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Picciolo ascolano....


rcamil

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Ciao a tutti, volevo approfittare della mattinata uggiosa per presentarvi una monetina piccola, molto piccola, di diametro che va da 12,5 a 13mm, ma credo interessante, per quello che può raccontare ad un “esame approfondito” :rolleyes: :

picciolosistoivascoli6003nu.jpg

Si tratta di un picciolo in mistura per Ascoli, coniato sotto il pontificato di papa Sisto IV Della Rovere, di Celle Ligure, pontefice nel periodo 1471-1484.

Al diritto troviamo, lo stemma semiovale di papa Sisto IV sovrapposto allo stemma cittadino di Ascoli, senza scudo; attorno , da destra: DE AS – CVL.

Al rovescio, croce fogliata entro cerchio di perline, in alto chiavi decussate e da destra S ENNIDIVS (S.Emidio, patrono di Ascoli, Link per saperne di più)

Questa è l’unica tipologia coniata ad Ascoli da questo papa; il Muntoni cita anche esemplari in rame, e narra (stile leggenda :rolleyes: ) di piccioli di peso assai variabile, da 1,27 grammi fino a 3,75 grammi ( :o ) di un esemplare della collezione di V. Emanuele III

L’esemplare in foto, in mistura, pesa attorno a 0,6 grammi, ed è in linea con il peso teorico dei piccioli (nome comune del “denaro piccolo”), che era stabilito con taglio di 504 pezzi per libbra corrispondenti ad un peso di 0,673 grammi. Il titolo della lega era 19,1/1000 di argento (in pratica, "a vista", rame puro ;) ).

Di seguito gli stemmi del papa ed odierno della città di Ascoli, che compaiono al diritto di questa moneta e la loro descrizione araldica:

stemmadellarovere3qi.jpg

Della Rovere: D'azzurro, al rovere sradicato, fruttato e fogliato, il tutto d'oro.

stemmaascoli6hb.jpg

Ascoli: Di rosso al castello di travertino al naturale merlato alla ghibellina con due archi aperti e galleria sovrastante a cinque arcate, fiancheggiata da due torri dello stesso di disuguale altezza; quella di destra più alta merlata, l'altra a tetto.

Sperando di non avervi annoiato :P

Ciao, RCAMIL.

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Ah! l'antica moneta patria! :D

Grande Rcamil, molto interessante... ;)

Una domanda se non è indiscreta: ma come ne sei venuto in possesso? Nel senso sono monete rare queste o alla fine non difficili da trovare?

PS Una proposta, forse sarebbe meglio mettere un'immagine più chiara per valutare meglio la moneta. Io ho regolato luminosità e contrasto con photoshop ed è nettamente migliorata.

PPS Chi è interessato ad avere informazioni anche sulla giostra della Quintana che si svolge tutte le estati ad Ascoli in occasione delle festività per il santo patrono potrà trovare informazioni utili su questo link del Comune di Ascoli Piceno

Link Comune Ascoli Piceno

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Grande Rcamil, molto interessante...  ;)

Una domanda se non è indiscreta: ma come ne sei venuto in possesso? Nel senso sono monete rare queste o alla fine non difficili da trovare?

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Ciao uzifox, e grazie ;)

Di questa moneta è il primo esemplare che mi sia capitato di vedere, per cui credo non siano molto comuni.

L'ho acquistato casualmente diverso tempo fa, notando lo stemma Della Rovere, il resto l'ho poi scoperto in seguito... :P

PS Una proposta, forse sarebbe meglio mettere un'immagine più chiara per valutare meglio la moneta. Io ho regolato luminosità e contrasto con photoshop ed è nettamente migliorata.

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Io la vedevo bene, forse questione di regolazioni, comunque proviamo con questa più luminosa ;) :

picciolosistoivascoli60013tl.jpg

Ciao, RCAMIL B)

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  • 2 settimane dopo...
Questa è l’unica tipologia coniata ad Ascoli da questo papa; il Muntoni cita anche esemplari in rame, e narra (stile leggenda  :rolleyes: ) di piccioli di peso assai variabile, da 1,27 grammi fino a 3,75 grammi ( :o ) di un esemplare della collezione di V. Emanuele III

L’esemplare in foto, in mistura, pesa attorno a 0,6 grammi, ed è in linea con il peso teorico dei piccioli (nome comune del “denaro piccolo”), che era stabilito con taglio di 504 pezzi per libbra corrispondenti ad un peso di 0,673 grammi. Il titolo della lega era 19,1/1000 di argento (in pratica, "a vista", rame puro  ;) ).

