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Contenuti più popolari

Elenco dei contenuti che hanno ricevuto i maggiori apprezzamenti il 04/17/26 in Risposte

  1. Sempre nello stesso mercatino dove acquistai la missiva del prigioniero di guerra italiano, dalla stessa scatola venne fuori anche questa busta che notai subito per l' evidente 50c violetto della serie imperiale con appendice di propaganda di guerra, emissione del 12 agosto 1942, che per la modica cifra di 1€ mi accaparrai avidamente, pensando al grande affarone della giornata. Hurra'.!!! Approfondendo.. la busta e' in perfetta tariffa per l'interno con 50c, annullato in partenza dal guller di BUSSI OFFICINE (Pescara) il 14.11.42. L' annullo non è nitidissimo ma abbastanza per averlo identificato e con soddisfazione scopro che .....Bussi Officine e' una frazione del comune di Bussi sul Tirino in provincia di Pescara, il nome deriva dalla presenza dello storico stabilimento chimico sorto all'inizio del XX secolo vicino al fiume Tirino nel Parco Nazionale del Gran Sasso. Non avendo lo scritto della missiva traggo un po' di storia dall' annullo, ......nel 1942 durante la Seconda Guerra Mondiale Bussi Officine era un centro strategico sotto il controllo della Montecatini per la produzione bellica, lo stabilimento che si chiamava Dinamite Nobel era impiegato per la produzione di sostanze per esplosivi destinate all'esercito. Il villaggio industriale era costruito per ospitare operai e dirigenti a pochi metri dalla fabbrica. Sicuramente la nostra busta con destinazione Roma fu spedita da questo contesto.
    3 punti
  2. Grazie PostOffice per queste chicche che ci mostri. Sempre interessanti.
    2 punti
  3. Segnalo questo evento nella mia città dove sarà presentata al pubblico la piccola collezione numismatica della biblioteca comunale di Messina.
    2 punti
  4. in argento, per fedeli più facoltosi: con smalti: a ricordo del terzo centenario del primo miracolo. Mario
    2 punti
  5. Buongiorno vorrei chiedere un parere agli esperti della monetazione mantovana circa questo soldone, che mi sono aggiudicato in asta e non ho ancora ricevuto. la moneta è abbastanza in bassa conservazione, ma ancora ben leggibile, presenta un difetto nella forma del tondello e un foro otturato ad ore 6. dalla scheda del catalogo, che riporto sotto, vedo trattarsi di moneta comune, anche se le discussioni sul forum che la riguardano sono pochissime. Ciò che mi ha incuriosito, oltre ad essere una monetazione completamente assente nella mia piccola collezione, è la presenza di un punto in legenda al dritto tale che non vi sia scritto "CAR" bensì "C•AR". Mi sentirei di escludere che si tratti di un eccesso di metallo, in quanto sembrerebbe modificarsi anche la spaziatura tra la C e la A. mi pare nel catalogo del forum non sia segnalata tale piccola variazione di legenda. facendo una ricerca su acsearch e osservando i soli 33 esemplari trovati, noto che 3 risultati presentano la stessa particolarità: Lotto 1968 InAsta 105; Lotto 866 InAsta 77; Lotto 438 Varesi e-live 7; di cui la moneta di Inasta 77 mi sembrerebbe la stessa di Varesi e-live 7. pur essendo conscio che si tratti semplicemente di una curiosità, qualche esperto mi sa dire di più? come domanda ancillare, chiedo anche un parere circa la conservazione della moneta.. grazie e saluti Carlo
    1 punto
  6. incluse le monete dedicate alle squadre di calcio
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  7. Sei ottimista, l'arancione vorrà il suo, di ritratto, sulle monete vaticane, altro che quello del Papa
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  8. So che sembra assurdo ma queste, che sono quelle della prima serie "Stili Architettonici" a firma Wim Duisemberg (il governatore in carica all'entrata in vigore della valuta) sono ricercate dai collezionisti che sono disposti a pagarle anche più del facciale ma, di solito, solo in condizione fds. Probabilmente qualcuno acquisterebbe anche questa per qualche euro in più del facciale.
