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picchio

Lombardia
20 soldi 1796

Una moneta particolare e ricca di storia, perchè la Pisside sulle monete ossidionali di Mantova coniate dagli austriaci assediati ?

La presenza della Pisside (vaso eucaristico destinato a custodire l'ostia per la comunione, in principio i cristiani utilizzarono dei contenitori rotondi che i romani usavano quotidianamente per conservare medicine, dal secolo XIV in poi la pisside adotta la forma di un calice e reliquiario) non è nuova sulle monete di Mantova e ci riporta ai fasti del 1433 quando l'Imperatore Sigismondo, aveva appena elevato Gian Francesco Gonzaga, il V Capitano del Popolo e Vicario Imperiale, a I° Marchese di Mantova.

L'evento doveva essere ben celebrato, ed il Marchese fece coniare subito un grosso con lo stemma delle quattro aquile imperiali, ed al verso la Pisside o Reliquiario del Preziosissimo Sangue di Cristo.

La Pisside si ripeterà con frequenza per i successori di Gian Francesco fino a Carlo II Gonzaga Nevers (1647-1665).

Certamente la parte che collega numismatica e storia alla Pisside è quella già raffigurata sugli scudi ed i mezzi scudi battuti durante l'assedio di Mantova del 1629-1630 con Sant'Andrea con la croce poggiata sulla spalla destra che protende la mano sinistra che tiene la Pisside. In questo caso la Pisside raffigurata per invocare la Misericordia Divina per la città di Mantova, assediata ed alla fine delle proprie forze. Nella speranza di evitare il saccheggio e la messa a ferro e fuoco delle truppe dell'Aldrigen.

Nell'infausto ripercorrere della storia anche sulla monetazione ossidionale austriaca del 1796 compare la Pisside ad invocazione di Misericordia per scampare alla fame ed al saccheggio francese, ed in questo caso le Pissidi sono due, oggi custodite in Sant'Andrea, la prima contenente la terra intrisa del Sangue Preziosissimo e l'altra la spugna imbevuta di aceto e di fiele per dissetare Gesù morente sulla Croce.

Le Pissidi furono portate a Mantova da San Longino, il soldato romano che trafisse con la lancia il costato di Gesù morente sulla Croce. Dalla ferita sgorgò sangue misto ad acqua ed alcune gocce finirono negli occhi malati da tempo di Longino che immediatamente guarì. Raccolse e conservò anche la terra del martirio di Gesù, ed a sua volta venne martirizzato nel 37 in Cappadocia.

L'assedio napoleonico alla fortezza di Mantova dal giugno 1796 al 2 febbraio 1797, non fu particolarmente cruento e la città non fu oggetto di saccheggio indiscriminato. Certo il Buonaparte aveva già messo in pratica il sistematico depredamento di opere artistiche da far confluire a Parigi, ma vite e muri della città non furono trascinate nella polvere. Ne abbiamo testimonianza con numerosi ex-voto sui muri di Mantova che raffigurano proprio le Pissidi.

Per maggiori dettagli riguardanti l'assedio Vi potete collegare a:

Incuso Assedio Francese di Mantova.

Prendendo in considerazione la moneta notiamo subito che lo stile è grezzo, e la raffigurazione delle Pissidi non ben definita nel dettaglio. La composizione è semplice come accade nella monetazione ossidionale a cavallo del secolo; ridotta all'essenziale ed al tempo stesso riporta tutti i carartteri dell'autorità emittente. Le quattro aquile imperiali al D/ ci riportano ai fasti Gonzagheschi, richiamano il popolo assediato a difendere le proprie origini e non far cadere le mura della nobile città nelle mani giacobine, ed al R/ le Pissidi, come già detto ad invocare l'aiuto divino. La moneta fu coniata con l'argento requisito, o offerto, dalla Confraternita del Preziosissimo Sangue di S. Andrea al Generale Comandante della Piazzaforte Wurmser.

Dritto: In serto di lauro, nel campo due pissidi sotto le quali, su due righe, SOLDI . 20 1796 ..*

Verso: Stemma dei Gonzaga quadripartito con aquile ad ali spiegate, caricato al centro dello scudetto d'Austria e Lorena e sormontato da corona ducale, intorno FRANC . II . D . G . R . I . S . A . G . H . B . R . A . A . D. M . E . MANT ..

(Francesco II per la Grazia di Dio Augusto Imperatore (S) Romano, Re di Germania, Boemia, (H) Ungheria, Arciduca d'Austria, Duca di Milano e Mantova

La moneta in mistura ad elevato contenuto d'argento ha un peso di circa 3,30 grammi, diametro di 24,2 mm.

Riferimenti: CNI IV pag. 420 n. 3 - Tavola XXXV 10, Margini Castagna 226.

