eracle62 Inviato 27 Febbraio, 2013 #76 Inviato 27 Febbraio, 2013 Cambiano tanti aspetti, cambia gradualmente anche l'epigrafia, dai caratteri approssimati dell'epoca medievale, si arriva a una precisione anche in questo, si perdono i caratteri gotici, continuano quelli latini. Ma è il principe che fornisce le indicazioni, i voleri, le aspirazioni, è in pratica il committente e chi li riceve è l'artista, l'incisore che diventa l'esecutore di tutto questo. L'artista arriva ai massimi livelli, non riproduce più, crea, a volte si ispira a dei modelli, a dei quadri importanti, ma è lui che sviluppa il progetto ; l'artista ha così la possibilità di esprimersi, può metterci anche la sua sensibilità, la moneta così si può avvicinare all'arte. Questa splendida discussione era sola soletta, forse dimenticata, mi sembrava giusto ravvivarla e ricordarla. Come giustamente ricordava Mario, l'artista ha sempre cercato di esprimere il proprio pensiero e le sue emozioni attraverso un proprio linguaggio espressivo, che si manifesta maggiormente con l'avvento dei grandi moduli, e la varietà delle commitenze, dove le piccole zecche iniziano tramite i nobili mecenati, a dar lustro a grandi capolavori incisori. Questa sera vorrei ricordare e far conoscere, un chiaro esempio di magnificenza stilistica della zecca di Carmagnola: Reggenza di Margherita di foix per il figlio Michele Antonio marchese di Salluzzo. Progetto del tallero da 40 grossi 1516 AE gr. 30.38 - Busto con lungo velo vedovile, il tutto entro cerchio cordonato. Rv. stemma intagliato e partito di Salluzzo e foix, appeso ad albero sradicato e sfrondato: in alto tra rami, uccellino. Il conio non firmato dovrebbe essre opera di Benedetto da Brioso, amico dei Da Cirvate, a cui tra l'altro furono affidati i lavori della chiesa di S. Giovanni. Margherita di foix seconda moglie di Ludovico il Marchese di Salluzzo, fu donna raffinata e colta al tempo stesso dal carattere deciso. Nel 1504 alla morte del marito, asssunse la reggenza per il figlio Michele Antonio e di fatto governò il marchesato per 24 anni fino alla di lui morte avvenuta nel 1528. L'albero secco sdradicato e raffigurato al rovescio, è un evidente riferimento alla morte di Ludovico di Salluzzo, mentre lo stemma con le armi di Salluzzo e foix appeso ai rami, indica la volontà da parte della vedova e del figlio, di continuare l'opera e la dinastia. Per quanto concerne la presenza dell'uccelino si rimanda al "Dizionario Ragionato dei simboli" di Giovanni Cairo. Milano 1922, dove il volatile viene identificato con lo sfozo di salvare l'anima dal naufragio della morte. Tale interpretazione è suffragata dalla leggenda del rovescio. Eros 1 Cita
Lu.Giannoni Inviato 28 Febbraio, 2013 #77 Inviato 28 Febbraio, 2013 Questa splendida discussione era sola soletta, forse dimenticata, mi sembrava giusto ravvivarla e ricordarla. Come giustamente ricordava Mario, l'artista ha sempre cercato di esprimere il proprio pensiero e le sue emozioni attraverso un proprio linguaggio espressivo, che si manifesta maggiormente con l'avvento dei grandi moduli, e la varietà delle commitenze, dove le piccole zecche iniziano tramite i nobili mecenati, a dar lustro a grandi capolavori incisori. Questa sera vorrei ricordare e far conoscere, un chiaro esempio di magnificenza stilistica della zecca di Carmagnola: Carmagnola. Tallero da 40 Grossi in Bronze, 1516..jpg Reggenza di Margherita di foix per il figlio Michele Antonio marchese di Salluzzo. Progetto del tallero da 40 grossi 1516 AE gr. 30.38 - Busto con lungo velo vedovile, il tutto entro cerchio cordonato. Rv. stemma intagliato e partito di Salluzzo e foix, appeso ad albero sradicato e sfrondato: in alto tra rami, uccellino. Il conio non firmato dovrebbe essre opera di Benedetto da