lot=450) Condivido Da: Rahmi Hüseyin ÜNAL - Friedrich KRINZINGER - Michael ALRAM - Sule PFEIFFER-TAS (Hg.) Der Münzschatz von Beçin
    4 points
  17. Buongiorno, Concordo con l'identificazione di @kadesh, è un oggetto di fantasia che riproduce una moneta d'oro ottomana di Mehmet V. In questo caso il diametro corrisponde ai 50 kuruş (18mm) e il peso si avvicina di più ai 25 kuruş (1.8g). Tuttavia non possiamo essere certi del nominale imitato, dato che le monete d'oro dai 25 ai 500 kuruş hanno gli stessi disegni e leggende. Ecco ad esempio un 100 kuruş: https://en.numista.com/catalogue/pieces34989.html Possiamo invece specificare che la moneta a cui l'oggetto si ispira è della zecca di Costantinopoli grazie a parte della leggenda al R/. Inoltre al D/ l'epiteto a destra della tughra sembra "el-Ghazi" e non "Reshat", quindi siamo negli ultimi anni del regno di Mehmet V. Infatti sotto la tughra vedo l'anno di regno 9, quindi il 1917. Si parlava di un oggetto molto simile in questa discussione di qualche mese fa, da cui ho ripreso parte del mio commento: saluti Magus
    4 points
  18. Ciao @Pxacaesar, intervengo per mostrarti la mia esperienza. Sono un collezionista molto soft – nasco come studioso e storico antico, acquisto raramente e senza spendere mai più di un tot a moneta – senza pezzi rari o di pregio eccezionale tale per cui doverli conservare in una cassetta di sicurezza. Per conservarle e soprattutto esporle ho acquistato un vassoio in velluto blu per pochi euro, e successivamente mi sono letteralmente costruito una piccola teca in legno, che ho poi dipinto con un impregnante ad acqua. In aggiunta, mi sono fatto tagliare un piccolo pannello in plexiglass a misura incastrabile nel telaio. Una cosa molto artigianale, ma che mi ha regalato soddisfazioni (sono consapevole della nomenclatura un po' all'acqua di rose – centenionale – di Crispo e Costantino, a fronte di un AE3. La casa d'aste francese, all'epoca dell'acquisto, aveva definito tali monete "centenionalis ou nummus"; per spirito romantico, ho voluto inserirli così nei cartellini esplicativi)
    4 points
  19. Arrivato l'ultimo acquisto all'asta di Bolaffi. Si tratta come dal titolo di una mezza lira del 1652 di Carlo Emanuele II Duca. Non era programmato di acquistare questa moneta, le mie preferenze erano su un paio di monete precedenti che però non sono riuscito ad acquistare, quindi mi sono lasciato trasportare ed ho aggiunto in collezione questa tipologia che mi mancava.. La moneta è comunque in buona lega di argento, cosa non sempre riscontrabile su questo tipo, alcune sono di una lega di quasi puro rame, e per fortuna non ho trovato tracce di montatura come invece era segnalato nella descrizione dell'asta. Allego le immagini della moneta..