Pagani 256

Commercialmente è molto ricercata, tanto da farla diventare Molto Rara (R2), collezionata sia in Austria sia in Italia, ha subito negli ultimi anni una impennata del valore. Un esempio, nel marzo 2003 fu venduto da Kunker un esemplare in q. SPL stimato 300 euro ne realizza 600. Lo stesso esemplare compare in una asta HD Rauch nel maggio 2004 con base d'asta 800 euro (600 + 15% diritti = 690) ne realizza 1.500 + 22% = 1.830 che a ragion veduta sono tanti.

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Picchio tira fuori sempre grandi pagine di numismatica!

Grazie.

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Grazie Picchio,

concordo con Gionata: è un piacere leggere le sue discussioni e le sue mirabili schede.

Penso che meriterebbe sicuramente vincere quel concorso nummo-fotografico che così autorevolmente coordina.

Un salutone,

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Grandissimo :)

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davvero grazie

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Complimenti.

Penso che articoli di questo calibro meritano un posto alla Lamonetapedia. <_<

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Ho fatto una piccola aggiunta, mi spiaceva lasciare il dubbio di cosa significasse la legenda.

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Picchio mi hai letto nel pensiero, stavo proprio per chiederti della legenda :rolleyes:

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Quindi esistono anche esemplari in condizioni splendide o lo splendido va sempre mediato col fatto che stiamo considerando una moneta ossidionale?

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Per la precisione RISA significa Romanorum Imperator Semper Augustus ;)

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x Yafet= Bella domanda, il grado di conservazione è soggettivo o oggettivo ?.

Lo splendido è splendido, si potrebb eaggiungere che per un certo tipo di monetazione, ossidionale o meno i canoni di splendido sono più "bassi" in quanto già mal coniata all'origine.

x Mirko = esatto il significato di R.I.S.A.

FRANC . II . D . G . R . I . S . A . G . H . B . R . A . A . D. M . E . MANT ..

Franciscus II Dei Gratiâ (electus) Romanorum Imperator, semper Augustus,

Gernianiae, Hungariae, (&) Bohemiae Rex, Archidux Austriae, Dux Mediolani,

& Mantua &c. &c. &c.

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Sul mezzo soldo del 1793 la legenda è identica, tranne che per il Semper Augustus... questa dicitura ha un significato simbolico particolare, o semplicemente il 20 soldi è più grande e ci stavano quindi un paio di lettere in più? :P

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Probabilmente era stato eletto ma non aveva ancora ricevuto l'incoronazione ad imperatore.

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Probabilmente era stato eletto ma non aveva ancora ricevuto l'incoronazione ad imperatore.

120404[/snapback]

Ma a quell'epoca esisteva ancora l'incoronazione "fisica" dell'Imperatore? So che già dal '500 non avveniva più l'incoronazione da parte del Papa, ma doveva cmq esserci un formale riconoscimento da parte del Pontefice prima di essere riconosciuti Imperatori?

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Il riconoscimento da parte del pontefice non era più necessario.

Tuttavia c'era una precisa cerimonia, molto complessa, durata fino all'ultimo imperatore Francesco II (fine 1700).

Prima si era eletti imperatori, poi - dopo qualche mese - avveniva l'incoronazione.

Ho da poco finito di tradurre dal tedesco in italiano la descrizione cerimonia. Conto di metterla online fra poco.

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x Yafet= Bella domanda, il grado di conservazione è soggettivo o oggettivo ?.

Lo splendido è splendido, si potrebb eaggiungere che per un certo tipo di monetazione, ossidionale  o meno i canoni di splendido sono più "bassi" in quanto già mal coniata all'origine.

Teoricamente dovrebbe essere oggettiva, ma non e' raro trovare sui cataloghi di vendita..."conservazione splendida per questo tipo di moneta" o roba simile. Ecco perche' alla fine i confini sono molto labili.

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A volte cercando monete mantovane sui cataloghi mi è capitato di vederne alcune, che con i parametri delle monete contemporanee non esisterei a definire letteralmente devastate, eppure erano vendute come FDC.... :ph34r:

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Teoricamente dovrebbe essere oggettiva, ma non e' raro trovare sui cataloghi di vendita..."conservazione splendida per questo tipo di moneta" o roba simile. Ecco perche' alla fine i confini sono molto labili.

Altre volte sui cataloghi si legge nella descrizione della moneta:

"Splendido esemplare e di rara reperibilità"

ma poi si nota più a destra, di solito vicino al prezzo, la vera valutazione sulla conservazione che può essere eventualmente un qFDC o altro ancora ma non specificamente SPL.

Evidentemente in questi casi la parola "splendido" che si legge nella descrizione è solo un aggettivo per commentare la gradevolezza della moneta, ma non si riferisce allo stato preciso della conservazione della moneta.

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