Brioso, amico dei Da Cirvate, a cui tra l'altro furono affidati i lavori della chiesa di S. Giovanni. Margherita di foix seconda moglie di Ludovico il Marchese di Salluzzo, fu donna raffinata e colta al tempo stesso dal carattere deciso. Nel 1504 alla morte del marito, asssunse la reggenza per il figlio Michele Antonio e di fatto governò il marchesato per 24 anni fino alla di lui morte avvenuta nel 1528. L'albero secco sdradicato e raffigurato al rovescio, è un evidente riferimento alla morte di Ludovico di Salluzzo, mentre lo stemma con le armi di Salluzzo e foix appeso ai rami, indica la volontà da parte della vedova e del figlio, di continuare l'opera e la dinastia. Per quanto concerne la presenza dell'uccelino si rimanda al "Dizionario Ragionato dei simboli" di Giovanni Cairo. Milano 1922, dove il volatile viene identificato con lo sfozo di salvare l'anima dal naufragio della morte. Tale interpretazione è suffragata dalla leggenda del rovescio. Eros Postare lo stupendo progetto di tallero di Margherita di Foix è un colpo basso, rischia di chiudere per ko tecnico la discussione! Battute a parte, credo davvero che siamo davanti ad un capolavoro artistico e di comunicazione. Se prendiamo ad esempio un'altra spledida moneta, postata poco sopra, lo scudo di Napoleone Spinola vediamo come questa si presenti come un'opera di raffinatissima fattura, un esercizio di incisione come solo un Hamerani (o uno della sua classe) poteva eseguire; ci parla di un signore che vuol apparire potente e che si presenta ostentando la sua nobiltà. Tuttavia è un'opera splendida ma fredda, nulla in confronto della tensione drammatica che scaturisce dalla figura velata e austera di Margherita il cui rilievo (quasi da medaglia), accentuando i chiaroscuri, contribuisce a determinare un'aura di desolatezza ripresa sul rovescio dall'albero scheletrito. La moneta, in questo caso, rimanda plasticamente, direi quasi con commozione, il dolore profondo di Margherita. A mio avviso una sintesi insuperata tra segno e messaggio. 1 Cita
eracle62 Inviato 28 Febbraio, 2013 #78 Inviato 28 Febbraio, 2013 Postare lo stupendo progetto di tallero di Margherita di Foix è un colpo basso, rischia di chiudere per ko tecnico la discussione! Battute a parte, credo davvero che siamo davanti ad un capolavoro artistico e di comunicazione. Se prendiamo ad esempio un'altra spledida moneta, postata poco sopra, lo scudo di Napoleone Spinola vediamo come questa si presenti come un'opera di raffinatissima fattura, un esercizio di incisione come solo un Hamerani (o uno della sua classe) poteva eseguire; ci parla di un signore che vuol apparire potente e che si presenta ostentando la sua nobiltà. Tuttavia è un'opera splendida ma fredda, nulla in confronto della tensione drammatica che scaturisce dalla figura velata e austera di Margherita il cui rilievo (quasi da medaglia), accentuando i chiaroscuri, contribuisce a determinare un'aura di desolatezza ripresa sul rovescio dall'albero scheletrito. La moneta, in questo caso, rimanda plasticamente, direi quasi con commozione, il dolore profondo di Margherita. A mio avviso una sintesi insuperata tra segno e messaggio. Mi complimento vivamente per la disamina, molto tecnica, quasi da addetto ai lavori, ho voluto sensibilizzare maggiormente la discussione, e vedo che qualcuno ha colto... I messaggi subliminali che sono presenti in taluni tondelli, mi stimolano particolarmente, e pensare al lavoro degli incisori, ancor di più, ci sarebbe da raccontare molto ma forse non è questo il contesto, ma ricordarli e doveroso, per l'immenso contributo che ci hanno donato. Sperando che altri possano esssere stimolati e attratti da quanto si possa udire solo osservando... Eros Cita
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