    4 points
  20. La mia prima moneta repubblicana Presa oggi- TIPO DI MONETA Denario METALLO Argento TECNICA Coniazione AUTORITA’ / PERSONAGGIO / FAMIGLIA Gens Veturia EPOCA Roma Repubblicana ANNO 137 a.C. ZECCA Roma DIAMETRO 19,93 mm PESO 3,92 gr RIFERIMENTI BIBL. CRAW. 234/1 ; Bab. 1 ; Syd 527 DRITTO Busto galeato del dio Marte a destra VERSO Due guerrieri stanti giurano sopra ad un maialino tenuto in braccio da un terzo guerriero CONSERVAZIONE E GRADO DI RARITA’ qSPL / rarità: 20/100 PROVENIENZA (Collezioni / aste) Ex Gadoury G E N S V E T U R I A La Gens Veturia viene citata da Tito Livio come appartenente ad una delle cento antiche famiglie patrizie romane; por avendo alcuni rami plebei. Tuttavia il cognome più antico sembra essere stato Cicurinus (secondo Varrone). Anche Theodor Mommsen cita questa famiglia come una delle famiglie romane più antiche, che diede il proprio nome ad una delle Tribù Rustiche: la Veturia. Questa Tribù era proprietaria di quattro territori: Cere, Ostia, Bergomum e Piacenza. Lo stesso aggettivo “vetus” indica “antico”. Forse questa gens era di origine non romana ma sabina, visto che tradizionalmente la si fa risalire all’area dell’Aniene. Inoltre una coppa in argento rinvenuta nella Tomba Bernardini, del VII secolo a.C., in Palestrina (Praeneste) , reca l’iscrizione etrusca “Votusia”, arcaica forma di Voturia. Nota è la leggenda del fabbro Mamurio Veturio, che da re Numa Pompilio, secondo re di Roma, venne incaricato di realizzare undici copie dello scudo sacro che gli era provenuto dal cielo (il sacro ancile), affinché fosse reso difficile un eventuale furto dello stesso. Questo scudo era importante, giacché la ninfa Egeria disse a Numa che sino a che lo scudo fosse rimasto in Roma , la stessa avrebbe avuto la meglio sui suoi nemici. Dodici scudi, fra i quali vi era quello vero, vennero affidati ad un sacro collegio istituito dal re in persona, i Salii, affinché potessero custodirlo. Mamurio non volle alcuna ricompensa per il lavoro svolto, ma si “accontentò” ti chiedere a Numa Pompilio di essere ricordato nel canto dei Salii, il Carmen Saliare. Così il 14 marzo, la festa che era chiamata Equirria prese il nome di Mamuralia (di origine sabina, sanciva il passaggio dal vecchio al nuovo anno). Questa gens era divisa nei seguenti rami: VETURI GEMINI VETURI CRASSI VETURI CICURINI VETURI CALVINI VETURI FILONI Alcuni dei personaggi più illustri di questa famiglia furono: Mamurio Veturio ( 754 – 673 a.C. - personaggio semi -mitico ) Gaio Veturio Gemino Cicurino ( console nel 499 a.C. ) Tito Veturio Gemino Cicurino ( console nel 494 a.C. ) Veturia ( madre di Coriolano, V sec. a.C. ) Gaio Veturio Crasso Cicurino ( tribuno consolare nel 377 a.C. )
    4 points
  21. Aggiornamento. È arrivata ora. Bella, spianata ma non trattata con solventi (era la mia paura). Solo odore di sana muffa della carta antica. Sperando che si veda eccovi il link con un po’ di foto anche controluce. Io sono soddisfatto 😁 https://ibb.co/album/spZw1d
    4 points
  22. Alt!! Chi siete?? Cosa volete?? Sì ma quanti siete??
    4 points
  23. La collezione Gnecchi non fu dispersa solo nell'asta del 1902. Infatti ci fu anche l'asta L. Hamburger del 12 giugno 1903. E' da quest'ultima che proviene questo esemplare della collezione Zoppola, un marcello di Marco Barbarigo di 3,17 g: Il massaro è Zuane Michiel. Oltre a un bel ritratto del doge, questo marcello presenta una curiosità, rappresentata dai due cerchi tracciati con il compasso entro i quali sono state incise le lettere del dritto. Arka Diligite iustitiam
    4 points
  24. Per la zecca di Katana, alcuni maestri incisori, hanno lasciato la firma solo in una facciata della moneta. La zecca dava la possibilità di accoppiare un rovescio che "probabilmente" non era stato realizzato da loro ? Pertanto, resta irrisolto se il rovescio del tetradramma di XOIPION lo ha realizzato Xoipion, Herakleidas, o un anonimo ? Herakleidas, con il 1° conio ed il 2° conio, Xoipion con il suo unico conio per tetradramma, hanno coniato con il rovescio del tetradramma di Xoipion..................A chi il merito di questa stupenda realizzazione ? Diversamente, Eyaineto firma sopra la quadriga , Prokles firma sotto il collo di Apollo.