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Nel week-end ho avuto modo di sfogliare il volume XIII (Marche) del CNI, allo scopo di approfondire la storia di questa monetina ascolana.... :rolleyes:

Ebbene non mancano le sorprese, innanzitutto per le molteplici varianti che il CNI cataloga, da 1 a 14 :o, diversificate per le legende (soprattutto sul nome del santo) o per i cerchi che separano campi e legende sia al diritto che al rovescio, che possono essere lineari, a perline (come al rovescio dell'esemplare di questo post) o mancanti.

Tutte indicate come RAME e non mistura (ma come sottolineato nel post dell'altro giorno distinguere rame e mistura con solo il 19,1/1000 di argento non è semplice ;) )

Poi le note al pezzo che cita anche il Muntoni, di peso 3,75 grammi, che nel CNI è indicato come "PICCIOLO MULTIPLO o PROVA ?", tra l'altro di diametro superiore (16 mm) rispetto agli altri, probabilmente un unicum.... :)

Infine, non meno importante, la nota storico-introduttiva presente sul CNI, che riporto integralmente:

da CNI, Vol.XIII - Marche pag.196

Durante i successori di Eugenio IV (1431-1447) pare che la zecca di Ascoli rimase inoperosa non conoscendosi monete col nome dei pontefici.

Tale inoperosità derivò dal fatto che per la molteplicità delle zecche, la troppa quantità di piccioli, e l'adulterazione dei bolognini nella mistura dei metalli, si erano grandemente accresciuti i disordini nel sistema monetario della Marca.

In tali condizioni gli Ascolani non ristarono dal supplicare il Papa di concedere loro il permesso di battere moneta minuta, e finalmente Sisto IV con Breve del 22 dicembre 1472 autorizza la città di Ascoli a coniare piccioli per un anno fino alla somma di 1000 ducati, della quale concessione tosto si giovano gli Ascolani.

Stando a questa nota, si può risalire anche al quantitativo teorico permesso dal'autorizzazione pontificia, essendo:

1 ducato = 70 bolognini romani (o baiocchi)

1 bolognino romano = 4 quattrini

1 quattrino = 4 piccioli (o denari piccoli)

Quindi (4x4x70)x1000 = 1.120.000 piccioli :blink:

Da vedere poi se questo quantitativo, non certo esiguo, sia stato effettivamente coniato, ma per questo occorre approfondire ancora :P

Ciao, RCAMIL.

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  • 1 anno dopo...

Piccolo aggiornamento visto che sono venuto in possesso del libro di Mazza su "Le monete della zecca di Ascoli".

Trovo scritto (e allego pagine) che l'ingente quantitativo succitato era "subordinato a determinati risarcimenti da erogare alla comunità di Colonnella" quindi magari fatto il risarcimento alla fine dei conti non ne furono coniati poi così tanti se poi nei due anni successivi venivano fatte due petizioni per ottenere altri 500 ducati di piccioli. Petizioni sembra inascoltate...

Una cosa non mi è chiara: E' giusto il tuo calcolo o quello del libro?

Nel libro si dice che 1 ducato veneziano d'oro era uguale a 62 bolognini al taglio della libbra romana.

Quindi bolognino romano e bolognino marchigiano erano equivalenti? :huh:

Perchè poi si dice che 1 bolognino marchigiano sono 24 Piccioli di Ascoli e il conto diventa quindi

(24X62)X1000= 1.488.000 picciolo 368.000 in più... :blink:

PS FAB= FABIANI G. , Ascoli nel quattrocento, 2 voll. Ascoli 1950

ZAN= ZANETTI G.A , Delle monete d'Italia, vol. II e III, Bologna 1779 e 1783

DEM= DE MINICIS G. , Numismatica Ascolana ossia dichiarazione delle monete antiche di Ascoli nel Piceno, Fermo 1853

post-1512-1201302957_thumb.jpg

Modificato da uzifox
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Una cosa non mi è chiara: E' giusto il tuo calcolo o quello del libro?

Nel libro si dice che 1 ducato veneziano d'oro era uguale a 62 bolognini al taglio della libbra romana.

Quindi bolognino romano e bolognino marchigiano erano equivalenti?  :huh:

Perchè poi si dice che 1 bolognino marchigiano sono 24 Piccioli di Ascoli e il conto diventa quindi

(24X62)X1000= 1.488.000 picciolo      368.000 in più...  :blink:

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Ciao, il mio calcolo empirico/teorico si basava all'epoca solo sui dati "di cambio" presenti sul Muntoni, mancandomi il Mazza sulla zecca ascolana.