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  9. Buongiorno a tutti! durante un lungo volo ho approfittato del tempo per riorganizzare il mio archivio fotografico e ho mappato tutte le varianti dei mezzi baiocchi di Innocenzo XII coniati a Gubbio che sono riuscito a individuare (tra cui 11 assenti nel Muntoni). Intanto condivido le tavole; domani mi dedicherò alla descrizione e al confronto tra i diversi esemplari individuati. Vorrei segnalare in particolare i conii di dritto contrassegnati come “~10” e “~11”, assenti nel Muntoni e molto caratteristici rispetto alle altre piccole varianti riscontrate. Inoltre, ritengo interessante richiamare l’attenzione su “~18”, che nel catalogo di LaMoneta è riportato come Munt. 161, mentre a mio avviso si tratta di una terza variante distinta. Infatti, il vero Munt. 161 corrisponde a “~16”. I numeri in rosso sono le classificazioni date dal Muntoni. Provenienza delle immagini: 1 Discussione LaMoneta 2 Attualmente disponibile su EBay 3 Marcoccia Senza Riserva 2 4 Marcoccia Senza Riserva 2 5 Attualmente disponibile su EBay 6 Collezione personale 7 Antivm E-Live 32 8 Catalogo Lamoneta 9 Bertolami Fine Art Web Auction 90 10 Collezione personale 11 Antivm E-Live 37 12 Muntoni Volume III 13 Muntoni Volume III 14 Muntoni Volume III 15 Muntoni Volume III 16 Collezione personale 17 Collezione personale 18 Catalogo LaMoneta 19 Archivio cgbfr.it 20 Marcoccia Senza Riserva 2 21 Collezione personale 22 InAsta 118 E-Live 23 Attualmente disponibile su EBay 24 Collezione personale 25 Catalogo Lamoneta 26 Catalogo Lamoneta 27 Catalogo Numista
    1 punto
  10. No, la serie completa e' di 18 valori. 5 cent, 10 20 25 30 50 60 centesimi 1 Lira, 1,20 1,50 2 3 5 10 20 50 100 150 Lire Marche per imposta sull'entrata, emissione 1940/42, 10c verde, vendita al minuto, marche con matrici senza filigrana, dentellatura a trattini. Nuova con matrice 7/8€. Due parole "sull'imposta sull'entrata" che in quel periodo si chiamava I.G.E. Imposta Generale sull'Entrata, l'IGE sostituì nel 1940 la precedente "imposta sugli scambi" del 1930.. e rimase il fulcro del sistema impositivo indiretto italiano fino alla soppressione nel 1973, rimpiazzata dall'IVA (Imposta sul Valore Aggiunto), introdotta per *armonizzare il fisco italiano alle direttive della Comunità Economica Europea. (* 🤔 suonava bene ?!).
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  11. riguardandola devo dire che tra la globularità della prima immagine e quelle che sembrano tre figure di cui una quasi "a colonna", io proverei a cercare anche tra le monete arabo bizantine, di cui non sono un grande esperto, ma qualcosa di simile mi pare di ricordarlo
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  12. Stiamo benissimo pure noi, e in più abbiamo la valuta più figa del mondo a pari merito col dollaro 😁! E' inutile intavolare discussioni infinite, ti dico solo una cosa. L'euro è la seconda valuta del mondo dopo il dollaro (scusa se è poco), ha funzionato benissimo e campa alla grande (al contrario di quando gli eurofobi vari nel 2002 urlavano che sarebbe finito entro pochi anni) e chi lo adotta ne è soddisfatto in larga parte, quindi: - con tutti i difetti che può avere l'UE, le "sovrastrutture burocratiche", chi ne sta fuori per i suoi motivi e tutto quanto, l'euro si è rivelato una MAGNIFICA IDEA che va protetta e dove necessario migliorata. Siamo d'accordo sul fatto che non tutto quello che gli stati e non la Commissione, hanno deciso di testa loro sui patti di stabilità e poi integrato nei trattati europei dev'essere per forza esatto. La famelica iena è il Consiglio europeo. - chi dell'unione monetaria vuol fare parte è il benvenuto, chi vuole starne fuori ci stia se proprio pensa di avere qualcosa da guadagnarci, ma ormai il presunto vantaggio è difficile da dimostrare. - con tutta la contrarietà che si può avere per l'UE e/o l'integrazione europea a mio avviso sarebbe molto più sensato non contrastare almeno un elemento che l'Europa (e di riflesso i singoli membri) in un campo fondamentale la rende veramente sovrana, altro che "club di sadici". Mi dispiace che sia finita così. Anch'io ho visto e continuo a vedere molte cose che non vanno, e mi lamento e protesto, ma non dimentico che l'UE ce l'hanno in mano gli stati e che il processo d'integrazione europea è qualcosa di storico e fondamentale per il nostro futuro, una delle poche cose per cui valga davvero la pena di sbattersi. Lo stato in cui versa l'UE è una questione, voler unificare seriamente l'Europa un'altra: di certo la seconda non si ottiene semplicemente distruggendo la prima e stando fermi a vedere cosa succede, o peggio ancora andando tutti in ordine sparso a leccare i piedi a qualche potenza dittatoriale. Fosse per me la questione sarebbe risolta da un pezzo col federalismo.