    4 points
  25. Caro Pietro (mi permetto di chiamarti per nome), il mio non è che uno sfogo. Non ho tempo purtroppo per approfondire quella che considero una storia infinita, e cioè la ricorrente domanda di come siano stati prodotti i graffi presenti sulle monete. Chiedo solamente che, al di là delle pure congetture, chi ha qualche idea diversa (sempre legittima e portatrice di avanzamento in qualsiasi campo) la giustifichi con delle prove. I concetti in fondo sono sempre quelli su cui si è già detto in passato: i "graffi" mancano di slabbrature, e ciò significa che sono stati fatti prima che il tondello fosse coniato. Ciò, unito alla prassi allora ovunque diffusa di limare i tondelli per portarli a peso, fa quadrare il cerchio: si tratta di segni di aggiustamento. Ribadisco che la regola del "rasoio di Occam" (ovvero l'ipotesi più semplice è la migliore) impedisce che in mancanza di altre evidenze si possano avanzare ipotesi diverse da questa. Per quanto riguarda Napoli, è verosimile che gli operai di zecca usassero lime a grana grossa. Per quanto riguarda i pesi, 0.02 g sono pochi in confronto al peso del tondello e in genere nelle zecche interessava che da una libbra d'argento si ottenesse un certo numero di monete (e se una pesava un po' più, l'altra un po' meno a compensazione). Se pure le verifiche erano fatte sui singoli esemplari, ogni tiratura era poi pesata nel suo complesso ed il peso diviso per il numero; il problema per la fiducia in una determinata zecca nasceva se vi fossero state monete sottopeso o di titolo inferiore a quello legale; il caso opposto era tollerato a fronte di una correttezza globale.
    4 points
  26. Da tempo interessato alle monete del IV secolo, recentemente ho deciso di indirizzare la mia collezione verso i rovesci della serie FEL TEMP REPARATIO. Tra essi vi sono proprio quelli che hanno come effigie la fenice, l’animale che risorge dalle proprie ceneri. Ed ecco, quindi, la mia prima (spero!!) fenice: Costante, da Siscia. Una AE3 di 19.40 mm per 2.11 grammi: Il nome “fenice” deriva dal greco φοίνιξ (foinix) che significa “rosso porpora” o “cremisi” . Si tratta di un animale mitologico, chiamato anche “uccello di fuoco”. Era un rapace più grande di un’aquila che si caratterizzava per il fatto di essere nato in Egitto dal fuoco perenne che ardeva sul salice sacro di Heliopolis, la città del Sole. Il nome gli deriva proprio dal colore del piumaggio che richiama quello del sole al tramonto o alle prime luci dell’alba. Intorno al capo portava una sorta di aureola radiata che richiama i raggi del sole. Dopo aver vissuto per 500 anni (qualcuno dice 1000) la fenice, sentendo approssimarsi la morte, costruiva una pira con legni profumati in un luogo alto ed appartato e lì aspettava la morte lasciando che i raggi del sole la incendiassero e la consumassero. Dalle sue stesse ceneri, sempre sotto i raggi benefici del sole, la fenice poi si rigenerava, semper eadem, sempre la stessa, il suo appellativo. Proprio come il sole, che è sempre lo stesso e risorge solo dopo che il sole "precedente" è tramontato. La fenice, quindi, riprende dal sole non solo i colori, ma anche la ciclicità simboleggiando il susseguirsi continuo della vita e della morte, della resurrezione e del ritorno alla vita, in un ciclo continuo simbolo di eternità. Il mito, dunque, nacque in Egitto (non casualmente se pensiamo alla importanza del culto solare in quelle terre, alle cicliche piene del Nilo alla mummificazione dei corpi) , ma poi passò ai fenici (guarda caso!,) alla cultura greca e quindi ai romani. Qui però mi fermo. Non procedo oltre in quanto la discussione sulla fenice sarebbe molto più complessa e si andrebbe off topic. Per chi volesse approfondire l’argomento metterò un riferimento in calce. Tornando all’oggetto della nostra chiacchierata, il simbolo della fenice fu ripreso anche in età tardo