Avevo dato per scontato che il "ducato" a cui faceva riferimento il CNI nelle note, fosse il ducato papale (o fiorino), mentre sembra che l'unità di conto sia quello veneziano. Da qui la discrepanza, che non muta comunque l'ordine di grandezza della coniazione ;) . Sarebbe poi interessante capire a quanto ammontava "il riarcimento di Colonnella", e magari capire anche a cosa fosse dovuto... :rolleyes:

Quanto all'equivalenza bolognino romano / bolognino marchigiano, nelle scansioni che hai riportato possiamo trovare che:

1 bolognino marchigiano = 26 denari

1 bolognino romano = 20 denari

Ciao, RCAMIL.

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Da “Le monete dell’Abruzzo e del Molise” di D’Andrea e Andreani, riguardo alla città di Colonnella (TE);

citando l’opera del Fabiani “Ascoli nel quattrocento”:

Dopo l’elezione di papa Sisto IV (9 agosto 1471), una delegazione di Ascoli Piceno si era recata a Roma a rendere omaggio al nuovo Pontefice. L’ambasceria aveva inoltre chiesto che fosse concesso alla città di coniare, per un anno intero, monete di piccolo taglio, i piccioli, per un valore complessivo di 1000 ducati. La concessione a questa richiesta era giunta con il Breve Papale del 22 dicembre 1472, a cui fece seguito, cinque giorni dopo (27 dicembre), una lettere del Camerario Cardinale Orsini, indirizzata al Tesoriere di Ascoli, in cui dichiarava che una parte dei piccioli emessi, che in un primo tempo il Papa aveva deciso spettassero alla Camera Apostolica (e ciò era stato riportato nel sopraccitato Breve), andasse invece versata alla Comunità di Colonnella, per ripagarla dei buoi razziati dalle ciurme delle navi crociate.

In una successiva missiva del 16 marzo 1473 si dichiarava inoltre che tali monete andavano coniate in una lega che non contenesse argento, che dovevano riportare impressa l’arma del Papa, e che la somma da versare alla Comunità di Colonnella fosse di 150 ducati.

Furono così coniate, presso la zecca di Ascoli, le monete da un picciolo (l’unica emissione di Sisto IV in questa città).

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Da premettere che la città di Colonnella, a seguito delle lotte tra Angioini e Aragonesi, venne venduta da Carlo III ad Ascoli il 01 agosto 1385.

Da “Quaderno di studi – Zecca di Ascoli – Picciolo di Sisto IV papa” di Costantini Cesare:

L’emissione del picciolo con l’arma di Sisto IV viene autorizzata dallo stesso Papa con breve del 22 dicembre 1472 per un quantitativo massimo di 1000 ducati. Essendo che all’epoca del breve il ducato papale valeva (secondo una convenzione del 1471 stipulata tra alcune città marchigiane sedi di zecca) 62 bolognini e un bolognino valeva 24 piccioli di Ascoli, ne consegue che la zecca cittadina avrebbe potuto coniare fino ad un massimo di 1.448.000 piccioli per un anno, ma escludo che possa essere stata emessa tale quantità. Una parte di queste monete sarebbe servita per pagare un risarcimento alla comunità di Colonnella, per un importo di 150 ducati, per un certo numero di buoi che gli abruzzesi si erano visti requisire dalle ciurme di alcune navi crociate (e ciò fa pensare che nel porto di Martinsicuro (TE) o di Porto d’Ascoli (AP), dovevano essere state ormeggiate per un certo periodo, o erano di passaggio davanti quel tratto di costa, delle navi appartenenti alla flotta crociata qualche tempo prima). A quanto pare la città di Ascoli provvide a risarcire Colonnella per l’importo citato, che doveva essere pari a 223.200 piccioli, per un peso di circa 151.800 grammi di mistura (più o meno 448 libbre), anche perché l’autorizzazione pontificia era proprio subordinata al pagamento del suddetto risarcimento.

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Il fascino della Numismatica: chi lo avrebbe mai detto che a questo picciolo è collegata la storia di una requisizione di bovini ad opera di navi crociate. :D

Grazie Rcamil per aver iniziato questa discussione.

Grazie Uzifox (neo collezionista di monete ascolane :) ) per averla riaperta.

Modificato da legionario
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