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L. Licinio Lucullo

Denario L. Staius Murcus

Risposte migliori

L. Licinio Lucullo

La carriera di Lucio Staio Murco, come quella di tanti comandanti dell'epoca, non è ben documentata. Sembra essere stato una delle menti militari più dotate della sua epoca, ed è evidente che fu acclamato imperator, anche se l'occasione non è nota. Altrettanto sfuggenti sono le circostanze in cui ha coniato le sue monete, che offrono quindi spazio per la speculazione. Secondo Appiano, Murco non ha partecipato all'assassinio di Cesare, che aveva servito come legato, ma era presente e fu tra i primi a difendere i congiurati. Poco dopo, andò in Siria come il proconsole designato per il 44, portando con sé tre legioni per ristabilire l'ordine a seguito della ribellione nata nell'esercito siriano sotto la guida dell'ex-pompeiano Q. Cecilio Basso. Le fonti sono discordi, ma sembrerebbe che Murco e il governatore della Bitinia, Q. Marcio Crispo, abbiano unito le forze per assediare Basso nella roccaforte di Apameia. Lo stallo si risolse solo quando Cassio pretese il controllo di tutte le legioni per la causa repubblicana: tre ciascuno da Murco e Crispo e una o due da Basso; in cambio, Murco ricevette una posizione di comando della flotta di Cassio e potrebbe aver preso parte al famoso assedio di Rodi (primavera del 42). Gli fu poi affidata una missione importante: circumnavigò il Peloponneso per intercettare la flotta che Cleopatra VII stava conducendo in aiuto di Antonio e Ottaviano; tuttavia le due flotte non si incontrarono, in quanto la maggior parte di quella egiziana fu distrutta in una tempesta. Murco fu allora impegnato nel saccheggio del Peloponneso prima di salpare per Brindisi, dove contrastò il tentativo di Antonio di trasferire truppe e rifornimenti in Macedonia; ottenendo buoni risultati (grazie alle scarse risorse di Antonio) sino all'arrivo di Ottaviano con una flotta dalla Sicilia. L'arrivo dei rinforzi navali, mandati da Cassio agli ordini Enobarbo, permise comunque di continuare le operazioni e il blocco rimase in funzione fino alla battaglia di Filippi, quando consentì di intercettare un convoglio al comando di Calvino, la cui perdita risultò sconfortante per i Cesariani. Dopo aver appreso che Bruto e Cassio erano morti, Murco navigò verso la Sicilia per unirsi a Sesto Pompeo, ampliandone notevolmente navi, soldati e risorse finanziarie. Fu forse in questo periodo di incertezza, fra Filippi e il ricongiungimento con Pompeo, che coniò i suoi denarî. Secondo Appiano, la lealtà e il sostegno di Murco furono contraccambiati solo dal sospetto crescente e dell'invidia di Pompeo; è probabile che Murco abbia chiesto di svolgere un ruolo più importante e Pompeo temette di condividere la sua autorità. Sembra comunque che Pompeo abbia iniziato a sospettare di lui isolandolo dalle decisioni di comando così chiaramente che nel 39 si era formata una spaccatura irreparabile; a Siracusa allora Murco volle abbandonare Pompeo, ma fu ucciso dai suoi sicarî

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