imperiale. E come tale rientrò nella monetazione dell’epoca, in particolare nella serie FEL TEMP REPARATIO. Costanzo II e Constante (emittenti della serie) resisi perfettamente conto dello stato di decadenza in cui versava l’Impero da qualche tempo si auguravano di risollevare le sorti dello stesso, di restaurare un periodo di prosperità e benessere. In questo senso la fenice acquisiva un forte significato simbolico proprio per il fatto di rappresentare la rinascita, il rinnovamento, ma anche l’eternità dell’impero. A questo significato, se vogliamo, “pagano” si unisce anche un significato “cristiano”, in perfetto sincretismo. La fenice , infatti, è un chiaro richiamo alla resurrezione e quindi alla vita eterna. Infine, quale simbolo dell’eternità, Il tipo della fenice sembra particolarmente appropriata per commemorare i 1100 anni dalla fondazione di Roma che cadevano proprio nel periodo di emissione della serie. Con questi presupposti, la fenice rientra di buon grado nei rovesci delle FEL TEMP REPARATIO, sia in questa tipologia oggetto della nostra discussione, sia nella tipologia ’”imperatore su galea” dove in alcune monete si nota una fenice su globo tenuto in mano dal sovrano che naviga sulla prua di una galea spinta a remi dalla Vittoria. Ecco un esempio: Le monete con la fenice erano inizialmente le più piccole tra le FTR: Tratto dal sito: moneteromane.info Furono le ultime ad essere coniate, ma anche le prime a non essere più prodotte, coprendo una arco temporale di circa due anni, dal 348 al 350 d.C. Dicevo che erano inizialmente le più piccole. Infatti, con il passare del tempo le FTR più piccole ad essere coniate saranno poi le FTR “fallen horseman”, che raggiungeranno dimensioni addirittura inferiori a quelle con la fenice (personalmente ne posseggo una di 15.16 mm). Le “fenici” hanno di solito un diametro compreso trai 14 ed i 19 mm (fonte Coin Stuff Helvetica). Quelle più grandi sono le emissioni più precoci; quelle più piccole sono invece emissioni tardive. Nel caso della mia moneta, il diametro e’ di 19.40, rientrando per l’appunto tra le prime emissioni. Del rovescio “fenice” esistono due tipologie. Stilisticamente le differenze tra esse sono costituite dal fatto che l’animale sia appoggiato su un cumulo (effigie più comune, preferita da Costante) o su un globo (effigie meno comune, preferita da Costanzo II). La “fenice su cumulo” e’ rappresentata nel classico atto di morire e rinascere; simboleggia quindi la rinascita dell’impero dai tempi bui. Ciò su cui poggia la fenice è definito in inglese dal termine “mound” che si può tradurre appunto come cumulo o mucchio di pietre, montagnola etc. Molti, tuttavia, pensando al mito, lo traducono anche come “pira”, un termine, a mio avviso, più calzante se consideriamo la mitologia della fenice. Anche se, a ben guardare, nelle effigi sembra sia rappresentato proprio un mucchio di grosse pietre accatastate a formare una montagnola di forma conica, piuttosto che una catasta di legna. Ci torneremo. La “fenice su globo” indica invece il governo, il domino del mondo che si rinnova sotto il suo influsso benefico. Si può discutere sul significato di questo globo. Molti lo identificano con la terra, con l’orbis terrarum, ma non è escluso che possa trattarsi del cosmo, della sfera celeste. Non a caso sullo stesso compaiono spesso stelle e anche una X che sarebbe la cosiddetta croce equinoziale che identifica i due equinozi di primavera ed autunno. Sul significato del globo/sfera sulle monete consiglio un interessante approfondimento che troverete in calce a questa discussione. In entrambe le tipologie la fenice e’ rappresentata con una sorta di aureola radiata, anch’essa dal chiaro significato simbolico, con riferimento ai raggi solari, ma anche (perché no?) all’aureola di significato cristiano. Delle due fenici esistono, tuttavia, tante effigi a seconda del tipo di “cumulo”, di “globo”, di “corona”. Ecco alcuni esempi, comunque non esaustivi delle possibili varianti: Tratto da: Alberto Antwala Trivero: La Fel Temp Reparatio Ora qualche moneta: - Fenice su cumulo - Fenice su globo: Torniamo per una attimo alla mia moneta. Quando l’ho acquistata on line un paio di mesi fa (al prezzo complessivo di una pizza) sono rimasto colpito dall’aspetto del “mound”. In particolare, mi aveva incuriosito la strana forma della base e dello strato immediatamente superiore. Visto il prezzo che l’avevo pagata, dalla semplice osservazione della fotografia ho ipotizzato che potesse trattarsi di segni di usura tipo grattate come da strisciamento contro una superficie dura. Quando la moneta e’ giunta a casa, ho avuto finalmente modo di guardarla con calma con una lente di ingrandimento. E… sorpresa! Lo strato basale era caratterizzato da un vero e proprio disegno che mi ha ricordato subito un intreccio di vimini. Lo strato adiacente era invece costituito da due linee parallele che mi hanno ricordato tronchi o assi di legno più che pietre. Ecco, quindi, che la struttura mi ha fatto pensare ad una pira. Ho poi fatto una ricerca in rete, ma non ho trovato (fino ad ora) “mound” simili. Licenza artistica dell’incisore? Voi cosa ne pensate? Certo che, comunque, e’ stata una bella sorpresa. E per concludere, avete qualche FTR tipo fenice da condividere? Sempre disponibile a correzioni o integrazioni, auguro a tutti una prossima FEL TEMP REPARATIO. Ciao da Stilicho Fonti: - Alberto Trivero Antwala: (PDF) La Fel Temp Reparatio | Alberto Trivero Rivera - Academia.edu . Una bellissima monografia, molto chiara nella esposizione, da cui ho tratto spunti molto interessanti. D - Il mistero dei simboli - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo. Una discussione un po' datata, ma molto interessante che vi invito a leggere tutta, non solo per una completa disamina sulla fenice nell'antichità e sulle monete, ma anche per un ripasso sui simboli classici del mondo romano. - La serie FEL TEMP REPARATIO - Monete Romane Imperiali - Lamoneta.it - Numismatica, monete, collezionismo: una discussione davvero didattica per chi vuole avvicinarsi al mondo delle FEL TEMP REPARATIO - Molnar: Symbolism of the Sphere: molnar.pdf
    4 points
  27. E anche oggi non siamo rimasti con le mani in tasca ...consegnati 3 Gazzettini 7 e i cataloghi dell’Ambrosiana a 3 giovani e questo conta e vale di più ...seminiamo e divulghiamo....
    3 points
  28. oggi vi sottopongo quella che ho sempre chiamato "La banconota del Monopoli, fin da bambino". Ed è un miracolo che non l'abbia mai effettivamente usata quando cercavo di costruire alberghi in parco della Vittoria..
    3 points
  29. Dici come quando la tua compagna che fa ''Come sono brutta oggi'' solo per sentirsi dire ''Ma no, amore, sei bellissima'' ??? Arka Diligite iustitiam
    3 points
  30. Ho riflettuto sulle 2 "varianti" del 2 Centesimi 1907 e, dopo essermi consultato col mio Nip di fiducia (col quale ho anche vagliato qualche decina d'immagini tratte da aste di diversi esemplari), sono giunto alla conclusione che - molto probabilmente - siamo in presenza di un'otturazione di conio emersa verso la fine della coniazione. La maggior parte degli esemplari visionati si presenta con gli "uncini" sia sul "2" del valore che sul "7" della data, mentre pochissimi (ho notato un rapporto di 20 a 1) ne sono privi e questo depone per un conio (o più) che verso la fine del suo ciclo d'utilizzo si è riempito proprio nei due punti più sottili dell'incisione. Ma quello che m'ha fatto definitivamente pensare ad un'otturazione è stato trovare l'immagine di un esemplare che riportava la presenza parziale degli uncini. In conclusione: siamo di fronte ad un'evoluzione (per usura) del conio, quindi involontaria, anziché ad un secondo conio e, cioè, ad una variante volontaria vera e propria.