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  13. La moneta del figlio Gallieno è abbastanza simile; pesa 14,31 g. e misura 28 mm. Il D è laureato, e si legge bene tutta la titolatura: IMP C P LIC GALLIENUS AVG. Il rovescio riporta la stessa scena, con Astarte incoronata dalla vittoria; anche qui: COL IVL - AVG FEL. E' la BMC 264. Dimenticavo: l'aplustre (aphlaston in greco e latino) è un ornamento della poppa delle navi militari, consistente di solito in tre o più assi di legno disposte a raggiera. Questo è uno dei tanti esempi di ripetizione di uno stesso rovescio, fatto comune nella stessa dinastia, ma anche in periodi diversi in una particolare città.
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  14. Posto questa slide che, oltre al grande valore storico, farà alzare in piedi qualsiasi collezionista nel vedere questi 2 pezzi da 90: L'augustale d'oro à il "grosso d'oro" di Lucca. La "contrapposizione", come ci ha esaustivamente spiegato la Prof.ssa è molto amplia e tocca molteplici aspetti. Ma in questo caso mi fermerei a contemplare i 2 ritratti di queste fantastiche monete: L'imperatore laureato e il Cristo (Volto Santo) di profilo (!) coronato con la corona medioevale.
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  15. Concordo pienamente con la sua analisi. È proprio questa la differenza tra guardare una moneta come un semplice oggetto da collezione e leggerla come un documento storico. Il termine 'comune' si limita a descrivere la reperibilità sul mercato, ma il significato di questo Sesterzio è tutt'altro che ordinario. Rappresenta il momento esatto in cui Roma scelse il merito e l'efficacia militare (l'adozione dell''Optimus Princeps' mentre era impegnato sul Reno) rispetto alla mera eredità di sangue. Come ha giustamente sottolineato, è il simbolo di una parentesi di civiltà altissima che, purtroppo, la Storia non è riuscita a rendere definitiva. Grazie per averne evidenziato lo spessore storico
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  16. Piacerebbe trovarla pure a me in cassetta di sicurezza a sorpresa
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  17. PROGRAMMA NUMISMATICO 2026
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  18. Conferenza molto interessante, lo scorso anno avevo seguito il corso universitario della Professoressa Baldassarri ma gli approfondimenti sul fino dell'oro e dello studio degli ripostigli con l'analisi del metallo nelle monete ha coinvolto tutti i presenti in sala. Per chi organizza gli eventi vedere molte persone in sala e ancora di più collegate da remoto è gratificante. Ringraziamo la Professoressa Baldassarri per aver accettato il nostro invito con l'augurio di poterla ospitare nuovamente l'anno prossimo, ringraziamo le persone che hanno partecipato in sala e da remoto e un ringraziamento speciale a tutti i soci del CCNM che con il loro supporto permettono al circolo di organizzare eventi importanti.
