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Questo bronzo corrisponde, sul piano metrologico e stilistico, a un semiobolo neapolitano a legenda NEOPOΛITHΣ classificato come HN Italy 568 (SNG Cop. 472), 569 e 570 (cfr. anche HN Italy 575 / SNG Cop. 474) e datato al 325-320.

Rabun Taylor sostiene, con argomenti convincenti, che il toro androprosopo di Neapolis (e probabilmente di tuta la monetazione campana) sia Sebeto, dio dell’omonimo fiume, oggi scomparso, che divideva Neapolis da Partenope (forse il torrente Arenella).

Secondo l'opinione prevalente si tratta di un'emissione meramente commemorativa del foedus aequum (stipulato fra Roma e Neapolis nel 326), non destinata alla circolazione. Pedroni la colloca invece al 338 (per l'attribuzione ai Capuani), il Thomsen al 280

Modificato da L. Licinio Lucullo

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