    3 points
  31. La cosa più intrigante di questa moneta, a mio giudizio, è l'iconografia al R/, chiaramente ripresa (con piccole variazioni) dall'aureo RRC 28/1 (noto appunto come "aureo del giuramento") Per Mommsen ricorda la concessione del diritto della cittadinanza romana ai Campani e a una parte dei Sanniti, avvenuta nel 334 sotto il consolato di T. Veturio Calvino (di cui il monetiere sarebbe un discendente) e di Sp. Postumio Albino. La Breglia ritiene che il giuramento simboleggi riappacificazione tra i due popoli romano e sannita, originariamente “cugini” (in quanto l'aureo sarebbe stato emesso alla fine delle guerre sannitiche). Per Mattingly il giuramento indicherebbe il trattato concluso nel 263 tra Roma e Ierone di Siracusa; tuttavia, mentre il guerriero di destra è indubbiamente un Romano, quello di sinistra, barbato, ha le sembianze di un italico piuttosto che di un Greco. Per Alföldi e Thomsen la scena rievocherebbe la fondazione di Roma: i due personaggi in piedi sarebbero Latino ed Enea nell'atto di giurare alleanza e concordia (Virgilio, Eneide, XII, 161-215) oppure Tito Tazio e Romolo, a conclusione dello scontro fra Romani e Sanniti (Virgilio, Eneide, VIII, 639-41; in questo senso, l'Alföldi). L'occasione storica per tale richiamo mitologico sarebbe il giuramento sia Romani sia Latini dovettero pronunciare nella primavera del 216 di fronte ai proprî tribuni (Livio ricorda sia un singolare giuramento effettuato dall'esercito di Roma dopo le disastrose e ripetute sconfitte romane contro Annibale, sia uno imposto ai socî italici perché mantenessero fede al patto contro Cartagine). Crawford propone che sia qui riprodotto il foedus Caudinum, stipulata nel 321 dal console T. Veturius Calvinus (per questo, l’iconografia sarà ripresa in seguito da un altro Veturius, con il denario rrc 234/1, essendo la pax Caudina il prototipo, mitico e non storico, della pax Numantina). Viene tuttavia opposto che appare improbabile che Roma abbia commemorato una tale umiliazione. Pedroni collega la scena alla “leva tumultuaria” del 225 (perché l'aureo si daterebbe al 224), considerata epocale già dagli storici antichi. In quell'anno, con il pretesto della minaccia dei Galli (ma più probabilmente per una dimostrazione di forza nei confronti di Cartagine), i Romani conteggiarono tra tutti gli alleati il numero degli uomini in grado di essere mobilitati in caso di guerra. Un avvenimento che ha coinvolto i Romani ed i loro alleati italici, un'occasione quindi che avrebbe spinto il Senato per un'emissione aurea di carattere straordinaria e di grande valore propagandistico. Per Coarelli è riprodotto un foedus, che veniva stipulato da due feziali, il pater patratus e un gregario, verbenarius. In effetti, le due figure di sinistra portano una veste particolare, che lascia il corpo nudo e presenta un elemento globulare alle spalle: probabilmente il cinctus Gabinus, di cui si servivano i sacerdoti, e quella in piedi è raffigurata come uomo anziano, che regge una lancia, prerogativa del pater patratus, antenata (secondo l’Alföldi) dello scettro e quindi simbolo dell’imperium. La figura di destra invece, staccata dalle altre due, è giovane e veste una corazza anatomica. Si tratta del foedus tra Romolo e Tito Tazio (peraltro, in sabino cures era il nome sia della città di Tito Tazio che della lancia), di cui esisteva un gruppo scultoreo, verosimilmente qui riprodotto, lungo la sacra via. Un’ulteriore