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  19. Veduta aerea di una piccola porzione degli scavi presso il cimitero di Mayrtup, in Cecenia In Russia, nella Cecenia, scoperta la città medievale di Magas, capitale degli Alani Nel corso di estesi scavi di archeologia preventiva presso il cimitero di Mayrtup, per la realizzazione del gasdotto Novogrozny–Serzhen-Yurt, su una superficie di circa 350 ettari, i ritrovamenti di un’équipe russa fanno pensare a un importante centro urbano fortificato Roberto Mercuzio Una scoperta archeologica nel Sud della Russia sta suscitando entusiasmo nella comunità accademica mondiale, poiché i ricercatori ritengono di aver portato alla luce la città medievale di Magas, a lungo ritenuta perduta, un tempo capitale del potente stato degli Alani. La scoperta è avvenuta nella Cecenia, Caucaso settentrionale, nel corso di estesi scavi presso il cimitero di Mayrtup. Un progetto di archeologia preventiva legato allo sviluppo infrastrutturale si è trasformato in quello che gli esperti definiscono uno dei ritrovamenti storici più significativi degli ultimi decenni nella regione. Il sito, secondo quanto riportano gli archeologi russi, si sviluppa su circa 350 ettari, estensione che lo rende il maggior insediamento medievale mai identificato nel Caucaso settentrionale. La vastità del complesso, unita alla ricchezza di reperti, tra cui monete e strutture funerarie, suggerisce che non si tratti semplicemente di un insediamento, ma di un importante centro urbano fortificato. I ricercatori dell’Accademia Russa delle Scienze, guidati dal capo spedizione Vladimir Malashev, fanno notare che le caratteristiche del sito corrispondono perfettamente alle descrizioni storiche di Magas. Tra queste figurano le sue dimensioni, la posizione strategica e le testimonianze della sua importanza economica e politica. La presenza di monete è particolarmente significativa: indica un’economia sviluppata e possibili legami commerciali al di là della regione circostante. Tali reperti rafforzano la teoria secondo cui l’insediamento ricopriva un ruolo centrale nella società medievale degli Alani. Le testimonianze storiche su Magas risalgono al IX-XI secolo, principalmente attraverso gli scritti di cronisti arabi come Ibn Rustah e Al-Bakri. L’Alania era un potente regno che dominò alcune zone del Caucaso durante il primo Medioevo. I testi indicano che Magas si trovava a circa tre giorni di viaggio dal regno di Sarir, che si ritiene fosse situato nell’odierno Daghestan. La posizione geografica del sito appena scoperto corrisponde esattamente a queste descrizioni. Per secoli, storici e archeologi hanno discusso sull’esatta ubicazione di Magas, proponendo vari siti in tutta la regione. Nessuno di essi però ha fornito una combinazione di prove archeologiche e testuali così convincente come il complesso di Mayrtup. Al di là della sua potenziale identificazione come Magas, il sito costituisce una straordinaria finestra sull’evoluzione degli insediamenti umani nella regione. Gli archeologi riferiscono che l’area contiene strati culturali che vanno dal Calcolitico (Età del Rame) fino al tardo Medioevo. Ciò significa che il sito è stato abitato ininterrottamente per migliaia di anni, e costituisce una documentazione sull’evoluzione delle civiltà, delle tecnologie e delle strutture sociali. Secondo i ricercatori, una tale continuità è rara e offre un’opportunità senza paragoni per studiare lo sviluppo storico a lungo termine nel Caucaso. Gli scavi erano stati inizialmente condotti nell’ambito dei lavori preparatori per la realizzazione del gasdotto Novogrozny–Serzhen-Yurt https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/In-Russia-nella-Cecenia-scoperta-la-citta-medievale-di-Magas-capitale-degli-Alani Legendary Lost Medieval City Discovered in Chechnya May Rewrite the History of the North Caucasus A groundbreaking archaeological discovery in southern Russia is stirring excitement across the global academic community, as researchers believe they may have uncovered the long-lost medieval city of Magas — once the capital of the powerful Alanian state. The discovery was made in the Chechen Republic, part of the North Caucasus, during extensive excavations at the Mayrtup burial ground. What initially began as a rescue archaeology project tied to infrastructure development has evolved into what experts are calling one of the most significant historical finds in the region in decades. A Monumental Find According to Russian archaeologists, the site spans approximately 350 hectares, making it the largest known medieval settlement ever identified in the North Caucasus. The sheer scale of the complex, combined with a wealth of artifacts—including coins and burial structures—suggests that this was not merely a settlement, but a major fortified urban center. Researchers from the Russian Academy of Sciences, led by expedition head Vladimir Malashev, have pointed out that the characteristics of the site closely align with historical descriptions of Magas. These include its size, strategic location, and evidence of economic and political significance. The presence of coinage is particularly telling, indicating a developed economy and possible trade connections beyond the immediate region. Such findings reinforce the theory that the settlement held a central role in medieval Alanian society. Tracing the City of Magas Historical references to Magas date back to the 9th–11th centuries, primarily through the writings of Arab chroniclers such as Ibn Rustah and Al-Bakri. These sources describe Magas as the capital of Alania, a powerful kingdom that dominated parts of the Caucasus during the early medieval period. The texts note that Magas was