interpretazione in chiave mitologica del giuramento potrebbe essere un richiamo al patto di alleanza tra i capi di Alba Longa e Roma, prima dell'ordalia tra Horatii e Curiatii (Livio I, 24). ______ La scelta di riproporre sul denario la scena di un patto di alleanza, inoltre, potrebbe svolgere la funzione di richiamare alla memoria una mitica alleanza, alludendo ad una nuova e sospirata coalizione. La rarità delle raffigurazioni su moneta di eventi contemporanei in questo periodo induce a supporre che dietro questa scelta iconografica ci fosse un intento celebrativo forte. Una scena di giuramento verrà raffigurata anche sui denarî serrati di C. Sulpicius e sulle monete a nome di C. Mutilius durante gli anni della guerra sociale (91-89). Secondo un’opinione diffusa, potrebbe ricordare la coniuratio, il patto di fedeltà ed obbedienza tra i soldati romani ed i loro consoli (Livio, XXII 38). Crawford colloca l'emissione nel 137 (quando sarebbero comparsi i tipi che si distaccavano dalla tradizionale scelta iconografica dei bigati (RRC 234/1 e RRC 235/1), sebbene anche i “nuovi” tipi si ispirassero alla tradizione monetale della Repubblica), per finanziare la guerra numantina. La moneta citerebbe il foedus Caudinum quale prototipo (mitico e non storico) dell’analogo patto stipulato nel 137 con gli Arevaci a Numantia, negoziato da Gaio Ostilio Mancino e sottoscritto dal suo questore, il giovanissimo Tiberio Sempronio Gracco, che tuttavia non fu poi ratificato dal Senato. Mattingly collegava l’emissione alla rivolta di Fregellae del 125, ma Thomsen ha giustamente osservato che una città ribelle non avrebbe apposto il nome di Roma. Coarelli riprende la datazione all’epoca della rivolta di Fregellae, e osserva che tale rivolta fu causata dal fallimento di Fulvio Flacco (di parte graccana) nella politica di estensione della cittadinanza romana italiana. La famiglia Veturia, come si è visto, era strettamente imparentata con i Gracchi e quindi, forse, l'emissione fu una propaganda a favore della legge di Flacco, mostrando un foedus tra Romani e Italici. Il favore attribuito che sarà attribuito a questa iconografia nelle monete del bellum sociale potrebbe spiegarsi proprio in questa chiave. Peraltro, nel 125 cadevano i 100 anni dall'emissione dell'aureo del giuramento, resa possibile grazie allo sfruttamento delle miniere d'oro di Victimulae (nella Gallia Cisalpina) sottratte, appunto nel 225, ai Galli Boi, grazie anche all'opera di L. Veturius Philo, poi consul suffectus nel 220. Il periodo è poco noto, ma sicuramente l'impatto emotivo della vittoria, resa possibile da un foedus fra Roma e Italici, fu grande, essendo ancora viva la memoria del sacco di Brenno
    3 points
  32. Haiti, 50 centimes 1991 al dritto: busto di Charlemagne Masséna Péralte (1886 – 1919) leader nazionalista haitiano, capo della guerriglia durante l'occupazione statunitense di Haiti.
    3 points
  33. Buonasera, quello che scrive in questo passaggio è giuridicamente errato e forviante. Portando alle estreme conseguenze i concetti espressi nei suoi post si dovrebbe concludere che per la legge italiana non sia concepibile la proprietà privata dei beni culturali al fianco di quella statale; che il collezionismo di monete antiche, in definitiva, sia praticamente sempre illecito per noi poveri italiani. Ma questo non è vero: basterà leggere il codice dei beni culturali per rendersi immediatamente conto dell’esatto contrario. Saluti