located roughly a three-day journey from the kingdom of Sarir, believed to have been situated in what is now Dagestan. Intriguingly, the geographical position of the newly discovered site corresponds closely with these accounts. If confirmed, this would solve a long-standing historical mystery. For centuries, historians and archaeologists have debated the exact location of Magas, proposing various sites across the region. However, none have provided as compelling a combination of archaeological and textual evidence as the Mayrtup complex. Layers of Civilization Beyond its potential identification as Magas, the site offers a remarkable window into the evolution of human settlement in the region. Archaeologists report that the area contains cultural layers spanning from the Chalcolithic (Copper Age) through to the late medieval period. This means the site was inhabited continuously for thousands of years, reflecting shifting civilizations, technologies, and social structures. According to researchers, such continuity is rare and provides an invaluable opportunity to study long-term historical development in the Caucasus. The excavations were originally conducted as part of preparatory work for the Novogrozny–Serzhen-Yurt gas pipeline. These types of “rescue excavations” often yield important findings, but few have produced results of this magnitude. Costume elements and jewelry from 6th-century AD burial complexes at Mayrtup. Credit: Institute of Archaeology of the Russian Academy of Sciences (RAS) Alans The Alans were a nomadic and later semi-settled Iranian-speaking people who rose to prominence between the 1st millennium BCE and the medieval period. Known for their skilled cavalry, trade networks, and strategic presence across the Eurasian steppe and the Caucasus, they played a key role in connecting different regions culturally and economically. At their height, the Alans established a powerful political entity in the North Caucasus, with Magas believed to have served as their political and administrative center. Their legacy is considered important for understanding the early medieval history of Eurasia and the development of societies in the Caucasus region. Rewriting the History of the Caucasus The implications of this discovery extend far beyond regional history. The Alanian civilization played a crucial role in connecting Europe and Asia through trade, culture, and migration. Identifying its capital could significantly deepen our understanding of medieval geopolitics and cultural exchange across Eurasia. Moreover, the find could reshape the historical narrative of Chechnya and the wider Caucasus, filling gaps in a period where written records are limited. Researchers emphasize that continued excavations will be essential to confirm whether the site is indeed Magas. Modern Magas: A Name Reborn Interestingly, the name Magas lives on today in Magas, the modern capital of the Republic of Ingushetia. Established in the 1990s, the city was deliberately named after the legendary medieval capital, reflecting a desire to reconnect with the region’s ancient heritage. While the modern city is relatively small and newly built, the historical Magas—if this discovery proves accurate—would represent a vastly older and more influential urban center. What Comes Next Archaeologists plan to continue their work at the site, using advanced dating techniques and further excavation to test their hypothesis. If confirmed, the discovery could become one of the most important archaeological breakthroughs in Russia in recent years. For now, the “lost city” of Magas remains a tantalizing possibility—but one that is closer than ever to becoming historical fact. TASS Cover Image Credit: Kurgan 3 (6th century AD), within which domestic pits from a 10th–13th century settlement are recorded at Mayrtup. Credit: Institute of Archaeology of the Russian Academy of Sciences (RAS) https://arkeonews.net/legendary-lost-medieval-city-discovered-in-chechnya-may-rewrite-the-history-of-the-north-caucasus/
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  20. RIPRENDO ALPINI MEDAGLIE DELLE ADUNATE NAZIONALI -- -- 95A ADUNATA NAZIONALE ALPINI VICENZA 2024
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  21. E' piuttosto facile capirlo, le Novodel sono tutte PROOF, devi ricontrollare solo quelle, hanno 1988 inciso sul bordo.
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  22. Da Benevento, un curioso " very rare " esemplare in AR, con al diritto monogramma di Sicardo ed al rovescio croce su tre gradini : apparentemente, un denaro privo del contorno con le leggende . Sarà a giorni, il 18 Marzo, in vendita CNG 606 al n. 993 .
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  24. E si. Dall' audiometria si evincono svariate falle in certe frequenze 😅
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  25. Buonasera a tutti!!! Dopo un paio di settimane Finalmente mi è arrivata !!!Vi faccio vedere qualche foto per una vostra opinione!!!
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  26. Buonasera @VALTERI, Nell’osservare la moneta non si può fare a meno di restare colpiti dall’eccezionale somiglianza che condividono l’etnico al dritto ed il corrispettivo in incuso al rovescio. Gli angoli che formano i tratti della M, l’orientamento della barretta centrale della E, il posizionamento della T un poco più in alto della E e di nuovo l’angolo che formano le due barrette oblique della A. L’incisore ha realizzato due scritte praticamente identiche. Facendo collimare anche la posizione relativa delle lettere rispetto ai globetti che compongono i prolungamenti del primo chicco della spiga.
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