    3 points
  34. REGNO D'ITALIA - UMBERTO I° - TALLERO 1891 PER L'ERITREA
    3 points
  35. Unione Sovietica, 5 rubli 1991 al rovescio: Cattedrale dell'Arcangelo Michele a Mosca
    3 points
  36. Mi stupisco di te....😅 Certo che potevi almeno metterlo in Italiano......
    3 points
  37. Spagna - 25 Pesetas 1991 Giochi della XXV° Olimpiade - Barcellona 1992 Javier Sotomayor ( Cuba ) vincitore della medaglia d'oro nel salto in alto maschile
    3 points
  38. Ed ecco l’elenco dei ex-Dereham Hoard presenti nella mia collezione: Denarius. Obv: ANTONINVS PIVS AVG - Laureate head of Caracalla right Rev: PONTIF TR P X COS II RIC 96a – Lotto 24 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, Sol walking, RIC No 123 – Lotto 61 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, PROVIDENTIA AVG, RIC No 250 – Lotto 69 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, PROVIDENTIA AVG, RIC No 252 - Lotto 69 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020). Denarius, Severus Alexander, ex Dereham Hoard, SPES PVBLICA, RIC No 254 - Lotto 69 DNW Ex Dereham Hoard (2004-2007), ex DNW (9 aprile 2008), ex P.L. Murphy collection (2008-2020).
    3 points
  39. 3 points
  40. 1991 Portogallo, 200 Escudos, commemorativa circolante. (Colombo e il Portogallo)
    3 points
  41. Ciao! Non c'è nulla di cui scusarsi ... ci mancherebbe; una sana dialettica è salutare per il forum e per tutti noi. Ben vengano tutti i pareri degli utenti interessati al tema ..... spesso portano a vere sorprese. Se qualcuno, nel tempo, non avesse espresso il proprio pensiero (a volte anche difforme da quello allora codificato), avremmo perso tante nuove conoscenze che hanno corretto errori avallati per decenni. Non sono un esperto di tessere (cetole) fatte coniare dalle diverse Scuole operanti a Venezia, così come tante altre tessere o medaglie, anche premiali, che la Serenissima faceva emettere per i più svariati motivi. E' vero, difficilmente riportano un valore espresso, ma una cosa ho però riscontrato, soprattutto leggendo i decreti istitutivi e di emissione di talune medaglie, e cioè che il decreto specificava il valore attribuito alla tessera e/o alla medaglia in zecchini o lire e quindi - personalmente e d'accordo con la Majer - ritengo che tutti questi manufatti, corroborati da un valore legale, potessero essere monetizzati. saluti luciano
    3 points
  42. Trovato in uno scaffale dei Musei Civici di Piacenza. ottimo per invogliare la visita allo splendido complesso museale di Palazzo Farnese.
    3 points
  43. La prossima! Ciao da Stilicho
    2 points
  44. 1991 Taiwan - 10 new dollars anno 80 del calendario cinese repubblicano Il loro calendario parte dal nostro 1911 (l'anno della fondazione della Repubblica Popolare) 10 x 8 = 80 + 1911 = 1991
    2 points
  45. Ho provato a migliorare un po' le foto. Trovo forti somiglianze con questo bronzo provinciale di Gordiano III coniato a Docimio, in Frigia: https://rpc.ashmus.ox.ac.uk/coins/7.1/746 D/ Busto laureato, drappeggiato e corazzato di Gordiano III a destra, visto da dietro. Μ ΑΝΤ ΓΟΡΔΙΑΝΟⳞ ΑΥΓ R/ Cibele seduta su leone andante a destra, tiene scettro e timpano ΔΟΚΙΜΕΩΝ ΜΑΚΕΔΟΝΩΝ In particolare il R/ mi sembra pressoché identico (forse stesso conio?). Dovrebbe invece esserci qualche differenza al D/. Nell'esemplare postato il busto mi pare radiato anziché laureato, ma le lettere della leggenda mi sembrano corrispondere, anche se disposte diversamente (Μ ΑΝΤ Γ-Ο-ΡΔΙΑΝ(ΟⳞ ΑΥΓ). Cosa ne dite?
    2 points
This leaderboard is set to Rome/GMT+02:00
×
  • Create New...

Important Information

We have placed cookies on your device to help make this website better. You can adjust your cookie settings, otherwise we'll assume you're okay to continue., dei Terms of Use e della Privacy Policy.